I Sukuk (Islamic bonds) e il mercato di capitali islamico

618 views

Published on

Breve introduzione sulle obbligazioni islamiche e sulla loro struttura. (ITALIAN)

Published in: Economy & Finance
0 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total views
618
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
9
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

I Sukuk (Islamic bonds) e il mercato di capitali islamico

  1. 1. I Ṣ UKŪK E IL MERCATO DI CAPITALI ISLAMICO
  2. 2. Cosa sono i Ṣ ukūk ? Il termine “ṣ ukūk” è il plurale di “ṣ akk”, che in arabo significa “titolo” o “certificato”. Essi sono, infatti, dei certificati rappresentativi della partecipazione alla proprietà pro quota di un determinato bene o un insieme di beni I contratti muḍāraba, mušāraka, murābaḥa, salam, istiṣnā e iǧāra e molti altri costituiscono l’assetto interno degli islamic bonds Claudia Quattrocchi 2
  3. 3. Nel 2003, l’AAOIFI (Accounting and Auditing Organization for Islamic Financial Institutions) ha ufficialmente definito i ṣukūk come “certificati di uguale valore che rappresentano quote indivise di una proprietà di beni tangibili, usufrutto e servizi” ha, inoltre, indicato almeno 14 possibili schemi standard di ṣukūk Claudia Quattrocchi 3
  4. 4. Le strutture dei ṣukūk possono essere varie: dalla murābaḥa (vendita a costo maggiorato), salam (pagamento anticipato di un bene a consegna differita), iǧāra (contratto di locazione), ’istiṣnā (acquisto di un bene in fase di costruzione), mušāraka e muḍāraba (contratti di partecipazione), anche se tra le più diffuse sono le obbligazioni su base ’iǧāra, giacché meglio si presta ad essere oggetto di cartolarizzazione e molto frequenti sono anche quelle su base mušāraka. 4
  5. 5. PERCHÉ SONO DIVERSI DAI BONDS CONVENZIONALI? • La Šarīʿa vieta la vendita di un titolo di debito, quindi il bond islamico non è un titolo rappresentativo del capitale di terzi, ma è un certificato rappresentativo della comunione di beni, ossia il suo possessore è titolare di un diritto di proprietà su una porzione del bene sottostante l’emissione • la remunerazione di un ṣukūk è strettamente legata all’andamento degli asset sottostanti, a differenza del pagamento della cedola di un bond convenzionale, che ne è indipendente • è frequente che il ṣukūk faccia riferimento a un sottostante reale o materiale e non finanziario. Questo rende i ṣukūk compatibili alla Šarīʿa: essi sono garantiti da attività reali, quali, ad esempio, un pezzo di terra o un edificio, e perciò quando i ṣukūk sono comprati o venduti, il compratore ed il venditore stanno trattando indirettamente delle attività reali e non semplicemente delle carte commerciali 5
  6. 6. • Il rapporto tra emittente e investitore in un ṣukūk è un rapporto contrattuale che dipende dalla struttura utilizzata (di partecipazione, leasing, etc.), mentre in un bond convenzionale è esclusivamente un rapporto di credito • i ṣukūk sono strutturati in modo da assicurare un ritorno equivalente ai bond convenzionali; la differenza sta nel fatto che il ritorno dei ṣukūk è generato da un asset sottostante e non da un obbligo di pagare interessi Claudia Quattrocchi 6
  7. 7. IN CHE MODO SONO EMESSI I Ṣ UKŪK ? Esistono principalmente tre attori: •L’Originator (l’ente, lo stato, la società che necessita di capitale) •Lo Special Purpose Vehicle (la società appositamente creata per l’emissione dei certificati, dotata di una propria soggettività giuridica; spetta ad essa liquidare l’originator con i ricavati della vendita dei certificati) •Gli investitori (Banche, società assicurative o privati -coloro che sottoscrivono i certificati-) sono i proprietari pro quota dei beni e l’SPV stipula per loro conto un contratto islamico con l’originator, a seconda delle esigenze di quest’ultimo. Alla scadenza del ṣukūk la proprietà del bene sottostante sarà ritrasferita nuovamente all’originator e gli investitori riceveranno il rimborso del capitale ad un prezzo precedentemente stabilito Claudia Quattrocchi 7
  8. 8. Esempio di Ṣ ukūk al-iǧ āra 1. L’originator cede tramite un contratto di iǧāra, i propri asset in leasing all’SPV. 2. A sua volta, anche l’SPV riaffitta gli asset all’originator 3. E procede ad emettere i certificati (Ṣukūk) per farli sottoscrivere agli investitori interessati 4. Il pagamento del canone d’affitto da parte dell’Originator serve ad essere redistribuito come ricavato ai sottoscrittori, in proporzione alla loro quota di proprietà (utilizzando un contratto di leasing, i sottoscrittori agiscono in qualità di locatori, con i rischi che ne potrebbero conseguire) 8
  9. 9. Il mercato di capitali islamico   Esistono tre tipi di Ṣukūk: •Ṣ ukūk sovrani •Corporate Ṣ ukūk •Ṣ ukūk quasi sovrani http://www.iefpedia.com/english/wpcontent/uploads/2012/07/E5929d01.pdf
  10. 10. Riferimenti bibliografici BLOOMBERG (2012), “Islamic Finance news, analysis and commentary,” Bloomberg Brief, 09.17.2012, http://www.bloombergbriefs.com/islamic-finance/ GOMEL G. (a cura di) (2010), “Finanza islamica e sistemi finanziari convenzionali”, Banca d’Italia: Questioni di Economia e Finanza, n. 73 HAMAUI R., MAURI. M. (2009), Economia e Finanza Islamica, Il Mulino, Bologna PICCINELLI G.M. (1996), Banche Islamiche in Contesto non Islamico, Materiali e Strumenti Giuridici, IPO, Roma PORZIO C. (a cura di) (2009), Banca e Finanza Islamica, Bancaria Editrice, Roma Zawya Sukuk Monitor, http://www.zawya.com/ Islamic Finance News, http://www.islamicfinancenews.com/2012_supplement/2012guide/IFN%20Guide. Pdf 10

×