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L’APPARATO SCHELETRICO
Lo scheletro umano costituisce la struttura portante del corpo ed è formato
dall'insieme delle ossa, variamente unite tra di loro dalle articolazioni .
Lo scheletro, oltre alle funzioni di sostegno:
● consente il movimento del corpo tramite le contrazioni muscolari
● protegge gli organi vitali e altre parti molli
● produce le cellule del sangue
● è un'importante riserva di sostanze minerali di vario genere.
Scheletro.
Le ossa
Lo scheletro dell'adulto è formato da 206/214 ossa circa (si può avere una
vertebra in più e molte ossa del piede sono in numero variabile).
Le ossa vengono suddivise sostanzialmente in base alla loro forma:
ossa lunghe (femore, omero)
ossa piatte (rotula, scapola)
ossa corte o brevi (vertebre)
Ossa lunghe: sono formate da una parte centrale, detta diafisi, e da due
estremità, o teste, più grosse, dette epifisi. Le epifisi presentano una o più
superfici articolari e sono costituite da tessuto osseo spugnoso, i cui spazi interni
sono occupati da midollo osseo rosso. La parte centrale (diafisi) è costituita da
tessuto compatto e, più all'interno, da una cavità midollare in cui è generalmente
contenuto il midollo osseo giallo. Tipiche ossa lunghe sono quelle degli arti
(femore, tibia, perone, omero, radio, ulna).
Ossa lunghe.
Ossa corte o brevi: la lunghezza e il diametro sono all'incirca della stessa
misura. Sono costituite all'interno da tessuto osseo spugnoso, ricoperto da una
lamina di tessuto osseo compatto. Ossa corte sono quelle del polso e del tarso e
le vertebre.
Ossa corte.
Ossa piatte: hanno uno spessore ridotto e una superficie particolarmente estesa.
Sono anch'esse costituite da tessuto osseo spugnoso all'interno e rivestite da tessuto
osseo compatto, che forma i cosiddetti tavolati. Tipiche ossa piatte sono quelle del
cranio, del bacino e dello sterno.
Ossa piatte.
Tessuto osseo spugnoso
Il tessuto osseo spugnoso, presente all'interno delle ossa piatte e delle ossa brevi e nelle epifisi delle ossa
lunghe, contiene il midollo osseo rosso, dove avviene la produzione dei globuli rossi e bianchi del sangue
(funzione emopoietica). Nella ossa lunghe, la parte centrale, definita "diafisi", contiene il canale midollare,
generalmente occupato dal midollo osseo giallo, che perde la capacità di produrre le cellule del sangue e
assume soprattutto una funzione di accumulo di sostanze di riserva (grasso). Il midollo giallo, tuttavia, in
caso di necessità si può ritrasformare in midollo rosso (es. a seguito di emorragie) e tornare a produrre le
cellule del sangue.
Il nostro scheletro può essere suddiviso in due parti:
scheletro assile:
ossa della testa, del tronco.
scheletro appendicolare:
ossa degli arti, cinto scapolare e cinto pelvico.
Scheletro assileLo scheletro assile costituisce l'asse portante del nostro corpo ed è costituito dalle
ossa della testa e del tronco (colonna vertebrale e gabbia toracica).
Testa
Distinguiamo la scatola cranica (neurocranio) e le ossa della faccia (splancnocranio). La scatola cranica è
costituita da 8 ossa, prevalentemente piatte e articolate tra loro tramite sinartrosi, che delimitano e
proteggono la cavità cranica che contiene l'encefalo. Esse sono: frontale, parietale (2), temporale (2),
occipitale, etmoide, sfenoide. Le ossa della faccia proteggono e sostengono la parte iniziale delle vie
respiratorie e dell'apparato digerente. Sono tutte unite da sinartrosi tranne la mandibola, unico osso
mobile di tutta la testa. Esse sono: mandibolare, mascellari (2), zigomatici (2), nasali (2), lacrimali (2),
palatini (2), turbinati inferiori (2), vomere. L'osso ioide è un osso impari a forma di ferro di cavallo, situato
nel collo, sopra la laringe; è l'unico osso "solitario" del nostro corpo, non essendo articolato ad altre ossa.
Cranio.
Colonna vertebrale
E' l'asse portante del corpo ed è costituita da 32/33 vertebre, ossa corte e irregolari, disposte in
serie l'una sopra l'altra a formare una lunga asta flessibile che sostiene il corpo. Una vertebra è
costituita da due parti: il corpo vertebrale e l'arco vertebrale. Tra il corpo e l'arco c'è uno spazio
libero detto foro vertebrale. La sovrapposizione delle vertebre determina un allineamento dei fori
che costituiscono un canale detto canale vertebrale, all'interno del quale è contenuto il midollo
spinale. Le articolazioni tra le vertebre permettono lievi movimenti di traslazione ma non di
rotazione. Inoltre, tra una vertebra e la successiva, è presente un disco cartilagineo, il disco
intervertebrale, che funge da cuscinetto in grado di sopportare gli sforzi di compressione a cui è
costantemente soggetta la colonna vertebrale. La colonna vertebrale comprende diverse regioni.
Colonna vertebrale
● Cervicale::è la regione del collo e comprende 7 vertebre. Le prime due
vertebre, l'atlante e l'epistrofeo, formano l'articolazione che connette il cranio
alla colonna vertebrale. L'atlante non ha il corpo mentre l'epistrofeo presenta
una rilievo verso l'alto, il dente, attorno a cui l'atlante può ruotare,
permettendo i movimenti della testa.
● Dorsale::è la regione del torace e comprende 12 vertebre, che si articolano
con le corrispondenti 12 costole formando la gabbia toracica.
● Lombare::comprende 5 vertebre che costituiscono il sostegno dell'addome.
Sono di grandi dimensioni, dovendo sopportare gran parte del peso del
corpo.
● Sacrale::costituita da 5 vertebre fuse tra loro a formare l'osso sacro, che
costituisce la parte posteriore del bacino.
● Coccige: l'ultimo segmento rudimentale della colonna vertebrale formato da
4-5 vertebre fuse tra loro, che però non presentano le normali caratteristiche
delle vertebre. È l'ultima testimonianza della coda che caratterizzava i
progenitori della nostra specie.
Gabbia toracica
La gabbia toracica è il contenitore osseo che protegge cuore e polmoni e, grazie
alle contrazioni dei muscoli respiratori, permette la respirazione polmonare. E'
formata da 12 paia di costole (o coste), ossa piatte, sottili e incurvate ad arco,
articolate posteriormente con le 12 vertebre dorsali e anteriormente con lo sterno
tramite le cartilagini costali. Le prime 7 paia di costole (costole vere) si uniscono
direttamente allo sterno, mentre le 3 paia successive (costole false) si collegano
allo sterno attraverso la cartilagine del settimo paio. Le ultime 2 paia non sono
unite allo sterno (costole fluttuanti). Lo scheletro assile è collegato allo scheletro
degli arti (scheletro appendicolare) attraverso i cinti (o cinture).Gabbia toracica.
Scheletro appendicolare
Arto superiore
Le ossa dell'arto superiore comprendono l'omero, l'osso lungo del braccio che si
articola con la sua parte prossimale nella cavità glenoidea della scapola
(articolazione della spalla) e con la parte distale con radio e ulna, a livello del
gomito. Radio e ulna sono le ossa dell'avambraccio, che si articolano distalmente
con le 8 ossa del carpo (polso), a loro volta connesse con le 5 ossa del metacarpo
(palmo della mano), articolate a loro volta con le falangi delle dita.
Arto superiore.
Arto inferiore
La struttura ossea dell'arto inferiore riprende quella dell'arto superiore. Il femore, l'osso più lungo del
nostro corpo, sostiene la coscia e si articola nella sua parte prossimale con l'acetabolo dell'ileo e nella sua
parte distale con la tibia, nell'articolazione del ginocchio. La rotula o patella è un osso coinvolto
nell'articolazione che rende possibile l'estensione del ginocchio. Le ossa della gamba sono la tibia e il
perone (fibula). Entrambe terminano nella loro parte distale con due processi denominati malleoli (il
malleolo laterale della fibula e il malleolo mediale della tibia), che si articolano con l'astragalo a formare
l'articolazione della caviglia. L'astragalo, insieme al calcagno (l'osso del tallone) e ad altre 5 ossa, forma il
tarso, ovvero la parte posteriore di articolazione e di appoggio del piede. La pianta del piede è formata
dalle cinque ossa del metatarso, che si articolano con le ossa del tarso da una parte e con le cinque dita,
formate ciascuna da tre falangi (prossimale, intermedia e distale) articolate a ogni metatarso. Fa
eccezione l'alluce, formato solo da due falangi (prossimale e distale).
Arto inferiore.
Cinti
Le ossa che collegano lo scheletro appendicolare allo scheletro assile
costituiscono i cinti o "cinture":
cinto scapolare
clavicola e scapola
cinto pelvico
Articolazioni
Le articolazioni svolgono la funzione di tenere unite le ossa, in modo tale che lo scheletro possa
permettere le sue funzioni di sostegno, mobilità e protezione.
Le articolazioni sono le strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa.
Nel nostro organismo sono presenti tre tipi di articolazioni: mobili, semimobili e fisse.
Le articolazioni mobili, dette diartrosi, permettono alle ossa connesse una notevole mobilità. In
queste articolazioni le superfici ossee adiacenti si presentano rivestite da cartilagine ialina e
separate da una cavità articolare nella quale è contenuto un liquido denso e limpido, detto liquido
sinoviale, che funziona da lubrificante favorendo lo scivolamento reciproco delle ossa.
In alcune diartrosi (es: ginocchio) nella cavità articolare si trovano delle lamine cartilaginee (i
menischi) che permettono una corrispondenza precisa tra le ossa a contatto e ammortizzano le
sollecitazioni biomeccaniche a cui sono sottoposte le ossa.
Intorno all'articolazione c'è una capsula articolare, che la ricopre interamente e che presenta al suo
interno una membrana, la sinovia, che produce il liquido sinoviale. All'esterno della capsula articolare si
trovano i legamenti, fasci di tessuto connettivo denso attaccati alle due ossa affacciate, e i tendini, che
collegano i muscoli alle ossa.
Sono diartrosi le articolazioni della spalla, del gomito, dell'anca e del ginocchio.
Le anfiartrosi sono articolazioni semimobili: in questo caso tra le ossa a contatto si può avere
l'interposizione di uno strato di tessuto cartilagineo fibroso, come avviene per le vertebre. Anfiartrosi sono
anche le articolazioni fra le coste e le vertebre, fra le coste e lo sterno e la sinfisi pubica del bacino
(articolazione tra le due ossa pubiche). Le anfiartrosi permettono movimenti molto ridotti.
Le sinartrosi sono articolazioni fisse e non permettono nessun movimento tra le ossa. Sono sinartrosi le
suture craniche, lungo le quali le ossa della scatola cranica si incastrano perfettamente con
l'interposizione di un sottile strato fibro-cartilagineo. Ne risulta così una struttura ossea molto salda e
resistente che garantisce la protezione dell'encefalo.
Anche le articolazioni sono soggette a patologie specifiche.
Articolazioni.
Patologie comuni
Fratture
La frattura consiste nella rottura di un osso determinata per lo più da un trauma. Si distinguono vari tipi di fratture, in
relazione alle modalità di rottura dell'osso. In primo luogo una frattura può essere:
● completa, se è interessato tutto lo spessore dell'osso
● incompleta, se è interessata solo una parte (osso incrinato).
La frattura completa può essere:
composta: i due monconi dell'osso fratturato combaciano.
scomposta: i due monconi non combaciano e possono anche sovrapporsi l'uno sull'altro. La frattura scomposta è spesso
visibile anche senza nessuna radiografia, e l'arto fratturato presenta un'alterazione ben visibile.
esposta: uno o entrambi i monconi dell'osso hanno lacerato anche la muscolatura e la pelle e l'osso "fuoriesce" dalla pelle.
Una frattura completa può inoltre essere classificata come:
frattura semplice: l'osso è diviso in due sole parti;
frattura multipla: l'osso si presenta fratturato in più parti;
frattura comminuta: l'osso, a livello della frattura, è sbriciolato in piccoli frammenti.
Fratture.
Paramorfismi della colonna vertebrale
La colonna vertebrale, vista di lato, presenta quattro curve caratteristiche.
Partendo dall'alto distinguiamo:
1) lordosi cervicale, 2) cifosi dorsale, 3) lordosi lombare, 4) cifosi sacrale.
La lordosi presenta una concavità posteriore, mentre la cifosi è una curvatura a
concavità anteriore. Sono proprio queste quattro curve alternate che permettono
l'elasticità e la solidità della colonna vertebrale. I paramorfismi sono alterazioni
della morfologia corporea spesso dovuti a posture errate che alterano la struttura
e l'aspetto della colonna vertebrale, deformandola.
L'ipercifosi consiste in un aumento della curvatura della cifosi dorsale (dorso curvo
o gobba). Il soggetto è curvo in avanti e il torace è incassato, mentre la
muscolatura addominale è rilassata. Spesso è accompagnata da un aumento
della lordosi lombare. L'iperlordosi consiste in una accentuazione della normale
curvatura della lordosi lombare (pancia in fuori). E' una patologia molto più
frequente nel sesso femminile a causa della diversa conformazione ossea e delle
abitudini culturali. La normale lordosi lombare si accentua durante gli ultimi mesi di
gravidanza.
La scoliosi si presenta come una deviazione laterale della colonna vertebrale. Con
la scoliosi si formano una o più curve che alterano l'aspetto e la funzione della
colonna e del tronco. Questa condizione, se non è accompagnata dalla rotazione
dei corpi vertebrali, tende alla guarigione spontanea durante l'accrescimento e
non necessita di trattamenti particolari salvo terapie fisiche adeguate e sport.
Paramorfismi.
Osteoporosi
L'osteoporosi è definita una malattia dello scheletro, caratterizzata dalla diminuzione della massa minerale e dal
deterioramento del tessuto osseo che porta all'aumento della fragilità dell'osso e a un maggior rischio di fratture.
Le cause sono ancora in parte sconosciute, anche se alcuni fattori aumentano il rischio della comparsa di questa malattia:
● età avanzata;
● sesso femminile;
● razza caucasica o asiatica;
● costituzione magra;
● fattori menopausali;
● menopausa precoce;
● menopausa chirurgica;
● abitudini di vita;
● insufficiente apporto dietetico di calcio;
● scarsa attività fisica;
● fumo di sigaretta;
Con l'invecchiamento il nostro organismo subisce una lenta perdita di minerali dalle ossa. Se questa perdita è eccessiva e
la massa ossea scende al disotto di determinati livelli si può arrivare all'osteoporosi.
Osteoporosi.
Una distorsione è causata da traumi o contusioni, soprattutto delle ossa più sporgenti, o di
movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un’insufficiente tono muscolare può facilitarla.
Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione, senza tuttavia comportare una
perdita di contatto tra le superfici articolari come invece avviene nella lussazione. La distorsione
provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula articolare,
legamenti, tendini e menischi. I sintomi caratteristici sono gonfiore, dolore e sensazione di calore.
La lussazione o slogatura è un evento traumatico che causa la perdita dei rapporti reciproci tra i
capi articolari di un'articolazione. Lo slittamento a livello cartilagineo delle due estremità ossee è
consentito dalla rottura, almeno parziale, della capsula e dei legamenti che stabilizzano
l'articolazione. Le lussazioni interessano più frequentemente la spalla (circa il 50% dei casi), il
gomito, l'anca, le dita e la rotula; le sublussazioni sono invece più comuni a livello della caviglia e
del ginocchio. Una lussazione si manifesta nella stragrande maggioranza dei casi quando un forte
trauma colpisce l'articolazione o quando questa, durante un movimento, supera il limite della
normale mobilità.
Lussazioni e distorsioni.
Patologie delle articolazioni: distorsioni e lussazioni
CARTILAGINE
La cartilagine è un tessuto caratterizzato da un’elevata resistenza alla pressione. Ha la funzione di
proteggere dall’attrito le estremità delle ossa articolari permettendone il movimento. Durante il periodo
fetale, la cartilagine costituisce la quasi totalità dello scheletro; nel periodo dell’accrescimento si ritrova
solo in prossimità delle epifisi e nelle cartilagini di coniugazione; nell’adulto si circoscrive alle superfici
articolari e alla regione cartilaginea delle costole.All’interno della cartilagine si trovano icondrociti,
particolari cellule con il compito di produrre la sostanza basilare. La composizione di questa sostanza è
data in prevalenza da acqua, da fibre collageniche, da proteoglicani, da acido ialuronico e da
glicoproteine. Ne scaturisce un amalgama in parte fluido e in parte solido che consente sia di assorbire i
traumi sia di detenere una buona resistenza. Il tessuto cartilagineo non è vascolarizzato, in quanto non vi
sono capillari sanguigni. La cartilagine è contornata da uno strato di tessuto connettivo ricco di vasi
sanguigni, il pericondrio, che le permette di nutrirsi per diffusione. Questo processo nutritivo è molto lento
e molto meno efficiente della circolazione sanguigna: è per questa ragione che le capacità rigenerative di
tale tessuto sono parecchio limitate. Esistono tre tipologie di cartilagine con caratteristiche e funzioni
diversificate: cartilagine ialina, cartilagine elastica, cartilagine fibrosa.
● La cartilagine ialina è la più diffusa. Nel feto costituisce la gran parte dello scheletro e con la crescita
viene sostituita quasi del tutto con il tessuto osseo. Nell’adulto compone le cartilagini costali, nasali,
tracheali, bronchiali, laringee e riveste le superfici articolari. È ricoperta dal pericondrio che
scompare in prossimità delle superfici articolari.
● La cartilagine elastica ha particolari caratteristiche di elasticità. Forma l’impalcatura del padiglione
auricolare, dell’epiglottide, della tuba di Eustachio e di alcune parti laringee.
● La cartilagine fibrosa è particolarmente resistente alle pressioni meccaniche. Si localizza nelle
inserzioni di alcuni tendini con lo scheletro, nei dischi intervertebrali, nel menisco di alcune
articolazioni, nella sinfisi pubica.
Cartilagine.
Bibliografia:
● http://www.omeopatiapossibile.it/wp-content/uploads/2009/12/Diapositiva027.jpg
● http://ziogiulius.altervista.org/pronto%20soccorso/immagini/articolazione78.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/osteoporosi%202.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/paramorfismi.jpg
● http://www.fisioterapiarubiera.com/wp-content/uploads/2012/10/Frattura-scomposta-e-composta.jpg
● http://motricitascuola.altervista.org/attivita%20motoria/apparati%20interessati/immagini%20apparati/struttura_articolazione.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/ossa%20gamba.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/ossa%20braccio.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/gabbiatoracica.gif
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/vertebrale.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/cranio.gif
● http://images.slideplayer.it/3/964702/slides/slide_27.jpg
● http://images.slideplayer.it/3/964702/slides/slide_25.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/osso%20lungo%20struttura.jpg
● http://www.superagatoide.altervista.org/images/scheletro.gif
● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletrico.html
● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletro%20assile.html
● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletro%20appendicolare.html
● http://www.superagatoide.altervista.org/articolazioni.html
● http://www.superagatoide.altervista.org/malattie_scheletrico.html
● http://www.fioriblu.it/salute/apparato-scheletrico/cartilagine.htm

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Apparato scheletrico

  • 1. L’APPARATO SCHELETRICO Lo scheletro umano costituisce la struttura portante del corpo ed è formato dall'insieme delle ossa, variamente unite tra di loro dalle articolazioni . Lo scheletro, oltre alle funzioni di sostegno: ● consente il movimento del corpo tramite le contrazioni muscolari ● protegge gli organi vitali e altre parti molli ● produce le cellule del sangue ● è un'importante riserva di sostanze minerali di vario genere. Scheletro.
  • 2. Le ossa Lo scheletro dell'adulto è formato da 206/214 ossa circa (si può avere una vertebra in più e molte ossa del piede sono in numero variabile). Le ossa vengono suddivise sostanzialmente in base alla loro forma: ossa lunghe (femore, omero) ossa piatte (rotula, scapola) ossa corte o brevi (vertebre)
  • 3. Ossa lunghe: sono formate da una parte centrale, detta diafisi, e da due estremità, o teste, più grosse, dette epifisi. Le epifisi presentano una o più superfici articolari e sono costituite da tessuto osseo spugnoso, i cui spazi interni sono occupati da midollo osseo rosso. La parte centrale (diafisi) è costituita da tessuto compatto e, più all'interno, da una cavità midollare in cui è generalmente contenuto il midollo osseo giallo. Tipiche ossa lunghe sono quelle degli arti (femore, tibia, perone, omero, radio, ulna). Ossa lunghe.
  • 4. Ossa corte o brevi: la lunghezza e il diametro sono all'incirca della stessa misura. Sono costituite all'interno da tessuto osseo spugnoso, ricoperto da una lamina di tessuto osseo compatto. Ossa corte sono quelle del polso e del tarso e le vertebre. Ossa corte. Ossa piatte: hanno uno spessore ridotto e una superficie particolarmente estesa. Sono anch'esse costituite da tessuto osseo spugnoso all'interno e rivestite da tessuto osseo compatto, che forma i cosiddetti tavolati. Tipiche ossa piatte sono quelle del cranio, del bacino e dello sterno. Ossa piatte.
  • 5. Tessuto osseo spugnoso Il tessuto osseo spugnoso, presente all'interno delle ossa piatte e delle ossa brevi e nelle epifisi delle ossa lunghe, contiene il midollo osseo rosso, dove avviene la produzione dei globuli rossi e bianchi del sangue (funzione emopoietica). Nella ossa lunghe, la parte centrale, definita "diafisi", contiene il canale midollare, generalmente occupato dal midollo osseo giallo, che perde la capacità di produrre le cellule del sangue e assume soprattutto una funzione di accumulo di sostanze di riserva (grasso). Il midollo giallo, tuttavia, in caso di necessità si può ritrasformare in midollo rosso (es. a seguito di emorragie) e tornare a produrre le cellule del sangue. Il nostro scheletro può essere suddiviso in due parti: scheletro assile: ossa della testa, del tronco. scheletro appendicolare: ossa degli arti, cinto scapolare e cinto pelvico.
  • 6. Scheletro assileLo scheletro assile costituisce l'asse portante del nostro corpo ed è costituito dalle ossa della testa e del tronco (colonna vertebrale e gabbia toracica). Testa Distinguiamo la scatola cranica (neurocranio) e le ossa della faccia (splancnocranio). La scatola cranica è costituita da 8 ossa, prevalentemente piatte e articolate tra loro tramite sinartrosi, che delimitano e proteggono la cavità cranica che contiene l'encefalo. Esse sono: frontale, parietale (2), temporale (2), occipitale, etmoide, sfenoide. Le ossa della faccia proteggono e sostengono la parte iniziale delle vie respiratorie e dell'apparato digerente. Sono tutte unite da sinartrosi tranne la mandibola, unico osso mobile di tutta la testa. Esse sono: mandibolare, mascellari (2), zigomatici (2), nasali (2), lacrimali (2), palatini (2), turbinati inferiori (2), vomere. L'osso ioide è un osso impari a forma di ferro di cavallo, situato nel collo, sopra la laringe; è l'unico osso "solitario" del nostro corpo, non essendo articolato ad altre ossa. Cranio.
  • 7. Colonna vertebrale E' l'asse portante del corpo ed è costituita da 32/33 vertebre, ossa corte e irregolari, disposte in serie l'una sopra l'altra a formare una lunga asta flessibile che sostiene il corpo. Una vertebra è costituita da due parti: il corpo vertebrale e l'arco vertebrale. Tra il corpo e l'arco c'è uno spazio libero detto foro vertebrale. La sovrapposizione delle vertebre determina un allineamento dei fori che costituiscono un canale detto canale vertebrale, all'interno del quale è contenuto il midollo spinale. Le articolazioni tra le vertebre permettono lievi movimenti di traslazione ma non di rotazione. Inoltre, tra una vertebra e la successiva, è presente un disco cartilagineo, il disco intervertebrale, che funge da cuscinetto in grado di sopportare gli sforzi di compressione a cui è costantemente soggetta la colonna vertebrale. La colonna vertebrale comprende diverse regioni. Colonna vertebrale
  • 8. ● Cervicale::è la regione del collo e comprende 7 vertebre. Le prime due vertebre, l'atlante e l'epistrofeo, formano l'articolazione che connette il cranio alla colonna vertebrale. L'atlante non ha il corpo mentre l'epistrofeo presenta una rilievo verso l'alto, il dente, attorno a cui l'atlante può ruotare, permettendo i movimenti della testa. ● Dorsale::è la regione del torace e comprende 12 vertebre, che si articolano con le corrispondenti 12 costole formando la gabbia toracica.
  • 9. ● Lombare::comprende 5 vertebre che costituiscono il sostegno dell'addome. Sono di grandi dimensioni, dovendo sopportare gran parte del peso del corpo. ● Sacrale::costituita da 5 vertebre fuse tra loro a formare l'osso sacro, che costituisce la parte posteriore del bacino. ● Coccige: l'ultimo segmento rudimentale della colonna vertebrale formato da 4-5 vertebre fuse tra loro, che però non presentano le normali caratteristiche delle vertebre. È l'ultima testimonianza della coda che caratterizzava i progenitori della nostra specie.
  • 10. Gabbia toracica La gabbia toracica è il contenitore osseo che protegge cuore e polmoni e, grazie alle contrazioni dei muscoli respiratori, permette la respirazione polmonare. E' formata da 12 paia di costole (o coste), ossa piatte, sottili e incurvate ad arco, articolate posteriormente con le 12 vertebre dorsali e anteriormente con lo sterno tramite le cartilagini costali. Le prime 7 paia di costole (costole vere) si uniscono direttamente allo sterno, mentre le 3 paia successive (costole false) si collegano allo sterno attraverso la cartilagine del settimo paio. Le ultime 2 paia non sono unite allo sterno (costole fluttuanti). Lo scheletro assile è collegato allo scheletro degli arti (scheletro appendicolare) attraverso i cinti (o cinture).Gabbia toracica.
  • 11. Scheletro appendicolare Arto superiore Le ossa dell'arto superiore comprendono l'omero, l'osso lungo del braccio che si articola con la sua parte prossimale nella cavità glenoidea della scapola (articolazione della spalla) e con la parte distale con radio e ulna, a livello del gomito. Radio e ulna sono le ossa dell'avambraccio, che si articolano distalmente con le 8 ossa del carpo (polso), a loro volta connesse con le 5 ossa del metacarpo (palmo della mano), articolate a loro volta con le falangi delle dita. Arto superiore.
  • 12. Arto inferiore La struttura ossea dell'arto inferiore riprende quella dell'arto superiore. Il femore, l'osso più lungo del nostro corpo, sostiene la coscia e si articola nella sua parte prossimale con l'acetabolo dell'ileo e nella sua parte distale con la tibia, nell'articolazione del ginocchio. La rotula o patella è un osso coinvolto nell'articolazione che rende possibile l'estensione del ginocchio. Le ossa della gamba sono la tibia e il perone (fibula). Entrambe terminano nella loro parte distale con due processi denominati malleoli (il malleolo laterale della fibula e il malleolo mediale della tibia), che si articolano con l'astragalo a formare l'articolazione della caviglia. L'astragalo, insieme al calcagno (l'osso del tallone) e ad altre 5 ossa, forma il tarso, ovvero la parte posteriore di articolazione e di appoggio del piede. La pianta del piede è formata dalle cinque ossa del metatarso, che si articolano con le ossa del tarso da una parte e con le cinque dita, formate ciascuna da tre falangi (prossimale, intermedia e distale) articolate a ogni metatarso. Fa eccezione l'alluce, formato solo da due falangi (prossimale e distale). Arto inferiore.
  • 13. Cinti Le ossa che collegano lo scheletro appendicolare allo scheletro assile costituiscono i cinti o "cinture": cinto scapolare clavicola e scapola cinto pelvico
  • 14. Articolazioni Le articolazioni svolgono la funzione di tenere unite le ossa, in modo tale che lo scheletro possa permettere le sue funzioni di sostegno, mobilità e protezione. Le articolazioni sono le strutture anatomiche che mettono in reciproco contatto due o più ossa. Nel nostro organismo sono presenti tre tipi di articolazioni: mobili, semimobili e fisse. Le articolazioni mobili, dette diartrosi, permettono alle ossa connesse una notevole mobilità. In queste articolazioni le superfici ossee adiacenti si presentano rivestite da cartilagine ialina e separate da una cavità articolare nella quale è contenuto un liquido denso e limpido, detto liquido sinoviale, che funziona da lubrificante favorendo lo scivolamento reciproco delle ossa. In alcune diartrosi (es: ginocchio) nella cavità articolare si trovano delle lamine cartilaginee (i menischi) che permettono una corrispondenza precisa tra le ossa a contatto e ammortizzano le sollecitazioni biomeccaniche a cui sono sottoposte le ossa.
  • 15. Intorno all'articolazione c'è una capsula articolare, che la ricopre interamente e che presenta al suo interno una membrana, la sinovia, che produce il liquido sinoviale. All'esterno della capsula articolare si trovano i legamenti, fasci di tessuto connettivo denso attaccati alle due ossa affacciate, e i tendini, che collegano i muscoli alle ossa. Sono diartrosi le articolazioni della spalla, del gomito, dell'anca e del ginocchio. Le anfiartrosi sono articolazioni semimobili: in questo caso tra le ossa a contatto si può avere l'interposizione di uno strato di tessuto cartilagineo fibroso, come avviene per le vertebre. Anfiartrosi sono anche le articolazioni fra le coste e le vertebre, fra le coste e lo sterno e la sinfisi pubica del bacino (articolazione tra le due ossa pubiche). Le anfiartrosi permettono movimenti molto ridotti. Le sinartrosi sono articolazioni fisse e non permettono nessun movimento tra le ossa. Sono sinartrosi le suture craniche, lungo le quali le ossa della scatola cranica si incastrano perfettamente con l'interposizione di un sottile strato fibro-cartilagineo. Ne risulta così una struttura ossea molto salda e resistente che garantisce la protezione dell'encefalo. Anche le articolazioni sono soggette a patologie specifiche. Articolazioni.
  • 16. Patologie comuni Fratture La frattura consiste nella rottura di un osso determinata per lo più da un trauma. Si distinguono vari tipi di fratture, in relazione alle modalità di rottura dell'osso. In primo luogo una frattura può essere: ● completa, se è interessato tutto lo spessore dell'osso ● incompleta, se è interessata solo una parte (osso incrinato). La frattura completa può essere: composta: i due monconi dell'osso fratturato combaciano. scomposta: i due monconi non combaciano e possono anche sovrapporsi l'uno sull'altro. La frattura scomposta è spesso visibile anche senza nessuna radiografia, e l'arto fratturato presenta un'alterazione ben visibile. esposta: uno o entrambi i monconi dell'osso hanno lacerato anche la muscolatura e la pelle e l'osso "fuoriesce" dalla pelle. Una frattura completa può inoltre essere classificata come: frattura semplice: l'osso è diviso in due sole parti; frattura multipla: l'osso si presenta fratturato in più parti; frattura comminuta: l'osso, a livello della frattura, è sbriciolato in piccoli frammenti. Fratture.
  • 17. Paramorfismi della colonna vertebrale La colonna vertebrale, vista di lato, presenta quattro curve caratteristiche. Partendo dall'alto distinguiamo: 1) lordosi cervicale, 2) cifosi dorsale, 3) lordosi lombare, 4) cifosi sacrale. La lordosi presenta una concavità posteriore, mentre la cifosi è una curvatura a concavità anteriore. Sono proprio queste quattro curve alternate che permettono l'elasticità e la solidità della colonna vertebrale. I paramorfismi sono alterazioni della morfologia corporea spesso dovuti a posture errate che alterano la struttura e l'aspetto della colonna vertebrale, deformandola.
  • 18. L'ipercifosi consiste in un aumento della curvatura della cifosi dorsale (dorso curvo o gobba). Il soggetto è curvo in avanti e il torace è incassato, mentre la muscolatura addominale è rilassata. Spesso è accompagnata da un aumento della lordosi lombare. L'iperlordosi consiste in una accentuazione della normale curvatura della lordosi lombare (pancia in fuori). E' una patologia molto più frequente nel sesso femminile a causa della diversa conformazione ossea e delle abitudini culturali. La normale lordosi lombare si accentua durante gli ultimi mesi di gravidanza. La scoliosi si presenta come una deviazione laterale della colonna vertebrale. Con la scoliosi si formano una o più curve che alterano l'aspetto e la funzione della colonna e del tronco. Questa condizione, se non è accompagnata dalla rotazione dei corpi vertebrali, tende alla guarigione spontanea durante l'accrescimento e non necessita di trattamenti particolari salvo terapie fisiche adeguate e sport. Paramorfismi.
  • 19. Osteoporosi L'osteoporosi è definita una malattia dello scheletro, caratterizzata dalla diminuzione della massa minerale e dal deterioramento del tessuto osseo che porta all'aumento della fragilità dell'osso e a un maggior rischio di fratture. Le cause sono ancora in parte sconosciute, anche se alcuni fattori aumentano il rischio della comparsa di questa malattia: ● età avanzata; ● sesso femminile; ● razza caucasica o asiatica; ● costituzione magra; ● fattori menopausali; ● menopausa precoce; ● menopausa chirurgica; ● abitudini di vita; ● insufficiente apporto dietetico di calcio; ● scarsa attività fisica; ● fumo di sigaretta; Con l'invecchiamento il nostro organismo subisce una lenta perdita di minerali dalle ossa. Se questa perdita è eccessiva e la massa ossea scende al disotto di determinati livelli si può arrivare all'osteoporosi. Osteoporosi.
  • 20. Una distorsione è causata da traumi o contusioni, soprattutto delle ossa più sporgenti, o di movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un’insufficiente tono muscolare può facilitarla. Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione, senza tuttavia comportare una perdita di contatto tra le superfici articolari come invece avviene nella lussazione. La distorsione provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula articolare, legamenti, tendini e menischi. I sintomi caratteristici sono gonfiore, dolore e sensazione di calore. La lussazione o slogatura è un evento traumatico che causa la perdita dei rapporti reciproci tra i capi articolari di un'articolazione. Lo slittamento a livello cartilagineo delle due estremità ossee è consentito dalla rottura, almeno parziale, della capsula e dei legamenti che stabilizzano l'articolazione. Le lussazioni interessano più frequentemente la spalla (circa il 50% dei casi), il gomito, l'anca, le dita e la rotula; le sublussazioni sono invece più comuni a livello della caviglia e del ginocchio. Una lussazione si manifesta nella stragrande maggioranza dei casi quando un forte trauma colpisce l'articolazione o quando questa, durante un movimento, supera il limite della normale mobilità. Lussazioni e distorsioni. Patologie delle articolazioni: distorsioni e lussazioni
  • 21. CARTILAGINE La cartilagine è un tessuto caratterizzato da un’elevata resistenza alla pressione. Ha la funzione di proteggere dall’attrito le estremità delle ossa articolari permettendone il movimento. Durante il periodo fetale, la cartilagine costituisce la quasi totalità dello scheletro; nel periodo dell’accrescimento si ritrova solo in prossimità delle epifisi e nelle cartilagini di coniugazione; nell’adulto si circoscrive alle superfici articolari e alla regione cartilaginea delle costole.All’interno della cartilagine si trovano icondrociti, particolari cellule con il compito di produrre la sostanza basilare. La composizione di questa sostanza è data in prevalenza da acqua, da fibre collageniche, da proteoglicani, da acido ialuronico e da glicoproteine. Ne scaturisce un amalgama in parte fluido e in parte solido che consente sia di assorbire i traumi sia di detenere una buona resistenza. Il tessuto cartilagineo non è vascolarizzato, in quanto non vi sono capillari sanguigni. La cartilagine è contornata da uno strato di tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni, il pericondrio, che le permette di nutrirsi per diffusione. Questo processo nutritivo è molto lento e molto meno efficiente della circolazione sanguigna: è per questa ragione che le capacità rigenerative di tale tessuto sono parecchio limitate. Esistono tre tipologie di cartilagine con caratteristiche e funzioni diversificate: cartilagine ialina, cartilagine elastica, cartilagine fibrosa.
  • 22. ● La cartilagine ialina è la più diffusa. Nel feto costituisce la gran parte dello scheletro e con la crescita viene sostituita quasi del tutto con il tessuto osseo. Nell’adulto compone le cartilagini costali, nasali, tracheali, bronchiali, laringee e riveste le superfici articolari. È ricoperta dal pericondrio che scompare in prossimità delle superfici articolari. ● La cartilagine elastica ha particolari caratteristiche di elasticità. Forma l’impalcatura del padiglione auricolare, dell’epiglottide, della tuba di Eustachio e di alcune parti laringee. ● La cartilagine fibrosa è particolarmente resistente alle pressioni meccaniche. Si localizza nelle inserzioni di alcuni tendini con lo scheletro, nei dischi intervertebrali, nel menisco di alcune articolazioni, nella sinfisi pubica. Cartilagine.
  • 23. Bibliografia: ● http://www.omeopatiapossibile.it/wp-content/uploads/2009/12/Diapositiva027.jpg ● http://ziogiulius.altervista.org/pronto%20soccorso/immagini/articolazione78.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/osteoporosi%202.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/paramorfismi.jpg ● http://www.fisioterapiarubiera.com/wp-content/uploads/2012/10/Frattura-scomposta-e-composta.jpg ● http://motricitascuola.altervista.org/attivita%20motoria/apparati%20interessati/immagini%20apparati/struttura_articolazione.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/ossa%20gamba.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/ossa%20braccio.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/gabbiatoracica.gif ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/vertebrale.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/cranio.gif ● http://images.slideplayer.it/3/964702/slides/slide_27.jpg ● http://images.slideplayer.it/3/964702/slides/slide_25.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/osso%20lungo%20struttura.jpg ● http://www.superagatoide.altervista.org/images/scheletro.gif ● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletrico.html ● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletro%20assile.html ● http://www.superagatoide.altervista.org/scheletro%20appendicolare.html ● http://www.superagatoide.altervista.org/articolazioni.html ● http://www.superagatoide.altervista.org/malattie_scheletrico.html ● http://www.fioriblu.it/salute/apparato-scheletrico/cartilagine.htm