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La trasformazione del distretto pratese
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La trasformazione del distretto pratese

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  • 1. Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano Facoltà di Scienze Politiche Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Moda Low Cost e Fast Fashion: La trasformazione del distretto pratese e il caso OVS Industry Il caso di PratoRelatore: Chiar.mo Prof. Roberto ZOBOLI Tesi di Laurea di: William TREVISAN Matr. n. 3502840 Anno Accademico 2010/2011
  • 2. La trasformazione del distretto pratese: “la minaccia cinese” Prato rappresenta il primo distretto cinese d’Italia specializzato nell’abbigliamento giovane, economico e low costIl distretto pratese è caratterizzato da: Più di 7.500 imprese attive nel tessile e nell’abbigliamento (quasi un’ azienda su tre è cinese) Una black economy che produce un milione di capi al giorno ( 360 milioni all’anno) Immigrati cinesi dotati di quel minimo di capacità personale e imprenditoriale Imprese cinesi in grado di ottenere facilmente e a condizioni molto vantaggiose, manodopera a basso costo, mezzi finanziari e vantare solide relazioni con il proprio paese d’origine. Imprese cinesi in grado di svolgere sia fasi produttive che di progettazione e vendita, grazie ad un’elevata flessibilità.
  • 3. Figura 1.1 – Le ditte individuali cinesi nel manifatturiero prime 10 città italianeI numeri di Prato 2009 2008 2007 Prato 3.306 2.941 2.627 il 10,7% dei residenti di Prato ècomposto da stranieri (la Firenze 2.268 2.278 2.195percentuale più alta tra le Reggio 759 742 700province italiane). Emilia Il comune di Prato tocca il 12% Milano 739 877 857dei residenti stranieri, contro il Padova 589 601 5067,6% e 7,3% di Lombardia eVeneto. Modena 558 554 525 Mantova 492 451 399 Prato risulta essere la seconda Rovigo 426 422 348comunità cinese in Europa dopoParigi, superando in valore Teramo 408 417 358assoluto tutte le altre province Treviso 391 405 361italiane. Totale Italia 13.925 13.881 12.675 Fonte: elaborazioni Unioncamere Toscana su dati Infocamere, Stock View in L’assedio cinese, il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato
  • 4. L’organizzazione produttiva• Tre tipi di filiere Tessile: principalmente imprese italiane ( qualità, servizio - fascia di mercato medio-alto)Tre strategie per fronteggiare le difficoltà sui mercati internazionali:- l’elevazione del laniero cardato dal punto di vista qualitativo- l’ampliamento della gamma dei prodotti offerti- l’ introduzione della lavorazione di fibre chimiche Maglieria: prevalentemente imprese cinesi (3900 aziende d’abbigliamento cinesi contro le 400 imprese italiane) Confezioni : soprattutto imprese cinesi che lavano in “Pronto moda” e “ Programmato”Le due modalità produttive -distributive- “Pronto moda” o “Moda veloce”( campionari tre o quattro mesi prima della stagione di vendita – fascia di mercato medio-basso)- “Programmato” o “Pret à Porter” ( campionari dodici mesi prima, solo due collezioni all’anno – fascia di mercato medio-alto)
  • 5. I fattori competitivi Figura 1.2 – Fattori di competitività delle imprese italiane Figura 1.3 – Fattori di competitività delle imprese cinesi 62% 54% 39% 37% 26% 18% 18% 20% 12% 4.30% 1.70% 1.70%Fonte: Elaborazione su indagine CATI 2008 in Il distretto di Prato, il Fonte: Elaborazione personale su dati presenti in Distretti industriali etessile italiano e la sfida della globalizzazione imprese artigiane tra continuità e cambiamento i casi di Prato e Empoli
  • 6. Il capitale umano Il gruppo imprenditoriale cinese è caratterizzato da: Un nucleo famigliare solido e consistente che rappresenta la principale fonte di sostentamento e di ricambio generazionale. Disponibilità di parenti, amici e conoscenti a lavorare a ritmi intensi e orari prolungati. Ottima capacità nel mantenere la forza dei legami con il paese d’origine. Propensione alla flessibilità produttiva. Forte propensione ad assumere personale italiano da impiegare in posizioni direzionali e di marketing per superare vincoli burocratici e difficoltà linguistiche.
  • 7. Figura 1.4 – Gli occupati nelle aziende cinesi del tessile-abbigliamentoI numeri del capitale Numer Retribuz Operai Operai Impiega Impiega Apprenumano o aziende ione media tempo pieno part- time ti tempo ti part- time disti mensile pieno Il 90% dei lavoratori cinesi è Tessile 116 586 191 256 4 2 22assunto come operaio ditte (475) ind. Società 39 1.242 63 69 3 7 19Poco più del 1% ha un contratto (161)come impiegato Totale 155 752 254 325 7 9 41 nessuno è dirigente (636)( imprenditori cinesipolifunzionali) Abbiglia 1.917 623 1.266 3.323 10 3 454 mento (5.056) ditteRetribuzione media di un ind.operaio cinese è di 752 euro al Società 118 980 190 184 28 23 40mese nel tessile e di 653 (465)nell’abbigliamento ( confezioni,maglieria) Totale 2.035 653 1.456 3.507 38 26 494 (5.521)Prevalenza contratti part-time Totale 2.190 664 1.710 3.832 45 35 535( 52% nel tessile e il 64% nell’ comples (6.157)abbigliamento) sivo Fonte: Elaborazioni su dati INPS Toscana al 30 settembre 2009 in L’assedio cinese, il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato
  • 8. L’innovazione Figura 1.5 – Diffusione e intensità degli investimenti in Figura 1.6 – Investimenti effettuati da parte delle imprese Ricerca e sviluppo cinesi (2002 -2005) Dato non disponibile Consulenze aziendali Tra il 3 e il 5% Design e progettazione. Meno del 3% Nuove linee di prodotti Non investono in R&S Tra il 6% e il 9% Nuovi macchinari di produzione Il 10% o più 4% 22% 20% 2% 41% 52% 22% 30% 4% 3%Fonte: Elaborazione su indagine CATI 2008 in Il distretto di Prato, il Fonte: Elaborazione personale su dati presenti in Distretti industriali etessile italiano e la sfida della globalizzazione imprese artigiane tra continuità e cambiamento i casi di Prato e Empoli
  • 9. Cultura del cambiamento e prospettive future Le imprese pratesi sono consapevoli che il futuro del distretto di Prato risiede nell’innovazione ciò significa:- Investire nella componente moda ( creatività, ricerca di giovani designer)- Cooperazione con i concorrenti cinesi perché dal confronto nasca un “rinnovo”- Rafforzare i rapporti sociali ed economici tra le due etnieLa cultura del cambiamento è possibile:- Grazie a l’appoggio di enti istituzionali che siano in grado di sviluppare una politica di crescita e di integrazione condivisa- Unendo la flessibilità dei cinesi con la forte componete creativa dei pratesi- Rispettando la condizione di legalità da parte delle imprese cinesi

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