Luigi pirandello

2,168 views

Published on

Published in: Education
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
2,168
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
11
Actions
Shares
0
Downloads
44
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Luigi pirandello

  1. 1. Luigi Pirandello
  2. 2. Vita1867 Girgenti – famiglia borghese di tradizioni risorgimentali e garibaldineStudi: Palermo, Roma, Bonn.1892 Roma; romanzi (L’esclusa), racconti (Amori senza amore), matrimoniocon Maria Antonietta Portulano.1897 inizia la carriera accademica al Magistero.1903 Dissesto economico, crisi nervosa della moglie. Esperienza delladeclassazione. Intensifica la produzione di novelle e romanzi.1915 Intensifica la produzione teatrale. Esperienza della guerra (figlio Stefanoprigioniero).1921 Successo teatrale in particolare con i Sei personaggi in cerca d’autore.1925 Direzione del Teatro d’Arte. Discussi rapporti con il fascismo.1934 Premio Nobel per la letteratura.1936 Muore di polmonite. Incompiuto I giganti della montagna.
  3. 3. Marta Ajala (1893) → L’esclusa (1903): legami con il Naturalismo nella materia(donna accusata di tradimento) e nell’impianto narrativo (narrazione in terzapersona); realtà solo soggettiva, polemica con il determinismo naturalistaIl fu Mattia Pascal (1904): «trappola» delle istituzioni sociali che imprigionano ilflusso vitale; critica dell’identità individuale; impianto narrativo: narrazioneautodiegetica, focalizzazione sull’io narrato (personaggio mentre vive i fatti):punto di vista soggettivo e inattendibile; riflessione metanarrativa.I vecchi e i giovani (1913): romanzo storico (Fasci siciliani, Banca Romana);scontro generazionale; la storia non conclude, umorismo.Suo marito (1911): incomunicabilità e focalizzazione alternata.Si gira (1915) → Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1925): eroeestraniato alla vita, trionfo della macchina, critica della meccanizzazione e dellamercificazione dell’arte; conclusione: «silenzio di cosa» di Serafino ereificazione dell’artista; impianto narrativo: narrazione autodiegetica,straniamento della materia, «romanzo da fare».Uno, nessuno e centomila (1925-26): crisi dell’identità individuale;conclusione: abbandono al fluire della vita (irrazionalismo);impianto narrativo:monologo del protagonista a un interlocutore immaginario, salta laconcatenazione di cause ed effetti.I romanzi
  4. 4. Temi e poeticaVitalismo: contrasto tra vita e forma. Fonti: Simmel, Bergson, Binet, letturacritica di Tilgher.● Maschere imposte dal meccanismo sociale, sfuggente idea di identità.Indebolimento dell’io, nascita della società di massa: l’industria, laburocrazia sono macchine spersonalizzanti.● Vita sociale come «trappola» o «stanza della tortura»: la famiglia, lasocietà.● Fuga possibile nell’irrazionale. Eroe estraniato, filosofia del lontano.Relativismo conoscitivo: reale è molteplice → soggettivismo.● oltre il Decadentismo: non è più possibile l’epifania dell’Essere? (Luperini).Mancanza di una totalità organica. Interrogazione costante dell’oltre in tuttala produzione (non solo alla fine).Umorismo: dialettica tra «avvertimento del contrario» (comico) e «sentimentodel contrario» (umorismo).● Rapporto con la polifonia e il carnevalesco di Bachtin.
  5. 5. Colloqui con la madre (Kaos)
  6. 6. "Sento dentro, ma come da lontano, la sua voce che misospira:- Guarda le cose anche con gli occhi di quelli che non levedono più! Ne avrai un rammarico, figlio, che te le renderàpiù sacre e più belle" (Colloqui con i personaggi, in Novelleper un anno)
  7. 7. Già! - disse. - È curioso leffetto che ci fa la nostra immagine riprodottafotograficamente, anche in un semplice ritratto, quando ci facciamo a guardarlala prima volta. Perché?- Forse, - gli risposi, - perché ci sentiamo lì fissati in un momento che già non èpiù in noi; che resterà, e che si farà man mano sempre più lontano.- Forse! - sospirò. - Sempre più lontano per noi...- No, - soggiunsi, - anche per limmagine. Limmagine invecchia anchessa, talquale come invecchiamo noi a mano a mano. Invecchia, pure fissata lì semprein quel momento; invecchia giovane, se siamo giovani, perché quel giovane lìdiviene danno in anno sempre più vecchio con noi, in noi.- Non capisco.- È facile intenderlo, se ci pensa un poco. Guardi: il tempo, da lì, da quelritratto, non procede più innanzi, non sallontana sempre più dora in ora connoi verso lavvenire; pare che resti lì fissato, ma sallontana anchesso, in sensoinverso; si sprofonda sempre più nel passato, il tempo. Per conseguenzalimmagine, lì, è una cosa morta che col tempo sallontana man mano anchessasempre più nel passato: e più è giovane e più diviene vecchia e lontana.
  8. 8. - Ah già, così... Sì, sì, - disse. - Ma cè qualche cosa di più triste. Unimmagineinvecchiata giovane a vuoto.- Come, a vuoto?- Limmagine di qualcuno morto giovane.Mi voltai di nuovo a guardarlo; ma egli soggiunse subito:- Ho un ritratto di mio padre, morto giovanissimo, circa alletà mia; tanto che ionon lho conosciuto. Lho custodita con reverenza, questimmagine, benché nonmi dica nulla. Sè invecchiata anchessa, sì, profondandosi, come lei dice, nelpassato. Ma il tempo che ha invecchiato limmagine, non ha invecchiato miopadre; mio padre non lha vissuto questo tempo. E si presenta a me, a vuoto, dalvuoto di tutta questa vita che per lui non è stata; si presenta a me con la suavecchia immagine di giovane che non mi dice nulla, che non può dirmi nulla,perché non sa neppure chio ci sia. E difatti è un ritratto chegli si fece prima disposare; ritratto, dunque, di quando non era mio padre. Io in lui, lì, non ci sono,come tutta la mia vita è stata senza di lui.- È triste...- Triste, sì. Ma in ogni famiglia, nei vecchi album di fotografie, sui tavolinettidavanti al canapè dei salotti provinciali, pensi quante immagini ingiallite digente che non dice più nulla, che non si sa più chi sia stata, che abbia fatto,come sia morta... (I quaderni di Serafino Gubbio operatore)
  9. 9. Relativismo RelazioneNichilismo Pensiero tragicodallidentità come appartenenzaallidentità come relazione"Ah se fosse destinata a questo solamente la mia professione! Alsolo intento di presentare agli uomini il buffo spettacolo dei loro attiimpensati, la vista immediata delle loro passioni, della loro vita cosìcomè. Di questa vita, senza requie, che non conclude". (I Quadernidi Serafino Gubbio operatore)

×