Lo sviluppo del Banco di Napoli attraverso l’esame dei suoi bilanci : evoluzione recente e prospettive.<br />Di Bonito Ros...
2/16<br />LA STORIA DEL BANCO DI NAPOLI<br /><ul><li>1584–1661Le casse di deposito diventano 8 banchi pubblici
1794 	              Banca Nazionale di Napoli
 1806	              Banco Nazionale delle Due Sicilie
 1816	              Banco delle Due Sicilie
 1861	              Banco di Napoli
 1909	              Internazionalizzazione
 1926	              Istituto di credito di diritto pubblico
1983Gruppo Banco di Napoli
 1991	              Privatizzazione: legge Amato
 1998 	              Cordata BNL – INA
 2000	              Cessione al Gruppo Sanpaolo IMI
 2003	              Nuova denominazione Sanpaolo Banco di Napoli S.p.A.
 2007 	              Fusione Intesa – Sanpaolo: ritorno alla denominazione             	               Banco di  Napoli S....
Concentrazione della missione operativa nelle regioni meridionali
 Catalizzatore dei risparmi delle famiglie meridionali
 Innovazione di prodotto
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Project work IPE - Banco di Napoli

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Dopo un breve excursus delle tappe fondamentali della storia del Banco di Napoli, il lavoro pone l’accento sui principali eventi che hanno condizionato lo sviluppo di quest’ultimo: la fusione tra Intesa e Sanpaolo, e la crisi finanziaria. Il corpo centrale del lavoro è rappresentato dall’analisi andamentale relativa al quadriennio 2007-2010 e ai primi tre mesi del 2011.
Al fine di descrivere l’impatto della crisi finanziaria sull’operatività della Banca, è stata condotta un’analisi che concerne le quattro principali regioni in cui il Banco di Napoli è presente, sottolineando infine le principali criticità future da monitorare.
After a short excursus of milestones in the history of the Banco di Napoli, the work focuses on the major events that have influenced the development of the latter: the merger between Intesa and Sanpaolo, and the financial crisis. The main body of work is the analysis on the performance on the 2007-2010 period and the first three months of 2011.
In order to describe the impact of financial crisis on the operation of the Bank, an analysis was conducted concerning the four main regions in which the Banco di Napoli is present, then pointing out the main problems of future monitoring.

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  1. 1. Lo sviluppo del Banco di Napoli attraverso l’esame dei suoi bilanci : evoluzione recente e prospettive.<br />Di Bonito Rosa<br />Iannicola Marianna<br />Palumbo Laura<br />Topo Veronica<br />Master in Bilancio, Revisione contabile e Controllo di gestione. <br />
  2. 2. 2/16<br />LA STORIA DEL BANCO DI NAPOLI<br /><ul><li>1584–1661Le casse di deposito diventano 8 banchi pubblici
  3. 3. 1794 Banca Nazionale di Napoli
  4. 4. 1806 Banco Nazionale delle Due Sicilie
  5. 5. 1816 Banco delle Due Sicilie
  6. 6. 1861 Banco di Napoli
  7. 7. 1909 Internazionalizzazione
  8. 8. 1926 Istituto di credito di diritto pubblico
  9. 9. 1983Gruppo Banco di Napoli
  10. 10. 1991 Privatizzazione: legge Amato
  11. 11. 1998 Cordata BNL – INA
  12. 12. 2000 Cessione al Gruppo Sanpaolo IMI
  13. 13. 2003 Nuova denominazione Sanpaolo Banco di Napoli S.p.A.
  14. 14. 2007 Fusione Intesa – Sanpaolo: ritorno alla denominazione Banco di Napoli S.p.A. </li></li></ul><li>3/16<br />LA FUSIONE INTESA-SANPAOLO 1/2<br /><ul><li>IMPATTI ORGANIZZATIVI</li></li></ul><li>4/16<br />LA FUSIONE INTESA-SANPAOLO 2/2<br /><ul><li>IMPATTI OPERATIVI
  15. 15. Concentrazione della missione operativa nelle regioni meridionali
  16. 16. Catalizzatore dei risparmi delle famiglie meridionali
  17. 17. Innovazione di prodotto
  18. 18. Ottimizzazione dei progetti di crescita delle imprese meridionali
  19. 19. Miglioramento del servizio
  20. 20. IMPATTI SULLA GESTIONE DEL RISCHIO DI CREDITO
  21. 21. Introduzione di strumenti per il controllo analitico degli impieghi
  22. 22. Miglioramento politiche creditizie
  23. 23. Modelli di rating differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte</li></li></ul><li>5/16<br />LA CRISI FINANZIARIA E IL SISTEMA CREDITIZIO ITALIANO<br />La dinamica del credito erogato dalle banche italiane si è mantenuta molto vivace.<br />2007<br />+ 10,5%<br />2008<br />Il peggioramento della qualità del credito spinge le banche ad avere un atteggiamento più prudenziale.<br />+ 7,4%<br />L’economia italiana torna a crescere solo nel terzo trimestre e l’abbondanza di liquidità presente nel sistema porta i tassi bancari ai minimi storici. Si assiste ad un progressivo rallentamento del credito.<br />2009<br />+ 2,3%<br />La ripresa economica, favorita dagli stimoli monetari e fiscali, ha permesso il miglioramento dell’andamento dei prestiti bancari.<br />2010<br />+ 2,1%<br />
  24. 24. 6/16<br />IL BANCO DI NAPOLI E IL FINANZIAMENTO DEL TERRITORIO 1/2<br />CALABRIA<br />CAMPANIA<br />Nel biennio 2009-10, la quota di credito erogata dai primi 5 gruppi bancari operanti in regione è stata pari a circa il 60%. <br />Il livello di concentrazione dei prestiti è passato dal 62,9% del 1998 al 58,1% del 2010.<br /><ul><li>Prestiti bancari + 4%
  25. 25. Inasprimento condizioni di offerta
  26. 26. Indice di mobilità della qualità del credito 20%
  27. 27. Sofferenze + 32,3% - durata media 60 mesi
  28. 28. Forte indebitamento delle imprese (53%)
  29. 29. Il 32% delle imprese ha chiuso in perdita
  30. 30. Prestiti bancari + 3,7%
  31. 31. Inasprimento condizioni di offerta
  32. 32. Indice di mobilità della qualità del credito 30%
  33. 33. Il 31,4% delle aziende è in perdita
  34. 34. Indebitamento 40% del fatturato</li></li></ul><li>7/16<br />IL BANCO DI NAPOLI E IL FINANZIAMENTO DEL TERRITORIO 2/2<br />BASILICATA<br />PUGLIA<br />Nel corso dell’ultimo decennio il grado di concentrazione del sistema bancario si è ridotto, passando dal 65,2% del 2000 al 55,1% del 2010.<br />Nel 2010 la quota di prestiti detenuta dai 5 maggiori istituti operanti in regione è scesa al 57,4%.<br /><ul><li>Prestiti bancari + 3,3%
  35. 35. Inasprimento condizioni di offerta
  36. 36. Indice di mobilità della qualità del credito 6,9%
  37. 37. Durata media sofferenze 65 mesi.
  38. 38. Prestiti bancari + 5,2%
  39. 39. Inasprimento condizioni di offerta
  40. 40. Indice di mobilità della qualità del credito 18%
  41. 41. Durata media sofferenze 58 mesi.</li></li></ul><li>8/16<br />ANALISI ANDAMENTALE DAL 2007 AL 2010 1/1<br /><ul><li>INDICI DI REDDITIVITÀ</li></li></ul><li>9/16<br />ANALISI ANDAMENTALE DAL 2007 AL 2010 2/3<br /><ul><li>INDICI DI REDDITIVITÀ</li></li></ul><li>10/16<br />ANALISI ANDAMENTALE DAL 2007 AL 2010 3/3<br /><ul><li>INDICI DI STRUTTURA
  42. 42. INDICI DI EFFICIENZA</li></li></ul><li>11/16<br />IMPATTI QUANTITATIVI E QUALITATIVI DELLE NUOVE DISPOSIZIONI<br /><ul><li>ACCORDO 1988</li></ul>Coefficiente di Adeguatezza Patrimoniale<br />Le banche devono mantenere un requisito minimo di patrimonializzazione pari all’8% del complesso delle attività ponderate in relazione ai rischi di credito ed ai rischi di mercato. <br /><ul><li>BASILEA II</li></ul>Non Cambia la struttura del Coefficiente di Adeguatezza Patrimoniale né la soglia dell’8% ma:<br /><ul><li>cambiano i metodi di computazione della attività ponderate per il rischio di credito: le ponderazioni sono in funzione del profilo di rischio dell’attività, cioè della probabilità di default delle controparti (rating), delle garanzie, della tipologia di contratti e di linee affidate, delle scadenze delle operazioni.
  43. 43. viene introdotta la categoria dei Rischi Operativi</li></li></ul><li>12/16<br />COEFFICIENTI DI SOLVIBILITA’<br />Tier 1, dato dal rapporto tra il patrimonio di base e il complesso delle attività di rischio ponderate.<br />Total capital ratio, dato dal rapporto tra patrimonio di vigilanza<br /> ed attività di rischio ponderato.<br />
  44. 44. 13/16<br />IL PATRIMONIO DI VIGILANZA DAL 2007 AL 2010<br />Patrimonio supplementare <br />Elementi positivi: strumenti ibridi di patrimonializzazione, le riserve positive iscritte in contropartita della valutazione dei titoli disponibili per la vendita l’eccedenza delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese limitatamente al portafoglio corporate.<br />Elementi negativi: filtri prudenziali sulle riserve di rivalutazione.<br />Patrimonio di base<br />Elementi positivi: capitale sociale, la riserva sovraprezzi di emissione, le riserve computabili nel patrimonio, quota di utili non distribuiti.<br />Elementi negativi : Avviamento al netto della fiscalità differita, dalle riserve negative iscritte in contropartita della valutazione dei titoli disponibili per la vendita, filtri prudenziali .<br />
  45. 45. 14/16<br />ATTIVITA’ PONDERATE PER IL RISCHIO 1/2 <br />Rischio di credito<br />Modelli di rating differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte:<br /><ul><li>Corporate
  46. 46. Small business
  47. 47. Mortgage
  48. 48. Prestiti personali</li></ul>Rischio di mercato<br />Il Banco di Napoli non svolge attività di trading: il portafoglio di negoziazione è riferito ad attività di intermediazione pareggiata con la clientela, il cui rischio è trasferito a Banca IMI e/o Intesa Sanpaolo; su tale portafoglio non sussistono pertanto rischi finanziari.<br />
  49. 49. 15/16<br />ATTIVITA’ PONDERATE PER IL RISCHIO 2/2<br />Con Basilea II, per la determinazione del requisito patrimoniale obbligatorio viene introdotto un terzo rischio:<br />Rischio operativo<br />
  50. 50. <ul><li>Monitoraggio dei crediti dato il prevedibile deterioramento del merito creditizio dei clienti ed il conseguente aumento nei prossimi anni dei costi per il recupero crediti;
  51. 51. Sviluppo di prodotti innovativi, sfruttando l’appartenenza ad un grande Gruppo per contrastare la concorrenza soprattutto delle BCC, che nel territorio di competenza del Banco di Napoli detengono una presenza capillare a sostegno anche delle piccole iniziative;
  52. 52. Monitoraggio dell’ andamento dei tassi di interesse, la cui contrazione nell’ultimo periodo sta incidendo negativamente sui margini di intermediazione creditizia;
  53. 53. Monitoraggio del comportamento del personale al fine di ridurre frodi o disfunzioni di procedure.</li></ul>16/16<br />EVENTUALI RISCHI ED INCERTEZZE DA MONITORARE<br />
  54. 54. I.P.E. <br />Scuola di Alta Formazione<br />Riviera di Chiaia, 264<br />80121 Napoli<br />Tel: +39 081.245.70.74 <br />www.ipeistituto.it<br />Seguici su: <br />

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