Commercio Elettrico Marzo 2014

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Commercio Elettrico Marzo 2014

  1. 1. IMPRESE ANNO1,N.4-NOVEMBRE2010 Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale 70% LO/MI D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004, n° 46), articolo 1, comma 1, DCB Milano www.commercioelettrico.com Le vie del successo sono infinite ElectroCod 2.0 e Barcode Efficienza energetica in Italia Sovratensione sotto controllo Quadri di distribuzione Gestione intelligente di edifici ed energia Sistema di Building Automation Il motore dell’economia Sicurezza ospedaliera Sviluppo delle Smart Grid Organo Ufficiale FME FEDERAZIONE IMPRESE IMPRESE EVENTI IMPRESE ENERGIA IMPRESE ENERGIA ENERGIA MERCATO COMMERCIO ELETTRICO IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO ANNO5,N.2-MARZO2014e7,00 È possibile dare sempre un valore all’efficienza? Certamente. ABB SACE Una divisione di ABB S.p.A. Apparecchi Modulari www.abb.it La soluzione per la misurazione e l’analisi dei parametri elettrici per tutti i sistemi di distribuzione sia in media che in bassa tensione: i nuovi analizzatori di rete M2M. Compatti e facili da installare, mostrano in modo molto chiaro su un display ad alta visibilità le energie consumate e prodotte espresse sia in valuta (Euro), sia in kg di CO2 . Per avere sempre sotto controllo, anche da remoto e grazie a diversi protocolli di comunicazione, i consumi effettivi di un impianto. Per ottimizzare le prestazioni e non disperdere energia. Per ridurre l’impatto ambientale e aumentare l’efficienza. Per maggiori informazioni: www.abb.it/lowvoltage 14031_ADV_M2M_145x200_ComElet.indd 1 06/03/14 09.22 2 Marzo2014www.commercioelettrico.com
  2. 2. BINGO SYSTEM LEDINNOVA INNOVA PARK LULY CONTROLED CONTROLED SPA MAT LED LIBRA FLOOTING LED LULY SHOP LOFT LED SWING NUVOLOSPAZIO 1025 AUTOMA LED LOTO GIRO LED MINI GIRO IDEALLUX Cilavegna (PV) Italy www.ideallux.it
  3. 3. FLIK DN LED DUNDI LEDAMBIENTE LED FUTURA DARK 200/60 MICRO 1000/65 ALGEBRA LEDRELAX LED RELAX LED SPA LATERALDEDICA PROFILIBB TECK BB LED TEBE GULI GIO NENEMOLLY REMISI/HOT SPOTLEDJERRIMO REMISI MAMBO LED ASTRO LED AS ASTRO LED ROLLER LED MINIAUTOMA LED RUMBA LED
  4. 4. COMMERCIO ELETTRICO È una pubblicazione Innova Editore S.r.l. Via Giovanni Prati 9, 20145 Milano Tel 02 84269700 – Fax 02 84269719 E-mail: info@innovaeditore.it www.commercioelettrico.com REA MI - 1986203 – P.I. 07855960964 Capitale Sociale 10.000,00 euro i.v. Anno 5 N° 2 – Marzo 2014 € 7 Direttore Responsabile Antonio Bernardi Direttore Editoriale Maurizio Gambini maurizio.gambini@commercioelettrico.com Redazione redazione@commercioelettrico.com Hanno collaborato Giada Bastianel, Paola Cipollini, Roberto Corti, Elisa Pastorino, Massimo Poletti, Monika Psenner, Amerigo Rossi, Antonio Russo, Marco Scarpinato, Enrico Viscardi, Franco Vitali Grafica e DTP Andrea Piomboni, Ugo Greissing Coordinamento Editoriale Elisa Pastorino Amministrazione amministrazione@commercioelettrico.com Ufficio Vendite e Pubblicità tel: +39 02 84269700 fax: +39 02 84269719 mail: ufficiovendite@commercioelettrico.com COMMERCIALE: Alessandro Martinenghi mail: amartinenghi@commercioelettrico.com cell: +39 335 5258146 Ufficio abbonamenti Innova Editore Srl Tel: 02 84269700 abbonamenti@commercioelettrico.com Condizioni di abbonamento Italia annuale: euro 70 Estero zona 1 e 2 annuale: euro 140 Estero zona 3 annuale: euro 200 Stampa Multigraphic Srl - Arcore (MB) Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, dattiloscritti, disegni, fotografie non saranno restituiti anche se non pubblicati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta in alcun modo senza la preventiva autorizzazione dell’editore. L’editore e gli autori non potranno in alcun caso essere responsabili per gli incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati dall’utilizzo improprio delle informazioni contenute. L’IVA è assolta dall’editore ai sensi dell’art. 74 – 1° comma – lettera C del DPR n. 633/72 e successive modifiche. Ai sensi dell’art. 13 D.lgs 196 del 30/06/2003 il destinatario può avere accesso ai suoi dati, chiederne la modifica o la cancellazione come previsto dall’at. 7 del D.lgs 196/2003, oppure opporsi al loro utilizzo scrivendo a InnovaEditoreS.r.l.otelefonandoalnumero0284269700.Numero registrazione presso il Tribunale di Milano: 156 del 31/03/2010. Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione N°24270 - ISSN 0329-3479 IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO www.commercioelettrico.com 16 Gestione intelligente di edifici e energia La digitalizzazione della luce procede a grandi passi Efficienza energetica in Italia Soluzioni tecnologiche ed opportunità di business nell’industria, nei servizi e nella Pubblica Amministrazione Sviluppo delle Smart Grid Opportunità per le aziende italiane del settore elettrico Energia, motore dell’economia Fabbisogno energetico mondiale: situazione attuale e prospettive future Rete Elettrica Italia Un modello tutto italiano di aggregazione per affrontare le nuove sfide del mercato elettrico EVENTI ENERGIA DISTRIBUZIONE 42 24 30 34 22 Electrocod 2.0 e Barcode Strumenti di vitale importanza per tutta la filiera elettrica Le vie del successo sono infinite I dati dei bilanci delle imprese produttrici e distributrici sono uno strumento prezioso MERCATO 18 FEDERAZIONE 48
  5. 5. RUBRICHE 03 SOMMARIO LA COPERTINA NEWS STAMPA TECNICA PROPOSTE 4 52 62 Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com ABB Italia Via Luciano Lama, 33, 20099 Sesto San Giovanni (MI) www.abb.com/it Sovratensione sotto controllo Una nuova famiglia di scaricatori di sovratensione caratterizzata da una più ampia scelta di prodotti e nuove prestazioni Quadri di distribuzione Nuovo sistema di quadri caratterizzato da sicurezza, affidabilità e semplicità di manutenzione Sistema di Building Automation Automazione impiantistica per uno studio medico Sicurezza ospedaliera Un innovativo sistema di videosorveglianza per il più grande tra gli ospedali lombardi Il futuro ha trovato casa Un linguaggio di comunicazione per l’interazione quotidiana dell’individuo con il mondo in cui abita Dagli elettrodomestici agli smartphone Nuovo ingresso nel mercato dei dispositivi di comunicazione IMPRESE 29 33 38 46 48 50 50 42 33
  6. 6. ELETTROMONDO: APPROFONDIMENTO TECNICO/NORMATIVO ABB ITALIA: CRESCITA SUI MERCATI INTERNAZIONALI 04 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Matteo Marini: dal 1° novembre 2013 è alla guida di ABB in Italia e della regione Mediterranea Nel 2013, ABB Italia ha registrato ordini per 2.115 milioni di euro (-7 per cento rispetto al 2012) e ricavi per 2.107 milioni di euro (-8 per cento rispetto al 2012). Sostanzialmente stabile e positiva la redditività; in crescita la percentuale dell’export sui ricavi, che si assesta al 63 per cento. I dipen- denti totali in Italia al 31 dicembre 2013 sono 5.857, valore allineato a quello dell’anno precedente. A commento di questi risultati, Matteo Marini, che dal 1° novembre 2013 è alla guida di ABB in Italia e della regione Mediterranea, ha dichiarato: «Nonostante un 2013 caratterizzato da un contesto di mercato non certo favorevole, siamo riusciti a mantenere una posizione di sostanziale stabilità. A ciò ha contribuito la forte attitudine all’esportazione di ABB Italia, che ci ha permesso di bilanciare il fronte domestico con una vivace spinta verso i mercati esteri, testimoniata da un costante aumento della quota di export. Mentre rimaniamo focalizzati sulla nostra strategia di crescita, continuiamo a puntare sull’innovazione e la tecnologia, con crescenti investimenti in Ricerca e Sviluppo nel corso del 2013, pari al 2,5 per cento del fatturato. Per ABB Italia, il 2013 è stato un anno record in termini di brevetti depositati: sono stati, infatti, 37 rispetto alla media di 28 degli ultimi 5 anni». In un contesto in cui le imprese investono sull’ottimizzazione e la valorizzazione dei propri asset produttivi, le attività di service si sono attestate al 13 per cento dell’ordinato, con un apprezzabile incremento del 2 per cento rispetto all’anno precedente, a conferma di una focalizzazione su que- sto business nel nostro Paese. L’Italia continua a rappresentare una realtà importante all’interno di ABB, come testimoniano i recenti investimenti del Gruppo nel nostro Paese che hanno portato nel 2013 all’acquisizione di Power One (inverter fotovoltaici) e alla finalizzazione del passaggio ad ABB di RGM (convertitori ausiliari per trazione), aziende con una forte impronta italiana. Il Gruppo sta, inoltre, raccogliendo i frutti dell’acquisizione di Thomas & Betts (prodotti di bassa tensione) da cui ci si aspettano op- portunità interessanti anche per il mercato italiano. Produttività industriale, affidabilità delle reti elettriche ed efficienza energetica continuano ad es- sere elementi cardine delle soluzioni offerte al mercato. ABB Italia continua a promuovere concre- tamente la sua esperienza internazionale nelle tecnologie al servizio di città più smart, efficienti e sostenibili, con una focalizzazione nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’efficientamento di edifici e infrastrutture. Ad affiancare la parte espositiva di Elettromondo, in programma dall’11 al 13 aprile alla Fiera di Padova, ci sarà un’interessante area dedicata ai visitatori che desiderano saperne di più in materia legislativa e normativa. L’area sarà gestita dal CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano, e vedrà la presenza di due esperti che, gratuitamente, saranno a disposizione per tutta la durata della manifestazione per rispondere alle domande alle curiosità sugli aspetti tecnico/legi- slativi che ruotano attorno al settore elettrico. L’iniziativa va ad aggiungersi alla già ricca offerta di workshop organizzati dalle azien- de espositrici. La manifestazione, dopo la tappa di Pesaro nell’aprile del 2013, torna a Padova per la sua terza edizione e vedrà la presenza di circa 130 aziende italiane ed internazionali, una vetrina dei marchi più conosciuti e affermati del comparto elettrico. Elettromondo rappresenta ancora una volta un appuntamento imperdibile per in- stallatori, progettisti e professionisti che, nei giorni della manifesta- zione, potranno valutare e scegliere le migliori proposte sul mercato dal punto di vista elettrico, dell’efficienza energetica, della domotica, della componentistica, della sicurezza, dell’automazione industriale e del trattamento dell’aria. Per soddisfare le numerose richieste di partecipazione, la manifesta- zione occuperà uno spazio espositivo ancora più ampio rispetto alla prima edizione, il Padiglione 7, di oltre 10.000 m2 , modernamente attrezzato e funzionale alle esigenze di visitatori ed espositori.
  7. 7. sistemi a led per l’illuminazione industriale e per la proiezione 4Smart gewiss.com 1 2 3 4 5 6 7 Dal 50% all’80% di risparmio energetico Qualità della luce e comfort visivo antiabbagliamento Facile e immediata sostituzione degli apparecchi tradizionali Manutenzione ordinaria assente Pay back dell’investimento in 18/36 mesi Incentivi all’efficienza energetica Finanziabilità bancaria dell’investimento light+building 30 marzo - 4 aprile 2014 FRANCOFORTE Lighting Pad 5.0 - C76 Domotics, Power, Building Pad 8.0 - A30 Centri di logistica Centri commerciali GallerieCentri di produzione industriale
  8. 8. ECOLAMP: NUOVA LUCE AL RECUPERO 06 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 REGGIANI: NUOVO SHOWROOM IN CINA Un nuovo servizio di raccolta straordinaria di lampadine esauste è attivo dal 4 febbraio a Torino: grazie alla cooperazione tra il consorzio Ecolamp e la public utility torinese Amiat, il progetto Nuova Luce al Recupero estende al capoluogo torinese la propria area di attività dopo l’anno di sperimen- tazione partito a Milano nel 2013. Un’iniziativa che vuole sensibilizzare alla raccolta differenziata delle sorgenti luminose esauste e rafforzare il canale dell’“uno contro uno”, ovvero la consegna da parte dei cittadini delle lampadine di scarto direttamente al punto vendita, in questo caso uno dei grossisti aderenti, a fronte dell’acquisto di un prodotto equivalente. Per l’iniziativa sono stati messi a disposizione dei grossisti aderenti (26 punti vendita associati a FME - Federazione Nazionale Grossisti di Materiale Elettrico) appositi contenitori, idonei al conferimento di neon e lampadine compatte all’interno del punto vendita, nonché flyer e locandine, per i clienti, con le informazioni relative a questo servizio e più in generale alle modalità a disposizione per una corretta raccolta differenziata di questa specifica categoria di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elet- triche ed Elettroniche). Ogni settimana, il veicolo con il marchio Amiat ed Ecolamp si occuperà del trasporto delle lampadine esauste dal punto vendita all’isola ecologica, in attesa della successiva consegna all’impianto di trattamento. Ogni grossista avrà il ritiro dei contenitori a cadenza mensile per un arco di dodici mesi. La raccolta delle lampadine esauste ha registrato a fine 2013 un incremento del 16 per cento, sfio- rando le 2.000 tonnellate in tutta Italia: ci sono, però, ancora molte iniziative che possono essere messe in campo per informare e sensibilizzare privati e professionisti. «Nonostante il Piemonte sia la terza regione italiana per raccolta di sorgenti luminose e la sola provincia di Torino registri quasi 110 tonnellate di materiale recuperato dal Consorzio, uno dei re- cord italiani», ha spiegato Fabrizio D’Amico, Direttore Generale di Ecolamp, «è necessario unire gli sforzi e mettere a punto collaborazioni, come questa con Amiat, che ci consentano di raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi imposti dalla Comunità Europea in materia di raccolta di rifiuti elettrici». Dalla raccolta e dal trattamento delle lampade a basso consumo è possibile recuperare il 95 per cento dei materiali di cui sono composte: vetro, metalli e plastiche che verranno riutilizzati. Inoltre, si evita la dispersione nell’ambiente di mercurio e di altre sostanze che, in grandi quantità, possono essere dannose per l’ambiente. Un nuovo spazio espositivo del marchio Reggiani, sito nel centro di Chengdu, è stato inaugurato nella zona sud occidentale della Cina, nella provincia del Sichuan, uno dei principali poli logistici e punto di snodo per i trasporti e la comunicazione di tutta la Repubblica Popola- re Cinese. Con l’apertura a Chengdu dello showroom di 50 m2 e dell’uf- ficio di 140 m2 , Reggiani Illuminazione aumenta la propria presenza sul mercato cinese, dove il marchio italiano è presente già dal 1997. Lo showroom è stato pensato e realizzato per diven- tare un luogo in cui mettere in mostra le soluzioni illuminotecniche e tecnologiche dell’azienda, facen- dole conoscere e apprezzare a progettisti, architetti e professionisti di questa zona del Paese, attualmente in crescente fase di sviluppo. Il mercato cinese da anni rappresenta uno dei maggiori poli attrattivi e d’interesse per l’azienda, che intende ampliare e rafforzare la propria presenza nel Paese del Dragone, grazie anche ad altre tre nuove aperture: a Pechino, a Shenzhen e a Shangai.
  9. 9. Gli operatori richiedono sicurezza e qualità! È DIFFICILE FARE UNA BUONA COPIA Adv Commercio Elettrico.indd 1 23/01/14 11:24
  10. 10. SCHNEIDER ELECTRIC: NUOVA SEDE A MILANO 08 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 BRENNERCOM: LIBERTÀ DI SCELTA NEL CLOUD Specialista globale nella gestione dell’energia, Schneider Electric ha annunciato che a partire dal 3 febbraio 2014 è operativa la nuova sede Schneider Electric di Milano, nel “Colour Building” di Via Stephenson 73. La nuova sede, situata nei pressi della zona in cui sta sorgendo Expo 2015, è stata creata allo scopo di rafforzare la presenza commerciale del Gruppo sul territorio e si configura come una delle sue più importanti sedi in Italia. «La scelta del Colour Building di Via Stephenson a Milano è avvenuta in coerenza con l’impegno verso lo sviluppo sostenibile di Schneider Electric: l’edificio è progettato e realizzato nel rispetto di criteri di sostenibilità ed efficienza energetica», ha dichiarato Fabrizio Landini, Vice President Bu- siness Unit IT Italia. La nuova sede integra tre unità organizzative: Area Commerciale Lombar- dia Ovest, Business Unit Buildings, Business Unit IT, in precedenza situate nelle due sedi di Baranzate (MI) e Desio (MB). La sicurezza e la protezione dei dati, insieme con il controllo della rete di comunicazione, sono le carte messe sul tavolo da Brennercom, operatore di comunicazione e servizi ICT al- toatesino che, nel corso di un Convegno a Milano, ha annunciato piani di espansione verso il mercato della Lombardia, a breve distanza da nuovi passi intrapresi in Veneto, con l’apertura della prima rete interamente ottica e con l’insediamento di una sede commerciale a Verona. Brennercom, la cui proprietà fa capo per la massima parte al gruppo multimediale Atesia e alla Provincia Autonoma di Bolzano, ciascuno con quote superiori al 40 per cento, è una delle novità più rilevanti nel settore “public cloud”, con un’offerta varata nella primavera del 2013 che si rivolge al mercato delle piccole, medie e grandi aziende con servizi di natura infrastrutturale (IaaS). Già attiva da alcuni anni nei servizi di data center, con attività di web housing/server farm e di Internet Services (tra cui posta elettronica, gestione domini), l’ope- ratore di Bolzano ha avviato una specifica offerta di cloud computing che fa leva sulle proprie risorse e competenze in materia di connettività e data center. Protezione dell’informazione, sicurezza fisica e logica, sono tra le leve di quest’offerta, insieme con una particolare atten- zione per gli aspetti di privacy e flessibilità. L’operatività fornita attraverso i due data center di Trento e Bolzano, distanziati di circa 60 km, contribuisce alla re- alizzazione dei più stringenti schemi di back up e di Disaster Reco- very per la protezione fisica delle informazioni; le avanzate soluzioni realizzate in collaborazione con EMC permettono di creare anche le piattaforme più premianti ai fini della business continuity, come quelle basata su EMC V-Plex, per la scrittura parallela dei dati sui dischi e la lettura. L’operatore altoatesino, che dispone di una pro- pria rete backbone ottica ad alta velocità tra Milano, Verona, Bolzano, Innsbruck e Monaco, fa della trasparenza a tutti i livelli uno dei punti di forza della propria offerta cloud, con lo specifico intento di fornire alla clientela il massimo della sicurezza e tranquillità d’animo. Un primo livello, quanto mai attuale, riguarda la dislocazione dei dati dei clienti, le cui informazioni sono conservate unicamente nei data center di Bolzano e di Trento, quindi sottoposti esclusivamente alle normative italiane ed europee, a tutela della privacy e in linea con le più severe certificazioni. Un secondo livello è quello della trasparen- za sulle soluzioni tecnologiche adottate, attraverso la collaborazione con i più autorevoli fornitori nel campo dei server, del networking, dello storage, oltre alla virtualizzazione di VMware. Un terzo livello è la possibilità di fornire un mix di soluzioni ampia- mente diversificate, in grado di rispondere alle richieste di aziende di ogni tipo e dimensione.
  11. 11. C M Y CM MY CY CMY K e' ora di provarla-v4-CE.pdf 1 10/02/2014 14:25:33
  12. 12. FIERA BOLZANO: OBIETTIVO TOSCANA LINEA LIGHT GROUP: LUCE PER LA PIEVE DI SAN GIORGIO 10 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Il Borgo fortificato di Vigoleno, situato nel Comune di Vernasca nel Piacentino, è ritenuto uno fra i borghi medievali più belli d’Italia. L’intero borgo, di forma ellissoidale, è racchiuso da imponenti e integre mura merlate che hanno conservato nei secoli una ricca serie di reperti e testimonianze delle origini. All’interno del villaggio, edificata in prossimità delle mura orientali, sorge la Pieve di San Giorgio: collocabile intorno alla metà del XII secolo, rappresenta uno degli esempi di architettura romanica sacra più importanti del piacentino ed è formata da tre navate ed una torre campanaria quadrangolare. Il portale d’ingresso è sormontato da una lunetta scolpita raffigurante San Giorgio che uccide il drago, un’opera risalente al Duecento; l’interno, notevolmente integro nelle sue forme originarie, se si eccettua la copertura, presenta poderose colonne in pietra e capitelli scolpiti con figure di fattura primitiva e conserva affreschi di notevole importanza, raffiguranti santi ed episodi evangelici. Nell’affresco absidale è ripreso il tema di San Giorgio che uccide il drago, opera di un ignoto maestro locale del secolo XV. Con la partecipazione di ENI, come sponsor ufficiale, l’interno della Chiesa è stato recentemente interessato da una serie di lavori riguardanti la nuova illuminazione. Nella realizzazione dei lavori, Linea Light Group ha contribuito mettendo a dispo- sizione la propria tecnologia, senza interventi invasivi per la struttura. In questo caso, i corpi illuminanti sono stati verniciati con una colorazione speciale “giallo antico”, per integrarli il più possibile nell’ar- chitettura, e posizionati tenendo in considerazione le necessità scenografiche ed illuminotecniche di un luogo sacro a seconda delle diverse celebrazioni. Per l’illuminazione è stata prestata particolare attenzione alla capacità dei corpi illuminanti di riprodurre la cromaticità dell’architettura e delle opere d’arte, in modo da presentarle all’osservatore come se fossero illuminate dalla luce naturale solare, come era stata progettata all’epoca. Fasci luminosi, molto ben definiti, sono stati utilizzati per l’illuminazione delle opere d’arte a parete nelle due navate laterali; una luce ben diffusa e omogenea è stata scelta per la navata centrale, per permettere una buona lettura con 250 lux e la possibilità di aumen- tare a 350 lux nella zona dell’altare e absidale, rispettando l’equilibrio globale tra ombre e luce, evidenziando le zone liturgiche, funzionali e celebrative. Un altro fattore importante che si è tenuto in considerazione è stato il risparmio ener- getico. L’illuminazione precedente prevedeva lampade al mercurio e ad incandescenza, per un consumo totale di 4.500 W: passando all’illuminazione a LED, il consumo globale è sceso a 480 W, con un rapporto di 9 a 1. Grazie, inoltre, alla maggiore durata delle sorgenti a LED rispetto alle sorgenti ad incandescenza (1.500 ore contro le 80.000 ore del LED, 53 volte in più), si ottiene anche un risparmio per la manutenzione, ritenuta molto dispendiosa, visto il luogo e la difficoltà di raggiungere i punti luce. Il progetto illu- minotecnico è stato seguito per Linea Light Group da Marco Mai di Light-Up (Bologna). Dal 2004 ad oggi, Fiera Bolzano ha saputo costruire un percorso in continua evoluzione per il progetto fieristico Klimahouse, che ha ottenuto un notevole successo grazie alla sua capacità di rinnovarsi e di pro- porre ogni anno il meglio dell’edilizia sostenibile italiana ed è oggi un autorevole punto di riferimento per architetti, progettisti, costruttori edili e utenti finali. «Guardare al futuro significa affrontare con serietà e spirito d’iniziativa le vere sfide del nostro secolo. Ridurre i consumi e costruire nel rispetto dell’ambiente sono doveri che riguardano da vicino tutti i membri della nostra società perché la posta in gioco è il nostro avvenire, ma soprattutto quello delle prossime generazioni», spiega Reinhold Marsoner, Direttore di Fiera Bolzano. «Da Bolzano a Roma, da Bastia Umbra a Bari, il modello fieristico di Klimahouse, che ha visto la luce quasi dieci anni fa, si propone di trasmettere le competenze e le conoscenze maturate dall’Alto Adige nell’ambito dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica in tutto il Paese». Proseguendo in questa strategia, nasce, quindi, Klimahouse Toscana, che si svolgerà dal 28 al 30 marzo 2014 a Firenze, presso la Stazione Leopolda. Con questa manifestazione Fiera Bolzano amplia l’offerta delle edizioni itineranti di Klimahouse, particolarmente flessibili e declinabili a livello locale, per sviluppare nuovi mercati e far fronte in modo proattivo alle dif- ficoltà contingenti dell’attuale crisi economica. Klimahouse Toscana offre, inoltre, un ricco programma di eventi formativi e informativi con Convegni specializzati, presentazioni, workshop e mostre. Tra gli appuntamenti in calendario, le visite tecniche guidate agli edifici CasaClima per mostrare agli operatori del settore e al pubblico esempi di realizzazioni energetica- mente efficienti del territorio.
  13. 13. DieHistorie,dassindwir Pensaregiàoggialdomani Francoforte,30marzo-4aprile2014-Padiglione8StandD30 VieniatrovarciaLight+Buildingeloscoprirete 2014 Pensaregiàoggialdomani Francoforte,30marzo-4aprile2014-Padiglione8StandD30 VieniatrovarciaLight+Buildingeloscoprirete dieHistorie 2010 primorilevatoredipresenza “ULTRAPIATTO”PLANOCENTRO 2008 Ilprimointerruttoreadavere ilmetodo“ZEROCROSSING” edilterminale“PLUGIN“ 2004 IlprimoorologioASTRONOMICO integratoluogo/coordinate SEL170Top2 1998 IlprimointerruttoredigitaleSerieTop concambiooralegaleinautomatico Programmazionetestualeintuitiva 1992 MemberofKNX 1987 IlprimoINTERRUTTOREDIGITALE TR611 1976 Siiniziaaprogettareecostruire ilprimorilevatoredipresenzaHTS 1976 LaprimaPRESA-INTERRUTTORE almondo 1968 Ilprimointerruttoreorario inmaterialeplastico da4,5kga250gr 1961 IlprimoCRONOTERMOSTATO RAM120 1959 IlprimoInterruttore CREPUSCOLARELU10 1951 IlprimoASTRONOMICOmeccanico SEL171E 1927 IlprimoELPA INTERRUTTORELUCISCALE 1921 Ilprimointerruttoreluciscale Nonc’eranoconcorrenti eneppureilmercato
  14. 14. SIEMENS ITALIA: NUOVO PRESIDENTE 12 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Federico Golla, nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione di Siemens Italia MADE EXPO: NUOVE DATE 2015 L’assemblea di Siemens Italia, riunitasi il 28 gennaio scorso, ha nomina- to Federico Golla Presidente del Consiglio di Amministrazione, che ora è composto da: Federico Golla; Johannes Biberacher, CFO di Siemens Italia; Miguel Angel Lopez, CFO del Settore Industry a livello mondiale. Il Consiglio di Amministrazione che si è tenuto il giorno successivo ha, inoltre, confermato Federico Golla nella carica di Amministratore delega- to, nominando Lopez vice Presidente non esecutivo. Nato a Torino nel 1955, laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino, Federico Golla è entrato in Siemens nel 1981 e, dal ’94 al ’97, ha ricoperto la carica di Direttore del settore Medical Solutions. Dopo un’e- sperienza in Germania in cui ha avuto la responsabilità del marketing e vendite per il mercato nordamericano del settore Automation & Drives, è rientrato in Italia nel 1999 per dirigere il settore Trasporti, assumendo anche la responsabilità di business development dei settori Energia e Tra- sporti. Da febbraio 2001 ha ricoperto di nuovo la carica di responsabile del settore Medical Solutions, in cui, da ottobre 2001 è anche chairman della Regione South West Europe di Medical Solutions di Erlangen. Da aprile 2009 è CEO di Siemens Italia. Dopo un’approfondita verifica con aziende espositrici, Associazioni e opinion leader del set- tore, Made Expo ha scelto di riposizionarsi stabilmente sul calendario internazionale delle grandi fiere di settore, a partire dall’edizione 2015, negli anni dispari e durante il mese di marzo (dal 18 al 21), che «consente alla manifestazione una collocazione ottimale tale da permettere con maggiore efficacia la partecipazione degli espositori e la visita degli opera- tori internazionali», ha commentato Giovanni De Ponti, Amministratore Delegato di Made Expo. «Il posizionamento a marzo e la biennalità vogliono essere la risposta all’esigenza di razionalizzazione dell’offerta fieristica italiana, consentendo alle aziende di concentrare in un unico evento fieristico la presentazione al mercato, nel primo trimestre, delle novità e di pianificare le successive campagne di promozione e vendita». La manifestazione anticiperà così l’EXPO 2015 e si proporrà in modo prope- deutico ai temi della sostenibilità che saranno trattati e mostrati anche nelle soluzioni architettoniche e costruttive dell’esposizione universale. Allo stesso tempo, la collocazione anticipata eviterà i disagi connessi al congestionamento di pubblico generico di EXPO 2015 (1 maggio - 31 ottobre) che avrà un profilo piuttosto diverso dal visitatore professionale ricercato dagli espositori di Made Expo, ed eviterà peraltro la prevedibile lievitazione dei costi e della complessità nella gestione della visita e della permanenza nel periodo dell’Expo Universale, cosa cui le aziende ed i visitatori professionali sono sempre più attenti. Con questa scelta, la fiera continua il proprio percorso di ulteriore qualificazione dell’offerta fieristica e di supporto al business per l’architettura e le costruzioni all’interno di un contesto internazionale in forte movimento e ricco di nuove op- portunità, che si svilupperà anche nel 2014 con iniziative mirate, principalmente su eventi internazionali e che avrà in Made Expo un riferimento costante in Fiera Milano Rho.
  15. 15. NEWS www.commercioelettrico.com LEGRAND: JOINT VENTURE PER L’ASSISTENZA ALL’AUTONOMIA PV GRID: INTEGRAZIONE DEL FOTOVOLTAICO NELLE RETI DI DISTRIBUZIONE EUROPEE 13Anno 5, N.2 Dopo l’acquisizione nel 2011 di Intervox, operatore francese dei sistemi elettrici dedicati all’assistenza all’autonomia, e nel 2013 della britannica Tynetec, Legrand ha annunciato lo scorso 6 febbario la firma di un accordo di joint venture con Neat, principale azienda spagnola dei sistemi dedicati all’assistenza all’autonomia e attore di riferimento in Europa, rafforzando così il proprio impegno nel settore. Promettente nel lungo termine, il segmento dell’assistenza all’autonomia sarà sostenuto al tempo stesso da una domanda crescente da parte di persone anziane che desiderano, per la maggior parte, continuare a vivere in casa propria, mantenendo la loro indipendenza e dalle istituzioni pubbliche, in particolare per motivi economici, in un contesto di forte incremento demografico di tale fascia di età. Neat permette di completare idealmente l’offerta di Legrand, che vanta già una gamma di soluzioni che migliorano la qualità della vita degli anziani nelle loro abitazioni e presso strutture specializzate, grazie a prodotti specifici quali le prese di facile manipolazione, la segnalazione luminosa dei percorsi per prevenire le cadute, i sistemi di chiamata infermiera o i terminali per teleas- sistenza. Con sede a Madrid, Neat ha un organico di 90 persone e realizza un fatturato annuo di oltre 15 milioni di euro. Il Consorzio del progetto europeo PV Grid ha pubblicato, lo scorso 30 gennaio, un documento di consultazione contenente alcune raccomandazioni strategiche relative all’implementazione di soluzioni tecniche per facilitare l’integrazione del fotovoltaico nelle reti di distribuzione. Il Consorzio sta lavorando, dal mese di maggio 2012, all’identificazione di soluzioni tecniche prioritarie per incrementare la capacità delle reti di distribuzione d’integrare impianti fotovol- taici. A valle di una dettagliata analisi delle barriere, nel documento vengono presentate una serie di raccomandazioni di carattere normativo e regolatorio per facilitare l’implementazione di queste soluzioni tecniche. In un sistema energetico in rapida evoluzione, in cui la generazione distribuita basata sull’uti- lizzo di fonti rinnovabili sta ricoprendo un ruolo sempre più centrale, emerge l’esigenza di nuo- ve funzionalità per la gestione delle reti di distribuzione. Le sfide analizzate sono le seguenti: - assicurare condizioni eque nell’applicazione della riduzione di potenza fotovoltaica; - regolare opportunamente l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica; - sfruttare le potenzialità tecniche avanzate degli inverter fotovoltaici; - promuovere la diffusione di sistemi di accumulo sia lato distributore, sia lato auto- produttore; - favorire le applicazioni per la gestione della domanda attiva (demand response); - incentivare lo sviluppo delle “Smart Grid”. Entro aprile 2014, i partner nazionali di PV Grid organizzeranno un workshop in cia- scuno dei 15 Paesi che partecipano al progetto, per discutere con i principali operatori nazionali le soluzioni tecniche più opportune da implementare in ciascuna nazione, tenendo conto delle specificità locali.
  16. 16. 14 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 SCAME: UN CONTRIBUTO AL RESTAURO DEI BRONZI DI RIACE OSRAM: NUOVO RESPONSABILE DEL SALES CHANNEL TRADE Fabio Zucca A quarant’anni dal loro ritrovamento, lo scorso mese di dicembre 2013, i Bronzi di Riace sono tornati nella loro “casa” naturale, il Museo Nazionale di Reggio Calabria, dopo quattro anni di restauro conservativo. Le due statue furono scoperte il 16 agosto del 1972 da un sub dilet- tante a 200 metri dalla spiaggia di Riace Marina (RC), a soli 8 metri di profondità. Il recupero, avvenuto dopo la segnalazione del sub, fu curato dalla Soprintendenza con la collaborazione del Nucleo Som- mozzatori dei Carabinieri di Messina. Sin da subito ci si rese conto della straordinaria scoperta, che rappresenta una delle poche te- stimonianze dirette dei maestri scultori del mondo greco classico. Il delicato processo di restauro è avvenuto in un apposito labora- torio, all’interno del Palazzo del Consiglio Regionale della Cala- bria, e ha permesso di indagare con precisione lo stato di conservazione. Le due statue bronzee, sono state sottoposte a lunghe ed attente analisi con rilevamenti ai raggi gamma che hanno consentito di intervenire tem- pestivamente per il recupero delle parti maggiormente deteriorate. Per alimentare la sofisticata stru- mentazione tecnica necessaria ai lavori di restauro sono state scelte le prese industriali interbloccate da pa- rete della Serie Omnia di Scame, che consentono l’inserimento e il disinse- rimento della spina solo a interrutto- re in posizione di aperto. Proveniente da realtà multinazionali del settore quali BTicino, Gewiss e Schneider Electric, Fa- bio Zucca, 42 anni, in Osram da 4 anni, è stato nominato alla guida della struttura di Sales Channel Trade. Il team di vendita sarà composto da quattro area manager che presidieranno il mercato italiano: Piero Ceccato, Carlo Ciolfi, Aldo Nino Marchi e Giuseppe Pirozzi. Completano il gruppo: Teresa Camasso, re- sponsabile della gestione Consorzi e Clienti internazionali; Clae Frassinelli, responsabile della divisione Professional Luminaires; Fran- cesco Schiavella, responsabile della struttura Sales Application Engineering.
  17. 17. EDITORIALE 15Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com FEDERAZIONE Cari lettori e cari Soci FME, vi scrivo quando sono appena arrivati i dati relativi al mese di gennaio che riportano –7,23 a livello Italia, con ancora profonde differenziazioni tra le varie regioni, alcune delle quali sono particolarmente in difficoltà tipo la Campania, la Sardegna, le Marche/ Abruzzo/Molise, la Puglia. In generale, comunque, ancora la situazione non è delle più rassicuranti. Per riflettere su questi dati e provare a darne alcuni sulla previsione 2014 come di con- sueto FME organizza un incontro al quale invitiamo tutti i protagonisti del mercato, quindi, in primis, i nostri Associati, tutti i fornitori e tutte le altre Associazioni che ope- rano nel nostro settore. L’incontro si terrà a Milano, il giorno 18 marzo dalle ore 17 alle ore 19 (Unione del Commercio – C.so Venezia 47/49 – Sala Orlando). Sarà anche l’occasione per ascoltare direttamente dal Professor Mannheimer i risultati della ricerca che abbiamo commissionato a ISPO e che, in parte, rappresenta il seguito di quella che abbiamo presentato a Venaria sulla percezione degli Italiani nei confronti del risparmio energetico, della sicurezza e del comfort domestico. Questo secondo modulo, indirizzato al target degli installatori, ha come titolo: “La figura dell’installatore oggi nel percorso delle nuove tecnologie” e si è posto l’obiettivo di inda- gare gli atteggiamenti degli installatori del settore elettrico riguardo alla formazione e alla promozione di temi quali la sicurezza domestica, il risparmio energetico e il comfort domestico/la domotica. Come sempre saranno tanti e tutti interessanti gli spunti utili che usciranno da questa indagine e che siamo certi saranno di interesse per la platea. Approfitto, poi, proprio di queste pagine della nostra rivista ufficiale Commercio Elettri- co per annunciare che, a seguito di un accordo stipulato con l’Editore, siamo in grado di offrire a tutti i nostri Associati condizioni vantaggiose per le inserzioni, le pubblicità, gli abbonamenti e gli altri servizi offerti, di cui siete già stati informati tramite nostra comunicazione. Abbiamo poi omaggiato tutti i nostri Soci e i fornitori partner di Communication Wa- rehouse per il 2014 con due prestigiose Ricerche di Mercato, commissionate da Com- mercio Elettrico e realizzata da Databank Cerved Group, sulle “Performance di Bench- marking” dei principali protagonisti del mercato elettrico italiano. 77 produttori, che rappresentano l’87% del mercato, 113 distributori, che ne rappresentano l’85%, per un confronto degli indici di bilancio che consenta una valutazione del contesto competitivo di mercato nel quale tutti noi operiamo. Ognuno di noi potrà, quindi, collocare e valutare le proprie performance, parametran- dole con quelle dei competitor e con le medie del settore, analizzando per ora un arco temporale continuo che, dopo quello dell’anno scorso, mette sotto la lente d’ingran- dimento gli anni 2010, 2011, 2012. Uno strumento di lettura importante per cogliere, partendo dai numeri e dai confronti, le criticità specifiche di ogni realtà imprenditoriale, fornendo, questo è l’augurio, spunti di riflessione utili per un miglioramento ed una crescita. Informiamo, per altro, tutti i Soci che la ricerca potrà essere rielaborata e personalizzata confrontando i singoli dati di bilancio con un “cluster” di riferimento concordato, ad un prezzo anche questo speciale e riservato ai soli associati FME. Nelle pagine di questo numero troverete poi anche un articolo interessante su Barcode ed Electrocod entrambi strumenti sui quali è bene soffermarci perché rappresentano possibilità di riduzione dei costi, vitale per le nostre aziende. Buona lettura a tutti! Giampaolo Ferrari Presidente FME Vuoi dire la tua opinione sull’editoriale o suggerire argomenti su cui dibattere? Scrivi a: relazione.esterne@fmeonline.it
  18. 18. Strumenti di vitale importanza per tutta la filiera elettrica ELECTROCOD 2.0 E BARCODE 16 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Metel, nella sua, storia ha sempre rivolto l’attenzione al “cost saving” aziendale attraverso la dematerializ- zazione dei processi. Uno dei suoi pas- si indispensabili riguarda ElectroCod 2.0 e i codici a barre (Barcode). È, infatti, fondamentale riconoscere come questi strumenti siano di vitale importanza per l’intera filiera, poiché il “cost saving” aziendale è oramai il fo- cus di ogni realtà, a prescindere dalle sue dimensioni. Senza questi strumenti, il costo di gestione sopportato dalle aziende si moltiplica e diviene ingiustificabile, specialmente nel 2014. CODICI A BARRE Partiamo dal Barcode: facciamo un po’ di dietrologia dicendo che il Barcode fu perfezionato all’interno di IBM negli anni ’70. Assunse un acronimo che meglio di qualunque altro ne chiarisce il significato: UPC - Universal Product Code (Codice di Prodotto Universa- le). Da allora, il Barcode è diventato l’interprete standard per consentire comunicazioni logistiche tra aziende di nazionalità diversa. I codici a barre hanno ormai una diffu- sione illimitata e trovano applicazione in ogni settore per l’estrema economia e per le eccezionali doti di versatilità. Ed è per queste ragioni che il Barcode diviene la necessità operativa per tutte le applicazioni legate alla logistica. DIZIONARIO DI FILIERA Passando ad ElectroCod lo possiamo definire come il dizionario di filiera, di- venuto nel 2013 di proprietà di Metel. Questo dizionario rappresenta tutta la merceologia del materiale elettrico e d’illuminazione attraverso 42 grandi fa- miglie merceologiche, che poi si dividono singolarmente in sottofamiglie, arrivan- do fino al quarto livello di dettaglio. Elec- troCod è pubblico, gratuito ed è presente sul sito http://electrocod.metel.it/, sia nel
  19. 19. 17Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com FEDERAZIONE formato immagine (PDF), sia in quello Excel. Esso viene aggiornato da comitati tecnici in cui produttori e distributori si confrontano e aggiornano l’alberatura in modo da riflettere costantemente la rappresentazione del mercato. ElectroCod si sviluppa anche grazie alle migliorie suggerite dagli utenti, che sono visionate dai comitati tecni- ci e, quindi, inserite nel sistema con regole condivise tra produttori e distri- butori. Ad oggi hanno aderito circa un centi- naio tra grossisti e produttori; oltre il 60 per cento degli articoli presenti sui listini Metel è già collocato nell’ambito di ElectroCod ed è già visibile al mer- cato della distribuzione. ElectroCod diventerà parte integrante del listino Metel; infatti, dal 1° luglio 2014 Metel certificherà i listini, ap- ponendo un’eccellenza a riguardo della completezza dei dati solo a quei produttori che completeranno questa informazione, imprescindibile per le sfide che il mercato ci propone quoti- dianamente. Riassumiamo le caratte- ristiche fondamentali: 1) la forza di ElectroCod 2.0 sta nella compatibilità verso tutti i sistemi di classificazione, Web o gestionali; 2) ElectroCod 2.0 sarà parte integrante del listino Metel, affiancando il codice articolo, che può già essere arricchito di tutte le informazioni (caratteristiche, immagini, schede tecniche) che il pro- duttore vuole trasmettere al mercato; 3) le applicazioni più semplici da realiz- zare sono le statistiche che riguardano qualsiasi tipo di famiglia di materiale acquistato, venduto e obsoleto. Ogni azienda avrà la possibilità di costruire applicazioni per la propria azienda, per il proprio gruppo di appartenenza, per la filiera; 4) Metel proporrà un sistema di ricerca e d’informazione dei prodotti rivolto a tutte le aziende direttamente in con- tatto con gli utilizzatori, al fine di pro- muovere e diffondere gli interessi della filiera rappresentata dai suoi soci. Quest’ultima iniziativa permetterà di rendere visibile sul Web l’attuale filiera, cioè i prodotti dei produttori attraverso i grossisti di materiale elettrico; 5) i sistemi gestionali Metel Certified in uso ai grossisti hanno già integrato ElectroCod 2.0. Tutte le applicazioni di ricerca e statistica sono, quindi, inseri- te in questi gestionali; 6) diverse grandi realtà della distri- buzione utilizzano ElectroCod per alimentare non solo le proprie appli- cazioni, ma anche motori di ricerca e strumenti collegati all’eCommerce verso gli installatori. Enrico Renato Viscardi
  20. 20. I dati dei bilanci delle imprese produttrici e distributrici sono uno strumento prezioso LE VIE DEL SUCCESSO SONO INFINITE 18 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 I dati dei bilanci delle imprese produttrici e distributrici di materiale elettrico pub- blicati da Cerved sono, da questo punto di vista, uno strumento prezioso. Muo- vendoci lungo questa linea presentiamo nell’articolo i risultati di un esercizio, tra i tanti che abbiamo effettuato presso il CESDE, per esplorare tutto il potenziale informativo dei bilanci per il settore della distribuzione elettrica: in questo caso ci siamo focalizzati principalmente sulla performance complessiva, individuando le imprese con i migliori risultati nel 2012, e domandandoci se esse hanno qualche cosa in comune, una sorta di “formula del successo”, o, più modesta- mente e semplicemente, dei valori dei ratios che le distinguono in modo netto dalle altre imprese del settore. Una premessa: “i primi della classe” tendono a mantenere la propria supre- mazia nel tempo La nostra analisi si basa sui bilanci del 2012. Tuttavia, abbiamo fatto alcune ana- lisi preliminari, confrontando i risultati del 2012 con quelli del 2011, del 2010 e, in alcuni casi, anche del 2009: i risultati sono molto chiari. I livelli di performance (e, in generale, i ratios) sono tendenzial- mente strutturali: chi ha performance superiori alla media tende a mantenere questa posizione nel tempo, così come le imprese deboli tendono a rimanere tali nel corso degli anni. L’analisi dei bilanci per- mette, innanzi tutto, di valutare la performance dell’imprese in termini complessivi, cioè di crescita dell’impre- sa, di redditività, e, per i più raffinati, di rischio. Inoltre, permette, attraverso l’analisi dei ratios, o indici di bilancio, di comprendere diversi aspetti delle politi- che e delle strategie seguite dall’impresa (struttura finanziaria, politiche di debito e credito commerciale, politiche delle scorte, produttività, ecc.) e come queste influiscono sulla performance aziendale. Nota: ogni punto della figura corrisponde ad un’impresa di distribuzione. Più il punto è a destra, maggiore è la crescita; più è in alto, maggiore è il ROE (%) * Esclusi outlier Figura 1 – Performance dei grossisti di materiale elettrico - 2012*
  21. 21. Vi sono naturalmente condizioni “di rot- tura” in cui questi assetti si alterano, ad esempio in presenza di concentrazioni, chiusure di “vicini ingombranti”, nuo- ve entrate dall’esterno, come nel caso dell’ingresso sul mercato di un grande operatore estero. Ma se guardiamo al nostro settore negli ultimi 3÷4 anni os- serviamo che la classifica delle perfor- mance ha un buon grado di stabilità: più forte se si guarda il ROE, un po’ meno forte nel caso della crescita. Questo fatto è per noi di particolare in- teresse, perché i dati di bilancio tendono ad arrivare al pubblico con un ritardo di circa un anno, e questo porterebbe a concludere che siano vecchi. Osserva- zione che perde rilevanza in presenza di fenomeni strutturali, che permangono nel tempo. LE IMPRESE HANNO PUNTATO SULLA REDDITIVITÀ PIÙ CHE SULLA CRESCITA Per misurare la crescita dell’impresa l’indicatore più utilizzato, e più rilevante dal punto di vista economico, è il tasso di crescita percentuale del fatturato. La crescita è importante per l’azionista perché determina la capacità di reddito di lungo termine e il valore di cessione dell’impresa. Più complessa la scelta dell’indicatore di redditività, tra ROE, ROA, ROI, utile/rica- vi, e svariati altri. Noi, anche per evitare un’eccessiva complessità di analisi, ab- biamo assunto in questo caso il punto di vista dell’azionista (che nella distribuzio- ne elettrica all’ingrosso coincide di nor- ma con l’imprenditore): abbiamo quindi adottato il ROE (Return On Equity), che misura la redditività netta del capitale investito dagli azionisti. Indicatori diver- si, come ad esempio il ROA (Return On Assets) misurano la redditività dell’in- sieme dell’attivo, in cui confluiscono tutti gli asset dell’impresa, “pagati” sia dal capitale proprio, sia da quello di debito; se, ad esempio, i tassi sono bassi rispet- to al ROA, si può aumentare il ROE, cioè il ritorno degli azionisti, aumentando il capitale di debito. Per ragioni di semplicità in questo ar- ticolo non consideriamo un terzo indi- catore interessante per l’azionista, cioè il rischio: ad esempio, un’azienda con forte indebitamento sul breve termine, può avere alto ROE in periodi di tassi di interesse bassi, ma è fortemente espo- sta al rischio di perdite in presenza di rialzi dei tassi. Concentrando quindi l’attenzione sul 2012, e considerando l’insieme di tutte le imprese dell’indagine Cerved, abbiamo incrociato i due indicatori di performan- ce, cioè redditività e crescita del fattura- to. I risultati sono riassunti nella figura 1, in cui ogni punto rappresenta un’im- presa dell’indagine Cerved: più il punto è a destra, più l’impresa è cresciuta; più è in alto, più l’impresa ha guadagnato. Se dividiamo la figura in 4 quadranti, vedia- mo che: - nel primo quadrante in alto a destra, si trovano i “primi della classe”, che hanno avuto sia crescita del fatturato, sia ROE elevato; - nel terzo quadrante, in basso a sini- stra, si trovano “gli ultimi della classe”, che hanno avuto sia una riduzione del fatturato, sia un ROE negativo (quindi: gli azionisti hanno perduto); - negli altri due quadranti le situazioni intermedie, in cui l’impresa ha salvato il ROE, accettando una riduzione del fattu- rato (IV quadrante), oppure è cresciuta, ma con un ROE negativo (III quadrante). Il grafico evidenzia, coerentemente con la riduzione della domanda già discus- sa nei nostri articoli precedenti, che la maggior parte delle imprese si è foca- lizzata, per scelta odi fatto, sull’obiettivo della redditività, anche a costo di accet- tare una riduzione del fatturato, e che un numero non piccolo di imprese, quasi il 20% del campione, ha avuto un risultato negativo, sia sul fronte del fatturato, sia su quello della redditività. I “nomi e cognomi” di tutte le imprese, con la rispettiva collocazione, si possono trovare nell’indagine Cerved. I BEST PERFORMER HANNO SCELTO STRADE PER IL SUCCESSO TUTTE DIVERSE TRA LORO Focalizziamo ora l’attenzione sul primo quadrante, quello dei “primi della clas- se”. Tra queste ne abbiamo selezionate cinque, tralasciando le altre, o perché i risultati del loro bilancio 2012 sono distorti da processi di concentrazione ancora in corso, o perché, pur essendo nel primo quadrante, la loro crescita, o la loro redditività, pur positive, non sono state esaltanti. Insomma, abbiamo scel- to la crème de la crème. Le imprese sono: - Cieb Elettroforniture S.p.A.; - Elettrowatt S.p.A.; - E.F.90 S.r.l.; - Megawatt S.p.A.; - Elettrolazio S.p.A. 19Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com MERCATO“... chi ha performance superiori alla media tende a mantenere questa posizione nel tempo ... ”
  22. 22. 20 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 CIEB ELETTROFORNITURE ELETTROWATT E.F.90 MEGAWATT ELETTROLAZIO Media Settore (*) Performance ROE (%) 7,74 9,68 10,87 22,48 24,4 1,02 Tasso di Crescita % dei Ricavi netti 8,88 9,99 6,91 15,86 12,93 -10,75 Caratteristiche Strutturali Ricavi Netti (Mln euro) 39,9 14,6 10,4 80,2 45,6 Area Gegrafica (Regione) Lombardia Lombardia Liguria Campania Lazio Area Gegrafica (Provincia) Brescia Milano Imperia Napoli Roma, Latina, Frosinone Ratios ROA (%) 4,13 2,55 5,68 4,29 2,58 2,72 ROI (%) 6,02 4,03 12,28 6,52 6,51 4,31 % Margine ante oneri finanziari/ Ricavi 2,88 1,58 3,96 2,88 1,54 2,17 Turnover 1,43 1,61 1,43 1,48 1,67 1,25 Giorni medi di scorta 47 69 86 30 33 60 % Oneri/Debiti finanziari 2,03 4,12 7,6 3,6 4,79 3,41 % Debiti finanziari EES/ Debiti finanziari fotali 100 98,18 36,2 72,52 74,63 87,43 % Patrimonio netto/ Debiti finanziari totali 59,76 13,29 117,93 26,26 61,44 84,02 Liquidita immediata 116,61 74,03 98,63 125,71 113,47 105,2 Liquidita a breve termine 142,84 115,28 167,74 142,99 136,74 138,72 Ricavi per dipendente (Migliaia di euro) 687,4 324,7 346,4 704,1 608,2 381,8 Valore aggiunto operativo per dipendente (Migliaia di euro) 76,1 46,2 50,7 63,5 63,8 54,4 Costo lavoro per dipendente (Migliaia di euro) 51,9 44,7 37,3 35 40,8 41,7 Durata media crediti commerciali (giorni) 183 116 100 190 174 165 Durata media debiti commerciali (giorni) 62 62 103 79 125 95 Tasso di Crescita % MOL -3,57 -78,48 -45,31 -3,3 136,07 -44,39 Tasso di Crescita % Attivo 10,9 -16,47 15,25 33,15 9,94 -5,21 Tasso di Crescita % Patrimonio Netto 8,05 9,77 11,44 26,93 31,03 4,75 Tabella 1 - Comparazione dei cinque best performers e della media del settore; 2012* *Ratios sul bilancio somma di tutte le imprese dell’indagine Cerved
  23. 23. 21Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com MERCATO Si noti che non si tratta di imprese “si- mili”, cioè ad esempio appartenenti allo stesso territorio, o con la stessa stra- tegia, o con lo stesso tipo di struttura finanziaria, o appartenenti alla stessa classe dimensionale. Al contrario esse sono assolutamente eterogenee per dimensioni, per area geografica, per struttura finanziaria. Non sono, quindi, imprese “comparabili” in senso stretto, l’unica cosa che hanno in comune è di avere avuto un buon risultato nel 2012 (e, in generale, nell’ultimo triennio). Ma nonostante questo vale la pena di fare un esercizio di comparazione: esso permet- te di verificare se, almeno con riferimen- to a quanto si può dedurre dai bilanci, vi è qualcosa che accomuna queste impre- se e le distingue in modo netto da tutte le altre, una sorta di “formula del succes- so”, come potrebbe essere, ad esempio, l’elevata produttività del lavoro. I risultati sono riportati nella tabella 1, in cui le imprese sono ordinate da sini- stra verso destra, da quella con il ROE più basso a quella con il ROE più elevato. L’ultima colonna è il bilancio somma, che esprime come già detto, la situazio- ne media di tutto il settore della distribu- zione all’ingrosso di materiale elettrico. Se si ha la pazienza di osservare la tabel- la con attenzione si nota che, in estrema sintesi, le cinque imprese “migliori” non hanno ratios simili in (quasi) nessun caso, né si distinguono in modo chiaro ed inequivocabile, come gruppo, rispetto alla media del settore (bilancio somma). Se prendiamo, a titolo di esempio, alcuni dei ratios più utilizzati, si osserva che: - il costo del lavoro per dipendente, che nell’insieme del settore è pari a 41.700 euro anno, varia per i best performer tra 35.000 e 51.900 euro; comprensibilmente più basso per le imprese del Sud (Mega- watt) e più alto per le imprese del Nord Italia, ma anche in questo con eccezioni, perché ad esempio E.F.90, ligure, ha un valore (37.300 euro) appena superiore a quello di Megawatt; - i ricavi per dipendente, pari a 381.800 euro anno nel settore, variano, tra i primi della classe tra un minimo di 324.700 euro e un massimo di 687.400 euro; - la struttura finanziaria, sintetizzata nel rapporto % patrimonio netto/debiti finan- ziari totali, pari nel settore a 381,8, varia tra i best performer tra 13,29 e 117,93; - i giorni medi di scorta, pari a 60 a livello nazionale, variano tra le imprese migliori da un minimo di 30÷33 (Megawatt e Elet- trolazio) a 86; - la durata dei crediti commerciali, che tra l’altro non è correlata a quella dei debiti commerciali, è pari a 165 giorni a livello nazionale, mentre varia tra un minimo di 100 (116 per Elettrowatt) e un massimo di 190. Variazioni paragonabili si riscontrano per tutti gli altri ratios, su cui non insistiamo ulteriormente. CONCLUSIONI Di fronte alle difficoltà del mercato, la maggior parte delle imprese ha cercato di salvaguardare per quanto possibile la redditività, accettando, di fatto o per scelta, una riduzione del fatturato; quasi un quinto delle imprese ha subito perdite su entrambi i fronti. Alcune imprese al contrario sono riuscite ad ottenere buoni risultati su tutti e due gli indicatori, cre- scita del fatturato e redditività, anche se magari inferiori a quelli del passato. Analizzando le migliori tra queste impre- se abbiamo visto che esse sono molto diverse tra loro per caratteristiche strut- turali, quali le dimensioni e il territorio di presenza. Abbiamo visto, inoltre, che hanno utilizzato strategie e politiche, per come possiamo dedurle dai ratios di bilancio, diversificate: si può “vincere” con un costo del lavoro alto o basso, con una produttività elevata o ridotta, con una struttura finanziaria caratterizzata da poco o da molto indebitamente, con magazzini grandi o piccoli. Per ciascu- no di questi parametri le differenze tra le aziende migliori sono molto rilevanti, spesso con uno scarto tra il valore mino- re e il maggiore nell’ordine dell’80÷90%. Se si confrontano queste aziende con la media del settore, si vede che per tutti i parametri abbiamo primi della classe sopra la media e primi della classe sotto la media. Il “segreto” del successo non è nel valo- re di un singolo indice, ma nella miscela di valori degli indici. L’analisi di bilancio permette di capire, come abbiamo visto nell’articolo di febbraio, di quanto si può migliorare su ogni indice e, anche grazie a tecniche di simulazione, quale è il mix ottimale di miglioramenti da adottare. Marco Scarpinato
  24. 24. Un modello tutto italiano di aggregazione per affrontare le nuove sfide del mercato elettrico RETE ELETTRICA ITALIA Nata dall’intuizione di due importanti aziende del mondo della distribuzione, Comoli Ferrari, di Novara, e Megawatt, di Napoli, è stata ufficialmente presen- tata nello scorso mese di gennaio, REI Rete Elettrica Italia, un progetto tutto “italiano” che intende creare un model- lo di business “aggregato e unito” in un comparto che, con il previsto -11 per cento del 2013, ha ormai perso circa il 22 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 30 per cento del suo fatturato in 5 anni. «Ciò che ci ha spinto ad intraprendere questa nuova iniziativa è la situazione di stasi del mercato», ci spiega Giampaolo Ferrari. «Credo che ogni azienda stia cercando soluzioni per ridurre il divario di quasi trenta punti che si è perso da qualche anno. Analizzando varie possibi- lità, è nata l’idea di affrontare il mercato a livello nazionale con un nuovo progetto di aggregazione, avviato con la collabora- zione di un collega che segue molto bene il Centro-Sud Italia, dividendoci gli oneri logistici e le peculiarità territoriali, molto diverse tra Nord e Sud. Abbiamo così de- ciso di creare una società, con carattere esclusivamente commerciale, che possa intraprendere una sua politica di vendita verso una rete di piccoli e medi distribu- tori e che utilizzi le capacità logistiche dei due principali soci. Riteniamo in quest’ottica di poter dare sicuramente molto di più di quanto non possano fare direttamente i singoli forni- tori: questo, però, non lo si deve leggere solo in termini di condizioni di acquisto, ma come un servizio globale che, partendo anche da un prezzo competitivo, consenta un allargamento di gamma, un maggiore ventaglio di produttori, una garanzia di ra- pidità di consegna. Questo vuol dire ridur- re i magazzini dei distributori, mettendoli in una condizione finanziaria sicuramente migliore, con la conseguente possibilità di aggredire il mercato in modo diverso, oltre
  25. 25. ad un’ulteriore serie di servizi quali attività di marketing, di promozione, di collabora- zione, alla luce delle necessità che emer- geranno dal mercato». Unirsi e collaborare: due verbi nuovi per il mondo della distribuzione, in cui finora si è parlato solo di vendere o acquistare «Sono diversi anni che pongo all’attenzio- ne del settore la necessita di intraprende- re un processo di aggregazione. Purtrop- po, la grande maggioranza delle aziende sono cresciute solo aprendo nuove filiali o acquisendo altre realtà del settore. Il fatto che in Italia o si chiuda, perché uno falli- sce, o si venda, fa parte della nostra men- talità, per la quale se un’azienda è in crisi la sola soluzione dia quella di vendere, senza considerare la possibilità di fare al- leanze per affrontare meglio la situazione. La grande opportunità è che un’alleanza con chi è più grande o più piccolo consente di rimanere, da protagonisti, all’interno del mercato, anche perché il futuro sarà sicu- ramente indirizzato su questo percorso. È chiaro che bisogna fare evidentemente un passo indietro un po’ tutti da una gestio- ne più diretta delle attività: siamo frenati dalla mancanza di possibilità di essere i “padroni”». La nuova S.p.A., oltre a Comoli Ferrari e Megawatt, che detengono ognuno il 35 per cento delle quote, vede anche la partecipa- zione, con il 30 per cento, de La Rete S.r.l, società nella quale confluiranno i grossisti, liberi da vincoli di rapporto con Consorzi, che vorranno aderire mantenendo la pro- pria identità e indipendenza territoriale. Quali caratteristiche dovranno avere le aziende per poter associarsi a La Rete? «Dovrà essere una società ben struttura- ta, economicamente a posto, che creda in quello che si sta facendo, perché a tutti gli effetti nella rete non sarà considerata certamente un socio di serie B, perché tutti devono poter trarre benefici da questa operazione: noi perché aumentiamo il vo- lume d’affari, migliorando il rapporto con i fornitori; i fornitori, che vedono la possi- bilità di distribuire il prodotto in tutta Italia su un maggior numero di grossisti; i soci, indipendentemente dall’incremento del loro fatturato, per il fatto di essere parte- cipi di un gruppo che può offrire importanti opportunità, che mette a disposizione una panoramica molto più ampia di prodotti per soddisfare i loro clienti». Il progetto vuole, così, unire in un’unica società commerciale la forza contrattuale e logistica di due delle più grandi e con- solidate realtà della distribuzione elettrica nazionale, con la presenza territoriale, la forza relazionale e le specificità di un gruppo di distributori di materiale elettri- co uniti, da Nord a Sud, per rafforzare il proprio ruolo sul mercato. Il management di REI vede in prima fila Paolo Ferrari, Presidente del Consiglio di Amministrazione, e Domenico Marigliano, Amministratore Delegato, cui si affiancano Ombretta Coda, Consigliere con delega al coordinamento generale, Vincenzo Rotun- no, Direttore Commerciale, e Alessandro Nicotera, Direttore Marketing e Processi. A cura della Redazione 23Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com DISTRIBUZIONE Giampaolo Ferrari
  26. 26. Soluzioni tecnologiche ed opportunità di business nell’industria, nei servizi e nella Pubblica Amministrazione EFFICIENZA ENERGETICA IN ITALIA È stata presentata lo scorso 4 dicem- bre la 3a edizione dell’Energy Efficiency Report, il Rapporto sulle prospettive dell’efficienza energetica in Italia re- alizzato dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Poli- tecnico di Milano: quest’anno, l’atten- zione è stata posta in particolare sui settori residenziale, industriale, dei servizi e della Pubblica Amministra- zione. Il Rapporto ha analizzato la maturità tecnologica delle principali famiglie di soluzioni per l’efficienza energetica adottabili nei diversi ambiti, stimando la convenienza economica della loro adozione ed il relativo potenziale di mercato al 2020. Inoltre, ha fornito un quadro dell’attuale impianto nor- mativo nazionale in tema di efficienza energetica, al fine di comprenderne le principali criticità e l’impatto sulla diffusione degli interventi. Per ognuna delle possibili soluzioni e tecnologie per l’efficienza energetica, la convenienza economica è stata cal- colata attraverso: - il costo medio necessario lungo l’in- tera vita utile di ciascuna tecnologia per risparmiare o produrre (mediante una tecnologia efficiente) un singolo kWh elettrico o termico, da confronta- re con il costo evitato dell’approvvigio- namento dalla rete elettrica o gas; - il tempo di pay back, da confronta- re con un valore “soglia” variabile in funzione dell’ambito d’applicazione considerato. Le analisi sono state condotte, inoltre, sia nel caso di sostituzione “forzata” a fine vita della tecnologia precedente- mente adottata con una più efficiente, sia nel caso di sostituzione “volontaria” di una tecnologia ancora funzionante. I risultati mostrano che, se si guarda alla convenienza delle tecnologie lun- go l’intera vita utile (ossia sulla base del costo medio del kWh risparmiato o prodotto), quasi tutte le soluzioni e 24 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 La 3a edizione dell’Energy Efficiency Report pone l’attenzione in particolare sui settori residenziale, industriale, dei servizi e della Pubblica Amministrazione
  27. 27. tecnologie per l’efficientamento ener- getico (ad eccezione di chiusure vetra- te e superfici opache) appaiono essere economicamente sostenibili in tutti gli ambiti d’applicazione, anche in assen- za d’incentivi. Tuttavia, se si guarda al tempo di pay back, che rappresenta l’indicatore maggiormente preso in considerazione dai soggetti investito- ri, esso risulta in media ampiamente superiore ai valori “soglia” ritenuti da essi accettabili (1÷2 anni in ambito industriale, 2÷3,5 anni in ambito ter- ziario, 4÷6 anni in ambito residenziale). Soltanto un numero ridotto di tecno- logie, infatti, raggiunge la convenienza economica in assenza d’incentivi: vale a dire illuminazione, aria compressa, inverter, UPS (solo in caso di sostitu- zione “forzata”) e sistemi di gestione dell’energia, in ambito industriale; illu- minazione, inverter, sistemi di building automation, UPS (solo in caso di so- stituzione “forzata”) e cogenerazione, negli altri ambiti. L’analisi al netto degli incentivi mostra che l’impatto dei regimi incentivanti sul ritorno degli investimenti è, nella maggior parte dei casi, non sufficiente a far raggiungere la convenienza eco- nomica a quelle tecnologie che di per sé non lo sono, ad accezione della co- generazione, in ambito industriale, e dei motori elettrici, negli altri ambiti. A valle di ciò, è stato stimato il potenziale di risparmio conseguibile grazie all’a- dozione delle soluzioni per l’efficienza energetica analizzate e tenendo conto del possibile “effetto sostituzione” tra le diverse soluzioni. Dall’analisi emerge che la riduzione potenziale dei consumi energetici da qui al 2020 nel nostro Paese sarebbe pari a 297 TWh l’anno. Tuttavia, l’obiettivo che si ritie- ne possa essere raggiunto in Italia da qui al 2020 è nell’ordine dei 96 TWh, ossia circa un terzo di quanto teorica- mente a disposizione, a sua volta ri- partito tra 21 TWh elettrici (pari a circa il 6 per cento del consumo registrato nel 2011) e circa 75 TWh termici (pari a circa l’11 per cento del consumo re- gistrato nello stesso anno). Il settore cui è associato il maggior potenziale “atteso” al 2020 è quello re- sidenziale, pari a circa 51 TWh l’anno (54 per cento del potenziale globale), mentre le tecnologie cui è legato il maggior potenziale di risparmio ener- getico “atteso” sono: cogenerazione (6,24 TWh l’anno) e illuminazione (6,17 TWh l’anno), in ambito industriale; pompe di calore (36,7 TWh l’anno) e superfici opache (29,6 TWh l’anno), nel settore residenziale; cogenerazione (4,9 TWh l’anno) e pompe di calore (4,4 TWh l’anno), negli altri settori. Il raggiungimento del mercato poten- ziale darebbe luogo ad un giro d’affari medio annuo, da qui al 2020, stimabile 25Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com ENERGIA Titoli di Efficienza Energetica: il nuovo sistema di gestione
  28. 28. in oltre 7 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi riferibili ad interventi per l’efficientamento dei consumi elettrici e la restante parte ad interventi per l’efficientamento dei consumi termici. Le ragioni di questa evidente differen- za tra potenziale “teorico” ed “atteso” sono fondamentalmente legate al quadro normativo, che, seppur abbia mostrato indubbi progressi negli ulti- mi anni, mostra alcune “contraddizio- ni” che rallentano la marcia del nostro Paese verso una maggiore virtuosità in tema di efficienza energetica, ed, in secondo luogo, alla carenza di una diffusa “cultura” dell’efficienza ener- getica tra i diversi attori della relativa filiera (in primis, tra i potenziali inve- stitori, che si riverbera in soglie troppo “stringenti” di tempo di pay back rite- nute accettabili). Tra le principali novità introdotte nel corso dell’ultimo anno all’interno del quadro normativo italiano in tema di efficienza energetica, si segnala il Decreto Legge 4 giugno 2013, che introduce l’“Attestato di Prestazione Energetica” (APE), in sostituzione dell’Attestato di Certificazione Ener- getica (ACE), e la sua obbligatorietà per gli edifici di nuova realizzazione, gli edifici sottoposti a “ristrutturazioni importanti”, gli edifici o le unità immo- biliari soggette a vendita e gli edifici o le unità immobiliari soggette a nuovo contratto di locazione, ed introduce disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva europea 2010/31/UE, con l’obiettivo di diffondere il nuovo paradigma di “edifici a energia quasi zero”. Sul fronte degli incentivi a supporto della diffusione dell’efficienza energe- tica, il DM 28 dicembre 2012 ha par- zialmente modificato il meccanismo di funzionamento dei Titoli di Efficienza Energetica, meccanismo rodato da diversi anni, che è stato interessato da importanti variazioni nel sistema di gestione, oltre all’attesa estensio- ne al 2016 degli obiettivi di risparmio energetico che dovranno conseguire i cosiddetti “soggetti obbligati” e l’in- troduzione di nuovi soggetti “abilitati” a prendere parte al meccanismo in qualità di “soggetti volontari”, ossia imprese che provvedano alla nomina dell’Energy Manager o alla certifica- zione ISO 50001 (ambiti in cui il nostro Paese sconta una notevole arretra- tezza rispetto ai principali concorrenti europei). Tuttavia, la principale novità riguarda l’introduzione del Conto Energia Ter- mico, con il DM 28 dicembre 2012, che intende incentivare la realizzazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termi- ca da fonti rinnovabili. Le simulazioni effettuate mostrano che il nuovo si- stema incentivante non garantisce un sostanziale beneficio incrementale rispetto al meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica e favorisce in modo particolare gli interventi di pic- cole dimensioni. In sintesi, le due criticità principali dell’attuale impianto normativo sono il rischio di “cannibalizzazione” che caratterizza un contesto che vede la presenza contemporanea di diver- si sistemi d’incentivazione (almeno parzialmente sovrapposti fra loro) e la loro instabilità nel tempo, che non permette agli operatori industriali di programmare le loro strategie di bu- siness. Vi sono, infine, altri provvedimenti che, seppur non specificamente inerenti l’efficienza energetica, riducono l’ap- petibilità degli interventi di efficienta- mento dei consumi energetici, come, ad esempio, il cosiddetto Decreto “energivori”, che prevede una ridu- zione degli oneri generali di sistema per i soggetti industriali ad elevata intensità energetica. Il provvedimento, se da un lato risulta indubbiamente funzionale a ridurre il gap del costo dell’energia sostenuto dalle imprese italiane rispetto a quelle europee, mi- gliorandone la competitività, dall’altro lato risulta un disincentivo che può frenare la diffusione delle tecnologie di efficienza energetica, se si pensa, 26 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Titoli di Efficienza Energetica: i risultati conseguiti
  29. 29. ad esempio, che l’incremento del tem- po di pay back per i motori elettrici ad alta efficienza è stimabile fino ad oltre il 10 per cento. Da ultimo, il Rapporto affronta il tema dell’efficienza energetica nella Pubbli- ca Amministrazione, che ha assunto un ruolo di rilievo a livello sia europeo, sia nazionale, sulla scorta dei recen- ti documenti programmatici quali la Direttiva europea 2012/27/UE sull’effi- cienza energetica e la Strategia Ener- getica Nazionale. in particolare, si è focalizzata l’attenzione sulla Pubblica Amministrazione locale, prendendo come punto di partenza gli oltre 2.500 Comuni italiani aderenti al Patto dei Sindaci, ed è emerso che le soluzioni per l’efficienza energetica conside- rate all’interno del Rapporto hanno un potenziale di mercato “teorico” in quest’ambito pari a circa 1 miliardo di euro l’anno da qui al 2020, con un risparmio energetico di circa 0,8 TWh elettrici e 1,5 TWh termici. Viceversa, il potenziale di mercato “atteso” è sti- mato pari a circa 400 milioni di euro l’anno da qui al 2020. Il confronto con un gruppo rappresen- tativo di Pubbliche Amministrazioni locali e con gli altri operatori della fi- liera dell’efficienza energetica che con essa interagiscono, ha fatto emergere come l’implementazione degli inter- venti di efficientamento energetico in ambito pubblico sia subordinata al superamento di tre ordini di barriere: - conoscitiva, legata alla ridotta con- sapevolezza da parte della Pubblica Amministrazione dell’importanza del- la gestione e della razionalizzazione dei consumi energetici; - finanziaria, legata all’incapacità di reperire risorse finanziarie per la rea- lizzazione degli interventi di efficienza energetica; - realizzativa, legata alla difficoltà di coinvolgimento, da parte della Pub- blica Amministrazione, dei soggetti necessari per la realizzazione degli interventi di efficienza energetica, vale a dire i fornitori di servizi e soluzioni per l’efficienza energetica (in primis, le ESCo) ed i soggetti finanziatori. Dall’analisi delle “best practice” a livello nazionale sono emerse diver- se strategie, la cui implementazione ha permesso il superamento delle sopraccitate barriere. Per superare la barriera “conoscitiva”, è necessa- rio creare all’interno della Pubblica Amministrazione la consapevolezza dell’importanza della razionalizzazio- ne dei consumi energetici e la con- seguente necessità di interventi di efficientamento, grazie in primo luogo alla nomina di un “responsabile dell’e- nergia”, che consenta d’instaurare all’interno della Pubblica Amministra- zione una logica di gestione e razio- nalizzazione dei consumi energetici e facilitare la relazione con i fornitore di servizi e soluzioni di efficienza ener- getica, attenuando così le asimme- trie informative di carattere tecnico/ economiche. A livello nazionale, è stata istituita da oltre un ventennio la figura dell’Energy Manager dalla Legge 10/91, la cui nomina risulta obbligatoria per le Pubbliche Ammi- nistrazioni caratterizzate da consumi energetici superiori ai 1.000 TEP; que- sta normativa, tuttavia, è ampiamente inapplicata, se si pensa che solo il 15 per cento delle circa 1.000 Pubbliche Amministrazioni che ne sarebbero ob- bligate hanno provveduto ad oggi alla nomina dell’Energy Manager. Riguardo alla barriera “finanziaria”, che trae origine dall’impossibilità da parte della Pubblica Amministrazio- ne di sfruttare le risorse finanziarie disponibili internamente (stimabili, secondo I’ANCE, in circa 13 miliardi di euro) in virtù dei vincoli definiti dal Pat- to di Stabilità, le strategie volte al suo superamento fanno riferimento alla possibilità di delegare il finanziamento dell’intervento ai fornitori di soluzioni e tecnologie per l’efficienza energeti- ca o all’utilizzo di fondi pubblici rivolti all’efficienza energetica. La concreta 27Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com ENERGIA Soluzioni per l’efficienza energetica e loro destinazione d’uso
  30. 30. implementazione su vasta scala del- la prima strategia implicherebbe, in primo luogo, un salto di qualità sia da parte degli istituti di credito, fino ad oggi abbastanza cauti, per usare un eufemismo, nei confronti del finan- ziamento degli interventi di efficienza energetica, sia da parte dei fornitori di soluzioni e tecnologie per l’efficienza energetica, rispetto alla loro capa- cità di raccolta dei capitali necessari per finanziare gli interventi. In questo scenario, l’attivazione di meccanismi di garanzia da parte del legislatore, attraverso, ad esempio, l’attivazione di fondi di garanzia o la definizione della possibilità per i soggetti finanziatori di utilizzare gli incentivi per l’efficienza energetica a garanzia dei prestiti ero- gati, al fine di tutelare questi ultimi dal rischio di credito della controparte, potrebbe sbloccare l’attuale stallo. Riguardo alla seconda strategia, dal confronto con le Pubbliche Ammini- strazioni è emerso che l’ottenimento dei fondi pubblici presenta un iter bu- rocratico troppo tortuoso agli occhi dei potenziali richiedenti, che rende ne- cessaria una semplificazione di questi strumenti. Riguardo, infine, alla barriera “realiz- zativa”, che rende necessaria la defi- nizione del perimetro e delle finalità riguardanti gli interventi di efficienza energetica, le strategie utilizzabili dalla Pubblica Amministrazione pre- vedono la stipula di contratti “per- formance based”, intesi nella duplice accezione di: - contratti EPC “puri”, focalizzati esclusivamente sull’efficienza ener- getica, che consentono alla Pubbli- ca Amministrazione di condividere i rischi associati all’intervento con il soggetto che lo realizza e di condivi- dere con esso il risparmio energetico conseguito dall’intervento, legandogli la relativa remunerazione; - contratti di gestione energetica “complessiva”, che comprendono la fornitura dell’energia e la realizzazio- ne di interventi di efficienza energeti- ca, al fine di remunerare il soggetto appaltante sia attraverso la fornitura della commodity, sia con i risparmi conseguiti a seguito degli interventi di efficienza energetica. In conclusione, è necessaria una forte collaborazione tra i diversi operatori della filiera dell’efficienza energetica e la Pubblica Amministrazione affinché si riesca, nel prossimo futuro, a supe- rare l’attuale stallo ed a sbloccare un mercato con una potenzialità sicura- mente interessante. Roberto Corti 28 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Il potenziale di mercato “teorico” della Pubblica Amministrazione (milioni di euro) Potenziale teorico di risparmio energetico al 2020 associato alle tecnologie per l’efficienza energetica
  31. 31. SOVRATENSIONE SOTTO CONTROLLO Una nuova famiglia di scaricatori di sovratensione caratterizzata da una più ampia scelta di prodotti e nuove prestazioni Le sovratensioni di origine atmosferica rap- presentano la principale causa di guasto delle apparecchiature elettroniche e d’interruzione dell’attività produttiva. Le più pericolose sono causate da fulminazione diretta: i fulmini, in- fatti, creano picchi di corrente che generano sovratensioni nelle reti di distribuzione dell’e- nergia elettrica e di trasmissione dei dati, i cui effetti possono risultare molto dannosi e pericolosi sia per gli impianti e le strutture, sia per le persone. Gewiss propone una nuova famiglia di scari- catori di sovratensione LST, in grado di garan- tire una sicura protezione di tutto l’impianto elettrico ed evitare danni anche alle apparec- chiature più sensibili. La nuova famiglia di scaricatori di sovraten- sione rappresenta una soluzione tecnologica al passo coi tempi, introducendo, oltre agli scaricatori di tipo 2, anche scaricatori tipo 1+2 e per il fotovoltaico. In particolare, la gamma LST di tipo combinato (tipo 1+2) permette di ottenere una protezione del circuito elettrico sia dalle fulminazioni dirette, sia da quelle indirette, in un unico dispositivo. Gli LST sono stati progettati per conosce- re sempre ed immediatamente lo stato del corretto funzionamento del dispositivo di protezione e per facilitare la sua manuten- zione. L’indicatore ottico in posizione frontale, cambiando colore da verde a rosso, segnala il raggiungimento della fine del ciclo di vita del dispositivo. Inoltre, grazie al contatto ausilia- rio integrato, è possibile segnalare immedia- tamente a distanza tale condizione d’ineffica- cia del dispositivo di protezione. L’estraibilità delle cartucce, infine, rende più comoda e veloce l’operazione di sostituzione delle cartucce esaurite, senza la possibilità di commettere errori di cablaggio. La nuova gamma LST s’integra perfettamen- te con gli altri dispositivi di protezione della società, offrendo una gradevole sensazione di continuità estetica e stilistica. Inoltre, a garanzia di un prodotto affidabile ed efficace, la progettazione, la realizzazione e il controllo del processo sono condotti rispettando i più elevati standard internazionali di qualità. Da un punto di vista normativo, infine, le so- luzioni della gamma LST sono coerenti con le nuove disposizioni previste dalla Norma CEI 64-8/3. Le indicazioni, entrate in vigore nel mese di settembre 2011, consigliano, per i livelli prestazionali e di fruibilità 1 e 2, l’in- stallazione di un “SPD all’arrivo della linea se necessario per rendere tollerabile il rischio 1”, mentre impongono, per il livello 3, un “SPD nell’impianto ai fini della protezione contro le sovratensioni impulsive, oltre a quanto stabilito per i livelli 1 e 2”. Scegliendo un op- portuno scaricatore di tensione della gamma LST è, quindi, possibile rimanere al passo con le nuove disposizioni installative e prevenire danni, sia per le persone, sia per gli apparec- chi elettronici. a cura della Redazione 29Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com IMPRESE
  32. 32. Opportunità per le aziende italiane del settore elettrico SVILUPPO DELLE SMART GRID Il forte aumento della Generazione Diffusa (GD) nel sistema elettrico, in particolare nelle reti di distribuzione in media tensione (MT) e bassa tensione (BT), impone oggi un ripensamento delle modalità di protezione, gestione e regolazione di tali reti, che devono passare da “passive” ad “attive”. A li- vello internazionale, quest’evoluzione s’identifica con il termine Smart Grid, cioè strutture e procedure operati- ve fortemente innovative che, oltre a mantenere un elevato livello di sicu- rezza e affidabilità dell’intero sistema, siano anche in grado di far fronte ai numerosi problemi legati alla gestione della GD, alle possibilità di controllo del carico da parte del sistema, alla promozione dell’efficienza energetica e ad un maggiore coinvolgimento degli utenti finali, attivi e passivi (che com- prendono anche nuove tipologie, come i veicoli elettrici o i sistemi di storage), in relazione al mercato elettrico. Questa trasformazione, che coinvolge l’intero sistema elettrico, non ha una forma definita, né un confine preciso: oggi non basta più solo soddisfare la crescente domanda di energia elettri- ca (che da sempre è stato il principale, se non l’unico, obiettivo delle reti elet- triche), ma bisogna anche rispondere a nuove esigenze tramite lo sviluppo di tecnologie innovative (a livello sia centrale, sia periferico) tra loro co- municanti, grazie anche all’impiego di sistemi ICT (Information and Commu- nication Technology). Per una visione più concreta e più tecnica dell’evoluzione in corso e del- le cause ad esse legate, è necessario passare dall’esame del contesto in- ternazionale, a quello europeo, fino al caso italiano, inquadrando le diverse problematiche coinvolte su orizzonti temporali successivi. A livello europeo, le cause alla base della rivoluzione in corso sono da tro- vare, senza dubbio, nello sviluppo della GD, che a sua volta è l’unica via possi- bile per centrare i traguardi di aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, e di riduzione delle emissioni inquinanti, che fanno parte del cosiddetto pacchetto “20-20-20” al 2020. Ma i traguardi europei al 2020 impongono anche un coinvolgimento attivo degli utenti finali delle reti ener- getiche, che rappresenta la seconda causa della rivoluzione in corso, e che in questi anni ha portato nella dire- zione dei contatori intelligenti (smart meter), come anche indicato dal Terzo Pacchetto Energia. Queste, ad oggi, rappresentano, nell’ordine di priorità, le due cause principali che portano verso le reti intelligenti: serve, infatti, subito con- nettere le unità di generazione diffusa, garantendo un reale apporto (oggi per certi versi assai limitato) alla sicurez- za del complessivo sistema elettrico e alla gestione e al controllo delle reti di distribuzione; più in prospettiva, serve anche introdurre maggiori possibilità per i clienti finali (domani magari an- Sul potenziale d’investimento al 2020 nel settore delle Smart Grid si gioca un’importante partita per la competitività del Paese 30 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2
  33. 33. che “mobili”, in quanto possessori di veicoli elettrici, o particolarmente fles- sibili in quanto proprietari di sistemi di storage) di aderire a segnali di prezzo/ mercato (demand response). Passando, poi, al contesto nazionale, l’Italia si trova in una posizione d’avan- guardia, grazie agli investimenti fatti a suo tempo dalle utility (ad esempio, il progetto Telegestore, unica appli- cazione al mondo su così vasta scala, pionieristicamente concepito da Enel), ma anche al complessivo sviluppo e concezione della rete di trasmissione, oggi unificata nella proprietà di Terna, nonché alle coraggiose scelte di re- golazione messe in campo dai policy maker. In questo contesto così dinamico, in questi anni, in Italia (come in tutta Europa) si sono registrate moltissime iniziative relative alle Smart Grid, quasi tutte, però, in ambito di ricerca, o, al più, di ricerca applicata. Attualmente è, invece, opinione diffusa che un reale progresso nella direzione delle reti del futuro possa iniziare soltanto mettendo in campo iniziative e investimenti che coinvolgano reti reali, con clienti finali e utenti attivi (carichi e generatori), in modo da provare nella realtà le solu- zioni sinora studiate e conseguirne un reale sviluppo su larga scala. Anche la dinamica degli investimenti negli ultimi anni mostra il forte inte- resse dei mercati verso l’industria del- le tecnologie smart per la produzione e distribuzione d’energia elettrica. UNA SCOMMESSA DA 10 MILIARDI DI EURO È stimato da un minimo di 3 miliardi di euro fino ad un massimo di addirittura 10 miliardi il potenziale d’investimento in soluzioni “smart” al 2020. Sono dati che emergono dallo studio “Sviluppo delle Smart Grids: opportunità per le aziende italiane del settore”, commis- sionato da ANIE Energia al Politecnico di Milano e presentato lo scorso di- cembre in un incontro che si è tenuto a Milano. In particolare, sulla base dei dati storici degli ultimi anni e dei piani di sviluppo rete degli operatori, lo studio quantifica in oltre 8 miliardi di euro gli interventi su Cabine Primarie e Ca- bine Secondarie esistenti e per loro nuove installazioni. Più in dettaglio, si stima la realizzazione sulla comples- siva rete di distribuzione nazionale di 100÷200 nuove Cabine Primarie e circa 25.000÷50.000 nuove Cabine Seconda- rie. Tali calcoli sono stati effettuati sul- la base di due scenari d’evoluzione, entrambi caratterizzati da elevata penetrazione della generazione diffu- sa, considerando che l’Italia ha ormai raggiunto livelli elevati in questo setto- re, livelli che potenzialmente aumen- teranno una volta raggiunta la “grid parity”. In uno scenario dello studio s’ipotizza, dunque, un quadro normativo e regola- torio che non crea condizioni favorevoli allo sviluppo delle Smart Grid; nell’al- 31Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com ENERGIA Lo studio sulle Smart Grid, commissionato da ANIE Energia, è stato presentato da Maurizio Delfanti e Valeria Olivieri del Politecnico di Milano
  34. 34. tro, invece, si suppone una garanzia di massimo sostegno anche dal punto di vista legislativo. L’investimento potenziale totale calco- lato include sia le nuove installazioni, sia quelle già esistenti, considerando i Centri Operativi, le Cabine Primarie, quelle Secondarie e le tecnologie di generazione diffusa. «L’Italia è senz’altro all’avanguardia sia dal punto di vista regolatorio, sia da quello normativo», ha spiegato Matteo Marini, Presidente di ANIE Energia introducendo la presentazione dello studio, «ma per una completa applica- zione su scala nazionale delle Smart Grid c’è ancora molto lavoro da fare. S’impone, infatti, un ripensamento delle modalità di protezione, gestione e regolazione delle reti di distribuzio- ne, che devono passare da passive ad attive. È questa la strada strategica da percorrere per rendere indipendente il nostro Paese e per portare i costi dell’energia a livelli competitivi anche in Italia». L’evento di presentazione dello studio è stato anche l’occasione per discu- tere, con i principali interlocutori isti- tuzionali e imprenditoriali coinvolti da questa trasformazione epocale, delle necessità di interventi strutturali sulla rete elettrica di distribuzione attraver- so l’evoluzione verso le Smart Grid. «In quest’ottica», ha concluso Marini, «sarà importante la cooperazione tra industria e utility, allo scopo di indi- rizzare il processo di realizzazione in un’adeguata economia di scala ed una standardizzazione coordinata a livello Paese, europeo e internazionale, così da cogliere tutti i vantaggi economici che andranno a beneficio degli utiliz- zatori finali e dei produttori/consu- matori». Paola Cipollini Suddivisione percentuale dei principali progetti sulla rete AT rispetto al numero di interventi totali Suddivisione percentuale dei principali progetti sulla rete MT rispetto al numero di interventi totali 32 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2
  35. 35. QUADRI DI DISTRIBUZIONE Nuovo sistema di quadri caratterizzato da sicurezza, affidabilità e semplicità di manutenzione Il nuovo sistema di quadri di distribuzione fino a 4.000 A QuiXtra4000 di GE Industrial Solu- tions, amplia la gamma QuiXtra 630 ed è stato pensato per soddisfare le esigenze sia di pro- gettisti, quadristi e installatori, che richiedono sicurezza e affidabilità, sia degli utilizzatori fi- nali, che apprezzano la manutenzione sempli- ce. Una soluzione intelligente, progettata per ambienti commerciali e industriali, che unisce design pulito, forma moderna e minimalista a caratteristiche distintive quali sicurezza, facili- tà d’installazione e flessibilità. Certificato dall’Ente indipendente Dekra e in- tegrato con apparecchi elettrici GE, in accordo alla normativa IEC 61439-2, il nuovo quadro offre l’affidabilità della soluzione completa. L’alto grado di protezione verso solidi e liquidi, IP30 e IP55, garantisce la sicurezza dell’utiliz- zatore e dell’installazione in ogni condizione ambientale; l’elevata rigidità della struttura e del sistema sbarre assicura un’alta resistenza ai possibili cortocircuiti e la perfetta installa- zione anche dopo le operazioni di trasporto; il sistema di connessione tra l’interruttore principale ed il sistema sbarre offre un’elevata flessibilità, riducendo i tempi di preparazione e montaggio. Grazie ad una vasta gamma di dimensioni e alla possibilità di configurazione a “L” ed a “U” delle colonne, il sistema è in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza progettuale. UN SISTEMA COMPLETO QuiXtra4000 offre un’ampia varietà di acces- sori per facilitare il montaggio del quadro, per quanto riguarda sia la connessione, sia l’instal- lazione. Inoltre, è stato aggiornato il software GE PowerDesign per la progettazione veloce ed efficiente delle configurazioni dei quadri a bassa tensione. Previsto in otto lingue, il nuovo pacchetto software offre innovative funzio- nalità quali la configurazione automatica dei dispositivi all’interno del quadro, la possibilità di copiare e incollare interi armadi e kit indivi- duali, la funzionalità “drag and drop”. Il software include anche una schermata in cui gli utilizzatori possono calcolare tutti i para- metri di costo e margine, così come un modulo di preventivazione veloce, e consente, inoltre, di includere EntelliPro (il sistema intelligente di gestione del motore con funzionalità touch screen) in sistemi a bassa tensione, fornendo così la possibilità di controllare i parametri dei motori tramite una tastiera in remoto. Tra le altre funzionalità c’è la possibilità di realizzare disegni tecnici dotati di entrambe le viste, anteriore e posteriore, oltre alla capacità di esportare il risultato in file formato MS Offi- ce e PDF. I loghi aziendali degli utenti possono essere visualizzati sui report e PowerDesign può ospitare anche dispositivi non GE. Antonio Russo 33Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com IMPRESE
  36. 36. Fabbisogno energetico mondiale: situazione attuale e prospettive future ENERGIA, MOTORE DELL’ECONOMIA Nel decennio scorso vi è stato un con- sistente rincaro del petrolio: da circa 25 dollari a barile si è passati a 100 e oltre. Il prezzo del petrolio ha subìto, e in futuro continuerà a subire, signi- ficative oscillazioni; nell’ultimo pe- riodo il suo prezzo si è mantenuto su livelli molto elevati e gli esperti riten- gono assai improbabile che il prezzo dell’oro nero scenda a quotazioni più accettabili. Nel mercato dell’energia, quest’an- damento ha portato a cambiamenti consistenti: i combustibili fossili, il cui sfruttamento, in passato non era sino- nimo di particolari guadagni, in questa condizione sono diventati redditizi. Le grandi aziende che operano in campo 34 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 energetico investono in nuove forme di energia e in energie alternative. L’energia eolica e l’energia solare, ad esempio, hanno registrato importanti sviluppi (figura 1). Inoltre, l’elevato costo del petrolio ha generato un incremento nell’utilizzo di idrocarburi da fonti fossili non con- venzionali, tipo gas e petrolio di scisto, e ha indotto lo sfruttamento di riser- ve di petrolio e gas nel Mar Artico. In proposito si pensi soprattutto alla “rivoluzione” del gas di scisto negli Stati Uniti: grazie all’impiego di nuove tecnologie, questo sviluppo ha portato ad un boom di petrolio e gas come non si era mai registrato negli ultimi cento anni e a conseguenze importanti per i maggiori consumatori mondiali di energia. In base alle previsioni più recenti, fra qualche anno gli Stati Uniti non sa- ranno più importatori di gas metano, ma esportatori, ed aumenterà consi- derevolmente anche la produzione di petrolio. Considerato che gli interessi strate- gici degli Stati Uniti si sposteranno su altri livelli, sulla scena internazio- nale si assisterà ad un cambiamento importante dell’assetto energetico internazionale. Il Medio Oriente, tra- dizionale fornitore di energia, perderà rilevanza, almeno per gli Stati Uniti, mentre non si sa quale ruolo gioche- Figura 1
  37. 37. rà, in futuro, la produzione di gas di scisto in altre aree. Con queste prospettive, la preoccupa- zione legata alla futura reperibilità di petrolio passa in secondo piano. Rivestono, invece, sempre fondamen- tale importanza le questioni legate alla sicurezza energetica, poiché nu- merosi Paesi produttori di petrolio e di gas e quelli che fungono da corridoi di trasporto sono situati in aree politica- mente instabili (ad esempio, il Medio Oriente e l’Africa). Nonostante l’elevato costo dell’ener- gia, il fabbisogno energetico aumenta soprattutto nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo. La dipendenza da combustibili fossili, che in nume- rosi Paesi è in costante aumento, e la preoccupazione per l’inquinamen- to conseguente, fanno sì che il tema legato allo sviluppo del fabbisogno energetico futuro e al “mix energeti- co” sia di scottante attualità. Vi sarà sufficiente offerta a fronte di una domanda in costante crescita? Si riuscirà a diminuire drasticamente la dipendenza da combustibili fossili e ad aumentare la percentuale di ener- gie rinnovabili, in modo tale da ridurre l’inquinamento ambientale? In figura 2 alcuni dati sul fabbisogno attuale di energia nel mondo ed una panorami- ca dello sviluppo nei prossimi decenni sulla base delle previsioni più recenti. I fattori più significativi che determi- nano il fabbisogno energetico sono l’aumento della popolazione, da un lato, e l’incremento economico, dall’altro, nonché la crescente indu- strializzazione ed urbanizzazione nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo. Tra il 2010 e il 2040 la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 a 9 miliardi di individui. Questo incre- mento avrà luogo esclusivamente nei Paesi emergenti e in quelli in via di sviluppo. Nello stesso lasso di tem- po l’economia nei Paesi non OCSE aumenterà del 4,4 per cento, mentre nei Paesi OCSE solo del 2 per cento. Nei Paesi non OCSE vi è l’enorme esigenza di recuperare terreno nello sviluppo economico e nello standard vitale, con conseguente, inevitabile, incremento del fabbisogno di energia. Un dato particolarmente significativo: mentre negli Stati Uniti, nell’Eurozona ed in Giappone si registrano tra le 428 e le 470 autovetture ogni 1.000 abitan- ti, in Cina sono solo 57 e in India 18. Nei Paesi non OCSE, il fabbisogno energetico pro capite è considere- volmente inferiore rispetto ai Paesi OCSE. Se un americano consuma 7 tonnellate di energia l’anno, un india- no ne consuma solo 0,6. In base alle ultime previsioni, tra il 2010 e il 2040 il fabbisogno energetico mondiale aumenterà del 35 per cento. L’incremento di energia si registrerà solo nei Paesi emergenti Cina e India, nonché nei Paesi in via di sviluppo quale conseguenza dell’incremento demografico, dell’impulso economico, dell’aumento d’industrializzazione, d’urbanizzazione e, quindi, del benes- sere. Nei Paesi non OCSE, invece, si prevede, entro il 2040, una leggera recessione, a patto d’incrementa- re l’efficienza energetica (grazie, ad esempio, alla produzione di autovet- ture a consumo ridotto di carburante). Per quel che concerne l’utilizzo dei singoli combustibili fossili (figura 3), si profila questa situazione: l’impiego di petrolio, gas naturale e carbone pas- 35Anno 5, N.2www.commercioelettrico.com ENERGIA Figura 2
  38. 38. serà dall’82 per cento nell’anno 2010 al 79 per cento nel 2025 e al 77 per cento nel 2040, anche se tali combu- stibili continueranno a coprire più di un terzo del fabbisogno mondiale. Se nel 2010 la quota di gas metano si attestava al 22 per cento, nel 2025 si attesterà al 24 per cento e nel 2040 al 27 per cento; la quota del carbone, che nel 2010 era del 26 per cento, nel 2040 calerà al 19 per cento, mentre il petrolio, che nel 2010 era del 34 per cento, nel 2025 e nel 2040 scenderà al 31 per cento. Il petrolio continuerà, co- munque, ad essere la fonte energetica numero uno in tutto il mondo. L’au- mento del gas metano da una parte e la diminuzione del carboni dall’altra sono da considerarsi un fatto positivo, poiché la combustione del gas spri- giona quantità minori di biossido di carbonio e di altre sostanze nocive e rappresenta, quindi, un’alternativa più pulita a carbone e petrolio. Le energie alternative (escluse ener- gia idroelettrica e da biomassa) au- menteranno in maniera consistente, ma, ciò nonostante, nel 2040 rappre- senteranno solo un modesto 4 per cento del quadro energetico mondiale. Prendendo in esame i singoli settori economici, il quadro che ne esce è molto differenziato. Dal 2010 al 2040, il fabbisogno energetico aumenterà del 28 per cento nel settore privato e commerciale, del 35 per cento nel settore industriale, mentre nel setto- re dei trasporti vi sarà un incremento del 42 per cento. In quest’ultimo set- tore, il petrolio continuerà a svolgere un ruolo fondamentale. Nel 2010, la quota percentuale del petrolio era del 95 per cento, nel 2040 continuerà ad essere di un considerevole 87 per cento. Le quote percentuali di gas e biocarburanti passeranno dal 4 per cento dell’anno 2010 all’11 per cento del 2040. Nel settore dell’elettricità, nei prossi- mi decenni assisteremo a significativi cambiamenti in tutto il mondo. Una premessa: oggi, come ieri, 1,3 miliardi d’individui non dispongono di energia elettrica. In questo settore si prevedono i tassi di crescita più elevati: tra il 2010 e il 2040, il 90 per cento a livello mondia- le, il 163 per cento nei Paesi non OCSE e solo il 23 per cento nei Paesi OCSE. Nella produzione di energia elettrica (figura 4) vi sarà un elevatissimo au- mento di energie alternative. Tra il 2010 e il 2040 l’aumento più signifi- cativo riguarderà l’energia eolica (540 per cento), le altre energie alternative (188 per cento) e l’energia idroelettrica (80 per cento). Per quel che concerne i combustibili fossili, entro il 2025 il 36 www.commercioelettrico.comAnno 5, N.2 Figura 3 Figura 4

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