Una visione per il mercato ortofrutticolo di modena moi-mo

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Una visione per il mercato ortofrutticolo di modena moi-mo

  1. 1. Nuove retiper i territori dell’eccellenzaIl mercato reinventale qualità agroalimentari
  2. 2. Nuove reti per i territori dell’eccellenza • Mercati Ortofrutticoli: luoghi di scambi, di incontri, di civitas • Una visione per Modena • Il MOI-MO come motore • L’agroalimentare come motore • Una identità da riscoprire • Le tre generazioni di Mercato • Un mercato ortofrutticolo–agroalimentare all’ingrosso di Terza Generazione delle eccellenze e delle qualità territoriali. • Indicazioni operative • Per esempioNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 2
  3. 3. Mercati Ortofrutticoli: luoghi di scambi, di incontri, di civitas Nati per soddisfare le esigenze alimentari all’ingrosso più aderente alle nuove necessità delle popolazioni urbane e per questo molte in termini di connessioni al sistema viario, volte collocati al centro delle città, i mercati di piattaforme logistiche, di diversificazione all’ingrosso hanno sempre assolto quantomeno merceologica e di implementazione di servizi una duplice funzione. Da una parte favorire aggiuntivi. Hanno preso forma i Mercati l’incontro tra domanda e offerta di prodotti all’ingrosso di seconda generazione, di solito alimentari e contemporaneamente dall’altra collocati in corrispondenza d’infrastrutture di tutelare la salute e il potere d’acquisto delle collegamento e caratterizzati dalla presenza di popolazioni urbane. diversi settori merceologici, dotati di una serie di servizi aggiuntivi quali l’immagazzinamento, la Questo spiega perché le municipalità sono lavorazione, il confezionamento e la logistica dei intervenute direttamente sui mercati all’ingrosso prodotti. - e in particolare sugli aspetti regolativi, organizzativi e della gestione –, attribuendo I mercati all’ingrosso sia di prima sia di seconda e riconoscendo a queste autonomie una generazione, nel quadro delle trasformazioni funzione d’interesse pubblico generale. Ed strutturali dell’economia e della società, sono è il collegamento con questa funzione civica entrati in un processo di ridefinizione del proprio che spiega, in larga misura, il perché l’Italia, a spazio di posizione e di rappresentazione. La differenza di altri paesi europei, presenta una pubblicistica ha introdotto il termine di “Mercato di moltitudine di strutture connotate dal tratto della Terza Generazione” per individuare un successivo piccola dimensione. Numericamente la Francia salto evolutivo del sistema. Se i mercati di prima conta 19 mercati ortofrutticoli all’ingrosso, la generazione sono situati all’interno della città Spagna 23, mentre in Italia nel 2005 operavano e svolgono principalmente un’unica funzione di 144 mercati. tipo commerciale; quelli di seconda, riguardo alle esigenze della piattaforma logistica, si localizzano A questa forma storicizzata di mercato lungo le reti di connessione e collegamento; all’ingrosso nella città e per la città si è poi quelli di Terza “aggiungendo servizi e, elemento affiancata - a partire dagli anni ‘80 del novecento, fondamentale, includendo i clienti”. in relazione al generale processo di crescita e sviluppo del sistema/paese – un mercatoNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 3
  4. 4. Una visione per Modena Una comunità urbana come quella di Modena, sulla città in rapporto ai bisogni dei residenti, “icona” della Food Valley, può avere (e deve alle specifiche ed originali caratterizzazioni avere) un suo modo originale ed unico, vista la socioeconomiche del territorio, alla vivibilità e qualità delle sue produzioni agro-alimentari, di all’innalzamento generale del suo tono culturale. presentare, commercializzare, promuovere i tanti piccoli produttori di eccellenze presenti all’interno dello spazio provinciale e regionale. Lo sviluppo dei Mercati all’Ingrosso passa anche e soprattutto oggi, attraverso una moderna organizzazione, lo sviluppo di professionalità qualificate, l’erogazione di servizi avanzati, la garanzia di qualità e salubrità dei prodotti. L’ente gestore assume un ruolo attivo e caratterizzato in senso manageriale, dando il giusto spazio alla partecipazione degli operatori, i quali a loro volta sono chiamati ad una evoluzione dal tradizionale status di commercianti alla dimensione più evoluta e complessa di imprenditori. L’idea sottesa è che la città per diventare centro attrattivo, per sviluppare funzioni complesse, ha bisogno innanzi tutto di contenitori e di strutture finalizzate. Modena deve necessariamente ri- progettarsi nella dimensione del recupero urbano e nel predisporre contenitori ed infrastrutture “di rango europeo” destinate ad ospitare attività, eventi, manifestazioni culturali nella e per la città. Un approccio alla costruzione d’identità urbane e di ricentraggio di funzioni strategiche per il contesto territoriale modenese all’interno della Piattaforma produttiva della via Emilia. Il tema del passaggio alla città “post fordista” chiama in causa la qualità delle iniziative pubbliche e privateNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 4
  5. 5. Il MOi – MO come motore L’identità e la conseguente generazione di valore • con i recenti processi migratori, con il economico e sociale, per il mercato Ortofrutticolo mutamento della composizione sociale e con all’ingrosso di Modena, hanno sempre più a che l’affermarsi di nuove culture di consumo. In vedere con la capacità di sviluppare funzioni questa prospettiva, Modena appare come complesse e connesse, riferite sia ai diversi “una mela spaccata”: da una parte un mezzo aspetti commerciali che a temi quali la qualità emblematicamente rappresentato dalla della vita e la rivitalizzazione dei centri urbani, il “modenesità” con il suo bagaglio storico, sostegno allo sviluppo di un’agricoltura biologica simbolico, politico–culturale, l’altro “mezzo” e biodinamica, l’energetica connessa alla costituito dalle “nuove” popolazioni che iniziano a valorizzazione degli scarti prodotti, il ridisegno “abitare” il territorio. dei retail market in funzione del recente sviluppo urbano, l’e-commerce, lo start-up di nuove imprese anche di matrice immigrata. E’ quindi una diversa identità quella che si inizia a delineare per il MOI – MO di Modena. Le coordinate per riposizionare il MOI di Modena hanno a che vedere: • con il tema delle produzioni e delle tipicità territoriali. Se da un lato vi sono produzioni tipiche conosciute a livello globale (Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, zampone….) che, nel corso del tempo, si sono strutturate come medium di comunicazione e promozione del territorio; dall’altra vi è un giacimento di produzioni e di specialità “minori (es. riso di Carpi, Anicione e il pane di Finale Emilia, il settore dolciario con la torta Barozzi, patata di Montese etc.….) con mercati di sbocco principalmente di natura sub- locale;Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 5
  6. 6. L’agroalimentare come motore La rete dei Centri Agroalimentari e dei Mercati comparto coesistono imprese molto diverse fra all’Ingrosso dell’Emilia Romagna è costituita da loro: attività miste di produzione e vendita, molto 19 strutture mercatali. Una disamina puntuale numerose e caratterizzate da dimensioni molto evidenzia l’operatività di: piccole e imprese di trasformazione alimentare • 3 Centri Agroalimentari: Bologna, Parma, che producono prodotti destinati al sistema Rimini; distributivo, alla ristorazione. Nel periodo 2001- • 8 mercati ortofrutticoli: Cesena, Ferrara, Forlì, 2006, caratterizzato da una fase di stagnazione Imola, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, Vignola dei consumi interni, l’industria alimentare della (mercato alla produzione ); provincia di Modena è stata caratterizzata da una • 6 Mercati Ittici alla produzione: Cattolica, crescita del fatturato intorno al 3% annuo, trainata Cesenatico, Goro, Ravenna, Porto Garibaldi, dai mercati esteri. Alle dinamiche positive del Rimini; fatturato e dell’occupazione ha corrisposto una • 1 Mercato Avicunicolo: Forlì; diminuzione del numero di imprese e di unità • 1 Mercato del Bestiame: Parma. locali, che si attestano nel 2006 sulle 467 unità. La selezione avvenuta nel settore ha coinvolto Nell’articolato sistema produttivo modenese, in particolare le imprese di minori dimensioni il settore dell’industria alimentare spicca per ed è legata ai processi di riorganizzazione e di importanza e dinamicità; le caratteristiche e i concentrazione in atto ormai da lungo tempo. punti di forza di questo comparto sono la sua complessità e le significative differenze interne Il comparto prevalente dell’industria alimentare che presenta. locale è rappresentato dalle carni e dai salumi che insieme concentrano oltre la metà degli occupati Il motore economico stabili totali. Il secondo comparto è rappresentato dal lattiero-caseario, con il 10% di addetti, seguito L’industria agroalimentare contribuisce per una dalle bevande, con il 9%. parte rilevante al valore aggiunto complessivo della provincia, rappresentando il secondo I risultati ottenuti dall’industria alimentare settore manifatturiero per fatturato prodotto, per modenese derivano dal forte impegno che le un valore complessivo di 3.852 milioni di euro, aziende hanno profuso trasformando le proprie mentre, nel complesso, l’occupazione attivata si attività: aggira intorno ai 12.000 addetti. All’interno delNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 6
  7. 7. • nel miglioramento qualitativo e nella sicurezza Le imprese dei prodotti, • nell’ampliamento e innovazione della gamma, Nella lavorazione delle carni e salumi vi sono • nell’investimento in tecnologie e automazione sia gruppi locali sia gruppi nazionali. La prima dei cicli produttivi azienda della provincia per volume d’affari • nell’incremento delle vendite sui mercati esteri. appartiene al Gruppo Cremonini. Un altro importante gruppo modenese delle carni e salumi, Le chiavi di successo sono legate allo stretto è Grandi Salumifici Italiani S.p.A., che deriva dalla binomio fra tradizione e innovazione, ed è nel fusione di Italia Salumi, Unibon e Senfter. Hanno campo della qualità e dell’innovazione che le sede fuori Modena il Gruppo Citterio e il Gruppo imprese dovranno continuare ad investire, con Veronesi, che detiene molti noti marchi alimentari il supporto di politiche per la valorizzazione dei (Montorsi, Aia, Ovo Mattino, Negroni, ecc.). Il prodotti tipici e di interventi qualificati per il Gruppo Granterre è il leader all’interno del settore sostegno della ricerca e dell’innovazione. lattiero-caseario al cui consorzio aderiscono produttori singoli e caseifici sociali. L’attività I prodoti tipici, protetti o garantiti industriale e quella commerciale sono invece portate avanti da Unigrana S.p.A. e Parmareggio I prodotti tipici interessano vari comparti S.p.A. Un altro gruppo di rilevanza nazionale è dell’industria alimentare modenese. Fra i salumi Granlatte-Granarolo, proprietario di noti marchi troviamo il prosciutto, la mortadella, lo zampone quali Granarolo, Yomo, Pettinicchio, Torre in e il cotechino; nel lattiero-caseario il Parmigiano Pietra, ecc. All’interno del comparto vino, vanno Reggiano e il Grana Padano; fra le bevande, i ricordatati i gruppi cooperativi locali Coltiva- Lambruschi e altri vini come il Reno Montuni, il Civ&Civ e Caviro. Nella frutta e ortaggi sono Pignoletto e il Bianco di Castelfranco, ma anche presenti sia gruppi italiani sia esteri: il Consorzio liquori come il Nocino e il Sassolino. Legato al Conserve Italia è leader a livello europeo, con nome di Modena vi è poi l’aceto balsamico e fra marchi quali Valfrutta, Yoga, Derby, Mon Jardin; il i prodotti da forno sono da ricordare piadine, polo francese del lusso Louis Vuitton ha acquisito tigelle, crescentine e borlenghi, tipici dell’area il controllo de Le Conserve della Nonna e dello collinare e della montagna. stabilimento Fini. Da segnalare, nell’aceto, la presenza del leader di mercato Ponti, che ha fortemente contribuito a promuovere l’immagine dell’aceto balsamico sul mercato extra-locale, e che da anni ha acquisito un’impresa dell’area.Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 7
  8. 8. Una identità da riscoprire Per Modena la costruzione di un’identità urbana deve passare anche per il ri-centramento di funzioni strategiche per il suo contesto territoriale, all’interno della Piattaforma produttiva della via Emilia. Tuttavia il tema del passaggio alla città post-industriale chiama in causa anche la qualità delle iniziative pubbliche e private sulla città in rapporto ai bisogni dei residenti, alle specifiche ed originali caratterizzazioni socioeconomiche del territorio, alla vivibilità e all’innalzamento generale del suo tono culturale. Il Mercato Ortofrutticolo di Modena può generare un “luogo” urbano, funzionale e professionale evoluto dove aggregare le tante e diverse tribù urbane attraverso proposte di socialità, cultura, consumo, didattica, formazione. Questo riempirebbe un vuoto nell’intero territorio provinciale, in cui non esiste ancora un punto di promozione e di visibilità, un simbolo e mediatore delle produzioni di qualità. Nel territorio inoltre, nonostante la crescita delle attività e dei numeri, l’offerta di luoghi di esperienza e di consumo appare notevolmente sottodimensionata sia in termini di referenze, che di professionalità.Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 8
  9. 9. Le tre generazioni di Mercato Mercati di Prima Generazione I mercati di prima generazione sono situati all’interno della città e svolgono principalmente un’unica funzione di tipo commerciale. Mercati di Seconda Generazione Quelli di seconda, si localizzano lungo le reti di connessione e collegamento e assumono anche valenze di piattaforma logistica. Mercati di Terza Generazione Quelli di Terza “aggiungono servizi” e, elemento fondamentale, “includendo clienti”.Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 9
  10. 10. Un mercato ortofrutticolo-agroalimentare all’ingrosso di Terza Generazione delle eccellenze e delle qualità territoriali La traccia progettuale del MOI-MO prova ad l’architettura, l’illuminotecnica, la domotica, si ipotizzare un mercato integrato tra funzioni combinino con la logistica, la catena del freddo, operative, terziarie e di accoglienza - loisir. Oggi, l’ospitalità, la ristorazione, la rappresentazione più che in passato, infatti, quote consistenti di di eventi,etc., che sono oggi i pilastri in grado di consumo si trasferiscono dall’acquisto di beni supportare un MOI di ultima generazione. materiali alla spesa per soddisfare esigenze culturali, affettive, sociali ed esperienziali. La sfida diviene allora quella di trasformare la commercializzazione e la vendita di frutta, verdura, ortaggi – ma anche di bottiglie di vino, di forme di formaggio, di cous cous e così via - in offerte di servizi di ristorazione, di esperienze di degustazione enogastronomica, etc. valide come forme di offerta in sé, in altre parole come offerte all’interno di sistemi di offerta più ampi e complessi volti a valorizzare il territorio. In una dimensione “evoluta”, le attività commerciali perdono progressivamente la loro primaria “funzione” di servizio per assumere quella certamente più complessa e sofisticata di “esperienza”. In altre parole fare in modo che anche all’interno di un lay out costruttivo del nuovo MOI possano essere rese praticabili forme di marketing delle esperienze e delle trasformazioni che derivano dalla ricca storia e presenza agro-industriale locale. Ovvero generando un sistema complesso di competenze legate ai nuovi linguaggi doveNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 10
  11. 11. Indicazioni operative Una idea di come procedere può essere articolata in una sequenza aperta e ciclica di studi e operazioni: 2. Successivamente è importante elaborare uno studio tipologico e di layout logistico e 1. Inizialmente è importante avviare uno funzionale al fine di indicare le migliori tipologie Studio di Fattibilità che abbia il compito insediative, urbanistiche e territoriali tenendo di riposizionare il mercato sia sul territorio conto della accessibilità e delle ulteriori e nuove provinciale sia su di uno spazio più ampio in grado tipologie della domanda e dell’offerta potenziale di comprendere maggiori tipicità e quindi maggiori per il Mercato Agroalimentare. potenzialità di offerta e di potenziale domanda. Per operare questo è importante prevedere: • una operazione di mappatura delle filiere e degli operatori sia del mercato 3. Intercettare e coinvolgere gli stakeholder interessati al Mercato Agroalimentare è poi dell’ortofrutta, che delle produzioni agro fondamentale per la elaborazione strategica dei alimentari tipiche. Si tratta di far emergere, riferimenti territoriali, merceologici e di mercato. attraverso un set di indicatori quali – quantitativi, un cluster di imprese “eccellenti”. L’integrazione tra queste azioni darà corpo all’elaborazione di un Piano Strategico Con la stessa metodologia si procederà a per il MOI-MO: un mercato ortofrutticolo e un’attività di: agroalimentare delle eccellenze e della qualità • mappatura delle attività altre tipiche territoriali con la finalità di predisporre presenti, vive ed attive sul territorio (cultura, un bando pubblico per il finanziamento, la svago, arte, ristorazione....) ritenute interessanti; costruzione e gestione del nuovo MOI-MO in • mappatura degli spazi disponibili, Project Finance e per la concessione e la gestione “spazialmente” e temporalmente, e delle loro della struttura mercatale, secondo piani industriali caratteristiche e diversità di localizzazione, di e di gestione con obiettivi di breve, medio e lungo attrazione, etc. periodo.Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 11
  12. 12. 4. L’elaborazione e la proposta di un sistema di governance del sistema delle relazioni MOI- MO, Municipalità e stakeholders (verso il bilancio sociale) non sarà un prodotto finito, ma sarà volutamene un programma strategico, una griglia pronta ad accogliere elementi in via di sviluppo. 6. A lungo termine dovrò poi essere predisposto un programma di monitoraggio (ciclico, aggiornabile) e relativi indicatori di valutazione dell’impatto del MOI-MO sul tessuto urbano. 5. Al fine del coinvolgimento pubblico, sarà importante la predisposizione di operazioni mirate ed adeguate di comunicazione dell’operazione a livello locale e nazionale.Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 12
  13. 13. Per esempio: Luoghi Mercato Generale, Bolzano Il Mercato Generale di Bolzano è stato costruito nel 1962 come mercato ortofrutticolo all’ingrosso ed è stato ampliato nel 1987 inserendo altri settori merceologici. Le finalità iniziali per cui è stato costruito il Mercato Generale sono tuttavia stati rivisti alla luce della situazione economica e sociale di questo periodo, in cui i Mercati Generali non sono più visti come punto di confluenza fra domanda ed offerta, ma come vetrina operativa dell’agroalimentare di qualità. Il nuovo Mercato Generale a Bolzano tiene in considerazione i nuovi principi ispiratori dei mercati di terza generazione. Si stanno realizzando strutture che possano permettere l’offerta di servizi e di piattaforme logistiche a produttori, distributori ed operatori della moderna distribuzione organizzata; la valorizzazione delle produzioni tipiche locali e del biologico; una specializzazione di gamma e la creazione di un marchio unico di Mercato “agroalimentare della zona”; un centro lavorazione delle merci (prodotti confezionati e pronti al consumo); la cura delle produzioni di nicchia; viene data priorità alla vendita di vicinato, per garantire la merce fresca ad un prezzo giusto. http://www.mercatobz.com/Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 13
  14. 14. Östermalms Saluhall, Stoccolma Il bell’edificio che ospita questo mercato ha aperto nel 1888. È stato poi sempre frequentato da chi a Stoccolma fosse alla ricerca di prodotti di qualità, dallo chef reale alle massaie più ordinarie. Ristoranti, caffè e negozi hanno presto riempito gli spazi, facendo della posizione un grande onore, e della qualità un argomento di competizione riconosciuto. Questo mercato è un luogo urbano di grande importanza, posto dello stare e dell’incontrarsi. http://www.saluhallen.com/ Boqueria, Barcellona La Boqueria non è un mercato in cui si va solo per comprare: è un piacere il gironzolare attorno e attraverso questo edificio in ferro, che da oltre un secolo ospita un mercato molto frequentato e che occupa una posizione centralissima nel sistema dei servizi della città. Posto a un lato delle Ramblas è un richiamo sia per gli abitanti della zona che per i turisti. http://www.boqueria.info/Nuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 14
  15. 15. Santa Caterina, Barcellona Questo secondo mercato barcelloneta è stato recentemente ricostruito in forme contemporanee, su progetto di Enric Miralles e Benedetta Tagliabue; ospita un mercato agroalimentare molto vario e frequentato. L’architettura costituisce un valore molto attraente già di per sé, ma insieme alla complessità urbana dell’area in cui è posta ha generato un luogo ricco e attraente alla scala del quartiere e insieme sovra locale. http://www.mercatsantacaterina.net/ Eataly, Torino Il più grande mercato eno-gastronomico del mondo, dove poter comprare, mangiare e studiare cibi e bevande di alta qualità. Il punto vendità è sia fisico che online. La filosofia è quella di rendere disponibili a molta gente prodotti che sono normalmente riservati ad una elite che può permetterseli, accorciando la catena tra il produttore e il consumatore. La presentazione dei prodotti nel negozio fisico è organizzata come quella di un mercato, in cui sono ravvicinati i punti in cui è possibile assaggiare, acquistare e consumare pasti. Servizi aggiunti sono i corsi di cucina, momenti di assaggio, corsi di conservazione del cibo. Slow Food è consigliere strategico, garantisce il controllo e lo standard dei rifornimenti: il cibo deve essere buono, ecologicamente sostenibile e socialmente giusto. www.eataly.itNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 15
  16. 16. Servizi connessi: piattaforma per l’e-commerce, didattica - formazione professionale Esperya Il punto vendita non è fisico, ma un online shop, in cui si promuovono cibi tipici. I prodotti sono presentati nelle pagine web con descrizioni, peculiarità, tradizioni e aneddoti relativi, luogo di produzione, fatti nutrizionali, modalità di conservazione e di utilizzo. Una collezione di ricette è presentata, ma non è collegata ai prodotti che coinvolge. www.esperya.com Università dei Sapori L’Università dei Sapori, promossa dalla Confcommercio della Provincia di Perugia, nasce in Umbria, dove si incontrano arte, natura, spiritualità, cultura e tradizione enogastronomica. La sede, nel cuore di di Perugia, è espressione di un progetto ambizioso divenuto ormai consolidata realtà nel panorama della formazione professionale. Caratterizzata da una dialettica costante con il mondo imprenditoriale, l’Università dei Sapori si propone oggi come palestra gastronomica nella quale acquisire le tecniche di lavoro più coerenti con le prassi professionali. Formazione, dunque, ma anche promozione della cultura dell’alimentazione, valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità, per un vasto pubblico di addetti ai lavori e appassionati. www.universitadeisapori.itNuove reti per i territori dell’eccellenza 23/03/2010 pag 16
  17. 17. Credits Lorenzo Carapellese Guido Ligabue Urbanisti Analisi e Ricerche Territoriali srlLorenzo Carapellese | Via San Pietro 14 - 41100 - Modena - tel. +39 059 234888ART | Via di Grottarossa 1238 - 00189 - Roma - tel. +39 06.33625166 | Strada per Villanova 191/5 - 41123 - Modena - tel. +39 059 840104 www.artsrl.itId-Lab | Via Cascia 6 - 20128 - Milano - tel. +39 022 590 2458 - fax +39 022 720 6750 | Via Bonelli 3 - 10122 - Torino - tel. +39 0111 950 7539 www.interactiondesign-lab.com © all right reserved

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