Immanuel Kant Introduzione  A cura di Stefano Ulliana
Panoramica <ul><li>1. La vita.
2. Le opere. Verso il punto di vista  trascendentale .
3. Il criticismo come  filosofia del limite . L'orizzonte storico del pensiero kantiano. </li></ul>Immanuel Kant
1. La vita.  <ul><li>Immanuel Kant  (1724-1804) venne educato nel Collegio Fridericianum di K ö nigsberg  nello spirito re...
<ul><li>Per questo dovette subire le resistenze e le pressioni dell'ambiente politico-istituzionale prussiano. Provò simpa...
2. Le opere. Verso il punto di vista  trascendentale . <ul><li>L'attività intellettuale e di scrittore scientifico e filos...
1) nel primo (sino al 1760) il filosofo tedesco si interessò di tematiche prevalentemente scientifiche (scienze naturali) ...
2) nel secondo (sino al 1781) egli si orientò verso tematiche più propriamente filosofiche, nell'intento di dare fondament...
3) nel terzo produsse le opere più importanti e significative dal punto di vista filosofico, con le tre grandi  Critiche  ...
<ul><li>Negli scritti del primo periodo pre-critico Kant dà libero sfogo ai propri interessi per gli studi naturalistici. ...
<ul><li>Lo svilupparsi dell'interesse filosofico pare infatti orientare la riflessione kantiana verso un progressivo dista...
<ul><li>Il rapporto che il pensiero umano instaura con la  potenza della necessitazione divina  investe i suoi sviluppi, s...
<ul><li>Con la  Notizia sull'indirizzo delle sue lezioni  e i  Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisic...
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1. kant 1

  1. 1. Immanuel Kant Introduzione A cura di Stefano Ulliana
  2. 2. Panoramica <ul><li>1. La vita.
  3. 3. 2. Le opere. Verso il punto di vista trascendentale .
  4. 4. 3. Il criticismo come filosofia del limite . L'orizzonte storico del pensiero kantiano. </li></ul>Immanuel Kant
  5. 5. 1. La vita. <ul><li>Immanuel Kant (1724-1804) venne educato nel Collegio Fridericianum di K ö nigsberg nello spirito religioso del pietismo. All'università si dedicò allo studio della matematica, della fisica newtoniana e della filosofia. Poi divenne precettore privato in alcune case patrizie. Nel 1755 ottenne la libera docenza, nel 1770 divenne professore ordinario di logica e metafisica. Costantemente interessato alla conoscenza ampia ed approfondita della natura, vi accostò sempre l'attenta considerazione del valore morale degli uomini. Per questo attese con estrema precisione e coerenza ai suoi corsi universitari e si batté per la libertà del pensiero, sia in ambito naturale, sia soprattutto in quello etico-religioso e politico. Esponente dell'Illuminismo tedesco, si preoccupò costantemente di indicare nell'autonomia del pensiero il modo per uscire dallo stato di minorità, nel quale i poteri tradizionali conservavano l'intelletto degli uomini. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Per questo dovette subire le resistenze e le pressioni dell'ambiente politico-istituzionale prussiano. Provò simpatia per le rivoluzioni americana e francese, considerandole vicine a quell'ideale di libertà politica che lui stesso espresse ed articolò concependo una forma di governo repubblicana (fondata sulla libertà, l'indipendenza e l'eguaglianza dei suoi cittadini). </li></ul>La tomba di Kant a Kaliningrad
  7. 7. 2. Le opere. Verso il punto di vista trascendentale . <ul><li>L'attività intellettuale e di scrittore scientifico e filosofico di Immanuel Kant può essere suddivisa in tre fasi o periodi:
  8. 8. 1) nel primo (sino al 1760) il filosofo tedesco si interessò di tematiche prevalentemente scientifiche (scienze naturali) [primo periodo pre-critico];
  9. 9. 2) nel secondo (sino al 1781) egli si orientò verso tematiche più propriamente filosofiche, nell'intento di dare fondamento alle precedenti acquisizioni di tipo scientifico [secondo periodo pre-critico];
  10. 10. 3) nel terzo produsse le opere più importanti e significative dal punto di vista filosofico, con le tre grandi Critiche (della Ragione pura , pratica e della facoltà del Giudizio ) [periodo critico]. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Negli scritti del primo periodo pre-critico Kant dà libero sfogo ai propri interessi per gli studi naturalistici. Nel 1755 compone la Storia naturale universale e teoria dei cieli , dove espone la ipotetica formazione dell'universo da una nebulosa originaria. Nello stesso anno acquisisce il diritto alla libera docenza universitaria con lo scritto Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio , mentre dell'anno successivo è la Monadologia physica . Qui il pensiero kantiano sembra essere vicino all'applicazione tradizionale del principio d'identità, logica e fisica (formale e materiale). La positività immediata di questo principio influenza anche la composizione dello scritto Sull'ottimismo (1759), dove Kant pare risentire esplicitamente delle influenze leibniziane sulla teoria del migliore dei mondi possibili. Ma la pienezza intellettuale e morale di questo primo periodo viene improvvisamente offuscata ed incrinata da un primo accenno di criticismo filosofico. </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Lo svilupparsi dell'interesse filosofico pare infatti orientare la riflessione kantiana verso un progressivo distacco dal dogmatismo positivo proprio della metafisica tradizionale ed avviarlo verso la costruzione di un sistema nel quale fosse possibile unire le istanze e le prerogative empiriste – mutuate dall'ambiente inglese – con le capacità di sistemazione razionale godute dallo strumento geometrico-matematico. Per questo prima comincia a demolire l'impianto deducibile dalla logica aristotelica con lo scritto La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche (1762), mentre nell' Unico argomento possibile per una dimostrazione dell'esistenza di Dio (1763) poi sottolinea l'incombere sulla positività della metafisica tradizionale del concetto di infinito. Con la Ricerca sulla chiarezza dei principi della teologia naturale e della morale (1764) Kant apre quindi la propria riflessione verso la necessità illuministica di assodare i veri fondamenti del pensiero umano su Dio e sugli effetti di questo per la validità dei comportamenti umani. </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Il rapporto che il pensiero umano instaura con la potenza della necessitazione divina investe i suoi sviluppi, sia in ambito naturale, sia in quello morale, quando da un lato viene applicato il concetto di legge naturale (cfr. le leggi della dinamica di Newton) e dall'altro quello di obbligazione morale o di dovere . Se nel primo campo di applicazione la deduzione matematico-geometrica si unisce alla verifica empirica, nel secondo l'idea della volontà approvante di Dio si congiunge con il valore (o disvalore) universale delle azioni umane. In entrambi i casi la forma della necessità sembra riempire di contenuto sia l'oggetto fisico, che quello morale. Kant ritiene che l'intelletto operi nel primo settore d'esperienza, mentre la ragione e il suo sentimento morale lavori per ricercare e proporre all'uomo la riconoscibilità universale di alcuni contenuti (principi e determinazioni). In questo modo il filosofo di K ö nigsberg si avvicina alle posizioni dell'empirismo inglese. </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Con la Notizia sull'indirizzo delle sue lezioni e i Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica (1765) Kant limita il potere delle ricerche metafisiche all' oggetto possibile di conoscenza , vincolandone le determinazioni (sensibili ed intellettuali) ai portati dell'esperienza. In questo modo la metafisica diventa la scienza dei limiti della ragione umana . L'oggetto possibile della conoscenza è infatti l'oggetto – sia dal punto di vista fisico, che morale – che resta come intrappolato e duplicemente vincolato da un lato alla potenza, alla volontà ed all'amore infiniti di Dio, dall'altro alla sua riconoscibilità fisica o spirituale. In questo doppio vincolo pare quindi risolversi o manifestarsi la contraddizione e la contrapposizione fra infinito e finito. Il sentimento morale universale sembra qui dare fondamento alla possibilità ed alla necessità che il pensiero e l'azione dell'uomo si elevino ad un punto di congiunzione (la necessità avvertita e sentita), capace di rendere reali sia le determinazioni dell'intelletto, che quelle della ragione (cfr. influenza del pietismo). </li></ul>
  15. 15. <ul><li>La distinzione fra la necessitazione esteriore portata dalla natura e quella interiore, espressa dalla moralità dell'uomo, conduce Kant - dopo la stesura del breve lavoro intitolato Sul primo fondamento della distinzione delle regioni nello spazio (1768) - alla strutturazione dell'importante dissertazione De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (1770). In questi testi il filosofo prussiano ha modo di affermare da un lato la priorità della determinazione spaziale su quella materiale e dall'altro di distinguere fra la passività o ricettività della conoscenza sensibile e l'attività o l'atto di quella intellettuale. La prima forma di conoscenza fa apparire la cosa esterna ai sensi ed all'immaginazione umana ( fenomeno ), la seconda attua il proprio riferimento intrinsecamente all'oggetto avvertito ( noumeno ). Mentre quindi la prima forma di conoscenza riceve la materialità della cosa attraverso la sensazione, per poi farla ordinare formalmente all'interno della facoltà immaginativa ed intellettiva, la seconda o intuisce direttamente l'oggetto costruendolo attraverso le forme pure (intuizioni pure) dello spazio e del tempo, o lo comprende insieme agli altri oggetti nel loro ordine universale. </li></ul>
  16. 16. <ul><li>Il periodo degli scritti critici viene aperto dalla Critica della Ragion pura (1781, 1787), seguita dai Prolegomeni ad ogni futura metafisica (1783), dalla Fondazione della metafisica dei costumi (1785), i Principi metafisici della scienza della natura (1786), la seconda critica ovvero Critica della Ragion pratica (1788), la terza critica ovvero Critica del Giudizio (1790), la Religione nei limiti della semplice ragione (1793), la Metafisica dei costumi (1797), l' Antropologia dal punto di vista pragmatico (1798). Altri scritti minori, ma importanti furono: Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico , Risposta alla domanda: Che cos'è l'Illuminismo? (1784) e Per la pace perpetua (1795). Con la progressiva acquisizione del punto di vista critico-razionale la riflessione kantiana elonga in se stessa i principi cari alla speculazione trascendentale (non assolutamente trascendente, né relativamente immanente), aprendo il proprio pensiero alla ricerca di un'identità nello stesso tempo necessaria e sistematica (il cui ordine e sviluppo successivamente gli idealisti tematizzeranno e proporranno). </li></ul>
  17. 17. 3. Il criticismo come filosofia del limite . <ul><li>L'impostazione dell'ultima riflessione kantiana fa sì che l'analisi critica della ragione su se stessa dimostri la funzionalità dei propri fondamenti, applicabili sia nel campo della conoscenza naturale, sia in quello dei comportamenti (costumi) umani. Questi fondamenti diventano determinazioni umane, processi di attività soggettive, ma universali, all'interno delle quali può darsi ad intendere e comprendere l'apparenza dei fenomeni naturali e morali. Diventano presupposti, o condizionamenti, od ancora condizioni date a priori (relazioni trascendentali) all'interno delle quali e grazie alle quali il materiale della sensibilità può essere conosciuto, ordinato ed accompagnato alle finalità manifeste del genere umano. Per questo il criticismo e trascendentalismo kantiano si oppone al dogmatismo, intendendo scoprire le condizioni di possibilità reali della conoscenza umana, nella certezza (validità) e funzionalità (limitatezza) della propria applicazione. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>Nello stesso tempo esso intende e vuole far valere la certezza universale soggettiva delle proprie acquisizioni analitiche come effettivo confinamento sia dell'intelletto che della volontà. Pensiero ed azione dell'uomo nascono nella limitazione della natura umana – rispetto alla sproporzione dell'infinito divino – ed in questa limitazione vivono e devono operare. Così da un lato la conoscenza umana è legata e vincolata alle determinazioni dell'esperienza sensibile, che le impedisce la trascendenza; dall'altro l'azione umana sarà costantemente tesa verso un ideale di perfettibilità, che la costringerà a conservare un'apertura di tolleranza e a rigettare tutte le chiusure imposte dal dogmatismo religioso. Ancora: l'accompagnamento e la relazione continua di scambio fra natura ed umanità impedirà la subordinazione e la strumentalizzazione della prima alla seconda. </li></ul>
  19. 19. <ul><li>In questo modo la continua trasformazione delle conoscenze naturali e l'ampliamento e modificazione di quelle morali trovano nel progressismo ed idealismo della filosofia kantiana un antidoto sia al dogmatismo religioso-politico e ontologico, sia al possibile regresso verso posizioni elitarie e scettiche, tese a far valere da un lato il risultato delle proprie ricerche individuali e dall'altro il portato comune dell'immaginazione tradizionale, come reazione al possibile rischio di sovversione dei poteri costituiti, operato dall'ampliamento all'ambito morale, religioso e politico della critica razionale. In questo modo il criticismo kantiano conquista quella posizione mediana che gli consente di rendere stabile, certo e determinato, il cammino della ragione alla ricoperta di se stessa, del proprio orizzonte limitato, delle proprie procedure di funzionamento e degli elementi in queste utilizzati. </li></ul>

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