Fotografie ed elaborazioni di  Antonio Florino  tranne il primo piano della Pala dal web
Le prime notizie della chiesa risalgono al 1025, quando è annotata tra i possedimenti dei monaci Camaldolesi di S. Silvest...
Nel giungere alla Chiesa di S. Andrea incontriamo scorci incredibili
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Spello la chiesa di s andrea

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So che non è gradito a tutti ma io insisto con l'arte. Aflo

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Spello la chiesa di s andrea

  1. 1. Fotografie ed elaborazioni di Antonio Florino tranne il primo piano della Pala dal web
  2. 2. Le prime notizie della chiesa risalgono al 1025, quando è annotata tra i possedimenti dei monaci Camaldolesi di S. Silvestro sul monte Subasio. Alla metà del secolo XIII, invece, la chiesa risulta dipendente dal vescovo di Spoleto che nel 1253 la concede ai frati di S. Francesco, insieme alle case, l’orto ed i terreni attigui. È probabile che in questo stesso anno venissero avviati anche i lavori di costruzione del convento. Nel 1254 Innocenzo IV, su richiesta del suo segretario Menco da Spello, vescovo di Sutri, conferma la cessione ai frati. Nel 1256 anche Alessandro IV conferma la donazione e, l’anno successivo, concede un’indulgenza di cento giorni ai devoti visitatori della chiesa, nel giorno della festa di s. Francesco, di s. Chiara e di s. Antonio. La chiesa custodisce, nella crociera destra, una grande tavola (Madonna e santi*) dipinta nel 1508 dal Pinturicchio ed Eusebio da S. Giorgio e sopra l'altare maggiore, sostenuto da agili colonnine gotiche, un grande Crocifisso su tavola di scuola umbra del '300. Affreschi di scuola folignate del '400 ornano la cappella a sinistra dell'ingresso; alla parete destra, affreschi cinquecenteschi, opera di Dono Doni e Tommaso Corbo. È il 1506 quando Pintoricchio riceve l’incarico di eseguire la grande Pala per l’altare della Chiesa di Sant’Andrea a Spello. Essendo sopraggiunte altre importanti committenze a Siena, il maestro l’anno successivo affida il dipinto della Pala al pittore perugino Eusebio di San Giorgio con la preghiera di attenersi ai disegni da lui preparati. Torna nel 1508 per ultimare, secondo gli accordi presi con i committenti, le teste dei personaggi e il tondo con Cristo in pietà della cimasa, le parti più significative dell’opera, e poi riparte, inserendo singolarmente nel quadro - su di un tavolino da scrittura utilizzato da San Giovannino - la lettera con cui Gentile Baglioni lo prega di rientrare a Siena: un gesto, forse, con cui vuole non tanto sottolineare il prestigio raggiunto, quanto scusarsi per il mancato completamento dell’opera. Pinturicchio infatti rientra a Siena dove poi si ritirerà definitivamente fino alla morte, sopraggiunta pochi anni più tardi.
  3. 3. Nel giungere alla Chiesa di S. Andrea incontriamo scorci incredibili
  4. 28. [email_address]

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