B&B e Territorio: quando i piccoli possono stupire!

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B&B e Territorio: quando i piccoli possono stupire!

  1. 1. B&B e Territorio: quando i piccoli possono stupire! |Formazione Turismohttp://www.formaz ioneturismo.com/in- evidenz a/bb- e- territorio- quando- i- piccoli- possono- stupire March 11, 2013Oggi affrontiamo un tema davvero particolare nato dalla esperienza di collaborazione cheLandexplorer sta sviluppando proprio in questi mesi con bed and breakfast ed altre forme“minori” di ricettività extralberghiera e di accoglienza turistica.Come ben sappiamo un bed and breakfast, una casa vacanza e un affitta camere sonostrutture extralberghiere nate prima con l’idea di provare una nuova forma economica diintegrazione del reddito trasformatasi, oggi, in una delle potenzialità più grandi di presentare gliusi ed i costumi di un territorio. “In cambio” il visitatore lascerà una cospicua ricaduta economicasul territorio.Come è capitato in altri post di quest a rubrica, voglio iniziare raccontando quando ancora inUniversità uno dei miei professori, mentre ci spiegava le tante trasformazioni nell’accoglienzadei turisti avvenute tra gli anni ’80 e ’90 del 1900 e di come il core business turistico abbia avutograndi sconvolgimenti dalle introduzioni delle nuove tecnologie, disse: “È finito il tempo del“piccolo e bello”: se non si hanno degli standard condivisi ed una certa infrastruttura di servizidifficilmente la vostra attività sarà remunerativa“.Le piccole strutture possono fare la differenzaDopo meno di 5 anni, se ripenso a queste parole, sono convinto che gli standard di accoglienzaminimi devono sicuramente esserci, ma le piccole strutture possono fare la differenza seinvestono tempo e possibilmente risorse nell’offrire al visitatore una esperienza turisticaparticolare dove l’at t enzione al det t aglio, unita ad una visione “f amigliare”, diventafondamentale rispetto a quanto possano fare le strutture alberghiere.Oggi, grazie ad Internet, chi organizza il viaggio in maniera autonoma può addirittura avere adisposizione maggiori possibilità di concretizzare la visita a zone poco conosciute d’Italia moltopiù facilmente rispetto alle possibilità che vengono offerte dalle agenzie. Questo accade nonper l’incapacità del personale, piuttosto per la fatica nel reperire informazioni precise e puntualisul territorio destinato alla visita: mancano dei “point ” locali come gli alberghi, che sono ingrado di “confermarci” una prima impressione dei luoghi.Nella mappa immaginaria che ci costruiamo prima di partire, avere nella zona uno o più alberghici permette, soprattutto se ci facciamo aiutare dalle agenzie di viaggio, di avere una maggioretranquillità e sicurezza di standard condivisi, ma non è detto che conosceremo in “anteprima” ilterritorio.Le strutture extralberghiere qualche anno fa, consce della difficoltà di rappresentare per leagenzie di viaggio un’alternativa valida (soprattutto per singoli privati) all’albergo, hanno decisodi darsi una valut azione, adottata poi dal “Ministero del Turismo” con i problemi legislativi legatialla vera competenza tra regioni e Stato nell’attuazione della scelta valutativa, al fine di avereun canone comparat ivo sia tra di loro, sia tra loro ed il resto del core business turistico.A questo punto, una volta decisi gli standard, il visitatore non solo può essere tranquillo dellascelta di queste strutture, ma può concentrarsi sui servizi che la struttura offre e sui prossimipunti da sviluppare per la propria vacanza: quindi su tutto ciò che può visitare una volta sulterritorio.Promuovere un t errit orio, ormai lo sappiamo, vuol dire rendere fruibile varie parti dello stessoattraverso visite guidate, aperture di locali, assaggio di part icolari cibi, etc… ed ecco che suquesto fronte le strutture extralberghiere possono fare molto e proprio in questi giorni
  2. 2. Landexplorer sta collaborando nella nascita di una specie di “ret e ricet t iva e di servizi adesso collegat i”.Rete d’accoglienza turisticaCapiamo meglio di cosa si tratta. Pensate ad una zona dove il primo reddito sembrava esseresolo l’industria; una zona senza alberghi, che decide di promuoversi grazie ad internet, alla cartastampata ma soprattutto grazie ad un fortissimo passa parola sviluppato negli anni.Da queste ipotesi difficilmente le agenzie di viaggio ed i tour operator decideranno di investire inquesta tipologia di territorio poiché non hanno un vero e proprio storico di dati turistici daesaminare: addirittura bisogna pensare al massimo a qualche dato aggregato sull’accoglienza!Chi può fare la differenza?Semplice: le strutture ricettive extralberghiere! Loro, grazie al servizio ricettivo, riescono atrattenere i visitatori in loco e diventa ancora più interessante creare una ret e dell’accoglienzaed una f iliera che possa prolungare la permanenza del visitatore.Come?Le strutture si sono rivolte a guide t urist iche alle quali hanno affidato la creazione dipercorsi di visit a al fine di dare un servizio ed invitare il turista alla scoperta del luogo; ma c’èanche un ritorno per tutta l’offerta: infatti la guida avrà il suo ritorno economico, ed essa saràportata a parlarne anche con le agenzie di viaggio e i tour operator, “costituendo” un primomomento di incontro tra il core business turistico e queste strutture.E… il gusto? Dove lo mettiamo? Anche qui, la fondamentale collaborazione tra questestrutture extralberghiere e gli art igiani aliment ari e non sta predisponendo la creazione di“cest ini culinari di benvenut o”. Alcuni ristoranti più attenti si sono offerti di ospitare a pranzoi visitatori delle strutture ricettive al fine di far assaggiare le loro specialità.Il f ut uro dell’iniziat iva?… Per il momento ci accontentiamo di quanto sopra scritto, visto anche l’imminente inizio dellastagione turistica. Quello che c’è da sottolineare e che è un po’ il riassunto di questo post sonoi tre punti che riportiamo:1. Saper valutare attentamente i propri punti di forza e di debolezza ha portato le struttureextralberghiere a ricercare, con grande forza di volontà, nuove strade per promuoversi a bassicost i, non solo facendo rete tra di loro ma creando una possibile f iliera;2. Creare questa filiera permette in un primo momento una maggiore consapevolezza delleproprie potenzialità e, se tutto andrà bene, ci potranno essere nuove realtà pronte acollaborare dando visibilit à al t errit orio;3. Sempre la creazione della filiera “turistica” diventa un aiuto al resto dell’economia che, inmolte zone d’Italia sta affrontando un momento critico difficilmente superabile, dando possibilisbocchi a lavori art igianali e commerciali che altrimenti potrebbero finire nel dimenticatoio!Siamo giunti alla fine di questo post, più improntato alle potenzialità di piccole strutture ricettiveextralberghiere intente a fare rete sia tra di loro sia creando una filiera che alla promozione di unterritorio… ma secondo il nostro parere, questi sono passi imprescindibili per fare in modo chequalsiasi territorio (in special modo le zone prive di quel tessuto turistico radicato estandardizzato) si possa promuovere con t ut t e le anime che lo compongono.Non ci rimane che invitarvi come al solito a commentare il post e a condividerlo sui vari blog esocial network. Nel caso in cui vogliate approfondire le tematiche, Landexplorer rimane sempre
  3. 3. social network. Nel caso in cui vogliate approfondire le tematiche, Landexplorer rimane semprea disposizione attraverso i consueti canali.Samuel Piana – Landexplorer è una agenzia di web marketing territoriale turistico,specializzata nella consulenza, analisi, pianificazione e comunicazione di progetti dipromozione territoriale, strutture ricettive, PMI ed organizzazione di eventi culturali.Puoi contattarci scrivendo a info@landexplorer.it. Seguici su Facebook, twitter oppurevisita il nostro canale youtube.

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