New Media e Scienze Umanistiche

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Presentation to Youn International Forum 2011, Rome, 12 April 2011

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New Media e Scienze Umanistiche

  1. 1. Umanisti e nuovi media <br />Domenico Fiormonte - Università Roma Tre<br />fiormont@uniroma3.it<br />
  2. 2. Luoghi e supporti del sapere<br />“Le opere o azioni meritorie verso il sapere riguardano tre cose: le sedi del sapere, i testi del sapere e le persone. [...] così l’eccellente liquore del sapere, sia che discenda da ispirazione divina o scaturisca dalla mente umana, verrebbe subito meno e svanirebbe nell’oblio se non fosse conservato nei libri, nelle tradizioni, riunioni e luoghi appositi come le università, i collegi, e le scuole, dov’esso viene accolto e rafforzato. [...]. Le opere che riguardano i libri sono due: in primo luogo le biblioteche, che sono come templi che racchiudono e conservano le reliquie degli antichi santi, piene di virtù vera e immune da inganni, le nuove edizioni di autori, con stampe più corrette, traduzioni più fedeli, più utili glosse, più diligenti annotazioni e così via. Le opere che riguardano le persone dei dotti [...] sono due: stipendiare e designare gli insegnanti per le scienze già esistenti e ritrovate; stipendiare e designare i ricercatori e autori per ogni parte del sapere che non sia stata finora sufficientemente coltivata ed elaborata.”<br />F. Bacone, La dignità e il progresso del sapere divino e umano, 1623<br />
  3. 3. Il collodibottiglia: luoghi, strumentipersone<br />Le tipologielavorativedeisettorideinew mediarichiedono un tipodiformazioneche è pocopresentenel panorama ‘istituzionale’<br />Oggi in Italia – ma non solo – è difficilecostruire un percorsoformativogenuinamenteinterdisciplinare<br />Un forte ostacolo è la struttura del sistemaaccademicoitaliano, fondatosulladivisione in settoridisciplinari<br />Questo produce due distorsionicollegate: <br />Produttiva: è difficile, se non impossibile, crearestruttureibride (tipo Media Lab)<br />formativa: difficilecrearecompetenzeinterdisciplinari<br />
  4. 4. L’informatica come disciplinaibrida<br />“Si vedràche le possibilitàdiquellochesipuò fare [con la programmazione] sono immense. Unadellenostredifficoltàsaràmantenereunadisciplinaappropriata, in modo tale da non perderetracciadiquellochestiamofacendo. Avremobisognodi un certonumerodiefficienticollaboratori con la mentalitàdeibibliotecari per tenerci in ordine” <br />L’intuizione di Turing oggi si avvera: il Semantic Web altro non è che una sorta di mega sistema Dewey di classificazione dello scibile presente sul web… che dovrebbe essere applicato in modo univoco dai vari classificatori o anche in modo meccanico per poter catalogare le risorse in modo da accedere ad esse quando servono<br />Alan Turing, Lecture to the London Mathematical Society, 1947, in Turing, 1992: 120 (trad. it. Lolli, G. Intelligenza Meccanica, Bollati Boringhieri, Torino, 1994: 82). <br />
  5. 5. Ma gliumanisti, servono?<br />“Forse non sarebbe male cheilgruppodiuominicheoggistacreando la ciberneticaaggiungesse al suoorganicoditecniciprovenientidatutte le parti del mondo, qualcheserioantropologo, e magari un filosofocheavesseunacertacuriosità per le cose del mondo”<br />Norbert Wiener The human use of human beings, Houghton Mifflin, Boston, 1950 (trad. it. Introduzione alla Cibernetica, Bollati Boringhieri,Torino 2001: 224-225.)<br />
  6. 6. Gliutensili come strumentipedagogici<br />“Nelprogettarestrumenti per dissodareilterreno, egli ne metteallaprova la funzionalità con la suaimmaginazione. In più, sapendodiessereunacreaturasociale e didovereinevitabilmentemorire, egli è per necessità un insegnante. I suoiutensili, qualunque ne sia la primariafunzionepraticasono per necessitàanchestrumentipedagogici. Sono, quindi, parte del materialedalqualel’uomoestrae la propriaimmaginariaricostruzione del mondo. […] Quelmondo è ilricettacolodellasuasoggettività. Perciò, è stimolo per la suaconsapevolezza e, infine, forzacostruttricedellostessomondomateriale”<br />Joseph Weizenbaum, Il potere del computer e la ragione umana, Ed. Gruppo Abele, 1987: 35.<br />
  7. 7. Unadisciplinanuova per lavorinuovi<br />C’èdunquenecessitàdi un luogo – disciplinare e materiale - chenascadall’intrecciodilinguistica, informatica, filosofia, psicologia, sociologiadellacomunicazione, criticaletteraria, biblioteconomia…<br />D’altronde è la stessainformatica a nascereinterdisciplinare<br />Il paradigmadell’intelligenzadellemacchine<br />I ragazzidi Bletchley Park: Turing, Michie, e il “manipolatoredisimboli”<br />Wiener e la cibern-etica, le Macy’s Lectures<br />
  8. 8. Una possibile risposta: le DigitalHumanities<br />1949: Roberto Busa si reca negli USA<br /><ul><li>Inizia l’avventura dell’IndexThomisticus</li></ul>1966: nasce la rivista “Computer and the Humanities”<br />1972: AssociationforLiterary and LinguisticComputing<br />1987: Text EncodingInitiative e Humanist<br />1998: Busa Award<br />1999: ACO*HUM<br />2002: Partono le lauree specialistiche in IU in Italia <br />2004 ALLC/ACH diventa multilingue<br />2006 AllianceforDigitalHumanities<br />2010 Centernet, Bamboo, Interedition…<br />
  9. 9. Temi e campidisciplinaridelleDH<br />“L’applicazionedimetodologieinformatichetende a mutarel’assettoteoricodelle discipline umanistiche” (T. Orlandi)<br />Memorizzazione e codifica<br />Trattamento del linguaggionaturale<br />Architetturadell’informazione<br />Multimedialità<br />Formazione e comunicazione<br />
  10. 10. La didattica<br />
  11. 11. La didattica(1)<br />
  12. 12. La didattica (2)<br />
  13. 13. La didattica (3)<br />
  14. 14. La didattica (4)<br />
  15. 15. La didattica(5)<br />
  16. 16. La didattica(6)<br />
  17. 17. La ricerca<br />
  18. 18. La ricerca (2)<br />
  19. 19. La ricerca (3)<br />

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