Osservatorio Mr. Green

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L'osservatorio, realizzato da Edison per La7, che analizza le abitudini di consumo degli italiani in rapporto agli altri paesi europei.

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Osservatorio Mr. Green

  1. 1. CARTELLASTAMPAUfficio Stampa Edison IndiceStefano Amoroso 1. Osservatorio Mr. Green: Gli Italiani e l’Energia, il primoResponsabile Media RelationsTel. 02 6222 1 osservatorio dedicato agli italiani e l’energia 2stefano.amoroso@edison.it 2. Gli italiani e l’energia:i comportamenti e le convinzioni più diffuse 3Lucia CaltagironeMedia Relations Edison 3. L’energia dell’Italia 9Tel. 02 6222 1lucia.caltagirone@edison.it 4. Un confronto fra i prezzi dell’energia in Italia e negli altri paesi 12Elena Distaso 5. La liberalizzazione del mercato dell’energia e le opportunitàMedia Relations EdisonTel. 02 6222 1 di risparmio per le famiglie 13elena.distaso@edison.it
  2. 2. OSSERVATORIO MR. GREEN: GLI ITALIANI E L’ENERGIAL’energia degli italiani L’energia, nelle sue molteplici accezioni, è parte integrante del nostro quotidiano: viviamo una riscoperta “dell’energia spirituale”, riteniamo che il giusto “livello di energia” sia essenziale al nostro benessere, siamo sempre più consapevoli della necessità di “risparmiare energia” e di ricorrere a fonti di “energia rinnovabile”. Ma come si rapportano gli italiani all’energia e alle diverse fonti di produ- zione? Quanto le conoscono veramente e come le valutano? Cosa sta cambiando nelle loro abitudini rispetto al passato?Perché l’osservatorio Per rispondere a queste domande è nato “L’Osservatorio Mr Green: gli italianiMr. Green e l’energia”, un’analisi delle conoscenze e dei comportamenti degli italia- ni in materia di energia.Il risparmio energetico Il quadro emerso è quello di un’Italia fatta di contraddizioni anche in temanella pratica di energia. Gli italiani sostengono di avere un’elevata conoscenza delle varie for-quotidiana me di energia, ma all’atto pratico risultano ancora molto confusi e con informa- zioni largamente inadeguate sulle caratteristiche delle diverse fonti e sul relativo potenziale. Analogamente, i nostri connazionali si dicono sempre più consapevoli e attenti ai temi del risparmio energetico, ma nella pratica quotidiana adottano com- portamenti anti-ecologici: il 38% degli intervistati non adotta alcun comportamento eco-sostenibile e ben un italiano su due ammette di avere consumi energetici total- mente fuori controllo. Una realtà che ha inevitabili ricadute sulle bollette elettriche degli italiani visto che la mancata adozione di comportamenti eco-sostenibili si traduce in spre- chi e costi aggiuntivi facilmente evitabili. Basta pensare alla classe di effi- cienza energetica degli elettrodomestici: una lavatrice di classe A ha un consumo di energia elettrica che è del 30% inferiore a quello di una lavatrice di classe C, un frigorifero delle classi più alte consuma la metà di uno di classe C.Comportamenti L’attenzione alla classe energetica dei propri elettrodomestici, così come gli inter-ecosostenibili ed venti di efficientamento di casa propria, permettono di abbassare la bolletta elet-efficienza energetica trica. Ma la via più facile per ridurre i costi dell’energia elettrica passa at- traverso l’individuazione del proprio profilo di consumi e la conseguente scelta della tariffa di energia elettrica e gas più congeniale. La liberalizza- zione del mercato dell’energia ha favorito il proliferare di sempre nuove offerte di energia elettrica e gas che garantiscono al cliente significativi spazi di risparmio. Il regime concorrenziale ha permesso negli ultimi tre anni di dimezzare il differenziale tra il prezzo dell’energia elettrica applicato ai clienti dome- stici in Italia e quello del resto d’Europa. Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 2
  3. 3. GLI ITALIANI E L’ENERGIA: I COMPORTAMENTI E LE CONVINZIONI PIÙ DIFFUSEPrimo Osservatorio Nonostante una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e del risparmiosui comportamenti e energetico, l’italiano è un grande consumatore di energia, con comportamenti op-le convinzioni degli posti alle preoccupazioni espresse per l’ambiente e le sue sorti e soprattutto conitaliani in materia di un bagaglio di conoscenze insufficiente per comprendere pienamente le peculiaritàenergia delle diverse fonti energetiche. Questo in sintesi quanto emerge dall’Osservatorio “Mr Green: gli Italiani e l’Energia” realizzato da Edison sulla base di un campione nazionale rappresentativo (815 interviste pari a un universo di 20 milioni di consumatori tra i 25 e i 65 anni).Elettricità e forza fisica i L’Osservatorio ha innanzitutto indagato i significati, spontanei e sollecitati, che glisignificati più immediati, italiani attribuiscono al termine energia, per definire i confini semantici della parolaspiritualità e passione agli energia. L’82,9% degli intervistati attribuisce al termine energia il significa-ultimi posti to di elettricità racchiudendo in esso tutte le fonti di energia. Subito dietro si collocano le connotazioni di carattere più generale come la forza e la potenza fisica (69,9%), o ancora la determinazione e la tenacia (29,9%). All’ultimo posto, infine, l’energia nell’accezione di forza spirituale (27,5%) e passione/sessualità (21,5%). E’ interessante notare che l’universo femminile cita soprattutto i significati di vivacità, dinamismo, forza psichica e spirituale, mentre quello maschile richiama maggiormente i concetti riconducibili al fenomeno fisico e quin- di l’energia come fonte di energia o forza fisica.Elettricità (28.200.000)Forza Fisica, potenza (23.800.000)Forza della natura (18.500.000)Vivacità, dinamismo (15.500.000)Forza psichica, psicologica (10.400.000)Determinazione, tenacia (10.200.000)Forza spirituale (9.400.000)Passione, sessualità (7.300.000)Italiani: tenaci ma poco Alle persone coinvolte nell’indagine è stato poi chiesto di esplicitare qualespirituali tipo di energia possiedono. La tenacia è la virtù maggiormente citata dagli italiani (38%), seguono la forza fisica (30%), la vivacità (27%), la passione e ses- Nel 2012 Edison si conferma tra sualità (24%). Fanalino di coda la spiritualità (19%). le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 3
  4. 4. Tutti ritengono di non avere energie sufficienti e anzi il 28% degli intervi- stati le giudica insufficienti. A pensarlo sono soprattutto le donne, le persone con la sola licenza elementare, i pensionati e i lavoratori dipendenti. Se la cavano meglio i liberi imprenditori, i dirigenti e coloro che hanno bisogno di trovare in sé le motivazioni all’azione. Certo gli ultimi quattro anni non appaiono brillanti per circa il 40% degli italiani.Gli italiani e le fonti di L’Osservatorio ha poi analizzato temi più strettamente legati all’energia e alle sueenergia fonti di produzione. Innanzitutto si è chiesto quali siano le più conosciute ed è emer- so che le fonti tradizionali hanno lo stesso livello di notorietà (96%) delle fonti rinno- vabili. Quello che fa la differenza è il loro livello di apprezzamento: se il 64% degli italiani dichiara di essere a favore del solare e dell’eolico, solo il 24,7% si schiera per il metano e l’1,7% per il petrolio relegando le energie fossili in coda alla lista di apprezzamento.Solare ed eolico In particolare, il solare incontra il favore degli italiani perché appare rispettosole energie più dell’ambiente (73%), capace di assicurare il risparmio energetico (60%), per la suaapprezzate presunta economicità (56%) e per l’indipendenza energetica che gli Italiani riten- gono possa garantire (45%). Analogamente l’eolico viene vissuto come ecologico (73%), capace di garantire risparmio energetico (57%), conveniente (54%), adatto alla produzione sul territorio italiano (43%). Anche l’idroelettrico viene apprezzato per la sua eco- logicità (61%), la convenienza (43%), per essere una fonte adatta alla produzione in Italia (49%) e infine per il contributo al risparmio energetico (42%). Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 4
  5. 5. Carbone e petrolio: Al contrario le fonti fossili sono considerate pericolose, soprattutto se si tratta diper gli italiani petrolio (ritenuto dannoso dal 72% degli intervistati, mentre il metano è nocivo solopericoloso, sporco e per il 22% degli italiani); poco rispettose dell’ambiente (in questo caso si va dalpoco conveniente 33% del metano fino al 92% del carbone e al 96% del petrolio) e neppure con- venienti (soltanto il 43% per il metano, il 26% per il carbone, 12% per il petrolio). Infine il nucleare è ecologico solo per l’8% degli intervistati, il 12% lo considera una fonte in grado di contribuire alla sicurezza energetica del Paese, non più del 16% è convinto che faccia risparmiare energia, il 18% lo valuta conveniente; l’80% lo considera altamente pericoloso per la salute e l’ambiente.Sole, energia solareVento, energia eolicaAcqua, energia idroelettricaBiomasseGeyser, energia geotermicaGas metanoCarboneAtomo, energia nuclearePetrolio L’Osservatorio Mr Green: gli Italiani e l’Energia ha quindi indagato il quotidiano degli italiani per identificare quali comportamenti e misure adottano regolarmente o comunque con una certa frequenza a favore del risparmio energetico e dell’eco- sostenibilità. È emerso che il 50% degli italiani ha consumi energetici fuori controllo, il 38% non adotta alcun comportamento ecosostenibile e solo il 27% Nel 2012 Edison si conferma tra degli italiani si impegna quotidianamente per il risparmio energetico. le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 5
  6. 6. Concreto verso Le misure a tutela dell’ambiente che i nostri connazionali adottano più facilmentel’ambiente: italiani sono: l’uso delle lampadine a basso consumo – di fatto il comportamento piùenergivori e spreconi diffuso visto che è indicato dal 76% degli intervistati -, la raccolta differenziata (73%), l’utilizzo razionale dell’acqua (69%), della lavatrice (62,6%) e del condizionatore estivo (58%).Usare le lampadine fluorescenti a bassoconsumoFare la raccolta differenziata dei rifiuti tutte levolte che è possibileIn casa non sprecare l’acqua (per es. pre-ferendo la doccia al bagno, non lasciando irubinetti apert, ecc)Lavare in lavatrice gli abiti, le lenzuola ecc.a basse temperature e usando una quanti-tà minima di detersivoNei mesi caldi non usare in casa l’aria condi-zionata troppo a lungoNon tenere il frigorifero a temperaturebassissimeNei mesi freddi non riscaldare la casatroppo e troppo a lungoUsare il meno possibile l’auto in citt, specieper i piccoli spostamentiEvitare di usare i sacchetti di plasticaper fare la spesa, preferendo le borse dicotone o di plasticaAcquistare prodotti realizzati con materialiriciclatiUsare prodotti concentrati che consentonodi limitare gli sprechiAcquistare prodotti contenuti in imbal-laggi/confezioni fatti con materie primerinnovabiliAndare al lavoro, a scuola, ecc. dividendouna sola auto con altre persone Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 6
  7. 7. Cinque tipologie L’analisi di questi dati ha permesso di identificare 5 tipologie energetiche dienergetiche degli italiani: gli Illuministi (razionali e innovatori sono gli ecologisti non estremi),italiani gli Eco-fondamentalisti (opinion leader che sono informati e ostili alle fonti tradizionali), i Giganti con i Piedi di Argilla (si dichiarano informati e innovatori, ma di fatto sono conservatori e poco motivati al risparmio energetico), i Con- formisti (scarsamente interessati alle tematiche ambientali e ai comportamenti ecosostenibili) e gli Spreconi (poco informati, generalmente pigri e senza grandi passioni). Quest’ultimo tipo energetico è il più diffuso nel nostro Paese con il 31% di italiani che vi si riconoscono, mentre il 20% rientra nella categoria dei Conformisti. Insomma: la maggioranza dell’Italia si professa eco-attiva, ma nella realtà è passiva e priva di energia. Se poi si considerano che anche i Giganti con i Piedi d’argilla (17%) predicano bene ma agiscono poco, si potrebbe dire che per gli Italiani è tempo di iniziare a essere realmente proattivi in materia di risparmio energetico ed eco-sostenibilità. Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 7
  8. 8. Declinazione regionale L’Osservatorio è stato declinato non solo a livello nazionale, ma anchedell’Osservatorio: Trentino, regionale per evidenziare le diverse abitudini e convinzioni in materia diVeneto e Friuli le regioni energia in relazione all’area geografica di appartenenza.più attente al risparmio È emerso che l’uso delle lampadine fluorescenti a basso consumo è la praticaenergetico ecologica più accreditata e si è affermata soprattutto nel centro-sud con punte del 79% in Lazio, Abruzzo, Molise, e Sardegna, anche se non manca al Nord con il 71% riscontrato dalle interviste in Piemonte e Lombardia. La raccolta differenziata registra un picco dell’84% in Trentino, Veneto e Friuli, regioni che sono anche le più attente a sfruttare in maniera razionale la lavatrice, impostando le basse temperature e utilizzando quantità minime di detersivo. L’uso responsabile dell’aria condizionata accomuna Trentino, Friuli e Alto Adige (66% degli intervistati), mentre Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Marche e Umbria si collocano al di sotto della media nazionale con una percentuale di ri- sposta pari al 55%. Infine il 76% di trentini, friulani e altoatesini non spreca l’acqua preferendo la doccia al bagno e chiudendo bene i rubinetti.Fonti energetiche Quanto alle fonti d’energia, il 73% di trentini, veneti, friulani e altoatesini si schiera a favore dell’energia solare, il 67% punta sull’eolico e il 59% preferisce l’energia idroelettrica. Decisamente più bassa la percentuale di sostenitori del metano che incontra il favore del 29% di campani, pugliesi e siciliani; ancora inferiore quella di cui godono il carbone (11% in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) e il petrolio (1% in Trentino e Veneto).Al Nord energia è sinonimo Infine, sul fronte dei significati che spontaneamente vengono associati al terminedi determinazione, al energia: in Piemonte e Lombardia l’energia è determinazione e tenacia (39%Sud di passione e forza degli intervistati), mentre Campania, Puglia, Sicilia e Calabria evidenziano il datospirituale più alto - il 28% sopra la media nazionale - di associazione del concetto di ener- gia alla passione e alla sessualità. Sempre il Sud associa il termine energia al concetto di forza spirituale in misura superiore alla media (25%). L’energia è forza fisica per il 30% degli italiani - prevalentemente maschi e residenti nel La- zio, Sardegna, e Molise - e forza psichica in Liguria, Toscana, Emilia e Marche con un 33% di risposte in questa direzione. Sono proprio i residenti in queste Regioni a dichiarare di avere un livello di energia insufficiente con un dato che supera la media nazionale del 13%. Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 8
  9. 9. L’ENERGIA DELL’ITALIAGenerazione elettrica in Il fabbisogno elettrico del nostro Paese è pari a 330 TWh e viene copertoItalia nel 2011 per l’87% dalla produzione nazionale e per la rimanente quota dalle importa- zioni estere (dati relativi al 2011). La produzione termoelettrica, quella cioè genera- ta dalle centrali a carbone, gas e olio combustibile, rappresenta la fetta più consi- stente della capacità generativa nazionale (64%), seguono a distanza l’idroelettrico (13%), il fotovoltaico (6%), l’eolico (5%) e il geotermico (2%).Andamento della Il trend evidenziato nell’ultimo anno mostra una progressiva contrazione della pro-produzione elettrica nel duzione idroelettrica (-9% rispetto al 2010) e di quella elettrica da idrocarburi, chenostro Paese lo scorso anno è calata del 9,5% dopo il -38% registrato nel 2010. E’ invece aumentata la generazione elettrica da carbone (+11,1%) e da fonti rinno- vabili, che sono balzate del 9,4% rispetto al 2010. Tra le fonti rinnovabili si se- gnala il boom del fotovoltaico (+463%) che ha visto la capacità installata schiz- zare a 10.7 TWh da 1.9 TWh del 2010. Positivo, ma non altrettanto significativo, l’andamento registrato dalle altre fonti rinnovabili: in Italia la produzione elettrica da biomassa e rifiuti è cresciuta lo scorso anno del 19,9%, quella eolica dell’11,1%, solo del 5,2% la geotermia.Crescita della capacità La crisi economica che sta attanagliando il mondo dal 2008 ha drasticamente ri-produttiva nazionale dal dotto i consumi elettrici e con essa la produzione di energia elettrica. In Italia al calo2000 ad oggi della domanda si è accompagnato un progressivo aumento della potenza installata, che dal 2000 a oggi è raddoppiata in conseguenza di investimenti pianificati prima Nel 2012 Edison si conferma tra dello scoppio della crisi (la potenza netta termoelettrica è cresciuta di 38 GW cir- le società italiane con la miglior reputazione ca, quella rinnovabile di 11 GW circa). internazionale secondo la classifica di Fortune 9
  10. 10. CONSUMIDistribuzione dei consumi In Italia la fetta maggiore dei consumi elettrici è assorbita dalle industrie (circadi energia elettrica 150.620 mln di kWh pari al 48% della domanda nazionale); il terziario, insieme all’agricoltura e ai trasporti, ne rappresenta il 30% (94.137 mln di kWh), mentre gli usi domestici corrispondono al 22% (70.140 mln di kWh).Costo dell’energia elettrica Una famiglia italiana consuma mediamente 2.700 kWh all’anno a un prez-per la famiglia media zo medio 19c euro/kWh, comprensivo di IVA, imposte erariali e locali, oneri ge-italiana nerali di sistema, costo dell’elettricità e servizi tariffati a rete. Costo medio per la componente energia elettrica per kWh 9 c/euro Costo medio complessivo dell’energia elettrica per kWh 19 c/euroConsumi degli A determinare i consumi elettrici domestici sono gli elettrodomestici e, in partico-elettrodomestici in lare, il frigorifero, la lavatrice, la lavastoviglie, il forno elettrico e il condizionatore.relazione alla classe La loro classe di efficienza energetica incide notevolmente sui consumienergetica delle famiglie. Basti pensare che un frigorifero di classe C arriva a consumare quasi il doppio di uno di classe A (fino a 560 kWh l’anno, rispetto ai 300 kWh della categoria più efficiente). Detto in altri termini, 1 kWh garantisce il funzionamento di un frigorifero da 300 litri per 16 ore, se è di classe C, per 43 ore se è in classe A++. Analogamente una lavatrice di classe A consuma circa 250 kWh all’anno, mentre Nel 2012 Edison la classe C ha un dispendio di energia elettrica che può arrivare fino a 351 kWh. si conferma tra le società italiane con Allo stesso modo per un lavaggio a 60° di un carico da 5 kg, la lavatrice di classe la miglior reputazione internazionale secondo C consuma 1,4 kWh, la classe A 1 kWh. la classifica di Fortune 10
  11. 11. Meno importante, ma comunque significativo il risparmio energetico che è possi- bile ottenere da una lavastoviglie: quella di classe A consuma meno di 232 kWh all’anno, mentre la classe C consuma fino a 319 kWh; per un lavaggio, la classe C consuma 1,5 kWh, mentre la classe A è sotto 1,1 kWh. Quanto al forno elettrico, la classe di efficienza più alta permette un risparmio energetico fino al 40% dal momento che consuma tra i 60 e i 100 kWh all’anno –a seconda del tipo di forno - contro i 100-140 kWh del forno di classe C. L’attenzione alla classe energetica dei propri elettrodomestici, così come gli in- terventi di efficientamento della propria casa, permettono di abbassare la bolletta elettrica che è soggetta a continui rincari.Ripartizione del costo della Quest’anno gli aumenti delle diverse componenti della bolletta elettrica si tra-bolletta durranno in una spesa media di 516 euro per famiglia con un consumo annuo intor- no a 2.700 kWh. Questo valore è composto da spese legate all’approvvigionamen- to e alla commercializzazione dell’energia (56,8%); servizi per l’utilizzo della rete (13,4%); imposte (IVA, imposte erariali o accise e imposte locali) per il 13,3%; one- ri generali di sistema compresi gli incentivi per le energie rinnovabili per il 16,5%. *Dati relativi al III trimestre 2012 elaborati da AEEG Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 11
  12. 12. UN CONFRONTO FRA PREZZI DELL’ENERGIA IN ITALIA E NEGLI ALTRI PAESIPrezzi dell’energia: Italia La comparazione dei costi dell’energia elettrica a uso domestico in Italia e nel resto d’Eu-tra i Paesi più cari, ma cala ropa, mostra che nell’ultimo triennio i prezzi applicati nel nostro Paese si sonoil divario rispetto al resto complessivamente avvicinati a quelli europei, risultando inferiori a quelli tedeschi ed’Europa superiori a quelli francesi e inglesi. Sono avvantaggiati gli italiani che appartengono alle classi di consumo più basse, ossia quelli che utilizzano meno di 2.500 kWh annui. In questo caso il risparmio rispetto alla media dell’eurozona oscilla tra il 7% e il 16% a seconda che si consideri il prezzo al netto o al lordo delle imposte. Opposta è la condizione delle famiglie con consumi annui superiori ai 2.500 kWh. Nella terza classe di consumo (2.500-5.000 kWh annui) l’Italia occupa il gruppo di testa, con prezzi dell’energia elettrica più elevati della media europea del 9% al netto delle imposte, del 13% se si considerano anche le imposte. Il divario rispetto all’Europa si allarga man mano che si sale di classe di consumo, anche se negli ultimi anni c’è stata un’inversione di tendenza che sta portando i prezzi italiani sempre più vicini a quelli del resto d’Europa. Fortunatamente la maggior parte delle famiglie italiane rientra nella seconda fascia di consumi, quella cioè con i prezzi dell’energia elettrica più contenuti o, al limite, in linea con la media europea. In Europa i Paesi in cui l’energia elettrica è più cara sono Svezia, Belgio, Dani-Prezzi energia nel resto marca e Germania (questi ultimi due Stati risentono di un livello di tassazione partico-d’Europa: il peso della larmente elevato). Presentano invece prezzi al di sotto della media europea Fran-tassazione cia, Finlandia, Grecia e Regno Unito – dove l’imposizione fiscale è al 5% contro il 30% che è applicato mediamente in Europa-. In assoluto i Paesi più convenienti sono quelli dell’Europa orientale dove l’energia elettrica per uso domestico costa 7,08 c/ euro in Bulgaria, 8,36 c/euro in Romania e 9,22 c/euro in Romania per la fascia di consu- mo tra 2.500 e 5.00 kWh l’anno, a fronte di una media europea di 12,96 c/euro. Nel 2012 Edison si conferma tra le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune Fonte: Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività del 31/03/2012. Autorità per l’energia elettrica e il gas. 12
  13. 13. LA LIBERALIZZAZIONE NEL SETTORE ENERGETICO E LE NUOVE OPPORTUNITÅ PER LE FAMIGLIE1999: L’avvio dellaliberalizzazione In Italia il processo di liberalizzazione del mercato energetico, avviato per l’energia elettrica nel 1999 con il Decreto Bersani e per il gas nel 2000 con il De- creto Letta, si è concluso nell’arco di un decennio attraverso diversi passaggi legi- slativi. L’entrata in vigore del Decreto Bersani ha rivoluzionato l’assetto del settore che fino ad allora era stato caratterizzato dal monopolio dell’operatore nazionale, Enel, e da alcune aziende di dimensione locale. L’impresa di distribuzione, che ge- stisce la rete elettrica locale (o la rete di gasdotti locale su cui transita il gas per essere consegnato agli italiani) rimane invece la stessa, ma oggi le imprese e le famiglie italiane – quasi 30 milioni – possono scegliere il proprio fornitore di energia elettrica e gas secondo le proprie esigenze.Famiglie libere di scegliere Il Decreto Legislativo 16 marzo 1999, n. 79, noto come Decreto Bersani, recepisce le indicazioni contenute nella direttiva comunitaria n. 92 del 1996 sulla creazione del Mercato Unico dell’Energia. La prima fase della liberalizzazione ha riguardato le attività di produzione dell’energia elettrica, di importazione e di vendita all’ingrosso. L’attività di vendita per le utenze diverse dall’abitazione viene liberaliz- zata gradualmente, a partire dai clienti con i consumi più elevati fino ad arrivare ai clienti con consumi più bassi con l’estensione della liberalizzazione. Nel luglio 2004 la liberalizzazione dell’attività di vendita dell’energia elettrica viene estesa a tutti i clienti non domestici e dal 1 luglio 2007 anche a quelli domestici.2008: Edison entra nelsettore residenziale Con la nuova legislazione sulla progressiva liberalizzazione dell’energia, che reintroduce la concorrenza nei settori dell’elettricità e del gas, Edison si affaccia al mercato libero dell’energia e nel 2008 debutta sul mercato residenziale con un’offerta di energia elettrica, rivolta alle famiglie ita- liane, che si è subito affermata come la migliore in termini di convenien- za e servizio. A settembre 2009, dopo il successo nell’energia elettrica, Edison arricchisce la propria proposta per le famiglie anche con il gas e lancia l’offerta Luce&Gas.2011-2012 La qualità del Nel 2011 Edison ha consolidato la base clienti retail offrendo convenienza, sem-servizio Edison plicità, trasparenza e qualità del servizio. La sfida che Edison si propone di anno in anno è, infatti, quella di acquisire costantemente nuovi clienti, investendo nella re- lazione e nella costruzione di un legame forte con la clientela, nonché potenziando le partnership commerciali in modo da sfruttare le energie presenti con aziende di settori molto affini, creando, in tal modo, più valore per i clienti. Per il 2012 Edison conferma l’obiettivo di crescita sul segmento retail sia per l’e- nergia elettrica che per il gas naturale, disponendo sempre di un portafoglio offerte in continua evoluzione nella ricerca di prodotti che siano costantemente in grado di Nel 2012 Edison si conferma tra rispondere alle esigenze del mercato e a nuovi bisogni emergenti. le società italiane con la miglior reputazione internazionale secondo la classifica di Fortune 13

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