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Booklet SMILE & GO

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The Booklet of SMILE & GO project describes the learning pathway realized by youngsters between 18 and 30 years old, including a specific work based on personal storytelling and self-evaluation of competences through the Comp-pass e-Portfolio. 28 of the youngsters attending the project SMILE & GO participated to an international volunteering experience in different European countries. The Booklet is in mainly in Italian language.

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Booklet SMILE & GO

  1. 1. PROGETTO SMILE & GO VolontariatointernazionaleERASMUS+ PercorsoformativoComp-pass www.progettosmile.eu www.cemeadelmezzogiorno.it CEMEA DEL MEZZOGIORNO C O O R D I N A T O D A
  2. 2. M O B I L I T À I N T E R N A Z I O N A L E V O L O N T A R I A T O A P P R E N D I M E N T O E M P O W E R M E N T 2 0 1 8 - 2 0 2 0 P R O G E T T O S M I L E & G O - 2 0 1 8 - 1 - I T 0 3 - K A 1 2 5 - 0 1 3 4 1 7
  3. 3. " L a s c i a m o u n s e g n o n e l t e m p o n o n p e r a v e r e c r e a t o d e l l e o p e r e , m a p e r a v e r e a g i t o , v i s s u t o e p o r t a t o a l t r i a d a g i r e e v i v e r e . " J . W . V o n G o e t h e
  4. 4. I PARTNER INTERNAZIONALI S M I L E & G O P A G I N A 5 . COORDINATORE E PARTNER DI INVIO CEMEA del Mezzogiorno (IT) PARTNER DI ACCOGLIENZA IKS, Petrinja (HR) PISTES-SOLIDAIRES, Pau (FR) ASSOCIAÇÃO MAIS CIDADANIA, Lisbona (PT) ASSOCIAÇÃO JUVENIL DE PENICHE, Peniche (PT) COMMUNITY ACTION DACORUM, Hemel Hempstead (UK) ACTOR, Bucarest (RO) PINA, Koper (SI) CAZALLA INTERCULTURA, Lorca (ES) ASOCIACIÓN MUNDUS, Zaragoza (ES) ITALIA CROAZIA FRANCIA PORTOGALLO REGNO UNITO ROMANIA SLOVENIA SPAGNA 1 27 VOLONTARI PRESSO 9 ORGANIZZAZIONI IN 7 PAESI EUROPEI 2 88 5 2 2
  5. 5. IL PROGETTO SMILE & GO - 2018-1-IT03-KA125-013417 DESCRIZIONE GENERALE SMILE & GO è un progetto di Servizio Volontario Europeo (SVE) coordinato dal CEMEA del Mezzogirono onlus che ha permesso a 27 giovani di fare una esperienza di apprendimento all'estero (2 o 6 mesi) in organizzazioni no profit che operano nel campo educativo e socio-culturale. TARGET GROUP Il progetto ha coinvolto giovani tra i 18 ed i 30 anni, residenti in Italia, in particolare giovani che non lavoravano, non studiavano e non erano inseriti in percorsi di formazione professionale (NEET). CONTESTO Il progetto ha capitalizzato l’expertise decennale maturata da CEMEA del Mezzogiorno e dalle altre organizzazioni partner nei campi del volontariato internazionale, dello sviluppo di strumenti per l’apprendimento specifici a sostegno della persona e dei servizi educativi per i giovani, attivando un percorso di empowerment, inclusione e riattivazione professionale e/o sociale dei giovani NEET. OBIETTIVI valorizzare il giovane nella sua complessità favorire l'empowerment e l'occupabilità dei giovani promuovere la partecipazione attiva alla vita delle comunità di accoglienza promuovere la cittadinanza europea ed il dialogo promuovere lo scambio interculturale e la solidarietà RETE LOCALE Una rete di stakeholders quali Centri di Aggregazione Giovanile, Centri di Formazione, Scuole, Informagiovani, hanno cooperato nella promozione del progetto. P A G I N A 6 .
  6. 6. LABORATORI COMP-PASS SMILE & GO - 2018-1-IT03-KA125-013417 AZIONE COMPLEMENTARE INNOVATIVA SMILE & GO ha sviluppato, oltre alla mobilità all'estero, un'azione complementare innovativa attraverso laboratori a livello locale per ri-scoprirsi, raccontarsi e ri-attivarsi, destinati a  giovani del progetto che non lavoravano, non studiavano e non erano inseriti in percorsi di formazione professionale (NEET). SCOPO I laboratori Comp-Pass, parte del percorso locale di apprendimento prima della partenza all'estero, hanno avuto l'obiettivo di supportare i giovani NEET, attraverso un approccio metodologico ludiforme, nel riappropriarsi dei loro piani di vita e progettarsi secondo scelte libere e consapevoli. I laboratori hanno incluso anche un incontro dedicato, al rientro dalla mobilità all'estero, che ha arricchito il processo di valutazione e follow-up. ORGANIZZAZIONE 6 incontri della durata di 3 ore ciascuno, prima della mobilità, che hanno complessivamente coinvolto 29 giovani 20 dei quali hanno poi partecipato alle mobilità del progetto SMILE & GO ed altri 4 sono stati selezionati per altri progetti di volontariato attraverso il programma Corpo Europeo di Solidarietà. 1 incontro della durata di 2 ore al rientro dopo la mobilità, che ha supportato il processo di riconoscimento dei propri traguardi raggiunti e degli obiettivi futuri. Il percorso locale ha visto lo sviluppo di 6 sessioni formative, ognuna composta da: P A G I N A 7 .
  7. 7. I N U M E R I D E L P R O G E T T O A t t i v i t à d i v o l o n t a r i a t oA t t i v i t à d i v o l o n t a r i a t oA t t i v i t à d i v o l o n t a r i a t o i n E u r o p ai n E u r o p ai n E u r o p a 2 82 82 8 V o l o n t a r i i n t e r n a z i o n a l iV o l o n t a r i i n t e r n a z i o n a l iV o l o n t a r i i n t e r n a z i o n a l i 2 7 P a e s i e u r o p e i c o i n v o l t iP a e s i e u r o p e i c o i n v o l t iP a e s i e u r o p e i c o i n v o l t i 888 P a r t n e r i n t e r n a z i o n a l iP a r t n e r i n t e r n a z i o n a l iP a r t n e r i n t e r n a z i o n a l i 1 01 01 0 P a r t e c i p a n t i a i l a b o r a t o r iP a r t e c i p a n t i a i l a b o r a t o r iP a r t e c i p a n t i a i l a b o r a t o r i C o m p - p a s sC o m p - p a s sC o m p - p a s s 2 92 92 9 L a b o r a t o r i C o m p - p a s sL a b o r a t o r i C o m p - p a s sL a b o r a t o r i C o m p - p a s s 666 I n c o n t r i f o r m a t i v iI n c o n t r i f o r m a t i v iI n c o n t r i f o r m a t i v i 3 03 03 0 O r e d i f o r m a z i o n eO r e d i f o r m a z i o n eO r e d i f o r m a z i o n e 1 4 51 4 51 4 5
  8. 8. LABORATORI COMP-PASS SMILE & GO - 2018-1-IT03-KA125-013417 METODOLOGIA Il percorso laboratoriale si basa su un approccio metodologico incentrato sul gioco, volto a valorizzare le competenze che il giovane ha maturato, a sostenerne la riattivazione, rafforzarne la consapevolezza di sè e lo spirito di intraprendenza. Il percorso guida i giovani alla scoperta di sé e degli altri, delle proprie competenze e possibili progetti personali. I laboratori seguono 3 aspetti metodologici: "THE ELEMENT" Il lavoro dell'educatore Sir Ken Robinson evidenzia come, ai fini del raggiungimento di un benessere personale, sia essenziale il fatto che ciascuno, nel corso della vita, riesca a trovare il proprio "elemento", esprimendo così appieno talento e creatività. In questa ottica, il percorso propone ai giovani attività brevi, svolte in piccolo gruppo, che li guideranno alla scoperta di sé, degli altri, dei propri interessi e dei loro progetti personali. "IL VIAGGIO DELL'EROE" Un modello, individuato e definito per primo in antropologia da Joseph Campbell, è molto adatto a descrivere e aiuta ad interpretare il cambiamento, la crisi, i riti di passaggio, la maturità, e tutti gli incontri importanti che avvengono durante la vita. Il modello è utilizzato come strumento per facilitare i giovani a narrare la propria storia, stabilendo una connessione tra le diverse fasi del ciclo narrativo e le loro esperienze personali. I giovani potranno così scoprirsi e raccontarsi attraverso lo storytelling personale e digitale: i giovani diventano protagonisti della propria video-storia. P A G I N A 9 . E-PORTFOLIO Uno strumento digitale originale per imparare a riconoscere le proprie competenze, valorizzarle, comunicarle e ad associarvi documenti, video, foto.
  9. 9. PIEMONTE LOMBARDIA LIGURIA VENETO EMILIA-ROMAGNA TOSCANA MARCHE ABRUZZO LAZIO CAMPANIA PUGLIA SICILIA SARDEGNA 6 1 110 DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA 3 1 2 2 3 S M I L E & G O P A G I N A 1 0 . 36 PARTECIPANTI PROVENIENTI DA 13 REGIONI ITALIANE 31 VOLONTARI PARTITI CON SMILE & GO (27) E ALTRI PROGETTI ESC (4) 2 1 3 1 6 1
  10. 10. T E S T I M O N I A N Z E D E I V O L O N T A R I R a c c o n t i e f o t o d e l l e e s p e r i e n z e d i a p p r e n d i m e n t o e m o b i l i t à L e p a g i n e s e g u e n t i s o n o u n a r a c c o l t a d i t e s t i m o n i a n z e s c r i t t e e d i i m m a g i n i c h e i v o l o n t a r i d e l p r o g e t t o h a n n o c o n d i v i s o .
  11. 11. Un'esperien za che mi ha cambiato la vita La vita è difficile. Ci sono sempre alti e bassi. Ma la cosa più importante di tutte, quando si cade, è sapersi rialzare. E rialzarmi è proprio quello che mi ha aiutato a fare la mia esperienza di volontariato SVE. Non sapevo ancora cosa farmene della mia vita, a 23 anni, scoraggiato dalle innumerevoli risposte negative che avevo ricevuto cercando lavoro. Ero entrato in un circolo di abbattimento e negatività. Ma verso la fine del 2018, dopo tutte le porte che mi hanno chiuso in faccia, se n’è aperta una, quella del Servizio Volontario Europeo. Finalmente qualcuno si era deciso a darmi un’opportunità, a darmi un po' di fiducia. E così ho iniziato a partecipare ad una serie di laboratori che si svolgevano a Roma, la mia città natale. E’ stato durante questi laboratori, organizzati dall'associazione CEMEA del Mezzogiorno, che ho capito che potevo farcela, che avrei dovuto avere più fiducia in me stesso.  Così ho deciso di intraprendere questo meraviglioso percorso. Ho fatto una prima esperienza di volontariato in Croazia, un progetto della durata di 2 mesi. All’inizio non nego che ero spaventato, mi sentivo solo e avevo qualche dubbio. Ma ho capito presto che tutto poteva soltanto migliorare. Ed è esattamente quello che è successo! Ho migliorato la lingua inglese sotto ogni suo aspetto, sono diventato più aperto alle possibilità che ci sono all’estero, adesso ho voglia di viaggiare e vedere tutto ciò che il mondo ha a offrirmi. Infatti, l’esperienza SVE mi è piaciuta talmente tanto che ho deciso di ripartire per un progetto di 6 mesi nel Regno Unito. P A G I N A 1 2 .S M I L E & G O
  12. 12. Un'esperien za che mi ha cambiato la vita Questa esperienza mi ha cambiato la vita, mi ha fatto credere di più in me stesso, mi ha reso molto più indipendente e sicuro di me. Non potrò mai dimenticare cosa mi ha offerto questa straordinaria possibilità. E’ un’avventura che tutt’ora continua, che tutt’ora mi sta dando la possibilità di migliorare e di scoprire cose nuove. E’ bello capire quali sono le differenze culturali tra i diversi paesi coinvolti nello stesso progetto, così come è bella la possibilità di conoscere persone nuove da ogni parte del mondo. E questi sono solo alcuni dei vantaggi che si hanno partecipando ad un progetto Erasmus+. Questa esperienza mi ha cambiato la vita, mi ha fatto credere di più in me stesso, mi ha reso molto più indipendente e sicuro di me. Non potrò mai dimenticare cosa mi ha offerto questa straordinaria possibilità. Non avendo problemi con la lingua, mi risulterà più semplice anche un trasferimento, che ho intenzione di fare dopo la fine del mio progetto: voglio continuare a lavorare in Inghilterra, a migliorare il mio inglese e a costruirmi una famiglia qui. Tutto questo non sarebbe stato possibile… soprattutto senza i laboratori formativi Comp-pass a cui ho partecipato prima di iniziare il mio percorso di volontariato internazionale. Davvero utilissimo, spero il Cemea lo stia ancora facendo per altre persone. Ruben S., volontario in Croazia e nel Regno Unito P A G I N A 1 3 .S M I L E & G O
  13. 13. RISCOPRIRSI BAMBINI, DIVENTARE ADULTI Sarà per quella terra alla fine del continente Europa, sarà per quella parola, “saudade”, impossibile da tradurre semplicemente con “nostalgia”, sarà per il fado, e per tutte queste cose, e tante altre, ma a distanza di tempo non posso che confermare quanto ho sempre avvertito pensando il Portogallo come identità. E soprattutto, non posso che farlo dopo il mio SVE a Lisbona, in un meraviglioso incrocio tra ciò che penso di un Paese, e di un popolo, e ciò che quel Paese e quel popolo mi hanno lasciato personalmente. Il mio SVE presso il centro giovanile +Skillz nel quartiere centrale di Bairro Alto è stata un’esperienza “totale” – e totalizzante tanta è la quantità, e la qualità, di “materiale” umano, sociale, linguistico e creativo mobilitata e smossa nell’arco di quei quattro mesi. Un’esperienza che non poteva avere “anticipazioni” concrete, precise, nel momento della sua “incubazione”, prima della partenza, nemmeno durante i più che utili e stimolanti Laboratori COMPASS presso la mia sending organization CEMEA del Mezzogiorno: imprevedibile il punto di incontro tra sensazione personale, esperienza soggettiva e l’attività effettiva di volontariato. Non saprei dire “dove” o “quando” è iniziato il mio SVE, poiché l’esperienza ha investito, nel mio caso, gran parte del mio percorso di vita e della mia crescita personale. Nel momento, molto delicato e particolare della mia giovinezza, della scelta compiuta nell’intraprendere questa avventura, lo ammetto, non sapevo bene nemmeno io il “cosa” stessi cercando. S M I L E & G O P A G I N A 1 4 .
  14. 14. L’esperienza dello SVE mi ha permesso di arricchirmi nella maniera più bella: arricchendo, o perlomeno provando ad arricchire, l’Altro. +Skillz raccoglie la sfida di creare uno spazio che dia ai giovani quelle possibilità che una società sempre più votata alla cancellazione di spazi sociali sostituiti con luoghi di profitto toglie loro, cercando di coniugare al meglio apprendimento, inclusività, scambio e soprattutto, tanto sano divertimento, il tutto in sinergia completa con l’associazione Mais Cidadania, la mia organizzazione di accoglienza, che si occupa di “raccogliere” i frutti di questa inclusività anche ad un altro livello, quello della cittadinanza attiva e della promozione dei suoi valori sul territorio. Mi aspettavo, con una tendenza un po’ pessimista che a volte mi contraddistingue e mi blocca, ma su cui ha influito in positivo anche la stessa esperienza dello SVE, che i primi giorni sarebbero stati "traumatici”. Ma avrei scoperto prestissimo che questa barriera era del tutto immaginaria, o meglio: che l’ambiente in cui andavo ad inserirmi – ed in cui venivo accolto come membro di una comunità su svariati livelli – aveva come suo punto forte proprio il fare di ogni tipo di presunta barriera, fosse essa etnica, linguistica, culturale, un motivo ed uno spazio di incontro e di apprendimento. La sfida è stata sopratutto personale: imparare a relazionarmi con un target così delicato e al contempo “magmatico” come quello delle S M I L E & G O P A G I N A 1 5 . RISCOPRIRSI BAMBINI, DIVENTARE ADULTI
  15. 15. ragazze e dei ragazzi di +Skillz, la cui età và dagli 11 ai 20 anni, ha comportato una grande messa in discussione di molte delle modalità comunicative e relazionali cui, fino a quel momento, ero sempre stato abituato. Non soltanto, la messa in discussione, con conseguente stimolo, è stata anche, e forse soprattutto, di me come Persona. Uno scambio continuo, incessante. Riscoprirmi bambino, in una dimensione di gioco continua, mi ha aiutato a capirmi come adulto. Le attività di disegno, pittura, ballo, musica, i giochi inventati sul momento, le attività di cineforum e i dibattiti seguenti, tutto è stato complice di una “formazione” continua, un modellare e modellarsi continuo. Lo strettissimo legame che ho intessuto con alcune delle persone che ho incontrato lungo questo percorso mi ha portato a condividere viaggi e avventure. Ed i miei coinquilini (parola riduttiva) sono stati compagni di un viaggio on the road tra città gotiche, boschi, spiagge infinite e una rete di conoscenze che ha ampliato i miei orizzonti culturali di moltissimo. Aver vissuto un’esperienza così formativa, così intensa e così multilivello, come quella dello SVE, mi ha cambiato profondamente come persona, mostrandomi, lontano, ciò che era vicino, dentro di me, meglio di qualunque altra esperienza. Edoardo Q. volontario in Portogallo S M I L E & G O P A G I N A 1 6 . RISCOPRIRSI BAMBINI, DIVENTARE ADULTI
  16. 16. Sentirsi parte del mondo Mi chiamo Loredana, ho 29 anni e sono una volontaria EVS in Slovenia.Quando mi chiedono come mai ho scelto di fare questo progetto in Slovenia la mia risposta inizia sempre con “beh, io volevo andare in Portogallo”. Partiamo dall’inizio. A 28 anni, con una laurea, un master, un’esperienza all’estero e nessuna prospettiva per il futuro, mi sono detta che era l’ora di andare nuovamente all’estero e provare a vedere cosa sarebbe successo. NON AVEVO MAI SENTITO PARLARE DELL’EVS, L’HO SCOPERTO CERCANDO SU INTERNET. Ho trovato un progetto che poteva interessarmi sul sito di CEMEA del Mezzogiorno e dopo un primo contatto sono stati loro che mi hanno indirizzato in Slovenia. Conoscendomi, infatti, hanno visto che sarei stata più portata per un progetto riguardante il mondo del multimedia. Anche se non era il Paese che avevo in mente, accettai, e devo dire che non poteva andarmi meglio. I laboratori formativi Comp-pass organizzati dal CEMEA del Mezzogiorno prima della partenza sono stati interessanti per confrontarsi con altre persone. I laboratori sono stati anche importanti per prepararsi ad uscire dalla confort zone. Nel mio caso specifico quei giorni di laboratori sono stati anche un modo per vivere Roma che è la città dove voglio trasferirmi. S M I L E & G O P A G I N A 1 7 .
  17. 17. Sentirsi parte del mondo Sono partita piena di dubbi e senza particolari aspettative. Il mio unico obiettivo era quello di migliorare l’inglese. Arrivata a Koper tutte le mie perplessità sono sparite. Prima di tutto le mie coinquiline, anche loro volontarie, mi hanno messo subito a mio agio e mi hanno coinvolto in varie attività sia durante l’orario lavorativo ma anche durante il tempo libero. Il mio progetto riguarda l’area multimediale all’interno di un centro giovanile di Koper. SONO PARTITA PIENA DI DUBBI. ARRIVATA A KOPER TUTTE LE MIE PERPLESSITÀ SONO SPARITE. In pratica devo documentare con foto e video tutti gli eventi organizzati dal centro. Non avevo mai usato una reflex prima d’ora e all’inizio non è stato facile. Alla fine di un workshop ho capito che la fotografia potrebbe diventare un vero hobby per me, tanto che sto iniziando a mettere da parte i soldi per potermi comprare una macchina fotografica semi professionale. Il nostro responsabile ci lascia liberi di proporre nuove idee e ci supporta cercando di metterle in pratica, anche se non sempre è possibile. Le cose che più mi stanno piacendo di questo progetto sono il fatto di essere indipendente. Abbiamo tempo libero, per viaggiare ma anche interagire con gli altri e scoprire nuove culture. S M I L E & G O P A G I N A 1 8 .
  18. 18. Sentirsi parte del mondo I miei coinquilini arrivano da Portogallo, Francia, Spagna, Germania e Lituania e sto imparando un po’ da ognuno di loro, sto persino iniziando ad apprezzare alcuni cibi che qualche mese fa proprio non riuscivo a mangiare. Sono molto contenta di essere qua, ho solo il rimpianto di non averlo fatto prima. Sono la più vecchia del mio gruppo e una tra le più grandi tra i volontari che sono qua in Slovenia in questo momento, e questo all’inizio era uno dei motivi per cui non volevo partire. SONO MOLTO CONTENTA DI ESSERE QUA, HO SOLO IL RIMPIANTO DI NON AVERLO FATTO PRIMA.Se avete più o meno la mia età non vi fate problemi e partite, è l’ultima occasione ed è davvero fantastica. Se invece siete più giovani e avete paura di dover vivere da soli partite comunque, imparerete presto a cucinarvi o fare la lavatrice, e rispetto a me avrete ancora più tempo per sperimentare, per viaggiare e per capire se rimanere nel paese che vi ospita. Consiglio a chiunque abbia un minimo di curiosità per le altre culture di fare questa esperienza. E’ il modo migliore per migliorare l’inglese, in alcuni casi imparare una nuova lingua, viaggiare e sentirsi parte del mondo. Loredana L. volontaria in Slovenia S M I L E & G O P A G I N A 1 9 .
  19. 19. APRIRSI AGLI ALTRI Sono Damiano, ho 26 anni e vivo a Collinas, un ridente paesino della Sardegna. Il mio progetto di volontariato in Spagna si è svolto in due fasi. Nella prima ho aiutato gli anziani della Residenza Santa Teresa, accompagnandoli al bar per prendere un caffè, al market per fare acquisti e anche dal medico per le visite. Nella seconda fase sono stato impegnato nella realizzazione di un progetto personale durante il quale ho realizzato delle locandine per alcuni eventi organizzati dall’associazione Mundus. La mia esperienza è stata senza dubbio bella e istruttiva. Ho avuto la fortuna di incontrare persone provenienti da tutta Europa, di apprendere una nuova lingua e di entrare in contatto con culture diverse dalla mia. IL CORAGGIO DI PROVARE Ho potuto imparare qualcosa di nuovo e stimolante ogni giorno, aprendomi al contatto con gli altri volontari e conoscendo le loro storie e tradizioni. A livello personale, vivere all’estero è stata un’esperienza importante. Ho individuato meglio i miei punti di forza e di debolezza e ho compreso meglio quali sono i miei limiti e come posso superarli giorno dopo giorno. Lo SVE è un’opportunità di crescita unica, un’esperienza che consiglierei a tutti di fare. Damiano T. volontario in Spagna S M I L E & G O P A G I N A 2 0 .
  20. 20. E AGORA ... VÁ! Mi chiamo Sara, ho 24 anni e sono italiana. Da sempre amo viaggiare, scoprire, esplorare, conoscere.   Terminati gli studi universitari ho scoperto l’esistenza dei progetti SVE: un’opportunità per poter svolgere un’esperienza all’estero davvero unica! Dopo gli incontri formativi con il CEMEA è arrivata la decisione di partire per uno SVE di due mesi a Peniche, in Portogallo. Ero entusiasta ma allo stesso tempo c’era la paura iniziale di non trovarsi bene, affrontare situazioni mai vissute prima, il fatto di non conoscere il portoghese… DA SUBITO, LAVORARE CON AJP È STATO COME SENTIRSI A CASA. Questo progetto mi ha permesso però di superare questi limiti iniziali entrando da subito in contatto con una nuova cultura, diverse usi e tradizioni e una lingua che prima non conoscevo. Da subito, lavorare con AJP è stato come sentirsi a casa: il team di educatori è stato davvero disponibile in ogni momento e per qualunque necessità mia e degli altri volontari. Ho imparato che parlare una lingua diversa non è assolutamente un ostacolo a comunicare: soprattutto all’inizio il linguaggio non verbale, i gesti, l’uso di immagini sono stati fondamentali per poter interagire con i bambini! Le emozioni non hanno lingua, e alla fine la spontaneità proprio dei più piccoli ci ha permesso di interagire da subito. S M I L E & G O P A G I N A 2 1 .
  21. 21. E AGORA ... VÁ! La collaborazione con AJP è stata molto stimolante: nel centro giovanile (e poi centro estivo) nella pianificazione delle attività per bambini e ragazzi c’era sempre spazio a nuove idee e proposte da parte di noi volontari. Ad esempio, ho potuto mettermi in gioco conducendo una lezione di cucina, una lezione di Yoga, un laboratorio con la plastilina, facendo face-painting e non solo... Che dire, largo alla creatività! Un altro aspetto molto affascinante è stato aver conosciuto e vissuto con ragazzi provenienti da altri paesi. CHE DIRE, LARGO ALLA CREATIVITÀ! Ho convissuto con volontari provenienti da Italia, Slovacchia, Francia, Lussemburgo e conosciuto e condiviso esperienze bellissime con ragazzi/e provenienti da Spagna, Portogallo, Germania, Bulgaria, Bulgaria e Brasile. Abbiamo condiviso il nostro tempo, conoscendoci e scoprendo le nostre relative culture. E’ incredibile come i nostri percorsi fossero molto diversi tra loro, ma come da ognuno di essi ci fosse sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Con loro ho stretto legami di amicizia che superano la distanza geografica. Questo viaggio mi ha riempito il cuore di mille emozioni, mi ha permesso di conoscermi più a fondo e aperto la mente a nuove possibilità: mi ha dato molta ispirazione per il mio futuro.   Obrigada por esta experiência maravilhosa! Sara A. volontaria in Portogallo S M I L E & G O P A G I N A 2 2 .
  22. 22. Il confronto con la diversità Questa esperienza è stata fondamentale per la mia crescita personale. Sono orgogliosa di avere riconosciuto e vissuto le parti difficili di questo percorso: la distanza, la solitudine, le diverse abitudini, un contesto diverso, la diversità in generale. I came to the end of this European volunteering experience and I can't help think about the beginning of this journey. This experience has been fundamental for my personal growth. It made me understand that even if we tell ourselves not to expect anything, in the end, we expect something. What we expect I believe depends on how we want to see the famous glass: if we want to see it "half full" or, on the contrary, "half empty". In my case, however, I always felt on the side of the simple glass, that is, waiting for something to happen in me or outside me, and this happened. I didn't know exactly what to expect from this experience but I was absolutely certain that it would be, in any case, an important experience for my life. I knew it would do me good, but I also knew it would hurt me, in fact it was a strong shock, a decidedly powerful echo. I can tell myself to be proud of having recognized and experienced the difficult parts of this journey: the distance, the loneliness, the failures, the unfulfilled expectations, the few external stimuli, the circumstances of the cases, the coexistence with others, the different habits, a different city, the difference in general. P A G I N A 2 3 .S M I L E & G O
  23. 23. Il confronto con la diversità I had the chance to meet new people, to live together with others, to learn how to make a fire, to improve my English, to create my own workshop, to participate in other projects, to know another language, and to discover little Petrinja. But beyond that, there is a thought: when everything seems so tiring and unsurpassed, something unexpected happens: a friendly face, a small success, a meeting, an unexpected activity, an uncalculated journey, a sunny Sunday, a regenerating walk, a dinner with friends, a shared moment; and everything that was different until now becomes so familiar, so close. It makes you feel good and makes you forget the rest. As the famous Totò, an Italian comic actor said: "Happiness are moments of forgetfulness". Living in Petrinja was a cause for peace but also for boredom; cause for joy and pain, satisfaction and frustration, and more. Being part of a European project has been a reason for growth and confrontation, commitment and nothingness, cooperation and disorganization, planned events and unforeseen cases, and more. Being part of a group of volunteers has been a reason for pleasure and discouragement, fun and hardship, confrontation and distance, sharing and isolation, and more. At the end of it all, however, when you look back, you will think of those moments of "forgetfulness" and what they gave you. All this would not have happened if I had not decided to face the different and accept the new. Veronica N. volontaria in Croazia P A G I N A 2 4 .S M I L E & G O
  24. 24. E ADESSO? Ci sono persone che in diversi momenti della propria vita decidono di fare esperienze di volontariato. E' capitato anche a me per diversi anni in Torino e provincia, ma quando stare a casa tua, nella tua città, comincia a starti stretto allora guardi oltre. A 28 anni compiuti con una Laurea in mano, diverse esperienze lavorative, un Master concluso in un'altra città, mi sono trovata alla fine di un percorso. E come dopo ogni volta che si conclude un capitolo della nostra vita, per quanto breve o lungo sia stato, ho provato un enorme senso di vuoto e la solita domanda a tormentarmi: “E adesso?”. Le uniche certezze che avevo erano la sensazione di necessità di restare in movimento, di voler approfittare di questi ultimi anni da ventenne per fare esperienze internazionali significative e, perché no?, magari illuminanti, e la volontà di riprendere in mano la padronanza delle lingue straniere, purtroppo accantonate negli anni ma sempre più indispensabili se si hanno ambizioni lavorative. Sono venuta in contatto con il Cemea quasi per caso, chiedendo informazioni per un progetto che si stava concludendo e che non capivo se sarebbe stato rinnovato ulteriormente. E' così che mi è stato proposto di fare una formazione in presenza a Roma e poi di partecipare ad un progetto, di breve durata, senza inficiare la possibilità di svolgere un'esperienza più lunga in futuro. S M I L E & G O P A G I N A 2 5 .
  25. 25. Un mese dopo ho preparato le valigie, ho preso un aereo e sono partita. Direzione: Saragozza, Spagna. Conoscenza della lingua: limitata Voglia di mettersi in gioco: infinita. Mi sono lanciata, ho colto ogni occasione come una possibilità di apprendere non solo la lingua ma anche qualcosa di me, delle persone attorno, della società che mi circonda. Il mio progetto prevedeva che io prestassi servizio in una residenza per persone vulnerabili e anziane presente in città. Si trattava fondamentalmente di condividere del tempo con persone che non ricevono molte visite, che vogliono magari passeggiare per il quartiere e andare al bar a pendere un caffè o solo giocare a qualche gioco di società o chiacchierare. Si dice che i nonni non sono mai abbastanza, io ne ho avuti più di cinquanta e mi hanno fatta sentire importante per loro, nonostante non sempre fosse facile per me spiegarmi col vocabolario limitato che possedevo. Quando dopo qualche giorno il mio tutor mi ha proposto di spostare parte del mio monte ore per lavorare ad un progetto personale ho accettato, mi ha aiutato a trovare una scuola che facesse sostegno allo studio nel pomeriggio per i bambini della scuola primaria e il lunedì dopo ero lì che conoscevo la Direttrice. Ma non solo! Mi ha proposto di aiutare l'associazione in un evento di formazione per adolescenti, un weekend in cui ho supportato l'équipe nei vari gruppi di formazione e ho messo un primo paletto su ciò che mi piacerebbe fare S M I L E & G O P A G I N A 2 6 . E ADESSO?
  26. 26. quando deciderò di mettere quelle famose radici da qualche parte. E per finire, mi sono fatta coinvolgere anche dai miei coinquilini (anche loro volontari EVS all'interno di due Case della Gioventù della città): eccomi lì a preparare ricette dolci e salate durante laboratori di cucina italiana con i ragazzi del quartiere. Due mesi di progetto mi sembravano pochi e così sono stati nonostante si siano trasformati velocemente in 4! Il lockdown legato al Covid-19 ha in un primo momento bloccato la mia possibilità di rientro. Quando poi la possibilità di rimpatriare con voli speciali si è presentata, la mia voglia di vivere anche quell'esperienza lì con i miei fantastici coinquilini e di tenere in salvo la mia famiglia da possibili contagi a causa del mio viaggio di rientro mi hanno tenuta in Spagna. L'ambasciata stessa sconsigliava il rientro in Italia se non per motivi di estrema necessità e urgenza. Nel male della situazione io ho cercato di vederci il bene, ho lavorato sulle mie aspettative e i miei progetti futuri, ho messo in standby la frenesia e ho coltivato sogni. Ho avuto la possibilità di lavorare su me stessa potendo contare su persone, a partire dai tutor e i responsabili nei diversi posti in cui ho prestato servizio ma anche dei coinquilini e amici di tutta Europa che ho conosciuto, che mi hanno fatto sentire supportata in ogni momento, che con pazienza mi hanno spiegato le cose quando il mio spagnolo non era un granché e con cui ho condiviso esperienze e momenti S M I L E & G O P A G I N A 2 7 . E ADESSO?
  27. 27. indimenticabili. Ho migliorato una lingua che non avevo mai ufficialmente studiato, ho scritto, ho letto, ho riflettuto sul mondo che mi circonda, ho discusso e mi sono confrontata; ho ballato fino a mattina, ho fatto festa e riso tantissimo, sono andata a concerti di gruppi a me totalmente sconosciuti, ho instaurato rapporti e amicizie che porto avanti, ho fatto gare Masterchef dove a vincere alla fine eravamo tutti, che tanto si mangiava sempre tutto! Insomma, se potete partite per un'esperienza di questo tipo. Seppur magari di breve durata, sarà illuminante! Qualunque sia la motivazione che vi spinge a prendere in considerazione di fare un periodo di mobilità internazionale, seguite il vostro istinto. Certo, magari ci saranno momenti di sconforto o insicurezza, ma fate attenzione alle paure e non lasciatevi intimorire... rubano i sogni!   Ah... ricordate quando vi dicevo che ero arrivata al Cemea pensando di partecipare ad un altro progetto? Beh, ora che sono tornata e che piano piano gli Stati europei stanno recuperando una sorta di normalità, forse per me è arrivato il momento di ripartire! Silvia P. volontaria in Spagna S M I L E & G O P A G I N A 2 8 . E ADESSO?
  28. 28. Un progetto adatto a me Non ho mai avuto esperienze all'estero e mi risultava molto difficile intraprendere un progetto di volontariato che rispecchiasse i miei obiettivi e che riuscisse a "rompere" quel muro di inibizione che mi ero creata per paura di vivere fuori dal mio paese. Mi chiamo Sara, ho 24 anni e sono laureata in Sviluppo e Cooperazione Internazionale. Purtroppo, nonostante la mia qualifica, non ho mai avuto esperienze all'estero per questo mi risultava molto difficile intraprendere un progetto di volontariato che rispecchiasse i miei obiettivi e che riuscisse a "rompere" quel muro di inibizione che mi ero creata per paura di vivere fuori dal mio paese. Sono stata fortunata quando una mia amica mi ha fatto conoscere le opportunità di Servizio Volontario Europeo e di European Solidarity Corps, più specificatamente quando mi sono messa in contatto con il CEMEA del Mezzogiorno, che mi hanno aiutato a prendere parte ad una esperienza di volontariato internazionale e mi hanno supportato moralmente ogni giorno. Il mio interesse era particolarmente rivolto alle questioni ambientali e necessitavo di un'esperienza, nonché formazione, nella sensibilizzazione sulle tematiche ambientali. Non di meno a questo ho sempre svolto e avuto attenzione all'educazione infantile, per me, carattere importante e peculiare per un buon sviluppo sostenibile nel mondo. P A G I N A 2 9 .S M I L E & G O
  29. 29. Un progetto adatto a me Ho avuto l'opportunità di lavorare con AJP e con Tà a mexer per 6 mesi, accompagnandoli in attività in campo ricreativo, educativo, artistico, sportivo e culturale. Ed inoltre ho realizzato attività ideate da me in campo di educazione ambientale. Ho avuto l'opportunità di lavorare con AJP e con Tà a mexer per sei mesi, accompagnandoli nell'aiuto delle attività abitudinarie in campo ricreativo, educativo, artistico, sportivo e culturale, ma ancora più soddisfacente è stata la possibilità di svolgere attività completamente organizzate da me in campo di educazione ambientale. E' stata un'esperienza fantastica! Non avrei mai immaginato di poter unire due passioni quali l'educazione e l'attenzione ambientale; prima del viaggio, sei mesi mi sembravano un'eternità, adesso penso che siano troppo pochi per un'esperienza all'estero. La mia formazione in questo progetto di volontariato non è stata solo a livello professionale, ma per di più umano. Ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare con un team eccezionale che non mi ha mai fatto sentire "fuori posto". Mi ha sempre fatto partecipare attivamente considerandomi come parte integrante del team e questo penso sia la cosa più bella. Penso che il volontariato non bisogna vederla come un'attività caritatevole ma bensì come un punto di incontro tra il volontario e l'associazione ospitante. P A G I N A 3 0 .S M I L E & G O
  30. 30. Un progetto adatto a me E' importante una collaborazione e lo scambio di idee per svilupparsi al meglio, è importante l'empatia e la sensibilità umana per farti vivere al meglio quest'esperienza. Questo punto d'incontro dev'essere l'opportunità per il volontario di arricchire le proprie conoscenze linguistiche, professionali e migliorare la propria vita, non di meno offrire all'associazione o luogo ospitante non solo un'aiuto manuale ma bensì conoscenze e proprie esperienze formative che possano dare un valore aggiunto anche dopo la fine del progetto. E' importante una collaborazione e lo scambio di idee per svilupparsi al meglio, è importante l'empatia e la sensibilità umana per farti vivere al meglio quest'esperienza. Ed io ho avuto tutto questo. Ringrazio la mia bellissima squadra e per ultimo ma non per importanza il Cemea che mi ha sempre assistito. Sara D.S. volontaria in Portogallo P A G I N A 3 1 .S M I L E & G O
  31. 31. FUORI DALLA TANA Il virus è arrivato anche qua da ormai più di un mese scatenando una serie di eventi poco piacevoli all’interno dell’organizzazione. La quarantena vera e propria è iniziata 2 settimane fa, di conseguenza non si può uscire di casa se non per beni di prima necessità e questo ci ha fatto prendere coscienza di quanto sia importante la situazione e di quanto non sia da sottovalutare. Più che turbarmi il virus in questo momento mi turba quello che ci gira intorno; per esempio non possiamo più andare nelle scuole o negli ospedali dove prima svolgevamo puntualmente le nostre attività di volontariato. Un altro discorso è riguardo ai volontari che sono tornati nei loro Paesi o di chi lo farà, attualmente sono più di 10 le persone che hanno lasciato il progetto. In Italia la situazione è la peggiore e l’ambasciata stessa non ha consigliato il ritorno, le persone a me care da casa hanno capito e mi sostengono nella scelta. Se di fronte a questo abbiamo ‘’le mani legate’’ per quanto riguarda il servizio, invece, ci stiamo adoperando per svolgere le lezioni tramite video chat con i bambini. Inoltre occupiamo il nostro tempo dando sfogo alla creatività: qualcuno si diletta nel canto, altri cucinano ricette mai sentite prima e altri imparano a suonare uno strumento. Così cerchiamo di ingannare il tempo, stando sempre in contatto e cercando di farci forza l’un l’altro. Questo è forse uno degli aspetti che più preferisco di questo gruppo: il riuscire ad essere veramente legati in ogni situazione, cosa che dubitavo spesso quando S M I L E & G O P A G I N A 3 2 .
  32. 32. pensavo di prendere la decisione di partire. Convincere me stesso a prendere questa decisione non è stato per niente facile ma i mille dubbi e domande che mi attanagliavano dopo un mese speso qua già erano spariti; il voler cambiare totalmente stile di vita, uscire dalla mia zona di confort, mettermi alla prova e convincermi che ce la potevo fare mi hanno spinto a farlo. Ho preso le valigie, salutato i miei amici, la famiglia il mio paesino e sono partito per una delle più grandi capitali Europee. Devo essere sincero: le attività che sarei andato a realizzare non mi convincevano del tutto, ero abbastanza diffidente e molte volte ho pensato ‘’non fa per me’’; inutile dire che ho cambiato totalmente idea una volta sperimentato il tutto. Ho capito che c’era ben altro di quello che pensavo: organizzare una lezione personale, avere la possibilità di portare una tua idea, o la tua terra con la propria cultura e parlarne ad una classe distante centinaia di chilometri da quella realtà è qualcosa che ti gratifica davvero. Per non parlare del volontariato negli ospedali, vedere un bambino sorridere in un momento della sua vita buio e sapere che è grazie a te ti riempie di gioia e ti fa sentire fiero. Questo viaggio inoltre per me rappresenta la mia prima possibilità di vivere da solo ed essere indipendente, e penso che affrontarlo con un gruppo del genere, composto da altri giovani come me alle loro S M I L E & G O P A G I N A 3 3 . FUORI DALLA TANA
  33. 33. prime armi sia meglio. Non sono un tipo da città, preferisco la tranquillità del paese ma devo ammettere che sono rimasto colpito dall’ efficacia dei trasporti pubblici e dalla comodità di poter raggiungere qualunque meta io voglia in veramente poco tempo, cosa per niente scontata in Sardegna. La località più bella che ho visto in vita mia si trova a tre ore da Bucarest, si chiama Sinaia: un paesino in montagna (in questo periodo innevato) con viste mozzafiato e castelli antichi. La Romania è piena di questi posti e lo sport preferito dei volontari è andare in autostop a visitarli tutti. Ad ospitarli sono altri volontari che a loro volta verranno ospitati in giro per la Romania. Così si crea un collegamento per tutto il Paese e che spesso si estende per tutto il mondo. Questo collegamento solidale tra le varie persone secondo me sta alla base del volontariato e di questo tipo di esperienze. Cosa mi aspetto ora? Sicuramente di mettere in campo le abilità che ho imparato che spaziano dalle attività pratiche come svolgere una lezione per bambini, parlare un po’ di inglese a quelle sociali come amministrare il proprio denaro e autogestirsi. L’esperienza mi lascerà un ricordo indimenticabile. Se non avessi seguito me stesso a quest’ora non sarei qua a raccontare di una esperienza che mi ha cambiato visione della vita. Dennis B. volontario in Romania S M I L E & G O P A G I N A 3 4 . FUORI DALLA TANA
  34. 34. SENTIRSI CITTADINI EUROPEI Alla fine della scuola superiore ero piuttosto incerta sulla decisione da prendere riguardante il mio futuro, non sapendo con precisione se proseguire gli studi oppure trovare un’altra strada che facesse al caso mio. Decisi allora di prendermi un anno sabbatico concedendomi il tempo di provare qualcosa di nuovo e chiarirmi le idee. Decisi così di intraprendere un progetto di volontariato con lo scopo principale di fare nuove esperienze e consolidare le mie conoscenze linguistiche in una o più lingue. Scelsi un progetto di sei mesi a Zaragoza (Spagna) e mi recai a Roma per una formazione dove, attraverso attività di gruppo di vario genere, acquisii già una buona infarinatura generale su quello che sarebbe poi stato il mio servizio di volontariato. Volsi il mio progetto di volontariato in ambito sociale e con tre differenti fasce di èta: APRIRE I PROPRI ORIZZONTI MENTALI bambini piccoli, giovani e persone con disabilità intellettuale. Questo programma mi ha dato la possibilità di esplorare il mondo del lavoro sociale offrendomi l’occasione di comprendere le dinamiche che lo definiscono e di tastare un terreno per me del tutto sconosciuto. Per me questo percorso è stato profondamente costruttivo, ho avuto la possibilità di arricchirmi interiormente, di crescere come persona e di comprendere le molteplici differenze che caratterizzano il mondo in cui viviamo. Alice T. volontaria in Spagna S M I L E & G O P A G I N A 3 5 .
  35. 35. Cambiamento di paradigma Il mio percorso SVE è cominciato nel 2019. Ho scelto di venire a Petrinja, in Croazia, perchè mi piaceva l’idea dietro al progetto.  Al momento non stavo lavorando e stavo cercando un modo di utilizzare il mio tempo in maniera utile. Ho trascorso una settimana di corso di formazione a Roma, dove ho ricevuto sostegno nella creazione del mio portfolio e analizzato l’esperienza che stavo per iniziare, attraverso alcuni laboratori di educazione non formale. Questi ultimi si sono rivelati utili soprattutto per i futuri workshop, che avrei creato in futuro. COSTRUIRE LABORATORI CHE SIANO FRUTTO DELLA MIA CREATIVITÀ Abituarsi a questa mentalità basata sulla creatività e improvvisazione è stata una delle cose che, inizialmente, mi ha sicuramente dato qualche difficoltà. Prima dello SVE ho lavorato presso un ufficio e dunque mi aspettavo di avere intorno un ambiente simile, strutturato e formale, anche all’interno dell’associazione IKS, presso la quale mi trovo a fare volontariato. Ho scoperto non essere questa la realtà delle cose. L’organizzazione dell’ufficio ci permette di avere sempre dei punti di riferimento e alcune attività fisse settimanali, ma, oltre a quelle, ognuno di noi gestisce il proprio lavoro in maniera individuale ed indipendente. In questo modo posso ricevere direttive su come impostare il mio lavoro dal mio supervisore e poi costruire su di esse un workshop che sia frutto della mia creatività ed immaginazione. S M I L E & G O P A G I N A 3 6 .
  36. 36. Cambiamento di paradigma Questo mi ha permesso di scegliere personalmente gli argomenti a cui dedicarmi e poi di adattarli al pubblico interessato a mia discrezione. Il mio progetto SVE è dedicato all’insegnamento non formale di nozioni di educazione civica. Insieme al mio supervisore abbiamo quindi ricercato e selezionato alcuni argomenti di cui parlare nelle scuole di Petrinja e dintorni. Dopodiché abbiamo usato un po’ di inventiva per trasformare alcuni di quelli all’apparenza più tediosi, come budget familiare e struttura dell’Unione IL VOLONTARIATO IN GENERALE È UN'OCCASIONE DI VIVERE DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA Europea, in giochi e competizioni, con le quali gli studenti imparano nuove cose quasi senza accorgersene. Lo SVE in generale è un’occasione per me di rivedere il mio modo di vivere da un altro punto di vista. Penso che sia importante, per tutti, cambiare prospettiva di tanto in tanto, in generale, ed imparare a non prendere il nostro punto di vista come verità assoluta. Le attività alle quali sto partecipando qui a Petrinja non sono affatto come le avevo immaginate prima di partire dall’Italia. Passare del tempo con gli anziani alla casa di riposo, credevo sarebbe stata un’occasione per sentire storie di tempi andati, ed a volte è così, ma in realtà è il momento della settimana in cui siamo anche fisicamente più attivi, con il torneo di bowling. Il gioco del bingo con i malati di mente non solo è pieno di bisbigli e tentativi di barare durante il gioco, ma è anche dei loro sorrisi quando vincono qualcosa, soprattutto dolciumi e altri S M I L E & G O P A G I N A 3 7 .
  37. 37. Cambiamento di paradigma premi. Imparare a cucinare insieme a persone non vedenti che seguivano le nostre indicazioni per preparare il pranzo è stato un altro esercizio di fiducia reciproca fra noi e loro. Un’altra piacevole scoperta è stata imparare anche che molti studenti (anche bambini!) sono bravissimi in inglese, tanto che spesso possiamo chiedere ad alcuni di loro di aiutarci a tradurre dall’inglese al croato, anzichè ai volontari locali. La mia vita al di fuori dell’associazione è sicuramente diversa da quella a cui ero abituata nel mio paese. VENIRE A PETRINJA COME VOLONTARIA STA INFLUENZANDO LA MIA VITA IN DIVERSI MODI. Vivere a Petrinja presenta alcune differenze interessanti alle quali bisogna abituarsi. Devo dire che però sto facendo tesoro di tutto ciò che imparo vivendo qui. Una delle cose che sicuramente è più diversa dalla mia routine di prima è quella di fare il fuoco in una fornace nel seminterrato della casa e tenerlo acceso tutto il giorno per alimentare il riscaldamento in tutte le stanze. Qui pochi luoghi hanno il riscaldamento centralizzato e ogni casa (ed anche il nostro ufficio!) ha fornaci o stufe per riscaldare gli ambienti. Anche se ora mi sono abituata a dividere questo compito tra me ed i miei coinquilini, inizialmente è stato certamente un bel cambiamento. La mia decisione di venire a Petrinja come volontaria è qualcosa che sta influenzando la mia vita in diversi modi. Mi cambierà di certo come persona, come infatti sta già cambiando il mio punto di vista riguardo a diverse cose. Alice B. volontaria in Croazia S M I L E & G O P A G I N A 3 8 .
  38. 38. AVERE FIDUCIA IN ME La mia esperienza di volontariato si è svolta in Portogallo. Ho realizzato il mio progetto presso un centro aggregativo con bambini dai 6 ai 12 anni. Ho scelto di intraprendere uno SVE per cambiare un pò aria e affrontare un esperienza all’estero fuori dalla mia zona di comfort. Inizialmente ho seguito il corso Comp-pass a Roma in cui ci hanno fatto fare varie attività sulla conoscenza di noi stessi e degli altri per prepararci per l’avventura fuori casa. Io personalmente già vivo fuori sede a Roma ma ancora non mi ero cimentata a vivere all’estero con persone che non parlano la mia lingua e con modi di vivere magari diversi dai miei, così, mi sono buttata. Quando sono partita avevo sia l’ansia che moltissima emozione di cominciare questa nuova avventura e provare le mie capacità soprattutto a me stessa oltre che agli altri. Arrivata all’associazione mi sono tranquillizzata ulteriormente perché ho trovato un ambiente accogliente e disponibile. Svolgevamo attività ludiche e laboratori creativi, ogni proposta era ben accetta e ascoltata, mettevano a disposizione tutti i materiali ed aiutavano con la lingua, sia spiegando ai bambini le attività sia insegnandomi le parole. S M I L E & G O P A G I N A 3 9 .
  39. 39. Il portoghese non è difficile da imparare, basta un buon ascolto quando le persone parlano e provare senza aver paura di sbagliare, io inizialmente avevo scaricato anche una App per imparare le basi. Ho sfruttato i momenti liberi per girare e conoscere la cittadina e il Portogallo in generale sia da sola che con amici venuti a trovarmi e grazie al periodo in cui sono stata ho avuto la fortuna di partecipare ad un evento molto importante della zona, il Carnevale di Torres Vedras. In conclusione è stata una bella esperienza e costruttiva, ho imparato tanto e la consiglio a tutti. Eleonora B. volontaria in Portogallo S M I L E & G O P A G I N A 4 0 . AVERE FIDUCIA IN ME
  40. 40. Una bella storia Ho esitato a lungo. Non sapevo a cosa stavo andando incontro, l'ignoto mi paralizzava. Alla fine, però, la voglia di viaggiare, di imparare e di fare qualcosa di straordinario ha prevalso. Ho esitato a lungo. Non sapevo a cosa stavo andando incontro, l'ignoto mi paralizzava. Alla fine, però, la voglia di viaggiare, di imparare e di fare qualcosa di straordinario ha prevalso. Così mi sono ritrovato nel progetto Smile & Go, considerando che l'ignoto, in fondo, potesse anche nascondere qualcosa di positivo. Così è stato. Il corso propedeutico al viaggio tenuto da C.E.M.E.A è stato di grande aiuto, mi ha rassicurato, incoraggiato e caricato. Non vedevo l'ora di partire. Il mio servizio di volontariato è durato due mesi e si è tenuto in Spagna, in una città nella regione di Murcia chiamata Lorca. Una città culturalmente vivace e con molti scorci pittoreschi. L'organizzazione di accoglienza è stata Cazalla Intercultural: un meraviglioso insieme di menti aperte e brillanti che lavorano in una sede altrettanto fantastica. Il compito principale di noi volontari era quello di organizzare e condurre una scuola estiva gratuita per bambini e ragazzi. Abbiamo pianificato a lungo ogni attività, giorno per giorno: laboratori di pittura, di scrittura, di teatro; abbiamo inventato nuovi giochi e nuovi sport. È stato estremamente interessante vedere le idee che si erano solo immaginate al momento della pianificazione prendere poi forma e talvolta modificarsi a contatto con la realtà. P A G I N A 4 1 .S M I L E & G O
  41. 41. Una bella storia Lorca, una città culturalmente vivace e con molti scorci pittoreschi. Il compito principale, una scuola estiva per bambini e ragazzi. L'organizzazione di accoglienza, Cazalla Intercultural, un meraviglioso insieme di menti aperte e brillanti che lavorano in una sede altrettanto fantastica. La sfida quotidiana era rispondere velocemente ai molti imprevisti, spesso improvvisando e dando fondo alla nostra creatività. Non è stato raro che un'attività che era stata discussa e studiata scrupolosamente, il giorno della sua applicazione sia poi stata totalmente stravolta dalle circostanze, dal contatto impetuoso con i bambini e i ragazzi. Eppure questo ha portato piacevoli sorprese e una sorprendente nonché insospettabile riuscita della giornata. Ogni giorno, infatti, era un po' un mistero: ogni mattina mi svegliavo chiedendomi cosa sarebbe successo quel giorno, come sarebbe andato, e sinceramente erano davvero ottimi risvegli. Uno dei primi compiti di cui mi sono incaricato, prima ancora di saper comunicare efficacemente in spagnolo, è stato quello di pubblicizzare la scuola estiva  lasciando dei volantini presso tutte le scuole dell'infanzia di Lorca. Era un compito solitario, solo io, una bicicletta e Google Maps. Ho trovato sorprendente come tutte le persone delle strutture scolastiche a cui mi rivolgevo si dimostravano disponibili e volenterosi nell'aiutarmi, amabili e comprensive delle mie difficoltà linguistiche. I lorquini sono persone squisite, e ne ho avuto ulteriore conferma quando, nel giro di un mese, ho finalmente conseguito una discreta padronanza dello spagnolo che mi P A G I N A 4 2 .S M I L E & G O
  42. 42. Una bella storia Guardando indietro, alle difficoltà e timori iniziali, al lavoro svolto, alle nuove esperienze fatte, e alle persone che ho conosciuto, a tutte le competenze acquisite e al percorso di rafforzamento personale mi sembra di aver vissuto una sorta di avventura. ha permesso di comunicare efficacemente con la gente delluogo, nonché con gli altri volontari locali ed europei, che prediligevano anch'essi lo spagnolo all'inglese. Conoscere questi ragazzi, informarsi dei loro paesi d'origine, delle loro culture, è stata la parte più ricca dell'esperienza. Lavorare con e per i bambini e ragazzi, scrivere per loro delle storie di fantasia e copioni teatrali bizzarri, inventare giochi dinamici e originalissimi, è stata la parte più stimolante ed emozionante del viaggio. Guardando indietro, alle difficoltà e timori iniziali, al lavoro svolto, alle nuove esperienze che ho fatto e alle persone che ho conosciuto, ai momenti felici trascorsi con loro, a tutte le competenze acquisite e al percorso di rafforzamento personale che ho attraversato, mi sembra di aver vissuto una sorta di avventura. Una bella storia. Probabilmente uno dei capitoli migliori della mia vita. Alberto P. volontario in Spagna P A G I N A 4 3 .S M I L E & G O
  43. 43. C E M E A p r o m u o v e l ' e d u c a z i o n e a t t i v a e l ' a p p r e n d i m e n t o a t t r a v e r s o l a m o b i l i t à i n t e r n a z i o n a l e .
  44. 44. M O B I L I T À I N T E R N A Z I O N A L E I L   P R E S E N T E   P R O G E T T O È F I N A N Z I A T O C O N I L S O S T E G N O D E L L A   C O M M I S S I O N E   E U R O P E A .   L ' A U T O R E   È   I L   S O L O   R E S P O N S A B I L E   D I Q U E S T A P U B B L I C A Z I O N E E L A C O M M I S S I O N E D E C L I N A O G N I R E S P O N S A B I L I T À S U L L ' U S O C H E P O T R À E S S E R E F A T T O D A L L E I N F O R M A Z I O N I I N E S S A C O N T E N U T E . 2 0 1 8 - 2 0 2 0 P R O G E T T O V O L O N T A R I A T O A P P R E N D I M E N T O E M P O W E R M E N T
  45. 45. VolontariatointernazionaleERASMUS+ PercorsoformativoComp-pass www.progettosmile.eu www.cemeadelmezzogiorno.it;www.cemea.eu

The Booklet of SMILE & GO project describes the learning pathway realized by youngsters between 18 and 30 years old, including a specific work based on personal storytelling and self-evaluation of competences through the Comp-pass e-Portfolio. 28 of the youngsters attending the project SMILE & GO participated to an international volunteering experience in different European countries. The Booklet is in mainly in Italian language.

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