Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Corriere della Sera - 14 luglio 2012

70 views

Published on

Un articolo del Corriere della Sera dedicato al nostro b&b "Il Richiamo del Bosco", un nido di legno e pietra immerso nella natura.

Published in: Travel
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Corriere della Sera - 14 luglio 2012

  1. 1. 33Corriere della Sera Sabato 14 Luglio 2012 Tutti abbiamo avuto una gardenia piena di fio- ri profumatissimi, rendendoci presto conto che in appartamento è difficile da coltivare. Vuole molta luce, terreno acido, troppa ac- qua fa ingiallire e cadere foglie e bocci mentre troppo poca li fa seccare, notti calde inibiscono la formazione dei fiori e anche quando tutto è giusto, al chiuso si coprono di cocciniglie e ragnetti rossi... un disastro! A pensarci, gradiscono le stes- se condizioni dei limoni, crescono in terreno ben drenato e ricco di so- stanza organica — adorano i fondi caffè sparsi sul vaso, che lo acidifica- no — inverni miti e mezzo-sole; quindi, se siete fortunati e vivete dove gli agrumi cre- scono in terra, piantate la vostra gardenia in giardi- no e trattatela come un limone, avendo cura di non disturbare le radici coltivando il suolo troppo vici- no alla pianta e mantenendole fresche con abbon- dante pacciamatura: crescerà e fiorirà felice senza darvi grattacapi. Se i vostri inverni sono gelidi co- me i miei, non disperate. Sono disponibili cul- tivar rustiche fino a -15/17˚C. La più co- mune gardenia da giardino (probabil- mente la G. jasminoides «Frost Pro- of», nella foto) ha fogliame largo, fiori doppi e grandi. Da qualche an- no si trova anche «Kleim’s Har- dy», folta con foglie piccole e fiori semplici, resiste bene in pieno so- le dove altre appassiscono anche se ben irrigate. Piantatele in un vaso di terracotta ombreggiato da altre piante, per non surriscaldare le radici ed evitate- le il riverbero da superfici arroventate. Così coltivata la gardenia diventa facile. carlocontesso@yahoo.com © RIPRODUZIONE RISERVATA Dietro il giardino «Il richiamo del bosco nel mio nido in legno e pietra» La gardenia è facile se si crede un limone Semplicità della bellezza di Carlo Contesso Abitare Questa è la mia casa L a filosofia del bosco e l’equi- librio della natura sono gli elementi che hanno caratte- rizzato la ristrutturazione della casa di Carla Soffritti, a quindici chilometri dal centro sto- rico di Parma. «Siamo all’interno del Parco dei Boschi di Carrega, un’area collinare di circa tremila ettari fra zo- ne alberate e prati», racconta la pa- drona di casa. «Un’avventura nata quasi per caso. Ai Boschi mi ci portò mio marito per farmi innamorare di lui. E ci riuscì, ma rimasi incantata subito anche dal luogo». E dai prati da cui spuntano a primavera gli elle- bori fioriti. Dai caprioli, ce ne sono circa 300 esemplari che appaiono al limitare del bosco. Dal rumore-silen- zio della natura, fatto di tanti suoni, come lo scorrere dei fiumi Taro e Ba- ganza che attraversano il parco. «Tan- to da voler vivere qui, con la mia fa- miglia, mio marito, la nostra bambi- na Sofia e Lana e Legolas, due pastori maremmani bianchissimi». Trovata la casa, la ristrutturazione è durata quattro anni. «L’idea è stata di cre- are un ambiente che non distraesse lo sguar- do dalla bellezza del pa- esaggio e al tempo stes- so usasse materiali che arrivano dalla natura: legno e pietra». La mente di tutto è Carla Soffritti, un lavoro nel turismo e nelle relazio- ne esterne. La casa ha un nome quanto mai evocativo: Il richiamo del bosco. «Essere im- mersi nel primo parco della Regione Emilia Romagna ci ha, ancora di più, orientato verso scelte ecologiche». A partire dal riscalda- mento alimentato in tre diversi mo- di: con pannelli solari termici, calda- ia a legna, caldaia a condensazione. La struttura è ricoperta all’esterno da quello che in gergo tecnico si chiama cappotto termico, avvolta cioè nel- l’isolante. Il tetto è coibentato con la- na di roccia e le enormi finestre sono a elevata efficienza energetica, per evitare qualsiasi tipo di dispersione del calore. La casa si trova sul confine di un bosco di querce, faggi e castagni e la natura determina la scelta anche del- le finiture e degli arredi. Il legno loca- le, il rovere, e la pietra, la quarzite ar- gentata, originaria dell’Alto Adige. Un senso d’armonia si respira nella continuità tra interno ed esterno co- me se le stanze non avessero pareti e la casa diventasse il proseguimento naturale del territorio. Le ampie fine- stre sono prive di persiane e tende, e diventano cornici per le immagini suggestive della natura circostante. Studiata a tavolino anche la posizio- ne dei locali, la cucina, di 80 metri quadrati, si affaccia a sud-est, rice- vendo tutta la luce che il sole è in gra- do di offrire. E la sera? «D’estate amiamo molto stare sotto il portico, dove al tramonto si gode uno splen- dido skyline della città di Parma». Quanto agli arredi, i proprietari hanno voluto dare una nuova funzio- ne e una precisa estetica a oggetti di seconda mano e agli scarti di produ- zione. Non più recycling, ma upcycling: come sfruttare al meglio il ciclo-vita di un prodotto non solo per «risparmiare» ma soprattutto per reinterpretare, migliorandoli, gli oggetti in disuso. In questa riflessio- ne, che è uno stile di vita, Carla Sof- fritti ha coinvolto Alessandro Mora, artista artigiano, che ha realizzato, fa- cendoli (ri)nascere, oggetti unici. Per il tavolo del soggiorno, lungo più di tre metri, sono state usate le assi di un ponteggio di cantiere. L’an- ta di un vecchio armadio è diventato lo specchio del bagno. Un groviglio di rami crea un insolito attaccapan- ni. Cassetti spaiati hanno preso vita diventando una libreria. Una lavagna in disuso serve oggi come cappa dei fornelli. Con le cassette del vino si è inventato un mobile per il bagno. Il letto a baldacchino è realizzato con legni secchi trovati nel bosco, una struttura «selvatica», come la de- finisce l’artista. Tra le curiosità più originali un’ampia libreria fatta di le- gno e lavagna, perché ogni giorno possa essere personalizzata da una frase letta, un pensiero passeggero, anche solo un buongiorno mattuti- no. «Vivere qui ci fa sentire in armo- nia con l’ambiente e stiamo meglio. Riuscire poi a dare una seconda vita agli oggetti di scarto significa, in fon- do, dare a noi stessi una seconda chance per goderceli. Probabilmente di più». Lauretta Coz © RIPRODUZIONE RISERVATA Negli arredi vecchie assi e radici: «Una seconda vita per gli oggetti? No, per noi» Vita selvatica A destra, la grande cucina di 80 mq, a sinistra il letto a baldacchino realizzato con legni secchi trovati nel bosco, opera di un amico artista che la definisce una struttura «selvatica» Energia Carla Soffritti nella sua casa (15 km da Parma) dove si utilizzano tre eco- sistemi energetici. Sopra, l’appendiabiti in legno riciclato Carla Soffritti Nel più grande parco dell’Emilia Romagna un’abitazione «al naturale»

×