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An Introduction to Social Media for Scientists

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Online social media tools can be some of the most rewarding and informative resources for scientists—IF you know how to use them.
In many ways, the fast-paced evolution of the internet parallels the move toward “big data” in science. In less than a decade, online tools have exploded in popularity and witnessed rapid expansion (Figure 1), with an increasing number of scientists now looking to take advantage of these web-based resources (see Box 1 and Table 1 for an overview and comparison of existing tools). Social media portals in particular undergo regular reinvention and transformation, with different tools becoming popular for different populations [1]. Although a number of guides exist online, many researchers still feel overwhelmed and hesitant toward the virtual world, lacking sufficient information and guidance through formal scientific channels such as peer-reviewed journals. To better familiarize researchers with existing internet resources, here we discuss prospective benefits that can stem from online science conversations, explain how scientists can efficiently and effectively harness online resources, and provide an overview of popular online tools.

Published in: Health & Medicine
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An Introduction to Social Media for Scientists

  1. 1. An Introduction to Social Media for Scientists Bik HM, Goldstein MC PLoS Biol 2013; 11(4):e 1001535 Sintesi a cura di: Michelangelo Bonì, Giuseppe Fattori
  2. 2. An Introduction to Social Media for Scientists PLoS Biol 2013; 11(4):e 1001535 http://www.plosbiology.org/article/info:doi/10.1371/journal.pbio.1001535 Il “toolbox” di internet continua ad evolversi, crescere, e trasformarsi. I social media, se utilizzati in modo opportuno, possono essere gli “attrezzi” più soddisfacenti per il lavoro di ricercatori e scienziati, in quanto permettono conversazioni scientifiche “estese”. Il seguente diagramma di flusso mostra la definizione degli obiettivi, le scelte di comunicazione (si parla a colleghi scienziati o al pubblico in generale? cosa si vuole comunicare?) e gli strumenti a disposizione che possono diventare parte integrante del toolkit del ricercatore. (Bik HM, Goldstein MC (2013) An Introduction to Social Media for Scientists. PLoS Biol 11(4): e1001535. doi:10.1371/journal.pbio.1001535)
  3. 3. Dalla panoramica emerge che gli strumenti online sono più efficaci quando personalizzati e utilizzati per uno scopo specifico. Fin dal 2006 gli scienziati sono stati invitati a contribuire con le loro opinioni, ai dibattiti ambientali e a sviluppare una presenza collettiva nella blogosfera (Ashlin A., Ladle RJ., 2006). Le comunità online possono essere particolarmente utili per argomenti di nicchia, ad esempio i tassonomi taxonomists esperti nel classificare gli organismi viventi, possono trovare utile un wiki dedicato ad una particolare specie animale. È importante considerare quanto tempo si è disposti a impiegare nell’utilizzo dello strumento. Il principale “timore” degli accademici è legato alla “perdita di tempo”, ma “Social Media Is Not Necessarily a Waste of Time”. I blog, ad esempio, richiedono più tempo, ma i contenuti possono avere un’ampia diffusione, e i post diventare fonti autorevoli e soddisfacenti. Ecco che i blog sono definiti come: “life-sucking but strangely satisfying”. È interessante notare che esistono strumenti che sono più “immediati”.Twitter permette ad esempio di postare in tempo reale aggiornamenti dalle principali Conferenze mondiali - Conference tweet-stream. Twitter funge anche da “filtro” di informazione per molti scienziati in quanto la condivisione di articoli, può indirizzare il ricercatore verso un determinato interesse. La condivisione di questioni scientifiche in rete risulta utile anche ad evitare di presentare dei propositi di ricerca già risolti (è accaduto nel 2012 durante un live tweet dalla Ocean Sciences Meeting). Ancora l’hashtag #iamscience e il progetto “This Is What A Scientist Looks Like” sul web servono a raggruppare i profili degli scienziati, dissipare gli stereotipi onnipresenti ed evidenziare i percorsi di carriera “non convenzionali”. Un altro importante aspetto nella ricerca è la peer review, ed è sempre più comune l’idea che i post dei blog servano da base per la revisione paritaria. Inoltre i progetti scientifici dei cittadini (citizen science projects) e i giochi scientifici on line (online scientific games), “assistono” gli scienziati fornendo un ulteriore contributo ai progetti di ricerca in corso. Tra i nuovi strumenti per tracciare gli output dei ricercatori, ci sono i profili specializzati su Google Scholar, ImpactStory, Orcid. Il ritorno è anche in termini di citazioni e visibilità delle pubblicazioni: (Eysenbach G., 2011) ha riferito che una copertura sui social media aumenta di 11 volte la possibilità di essere citati. D’altra parte ci sono articoli raramente citati, ma molto letti e scaricati dagli accademici (Priem et al. 2012). Il crescente utilizzo di risorse online può essere utile a trasformare ed espandere la cultura scientifica nel suo insieme.

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