La dieta mediterranea

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La dieta mediterranea

  1. 1. La dieta mediterranea èun modello nutrizionale ispiratoai modelli alimentari tradizio-nali di tre paesi europei e u-no africano del bacino del me-diterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco. . Nel 2008 lIta-lia ha presentato richiestaallUNESCO affinché la dietamediterranea venga inserita frai patrimoni culturali immaterialidell’umanità, riconoscimentoche riceve nel 2010.Questo modello nutrizionale èstato abbandonato nel periododel boom economico degli annisessanta e settanta perché ritenutotroppo povero e poco attraente ri-spetto ad altri modelli alimentariprovenienti in particolare dalla ric-ca America, ma ora la dieta medi-terranea sta sicuramente riconqui-stando, tra i modelli nutrizionali,linteresse dei consumatori e staconoscendo una grande diffusione,specie dopo gli anni novanta, inalcuni paesi americani fra cuilArgentina, lUruguay e alcune zo-ne degli Stati Uniti dAmerica.StoriaLa Dieta Mediterranea trae le sueorigini dalla storia, dalla cultura edallo stile di vita pervenutoci pertradizione, dalla Magna Grecia.Queste abitudini sono rimaste radi-cate e mantenute attraverso i seco-li, prima dalla miseria che ha carat-terizzato tutto il Medio Evo, quan-do il popolo era obbligato ad inte-grare con prodotti semplici dellaterra, la dieta a sua disposizione, esuccessivamente dalla tradizionecontadina cilentana.Maggiormente nel Cilento infatti,(area a sud della Campania, oggiParco Nazionale del Cilento, trail fiume Sele ed il fiume Alento),siè sviluppata la c.d. Dieta Mediter-ranea, poichè nasce non solo daun modo di alimentarsi ma ancheda uno stile di vita che particolar-mente i cilentani hanno ereditatodalla cultura delle antiche cittàgreche: Paestum ed Elea.In effetti la tradizione alimentaredei contadini cilentani ha elaboratonei secoli quel sistema alimentareche oggi va sotto il nome di DietaMediterranea, e che un nutrizio-nista americano ha studiato e codi-ficato con questo nome.Ancel Keys, noto fisiologo ameri-cano, con notevoli esperienze nelcampo degli studi sulla nutrizione,rimase colpito dalle abitudini alimen-tari della popolazione del Cilento, dalui conosciuta attraverso le esperienzedi soldato, sbarcato a Paestum al se-guito della quinta Armata nel 1944.L’esperienza italiana indusse il medi-co, terminata la guerra, a trasferirsi inItalia e precisamente nel Cilento, inun piccolo paese chiamato Pioppi,dove ebbe modo di approfondire isuoi studi sugli effetti chel’alimentazione meridionale ha neiconfronti delle malattie moderne,cosiddette del benessere, e cioè iper-tensione, arteriosclerosi, diabete ed ingenere tutte le malattie cardiovascola-ri, che oggi affliggono i paesi occi-dentali e che hanno origine dalla cat-t i v a a l i m e n t a z i o n e .Il dott. Keys, negli anni Cinquanta,partendo dall’osservazione delle abi-tudini alimentari delle popolazioni delcilento, elaborò la concezione che labassa incidenza di malattie cardiova-scolari fosse dovuta al tipo di alimen-tazione che queste popolazioni adot-tavano per tradizione secolare.La Dieta Mediterranea prevedeinfatti alimenti semplici, disponibilianche ai ceti più poveri: pane, pa-sta, legumi, olio di oliva, frutta everdure con pochi formaggi, e vinorosso in modiche quantità. Unavolta a settimana a tavola eranopermessi i cibi “di lusso”, ricchi digrassi: salumi, pesce, carni, dolci.Il tutto integrato da un sana e dif-fusa attività fisica, che oggi è sem-pre più ridotta.LA DIETA MEDITERRANEA
  2. 2. Cerealiposto privilegiato nelladieta mediterranea èoccupato dai cerealiintegrali, e suoi deriva-ti. Contrariamente aquanto il senso comu-ne potrebbe indurre apensare, questa classenon deve essere rap-presentata solo daglialimenti pane, pasta eal massimo riso, ma èottima cosa variare,coinvolgendo altri ce-reali spesso, purtrop-po, poco considerati:mais, orzo, farro, ave-na.La dieta mediterraneaha un elevato consu-mo di pane, frutta,verdura, erbe aromati-che, cereali, olio dioliva, pesce e vino (inquantità moderate) edè basata su un para-dosso: i popoli chevivono nelle nazionidel Mediterraneo con-sumano quantità rela-tivamente elevatedi grassi ma, nono-stante ciò, hanno mi-nori tassi di malattiecardiovascola-ri rispetto alla popola-zione statunitense,nella cui alimentazio-ne sono presenti livellisimili di grassi anima-li. La spiegazione èche la gran quantità diolio doliva usata nellacucina mediterraneacontrobilancia almenoin parte i grassi ani-mali.Lolio di oliva sembrainfatti abbassare i li-velli di colesterolonel sangue; si pensainoltre che il consumomoderatodi alcool durante i pasti,sia un altro fattore pro-tettivo, forse per gli an-tiossidanti contenutinelle bevande alcoliche.Secondo lo studio, ladieta mediterranea di-minuisce il tasso dimortalità della corona-ropatia (malattia coro-narica) del 50%. Inoltrela dieta mediterraneaspiega che sarebbe me-glio bere minimo 6 bic-chieri dacqua al giorno.In realtà il largo uso deicereali è stato da alcunicriticato:Fa comodo a moltispacciare labuso ali-mentare di amidi (pizze,pasta, patate) come"dieta mediterranea".Alimenti principaliLA DIETA MEDITERRANEALe abitudini alimentari delle popolazioni del baci-no del Mediterraneo sono, meglio sarebbe dire era-no, caratterizzate dal consumo di frutta, legumi,ortaggi, pesce, e olio doliva la cui pianta produttri-ce vegeta in modo esclusivo nellarea. Questo tipodi alimentazione, nella quale i cereali giocano unruolo marginale è particolarmente idoneo a preve-nire tumori e malattie cardiovascolari grazie alle-levato contenuto in fosfolipidi del pesce, degli aci-di monoinsaturi dellolio doliva, delle fibre e dellevitamine di frutta e verdura. I cereali vi sono com-presi solo perché apportano energia di basso costoeconomico. Come si può ben capire, niente a chefare con certe merendine.CerealiUn posto privilegiatonella dieta mediterranea èoccupato dai cereali inte-grali, e suoi derivati.Contrariamente a quantoil senso comune potrebbeindurre a pensare, questaclasse non deve essererappresentata solo daglialimenti pane, pasta e almassimo riso, ma è otti-ma cosa variare, coinvol-gendo altri cereali spes-so, purtroppo, poco con-siderati: mais, orzo, far-ro, avena.
  3. 3. La loro funzione è du-plice, giacché la lorocomposizione vede unadiscreta presenza di car-boidrati a lento assorbi-mento (basso indiceglicemico), ma soprat-tutto, se comparata conaltri cibi vegetali, unacorposa presenza diproteine. Una dieta e-quilibrata che compren-da lassociazione di ce-reali e legumi è comple-ta dal punto di vistaproteico, in quanto for-nisce allorganismo tuttolo spettro amminoacidi-co necessario.I legumi hanno anche ilmerito di apportare di-screte quantità di saliminerali, alcune vitami-ne e fibra alimentare.teiche, di acidi grassiessenziali e alcuni saliminerali. Quanto allacarne, si tende a prefe-rire quella bianca(pollo, tacchino, coni-glio) a quella rossa.Ricca in proteine, vi-tamine e sali minerali,la componente lipidica(grassi) dipende forte-mente dallanimale diprovenienza e anchedalla parte dellanima-le.Generalmente la dietamediterranea tende aconsigliare un consu-mo di pesce più largorispetto a quello dellacarne. Il pesce, daltraparte, non ha potutorestare escluso dalletavole mediterranee,proprio per la presen-za dellambiente mari-no che ha plasmato edeterminato la storiadei paesi che si affac-ciano sul Mediterrane-o.Gode principalmentedi ottime quantità pro-LegumiCarne e pesceFrutta e verduraLA DIETA MEDITERRANEAÈ ormai consolidata lopinionecirca la quale è opportuno con-sumare quotidianamente la cifraideale di 5 porzioni di frutta everdura. Indubbi sono i vantag-gi: questi alimenti generano unsenso di sazietà a fronte di unridotto potere calorico. Da sot-tolineare anche lingente quanti-tà dacqua che questi alimenticontengono, molto spesso supe-riore al 90% (nella frutta), ca-ratteristica che dovrebbe tende-re ad aumentare il consumo diquesti cibi a maggior ragionenelle calde giornate estive me-diterranee, per integrare ade-guatamente i liquidi perduti.Molti frutti forniscono un im-prescindibile e insostituibilecontributo di vitamina C e aci-do ascorbico, una vitaminaidrosolubile fondamentale permolteplici funzioni.Si raccomanda di consumarepreferibilmente frutta di stagio-ne.
  4. 4. Uova e latticiniQuesti alimenti sono famosi per lapportodi proteine in quantità, e per le qualità.Stando alle scale del valore biologico del-le proteine dei singoli alimenti, luovo hauna posizione privilegiata, seconda sol-tanto al siero del latte.È doveroso differenziare le due compo-nenti delluovo: il tuorlo (contenente gras-si e colesterolo, ma anche vitamine e saliminerali) e lalbume (contenente protei-ne). Il latte è fonte di sali minerali, di vita-mine e di proteine.DolciI dolci sono poco presenti nella dieta mediterranea ma essa, es-sendo una dieta variata, ne consente lutilizzo una volta alla set-timana.La dieta mediterranea in ItaliaQuasi la metà degli italiani non segue i princi-pi della dieta mediterranea: 4 su 10 non consu-mano frutta tutti i giorni, il 54% salta lappun-tamento quotidiano con la verdura e il 71%non porta in tavola in legumi da due a quattrovolte alla settimana. I problemi e le motivazio-ni sono diversi. Una di queste è il fatto che gliitaliani non hanno stereotipato la dieta medi-terranea secondo un unico modello, mentre ipopoli e le regioni che si affacciano sul medi-terraneo ne hanno in realtà diverse. Un secon-do motivo è che hanno abbandonato unali-mentazione tradizionale per abbandonarsi amodelli di società occidentale e industrializza-ta che non erano propri della loro tradizione.LA DIETA MEDITERRANEA
  5. 5. Benefici della dieta mediterraneaSecondo degli studi la dieta mediterranea ha effettiprotettivi sul cervello, contribuendo a prevenire il de-clino cognitivo; essa è molto importante per i suoi ef-fetti benefici sulla salute. Dopo essersi rivelata protet-tiva nei confronti di malattie cardiovascolari, tumori eprobabilmente di allergie e asma, lo studio ne segnala ipotenziali effetti protettivi sul cervello.È infatti emerso che chi segue questo tipo di regimealimentare ha meno possibilità di andare incontro a unmodesto declino cognitivo, uno stadio tra il normaleinvecchiamento e la demenza. Non solo, la dieta medi-terranea ridurrebbe le possibilità di svilupparela malattia di Alzheimer in chi già mostra segnali didifficoltà cognitive. L’aderenza ad un modello di dietamediterranea salutare si associa ad un significativomiglioramento della salute così come dimostrato nellostudio , condotto su circa 1.500.000 di persone, confollow up variabile da 3 a 18 anni,ha dimostrato unariduzione pari al 13% sia per l’Alzheimer che per ilParkinson, al 6% della mortalità da cancro,al 9% per lemalattie cardiovascolari ed ancora al 9% per la morta-lità totale. Recentemente gli studi di De Lorenzo e col-laboratori (Curr Pharm Des. 2010;16(7):814-24.), han-no messo in evidenza il possibile impatto positivo sullasalute della dieta mediterranea biologica (dieta italianamediterranea di riferimento) rispetto a quella conven-zionale, in termini di riduzione dello stato infiammato-rio e della disfunzione endoteliale associata conl’obesità e le patologie renali. Sottolineano, inoltre, perla prima volta, che il consumo giornaliero di alimentibiologici nell’ambito della dieta mediterranea potrebbeessere collegato ad una riduzione di omocisteina, fo-sforo, colesterolo totale, microalbuminuria e ad un au-mento della vitamina B12 nel sangue.Inoltre, la Dieta Mediterranea, articolatain un intervento sugli stili di vita più ampioin uno studio di follow-up clinico, ha mi-gliorato la circolazione a livello di arterierenali nella ipertensione essenziale. Ciòsi verifica attraverso la riduzione delleresistenze intrarenali, e non comportauna modifica dell’insulino-resistenza. At-traverso questo meccanismo vascolare ladieta mediterranea sembra in grado dimodificare una componente importantedella patofisiologia della ipertensione ar-teriosa e dell’arterosclerosi.[3]Da tutti questi fattori deriva una minoreincidenza di patologie cardiovascolari,che risulta essere particolarmente impor-tante per i pazienti con insufficienza rena-le cronica. Per tali ragioni è possibile af-fermare che la dieta mediterranea svolgaun ruolo fondamentale nella longevità enella qualità della vita.LA DIETA MEDITERRANEA
  6. 6. Da diversi anni è presente la tendenza ad abbandonare la dieta mediterranea tradizionale in favore dimodelli alimentari diversi. Secondo le statistiche ISTAT, la Campania ha registrato nel 2001 una in-cidenza della malattia ben al di sopra della media nazionale. Al di sotto di questa media si collocano,invece, nello stesso anno, 9 regioni, di cui 6 appartenenti all’Italia centromeridionale(Sicilia, Basilicata, Toscana, Marche, Puglia, Abruzzo, Calabria, Molise) e 3 al Nord Italia(Piemonte, Liguria,Friuli Venezia Giulia).CONSIDERAZIONILA DIETA MEDITERRANEAhttp://www.medicina10.it/salute-e-tagli-che-il-governo-rifletta-1037.htmlhttp://scienzaesalu-te.blogosfere.it/2012/05/abitudini-alimentare-italiane-meno-frutta-e-verdura-per-colpa-della-crisi.htmlhttp://dietabianchi-ni.blogspot.it/2012/12/le-proprieta-dei-legumi.htmlhttp://www.muoversinsieme.it/magazine/salute-e-benessere/alimentazione/4181/carne-e-pesce-alimenti-da-etichetta-speciale.htmlhttp://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/01/quanto-fa-bene-la-dieta-mediterranea/http://it.123rf.com/photo_13994989_still-life-dihttp://www.lenottidellaspide.it/?page_id=107http://salentosat.wordpress.com/author/davidao65/http://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_mediterraneahttp://www.gourmetonline.it/default.php?cod=dietamediterranea01&idcat=94http://www.dietesane.com/diete/dieta-mediterranea.phphttp://www.mammedomani.it/concepimento/articoli/2960-con-la-dieta-mediterranea-gli-spermatozoi-sono-doc.htmlhttp://www.trend-online.com/commodity/matif-sempre-piu-leader-tra-i-cereali/-prodotti-lattiero-caseari-latte-uova-pane-e-formaggio.htmlhttp://www.pourfemme.it/foto/dolci-natale-fragole-e-cioccolato_10183.htmlhttp://www.saluteinmente.it/2013/03/perche-la-dieta-mediterranea-fa-bene-al-cuore-e-alla-salute/http://www.sceltedigusto.it/public/index.php/sulle-orme-di-archestrato/mangiare/547-alimentazione-a-salute-il-44-degli-italiani-non-rispetta-la-dieta-mediterraneaTutti i lavori prodotti con ilPON F2 “Salute, ambientee territorio” sono pubblica-ti su: http://igienicamente.blogspot.it/Sitografia & BibliografiaObbiettivo Azione F2Codice Progetto Nazionale F-2-FSE-2011-118Titolo progetto: Salute, ambiente e territorioRiferimento Bando: n. 4462-31/03/2011 2011Alunna: Marika de FilippoD.S. Prof.ssa Maria Aida EpiscopoEsperto Prof. Antonio Michele RiccioTutor Prof.ssa Leonarda MalgieriFacilitatore Prof.ssa Sonia ManuppelliReferente per la Valutazione Prof.ssa Marigilda Tibollo

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