Normativa sulla Geotermia

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Normative della geotermia

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Normativa sulla Geotermia

  1. 1. LA GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA QUADRO NORMATIVO ENERGEO STUDIO ASSOCIATO dott. geol. Paolo Canavese
  2. 2. QUADRO GENERALE <ul><li>Il tema del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni di C0 2 è di grande attualità negli ultimi anni. Il protocollo di Kyoto prevede una riduzione delle emissioni del 6,5% rispetto al 1990 entro il 2020 (il mancato rispetto del protocollo di Kyoto comporterà per l'Italia penali di 9,3 miliardi di €). </li></ul><ul><li>La comunità scientifica internazionale è concorde sugli effetti negativi derivanti dall'emissione di gas serra e polveri sottili derivanti dalla combustione di combustibili. </li></ul><ul><li>L' Unione Europea promuove la diffusione di tecnologie che non prevedano l'utilizzo di fonti di energia fossile con particolare riferimento al settore dell'edilizia. </li></ul>
  3. 3. DIFFUSIONE DELLA GEOTERMIA STATI UNITI D'AMERICA <ul><li>Fuori dai confini europei, gli Stati Uniti d'America, pur non essendo tra i firmatari del protocollo di Kyoto, sono la nazione che fa il più largo uso di impianti di climatizzazione geotermica (primi impianti installati alla fine degli anni '40). </li></ul><ul><li>L'ASHRAE ( American Society of Heating , Refrigerating and Air Conditioning System ) costituisce uno dei riferimenti mondiali per il settore della climatizzazione ad uso civile. </li></ul><ul><li>Negli USA si contano oltre 500.000 installazioni per un totale di circa 7.000 MWt. E' ipotizzabile un fortissimo incremento nei prossimi anni. </li></ul>
  4. 4. DIFFUSIONE DELLA GEOTERMIA UNIONE EUROPEA Impianti installati (2007) Impianti per 1000 abitanti Potenza installata MWt Abitanti (2007) SVEZIA 298.067 32,7 2431 9.113.287 GERMANIA 114.578 1,4 995,7 82.314.906 FRANCIA 83.856 1,3 922.4 63.392.140 FINLANDIA 42.500 8,1 721,9 5.276.955 AUSTRIA 51.300 6,2 664,5 8.298.923 ESTONIA 3.485 2,6 49,0 1.342.409 SVIZZERA 52.388 7,0 N.D. 7.508.739 NORVEGIA 16.562 3,5 N.D. 4.681.134
  5. 5. DIFFUSIONE DELLA GEOTERMIA UNIONE EUROPEA
  6. 6. DIFFUSIONE DELLA GEOTERMIA UNIONE EUROPEA <ul><li>In Svizzera l'energia geotermica è stata classificata come rinnovabile e pertanto beneficia del programma nazionale per l'energia &quot;Energie 2000&quot; e del successivo &quot;Energie Suisse&quot; (obiettivo 100.000 pompe di calore installate entro il 2010 - già superato). Nel 2007 il 70% degli edifici è stato costruito con pompa di calore. </li></ul><ul><li>La Svezia ha abbattuto del 50% i consumi di combustibili fossili per il riscaldamento degli edifici negli ultimi 15 anni. Il 95% delle nuove abitazioni singole è climatizzata con metodi geotermici. </li></ul>
  7. 7. QUADRO NORMATIVO UNIONE EUROPEA <ul><li>Tra i principali riferimenti normativi o di indirizzo dell'UE vanno evidenziati: </li></ul><ul><li>la direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico dell'edilizia; </li></ul><ul><li>il documento strategico del 10 gennaio 2007 &quot; Una politica energetica per l'Europa &quot; propone obbiettivi specifici di aumento di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e crescita dell'efficienza energetica. Sottolinea la necessità di un nuovo quadro normativo per la promozione delle energie rinnovabili. </li></ul>
  8. 8. QUADRO NORMATIVO ALTRE NAZIONI EUROPEE <ul><li>In Europa solamente alcuni stati sono dotati di una specifica normativa relativa agli impianti geotermici a bassa entalpia: </li></ul><ul><li>la Svizzera : ha definito a scala di programmazione territoriale gli areali nei quali è possibile realizzare impianti geotermici e le limitazioni o i vincoli; </li></ul><ul><li>la Germania : le norme tedesche VDI 4640 costituiscono di fatto uno dei riferimenti standard europei per la progettazione degli impianti. </li></ul>
  9. 9. QUADRO NORMATIVO ITALIANO RENDIMENTO ENERGETICO IN EDILIZIA <ul><li>Nel 2005 è stata recepita la direttiva 2002/91/CE. </li></ul><ul><li>Il D.Lgs 19 agosto 2005, n. 192 corretto e integrato dal successivo D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311: </li></ul><ul><li>codifica della qualità energetica degli edifici mediante il parametro kWh /m 2 * anno ; </li></ul><ul><li>dal 1 luglio 2007 obbligo del Certificato Energetico per tutti gli edifici di nuova costruzione superiori a 1000 m 2 ; dal 1 luglio 2008 esteso a tutti i casi di compravendita; dal 1 luglio 2009 esteso a tutti i casi. </li></ul>
  10. 10. QUADRO NORMATIVO ITALIANO RENDIMENTO ENERGETICO IN EDILIZIA
  11. 11. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>Il R.D. 27 luglio 1927 n. 1443 - Art. 1: La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie del sottosuolo, industrialmente utilizzabili , sotto qualsiasi forma fisica, sono regolate dalla presente legge. </li></ul><ul><li>Il R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 - Art. 95: salva la facoltà attribuita al proprietario nell'art. 93, chi, nei comprensori soggetti a tutela, voglia provvedere a ricerche di acque sotterranee o a scavo di pozzi nei fondi propri o altrui, deve chiederne l'autorizzazione all'ufficio del Genio civile, corredando la domanda del piano di massima dell'estrazione e dell'utilizzazione che si propone di eseguire. [...] </li></ul>
  12. 12. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>Legge 4 Agosto 1984 n. 464 - Art. 1: Chiunque intenda eseguire nel territorio della Repubblica studi ed indagini, a mezzo di scavi, pozzi, perforazioni ed indagini , a mezzo di scavi, pozzi, perforazioni e rilievi geofisici, per ricerche idriche o per opere di ingegneria civile , al disotto di trenta metri dal piano di campagna ovvero a mezzo di gallerie suborizzontali o inclinate di lunghezza superiore ai duecento metri, deve darne comunicazione al Servizio geologico della Direzione generale delle miniere del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato entro trenta giorni dall'inizio degli studi e delle indagini, indicando su apposite mappe la localizzazione degli studi e delle indagini programmati e deve fare pervenire al Servizio geologico, entro trenta giorni dall'ultimazione degli studi e delle indagini, una dettagliata relazione, corredata dalla relativa documentazione, sui risultati geologici e geofisici acquisiti. </li></ul>
  13. 13. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>Legge 4 Agosto 1984 n. 464 </li></ul><ul><li>Per perforazioni di profondità superiore a 30 m occorre dunque comunicare all'ISPRA (ex APAT) - Dipartimento Difesa del Suolo Servizio Geologico, Scienze della Terra e Carte Tematiche Settore Idrogeologia e Geologia Applicata - Via Vitaliano Brancati, n° 48 - 00144 Roma: </li></ul><ul><li>denuncia di inizio indagine (Mod. 1). Al modulo deve essere allegato uno stralcio di cartografia (base I.G.M. scala 1:25.000) con indicata l'area d'intervento; </li></ul><ul><li>denuncia dell'eventuale sospensione (Mod. 2) e successiva eventuale ripresa (Mod. 3); </li></ul><ul><li>denuncia di fine indagine con dati tecnici (Mod. 4). A tale modulo deve essere allegata l'ubicazione della perforazione su carta di dettaglio e la descrizione lito-stratigrafica del sottosuolo utilizzando, se necessario, lo schema tipo (Mod. 4 bis). </li></ul>
  14. 14. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>Codice Civile </li></ul><ul><li>Art. 840: Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo . La proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene, e il proprietario può fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino . Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti dalle leggi sulle antichità e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da altre leggi speciali. Il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle. </li></ul><ul><li>Art. 889: Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi . Chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, deve osservare la distanza di almeno due metri tra il confine e il punto più vicino del perimetro interno delle opere predette. Per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine . Sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali. </li></ul>
  15. 15. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>La legge 23 luglio 2009 n. 99, Art. 27 comma 28 ha previsto l'emanazione di un regolamento finalizzato al riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche. </li></ul><ul><li>Art. 27 comma 28: Il Governo e' delegato ad adottare, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, [...], u no o piu' decreti legislativi al fine di determinare un nuovo assetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche che garantisca, in un contesto di sviluppo sostenibile del settore e assicurando la protezione ambientale, un regime concorrenziale per l'utilizzo delle risorse geotermiche ad alta temperatura e che semplifichi i procedimenti amministrativi per l'utilizzo delle risorse geotermiche a bassa e media temperatura . [...] </li></ul>
  16. 16. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>La legge 23 luglio 2009 n. 99, Art. 27 comma 28 ha previsto l'emanazione di un regolamento finalizzato al riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche. </li></ul><ul><li>Art. 27 comma 39: Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, emana un decreto volto a definire le prescrizioni relative alla posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, ovvero sonde geotermiche, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici, per cui e' necessaria la sola dichiarazione di inizio attivita'. </li></ul>
  17. 17. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA <ul><li>Il D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 costituisce tale regolamento ed il riferimento normativo nazionale di riferimento per lo sfruttamento geotermico del sottosuolo. </li></ul><ul><li>E' abrogata la precedente normativa costituita dalla legge 9 dicembre 1986, n. 896 </li></ul>
  18. 18. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 1: </li></ul><ul><li>La ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche effettuate nel territorio dello Stato, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, quale definita dalla legge 21 luglio 1967, n. 613, sono considerate di pubblico interesse e di pubblica utilità e sottoposte a regimi abilitativi ai sensi del presente decreto. </li></ul><ul><li>Ai sensi e per gli effetti del presente decreto legislativo, valgono le seguenti definizioni: </li></ul><ul><ul><li>sono risorse geotermiche ad alta entalpia quelle caratterizzate da una temperatura del fluido reperito superiore a 150 °C; </li></ul></ul><ul><ul><li>sono risorse geotermiche a media entalpia quelle caratterizzate da una temperatura del fluido reperito compresa tra 90 °C e 150 °C; </li></ul></ul><ul><ul><li>sono risorse geotermiche a bassa entalpia quelle caratterizzate da una temperatura del fluido reperito inferiore a 90 °C. </li></ul></ul>
  19. 19. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 1: </li></ul><ul><li>Sono d'interesse nazionale le risorse geotermiche ad alta entalpia , o quelle economicamente utilizzabili per la realizzazione di un progetto geotermico, riferito all'insieme degli impianti nell'ambito del titolo di legittimazione, tale da assicurare una potenza erogabile complessiva di almeno 20 MW termici , alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi; sono inoltre di interesse nazionale le risorse geotermiche economicamente utilizzabili rinvenute in aree marine. </li></ul><ul><li>Fatto salvo quanto disposto ai commi 3 e 5 sono di interesse locale le risorse geotermiche a media e bassa entalpia , o quelle economicamente utilizzabili per la realizzazione di un progetto geotermico, riferito all'insieme degli impianti nell'ambito del titolo di legittimazione, di potenza inferiore a 20 MW termici ottenibili dal solo fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi. </li></ul>
  20. 20. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 1: </li></ul><ul><li>Sono piccole utilizzazioni locali le risorse geotermiche come definite e disciplinate dall'articolo 10 . Le stesse non sono soggette alla disciplina mineraria di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, e all'articolo 826 del codice civile. </li></ul><ul><li>Le risorse geotermiche ai sensi e per gli effetti di quanto previsto e disciplinato dal regio decreto 29 luglio 1927 n. 1443, e dall'articolo 826 del codice civile sono risorse minerarie, dove le risorse geotermiche di interesse nazionale sono patrimonio indisponibile dello Stato mentre quelle di interesse locale sono patrimonio indisponibile regionale . </li></ul><ul><li>Le autorità competenti per le funzioni amministrative, ai fini del rilascio del permesso di ricerca e delle concessioni di coltivazione, comprese le funzioni di vigilanza sull'applicazione delle norme di polizia mineraria, riguardanti le risorse geotermiche d'interesse nazionale e locale sono le Regioni o enti da esse delegati , nel cui territorio sono rinvenute [...] </li></ul>
  21. 21. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 1: </li></ul><ul><li>[...] </li></ul><ul><li>[...] </li></ul><ul><li>L'iniezione di acque e la reiniezione di fluidi geotermici nelle stesse formazioni di provenienza, o comunque al di sotto di falde utilizzabili a scopo civile o industriale, anche in area marina, sono autorizzate dall'autorità competente. </li></ul>
  22. 22. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 10: Piccole utilizzazioni locali </li></ul><ul><li>Sono piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle per le quali sono soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni: </li></ul><ul><ul><li>consentono la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 2 MW termici , ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi; </li></ul></ul><ul><ul><li>ottenute mediante l'esecuzione di pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di fluidi geotermici o acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 2.000 kW termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla. </li></ul></ul><ul><li>Sono altresì piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle effettuate tramite l'installazione di sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza effettuare il prelievo e la reimmissione nel sottosuolo di acque calde o fluidi geotermici. </li></ul>
  23. 23. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA D.Lgs. 11 febbraio 2010 n. 22 <ul><li>Art. 10: Piccole utilizzazioni locali </li></ul><ul><li>Le autorità competenti per le funzioni amministrative, comprese le funzioni di vigilanza, riguardanti le piccole utilizzazioni locali di calore geotermico sono le Regioni o enti da esse delegate. </li></ul><ul><li>Le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 1, sono concesse dalla Regione territorialmente competente con le modalità previste dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 . </li></ul><ul><li>Le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 2 sono sottoposte al rispetto della specifica disciplina emanata dalla regione competente, con previsione di adozione di procedure semplificate. </li></ul><ul><li>Le operazioni per lo sfruttamento delle piccole utilizzazioni locali possono essere vietate o limitate, dall'autorità competente, su aree già oggetto di concessioni di coltivazione di risorse geotermiche di interesse nazionale o locale, previa valutazione delle possibili interferenze. </li></ul>
  24. 24. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVE REGIONALI E PROVINCIALI <ul><li>Alcune Regioni e Provincie hanno definito in passato normative, regolamenti o linee finalizzate alla regolamentazione della geotermia a bassa entalpia, tra queste: </li></ul><ul><li>Regione Lombardia e Province di: Milano, Bergamo, Como, Lecco, Brescia, Pavia, Mantova, Sondrio, Varese; </li></ul><ul><li>Regione Piemonte e Province di: VCO, Biella; </li></ul><ul><li>Regione Toscana; </li></ul><ul><li>Regione Trentino Alto Adige; </li></ul><ul><li>Regione Veneto e Province di Vicenza e Treviso </li></ul>
  25. 25. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 24 marzo 2006 n. 2 </li></ul><ul><li>Disciplina dell’uso delle acque superficiali e sotterranee, dell'utilizzo delle acque a uso domestico, del risparmio idrico e del riutilizzo dell’acqua in attuazione </li></ul><ul><li>L'art. 32 &quot;Licenze d'attingimento&quot; è il riferimento nel caso di impianti a ciclo aperto (open loop). </li></ul>
  26. 26. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Legge 11 dicembre 2006, n. 24 </li></ul><ul><li>&quot;Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera&quot; </li></ul><ul><li>Art. 10 (Sistemi geotermici a bassa entalpia) </li></ul><ul><li>La Regione promuove l’utilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia e l’adozione di procedure semplificate per l’installazione e la gestione di sonde geotermiche. </li></ul><ul><li>L’installazione nel sottosuolo di sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua è libera, fatto salvo quanto previsto ai commi 3 e 4. </li></ul><ul><li>L’installazione di sonde geotermiche al di sotto dei limiti di profondità di cui al comma 5, lettera c), è soggetta ad autorizzazione da parte della provincia competente per territorio . </li></ul><ul><li>Nei casi di cui ai commi 2 e 3, il proprietario, prima dell’inizio dei lavori, deve registrare l’impianto in apposita banca dati regionale. </li></ul>
  27. 27. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Legge 11 dicembre 2006, n. 24 </li></ul><ul><li>&quot;Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera&quot; </li></ul><ul><li>Art. 10 (Sistemi geotermici a bassa entalpia) </li></ul><ul><li>La Giunta regionale disciplina con regolamento: </li></ul><ul><ul><li>le modalità tecnico-operative per l’installazione e la gestione degli impianti e le caratteristiche minime dei relativi progetti; </li></ul></ul><ul><ul><li>i criteri tecnici, geologici e territoriali in base ai quali è rilasciata l’autorizzazione per l’installazione di sonde geotermiche; </li></ul></ul><ul><ul><li>l e profondità di perforazione e installazione delle sonde geotermiche, nonché i limiti al di sotto dei quali è richiesta l'autorizzazione provinciale; </li></ul></ul><ul><ul><li>i criteri per assicurare il rispetto dell’ambiente; </li></ul></ul>
  28. 28. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Legge 11 dicembre 2006, n. 24 </li></ul><ul><li>&quot;Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera&quot; </li></ul><ul><li>Art. 10 (Sistemi geotermici a bassa entalpia) </li></ul><ul><ul><li>i requisiti e le modalità per la certificazione di qualità delle imprese operanti nel settore della perforazione e installazione impiantistica delle sonde geotermiche, nonché i controlli a carico delle imprese installatrici per il mantenimento della certificazione di qualità; </li></ul></ul><ul><ul><li>le caratteristiche della banca dati degli impianti di cui al comma 4, e le relative modalità di gestione, nonché l’attività di monitoraggio, a cura della Regione, dei dati periodicamente trasmessi dalle province; </li></ul></ul><ul><ul><li>le modalità di vigilanza da parte delle province sulle installazioni realizzate; </li></ul></ul>
  29. 29. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Legge 11 dicembre 2006, n. 24 </li></ul><ul><li>&quot;Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera&quot; </li></ul><ul><li>Art. 10 (Sistemi geotermici a bassa entalpia) </li></ul><ul><ul><li>i criteri e le modalità per l’adozione di procedure semplificate ai sensi del comma 1. </li></ul></ul><ul><li>Le province provvedono al controllo del rispetto delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 </li></ul><ul><li>La Giunta regionale stabilisce i criteri per la redazione della carta geoenergetica regionale in base a modelli di analisi territoriale delle caratteristiche del sottosuolo e degli acquiferi. </li></ul><ul><li>Le province esercitano le funzioni amministrative relative al rilascio della autorizzazione per le piccole utilizzazioni locali di risorse geotermiche di cui agli articoli 1, comma 6, e 9 della legge 9 dicembre 1986, n. 896 [...] </li></ul>
  30. 30. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Legge 11 dicembre 2006, n. 24 </li></ul><ul><li>&quot;Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera&quot; </li></ul><ul><li>Art. 10 (Sistemi geotermici a bassa entalpia) </li></ul><ul><li>La Regione attua forme di coordinamento con lo Stato per valutare l’utilizzo a fini geotermici dei pozzi di ricerca di idrocarburi risultati sterili e dei pozzi di coltivazione esauriti. </li></ul>
  31. 31. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 15 febbraio 2010, n. 7 </li></ul><ul><li>&quot;Regolamento regionale per l'installazione di sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua, in attuazione dell'art. 10 della l.r. 11 dicembre 2006 n. 24 (Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente)&quot; </li></ul><ul><li>Art. 1 Finalità </li></ul><ul><li>Il presente regolamento è finalizzato alla promozione e valorizzazione dell'utilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia e all'adozione di procedure semplificate per la realizzazione e la gestione di sonde geotermiche e di sistemi di scambio energetico con il sottosuolo a circuito chiuso. </li></ul>
  32. 32. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 15 febbraio 2010, n. 7 </li></ul><ul><li>Art. 1 Finalità </li></ul><ul><li>In attuazione dell'art. 10 della legge regionale 11 dicembre 2006, n. 24 [...] l presente regolamento disciplina: </li></ul><ul><li>le modalità tecnico-operative per l'installazione e la gestione degli impianti e le caratteristiche minime dei relativi progetti; </li></ul><ul><li>i criteri tecnici, geologici e territoriali in base ai quali è rilasciata l'autorizzazione per l'installazione di sonde geotermiche; </li></ul><ul><li>le profondità di perforazione e installazione delle sonde geotermiche, nonché i limiti al di sotto dei quali è richiesta l'autorizzazione provinciale; </li></ul><ul><li>i criteri più restrittivi per assicurare il rispetto dell'ambiente; </li></ul><ul><li>i requisiti e le modalità per la certificazione di qualità delle imprese operanti nel settore della perforazione e installazione delle sonde geotermiche, nonché dei controlli a carico delle imprese installatrici per il mantenimento della certificazione di qualità; </li></ul>
  33. 33. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 15 febbraio 2010, n. 7 </li></ul><ul><li>Art. 1 Finalità </li></ul><ul><li>In attuazione dell'art. 10 della legge regionale 11 dicembre 2006, n. 24 'Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente', il presente regolamento disciplina: </li></ul><ul><li>le caratteristiche della banca dati degli impianti e le relative modalità di gestione, nonché l'attività di monitoraggio, a cura della Regione; </li></ul><ul><li>le modalità di vigilanza da parte delle province sulle installazioni; </li></ul><ul><li>i criteri e le modalità per l'adozione di procedure semplificate. </li></ul>
  34. 34. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 15 febbraio 2010, n. 7 </li></ul><ul><li>Art. 3 Ambito di applicazione </li></ul><ul><li>Il presente regolamento si applica alle installazioni nel sottosuolo di sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua sotterranea (definiti sistemi a circuito chiuso). </li></ul><ul><li>Il presente regolamento non si applica agli impianti geotermici che comportano prelievo di acque sotterranee, che restano disciplinati dalla normativa statale e regionale inerente la derivazione e l'utilizzazione delle acque pubbliche. </li></ul>
  35. 35. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE LOMBARDIA <ul><li>Regolamento Regionale 15 febbraio 2010, n. 7 </li></ul><ul><li>Art. 4: Differenziazione dei procedimenti: installazione libera fino a 150 m di prof. Necessaria autorizzazione provinciale per prof. maggiori di 150 m. </li></ul><ul><li>Art. 5: Divieti e vincoli. Divieto all'interno delle zone di tutela assoluta; rispetto delle distanze dai limiti di proprietà (4 m minimo) </li></ul><ul><li>Art. 6: Modalità di installazione e gestione degli impianti e caratteristiche minime dei relativi progetti </li></ul><ul><li>Art. 7: Registro regionale delle Sonde Geotermiche (RSG) </li></ul><ul><li>Art. 8: Comunicazione avvio lavori (per profondità inferiori a 150 m sufficiente comunicazione a RSG 30 gg prima avvio lavori) </li></ul><ul><li>Art. 9: Comunicazione fine lavori </li></ul><ul><li>Allegato 1: Disposizioni per l'installazione e gestione delle sonde geotermiche </li></ul>
  36. 36. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE PIEMONTE <ul><li>In Regione Piemonte la L.R. 22/96 &quot;Ricerca, uso e tutela delle acque sotterranee&quot; prevede specifici vincoli di tutela delle falde profonde. </li></ul><ul><li>Le Regione Piemonte ha emanato criteri e linee guida relativi ai sistemi a ciclo aperto (open loop). </li></ul><ul><li>Attualmente non esiste una normativa specifica per i sistemi a sonda geotermica (closed loop) fatta eccezione per il vincolo di utilizzare pompe di calore con COP minimo pari a 4 (Allegato 4 dello &quot;Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e condizionamento) dell'11 gennaio 2007. </li></ul>
  37. 37. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA PROVINCE VCO E BIELLA <ul><li>La Provincia di Verbano-Cusio-Ossola: contempla la tecnologia geotermica tra le fonti rinnovabili senza fornire indicazioni circa le modalità di realizzazione dell'impianto; </li></ul><ul><li>La Provincia di Biella: richiede il rispetto della L.R. 22/96 e l'uso di cautele durante la perforazione. </li></ul>
  38. 38. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE TOSCANA <ul><li>La L.R. 39 del 2005 stabilisce l'iter amministrativo e le autorizzazioni necessarie per l'installazione di sonde geotermiche. </li></ul><ul><li>Qualora lo scambio termico avvenga senza scambio di materia (senza prelievo di fluidi), l'iter amministrativo prevede la compilazione dell'&quot;Autorizzazione unica&quot; così come descritta nell'art. 11 della stessa normativa. </li></ul>
  39. 39. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE <ul><li>La Provincia Autonoma di Bolzano ha definito gli obblighi prima e durante la realizzazione dei lavori: </li></ul><ul><li>21 giorni prima inizio lavori: modulo notifica posa, corografie, ecc. </li></ul><ul><li>30 giorni a fine lavori: protocollo di perforazione, dichiarazione conformità impianti (per impianti di potenza maggiore a 35 kWt). </li></ul><ul><li>La Provincia ha emanato specifiche direttive tecniche per esecuzione in sicurezza delle perforazioni con DGP n 3564 del 26 settembre 2005 finalizzate alla tutela delle falde (sostanze pericolose e miscelazione più falde). </li></ul>
  40. 40. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE <ul><li>La Provincia Autonoma di Trento con l'Art. 30 bis del DPGP 26 gennaio 1987 n. 1-41/Legisl. (Approvazione del testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti) prevede: </li></ul><ul><li>installazione di sonde geotermiche soggetta ad autorizzazione del servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento (e parere APPA); </li></ul><ul><li>sonde autorizzabili fino a 400 m di prof. ad eccezione delle aree indicate nella Carta dei Vincoli e limitazioni per sonde geotermiche&quot;; </li></ul><ul><li>distanza minima tra sonde di 10 m; rispetto dei vincoli e fasce di rispetto (es stradali); </li></ul><ul><li>tubazioni tipo PN10 minimo e uso di additivi antigelo selezionati; </li></ul><ul><li>predisposizione di una relazione geologico tecnica di progetto; </li></ul><ul><li>consegna di una relazione di fine lavori e regolare esecuzione. </li></ul>
  41. 41. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA REGIONE VENETO <ul><li>La Regione Veneto non pone vincoli particolari, chiede il rispetto della legge 464 del 1984. </li></ul><ul><li>La Provincia di Vicenza, nell'ambito del PTCP 2007 pone il divieto di realizzare sonde geotermiche e pozzi ad uso geotermico che possano interferire con l'utilizzo idropotabile delle acque sotterranee. </li></ul>
  42. 42. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA ITALIANA <ul><li>PRESCRIZIONI OPERATIVE </li></ul><ul><li>Terreni di risulta della perforazione </li></ul><ul><li>Va evidenziato che i materiali di risulta della perforazione devono essere correttamente allontanati dal cantiere con le modalità previste dal D.Lgs 152/06: </li></ul><ul><li>come rifiuto, con attribuzione di idoneo codice CER (solitamente 170504), previa caratterizzazione analitica, e avvio a smaltimento/recupero presso idoneo impianto; </li></ul><ul><li>come terre e rocce da scavo a seguito della predisposizione di un progetto di riutilizzo ai sensi degli art. 185 e 186 del D.Lgs 152/06. </li></ul>
  43. 43. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA ITALIANA <ul><li>PRESCRIZIONI OPERATIVE </li></ul><ul><li>Autorizzazione comunale: </li></ul><ul><li>Per poter effettuare l'intervento occorre specifica approvazione comunale del progetto presentato ai sensi del D.P.R. 380/2001 e smi: </li></ul><ul><li>In caso di progetto già autorizzato, presentazione di Variante con D.I.A. o Permesso di Costruire per le modifiche. </li></ul><ul><li>In caso di nuovo progetto presentazione di D.I.A. specifica per approvazione comunale. </li></ul>
  44. 44. QUADRO NORMATIVO ITALIANO GEOTERMIA NORMATIVA ITALIANA <ul><li>PRESCRIZIONI OPERATIVE </li></ul><ul><li>Cantierizzazione: </li></ul><ul><li>L'esecuzione dei lavori in sito ricade nel Titolo IV (Cantieri temporanei e mobili) del D.Lgs. 81/2008, pertanto il committente dovrà nominare un coordinatore della sicurezza in progettazione ed esecuzione per la stesura del PSC (piano di sicurezza e coordinamento) </li></ul><ul><li>Mentre la/le imprese esecutrici dovranno presentare il POS (Piano operativo della Sicurezza) dell'intervento. </li></ul>

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