1. la rivoluzione scientifica 1

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1. la rivoluzione scientifica 1

  1. 1. La Rivoluzione scientifica. A cura di Stefano Ulliana.
  2. 2. Panoramica <ul><li>1. La Rivoluzione scientifica: lo spartiacque della modernità.
  3. 3. 2. L'influenza della rivoluzione astronomica sulla rivoluzione scientifica. </li></ul>Niccolò Copernico Isaac Newton
  4. 4. 1. La Rivoluzione scientifica. <ul><li>Con l'espressione Rivoluzione scientifica moderna si suole prendere in considerazione il periodo della storia della scienza moderna, che inizia con il De revolutionibus orbium coelestium di Copernico (1543 d.C.) e che si conclude con i Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton (1687). Fra questi due estremi si dispone tutto quel travagliato momento storico che – con Galileo Galilei, Francesco Bacone e Renato Cartesio – pare dare origine ad un mondo nuovo, con un sapere nuovo. Una nuova concezione del mondo appare ora all'orizzonte dell'umana comprensione, mescolando influenze e lasciti diversi: dall'interesse per lo studio della natura della scuola di derivazione occamista, alla considerazione della rete necessaria di rapporti e di relazioni che vincolavano gli enti creati nell'aristotelismo rinascimentale, dalla ripresa della tradizione matematizzante pitagorico-platonica rinascimentale, alla ricostituzione dell'originaria apertura artistica ed operativa della natura nei pensatori magici e nei naturalisti italiani. </li></ul>
  5. 5. <ul><li>È la natura, come oggetto di studio autonomo e libero da ipoteche dogmatiche e religiose, il nuovo campo d'intervento della conoscenza scientifica moderna: essa viene inquadrata come una serie ordinata di fatti o di eventi, la cui logica reale può essere ritrovata, non appena si guardi a tali relazioni secondo un principio di causa ed effetto, temporale e non più metafisico. L'accordo e la ripetizione della catena degli eventi o dei fatti naturali viene imputato ad una necessità di tipo legislativo (le leggi della natura), che può ancora garantire la relazione verticale fra creatore e creature e così giustificare, dal punto di vista del conformismo religioso, le ricerche e le teorizzazioni dei nuovi scienziati. Le relazioni e lo sfondo delle medesime vengono poi considerati dal punto di vista quantitativo ed estensivo, nel senso delle relazioni geometriche e matematiche: il nuovo linguaggio della natura può essere colto e compreso universalmente, non appena sia verificato dal comune consenso delle sensazioni o tramite l'accettazione dei risultati di opportune riproduzioni schematiche della realtà (gli esperimenti). Un linguaggio che permette l'asservimento della natura stessa alla volontà di potenza e di ordinamento dell'uomo, nei confronti di porzioni sempre più estese del mondo circostante. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Sciolta momentaneamente dall'ordine divino, la natura perde ogni tratto e caratteristica di sensibilità, di desiderio e di immaginazione: la natura perde il proprio movimento autonomo. La legge naturale interviene per supplire o per sovrapporsi a questa ipotetica mancanza, a questa negazione presupposta e necessaria, visto il carattere di asservimento agli umani desiderata delle stesse finalità naturali, precedentemente dotate di necessità (nature) intrinseche (immodificabili). La natura perde l'anima (l'anima del mondo), per acquisire i desideri dell'uomo. Per questo essa diventa soggetta ad un nuovo ordine determinante, che sostituisce il precedente, di natura e carattere teologico. Ora la sua nuova legge è obbedire all'ordine causale dei fatti e degli eventi: dato A e B segue necessariamente C. In questo modo, tolte le cause formali, materiali e finali, solo la causa efficiente, produttiva, svela da sola la logica che tiene insieme la rete dei fatti e degli eventi naturali. </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Se la ricerca naturale non è più alla ricerca delle forme, tanto meno essa si rivolgerà alle essenze ideali: le determinazioni che essa ora cerca sono tutte comprese nelle relazioni appunto di tipo causale. In questo modo essa comunque è costretta ad ampliare il raggio d'azione delle interconnessioni dei fenomeni, cercando per essi un modo di classificazione e di accostamento che utilizzi validi criteri di selezione, di accorpamento, di organizzazione e di direzione. Questi criteri assumono il valore assoluto di potenze imprescindibili ed innegabili, di vere e proprie leggi della natura, quando verificate dalla sensazione comune o dall'esperimento universalmente riconoscibile. La natura diventa allora oggetto: soggetto neutralizzato e orientato alla sottomissione uniforme ad un regno assoluto ed immanente, più o meno facile da orientare verso i desideri di controllo e di dominio della specie umana. </li></ul>
  8. 8. <ul><li>In conclusione: la natura finisce per essere nient'altro che l'insieme delle leggi che regolano i fenomeni e li rendono prevedibili, od eventualmente riproducibili secondo le capacità e l'arbitrio umano. Ma attraverso quale modo, quali mezzi e quali strumenti tutto ciò è stato reso possibile?
  9. 9. La neutralizzazione della natura in oggetto – per esempio dall'essere in precedenza nella speculazione bruniana e telesiana soggetto dotato di propria potenza e razionalità - è resa possibile dalla costruzione schematica di un particolare sfondo ed orizzonte di comprensione ed interazione: è la disposizione dell'estensione e delle quantità relative e connesse a costituire quel presupposto, che permetterà la combinazione e l'intreccio da un lato della geometrizzazione dell'esperienza (si pensi agli assi cartesiani), dall'altro l'intreccio con il principio causale e determinante (efficiente e produttivo). </li></ul>
  10. 10. <ul><li>In questo modo si dà atto ad un distacco del soggetto in oggetto, che vale come possibilità di intervento - da parte della mente umana - di speciali capacità di rappresentazione e di riproduzione: nasce in questo modo la selezione delle caratteristiche sperimentali (si pensi agli esperimenti mentali di Galilei e alla distinzione lockiana fra qualità primarie e secondarie).
  11. 11. Ora l'immaginazione prende uno schema geometrizzante e matematizzante: le relazioni quantitative che legano i fenomeni permettono l'elaborazione di un'ipotesi scientifica, che - per essere sormontante ed avere il valore di legge regolativa e determinante - deve essere provata dalla corretta previsione degli effetti futuri, dalla corretta determinazione e definizione dell'ordine degli avvenimenti, che possono profluire dalle condizioni date. </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Come si può facilmente comprendere questa riduzione sul piano immanente e quantitativo produce una relazione astratta e razionale di tipo determinativo e riduttivo, che guarda alla sola possibilità di mettere insieme dati numerici e di effettuare – scoperta la regola che li accompagna – i più opportuni ed adeguati calcoli previsionali (al variare delle condizioni presenti, predire come varia la misura dell'effetto considerato).
  13. 13. La riconoscibilità universale dei procedimenti selettivi, atti a discriminare le caratteristiche quantitative convenienti allo studio scientifico della serie limitata di fenomeni esaminata, l'accettazione logica e razionale dei procedimenti attraverso i quali la legge naturale viene scoperta ed ha poi valore di istituzione regolativa e predittiva, tutti questi sono elementi che qualificano e definiscono la nuova operatività scientifica come un'attività apertamente riconoscibile e pubblicamente controllabile. </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Ma a che cosa serve un'attività apertamente riconoscibile e pubblicamente controllabile come la nuova procedura scientifica? Essa diviene progressivamente il nuovo asse strumentale per un'espansione di tipo diverso, non più oggettivo (sotto la specie concettuale dell'estensione), ma soggettivo (sotto la specie dell'espansione della potenza e della sua finalizzazione concreta). È l'espansione della potenza e la sua finalizzazione concreta nella tecnica ideata e voluta dalla nuova classe borghese, alleata con lo spirito assolutistico dei sovrani, a costituire la ragione e la direzione di sviluppo della scienza moderna: come sosteneva Francesco Bacone, “sapere è potere”. Potere assoluto di controllo, di intervento e di dominio prima, di espansione e di sistematizzazione poi (dai prodromi della scienza moderna alle speculazioni conclusive dell'idealismo tedesco e del positivismo continentale). </li></ul>
  15. 15. <ul><li>L'imponente struttura organizzativa delle monarchie europee e lo spirito imprenditoriale e affaristico dei ceti mercantili si tradussero in maggiori richieste, sia dal punto di vista della teorizzazione razionale sistematica, sia dal punto di vista della costruzione di strumentazioni tecniche adeguate al desiderio di potenza e di controllo del combinato-disposto fra potere sovrano e interessi della classe borghese. Il motore economico della continua ricerca di un profitto sempre più ampio e maggiore si traduce nella soddisfazione istituzionale per l'aumento delle ricchezze tassabili, mentre l'aumento delle entrate commerciali garantisce l'ampliarsi delle finanze dello Stato e l'aumento del proprio tesoro nazionale (a sua volta reimpiegato in guerre di conquista, che mantengano in movimento quello stesso motore). L'effetto sociale che ne conseguì fu l'ampliamento delle reti comunicative (interne ed esterne) ed il miglioramento dei nodi produttivi (città). </li></ul>
  16. 16. <ul><li>La spinta per una maggior richiesta di strumentazioni tecniche diede poi impulso ulteriore al miglioramento scientifico delle stesse, aprendo quel riflesso e circolo continuo fra richieste della tecnica e miglioramento scientifico che è stato e continua ad essere il volano della ricerca scientifica moderna e contemporanea.
  17. 17. Da quanto si è detto sinora, diventa chiaro che la nuova impostazione scientifica pare assumere su di sé alcune delle caratteristiche principali, che in precedenza erano appannaggio della mentalità teologico-metafisica e religiosa: un pensiero determinista, la richiesta di universalità e di credibilità, l'offerta di una salvezza tutta terrena. Di fronte allora a questa forte spinta per l'immanentizzazione della vita quotidiana e dell'esistenza reale degli individui i poteri tradizionali – la Chiesa, le Università – reagiscono con un fortissimo richiamo all'autorità costituita, garante dell'ordine sociale, politico e soprattutto culturale ed ideologico. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>La composizione di platonismo ed aristotelismo, che aveva costituito il nerbo ed il contenuto principale del pensiero determinista, universalista e salvifico, teologico e metafisico tradizionale (espresso dalla posizione tomista) cercò di correre ai ripari, facendosi forte della propria funzione di veicolo e di giustificazione ideologica dell'ordinamento sociale e politico feudale, per chiamare a propria difesa tutti i poteri repressivi, precedentemente costituiti ed ordinati al controllo ed alla repressione delle eresie religiose (i tribunali dell'Inquisizione ed i vari elenchi dei libri proibiti). Ora i nemici della fede cristiana e cattolica non erano più gli eretici, ma coloro che sovvertivano l'ordine ideologico dominante, distruggendo la buona ed eterna strumentalizzazione divina delle finalità naturali, grazie a teorie fisiche e cosmologiche che, scardinando la centralità e l'immobilità della Terra, promuovevano anche la rivoluzione delle forme etiche e religiose tradizionali (cfr. per esempio la filosofia di Giordano Bruno). </li></ul>
  19. 19. <ul><li>Il principio della libera ricerca naturale non poteva infatti non cozzare contro la vecchia predeterminazione metafisico-religiosa (ed anche magico-astrologica) di tipo tradizionale, non foss'anche per sostituire una strumentalizzazione – quella altrimenti chiamata della divina Provvidenza – con quella più banalmente e semplicemente umana. </li></ul>Goya - Inquisizione
  20. 20. <ul><li>La scienza cercò quindi ai suoi inizi di imporre gradualmente una nuova mentalità, fortemente razionalizzante e nello stesso tempo critica dei dogmi e dei pregiudizi tradizionali (sulla natura e sulla stessa civiltà dell'uomo). Su questa strada attivò tutte quelle procedure – precedentemente indicate – il cui insieme passò alla storia con l'espressione di metodo scientifico . Essa fu dunque una nuova forma di conoscenza, che diede il via filosoficamente a nuove riflessioni e a nuove fondazioni epistemologiche (nuove teorie della conoscenza, idealiste od empiriste), come pure ad eventuali tentativi di elaborare nuove prospettive ontologiche e metafisiche (natura come insieme di parti collegate o meccanismo). Ottenuto un notevole successo nel '600 e nel primo '700 nei campi della fisica astronomica e della chimica terrestre, essa si diresse verso una possibile modificazione dei piani e degli ideali di civilizzazione e di civiltà umana, dando luogo a quel movimento culturale generale, passato alla storia con il nome di Illuminismo. </li></ul>
  21. 21. <ul><li>La scienza poi esplode nell'800 con una miriade di scoperte e di invenzioni tecnologiche, spingendo avanti le diverse fasi della rivoluzione industriale nelle principali nazioni europee e mondiali (Inghilterra, Stati Uniti, Belgio, Francia, Germania, Giappone, Italia). Nel primo '900 la scienza incontra invece la sua prima crisi – crisi dei fondamenti micro-fisici e cosmologici – che la porta a rivedere l'impianto generale del proprio orientamento nel mondo e che la avvicina alle tendenze culturali e politiche più critiche del processo storico, grazie al quale la modernità era nata, si è sviluppata ed ha poi influenzato il mondo contemporaneo. In questo contesto la scienza attuale sembra dibattersi fra la possibilità di essere la cinghia di trasmissione dello sviluppo economico capitalistico e la necessità di rifondare e rivoluzionare i propri approcci e la propria concezione del mondo, per evitare le conseguenze eventualmente nefaste di un potere tecnologico asservito a forze disumane ed alienanti. </li></ul>
  22. 22. 2. La Rivoluzione astronomica. <ul><li>La rivoluzione scientifica moderna fu aperta dalle trasformazioni cosmologiche, che Copernico portò alla considerazione dei suoi contemporanei, con il già citato De rivolutionibus orbium coelestium (1543 d.C.). La concezione cosmologica precedente – aristotelico-tolemaica (ripresa da Dante stesso) – affermava l'immobilità e la centralità della Terra e la rotazione degli astri in opportune sfere eteree concentriche, immodificabili ed eterne, comprese dalla sfera delle stelle fisse. Qui i corpi celesti venivano distinti dal mondo sub-lunare, corruttibile ed abitato dai corpi destinati alla nascita, alla crescita, allo sviluppo ed alla degenerazione, sino alla morte (mondo del divenire, segnato dalla combinazione dei quattro elementi fondamentali). Il mondo aristotelico-tolemaico era quindi unico e ordinatamente necessario. Esso poteva legittimamente venire integrato nella concezione metafisico-teologico tomista e costituire la base per l'interpretazione realista della Bibbia. </li></ul>
  23. 23. <ul><li>Niccolò Copernico (1473 – 1543 d.C.) nella sua opera De revolutionibus orbium coelestium (1543 d.C.) riprese l'ipotesi eliocentrica di Eraclide Pontico, per semplificare il grado di complessità delle orbite e degli eccentrici della dottrina aristotelico-tolemaica. Pose quindi il Sole immobile al centro di un universo comunque chiuso e finito dalla sfera delle stelle fisse. Attorno al Sole dispose i movimenti in orbite circolari uniformi degli altri corpi celesti: Mercurio, Venere, la Terra in moto rotatorio attorno al proprio asse con la Luna, Marte, Giove e Saturno. </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Tycho Brahe (1546 – 1601 d.C.) propose un sistema astronomico che era la via di mezzo fra il sistema aristotelico e quello copernicano. Egli infatti lasciava sì i pianeti orbitare interno al Sole, ma poi faceva rivoluzionare quest'ultimo attorno alla Terra, ancora immobile al centro dell'universo. </li></ul>
  25. 25. <ul><li>Johannes Kepler (1571 – 1630 d.C.) addivenì empiricamente alla formulazione di tre leggi astronomiche, che regolavano matematicamente i movimenti planetari in un sistema copernicano modificato, dotato di orbite ellittiche e non più perfettamente circolari. In un universo che era l'immagine vivente ed intelligente della divina Trinità, il Sole – come il Padre – emanava luce, calore e vita; i pianeti si muovevano poi attorno al Sole secondo l'ordine copernicano e con le seguenti regole di collocazione, manifestazione armonica e geometrica all'interno del cielo delle stelle fisse ( Figlio ) della presenza di un'anima universale estesa in tutto lo spazio ( Spirito ): (1) i pianeti percorrono orbite ellittiche, di cui il Sole occupa uno dei fuochi; (2) il raggio vettore che unisce il Sole al pianeta spazza aree eguali in tempi eguali ( Astronomia Nova , 1609); (3) il rapporto fra il quadrato del periodo di rivoluzione e il cubo del semiasse maggiore dell'orbita rimane costante ( Harmonices Mundi , 1619). </li></ul>
  26. 26. Il cosmo dantesco L'universo di Keplero
  27. 27. <ul><li>Giordano Bruno da Nola (1548 – 1600 d.C.) apre alla modernità la propria concezione rivoluzionaria dell'universo: superata ogni chiusura copernicana, egli afferma l'infinitezza dell'universo, viva ed intelligente immagine di Dio (della sua potenza, della sua volontà, del suo amore). Criticamente e razionalmente sulle orme di Democrito ed Epicuro, Giordano Bruno, abbattendo le mura esterne dell'universo (la sfera delle stelle fisse), rispolvera sia la concezione atomistica, sia l'affermazione dell'innumerabilità dei mondi, distesi nell'infinita plaga dell'universo animato. Come viva ed intelligente immagine di Dio l'universo è quindi aperto in ogni direzione, con al proprio interno un'innumerabile quantità di sistemi soli-pianeti terrestri, tutti posti sullo stesso piano di eguaglianza formo-materiale, in una estensione illimitata e capace di ogni diversificazione naturale. </li></ul>

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