Ri-scoprire l'Abruzzo

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Ri-scoprire l'Abruzzo

  1. 1. Ri-scoprire l’Abruzzo Mostra documentario-fotografica a cura di Nadia Fusco
  2. 2. Ri-scoprire l’Abruzzo Costumie tradizioni
  3. 3. Ri-scoprire l’Abruzzo Costumie tradizioni
  4. 4. Ri-scoprire l’Abruzzo Nel corso della seconda metà del XVI secolo la produzione cartografica ebbe in Europa un significativo sviluppo, sollecitata dalle nuove scoperte, dall’espandersi dei commerci marittimi intercontinentali. Nuovi approcci metodologici alla realizzazione delle carte, fondati su dati scientifici, consentirono anche di migliorare la qualità delle tecniche di raffigurazione.La volontà e la necessità di conoscere le nuove terre sollecitarono il desiderio di approfondire la conoscenza della realtà europea e di quelle regioni fino ad allora poco o per nulla rappresentate
  5. 5. Ri-scoprire l’Abruzzo Nel caso dell’Abruzzo, ancora nel XVI secolo, la produzione cartografica rimane numericamente poco significativa. Molto poche sono sia le carte generali (raffiguranti l’intera penisola oppure la sua porzione centro meridionale) sia quelle regionali. La prima carta regionale abruzzese a stampa fu realizzata da Natale Bonifacio, nel 1587
  6. 6. Ri-scoprire l’Abruzzo Nella dedicatoria rivolta al Marchese Cesi, l’autore rileva le difficoltà incontrate nel corso della rilevazione «perché il paese ch’è montuoso assai fa la linea curva, ch’è più della retta»
  7. 7. Ri-scoprire l’Abruzzo
  8. 8. Ri-scoprire l’Abruzzo
  9. 9. Ri-scoprire l’Abruzzo Nella sua impostazione generale la carta rappresenta una rielaborazione di quella di Natale Bonifacio, che viene citato nel cartiglio posto in basso a sinistra
  10. 10. Ri-scoprire l’Abruzzo La raffigurazione del sistema orografico appare notevolmente ridotta a vantaggio della indicazione dei centri abitati, molto minuziosa soprattutto in riferimento al territorio compreso tra il Tronto e il Vomano
  11. 11. Ri-scoprire l’Abruzzo
  12. 12. Ri-scoprire l’Abruzzo Molto diversa, rispetto agli schemi raffigurativi delle carte di Bonifacio e Ortelio, è la carta Abruzzo et Terra di lavoro di Mercatore, stampata in varie edizioni, a partire dal 1589
  13. 13. Ri-scoprire l’Abruzzo La carta, orientata con l’Occidente in alto, rappresen- ta buona parte dell’Italia centrale, dalla Marca Anconitana al confine settentrio- nale della Puglia.
  14. 14. Ri-scoprire l’Abruzzo Anche nelle edizioni successive sono evidenti le influenze di rappresenta- zioni cartografiche precedenti, come ad esempio la carta del Regno di Napoli di Pirro Ligorio (1558)
  15. 15. Ri-scoprire l’Abruzzo Si deve notare, tra l’altro, la medesima forma allungata del Lago di Celano
  16. 16. Ri-scoprire l’Abruzzo Gli ulteriori sviluppi nella cartografia della regione abruzzese furono sollecitati, tra l’altro, anche dalle campagne di rilevamento volute dal Governo napoletano. . Verso la fine XVI secolo, Mario Cartaro e Cola Antonio Stigliola furono in caricati di predisporre una carta del Regno Fino ad oggi non è stata trovata traccia della carta originale. Si dispone però di una documentazione indiretta, ovvero di quattro Atlanti dei primi decenni del XVII secolo. Ciascun Atlante è costituito da una carta generale e da 12 carte relative alle province del Regno
  17. 17. Ri-scoprire l’Abruzzo Uno di questi Atlanti reca la data del 1613, riportata in basso a destra nella carta generale
  18. 18. Ri-scoprire l’Abruzzo Nonostante la schematicità della raffigurazione, la carta è meglio configurata di molte carte coeve, nel disegno generale e in quello costiero
  19. 19. Ri-scoprire l’Abruzzo
  20. 20. Ri-scoprire l’Abruzzo L’opera di Cartaro fu un evidente riferimento per i lavori successivi e, in particolare, per quelli di Giovanni Magini.
  21. 21. Ri-scoprire l’Abruzzo L’Atlante di Giovanni Magini, sessantuno tavole geografiche accompagnate da un breve testo descrittivo, vide la luce nel 1620, per opera del figlio Fabio, ma molte carte, fra le quali quasi tutte quelle del Regno di Napoli, erano già pronte fin dal 1604.
  22. 22. Ri-scoprire l’Abruzzo La carta del Regno di Napoli, è una delle migliori dell’intero Atlante e si impone per la ricchezza dei dati riportati, la nitidezza dell’incisione e a buona precisione con cui sono ubicati i centri abitati e raffigurata la rete idrografica. L’orografia, del tipo a monticelli, è indicata in maniera schematica; in particolare, nell’Abruzzo l’intero sistema montuoso è sintetizzato con una dorsale che lo attraversa da nord a sud, passando a est del lago di Celano, diversamente dalla carta del Cartaro.
  23. 23. Ri-scoprire l’Abruzzo La carta Abruzzo Ulteriore, Regione del Regno di Napoli deriva dalla carta di Ortelio. Rispetto ad essa sono state apportate alcune modifiche nella raffigurazione del sistema orografico e della linea di costa
  24. 24. Ri-scoprire l’Abruzzo Qualitativamente migliore è L’Abruzzo Citra et Ultra. Essa abbraccia, da nord a sud, l’area compresa tra Monte Alto (Montalto nelle Marche) e Acquaviva (Acquaviva d’Isernia) e da est a ovest, il territorio compreso tra Termoli a Rieti. L’orografia riprende le caratteristiche della carta del Regno di Napoli. Il sistema idrografico e lacustre è ben rappresentato: sono indicati gli affluenti dei fiumi principali e anche i corsi minori. I centri abitati sono distinti in quattro categorie: un gruppo di case-torri indica le città principali, sedi vescovii e arcivescovili; una doppia torre e un cerchietto indica i centri secondari; per altri centri è utilizzata una torre e un cerchietto; un semplice cerchio indica centri ancora più piccoli.
  25. 25. Ri-scoprire l’Abruzzo L’Abruzzo Citra et Ultra è una delle migliori carte dell’intera raccolta maginiana per la bontà dell’incisione, la grafia chiara e precisa, la quantità dei dati riportati. Per questa ragione essa fu oggetto di un gran numero di riproduzioni, con nessuna o pochissime variazioni. Per tutto il XVII secolo, in Olanda gli eredi di Jacodo Hondio curarono l’edizione di molte carte riguardanti l’Italia e le sue regioni. Tra le molte riguardanti l’Abruzzo si distingue quella di Giovanni Blaeu, pubblicata in varie edizioni a partire dal 1649
  26. 26. Ri-scoprire l’Abruzzo La carta deriva direttamente da quella del Magini. Presenta un ricco cartiglio, ornato con figure e con gli stemmi di Chieti e dell’Aquila.
  27. 27. Ri-scoprire l’Abruzzo Tra le carte di derivazione maginiana vanno anche annoverate l’Abruzzo Ultra e l’Abruzzo Citra di Antonio Bulifon, incise dallo spagnolo Cassiano de Silva.
  28. 28. Ri-scoprire l’Abruzzo Rispetto alla carta maginiana è conservato il disegno accurato della rete idrografica, la molteplicità dei centri abitati, mentre scompare quasi del tutto il sistema orografico.
  29. 29. Ri-scoprire l’Abruzzo Il sistema idrografico e la linea di costa conservano i caratteri maginiani, mentre l’orografia è contrassegnata da gruppi montuosi meglio caratterizzati.
  30. 30. Ri-scoprire l’Abruzzo L’alta qualità dell’opera del Magini unita alla difficoltà di effettuare apposite campagne di rilevamento e gli alti costi di queste ultime fecero sì che molte delle carte maginiane venissero ripubblicate anche nel corso del XVIII secolo. In riferimento all’Abruzzo vanno considerate, in particolare, due carte: Abruzzo Citra, et Utra ripubblicata nel 1709 da Domenico De Rossi e Provincia Aprutii di Giovan Battista da Cassino (1712).
  31. 31. Ri-scoprire l’Abruzzo Rispetto alla carta maginiana non vi sono aggiornamenti in merito alla raffigurazione del territorio; diversa è la grafia che la contraddistingue. In particolare, i monti della dorsale appenninica sono più piccoli, ma presentano una lieve ombreggiatura.
  32. 32. Ri-scoprire l’Abruzzo La carta è parte di un atlante, pubblicato a Milano nel 1712 dal frate francescano Giovan Battista da Cassino, la cui prima edizione era apparsa nel 1642 Il sistema montuoso è ridotto alla semplice catena centrale. I simboli delle città e i relativi nomi sono molto grandi; l’andamento e l’orientamento dei corsi d’acqua sono approssimativi e poco attendibile risulta la linea di costa

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