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Pagina 2 di 12Partecipanti al LaboratorioEditor:Luigi Stanziani, Marica Di Santo, Cinzia Celestini, Paride Antonangeli, Sa...
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Pagina 4 di 12ROMA IL PIANO DEI SERVIZI : DA RISPOSTA AI BISOGNI A RICONFIGURAZIONE DELLACITTA’ PUBBLICA.Già le prime osse...
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Pagina 6 di 12nuova popolazione di riferimento da analizzare e segmentare nei bisogni di scuola, sport, cultura,tempo libe...
Pagina 7 di 12L’articolazione del metodo è rappresentata nel diagramma di flusso costruito e rivistocostantemente durante ...
Pagina 8 di 12Punto di partenza per la programmazione e pianificazione urbanistica è l’analisi del territorio darapportare...
Pagina 9 di 122.2 – Valutazione della trasformabilità degli immobiliLa colonia fino al 1983 venne adibita allassistenza de...
Pagina 10 di 124.1 – Monitoraggio qualitativo dei servizi esistentiLe informazioni raccolte nelle schede, successivamente ...
Pagina 11 di 12certificazione di un sistema di qualità, le norme conosciute con il nome ISO 29000, aggiornatenel 1994 con ...
Pagina 12 di 12Rispondere alle difficoltà della popolazione di un territorio presuppone l’organizzazione di un“servizio al...
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La riqualificazione degli standard urbanistici

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Laboratorio intergenerazionale:"La riqualificazione degli standard urbanistici"

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La riqualificazione degli standard urbanistici

  1. 1. Pagina 1 di 12DIPARTIMENTO RISORSE UMANEDirezione Formazione e Tutela del LavoroU.O. Formazione e Sviluppo ProfessionaleServizio IILaboratorio intergenerazionaleLa riqualificazione degli standard urbanistici
  2. 2. Pagina 2 di 12Partecipanti al LaboratorioEditor:Luigi Stanziani, Marica Di Santo, Cinzia Celestini, Paride Antonangeli, Sarah DiPaolo, Maria Gabriella Salatini, Angelo Melato, Stefano Spinelli, Giacomo Rizzo, FrancescaConsolo, Angelo Lombardi, Maurizio Migliotti, Giovanni Fascinelli, Rosangela Spano,Roberto Rossi, Maurizio Cascio.Curatore del Laboratorio Francesca del MastroTrainer: Zaira ChiaeseEsperto: Vittoria CrisostomiContributi esterni con Interviste/incontriManuela Ricci (Università La Sapienza )Come si applica la normativa di riferimento nella città: tavola standard PRG, elaborazionestandard per Municipio, lottizzazioni convenzionate e piani attuativi in genere quali ad esempio iPdZ.Barbara Menghi (Roma Capitale Ufficio di Controllo Interno)Stima della dotazione necessaria al soddisfacimento dei fabbisogni pregressi, stima delladotazione necessaria per i nuovi insediamenti analisi della popolazione insediata: fontiinformative, variabili chiave da utilizzare, stesura tabelle, esempi di altri comuni. I nuovi bisogni disport cultura e tempo libero.Sara Di Loreto e Patrizia Ricci (Roma Capitale Municipio Roma XI )Un esempio: il piano dei servizi del sociale XI Municipio, struttura efficacia, raccordo con ifinanziamentiLaura Pogliani (Ricercatrice Politecnico Consulente per il Comune di Milano)Un caso di studio completo: il caso di Milano. Il piano dei servizi come componente strutturaledell’assetto del territorio.Aldo Patruno e Giovanni Formiglio (Agenzia del Demanio)Le politiche di valorizzazione degli immobili pubblici: una leva per lo sviluppo, un sistema diefficientamento delle città; le forme di partenariato pubblico/privato e piani di valorizzazione; lesperimentazioni fatte.Claudio Ialongo (ex Dirigente Ragioneria Roma Capitale)Elementi di valutazione dei costi di idoneizzazione degli immobili; il bilancio comunale:programmazione, costi, cofinanziamenti, mutui, fondi, PPP
  3. 3. Pagina 3 di 12DIPARTIMENTO RISORSE UMANE Direzione Formazione e Tutela del LavoroU.O. Formazione e Sviluppo Professionale Servizio IIPresentazioneLa formazione in un’organizzazione complessa come Roma Capitale, oltre asoddisfare il mantenimento, nasce anche per rispondere alle urgenze dettate dalcambiamento che impone di creare contesti cognitivi nuovi e più densi di significatodi quelli progettati in passato, in quanto i livelli di incertezza organizzativa richiedonopiù iniziativa personale e maggiore flessibilità delle risorse umane.La formazione è quindi oggi un vero “fattore critico” e deve provvederecostantemente ad alimentare le competenze professionali con approcci cheabbandonino i saperi standard (destinati all’obsolescenza) privilegiando invece ilsoggetto che apprende, il coinvolgimento di tutti (partecipanti, capi, docenti, tutors)nel processo formativo e lo sviluppo delle meta-competenze ( lettura del contesto;capacità di ricerca di informazioni e acquisizioni di nuove conoscenze; costruzione dinet-work di relazioni; capacità di trasferimento delle competenze in altri contesti,capacità di imparare ad imparare).Il progetto Orchestra rappresenta una modalità formativa che stimola le possibilitàdi apprendimento attraverso la collaborazione dei discenti che, allinterno di unacomunità di apprendimento, lavorano assieme e si confrontano in vista delraggiungimento di un obiettivo comune, in questo caso un progetto dimiglioramento.. Il setting in cui si realizza il lavoro collaborativo comprende oltrel’aula e il lavoro in gruppo lutilizzo di un wiki e diverse modalità di relazione e diconfronto. Lefficacia del processo di apprendimento si realizza in un clima direciproca fiducia e nella definizione progressiva e consensuale di compiti eresponsabilità reciproche.I benefici che si vogliono realizzare vanno oltre il ciclo di vita dei progetto/laboratorio di apprendimento, volendo tendere a produrre con queste metodologie discambio, di integrazione e di lavoro comune, non solo la crescita di nuovecompetenze e professionalità delle risorse dell’ente, ma una migliore performancedell’organizzazione, nuova progettualità, la riorganizzazione e o la creazione di nuoviservizi per la cittadinanza, lo scambio dei risultati con altre reti professionali/socialinon previste originariamente.
  4. 4. Pagina 4 di 12ROMA IL PIANO DEI SERVIZI : DA RISPOSTA AI BISOGNI A RICONFIGURAZIONE DELLACITTA’ PUBBLICA.Già le prime osservazioni nella relazione al PRG di Roma sulle dotazioni degli standard pubbliciper gli abitanti insediati prendono atto di una non perfetta rispondenza tra gli enunciati di legge ela realtà.Si constata infatti che al 1971 alla presenza di 2,8 mil di abitanti corrispondevano 3,1 mil distanze, la stessa ripartizione nel 1998 vede 2,8 mil di abitanti corrispondere a 4,5 mil di stanze,secondo un indice di affollamento medio urbano di 1,08 stanze totali /stanze occupate. L’esuberoè il primo segnale di una non perfetta rispondenza tra DM 1444/68 e la realtà.Nel PRG si evidenzia poi che le stanze realizzate dal 1962 al 1998, pari a 93 mil di mc., vedonoinsediati 630.000 abitanti con un indice di occupazione pari a 147,2 mc /abitante. Pertantol’indice fissato dal DM risulta superato, e per i calcoli successivi verrà fissato in 120 mc /abitante.Passando poi alle dotazioni esistenti il PRG osserva una dotazione complessiva esistente di4926 ha, pari a 16,5 mq per abitante, di poco inferiore allo standard di legge. A frontedell’esistente il PRG prevede, sommando le iniziative già programmate dal vecchio con quelle daattivarsi con la gestione del nuovo, una dotazione complessiva di 11.576 ha per 3.324.000.000abitanti previsti, pari a 34,8 mq/abitante.Si aggiunga che la distribuzione delle aree esistenti è incastonata prevalentemente nelletrasformazioni derivanti da lottizzazioni convenzionate che vedono un contributo del 38% di areeper servizi a fronte di un incremento del peso insediativo del 16%.Vanno aggiunte ulteriori notazioni come ad esempio l’evidente esubero delle aree previste nellacittà della trasformazione che, saldando il debito pregresso della città storica, della cittàconsolidata, della città da ristrutturare, portano il bilancio di dotazioni in positivo.Infine le dotazioni di livello urbano, esclusi i grandi parchi, piuttosto esigue si attestano su un 2,7mq per abitante, rispettando la norma ma segnalando una ancora debole polarizzazione diRoma come città di offerta dei servizi.La distribuzione quantitativa può, almeno da punto di vista dei numeri, risultare soddisfacente,tuttavia se si svolge una lettura delle modalità organizzative, distributive e morfologiche delledotazioni esistenti, si può evidenziare un panorama non del tutto soddisfacente.Nelle zone F del vecchio PRG, realizzate con licenza assistita da atto d’obbligo alla cessionedelle aree pubbliche, le dotazioni di servizi previste non sono state realizzate e spesso le aree
  5. 5. Pagina 5 di 12non sono state acquisite. I tessuti sono stati saturati da edifici costruiti abusivamente o sonorimasti lotti abbandonati inedificati.Nei Piani di Zona ex 167/62 le dotazioni di aree, deliberatamente sovradimensionate percompensare i quartieri limitrofi, o non sono del tutto acquisite o sono acquisite in ritardo e offronoun panorama misto degli edifici pubblici strettamente necessari, con una progettazione egestione di livello medio basso, ed aree ancora in attesa di trasformazione.Nei piani di lottizzazione convenzionata l’acquisizione delle aree è garantita , ma, una voltarealizzate le attrezzature dovute dall’operatore privato, non sempre vengono completate le partirimaste a carico del pubblico.Va poi notato che in genere i piani attuativi hanno una dimensione piuttosto limitata, spesso tra itremila/ cinquemila, a volte diecimila abitanti. Con tale taglia possono venire replicati servizi dibase ma non si possono aggiungere servizi di una certa complessità, quale ad esempio unabiblioteca.Nelle zone “O” per le quali sono spesso approvati i piani di recupero, i servizi alla popolazioneconsistono in piccoli complessi integrati ed aree per parcheggio pubblico. Per essi a tutt’oggi,stante la mancanza di fondi, vengono costruite nei piani miniconvenzioni con la logica dellacompensazione /perequazione per evitare l’esproprio, che alla piccola taglia degli interventiaggiungono la complessità procedurale e amministrativa, più il comportamento fluttuantedell’operatore privato.Nelle zone ex abusive di nuova perimetrazione, i cosiddetti toponimi, è tipica l’edificazionespontanea agiata con una modalità insediativa monofamiliare che riproduce al suo internoscampoli privati delle dotazioni di servizi urbani pubblici: il verde, la piscina, la sala hobby, ilparcheggio interno.Ne viene fuori un quadro in cui l’offerta non corrisponde più alla composizione sociale deibisogni: invecchiamento della popolazione, aspettative di vita, modalità di acquisizione deiservizi, nuovi modelli per la cultura e il tempo libero, in genere più articolati più distribuiti e piùspecializzati. Dall’altra il quadro dell’offerta territoriale non si sovrappone a ciò che era statoprogrammato e disegnato nei piani, alle dotazioni non fa riscontro il fruitore che era statoimmaginato. E’ necessario un ridisegno completo della città pubblica.I Programmi di riqualificazione urbana da più di un decennio avviati (PRU, PRIU, PRUSST)possono offrire oggi una prima mappa della riqualificazione e del ridisegno della città pubblica,rimasto più nelle intenzioni e negli obiettivi che non nelle scarse e profondamente modificaterealizzazioni.Oggi serve un piano delle performances della città dove viene realizzato ciò che serve per dareun attributo di urbanità agli insediamenti stratificati nel tempo, rispondente ai bisogni di una
  6. 6. Pagina 6 di 12nuova popolazione di riferimento da analizzare e segmentare nei bisogni di scuola, sport, cultura,tempo libero, sanità , assistenza.In questo senso il PRG all’art 83 comma 6 delle nta prevede la predisposizione di un“Programma di acquisizione, utilizzazione e gestione delle aree destinate a servizi pubblici”esteso a congrui ambiti territoriali, che venga periodicamente aggiornato. Può essere predispostodai Municipi e approvato in Assemblea, nonché fare parte della carta degli obiettivi Municipali.Su quanto finora detto si è innestato un percorso formativo, organizzato e svolto dal DipartimentoRisorse Umane di Roma Capitale, nel progetto denominato “Orchestra – Saperi all’Opera” disperimentare una possibile metodologia di costruzione del Piano dei Servizi di Roma Capitale,verificando ogni passo della metodologia proposta con esperti del settore.Viene qui presentato il risultato, consistente in un diagramma di metodo ed una descrizione deisingoli passi racchiusi in una prima fase di analisi (verde), una di valutazione e sintesi (violetto),una di scelte e verifiche di fattibilità (blu), e descritte attraverso una breve relazione. Il metodopuò essere applicato ed esportato in ciascuno dei Municipi della Capitale, avendo utilizzato il X-(ex XIII) come Municipio campione, soprattutto alla luce delle nuove perimetrazioni dei Municipi edelle autonomie locali da irrobustire.Il titolo del progetto e SPXQR ossia “Piano dei Servizi per la Qualità di Roma”. Prendiamo sind’ora l’impegno di portare un Piano completo per la prossima occasione.
  7. 7. Pagina 7 di 12L’articolazione del metodo è rappresentata nel diagramma di flusso costruito e rivistocostantemente durante le attività del laboratorio.Proposta di progetto1 – Analisi del TerritorioLa città di Roma insiste su un territorio non omogeneo sin dalla nascita e, con i successiviinsediamenti, lagglomerato urbano ha inglobato altri elementi disuguali spesso evidenziati nellatoponomastica come ad esempio Valle Aurelia o Colli della Serpentara.Lespansione cittadina rende non sempre agevole il collegamento tra i quadranti urbanizzati giàcongestionati da una crescita, per anni, priva di piano regolatore e fortemente abusiva nellezone periferiche.L’evoluzione della morfologia del territorio è un processo, complesso e interdipendente da diversifattori, molto importanti per la vita delle comunità e lo sviluppo sostenibile del territorio.
  8. 8. Pagina 8 di 12Punto di partenza per la programmazione e pianificazione urbanistica è l’analisi del territorio darapportare alla popolazione che lo occupa ed alle esigenze di convivenza da programmare inun Piano dei Servizi.1.1 – Aree occupate - Aree previste dal piano - Aree liberePer poter individuare un’area destinata o da destinare a servizio pubblico si deve procedere conun attento studio della zona interessata dal “Piano dei servizi”, che riguarderà non solo l’aspettourbanistico, certamente prioritario, ma anche altri aspetti non di minore importanza ( ambientali,biologici, storico archeologici, di accessibilità, ecc), per giungere ad identificare in unadeterminata area quella idonea ad un futuro intervento.Possimao quindi partire con l’individuazione delle aree già destinate a servizi attraversol’osservazione degli elaborati del P.R.G. vigente, da quelli descrittivi a quelli gestionali ma nelnostro specifico caso ci soffermeremo sugli elaborati G8 “Standard urbanistici”.1.2 – Valutazione sulle areeLanalisi delle aree vista nel paragrafo precedente permette di individuare le superfici disponibiliper la realizzazione degli interventi in relazione alle carenze di standard dei servizi riscontrate sulterritorio.Oggi si ritiene opportuno evitare le procedure di esproprio sia per i costi che per i tempidattuazione di intervento, pertanto le aree occupate sono poco appetibili per un utilizzo a finepubblico.Altra valutazione deve essere sulle aree libere da utilizzare come scambio per liberare areeoccupate nei quadranti dove il consolidamento urbano impedisce ogni tipo di intervento.Detto quanto sopra si sottolinea che il nuovo P.R.G.della Città di Roma ha previsto unadotazione di Standard Urbanistici totali superiori ai minimi previsti dal D.M. 02/04/68 vale a dire34,8 mq/ab, chiaramente alcune zone (quelle ricadenti in ambito città Storica e città Consolidata)sono più carenti per alcune tipologie di servizi ma vengono ampiamente compensatedai servizi realizzati o previsti nei nuovi edificati urbani (riconducibili alle aree periferiche).2 – Analisi del patrimonio pubblicoLanalisi del patrimonio pubblico esistente in una determinata area cittadina è un lavorocomplesso e molto delicato. La complessità è dovuta alle tante possibili "proprietà" presenti inuna città di antica fondazione e storia di cui Roma è la massima rappresentante.Oltre alle strutture centrali dello Stato, a Roma sono presenti tutte le ammininistrazioni pubbliche,spesso con la doppia sede, locale e nazionale (regione, provincia, comune, Enti previdenziali,sanitari, militari, di ricerca, ecc.).Fondamentale per l’analisi del Patrimonio pubblico esistente in una determinata area è lacollaborazione con l’Agenzia del Demanio.Da evidenziare che lindividuazione dei beni, sia nel caso di quelli di proprietà statale in usogovernativo che di quelli di proprietà di terzi condotti dalle Amministrazioni centrali in regime dilocazione passiva, è stata condotta sulla base delle informazioni amministrative disponibilidallAgenzia e, con particolare riferimento agli immobili condotti in regime di locazione passiva,sulla base delle informazioni messe a disposizione dalle Amministrazioni utilizzatrici.2.1 – Patrimonio utilizzabilePer quanto riguarda il patrimono utilizzabile è stata analizzata La colonia marina "VittorioEmanuele".
  9. 9. Pagina 9 di 122.2 – Valutazione della trasformabilità degli immobiliLa colonia fino al 1983 venne adibita allassistenza dei bambini più bisognosi delle famiglieromane. Gestita da suore, fu prima utilizzata tutto lanno, in seguito solo nel periodo estivo. IlVittorio Emanuele è stata anche la sede per diversi anni del comando della polizia municipale(trasferita nei pressi la stazione Lido Nord) mentre oggi ospita il centro anziani, la Caritas, labiblioteca Elsa Morante, lostello della gioventù, il Teatro del Lido, mentre una parte dellacostruzione è tuttora occupata da famiglie disagiate.Per lex Colonia marina sembra prospettarsiun destino diverso: un centro di aggregazione sociale ed ora anche religioso. Infatti dopo lanascita della moschea nei seminterrati delledificio, sembra che le parti politiche abbianoespresso opinione favorevole per rendere la struttura un simbolo di apertura verso le diversitàculturali e religiose, non si esclude nel futuro la costruzione di una sinagoga e magari larestituzione alla Cappella mai sconsacrata della sua primitiva funzione.Nel recente e recentissimo passato c’è stato chi voleva farne un centro di accoglienza per senzadimora e questa idea ha avuto come conseguenza una occupazione illegale; altri avevanoventilato di volerci fare un casinò senza per altro conoscere la legge che non lo consente:insomma idee stravaganti e disorganiche che non hanno contribuito a superare -almeno a livelloprogettuale- la frammentarietà delle diverse iniziative.2 – Analisi DemograficaScopo dell’analisi demografica è la trasformazione delle informazioni statistiche grezze in datielaborati al fine di renderli significativi. Tale trasformazione si attua attraverso le operazioni disistemazione dei dati in tabelle, nella loro opportuna sintesi attraverso indici, etc.L’analisi della distribuzione di una popolazione in funzione di una o più variabili, quali età, sesso,stato civile, livello d’istruzione, professione etc., ossia in funzione delle sue caratteristichestrutturali, assume un rilievo fondamentale in demografia in quanto, attraverso strumentimatematico-statistici in grado di rappresentare e sintetizzare la distribuzione di una popolazionein funzione di tali variabili, permette di rendere immediate eventuali affinità o differenze trapopolazioni a confronto, inoltre consente di porre le basi per previsioni demografiche.Un’analisi che può essere condotta è quella, ad esempio, della struttura per età ed è difondamentale interesse disporre di grafici e indici dai quali si possa evincere in quale misura lacomposizione per età di una popolazione possa influenzare l’evoluzione dei tassi di natalità e dimortalità, lo stato di avanzamento del processo di invecchiamento demografico che a sua voltadipende dall’andamento attuale o passato delle nascite e dei decessi.3.1 - Indici riassuntiviSi ritenuto opportuno applcare l’analisi sopra descritta al Municipio XIII.4 – Analisi offerta dei ServiziQualsiasi tipo di pianificazione dei servizi da offrire in un contesto territoriale definito, ha un sicuropunto di partenza: l’analisi di ciò che esiste già. Solo dopo aver approcciato un’analisi qualitativae quantitativa dei servizi esistenti si può pensare ad una loro razionalizzazione e/odimensionamento localizzazione.Per quanto riguarda il quadro conoscitivo dei servizi esistenti occorre innanzitutto premettereche, per una corretta e completa ricognizione dell’offerta è opportuno considerare il servizioofferto quale “sommatoria” di due diverse componenti:• l’attrezzatura, intesa come struttura fisica che “ospita” un’attività• l’attività che ente, associazione o privato offrono all’utente.
  10. 10. Pagina 10 di 124.1 – Monitoraggio qualitativo dei servizi esistentiLe informazioni raccolte nelle schede, successivamente utilizzate per la valutazione del livelloqualitativo di ogni singola attrezzatura e attività, sono organizzate e restituite, per ciascuna areatematica, in relazioni sintetiche, che forniscono un quadro sufficientemente esaurientedell’offerta analizzata e, al tempo stesso, anticipano alcuni indirizzi ed indicazioni di sintesi,propedeutici alla fase più propriamente programmatoria e progettuale.Per la valutazione dei servizi censiti si può scegliere di mantenere la distinzione tra attrezzatura eattività, utilizzata per l’elaborazione delle diverse schede di rilevazione.Per la valutazione qualitativa di ogni attrezzatura e attività occorre individuare degli indicatorispecifici (a volte anche sulla base di riferimenti normativi odi prescrizioni tecnico-progettuali) eper ognuno di questi va definito il livello minimo di qualità cui ogni attrezzatura o attività deverispondere.4.2 – Ascolto dei Cittadini sui servizi esistentiParticolarmente efficaci sulla rilevazione del grado di soddisfazione di un servizio risultanoessere i questionari somministrati agli utenti al momento della fruizione dei servizi. Questionarisomministrati a popolazione indifferenziata possono offrire invece spunti sulla possibilitàdi servizi alternativi da offrire. La modalità delle interviste telefoniche può rappresentare unavalida alternativa ai questionari. Tutti gli “attori” sono interpellati ad esprimere ilgradimento sui servizi esistenti al fine di consentire una valutazione dell’efficacia dei servizi edelle criticità significative riscontrate.4.3 – Valutazione bisogni soddisfattiChiave di volta per la una corretta lettura delle esigenze del territorio e di chi vi abita, è oltrel’appropriata selezione degli indicatori che meglio rappresentano le caratteristichedei servizi offerti di cui si è data una rapida disamina, insieme ad una critica lettura dei risultatiottenuti con l’indagine effettuata. Tali operazioni ed in particolare la lettura dei dati raccolti,consentono di individuare quanta parte della domanda è soddisfatta dai servizi offerti e quantainvece rimane insoddisfatta. Va precisato però che la lettura arguta di tali dati consente diottenere un’ulteriore risultato quello di individuare nuove tendenze della domanda che, per la loronovità, ancora non rientrano nel novero dei servizi offerti. E’ essenziale pertanto che la lettura deidati entrati in ricognizione sia confrontata con i dati che emergono dagli indicatori demograficielaborati.Questo confronto offre già una misura di quanto i servizi offerti siano in armonia con le dinamichee le caratteristiche della popolazione residente.4.4 – Valutazione Bisogni da soddisfareDal confronto tra offerta e domanda e dalle valutazioni sulla fruibilità, accessibilità e qualitàemergono i punti di forza e i punti di debolezza, i limiti e le opportunità da tradurre in strategiesulla base delle quali individuare il progetto del Piano dei Servizi. Le strategie sono poiconfrontate con i bisogni da soddisfare, operando anche scelte che si basano sulla fattibilità ela sostenibilità economico-finanziaria del piano e delle sue previsioni (con particolare riferimentoal programma triennale delle opere pubbliche). Il disegno dei bisogni non soddisfatti nasce dalconfronto tra offerta di servizi e popolazione insediata e insediabile, nonché dal contributo, intermini diservizi, che emerge dalla totale attuazione dei Piani Attuativi e degli Ambiti diTrasformazione.4.5 – Valutazione bisogni aggiuntivi di qualitàl rilevante compito di diffusione della cultura della qualità è stato assolto dallOrganizzazioneInternazionale per le Standardizzazioni ISO che, già dal 1987, aveva adottato in tema di
  11. 11. Pagina 11 di 12certificazione di un sistema di qualità, le norme conosciute con il nome ISO 29000, aggiornatenel 1994 con il nomeISO 9000, fino alle recenti versioni del 2000, del 2005 e del novembre 2008.In ogni versione loggetto delle norme è stato notevolmente modificato.Nelle ultime versioni, ISO 9000:2000 e ISO 9000:2005 a cui corrispondono le ISO 9001:2000 eISO 9001:2008, lattenzione della norma si è infine spostata sullefficacia e sul miglioramentocontinuo dei processi aziendali.Si è passati da un approccio basato sullispezione e sul controllo finale del prodotto, ad unapproccio gestionale integrato in cui il coinvolgimento di tutto il personale, la pianificazione, ladocumentazione dellattività e latteggiamento volto al miglioramento continuo, diventano i cardinidel nuovo modello di gestione. La qualità diventa una vera e propria strategia competitiva partedella missione aziendale, e quindi il fine di un processo produttivo e progettuale.5 – Trasformabilità del TerritorioLassetto del territorio, oltre che una primaria attività economica, deve poter consentire unarmonioso sviluppo della città, dei luoghi di vita e di lavoro. Spesso però la pianificazione nonriesce a regolare pienamente i processi e sul territorio rimangono i segni fisici di una disarmonicaazione che la collettività paga alla disordinata crescita urbana. A Roma il problema è significativoe riguarda anche molti quartieri consolidati.I processi di riqualificazione dei manufatti in disuso se ben condotti rappresentano opportunitàper la collettività in quanto si possono realizzare nuove attrezzature e servizi, creare capacitàattrattiva per il quartiere ed una effettiva integrazione dal punto di vista urbano.La finalità deve essere elevare la qualità dello spazio urbano con opportuni inserti edilizi,implementando le dotazioni di servizi a scala di quartiere, migliorando le connessioni con linteroambito territoriale ed in genere rendendo ledilizia più aderente alla moderna concezionedellabitare e del costruire sostenibile.Quindi è necessaria una rigenerazione urbana con lobiettivo di riorganizzare il patrimonio edilizioe lassetto urbano esistenti.5.1 – Scelta"Ripartire dalla città" è lo slogan usato anche nel D. L. 83/12 : Misure urgenti per la crescita delpaese, ma è uno slogan dalle troppe interpretazioni, e al quale non segue una scelta reale delladirezione da prendere. E la scelta deve necessariamente passare per unattenta valutazionetecnica, amministrativa e finanziaria, ma soprattutto coinvolgere la partecipazione dei cittadini, inmaniera mirata.5.2 – Valutazione tecnica amministrativa e finanziariaNel corso degli ultimi tempi è andato consolidandosi l’indirizzo della giurisprudenza della CorteCostituzionale in materia di finanza pubblica che attribuisce al vincolo di copertura finanziariadelle leggi di spesa, individuato dall’articolo 81, quarto comma, della Costituzione, un ruolofondamentale nella tutela dell’equilibrio economico-finanziario dei conti pubblici. Tutela di unequilibrio presente e futuro (o meglio, in sintesi, “equilibrio per il futuro”) che si è tradotta in unaserie di limitazioni, per il legislatore ordinario, dirette a garantire l’allineamento strutturale tra isaldi di bilancio, al fine di assicurare la stabilità delle finanze pubbliche nel lungo periodo, pur afronte di congiunture economiche di segno negativo.La sottovalutazione dei costi reali delle autorizzazioni di spesa ha rappresentato un punto debolenell’azione di governo della finanza pubblica, ponendosi come una delle principali causedell’incremento del deficit del bilancio pubblico nazionale.5.3 – Partecipazione dei Cittadini
  12. 12. Pagina 12 di 12Rispondere alle difficoltà della popolazione di un territorio presuppone l’organizzazione di un“servizio alla popolazione” che deriva necessariamente da una progettazione collettiva. Questocomporta un ruolo nuovo per il Comune, che deve trasformarsi da Ente erogatore di servizi asoggetto di “governante”, condizione che facilita l’organizzazione, in funzione della risposta aibisogni evidenziati, da parte dei soggetti privati.6 – Piano dei ServiziIl Piano dei servizi cura l’armonizzazione tra insediamenti funzionali e il sistema dei servizi e delleattrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale.In particolare nel Piano il quadro conoscitivo dei servizi fornisce una ricognizione dell’offertadi servizi, pubblici e privati, presenti sul territorio comunale e identifica i fabbisogni correnti epregressi, al fine dell’elaborazione di un progetto complessivo di servizi che abbia comepresupposto la conoscenza approfondita dei servizi esistenti sul territorio.L’importanza degli aspetti qualitativi, attuativi e gestionali dei servizi nasce come risposta allenecessità di adeguare il computo degli standard urbanistici alle mutate condizionisocioeconomiche e di qualità della vita.Oggi il Piano dei servizi ha acquistato valore di atto autonomo a riconoscimento della centralitàdelle politiche ed azioni di governo inerenti le aree e le strutture pubbliche e di interesse pubblicoo generale e della dotazione ed offerta di servizi e diviene quindi uno strumento fondamentaleper il raggiungimento di requisiti di vivibilità e di qualità urbana che il governo del territorio localedeve perseguire.7 – Verifica dei risultatiLa verifica dei risultati prodotti dal Piano dei servizi, in una città delle dimensioni di Roma, èovviamente possibile solo dopo un congruo numero di anni.Il soddisfacimento dei bisogni è un concetto che ha necessità di un metodo di misurazioneoggettivo; si escludono quindi i metodi tipicamente commerciali delle interviste a campione, cherisentono della diversità socio/culturale dei soggetti intervistati Il controllo del progetto è quellacomponente che serve a tenere il progetto in linea con i piani di rilascio, i tempi e i costi.Esso inizia contestualmente alla fase di pianificazione e finisce con la verifica dei deliverablerilasciati, attraversando ogni fase del progetto. Per ciascun progetto dovrebbe essere valutato illivello di controllo necessario più appropriato: un controllo troppo articolato ne innalzerebbeinutilmente i costi, un controllo troppo superficiale ne aumenterebbe pericolosamente i rischi.Se il controllo di progetto non venisse eseguito correttamente, il costo della realizzazionedovrebbe prevedere anche i costi per la sistemazione degli errori (intesi in generale comedifformità dalle specifiche desiderate) e delle revisioni/ispezioni addizionali.

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