Autore Ben Jelloun, TaharTitolo     Il razzismo spiegato           a mia figliaanno di plubblicazione 1998Prof.ssa        ...
2• Epoca :1998• Luogo :Francia• durata della vicenda: dialogo
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La storia è raccontata dal protagonista: un papà che è lintervistato dalla figlia e dalle sue amiche sul perché esiste il ...
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“NON INCONTRERAI MAI DUE VOLTI         ASSOLUTAMENTE IDENTICI.        NON IMPORTA LA BELLEZZA O              LA BRUTTEZZA:...
il personaggio che mi è piaciuto di più è stato Meriem lafiglia di Ben…perché…                            Perché si       ...
L’idea di scrivere questo testo Ben l’ha avuta quando ha partecipato a unamanifestazione contro il progetto che prevedeva ...
È STATO VERAMENTE INTERESSANTE APPROFONDIRE    IN QUESTO MODO SEMPLICE E SCORREVOLE IL  SIGNIFICATO DÌ RAZZISMO E LE SUE C...
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Il razzismo spiegato a mia figlia

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Presentazione del libro Il razzismo spiegato a mia figlia, libro di Ben Jelloun, Tahar, realizzata da Myriam Baroni della classe IIIA Scuola Media di Affile (Rm)

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Il razzismo spiegato a mia figlia

  1. 1. Autore Ben Jelloun, TaharTitolo Il razzismo spiegato a mia figliaanno di plubblicazione 1998Prof.ssa alunnaMartini Simona Myriam Baroni
  2. 2. 2• Epoca :1998• Luogo :Francia• durata della vicenda: dialogo
  3. 3.  la storia è reale perchè parla del razzismo che è e che è stato un problema delluomo. Inoltre le risposte del padre hanno concretamente parlato di episodi successi ieri e oggi nella storia del mondo.
  4. 4. La storia è raccontata dal protagonista: un papà che è lintervistato dalla figlia e dalle sue amiche sul perché esiste il razzismo e le sue conseguenze. Lintervistato è lautore del libro, è ungiornalista, nato in Marocco, che vive aParigi con la sua famiglia. Alcuni suoiarticoli sono stati pubblicati sul giornale"La Repubblica”LE TRE AMICHE si mostrano interessate e sensibili alproblema del pregiudizio sul colore della pelle.Lantagonista è il razzismo e la gente razzista
  5. 5.  la storia o meglio il significato del razzismo è trattato sotto forma di una intervista. Vai avanti…
  6. 6. Un episodio interessante è stato il momento in cui Ben ha raccontato a sua figlia un episodio familiare.• i vicini di casa avevano dei dubbi su di loro allora,Ben un giorno li invitò a casa sua a mangiare il cuscus e da lì non ebbero più pregiudizi su di loro, perchè videro che facevano le stesse cose come loro:mangiavano ridevano, lavoravano e cantavano Imparare a conoscersi a parlarsi a condividere questi sono i modi per superare le diversità.
  7. 7. La parte che mi è piaciuta di più è stato il momento in cui il padre di Meriem ha spiegato il razzismo con un riferimento ad una parola : la diversità. la diversità tra gli uomini che non è solo riferita al sesso cioè tra maschio e femmina,ma è riferita principalmente alle persone "diverse"o meglio di colore,lingua,religione e mentalità diverse da quelle nostre. unaltra cosa che mi ha colpito veramente è stato il momento in cui Ben ha sottolineato le paure del razzista: cioè di imparare e confrontarsi con le idee e le certezze proprie e degli altri queste possono far crollare le proprie sicurezze.
  8. 8. “NON INCONTRERAI MAI DUE VOLTI ASSOLUTAMENTE IDENTICI. NON IMPORTA LA BELLEZZA O LA BRUTTEZZA: QUESTE SONO COSE RELATIVE ACIASCUN VOLTO è IL SIMBOLO DELLA VITA. E TUTTA LA VITA MERITA RISPETTO.E TRATTANDO GLI ALTRI CON DIGNITA CHE SI GUADAGNA IL RISPETTO PER SE STESSI."
  9. 9. il personaggio che mi è piaciuto di più è stato Meriem lafiglia di Ben…perché… Perché si interessa delle problematiche del mondo di ieri e di oggi. Fa domande opportune e Lei si fida del cerca di capire e padre e lo approfondire stima per bene tutte le cose l’argomento che sa.
  10. 10. L’idea di scrivere questo testo Ben l’ha avuta quando ha partecipato a unamanifestazione contro il progetto che prevedeva l’ingresso e il soggiornodegli stranieri in Francia e piano piano si è sviluppato un dialogo con la figliaMeriem e con le sue amiche.Un bambino non nasce razzista ma lo può diventare se l’educazione vieneinsegnata male. Il razzismo è sempre esistito, già un tempo esisteva una forma dirazzismo quando l’uomo primitivo cercava di avere un pezzo di terraper conquistare una donna . Allora fortificava e proteggeva i propriconfini. Anche le guerre sono state fatte in nome del razzismo quando un gruppo di persone si è ritenuto superiore ad un altro; quando si sono creati i ghetti cioè i luoghi separati dove dovevano stare gli ebrei.Con parole semplici Ben fa capire che il colore della pelle è dovuto a un pigmentochiamato melanina, inoltre ci sono delle differenze socio culturali cioè ogni umano siorganizza e produce per esempio un tipo di musica diversa ,dei prodottialimentari,delle tradizioni diverse. Ma questa diversità non è inferiorità, ma anziognuno di noi è unico. Anche le religioni non sono razziste ma a volte gli uomini conil loro atteggiamento sbagliato è razzista, come colui che pensa di possedere a veritàanche in campo religioso. A un certo punto Meriem parla di un’esperienza razzistache ha vissuto personalmente nella sua classe: una sua amica prende in giro unsuo nuovo compagno di colore . Iil padre gli risponde che le brutte parole che avevadetto la sua compagna di classe era opera dei genitori.
  11. 11. È STATO VERAMENTE INTERESSANTE APPROFONDIRE IN QUESTO MODO SEMPLICE E SCORREVOLE IL SIGNIFICATO DÌ RAZZISMO E LE SUE CONSEGUENZE CHE PORTANO A NON COMUNICARE TRA UOMO E UOMO MA A SUSCITARE SOLO SENTIMNETI DÌ DIVISIONE. IL DIALOGO E’ IL MODO DÌ CONOSCERSI, DÌ RISPETTARSI NONOSTANTE LE DIVERSITA’. I TEMITRATTATI CHE CAUSANO IL RAZZISMO SONO STATI: IL COLORE DELLA PELLE, OPINIONI DIVERSE, RELIGIONI DIVERSE, POSSIBILITA’ ECONOMICHE DIVERSE. MA IN FONDO OGNUNO DÌ NOI E’ DIVERSO, ANZI E’UNICO CON TANTE CAPACITA’ MA ALTRETTANTE COSE CHE NON SA FARE MA CHE IMPARA DAGLI ALTRI. DOBBIAMO ANCHE NOI, A PARTIRE DA NOI STESSI, IMPARARE A RISPETTARE CIOE’ A DARE LA POSSIBILITA’ A CHI E’ VICINO A NOI DÌ ESPRIMERE LE PROPRIE CAPACITA’, IDEE, RIFLESSIONI CON LIBERTA’. QUESTO E’ IL MONDO, PAESE CHE VORREI.

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