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EDUCAZIONE CIVICA:
«TEMA A»
«minoranze e marginalità nel mondo medievale
e della prima età moderna»
31/08/2022
ERESIE E MOVIMENTI ERETICALI: COME SONO NATI, LA LORO DIFFUSIONE E
COME SI SONO APPROCCIATE CON LA CHIESA
COME SONO NATE ?
Innanzitutto bisogna dare una definizione adatta al termine «eresia»: con questa parola infatti si indica una
dottrina che si oppone direttamente o contraddittoriamente a un dogma (verità assoluta) proposto come tale
dalla Chiesa cattolica. Ovviamente da non confondere con il significato di «ortodossia» : ossia l’insieme di
credenze e verità sancite dal magistero della Chiesa e assunte come dogmi.
Eresie
medievali
Eretici di
Monforte
Arianesimo Pàtarini
Càtari Valdesi
L’ARIANESIMO
L’arianesimo è una dottrina religiosa di tipo subordinazionista, elaborata dal monaco Ario e condannata come
eretica al Primo Concilio di Nicea.
Questa dottrina sostiene che il Figlio di Dio sia un essere partecipe della natura di Dio Padre, ma in maniera
inferiore e derivata e c’è stato un tempo in cui il Verbo di Dio non esisteva ancora e che egli sia stato creato da Dio
all’inizio del tempo.
Per farla breve l’arianesimo nega la coesistenza di Cristo in natura divina e umana.
31/08/2022
Primo Concilio di Nicea (325 d.C.)
I CATARI
I catari si diffusero nel Basso Medioevo (1150-1250). La loro dottrina dualista si
rifaceva al movimento dei manichei del III secolo d.C. si presume che il catarismo
spopolò in Occidente quando venne importato da missionari e crociati provenienti
dall’Oriente di ritorno dalle crociate.
Per i catari dualismo significava che lo spirito e la materia erano in eterno contrasto fra
di loro e vi era una distanza incolmabile tra Bene e Male. Di conseguenza i catari
predicavano uno stile di vita di estremo rigore, basato sulla mortificazione corporale e
sul rifiuto della sessualità, entrambi servitori di Satana.
Purtroppo però Papa Innocenzo III dichiarò eretico il movimento cataro e scatenò una
crociata contro gli albigesi (o catari di Alby) dal 1208 al 1229, reprimendo nel sangue
la suddetta dottrina.
31/08/2022
GLI ERETICI DI MONFORTE
Gli eretici di Monforte giudicavano la Chiesa come impura e corrotta da potere e ricchezza. Essi credevano in Dio e nel
demonio e ritenevano che l’uomo potesse salvarsi solo combattendo tutto ciò che conduce al male.
Rifiutavano i sacramenti, fatta eccezione per il «consolamentum» (una sorta di battesimo per gli adulti).
Facevano voto di castità, non mangiavano carne, pregavano, digiunavano e mettevano i loro beni in comunità.
Praticavano l’ «endura», una sorta di rituale suicida, e avevano come simbolo una scacchiera che rappresentava il
dualismo tra Bene e Male, divenuto poi simbolo dei Templari.
La loro comparsa a Monforte è databile intorno al 1020; tempo dopo, un vicario dell’Imperatore Corrado II, trovandosi
in visita a Monforte scoprì l’esistenza di questo gruppo di eretici. Dal dialogo tra il vicario e il capo degli eretici, Girardo,
emerge chiaramente la presenza della dottrina catara e per giorni gli eretici vengono imprigionati e invitati a tornare
sulla retta via, ma senza successo.
Posti davanti ad una scelta, o morire o riabbracciare la fede cristiana, alcuni si riconvertono, mentre altri vennero
mandati al rogo mettendo fine al movimento di Monforte.
31/08/2022
I PATARINI
La Pataria fu un movimento sorto dalla Chiesa milanese medievale. Le
origini del movimento sono da ricondurre ad alcuni esponenti del clero che
seppero coinvolgere la popolazione milanese nella lotta contro la simonia, il
matrimonio dei preti o nicolaismo, e più in generale contro le ricchezze e la
corruzione morale delle alte cariche ecclesiastiche.
Alla fine del XI secolo, Milano si riavvicinò a Roma e il movimento dei
patarini perse unità e vigore, finendo per rimanere un movimento ereticale
critico nei confronti della gerarchia ecclesiastica in generale.
31/08/2022
IL MOVIMENTO VALDESE
Il movimento valdese venne fondato da Pietro Valdo, un ricco mercante
che decise di vendere tutti i suoi averi e dedicarsi alla predicazione. In un
primo momento Papa Alessandro III accettò la pratica valdese, ma poi
venne represso poiché credeva che le persone potessero attingere
direttamente alla Bibbia, senza la mediazione di un sacerdote, insistendo
inoltre sul continuo ritorno alla povertà e agli usi e costumi e costumi
tradizionali della Chiesa.
Fortunatamente oggi alcuni dei movimenti citati, come quello valdese,
sono Chiese riconosciute.
31/08/2022
ANTIGIUDAISMO E ANTISEMITISMO
Antigiudaismo e antisemitismo sono due parole che potrebbero avere lo stesso significato, ma
non facciamoci trarre in inganno poiché c’è una lieve ma importante differenza.
Il termine «antigiudaismo» indica l’atteggiamento della dottrina cristiana nei confronti degli
ebrei che, per motivazioni religiose, sono stati accusati sia di non aver riconosciuto il Messia,
sia di averlo messo a morte macchiandosi di deicidio, ossia la condanna a morte di Gesù. Con
queste premesse il Concilio ecumenico Vaticano II ha dichiarato che il popolo ebraico avrebbe
dovuto scontare le loro pene con la diaspora.
Invece il termine «antisemitismo» è un derivato dell’antigiudaismo, costruendo così un nuovo
tipo di discriminazione.
Vennero introdotti alcuni falsi pregiudizi sugli ebrei e da quel momento l’antisemitismo si
alimentò di visioni laiche e pseudoscientifiche svincolandolo dalla pratica religiosa ma
arricchendolo di presunte considerazioni razziali.
31/08/2022
SIC ET NON: chi erano i poveri e com’era
considerata la povertà ?
Il povero: da immagine di Cristo a emarginato…
I cosiddetti «uomini senza padrone» erano emarginati, vagabondi, lavoratori saltuari, mendicanti,
zingari e artisti erranti, i quali vivevano nella precarietà ed erano i più esposti alle incertezze della vita.
Gli storici indicano con il termine «pauperismo» questo fenomeno di massa che, a partire del
Cinquecento, parallelamente allo sviluppo industriale, vide una grande quantità di disoccupati, poveri
e vagabondi traslocare dalle campagne alle città in cerca di fortuna, concentrandosi nei sobborghi e
creando situazioni di miseria endemica, disagio e delinquenza.
Per questo motivo, l’immagine del povero, che fino al Quattrocento incarnava l’immagine di Cristo e
quindi aiutato, con l’avvento del pauperismo però il povero venne riconsiderato come una persona
oziosa e potenzialmente persona.
Uno dei maggiori sostenitori di questa tesi, sempre più prevalente, fu lo spagnolo Juan Luis Vives;
ovviamente non mancarono voci più accondiscendenti tra teologi e riformati, fatto sta che prevalse
fino ad oggi l’immagine negativa del povero.
31/08/2022
Poveri buoni e falsi poveri…
Anche per i mendicanti esistevano delle distinzioni: all’accattone per necessità si affiancava l’accattone per scelta. Per dirla
meglio, il mendicante divenuto tale per infermità non era escluso dalla società e, anzi, era socialmente utile perché offriva al
ricco l’occasione di realizzare l’obbligo morale e cristiano della carità. Perciò il mendicante vero era accettato e tollerato.
Tuttavia i mendicanti suscitavano un senso di diffidenza, perché c’era il sospetto che molti di loro fossero falsi poveri; infatti
fingersi povero e approfittare della carità era equiparato al furto e il falso mendicante veniva considerato un criminale.
Il vagabondo come pericolo sociale…
La povertà e la marginalità erano frequentemente oggetto di provvedimenti punitivi che andavano a colpire oziosi, fannulloni e
vagabondi. Contro il vagabondaggio vennero emanate restrizioni di vario genere come ad esempio l’obbligo ad alcuni ospedali di
ricoverare malati «veri» o l’espulsione dalla città per gli oziosi.
Da ciò possiamo notare che nel Tardo Medioevo la figura che suscitava più inquietudine era il vagabondo poiché isolato dal resto
della società: senza legami familiari e viandante senza meta.
Il vagabondo poteva essere un portatore di epidemie, un nemico, un eretico o un criminale.
31/08/2022
EDUCAZIONE CIVICA:
«TEMA B»
«l’impatto con l’alterità: l’espansione
dell’Occidente nel Nuovo Mondo»
CHI E’ L’ALTRO ? COME E’ AVVENUTO IL NOSTRO
CONTATTO ?
Introduzione e spiegazione dell’antefatto
Cristoforo Colombo nel 1492 salpa, per conto dei sovrani di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona,
per cercare un nuovo percorso andando verso Occidente che lo porti alle Indie, aggirando i controlli ottomani a
Est.
Dopo mesi di navigazione sbarca sull’isola da lui denominata Sal Salvador, nelle Bahamas, scoprendo un nuovo
continente: l’America (prende il nome da Amerigo Vespucci). Una volta approdato a terra scopre che quelle terre
erano abitate: maya, incas e aztechi erano solo alcune delle popolazioni che vi risiedevano. Così Colombo diede il
via alle grandi esplorazioni oltreoceano, realizzate da spagnoli e portoghesi prima, e poi da francesi e inglesi.
I conquistadores, così venivano chiamativi i principali soldati ed esploratori del Nuovo Mondo, che, con ferocia e
violenza, abbatterono uno dopo l’altro le civiltà autoctone della zona; si pensi a Cortès e Pizarro, due famigerati
conquistadores che, con furbizia e sete di sangue e potere, distrussero l’Impero azteco e l’Impero incas.
Da qui tutte le popolazioni dell’America centro-meridionale vennero sottomesse alla Corona spagnola e alla
Corona portoghese, vennero sfruttate e uccise migliaia e migliaia di popoli amerindi causando un vero e proprio
genocidio.
31/08/2022
Le ragioni della conquista e lo sfruttamento coloniale
L’incontro tra europei e popolazione amerindie degenerò in scontro, poi sfruttamento e schiavitù
e infine genocidio. Si ebbe uno spaventoso calo demografico conseguente allo sfruttamento
indiscriminato degli indigeni e al dilagare di malattie importate dagli europei.
Fin da subito si pose il problema di capire quale tipo di rapporto avrebbe regolato la
«convivenza» tra conquistatori e conquistati, poiché i secondi appartenevano a una realtà diversa.
Un’accorata denuncia arrivò dal frate domenicano Bartolomé de Las Casas, il primo sacerdote
ordinato nel Nuovo Mondo, portando avanti una campagna a favore degli indios.
Egli scrisse la «Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie Occidentali», inviandola poi al re
di Spagna, nella quale difese gli indios seppur con un’accezione ancora legata alla cultura europea
e cristiana: solo dopo aver abbandonato i loro costumi e convertendosi al cristianesimo ci
sarebbe stata eguaglianza.
Un certo Juan Ginés de Sepulveda, funzionario di corte spagnola, espresse un parere contrario a
quello di Las Casas: nel suo trattato «Trattato sopra le giuste cause della guerra contro gli indi»
sostenne il diritto della Corona di Spagna di governare sulle terre americane, giustificando anche
lo sterminio indiscriminato di quella sottospecie di uomini, degli «homuncoli».
31/08/2022
L’organizzazione dello sfruttamento coloniale
Gli europei sfruttarono indiscriminatamente risorse e indios tant’è che nel 1503 la regina Isabella di Spagna legalizzò la schiavitù attraverso un
decreto detto «repartimiento» in base al quale gli indigeni erano costretti a svolgere le corvées al servizio degli spagnoli.
Al momento del primo contratto con una tribù, gli spagnoli applicavano il «requerimiento»: veniva letta una lettera con la quale si invitavano gli
indigeni a sottostare all’autorità papale e del re spagnolo; l’accettare l’invito corrispondeva ad essere vassalli del Papa, ma un suo rifiuto
significava solo guerra e schiavitù.
Quando i nativi vennero decimati si ricorse all’ «encomienda» la quale consisteva nell’affidamento, da parte della Corona, di un terreno e dei
suoi abitanti ad un colono che, a sua volta, si impegnava a difendere ed educare gli indios al cattolicesimo. Da parte loro, gli indios dovevano
pagare dei tributi prestando servizio nelle case, nei campi e nelle miniere dell’encomendero.
Per limitare i soprusi sugli indios, nel 1512 il re Ferdinando il Cattolico promulgò le Leggi di Burgos, con le quali si stabilivano delle condizioni di
lavoro favorevoli per gli indigeni, anche se furono del tutto inutili di fronte all’aumento esponenziale della schiavitù.
Altre forme di lavoro forzato
Vennero istituite le «haciendas», grandi latifondi per l’agricoltura e l’allevamento, e la «mita», cioè prestazione di lavoro obbligatoria spesso
nelle miniere. Nel 1542 vennero promulgate le Leyes Nuevas con le quali si aboliva formalmente la schiavitù. Per questo motivo si ricorse
sempre più spesso all’importazione degli schiavi dall’Africa conosciuto come «commercio triangolare».
31/08/2022
SIC ET NON: CHI ERA L’ALTRO ?
Selvaggio, cannibale, uomo mansueto ?
Sepulveda, con le sue affermazioni, mette in mostra, in maniera negativa, che l’uomo del Nuovo Mondo è
totalmente diverso dall’uomo europeo civilizzato. Il tema del «diverso» va di pari passo con l’idea di
inferiorità. Infatti al primo contatto gli indigeni non apparirono come ben sperato: non erano colti,
intelligenti o educati, bensì rimandano al «mito del buon selvaggio».
Erano talmente tanto docili che non fecero opposizione quando vennero ridotti in schiavitù come
testimoniato anche dallo stesso Amerigo Vespucci: « non tengono né legge né fede alcuna. Vivono secondo
natura, non hanno re, non ubbidiscono a nessuno. Son gente belicosa …». Questa disumanizzazione dell’Altro,
nata dalla completa ignoranza degli europei nei confronti delle civiltà amerindie, divenne il presupposto per
un nuovo sfruttamento e un’oppressione totali.
Secondo gli europei, mossi da ignoranza e paura, gli abitanti del Nuovo Mondo erano dei mostri corrotti dal
Diavolo, sott’uomini non in grado di autogovernarsi, i quali avrebbe tratto vantaggio nel diventare schiavi
degli spagnoli.
Nacque così la mentalità coloniale.
31/08/2022
L’uomo civilizzato è l’unico punto di osservazione?
Fortunatamente Las Casas si oppose a questa mentalità
sbagliata introducendo un nuovo modo di pensare, seppur
ispirato dall’Umanesimo, che cambiò il punto di vista di
moltissimi suoi contemporanei: riteneva di poter
convincere attraverso la conversione gli indios ad
abbandonare i loro rudi costumi. Questo modo di vedere il
rapporto cristiano/barbaro incominciò a costruire la strada
per il riconoscimento di eguali diritti.
In questo caso si parla di assimilazione e non di
integrazione.
Con la denuncia di Las Casas si apriva la discussione sul
pregiudizio culturale, presupposto dalla discussione sulla
tolleranza.
31/08/2022
CHE COSA SONO I DIRITTI UMANI ?
I diritti umani sono i diritti fondamentali dell’uomo, che egli ottiene sin dalla nascita. Sono inalienabili ed assoluti, tanto
che uno dei doveri dello Stato è proprio garantirli e rispettarli. I diritti fondamentali si dividono in:
◦ Diritti politici, ossia il diritto di voto, il diritto di eleggere e di essere eletto, i quali consentono al cittadino di partecipare
e votare alle elezioni del proprio Paese, della propria Regione e del proprio Comune;
◦ Diritti civili, quali il diritto di eguaglianza di fronte alla legge, il diritto di esprimere le proprie opinioni e il diritto a non
essere discriminato per la religione professata ad esempio, permettono all’uomo di realizzarsi come cittadino.
Gli studiosi hanno fatto un’ulteriore distinzione nei diritti, individuando diritti umani nell’ambito sociale, economico e
culturale come ad esempio il diritto al lavoro, alla sanità, all’istruzione e ad una casa; essi sono definiti come «diritti di
seconda generazione». Nel corso del Novecento poi vennero introdotti i «diritti di terza generazione», per salvaguardare la
vita dell’uomo durante le guerre, comprendendo il diritto alla vita, proteggendola da torture, imprigionamento arbitrario
e schiavitù forzata.
Recentemente stanno prendendo piede i «diritti di quarta generazione», legati alle tecnologie e allo sviluppo economico e
sociale dell’uomo tra cui il diritto all’unione tra persone dello stesso sesso, libertà di accesso a Internet e il diritto
all’integrità genetica di una persona.
Tra tutti questi diritti non esiste una gerarchia e sono tutti ugualmente fondamentali.
31/08/2022
Il primo riconoscimento dei diritti umani si ebbe in Età contemporanea con la promulgazione delle Costituzioni sette-ottocentesche, le quali,
nell’introduzione, affermavano i diritti di libertà e uguaglianza dei sudditi.
Successivamente venne scritta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, conseguente alla Rivoluzione francese. Purtroppo però
questi documenti erano formali e astratti e presto si affermò il dovere di rispettare e proteggere i diritti umani in maniera più mirata e
puntuale, così da renderli vincolanti: due grandi esempi si possono ritrovare nella nostra Costituzione italiana e nella Costituzione belga.
I tragici eventi delle 2 guerre mondiali, nonché il profondo astio tra estremisti di destra e di sinistra, si faceva ancora sentire cosicchè si
sentì l’esigenza di affidare la tutela dei diritti umani ad atti del diritto internazionale, ai quali tutti gli Stati dovevano uniformarsi.
Capostipite di questa nuova generazione fu la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dell’Assemblea generale delle Nazioni
Unite nel ‘48. Pochi anni più tardi la stessa assemblea adottò due testi: uno riguardante diritti economici, sociali e culturali ed uno basato
sui diritti politici; furono testi di estrema importanza poiché, avendo una portata generale, avrebbero raggiunto quasi tutti gli Stati del
mondo. Altre dichiarazioni dello stesso calibro, ad esempio sono:
◦ La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (1950);
◦ La Convenzione interamericana dei diritti dell’uomo (1969);
◦ La Carta africana dei diritti umani e dei popoli (1981);
◦ L’Atto Finale (1973-1975);
◦ La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (2000).
31/08/2022
La presenza di tutte queste dichiarazioni non ha alleggerito il peso delle violazioni dei diritti
umani a livello mondiale.
Infatti in prima linea dovrebbero combattere gli Stati, i quali dispongono già di sanzioni
contro chi viola la libertà dei cittadini. A volte sono gli stessi Stati a violarli e, in questi casi,
intervengono gli organismi internazionali come UE o ONU.
Inoltre sono anche presenti organi internazionali della giustizia per reprimere atti e
comportamenti lesivi dei diritti umani, come la Corte Penale Internazionale con sede a
L’Aia.
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Nel 2000 l’UE promosse la Carta dei diritti fondamentali dell’unione Europea, il cui
contenuto fu successivamente aggiunto alla Costituzione di ogni Stato aderente. Le
affermazioni contenute nella Carta sono vincolanti per quasi tutti i membri dell’UE,
costellate da richiami e procedure da eseguire in caso di violazioni.
Questo importante documento è formato dall’unione di ogni Stato europeo e come tale
rappresenta tassello fondamentale della nostra storia: vale per tutti i cittadini residenti
dell’Unione.
31/08/2022
Ancora oggi molti diritti vengono violati, in particolar modo in Paesi dove vigono forme di governo non
democratiche: carcerazioni ingiustificate, torture e discriminazioni a livello politico e religioso sono all’ordine del
giorno a soffrire, più in generale, sono quelle categorie e fasce di popolazione più deboli: donne, bambini, anziani,
rifugiati ed immigrati.
La donna, per esempio, per tutto il Novecento ha combattuto dure battaglie ottenendo importanti conquiste per
conseguire l’eguaglianza giuridica con l’uomo ma tutt’oggi non si è giunti ad una piena parità:
◦ Vige ancora la convinzione che la donna non sia adatta all’istruzione e di conseguenza allontanata dal mondo del
lavoro;
◦ Vige ancora la convinzione che l’unica soluzione per la donna sia rimanere a casa a svolgere lavori domestici, come
educare i figli.
I minori sono costretti a lavorare, togliendo loro giochi e istruzione.
Preoccupante è il fenomeno della prostituzione infantile, la quale conta spesso sull’indifferenza dei governi dei Paesi
più poveri.
I bambini soldati sono realtà: durante le guerre civili, soprattutto in Africa, i ragazzi vengono portati via dalle case e
costretti ad imbracciare fucili, perdendo così casa, famiglia, scuola, amici, giochi, infanzia e soprattutto umanità.
Ancora più grave è il fatto che in molti Stati del mondo vige ancora la pena di morte poiché sin dal 2007 l’ONU si è
espresso con fermezza su questo tema spingendo diversi Paesi ad abolirla, ma senza successo.
31/08/2022
EDUCAZIONE CIVICA:
«TEMA C»
«La compenetrazione fra Stato e Chiese nel
mondo medievale e moderno»
STATO E CHIESE: IL PROBLEMA DELLA LAICITA’
Che cos’è uno Stato laico ?
Uno Stato si definisce laico quando non fa propria alcuna religione ed è neutrale nei confronti delle Chiese
presenti sul suo territorio. Lo Stato non è ostile a nessuna organizzazione o convinzione religiosa, senza
neanche favorirne una.
Nell’assumere le proprie decisioni poi, respinge qualsiasi interferenza proveniente dalle Chiese.
Cosa succede se uno Stato non è laico ?
Quando uno stato non è laico significa che la sua identità è strettamente collegata ad un credo religioso.
Esempio lampante è l’Iran quando nel ’79 venne istituita la Repubblica islamica: uno Stato basato sulla
religione musulmana nel quale vige la legge della «shari’a».
Altro caso è la Russia dove l’ateismo è la dottrina ufficiale di Stato definito come «ateismo di Stato»; oppure
diamo uno sguardo alla Cina dove, dal ‘49, regna un regime comunista che perseguita la Chiesa cattolica
cinese (non viene riconosciuta l’autorità del Papa tra l’altro).
31/08/2022
IL «DICTATUS PAPAE: LE VOLONTA’ DI GREGORIO VII
L’XI secolo si apre con l’elezione al suolo pontificio di Gregorio VII, uno dei più grandi
Papi teocratici dell’epoca, infatti il suo obiettivo era quello di costituire una solida
gerarchia ecclesiastica ed affermare il primato pontificio su qualsiasi altra carica laica e
religiosa.
A questo scopo promosse il famoso «Dictatus Papae» attraverso il quale condannava
l’investitura di qualsiasi altra personalità ecclesiastica da parte di una laico e proibiva
a chiunque di accettare una nomina ecclesiastica proveniente da un laico. Egli
affermò:
◦ Il primato dell’autorità pontifica su qualsiasi autorità terrena, Imperatore compreso;
◦ Il prima della Chiesa romana su tutte le altre;
◦ L’infallibilità della Chiesa di Roma;
◦ L’insindacabilità del pontefice.
31/08/2022
LA BOLLA «UNAM SANCTAM»
Dopo l’ascesa al soglio pontificio di Bonifacio VIII, nel 1300 venne indetto il Primo
Giubileo o Anno Santo, per il quale migliaia e migliaia di pellegrini e fedeli si
radunarono a Roma.
Dal buon esito del Giubileo, Bonifacio riprese lo scontro con la Francia emanando
la bolla «Ausculta, fili» con la quale denunciava l’oppressione della Chiesa
francese e successivamente emanò la celebre bolla «Unam Sanctam» nel 1302
con la quale riaffermava le tesi teocratiche della subordinazione del potere
temporale a quello spirituale.
Per dimostrare questa tesi ricorse anche alla metafora delle due spade: Dio in
origine aveva consegnato la spada che rappresentava simbolicamente il potere
temporale nelle mani di re e cavalieri, mentre affidò la spada del potere
spirituale nella mani della Chiesa, però i laici per maneggiare la spada temporale
avevano bisogno del consenso degli ecclesiastici, definendo così che l’autorità
temporale è soggetta all’autorità spirituale.
31/08/2022
LA SPAGNA DALLA TRE CULTURE ALL’UNIFORMITA’ CATTOLICA
Dopo il periodo di «reconquista» da parte dei regni cristiani di Portogallo, Castiglia ed Aragona, si
avviò un programma di rafforzamento dello Stato. Più specificatamente si intervenì per:
◦ Formare nuovi apparati burocratici per il Paese e potenziare le strutture amministrative già
esistenti;
◦ Mediare i rapporti tra monarchia e partiti politici per mezzo delle assemblee rappresentative;
◦ Aumentare l’importanza delle élites delle città, già dotati di ampia autonomia.
Soprattutto in Aragona e Castiglia la nobiltà continuava a limitare il potere monarchico e
soprattutto non si era ancora formato del tutto quel ceto borghese caratteristico degli altri Stati
europei. Cosa ancora più importante la Penisola Iberica non era ancora dotata di un sentimento
nazionale e patriottico e di una cultura uniforme, come testimoniato dalla presenza di numerose
lingue e tradizioni.
31/08/2022
Da questo momento in poi il Regno del Portogallo, retto dalla dinastia degli Aviz, si distacca completamente dal
Regno di Spagna, il quale subisce un periodo di espansione economica e politica conquistando Sicilia, Sardegna e
Baleari. Nel Regno d’Aragona poi si insediò la dinastia dei Trastamara la cui storia si intreccia con la Castiglia, poiché
entrambi i territori erano retti dalla stessa casata.
Dopo la morte dell’ultimo discendete dei Trastamara, in Castiglia scoppiò una nuova guerra civile in cui si
contrapposero la figlia del defunto sovrano Giovanna la Pazza a sua zia Isabella di Castiglia.
La contesa finì con la vittoria di Isabella che, dopo aver sposato Ferdinando d’Aragona, unì le due Corone di Castiglia
e Aragona per favorire l’ascesa della borghesia e limitare il potere dei feudatari.
L’unione dei due regni fu solo dinastica, infatti i due sovrani mantennero due corti separate anche se leggi, lingua e
tradizioni erano uniformate.
Per questo motivo Isabella tentò di unificare il Paese dal punto di vista religioso: nel 1478 venne instituito il
Tribunale dell’Inquisizione subordinato al potere imperiale e indipendente dal Papa. Da qui si aprì un periodo
caratterizzato da discriminazioni nei confronti di chi professava una religione diversa dal cristianesimo; le armate
castigliane e aragonesi si coalizzarono per conquistare i domini musulmani in Spagna, la cui conquista terminò nel
1492 con la caduta dell’emirato di Granada.
Poi fu il turno degli ebrei: la comunità ebraica sefardita fu messa davanti ad una scelta, l’esilio o la conversione al
cattolicesimo (i cosiddetti «marrani»).
31/08/2022
APPROFONDIMENTI: ARGOMENTI OMNI-COMPRENSIVI
31/08/2022
1.ANTIGIUDAISMO E ANTISEMITISMO AL TEMPO DI
HITLER E MUSSOLINI
1935
La legge stabiliva chi era
da considerare cittadino
Tedesco e chi no, così
come chi era ebreo e chi
non lo era. I Nazisti
rifiutavano l'idea
tradizionale secondo cui
gli Ebrei erano membri di
una comunità religiosa o
culturale.
1938
Vengono approvate in
Italia le leggi anti-
ebraiche.
(alcune date importanti nel Novecento)
9 dicembre 1938
Una parte dei cittadini ariani del Reich, nel
corso di una sola notte, compie violenze
contro civili ebrei e distrugge loro beni e
sinagoghe. Sono pogrom promossi in tutto
il Reich dal Partito Nazionalsocialista, con il
pretesto di vendicare l’attentato del 7
novembre all’ambasciata tedesca di Parigi.
Gli ebrei dovranno rifondere 1 miliardo di
marchi allo Stato per i danni da loro stessi
subiti nel pogrom (Notte dei Cristalli).
1942
A Wannsee si discute la
soluzione finale della questione
ebraica.
Sulle sponde del lago di
Wannsee, a pochi chilometri da
Berlino, i gerarchi nazisti si
riuniscono per mettere a punto
la “soluzione finale della
questione ebraica” in Europa.
2. LE «STREGHE» DI SALEM
Salem era un villaggio del New England, regione degli Stati Uniti d’America, nel lontano 1692.
Per i coloni di quell’epoca, Salem era l’ultimo avamposto civilizzato prima della natura selvaggia
e dei territori degli indiani.
Sentendosi abbandonati dalla benevolenza di Dio, gli abitanti di Salem furono portati a vedere
Satana in ogni dove, soprattutto nei più deboli e indifesi, come se fossero un perfetto capro
espiatorio per lo sfogo della tensione accumulatasi nell’aria. Nell’inverno fra il 1691 e il 1692
Elizabeth Parris ed Abigail Williams, due ragazze parenti del parroco di Salem, iniziarono ad
avere dei disturbi: si nascondevano dietro alcuni oggetti, strisciavano per terra, smisero di
parlare. I medici non riuscirono ad identificarne le cause e si pensò al “malocchio” e, quando
l’idea di una strega si diffuse nel villaggio, scoppiò l’isteria di massa. La caccia alla strega
cominciò dai popolani, più che dalle autorità giudiziarie.
Dopo le accuse fu istituito un tribunale giudiziario e i processi ebbero inizio. I sospettati
vennero prima interrogati, anche sotto tortura, messi alla prova nella recitazione delle
preghiere cristiane e posti al cospetto delle ragazze che dichiaravano di essere possedute.
31/08/2022
3. I PATTI LATERANENSI
I Patti Lateranensi sono degli accordi sottoscritti tra il l'Italia fascista e la Santa Sede l'11 febbraio 1929
contenenti un trattato, una convenzione e un concordato. Sottoposti, nella parte del concordato, a
revisione nel 1984, essi regolano ancora oggi i rapporti fra Italia e Santa Sede. Ai Patti si devono
l'istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la piena riapertura formale dei rapporti
fra Italia e Santa Sede, interrotti nel 1870 ma gradualmente riallacciati nei decenni successivi fino alla
loro definitiva sistemazione con la stipula di tali accordi. Sono richiamati dall'articolo 7 della costituzione
della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948.
I Patti Lateranensi sanciscono alcuni privilegi alla Chiesa di Roma quali:
◦ L’insegnamento della religione a scuola spettava ai sacerdoti;
◦ L’esenzione delle tasse per lo Stato del Vaticano;
◦ Il cattolicesimo è la religione di Stato;
◦ Lo Stato italiano riconosce il matrimonio celebrato in Chiesa affermando che ha anche valore civile.
Da parte sua, lo Stato italiano ottenne vantaggi e appoggio dalla Chiesa.
31/08/2022
4. IL PARTICOLARE CASO DELLA FRANCIA
alcuni Sindaci francesi hanno scelto di vietare l'uso del burqa nelle spiagge facenti parte dei rispettivi territori
comunali, con previsione di una sanzione amministrativa per le trasgreditrici.
Il divieto è stato giustificato con l'esigenza di eliminare l'uso di un tipo di vestiario ritenuto esprimere non un libero
gusto nell'abbigliamento, bensì un'idea di donna incompatibile con la cultura ed i valori nazionali.
Da più parti, si spinge per l'estensione dell'ambito oggettivo di applicazione della cd. "legge sul velo". Con tale
provvedimento normativo, dall'anno 2004, la Francia vieta l'uso di simboli religiosi all'interno di scuole, collegi e
licei pubblici, impedendo ai cittadini l'ostentazione delle proprie idee religiose in spazi dei quali è ritenuto
opportuno salvaguardare la laicità. Tuttavia che il Consiglio di Stato francese ha rapidamente manifestato
opposizione verso i provvedimenti relativi all'uso del burqa, sottolineando l'inesistenza di ragioni di ordine
pubblico a fondamento del divieto, nonché il contrasto insuperabile con valori e libertà di rango primario, quali la
libertà di coscienza e la libertà personale.
Anche in Italia si è acceso il dibattito inerente alla opportunità di vietare l'uso del "burqa" nelle spiagge, in un
periodo storico in cui l'opposizione nei confronti dell'Islam è stata fortemente acutizzata dai numerosi episodi di
violenza che soggetti legati all'"Isis" hanno perpetrato, nei confronti soprattutto dei cristiani, in Europa e nel
mondo.
31/08/2022
5. LA PENA DI MORTE
La pena di morte (detta anche pena capitale) è una sanzione penale la cui esecuzione consiste nel togliere la vita al
condannato.
Secondo un apporto di Amnesty International, in alcuni ordinamenti giuridici, come in Brasile, Burkina Faso, Cile, El
Salvador, Guatemala, Israele, USA o Giappone, in tempo di pace la pena capitale è prevista per le sole colpe più gravi come
ad esempio omicidio, genocidio e alto tradimento; in altri si applica anche ad altri crimini violenti, come la rapina o lo
stupro, o legati al traffico di droga; in alcuni paesi infine è prevista per reati d'opinione come l'apostasia o per orientamenti
e comportamenti sessuali come l'omosessualità o l'incesto.
31/08/2022
6. PENA DI MORTE E CESARE BECCARIA
«Dei delitti e delle pene» è un breve saggio scritto dall'illuminista italiano Cesare Beccaria
pubblicato nel 1764.
In questo saggio breve, Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le
modalità di accertamento dei delitti e circa le pene allora in uso. Beccaria delinea un
"teorema generale" per determinare l'utilità di una pena: "perché ogni pena non sia una
violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica,
pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti,
dettata dalle leggi".
Per Beccaria, non l'intensione (ovvero l'intensità), ma «l'estensione», la certezza e la
prontezza della pena esercitano un ruolo preventivo dei reati. La prontezza della pena
invece è utile perché in questo modo l'associazione delle due idee (delitto e pena) è più
forte nell'animo umano, in quanto può comprendere più direttamente la relazione di
causa ed effetto dei due concetti.
31/08/2022
7. PAESI CON LA PENA DI MORTE ANCORA IN VIGORE
Nel 2020, oltre che nei paesi già citati, era ancora in vigore in 63 stati: Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita,
Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belize, Bielorussia, Botswana, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba,
Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Giamaica, Giappone, Giordania, Guinea Equatoriale, Guyana,
India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar,
Repubblica Democratica del Congo, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Siria,
Somalia, Stati Uniti d'America, Sudan, Sudan del Sud, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen e
Zimbabwe.
«Colpirne uno per educarne 100».
31/08/2022
8. LA POSIZIONE DELLA CHIESA SULLA PENA DI MORTE
Nello Stato della Chiesa la pena di morte fu praticata sino alla sua caduta, nel 1870: in memoria di quella pratica papa Francesco, l'11
ottobre 2017, ha dichiarato che «anche nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questo estremo e disumano rimedio, trascurando il
primato della misericordia sulla giustizia. Assumiamo le responsabilità del passato, e riconosciamo che quei mezzi erano dettati da una
mentalità più legalistica che cristiana. La preoccupazione di conservare integri i poteri e le ricchezze materiali aveva portato a
sovrastimare il valore della legge, impedendo di andare in profondità nella comprensione del Vangelo».
La Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, emanata nel 1929 da Papa Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi ed in
sostanziale concordanza con quanto presente nel codice penale del Regno d'Italia, prevede la pena di morte anche nell'ordinamento
della Città del Vaticano e lo introdusse nello specifico anche nel tentativo di uccisione del Santo Padre. Non ci furono tentativi di
assassinio del Papa fintanto che lo statuto vaticano previde la pena capitale. Papa Paolo VI rimosse la pena di morte dagli statuti
vaticani, abrogandola per qualsiasi reato, annunciando la modifica nell'agosto 1969. Tuttavia il cambiamento divenne di pubblico
dominio solo nel gennaio 1971, quando alcuni giornalisti accusarono Paolo VI di ipocrisia per le sue critiche alle esecuzioni capitali in
Spagna e Unione Sovietica.
La pena di morte venne rimossa completamente dalla Legge fondamentale con «motu» proprio il 12 febbraio 2001, su decisione di
Giovanni Paolo II.
31/08/2022
9. I PAPI MEDIEVALI/RINASCIMENTALI COME
UTILIZZAVANO IL LORO POTERE?
Abbiamo visto come, dopo la Donazione di Costantino, i Papi cominciano a sviluppare un proprio
potere temporale esercitando una vasta influenza sui loro territori e non. Facevano largo uso della
scomunica: una censura ecclesiastica consistente nell'esclusione del battezzato dalla comunione dei
fedeli e più parti nel divieto di amministrare e ricevere i sacramenti.
Abbiamo anche visto come i Papi del Medioevo e del Rinascimento utilizzavano questo potere (e non
a scopo ecclesiastico, ma solo per i propri interessi):
1. Enrico VII, in prossimità della dieta di Worms, viene scomunicato da Gregorio VII (1076);
2. Federico Barbarossa, dopo l’assedio di Milano, viene scomunicato da Alessandro III (1167);
3. Federico II di Svevia, prima della battaglia di Cortenuova, venne scomunicato da Gregorio IX (1237
circa);
4. Girolamo Savonarola, anni dopo aver proclamato la Repubblica fiorentina, viene scomunicato da
Giulio dé Medici;
Solo per citare alcuni dei più importanti e conosciuti.
31/08/2022
31/08/2022
FINE
Lavoro svolto da Davide
D’Annunzio

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  • 1. EDUCAZIONE CIVICA: «TEMA A» «minoranze e marginalità nel mondo medievale e della prima età moderna»
  • 2. 31/08/2022 ERESIE E MOVIMENTI ERETICALI: COME SONO NATI, LA LORO DIFFUSIONE E COME SI SONO APPROCCIATE CON LA CHIESA COME SONO NATE ? Innanzitutto bisogna dare una definizione adatta al termine «eresia»: con questa parola infatti si indica una dottrina che si oppone direttamente o contraddittoriamente a un dogma (verità assoluta) proposto come tale dalla Chiesa cattolica. Ovviamente da non confondere con il significato di «ortodossia» : ossia l’insieme di credenze e verità sancite dal magistero della Chiesa e assunte come dogmi. Eresie medievali Eretici di Monforte Arianesimo Pàtarini Càtari Valdesi
  • 3. L’ARIANESIMO L’arianesimo è una dottrina religiosa di tipo subordinazionista, elaborata dal monaco Ario e condannata come eretica al Primo Concilio di Nicea. Questa dottrina sostiene che il Figlio di Dio sia un essere partecipe della natura di Dio Padre, ma in maniera inferiore e derivata e c’è stato un tempo in cui il Verbo di Dio non esisteva ancora e che egli sia stato creato da Dio all’inizio del tempo. Per farla breve l’arianesimo nega la coesistenza di Cristo in natura divina e umana. 31/08/2022 Primo Concilio di Nicea (325 d.C.)
  • 4. I CATARI I catari si diffusero nel Basso Medioevo (1150-1250). La loro dottrina dualista si rifaceva al movimento dei manichei del III secolo d.C. si presume che il catarismo spopolò in Occidente quando venne importato da missionari e crociati provenienti dall’Oriente di ritorno dalle crociate. Per i catari dualismo significava che lo spirito e la materia erano in eterno contrasto fra di loro e vi era una distanza incolmabile tra Bene e Male. Di conseguenza i catari predicavano uno stile di vita di estremo rigore, basato sulla mortificazione corporale e sul rifiuto della sessualità, entrambi servitori di Satana. Purtroppo però Papa Innocenzo III dichiarò eretico il movimento cataro e scatenò una crociata contro gli albigesi (o catari di Alby) dal 1208 al 1229, reprimendo nel sangue la suddetta dottrina. 31/08/2022
  • 5. GLI ERETICI DI MONFORTE Gli eretici di Monforte giudicavano la Chiesa come impura e corrotta da potere e ricchezza. Essi credevano in Dio e nel demonio e ritenevano che l’uomo potesse salvarsi solo combattendo tutto ciò che conduce al male. Rifiutavano i sacramenti, fatta eccezione per il «consolamentum» (una sorta di battesimo per gli adulti). Facevano voto di castità, non mangiavano carne, pregavano, digiunavano e mettevano i loro beni in comunità. Praticavano l’ «endura», una sorta di rituale suicida, e avevano come simbolo una scacchiera che rappresentava il dualismo tra Bene e Male, divenuto poi simbolo dei Templari. La loro comparsa a Monforte è databile intorno al 1020; tempo dopo, un vicario dell’Imperatore Corrado II, trovandosi in visita a Monforte scoprì l’esistenza di questo gruppo di eretici. Dal dialogo tra il vicario e il capo degli eretici, Girardo, emerge chiaramente la presenza della dottrina catara e per giorni gli eretici vengono imprigionati e invitati a tornare sulla retta via, ma senza successo. Posti davanti ad una scelta, o morire o riabbracciare la fede cristiana, alcuni si riconvertono, mentre altri vennero mandati al rogo mettendo fine al movimento di Monforte. 31/08/2022
  • 6. I PATARINI La Pataria fu un movimento sorto dalla Chiesa milanese medievale. Le origini del movimento sono da ricondurre ad alcuni esponenti del clero che seppero coinvolgere la popolazione milanese nella lotta contro la simonia, il matrimonio dei preti o nicolaismo, e più in generale contro le ricchezze e la corruzione morale delle alte cariche ecclesiastiche. Alla fine del XI secolo, Milano si riavvicinò a Roma e il movimento dei patarini perse unità e vigore, finendo per rimanere un movimento ereticale critico nei confronti della gerarchia ecclesiastica in generale. 31/08/2022
  • 7. IL MOVIMENTO VALDESE Il movimento valdese venne fondato da Pietro Valdo, un ricco mercante che decise di vendere tutti i suoi averi e dedicarsi alla predicazione. In un primo momento Papa Alessandro III accettò la pratica valdese, ma poi venne represso poiché credeva che le persone potessero attingere direttamente alla Bibbia, senza la mediazione di un sacerdote, insistendo inoltre sul continuo ritorno alla povertà e agli usi e costumi e costumi tradizionali della Chiesa. Fortunatamente oggi alcuni dei movimenti citati, come quello valdese, sono Chiese riconosciute. 31/08/2022
  • 8. ANTIGIUDAISMO E ANTISEMITISMO Antigiudaismo e antisemitismo sono due parole che potrebbero avere lo stesso significato, ma non facciamoci trarre in inganno poiché c’è una lieve ma importante differenza. Il termine «antigiudaismo» indica l’atteggiamento della dottrina cristiana nei confronti degli ebrei che, per motivazioni religiose, sono stati accusati sia di non aver riconosciuto il Messia, sia di averlo messo a morte macchiandosi di deicidio, ossia la condanna a morte di Gesù. Con queste premesse il Concilio ecumenico Vaticano II ha dichiarato che il popolo ebraico avrebbe dovuto scontare le loro pene con la diaspora. Invece il termine «antisemitismo» è un derivato dell’antigiudaismo, costruendo così un nuovo tipo di discriminazione. Vennero introdotti alcuni falsi pregiudizi sugli ebrei e da quel momento l’antisemitismo si alimentò di visioni laiche e pseudoscientifiche svincolandolo dalla pratica religiosa ma arricchendolo di presunte considerazioni razziali. 31/08/2022
  • 9. SIC ET NON: chi erano i poveri e com’era considerata la povertà ? Il povero: da immagine di Cristo a emarginato… I cosiddetti «uomini senza padrone» erano emarginati, vagabondi, lavoratori saltuari, mendicanti, zingari e artisti erranti, i quali vivevano nella precarietà ed erano i più esposti alle incertezze della vita. Gli storici indicano con il termine «pauperismo» questo fenomeno di massa che, a partire del Cinquecento, parallelamente allo sviluppo industriale, vide una grande quantità di disoccupati, poveri e vagabondi traslocare dalle campagne alle città in cerca di fortuna, concentrandosi nei sobborghi e creando situazioni di miseria endemica, disagio e delinquenza. Per questo motivo, l’immagine del povero, che fino al Quattrocento incarnava l’immagine di Cristo e quindi aiutato, con l’avvento del pauperismo però il povero venne riconsiderato come una persona oziosa e potenzialmente persona. Uno dei maggiori sostenitori di questa tesi, sempre più prevalente, fu lo spagnolo Juan Luis Vives; ovviamente non mancarono voci più accondiscendenti tra teologi e riformati, fatto sta che prevalse fino ad oggi l’immagine negativa del povero. 31/08/2022
  • 10. Poveri buoni e falsi poveri… Anche per i mendicanti esistevano delle distinzioni: all’accattone per necessità si affiancava l’accattone per scelta. Per dirla meglio, il mendicante divenuto tale per infermità non era escluso dalla società e, anzi, era socialmente utile perché offriva al ricco l’occasione di realizzare l’obbligo morale e cristiano della carità. Perciò il mendicante vero era accettato e tollerato. Tuttavia i mendicanti suscitavano un senso di diffidenza, perché c’era il sospetto che molti di loro fossero falsi poveri; infatti fingersi povero e approfittare della carità era equiparato al furto e il falso mendicante veniva considerato un criminale. Il vagabondo come pericolo sociale… La povertà e la marginalità erano frequentemente oggetto di provvedimenti punitivi che andavano a colpire oziosi, fannulloni e vagabondi. Contro il vagabondaggio vennero emanate restrizioni di vario genere come ad esempio l’obbligo ad alcuni ospedali di ricoverare malati «veri» o l’espulsione dalla città per gli oziosi. Da ciò possiamo notare che nel Tardo Medioevo la figura che suscitava più inquietudine era il vagabondo poiché isolato dal resto della società: senza legami familiari e viandante senza meta. Il vagabondo poteva essere un portatore di epidemie, un nemico, un eretico o un criminale. 31/08/2022
  • 11. EDUCAZIONE CIVICA: «TEMA B» «l’impatto con l’alterità: l’espansione dell’Occidente nel Nuovo Mondo»
  • 12. CHI E’ L’ALTRO ? COME E’ AVVENUTO IL NOSTRO CONTATTO ? Introduzione e spiegazione dell’antefatto Cristoforo Colombo nel 1492 salpa, per conto dei sovrani di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, per cercare un nuovo percorso andando verso Occidente che lo porti alle Indie, aggirando i controlli ottomani a Est. Dopo mesi di navigazione sbarca sull’isola da lui denominata Sal Salvador, nelle Bahamas, scoprendo un nuovo continente: l’America (prende il nome da Amerigo Vespucci). Una volta approdato a terra scopre che quelle terre erano abitate: maya, incas e aztechi erano solo alcune delle popolazioni che vi risiedevano. Così Colombo diede il via alle grandi esplorazioni oltreoceano, realizzate da spagnoli e portoghesi prima, e poi da francesi e inglesi. I conquistadores, così venivano chiamativi i principali soldati ed esploratori del Nuovo Mondo, che, con ferocia e violenza, abbatterono uno dopo l’altro le civiltà autoctone della zona; si pensi a Cortès e Pizarro, due famigerati conquistadores che, con furbizia e sete di sangue e potere, distrussero l’Impero azteco e l’Impero incas. Da qui tutte le popolazioni dell’America centro-meridionale vennero sottomesse alla Corona spagnola e alla Corona portoghese, vennero sfruttate e uccise migliaia e migliaia di popoli amerindi causando un vero e proprio genocidio. 31/08/2022
  • 13. Le ragioni della conquista e lo sfruttamento coloniale L’incontro tra europei e popolazione amerindie degenerò in scontro, poi sfruttamento e schiavitù e infine genocidio. Si ebbe uno spaventoso calo demografico conseguente allo sfruttamento indiscriminato degli indigeni e al dilagare di malattie importate dagli europei. Fin da subito si pose il problema di capire quale tipo di rapporto avrebbe regolato la «convivenza» tra conquistatori e conquistati, poiché i secondi appartenevano a una realtà diversa. Un’accorata denuncia arrivò dal frate domenicano Bartolomé de Las Casas, il primo sacerdote ordinato nel Nuovo Mondo, portando avanti una campagna a favore degli indios. Egli scrisse la «Brevissima relazione sulla distruzione delle Indie Occidentali», inviandola poi al re di Spagna, nella quale difese gli indios seppur con un’accezione ancora legata alla cultura europea e cristiana: solo dopo aver abbandonato i loro costumi e convertendosi al cristianesimo ci sarebbe stata eguaglianza. Un certo Juan Ginés de Sepulveda, funzionario di corte spagnola, espresse un parere contrario a quello di Las Casas: nel suo trattato «Trattato sopra le giuste cause della guerra contro gli indi» sostenne il diritto della Corona di Spagna di governare sulle terre americane, giustificando anche lo sterminio indiscriminato di quella sottospecie di uomini, degli «homuncoli». 31/08/2022
  • 14. L’organizzazione dello sfruttamento coloniale Gli europei sfruttarono indiscriminatamente risorse e indios tant’è che nel 1503 la regina Isabella di Spagna legalizzò la schiavitù attraverso un decreto detto «repartimiento» in base al quale gli indigeni erano costretti a svolgere le corvées al servizio degli spagnoli. Al momento del primo contratto con una tribù, gli spagnoli applicavano il «requerimiento»: veniva letta una lettera con la quale si invitavano gli indigeni a sottostare all’autorità papale e del re spagnolo; l’accettare l’invito corrispondeva ad essere vassalli del Papa, ma un suo rifiuto significava solo guerra e schiavitù. Quando i nativi vennero decimati si ricorse all’ «encomienda» la quale consisteva nell’affidamento, da parte della Corona, di un terreno e dei suoi abitanti ad un colono che, a sua volta, si impegnava a difendere ed educare gli indios al cattolicesimo. Da parte loro, gli indios dovevano pagare dei tributi prestando servizio nelle case, nei campi e nelle miniere dell’encomendero. Per limitare i soprusi sugli indios, nel 1512 il re Ferdinando il Cattolico promulgò le Leggi di Burgos, con le quali si stabilivano delle condizioni di lavoro favorevoli per gli indigeni, anche se furono del tutto inutili di fronte all’aumento esponenziale della schiavitù. Altre forme di lavoro forzato Vennero istituite le «haciendas», grandi latifondi per l’agricoltura e l’allevamento, e la «mita», cioè prestazione di lavoro obbligatoria spesso nelle miniere. Nel 1542 vennero promulgate le Leyes Nuevas con le quali si aboliva formalmente la schiavitù. Per questo motivo si ricorse sempre più spesso all’importazione degli schiavi dall’Africa conosciuto come «commercio triangolare». 31/08/2022
  • 15. SIC ET NON: CHI ERA L’ALTRO ? Selvaggio, cannibale, uomo mansueto ? Sepulveda, con le sue affermazioni, mette in mostra, in maniera negativa, che l’uomo del Nuovo Mondo è totalmente diverso dall’uomo europeo civilizzato. Il tema del «diverso» va di pari passo con l’idea di inferiorità. Infatti al primo contatto gli indigeni non apparirono come ben sperato: non erano colti, intelligenti o educati, bensì rimandano al «mito del buon selvaggio». Erano talmente tanto docili che non fecero opposizione quando vennero ridotti in schiavitù come testimoniato anche dallo stesso Amerigo Vespucci: « non tengono né legge né fede alcuna. Vivono secondo natura, non hanno re, non ubbidiscono a nessuno. Son gente belicosa …». Questa disumanizzazione dell’Altro, nata dalla completa ignoranza degli europei nei confronti delle civiltà amerindie, divenne il presupposto per un nuovo sfruttamento e un’oppressione totali. Secondo gli europei, mossi da ignoranza e paura, gli abitanti del Nuovo Mondo erano dei mostri corrotti dal Diavolo, sott’uomini non in grado di autogovernarsi, i quali avrebbe tratto vantaggio nel diventare schiavi degli spagnoli. Nacque così la mentalità coloniale. 31/08/2022
  • 16. L’uomo civilizzato è l’unico punto di osservazione? Fortunatamente Las Casas si oppose a questa mentalità sbagliata introducendo un nuovo modo di pensare, seppur ispirato dall’Umanesimo, che cambiò il punto di vista di moltissimi suoi contemporanei: riteneva di poter convincere attraverso la conversione gli indios ad abbandonare i loro rudi costumi. Questo modo di vedere il rapporto cristiano/barbaro incominciò a costruire la strada per il riconoscimento di eguali diritti. In questo caso si parla di assimilazione e non di integrazione. Con la denuncia di Las Casas si apriva la discussione sul pregiudizio culturale, presupposto dalla discussione sulla tolleranza. 31/08/2022
  • 17. CHE COSA SONO I DIRITTI UMANI ? I diritti umani sono i diritti fondamentali dell’uomo, che egli ottiene sin dalla nascita. Sono inalienabili ed assoluti, tanto che uno dei doveri dello Stato è proprio garantirli e rispettarli. I diritti fondamentali si dividono in: ◦ Diritti politici, ossia il diritto di voto, il diritto di eleggere e di essere eletto, i quali consentono al cittadino di partecipare e votare alle elezioni del proprio Paese, della propria Regione e del proprio Comune; ◦ Diritti civili, quali il diritto di eguaglianza di fronte alla legge, il diritto di esprimere le proprie opinioni e il diritto a non essere discriminato per la religione professata ad esempio, permettono all’uomo di realizzarsi come cittadino. Gli studiosi hanno fatto un’ulteriore distinzione nei diritti, individuando diritti umani nell’ambito sociale, economico e culturale come ad esempio il diritto al lavoro, alla sanità, all’istruzione e ad una casa; essi sono definiti come «diritti di seconda generazione». Nel corso del Novecento poi vennero introdotti i «diritti di terza generazione», per salvaguardare la vita dell’uomo durante le guerre, comprendendo il diritto alla vita, proteggendola da torture, imprigionamento arbitrario e schiavitù forzata. Recentemente stanno prendendo piede i «diritti di quarta generazione», legati alle tecnologie e allo sviluppo economico e sociale dell’uomo tra cui il diritto all’unione tra persone dello stesso sesso, libertà di accesso a Internet e il diritto all’integrità genetica di una persona. Tra tutti questi diritti non esiste una gerarchia e sono tutti ugualmente fondamentali. 31/08/2022
  • 18. Il primo riconoscimento dei diritti umani si ebbe in Età contemporanea con la promulgazione delle Costituzioni sette-ottocentesche, le quali, nell’introduzione, affermavano i diritti di libertà e uguaglianza dei sudditi. Successivamente venne scritta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, conseguente alla Rivoluzione francese. Purtroppo però questi documenti erano formali e astratti e presto si affermò il dovere di rispettare e proteggere i diritti umani in maniera più mirata e puntuale, così da renderli vincolanti: due grandi esempi si possono ritrovare nella nostra Costituzione italiana e nella Costituzione belga. I tragici eventi delle 2 guerre mondiali, nonché il profondo astio tra estremisti di destra e di sinistra, si faceva ancora sentire cosicchè si sentì l’esigenza di affidare la tutela dei diritti umani ad atti del diritto internazionale, ai quali tutti gli Stati dovevano uniformarsi. Capostipite di questa nuova generazione fu la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel ‘48. Pochi anni più tardi la stessa assemblea adottò due testi: uno riguardante diritti economici, sociali e culturali ed uno basato sui diritti politici; furono testi di estrema importanza poiché, avendo una portata generale, avrebbero raggiunto quasi tutti gli Stati del mondo. Altre dichiarazioni dello stesso calibro, ad esempio sono: ◦ La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (1950); ◦ La Convenzione interamericana dei diritti dell’uomo (1969); ◦ La Carta africana dei diritti umani e dei popoli (1981); ◦ L’Atto Finale (1973-1975); ◦ La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (2000). 31/08/2022
  • 19. La presenza di tutte queste dichiarazioni non ha alleggerito il peso delle violazioni dei diritti umani a livello mondiale. Infatti in prima linea dovrebbero combattere gli Stati, i quali dispongono già di sanzioni contro chi viola la libertà dei cittadini. A volte sono gli stessi Stati a violarli e, in questi casi, intervengono gli organismi internazionali come UE o ONU. Inoltre sono anche presenti organi internazionali della giustizia per reprimere atti e comportamenti lesivi dei diritti umani, come la Corte Penale Internazionale con sede a L’Aia. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea Nel 2000 l’UE promosse la Carta dei diritti fondamentali dell’unione Europea, il cui contenuto fu successivamente aggiunto alla Costituzione di ogni Stato aderente. Le affermazioni contenute nella Carta sono vincolanti per quasi tutti i membri dell’UE, costellate da richiami e procedure da eseguire in caso di violazioni. Questo importante documento è formato dall’unione di ogni Stato europeo e come tale rappresenta tassello fondamentale della nostra storia: vale per tutti i cittadini residenti dell’Unione. 31/08/2022
  • 20. Ancora oggi molti diritti vengono violati, in particolar modo in Paesi dove vigono forme di governo non democratiche: carcerazioni ingiustificate, torture e discriminazioni a livello politico e religioso sono all’ordine del giorno a soffrire, più in generale, sono quelle categorie e fasce di popolazione più deboli: donne, bambini, anziani, rifugiati ed immigrati. La donna, per esempio, per tutto il Novecento ha combattuto dure battaglie ottenendo importanti conquiste per conseguire l’eguaglianza giuridica con l’uomo ma tutt’oggi non si è giunti ad una piena parità: ◦ Vige ancora la convinzione che la donna non sia adatta all’istruzione e di conseguenza allontanata dal mondo del lavoro; ◦ Vige ancora la convinzione che l’unica soluzione per la donna sia rimanere a casa a svolgere lavori domestici, come educare i figli. I minori sono costretti a lavorare, togliendo loro giochi e istruzione. Preoccupante è il fenomeno della prostituzione infantile, la quale conta spesso sull’indifferenza dei governi dei Paesi più poveri. I bambini soldati sono realtà: durante le guerre civili, soprattutto in Africa, i ragazzi vengono portati via dalle case e costretti ad imbracciare fucili, perdendo così casa, famiglia, scuola, amici, giochi, infanzia e soprattutto umanità. Ancora più grave è il fatto che in molti Stati del mondo vige ancora la pena di morte poiché sin dal 2007 l’ONU si è espresso con fermezza su questo tema spingendo diversi Paesi ad abolirla, ma senza successo. 31/08/2022
  • 21. EDUCAZIONE CIVICA: «TEMA C» «La compenetrazione fra Stato e Chiese nel mondo medievale e moderno»
  • 22. STATO E CHIESE: IL PROBLEMA DELLA LAICITA’ Che cos’è uno Stato laico ? Uno Stato si definisce laico quando non fa propria alcuna religione ed è neutrale nei confronti delle Chiese presenti sul suo territorio. Lo Stato non è ostile a nessuna organizzazione o convinzione religiosa, senza neanche favorirne una. Nell’assumere le proprie decisioni poi, respinge qualsiasi interferenza proveniente dalle Chiese. Cosa succede se uno Stato non è laico ? Quando uno stato non è laico significa che la sua identità è strettamente collegata ad un credo religioso. Esempio lampante è l’Iran quando nel ’79 venne istituita la Repubblica islamica: uno Stato basato sulla religione musulmana nel quale vige la legge della «shari’a». Altro caso è la Russia dove l’ateismo è la dottrina ufficiale di Stato definito come «ateismo di Stato»; oppure diamo uno sguardo alla Cina dove, dal ‘49, regna un regime comunista che perseguita la Chiesa cattolica cinese (non viene riconosciuta l’autorità del Papa tra l’altro). 31/08/2022
  • 23. IL «DICTATUS PAPAE: LE VOLONTA’ DI GREGORIO VII L’XI secolo si apre con l’elezione al suolo pontificio di Gregorio VII, uno dei più grandi Papi teocratici dell’epoca, infatti il suo obiettivo era quello di costituire una solida gerarchia ecclesiastica ed affermare il primato pontificio su qualsiasi altra carica laica e religiosa. A questo scopo promosse il famoso «Dictatus Papae» attraverso il quale condannava l’investitura di qualsiasi altra personalità ecclesiastica da parte di una laico e proibiva a chiunque di accettare una nomina ecclesiastica proveniente da un laico. Egli affermò: ◦ Il primato dell’autorità pontifica su qualsiasi autorità terrena, Imperatore compreso; ◦ Il prima della Chiesa romana su tutte le altre; ◦ L’infallibilità della Chiesa di Roma; ◦ L’insindacabilità del pontefice. 31/08/2022
  • 24. LA BOLLA «UNAM SANCTAM» Dopo l’ascesa al soglio pontificio di Bonifacio VIII, nel 1300 venne indetto il Primo Giubileo o Anno Santo, per il quale migliaia e migliaia di pellegrini e fedeli si radunarono a Roma. Dal buon esito del Giubileo, Bonifacio riprese lo scontro con la Francia emanando la bolla «Ausculta, fili» con la quale denunciava l’oppressione della Chiesa francese e successivamente emanò la celebre bolla «Unam Sanctam» nel 1302 con la quale riaffermava le tesi teocratiche della subordinazione del potere temporale a quello spirituale. Per dimostrare questa tesi ricorse anche alla metafora delle due spade: Dio in origine aveva consegnato la spada che rappresentava simbolicamente il potere temporale nelle mani di re e cavalieri, mentre affidò la spada del potere spirituale nella mani della Chiesa, però i laici per maneggiare la spada temporale avevano bisogno del consenso degli ecclesiastici, definendo così che l’autorità temporale è soggetta all’autorità spirituale. 31/08/2022
  • 25. LA SPAGNA DALLA TRE CULTURE ALL’UNIFORMITA’ CATTOLICA Dopo il periodo di «reconquista» da parte dei regni cristiani di Portogallo, Castiglia ed Aragona, si avviò un programma di rafforzamento dello Stato. Più specificatamente si intervenì per: ◦ Formare nuovi apparati burocratici per il Paese e potenziare le strutture amministrative già esistenti; ◦ Mediare i rapporti tra monarchia e partiti politici per mezzo delle assemblee rappresentative; ◦ Aumentare l’importanza delle élites delle città, già dotati di ampia autonomia. Soprattutto in Aragona e Castiglia la nobiltà continuava a limitare il potere monarchico e soprattutto non si era ancora formato del tutto quel ceto borghese caratteristico degli altri Stati europei. Cosa ancora più importante la Penisola Iberica non era ancora dotata di un sentimento nazionale e patriottico e di una cultura uniforme, come testimoniato dalla presenza di numerose lingue e tradizioni. 31/08/2022
  • 26. Da questo momento in poi il Regno del Portogallo, retto dalla dinastia degli Aviz, si distacca completamente dal Regno di Spagna, il quale subisce un periodo di espansione economica e politica conquistando Sicilia, Sardegna e Baleari. Nel Regno d’Aragona poi si insediò la dinastia dei Trastamara la cui storia si intreccia con la Castiglia, poiché entrambi i territori erano retti dalla stessa casata. Dopo la morte dell’ultimo discendete dei Trastamara, in Castiglia scoppiò una nuova guerra civile in cui si contrapposero la figlia del defunto sovrano Giovanna la Pazza a sua zia Isabella di Castiglia. La contesa finì con la vittoria di Isabella che, dopo aver sposato Ferdinando d’Aragona, unì le due Corone di Castiglia e Aragona per favorire l’ascesa della borghesia e limitare il potere dei feudatari. L’unione dei due regni fu solo dinastica, infatti i due sovrani mantennero due corti separate anche se leggi, lingua e tradizioni erano uniformate. Per questo motivo Isabella tentò di unificare il Paese dal punto di vista religioso: nel 1478 venne instituito il Tribunale dell’Inquisizione subordinato al potere imperiale e indipendente dal Papa. Da qui si aprì un periodo caratterizzato da discriminazioni nei confronti di chi professava una religione diversa dal cristianesimo; le armate castigliane e aragonesi si coalizzarono per conquistare i domini musulmani in Spagna, la cui conquista terminò nel 1492 con la caduta dell’emirato di Granada. Poi fu il turno degli ebrei: la comunità ebraica sefardita fu messa davanti ad una scelta, l’esilio o la conversione al cattolicesimo (i cosiddetti «marrani»). 31/08/2022
  • 28. 1.ANTIGIUDAISMO E ANTISEMITISMO AL TEMPO DI HITLER E MUSSOLINI 1935 La legge stabiliva chi era da considerare cittadino Tedesco e chi no, così come chi era ebreo e chi non lo era. I Nazisti rifiutavano l'idea tradizionale secondo cui gli Ebrei erano membri di una comunità religiosa o culturale. 1938 Vengono approvate in Italia le leggi anti- ebraiche. (alcune date importanti nel Novecento) 9 dicembre 1938 Una parte dei cittadini ariani del Reich, nel corso di una sola notte, compie violenze contro civili ebrei e distrugge loro beni e sinagoghe. Sono pogrom promossi in tutto il Reich dal Partito Nazionalsocialista, con il pretesto di vendicare l’attentato del 7 novembre all’ambasciata tedesca di Parigi. Gli ebrei dovranno rifondere 1 miliardo di marchi allo Stato per i danni da loro stessi subiti nel pogrom (Notte dei Cristalli). 1942 A Wannsee si discute la soluzione finale della questione ebraica. Sulle sponde del lago di Wannsee, a pochi chilometri da Berlino, i gerarchi nazisti si riuniscono per mettere a punto la “soluzione finale della questione ebraica” in Europa.
  • 29. 2. LE «STREGHE» DI SALEM Salem era un villaggio del New England, regione degli Stati Uniti d’America, nel lontano 1692. Per i coloni di quell’epoca, Salem era l’ultimo avamposto civilizzato prima della natura selvaggia e dei territori degli indiani. Sentendosi abbandonati dalla benevolenza di Dio, gli abitanti di Salem furono portati a vedere Satana in ogni dove, soprattutto nei più deboli e indifesi, come se fossero un perfetto capro espiatorio per lo sfogo della tensione accumulatasi nell’aria. Nell’inverno fra il 1691 e il 1692 Elizabeth Parris ed Abigail Williams, due ragazze parenti del parroco di Salem, iniziarono ad avere dei disturbi: si nascondevano dietro alcuni oggetti, strisciavano per terra, smisero di parlare. I medici non riuscirono ad identificarne le cause e si pensò al “malocchio” e, quando l’idea di una strega si diffuse nel villaggio, scoppiò l’isteria di massa. La caccia alla strega cominciò dai popolani, più che dalle autorità giudiziarie. Dopo le accuse fu istituito un tribunale giudiziario e i processi ebbero inizio. I sospettati vennero prima interrogati, anche sotto tortura, messi alla prova nella recitazione delle preghiere cristiane e posti al cospetto delle ragazze che dichiaravano di essere possedute. 31/08/2022
  • 30. 3. I PATTI LATERANENSI I Patti Lateranensi sono degli accordi sottoscritti tra il l'Italia fascista e la Santa Sede l'11 febbraio 1929 contenenti un trattato, una convenzione e un concordato. Sottoposti, nella parte del concordato, a revisione nel 1984, essi regolano ancora oggi i rapporti fra Italia e Santa Sede. Ai Patti si devono l'istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la piena riapertura formale dei rapporti fra Italia e Santa Sede, interrotti nel 1870 ma gradualmente riallacciati nei decenni successivi fino alla loro definitiva sistemazione con la stipula di tali accordi. Sono richiamati dall'articolo 7 della costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948. I Patti Lateranensi sanciscono alcuni privilegi alla Chiesa di Roma quali: ◦ L’insegnamento della religione a scuola spettava ai sacerdoti; ◦ L’esenzione delle tasse per lo Stato del Vaticano; ◦ Il cattolicesimo è la religione di Stato; ◦ Lo Stato italiano riconosce il matrimonio celebrato in Chiesa affermando che ha anche valore civile. Da parte sua, lo Stato italiano ottenne vantaggi e appoggio dalla Chiesa. 31/08/2022
  • 31. 4. IL PARTICOLARE CASO DELLA FRANCIA alcuni Sindaci francesi hanno scelto di vietare l'uso del burqa nelle spiagge facenti parte dei rispettivi territori comunali, con previsione di una sanzione amministrativa per le trasgreditrici. Il divieto è stato giustificato con l'esigenza di eliminare l'uso di un tipo di vestiario ritenuto esprimere non un libero gusto nell'abbigliamento, bensì un'idea di donna incompatibile con la cultura ed i valori nazionali. Da più parti, si spinge per l'estensione dell'ambito oggettivo di applicazione della cd. "legge sul velo". Con tale provvedimento normativo, dall'anno 2004, la Francia vieta l'uso di simboli religiosi all'interno di scuole, collegi e licei pubblici, impedendo ai cittadini l'ostentazione delle proprie idee religiose in spazi dei quali è ritenuto opportuno salvaguardare la laicità. Tuttavia che il Consiglio di Stato francese ha rapidamente manifestato opposizione verso i provvedimenti relativi all'uso del burqa, sottolineando l'inesistenza di ragioni di ordine pubblico a fondamento del divieto, nonché il contrasto insuperabile con valori e libertà di rango primario, quali la libertà di coscienza e la libertà personale. Anche in Italia si è acceso il dibattito inerente alla opportunità di vietare l'uso del "burqa" nelle spiagge, in un periodo storico in cui l'opposizione nei confronti dell'Islam è stata fortemente acutizzata dai numerosi episodi di violenza che soggetti legati all'"Isis" hanno perpetrato, nei confronti soprattutto dei cristiani, in Europa e nel mondo. 31/08/2022
  • 32. 5. LA PENA DI MORTE La pena di morte (detta anche pena capitale) è una sanzione penale la cui esecuzione consiste nel togliere la vita al condannato. Secondo un apporto di Amnesty International, in alcuni ordinamenti giuridici, come in Brasile, Burkina Faso, Cile, El Salvador, Guatemala, Israele, USA o Giappone, in tempo di pace la pena capitale è prevista per le sole colpe più gravi come ad esempio omicidio, genocidio e alto tradimento; in altri si applica anche ad altri crimini violenti, come la rapina o lo stupro, o legati al traffico di droga; in alcuni paesi infine è prevista per reati d'opinione come l'apostasia o per orientamenti e comportamenti sessuali come l'omosessualità o l'incesto. 31/08/2022
  • 33. 6. PENA DI MORTE E CESARE BECCARIA «Dei delitti e delle pene» è un breve saggio scritto dall'illuminista italiano Cesare Beccaria pubblicato nel 1764. In questo saggio breve, Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le modalità di accertamento dei delitti e circa le pene allora in uso. Beccaria delinea un "teorema generale" per determinare l'utilità di una pena: "perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi". Per Beccaria, non l'intensione (ovvero l'intensità), ma «l'estensione», la certezza e la prontezza della pena esercitano un ruolo preventivo dei reati. La prontezza della pena invece è utile perché in questo modo l'associazione delle due idee (delitto e pena) è più forte nell'animo umano, in quanto può comprendere più direttamente la relazione di causa ed effetto dei due concetti. 31/08/2022
  • 34. 7. PAESI CON LA PENA DI MORTE ANCORA IN VIGORE Nel 2020, oltre che nei paesi già citati, era ancora in vigore in 63 stati: Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belize, Bielorussia, Botswana, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba, Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Giamaica, Giappone, Giordania, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan, Palestina, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d'America, Sudan, Sudan del Sud, Taiwan, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen e Zimbabwe. «Colpirne uno per educarne 100». 31/08/2022
  • 35. 8. LA POSIZIONE DELLA CHIESA SULLA PENA DI MORTE Nello Stato della Chiesa la pena di morte fu praticata sino alla sua caduta, nel 1870: in memoria di quella pratica papa Francesco, l'11 ottobre 2017, ha dichiarato che «anche nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questo estremo e disumano rimedio, trascurando il primato della misericordia sulla giustizia. Assumiamo le responsabilità del passato, e riconosciamo che quei mezzi erano dettati da una mentalità più legalistica che cristiana. La preoccupazione di conservare integri i poteri e le ricchezze materiali aveva portato a sovrastimare il valore della legge, impedendo di andare in profondità nella comprensione del Vangelo». La Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, emanata nel 1929 da Papa Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi ed in sostanziale concordanza con quanto presente nel codice penale del Regno d'Italia, prevede la pena di morte anche nell'ordinamento della Città del Vaticano e lo introdusse nello specifico anche nel tentativo di uccisione del Santo Padre. Non ci furono tentativi di assassinio del Papa fintanto che lo statuto vaticano previde la pena capitale. Papa Paolo VI rimosse la pena di morte dagli statuti vaticani, abrogandola per qualsiasi reato, annunciando la modifica nell'agosto 1969. Tuttavia il cambiamento divenne di pubblico dominio solo nel gennaio 1971, quando alcuni giornalisti accusarono Paolo VI di ipocrisia per le sue critiche alle esecuzioni capitali in Spagna e Unione Sovietica. La pena di morte venne rimossa completamente dalla Legge fondamentale con «motu» proprio il 12 febbraio 2001, su decisione di Giovanni Paolo II. 31/08/2022
  • 36. 9. I PAPI MEDIEVALI/RINASCIMENTALI COME UTILIZZAVANO IL LORO POTERE? Abbiamo visto come, dopo la Donazione di Costantino, i Papi cominciano a sviluppare un proprio potere temporale esercitando una vasta influenza sui loro territori e non. Facevano largo uso della scomunica: una censura ecclesiastica consistente nell'esclusione del battezzato dalla comunione dei fedeli e più parti nel divieto di amministrare e ricevere i sacramenti. Abbiamo anche visto come i Papi del Medioevo e del Rinascimento utilizzavano questo potere (e non a scopo ecclesiastico, ma solo per i propri interessi): 1. Enrico VII, in prossimità della dieta di Worms, viene scomunicato da Gregorio VII (1076); 2. Federico Barbarossa, dopo l’assedio di Milano, viene scomunicato da Alessandro III (1167); 3. Federico II di Svevia, prima della battaglia di Cortenuova, venne scomunicato da Gregorio IX (1237 circa); 4. Girolamo Savonarola, anni dopo aver proclamato la Repubblica fiorentina, viene scomunicato da Giulio dé Medici; Solo per citare alcuni dei più importanti e conosciuti. 31/08/2022
  • 37. 31/08/2022 FINE Lavoro svolto da Davide D’Annunzio