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Rivista di psicologia applicata all'emergenza, alla sicurezza e all'ambiente

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PdE n. 3 Document Transcript

  • 1. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente PdE Anno 1, n. 2 Dicembre 2005 Registrazione del Tribunale di Vicenza n° 1114 del 02.09.2005 Redazione: Via De Mori, 17 36100 Vicenza tel. e fax 0444.505717 Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente Sommario: EDITORIALE Editoriale pag. 1 Permettetemi di esprimere la soddisfazione per come è stato Procedure di evacuazione: accolto il primo numero della rivista. Oltre ai giudizi positivi, al di là luci ed ombre di ogni nostra previsione è stato il numero degli abbonati: segno pag. 2 che la rivista ha colto un bisogno presente. Il secondo numero nasce sulla spinta di questo entusiasmo e della Come viene vissuta un’esercitazione di difesa volontà di mantenere l’interesse suscitato. civile? pag. 4 I primi due articoli sono strettamente collegati tra loro. Da un lato sono presentate le problematiche relative alla sicurezza e alle Lo stress lavorativo nei Vigili del Fuoco procedure di evacuazione di edifici complessi: centri commerciali, pag. 6 multisale cinematografiche, ospedali, ecc. Dall’altro si presenta una ricerca condotta tra i clienti di un centro commerciale, che hanno Una visita al museo in partecipato ad una prova di evacuazione. compagnia della psicologia ambientale pag. 9 Seguono i primi risultati di una ricerca che vede impegnati molti dei collaboratori di StudioZuliani. L’indagine si è proposta di La percezione del rischio: approfondire gli elementi che determinano lo stress lavorativo nei disabili motori e soccorritori a confronto Vigili del Fuoco, per la costruzione di misure preventive e formative, pag. 12 idonee a farvi fronte. Intersezioni Come promuovere gli obiettivi educativi del museo attraverso pag. 14 un’adeguata progettazione ed organizzazione degli spazi? Il quarto contributo ci fornisce alcune indicazioni, affrontando il complesso tema del coinvolgimento della psicologia ambientale nella progettazione dei musei. PdE Tra gli obiettivi di “PdE” vi è anche quello di dare spazio ai lavori di Direttore responsabile giovani professionisti e colleghi. Su questo numero presentiamo un Mauro Zamberlan contributo riguardante la percezione del pericolo tra i disabili motori Direttore scientifico e i loro soccorritori, nella direzione di un percorso che faccia Antonio Zuliani Redazione: incontrare, anche preventivamente, i soggetti che, pur a diverso Lucia De Antoni, Viviana De titolo, possono essere coinvolti in una situazione di emergenza. Pellegrini, Luca Pezzullo. Hanno collaborato a questo numero: Antonio Zuliani Sergio Carnevale, Roberto De Filippo, Laura Grattieri. P.S. I complimenti sono sempre graditi. Ma ancora più graditi saranno tutti i consigli, suggerimenti, e, perché no, critiche che ci aiuteranno a rendere migliore questa rivista. © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 1
  • 2. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente PROCEDURE DI EVACUAZIONE: LUCI ED OMBRE di SERGIO CARNEVALE e ANTONIO ZULIANI * L’attuazione della Legge 626/94 ha diffuso l’abitudine di realizzare prove di evacuazione delle persone nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Vi sono però anche altri luoghi che, pur non prevedendo una popolazione che li frequenta quotidianamente, sono spesso molto affollati: centri commerciali, multisale cinematografiche, ospedali, luoghi di culto, ecc. Anche per quest’ultimi sono previste procedure di evacuazione, che presentano caratteristiche peculiari. Chi frequenta centri commerciali, sale e può provenire da una fonte di pericolo multisale cinematografiche, ospedali, esterna, come può essere un inquinamento stazioni, luoghi di culto, ecc., non è mai industriale (una nube tossica è un rischio coinvolto in prove di evacuazione. Queste, reale per molte aree urbane prossime ad nella migliore delle ipotesi, vengono insediamenti produttivi) e la possibilità che ci effettuate ricorrendo all’aiuto di figuranti. Una si trovi di fronte ad un attacco terroristico, scelta che ha due corollari importanti: da un che potrebbe richiedere di trattenere tutte le lato le persone, che pure hanno l’abitudine di persone all’interno della struttura, in una frequentare questi luoghi anche con una situazione di angoscia crescente che può certa fedeltà (come accade senza dubbio sfociare in pericolose manifestazioni di con i centri commerciali e i luoghi di culto), panico. non ha la minima idea di come comportarsi in quegli spazi in caso di emergenza. I piani attuali prevedono l’evacuazione dei presenti a qualsiasi titolo secondo procedure La seconda, ben più preoccupante, è che chi prestabilite, che comprendono la deve gestire tali emergenze può solo fare comunicazione dell’evento alle pubbliche ipotesi su come si comporteranno le persone Autorità competenti per l’assistenza ed i coinvolte: se collaboreranno alle loro soccorsi e, nel migliore dei casi, limitate richieste, se i messaggi di emergenza misure di sostegno psicologico. predisposti saranno veramente comprensibili Al contrario, la concretezza dell’attuale agli interessati e così via. Da questo punto di momento storico, testimone di tensioni vista i piani di emergenza sono stati internazionali e fondamentalismo politico- progettati sulla carta, senza nessuna religioso, richiede una riflessione sulla sostanziale verifica. Non è la stessa cosa, capacità dei gestori e sulla idoneità delle infatti, impiegare per un’evacuazione dei attuali pianificazioni a tutelare efficacemente figuranti, i quali potranno simulare ogni chiunque sia presente nella propria area di difficoltà immaginata, ma sia per il loro responsabilità. numero, sia perché alla fin fine sono elementi dell’organizzazione stessa, non forniranno Ma quante delle strutture precedentemente un’idea reale di come potrebbero reagire le indicate hanno un piano di emergenza persone. Ogni soccorritore ha ben presente relativo a questi due scenari? Quanti gestori che il panico simulato non è neppure lontano sono in grado di affrontare realmente, da soli parente di quello vero. e con le proprie forze, le prime fasi dell’emergenza non “convenzionale”? E le A questo ragionamento, purtroppo, se ne domande dovrebbero riguardare anche le deve affiancare un altro: molti di questi piani scuole ed i luoghi di lavoro. di emergenza partono dal presupposto che il L’adeguamento dei piani potrebbe utilmente pericolo provenga dall’interno. In genere si prevedere, ad esempio, di: ipotizza un incendio, un terremoto o un • fermare gli impianti di malfunzionamento di propri impianti ed ventilazione/climatizzazione installazioni, mentre vi sono almeno altre due eventualmente esistenti, allo scopo di situazioni da considerare: l’emergenza che © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 2
  • 3. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente impedire la propagazione della potremmo definire di “psicoeducazione”, e contaminazione in tutti gli ambienti; un significato specifico nella capacità di • informare con immediatezza le persone aiutare le persone a gestire al meglio presenti, tramite altoparlanti, sul l’emergenza in atto. comportamento da tenere; • chiudere gli accessi sia in entrata sia in Nel termine “psicoeducazione” si uscita, fino all’arrivo delle squadre di comprendono gli interventi finalizzati a soccorso dei VV.FF. trasmettere conoscenze e competenze in relazione agli stress che una persona può È anche necessario stabilire a priori e senza incontrare durante un’emergenza. Troppo deroghe (immaginiamo già le obiezioni di spesso si nota come gli opuscoli o i fascicoli taluni settori economico-commerciali o predisposti per la popolazione interessata ad turistici in alta stagione) l’affollamento un determinato rischio, si limitino al “cosa massimo consentito in relazione alla capacità fare”, e non presentino anche suggerimenti di deflusso esistenti ed in base alla che aiutino a “sentire”, come possibili e legislazione in vigore, oltre a prevedere normali, le reazioni emotive che si controlli giornalieri di routine sull’agibilità presentano nelle situazioni di emergenza. degli itinerari di sgombero, come indicato nella seguente tabella: I primi soggetti da coinvolgere sono gli stessi dipendenti della struttura, i quali possono POSSIBILI RISCHI MISURE DI assumere un ruolo decisivo nell’assistenza PREVENZIONE delle persone coinvolte nell’emergenza. Le 1 Porte, uscite o vie Mantenere libere le persone, benché illese, chiederanno delle di circolazione uscite e le vie di attenzioni specifiche, un conforto, delle ingombrate da circolazione attraverso informazioni volte a mantenere tollerabile il materiali. un controllo giornaliero livello di ansia insito nell’emergenza in atto. 2 Pavimento in Conservazione e cattivo stato di manutenzione del manutenzione pavimento con frequenti Il secondo livello di comunicazione è relativo controlli di stato ed alla gestione dell’emergenza vera e propria. immediata In questo caso gli aspetti più rilevanti segnalazione al Servizio sembrano essere quelli riguardanti una competente quando comunicazione chiara e comprensibile, in necessario. grado di indirizzare positivamente le spinte e 3 Insufficiente Mantenere i desideri delle persone verso la risoluzione illuminazione delle l’illuminazione delle vie del problema in atto: in altre parole la vie di uscita. d’uscita anche tramite comunicazione dovrebbe fare leva, illuminazione indirizzandole, sulle attività di self help che d’emergenza. già si attivano spontaneamente tra la popolazione, abbandonando l’idea che Accanto all’aggiornamento delle procedure, questa sia composta di soggetti passivi. la presenza nelle strutture di persone che non ne hanno una conoscenza approfondita (basti pensare alla difficoltà di individuare * Sergio Carnevale. Brigadiere Generale, laurea in all’interno di un ipermercato le uscite di Scienze strategiche presso il Politecnico di sicurezza, le cui indicazioni sono spesso Torino. “oscurate” dai cartelli pubblicitari) o la Antonio Zuliani. Docente di “Psicologia del possibilità che si presenti uno scenario non bambino e della famiglia nelle situazioni di convenzionale pone l’accento emergenza” - Università di Padova. sull’importanza di una corretta comunicazione in emergenza. Tale comunicazione può assumere una valenza preventiva attraverso un’opera che © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 3
  • 4. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente COME VIENE VISSUTA UN’ESERCITAZIONE DI DIFESA CIVILE? di ANTONIO ZULIANI * Un’esercitazione di difesa civile, tenutasi al Centro Commerciale Auchan di Mestre, ha visto il coinvolgimento dei clienti, ai quali è stato somministrato un questionario per comprenderne il vissuto. Nell’ambito della giornata sulla sicurezza del Età Numero % 6 novembre 2005, si è tenuta l’esercitazione Fino a 20 7 4 di difesa civile “Castellana 2005” presso il Da 21 a 40 67 42 Centro Commerciale Auchan di Mestre (VE). Da 41 a 60 65 40 Una delle novità di questa esercitazione è Sopra i 61 22 14 stata il coinvolgimento dei clienti, evacuati Tab. 2. Soggetti partecipanti all’esercitazione suddivisi secondo l’età. allo scattare dell’allarme. Tale coinvolgimento ci ha suggerito di sottoporre gli interessati ad un questionario molto Un dato rilevante riguarda la conoscenza o semplice ed intuitivo, atto a comprendere la meno dell’esercitazione da parte delle situazione vissuta durante l’esercitazione. persone coinvolte: il 59,7% sapeva I questionari sono stati compilati dai volontari dell’esercitazione e il 40,3% è giunto della protezione civile del Comune di all’Auchan senza sapere che si sarebbe Venezia, coadiuvati delle psicologhe del tenuta un’esercitazione. È interessante “Master in psicologia dell’emergenza” notare che nonostante la campagna di dell’Università di Padova sotto la informazione, le notizie via stampa e le supervisione della dott.ssa Lucia De Antoni. stesse polemiche derivate dall’occupazione Purtroppo il programma dell’esercitazione ha del Centro Commerciale da parte dei no- subito all’ultimo momento alcune modifiche, global - avvenuta nella giornata precedente rendendo di difficile interpretazione alcune l’esercitazione - ben il 40,3% dei presenti non domande del questionario. In particolare fosse stato raggiunto dalla notizia quelle relative all’apporto dei soccorritori: al dell’esercitazione. Ciò può fare riflettere circa momento della predisposizione del la capacità di penetrazione tra la popolazione questionario si riteneva che tutti i clienti dei principali organi di informazione, la quale avrebbero potuto valutarne l’operato, risulta inferiore a quanto non ci si potesse assistendo al loro lavoro attraverso gli aspettare, e in linea con alcuni lavori di schermi interni dell’ipermercato. Cosa che ricerca pubblicati in Australia nel 2001. poi non è stata possibile. Un problema importante nell’ambito dell’emergenza, che segnala la necessità di Le schede raccolte sono state 184 (maschi utilizzare tutti gli strumenti di informazione al 60%, femmine 40%). Nella tabella 1 gli fine di raggiungere il maggior numero di intervistati sono distribuiti secondo il titolo di persone. studio e nella tabella 2 secondo l’età. Solamente 38 persone hanno dichiarato di Titolo di studio Numero % essersi recate appositamente all’Auchan per Elementare 7 4 assistere all’esercitazione (21% sul totale, Medie inferiori 64 36 che sale al 35% se si considerano solamente Medie superiori 78 44 le persone che ne erano informate), per gli Laurea 28 16 altri la presenza presso il Centro Tab. 1. Soggetti partecipanti all’esercitazione Commerciale era casuale. Queste suddivisi secondo la scolarità. percentuali sembrano mostrare un’interessante disponibilità alla © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 4
  • 5. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente partecipazione, considerando anche il contrariamente a quanto era stato previsto maltempo che imperversava durante nel programma originario. l’esercitazione. La composizione di questo gruppo di clienti è variegata: gli unici dati che Solamente 48 persone (26%) hanno emergono sottolineano come la decisione di dichiarato di aver assistito all’arrivo dei partecipare sia stata presa da soggetti con soccorritori e 40 di queste hanno espresso titolo di studio di scuola media inferiore o valutazioni sul loro operato, stimandolo laurea e soprattutto maschi (76%), mentre molto “efficiente” (3,80), “tempestivo” (3,82), per quanto riguarda l’età non vi sono “professionale” (4,04) e “rassicurante” (4,00), differenze rilevanti. sempre su di una scala da 1 a 5. Per quanto riguarda una valutazione globale, L’aspetto curioso è che 32 persone, che seppur indiretta, dell’esperienza si può hanno dichiarato di non aver assistito segnalare che 96 persone (55,4%) all’arrivo dei soccorritori, hanno espresso dichiarano che torneranno ad una prossima ugualmente una valutazione sul loro operato, esercitazione e 108 (63,3%) dicono che la la quale rimane sostanzialmente positiva, pur consiglieranno ad altri. Si tratta di persone scontando una diminuzione nell’esito che appartengono alla popolazione media numerico di circa 5 punti (“efficiente” 3,17; testata. “tempestivo” 3,45; “professionale” 3,65; La netta maggioranza delle persone si sono “rassicurante” 3,50). Rimane l’osservazione recate al Centro Commerciale di come vi sia una sostanziale fiducia accompagnate (72%), tra queste l’86% era nell’operato dei soccorritori, anche in accompagnato da membri della propria assenza di un’esperienza diretta sul loro famiglia. Solo un’esigua minoranza (14%) è operato (Tabella 4). andata assieme ad amici. Da questo punto di vista la popolazione si è comportata come un Punteggio Punteggio cliente abitudinario. attribuito da attribuito da coloro che coloro che non Una valutazione più specifica hanno hanno assistito assistito dell’esercitazione è stata effettuata Efficiente 3,80 3,17 chiedendo ai soggetti di giudicare alcuni Tempestivo 3,82 3,45 aspetti su una scala da 1 a 5 (scala di Likert). Professionale 4,04 3,65 I risultati della tabella n.3 indicano che Rassicurante 4,00 3,50 l’esercitazione è stata valutata Tabella 4. Punteggio attribuito al lavoro dei sostanzialmente “utile” (3,57) e abbastanza soccorritori suddiviso tra i clienti che hanno “rassicurante” (3,23), per nulla “eccitante” dichiarato di aver assistito al loro arrivo e quelli (1,63), ma anche un po’ “noiosa” (2,11). che non vi hanno assistito. Punteggio medio Le possibili interpretazioni di questo Utile 3,57 fenomeno possono essere due. Rassicurante 3,23 Da un lato può esistere una sostanziale Eccitante 1,63 fiducia nel lavoro dei soccorritori che si Noiosa 2,11 trasforma, proprio perché non vi è stata Tabella 3. Punteggio attribuito all’esercitazione (su un’esperienza diretta sul campo, nell’attesa una scala da 1 a 5) dai clienti di un’alta prestazione, la quale può rischiare di andare delusa alla prova dei fatti. Quest’ultimo aspetto, probabilmente, è da addebitarsi al fatto che le persone evacuate Dall’altro lato il buon risultato potrebbe sono state mantenute in una area senza essere collegato all’esperienza positiva che i informazioni e senza poter assistere clienti hanno avuto dell’operato del all’esercitazione attraverso schermi interni, personale che si è occupato della loro © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 5
  • 6. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente evacuazione, trasferendo questa percezione appositamente per assistere all’intera macchina dei soccorsi. all’esercitazione, rispetto a tutti gli altri. Infine non sembra esistere una sostanziale * Antonio Zuliani. Docente di “Psicologia del differenza nelle valutazioni di coloro che si bambino e della famiglia nelle situazioni di sono recati presso il Centro Commerciale emergenza,” Università di Padova BURNOUT E STRESS PROFESSIONALE NEI VIGILI DEL FUOCO Percezione dell’Organizzazione e salute psicofisica nei luoghi di lavoro di ROBERTO DE FILIPPO * I primi risultati di una ricerca volta ad approfondire gli elementi che determinano lo stress lavorativo nei Vigili del Fuoco, al fine di costruire misure preventive e formative, idonee a farvi fronte. La comunità scientifica internazionale D’altra parte la letteratura internazionale condivide la preoccupazione secondo la mostra che la conflittualità interna quale burnout e stress professionale, in all’organizzazione e il burnout manifesto quanto fenomeni complessi e certamente in negli operatori sono intercorrelati al crescita nei Paesi occidentali, costituiscono management organizzativo, e che l’insieme un reale problema non solo per gli individui degli effetti della cosiddetta “sindrome da in quanto singoli lavoratori, ma anche per burnout” può essere interpretatato come il l’insieme funzionale delle organizzazioni prodotto multifattoriale ed interattivo professionali cui gli individui appartengono. dell’individuo con la totalità Dalla ricerca in particolare viene evidenziato dell’organizzazione, intesa sia da un punto di come tale problema sia rilevante nelle vista tecnico-operativo che burocratico- cosiddette “helping professions”, le amministrativo, comportando elevati costi professioni che, a vario titolo, intervengono sociali. nel soccorso, causando, in ultimo, inferiori standard di sicurezza negli operatori Studiare il possibile livello di burnout professionali e maggiori oneri sociali per la presente nelle organizzazioni, permette di comunità. identificarne i principali elementi correlati, al fine di evidenziare possibili percorsi correttivi In effetti la letteratura internazionale e/o formativi a favore delle risorse umane attribuisce alle professioni dedite al presenti, promuovendo così la salute e soccorso, fra cui ovviamente la professione l’impegno in ambito professionale. del vigile del fuoco, una maggiore incidenza epidemiologica, statisticamente significativa, Da tale premessa, il Comando Provinciale di conseguenze psicologiche e VVFF di Venezia, d’intesa con la superiore comportamentali riconducibili e conseguenti Direzione Centrale per la Formazione del a stress di tipo professionale. Ministero dell’Interno ed il Master di Come noto, in seguito alla continua Psicologia dell’Emergenza dell’Università di esposizione ad esperienze definite “critiche”, Padova, ha promosso una ricerca sul campo, come quelle relative al Soccorso Tecnico con l’obiettivo di verificare la presenza di tali Urgente, ad esempio, la probabilità di costrutti psicologici, noti in letteratura, e sviluppare conseguenze soggettivamente l’eventuale incidenza nel personale percepite come stressanti può aumentare, in dipendente del Comando VVFF di Venezia. particolare in relazione all’intensità ed alla L’attività si è anche proposta di effettuare nel vicinanza delle esperienze stesse. personale un primo “screening” al fine di © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 6
  • 7. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente evidenziare quali modalità di ricerca di Disaggregando i dati complessivi (anzianità supporto emotivo il personale operativo di servizio, qualifiche, sottogruppi omogenei mettesse in atto, come specifica attività di per funzione, sedi di servizio, ecc.) non sono coping psicologico, a seguito emerse variazioni statistiche significative: si dell’esposizione professionale ad evento ritrovano sostanzialmente le stesse critico. rilevazioni indipendentemente dalle variabili socio-professionali utilizzate nel questionario. Il progetto è stato globalmente configurato come un’azione di primo livello di una Sul piano della percezione individuale del ricerca-intervento volta a rilevare in quali grado di burnout presente, misurato ambiti, organizzativi e funzionali, potesse attraverso la somministrazione del M.B.I. esistere maggior integrazione, impegno (Maslach Burnout Inventory), i dati nel professionale e resistenza nelle persone, complesso evidenziano una sostanziale rispetto ad altri ambiti nei quali il personale, tenuta cognitiva ed emotiva del personale in possibile difficoltà, avesse percezione di operativo (EE – Esaurimento Emotivo, Media lavorare in condizioni non sinergiche con = 14.9, inferiore ai dati normativi, M = 19.4). l’organizzazione di appartenenza. Gli stessi dati mostrano anche un grado di In conformità al piano di ricerca presentato, percezione della propria realizzazione sono state recentemente portate a termine le professionale inferiore ai dati di norma operazioni di somministrazione dei nazionali (RP, Media = 30.3 a fronte di una questionari al personale operativo e tecnico, Media = 31.2) tuttavia sostanzialmente la raccolta degli stessi, nonché una prima equiparabili fra essi. analisi dei dati. Rispetto agli obiettivi di ricerca, di seguito All’analisi dei dati disaggregati, tuttavia, si vengono riportati i principali punti emersi evidenzia uno screening del personale dall’analisi dei dati effettuata sinora. operativo che costringe ad una lettura delle dinamiche socio-professionali più articolata. Primi risultati A fronte di un gruppo che si ritiene Complessivamente sono stati raccolti 553 maggiormente realizzato sul piano questionari utili, pari all’84% del totale del professionale (12.7% del campione), personale operante presso il Comando corrisponde un nucleo di personale provinciale di Venezia. Una percentuale che operativo a bassa percezione del proprio testimonia della grande partecipazione al ruolo (15.2% del campione); ad un gruppo progetto del personale. che sembra non risentire degli effetti È nota la stretta relazione esistente fra grado psicofisici del burnout (3.6% del campione), di complessità e conflittualità presente in ne corrisponde un altro che si ritiene un’organizzazione, e il grado di percezione di maggiormente esposto (15.5% del stanchezza emotiva, demotivazione campione). professionale – globalmente definite burnout – a carico dei lavoratori dell’organizzazione È stata proposta, inoltre, una griglia di stessa. valutazione con lo scopo di ricercare le modalità di coping, cioè di fronteggiamento La ricerca ha misurato la conflittualità attivo, messe in atto dal personale in presente attraverso il questionario R.O.C.I. I – determinate situazioni ad alta esposizione II (Rahim Organizational Conflict Inventory). I emotiva. dati emersi hanno evidenziato la presenza di I dati, cumulati e disaggregati, indicano un’alta conflittualità (Percentile = 88, a fronte chiaramente il pieno ricorso, in caso di di una Media normativa = 50) e un grado di personale necessità, al “compagno di collaborazione, intergruppo e intragruppi, lavoro” come supporto eletto in tutte le molto modesto (Percentile = 14, a fronte di situazioni proposte e particolarmente in una Media normativa = 50). alcune ad alto impatto (Media complessiva = © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 7
  • 8. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente 31.1% delle preferenze accordate, a fronte È possibile, in altri termini, che la risposta della modalità ‘alcuni superiori’ M = 18.0% e individuale degli operatori, automatica e della modalità ‘alcuni familiari’ M = 17.9%). difensiva, al “carico psichico dell’attesa dell’intervento” sia costituita da un In particolare, l’analisi dei dati disaggregati innalzamento dell’attivazione psicofisica indica come le modalità di ricerca di (arousal) che si concretizza, – anche –, nella supporto variino in funzione della conflittualità manifesta? problematica sottesa. In caso di “evento critico” assume notevole importanza anche È possibile che il basso grado di la modalità “alcuni familiari” (21.7% delle collaborazione rilevato rifletta, – anche –, una scelte accordate), mentre in situazioni- diversa percezione dell’identità professionale problema attinenti ad aspetti tecnico- del vigile del fuoco, che pur abituato ad un organizzativi del Soccorso Tecnico Urgente, forte lavoro di gruppo, continua a mantenere, la modalità ‘alcuni superiori’ viene eletta nel negli interventi di soccorso effettuati, una 29% delle preferenze. altrettanto ed addirittura maggiore identità individuale? Ipotesi di lavoro L’attività svolta si inserisce in un contesto di L’alta attribuzione delle scelte effettuate sulla ricerca quantitativa, ovvero di verifica della modalità “colleghi di lavoro” sostiene presenza o meno, sul piano organizzativo e coerentemente l’ipotesi della peer funzionale locale, di variabili psicosociali già counseling, il sostegno fra pari, come prima note in letteratura. modalità di ricorso per fronteggiare lo stress Al momento i punti critici emersi, qui psicolavorativo, tanto da giustificare sommariamente descritti, sono stati portati a l’introduzione di specifici momenti formativi conoscenza della DCF – Area per i vigili del fuoco? Coordinamento e Sviluppo, in seno alla quale sta operando un gruppo di lavoro “per Vista l’importanza attribuita alle due ultime la ricerca di strategie e la definizione di modalità di ricorso al supporto sociale metodologie di prevenzione dello stress rilevate nel questionario, “alcuni familiari” ed derivante da evento critico”: ciò testimonia “alcuni superiori”, sottolineandone la valenza l’attenzione posta, anche nel nostro Paese, di mediatori dello stress professionale, quali alle dinamiche sociopsicologiche che si implicazioni sociali ed operative possono sviluppano in ambito professionale. sottendere? Nel caso di “alcuni familiari”, quali interventi sono ipotizzabili per essi o Da un punto di vista più specificatamente addirittura su essi in quanto agenti di qualitativo, resta da comprendere il prevenzione del danno da esposizione da significato da attribuire ai dati emersi in sede “evento critico”, e soggetti essi stessi di ricerca. Qui di seguito possono essere all’esposizione vicaria? Quali interventi sono solo sommariamente espresse alcune ipotizzabili nel caso di “alcuni superiori”, in ipotesi, che, se condivise nelle finalità e quanto agenti aggreganti e di identificazione modalità operative, potranno prevedere una professionale, e possibili mediatori di conflitti specifica attività con l’apporto di un gruppo in ambito lavorativo? di lavoro e discussione mirato. Al momento, rimangono percorsi di studio tutti da approfondire. È possibile ipotizzare che l’alta conflittualità emersa sia funzionale e non disfunzionale, rispetto alla complessità ed alle necessità * Psicologo e Vigile del Fuoco. Collabora con tecniche di un’organizzazione, come quella l’area MLFS - Medicina del Lavoro e Formazione dei Vigili del Fuoco, volta al Soccorso Sanitaria- del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Tecnico Urgente e alle macro emergenze? del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 8
  • 9. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente I risultati di questa ricerca, alla quale partecipano a vario titolo alcuni collaboratori di StudioZuliani, saranno resi noti nei prossimi mesi, sia attraverso le pagine di questa rivista, sia nel sito www.studiozuliani.net. UNA VISITA AL MUSEO IN COMPAGNIA DELLA PSICOLOGIA AMBIENTALE DI LUCIA DE ANTONI * Alcune considerazioni su come promuovere la finalità educativa del museo attraverso un’adeguata progettazione ed organizzazione degli spazi. Che immagine abbiamo di un museo? prevedibile rispetto all’utente di un servizio Qualcuno potrebbe pensare ad un luogo educativo formale, e i contatti sociali sono visitato da bambino, con grandi animali molto importanti. In un museo il visitatore imbalsamati e impolverati. Qualcun altro non viene rimproverato se non legge una potrebbe pensare ad un edificio maestoso, determinata insegna, e le conseguenze della con grandi colonnati che incutono visita non possono essere altro che il piacere soggezione. Qualcun altro ancora potrebbe di avere acquisito o aver visto cose nuove e pensare ad un museo storico locale dove di essere potuto stare in compagnia di amici sono raccolti vari tipi di manufatti. Qualcuno o familiari. invece, con un maggior gusto estetico, Come può la psicologia ambientale potrebbe ripensare ad una galleria d’arte, intervenire in un ambiente come quello del dove molti lavori sono comprensibili, altri un museo? po’ meno. Un museo può essere tutte queste cose, ma L’attenzione da parte degli esperti di questo il suo obiettivo principale è senz’altro quello settore si è concentrata prima di tutto educativo. sull’impatto che l’ambiente fisico ha sul Il museo costituisce una forma di comportamento dei visitatori, per poi insegnamento informale e, sebbene sia giungere a chiedersi quali variabili ambientali simile in molte cose alle istituzioni formali di possono promuovere e facilitare la finalità insegnamento, ne differisce per altri aspetti. educativa di un museo. Di solito in un contesto educativo formale, Si sono perciò interessati di quelle particolari come la scuola, gli stimoli sono solitamente aree che rivestono un ruolo di primaria verbali, mentre in un contesto informale importanza all’interno del museo, come come quello del museo gli stimoli sono più l’entrata, i corridoi, gli allestimenti delle varie visivi, e il tempo di esposizione a questi esibizioni, le zone in cui potersi riposare e stimoli di solito è breve. Se si pensa all’aula rifocillare, le aree destinate alla vendita di di una scuola, ci immaginiamo lavagne e souvenir. assenza di suoni estranei. Nel contesto di un museo, invece, gli stimoli sono di vario tipo, Il design dell’entrata e dei corridoi riveste competono fra di loro e molte volte un’importanza fondamentale, specialmente distraggono l’attenzione dal singolo per quei visitatori che frequentano per la messaggio educativo. prima volta un determinato museo. In un ambiente educativo informale, inoltre, il Tutti i visitatori hanno bisogno di ricevere comportamento del visitatore è meno all’entrata informazioni chiare su cosa © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 9
  • 10. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente possono fare, su quali possibilità di scelta posta troppo lontano dall’oggetto a cui si hanno, sulla disposizione dei vari riferisce. allestimenti, su dove si trova il bar, il ristorante o il negozio di souvenirs. Di solito L’attenzione del visitatore può essere queste informazioni sono garantite da una disturbata infine dal flusso delle persone in guida, da un sistema segnaletico, o dal quell’ambiente. Ma quali fattori influenzano il personale del museo. flusso in un ambiente come quello di un Anche il riuscire ad orientarsi all’inizio della museo? Per esempio la grandezza o la visita costituisce un punto essenziale. Le particolarità di un determinato oggetto, che guide, le mappe, la segnaletica e le può attrarre i visitatori fin dal momento del informazioni ricevute dallo staff del museo loro ingresso. È necessario considerare, sono tutti strumenti in grado di diminuire la inoltre, che le persone in una sala di possibile confusione iniziale. esposizione tendono a muoversi lungo la Una guida può far sì che il visitatore abbia parete destra e tendono ad uscire attraverso più tempo a disposizione per poter vedere le la prima porta aperta. Se questa porta mostre che gli interessano, e questo venisse chiusa, i visitatori sarebbero costretti aumenta notevolmente il grado di ad uscire dalla stessa porta da cui sono soddisfazione che ne deriva. Il visitatore si entrati, prestando così attenzione a molti più sente più sicuro se ha a disposizione più oggetti. punti di riferimento chiari e precisi, anche se di diversa natura. Un altro aspetto riguarda il “come” gli oggetti vengono disposti nello spazio. Disporre gli Per quanto riguarda l’organizzazione e la oggetti creando delle “isole” all’interno dello disposizione dei vari allestimenti, catturare stesso ambiente, dà origine ad una l’attenzione del visitatore è senza dubbio il circolazione dei visitatori caotica, che non primo passo da compiere in un processo di permette di dare la stessa attenzione a tutti comunicazione del messaggio educativo.un gli oggetti. Se invece viene determinato un obiettivo raggiungibile attraverso due fattori, percorso chiaro, tutti gli oggetti riceveranno apparentemente ovvi: la particolarità la stessa attenzione. dell’oggetto esibito e il flusso del “traffico” nell’ambiente. Per quanto riguarda il “come” motivare il Che cosa può far sì che un oggetto sia visitatore, l’attenzione dei ricercatori si è notato con più facilità? Il fatto che esso sia focalizzata principalmente su tre aspetti. isolato e non sia circondato da altri stimoli, Prima di tutto ridurre lo sforzo sia fisico che per esempio. Anche gli oggetti che per mentale necessario per ottenere le varie caratteristiche cromatiche si mescolano con informazioni, in modo tale che il soggetto la parete di sfondo rischiano di essere possa dedicare maggiori risorse alle ignorati, perché perdono le loro esposizioni. Poiché lo sforzo mentale caratteristiche attrattive. maggiore viene richiesto per interpretare le varie insegne, si dovrà prestare particolare La presenza di suoni e profumi, la possibilità cura a non inserire testi particolarmente di toccare alcuni oggetti, il livello di lunghi, ad utilizzare “punti elenco”, schemi o illuminazione generale, l’installazione di fari grafici piuttosto che un unico paragrafo di orientabili e il contrasto luminoso sono altri testo, a posizionare le targhe vicino importanti elementi che aumentano la all’oggetto a cui si riferiscono, ad utilizzare visibilità di un oggetto. Anche l’altezza della un colore di sfondo contrastante che agevoli collocazione può influire, infatti se un oggetto la lettura. si trova a più di 2 metri spesso non verrà visto, perché le persone non tendono a Un secondo aspetto riguarda la possibilità di rivolgere lo sguardo verso l’alto. Così pure la stimolare l’interesse del visitatore, cosa che targa descrittiva non verrà guardata e letta se lo renderebbe più desideroso di leggere e © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 10
  • 11. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente riflettere su ciò che vede, e gli permetterebbe Dal momento che una pausa durante la visita di ricaricare le sue energie attentive. Le può rinnovare le energie del visitatore, è utile insegne e le targhe, per esempio, predisporre delle zone dove le persone dovrebbero provocare delle domande possano riposare, mangiare qualcosa e piuttosto che raccontare dei fatti, utilizzando magari acquistare dei souvenir. Non è uno stile familiare, informale, indirizzandosi ancora chiaro, comunque, come questo direttamente al visitatore, stimolandolo a ultimo aspetto influenzi il grado di rivivere l’atmosfera di una particolare epoca soddisfazione o la motivazione della visita. o di un particolare luogo. L’ambiente e l’allestimento degli spazi Per ultimo, ma non per questo meno dovrebbe essere quindi progettato in modo importante, bisogna considerare l’eventuale tale da minimizzare lo sforzo mentale, presenza di fattori che possono distrarre quando possibile, e stimolare l’interesse, dallo scopo generale della visita, come il anche utilizzando i consigli appena delineati. rumore proveniente dall’esterno, la competizione fra più oggetti della stessa L’articolo non pretende certo di esaurire la mostra, la mancanza di opportune letteratura e le ricerche sull’argomento, ma indicazioni in grado di facilitare ha voluto proporre alcuni spunti di riflessione l’orientamento o la decisione su cosa si su caratteristiche tipiche soprattutto degli potrebbe andare a vedere successivamente. spazi pubblici, le quali, comunque, trovano applicazione anche in un ambiente come il I ricercatori hanno rilevato che l’attenzione museo, dove le componenti sociali ed del visitatore di un museo decade educative si intrecciano e si influenzano rapidamente dopo 30-45 minuti, e il primo reciprocamente. segnale di questo cedimento si concretizza, per esempio, in un lento procedere da una sala all’altra, fermandosi solo occasionalmente per guardare qualcosa, ma * Psicologa esperta in psicologia ambientale e in maniera molto selettiva. dell’emergenza. LA PERCEZIONE DEL RISCHIO: DISABILI MOTORI E VIGILI DEL FUOCO A CONFRONTO di LAURA GRATTIERI * L’obiettivo della ricerca presentata è stato quello di indagare la percezione del rischio in persone con disabilità motoria attraverso un confronto con i loro possibili soccorritori, i Vigili del Fuoco. Secondo un’indagine effettuata a livello coinvolgere in prima persona i diretti europeo circa il 20% della popolazione totale interessati e, attraverso dei colloqui di è composta da persone a mobilità ridotta, e ricerca, indagare il loro vissuto in merito alla nonostante si sia assistito negli ultimi anni ad percezione del rischio, alle condizioni di un’accresciuta sensibilità generale per i temi sicurezza-pericolo (sperimentate a casa, al che riguardano la sicurezza e la gestione lavoro, nei luoghi pubblici, sui mezzi di delle situazioni d’emergenza, troppo poco è trasporto) e alla figura del soccorritore. Alla stato fatto per quella categoria di persone ricerca hanno preso parte 25 utenti della che davanti ai rischi è impossibilitata a UILDM Sezione di Padova (Unione Italiana “fuggire a gambe levate”. Lotta alla Distrofia Muscolare). Per questo motivo abbiamo deciso di È stata effettuata un’analisi tematica dei © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 11
  • 12. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente contenuti dei colloqui, sono stati calcolati i disabile nei termini: “autonomia (essere totali delle risposte per categoria e infine i seduto) - morte (essere sdraiato)”. Cosa dati sono stati descritti in base alle frequenze che, da quanto emerso dalla ricerca, i delle risposte. Sulla base dei risultati ottenuti soccorritori non risultano conoscere. Va è stato possibile creare un questionario di sottolineato che, anche per quanto ricerca per i Vigili del Fuoco del Comando di riguarda le modalità di soccorso, un Pordenone, ai quali è stato chiesto di disabile se seduto è in grado di immedesimarsi nei panni di una persona collaborare con il soccorritore, mentre se disabile e di mettere in ordine di importanza sdraiato vive una condizione di le risposte da loro date. Per confrontare i dati impotenza assoluta. ottenuti abbiamo calcolato gli indici di correlazione di Pearson nelle varie aree. 3. Il telefono cellulare è un altro item che risulta avere una diversa considerazione Dal confronto è emerso che i due gruppi nei due gruppi. Per i soccorritori il risultano avere la stessa percezione soltanto telefono cellulare è semplicemente un in due aree su undici, ossia per quanto oggetto che ha poco a che fare con le riguarda i rischi maggiormente percepiti e le condizioni di pericolo-sicurezza, mentre condizioni di sicurezza al lavoro. Questo dato per i disabili risulta essere uno strumento si potrebbe ricollegare alla specifica di comunicazione fondamentale per la formazione che i soccorritori dimostrano loro sicurezza percepita. avere nelle due aree considerate e alla particolare sensibilizzazione che risulta 4. I bagni pubblici e i luoghi affollati a esserci in questi settori (es. legislazione differenza di quello che pensano i sicurezza nei luoghi di lavoro). soccorritori risultano essere degli ambienti che non permettono al disabile Per quanto riguarda le altre aree, attraverso di utilizzare al massimo le proprie abilità e l’analisi delle correlazioni è stato possibile risorse e per questo motivo vengono isolare item specifici, in cui la percezione dei vissuti dal disabile come luoghi due gruppi a confronto risultava essere potenzialmente ansiogeni. particolarmente differente. Riportiamo gli item più significativi e le 5. Il fatto di trovarsi lontano dalle uscite di interpretazioni date a riguardo. sicurezza o ai piani alti inoltre, anche se percepiti come condizioni normali dai 1. La possibilità di danni fisici è vissuto dai soccorritori, per i disabili risultano essere soccorritori come un evento ordinario, delle collocazioni spaziali non una problematica a cui sono esposti psicologicamente corrette in quanto abitualmente mentre per i disabili, che già vissute come spazi non rassicuranti, in presentano un danno biologico correlato cui non si sentono protetti e al sicuro. alla motricità, si tratta di una ferita che viene vissuta come “trauma su trauma”: 6. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto è un danno enorme per una persona che è utile sottolineare l’esigenza della persona già ferita fisicamente (aggrava inoltre la disabile ad essere ben legato, questo ferita narcisistica causata dal danno fattore non risulta avere un’importanza biologico-esistenziale). Inoltre non va secondaria, come pensano i soccorritori, dimenticato che a livello assicurativo un in quanto si ricollega alla possibilità di disabile ha un risarcimento inferiore danni fisici (vedi punto1). rispetto a un normodotato in caso di danni fisici. 7. Infine per quanto riguarda la figura del soccorritore, i due gruppi dimostrano 2. Il costrutto “essere seduto - essere avere una percezione diversa: i sdraiato” viene vissuto dalla persona soccorritori in quanto depositari della © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 12
  • 13. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente sicurezza ritengono utile gestire la L’analisi, l’identificazione e il monitoraggio situazione utilizzando le manovre di dei rischi rappresenta una nuova forma di sicurezza e le loro linee guida, mentre i sorveglianza: quella della “diagnosi disabili mostrano di voler essere anticipata sistematica”. L’obiettivo non è protagonisti attivi nella gestione quello di affrontare una singola situazione di dell’emergenza. pericolo concreta, ma di prevedere tutte le possibili forme d’irruzione del pericolo. Dall’analisi effettuata su questo particolare Attraverso l’“impegno radicale”, ossia campione di soggetti (potenziali vittime- passando all’azione e contrastando le fonti di soccorritori) appare chiaro che una specifica pericolo di cui abbiamo conoscenza, formazione reciproca potrebbe agevolare possiamo e dobbiamo mobilitarci per ridurre notevolmente sia i disabili, sia i soccorritori l’impatto dei possibili rischi, per evitarli e fare che si trovano ad intervenire in situazioni in modo di sentirci più sicuri nel mondo. d’emergenza. Nelle società tardo moderne non curarsi dei Per ciò che concerne i soccorritori, una rischi è da considerarsi un segno conoscenza più approfondita, sia delle dell’incapacità dell’individuo di prendersi diverse tipologie di disabilità, che delle cura di sé, una forma di irrazionalità o esigenze specifiche dell’“utenza debole”, semplicemente una mancanza di abilità. potrebbe risultare agevolante per il buon I comportamenti finalizzati alla prevenzione esito del loro lavoro. dei rischi appaiono, al contrario, come iniziative morali, tentativi di raggiungere Per i disabili avere la possibilità di conoscere l’autocontrollo, la conoscenza e la da vicino le modalità di soccorso, valorizzazione di sé. E poiché il progetto di l’effettuazione di esercitazioni pratiche in costruire il proprio sé è destinato a non persona e il confronto diretto con i loro concludersi mai, bensì a proseguire per la possibili soccorritori, potrebbe permettere durata intera della vita, allo stesso modo loro di vivere come meno ansiogena la vita neppure la tecnologia del sé, che consiste d’ogni giorno. nell’evitare i rischi, giunge mai ad un fine. La persona disabile proprio in quanto persona, è portatrice di bisogni comuni a tutta l’umanità e come per ogni essere * Laureata in psicologia umano il progetto di vita è teso alla piena realizzazione delle proprie potenzialità. Una relazione più ampia su questa ricerca è Per ottenere questo la persona è spinta al pubblicata nel sito www.studiozuliani.net soddisfacimento graduale dei propri bisogni. A. H. Maslow nella “Teoria della Motivazione umana” classifica il bisogno di sicurezza, insieme ai bisogni fisiologici, tra i bisogni primari di un individuo. Secondo questa teoria un individuo per potersi pienamente realizzare ha innanzitutto necessità di soddisfare i bisogni che stanno alla base della scala gerarchica. Appare evidente che la persona con ridotta mobilità ha una difficoltà in più nel raggiungere il proprio progetto di vita se non è messa nelle condizioni di sicurezza tali da potersi pienamente realizzare. © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 13
  • 14. PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente INTERSEZIONI “Abitare essere e benessere” “Chi ha paura della paura” di Giacomo Rizzi Di Christophe André LED Edizioni, 1999 (140 pp. 11,50 euro) Corbaccio, 2005 (342 pp, 16,60 euro) L’architettura e la psicologia possono Troppo spesso la paura è identificata come collaborare affinché una persona si possa un aspetto negativo della vita umana. Il sentire realizzata, tranquilla, protagonista e lavoro di André riporta questa emozione propositiva all’interno della sua casa. nell’ambito che le compete. Coma scriveva La casa è infatti uno spazio che ci individua, Jean-Paul Sartre “tutti gli uomini hanno un luogo attraverso cui ci diamo dei confini e paura. Tutti. Chi non ha paura non è attraverso cui ci definiamo. Rappresenta normale”. Ecco allora la paura come segnale un’immagine, un riflesso della nostra di allarme verso i pericoli. Un segnale personalità, oltre che un luogo di memorie e importante che non deve travolgerci, ma del uno spazio da gestire. quale non dobbiamo vergognarci, perché nessuno sceglie di avere paura. L’abitazione non può essere solo un concentrato di funzionalità e tecnologia. Deve garantire a chi la abita benessere e “Assistite Technology” serenità. Non esistono, infatti solo bisogni Tenologia di supporto per una vita fisici e fisiologici, ma anche sentimenti, indipendente emozioni che devono essere riconosciuti, Di Annalisa Morini e Fiorenza Scotti (a cura apprezzati e ricordati. Solo una casa di) psicologicamente corretta può “adattarsi” Maggioli Editore, 2005 (270 pp, 28,00 euro) realmente alla persona che la abita, rassicurandola, proteggendola Si tratta di una pubblicazione dedicata agli permettendole di esprimersi e di crescere. ausili e alle tecologie per promuovere l’autonomia delle persone disabili. Giacomo Rizzi, docente di Architettura degli L’interdisciplinarietà di questo lavoro interni e Metaprogetto presso la Facoltà del testimonia dell’importanza di progettare ogni Design del Politecnico di Milano, da anni intervento, anche nel campo della sicurezza affronta e approfondisce il tema e dell’ambiente, con una specifica attenzione dell’interiorità dello spazio domestico alle garanzie di libertà e di autonomia per proponendo concept di nuovi moduli abitativi chiunque e in qualsiasi situazione si trovi a e oggetti di design che favoriscono vivere. comportamenti maggiormente comunicativi e Particolare interesse, per le finalità della socializzanti. In questo libro affronta il nostra rivista, riveste il capitolo, curato da rapporto tra abitazione ed emozione, tra casa Stefano Zanut, sugli ausili e sulla gestione e stato d’animo, in una chiave profonda e dell’emergenza in presenza di persone contemporaneamente semplice, avvalendosi disabili. anche dei contributi di alcuni suoi collaboratori e di docenti ed esperti di psicologia. © StudioZuliani: via De Mori, 17 - 36100 Vicenza - telefono e fax 0444.505717 - www.studiozuliani.net - e-mail zuliani@goldnet.it 14