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Educazione sessuale

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Dalla creazione dell'identità sessuale allo svilupparsi dell'affettività e delle sessualità nelle varie fasi del processo evolutivo.
Le azioni educative per la formazione degli operatori e la formazione personale nell'ambito dell'educazione sessuale da parte di esperti in sessuologia e psicologia sessuale.

Published in: Health & Medicine
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Educazione sessuale

  1. 1. Centro per i disturbi affettivi e sessuali (D.A.S.) Presidente Vieri Boncinelli Tel. 055/2343572. Cell: 3338000620 [email_address] www.dasonline.it Elaborazioni grafiche Fabio Campanella Tel. 0571/711824
  2. 3. <ul><li>RIFERIMENTI TEORICI </li></ul><ul><li>CONTENUTI </li></ul><ul><li>METODOLOGIA </li></ul><ul><li>INTERVENTO </li></ul>FINE
  3. 4. Riferimenti Teorici Premessa: L’educazione all’affettività e alla sessualità deve consistere nel fornire tutti gli strumenti necessari per vivere serenamente la propria corporeità, le proprie emozioni, i propri sentimenti, il rapporto affettivo e sessuale con gli altri, nel rispetto dell’altro e per l’altro, in ogni stagione della vita e in ogni situazione <ul><li>FILOGENETICA </li></ul><ul><li>ONTOGENETICA </li></ul><ul><li>STORICA INDIVIDUALE </li></ul>*Ostacoli al processo educativo: 1) le barriere emozionali e inibitorie del pudore di colui verso il quale viene sviluppata l’azione educativa nell’ambito della sessualità. 2)i tabù e le inibizioni che derivano dalla struttura cognitiva di colui che intende avviare un’azione di educazione alla sessualità. 3)le difficoltà di affrontare le varie tematiche senza far trasparire il proprio giudizio morale , senza indugiare in criteri valutativi e senza mostrare reazioni di approvazione e disapprovazione verso giudizi, domande o testimonianze <ul><li>TRACCIA LOGICA </li></ul>. Back
  4. 5. Back
  5. 6. Back
  6. 7. Back
  7. 8. <ul><ul><li>CONTENUTI </li></ul></ul><ul><li>GENERALI : validi scientificamente, transculturalmente ed imprescindibili </li></ul><ul><li>SPECIFICI : per quel gruppo sociale, quel contesto, quell’obiettivo </li></ul>Back
  8. 9. GENERALI . Nell’ambito dei contenuti generali bisogna saper scegliere e graduare gli argomenti proporzionalmente all’età e alla cultura delle persone alle quali ci rivolgiamo. Il filo logico però deve essere sempre lo stesso in modo che in ogni momento successivo, dopo ogni discontinuo o cambiamento di personale, il processo educativo possa proseguire in modo corretto e omogeneo.   <ul><ul><li>APPROCCI </li></ul></ul><ul><li>FILOGENETICO </li></ul><ul><li>ONTOGENETICO </li></ul><ul><li>STORICO INDIVIDUALE </li></ul>Back
  9. 11. Filogenetico ci permette di fare comprendere il senso e il ruolo della sessualità nella nostra specie . Qual’ è l’interrelazione tra la trasmissione genetica e quella culturale, quindi una carrellata storica permetterà di conoscere l’evolversi della sessualità nelle varie culture e nelle varie organizzazioni sociali fino ai giorni nostri. Back
  10. 13. Ontogenetico dovrà servire a capire l’importanza dell’ambiente intrauterino e come nasce un bambino e una bambina. Come l’azione combinata della programmazione genetica e l’influenza ambientale contribuiscano all’identità sessuale . Lo svilupparsi dell’affettività e della sessualità nelle varie fasi del processo evolutivo. I funzionamenti e le problematiche, individuali e relazionali, delle varie stagioni della vita . Back
  11. 15. Narrazione cognitiva personale La lettura delle emozioni , della collocazione delle nostre esperienze e altrui all’interno di una nostra coerente struttura cognitiva , necessita di alcune acquisizioni fondamentali. La prima abilità che va sviluppata è quella percettiva. Cioè la capacità di conoscere le nostre sensazioni e le emozioni conseguenti. Fondamentale poi è contribuire a migliorare la comunicazione con noi stessi, cioè la capacità introspettiva. Quindi va sviluppata la capacità di immedesimarsi nell’altro, di cogliere i suoi bisogni, le sue richieste, le sue emozioni. Una condizione iniziale per realizzare tutto questo è la capacità di comunicare. Conoscere le regole della comunicazione, ma principalmente saperle attuare con empatia, reciprocità e chiarezza. Quindi dovremo lavorare molto sulla comunicazione verbale e non verbale, non solo accennando alle competenze del processo comunicativo, ma soprattutto con esercizi di codifica e decodifica dei messaggi verbali e corporei Back
  12. 17. SPECIFICI Contenuti per un obiettivo specifico : (Es. prevenzione malattie sessualmente trasmesse nell’adolescente)   Individuare e modificare le caratteristiche cognitive e comportamentali degli adolescenti che rendono la loro età più vulnerabile. Riassumiamo sinteticamente queste caratteristiche nei seguenti 7 punti :   1)      L’adolescente si percepisce invulnerabile ed immortale : sottovalutazione del rischio . 2)      Ha un fortissimo bisogno di esperire la sessualità: bisogno di costruire l’identità sessuale . 3)      Le conoscenze sessuologiche sono approssimate ed enfatizzate: disinformazione . 4)      La modalità di percepire l’affettività e la sessualità ha bassi livelli di consapevolezza e forti componenti magico-romantiche: distorsione emozionale . 5)     La difficoltà di comunicare le esperienze sessuali agite o agibili al mondo degli adulti, nonché l’inattendibilità della comunicazione nel gruppo dei pari: inadeguatezza della comunicazione. 6)      Difficoltà a selezionare e valutare la pioggia di messaggi provenienti dai Media e da Internet: selezione dell’informazione difficoltata . 7)      Forte spinta all’appartenenza del gruppo dei pari: adeguamento al comportamento del gruppo. Back
  13. 18. METODOLOGIA <ul><li>*Fase Preparatoria </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>1)     formazione degli operatori. </li></ul><ul><li>2)     rilevazione dei bisogni e degli atteggiamenti specifici. </li></ul><ul><li>3)     coinvolgimento di tutte le componenti sociali verso le quali svolgiamo il nostro intervento. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>*Azione educativa: </li></ul><ul><li>A)    Dare contenut i, corretti scientificamente, per colmare le lacune conoscitive della sessualità e dell’affettività. </li></ul><ul><li>B)    Migliorare la capacità di comunicare con particolare riguardo alle esperienze affettivo-sessuali. </li></ul><ul><li>C)    Migliorare la capacità di riconoscere le proprie emozioni e le proprie motivazioni. </li></ul><ul><li>D)    Migliorare la capacità di immedesimarsi nei bisogni e nelle dinamiche conflittuali altrui. </li></ul><ul><li>E)     Promuovere l’identificazione di valori e comportamenti di aiuto. </li></ul><ul><li>F)     Migliorare l’ autonomia di giudizio e di comportamento. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>*Valutazione dei risultati conseguiti </li></ul><ul><li>  </li></ul>Back
  14. 20. FORMAZIONE OPERATORI Un Esperto educatore in sessuologia riconosciuto dalla “Federazione italiana di sessuologia scientifica” (FISS) avvierà un processo formativo permanente verso persone motivate e volontarie tra gli operatori scolastici, gli studenti ed i genitori. Il corso di formazione dovrà essere agile, concentrato, mirato. Le persone così formate saranno i principali “mediatori” del processo educativo e contribuiranno alla ideazione dell’intervento educativo specifico.   La formazione dei Mediatori: 6 incontri di 4 ore (24 ore)            Somministrazione di Pretest e Postest.            Lezione teoriche: utilizzo della metodologia della scoperta, per problemi e per casi. (4 ore)            Seminari Teorico pratici: utilizzo dell’apprendimento attivo con lavori di gruppo ai tavoli. (6 ore)            Formazione personale: elaborazione personale dei significati e delle problematiche sessuali attraverso dinamiche di gruppo. (6 ore)            Addestramento educativo : presentazione e discussione di situazioni, programmazione di interventi didattici nelle classi, con simulate e giochi di ruolo. (8 ore)
  15. 22. RILEVAZIONE <ul><li>L’”esperto” ed i “mediatori” avvieranno la rilevazione degli atteggiamenti e dei bisogni inerenti al conseguimento degli obiettivi. Questo per calibrare in maniera non generale e teorica, ma specifica e personalizzata l’azione educativa. Possiamo effettuare ciò con la somministrazione di questionari a gruppi campione di studenti. Questi risultati serviranno successivamente anche per la valutazione dell’efficacia dell’intervento </li></ul><ul><li>  </li></ul>Back
  16. 23. COINVOLGIMENTO *Verranno organizzati incontri preliminari , sempre guidati dall’”esperto” e dai “mediatori” con tutte le componenti scolastiche al fine di presentare il progetto specifico e coinvolgere il più possibile tutti e evitare controinformazioni.   *Accogliere richieste e suggerimenti da tutte le componenti Back
  17. 24. VALUTAZIONE *Gli interventi di formazione dei Mediatori saranno valutati tramite pretest e postest. Si misurerà l’acquisizione di conoscenze, la modificazione degli atteggiamenti, l’incremento di abilità e l’accettazione dell’intervento. *All’inizio dell’azione educativa per il conseguimento dell’obiettivo, analogamente saranno somministrati dei pretest, che poi saranno risomministrati alla fine. Essi mireranno alla valutazione di conoscenze, valori e atteggiamenti. *Dopo ogni processo di apprendimento attivo e lavoro ai tavoli, verrà riempita una griglia semplice con 5 voci per l’autovalutazione. *Nella fase conclusiva ogni gruppo costruirà un piccolo elaborato contenente le azioni pratiche che essi prepongono. Nella discussione generale dovrà nascere un modello di intervento da esportare. *All’inizio dell’anno scolastico successivo verrà proposto un questionario per vedere le variazioni di atteggiamenti, abitudini, bisogni e valori.   Back
  18. 25. INTERVENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL’OBIETTIVO Back I^ FASE II^ FASE
  19. 27. I^ FASE lezioni programmate dai consigli di classe, con l’ausilio dei “Mediatori”, nell’ambito di ogni insegnamento anche in copresenza.(durante 4 mesi di scuola circa)     Dietro proposta dei “mediatori” si attuerà un progetto con la consapevolezza che in ogni momento si può attingere alla consulenza degli esperti. Nell’ambito della programmazione dei vari consigli di classe, con l’aiuto dei mediatori verranno stabilite le modalità pratiche dell’educazione sessuale. Nell’ambito di ogni disciplina i docenti stabiliranno il proprio contributo su un progetto unificante e saranno previste lezioni di compresenza, lavori di gruppo e modalità e tempi degli interventi degli esperti.     Back
  20. 29. II fase : intervento educativo e formativo conclusivo: incontri di 3 ore con l’ausilio di video camere e video registratori.            Somministrazione di Pretest e Postest.   I^ tipologia di incontro : Approfondimenti culturali specifici espletati dall’esperto su argomenti richiesti da studenti e docenti a gruppi di classe o interclasse di pari livello.   II^ tipologia di incontro : partecipazione di tutte le componenti scolastiche. - Suddivisione in gruppi omogenei (studenti con studenti, genitori con genitori, personale docente e non docente con personale non docente). Dinamica di gruppo eterocentrata con monitor(2 ore). - Ultima ora assembleare per esposizione sintetica dei risultati e discussione(1 ora)   III^ tipologia di incontro : formazione di gruppi misti . -          Dinamiche di gruppo, simulate e giochi di ruolo. (2ore) -          Esposizione assembleare sintetica delle esperienze e discussione.(1 ore).   II^ FASE Back
  21. 30. Centro per i disturbi affettivi e sessuali (D.A.S.) Via XX Settembre n. 2 Int.44 GENOVA Tel. 010/5956341 Presidente Vieri Boncinelli Tel.0571/77586 Fax. 0571/535991 [email_address] www.dasonline.it Elaborazioni grafiche Fabio Campanella

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