•
    La comunicazione
    di avvio attività
    recupero rifiuti
          Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
Il decreto 186/2006
La comunicazione semplificata

   Gli artt. 214 - 216 del d.lgs 152/2006 prevedono
    che le imprese che vogliono intrap...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   Il Decreto del 5 febbraio 1998 non solo ha
    individuato i rifiut...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   Un forte limite del Decreto Ronchi, relativamente
    alla procedur...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   Con il decreto 161 vengono
    individuati i rifiuti pericolosi che...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   il DM 161/2002 ( pubblicato sulla G.U. del
    30.07.2002) regolame...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   il dm in esame si presenta completo di tutto
    quanto richiesto d...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

 I produttori di rifiuti pericolosi
  individuati nel decreto 161/2002...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   relativamente al trasporto, si ricorda che i rifiuti
    pericolosi...
Recupero dei rifiuti –
Comunicazione semplificata

   Il trasporto di tali rifiuti, poiché pericolosi,
    dovrà rispetta...
Recupero – Procedura
semplificata

 Come previsto dal DL 22/97 alcune
  attività di recupero possono usufruire di
  proce...
Recupero – Procedura
semplificata

 Procedura semplificata: consiste in una
  comunicazione alla Provincia della durata
 ...
Recupero NP – Procedura
semplificata

   Per rientrare nei punti del DM 5-2-98
    bisogna rispettare:
     Tipologia de...
Esempio recupero NP: recupero
inerti
   7.1 Tipologia: rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento...
Recupero P – Procedura
semplificata

   Per rientrare nei punti del DM 161/2002
    bisogna rispettare:
     Tipologia d...
Esempio recupero P: recupero
scorie di fusione
   3.1 Tipologia: scorie di alluminio [100315*] [100304*] [100309*].
   3...
Chi deve fare la comunicazione

   Sono tenute ad iscriversi nel registro tenuto
    dall’Albo Nazionale Gestori Ambienta...
Condizione necessaria

   La tipologia dei rifiuti, i codici dei rifiuti, l'attività
    di recupero e le materie prime e...
Documentazione

 Relazione Tecnica di cui all’art. 216
  comma 3 del d.lgs 152/2006 firmata dal
  Legale rappresentante;
...
Documentazione
   Copia dell’estratto catastale, in scala 1 : 2000,
    con evidenziati fogli e mappali sui quali insiste...
Documentazione

   Copia del CDU (Certificato di destinazione
    urbanistica) con norme tecniche di attuazione;


   C....
Documentazione

   Dichiarazione a firma del legale rappresentante
    che certifichi l’assenza nel raggio di 200 m di
  ...
Tempi di iscrizione

   L'attività può essere intrapresa decorsi 90
    giorni dalla data di ricezione della
    comunica...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   Il D.M. 05 febbraio 1998 sul recupero dei rifiuti
    non pericolosi in procedura ...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   Lo Stato Italiano ha dovuto intervenire sulle
    norme tecniche in vigore a segui...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   “… per tipo di rifiuti, che possano essere
    oggetto di recupero in regime di di...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   La comunicazione è da ritenersi valida già
    per il decorso del termine di 90
  ...
Recupero di rifiuti (proc. sempl.)

   La comunicazione medesima, pur sortendo
    l’effetto operativo di legittimare l’a...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   le operazioni di recupero devono essere conformi,
    per provenienza, per caratte...
Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)

   Il soggetto che presenta la semplificata deve,
    prima di tutto, dimostrare di e...
Differenze con il DM 5/2/98

   Il DM 186/06 introduce alcune
    significative differenze nel recupero di
    rifiuti no...
Competenze della Provincia

   Le competenze generali della Provincia, al
    riguardo emergono innanzitutto dall'art.
  ...
Competenze della Provincia

   - comma 5: "Nell'ambito delle competenze di
    cui al comma 1, le province sottopongono a...
Recupero rifiuti

   Il decreto dispone che:
- gli impianti di recupero che effettuano
   l’operazione di messa in riserv...
Nuovi requisiti – messa in riserva

   Il D.M. 05 aprile 2006 n. 186 riformula completamente
    l'articolo 6 del D.M. 05...
Nuovi requisiti – messa in riserva

   Dalla lettura dell’Allegato 4, si ricava che
    la messa in riserva R 13 presso i...
Nuovi requisiti – messa in riserva

   La messa in riserva dei rifiuti non pericolosi di
    tutti gli impianti in proced...
Nuovi requisiti – messa in riserva

   Secondo il comma 3 dell’articolo 6, inoltre, la
    quantità massima di rifiuti no...
Nuovi requisiti – quantità

   Le quantità massime annuali di rifiuti non
    pericolosi passibile di recupero sono quell...
Nuovi requisiti - campionamenti

   Il campionamento dei rifiuti ai fini della
    caratterizzazione chimico fisica deve ...
Nuovi requisiti - campionamenti

   Il titolare dell’impianto di recupero deve
    invece verificare la conformità del
  ...
Nuovi requisiti – test di cessione

   Il campionamento per il test di cessione deve
    essere effettuato con gli stessi...
Norme transitorie

   Gli impianti di recupero già operanti in
    procedura semplificata, qualora non soddisfino i
    r...
Norme transitorie

   Qualora invece non soddisfino più i requisiti del D.M. 05
    aprile 2006 n. 186 (es. per le quanti...
Esempio dall’allegato




            Il decreto 186/2006
Upcoming SlideShare
Loading in …5
×

Corso resp 07 lezione - semplificata

1,403 views

Published on

0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
1,403
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
9
Actions
Shares
0
Downloads
72
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Corso resp 07 lezione - semplificata

  1. 1. • La comunicazione di avvio attività recupero rifiuti Il decreto 186/2006
  2. 2. Il decreto 186/2006
  3. 3. Il decreto 186/2006
  4. 4. Il decreto 186/2006
  5. 5. Il decreto 186/2006
  6. 6. Il decreto 186/2006
  7. 7. Il decreto 186/2006
  8. 8. Il decreto 186/2006
  9. 9. Il decreto 186/2006
  10. 10. La comunicazione semplificata  Gli artt. 214 - 216 del d.lgs 152/2006 prevedono che le imprese che vogliono intraprendere un’attività di recupero di rifiuti pericolosi e non, avvalendosi della cd. “procedura semplificata” (prima disciplinata dagli artt. 31- 33 del d.lgs 22/1997 - “Decreto Ronchi”), devono inoltrare la comunicazione di inizio attività alla Sezione Regionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella cui Regione è ubicato l’impianto di recupero Il decreto 186/2006
  11. 11. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  Il Decreto del 5 febbraio 1998 non solo ha individuato i rifiuti non pericolosi recuperabili attraverso procedura semplificata ma anche la loro provenienza e le caratteristiche, le attività praticabili e le caratteristiche delle materie prime e/o prodotti ottenuti.     Il D.M. 5.2.1998 ha fatto chiarezza anche in tre settori particolari che si prestavano, in precedenza, a facili elusioni: il compostaggio, la produzione di CdR e la produzione di fertilizzanti. Il decreto 186/2006
  12. 12. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  Un forte limite del Decreto Ronchi, relativamente alla procedure semplificate, è l'assenza di ogni riferimento alla disciplina urbanistica; mentre per svolgere attività soggette ad autorizzazione è prevista la Conferenza e la possibile variazione degli strumenti urbanistici con delibera della Giunta Regionale; nel caso di attività iniziate a seguito di comunicazioni ex art. 33 c. 2 lettere a) e b) (art. 32 per l'autosmaltimento) la legge non fa riferimento alcuno al profilo urbanistico. Il decreto 186/2006
  13. 13. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  Con il decreto 161 vengono individuati i rifiuti pericolosi che è possibile ammettere alle procedure semplificate di cui agli artt. 31 e 33 del Dlgs 22/97 ( recupero agevolato) Il decreto 186/2006
  14. 14. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  il DM 161/2002 ( pubblicato sulla G.U. del 30.07.2002) regolamenta le procedure autorizzative, il recupero della materia, la messa in riserva (per solo effettivo ed oggettivo recupero), la quantità massima impiegabile, le modalità di campionamenti ed analisi. Detta inoltre i requisiti soggettivi (per coloro che vogliono essere autorizzati o iscritti ) e le norme transitorie Il decreto 186/2006
  15. 15. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  il dm in esame si presenta completo di tutto quanto richiesto dalla Comunità Europea. Fissa i valori limiti di emissione in atmosfera nelle fasi di trattamento e le quantità massime annue impiegabili; detta inoltre le norme tecniche per una buona e sicura messa in riserva del rifiuto pericoloso in attesa della trasformazione e/o trattamento (dotazioni minime, organizzazione, stoccaggio in cumuli, stoccaggio in serbatoi e in vasche fuori terra, bonifica dei contenitori sporchi e criteri di gestione ) . Il decreto 186/2006
  16. 16. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  I produttori di rifiuti pericolosi individuati nel decreto 161/2002 potranno destinarli al recupero agevolato, ma solo per quel che riguarda il recupero di materia.  Potranno effettuare il recupero energetico solo i soggetti autorizzati in procedura ordinaria dalla Regione. Il decreto 186/2006
  17. 17. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  relativamente al trasporto, si ricorda che i rifiuti pericolosi destinati al recupero agevolato dovranno essere trasportati da automezzi iscritti all'Albo Nazionale gestori rifiuti in Categoria 3. Il decreto 186/2006
  18. 18. Recupero dei rifiuti – Comunicazione semplificata  Il trasporto di tali rifiuti, poiché pericolosi, dovrà rispettare la normativa ADR (dal 1° gennaio 2003 è in vigore il nuovo testo ADR 2002), i contenitori dovranno rispettare la normativa sulla etichettatura ed imballaggio, i soggetti addetti alla movimentazione e gestione amministrativa dovranno essere formati dal Consulente di cui al Dlgs 40/2000. Il decreto 186/2006
  19. 19. Recupero – Procedura semplificata  Come previsto dal DL 22/97 alcune attività di recupero possono usufruire di procedure autorizzative semplificate.  Le attività in regime semplificato sono specificate nel DM 5-2-1998 (rifiuti non pericolosi) e nel DM 161-2002 (rifiuti pericolosi) Il decreto 186/2006
  20. 20. Recupero – Procedura semplificata  Procedura semplificata: consiste in una comunicazione alla Provincia della durata di 5 anni  Procedura ordinaria: consiste in una richiesta di autorizzazione alla Provincia Il decreto 186/2006
  21. 21. Recupero NP – Procedura semplificata  Per rientrare nei punti del DM 5-2-98 bisogna rispettare:  Tipologia del rifiuto (CER)  Provenienza del rifiuto  Trattamenti applicati  Caratteristiche delle materie prime o dei manufatti prodotti Il decreto 186/2006
  22. 22. Esempio recupero NP: recupero inerti  7.1 Tipologia: rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto. [101303] [170101] [170102] [170103] [170104] [170701] [200301].  7.1.1 Provenienza: attività di demolizione, frantumazione e costruzione; selezione da RSU e/o RAU; manutenzione reti; attività di produzione di lastre e manufatti in fibrocemento.  7.1.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale inerte, laterizio e ceramica corta anche con presenza di frazioni metalliche, legno, plastica, carta e isolanti escluso amianto.  7.1.3 Attività di recupero: messa in riserva di rifiuti inerti [R13] per la produzione di materie prime secondarie per l'edilizia mediante fasi meccaniche e tecnologicamente interconnesse di macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate per l'ottenimento di frazioni inerti di natura lapidea a granulometria idonea e selezionata, con eluato del test di cessione conforme a quanto previsto in allegato 3 al presente decreto e con caratteristiche di cui alle norme CNR - UNI 10006 [R5];  7.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti: materie prime secondarie per l'edilizia conformi alle specifiche della CCRA di Milano. Il decreto 186/2006
  23. 23. Recupero P – Procedura semplificata  Per rientrare nei punti del DM 161/2002 bisogna rispettare:  Tipologia del rifiuto (CER)  Provenienza del rifiuto  Trattamenti applicati  Caratteristiche delle materie prime o dei manufatti prodotti ATTENZIONE: non è permesso il solo R13 Il decreto 186/2006
  24. 24. Esempio recupero P: recupero scorie di fusione  3.1 Tipologia: scorie di alluminio [100315*] [100304*] [100309*].  3.1.1 Provenienza: industria metallurgica, produzione e fusione di leghe di alluminio.  3.1.2 Caratteristiche del rifiuto e valori limite delle sostanze pericolose: scorie contenenti granella, schiumature e colaticci di alluminio > 10%, 10-20% di altri metalli (Cu solubile < 3.500 mg/kg, Pb < 400 mg/kg, Cd < 15 mg/kg), 30-50% di miscele di ossidi metallici, 0-10% di cloruro di sodio e di potassio, cromo esavalente assente.  3.1.3 Attività di recupero:  a) metallurgia termica dell'alluminio primario e secondario previa macinazione con mulino a martelli e vaglio per la separazione della granella di alluminio, degli altri metalli presenti e delle polveri contenenti prevalentemente ossido di alluminio [R4];  b) idrometallurgia mediante celle elettrolitiche [R4].  3.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti ottenuti: alluminio metallico conforme norme UNI nelle forme usualmente commercializzate. Il decreto 186/2006
  25. 25. Chi deve fare la comunicazione  Sono tenute ad iscriversi nel registro tenuto dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali le imprese che intendono effettuare le attività di recupero dei rifiuti avvalendosi delle procedure semplificate previste dagli artt.214-216 del d.lgs.152/06, oppure quelle che essendo già iscritte nei registri provinciali ai sensi della vecchia normativa (artt. 31 – 33del d.lgs 22/1997) nei registri provinciali, devono rinnovare l’iscrizione (art. 216 comma 5). Il decreto 186/2006
  26. 26. Condizione necessaria  La tipologia dei rifiuti, i codici dei rifiuti, l'attività di recupero e le materie prime e/o i prodotti ottenuti devono essere puntualmente rispondenti a quanto previsto dal D.M.A. 5.02.98 (modificato dal D.M.A. 186/2006) per i rifiuti non pericolosi e dal D.M.A. 12.06.2002, n° 161 per i pericolosi.  Diversamente, l'impresa dovrà produrre istanza di rilascio di autorizzazione in procedura ordinaria alla competente Provincia o Regione di cui all’art. 208 e segg. del d.lgs. 152/2006. Il decreto 186/2006
  27. 27. Documentazione  Relazione Tecnica di cui all’art. 216 comma 3 del d.lgs 152/2006 firmata dal Legale rappresentante;  Estratto del PRG e relative norme di attuazione (firmato dal legale rappresentante/titolare); Il decreto 186/2006
  28. 28. Documentazione  Copia dell’estratto catastale, in scala 1 : 2000, con evidenziati fogli e mappali sui quali insiste l’attività (firmato dal legale rappresentante/titolare);  Planimetria dell’area (in scala 1:100 o 1:200), con indicazione delle varie destinazioni d’uso (suddivisione delle aree di lavorazione, deposito tipologie di rifiuti da trattare con eventuali aree destinate alla sola messa in riserva, deposito materie recuperate, deposito rifiuti prodotti con evidenziate, le varie aree e strutture di deposito utilizzate), delle attrezzature e dei macchinari; Il decreto 186/2006
  29. 29. Documentazione  Copia del CDU (Certificato di destinazione urbanistica) con norme tecniche di attuazione;  C.P.I. (Certificato di Prevenzione Incendi)  LAY-OUT: schema a flusso dell’attività di recupero; Il decreto 186/2006
  30. 30. Documentazione  Dichiarazione a firma del legale rappresentante che certifichi l’assenza nel raggio di 200 m di pozzi e altre strutture di derivazione e captazione di acque destinate al consumo umano, erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse (art. 94 D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.);  Copia del contratto di godimento dell’immobile Il decreto 186/2006
  31. 31. Tempi di iscrizione  L'attività può essere intrapresa decorsi 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione, salvo che l'Amministrazione proceda all'iscrizione nell'apposito registro prima del suddetto termine. La comunicazione deve essere ripresentata ogni 5 anni o in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero. Il decreto 186/2006
  32. 32. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  Il D.M. 05 febbraio 1998 sul recupero dei rifiuti non pericolosi in procedura semplificata (recepimento degli artt. 31 e 33 del D.Lgs. 22/97) è stato modificato dal Ministero dell’Ambiente con D.M. 05 aprile 2006, n. 186 (pubblicato nella Gazz. Uff. n. 115 del 19 maggio 2006). Il DM è entrato in vigore il 03 giugno 2006. Il decreto 186/2006
  33. 33. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  Lo Stato Italiano ha dovuto intervenire sulle norme tecniche in vigore a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea (Prima Sezione – 7 ottobre 2004) che ha sancito che “La Repubblica Italiana, non avendo stabilito nel decreto 5 febbraio 1998, sull’individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22, quantità massime di rifiuti,…” Il decreto 186/2006
  34. 34. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  “… per tipo di rifiuti, che possano essere oggetto di recupero in regime di dispensa dall’autorizzazione, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 10 e 11, n. 1, della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modifica dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE”. Il decreto 186/2006
  35. 35. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  La comunicazione è da ritenersi valida già per il decorso del termine di 90 giorni, in assenza di specifici divieti o richieste di integrazioni documentali da parte della Provincia e, sulla scorta dei meccanismi tipici del silenzio assenso. Il decreto 186/2006
  36. 36. Recupero di rifiuti (proc. sempl.)  La comunicazione medesima, pur sortendo l’effetto operativo di legittimare l’attività con il decorso dei termini di legge, soggiace alle disposizioni richiamate dall’art. 214, ultimo comma, del D. Lgs. 152/2006, ovvero la veridicità delle comunicazioni rese e dei relativi atti che la compongono, nonché il divieto di conformazione se si siano rese dichiarazioni false. Il decreto 186/2006
  37. 37. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  le operazioni di recupero devono essere conformi, per provenienza, per caratteristiche del rifiuto, per modalità di recupero e per prodotti ottenuti alle disposizioni tecniche descritte negli allegati ai DD.MM. citati. La conformità alle operazioni descritte deve essere assoluta. Infatti, una caratterizzazione dei rifiuti diversa da quella descritta o una diversa provenienza del rifiuto rispetto a quella imposta nella norma comporta una specifica violazione, regolata e sanzionata dall’art. 256, comma 4, del D. Lgs. 152/2006. Il decreto 186/2006
  38. 38. Recupero di rifiuti (proc. Sempl.)  Il soggetto che presenta la semplificata deve, prima di tutto, dimostrare di essere già in possesso delle autorizzazioni richieste dalle norme vigenti in materia di qualità dell'aria e di inquinamento atmosferico da impianti industriali, relativamente allo specifico impianto in cui effettua o intende effettuare il recupero di rifiuti individuati. Tale dimostrazione va data mediante l'elencazione e/o allegazione dei provvedimenti autorizzatori in possesso del soggetto che presenta la comunicazione. Il decreto 186/2006
  39. 39. Differenze con il DM 5/2/98  Il DM 186/06 introduce alcune significative differenze nel recupero di rifiuti non pericolosi in regime semplificato. Il decreto 186/2006
  40. 40. Competenze della Provincia  Le competenze generali della Provincia, al riguardo emergono innanzitutto dall'art. 197 del D. Lgs. 152/2006 che attribuisce alla Provincia, fra le altre: - comma 1, lett. c): "la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l'applicazione delle procedure semplificate, con le modalità di cui agli articoli 214, 215, 216"; Il decreto 186/2006
  41. 41. Competenze della Provincia  - comma 5: "Nell'ambito delle competenze di cui al comma 1, le province sottopongono ad adeguati controlli periodici gli stabilimenti e le imprese che smaltiscono o recuperano rifiuti, curando, in particolare, che vengano effettuati adeguati controlli periodici sulle attività sottoposte alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 e che i controlli concernenti la raccolta e il trasporto di rifiuti pericolosi riguardino, in primo luogo, l'origine e la destinazione dei rifiuti"; Il decreto 186/2006
  42. 42. Recupero rifiuti  Il decreto dispone che: - gli impianti di recupero che effettuano l’operazione di messa in riserva di rifiuti non pericolosi e che non soddisfano più i requisiti fissati e riportati nell’Allegato 5 hanno sei mesi di tempo dalla sua entrata in vigore per adeguarsi, per continuare a beneficiare del regime in procedura semplificata (cioè devono presentare la documentazione integrativa in adeguamento dell’impianto o dichiarazione sostitutiva entro il 03 dicembre 2006) Il decreto 186/2006
  43. 43. Nuovi requisiti – messa in riserva  Il D.M. 05 aprile 2006 n. 186 riformula completamente l'articolo 6 del D.M. 05 febbraio 1998, stabilendo per i diversi impianti le quantità massime di rifiuti in tonnellate/anno sottoposte ad operazioni di messa in riserva (R13) elencandole nell’Allegato 4 di nuova introduzione.  I quantitativi vengono distinti per gli impianti presso cui si effettua la sola operazione di messa in riserva da quelli per gli impianti presso cui si effettuano anche le altre operazioni di recupero. Il decreto 186/2006
  44. 44. Nuovi requisiti – messa in riserva  Dalla lettura dell’Allegato 4, si ricava che la messa in riserva R 13 presso impianti che effettuano unicamente tale operazione, può essere effettuata in procedura semplificata solo per le tipologie di rifiuto esplicitamente elencate a fianco dell’attività “Messa in riserva”. Il decreto 186/2006
  45. 45. Nuovi requisiti – messa in riserva  La messa in riserva dei rifiuti non pericolosi di tutti gli impianti in procedura semplificata inoltre, deve essere effettuata nel rispetto delle norme tecniche previste all’Allegato 5, di nuova istituzione.  I tempi di adeguamento a queste norme tecniche sono visti precedentemente. Il decreto 186/2006
  46. 46. Nuovi requisiti – messa in riserva  Secondo il comma 3 dell’articolo 6, inoltre, la quantità massima di rifiuti non pericolosi sottoposti ad operazioni di messa in riserva presso l’impianto di recupero (cioè la quantità massima di stoccaggio di ogni tipologia di rifiuto in un determinato momento in attesa di essere avviata a successiva attività di recupero) non può in ogni caso eccedere il 70% della quantità annuale individuata per singola tipologia dall’Allegato 4; il limite è ridotto al 50% nel caso di rifiuti combustibili. Il decreto 186/2006
  47. 47. Nuovi requisiti – quantità  Le quantità massime annuali di rifiuti non pericolosi passibile di recupero sono quelle stabilite dall’Allegato 4.  I quantitativi non possono, comunque, mai superare la capacità “autorizzata” (cioè quella indicata nella comunicazione di inizio attività) o la potenzialità dell'impianto, che deve essere rispettata anche quando l’impianto tratta più tipologie di rifiuto. Il decreto 186/2006
  48. 48. Nuovi requisiti - campionamenti  Il campionamento dei rifiuti ai fini della caratterizzazione chimico fisica deve essere eseguito sul rifiuto tal quale ed in modo da ottenere un campione rappresentativo secondo le norme tecniche UNI 10802.  L’analisi è effettuata a cura del produttore dei rifiuti prima di essere avviati all’impianto di recupero in procedura semplificata. Il decreto 186/2006
  49. 49. Nuovi requisiti - campionamenti  Il titolare dell’impianto di recupero deve invece verificare la conformità del rifiuto in ingresso alle prescrizioni ed alle condizioni di esercizio stabilite dal D.M. 05 aprile 2006 n. 186 per la specifica attività svolta. Il decreto 186/2006
  50. 50. Nuovi requisiti – test di cessione  Il campionamento per il test di cessione deve essere effettuato con gli stessi standard della norma UNI 10802 sopra citata e va applicata la metodica analitica prevista dalla norma UNI EN 12457-2.  Le principali novità riguardano la durata del test che passa da 16 giorni a 24 ore  La cadenza da biennale è diventata annuale. Il decreto 186/2006
  51. 51. Norme transitorie  Gli impianti di recupero già operanti in procedura semplificata, qualora non soddisfino i requisiti tecnici del D.M. 05 aprile 2006 n. 186 limitatamente alle prescrizioni di cui all’Allegato 5 hanno sei mesi di tempo dall'entrata in vigore del DM 186/2006 (entro il 03 dicembre 2006), per adeguarsi e continuare pertanto a beneficiare del regime in procedura semplificata. Il decreto 186/2006
  52. 52. Norme transitorie  Qualora invece non soddisfino più i requisiti del D.M. 05 aprile 2006 n. 186 (es. per le quantità annuali, il tipo di attività di recupero, ecc.), devono presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell’art. 210 del D. Lgs. 03 aprile 2006 n. 152 alla Provincia entro 30 giorni dall'entrata in vigore del D.M. 05 aprile 2006 n.186 (pertanto entro il 3 luglio 2006).  In attesa del rilascio dell’autorizzazione possono continuare a svolgere l’attività in conformità alla comunicazione in essere. Il decreto 186/2006
  53. 53. Esempio dall’allegato Il decreto 186/2006

×