Social networking technologies as an emerging tool for hiv prevention

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Social networking technologies as an emerging tool for hiv prevention

  1. 1. Social Networking Technologies as an Emerging Tool for Hiv Prevention Sean D. Young, William G. Cumberland, Sung-Jae Lee, Devan Jaganath, Greg Szekeres and Thomas Coates Annals of Internal Medicine 2013, 159:318-324 Sintesi a cura di Alessia Canale, Giuseppe Fattori. Ottobre 2013 Another tweet in the wall & Pink Floyd modified
  2. 2. Il Social Network strumento emergente per prevenire l’HIV Annals of Internal Medicine 2013;159:318-324. Obiettivo dello studio è determinare se le comunità dei social network possono aumentare il test HIV tra gli uomini afro-americani e latini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM). L’intervento consiste nell’assegnazione in modo casuale di 16 peer leader a gruppi Facebook (con adesione volontaria) ai quali fornire informazioni su HIV o su sani stili di vita per più di 12 settimane. I partecipanti, monitorati, possono richiedere un kit di prova gratuito per eseguire il test Hiv a casa e compilano dei questionari. Fanno seguito 12 settimane di follow up. Conclusione: le comunità sui social network sono strumenti efficaci per aumentare il test HIV a domicilio tra le popolazioni a rischio. Tra gli afroamericani e i latini a Los Angeles, come nel resto degli Stati Uniti, si rilevano alti tassi di casi di HIV. Dal 1981, la maggior parte di questi casi sono stati attribuiti agli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM). I ricercatori hanno proposto di utilizzare nuove strategie per aumentare la prevenzione dell'HIV e l’adesione al test Hiv tra MSM afro-americani e latini, attraverso il modello peer leader della comunità on line. Questi interventi hanno consentito l’incremento dell'uso del preservativo e la diminuzione dei rapporti anali non protetti. Affrontare le popolazioni a rischio tra gli utenti di Internet è particolarmente importante perché coloro che cercano il sesso su Internet possono essere più esposti al rischio di Hiv. L’uso dei social network è cresciuto esponenzialmente, soprattutto tra gli afro-americani e i latini MSM. Queste reti sono quindi piattaforme potenzialmente utili per gli interventi di peer volti alla prevenzione dell'HIV. Tuttavia, questo approccio non è stato sistematicamente testato. Questo intervento di 12 settimane intendeva dimostrare se i partecipanti che hanno ricevuto informazioni sulla prevenzione dell'HIV via Facebook avevano più probabilità di richiedere un kit per il test HIV a domicilio rispetto a quelli che hanno ricevuto informazioni sulla salute in generale. I partecipanti sono stati reclutati in parte su Internet e sui Social Network e in parte da organizzazioni locali attraverso screening per l'ammissibilità. II partecipante tipo doveva essere uomo afro americano o latino, di almeno 18 anni , in possesso di un account Facebook, domiciliato a Los Angeles, che ha avuto rapporti sessuali con un uomo negli ultimi 12 mesi. I 112 partecipanti iscritti che rispondevano ai requisiti sopra elencati, sono stati assegnati casualmente a 2 gruppi di intervento e controllo. I peer leader, opportunamente formati, sono stati assegnati in modo casuale al gruppo HIV (intervento ) e al gruppo generale (controllo). Per ogni gruppo sono stati previsti 28 componenti e 4 peer leader. Nel corso di ognuna delle 12 settimane di studio i peer leader hanno tentato di comunicare con i loro assegnati su Facebook attraverso l'invio di messaggi, chat e post in bacheca. Oltre alla generale conversazione, i peer leader nel gruppo di intervento erano incaricati di informare in merito alla prevenzione dell'HIV e al test, mentre quelli del gruppo di controllo avevano il compito di sensibilizzare sui sani stili di vita. Per monitorare i contenuti dell'intervento e la fedeltà degli utenti, i peer leader restituivano ogni settimana "fogli risposta" che indicavano se e quali i partecipanti avevano risposto a loro tentativi di contatto, su quale argomento e il tipo di impegno. Ogni 4 settimane i partecipanti avrebbero potuto richiedere un kit di test Hiv a domicilio. Ogni partecipante ne ha ricevuto uno durante le 12 settimane di studio. Ogni kit comprendeva un numero di identificazione personale associato a ciascun partecipante. In seguito, i kit di prova sono stati restituiti insieme ai dati sulle percentuali dei partecipanti parte del follow- up. In seguito al follow up i partecipanti hanno completato un questionario con 92 item che si è concentrato su caratteristiche demografiche, uso di internet e dei social media, comportamenti di salute in generale e abitudini sessuali. In una prima fase si voleva verificare il cambiamento di comportamento dall’inizio dello
  3. 3. studio al follow up. In un secondo momento i ricercatori si aspettavano di misurare la riduzione dei partner sessuali attraverso i social network. La partecipazione e l'impegno sono stati elevati in tutti i periodi di valutazione sia nel gruppo d’intervento che in quello di controllo. Questo studio è importante per diverse ragioni: i Social Network possono cambiare i comportamenti di salute e aumentare l’adesione al test HIV tra le popolazioni a rischio; la piattaforma social rappresenta un’opportunità per prevenire l’Hiv ed entrare in possesso del kit del test a domicilio; si include la verifica del cambiamento di comportamento rispetto all’Hiv. La partecipazione attiva di MSM afro-americani e latini mostra che l’uso dei social network sta crescendo tra i gruppi di minoranza ed è una coinvolgente piattaforma per la prevenzione dell'HIV tra le popolazioni a rischio. Gli afro-americani e i latini che parlano inglese usano i social quasi 1,5 volte più rispetto alla popolazione generale adulta. Inoltre, gay, lesbiche e bisessuali usano i social network più spesso degli eterosessuali. Poiché i social network diventano sempre più diffusi, i dati sottolineano la necessità di valutare queste tecnologie innovative per la prevenzione dell'HIV e il coinvolgimento dei gruppi a rischio.

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