Lavorare a che prezzo?

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Articolo pubblicato sul "Giornale delle Partite IVA" di giugno 2011.
Testo tratto dal volume "Vita da freelance" di Sergio Bologna e Dario Banfi (Feltrinelli, 2011).

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Lavorare a che prezzo?

  1. 1. WELFARE LAVORORAPPRESENTANZA [ vita da freelance ]Lavorare a che prezzo?Tariffe basse, il “dumping” dei colleghi/concorrenti sempre in agguato,committenti pubblici e privati alla ricerca dell’offerta più bassa, l’assenzadei benefit tipici del lavoro dipendente. Insomma, la “vita da freelance” ètutt’altro che un paradiso, almeno dal punto di vista del “total reward” di SERGIO BOLOGNA e DARIO BANFI lavorare? Senza affrontare a viso aperto questi nodi è difficile approntare una vera critica delle relazioni È uscito da poche settimane tra imprese e professionisti indipendenti o discutere in libreria il saggio di Ser- di reale mobilità sociale e valore della conoscenza. gio Bologna e Dario Banfi, L’erosione del potere d’acquisto dei salari, per altro Vita da freelance. I lavoratori stagnanti da almeno quindici anni, e i tagli ai com- della conoscenza e il loro pensi professionali sono piuttosto evidenti. futuro, Feltrinelli, pagine Il lavoro si deteriora con il passare del tempo e gua- 288, € 17,00. Ne riproducia- dagnano di più gli investitori di Borsa e chi punta mo alcune pagine per genti- sulle rendite finanziarie o patrimoniali, certamente q le concessione degli autori e meno tassate e preservate da Governi di destra dell’editore. come fossero riserve auree intoccabili. Per i lavora- tori autonomi il problema è ancora più complesso: manca una fonte autorevole di tipo statistico o altro Q uanto vale oggi in Italia il lavoro intellettuale e che fotografi ciò che sta accadendo oggi in Italia o in cognitivo? Come fare fronte alla questione dei Europa e lo certifichi. Non c’è alcun monitorag- prezzi o da dove partire per circoscrivere il gio istituzionale sui loro redditi, nessun sinda- valore economico del lavoro autonomo? Che cosa cato chiede di saperlo. distingue il dumping, lo sfruttamento, il giusto Come entrare allora nel cuore del problema? Senza compenso? È così deleterio lavorare gratis pur di valori aggregati da cui partire, la via più semplice è IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA giugno 2011 / 78
  2. 2. [ vita da freelance ]di raccogliere le testimonianze dei singoli e studia- tori. Nel settore privato come in quello pub-re i meccanismi specifici di quotazione così come blico non esistono regole uniche o normativesono messi in atto dalle famiglie professionali che per stabilire a priori il giusto compenso di unpopolano lo spazio del lavoro autonomo e derivar- lavoro intellettuale o indipendente. Ci sono alne modelli interpretativi. Un tentativo del genere massimo buone e cattive pratiche, forse qualchefu approntato in occasione di alcuni seminari pro- modello, ma poco più.mossi da Acta - Associazione consulenti del terzia- Ciascun professionista si trova in una posizionerio avanzato. unica sul mercato e sembra proprio che l’astrazio-Proviamo a ripercorrere il discorso, questa volta ne o il tentativo di isolare sistemi condivisi di quo-ampliandolo, a partire da una constatazione che tazione tradisca quasi sempre le attese. Si possonoriguarda la legge. invece raccogliere esperienze, abbozzare modelli eUno dei pochi punti saldi che la normativa italiana riunire le informazioni condivise che animano lepone su questo argomento, ovvero l’indicazione del comunità professionali.Codice civile sulla misura di un compenso – che ““deve essere adeguata all’importanza dell’opera eal decoro della professione” – purtroppo lascia oggiil tempo che trova. La PA è la primaÈ sistematicamente scavalcata. Non lo dimostranosoltanto i miseri compensi offerti in molti casi dalle a non rispettare la regolaimprese ai freelance, ma lo stesso comportamentodi chi per primo dovrebbe rispettare le regole, ovve-ro la Pubblica Amministrazione.Dal ministero del Turismo ai Tribunali le vicendeche interessano per esempio i traduttori e gli inter-preti sono preoccupanti. Ha tenuto banco nel feb- della misura del compenso Il mondo dell’informatica, della formazione o delle traduzioni, per esempio, ha codificato e trasmette ”braio del 2010 la notizia che il ministero del Turi- le proprie regole con il semplice passaparola: insmo cercasse traduttori per localizzare in inglese, questi settori c’è uniformità anche rispetto a quan-francese, tedesco e spagnolo il sito www.italia.it, il to adottato dai committenti e non è complessoportale che avrebbe dovuto rappresentare il nostro risalire alla struttura di un compenso. Per altrePaese agli occhi di possibili visitatori stranieri. Car- professioni le cose sono più complesse perché esi-telle da 2.600 battute, fuori standard, furono quo- ste una maggiore libertà nell’uso dei parametri uni-tate ufficialmente 9 euro lordi, con pagamento a tari di costo: un designer non vende le sue opere al90 giorni. “È un prezzo molto basso, ma si deve metro cubo e neppure un consulente nel settorepensare alla quantità e alla continuità del lavoro”, energetico si fa pagare i consigli a seconda dellasi lesse nell’annuncio pubblicato su Internet lunghezza dei documenti prodotti.subito cancellato per la veemente prote- Al di là delle differenze c’è una questio-sta scatenata in Rete e finita poi con ne piuttosto delicata che riguardaun’interrogazione parlamentare. tutti. È il cosiddetto total reward, ovvero il modo con cui si valuta laBasse tariffe e dumping “paga complessiva” e l’insieme diPare assurdo, ma neppure nelle aule tutti gli elementi economici e nondi Giustizia si può parlare di giusto solo monetari che formano la ricom-compenso. Come è stato riportato nel pensa per il lavoro prestato. Qualecorso del 60° anniversario di Aiti, Associa- premio si attende un lavoratore indipen-zione italiana traduttori e interpreti, le tariffe per dente, una figura abituata alle sfide, che ama lachi lavora nei tribunali sono ferme al 1980 e pari a contaminazione dei saperi, fare esperienze e14,68 euro lorde per la prima vacazione (equivalen- mette soprattutto passione in ciò che fa? Che cosate a 2 ore di lavoro) e 8,15 euro per ciascuna delle lo soddisfa veramente, soltanto i soldi? Nel costosuccessive, pagate per altro dopo anni di attesa. del lavoro non c’è soltanto la componente retribu-Compensi inferiori alle tariffe medie di operai extra- tiva, ma molto di più.comunitari che lavorano in nero nel settore dell’edi-lizia a Milano. La soddisfazione delle parti non bastaUn’eccezione? Niente affatto. Il dumping è molto Possiamo dire che il prezzo di una consulenza siaspesso dentro le maglie dello Stato che per primo sempre il frutto di un bilanciato meccanismo diomette controlli su appalti o dimentica di unifor- valutazione di almeno tre elementi: 1) il valore dimare al costo della vita quanto offerto ai collabora- un’attività espressa in “tempo impiegato” o riferito ▲ IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA 79 / giugno 2011
  3. 3. [ vita da freelance ] alle competenze messe in campo (lato che riguar- to con il mercato e la società civile, dove le sfide e i da il prestatore d’opera); 2) il valore che si misura rischi sono più ampi e variabili rispetto a quelli di chi attraverso i benefici che le imprese maturano nel- accetta vincoli di subordinazione e gode della prote- l’immediato o, molto più spesso, nel corso del zione di un contesto organizzativo strutturato, oltre tempo (lato che interessa il committente); 3) la che di una normativa consolidata, forte e di un Wel- forza tra le parti in gioco. Il giusto mix di questi fat- fare migliore. tori determina una corretta quotazione del lavoro Il “contesto” di un consulente è composto dall’ho- del professionista. Viste le disparità delle forze in me-office, dalla società e dalla propria nicchia di campo è indubbio, però, che il punto più critico sia mercato, un insieme di mondi che non hanno solu- il terzo, l’equilibrio tra le parti, e che non basti zioni di continuità. Qui ogni equilibrio temporaneo, sostenere – come rispose un professionista del ogni soddisfazione personale e momento di libertà mondo della pubblicità alla domanda su quale fosse ha regole che si devono confrontare sempre con la il giusto compenso nell’ambito del lavoro creativo – vita e con i (pochi) diritti di cittadinanza di cui gode, che “il prezzo giusto sia soltanto quello che rende oltre che con i principi professionali e la passione soddisfatte entrambe le parti”. che mantengono vivo il suo lavoro. Il total reward è più complesso e articolato: la Nel bilanciare esperienze e opportunità, sforzi e definizione di “giusto” in quanto “accettabile” in risultati un traduttore non vende i servizi allo stes- una negoziazione tra due attori non equivalenti per so modo di un designer; un programmatore segue forza contrattuale è un buon punto di partenza, ma percorsi del tutto diversi da un art director o da non è sufficiente per definire quanto vale davvero un formatore. Nel total reward di un lavoratore un lavoro perché esclude elementi pur minimi di autonomo ci sono fattori relazionali e motivaziona- diritto, uguali per tutti, a tutela delle parti più li molto personali, attese individuali uniche che deboli. Questo modo di vedere la questione descri- ve al massimo quanto si riesce a portare a casa, a strappare al cliente, ma giusto non è equivalen- te ad accettabile anche perché non sussisto- no mai nel mondo del lavoro autonomo la libertà di trattare ad armi pari e una con- correnza davvero aperta. Spesso si accettano condizioni e prez- zi per disperazione, per quieto vivere o per pagare le bollette di casa, ma questo modo di valutare l’equità di un compenso significa arrendersi alle regole di mercato e scivolare nel dumping sociale. La stessa definizione di “soddisfazione”, implicita nel ragionamento, non è per nulla scontata. Nell’ambito del lavoro dipendente identifica classi di valori ben determinati, van- taggi e beni offerti nel sistema complessivo di ricompense e che lo sviluppo moderno delle imprese ha ben articolato, pesando elemen- ti individuali e organizzativi, di carriera e personali. Ma nel contesto del lavoro autonomo di quali benefici si tratta? Non certo di piani di carriera, auto o cellulari aziendali, vicinan- za al luogo di lavoro, buon rapporto con il capo ecc. Il professionista può puntare sì alla ricchezza, ma ciò che lo distingue sono skill, knowledge e soprattutto elementi più intimi, legati al sapere tacito, al suo spe- cifico character e alla possibilità di eserci- tare un’attività liberamente. Per il freelance i benefici si regolano all’in- terno della vita personale e del suo rappor- IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA giugno 2011 / 80
  4. 4. [ vita da freelance ]rendono le singole posizioni ed esperienze di lavo- I tariffari sonoro indipendenti e al tempo stesso riservate. la soluzione? Per alcuni lavoratori autonomi c’è una strada cheMassimi e minimi, mette potenzialmente in salvo da questi estremitra paradossi e privilegi almeno nella corsa al ribasso, ed è il tradizionaleMentre non è possibile nella contrattazione di un tariffario alla maniera degli Ordini professionali. Persalario individuale, il compenso di un lavoratore molto tempo le tariffe minime hanno rappresentatointellettuale autonomo può oscillare tra compensi un ombrello sotto il quale ripararsi e accreditareestremi che vanno da un massimo di 440mila euro comunque una certa professionalità, ma è difficileall’ora, come pare abbia chiesto un Tony Blair “con- stabilire quanto fossero realmente adeguate alleferenziere freelance”, alle attività gratuite e pro prestazioni. Dal punto di vista economico sono l’e-bono. La cosa può stupire, ma è noto che più un quivalente convenzionale del certificato professio-compenso si avvicina a zero e più elevata sarà la pos- nale nell’ambito del sapere. Sono cioè quotazionisibilità di trovare un’occupazione. che precedono le prestazioni, garantite ex ante daUn freelance ha perciò maggiori libertà, ma anche un certificatore pubblico, il cui potere sanzionatoriooccasioni di “farsi male con le proprie mani” o o disciplinare è però andato scemando negli anni.applicare prezzi da capogiro, definendo in maniera Medici, avvocati e notai, avvalendosi dell’ideologiaelastica quali elementi sommare in quella che defi- professionale, non espongono le competenze e ilnisce ricompensa. Può muoversi con flessibilità tra sapere alle quotazioni di mercato, ma le codificanosottocosto e sovrapprezzo e imbattersi perfino in con regole proprie per salvaguardare riconosci-una curiosa contraddizione, almeno in Italia: non menti economici di base e istituire una classe retri-incontra regole di stop loss, ma redditi presunti da “dichiarare, questi sì.Niente salari minimi nazionali (presenti nel 90% dei Il total reward dovrebbePaesi al mondo, ma non in Italia) che potrebberofornire limiti invalicabili in pejus nella contrattazio-ne di un lavoro su base oraria, ma guai a superare essere un equilibrio di elementideterminati fatturati annui fissati con cura dalloStato attraverso gli Studi di Settore. economici, fattori relazionaliQuesto significa che le famiglie professionalisprovviste di tariffari forti e ben rispettatipossono vedere azzerare le proprie quotazionisul mercato senza battere ciglio e per di piùdevono fare i conti con “redditi presunti”. Molti lavoratori e motivazionali butiva minima da attribuire ai meriti, secondo quel principio di meritocrazia che sottintende soltanto ” indipendenti, con- in maniera fittizia una competition. Ora non è per sigliati dal com- nulla chiaro il motivo per cui una visita specialisti- mercialista e pro- ca da un fisiatra arrivi a costare 160 euro per un pensi a evitare con- controllo che dura soltanto 20 minuti. Basta fare tenziosi con il Fisco, due conti per capire come queste cifre portino a cercano in ogni modo ricavi potenziali di quasi 4.000 euro al giorno per di rientrare nei para- questo medico. Come quantificare l’esatta cono- metri reddituali fissati scenza e il valore dell’azione di tamburellare il mar- dagli studi di settore per telletto sul mio ginocchio? evitare di finire nel vortice La risposta fornita dagli Ordini è semplice: della burocrazia e sprecare occorre fidarsi del sistema di certificazione tempo in dispute contro l’A- delle competenze. Le credenziali degli Ordini e i genzia delle entrate. L’oscilla- titoli di studio che rendono oggettivo il sapere giu- zione tra massimi e minimi stificano la definizione di queste tariffe. Fine della avviene così tra paradossi e pri- discussione. È una motivazione senza ragioni, vilegi e quando gli affari vanno che si radica in una cultura del professionalism davvero male non ci si può avvalere di che abbiamo criticato, ma che ha retto anche grazie norme a tutela del proprio reddito. a una debolezza intrinseca del “mercato” che è rap- Al contrario, se un’ispezione dell’Agenzia delle presentato in Italia, in prevalenza, da privati cittadi- entrate lo richiede, occorre dimostrare il motivo ni deboli nell’acquisto di servizi e senza nessunaper cui non si arriva alla fine del mese. possibilità di rivalsa. ▲ IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA 81 / giugno 2011
  5. 5. [ vita da freelance ]“ Si può interveniresul sistema delle tariffe solo Chi è mai riuscito a pagare un notaio o un medico a ore? Non è difficile intuire come mai il decreto Bersani non abbia cambiato molto. Le economie dei servizi in capo alle professioni ordinisti- che permangono chiuse: è la struttura stessa ese il diritto pubblico prevale la genesi costitutiva del professionalismo che lo esige. La cultura della tariffa, il corporativismo e il ” riconoscimento formale del sapere sopravvivonosu quello commerciale nei fatti e non si può certo parlare di mercati gui- dati dalla domanda come avviene per chi lavora Che cosa accadrebbe se dovessero davvero con- esclusivamente con le imprese e la Pubblica frontarsi con un mercato aperto, dove i privati fos- Amministrazione. sero in grado di ribellarsi per costi esorbitanti di Questo significa che la libertà di dare valore al prestazioni di chi sulla carta, secondo una genesi sapere non si può introdurre ex lege e che l’appli- delle professioni liberali, doveva essere “al servizio cazione dei tariffari dentro e fuori dagli ordina- dei cittadini”? Oppure che cosa succederebbe se menti avviene dove si riesce a controllare un mer- questo mercato dei singoli venisse filtrato e inter- cato dal lato dell’offerta. mediato per intero da imprese di “brokeraggio del L’unica possibile inversione di rotta è eventual- lavoro professionale”, come avviene per esempio mente praticabile in quei contesti dove è il diritto nel mondo della formazione o della ricerca in pubblico a prevalere su quello commerciale. I ambito pubblico? tariffari formali definiti da chi svolge una profes- Per i giornalisti il sistema delle tariffe è sione e dai suoi rappresentanti potrebbero per andato presto in frantumi, anzi non è mai questo avere un senso nella Pubblica Amministra- decollato, proprio perché hanno come commit- zione per definire insieme alle associazioni di ogni tenti soltanto imprese editoriali. Il meccanismo ha tipo che raccolgono i lavoratori della conoscenza protetto però negli anni gran parte delle profes- eventuali linee guida sui limiti invalicabili di quan- sioni liberali, evitando di mettere in crisi il sapere to viene considerato dumping sociale almeno nel (presunto od oggettivo) da loro rappresentato. lavoro commissionato dallo Stato. GdPI IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA giugno 2011 / 82

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