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I principali reati all'attenzione dei centri antiviolenza

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I principali reati all'attenzione dei centri antiviolenza

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I principali reati all'attenzione dei centri antiviolenza

  1. 1. 1 I principali reati all’attenzione dei centri antiviolenza
  2. 2. 2 Introduzione:  Obiettivo delle presentazioni:  fornire un’informativa circa i principali reati che possono formare oggetto di attenzione di un centro antiviolenza anche alla luce delle nuove norme introdotte dal D.L. n. 93/2013.  Fare il punto sugli strumenti di carattere procedurale per la difesa della vittima.
  3. 3. 3 Maltrattamenti ai danni di famliari e conviventi (Art. 572 C.P.)  E’ punito chi maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte.  Aggravanti: la pena della reclusione da due a sei anni è aumentata se il fatto è commesso in danno di minore degli anni diciotto e se dal fatto derivano lesioni gravi, gravissime, o la morte.  Procedibilità: d’ufficio.
  4. 4. 4 Casistica del reato di cui all’art. 572 C.P.  Rientrano in tale delitto non solo percosse, minacce, ingiurie, privazioni imposte alla vittima, ma anche atti di scherno, disprezzo, umiliazione e di asservimento idonei a cagionare durevoli sofferenze fisiche e morali.  Il reato è configurabile anche al di fuori della famiglia legittima in presenza di un rapporto di stabile convivenza.  Lo stato di separazione legale pur dispensando dall’obbligo di convivenza e di fedeltà non esclude l’esistenza del reato in questione : è punibile per il reato di maltrattamenti in famiglia il marito separato che percuota abitualmente la moglie e la minacci di ritorsioni sui figli.  Allo stesso modo la cessazione della convivenza non esclude che si configuri il reato de qua.
  5. 5. 5 Casistica: continuazione  Il delitto di maltrattamenti in famiglia si caratterizza per una serie di atti, commissivi o omissivi, i quali isolatamente considerati potrebbero anche non essere considerati punibili (atti di infedeltà, di umiliazione generica), oppure perseguibili solo a querela di parte (ingiurie, percosse o minacce) ma che acquistano rilevanza penale per effetto della loro reiterazione nel tempo.  Il reato non è escluso se vi sono parentesi di normalità o accordo coi familiari. Pertanto un intervallo di tempo tra una serie e l’altra di episodi lesivi dell’integrità fisica o morale della vittima non fa venir meno l’esistenza del reato.  Alla luce delle convenzioni internazionali sui diritti dei fanciulli l’eccesso di mezzi violenti di correzione in ambito scolastico configura il delitto maltrattamenti in famiglia e non quello (punito meno severamente) di abuso dei mezzi di correzione e disciplina (art. 571 C.P.)  Integra il delitto di maltrattamenti in famiglia e non quello di abuso dei mezzi di correzione e disciplina la condotta del datore di lavoro e dei suoi preposti che, nell’ambito del rapporto di lavoro determinato, abbiano posto in essere atti volontari, idonei a produrre uno stato di abituale sofferenza fisica e morale nei dipendenti, qualora la finalità perseguita sia non la punizione ma lo sfruttamento..
  6. 6. 6 Violenza sessuale (art. 609 bis C. P.)  Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.  Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:  1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;  2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.  Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.
  7. 7. 7 Procedibilità del delitto di violenza sessuale: a) a querela di parte irrevocabile; b) d’ufficio: - - se la violenza è commessa nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni 18; - - se la violenza è commessa dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza; - - se la violenza è commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni; - - se la violenza è connessa con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio; - - se la persona offesa dalla violenza non ha compiuto gli anni dieci.
  8. 8. 8 Aggravanti del delitto di violenza sessuale  La pena per il delitto è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’art. 609 bis sono commessi:  1) nei confronti di persona che non ha compiuto i 14 anni;  2) con l’uso di armi o sostanze alcoliche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;  3) da persona travisata o che simuli la qualità di p.u. o di incaricato di pubblico servizio;  4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;  5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 16 della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore;  5 bis) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto di istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa;  5 ter) nei confronti di donna in stato di gravidanza;  5 quater) nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza.  La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni 10.
  9. 9. 9 Atti sessuali con minorenne (art. 609 quater C.P)  E’ punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni chiunque, al di fuori delle ipotesi previste all’art. 609 bis C.P. (violenza sessuale), chi compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:  1) non ha compiuto gli anni 14;  2) non ha compiuto gli anni 16, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.  L’ascendente, il genitore anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di convivenza, che con l’abuso dei poteri connessi con la sua posizione, compie atti sessuali con la persona minore degli anni 16, è punito con la reclusione da tre a sei anni.  Non è punibile il minorenne che compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età non superi i tre anni.  Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.  Si applica la pena della reclusione da sette a quattordici anni se la persona offesa non ha compiuto gli anni 10.
  10. 10. 10 Atti sessuali con minorenne (Procedibilità)  a querela di parte, irrevocabile;  d’ufficio: - - se la violenza è commessa nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni 18; - - se la violenza è commessa dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza; - - se la violenza è commessa da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni; - - se la violenza è connessa con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio; - - se la persona offesa dalla violenza non ha compiuto gli anni dieci.
  11. 11. 11 Corruzione di minorenne (art. 609 quinquies C.P.))  Chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni 14, al fine di farla assistere , è punito con la reclusione da uno a cinque anni.  Salvo che il fatto costituisca più grave reato , alla stessa pena soggiace chiunque fa assistere una persona minore di anni 14 al compimento di atti sessuali, ovvero mostra alla medesima materiale pornografico, al fine di indurla a compiere o a subire atti sessuali.  La pena è aumentata fino alla metà quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di stabile convivenza.  Procedibilità: d’ufficio.  Tale delitto e quello di atti osceni in luogo pubblico concorrono formalmente se la condotta dell’agente non si limita ad offendere il pudore o l’onore sessuale, ma è posta in essere anche in modo da coinvolgere emotivamente la persona offesa. Es. il caso dell’autore del delitto che aveva esibito in una pubblica via il proprio organo sessuale, afferrandolo prima con una e poi con entrambe le mani alla
  12. 12. 12 Altra casistica in materia di reati inerenti la sfera sessuale  In tema di violenza sessuale , la nozione di atti sessuali è la risultante della somma dei concetti di congiunzione carnale e atti di libidine, previsti dalle previgenti fattispecie di violenza carnale ed atti di libidine violenti, per cui essa viene a comprendere tutti gli atti che, secondo il senso comune e l’elaborazione giurisprudenziale, esprimono l’impulso sessuale dell’agente con invasione della sfera sessuale del soggetto passivo. Devono pertanto essere inclusi i toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime delle vittime, suscettibili di eccitare la concupiscenza sessuale anche in modo non completo e/o di breve durata, essendo irrilevante, ai fini della consumazione del reato, che il soggetto attivo consegua la soddisfazione erotica.  E’ configurabile il tentativo del delitto di violenza sessuale quando, pur in mancanza di contatto fisico tra imputato e persona offesa, la condotta tenuta dal primo denoti il requisito soggettivo dell’intenzione di raggiungere l’appagamento dei propri istinti sessuali e quello oggettivo dell’idoneità a violare la libertà di autodeterminazione della vittima nella sfera sessuale.  Nel caso di specie è stato escluso il tentativo e ritenuto il delitto consumato nella condotta di un soggetto che, attratta una minore nella sua stanza da letto, l’aveva fatta sedere sulle ginocchia e, alzandole la gonna, l’aveva toccata in

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