Chiesetta di s. maria del parto

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Vissuta da me dal 1949 Aflo

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Chiesetta di s. maria del parto

  1. 1. Avanzamento automatico tranne la foto 2 Fotografia ed elaborazioni d i Antonio Florino
  2. 2. Particolarità dell'ubicazione di questa chiesetta è di essere adiacente ad una terrazza (lastrico solare) di proprietà privata gravata da servitù di passaggio. Il tempio, quindi, si trova sulla sommità di un edificio privato cui si accede da una scala, posta alle spalle di un noto ristorante sito in piazza Mergellina, che si attesta proprio sulla terrazza ad una distanza di circa 40 metri dalla facciata del tempio.Inoltre, si può accedere alla chiesa anche attraverso un ascensore ed una scala coperta che hanno ingresso dalla via Mergellina n. 9/b. Tale civico si raggiunge percorrendo via Mergellina, in direzione di Posillipo, mantenendosi di fianco alla facciata del fabbricato che precede la chiesa; giunti alla estremità della facciata di questo edificio si scorge un grazioso portoncino, dove sono ubicati i predetti accessi.L'edificio di culto ospita la salma del poeta napoletano Jacopo Sannazaro che fu l'autore del poema scritto in latino De partus Virginis (il parto della Vergine) da cui la chiesa prende il nome, e il corpo del pittore Jusepe De Ribera . La chiesa, posta al piano inferiore rispetto all'attuale edificio e ricavata nella montagna di tufo, fu voluta dallo stesso Sannazaro che costruì l'edificio di culto su un terreno donatogli nel 1497 dal re Federico d'Aragona . Alla sua morte ( 24 aprile 1530 ) volle donarla, insieme ai suoi possedimenti ed alla costruenda sua cappella funeraria privata, ai frati di Santa Maria dei Servi, che, però, non paghi dei frutti che avevano dal podere e dal mare, dettero progressivamente a censo il suolo intorno per costruzione di case, mutando la configurazione originaria del complesso.La chiesa inferiore, dedicata alla Vergine del Parto, lasciata in stato di abbandono, dopo alcuni secoli andò completamente distrutta e trasformata in ipogeo, mentre la cappella funeraria privata (attuale edificio), originariamente dedicata a San Nazario, venne trasformata in chiesa e ad essa venne dato il nome di "Santa Maria del Parto" (che era quello della chiesa inferiore). Che l'attuale edificio fosse destinato alla famiglia del Poeta lo dimostra il fatto che in esso vi è il sepolcro di Jacopo Sannazaro ed ivi sono sepolti anche i suoi familiari. La maggiore opera d'arte presente nella struttura è la tomba del poeta; è posta dietro l'altare e fu realizzata dagli scultori Bartolomeo Ammannati , Giovanni Angelo Montorsoli e Ferrucci . La nicchia è una complessa opera scultorea che si ispira all'ambiente dell'Arcadia (raffigurazioni di Apollo , Minerva , Nettuno , ecc.), ma da alcuni è ritenuta confusa nella composizione ed esagerata nei movimenti delle figure.Altre opere rilevanti dell'edificio sono le due statue che i frati eredi fecero scolpire di Jacopo e di Sannazaro dalla giovanile figura con un libro in mano, i tarlati (ma restaurati) residui del presepe di Giovanni da Nola ; una figura attribuita a Leonardo da Pistoia e lastre sepolcrali
  3. 3. Non vi meravigliate di queste immagini marinare ma ci troviamo sul molo di S. Antonio per rendere omaggio alla effige del Santo d’altro canto S. Maria del Parto è considerata la Chiesetta dei pescatori
  4. 45. Mi allontano da questo piccolo Santuario che ha accompagnato la mia vita fino dal 1949. [email_address] Aflo

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