Natale 2008

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Natale 2008

  1. 1. Natale 2008
  2. 2. «Manca sempre qualcosa, c’è un vuoto in ogni mio intuire. Ed è volgare, questo non essere completo,mai fui così volgare come in questa ansia, questo “non avere Cristo” – una faccia che sia strumento di un lavoro non tutto perduto nel puro intuire in solitudine». (Pasolini, Poesia in forma di rosa).
  3. 3. «Io sono pieno di una domanda a cui non so rispondere». (Pasolini, Teorema)
  4. 4. «La massima sventura è la solitudine, tanto è vero che il supremo conforto – la religione – consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio». (Pavese, Il mestiere di vivere)
  5. 5. «Se questo Dio riesce a commuovere è per il suo volto di uomo». (Camus, Taccuini)
  6. 6. Ma ci vorrà bene?
  7. 7. È davanti a questa domanda che irrompe il Natale.«Un fatto» e, poi, «un fenomeno di umanità diversa». Quindi, un rapporto, una compagnia. In una parola, l’opposto della solitudine.
  8. 8. E una compagnia che entra nella storia, nella nostra storia, non a spazzare via la fatica una volta per sempre, ma a renderci sempre più certi di quel legame con il Mistero.
  9. 9. Basta stare con Cristo, seguirlo, imitarlo.Basta essere figli, come Lui.
  10. 10. Per imparare da Lui che il fondamento della vita è il rapporto con il Padre,qui e ora, anche dentro il dolore.
  11. 11. E per scoprire che non potremmo mai, ma proprio mai, essere soli.
  12. 12. Perché siamo amati qui ed ora, come Lui.
  13. 13. E perché c’è Lui.
  14. 14. Egli si è mostrato. Egli personalmente.umanità diversa: un uomo vi si imbatteE adesso è aperta la via verso di Lui.e vi sorprende un presentimento nuovoLa novità dell’annuncio cristiano nondi vita, qualcosa che aumenta la suaconsiste in un pensiero ma in un fatto:possibilità di certezza, di positività, diEgli si è mostrato. Ma questo non è unsperanza e di utilità nel vivere e lo muovefatto cieco, ma un fatto che, esso stesso,a seguire.è Logos – presenza della Ragione eternaGesù Cristo, quell’uomo di duemilanella nostra carne. Verbum caro factumanni fa, si cela, diventa presente, sottoest (Gv 1, 14)… Il fatto è ragionevole.la tenda, sotto l’aspetto di una umanitàCertamente occorre sempre l’umiltàdiversa. L’incontro, l’impatto, è con unadella ragione per poter accoglierlo;umanità diversa, che ci colpisce perchéoccorre l’umiltà dell’uomo che rispondecorrisponde alle esigenze strutturali delall’umiltà di Dio.cuore più di qualsiasi modalità del Benedetto XVInostro pensiero o della nostra fantasia:non ce lo aspettavamo, non ce losaremmo mai sognato, era

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