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La pubblicita

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La pubblicita

  1. 1. LA PUBBLICITA’ Progetto EDUCO
  2. 2. La Pubblicità <ul><li>La pubblicità rientra nell’ambito delle argomentazioni persuasorie, cioè quel tipo di comunicazioni che mirano non tanto alla trasmissione di concetti o di messaggi, quanto piuttosto all’indurre a un preciso comportamento: la messa in atto dell’acquisto del prodotto pubblicizzato. </li></ul><ul><li>Per essere convincente la pubblicità non deve solo fornire informazioni sul prodotto ma deve creare un’impressione, deve persuadere attraverso argomenti emotivi. </li></ul>
  3. 3. La Pubblicità (2) <ul><li>“ La pubblicità deve cercare di affascinare i consumatori, giocando soprattutto sulle capacità d’impatto emozionale e diventando così tutt’uno con la seduzione” . </li></ul><ul><li>Baudrillard, 1987. </li></ul>
  4. 4. <ul><li>La pubblicità fa leva su due aspetti del target group: </li></ul><ul><li>1 l’aspetto cognitivo </li></ul><ul><li>2 l’aspetto emotivo </li></ul><ul><li>È molto più semplice per un produttore di spot pubblicitari “controllare” il primo degli aspetti sopra-elencati. </li></ul><ul><li>Dando informazioni sul prodotto in maniera chiara e semplice si riesce a far “ cognoscere ” al target group le informazioni ritenute rilevanti per la persuasione all’acquisto del bene o servizio pubblicizzato . </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Più complesso risulta invece riuscire a governare le emozioni, le sensazioni, gli aspetti emotivi del target group. </li></ul><ul><li>Occorre uno studio di fondo prima di passare alla costruzione dello spot, in quanto è necessario capire su quali emozioni occorre far leva al fine di ottenere il risultato sperato. </li></ul><ul><li>Per i prodotti di lusso si utilizzano spesso degli spot in cui sono presenti persone vincenti, che vivono una vita da favola tra i lustrini di un mondo fatto di sogni e divertimento, così da associare il prodotto alla realtà riprodotta nello spot (si pensi alla pubblicità di Chanel con Nicole Kidman) </li></ul>
  6. 6. L’aspetto emotivo Seppur più difficile da governare l’aspetto emotivo è quello che assicura una maggiore fidelizzazione della clientela, pertanto è l’aspetto sul quale si concentrano maggiormente le attenzioni dei creatori degli spot. Oggi sempre di più siamo spettatori di spot pubblicitari con delle trame a puntata che distolgono l’attenzione dalle caratteristiche funzionali del prodotto, ma allo stesso tempo scrivono in modo indelebile il marchio o il prodotto o il servizio in sé nella nostra mente (senza per questo aver appreso a fondo le sue caratteristiche).
  7. 7. <ul><li>Si vuole mediante lo spot associare al consumo del prodotto un’emozione positiva. </li></ul><ul><li>Tutto ciò è possibile mediante uno spot appositamente studiato, per la cui creazione sono coinvolti dai creativi agli esperti di Marketing e Comunicazione; tale spot, spesso, viene sottoposto all’attenzione del target group con un’alta frequenza (soprattutto all’inizio), così da rendere effettiva l’associazione su menzionata. </li></ul>
  8. 8. <ul><li>La pubblicità spesso, mediante il suo uso intensivo, produce dei fenomeni sociali o delle espressioni che entrano nel linguaggio comune e sono frequentemente utilizzati nei discorsi di ogni giorno. </li></ul><ul><li>Un esempio potrebbe essere il vocabolo “buonasera” utilizzato con un intercalare comico da uno spot di pochi anni fa: molte persone avevano in quel periodo preso l’abitudine di salutare con quell’intercalare. </li></ul><ul><li>Se il pay-off (frase spesso di chiusura tipo dove c’è barilla c’è casa) o altri aspetti della pubblicità entrano nella nostra quotidianità, allora probabilmente si è riusciti a far leva sull’aspetto emotivo del pubblico, il quale sarà fortemente influenzato dalla pubblicità durante i suoi acquisti </li></ul>
  9. 9. <ul><li>Ogni giorno siamo sottoposti a tantissimi messaggi pubblicitari e molto spesso lo siamo inconsciamente. </li></ul><ul><li>Infatti, frequentemente trascuriamo alcuni mezzi che veicolano i messaggi pubblicitari e percepiamo come tali solo quelli che arrivano dai mezzi più convenzionali, come ad esempio la televisione, la stampa, il cinema, i cartelloni (pubbl. esterna). </li></ul><ul><li>In realtà, in moltissimi altri casi siamo sottoposti alla pubblicità: </li></ul><ul><li>se un nostro amico indossa una felpa con su il logo e/o il marchio sta involontariamente facendo pubblicità; andando al centro commerciale siamo continuamente “bombardati” dalla pubblicità, sia con i volantini, le affissioni, sales promotion ma anche dalla posizione dei prodotti sugli scaffali nonché dalla loro confezione. </li></ul>
  10. 10. PRINCIPALI MEZZI USATI PER VEICOLARE IL MESSAGGIO PUBBLICITARIO <ul><li>TELEVISIONE </li></ul><ul><li>RADIO </li></ul><ul><li>CINEMA </li></ul><ul><li>STAMPA </li></ul><ul><li>CARTELLONI </li></ul><ul><li>ABBIGLIAMENTO </li></ul><ul><li>SALES PROMOTION </li></ul><ul><li>CONTATTO TELEFONICO </li></ul><ul><li>CONFEZIONI DEI PRODOTTI </li></ul><ul><li>INTERNET </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Dati i numerosi mezzi utilizzabili per veicolare il messaggio pubblicitario, il fenomeno della pubblicità presenta parecchie sfaccettature che andrebbero analizzati caso per caso, seppur presentano tutte una caratteristica di fondo: spingere all’acquisto del prodotto in maniera “acritica”. </li></ul><ul><li>Numerosi studi vengono condotti al fine di capire eventuali relazioni tra i colori, i suoni, le immagini utilizzati negli spot e le reazioni che generano negli spettatori. </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Non sempre siamo consapevoli di esser sottoposti a messaggi pubblicitari, seppur la “riconoscibilità” della pubblicità è un obbligo dettato dai codici che disciplinano la pubblicità. </li></ul><ul><li>Si pensi al fenomeno del “product placement” che sta prendendo sempre più piede anche nel cinema italiano. </li></ul><ul><li>Il “ product placement ” consiste nel pubblicizzare un prodotto inserendo il messaggio pubblicitario all’interno della trama di un film o di un telefilm senza però risultare pubblicità occulta. </li></ul><ul><li>La pubblicità si definisce occulta qualora non sia data notizia allo spettatore che si sta assistendo ad un messaggio pubblicitario. </li></ul><ul><li>Tale forma di pubblicità è illegale. </li></ul><ul><li>Affinché il “product placement” sia ammesso occorre quindi che venga data notizia che all’interno del film è presente uno spot. </li></ul><ul><li>Tale notizia viene data nei titoli di coda. </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Il product placement è tipico del cinema made in USA, e di recente si sta affacciando anche nel cinema italiano. </li></ul><ul><li>Sono sempre più le imprese che decidono di finanziare dei film in cambio di visibilità all’interno di questi. </li></ul><ul><li>Il più delle volte il product placement serve per lanciare un nuovo prodotto o una nuova marca. </li></ul><ul><li>L’ultima frontiera del product placement sono i videogiochi: </li></ul><ul><li>oggi è possibile per i giocatori costruire il proprio personaggio del videogioco, vestendolo a proprio piacimento seppur le opzioni che si hanno a disposizione per l’abbigliamento sono tutti di note marche d’abbigliamento (in genere sportivo). </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Il grande potere di influenza dei mass-media e più in particolare della pubblicità, ha portato il legislatore ad emanare una serie di norme volte a regolamentare questo importante strumento e a tutelare i pubblici deboli (anziani e bambini). </li></ul><ul><li>Il decreto legislativo 206/2005 all’articolo 19 c. 2 stabilisce i caratteri della pubblicità: </li></ul><ul><li>- palese </li></ul><ul><li>- veritiera </li></ul><ul><li>- corretta </li></ul><ul><li>Il non rispetto dei caratteri sopra-elencati può essere motivo di segnalazione all’ente competente al fine di sospendere la pubblicità al più presto. </li></ul>
  15. 15. AGCM <ul><li>L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCM) ha, tra gli altri, il compito di vigilare sulla pubblicità e può irrorare sanzioni e sospendere la campagna pubblicitaria in caso di pubblicità ingannevole. </li></ul><ul><li>A tal fine è preposto l’Ufficio Pubblicità Ingannevole al quale qualsiasi consumatore può segnalare l’ingannevolezza di un messaggio pubblicitario. </li></ul>
  16. 16. Pubblicità Ingannevole <ul><li>Si definisce pubblicità ingannevole qualsiasi messaggio pubblicitario (veicolato mediante qualsiasi strumento) che può condizionare il comportamento d’acquisto del pubblico ricevente mediante la trasmissione di messaggi non veritieri o mediante l’omissione di importanti caratteristiche o clausule contrattuali. </li></ul>
  17. 17. IAP <ul><li>La segnalazione di ingannevolezza può essere fatta anche all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP). </li></ul><ul><li>Tale istituto ha emanato un Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, alle cui norme fa riferimento il Giurì dello Iap per l’emissione delle sentenze. </li></ul><ul><li>Il giurì può imporre come sanzione la sospensione della campagna pubblicitaria per diversi motivi: ingannevolezza del messaggio, immoralità, sfruttamento della credulità dei minori. </li></ul>
  18. 18. <ul><li>Lo Iap, infatti, si pronuncia spesso su segnalazioni riguardo eventuali immagini o messaggi che sono contrari al buon costume e alla moralità, e presta particolare attenzione ai minori, specie se questi sono indotti a comportamenti pericolosi o poco edificanti. </li></ul><ul><li>Ad esempio, recentemente il Giurì ha condannato una pubblicità di D&G poiché veniva messo in scena uno stupro ai danni di una donna da parte di cinque uomini. </li></ul><ul><li>La medesima pubblicità è stata condannata anche dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria Spagnolo. </li></ul>
  19. 19. L’Autodisciplina nel Mondo <ul><li>La maggior parte dei paesi industrializzati si è dotato di codici di auto-regolamentazione pubblicitaria e si cerca oggigiorno un’armonizzazione tra i codici emanati. </li></ul>
  20. 20. Riferimenti Pubblicità <ul><li>www.iap.it </li></ul><ul><li>www.agcm.it </li></ul><ul><li>Decreto Legislativo 206/2005 – Parte II – Titolo III </li></ul>
  21. 21. Conclusioni <ul><li>A seguito della Rivoluzione Industriale, il problema delle carestie è scomparso ed è nato un fenomeno diametralmente opposto: un eccesso di offerta. Le imprese hanno oggigiorno bisogno di trovare o nuovi mercati di sbocco oppure contendersi la domanda, già matura e satura, con i concorrenti. </li></ul><ul><li>Al fine di conquistare nuovi clienti, le imprese fanno leva sulla pubblicità per indurre a comperare i prodotti oggetto di promozione. </li></ul><ul><li>Sempre più, siamo bombardati da messaggi pubblicitari che cercano di sfruttare la buona fede o la scarsa attenzione dei consumatori, che hanno sempre più banalizzato l’atto d’acquisto. </li></ul>
  22. 22. Conclusioni (2) <ul><li>è opportuno, pertanto, che il consumatore si informi e sia consapevole di tutte le tecniche utilizzate dalle imprese al fine di condizionare i suoi acquisti ed è necessario che ciascun consumatore dia, nel suo piccolo, un contributo affinché le imprese vengano sanzionate qualora pongano in essere comportamenti che ledono illegalmente il consumatore. </li></ul>

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