Riforma del Lavoro Legge 92 articolo 1

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Riforma del Lavoro Legge 92 articolo 1

  1. 1. Testo in vigore dal: 18-7-2012 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulgala seguente legge: Art. 1Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilita in uscita e tutele del lavoratore 1. La presente legge dispone misure e interventi intesi arealizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado dicontribuire alla creazione di occupazione, in quantita e qualita,alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente deltasso di disoccupazione, in particolare: a) favorendo linstaurazione di rapporti di lavoro piu stabili eribadendo il rilievo prioritario del lavoro subordinato a tempoindeterminato, cosiddetto «contratto dominante», quale forma comunedi rapporto di lavoro; b) valorizzando lapprendistato come modalita prevalente diingresso dei giovani nel mondo del lavoro; c) ridistribuendo in modo piu equo le tutele dellimpiego, da unlato contrastando luso improprio e strumentale degli elementi diflessibilita progressivamente introdotti nellordinamento conriguardo alle tipologie contrattuali; dallaltro adeguandocontestualmente alle esigenze del mutato contesto di riferimento ladisciplina del licenziamento, con previsione altresi di unprocedimento giudiziario specifico per accelerare la definizionedelle relative controversie; d) rendendo piu efficiente, coerente ed equo lassetto degliammortizzatori sociali e delle politiche attive in una prospettiva diuniversalizzazione e di rafforzamento delloccupabilita dellepersone; e) contrastando usi elusivi di obblighi contributivi e fiscalidegli istituti contrattuali esistenti; f) promuovendo una maggiore inclusione delle donne nella vitaeconomica; g) favorendo nuove opportunita di impiego ovvero di tutela delreddito per i lavoratori ultracinquantenni in caso di perdita delposto di lavoro; h) promuovendo modalita partecipative di relazioni industrialiin conformita agli indirizzi assunti in sede europea, al fine dimigliorare il processo competitivo delle imprese. 2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi edelle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effettisullefficienza del mercato del lavoro, sulloccupabilita deicittadini, sulle modalita di entrata e di uscita nellimpiego, eistituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
  2. 2. in collaborazione con le altre istituzioni competenti, un sistemapermanente di monitoraggio e valutazione basato su dati fornitidallIstituto nazionale di statistica (ISTAT) e da altri soggetti delSistema statistico nazionale (Sistan). Al sistema concorrono altresile parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazionimaggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoroe dei lavoratori. 3. Il sistema di cui al comma 2 assicura, con cadenza almenoannuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure,sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, nonchesul grado di effettivo conseguimento delle finalita di cui al comma1. Il sistema assicura altresi elementi conoscitivi sullandamentodelloccupazione femminile, rilevando, in particolare, lacorrispondenza dei livelli retributivi al principio di parita ditrattamento. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cuiai commi da 2 a 6 sono desunti elementi per limplementazione ovveroper eventuali correzioni delle misure e degli interventi introdottidalla presente legge, anche alla luce dellevoluzione del quadromacroeconomico, degli andamenti produttivi, delle dinamiche delmercato del lavoro e, piu in generale, di quelle sociali. 4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazioneindipendenti della riforma, lIstituto nazionale della previdenzasociale (INPS) e lISTAT organizzano delle banche dati informatizzateanonime, rendendole disponibili, a scopo di ricerca scientifica, agruppi di ricerca collegati a universita, enti di ricerca o enti chehanno anche finalita di ricerca italiani ed esteri. I risultatidelle ricerche condotte mediante lutilizzo delle banche dati sonoresi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politichesociali. 5. Le banche dati di cui al comma 4 contengono i dati individualianonimi, relativi ad eta, genere, area di residenza, periodi difruizione degli ammortizzatori sociali con relativa durata ed importicorrisposti, periodi lavorativi e retribuzione spettante, stato didisoccupazione, politiche attive e di attivazione ricevute edeventuali altre informazioni utili ai fini dellanalisi di impatto edel monitoraggio. 6. Lattuazione delle disposizioni dei commi da 1 a 5 non devecomportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ede effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentalipreviste a legislazione vigente. 7. Le disposizioni della presente legge, per quanto da esse nonespressamente previsto, costituiscono principi e criteri per laregolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubblicheamministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incoerenza con quanto disposto dallarticolo 2, comma 2, del medesimodecreto legislativo. Restano ferme le previsioni di cui allarticolo3 del medesimo decreto legislativo. 8. Al fine dellapplicazione del comma 7 il Ministro per lapubblica amministrazione e la semplificazione, sentite leorganizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendentidelle amministrazioni pubbliche, individua e definisce, anchemediante iniziative normative, gli ambiti, le modalita e i tempi diarmonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delleamministrazioni pubbliche. 9. Al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, sono apportatele seguenti modificazioni: a) allarticolo 1, il comma 01 e sostituito dal seguente: «01. Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminatocostituisce la forma comune di rapporto di lavoro»; b) allarticolo 1, dopo il comma 1 e inserito il seguente: «1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non e richiesto
  3. 3. nellipotesi del primo rapporto a tempo determinato, di durata nonsuperiore a dodici mesi, concluso fra un datore di lavoro outilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo dimansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nelcaso di prima missione di un lavoratore nellambito di un contrattodi somministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Icontratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali deilavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale possono prevedere, in via direttaa livello interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ailivelli decentrati, che in luogo dellipotesi di cui al precedenteperiodo il requisito di cui al comma 1 non sia richiesto nei casi incui lassunzione a tempo determinato o la missione nellambito delcontratto di somministrazione a tempo determinato avvenga nellambitodi un processo organizzativo determinato dalle ragioni di cuiallarticolo 5, comma 3, nel limite complessivo del 6 per cento deltotale dei lavoratori occupati nellambito dellunita produttiva»; c) allarticolo 1, comma 2, le parole: «le ragioni di cui alcomma 1» sono sostituite dalle seguenti: «le ragioni di cui al comma1, fatto salvo quanto previsto dal comma 1-bis relativamente alla nonoperativita del requisito della sussistenza di ragioni di caratteretecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo»; d) allarticolo 4, dopo il comma 2 e aggiunto il seguente: «2-bis. Il contratto a tempo determinato di cui allarticolo 1,comma 1-bis, non puo essere oggetto di proroga»; e) allarticolo 5, comma 2, le parole: «oltre il ventesimogiorno» sono sostituite dalle seguenti: «oltre il trentesimo giorno»e le parole: «oltre il trentesimo giorno» sono sostituite dalleseguenti: «oltre il cinquantesimo giorno»; f) allarticolo 5, dopo il comma 2 e inserito il seguente: «2-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 2, il datore di lavoro halonere di comunicare al Centro per limpiego territorialmentecompetente, entro la scadenza del termine inizialmente fissato, cheil rapporto continuera oltre tale termine, indicando altresi ladurata della prosecuzione. Le modalita di comunicazione sono fissatecon decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro edelle politiche sociali da adottare entro un mese dalla data dientrata in vigore della presente disposizione»; g) allarticolo 5, comma 3, le parole: «dieci giorni» sonosostituite dalle seguenti: «sessanta giorni» e le parole: «ventigiorni» sono sostituite dalle seguenti: «novanta giorni»; h) allarticolo 5, comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguentiperiodi: «I contratti collettivi di cui allarticolo 1, comma 1-bis,possono prevedere, stabilendone le condizioni, la riduzione deipredetti periodi, rispettivamente, fino a venti giorni e trentagiorni nei casi in cui lassunzione a termine avvenga nellambito diun processo organizzativo determinato: dallavvio di una nuovaattivita; dal lancio di un prodotto o di un servizio innovativo;dallimplementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dallafase supplementare di un significativo progetto di ricerca esviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente. Inmancanza di un intervento della contrattazione collettiva, ai sensidel precedente periodo, il Ministero del lavoro e delle politichesociali, decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, sentite le organizzazioni sindacali deilavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, provvede a individuare lespecifiche condizioni in cui, ai sensi del periodo precedente,operano le riduzioni ivi previste»; i) allarticolo 5, comma 4-bis, al primo periodo sono aggiunte,in fine, le seguenti parole: «; ai fini del computo del periodo
  4. 4. massimo di trentasei mesi si tiene altresi conto dei periodi dimissione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra imedesimi soggetti, ai sensi del comma 1-bis dellarticolo 1 delpresente decreto e del comma 4 dellarticolo 20 del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni,inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato». 10. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 13, comma 1, lettera a), sono soppresse le paroleda: «in deroga» fino a: «ma»; b) al comma 4 dellarticolo 20, dopo il primo periodo e inseritoil seguente: «E fatta salva la previsione di cui al comma 1-bisdellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368»; c) allarticolo 23, il comma 2 e abrogato. 11. Allarticolo 32, comma 3, della legge 4 novembre 2010, n. 183,sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera a) e sostituita dalla seguente: «a) ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione diquestioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovveroalla nullita del termine apposto al contratto di lavoro, ai sensidegli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368, e successive modificazioni. Laddove si faccia questione dellanullita del termine apposto al contratto, il termine di cui al primocomma del predetto articolo 6, che decorre dalla cessazione delmedesimo contratto, e fissato in centoventi giorni, mentre iltermine di cui al primo periodo del secondo comma del medesimoarticolo 6 e fissato in centottanta giorni»; b) la lettera d) e abrogata. 12. Le disposizioni di cui al comma 3, lettera a), dellarticolo 32della legge 4 novembre 2010, n. 183, come sostituita dal comma 11 delpresente articolo, si applicano in relazione alle cessazioni dicontratti a tempo determinato verificatesi a decorrere dal 1° gennaio2013. 13. La disposizione di cui al comma 5 dellarticolo 32 della legge4 novembre 2010, n. 183, si interpreta nel senso che lindennita iviprevista ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore,comprese le conseguenze retributive e contributive relative alperiodo compreso fra la scadenza del termine e la pronuncia delprovvedimento con il quale il giudice abbia ordinato laricostituzione del rapporto di lavoro. 14. Gli articoli 54, 55, 56, 57, 58 e 59 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, sono abrogati. 15. Nei confronti delle assunzioni effettuate fino al 31 dicembre2012 continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate ai sensi delcomma 14, nella formulazione vigente anteriormente alla data dientrata in vigore della presente legge. 16. Allarticolo 2 del testo unico dellapprendistato, di cui aldecreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, sono apportate leseguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo la lettera a) e inserita la seguente: «a-bis) previsione di una durata minima del contratto noninferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dallarticolo 4,comma 5»; b) al comma 1, lettera m), primo periodo, le parole: «2118 delcodice civile» sono sostituite dalle seguenti: «2118 del codicecivile; nel periodo di preavviso continua a trovare applicazione ladisciplina del contratto di apprendistato»; c) il comma 3 e sostituito dal seguente: «3. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoropuo assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delleagenzie di somministrazione di lavoro ai sensi dellarticolo 20 deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
  5. 5. modificazioni, non puo superare il rapporto di 3 a 2 rispetto allemaestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimodatore di lavoro; tale rapporto non puo superare il 100 per centoper i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiorea dieci unita. E in ogni caso esclusa la possibilita di assumerein somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione atempo determinato di cui allarticolo 20, comma 4, del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276. Il datore di lavoro che nonabbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati,o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, puo assumereapprendisti in numero non superiore a tre. Le disposizioni di cui alpresente comma non si applicano alle imprese artigiane per le qualitrovano applicazione le disposizioni di cui allarticolo 4 dellalegge 8 agosto 1985, n. 443»; d) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3-bis. Lassunzione di nuovi apprendisti e subordinata allaprosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo diapprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, dialmeno il 50 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stessodatore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusii rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, perdimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non siarispettata la predetta percentuale, e consentita lassunzione di unulteriore apprendista rispetto a quelli gia confermati, ovvero di unapprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendistipregressi. Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui alpresente comma sono considerati lavoratori subordinati a tempoindeterminato, al di fuori delle previsioni del presente decreto, sindalla data di costituzione del rapporto. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis non si applicano neiconfronti dei datori di lavoro che occupano alle loro dipendenze unnumero di lavoratori inferiore a dieci unita». 17. Allarticolo 4, comma 2, del testo unico dellapprendistato, dicui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, le parole: «perle figure professionali dellartigianato individuate dallacontrattazione collettiva di riferimento» sono sostituite dalleseguenti: «per i profili professionali caratterizzanti la figuradellartigiano individuati dalla contrattazione collettiva diriferimento». 18. La disposizione di cui allarticolo 2, comma 3, del testo unicodellapprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011,n. 167, come sostituito dal comma 16, lettera c), del presentearticolo, si applica esclusivamente con riferimento alle assunzionicon decorrenza dal 1° gennaio 2013. Alle assunzioni con decorrenzaanteriore alla predetta data continua ad applicarsi larticolo 2,comma 3, del predetto testo unico di cui al decreto legislativo n.167 del 2011, nel testo vigente prima della data di entrata in vigoredella presente legge. 19. Per un periodo di trentasei mesi decorrente dalla data dientrata in vigore della presente legge, la percentuale di cui alprimo periodo del comma 3-bis dellarticolo 2 del testo unico di cuial decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, introdotto dalcomma 16, lettera d), del presente articolo, e fissata nella misuradel 30 per cento. 20. Allarticolo 3 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61,sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 7, dopo il numero 3) e aggiunto il seguente: «3-bis) condizioni e modalita che consentono al lavoratore dirichiedere leliminazione ovvero la modifica delle clausoleflessibili e delle clausole elastiche stabilite ai sensi del presentecomma»; b) al comma 9 e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ferme
  6. 6. restando le ulteriori condizioni individuate dai contratti collettiviai sensi del comma 7, al lavoratore che si trovi nelle condizioni dicui allarticolo 12-bis del presente decreto ovvero in quelle di cuiallarticolo 10, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, ericonosciuta la facolta di revocare il predetto consenso». 21. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) allarticolo 34: 1) al comma 1, le parole: «ai sensi dellarticolo 37» sonosoppresse; 2) il comma 2 e sostituito dal seguente: «2. Il contratto di lavoro intermittente puo in ogni caso essereconcluso con soggetti con piu di cinquantacinque anni di eta e consoggetti con meno di ventiquattro anni di eta, fermo restando intale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entroil venticinquesimo anno di eta»; b) allarticolo 35 e aggiunto, in fine, il seguente comma: «3-bis. Prima dellinizio della prestazione lavorativa o di unciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trentagiorni, il datore di lavoro e tenuto a comunicarne la durata conmodalita semplificate alla Direzione territoriale del lavorocompetente per territorio, mediante sms, fax o posta elettronica. Condecreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro per la pubblicaamministrazione e la semplificazione, possono essere individuatemodalita applicative della disposizione di cui al precedenteperiodo, nonche ulteriori modalita di comunicazione in funzionedello sviluppo delle tecnologie. In caso di violazione degli obblighidi cui al presente comma si applica la sanzione amministrativa daeuro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui estata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffidadi cui allarticolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n.124»; c) larticolo 37 e abrogato. 22. I contratti di lavoro intermittente gia sottoscritti alla datadi entrata in vigore della presente legge, che non siano compatibilicon le disposizioni di cui al comma 21, cessano di produrre effettidecorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presentelegge. 23. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 dellarticolo 61 e sostituito dal seguente: «1. Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti dicommercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativaprevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cuiallarticolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, devonoessere riconducibili a uno o piu progetti specifici determinati dalcommittente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Il progettodeve essere funzionalmente collegato a un determinato risultatofinale e non puo consistere in una mera riproposizione delloggettosociale del committente, avuto riguardo al coordinamento conlorganizzazione del committente e indipendentemente dal tempoimpiegato per lesecuzione dellattivita lavorativa. Il progetto nonpuo comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi oripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivistipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale»; b) al comma 1 dellarticolo 62, la lettera b) e sostituita dallaseguente: «b) descrizione del progetto, con individuazione del suocontenuto caratterizzante e del risultato finale che si intendeconseguire»;
  7. 7. c) larticolo 63 e sostituito dal seguente: «Art. 63 (Corrispettivo) - 1. Il compenso corrisposto aicollaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantita ealla qualita del lavoro eseguito e, in relazione a cio nonche allaparticolare natura della prestazione e del contratto che la regola,non puo essere inferiore ai minimi stabiliti in modo specifico perciascun settore di attivita, eventualmente articolati per i relativiprofili professionali tipici e in ogni caso sulla base dei minimisalariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabilisvolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivisottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e deidatori di lavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale a livello interconfederale o di categoria ovvero, su lorodelega, ai livelli decentrati. 2. In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compensonon puo essere inferiore, a parita di estensione temporaledellattivita oggetto della prestazione, alle retribuzioni minimepreviste dai contratti collettivi nazionali di categoria applicatinel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilodi competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratorea progetto»; d) al comma 1 dellarticolo 67, le parole: «o del programma odella fase di esso» sono soppresse; e) il comma 2 dellarticolo 67 e sostituito dal seguente: «2. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine pergiusta causa. Il committente puo altresi recedere prima dellascadenza del termine qualora siano emersi oggettivi profili diinidoneita professionale del collaboratore tali da rendereimpossibile la realizzazione del progetto. Il collaboratore puorecedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nelcaso in cui tale facolta sia prevista nel contratto individuale dilavoro»; f) allarticolo 68, comma 1, e allarticolo 69, commi 1 e 3, leparole: «, programma di lavoro o fase di esso» sono soppresse; g) al comma 2 dellarticolo 69 e aggiunto, in fine, il seguenteperiodo: «Salvo prova contraria a carico del committente, i rapportidi collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, sonoconsiderati rapporti di lavoro subordinato sin dalla data dicostituzione del rapporto, nel caso in cui lattivita delcollaboratore sia svolta con modalita analoghe a quella svolta dailavoratori dipendenti dellimpresa committente, fatte salve leprestazioni di elevata professionalita che possono essereindividuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazionisindacali comparativamente piu rappresentative sul piano nazionale». 24. Larticolo 69, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, si interpreta nel senso che lindividuazione di unospecifico progetto costituisce elemento essenziale di validita delrapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la cui mancanzadetermina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato atempo indeterminato. 25. Le disposizioni di cui ai commi 23 e 24 si applicano aicontratti di collaborazione stipulati successivamente alla data dientrata in vigore della presente legge. 26. Al capo I del titolo VII del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, dopo larticolo 69 e aggiunto il seguente: «Art. 69-bis (Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoroautonomo). - 1. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare diposizione fiscale ai fini dellimposta sul valore aggiunto sonoconsiderate, salvo che sia fornita prova contraria da parte delcommittente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa,qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti: a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente
  8. 8. superiore a otto mesi nellarco dellanno solare; b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anchese fatturato a piu soggetti riconducibili al medesimo centrodimputazione di interessi, costituisca piu dell80 per cento deicorrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nellarcodello stesso anno solare; c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa dilavoro presso una delle sedi del committente. 2. La presunzione di cui al comma 1 non opera qualora laprestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti: a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevatoacquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero dacapacita tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienzematurate nellesercizio concreto di attivita; b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoroautonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile aifini del versamento dei contributi previdenziali di cui allarticolo1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. 3. La presunzione di cui al comma 1 non opera altresi conriferimento alle prestazioni lavorative svolte nellesercizio diattivita professionali per le quali lordinamento richiedeliscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri,albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specificirequisiti e condizioni. Alla ricognizione delle predette attivita siprovvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politichesociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesidalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentitele parti sociali. 4. La presunzione di cui al comma 1, che determina lintegraleapplicazione della disciplina di cui al presente capo, ivi compresala disposizione dellarticolo 69, comma 1, si applica ai rapportiinstaurati successivamente alla data di entrata in vigore dellapresente disposizione. Per i rapporti in corso a tale data, al finedi consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni siapplicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione. 5. Quando la prestazione lavorativa di cui al comma 1 si configuracome collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributividerivanti dallobbligo di iscrizione alla gestione separata dellINPSai sensi dellarticolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo delcollaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli impongalassolvimento dei relativi obblighi di pagamento, ha il relativodiritto di rivalsa nei confronti del committente». 27. La disposizione concernente le professioni intellettuali perlesercizio delle quali e necessaria liscrizione in albiprofessionali, di cui al primo periodo del comma 3 dellarticolo 61del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nelsenso che lesclusione dal campo di applicazione del capo I deltitolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazionicoordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibilealle attivita professionali intellettuali per lesercizio dellequali e necessaria liscrizione in appositi albi professionali. Incaso contrario, liscrizione del collaboratore ad albi professionalinon e circostanza idonea di per se a determinare lesclusione dalcampo di applicazione del suddetto capo I del titolo VII. 28. Allarticolo 2549 del codice civile e aggiunto, in fine, ilseguente comma: «Qualora lapporto dellassociato consista anche in unaprestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in unamedesima attivita non puo essere superiore a tre, indipendentementedal numero degli associanti, con lunica eccezione nel caso in cui
  9. 9. gli associati siano legati allassociante da rapporto coniugale, diparentela entro il terzo grado o di affinita entro il secondo. Incaso di violazione del divieto di cui al presente comma, il rapportocon tutti gli associati il cui apporto consiste anche in unaprestazione di lavoro si considera di lavoro subordinato a tempoindeterminato». 29. Sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti inessere che, alla data di entrata in vigore della presente legge,siano stati certificati ai sensi degli articoli 75 e seguenti deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. 30. I rapporti di associazione in partecipazione con apporto dilavoro instaurati o attuati senza che vi sia stata uneffettivapartecipazione dellassociato agli utili dellimpresa o dellaffare,ovvero senza consegna del rendiconto previsto dallarticolo 2552 delcodice civile, si presumono, salva prova contraria, rapporti dilavoro subordinato a tempo indeterminato. La predetta presunzione siapplica, altresi, qualora lapporto di lavoro non presenti irequisiti di cui allarticolo 69-bis, comma 2, lettera a), deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, introdotto dal comma26 del presente articolo. 31. Allarticolo 86 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, il comma 2 e abrogato. 32. Al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sonoapportate le seguenti modificazioni: a) larticolo 70 e sostituito dal seguente: «Art. 70 (Definizione e campo di applicazione). - 1. Perprestazioni di lavoro accessorio si intendono attivita lavorative dinatura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimentoalla totalita dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nelcorso di un anno solare, annualmente rivalutati sulla base dellavariazione dellindice ISTAT dei prezzi al consumo per le famigliedegli operai e degli impiegati intercorsa nellanno precedente. Fermorestando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un annosolare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali oprofessionisti, le attivita lavorative di cui al presente commapossono essere svolte a favore di ciascun singolo committente percompensi non superiori a 2.000 euro, rivalutati annualmente ai sensidel presente comma. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano in agricoltura: a) alle attivita lavorative di natura occasionale resenellambito delle attivita agricole di carattere stagionaleeffettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni dieta se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istitutoscolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gliimpegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dellanno seregolarmente iscritti a un ciclo di studi presso luniversita; b) alle attivita agricole svolte a favore di soggetti di cuiallarticolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte dasoggetti iscritti lanno precedente negli elenchi anagrafici deilavoratori agricoli. 3. Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di uncommittente pubblico e consentito nel rispetto dei vincoli previstidalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese dipersonale e, ove previsto, dal patto di stabilita interno. 4. I compensi percepiti dal lavoratore secondo le modalita di cuiallarticolo 72 sono computati ai fini della determinazione delreddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso disoggiorno»; b) allarticolo 72, comma 1, dopo le parole: «carnet di buoni»sono inserite le seguenti: «orari, numerati progressivamente edatati,» e dopo le parole: «periodicamente aggiornato» sono aggiunte
  10. 10. le seguenti: «, tenuto conto delle risultanze istruttorie delconfronto con le parti sociali»; c) allarticolo 72, comma 4, dopo il primo periodo e aggiunto ilseguente: «La percentuale relativa al versamento dei contributiprevidenziali e rideterminata con decreto del Ministro del lavoro edelle politiche sociali di concerto con il Ministro delleconomia edelle finanze in funzione degli incrementi delle aliquotecontributive per gli iscritti alla gestione separata dellINPS». 33. Resta fermo lutilizzo, secondo la previgente disciplina, deibuoni per prestazioni di lavoro accessorio, di cui allarticolo 72del decreto legislativo n. 276 del 2003, gia richiesti alla data dientrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31maggio 2013. 34. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, il Governo e le regioni concludono in sede diConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano un accordo per ladefinizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativie di orientamento, sulla base dei seguenti criteri: a) revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche inrelazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenutoformativo; b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire econtrastare un uso distorto dellistituto, anche attraverso lapuntuale individuazione delle modalita con cui il tirocinante prestala propria attivita; c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio edegli effetti conseguenti alla loro assenza; d) riconoscimento di una congrua indennita, anche in formaforfetaria, in relazione alla prestazione svolta. 35. In ogni caso, la mancata corresponsione dellindennita di cuialla lettera d) del comma 34 comporta a carico del trasgressorelirrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare eproporzionato alla gravita dellillecito commesso, in misuravariabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro,conformemente alle previsioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n.689. 36. Dallapplicazione dei commi 34 e 35 non devono derivare nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica. 37. Il comma 2 dellarticolo 2 della legge 15 luglio 1966, n. 604,e sostituito dal seguente: «2. La comunicazione del licenziamento deve contenere laspecificazione dei motivi che lo hanno determinato». 38. Al secondo comma dellarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n.604, e successive modificazioni, la parola: «duecentosettanta» esostituita dalla seguente: «centottanta». 39. Il termine di cui allarticolo 6, secondo comma, primo periodo,della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 38 delpresente articolo, si applica in relazione ai licenziamenti intimatidopo la data di entrata in vigore della presente legge. 40. Larticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e sostituitodal seguente: «Art. 7. - 1. Ferma lapplicabilita, per il licenziamento pergiusta causa e per giustificato motivo soggettivo, dellarticolo 7della legge 20 maggio 1970, n. 300, il licenziamento per giustificatomotivo oggettivo di cui allarticolo 3, seconda parte, della presentelegge, qualora disposto da un datore di lavoro avente i requisitidimensionali di cui allarticolo 18, ottavo comma, della legge 20maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, deve esserepreceduto da una comunicazione effettuata dal datore di lavoro allaDirezione territoriale del lavoro del luogo dove il lavoratore prestala sua opera, e trasmessa per conoscenza al lavoratore.
  11. 11. 2. Nella comunicazione di cui al comma 1, il datore di lavoro devedichiarare lintenzione di procedere al licenziamento per motivooggettivo e indicare i motivi del licenziamento medesimo nonche leeventuali misure di assistenza alla ricollocazione del lavoratoreinteressato. 3. La Direzione territoriale del lavoro trasmette la convocazioneal datore di lavoro e al lavoratore nel termine perentorio di settegiorni dalla ricezione della richiesta: lincontro si svolge dinanzialla commissione provinciale di conciliazione di cui allarticolo 410del codice di procedura civile. 4. La comunicazione contenente linvito si considera validamenteeffettuata quando e recapitata al domicilio del lavoratore indicatonel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicatodal lavoratore al datore di lavoro, ovvero e consegnata allavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta. 5. Le parti possono essere assistite dalle organizzazioni dirappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da uncomponente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero daun avvocato o un consulente del lavoro. 6. La procedura di cui al presente articolo, durante la quale leparti, con la partecipazione attiva della commissione di cui al comma3, procedono ad esaminare anche soluzioni alternative al recesso, siconclude entro venti giorni dal momento in cui la Direzioneterritoriale del lavoro ha trasmesso la convocazione per lincontro,fatta salva lipotesi in cui le parti, di comune avviso, nonritengano di proseguire la discussione finalizzata al raggiungimentodi un accordo. Se fallisce il tentativo di conciliazione e, comunque,decorso il termine di cui al comma 3, il datore di lavoro puocomunicare il licenziamento al lavoratore. 7. Se la conciliazione ha esito positivo e prevede la risoluzioneconsensuale del rapporto di lavoro, si applicano le disposizioni inmateria di Assicurazione sociale per limpiego (ASpI) e puo essereprevisto, al fine di favorirne la ricollocazione professionale,laffidamento del lavoratore ad unagenzia di cui allarticolo 4,comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276. 8. Il comportamento complessivo delle parti, desumibile anche dalverbale redatto in sede di commissione provinciale di conciliazione edalla proposta conciliativa avanzata dalla stessa, e valutato dalgiudice per la determinazione dellindennita risarcitoria di cuiallarticolo 18, settimo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, esuccessive modificazioni, e per lapplicazione degli articoli 91 e 92del codice di procedura civile. 9. In caso di legittimo e documentato impedimento del lavoratore apresenziare allincontro di cui al comma 3, la procedura puo esseresospesa per un massimo di quindici giorni». 41. Il licenziamento intimato allesito del procedimentodisciplinare di cui allarticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n.300, oppure allesito del procedimento di cui allarticolo 7 dellalegge 15 luglio 1966, n. 604, come sostituito dal comma 40 delpresente articolo, produce effetto dal giorno della comunicazione concui il procedimento medesimo e stato avviato, salvo leventualediritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennitasostitutiva; e fatto salvo, in ogni caso, leffetto sospensivodisposto dalle norme del testo unico delle disposizioni legislativein materia di tutela della maternita e della paternita, di cui aldecreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Gli effetti rimangonoaltresi sospesi in caso di impedimento derivante da infortuniooccorso sul lavoro. Il periodo di eventuale lavoro svolto in costanzadella procedura si considera come preavviso lavorato. 42. Allarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, sonoapportate le seguenti modificazioni:
  12. 12. a) la rubrica e sostituita dalla seguente: «Tutela dellavoratore in caso di licenziamento illegittimo»; b) i commi dal primo al sesto sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullita dellicenziamento perche discriminatorio ai sensi dellarticolo 3 dellalegge 11 maggio 1990, n. 108, ovvero intimato in concomitanza colmatrimonio ai sensi dellarticolo 35 del codice delle pariopportunita tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11aprile 2006, n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento dicui allarticolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del testo unico delledisposizioni legislative in materia di tutela e sostegno dellamaternita e della paternita, di cui al decreto legislativo 26 marzo2001, n. 151, e successive modificazioni, ovvero perchericonducibile ad altri casi di nullita previsti dalla legge odeterminato da un motivo illecito determinante ai sensi dellarticolo1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore onon imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto dilavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale chesia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro. Lapresente disposizione si applica anche ai dirigenti. A seguitodellordine di reintegrazione, il rapporto di lavoro si intenderisolto quando il lavoratore non abbia ripreso servizio entro trentagiorni dallinvito del datore di lavoro, salvo il caso in cui abbiarichiesto lindennita di cui al terzo comma del presente articolo.Il regime di cui al presente articolo si applica anche allicenziamento dichiarato inefficace perche intimato in forma orale. Il giudice, con la sentenza di cui al primo comma, condannaaltresi il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dallavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata lanullita, stabilendo a tal fine unindennita commisurata allultimaretribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamentosino a quello delleffettiva reintegrazione, dedotto quantopercepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altreattivita lavorative. In ogni caso la misura del risarcimento nonpotra essere inferiore a cinque mensilita della retribuzioneglobale di fatto. Il datore di lavoro e condannato inoltre, per ilmedesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali eassistenziali. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno come previstoal secondo comma, al lavoratore e data la facolta di chiedere aldatore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto dilavoro, unindennita pari a quindici mensilita dellultimaretribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina larisoluzione del rapporto di lavoro, e che non e assoggettata acontribuzione previdenziale. La richiesta dellindennita deve essereeffettuata entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito dellasentenza, o dallinvito del datore di lavoro a riprendere servizio,se anteriore alla predetta comunicazione. Il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gliestremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causaaddotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestatoovvero perche il fatto rientra tra le condotte punibili con unasanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratticollettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla illicenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nelposto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di unindennitarisarcitoria commisurata allultima retribuzione globale di fatto dalgiorno del licenziamento sino a quello delleffettiva reintegrazione,dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo diestromissione, per lo svolgimento di altre attivita lavorative,nonche quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenzaalla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura
  13. 13. dellindennita risarcitoria non puo essere superiore a dodicimensilita della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoroe condannato, altresi, al versamento dei contributi previdenziali eassistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dellaeffettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misuralegale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardatacontribuzione, per un importo pari al differenziale contributivoesistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nelrapporto di lavoro risolto dallillegittimo licenziamento e quellaaccreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altreattivita lavorative. In questultimo caso, qualora i contributiafferiscano ad altra gestione previdenziale, essi sono imputatidufficio alla gestione corrispondente allattivita lavorativasvolta dal dipendente licenziato, con addebito dei relativi costi aldatore di lavoro. A seguito dellordine di reintegrazione, ilrapporto di lavoro si intende risolto quando il lavoratore non abbiaripreso servizio entro trenta giorni dallinvito del datore dilavoro, salvo il caso in cui abbia richiesto lindennita sostitutivadella reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi del terzo comma. Il giudice, nelle altre ipotesi in cui accerta che non ricorronogli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causaaddotti dal datore di lavoro, dichiara risolto il rapporto di lavorocon effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore dilavoro al pagamento di unindennita risarcitoria onnicomprensivadeterminata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattromensilita dellultima retribuzione globale di fatto, in relazioneallanzianita del lavoratore e tenuto conto del numero deidipendenti occupati, delle dimensioni dellattivita economica, delcomportamento e delle condizioni delle parti, con onere di specificamotivazione a tale riguardo. Nellipotesi in cui il licenziamento sia dichiarato inefficace perviolazione del requisito di motivazione di cui allarticolo 2, comma2, della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni,della procedura di cui allarticolo 7 della presente legge, o dellaprocedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, esuccessive modificazioni, si applica il regime di cui al quintocomma, ma con attribuzione al lavoratore di unindennitarisarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravitadella violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro,tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilita dellultimaretribuzione globale di fatto, con onere di specifica motivazione atale riguardo, a meno che il giudice, sulla base della domanda dellavoratore, accerti che vi e anche un difetto di giustificazione dellicenziamento, nel qual caso applica, in luogo di quelle previste dalpresente comma, le tutele di cui ai commi quarto, quinto o settimo. Il giudice applica la medesima disciplina di cui al quarto commadel presente articolo nellipotesi in cui accerti il difetto digiustificazione del licenziamento intimato, anche ai sensi degliarticoli 4, comma 4, e 10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68,per motivo oggettivo consistente nellinidoneita fisica o psichicadel lavoratore, ovvero che il licenziamento e stato intimato inviolazione dellarticolo 2110, secondo comma, del codice civile. Puoaltresi applicare la predetta disciplina nellipotesi in cui accertila manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamentoper giustificato motivo oggettivo; nelle altre ipotesi in cui accertache non ricorrono gli estremi del predetto giustificato motivo, ilgiudice applica la disciplina di cui al quinto comma. In tale ultimocaso il giudice, ai fini della determinazione dellindennita tra ilminimo e il massimo previsti, tiene conto, oltre ai criteri di cui alquinto comma, delle iniziative assunte dal lavoratore per la ricercadi una nuova occupazione e del comportamento delle parti nellambitodella procedura di cui allarticolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.
  14. 14. 604, e successive modificazioni. Qualora, nel corso del giudizio,sulla base della domanda formulata dal lavoratore, il licenziamentorisulti determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari,trovano applicazione le relative tutele previste dal presentearticolo. Le disposizioni dei commi dal quarto al settimo si applicano aldatore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che in ciascunasede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale haavuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze piu diquindici lavoratori o piu di cinque se si tratta di imprenditoreagricolo, nonche al datore di lavoro, imprenditore o nonimprenditore, che nellambito dello stesso comune occupa piu diquindici dipendenti e allimpresa agricola che nel medesimo ambitoterritoriale occupa piu di cinque dipendenti, anche se ciascunaunita produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge talilimiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e nonimprenditore, che occupa piu di sessanta dipendenti. Ai fini del computo del numero dei dipendenti di cui allottavocomma si tiene conto dei lavoratori assunti con contratto a tempoindeterminato parziale per la quota di orario effettivamente svolto,tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unitalavorative fa riferimento allorario previsto dalla contrattazionecollettiva del settore. Non si computano il coniuge e i parenti deldatore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in lineacollaterale. Il computo dei limiti occupazionali di cui allottavocomma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazionifinanziarie o creditizie. Nellipotesi di revoca del licenziamento, purche effettuata entroil termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavorodellimpugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intenderipristinato senza soluzione di continuita, con diritto dellavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente allarevoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dalpresente articolo»; c) allultimo comma, le parole: «al quarto comma» sono sostituitedalle seguenti: «allundicesimo comma». 43. Allarticolo 30, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183,e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Linosservanza delledisposizioni di cui al precedente periodo, in materia di limiti alsindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative eproduttive che competono al datore di lavoro, costituisce motivo diimpugnazione per violazione di norme di diritto». 44. Allarticolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, alsecondo periodo, la parola: «Contestualmente» e sostituita dalleseguenti: «Entro sette giorni dalla comunicazione dei recessi». 45. Allarticolo 4, comma 12, della legge 23 luglio 1991, n. 223,e aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli eventuali vizi dellacomunicazione di cui al comma 2 del presente articolo possono esseresanati, ad ogni effetto di legge, nellambito di un accordo sindacaleconcluso nel corso della procedura di licenziamento collettivo». 46. Allarticolo 5 della legge 23 luglio 1991, n. 223, il comma 3e sostituito dal seguente: «3. Qualora il licenziamento sia intimato senza losservanza dellaforma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui allarticolo18, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successivemodificazioni. In caso di violazione delle procedure richiamateallarticolo 4, comma 12, si applica il regime di cui al terzoperiodo del settimo comma del predetto articolo 18. In caso diviolazione dei criteri di scelta previsti dal comma 1, si applica ilregime di cui al quarto comma del medesimo articolo 18. Ai finidellimpugnazione del licenziamento si applicano le disposizioni dicui allarticolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive
  15. 15. modificazioni». 47. Le disposizioni dei commi da 48 a 68 si applicano allecontroversie aventi ad oggetto limpugnativa dei licenziamenti nelleipotesi regolate dallarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300,e successive modificazioni, anche quando devono essere risoltequestioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro. 48. La domanda avente ad oggetto limpugnativa del licenziamento dicui al comma 47 si propone con ricorso al tribunale in funzione digiudice del lavoro. Il ricorso deve avere i requisiti di cuiallarticolo 125 del codice di procedura civile. Con il ricorso nonpossono essere proposte domande diverse da quelle di cui al comma 47del presente articolo, salvo che siano fondate sugli identici fatticostitutivi. A seguito della presentazione del ricorso il giudicefissa con decreto ludienza di comparizione delle parti. Ludienzadeve essere fissata non oltre quaranta giorni dal deposito delricorso. Il giudice assegna un termine per la notifica del ricorso edel decreto non inferiore a venticinque giorni prima delludienza,nonche un termine, non inferiore a cinque giorni prima della stessaudienza, per la costituzione del resistente. La notificazione e acura del ricorrente, anche a mezzo di posta elettronica certificata.Qualora dalle parti siano prodotti documenti, essi devono esseredepositati presso la cancelleria in duplice copia. 49. Il giudice, sentite le parti e omessa ogni formalita nonessenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piuopportuno agli atti di istruzione indispensabili richiesti dalleparti o disposti dufficio, ai sensi dellarticolo 421 del codice diprocedura civile, e provvede, con ordinanza immediatamente esecutiva,allaccoglimento o al rigetto della domanda. 50. Lefficacia esecutiva del provvedimento di cui al comma 49 nonpuo essere sospesa o revocata fino alla pronuncia della sentenza concui il giudice definisce il giudizio instaurato ai sensi dei commi da51 a 57. 51. Contro lordinanza di accoglimento o di rigetto di cui al comma49 puo essere proposta opposizione con ricorso contenente irequisiti di cui allarticolo 414 del codice di procedura civile, dadepositare innanzi al tribunale che ha emesso il provvedimentoopposto, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla notificazionedello stesso, o dalla comunicazione se anteriore. Con il ricorso nonpossono essere proposte domande diverse da quelle di cui al comma 47del presente articolo, salvo che siano fondate sugli identici fatticostitutivi o siano svolte nei confronti di soggetti rispetto aiquali la causa e comune o dai quali si intende essere garantiti. Ilgiudice fissa con decreto ludienza di discussione non oltre isuccessivi sessanta giorni, assegnando allopposto termine percostituirsi fino a dieci giorni prima delludienza. 52. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione delludienza,deve essere notificato, anche a mezzo di posta elettronicacertificata, dallopponente allopposto almeno trenta giorni primadella data fissata per la sua costituzione. 53. Lopposto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria dimemoria difensiva a norma e con le decadenze di cui allarticolo 416del codice di procedura civile. Se lopposto intende chiamare unterzo in causa deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nellamemoria difensiva. 54. Nel caso di chiamata in causa a norma degli articoli 102,secondo comma, 106 e 107 del codice di procedura civile, il giudicefissa una nuova udienza entro i successivi sessanta giorni, e disponeche siano notificati al terzo, ad opera delle parti, il provvedimentononche il ricorso introduttivo e latto di costituzionedellopposto, osservati i termini di cui al comma 52. 55. Il terzo chiamato deve costituirsi non meno di dieci giorniprima delludienza fissata, depositando la propria memoria a norma
  16. 16. del comma 53. 56. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale non efondata su fatti costitutivi identici a quelli posti a base delladomanda principale il giudice ne dispone la separazione. 57. Alludienza, il giudice, sentite le parti, omessa ogniformalita non essenziale al contraddittorio, procede nel modo cheritiene piu opportuno agli atti di istruzione ammissibili erilevanti richiesti dalle parti nonche disposti dufficio, ai sensidallarticolo 421 del codice di procedura civile, e provvede consentenza allaccoglimento o al rigetto della domanda, dando, oveopportuno, termine alle parti per il deposito di note difensive finoa dieci giorni prima delludienza di discussione. La sentenza,completa di motivazione, deve essere depositata in cancelleria entrodieci giorni dalludienza di discussione. La sentenza eprovvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per liscrizione diipoteca giudiziale. 58. Contro la sentenza che decide sul ricorso e ammesso reclamodavanti alla corte dappello. Il reclamo si propone con ricorso dadepositare, a pena di decadenza, entro trenta giorni dallacomunicazione, o dalla notificazione se anteriore. 59. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova o documenti, salvo che ilcollegio, anche dufficio, li ritenga indispensabili ai fini delladecisione ovvero la parte dimostri di non aver potuto proporli inprimo grado per causa ad essa non imputabile. 60. La corte dappello fissa con decreto ludienza di discussionenei successivi sessanta giorni e si applicano i termini previsti daicommi 51, 52 e 53. Alla prima udienza, la corte puo sospenderelefficacia della sentenza reclamata se ricorrono gravi motivi. Lacorte dappello, sentite le parti, omessa ogni formalita nonessenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene piuopportuno agli atti di istruzione ammessi e provvede con sentenzaallaccoglimento o al rigetto della domanda, dando, ove opportuno,termine alle parti per il deposito di note difensive fino a diecigiorni prima delludienza di discussione. La sentenza, completa dimotivazione, deve essere depositata in cancelleria entro dieci giornidalludienza di discussione. 61. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza siapplica larticolo 327 del codice di procedura civile. 62. Il ricorso per cassazione contro la sentenza deve essereproposto, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dallacomunicazione della stessa, o dalla notificazione se anteriore. Lasospensione dellefficacia della sentenza deve essere chiesta allacorte dappello, che provvede a norma del comma 60. 63. La Corte fissa ludienza di discussione non oltre sei mesidalla proposizione del ricorso. 64. In mancanza di comunicazione o notificazione della sentenza siapplica larticolo 327 del codice di procedura civile. 65. Alla trattazione delle controversie regolate dai commi da 47 a64 devono essere riservati particolari giorni nel calendario delleudienze. 66. I capi degli uffici giudiziari vigilano sullosservanza delladisposizione di cui al comma 65. 67. I commi da 47 a 66 si applicano alle controversie instauratesuccessivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. 68. I capi degli uffici giudiziari vigilano sullosservanza delladisposizione di cui al comma 67. 69. Dallattuazione delle disposizioni di cui ai commi da 47 a 68non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanzapubblica, ovvero minori entrate.
  17. 17. Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato e stato redattodallamministrazione competente per materia, ai sensidellart.10, commi 2 e 3, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi,sullemanazione dei decreti del Presidente della Repubblicae sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo finedi facilitare la lettura delle disposizioni di leggemodificate o alle quali e operato il rinvio. Restanoinvariati il valore e lefficacia degli atti legislativiqui trascritti. - Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi dipubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunitaeuropee (GUCE).Note allart. 1: Il testo dell articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, (Norme generalisullordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubbliche) e successive modificazioni e ilseguente: "2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte leamministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti escuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamentoautonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunitamontane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioniuniversitarie, gli Istituti autonomi case popolari, leCamere di commercio, industria, artigianato e agricoltura eloro associazioni, tutti gli enti pubblici non economicinazionali, regionali e locali, le amministrazioni, leaziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,lAgenzia per la rappresentanza negoziale delle pubblicheamministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decretolegislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisioneorganica della disciplina di settore, le disposizioni dicui al presente decreto continuano ad applicarsi anche alCONI.". Il testo dellarticolo 2, comma 2, del citato decretolegislativo n. 165 del 2001, e il seguente: "2. I rapporti di lavoro dei dipendenti delleamministrazioni pubbliche sono disciplinati dalledisposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codicecivile e dalle legge sui rapporti di lavoro subordinatonellimpresa, fatte salve le diverse disposizioni contenutenel presente decreto, che costituiscono disposizioni acarattere imperativo. Eventuali disposizioni di legge,regolamento o statuto, che introducano discipline deirapporti di lavoro la cui applicabilita sia limitata aidipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categoriedi essi, possono essere derogate da successivi contratti oaccordi collettivi e, per la parte derogata, non sonoulteriormente applicabili, solo qualora cio siaespressamente previsto dalla legge.". Il testo dellarticolo 3 del citato decreto legislativon. 165 del 2001, e il seguente: "Art. 3.Personale in regime di diritto pubblico. (Art. 2, comma 4 e 5 del D.Lgs. n. 29 del 1993, comesostituiti dallart. 2 del D.Lgs. n. 546 del 1993 esuccessivamente modificati dallart. 2, comma 2 del D.Lgs.n. 80 del 1998)
  18. 18. 1. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, rimangonodisciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistratiordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati eprocuratori dello Stato, il personale militare e le Forzedi polizia di Stato, il personale della carrieradiplomatica e della carriera prefettizia nonche idipendenti degli enti che svolgono la loro attivita nellematerie contemplate dallarticolo 1 del decreto legislativodel Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691, edalle leggi 4 giugno 1985, n. 281, e successivemodificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n. 287. 1-bis. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, ilrapporto di impiego del personale, anche di livellodirigenziale, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,esclusi il personale volontario previsto dal regolamento dicui al decreto del Presidente della Repubblica 2 novembre2000, n. 362, e il personale volontario di leva, edisciplinato in regime di diritto pubblico secondo autonomedisposizioni ordinamentali. 1-ter. In deroga allarticolo 2, commi 2 e 3, ilpersonale della carriera dirigenziale penitenziaria edisciplinato dal rispettivo ordinamento. 2. Il rapporto di impiego dei professori e deiricercatori universitari resta disciplinato dalledisposizioni rispettivamente vigenti, in attesa dellaspecifica disciplina che la regoli in modo organico ed inconformita ai principi della autonomia universitaria dicui allarticolo 33 della Costituzione ed agli articoli 6 eseguenti della legge 9 maggio 1989, n. 168, e successivemodificazioni ed integrazioni, tenuto conto dei principi dicui allarticolo 2, comma 1, della legge 23 ottobre 1992,n. 421.". Il testo del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativaallaccordo quadro sul lavoro a tempo determinato conclusodallUNICE, dal CEEP e dal CES.), e pubblicato nellaGazzetta Ufficiale 9 ottobre 2001, n. 235. Il testo dellarticolo 1 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente "Art.1. Apposizione del termine 01. Il contratto di lavoro subordinato a tempoindeterminato costituisce la forma comune di rapporto dilavoro . 1.E consentita lapposizione di un termine alla duratadel contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni dicarattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo,anche se riferibili alla ordinaria attivita del datore dilavoro; 1-bis. Il requisito di cui al comma 1 non e richiestonellipotesi del primo rapporto a tempo determinato, didurata non superiore a dodici mesi, concluso fra un datoredi lavoro o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimentodi qualunque tipo di mansione, sia nella forma delcontratto a tempo determinato, sia nel caso di primamissione di un lavoratore nellambito di un contratto disomministrazione a tempo determinato ai sensi del comma 4dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276. I contratti collettivi stipulati dalleorganizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori dilavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale possono prevedere, in via diretta a livello
  19. 19. interconfederale o di categoria ovvero in via delegata ailivelli decentrati, che in luogo dellipotesi di cui alprecedente periodo il requisito di cui al comma 1 non siarichiesto nei casi in cui lassunzione a tempo determinatoo la missione nellambito del contratto di somministrazionea tempo determinato avvenga nellambito di un processoorganizzativo determinato dalle ragioni di cui allarticolo5, comma 3, nel limite complessivo del 6 per cento deltotale dei lavoratori occupati nellambito dellunitaproduttiva. 2. Lapposizione del termine e priva di effetto se nonrisulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nelquale sono specificate le ragioni di cui al comma 1, fattosalvo quanto previsto dal comma 1-bis relativamente allanon operativita del requisito della sussistenza di ragionidi carattere tecnico, organizzativo, produttivo osostitutivo. ". Il testo dellarticolo 4 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art.4. Disciplina della proroga. 1. Il termine del contratto a tempo determinato puoessere, con il consenso del lavoratore, prorogato soloquando la durata iniziale del contratto sia inferiore a treanni. In questi casi la proroga e ammessa una sola volta ea condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e siriferisca alla stessa attivita lavorativa per la quale ilcontratto e stato stipulato a tempo determinato. Conesclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessivadel rapporto a termine non potra essere superiore ai treanni. 2. Lonere della prova relativa allobiettiva esistenzadelle ragioni che giustificano leventuale proroga deltermine stesso e a carico del datore di lavoro. 2-bis. Il contratto a tempo determinato di cuiallarticolo 1, comma 1-bis, non puo essere oggetto diproroga .". Il testo dellarticolo 5 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art. 5.Scadenza del termine e sanzioni Successione deicontratti. 1. Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenzadel termine inizialmente fissato o successivamenteprorogato ai sensi dellarticolo 4, il datore di lavoro etenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazionedella retribuzione per ogni giorno di continuazione delrapporto pari al venti per cento fino al decimo giornosuccessivo, al quaranta per cento per ciascun giornoulteriore; 2. Se il rapporto di lavoro continua oltre iltrentesimo giornoin caso di contratto di durata inferiore asei mesi, nonche decorso il periodo complessivo di cui alcomma 4-bis, ovvero oltre il cinquantesimo giorno neglialtri casi, il contratto si considera a tempo indeterminatodalla scadenza dei predetti termini; 2-bis. Nelle ipotesi di cui al comma 2, il datore dilavoro ha lonere di comunicare al Centro per limpiegoterritorialmente competente, entro la scadenza del termineinizialmente fissato, che il rapporto continuera oltretale termine, indicando altresi la durata dellaprosecuzione. Le modalita di comunicazione sono fissate
  20. 20. con decreto di natura non regolamentare del Ministero dellavoro e delle politiche sociali da adottare entro un mesedalla data di entrata in vigore della presentedisposizione. 3. Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, aisensi dellarticolo 1, entro un periodo disessanta giornidalla data di scadenza di un contratto di durata fino a seimesi, ovvero novanta giorni dalla data di scadenza di uncontratto di durata superiore ai sei mesi, il secondocontratto si considera a tempo indeterminato. I contratticollettivi di cui allarticolo 1, comma 1-bis, possonoprevedere, stabilendone le condizioni, la riduzione deipredetti periodi, rispettivamente, fino a venti giorni etrenta giorni nei casi in cui lassunzione a termineavvenga nellambito di un processo organizzativodeterminato: dallavvio di una nuova attivita; dal lanciodi un prodotto o di un servizio innovativo;dallimplementazione di un rilevante cambiamentotecnologico; dalla fase supplementare di un significativoprogetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla prorogadi una commessa consistente. In mancanza di un interventodella contrattazione collettiva, ai sensi del precedenteperiodo, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, sentite le organizzazioni sindacalidei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, provvede a individuarele specifiche condizioni in cui, ai sensi del periodoprecedente, operano le riduzioni ivi previste. 4. Quando si tratta di due assunzioni successive atermine, intendendosi per tali quelle effettuate senzaalcuna soluzione di continuita, il rapporto di lavoro siconsidera a tempo indeterminato dalla data di stipulazionedel primo contratto. 4-bis. Ferma restando la disciplina della successionedi contratti di cui ai commi precedenti e fatte salvediverse disposizioni di contratti collettivi stipulati alivello nazionale, territoriale o aziendale con leorganizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale qualora per effetto disuccessione di contratti a termine per lo svolgimento dimansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stessodatore di lavoro e lo stesso lavoratore abbiacomplessivamente superato i trentasei mesi comprensivi diproroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi diinterruzione che intercorrono tra un contratto e laltro,il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato aisensi del comma 2. In deroga a quanto disposto dal primoperiodo del presente comma, un ulteriore successivocontratto a termine fra gli stessi soggetti puo esserestipulato per una sola volta, a condizione che la stipulaavvenga presso la direzione provinciale del lavorocompetente per territorio e con lassistenza di unrappresentante di una delle organizzazioni sindacalicomparativamente piu rappresentative sul piano nazionalecui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Leorganizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori dilavoro comparativamente piu rappresentative sul pianonazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata delpredetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispettodella descritta procedura, nonche nel caso di superamentodel termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo
  21. 21. contratto si considera a tempo indeterminato; ai fini delcomputo del periodo massimo di trentasei mesi si tienealtresi conto dei periodi di missione aventi ad oggettomansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, aisensi del comma 1-bis dellarticolo 1 del presente decretoe del comma 4 dellarticolo 20 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni,inerente alla somministrazione di lavoro a tempodeterminato.". Il testo del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione emercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n.30), e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 ottobre 2003,n. 235, S.O. Il testo dellarticolo 13, comma 1, del citato decretolegislativo n. 276 del 2003, come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 13. Misure di incentivazione del raccordopubblico e privato 1. Al fine di garantire linserimento o ilreinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratorisvantaggiati, attraverso politiche attive e di workfare,alle agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro econsentito: a)operare solo in presenza di un piano individuale diinserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, coninterventi formativi idonei e il coinvolgimento di untutore con adeguate competenze e professionalita, e afronte della assunzione del lavoratore, da parte delleagenzie autorizzate alla somministrazione, con contratto didurata non inferiore a sei mesi; b) determinare altresi, per un periodo massimo didodici mesi e solo in caso di contratti di durata noninferiore a nove mesi, il trattamento retributivo dellavoratore, detraendo dal compenso dovuto quantoeventualmente percepito dal lavoratore medesimo a titolo diindennita di mobilita, indennita di disoccupazioneordinaria o speciale, o altra indennita o sussidio la cuicorresponsione e collegata allo stato di disoccupazione oinoccupazione, e detraendo dai contributi dovuti perlattivita lavorativa lammontare dei contributifigurativi nel caso di trattamenti di mobilita e diindennita di disoccupazione ordinaria o speciale.". Il testo dellarticolo 20, comma 4 del citato decretolegislativo, come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 20. Condizioni di liceita (Omissis). 4. La somministrazione di lavoro a tempo determinato eammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico,produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche seriferibili allordinaria attivita dellutilizzatore. Efatta salva la previsione di cui al comma 1-bisdellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001,n. 368.La individuazione, anche in misura non uniforme, dilimiti quantitativi di utilizzazione della somministrazionea tempo determinato e affidata ai contratti collettivinazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamentepiu rappresentativi in conformita alla disciplina di cuiallarticolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001,n. 368.". Il testo dellarticolo 23del citato decreto
  22. 22. legislativo, come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 23. Tutela del prestatore di lavoro esercizio delpotere disciplinare e regime della solidarieta In vigore dal 6 aprile 2012 1. Per tutta la durata della missione presso unutilizzatore, i lavoratori dipendenti dal somministratorehanno diritto a condizioni di base di lavoro edoccupazione complessivamente non inferiori a quelle deidipendenti di pari livello dellutilizzatore, a parita dimansioni svolte. Restano in ogni caso salve le clausole deicontratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensidellarticolo 1, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n.196. 2. (abrogato). 3. Lutilizzatore e obbligato in solido con ilsomministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamentiretributivi e i contributi previdenziali. 4. I contratti collettivi applicati dallutilizzatorestabiliscono modalita e criteri per la determinazione ecorresponsione delle erogazioni economiche correlate airisultati conseguiti nella realizzazione di programmiconcordati tra le parti o collegati allandamento economicodellimpresa. I lavoratori dipendenti dal somministratorehanno altresi diritto a fruire di tutti i servizi socialie assistenziali di cui godono i dipendentidellutilizzatore addetti alla stessa unita produttiva,esclusi quelli il cui godimento sia condizionato allaiscrizione ad associazioni o societa cooperative o alconseguimento di una determinata anzianita di servizio. 5. Il somministratore informa i lavoratori sui rischiper la sicurezza e la salute connessi alle attivitaproduttive in generale e li forma e addestra alluso delleattrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dellaattivita lavorativa per la quale essi vengono assunti inconformita alle disposizioni recate dal decretolegislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successivemodificazioni ed integrazioni. Il contratto disomministrazione puo prevedere che tale obbligo siaadempiuto dallutilizzatore; in tale caso ne va fattaindicazione nel contratto con il lavoratore. Nel caso incui le mansioni cui e adibito il prestatore di lavororichiedano una sorveglianza medica speciale o comportinorischi specifici, lutilizzatore ne informa il lavoratoreconformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 19settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni edintegrazioni. Lutilizzatore osserva altresi, neiconfronti del medesimo prestatore, tutti gli obblighi diprotezione previsti nei confronti dei propri dipendenti ede responsabile per la violazione degli obblighi disicurezza individuati dalla legge e dai contratticollettivi. 6. Nel caso in cui adibisca il lavoratore a mansionisuperiori o comunque a mansioni non equivalenti a quellededotte in contratto, lutilizzatore deve darne immediatacomunicazione scritta al somministratore consegnandonecopia al lavoratore medesimo. Ove non abbia adempiutoallobbligo di informazione, lutilizzatore risponde in viaesclusiva per le differenze retributive spettanti allavoratore occupato in mansioni superiori e per leventualerisarcimento del danno derivante dalla assegnazione amansioni inferiori.
  23. 23. 7. Ai fini dellesercizio del potere disciplinare, chee riservato al somministratore, lutilizzatore comunica alsomministratore gli elementi che formeranno oggetto dellacontestazione ai sensi dellarticolo 7 della legge 20maggio 1970, n. 300. 7-bis. I lavoratori dipendenti dal somministratore sonoinformati dallutilizzatore dei posti vacanti pressoquestultimo, affinche possano aspirare, al pari deidipendenti del medesimo utilizzatore, a ricoprire posti dilavoro a tempo indeterminato. Tali informazioni possonoessere fornite mediante un avviso generale opportunamenteaffisso allinterno dei locali dellutilizzatore presso ilquale e sotto il cui controllo detti lavoratori prestano laloro opera. 8. E nulla ogni clausola diretta a limitare, ancheindirettamente, la facolta dellutilizzatore di assumereil lavoratore al termine della sua missione. 9. La disposizione di cui al comma 8 non trovaapplicazione nel caso in cui al lavoratore sia corrispostauna adeguata indennita, secondo quanto stabilito dalcontratto collettivo applicabile al somministratore. 9-bis. Resta salva la facolta per il somministratore elutilizzatore di pattuire un compenso ragionevole per iservizi resi a questultimo in relazione alla missione,allimpiego e alla formazione del lavoratore per il caso incui, al termine della missione, lutilizzatore assuma illavoratore.". Il testo dellarticolo 32 della legge 4 novembre 2010,n.183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, diriorganizzazione di enti, di congedi, aspettative epermessi, di ammortizzatori sociali, di servizi perlimpiego, di incentivi alloccupazione, di apprendistato,di occupazione femminile, nonche misure contro il lavorosommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e dicontroversie di lavoro), come modificato dalla presentelegge, e il seguente: "Art. 32. Decadenze e disposizioni in materia dicontratto di lavoro a tempo determinato In vigore dal 27 febbraio 2011 1.Il primo e il secondo comma dell articolo 6 dellalegge 15 luglio 1966, n. 604, sono sostituiti dai seguenti: «Il licenziamento deve essere impugnato a pena didecadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della suacomunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione,anchessa in forma scritta, dei motivi, ove noncontestuale, con qualsiasi atto scritto, ancheextragiudiziale, idoneo a rendere nota la volonta dellavoratore anche attraverso linterventodellorganizzazione sindacale diretto ad impugnare illicenziamento stesso. Limpugnazione e inefficace se none seguita, entro il successivo termine di duecentosettantagiorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria deltribunale in funzione di giudice del lavoro o dallacomunicazione alla controparte della richiesta di tentativodi conciliazione o arbitrato, ferma restando lapossibilita di produrre nuovi documenti formatisi dopo ildeposito del ricorso. Qualora la conciliazione olarbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiuntolaccordo necessario al relativo espletamento, il ricorsoal giudice deve essere depositato a pena di decadenza entrosessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo». 1-bis. In sede di prima applicazione, le disposizioni
  24. 24. di cui all articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presentearticolo, relative al termine di sessanta giorni perlimpugnazione del licenziamento, acquistano efficacia adecorrere dal 31 dicembre 2011. 2. Le disposizioni di cui all articolo 6 della legge15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano anche a tutti i casi diinvalidita del licenziamento. 3. Le disposizioni di cui all articolo 6 della legge15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano inoltre: a)ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione diquestioni relative alla qualificazione del rapporto dilavoro ovvero alla nullita del termine apposto alcontratto di lavoro, ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 deldecreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e successivemodificazioni. Laddove si faccia questione della nullitadel termine apposto al contratto, il termine di cui alprimo comma del predetto articolo 6, che decorre dallacessazione del medesimo contratto, e fissati in centoventigiorni, mentre il termine di cui al primo periodo delsecondo comma del medesimo articolo 6 e fissato incentottanta giorni; b) al recesso del committente nei rapporti dicollaborazione coordinata e continuativa, anche nellamodalita a progetto, di cui allarticolo 409, numero 3),del codice di procedura civile; c) al trasferimento ai sensi dellarticolo 2103 delcodice civile, con termine decorrente dalla data diricezione della comunicazione di trasferimento; d) (abrogata). 4. Le disposizioni di cui allarticolo 6 della legge 15luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 delpresente articolo, si applicano anche: a) ai contratti di lavoro a termine stipulati ai sensidegli articoli 1, 2 e 4 del decreto legislativo 6 settembre2001, n. 368, in corso di esecuzione alla data di entratain vigore della presente legge, con decorrenza dallascadenza del termine; b) ai contratti di lavoro a termine, stipulati anche inapplicazione di disposizioni di legge previgenti al decretolegislativo 6 settembre 2001, n. 368, e gia conclusi alladata di entrata in vigore della presente legge, condecorrenza dalla medesima data di entrata in vigore dellapresente legge; c) alla cessione di contratto di lavoro avvenuta aisensi dellarticolo 2112 del codice civile con terminedecorrente dalla data del trasferimento; d) in ogni altro caso in cui, compresa lipotesiprevista dall articolo 27 del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, si chieda la costituzione olaccertamento di un rapporto di lavoro in capo a unsoggetto diverso dal titolare del contratto. 5. Nei casi di conversione del contratto a tempodeterminato, il giudice condanna il datore di lavoro alrisarcimento del lavoratore stabilendo unindennitaonnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5ed un massimo di 12 mensilita dellultima retribuzioneglobale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nellarticolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604. 6. In presenza di contratti ovvero accordi collettivi
  25. 25. nazionali, territoriali o aziendali, stipulati con leorganizzazioni sindacali comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, che prevedanolassunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratorigia occupati con contratto a termine nellambito dispecifiche graduatorie, il limite massimo dellindennitafissata dal comma 5 e ridotto alla meta. 7. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 trovanoapplicazione per tutti i giudizi, ivi compresi quellipendenti alla data di entrata in vigore della presentelegge. Con riferimento a tali ultimi giudizi, ovenecessario, ai soli fini della determinazione dellaindennita di cui ai commi 5 e 6, il giudice fissa alleparti un termine per leventuale integrazione della domandae delle relative eccezioni ed esercita i poteri istruttoriai sensi dellarticolo 421 del codice di procedura civile.". Il testo dellarticolo 2 del citato decreto legislativon. 368 del 2001, e il seguente: "Art. 2.Disciplina aggiuntiva per il trasporto aereo edi servizi aeroportuali. 1. E consentita lapposizione di un termine alladurata del contratto di lavoro subordinato quandolassunzione sia effettuata da aziende di trasporto aereo oda aziende esercenti i servizi aeroportuali ed abbia luogoper lo svolgimento dei servizi operativi di terra e divolo, di assistenza a bordo ai passeggeri e merci, per unperiodo massimo complessivo di sei mesi, compresi traaprile ed ottobre di ogni anno, e di quattro mesi perperiodi diversamente distribuiti e nella percentuale nonsuperiore al quindici per cento dellorganico aziendaleche, al 1° gennaio dellanno a cui le assunzioni siriferiscono, risulti complessivamente adibito ai servizisopra indicati. Negli aeroporti minori detta percentualepuo essere aumentata da parte delle aziende esercenti iservizi aeroportuali, previa autorizzazione della direzioneprovinciale del lavoro, su istanza documentata delleaziende stesse. In ogni caso, le organizzazioni sindacaliprovinciali di categoria ricevono comunicazione dellerichieste di assunzione da parte delle aziende di cui alpresente articolo. 1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicanoanche quando lassunzione sia effettuata da impreseconcessionarie di servizi nei settori delle poste per unperiodo massimo complessivo di sei mesi, compresi traaprile ed ottobre di ogni anno, e di quattro mesi perperiodi diversamente distribuiti e nella percentuale nonsuperiore al 15 per cento dellorganico aziendale, riferitoal 1° gennaio dellanno cui le assunzioni si riferiscono.Le organizzazioni sindacali provinciali di categoriaricevono comunicazione delle richieste di assunzione daparte delle aziende di cui al presente comma.". Il testo dellarticolo 2 del decreto legislativo 14settembre 2011, n. 167 (Testo unico dellapprendistato, anorma dellarticolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre2007, n. 247), come modificato dalla presente legge, e ilseguente: "Art. 2. Disciplina generaleIn vigore dal 25 ottobre2011 1. La disciplina del contratto di apprendistato erimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero aicontratti collettivi di lavoro stipulati a livello
  26. 26. nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavorocomparativamente piu rappresentative sul piano nazionalenel rispetto dei seguenti principi: a) forma scritta del contratto, del patto di prova edel relativo piano formativo individuale da definire, anchesulla base di moduli e formulari stabiliti dallacontrattazione collettiva o dagli enti bilaterali, entrotrenta giorni dalla stipulazione del contratto; a-bis)previsione di una durata minima del contratto noninferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previstodallarticolo 4, comma 5 ; b) divieto di retribuzione a cottimo; c) possibilita di inquadrare il lavoratore fino a duelivelli inferiori rispetto alla categoria spettante, inapplicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro,ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedonoqualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimentodelle quali e finalizzato il contratto ovvero, inalternativa, di stabilire la retribuzione dellapprendistain misura percentuale e in modo graduale allanzianita diservizio; d) presenza di un tutore o referente aziendale; e) possibilita di finanziare i percorsi formativiaziendali degli apprendisti per il tramite dei fondiparitetici interprofessionali di cui allarticolo 118 dellalegge 23 dicembre 2000, n. 388 e allarticolo 12 deldecreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successivemodificazioni anche attraverso accordi con le Regioni; f) possibilita del riconoscimento, sulla base deirisultati conseguiti allinterno del percorso diformazione, esterna e interna alla impresa, della qualificaprofessionale ai fini contrattuali e delle competenzeacquisite ai fini del proseguimento degli studi nonche neipercorsi di istruzione degli adulti; g) registrazione della formazione effettuata e dellaqualifica professionale a fini contrattuali eventualmenteacquisita nel libretto formativo del cittadino di cuiallarticolo 2, comma 1, lettera i), del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276; h) possibilita di prolungare il periodo diapprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causadi sospensione involontaria del rapporto, superiore atrenta giorni, secondo quanto previsto dai contratticollettivi; i) possibilita di forme e modalita per la conferma inservizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, al termine del percorso formativo, al fine diulteriori assunzioni in apprendistato, fermo restandoquanto previsto dal comma 3 del presente articolo; l) divieto per le parti di recedere dal contrattodurante il periodo di formazione in assenza di una giustacausa o di un giustificato motivo. In caso di licenziamentoprivo di giustificazione trovano applicazione le sanzionipreviste dalla normativa vigente; m) possibilita per le parti di recedere dal contrattocon preavviso decorrente dal termine del periodo diformazione ai sensi di quanto disposto dallarticolo 2118del codice civile; nel periodo di preavviso continua atrovare applicazione la disciplina del contratto diapprendistato.Se nessuna delle parti esercita la facoltadi recesso al termine del periodo di formazione, ilrapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro
  27. 27. subordinato a tempo indeterminato. 2. Per gli apprendisti lapplicazione delle norme sullaprevidenza e assistenza sociale obbligatoria si estendealle seguenti forme: a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e lemalattie professionali; b) assicurazione contro le malattie; c) assicurazione contro linvalidita e vecchiaia; d) maternita; e) assegno familiare. 3. Il numero complessivo di apprendisti che un datoredi lavoro puo assumere, direttamente o indirettamente peril tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro aisensi dellarticolo 20 del decreto legislativo 10 settembre2003, n. 276, e successive modificazioni, non puo superareil rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzatee qualificate in servizio presso il medesimo datore dilavoro; tale rapporto non puo superare il 100 per centoper i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratoriinferiore a dieci unita. E in ogni caso esclusa lapossibilita di assumere in somministrazione apprendisticon contratto di somministrazione a tempo determinato dicui allarticolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276. Il datore di lavoro che non abbiaalle proprie dipendenze lavoratori qualificati ospecializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiorea tre, puo assumere apprendisti in numero non superiore atre. Le disposizioni di cui al presente comma non siapplicano alle imprese artigiane per le quali trovanoapplicazione le disposizioni di cui allarticolo 4 dellalegge 8 agosto 1985, n. 443. 3-bis. Lassunzione di nuovi apprendisti e subordinataalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine delperiodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti lanuova assunzione, di almeno il 50 per cento degliapprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dalcomputo della predetta percentuale sono esclusi i rapporticessati per recesso durante il periodo di prova, perdimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualoranon sia rispettata la predetta percentuale, e consentitalassunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelligia confermati, ovvero di un apprendista in caso di totalemancata conferma degli apprendisti pregressi. Gliapprendisti assunti in violazione dei limiti di cui alpresente comma sono considerati lavoratori subordinati atempo indeterminato, al di fuori delle previsioni delpresente decreto, sin dalla data di costituzione delrapporto. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis non siapplicano nei confronti dei datori di lavoro che occupanoalle loro dipendenze un numero di lavoratori inferiore adieci unita .". Il testo dellarticolo 4 del citato decreto legislativon. 167 del 2011, come modificato dalla presente legge, eil seguente: "Art. 4. Apprendistato professionalizzante o contrattodi mestiere In vigore dal 25 ottobre 20111. Possono essere assuntiin tutti i settori di attivita, pubblici o privati, concontratto di apprendistato professionalizzante o dimestiere per il conseguimento di una qualificaprofessionale a fini contrattuali i soggetti di eta

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