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Villa Contemporanea. Un anno vissuto intensamente
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Villa Contemporanea. Un anno vissuto intensamente Villa Contemporanea. Un anno vissuto intensamente Document Transcript

  • un anno vissuto intensamente... Buon compleanno Villa Contemporanea!
  • Giugno 2012 LAVORIINCORSO IL RITROVAMENTO DEL CAMINO Maggio 2012 COM’ERA INTERNO ECCO COME SI PRESENTAVA VIA BERGAMO 20 ESTERNO
  • Settembre 2012 Articoli e pubblicazioni Articolo “Artribune” n°11 Gennaio/Febbraio 2013 pag 14 Giugno 2012 COM’E’ arco e balconcino ESTERNO
  • VillaContemporanea La ricerca artistica di Eugenia si concentra sulle tecniche artistiche, non più intese unica- mente come mezzi di rappresentazione visiva, bensì processi di realizzazione utili a dare vita alle sue opere. In tal senso l’artista utilizza in modo inconsueto le tecniche classiche della tradizione artistica italiana come attitudini che le permettono di realizzare le sue opere con- frontandosi con la pratica quotidiana. L’artista stessa sostiene che i suoi lavori si tro- vano a metà strada tra progetto e realizzazione, proprio perché l’idea viene messa alla prova dalla realizzazione che deve rendere “funzio- nale” l’opera e che, nel tentativo di definirsi, si carica di nuove suggestioni. A Monza Eugenia prosegue la sua ricerca sulla scultura, intesa come procedimento manuale di lavorazione. La serie delle “stelle”, antichi oggetti in ferro trovati arrugginiti e poi ripuliti fino a ritrovarne l’anima di metallo, é una riflessione sulla ma- nualità dell’artista e sul ribaltamento percettivo dell’oggetto; togliere lo spesso strato di ruggine ha determinato un forte assottigliamento della materia; l’oggetto perde la sua natura origina- ria e diventa meno riconoscibile, né nuovo né antico. Tuttavia, l’artista, ricompone gli oggetti nell’identica posizione in cui li ha trovati prima di prelevarli dall’interno di una stalla o all’ester- no, nei campi. Nelle sculture si arriva quindi a delle forme astratte tramite forme concrete. Rimanendo quindi estranea ad una personale scelta formale e compositiva, l’artista è solo il tramite di una trasformazione e testimone di un processo che viene ulteriormente sottolineato dalla presenza di due quadri a olio. La pittura, un’altra tecnica di belle arti, diventa mezzo di rappresentazione del gesto svelando le sugge- stioni dei luoghi di prelevamento dell’oggetto. Il titolo della mostra deriva dalla curiosità eti- mologica per cui tra “stella” (spazio siderale) in latino sidus sideris, e “ferro” in greco sídëros, c’è una relazione per cui la radice in entrambi è comune a “siderurgia”: l’arte di lavorare il ferro. Monica Villa è lieta di annunciare l’apertura di VillaContemporanea nuova piattaforma per la promozione dell’arte e delle iniziative artistiche contemporanee inaugurazione 29 settembre 2012 alle ore 18 eugenia vanni stella La mostra proseguirà fino al 24 novembre 2012 Da martedì a sabato dalle ore 15 alle 19 dalle ore 21 Cocktail party via a.pennati 19 monza 29 settembre - 24 novembre 2012 Stella Eugenia Vanni viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it installation view Settembre 2012 Eugenia Vanni “Questa conchiglia che tengo e rigiro tra le dita, e che mi mostra uno sviluppo combinato dei temi semplici dell’ellisse e della spirale, mi induce, dall’altro canto, a uno stupore e un’attenzione che producono quel che possono:osservazioni e precisazioni del tutto esteriori, domande ingenue, paragoni poetici, azzardate teorie allo stato nascente. Sento il mio spirito presentire in modo vago tutto il tesoro infuso nelle risposte che prendono forma in me, davanti a una cosa che mi ferma e mi interroga” tratto da Paul Valery “L’uomo e la conchiglia”
  • Senza titolo 2012 olio su tela, cm.50x40 Senza titolo 2012 olio su tela, cm.50x40 29 settembre 2012 stella stellan.3 Stella n.3 2012 ferro, 4 oggetti cm.200x86x26 Stella, Villa Contemporanea Monza Sturm und drang, Museo Marino Marini, Fi- renze, a cura di Alberto Salvadori e Alberto Mugnaini Ognuno sa ciò che l’altro pensa, Galleria Riccardo Crespi, Milano, a cura di Gabi Scardi. Trigger Party, MARS, Milano Acqua, vivaio Trenti, Montevarchi, a cura di Carles Marco Oltre il Giardino, Palazzo Fabroni, Pistoia, a cura di Ludovico Pratesi Incontri, Tenuta dello Scompiglio, Lucca, a cura di Lorenzo Bruni Meriggio (2) a Carignano generazioni a confronto, Uscita Lucca, Carignano (LU), a cura di Ludovico Pratesi. Cartabianca-Firenze, Villa Croce, Genova, a cura di Silvia Cini e Lorenzo Bruni. Extracurricular activity, Superfluo, Central Park, Padova, a cura di Daniele Capra. Premio Santa Croce Grafica, Villa Pacchia- ni, Santa Croce sull’Arno, Pisa, a cura di Ilaria Mariotti. Sei gradi di separazione, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno, Pisa, a cura di Ilaria Mariotti. Dolomiti Contemporanee, Sass Muss, Su- spirolo, Belluno, a cura di Francesco Urba- no e Francesco Ragazzi, “Associazione e” Venezia. Madeinfilandia, 2011, Pieve a Presciano Arezzo. PLAY-START Milano, Museo Pecci, Milano. Grisaille, Margini Arte Contemporanea, Massa. Videoart Yearbook 2011, the yearbook of Italian videoart Work Lab, con Thomas Kilper Museo Marino Marini/Villa Romana Firen- ze, a cura di Deja-vu, Bologna. VI Biennale dei giovani artisti, Centro per l’arte Moderna e Contemporanea San Mi- chele degli Scalzi, Pisa, a cura di Ilaria Ma- riotti, Matteo Lucchetti. Open Studios, un progetto a cura di CCC Strozzina, Firenze XIV Biennale internazionale di Scultura di Carrara, Post Monument, eventi paralleli: Niente da vedere tutto da vivere a cura di Lorenzo Bruni, scuola del Marmo, Pietro Tacca, Carrara. Eugenia Vanni (Siena, 1980) vive e lavora a Siena e a Milano. Nel 2012 ha vinto la sesta edizione del Premio Santa Croce Grafica, Santa Croce sull’ Arno (PI). Mostre personali 2012 2009 Mostre collettive (selezione) 2013 2012 2011 2010 29 settembre 2012 Eugenia Vanni Stella n.5 (dettaglio) 2012 ferro, 3 oggetti, cm.117(dm)x7,5 Stella n.5 (dettaglio) 2012 ferro, 3 oggetti, cm.20x0,5
  • Settembre 2012 Articoli e pubblicazioni Articolo de “il Cittadino” pag 51 27/09/2012 Intanto ha fatto un cencio per il palio di Siena. Il cencio è il premio, un drappo, un’opera che a luglio le contrade affidano a un’ artista locale. Visto da qui può sem- brare poco. Ma se qualcuno c’è stato, se ha respirato l’aria del Campo, allora sa che significa già essere un pezzo di storia. Di quella città, certo. E molto di più. É suc- cesso nel 2009 e sono già passati tre anni. Eugenia Vanni di anni allora ne aveva 29. E forse è tutto lì: nell’idea che si può es- E poi spero di allargare all’ambito internazionale”. Ma non una scatola espositiva, “mi piacerebbe moltissimo che diventasse un luogo di scambio culturale, vorrei creare eventi, ospi- tare serate dedicate a poesia, a per- formance. Sono tutte idee che voglio sviluppare: creare un ambito aperto alla contaminazione.” Senza esclu- dere il territorio né sentendosi in do- vere di tributargli sacrifici artistici, Monica Villa ha già programmato il se- condo appuntamento, a dicembre, quando curerà la personale della piemontese Fran- cesca Ferreri. “Quello che mi auguro è che questo spazio sia un’opportunità per gli artisti: mi piacerebbe che gli autori giova- ni possano riconoscersi nella galleria”. A Monza, “una città che non è ancora satura di arte contemporanea e in cui mi sento ra- dicata”, portando con sé anche un pò della eredità di Emi Fontana. “Tutto quello che sono lo devo a lei, la mia passione la devo a lei, se Emi non ci fosse stata forse oggi non ci sarebbe questa galle- ria - aggiunge Monica Villa - Mi ha insegnato tanto, come affrontare il contemporaneo: la sua eredità c’è come forma mentis, come esperienza e come in- segnamento, non ci sarà con i suoi artisti”. Ci sarà prima di tutti Eugenia Vanni, sene- se, nata nel 1980, con la personale “Stella”, sere giovani e avere un legame profondo con la propria terra, ma allo stesso tempo respirare un’aria d’al- trove e avere qual- cosa da raccontare. Non è un caso se Eu- genia Vanni è l’arti- sta che inaugurerà la nuova galleria d’ar- te contemporanea di Monza, sabato 29 set- tembre (alle 18) in via Bergamo 20. L’area forse più vivace del- la città, che tra poco avrà un motivo in più: c’è “Villa contemporanea”, il progetto che nel nome dice già tutto e lo dice in modo semplice e diretto. Una galleria d’arte, intanto, aperta da Monica Villa (nella foto), che dopo avere affiancato Emi Fontana in un’esperienza milanese che ha lasciato tracce profonde ha passato un anno ospite di Cart (in via Sirtori) e ora cerca la sua strada. “Con- temporanea” perché di questo si occuperà: di arte contemporanea, percorrendo pro- grammaticamente i terreni della ricerca più giovane. “Villa” perché è il suo cogno- me - e d’accordo - e perché vuole essere non solo uno spazio espositivo ma anche una casa in cui, fino in fondo, vuole ve- dere crescere qualcosa. O qualcuno. Come tra quattro pareti domestiche. Come quel camino che è comparso nella galleria da chissà quando mentre restaurava i locali. “La mia intenzione è di crea- re una piattaforma contemporanea e quindi di ospitare e promuove- re gli artisti giovani ed emergenti - ha raccontatoapochigiornidall’apertura-Par- tire con loro, soprattutto italiani all’inizio. ricerca sulla cultura e qualche intrusione video, come “Vis, Roboris (per fare scul- tura ci vogliono i muscoli)”, del 2012 (nel- la foto a destra): “La serie delle “stelle”, antichi oggetti in ferro trovati arrugginiti e poi ripuliti fino a ritrovarne l’anima di metallo, è una riflessione sulla manualità dell’artista e sul ribaltamento percettivo dell’oggetto; togliere lo spesso strato di ruggine ha determinato un forte assotti- gliamento della materia; l’oggetto perde la sua natura originaria e diventa meno rico- noscibile, né nuovo né antico”. Con un tri- buto al nome latino, dove le stelle sono si- dera, e alla radice greca, che parla di ferro. Per caso oppure no, comunque, un’ar- tista di Siena. La città che è talmente attaccata a se stessa da saper continua- mente raccontarsi al presente e al futuro anche quando sono contrade e una corsa di cavalli e l’acciottolato che le circon- dano. Quello che Monza dovrebbe im- parare: che per essere - per essere ieri e oggi - deve essere più spesso domani. Massimiliano Rossin m.rossin@ilcittadinomb.it Cercando nuove visioni. É Villa contemporanea Si chiama così la galleria che apre sabato in via Bergamo. L’ha voluta, ideata e creata Monica Villa. Il suo progetto. Acquarello di Stella - 2012, ruggine e acido nitrico su carta da incisione Vis, Roboris (per fare scultura ci vogliono i muscoli) - 2012, still da video, DVD colore, durata 3’30” Ed. 1/3 + 1 A.P. acquarellodistella Vis, Roboris (per fare scultura ci vogliono i muscoli)
  • Inizia con questa prima serata una serie di eventi performativi in galleria VillaContemporanea Action Poetry Nicola Frangione VillaContemporanea presenta NICOLA FRANGIONE Performance/ action poetry Giovedì 15 novembre 2012 alle ore 21 Azione di poesia sonora Negli spazi della galleria prende il via una programmazione di eventi performativi che si intervalleranno, nell'arco della stagione espositiva, con le mostre d'arte. Il pubblico si troverà a “vivere” un’azione di Poesia Sonora: la voce del poeta non costituisce un dato uni- camente sonoro ma rappresenta l’elemento di raccordo tra la corporeità e la scrittura, una contaminazione tra le varie discipline artistiche- letterarie-drammaturgiche che presuppone come punto di arrivo un evento spazio-tempo- rale. Nicola scrive che la performance “espri- me sempre un carattere originario che è ricon- ducibile al dramma ma senza essere teatro”, che essa si realizza prima “nella coscienza di esistere e dopo, come sintesi, viene “messa in campo”, che “lo spazio d’azione viene modifi- cato da un’originalità interiore e la performance diventa un parto, una nascita, un avvenimento esistenziale di “messa al mondo” perché su tut- to ciò che è avvenuto nella performance ci rico- nosciamo antropologicamente vivi nel senso”. Si tratta di “poesia del suono”, di un evento so- noro come oggetto artistico dove testo, voce, musica sono in stretta fusione; non c’è né musi- ca, né teatro, né pura vocalità; ma nello stesso tempo è possibile ritrovare tutto questo in una “parola totale” che sa raccontarsi ma che sa an- che farsi guardare. L’atto performativo diventa uno strumento per interagire direttamente con l’aspetto psichico, è un percorso parallelo tra linguaggio-concettuale ed emotività-pulsionale, pensiero-azione. C’è in Frangione e nelle sue azioni la ricerca di un senso poetico che coglie nella ritualità del quotidiano e nelle sue azioni ripetitive un carattere di eccezionalità, egli va alla ricerca della “memoria del corpo” per sco- prirne la forza espressiva ancestrale, traman- data dagli avi, dalla comunità sociale. Nicola è provocatorio, è irriverente, è appassio- nato e passionale, è spiazzante e fa riflettere sull’indifferenza dell’oggi, sulle finzioni, sull’im- mortalità, la sua è un’azione ribelle, è una rea- zione, è arte della vita. 15 novembre 2012 viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it Interessante esperienza tra arte visuale e perfor- mances art nei differenti programmi interdiscipli- nari. Questa è la progressività contemporanea che riesce a creare un’ottima sinergia sperimentata tra gli artisti e il variegato pubblico come laboratorio di comunicazione… “La riscoperta del valore del corpo nella voce non è nuova ma mi permette di considerare da un punto di vista emozionale ed espressivo la nuova Perfor- mance/Poetica, ed anche l’evoluzione di essa nella mentalità contemporanea, nell’ottica dell’integrazio- ne dei linguaggi e della comunicazione artistica. È nella comunicazione interpersonale che si eviden- ziano in primo luogo le valenze della corporeità e della voce. Più la si sperimenta, più queste sono ap- prezzate nel loro portato di novità e pregnanza. Non si pretende di spiegare o giustificare ogni cosa con la sola ragione interpretativa. Occorre lasciar spazio anche all’immaginazione, al differente e al mistero. Il pubblico sa riconoscere l’importanza di un approccio esistenziale, percepisce l’energia trasferita e ap- prezza anche le dosi di imprevisto e di spontaneità poetica. È su queste premesse che nelle mie per- formances i testi vocali si possono tagliare, cucire, spostare, rendendosi disponibili a differenti signifi- cati come vera e propria costruzione musicale. Non si tratta tanto di testi cantati sulla musica, ma di testi come musica significante; una sorta di testi decon- testualizzati, dunque, in sinergia con vari contesti di spazio espressivo, che accolgono e integrano il visuale, il visivo e il sonoro in un unico con-testo. Non si può ignorare il corpo, coscienza di sé e del nostro spazio totale: ma questo si può ottenere solo attraverso la riscoperta del proprio CorpoVoce e della propria gestualità. È a partire dal corpo che con la voce si stabilisce il linguaggio primordiale, dividendo il tempo e lo spazio. Da qui la sonorità nasce, vive e si espande: in alto, in basso, in avanti, indietro, a sinistra, a destra, prima, durante e anche dopo la performance”. Nicola Frangione Monza – Gennaio 2010 Tratto da “Il gesto della parola e la performance della voce” Novembre 2012 Nicola Frangione
  • 15 novembre 2012 actionpoetry 15 novembre 2012 Nicola Frangione vive e lavora a Monza dal 1972. E’ artista interdisciplinare e sperimentale di varie tecniche artistiche: arti visive, audio art e poesia sonora, video art e poesia visiva. Dal 1987 al 1995 ha diretto con Luigi Bianco la rivista di dinamiche culturali “Harta” e “Osaon” spazio artistico multimediale di Milano. Dal 1996 è direttore delle edizio- ni di “Harta Performing” sulla Performance Art e Action Poetry. Dal 2003 è direttore artistico del Festival internazionale “ART-ACTION” di Monza. Nicola Frangione Nicola Frangione 4’33’’ omaggio a John Cage 2012 - poesia visiva og- gettuale - metallo, legno, sabbia, plastica, carta cm.50x90
  • 24 novembre 2012 Invisible Players Anja Puntari - Massimiliano Viel Sarà presente l’artista che, per l’occasione, coinvolgerà in un evento partecipativo l’artista Anja Puntari. La stessa sera infatti, VILLA CONTEMPORA- NEA ospiterà l’installazione audio multi-canale INVISIBLE PLAYERS nata dalla collaborazione tra Anja Puntari, artista visiva, e Massimiliano Viel, compositore e professore al Conservato- rio di Bolzano. L’opera INVISIBLE PLAYERS vuole essere una riflessione sulla ricerca artistica e sulla partecipazione creativa: lo spettatore ascolte- rà performance estemporanee di musicisti di strada, esecuzioni di composizioni musicali ori- ginali di Vivaldi, Bach e Mozart che, filmate in tutto il mondo dai passanti con i loro smartpho- nes o videocamere, vengono poi condivise in rete su siti come Youtube. L’installazione, che si interroga su chi sia l’autore, sarà realizzata attraverso un software che sceglie e cambia in tempo reale le varie tracce eseguite dai musi- cisti di strada, creando un ambiente dal suono in costante mutazione il cui autore finale è la macchina stessa. L’installazione è stata presentata per la prima volta nello spazio Ultra a Udine nell’aprile 2012 e in seconda versione il 25 ottobre scorso allo Studio D’Ars a Milano dove ha ricevuto dal Comitato Scientifico della Fondazione D’Ars il Premio Signorini 2012 riservato ogni anno a ricercatori under 35 nell’ambito di differenti espressioni artistiche. Durante la serata sarà disponibile, inoltre, il volume “Percorsi di ricerca e pratica artistica. NoWHere = No Where Now Here - Valeria Mu- ledda, FEAR Community - Anja Puntari, To be able to - Eugenia Vanni”, Edizione NABA, Mila- no 2012. Il libro raccoglie le ricerche artistiche delle tre artiste diplomatesi alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e vuole offrire un contributo alla riflessione sulle forme della ricerca artistica e sulla possibilità di una forma d’indagine che unisca produzione artistica e pratica di ricerca. Novembre 2012 Eugenia Vanni - Anja Puntari finissage Stop and Hear the Music http://www.youtube.com/watch?v=hnOPu0_YWhw Anja Puntari
  • Installazione audio multi canale 24 novembre 2012 INVISIBLEPLAYERS
  • 1 dicembre 2012 - 9 febbraio 2013 The Inbetweeners Francesca Ferreri Francesca, alla sua prima mostra personale presso Villa Contemporanea, presenta un pro- getto che amplia e prosegue la sua ricerca sui meccanismi che regolano la mente, indagando il ruolo che il sentimento investe in tutti i proces- si cognitivi. Partendo dallo studio del saggio “Il sé viene alla mente”, di Antonio Damasio (uno dei maggiori neuroscienziati a livello mondiale), Francesca analizza il processo di elaborazione delle immagini e la relazione tra percezione e rappresentazione che unitamente alla memo- ria, alle emozioni, ai sentimenti primordiali (il piacere e il dolore) e all’esperienza, contribui- scono alla costruzione dell’identità individuale. Secondo Damasio la mente umana prende in considerazione il peso emotivo che deriva dalle nostre precedenti esperienze, fornendoci una risposta sotto forma di sensazione viscerale. Le emozioni e i sentimenti spesso sono in grado di condizionare fortemente, e a nostra insaputa, le nostre convinzioni e le nostre scelte. Men- te, cervello e corpo sono in stretta relazione tra loro; il cervello non può quindi essere studiato senza tener conto dell’organismo a cui appar- tiene e dei suoi rapporti con l’ambiente. Il sentimento, stato della mente, e l’emozione, stato del corpo, giocano un ruolo fondamentale nel processo decisionale. La scelta non è quindi una fredda valutazione razionale dei vantaggi e degli svantaggi, ma è elaborata dall’emozione ed è finalizzata al rag- giungimento di un equilibrio e al mantenimento di uno stato di benessere per l’individuo. Di fronte alle alternative possibili dunque, l’uomo opera le proprie scelte in base alle esperienze precedenti e al grado di successo o fallimento che queste hanno determinato e vengono archi- viate tramite i cosiddetti marcatori somatici. Essi sono ciò che unisce all’esperienza l’emozione provata permettendole in futuro di identificarla. L’intero processo creativo che sottende le ope- re in mostra (una videoanimazione, alcuni di- segni e due sculture) si fonda sull’utilizzo di un segmento della procedura di animazione tradi- zionale: l’intercalazione o inbetweening. Nell’a- nimazione, gli animatori sono gli artisti incaricati di produrre i disegni fondamentali di un cartone animato, mentre i disegnatori che producono le VillaContemporanea presenta francesca ferreri THE INBETWEENERS Inaugurazione 1 dicembre 2012 alle ore 18 la mostra proseguirà fino al 9 febbraio 2013 da martedì a sabato dalle ore 15 alle 19 viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it intercalazioni sono detti intercalatori o inbetweeners. Nel linguaggio colloquiale inglese per inbetweener s’in- tende anche l’individuo che si pone fra due estremi, nel mezzo. L’azione dell’interpolare è stata messa in relazione da Francesca con una delle modalità operative del cervel- lo, che attraverso sistemi di neuroni riproduce immagini. Dicembre 2012 Francesca Ferreri foto ©Max Zarri “1372. Insieme col mondo nasce il desiderio: una tendenza al disciogliersi ossia la gravità” tratto da Novalis “Frammenti di filosofia naturale”
  • The Inbetweeners, Villa Contemporanea Monza icons?, Cavallerizza Reale, Torino Sometimes I feel like, Accademia Albertina delle Belle Arti, Torino a cura di Renato Gal- busera TI RACCONTO, CRAC, Cremona, selezione video a cura di Giovanni Viceconte NADSAT, Rituali e linguaggi della giovinez- za, Palazzo Ducale, Pavullo nel Frignano, a cura di Luiza Turrini e Paolo Donini 2VIDEO, Milano, a cura di Giovanni Vicecon- te WONDERART, Mlac, Roma a cura di Cura- torial Mlac Biennale di Venezia, Padiglione Accademie, Tese si S.Cristoforo, Venezia a cura di Vitto- rio Sgarbi ATHENS VIDEOART FESTIVAL, Atene, se- lezione Videoinstallazioni GRANTORINO, Frost Museum, Miami a cura di Francesco Poli e Alessandro Demma VIDEO.IT, being different is absolutely beau- tiful, Fondazione Merz, Torino VIDEO.IT, DOCVA, Milano TorinOver 010,SOS planet, stazioni Metro, Torino, Glasgow, Rotterdam, Salt Lake City, Nagoya (mostra itinerante) a cura di Elisa Lenhard IN SEDE, Tempi precari, Palazzo Regionale, Provincia, Comune a cura di Francesco Poli e Elisa Lenhard Scene contemporanee, Villa Vallero, Torino a cura di Elisa Lenhard st.art me up -Nuovi Arrivi/proposte, Accade- mia Albertina delle Belle Arti, Torino, a cura di Maria Teresa Roberto Torinover 09, Stazioni Metro, Torino, Gla- sgow, Rotterdam, a cura di Elisa Lenhard Daimon 3, Ex Carceri Le Nuove, Torino, a cura di Associazione Paradigma ZOOART, Giardini Fresia, Cuneo New York-Torino. Nuove Proposte, FusionArt Gallery, Torino, a cura di Edoardo Di Mauro ARS Captiva. Horror vacui horror pleni, Ex Carceri Le Nuove, Torino Nologospotfestival, Cinema Massimo, Torino (premio della critica) Membra Vagavano, workshop con Gian An- tonio Gilli in collaborazione con CST Torino Assistente al progetto di Graham Hudson “Sondaggio-Torino”, vincitore della resisten- za Diogene Bivaccourbano Idee pericolose, Workshop con Filippo Leo- nardi, PAV Parco d’Arte Vivente, Torino Flash Art Event, Francesca Ferreri, Villa Con- temporanea, Milano, Palazzo del Ghiaccio Partecipa a Solid Void, ideato da Progetto Diogene, Torino (editors: Roberto Cuoghi e Gian Antonio Gilli) Francesca Ferreri (Savigliano - CN, 1981) vive e lavora a Torino. Mostre personali 2012 2009 2008 Mostre collettive (selezione) 2012 2011 2010 2009 Workshop/Residencies: 2013 2011 2009 Projects: 2013 2011 1 dicembre 2012 Francesca Ferreri 1 dicembre 2012 Le immagini così costruite non sono “figure” in se stesse ma “mezzi per ricostituirle”. Allo stesso modo disegnare un’intercalazione rappresenta un mezzo per ricostruire una forma presente solo a livello potenziale, nel tenta- tivo di renderla visibile. La mente inoltre, secondo Da- masio, funziona principalmente per immagini, riprodotte nel cervello come mappe e queste ultime emergono in stretta prossimità temporale: da un lato l’immagine di un oggetto, e dall’altro l’immagine del proto-sé modificata da quell’oggetto. (il proto-sé è costituito dalle immagini che il cervello crea del corpo di cui è parte, e con cui è in costante riferimento). Il risultato dell’uso dell’intercalazione come dispositivo utilizzato in chiave ludica si palesa in forme ibride, infor- mi, spesso tendenti all’astrazione. Nella serie dei dise- gni, Francesca, attingendo al suo archivio personale di immagini, ha intercalato soggetti e oggetti dell’azione, oggetti e membra, azioni e traiettorie, precludendo in questo modo il completo controllo del risultato finale. La scultura in mostra è il risultato di un compromesso fra l’intenzionalità di rivelare una forma, presente nella mente solo come traccia, e la necessità della scultura stessa di trovare un equilibrio strutturale. L’opera segue in un primo momento la traccia, per poi accogliere e in- corporare gli accidenti oggettuali che ne modificano la forma. Brainstorming7 2010 - matita su carta Brainstorming8 2010 - matita su carta The Inbetweeners Francesca Ferreri
  • Thank you, Mr MacGregor! Bowl Pose 2012 - videoanimazione b/w 57” Ed. di 3+1 a.p. foto ©Max Zarri foto ©Max Zarri Bowl 2012 - legno, gesso, bolo, diametro cm. 22 1 dicembre 2012 THEINBETWEENERS Thank you, Mr MacGregor! 2012 - materiali di recupero cartapesta, gesso, cm.270x75hx186 foto ©Max Zarri Senza titolo 2012 - inchiostro di china su carta, cm. 21x30 incorniciati
  • Hand Wash (wc-brain) Brainanatomy Hand wash (wc brain) 2009 - collage: copri wc igienici, china e letraset su carta, 38x42cm incorniciato Brainanatomy 2009 - china e letraset su carta, 73x84 cm No Time Senza titolo 2012 - inchiostro di china su carta, cm. 21x29.5 ciascuno No Time: limit 2010 - matita su carta, cm 17x17cm ciascuno
  • febbraio 2013 Articoli e pubblicazioni http://d.repubblica.it 07/02/2013 Tratto da www.artslife.com 09/02/2013 UN MINUS PER BOLOGNA O UN PLUS PER MILANO? di Cristiana Curti Da Villa Contemporanea (Monza) la poco più che trentenne Francesca Ferreri innesca un complesso rapporto fra il reale e il surreale. Il cervello si svolge e si dipana per mostrare le sue capacità. La percezione della realtà nasce deformata da una tara congenita che abbandona il certo per l’incerto. Il cervello non è centrato dalla razionalità, ma accoglie anche la nostra memoria arcaica, gli impulsi primordiali che informano e deformano la nostra capacità di osservare il dato fenomenico. Da qui si arrive- rà a cercare di riportare su carta le “immagini primitive” composte da frammenti di oggetti diversi e commisurati insieme per ritrovare dal molteplice l’uno. Anche se sembra complesso è un procedimento semplice, ben esemplificato dal tratto dell’artista, ancora a prezzi assai con- tenuti, che riporta a certe allucinazioni di Dalì, del tutto rivisitate, s’intende. Una fiera d’arte contemporanea, dal 7 al 10 febbraio, ospita al Palazzo del Ghiaccio di Milano gli artisti su cui puntano i migliori galleristi. di Katia Brega Il Palazzo del Ghiaccio di Milano (Via Piranesi 14) propone “Flash Art Event”, fiera d’arte contemporanea che ospita 80 diversi stand, ognuno dei quali presen- ta una mostra personale o un progetto culturale. Dal 7 al 10 febbraio, infatti, è possibile ammirare e acquistare dipinti, fotografie, sculture e installazioni prove- nienti dalle migliori gallerie italiane, tra cui Galleria Continua, Lia Rumma, Gal- leria Minini e Giò Marconi. Tra gli arti- sti in mostra, invece, segnaliamo Paolo De Biasi, Francesco Fossati, Pio Manzù, Alessandro Mendini, Carla Bedini, Dia- mante Faraldo, Domenique Catton e Blue and Joy. L’ingresso è gratuito. Francesca Ferreri, Thank you, Mr MacGregor 2012, materiali di recupero, cartapesta, gesso cm 270 x 75 x 186, courtesy of Villa Contemporanea Articoli e pubblicazioni Stand Espositivo Flash Art Event Palazzo del Ghiaccio Milano 7-10 Febbraio 2013 Stand monografico di Francesca Ferreri 7-8-9-10 febbraio 2013
  • VillaContemporanea Prosegue con questo secondo appuntamento la programmazione degli eventi performativi. Massimo Arrigoni (Como, 1955) è artista inter- disciplinare di drammaturgie poetiche. E’ poeta sonoro, musicista, attore, autore e regista. Il suo linguaggio poetico è strutturato in forma di partitura musicale e di drammaturgia teatra- le. L’azione si colloca sulla scena delle conta- minazioni linguistiche e culturali tra poetica del dire e arte del narrare. In VerbalisKannibal l’artista attua una ricogni- zione delle esperienze poetico-sonore dal futu- rismo ad oggi. Ripercorrendo gli impulsi indicati da Marinetti nel primo manifesto futurista, Arrigoni esplora le possibilità fonetiche con una partitura in azio- ne tra vocalità, poliritmia, giochi linguistici e di parola. Il programma si snoda dal futurismo italiano del primo Novecento a quello russo plastico e iper- bolico di Majakovskij fino a giungere alle avan- guardie sonore più recenti. Sono monologhi intensi dove Arrigoni esplora diversi linguaggi, dal dialetto che mischia insie- me diverse parlate del Sud, a parole in libertà in un gioco di rimandi, tra sussurri e grida. Voce e gestualità insieme che diventano poesia. “1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità. 2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia”. (Filippo Tommaso Marinetti, Le Figaro, 20 feb- braio 1909) “Vogliamo che la parola esploda nel discorso come una mina e urli come il dolore di una feri- ta e sghignazzi come un urrà di vittoria”. (Vladimir Majakovskij) VerbalisKannibal è stato presentato in Canada per la prima volta al Démarrage festival di Mon- treal (2002) e successivamente ai festival inter- nazionali Art Action di Monza (2003) e Castle of Imagination di Krakow Polonia (2004); tra gli eventi culturali all’Istituto Italiano di Cultura di Toronto (2003) al Castello Sforzesco di Milano per la notte bianca (2006) al Play Arezzo Art Festival (2007). Roberta Galbani (Milano, 1981) chiuderà la serata presentando un monologo tratto da Psicosi delle 4.48 di Sarah Kane. VillaContemporanea presenta Massimo arrigoni Poemi futuristici e futuribili giovedì 14 febbraio 2013 alle ore 21 Roberta Galbani monologo tratto da Psicosi delle 4.48 di Sarah Kane 14 febbraio 2013 Verbalis Kannibal Massimo Arrigoni viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it Febbraio 2013 Massimo Arrigoni Roberta galbani “Io, che ho la bocca d’oro più di ogni altro e che con ogni parola rigenero l’anima e dò un onomastico al corpo, vi dico: il minimo granello di polvere di un vivo vale più di quello che ho fatto e che farò!” tratto da Vladimir Majakovskij “Nuvola in Calzoni” “Ogni complimento mi ruba un pezzo di anima”. tratto da Sarah Kane “Psicosi delle 4.48”
  • 14 febbraio 2013 Verbaliskannibal Febbraio 2013 Massimo Arrigoni ha pubblicato libri d’arte e mate- riali sonori, ha partecipato ad eventi artistici inter- nazionali – festival e rassegne di teatro, di poesia sonora e performing art (Poetry Festival Europeo 96 – International Art Action in Canada, Polonia e Italia 2001//2005). Ha tenuto reading di poesia con Fernanda Pivano, Arrigo Lora Totino, Alda Merini, Andrea Zanzotto, Nicola Frangione, Evgenij Evtu- senko, Cristian Prigent, Elliott Murphy. Tra i suoi concerti di poesia sonora The Beat Generation (1995), Ka Be (1999), Pinocchio (2000), La Volpe e il Sipario (2001), La Papuasie de la Bouche (2002), Nuvola in Calzoni (2005). Massimo Arrigoni Liuba e Massimo Arrigoni Max Marra e Roberta Galbani
  • Articoli e pubblicazioni Tratto da “IlCittadino” 07/02/2013 pag.70 Febbraio 2013 Massimo Arrigoni l’ha chia- mata così: Verbalis Kanni- balis. Che la poesia forse divora se stessa e ha fame soprattutto di parole. Parole e suoni, dal momento che di futurismo si tratta, e allora i fenomeni non bastano più: servono rumori, corpo, oc- chi e orecchie per vedere le parole. Sarà lui a ridare voce a Vladimir Majakovskj, Fi- lippo Tommaso Marinetti e a tanti altri che al giro del secolo scorso frantumava- no una volta di più quanto si sapeva della poesia clas- sica: da loro in poi niente è stato più come prima e Arrigoni salterà tra vocali e consonanti che hanno ca- ratterizzato le avanguardie internazionali. Tutto suc- cede tra sette giorni esatti, aggiungendo un capitolo alla poesia monzese grazie a Villa contemporanea, la galleria d’arte aperta in via Bergamo 20 da Monica Villa. Sarà il secondo ap- puntamento con le arti per- formative organizzato dalla galleria dopo la serata con Nicola Frangione (e anche questa volta a ingresso libe- ro, dalle 21), programmato per il 14 febbraio: davanti al pubblico questa volta c’è Arrigoni, comasco, nato il 1955, «artista interdiscipli- nare di drammaturgie poe- tiche - ricorda Monica Villa -. È poeta sonoro, musici- sta, attore, autore e regista. Il suo linguaggio poetico è strutturato in forma di par- titura musicale e di dram- maturgia teatrale. L’azione si colloca sulla scena delle contaminazioni linguisti- che e culturali tra poetica del dire e arte del narrare». Le voci Quella di Vladimir Majakovskij (a destra), ma anche Marinetti, i futuristi e le altre avanguardie nella perfor- mance come il dolore di una ferita e sghignazzi come un urrà di vittoria». Insomma, “Poemi futuristici e futuribili”, come il titolo della performance, che sarà chiusa dalla milanese Roberta Galbani (nata nel 1981), che in via Bergamo presenterà un passo del monologo “Psicosi delle 4 e 48”, l’ultimo lavoro drammaturgico scritto da Sarah Kane nel 1999. M. Ros. La performance ha dieci anni di vita: è stata presen- tata in Canada per la prima volta al Dèmarrage festival di Montréal nel 2002 e suc- cessivamente ai festival in- ternazionali Art action di Monza (un anno dopo) a Ca- stle of Imigination di Kra- kow, in Polonia, nel 2004. Verbalis Kannibalis è un volo poetico dai futuristi in poi sal- tando tra le avanguardie con «monologhi intensi dove Ar- rigoni esplora diversi linguag- gi, dal dialetto che mischia insieme diverse parlate del Sud, a parole in libertà in un gioco di rimandi, tra sussurri e grida. Voce e gestualità in- sieme che diventano poesia», tenendo l’orizzonte sulla voce di Majakosvkji, per esem- pio, quella per cui «vogliamo che la parola esploda nel di- scorso come una mina e urli Poemi futuristiciefuturibili MAssimoArrigoni Psicosidelle4.48 RobertaGalbani
  • L’ultima locazione di questo spazio, prima dell’attuale uso espositivo, era un sexy-shop che si chiamava proprio “Tentation”. Il titolo mi ha suggerito l’idea di una collettiva come spun- to di riflessione sul concetto di tentazione e più in generale sul corpo e la corporalità. Che si- gnificato ha oggi la parola tentazione? Da una prima indagine etimologica del verbo tentare si evince un legame profondo con il senso del tat- to. TENTARE : frequentativo o intensivo di TENE- RE, onde poi il senso toccare, provare: cercare col tatto, esplorare tastando, oppure frequenta- tivo o intensivo di TENDERE: stendere, volge- re, cercare di raggiungere. La tentazione è tale quando spinge oltre il senso della vista e della contemplazione ed è così potente da portare il “tentato” a toccare, a provare, a gustare non solo con gli occhi ma con tutto il corpo. Nella tradizione cristiana il diavolo è il tentatore per eccellenza perchè capace a forza di lusin- ghe di tentare il corpo, la carne; Eva commise il primo peccato, non nel momento del desiderio bensì nel momento in cui guardò e poi toccò e mangiò la mela, disobbedendo ad un ordine divino. “Ella osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere” (Genesi 3:6). La tentazione é lusinga, seduzione, ma anche provocazione, disobbedienza; l’oggetto del de- siderio riveste sui nostri sensi un’attrazione tale da “annullare” il pensiero razionale; la ragione è vinta dal sentimento, lo spirito dalla carne. La pulsione verso ciò che alletta è tale quindi da annullare la nostra volontà? Di fronte ad uno stimolo, una motivazione, il nostro cervello mette in atto un fitto scambio tra circuiti preposti a diverse funzioni; parti più primitive del cervello si incaricheranno di attiva- re e disattivare la motivazione in base a stimoli interni ed esterni, mentre parti più evolute re- goleranno dall’alto questo processo sulla base di precedenti esperienze, emozioni associate, significati attribuiti. Esiste un’area del cervello chiamata “circuito della ricompensa”; in questo circuito, un neurotrasmettitore chiamato dopa- mina, regola il desiderio e induce ai comporta- menti appetitivi mentre un altro neurotrasmet- titore chiamato serotonina, regola il senso di appagamento e inibisce i comportamenti. E’ singolare notare che secondo la morale cristiana la tentazione è sempre negativa, moralmente riprovevole, è l’incita- mento a peccare, a lasciarsi andare ai propri impulsi, ai propri desideri, alla concupiscenza. Colui che cede alla tentazione commette peccato. Nella società moderna, invece, la tentazione riveste un valore differente, è umana debolezza; cedere alla ten- tazione viene considerato talvolta anche positivo, quasi inevitabile. “L’unico modo per liberarsi da una tentazio- ne è cedervi” (Oscar Wilde). Gli artisti che qui espongono sviluppano in maniera del tutto personale e differente il concetto di “tentazione”. Ognuno di loro prende in considerazione diversi aspetti: sensualità, sessualità, vulnerabilità, forza generatrice, ribellione, forza distruttrice. 22 febbraio - 13 aprile 2013 Tentation Mostra collettiva viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VillaContemporanea VillaContemporanea presenta tentation ELENA AROMANDO GIANCARLO MARCALI ANJA PUNTARI EVA REGUZZONI ELISA ROSSINI LAURA SANTAMARIA MARIA LUCREZIA SCHIAVARELLI FRANCESCO SOLLAZZO Inaugurazione 22 febbraio 2013 alle ore 18.30 la mostra proseguirà fino al 13 Aprile 2013 elena aromando giancarlo marcali anja puntari eva reguzzoni elisa rossini laura santamaria maria lucrezia schiavarelli francesco sollazzo Febbraio 2013 Tentation “L’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi.” Oscar Wilde
  • 22 febbraio - 13 aprile 2013 Biografie Elena Aromando Nata a Genova nel 1984, attualmente studia fotografia pres- so il Master di alta formazione all’immagine contemporanea di Modena. La sua ricerca si esprime attraverso azioni perfor- mative, interventi sul territorio, video, fotografie, assemblaggi, segni e tracce. Tra le Collettive: E lusine, Frac Corse. A cura di Sandra Solimano, Leonardo Boscani, Anne Alessandri. Cor- sica, 2012. Lo stato dell’arte, Padiglione Accademie, Tese di San Cristoforo, Biennale di Venezia. A cura di Vittorio Sgarbi, 2011. Mulhouse 010, Musèe Beaux-Arts. Biennale Interna- zionale dei Giovani Artisti Europei. Mulhouse, Francia, 2010 JcE Contemporary Art: Le reseau de la jeune creation euro- peenne, Mostra itinerante europea, 2009 Montrouge (Parigi); Klaipeda (Lituania), Bratislava (Slovacchia), Pecs (Ungheria), Salisburgo (Austria), Genova (Italia), L’Hospitalet de Llobregat (Spagna), Amarante (Portogallo). Performance: 47 kg, Biblio- teca Berio, Genova 31 Marzo 2012. Rovi corpi nodi, Galleria Guidi&Schoen, Genova, 10 Novembre 2010. Riconoscersi, Galleria UniMediaModern, Genova, 11 Novembre 2009. Giancarlo Marcali Italiano, Svizzera 1963. Si è laureato presso la New South Wa- les University a Sidney in arti aborigene e le culture delle Isole del sud pacifico. Dal 1995 al 2000 apre a Milano Spazio Low Tech per promuovere il suo lavoro e quello di altri giovani arti- sti e designer. Dal 2009 al 2010 lavora alle opere del progetto Siamo tutti profeti e la sua ricerca verso la propria identità lo porta alla realizzazione dell’installazione La memoria del do- lore, opera segnalata al Premio Celeste 2010 esposta poi alla sua personale a Treviso, a Gaeta, e successivamente a Torino e Sansepolcro. Dal 2011 Giancarlo ha esposto le sue installa- zioni in diverse gallerie d’arte private a Milano, Roma, Napoli, Venezia e Berlino. Tra le tante degne di nota, a giugno 2011 la mostra Scorporo curata da Adriana Soldini presso la Pinacote- ca di arte contemporanea a Gaeta, a dicembre 2012, la mostra collettiva al Museo civico di Sansepolcro dove la sua installa- zione La memoria del dolore colloquia con la Resurrezione di Piero della Francesca ed a dicembre 2012 la mostra personale ad Arezzo Anime di calce, precedentemente realizzata a mar- zo 2012 a Palazzo Zenobio-Venezia, quando per la prima volta presenta il suo nuovo progetto Ri(e)voluzione. Anja Puntari Finlandese, Germania 1979. Ha studiato arti visive all’Ac- cademia di Belle Arti di Napoli, alla Kunsthochschule Berlin Weissensee in Germania e alla NABA a Milano dove insegna nella facoltà di Media Design e Arti Multimediali. L’opera di Puntari si basa sulla rielaborazione di materiale audiovisivo. E’ interessata in argomenti sociali come la visibilità e l’invisi- bilità degli individui nelle società contemporanee, di come i tabù sociali vengono costruiti attraverso immagini e suoni e alla comunicazione mass-mediatica, più in generale. Si espri- me sia attraverso opere personali che progetti interdisciplinari realizzati insieme ad altri artisti e persone al di fuori del cam- po dell’arte. E’ membro di New Club of Paris, un club inter- nazionale con l’obbiettivo di creare consapevolezza di cos’è e cosa sarà la società della conoscenza. Sta attualmente creando un nuovo servizio chiamato Art&Coaching che uni- sce l’approccio artistico alla disciplina di Business Coaching. Nel 2008 ha vinto il concorso Centro-Periferia di Federcultu- re e nel 2012 insieme a Massimiliano Viel ha vinto con l’ope- ra Invisible players il XXVIII Premio Signorini edizione 2012. Puntari ha partecipato a numerose collettive e ha esposto le sue opere in varie personali in diversi paesi. Tra gli ultimi una personale allo spazio espositivo Art ex dono di Udine, una personale alla Quadriennale di Roma all’interno del pro- getto Artista chiama Artista selezionata da Bruna Esposito. Eva Reguzzoni Nata a Gallarate (VA), nel 1965, diplomata al Liceo Artistico di Busto Arsizio. Tra i premi 2012: Premio Arte, artista finalista sezione grafica, Palazzo della Permanete Milano. Premio Arte Rugabella, artista finalista, Villa Rusconi Comune di Castano Primo MI. Premio Nazionale Romano Reviglio, artista finali- sta, Palazzo Salmatoris Cherasco CN. Mostre collettive 2012: Tentation 22 febbraio - 13 aprile 2013 Elena Aromando (Genova, 1984) attraverso la perfor- mance, sperimenta con il corpo azioni rituali. Il suo corpo si concede al pubblico come nutrimento, espressione di una metamorfosi. E’ carne che si imbratta e che seduce per la sua sensualità. In mostra una serie di foto della sua performance 47 kg che verrà presentata in galleria in occasione del finissa- ge il 10 aprile 2013. Giancarlo Marcali (Svizzera, 1963) riflette sul concetto di dolore e sulla vulnerabilità del corpo; i suoi lavori su pellicola ci trasmettono una memoria del dolore, raccon- tano il senso del trauma. Lo scheletro, che simboleggia l’umanità intera e la sua sofferenza, è una versione nuo- va del memento mori, emblema di morte che inneggia alla vita. Attraverso la consapevolezza della nostra fragi- lità riscopriamo la nostra identità. Anja Puntari (Finlandese, Germania, 1979) indaga la pratica sessuale nella sfera privata. I suoi Studies on body pleasure partono da una ricerca sul web di filmati pornografici spesso utilizzati in forma privata e successi- vamente condivisi in rete. La carta da parati usata come sfondo ci restituisce la dimensione intima di ciò che av- viene tra le mura domestiche. Eva Reguzzoni (Gallarate, 1965) orienta la sua ricerca sulla fragilità e sulla trasparenza. Il ricamo racconta in forma poetica e intimista la sessualità femminile: alla leg- gerezza del materiale si contrappone la forza generatrice dell’organo sessuale. Elisa Rossini (Busto Arsizio, 1986) riflette sul tema dell’anoressia, ricerca estrema di un corpo controllato ossessivamente fino alla sua negazione. Un corpo co- stretto ad un rituale di purificazione non solo dal cibo ma anche dai sensi di colpa. E’ il paradosso dell’auto- distru- zione alla ricerca dell’affermazione della propria identità. Laura Santamaria (Monza, 1976) attraverso l’utilizzo dei pigmenti madreperla e nerofumo crea una tensione tra gli opposti che si misurano sulla superficie ovale; luce ed oscurità, bianco e nero, femminile e maschile. La ma- teria, per sua natura volatile ed impermanente, crea una guerra tra sposi, i due elementi si fondono insieme in un abbraccio sensuale. Maria Lucrezia Schiavarelli (Santeramo in Colle, 1979) disegna a terra con le mele secche l’orbita ellittica che la Luna compie intorno alla Terra e che viene utilizzata in astrologia per individuare il transito della Luna Nera, fase in cui l’emisfero visibile della luna risulta completa- mente in ombra. In questa fase la Luna si congiunge con il Sole, celebrando il matrimonio simbolico tra maschi- le e femminile. Nell’astrologia la Luna Nera/ Lilith viene utilizzata per interpretare quegli aspetti della personalità di un individuo legati al rapporto con il suo lato oscuro, la sessualità, e la trasgressione in generale. Lilith è infatti una figura mitologica, simbolo della donna tentatrice che liberamente sceglie di rinunciare al Paradiso per sede- re accanto ai demoni, simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile. Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Scelse la compagnia dei Demoni da donna libera piuttosto che l’idillio del Paradiso da donna schiava. Francesco Sollazzo (Melzo, 1987) riflette, attraverso una pratica concettuale, su temi relativi a Dio e alla San- tità. Riprendendo uno scritto di Giulio Paolini del 1969 in cui l’artista dichiara di aver aperto un processo di bea- tificazione su Lucio Fontana, porta avanti l’azione scri- vendo, a sua volta, alla Diocesi di Milano e ottenendo una risposta. La Chiesa, che per secoli è stata uno dei principali mecenati dell’arte, viene coinvolta in un’azione concettuale; l’artista inverte i ruoli, si fa lui stesso com- mittente dell’opera e la Chiesa diventa complice involon- tario della sua creazione. Il punto di partenza è la tela “io sono un santo” (frase che compariva anche sulla porta dello studio di Fontana). Già nel 1958 l’artista eseguì due quadri con molti tagli sui quali scrisse, a mano e sul da- vanti, in uno “Io sono un santo”, nell’altro “Io sono una carogna”. Una doppia verità, l’altro lato della medaglia, bene e male che costituiscono la natura umana. Mostra a cura di Monica Villa. Catalogo disponibile. Tentation
  • work in progress Lilith 22 febbraio - 13 aprile 2013 Qristmas Fireworks, Circoloquadro Milano. La leggerezza del- le Impronte, Centro Europeo Whirpool, Comerio VA, a cura di Manuela Ciriacono. Sulla Natura, Villa Rusconi, Comune di Ca- stano Primo MI, a cura di Fabio Carnaghi. Impronte, Sculture e Installazioni dialogano a Villa Pomini, Comune di Castellanza VA, a cura di Manuela Ciriacono. Statements 2012, Circolo- quadro Milano, a cura di Ivan Quaroni.Tra natura e memoria, Palazzo Salmatoris Cherasco CN, a cura di Cinzia Tesio. Pre- mi e segnalazioni: 2012 Immaginarci, Circuito Piemontese Cir- coli ARCI. Mitteleuropa Concept, Ufofabrik Contemporary Art Gallery, Moena TN. 2011 Premio Arte, semifinalista con opera BOH!, Editoriale Giorgio Mondadori. 2010 Premio Arte, semifi- nalista con opera OPSSS, Editoriale Giorgio Mondadori. Elisa Rossini Nata a Busto Arsizio nel 1986, diplomata nel 2005 al Liceo Ar- tistico di Busto Arsizio, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Tra le varie esposizioni e premi troviamo: Pre- carietà, Installazione e Performance di Elisa Rossini. Piazza della Libertà, Saronno. Dicembre 2012 c/o Museo G. Gianetti, MILS (Museo dell’industrie e del lavoro saronnese), Informa- Giovani Saronno+Biblioteca, Comune di Saronno; Premio Arte Rugabella 2012 Sulla Natura a cura di Fabio Carnaghi. Vil- la Rusconi, Castano Primo(MI). 2011: Targa d’oro e Diploma d’onore per la sezione scultura “Premio Arte 2011”, Palazzo della Permanente, Milano; nel 2010 vincitrice sezione speciale “Premio Arte Laguna Under 25”. Palazzo Correr, Venezia; nel 2009 vincitrice “Premio VerbaManent, Presidio del libro 2009”, 3° edizione Fabbricanti di libri, Sannicola (LE); nel 2008 finali- sta del “Premio Ghiggini, giovani artisti”, Galleria Ghiggini, Va- rese. Tra le collettive: La Leggerezza delle Impronte, Whirpool, Biandronno (VA), Impronte, a cura di Manuela Ciriacono, Villa Pomini, Castellanza (VA). Personali: Nelle vostre mani a cura di Manuela Ciriacono, Spazio Arte Giovane, Biblioteca Busto Arsizio (VA). Comune di Busto Arsizio e Palazzo Cicogna. Eli- sa Rossini Come un Rosario, a cura di Cristina Moregola, La casa Bioecologica, Busto Arsizio (VA). Laura Santamaria Nata a Monza nel 1976. Le sue opere sono state esposte in vari centri d’arte, in particolare: la mostra personale Trilogie des Loches, presso lo spazio Kunstraum t27, Berlin, (2012), Geode, Palazzo Ducale, Genova (2012), Hypneroantipode- slapsus, Mars, Milano (2011) Lo Spirito della Casa, Borgovi- co33, Como (2005); ed in esposizioni collettive di rilievo in- ternazionale come Plener, Museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow, Katowice, Polonia; JCE - Jeune Creation Euro- peenne, Salone Itinerante di Arte Contemporanea; BIJCEM – Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Castel Sant’Elmo, Napoli. Nel 2012 la residenza e public talk presso Kunstverein Neukolln, Berlino. Inoltre è stata invitata al corso di formazione post-universitaria sull’arte contemporanea della Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino (To) con il Master Jorge Peris (2008/09). Tra i vari workshop a cui ha partecipato Media in Flux con Geoffrey Hendricks (2004); ed il Corso Avanzato di Arti Visive, Fondazione Antonio Ratti, Vi- siting Professor Giulio Paolini (2002). Le sue opere sono sta- te recentemente acquisite per la collezione di arti visive della Fondazione Artphilein. Maria Lucrezia Schiavarelli Nasce nel 1979. Si diploma nel 2004 all’Accademia di Belle Arti Di Bologna, dopo aver compiuto studi scientifici. Vince diversi premi e borse di studio, ultimo nel 2009 il Premio Vigna degli Artisti. Realizza diversi progetti site-specific per luoghi pubblici o istituzionali come l’ex carcere “Le Nuove” di Torino o il Policlinico di Modena, nel 2011 realizza un progetto ad hoc per il Museo del Palazzo dei Pio a Carpi. Espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, nel 2011 partecipa alla Biennale di Praga. Vive e lavora a Berlino. Francesco Sollazzo Nato nel 1987 a Melzo. Nel 2011 mostra personale Caro Ore- ste, Fondazione SoutHeritage, Montescaglioso (MT). Mostre Collettive 2011 Officine dell’arte, Careof e Viafarini, Milano (a cura di Chiara Agnello, Millovan Farronato). Per arrivare qui, il sentiero davanti alla scuola, Spazio Novella Guerra, Imo- la (BO) a cura di Annalisa Cattani. Workshop 2011 Careof e Viafarini, Milano visiting professor Italo Zuffi. Residenze 2012 a>Monte, Fondazione SoutHeritage, Montescaglioso (MT) a cura di Ferdinando Mazzitelli. Libro d’artista Caro Oreste di Francesco Sollazzo, auto-pubblicato, Milano 2012. Tentation
  • 22 febbraio - 13 aprile 2013 the two elements melt into one another in a sensual em- brace. Maria Lucrezia Schiavarelli (Santeramo in Colle, 1979) draws on the ground with dry apples the elliptic orbit the Moon performs around the Earth and which is used in astrology to locate the transit of the Black Moon, a phase during which the visible hemisphere of the moon is completely in the dark. In this phase, the Moon joins the Sun, thus celebrating a symbolic marriage between male and female. In astrology the Black Moon/Lilith is used to interpret those aspects of personality of an individual related to his dark side, sexuality, and transgression in general. Lilith in fact is a mythological figure, symbolizing the tempting woman who freely chooses to give up Paradise in order to sit next to the demons. Symbol of the female who does not subject herself to the male. To the ancient Hebrews, Lilith was Adam’s first wife (prior to Eve) who was repudiated and sent away because she refused to obey her husband. She chose the company of the Demons as a liberated woman rather than being a slave in an idyllic Paradise. Francesco Sollazzo (Melzo, 1987) reflects on a practi- cal concept regarding God and holiness. Returning to a text by Giulio Paolini in 1969 in which the latter declares having opened the beatification process for Lucio Fon- tana, he takes up again this action by writing in turn to the Diocese of Milan and obtains an answer. The Church having been for centuries one of the main patrons of art, is involved in a conceptual action. The artist inverts the roles, he takes up the role of the client for this work of art and the Church is an involuntary accomplice of its creation. The starting point is the canvas “I am a saint” (the sentence also on the door of Lucio Fontana’s study). In 1958 the artist had already made two paintings with many cuts on which he had written on the front by hand, on one “I am a saint” and on the other “I am a villain”. A double truth, the other side of the coin, good and evil which characterizes human nature. Biographies Elena Aromando Born Genova 1984. Presently attending a training course in photography at the Modena Master in Contemporary Image. Her pursuit is expressed through performative actions, operations in the territory, videos, pictures, artistic assemblies, marks, traces. Among her group exhibitions: E lusine, Frac Course, curated by Sandra Solimano, Leonardo Boscani, Anne Alessandri, Corsica 2012. The state of Art, PadiglioneAccademie,Tese di San Cristoforo, Venice Biennale, curated by Vittorio Sgarbi, 2011. Mulhouse 010. Musée Beaux Arts. International Biennial Exhibition of Young European Artists. Mulhouse, France, 2010 JcE Contemporary Art: Le réseau de la jeune Création européenne, European traveling Tentation Translations This area, before its actual location for exhibitions, was a sexy-shop which in fact was called “Tentation”. The ti- tle gave me the idea to organize a collective exhibition reflecting the notion of temptation and more in general on body and on corporeity. What does the word tempta- tion actually mean today? A first etymological research of the verb to tempt presumes a deep connection with the sense of touch. TO TEMPT: a frequentative or intensive verb of TO HOLD, therefore the sense of touching, trying: using the sense of touch, exploring by feeling, or frequentative or intensive verb of to REACH OUT: stretch out, to turn to- wards, try to reach. Temptation is such when it goes fur- ther than sight and contemplation and is so overwhelm- ing, it prompts the tempter to touch, to try, to taste not only visually but above all physically. The devil, in Christian tradition is the first and foremost tempter because he is capable of tempting body and flesh with his cunning and subtle flattery. Eve committed the first sin, not in a moment of desire, but rather when she looked, touched and ate the apple totally disobeying a divine order. ” The woman saw that the fruit of the tree was good for food and pleasing to the eye” (Genesis 3:6). Temptation is flattery, seduction, but also provocation, disobedience. The receiver of our desire triggers our senses with such overwhelming attraction that it “re- moves” any rational thoughts; any logic common sense is overcome by feelings, spirit defeated by flesh. Does the driving force towards what appeals so strong that it manages to dissolve our will? Faced with a stimulation, motivation, our brain triggers a complex intertwining of circuits apt to perform diffe- rent functions; more primitive parts of our brain will be in charge of activating and disactivating the motivation de- pending on the internal and external stimulus, while the more evoluted parts will regulate from above this process based on previous experiences, associated emotions, given meanings. There is an area of the brain called “the reward circuit” which contains dopamine, a neuro- transmitter which regulates desire and provokes craving behaviour. Another neurotransmitter serotonin regulates satisfaction and inhibits behaviour. It is strange that ac- cording to Christian morals, temptation is considered negative and morally reprehensible, an instigation to sin, to yield to one’s impulses, desires and concupiscence. The one that gives in to temptation commits a sin. Temptation in today’s society however is considered differently, it is regarded a human weakness; giving in to temptation is sometimes deemed positive, almost una- voidable. “The only way to get rid of a temptation is to yield to it.” (Oscar Wilde) Artists exhibiting here, develop in their very own personal and different way their view of “temptation”. Each one takes into consideration different aspects of: sensuality, sexuality, vulnerability, productive force, rebellion, de- structive force. Elena Aromando (Genoa, 1984) through performance, she experiments ritual actions with the body. Through the body, she feeds the public, an expression of metamor- phosis. It is a soiled body which seduces with its sensua- lity. A series of photos of her performance 47 kg can be seen in the exhibition and will be presented in a gallery 10 April 2013 on the occasion of the finissage. Giancarlo Marcali (Switzerland, 1963) reflects on the conception of pain and the vulnerability of the body; his work on film conveys the memory of pain, imparts the sense of the ordeal. The skeleton, which symbolizes all humanity and its suffering, is a new version of memento mori, the emblem to death which sings to life. We dis- cover our identity by our awareness of our fragility. Anja Puntari (Finnish, Germany, 1979) investigates sexual practice within private areas. Her Studies on body pleasure stem from pornographic films on the web, first for private use and then shared on the web. The wall paper used as the background reveals the concept of intimacy and of what happens within domestic walls. Eva Reguzzoni (Gallarate, 1965) her research is aimed at fragility and transparency. Embroidery relates to fe- male sexuality in a poetic and intimate way: the light weight of the material weighs against the generating force of the sexual organ. Elisa Rossini (Busto Arsizio, 1986) reflects on the theme of anorexia, the extreme research of an obsessive con- trol of the body to the point of denying it. A body that is being forced to a ritual of purification not only from food but also from sense of guilt. It is the paradox of self de- struction in the research of recognition and acceptance of one’s own identity. Laura Santamaria (Monza, 1976) by using the pigments of mother of pearl and the effect of black smoke she creates tension between opposites who measure each other on an oval surface, light and dark, white and black, feminine and masculine. The material by its very volatile and unpredictable nature, creates war between spouses, 22 febbraio - 13 aprile 2013 Tentation
  • 22 febbraio - 13 aprile 2013 Genoa (2012), Hypneroantipodeslapsus, Mars, Milan (2011) Lo Spirito della Casa (The spirit of the house), Borgovico 33, Como (2005); and in important international group exhibits such as Plener, Museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow, Katowice, Poland; JCE - Jeune Creation Europeenne, Salone Itinerante di Arte Contemporanea; BIJCEM – Biennale dei Gio- vani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Castel Sant’Elmo, Naples. In 2012 the residence and public talk at the Kunstve- rein Neukolln, Berlin. She was furthermore invited to a post- university training course in contemporary art set up by the Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino (To) and held by Master Jorge Peris (2008/09). Among the various work- shops she took part in: Media in Flux with Geoffrey Hendricks (2004) and the Ad- vanced Course in Visual Art at the Fondazione Antonio Ratti, the visiting Professor was Giulio Paolini (2002). Her works have been recently bought by the Fondazione Artphilein for a collection of visual art. Maria Lucrezia Schiavarelli Born in 1979. Obtains her diploma at the Academy of Fine Arts in Bologna after having obtained her high school diploma in science. She wins various prizes and scholarships, the last one in 2009 was the prize Premio Vigna degli Artisti. She car- ries out several projects that are site-specific for public spaces or institutions such as the former prison “Le Nuove” in Turin or the General Hospital of Modena. In 2011 she undertakes an ad hoc project for the Museum of the Palazzo dei Pio in Carpi. She exhibits is personal and collective exhibitions in Italy and abroad. In 2011 she participates in the Biennale of Prague. She lives and works in Berlin. Francesco Sollazzo Melzo 1987. In 2011 he has his personal exhibition Caro Oreste (Dear Oreste), Fondazione South Heritage, Mon- tescaglioso (MT). Group Exhibitions 2011 Officine dell’arte (Art workshops), Careof and ViaFarini, Milan, curated by Chiara Agnello and Millovan Farronato. Per arrivare qui, il sentiero davanti alla scuola (To get here, the path in front of the school), Spazio Novella Guerra, Imola (BO) curated by Annalisa Cattani. Workshop 2011 Careof and ViaFarini, Milan visiting professor Italo Zuffi. Residence 2012 a>Monte, Fondazione South Heritage, Montescaglioso (MT) curated by Ferdinando Mazzitelli. The artist’s book Caro Oreste (Dear Oreste) by Francesco Sollazzo, was self-published, Milan 2012. Tentation Exhibition, 2009 Montrogue ( Paris); Klaipedia (Lituania), Bratislava (Slovacchia), Pecs (Ungheria), Salzburg (Austria), Genova (Italy), l’Hospitalet de Llobregat (Spain), Amarante (Portugal). Performance: 47 kg, Berio Library, Genoa, March 31, 2012. Rovi corpi nodi (Brambles bodies nodes), Guidi & Schoen Gallery, Genoa, November 10,2010. Riconoscersi, (Recognizing herself), UniMediaModern Gallery, Genoa, No- vember 11, 2010. Giancarlo Marcali Italian, born Switzerland 1963. Graduated from New South Wales University in Sidney in aboriginal arts and cultures of the Islands of the South Pacific. From 1995 to 2000 he opened in Milan the Low Tech Space to promote his works and the works of young artists and designers. From 2009 to 2010 he works on the project We are all Prophets and, his research for his own identity leads him to achieve The Memory of Pain, mentioned to the Premio Celeste 2010 and subsequently displayed in his personal exhibitions in Treviso, Gaeta, Torino and Sansepolcro. From 2011 Giancarlo exhibited his works in several private art galleries in Milan, Rome, Naples, Venice and Berlin. Among the many noteworthy, the Scorporo exhibition at the Art Gallery of Contemporary Art in Gaeta, curated by Adriana Soldini, December 2012, the group exhibition in the Civic Museum in Sansepolcro where his work The Memory of the Pain converses with Piero della Francesca’s Resurrection and in December 2012, his personal exhibition in Arezzo Anime di calce (Lime Souls), previously organized in Venice, Palazzo Zenobio where for the first time he presents his new project Ri(e)voluzione (Re(e)volution). Anja Puntari Finnish, Germany 1979. She studied visual arts at the Aca- demy of Fine Arts in Naples, then the Kunsthochschule Berlin Weissensee in Germany and the NABA School in Milan, where she now teaches Media Design and multimedia arts. Her work deals with the revision of audiovisual material. She is inte- rested in social issues, like the visibility or invisibility of man in contemporary society and how social taboos are created through images and sound and mass media in general. She expresses herself through her own works as well as interdisci- plinary projects achieved together with other artists or people outside the artistic field. She is a member of the New Club of Paris, an international Club aiming at creating awareness of what the society of knowledge is and will be. She is presently creating a new project called Art&Coaching which connects the artistic approach to the branch of Business Coaching. In 2008 she won the Federculture Centre-Suburb Contest and in 2012, together with Massimiliano Viel she won the XXVIII Signorini Prize with her work Invisible Players. Puntari partici- pated in several group exhibitions and has displayed her works in many personal exhibitions in various countries. Among the latest, a personal one at the Art ex Dono Showroom in Udine and another one at the Quadriennale in Rome within the pro- ject Artist calls Artist, chosen by Bruna Esposito. Eva Reguzzoni Gallarate (Italy) 1965. Awarded a diploma from High School of Art in Busto Arsizio. Among her prizes 2012: Premio Arte at Palazzo della Permanente in Milan: finalist in the graphics sector. Premio Arte Rugabella: finalist artist, Villa Rusconi Co- mune di Castano Primo MI. Premio Nazionale Romano Re- viglio, Comune di Castano Primo MI: finalist artist, Palazzo Salmatoris Cherasco CN. Premio Arte Palazzo della Perma- nente Milano. Group exhibitions 2012: Qristmas Fireworks, Circoloquadro Milan. La leggerezza delle Impronte Whirpool European Centre, Comerio (VA). Sulla Natura (About Nature) Villa Rusconi, Comune di Castano Primo MI curated by Fabio Carnaghi. Impronte Dialogue between Sculptures and Works at Villa Pomini, Castellanza (VA), curated by Manuela Ciriac- ono. Statements 2012, Circoloquadro, Milan, curated by Ivan Quaroni. Tra natura e memoria (Between nature and recollec- tion). Palazzo Salmatoris, Cherasco CN. Prizes and mentions: 2012 Immaginarci (Imagining ourselves), Circuito Piemontese, Circoli ARCI; 2012 Mitteleuropa Concept, Ufofabrik Contem- porary Art Gallery, Moena, TN, 2011 Premio Arte, semi-finalist for her work BOH! curated by Giorgio Mondadori. 2010 Premio Arte, semi-finalist with her work OPSSS curated by Giorgio Mondadori. Elisa Rossini Busto Arsizio, 1986. Obtained her diploma from High School of Art in Busto Arsizio and in 2005 her diploma from Academy of Fine Arts of Brera. Among her various exhibitions and prizes: Precarietà (Precariousness), installation and performances by Elisa Rossini, Piazza della Libertà, Saronno. In December 2012 c/o Museum G. Gianetti, MILS (The Saronno Museum of Indus- try and work), Informa Giovani Saronno+Biblioteca, Comune di Saronno; Premio Arte Rugabella 2012 Sulla Natura (About Na- ture), Villa Rusconi Comune di Castano Primo MI, curated by Fabio Carnaghi, Villa Rusconi Comune di Castano Primo MI. 2011: golden nameplate and honorary diploma in the sculpture section “Premio Arte 2011”, Palazzo della Permanente, Milan; in 2010 winner of the special section “Premio Arte Laguna Un- der 25”. Palazzo Correr, Venice; in 2009 winner of the “Premio VerbaManent, Presidio del libro 2009”, 3rd edition Fabbricanti di libri, Sannicola (LE); in 2009 finalist of the “Premio Ghiggini, giovani artisti”, Galleria Ghiggini, Varese. Among group exhi- bits 2012: La leggerezza delle Impronte (The lightness of fin- gerprints), Whirpool, Biandronno (VA), Impronte (Fingerprints), curated by Manuela Ciriacono, Villa Pomini, Castellanza (VA). Personal: Nelle vostre mani (In your hands) curated by Ma- nuela Ciriacono, Spazio Arte Giovane, Biblioteca Busto Ar- sizio (VA), Comune di Busto Arsizio e Palazzo Cicogna. 2011 Elisa Rossini Come un Rosario (Like a rosary), curated by Cristina Moregola, La casa Bioecologica, Busto Arsizio (VA). Laura Santamaria Monza 1976. Her works were exhibited in various art centres, particularly: her personal exhibition Trilogie des Loches, Kunstraum space t27, Berlin, (2012), Geode, Palazzo Ducale, 22 febbraio - 13 aprile 2013 Tentation
  • 22 febbraio 2013 Tentation Elena Aromando47 kg 2013 - azione performativa Doppelgaenger, Avanza- mento 2012 - Installazione, fo- toincisioni su Agfa, cm. 200x200x20 (dettaglio) Studies on body pleasure 2009 - inchiostro su carta da parati, cm. 40x30 Giancarlo Marcali Anja Puntari
  • Maria Lucrezia Schiavarelli Francesco Sollazzo Lilith 2013 - installazione di mele secche, cm. 300x140 (det- taglio) Senza Titolo (Io sono un santo) 2012 - due lettere firmate e incorniciate, cm. 29,7x21 ciascuna EvaReguzzoni ElisaRossiniLauraSantamaria Pregiudizio, l’organo del- la sensualità 2012 - garza stampata, in- chiostro nero e filo ricama- to, cm. 35x45 Racconto di una anoressi- ca. Il mio bicchiere di latte, il mio bicchiere di coca-cola, il mio bicchiere di aceto 2009 - una foto a colori, una foto in bianco e nero su forex, cm40x70 ciascuna (dettaglio) L’umida Regina e il secco Re 2011 - madreperla e nerofumo su mdf, cm. 51x71 (dettaglio)
  • Dome Bulfaro, Nicola Frangione, Daniele Arosio Giancarlo Marcali, Vania Elettra Tam 22 febbraio 2013 InaugurazioneTentation Maria Lucrezia Schiavarelli Un invito per e-mail, una presentazione via skype, un tema, un’idea, un progetto che prende forma e una scatola immensa con 20 kg di mele secche. A volte le collaborazioni prendono il via così, spontaneamente e spontaneamente si evolvono in un continuo scambio di suggestioni, riflessioni, emozioni ed energie. E’ bel- lo veder nascere una mostra, lo spazio bianco pulito e poi pian piano un’opera dietro l’altra prende il suo posto relazionandosi a quella vicina. E’ difficile pensare un la- voro in un luogo senza averlo mai visto prima. Per la prima volta nel pensare un progetto ad hoc per la col- lettiva “Tentation” mi sono affidata al racconto di Monica e ad alcune fotografie.Una volta a Monza, mentre dise- gnavo sul pavimento, ho finalmente misurato la galleria coi movimenti del mio corpo, ho sentito l’umidità salire dal terreno, ho respirato l’odore delle mele secche, ho osservato il lavoro crescere dal balconcino in alto, ho cambiato prospettiva guardandolo dalla grande finestra sul davanti. Fuori pioveva, a tratti nevicava, la galleria sembrava un piccolo rifugio, ed allora ho pensato: ecco il rifugio giusto per la mia Lilith.
  • Eva Reguzzoni “Mi piace lasciare segni e scoprire l’essenza intima delle cose. La mia arte è una linea immaginaria di confine tra corpo e mente, un oceano di sensazioni da plasmare, un candido diario su cui annotare e dare vita e corpo alla mia immaginazione.” Giorgio Viganò, Monica Villa Giancarlo Marcali “Monica Villa è una “vecchia” collega e amica a cui voglio bene. Abbiamo passato parecchi anni, anche se alternati, lavorando insieme, con ruoli diversi, mai più pensando a ciò che è oggi, e forse domani. Lavorare con Monica è un’ esperienza vera : è un reciproco rispetto della follia altrui basato, credo, su un rapporto di grande onestà in cui ogni cosa detta è detta. Ed ora che Monica Villa si è tra- sformata in Villa Contemporanea vivere con lei una nuova esperienza è stato come se nulla fosse cambiato. Villa Contemporanea è una galleria che mancava nella cit- tà di Monza. Uno spazio che cerca di distaccarsi dal proto- tipo di galleria di provincia per abbracciare le più disparate forme di cultura e per fare in modo che la cultura diventi oggetto di scambio e di comunicazione.” Sergio Curtacci, Giancarlo Marcali Mariangelo Cazzaniga
  • Articoli e pubblicazioni Tratto da “IlCittadino” 28/02/2013 pag.66 Anja Puntari - Studies on body pleasure 2009 - inchiostro su carta da parati, cm. 40x30 Eva Reguzzoni - Pregiudizio, l’organo della sensualità 2012 - garza stampata,inchiostro nero e filo ricamato, cm.35x45 Le opere A sinistra e poi in senso orario lavori di Francesco Sollazzo, Eva Reguzzoni, Giancarlo Marcali, Luca Pozzi Febbraio 2013 Domani, anzi oggi. Sentire che aria tira con il naso dell’arte Due collettive a Cart e a Villa contemporanea. Nelle mostre i lavori di venti artisti trentenni È chiaro: non ne bastano nemme- no venti. Ne servirebbero forse cento volte tanti per avere un quadro anche solo approssimativo di quello che sta succedendo oggi nel mondo dell’ar- te e farsi un’idea di cosa ne resterà domani. Per trovare un orizzonte su cui orientarsi. Ma da qualche parte occorrerà pur iniziare. E allora due collettive, ai poli opposti della cit- tà, il west side di via Sirtori dove si trova la galleria Cart e l’east side di via Bergamo, dove invece abita Vil- la contemporanea. Da una parte e dall’altra due selezioni di artisti del panorama più recente e altrettante interpretazioni espressive. Monica Villa in via Bergamo li ha raccolti at- torno a un tema, le tentazioni, o me- glio “Tentation”, che era il nome del sexy shop che occupava quei locali prima che la monzese li trasformasse in galleria d’arte lo scorso ottobre. Il corpo, la corporalità, che diventano «sensualità, sessualità, vulnerabi- lità» e ancora forza generatrice o il suo contrario. Quindi Giancarlo Marcali che legge in trasparenza il dolore fisico con la sovrapposizione di fotoincisioni che rappresentano dentro e fuori il corpo «in un mondo dove reale e surreale, vero e falso, tutto si mischia». Ma ci sono anche le orbite lunari di “Lilith” di Maria Lucrezia Schiavarelli, installazione di mele disidratate, perché la mela è il frutto del peccato e Lilith la donna che secondo alcune tradizioni prima di Eva ha rifiutato di sottometter- si all’uomo (e diventa la luna nera). Oppure “Pregiudizio - L’organo della sensualità” di Eva Reguzzoni (opere in garza stampata, inchiostro nero e filo ricamato) e gli “Studies on body pleasure”di Anja Puntari, che partono dagli home video porno per rientrare dalla porta della fisicità e dell’intimi- tà domestica. Poi Laura Santamaria, Elisa Rossini e anche Francesco Sol- lazzo, belluschese, che invece lavora su un fronte del tutto concettuale ed espone due lettere: quella con cui chiedeva alla Diocesi di Milano di aprire il processo di canonizzazione di Lucio Fontana, riprendendo un filo lasciato aperto da Giulio Paolini, e la risposta ricevuta dalla curia non più di dieci giorni dopo la sua lettera. In cui, naturalmente, la proposta è sta- ta respinta (e giustificata). Saranno “47 Kg” di carne umana a rendere ancora più forte il senso della mo- stra di via Bergamo: così si intitola la performance di Elena Aromando, in programma ad aprile, un’azione rituale che riproduce sul suo stesso corpo il processo di panatura, uovo e pane grattato, perché «attraverso il corpo transitano eventi interiori, sedimentano memorie e passaggi di tempo». Non è un tema ma una sezione curatoriale il senso di “To- morrow is now”, la collettiva aperta sabato scorso dalla galleria Cart, che ha inviato dodici autori tutti nati negli anni Ottanta, sotto la cura di Giorgio Viganò e di David Glanton per «son- dare le differenti modalità di espres- sione di un gruppo di giovano arti- sti», che «scelgono di comunicare per relazioni, senza gerarchie di ma- teriali, mezzi e supporti, mescolando la cultura alta del sapere accademico a quella bassa del vivere quotidiano, tra centro e periferia, dimostrando una straordinaria pluridirezionalità espressiva, spesso attraverso la pra- tica dell’incongruo, delle associa- zioni improbabili». A partire da An- tonella Aprile e da Danilo Correale, che di strada ne hanno già fatta tanta: la prima è rappresentata per esempio dal suo “The Happening beyond the time”, che la scorsa estate era a Mumbai, in India, in una mostra che vedevano protagonista l’arti- sta formata a Brera insieme a Gio- vanni Frangi. Oppure Luca Pozzi, presente anche in una collettiva del Mac di Lissone ma soprattutto alla vigilia dell’apertura di una personale a Berlino, e Sara Enrico, reduce da una mostra al Gam di Torino. Con loro anche Paolo Bandinu, Alessan- dro Di Pietro (secondo al penultimo Premio Lissone), Federico Lissoni, Francesca Longhini, Tiziano Mar- tini, Monica Mazzone, Giovanni Oberti e Alberto Scodro. «Le ulti- me generazioni sovente lavorano utilizzando un patrimonio vi- sivo ampiamente condiviso - scrive la galleria - composto da immagini fatte spesso di luoghi comuni o citazioni, prendendo a prestito qua e là e decontestua- lizzando pensieri e situazioni, manipolando codici e segni, sovente immersi in un disimpe- gno individualista, ma pronti a veicolare tramite il loro lavoro ansie e inquietudini colletti- ve». E una collettiva, appunto, è anche questo: la possibilità di vedere che aria tira nel mondo dell’arte o, più semplicemente, che aria tira al mondo. Massimiliano Rossin Elisa Rossini “Racconto di una anoressica” è un lavoro di qualche anno fa, che però rimane senza tempo… o comunque attuale. Sono sempre un po’ restia a mettere in mostra lavori “vecchi”, perché la ricerca è sicuramente andata avanti prendendo direzioni diverse, ma quando ho letto il tuo “commento” ho capito quanto il mio lavoro in questo mo- mento abbia ancora dei connotati di quel lavoro. Tant’è che sto portando avanti la ricerca concentrandomi sull’aspetto corpo, corpo in relazione ad altro, allo spazio, al dolore, all’altro, corpo come mezzo per raggiungere un ideale, uno stato altro. Francesco Sollazzo, Annalisa Marchetti, Elisa Rossini, Maria Grazia Galbiati, Maria Lucrezia Schiavarelli Giancarlo Marcali - Doppelgaenger, Abbassamento 2012 - Installazione, fo- toincisioni pellicola Agfa, cm. 60x200x20
  • VillaContemporanea 10 aprile 2013 Un doppio appuntamento performativo a con- clusione della mostra “Tentation” collettiva che riflette sul concetto di tentazione e più in gene- rale sul concetto di corpo e corporalità. Un nuovo connubio tra poesia e azione. Nella stessa serata due artisti si confrontano in galleria: Elena Aromando e Dome Bulfaro, due artisti accomunati da una poetica volta a restituirci una carnalità consapevole e pienamente inte- sa; attraverso il corpo viviamo il nostro essere uomo e donna, la nostra identità. Elena Aromando (Genova, 1984) presenterà la performance “47 kg”. Dinnanzi al pubblico l’ar- tista compirà il rito dell’impanatura del proprio corpo, passando prima nell’uovo e poi nel pan grattato. Un’azione sacrificale carica di signifi- cati: il suo corpo si concede al pubblico come nutrimento, espressione di una metamorfosi. Attraverso il corpo transitano eventi interiori, sedimentano memorie e passaggi di tempo, il corpo sperimenta e registra le nostre esperien- ze. L’azione silenziosa e sensuale ci restituirà la consapevolezza di un corpo vulnerabile e per questo sublime nella sua fragilità. Dome Bulfaro (Bordighera, 1971) leggerà alcu- ne poesie tratte dal suo ultimo libro “Ossa Car- ne”, raccolta di poesie già edite in tre pubblica- zioni differenti e qui unite in un lavoro poetico unico dove è il corpo a guidare l’uomo verso se stesso. Nella prima sezione “Ossa 16 reperti” si rac- conta del rinvenimento di uno strano scheletro antropomorfo completo in ogni sua parte, cia- scun segmento d’osso, però, proviene da un diverso corpo umano e riporta incisi i versi di chi in vita ne è stato il proprietario. Nella secon- da sezione del libro “Carne 32 contatti” lo sche- letro prende vita, carnifica. Su questo scheletro millenario si ricompongono altre vite, altre voci, a cui il poeta restituisce la parola. Si tratta di una poesia che trasuda carnalità, i testi diventano immagini di un corpo vissuto, amato, straziato dalle esperienze vissute. La parola scava dei solchi così come la Tentation Performance e Reading di poesie viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VillaContemporanea presenta Elena aromando 47kg performance dome bulfaro Ossa Carne reading di poesie mercoledì 10 aprile 2013 alle ore 21 evento in collaborazione con PoesiaPresente (www.poesiapresente.it) VILLACONTEMPORANEA foto ©Marco Zanirato/PoesiaPresente Aprile 2013 Elena Aromando Dome Bulfaro Attraverso il corpo transitano eventi interiori, sedimentano memorie e passaggi di tempo. Registro quello che accade, quello che il corpo sperimenta e assume nel suo continuo rimescolarsi fra le cose. Elena Aromando “Di quel sogno degli amanti; noi siamo; spicchio mucchio; non direi; se l’intreccio a te mi avvita di te non mi basta l’anima” tratto da Dome Bulfaro “Ossa Carne”, (Falangi incrociate, reperto n.1)
  • 10 aprile 2013 ElenaAromando-DomeBulfaro 10 aprile 2013 memoria incide e trasforma le nostre ossa e la no- stra carne; è un viaggio dalla morte alla vita. Il ritmo delle poesie è quello del respiro, è la vita che pulsa, il sangue che scorre nelle vene, il desiderio che esplode nell’urgenza dell’abbraccio. Elena Aromando attualmente studia fotografia pres- so il Master di alta formazione all’immagine contem- poranea di Modena. La sua ricerca si esprime at- traverso azioni performative, interventi sul territorio, video e fotografie, assemblaggi, segni e tracce. Mo- stre collettive: E lusine, Frac Corse, a cura di S. So- limano, L. Boscani, A. Alessandri, Corsica 2012; Lo Stato dell’Arte, Padiglione Accademie, Tese di San Cristoforo, Biennale di Venezia, a cura di V. Sgarbi, 2011; Mulhouse 010, Musée Beaux-Arts, Biennale Internazionale dei Giovani Artisti Europei, Mulhou- se, Francia, 2010; JcE Contemporary Art: Le reseau de la jeune creation europeenne, mostra itinerante europea, Montrouge, 2009. Performances: 47 kg, Biblioteca Berio, Genova, 2012; Rovi corpi nodi, Galleria Guidi&Schoen, Genova, 2010; Riconoscer- si, Galleria UniMediaModern, Genova, 2009. Dome Bulfaro è poeta, performer, artista e inse- gnante. Dal 2006 é fondatore e co-direttore artistico di PoesiaPresente. Ha pubblicato Ossa. 16 reperti (Marcos y Marcos, 2001); Carne. 16 contatti (D’IF, 2007) vincitore del Premio di Letteratura “Giancarlo Mazzacurati e Vit- torio Russo”; Versi a Morsi (Mille Gru, 2008); Mila- no Ictus (Mille Gru, 2011) da cui è stato tratto l’o- monimo spettacolo di poesia, teatro, musica; Ossa Carne (Dot.com Press, Le voci della Luna, con CD, traduzioni in inglese di Cristina Viti, 2012). Nel 2012 è stato invitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Mel- bourne (Australia) a rappresentare la poesia italiana nella XII Settimana della Lingua Italiana nel mondo dal titolo “L’Italia del futuro, l’Italia dei territori”. Suoi testi sono stati pubblicati in America (Interim, 2006) e in Scozia (Luath Press/Torino Poesia, 2009) tradotti dal poeta americano Christopher Arigo. Evento in collaborazione con PoesiaPresente (www. poesiapresente.it). Performance e Reading di poesie
  • 47Kg foto ©Alberto Navarra forse mai ci addentreremo forse seno e vagina sono punti di partenza troppo distanti dal pene ma virilismo di secoli e femminismo di anni sono passato, i due d’oro giocattoli per la prole qui ed ora come mai possiamo condividerli alla pari pari possibilità di crescere esploratori insieme donnauomo enigmi diversi dell’infinito essere umano Dome Bulfaro, tratto da “Ossa Carne”, (Tarso, reperto n.14) foto ©Emmanuele Coltellacci OssaCarne Sommo macrorganismo dall’età sterminata composto da bipedi in corsa dalle falcate contate ti accorgi della nostra presenza quando noi delle cellule che a ritmo frenetico e impercettibile si tramandano storie e canzoni primordiali così narrano e cantano in me le ossa di tutti gli uomini come in lei le stelle di tutte le donne. Certo
  • foto ©Alberto Navarra foto ©Emmanuele Coltellacci
  • Articoli e pubblicazioni Tratto da www.vorrei.org 17/04/2013 Chi è Monica Villa? Sono monzese, ho studiato alle Preziosine (il Liceo artistico privato della città, nrd), mi sono dedicata a lungo al restauro, soprattutto lapideo. Sono stata iscritta a Lettere ma non ho dato tutti gli esami. Poi, quando Emi Fontana ha aperto la sua gal- leria a Milano ho cominciato a lavorare con lei. Una collabora- zione nata nel 1993 e andata avanti fino al 2011, quando Emi ha deciso di trasferirsi definitivamente in America. É stato allora che hai deciso di metterti in proprio? In realtà ci pensavo già da un pò. Nel frattempo ho collaborato con Cart, per la quale ho curato le mostre di 4 giovani artisti. Infine, nel settembre 2012, ho aperto il mio spazio con una per- sonale di Eugenia Vanni. Ero indecisa sul luogo, perché para- dossalmente conosco meglio Milano, dove ho molti più contat- ti. Ma è anche una città satura di gallerie, mentre a Monza ce ne sono pochissime, soprattutto per come le intendo io, di ricerca e capaci di attivare sinergie. Sono soddisfatta di questi primi sei mesi perché abbiamo già raggiunto una certa notorietà, anche se lavorare qui è molto più faticoso e ancora devo conoscere i collezionisti monzesi. Parliamo delle scelte e delle selezioni di Villa Contempora- nea. Voglio che la mia sia una galleria di ricerca, sperimentale per quanto questi termini non abbiano più il senso che avevano negli anni Settanta e Ottanta. Propositiva, per cui lavoro con artisti giovani, emergenti. Italiani per ora, ma col tempo saran- no anche internazionali. Da subito ho pensato alle sinergie con altre realtà, ho organizzato delle serate con performer e arti- sti della voce come Nicola Frangione, Massimo Arrigoni, Ro- berta Galbani, Dome Bulfaro e Elena Aromando. Non ti nego di avere un debole artistico per le donne perché trovo che in genere siano più profonde, perché partono dal loro inconscio e dalle loro esperienze personali. Dopo la Vanni ho avuto in mostra Francesca Ferreri, la collettiva Tentation con la stessa Aromando, Giancarlo Marcali, Anja Puntari, Eva Reguzzoni, Elisa Rossini, Maria Lucrezia Schiavarelli, Francesco Sollazzo e Laura Santamaria, di cui questo weekend inauguriamo una nuova personale. Qual è il filo che lega le tue scelte? Io sono più vicina ad un discorso concettuale. La pittura è quella che mi interessa meno anche se non è esclusa di certo. Prediligo gli artisti giovani ma visto che ne conosco anche di storicizzati, come lo stesso Frangione e Max Marra, penso che in futuro or- ganizzerò qualcosa che metta le generazioni a confronto. Che peso ha il territorio nelle tue scelte? Non so risponderti. Io non ho grandi legami con Monza e non ho un interesse preciso, però alcuni degli artisti della galleria sono comunque del territorio. Non ne conosco molti, ma se do- vessi incontrarne capaci di stimolare il mio interesse, perché no. Com’è il mercato? Rifammi la domanda fra un pò di tempo (ride, nrd). So che anche a Monza ci sono dei collezionisti, però intanto punto molto a fiere in Italia - come Flash Art Event - e in futuro anche internazionali. La mia è una start up e come tale ancora alle pre- se con gli ovvi impegni iniziali, la ristrutturazione dello spazio, farmi conoscere... Che accoglienza stai riscontrando? C’è curiosità e interesse. Le persone stanno imparando che que- sto è uno spazio in cui vedere cose a cui non erano abituati. Certo per avere risultati ci vuole tempo. Come sono cambiate le gallerie negli ultimi vent’anni? Nei primi anni Novanta sono nate alcune delle gallerie più im- portanti ancora attive a Milano. C’era grande fermento, molto interesse, tante persone che le frequentavano. Mentre adesso, a parte che per le inaugurazioni, vedi poche persone. Allora gli artisti erano sempre presenti. Ora viviamo un momento strano, in cui le energie si sono disperse. Eppure vedo anche gente che prova a inseguire i propri sogni, le proprie passioni. Anche io mi chiedo: ma sto facendo la cosa giusta? Ci vuole molta vo- lontà, come in tutte le cose. Come sono cambiati gli artisti invece? Per fortuna di nuovi artisti ce ne sono e ce ne saranno sempre. C’è un riciclo continuo, con artisti storici che continuano a dare tanto ma anche nuovi molti interessanti. Ci sono quelli spinti più di atri e quelli sottovalutati. Oggi sono più autonomi: si au- toproducono, si promuovono da soli. Comunque sono sempre ben disposti al rapporto con noi galleristi e c’è molto spesso stima reciproca. Come è cambiata l’informazione di settore, fra digitale e freepress? Tutto viaggia alla velocità della luce, sappiamo tutto e subito. Quello che rimarrà, lo vedremo col tempo. Sinceramente abbia- mo molte più informazioni ma c’è anche tanto gossip. E assolve al suo ruolo critico? No. Tante volte si vedono solo finte recensioni, in cui manca l’analisi, in positivo o in negativo. Cosa consigli a chi volesse allora conoscere e capirci di più? Sicuramente di andare alle mostre dal vivo. Muoversi, vedere cosa succede anche fuori dall’Italia. L’arte va vissuta, non basta leggere la paginetta online. Cosa pensi di Naturales Quaestions, la mostra in corso all’Arengario di Monza? Ci sono cose interessanti e altre più scontate. É un pout pourri, c’è un pò di tutto, non è male, ma come sempre si potrebbe fare di meglio. Dopo la pausa estiva con cosa riaprirà Villa Contempora- nea? Sicuramente con Cosimo Veneziano, uno dei fondatori del grup- po Diogene, giovane artista torinese che fa un lavoro legato al territorio e al pubblico. L’ho conosciuto grazie all’opera L’epo- ca delle passioni tristi. Dopo di lui Valentina Perazzini che mi ha proposto un progetto molto bello, complesso e impegnativo. Villa Contemporanea, arte giovane. E femmina, preferibilmente Mercoledì, 17 Aprile 2013 di Antonio Cornacchia Intervista a Monica Villa a sei mesi dall’apertura della sua nuova galleria d’arte a Monza. I giovani artisti, il mercato e la passione per il concettuale e le autrici donne Aprile 2013 Con “47 Kg” di carne da macello Performance in galleria a Monza Quello che resta dev’essere un’emozione”. Il suo “47 Kg”, cioè il suo reale peso, è sintesi e progressione di un lavoro fotografico già realizzato, “21 gr”, che rappresentava parti del corpo e parlava dell’impalpabilità dell’anima così come “47 Kg” parla di carne, di corpo, di materia e lo mette in scena, “proprio di carne da macello”, dice l’artista. Ma quella carne da macello andava rappresentata nel modo più leggibile dal pubblico - “l’arte dev’essere fruibile, non devono esserci dubbi” - ed è per questo che il corpo viene sottoposto a panatura, perché il si- gnificante non dia spazio a interpretazioni, anche a costo di farlo sconfinare nella parodia. Se sai che è carne, carne e basta, allora puoi andare avanti. E leggere dentro. “E’ una forma rituale, religiosa direi, perché ha un senso di comunicazione collettiva che credo l’arte debba avere. Il corpo è letteralmente usato. Prima il corpo viene immerso nell’uovo come attraverso movimenti indotti, non volontari (figli dell’esperienza nella danza contemporanea, ndr), un esercizio fisico che poi cambia nel passaggio nel pane, che costituisce una seconda pelle, coprirsi di nuovo, mettere qualcosa tra sé e il resto: una difesa di fronte ai traumi. Che non lascia la porta chiusa all’altra metà di sè - anima, spirito, comunque lo si voglia chiamare - “perché si tratta comunque di condivisione, e non riguarda solo il corpo”. Così come non di solo corpo parla il poeta monzese Dome Bulfaro, che anticiperà la performance di Elena Aro- mando con un reading di “Carne ossa”, il volume pubblicato lo scorso anno da Le voci della luna, dove “bevi le mie cosce senza chieder se ho rimorsi nelle fibre” non dimentica che “le poesie sono di chi se le beve” e che “le poesie ti affacciano nel precipizio della pulsazione”. Ora: si può restare appesi dietro ai propri mezzi ghigni oppure esserci, mercoledì 10 aprile, alle 21 in via Bergamo 20. Poi decidere. E magari un giorno, come dopo una presentazione di Duchamp, dire: bé, io c’ero. Massimiliano Rossin Monza - Il problema vero è stare a chiedersi perché. Nella selva di sorrisi e di nasi arricciati che seguono l’annuncio dell’intenzione - come se tutti avessero già in tasca il grimaldello interpretativo dell’arte contem- poranea, come se appena sopra quei mezzi ghigni ci fossero davvero degli occhi che si siano mai presi la briga di leggere due righe di arte negli ultimi dieci anni - si nasconde al più grassa ignoranza. Almeno, l’idea che arte sia quello che hanno letto sui libri delle medie. Poi i tempi sono cambiati - erano già cambiati ai tempi dei loro libri delle medie - ma nono- stante tutto oggi si sentono in dovere di giudicare senza vedere. E’ successo a Maria Abramovic, d’altra parte, eppure molti di loro l’anno scorso erano a Milano a litigare per un posto alle sue performance. E’ successo a Marcel Duchamp, davanti al suo orinatoio rovesciato e firmato Mutt, ma ora andrebbero a guardarlo e non ne metterebbero mai dubbio la realtà artistica. A meno di non passare per idioti, ma è un altro discorso. Prima di Duchamp gli impressionisti, prima di loro chiunque ab- bia rotto con l’estetica già storicizzata. Una performer mercoledì sera alla galleria d’arte Villa contemporanea si impanerà. Nessun errore: passerà il suo corpo prima nell’uovo (tanto) e poi nel pangrattato (tanto). La performance si chiama “47 Kg” ed è un’azione ese- guita da Elena Aromando. Stare a chiedersi perché è già un errore di prospettiva. E lo dice lei stessa, genovese, ventinove anni da qualcosa meno di un mese: “Non si deve spiegare, non si deve raccontare durante la perfor- mance: altrimenti l’avrei scritta e poi letta. Anche un reading di Dome Bulfaro alla galleria Villa contemporanea di Monza. Elena Aromando in 47 Kg, in programma alla galleria Villa contemporanea di Monza. Articoli e pubblicazioni Tratto da “Il Cittadino” 04/04/2013 pag.54 Aprile 2013
  • Laura Santamaria (Monza, 1976) espone per la prima volta nella sua città natale e torna ad usare due elementi a lei cari, i pigmenti e il ne- rofumo. “Linea fiammeggiante” è il titolo della personale che evoca immediatamente l’immagine visiva del fuoco, elemento che Laura conosce molto bene. La tecnica detta del “nerofumo”, infatti, é pro- pria di Laura; a partire dalla sua prima opera, l’installazione permanente sul soffitto della Fondazione Spinola Banna per l’Arte a Poiri- no (To) nel 2008, l’artista ha consolidato questa pratica fino a renderla distintiva e ad usarla con una padronanza magistrale. La “linea fiammeggiante” delimita uno spazio oltre il quale modifichiamo la nostra percezio- ne, viviamo un’esperienza emozionale legata ai nostri sensi. La fiamma veicola le emozioni e dà corpo all’in- visibile, la linea vibra in un movimento irregola- re che traccia segni circolari di nerofumo. Laura è attratta dall’impermanenza, dalle pos- sibilità casuali: sceglie di lavorare con elementi mutevoli, volatili, come i pigmenti che sono in continua trasformazione. Seppure astratte le sue composizioni hanno un forte riferimento alla pittura romantica di paesaggio; come per i pittori romantici, infatti, il paesaggio di Laura è simbolico, filtrato dalla memoria e dal ricordo, evoca visioni. Lo sguardo va oltre l’orizzonte, oltre la distanza prospettica, verso un processo creativo, una nuova alchimia composta da materiali ed emozioni vissute. “Il mio processo creativo è aperto all’imprevisto, che con le sue coincidenze e rivelazioni confer- ma quanto l’arte possa andare più lontano dalle volontà personali”. In mostra, oltre ad una nuova serie di pigmen- ti e nerofumo su carta, è presente anche una scultura di cristalli di selenite. Il richiamo a “Il mare di ghiaccio” (1824) di Caspar David Frie- drich, è immediato. I cristalli qui si fanno reali, tridimensionali e anch’essi sono “fiammeggian- ti” perché mandano bagliori, la luce li attraversa e li fa vibrare. Laura si fa moderno demiurgo, i suoi elementi naturali (fuoco, pigmenti, minerali e metalli) sono modellati e plasmati secondo un nuovo ordine emozionale e sensoriale. E’ nella spiritualità e nel modo di intendere il paesaggio che la poetica di Laura si incontra con quella di Jacopo Casadei (Cesena, 1982), artista invitato da Laura stes- sa e presente in mostra con un’opera in dialogo con la scultura. La sua pittura onirica e visionaria, dà voce e corpo alle tensioni e alle pulsioni; siamo di fronte ad un paesaggio interiore fatto di emozioni ed esperienze vissute. L’esplosione dei colori ci investe e stimola in noi ricor- di assopiti. La sua pennellata vibrante e sinuosa si av- vicina alla linea irregolare di Laura ma é nello sguar- do “fiammeggiante” che i due artisti si incontrano: uno sguardo pieno d’ardore. 19 aprile - 15 giugno 2013 Linea Fiammeggiante Laura Santamaria - Jacopo Casadei viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VILLACONTEMPORANEA VillaContemporanea presenta laura santamaria linea fiammeggiante guest artist jacopo casadei inaugurazione venerdì 19 aprile 2013 dalle ore 18.30 La mostra proseguirà fino al 15 giugno 2013 da martedì a sabato dalle ore 15 alle 19 Immagine elaborata dall’originale tratta dal libro di Carlo Fontana “Utilissimo trattato dell’acque correnti diviso in tre libri, nel quale si notificano le misure, ed esperienze di esse. I giuochi, e scherzi, li quali per mezzo dell’aria, e del fuoco, vengono operati dall’acqua…” (1696). Aprile 2013 Laura Santamaria Jacopo Casadei “Linea Fiammeggiante” è il nome che è stato scelto per la mostra, ed è anche il nome di una circostanza che ha raccolto tante persone, che hanno: comunicato, riflettuto, lavorato, partecipato, visto, sentito, scritto…in una parola: condiviso. Ciò che raccolgo in questa pagina di diario e che scrivo, coinvolgendo anche voi che state leggendo, è il valore primo che attribuisco al momento: la condivisione, quale essenza, spirito e materia tra noi. Laura Santamaria ‘’… uno strano solido che sarebbe risultato dal riempimento del vuoto determinato dall’accostamento di tre sfere uguali” tratto da Piero Chiara “Il cappotto di astrakan” Per me la scoperta di un nostro nuovo cosmo. Jacopo Casadei foto ©Elide Brunati
  • 19 aprile - 15 giugno 2013 the landscape, that Laura’s poetic disposition meets that of Jacopo Casadei’s (Cesena, 1982), the artist whom she herself invited and presents in the exhibition with a piece of work which dialogues with the sculpture. His dreamlike and visionary painting, voices and embodies tensions and inner urges; we are facing an interior land- scape made up of emotions and lived experiences. The explosion of colours overwhelms us and brings back dor- mant memories. His vibrating and sinuous brushstrokes approach Laura’s irregular line but it is in the “fiery” look that these two artists meet: a look full of enthusiasm. Biographies Laura Santamaria born in Monza 1976. Her works were exhi- bited in various art centres, particularly: her personal exhibition “Linea Fiammeggiante” Villa Contemporanea Monza (2013) - “Trilogie des Loches” - Kunstraum space t27, Berlin, (2012), “Geode” - Palazzo Ducale, Genoa (2012), “Hypneroantipode- slapsus” - Mars, Milan (2011) “Lo Spirito della Casa” - Bor- govico 33, Como (2005); and in important international group exhibits such as “Plener”, Museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow, Katowice, Poland; “JCE - Jeune Creation Europe- enne”, Salone Itinerante di Arte Contemporanea; “BIJCEM – Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo”, Castel Sant’Elmo, Naples. In 2012 the residence and public talk at the Kunstverein Neu- kolln, Berlin. She was furthermore invited to a post-university training course in contemporary art set up by the Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino (To) and held by Master Jorge Peris (2008/09). Among the various workshops she took part in: “Media in Flux” with Geoffrey Hendricks (2004) and theAdvanced Course in Vi- sual Art at the Fondazione Antonio Ratti, the visiting Professor was Giulio Paolini (2002). Her works have been recently bou- ght by the Fondazione Artphilein for a collection of visual art. Jacopo Casadei born in Cesena 1982, where he lives and works. He obtains his diploma in painting at the Academy of Fine Arts in Ravenna. His personal exhibitions: 2011 “Onironauti” organized by I. Quaroni, GiaMaArt Studios, Vitulano (BN), “I can’t take my eyes off you”, Mars, Milan (with Daniele Carpi); 2010 “All my friends were metalheads”, Zelle contemporary art, Palermo. Among the collective exhibitions: ‘’Bianca feat. Mars’’, Bianca gallery, Palermo; “And white: is another word for milk’’, orga- nized by M. Fabbri, Museo delle Cappuccine, Bagnacavallo (RA); “Mars mission’’, Geh8, Dresda; ‘’On cloud seven’’, Cars, Omegna (VB); 2011: ‘’Studiovisit.it’’, organized by A. Bruciati – E. Comuzzi, GC. AC., Monfalcone (GO); ‘’Fault evidence of desire ‘’, organized by A. Bruciati, Neon>campobase, Bologna; ‘’Archiviazioni’’ , organized by L. Presicce, Laboratorio di Arte e Architettura, Lecce; 2010: ‘’Premio Lissone’’, Museum of Modern Art of Lissone, Lissone; ‘’cARTacea’’, organized by A. Morandi, Gallery Delle Battaglie, Brescia; ‘’Sweet Sheet III” organized by F. Lupo, Zelle contemporary art, Palermo. Col- laborations: “Linea Fiammeggiante” feat Laura Santamaria at Villa Contemporanea Monza (2013) Residenze: 2012 Cars, Omegna. Laura Santamaria - Jacopo Casadei Laura, Francesco Fossati, Monica 19 aprile - 15 giugno 2013 Biografie Laura Santamaria è nata a Monza nel 1976. Vive e la- vora tra Como e Milano. Le sue opere sono state esposte in vari centri d’arte, in particolare: la mostra personale “Linea Fiammeggiante” Villa Contemporanea Monza (2013) - “Trilogie des Lo- ches” – presso lo spazio Kunstraum t27, Berlin, (2012), “Geode” - Palazzo Ducale, Genova (2012), “Hypnero- antipodeslapsus” - Mars, Milano (2011) “Lo Spirito del- la Casa” - Borgovico33, Como (2005); ed in esposizioni collettive di rilievo internazionale come “Plener” Museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow, Katowice, Polo- nia; “JCE - Jeune Creation Europeenne” Salone Itine- rante di Arte Contemporanea; “BIJCEM – Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo”, Castel Sant’Elmo, Napoli. Nel 2012 la residenza e public talk presso Kunstverein Neukolln, Berlino. Inoltre è stata invitata al corso di formazione post-univer- sitaria sull’arte contemporanea della Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino (To) con il Master Jorge Peris (2008/09). Tra i vari workshop a cui ha partecipato “Me- dia in Flux” con Geoffrey Hendricks (2004); ed il Corso Avanzato di Arti Visive, Fondazione Antonio Ratti, Visi- ting Professor Giulio Paolini (2002). Le sue opere sono state recentemente acquisite per la collezione di arti visive della Fondazione Artphilein. Jacopo Casadei è nato a Cesena nel 1982, dove vive e lavora. Si diploma in pittura presso l’Accademia di Ra- venna. Sue mostre personali: 2011: “Onironauti’’, a cura di I.Quaroni, GiaMaArt studio, Vitulano (BN); ‘’I can’t take my eyes off you’’ , Mars, Milano (con Daniele Carpi); 2010: ‘’All my friends were metalheads ‘’, Zelle arte con- temporanea, Palermo. Tra le collettive: 2012 ‘’Bianca feat. Mars’’, galleria Bian- ca, Palermo; ‘’E bianca: una parola diversa per dire lat- te’’, a cura di M. Fabbri, Museo delle Cappuccine, Ba- gnacavallo (RA); “Mars mission’’, Geh8, Dresda; ‘’On cloud seven’’, Cars, Omegna (VB); 2011: ‘’Studiovisit.it’’, a cura di A. Bruciati – E. Comuzzi, GC. AC., Monfalco- ne (GO); ‘’Difetto come indizio di desiderio ‘’, a cura di A. Bruciati, Neon>campobase, Bologna; ‘’Archiviazioni’’, a cura di L. Presicce, Laboratorio di Arte e Architettura, Lecce; 2010: ‘’Premio Lissone ‘’, Museo d’arte moderna di Lissone, Lissone; ‘’cARTacea ‘’, a cura di A. Moran- di, Galleria Delle Battaglie, Brescia; ‘’Sweet Sheet III ‘’ a cura di F. Lupo, Zelle arte contemporanea, Palermo. Collaborazioni: “Linea Fiammeggiante” con Laura Santa- maria presso Villa Contemporanea Monza (2013) Residenze: 2012 Cars, Omegna. Translations Laura Santamaria (Monza, 1976) exhibits in her native town for the first time.She returns to the use of two ele- ments dear to her, pigments and blacksmoke. “Fiery Line” is the title of her personal exbition which im- mediately evokes fire, an element very well known to Laura. The technique called “blacksmoke” is in fact Laura’s; right from her very first work, the permanent positioning on the ceiling of the Foundation Spinola Banna for Art in Poirino (Torino) in 2008, the artist consolidates this tech- nique to the point of rendering it distinctive and used with great mastery. The “fiery line” defines a space beyond which we adapt our perception and live an emotional experience con- nected to our senses: the flame conveys emotions and embodies the invisible, the line quivers in irregular mo- tions tracing in blacksmoke circular signs. Laura is attracted by transience and casual possibilities: she choses to work with changing and volatile elements such as pigments which are in continuous transforma- tion. Even though her compositions are abstract, they have a strong reference to paintings of romantic landscapes; in fact Laura’s landscapes similar to that of romantic paint- ers, are symbolic, filtered from memory and recollections, conjuring up visions. The gaze goes beyond the horizon, beyond the perspective distance, towards a creative pro- cess, a new alchemy composed of experienced materi- als and emotions. “My creative process is open to the unexpected, which together with its coincidence and revelations confirms how much art can go further than personal wishes”. In addition to a new series of pigments and blacksmoke on paper, the exhibition has a sculpture of crystals of sele- nite. It recalls immediately, Caspar David Friedrich’s “The sea of ice” (1824). The crystals here take on real forms, tridimensional forms which are also “fiery” because they sparkle and when the light goes through them, it makes them shimmer. Laura becomes a modern demiurge, her natural elements (fire, pigments, minerals and metals) are modelled and moulded according to a new emotional and sensorial order. Itisbyvirtueofherspiritualityandthewayofunderstanding Linea Fiammeggiante Laura Santamaria - Jacopo Casadei
  • foto ©Elide Brunati Astronomia per amanti (Omaggio a Y.K.) 2013 - pigmenti, minerali, polvere di metallo e madreperla su carta cm. 111,5x81x4 incorniciato Astronomia per amanti 2013 - pigmenti, minerali, polvere di metallo e madreperla su carta cm. 111,5x81x4 incorniciato Laura, Daniele Arosio, Jacopo foto ©Elide Brunati 19 aprile 2013 LineaFiammeggiante Blacksmoke series 2012 - nerofumo su carta cangiante cm. 78x58x4 incorniciato Blacksmoke series 2012 - nerofumo su carta cangiante cm. 78x58x4 incorniciato Lorenza Boisi, Laura Santamaria, Elide Brunati foto ©Elide Brunati
  • Cane a due teste 2013 - olio su tela, cm.60x50 Laura Santamaria Io nell’orbita di Giove 2012 - cristalli di selenite e lega metallica, cm. 70x70 circa Astronomia per amanti 2013 - pigmenti, minerali, polvere di metallo e madreperla su carta cm. 111,5x81x4 incorniciato Astronomia per amanti 2013 - pigmenti, minerali, polvere di metallo e madreperla su carta cm. 111,5x81x4 incorniciato foto ©Elide Brunati Nella tempesta, non ho altri occhi 2013 - olio su tela, cm. 70x60 Jacopo Casadei foto ©Elide Brunati foto ©Elide Brunati
  • www.Artestetica.org 19/04/2013 www.cerchiomagazine.com giugno 2013 Laura Santamaria dedica da anni il proprio lavoro a una raffinata ricerca sulla materia. La sua purezza evade da ogni genere di dogmatismo e di didascalismo, di ritualità e confine e si esprime attraverso la pittura, l’installazione, la scultura e la fotografia cogliendo le possibilità create dalla fusione delle tecniche. Laura Santamaria scopre viaggiando le nuove materie che lavora per portare in superficie l’essenza di un luogo, di una cultu- ra, di una società. E attraverso queste esprime se stessa. Colpisce la sapienza di Laura nell’utilizzo dei pigmenti naturali: i suoi recenti lavori su carta trasmettono raffinatezza, equilibrio ed emozione attraverso le polveri che - a seconda dei casi - lottano, danzano o si abbracciano. Ogni lavoro mostra una sfaccettatura di Laura che - dotata di profonda sensibilità - coglie e modella per condividere i propri stati d’animo attraverso e con la materia. M’interessa la zona che gli occhi vedono anche se guardano altrove. Lì guardo, alla zona sfuggente che gli occhi non percorrono in ogni dettaglio, ma che conoscono. Lo sfocato, la distanza, la memoria sono l’orizzonte entro cui si svolge la mia ricerca. Lo stato emotivo, la percezione sensoriale sono i termini in cui scelgo di indagare la relazione tra me e il paesaggio, tra me e me, tra me e l’altro. Laura Santamaria É possibile visitare la mostra Linea Fiammeggiante INAUGURAZIONE 19 APRILE 2013 ALLE ORE 18.30 presso la Galleria Villa Con- temporanea Via Bergamo, 20 20900 Monza (MB) 22 Aprile - 15 giugno 2013, da martedì a sabato dalle ore 15 alle 19 o su appuntamento. Sensibilità materiale Rifrazioni luminose nella mostra di Laura Santamaria Elide Brunati Andrea Lacarpia L.S.01 - Untitled - 2013, pigmenti e minerali su carta(100x70 cm) Credit photo: Elide Brunati Articoli e pubblicazioni Aprile 2013 L’elaborazione grafica realizzata dall’artista per la locandina esprime appieno i contenuti del nuovo progetto che Laura San- tamaria ha pensato per lo spazio di Villa Contemporanea: in essa una luminosa linea orizzontale attraversa un’immagine che a prima vista sembra tratta da un manuale d’alchimia, mentre, come rivelato dal comunicato stampa, risulta appartenere ad un testo della fine del ‘600 dedicato ai giochi d’acqua realizzati mediante l’utilizzo dell’aria e del fuoco. La volontà di utilizzare le forze più elementari per ricreare i prodigi della natura è uno degli aspetti tipici nell’architettura barocca, concretizzatosi nel virtuosismo ingegneristico che imita le forme naturali, come nel caso delle numerose fontane realizzate tra il 1600 e il 1700. Nonostante la possibilità d’incanalare in condotti artificiali le spontanee energie dinamiche, fissare tali forze in una stabilità fisica è impossibile, seppur immaginabile a livello metafisico. Nel perpetuo dinamismo di causa-effetto che trasforma ogni ef- fetto in una nuova causa, si legge l’ordinamento impermanente dell’esistenza. Di tale fatalità del movimento perpetuo Laura Santamaria fa la propria cifra stilistica, utilizzando materiali che tendono alla volatilità: il fuoco (del quale restano le tracce nero- fumo), i pigmenti e le polveri in genere. La metamorfosi delle forme naturali, apparentemente imprevedibile, può comunque essere delineata in un ordine cosmico percepibile attraverso la contemplazione: una linea luminosa che pur riprendendo la orizzontalità della classica rappresentazione del paesaggio, ne suggerisce un orizzonte più alto, etereo, di pura luce. La mostra presenta tre diverse tipologie di opere, alcune delle quali inedi- te, in un allestimento semplice che invita all’osservazione delle opere con un senso di discreta meraviglia, senza monumentali- smi o immagini visivamente troppo aggressive. La prima sala contiene una serie di carte sulle quali affiorano superfici lunari con crateri fomati da pigmenti e polveri di diversi pesi e colo- razioni, tra le quali prevalgono sempre i cangianti toni metallici e madreperlacei tipici dell’artista. Le rimanenti carte accolgono più impalpabili tracce nerofumo impresse con il fuoco, orga- nizzate in forme concentriche come tracce di un’energia che si propaga da un centro che può essere immaginato come la coscienza impersonale o più semplicemente come un luogo nel quale qualcosa accade, coinvolgendo ciò che gli è intorno. Le sfumature create con il fuoco sulla carta ricordano le impres- sioni fotografiche su carta emulsionata, ribadendo l’importanza che ha la luce e la sua modulazione in chiave pittorica nel lavo- ro di Laura Santamaria. La rifrazione luminosa è presente, sotto forma di piccoli e vibranti tocchi di colore, anche nell’opera di Jacopo Casadei, guest artist che Laura Santamaria ha voluto includere nell’allestimento della seconda sala, in dialogo con una propria scultura realizzata con cristalli di selenite uniti da collegamenti in lega metallica. L’allusività dei materiali della scultura unita alla visionarietà tra figurazione e astrazione del dipinto di Jacopo Casadei rende particolarmente efficace il dia- logo tra le due opere, unite in una sorta di paesaggio mentale nel quale la realtà si svela attraverso le proprie stesse illusioni. Astronomia per amanti 2013 - pigmenti, minerali, polvere di metallo e madreperla su carta cm. 111,5x81x4 incorniciato Blacksmoke series 2012 - nerofumo su carta cangiante cm. 78x58x4 incorniciato dettaglio di Astronomia per amanti foto ©Elide Brunati
  • Articoli e pubblicazioni Giugno 2013 amamonza in arte Giovedì 06 giugno 2013 Apertura straordinaria delle gallerie d’arte di Monza, in occasione dell’inaugurazione del- la Biennale Giovani 2013 allestita al Serrone della Villa Reale. Ecco l’elenco delle gallerie che prolungheranno fino alle 23.00 il consueto orario di apertura dei loro spazi nella serata di giovedì 06 giugno 2013: 1. GALLERIA ANTOLOGIA Via Zucchi 14 - t. 0392301281 www.galleriaantologia.it “Good News” 06 giugno - 21 luglio 2013 In rassegna opere scelte di alcuni artisti italiani tutti rico- nosciuti dalla critica ufficiale. Il percorso mostra si sno- da tra diversi linguaggi visivi, dai c-print fotografici delle “Metropoli del Futuro” di Francesco JODICE, alle sculture neo kitsch di Andrea BIANCONI alle quali si contrappon- gono bronzi e terracotte “neofigurativi” di Livio SCAR- PELLA. Di Giovanni FRANGI una serie di opere su carta di assoluta eleganza e raffinatezza. Di Davide LA ROCCA le tele “fotorealiste” interrogano, nel modo che più lo con- traddistingue, le possibilità della pittura di dialogare con le tecniche dell’immagine fotografica, elettronica e digita- le. Chiudono il percorso le armoniche “interpretazioni oni- riche” di Sandro CHIA. 2. GALLERIA CART Via Sirtori 7 - t. 039329101 www.galleriacart.com DACIA MANTO “Luciferase” + “Omaggio a Dadamaino” Fino al 16 giugno 2013 La Galleria Cart propone, oltre alla mostra personale “Lu- ciferase” di Dacia Manto, un “Omaggio a Dadamaino”, in concomitanza con la mostra “Confronti” (con Castellani, Uklanski e Dan Colen) alla Gamec di Bergamo, la perso- nale al Palazzo delle Stelline a Milano e l’ampia antologia al Museo di Digione. Nell’occasione vengono presentate una decina di opere dell’artista, tra cui un “Volume” nero del 1958/59, un grande lavoro della serie “Alfabeto della mente” del 1979/80 di oltre 2 mt. e lavori della più recente produzione. 3. LEOGALLERIES Via De Gradi 10 - t. 0395960835 www.leogalleries.com TULLIO CRALI/ALDO DAMIOLI “Una finestra su Parigi” 08 giugno - 06 luglio 2013 LeoGalleries presenta un progetto espositivo inedito che mette a confronto le rappresentazioni di Parigi di due artisti che hanno ritratto la città a distanza di mez- zo secolo l’uno dall’altro. Tullio Crali (1910-2000) è sta- to un futurista e un aeropittore che ha vissuto nella Ville Lumiére negli anni `50, e ne ha testimoniato il ricordo vivido con numerosissimi disegni su carta. Aldo Damio- li (nato a Milano nel 1952) ha recentemente dedicato a Parigi una serie di opere a olio su tela che della grande città descrivono con toni vagamente malinconici - come per Crali - alcuni scorci “minori”, più intimi e nascosti. 4. LUCA TOMMASI Via Da Vinci / angolo Piazza Duomo - t. 039360006 www.lucatommasi.it MARIA MAGDALENA CAMPOS PONS “Transparency” 08 giugno - 4 luglio 2013 Dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia del 2001, l’artista è stata invitata anche all’edizione 2013. Esporrà nel padiglione Cuba, sua terra natia, nella splendida corni- ce del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, Palazzo Reale, Piazza San Marco 17. L’8 giugno sarà a Monza per inaugurare una serie di carte. L’artista nel 1998 fu prota- gonista di una personale al MOMA di New York dal titolo “Spoken softly with Mama”. 5. MONTRASIO ARTE Via Carlo Alberto 40 - t. 039321770 www.montrasioarte.com GIOIELLI D’ARTISTA. MARIO BALLOCCO • POL BURY • FAUSTO MELOTTI Fino al 15 giugno L’esposizione presenta oggetti di gioielleria che mostrano una parte meno nota della produzione artistica assonanza con i lavori di pittura o scultura degli stessi. 6. VILLACONTEMPORANEA Via Bergamo 20 - t. 039384963 www.villacontemporanea.it LAURA SANTAMARIA “Linea Fiammeggiante” + JACO- PO CASADEI Fino al 15 giugno Laura Santamaria (Monza 1976) prosegue la sua ricerca sulle tecniche a lei più congeniali, il nerofumo e l’uso dei pigmenti, ma per la prima volta le sperimenta su carta. Seppure costretti su una superficie bidimensionale, i pig- menti mantengono la loro volatilità, si muovono e si depo- sitano sul vetro o all’interno della cornice, creando nuove forme impreviste che ben si confrontano con i segni cir- colari creati dalla fiamma nella tecnica del nerofumo. In dialogo con l’opera di Laura viene presentato un olio su tela dell’artista Jacopo Casadei (Cesena, 1982). inaugurare una serie di carte. L'artista nel 1998 fu protagonista di una personale al MOMA di New York dal titolo “Spoken softly with Mama”. 5. MONTRASIO ARTE via Carlo Alberto 40 - t. 039321770 www.montrasioarte.com GIOIELLI D’ARTISTA. MARIO BALLOCCO • POL BURY • FAUSTO MELOTTI Fino al 15 giugno L’esposizione presenta oggetti di gioielleria che mostrano una parte meno nota della produzione artistica di Ballocco, Bury e Melotti. Opere particolari, poco conosciute al grande pubblico dialogano in perfetta assonanza con i lavori di pittura o scultura degli stessi. 6. VILLACONTEMPORANEA Via Bergamo 20 - t. 039384963 www.villacontemporanea.it LAURA SANTAMARIA “Linea Fiammeggiante” + JACOPO CASADEI Fino al 15 giugno Laura Santamaria (Monza, 1976) prosegue la sua ricerca sulle tecniche a lei più congeniali, il nerofumo e l'uso dei pigmenti, ma per la prima volta le sperimenta su carta. Seppure costretti su una superficie bidimensionale, i pigmenti mantengono la loro volatilità, si muovono e si depositano sul vetro o all'interno della cornice, creando nuove forme impreviste che ben si confrontano con i segni circolari creati dalla fiamma nella tecnica del nerofumo. In dialogo con l'opera di Laura viene presentato un olio su tela dell’artista Jacopo Casadei (Cesena, 1982). Articoli e pubblicazioni Tratto da “Il Cittadino” 25/04/2013 pag.47 Aprile 2013 Aperta a Villa Contemporanea in via Bergamo la prima personale monze- se dell’artista. La sua tecnica è la sua impronta: il nerofumo. elementi primari, il nerofumo – con quel tanto di atavico che lo accompagna – e i pigmenti, che precedono la pittura, oppure quella selenite in cri- stalli usata per la scultura che ha un ascendente di- retto nel “Mare di ghiaccio” di Caspar Friedrich, racconta la presentazione della mostra nella gal- leria di Monica Villa. Ed è la scultura che dialoga direttamente con l’opera dell’artista ospite, Jaco- po Casadei, che con Santamaria parla la stessa lingua fatta di spiritualità e di lettura mentale del paesaggio. Gli artisti Genova, Berlino e Milano Le loro mostre più recenti Laura Santamaria è monzese ma è la prima vol- ta che espone nella sua città. Nata nel 1976, vive e lavora oggi tra Milano e Como. Tra le mostre più recenti e importanti si contano la personale “Trilogie des Loches” allo spazio Kunstraum t27 di Berlino, “Geode” al Palazzo Ducale di Geno- va lo scorso anno e “Hypneroantipodeslapsus” a Mars di Milano nel 2011. E ancora “Lo Spirito della Casa” al Borgovico 33 di Como nel 2005. Tra le collettive “Plener” al museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow di Katowice in Po- lonia e “JCE – Jeune Creation Europeenne” al Sa- lone intinerante di arte contemporanea, oppure la “Bijcem – Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo” a Castel Sant’Elmo di Napo- li. Lo scorso anno si è guadagnata la residenza e il public talk al Kunstverein Neukolln sempre a Berlino. «Inoltre è stata invitata al corso di for- mazione post-universitaria sull’arte contempora- nea della Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino con il master Jorge Peris – racconta la galleria diretta da Monica Villa in via Bergamo a Monza – e ha partecipato al corso avanzato di arti visive, della Fondazione Antonio Ratti, con visi- ting professor Giulio Paolini». Le sue opere sono state recentemente acquisite per la collezione di arti visive della Fondazione Artphilein. Il guest artist della mostra, Jacopo Casadei, è nato a Ce- sena nel 1982, dove vive e lavora, e si è diplomato all’Accademia di Ravenna. Tra le personali “Oni- ronauti”, a cura di Ivan Quaroni, al GiaMaArt stu- dio di Vitulano, oppure “I can’t take my eyes off you” al Mars e infine “All my friends were me- talheads” a Zelle arte contemporanea di Palermo. Le collettive più recenti in cui sono state esposte le sue opere sono “Bianca feat. Mars” allestita alla galleria Bianca di Palermo, “E bianca: una parola diversa per dire latte” al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo e fuori dai confini italiani “Mars mission” al Geh8 di Dresda. Massimiliano Rossin magine ferma nel bagaglio mnemo- nico individuale e per questo eterna. Così come permanenti sono i segni che lascia, «molto più di altri materia- li», osserva Laura Santamaria. Poi c’è la rarefazione, la scivolosità che la fa vivere, che suona il ritmo del suo pas- saggio e «si trasforma in impermanen- za: non devono esserci punti fermi – racconta l’artista – mi piace pensare al mio lavoro come alla musica, che non esiste se immobile, fissa, esiste soltan- to nel suo scorrere», nello scivolo ne- cessario fino alla fine del suo percorso, come fa la fiamma sulla carta mentre lascia il nerofumo. Il risultato, l’opera, avviene allora solo se istantaneamente identificata con il corpo di chi la crea, «così che l’arte non esiste se non in funzione di un processo performati- vo», anche quando quel processo va stabilito per sottrazione, per assenza, come lascito del corpo come lascito è il nerofumo per il fuoco. «Non si vede, lo si deduce e ripercorre dal risultato», così come era successo con “Hypne- roantipodeslapsus”, l’opera presentata al Mars di Milano e poi a Berlino con una suggestione dall’Hypnerotoma- chia Poliphili attribuita a Francesco Colonna, stampato da Aldo Manuzio alla fine del 1400: la battaglia ero- tica in sogno questa volta è il corpo a corpo dell’artista con la materia. La materia Il percorso di riduzione all’essenzia- le del segno è fissato dalla ricerca nei materiali che lo rappresentano, che si sono assottigliati negli ultimi anni agli Esiste un’idea, esiste un mezzo, esiste un punto di contatto tra l’idea e il mez- zo. E poi tutte le variabili che il caso è disposto a metterci in mezzo. L’idea, per esempio: un paesaggio. Che non è quello che lo sguardo abbraccia e nem- meno quello che dell’ultimo orizzonte il guardo esclude: è l’opposto, quello che lo sguardo ha incluso e ha subli- mato. Allora così: è l’idea di un pae- saggio, il paesaggio che l’esperienza ha totalizzato, un algoritmo di immagini e percezioni, che la memoria lascia come un’impronta un po’ più in là dell’oriz- zonte fisico diventando astrazione. Le tracce La stessa impronta lasciata dal nerofu- mo – il mezzo – generato da una fiamma su una carta che ha assorbito pigmenti naturali. Insieme fanno materia e segno, tracce: gli elementi primari che Laura Santamaria manovra fisicamente per dare corpo alle sue opere. È tutto quello che avviene intorno e dopo una “Linea fiammeggiante”, titolo e sintesi della personale che la galleria Villa Contem- poranea di via Bergamo 20 le dedica fino al 15 giugno (dopo l’inaugurazione di venerdì scorso la mostra è visibile da martedì a sabato dalle 15 alle 19), of- frendo per la prima volta all’artista nata a Monza una mostra nella sua città nata- le. Perché la linea fiammeggiante è allo stesso tempo prima e dopo l’azione: è l’orizzonte immaginario della rappre- sentazione che pulsa nel calore di una fiamma e di tutto quello che è in grado di lasciare, una tecnica affinata dall’artista a partire dall’installazione permanente alla Fondazione Spinola Banna per l’ar- te a Poirino nel 2008. Sono due elemen- ti opposti ma non in contraddizione. Fermo e fluido Da una parte la fiamma, che è appunto l’ideadelfuoco,disponibileatutti,un’im-
  • Villa Contemporanea è lieta di presentare un grande protagonista della musica che ci racconterà del suo grande amore x l’arpa e della sua esperienza di compositore. Una serata dedicata alla musica, non solo attraverso le splendide note dell’arpa ma anche attraverso i suoi racconti, per ripercorrere la sua carriera e la sua formazione musicale. Vincenzo Zitello (Modena, 1956) arpista, compositore e concertista, si dedica da giovanissimo allo studio della musica suonando dapprima flauto traverso, viola e violino. Primo divulgatore e pioniere in Italia dell’arpa celtica, dal 1977 si dedica allo studio della musica bretone con gli arpisti Dominig Bouchaud e Marianning Larc’Hantec e dal 1980 è allievo di Alan Stivell, di cui è considerato l’erede musicale, perfezionandosi in arpa bardica e canto gaelico. Ha pubblicato otto dischi come solista e ha collaborato con i maggiori artisti della scena musicale italiana ed internazionale come Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Alice, Tosca, Rossana Casale, Teresa De Sio. E’ stato premiato come Arpista Emerito della musica Irlandese. La sua formazione di tipo classico, è stata progressivamente ampliata, attraverso un articolato percorso artistico che lo ha portato ad approfondire diversi linguaggi musicali, ottenendo un risultato personalissimo che afferma una nuova e inconfondibile identità musicale ricca di sfumature e contaminazioni che attraversa la musica Celtica, Africana e Orientale. Nei suoi concerti Vincenzo utilizza, spesso, due arpe che vengono suonate in alternanza, l’arpa celtica e l’arpa bardica, due strumenti della tradizione Gaelica con caratteristiche espressive e sonore diverse. Esperto conoscitore di strumenti differenti, Vincenzo li ha studiati per aprirsi alle diverse culture; dalle corde delle sue arpe si mescolano le atmosfere ed i suoni del mediterraneo con il fascino delle melodie nordiche. La musica è parte dell’uomo; è la chiave per conoscere l’umanità intera e per comprendere la nostra origine. Le sue sonorità rievocano la forza della vita, un intimo percorso attraverso i sensi e le emozioni fino alle radici ancestrali della musica, in un’atmosfera sospesa tra passato e presente. “L’arpa raccoglie attraverso uno strano compimento ancestrale il suono della terra che va verso il cielo e l’infinito”. Prosegue negli spazi della galleria la personale di Laura Santamaria “Linea Fiammeggiante” con la partecipazio- ne di Jacopo Casadei. 7 giugno 2013 Discorsi intorno all’arpa Vincenzo Zitello viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VillaContemporanea presenta Vincenzo zitello Discorsi intorno all’arpa venerdì 7 giugno 2013 dalle ore 21 Serata Musicale VillaContemporanea Giugno 2013 Vincenzo Zitello “L’arpa raccoglie attraverso uno strano compimento ancestrale il suono della terra che va verso il cielo e l’infinito” Vincenzo Zitello foto ©Massimo Tecchia
  • foto ©Massimo Tecchia foto ©Massimo Tecchia 7 giugno 2013 Discorsiintornoall’arpa foto ©Massimo Tecchia
  • … i lavori dei pigmenti sono per la prima volta su carta, di solito realizzo installazioni in spazi molto grandi ed ampi, lascio che i pigmenti cadano e si comportino spon- taneamente assecondando il loro peso ed il movimento dell’aria, questo rispecchia non solo il mio gesto nel farli cadere o lanciarli, o sceglierne accordi cromatici, ma an- che le regole della natura: della gravità. Ho scoperto che i pigmenti apparentemente impalpabili cadendo disegnano delle vere e proprie forme, spesso sono stelle. Il mio modo di lavorare rispecchia in modo autentico chi sono; ma penso che il mio ruolo è di es- sere un “creatore di circostanze” entro cui la materia ri- veli quanto di potenziale contenga: spesso sono forme spontanee, nel caso dei pigmenti sono stelle!!! .... 
Basta pensare alla creazione delle perle o delle rose del deser- to che si formano con acqua, sabbia e vento... 
il proces- so di creazione della natura si esprime attraverso agenti esterni, processi di metamorfosi che conducono talvolta accidentalmente a forme solide, più o meno permanenti: i minerali, per esempio. Questi lavori sono astratti ma portano sulla carta una consapevolezza che ho raccolto con anni di lavoro sulla natura, ricerca e studio sui minerali soprattutto, 
e sono un punto fermo; ma allo stesso tempo mi rendo conto che si apre una vastità sconosciuta che parte da loro, e va avanti. 
 Il confronto con Vincenzo Zitello è opportuno, le vibrazio- ni delle sue corde obbediscono a tensioni fisiche genera- te dallo strumento, creando note specifiche, che lui porta a noi suonando l’arpa; anche lui conferma che tali ener- gie confluiscono in un unico punto, e che i temi ricorrenti della musica tradizionale si ripetono in culture disparate, in tribù geograficamente distanti tra loro. 
Queste rifles- sioni si sposano, è il compito degli artisti insomma. Laura Santamaria “Come nel giorno che ti ha donato al mondo stava il Sole al saluto dei pianeti, così giorno per giorno hai progredito per quella legge che regola la tua vita. Così devi essere, non puoi sfuggire te stesso, fu detto sia da Sibille e Pro- feti, forma plasmata che vivendo evolve” J.W. Goethe tratto da “ilcittadino” 6/06/2013 L’arte di Vincenzo Zitello a Monza Il musicista ospite di via Bergamo Massimiliano Rossin La galleria Villa Contemporanea di Monza e la musica d’autore di Vincenzo Zitello. Sarà lui il nuovo ospite dello spazio voluto da Monica VIlla in via Bergamo, nell’incontro in programma venerdì 7 giugno a partire dalle 21 (ingresso libero). Per discutere di musica, dell’arpa, per ascoltare il suono da uno dei più importanti interpreti dello strumento in Italia. «Una serata dedicata alla musica, non solo attraverso le splen- dide note dell’arpa ma anche attraverso i suoi racconti, per ri- percorrere la sua carriera e la sua formazione musicale» dice la presentazione della serata. Vincenzo Zitello, nato a Modena ma residente in Brianza, ar- pista, compositore e concertista, si dedica da giovanissimo allo studio della musica suonando dapprima flauto traverso, viola e violino. Primo divulgatore e pioniere in Italia dell’arpa celtica, dal 1977 si dedica allo studio della musica bretone con gli ar- pisti Dominig Bouchaud e Marianning Larc’Hantec e dal 1980 è allievo di Alan Stivell, di cui è considerato l’erede musicale, perfezionandosi in arpa bardica e canto gaelico. Ha pubblicato otto dischi come solista e ha collaborato con i maggiori artisti della scena musicale italiana ed internazionale come Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè, Alice, Tosca, Rossana Casale, Teresa De Sio. E’ stato premiato come Arpista emerito della musica irlandese. Prosegue negli spazi della galleria la personale di Laura Santa- maria “Linea Fiammeggiante” con la partecipazione di Jacopo Casadei. Articoli e pubblicazioniGiugno 2013 Laura, Vincenzo, Monica Roberta Galbani e Vincenzo Zitello
  • Per la seconda volta ospite di Villa Contemporanea, Elena Aromando presenta un video e un’installazione effimera costituita da piccoli pacchetti trasparenti. Un intervento estemporaneo della durata di una sola sera, dalle ore 18.30 alle 21.30. Sempre a Monza, Elena è presente anche alla Biennale Giovani, presso il Serrone della Villa Reale, con il video “Il mondo è di sopra e di sotto”, nella sezione curata da Filippo Maggia. Abbiamo conosciuto Elena ad aprile, quando, negli spazi della galleria, ha affascinato il pubblico compiendo il “rito” dell’impanatura del suo corpo; una performance emozionante e molto intensa. Al centro della sua poetica c’è lo scorrere del tempo e la consapevolezza che qualsiasi azione compiuta fisicamente lasci inevitabilmente delle tracce, segni che ci portiamo addosso e dentro di noi. Il suo metodo è dunque performativo, Elena registra quello che accade, quello che il corpo sperimenta nel suo continuo rimescolarsi fra le cose. Questo nuovo intervento in galleria è una riflessione sulla nascita, sul venire al mondo, sul senso del passaggio attraverso il tempo. Il video registra un’azione: è realizzato con una camera fissa che inquadra uno spazio imprecisato in cui, per parecchio tempo, non accade nulla. All’improvviso succede qualcosa, un corpo attraversa il vuoto e nell’istante successivo al passaggio, lo spazio ritorna ad essere vuoto. Anche se qualcosa sembra essere cambiato, in realtà il tempo scorre come prima. Attraverso la nascita si esplica il senso del nostro passaggio, lo stare al mondo; è da lì che parte il nostro viaggio rincorrendo il tempo. L’installazione a terra, che si intitola appunto “nascere”, è costituita da centinaia di piccoli involucri trasparenti che racchiudono tre semi ciascuno. Piccoli embrioni che portano in sé la vita. Il pubblico è invitato a prenderli e a portarli via. Il passaggio delle persone riempirà lo spazio e, al contempo, lo svuoterà; il vuoto lascia spazio alla possibilità di seminare qualcosa altrove. E’ attraverso questo semplice gesto di condivisione che si racchiude il senso della poetica dell’artista. Durante la serata Elena Aromando sarà felice di presentare la sua ricerca, ci racconterà dei suoi interventi in galleria e del video in mostra alla Biennale Giovani. Elena Aromando (Genova, 1984) ha conseguito il diploma AFAMdisecondolivellodipitturapressol’AccademiaLigustica di Belle Arti di Genova. Attualmente studia fotografia presso il Master di Alta Formazione all’Immagine Contemporanea di Modena. Ha partecipato alle seguenti mostre collettive: 2013 - Biennale giovani di Monza; 2012 - E lusine, Frac Corse, Corsica; 2011 - Lo stato dell’arte, Padiglione Accademie, Biennale di Venezia, Venezia; 2010 - Mulhouse 010, Biennale Internazionale dei Giovani Artisti Europei, Musèe Beaux-Arts, Mulhouse; 2009 - JCE Contemporary Art, Le reseau de la jeune creation europeenne, Montrouge (Parigi) / Klaipeda (Lituania) / Bratislava (Slovacchia) / Pecs (Ungheria) / Salisburgo (Austria) / Genova (Italia) / L’Hospitalet de Llobregat (Spagna) / Amarante (Portogallo). Performance: 2013 - 47Kg, Galleria Villa Contemporanea, Monza; 2010 - Rovi corpi nodi, Galleria Guidi&Schoen, Genova; 2009 - Riconoscersi, Galleria UniMediaModern, Genova. 20 giugno 2013 Via di qui Elena Aromando VillaContemporanea presenta Elena aromando VIA DI QUI giovedì 20 giugno 2013 dalle ore 18:30 alle 21.30 Giugno 2013 Elena Aromando La ripresa a camera fissa inquadra lo spazio di un luogo imprecisato dove non accade nulla. Si sente uno strano vibrare del vento, sonagli. La campana rintocca due battiti e la mezza, ma non accade nulla. All’improvviso vengo scaraventata con una secchiata d’acqua nello spazio. Il corpo lo attraversa. Interrompe quel vuoto rotolando disarticolato e scomposto, facendo un gran fracasso. Un attimo dopo è raggomitolato immobile nell’angolo opposto al secchio. Tutto è tornato come prima. Elena Aromando Via di qui - video proiezione mono schermo 1’:22” - Apricale (IM) - 13 luglio 2012
  • Nascere - installazione, involucri trasparenti contenenti 3 semi ciascuno, spago - dimensioni variabili 20 giugno 2013 Viadiqui foto ©Eleonora Quadri
  • Via di qui - video proiezione mono schermo 1’:22” - Apricale (IM) - 13 luglio 2012 foto ©Eleonora Quadri
  • Luglio 2013 Déjàvu 1° sala Laura Santamaria (1-3) Astronomia x amanti, 2013 2 opere: pigmenti, mine- rali, polvere di metallo e madreperla su carta incorniciati, cm. 111,5x81x4 ciascuno Francesca Ferreri (2) Son, 2012 cartapesta, filo di ferro, gesso, cm. 30x50x17 Jacopo Casadei (2) Nella tempesta, non ho al- tri occhi, 2013 olio su tela, cm.70x60 Eugenia Vanni (2) Stella n.4, 2012 ferro, 4 oggetti, cm. 73x54 Eugenia Vanni (2-3) Acquarello di Stella, 2012 3 opere: ruggine e acido nitrico su carta da incisione incorniciati, cm.50x70 ciascuno (1) (2) (3) Luglio 2013 Déjà vu Daniele Arosio Jacopo Casadei Francesca Ferreri Max Marra Laura Santamaria Eugenia Vanni foto ©Massimo Tecchia
  • Francesca Ferreri Daniele Arosio Francesca Ferreri - Jacopo Casadei - Eugenia Vanni Installation view 2° sala Daniele Arosio (4-5) Senza titolo #1, #2, #3, 2011, 3 opere: tecnica mista, cm.35,5x35,5x1,5 ciascuno Eugenia Vanni (4) Senza titolo, 2012 2 opere: olio su tela, cm. 50x40 ciascuno Jacopo Casadei (5) Cane a due teste, 2013 olio su tela, cm. 60x50 Max Marra (6) Cosmos nero, 2012/2013 tecnica mista su tela, cm. 20x29x2 (4) (5) (6) Max Marra
  • Villa Contemporanea è lieta di presentare Claudio Milano, artista, musicista e performer, autore di musiche e testi innovativi e sperimentali, una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano. Claudio è leader e creatore del laboratorio multimediale per musiche, teatro, danza, video- art, NichelOden, che ha visto la collaborazione di importanti nomi dell’underground italiano ed internazionale. Nato nel 2007, oggi NichelOdeon, oltre a Claudio, vede la presenza di Vincenzo Zitello, Raoul Moretti e Pierangelo Pandiscia, anche come co-autori. Tra i collaboratori stabili del progetto, Michel Delville (The Wrong Object), Paolo Tofani (Area International Popular Group), Walter Calloni (Premiata Forneria Marconi), Fabrizio Modonese Palumbo (Larsen), Sebastiano De Gennaro (Baustelle), Valerio Cosi. Tra i recenti progetti del vocalist, Adython, acclamato progetto dedicato a Carmelo Bene, su liriche dell’artista belga KasjaNoova e con Stefano Ferrian, Alfonso Santimone, Attila Faravelli; InSonar, progetto aperto di networking, che inneggia, come in Roger Vitrac, ai bambini al potere. L’ultima release di InSonar, oltre al co- autore Marco Tuppo, vede la partecipazione di oltre 60 nomi storici e underground del jazz, del rock, della musica classica, etnica, elettronica delle ultime 5 decadi. Difficile descrivere la duttilità vocale di Claudio, la sua voce si trasforma in un vero e proprio strumento, capace di potenti acrobazie vocali di eccelso lirismo ma anche di violente avanguardie.Lasuavoceèstataaccostatadalla critica a quella di Demetrio Stratos, Mike Patton, Meredith Monk; tra i suoi modelli di riferimento, Peter Hammill, Diamanda Galas ma anche Antonin Artaud e Carmelo Bene. La sua ricerca di nuove possibilità vocali e di esplorazioni del suono è praticamente instancabile così come incontenibile è il suo talento. A Villa Contemporanea l’artista presenterà una performance nella quale coinvolgerà il pubblico in un interscambio diretto e giocoso. Egli saprà dare voce ad un gesto, una danza, un disegno, una dedica, uno scritto ad opera del pubblico presente, in un gioco del linguaggio. Gli interventi dei presentipotrannoessereintesicome“interruzione”diuna sua esecuzione e al tempo stesso come “interazione”; ogni forma di richiamo sarà tradotta in suono. Claudio ci proporrà anche alcuni brani tratti dai sue due doppi audio-libri pubblicati a Giugno, “L’Enfant et le Ménure” a nome InSonar e “Bath Salts” a nome NichelOdeon, oltre a diversi temi musicali tratti dalla tradizione lirica, jazz, rock, etnica, proveniente da diverse culture ed epoche. Un “tutto troppo” come nella tradizione del musicista, ridotto alla scarnificazione più autentica e arcaica: Voce. Claudio Milano (Grottaglie – TA – 1975) Ricercatore vocale e compositore.
Ha seguito studi di canto lirico, Metodo Funzionale e Bevoice, improvvisazione jazz, canto difonico tibetano e vietnamita, modulazione e tecnica del whistle register, fsiologia cordale e logopedia, sviluppando un’estensione di sette ottave.
 Ha all’attivo numerose incisioni ed esibizioni live con alcuni dei massimi musicisti mondiali in ambito classico, rock, jazz, etno, avant garde, pop, tra i quaIi, Elliott Sharp; Trey Gunn e Pat Mastelotto dei King Crimson; Arrington De Dionyso degi Old Time Relijun; Ares Tavolazzi degli Area; Nik Turner degi Hawkwind; Dana Colley dei Morphine; Richard A Ingram degli Oceansize; Graham Clark, collaboratore di Paul Mc Cartney; Ralph Carney, già con Tom Waits; Dieter Moebius; Burkhard Stangl, chitarrista con David Sylvian; Ivan Cattaneo; Michael Thieke; Angelo Manzotti; gIi artisti visivi Marc Vincent Kalinka e Katja Noppes.
 Ha scritto commenti sonori per la performance inaugurale della Prima Biennale d’Arte Contemporanea a Mosca, per il V Festival Internazionale di Teatro d’Avanguardia della Repubblica Slovacca, per la Biennale Arte di Venezia del 2011, per installazioni alla Abnormal Gallery di Berlino.
 E’ vincitore dell’Omaggio a Demetrio Stratos neI 2010. 13 settembre 2013 Playvoice claudio milano viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VillaContemporanea presenta Claudio milano playvoice venerdì 13 settembre 2013 dalle ore 21 performance interattiva/concerto per sola voce Settembre 2013 Claudio Milano “Se ogni volta che apri bocca uccidi, o hai ancora dimenticato di lavarti i denti, o sei un insetticida.” claudio Milano foto ©Andrea Corbellini, Studio 3GK
  • Villa Contemporanea è lieta di presentare Cosimo Veneziano, artista che da alcuni anni indaga il rapporto tra cambiamenti sociali e territorio urbano; al centro del suo interesse ci sono le periferie, le architetture industriali e la relazione tra questi e la collettività. La sua attuale ricerca artistica si inserisce nel recente dibattito intorno al recupero e alla rilettura di alcuni momenti della storia del XX secolo e che chiama in causa la soggettività e il significato dell’analisi storica in relazione al documento e al monumento; attraverso l’indagine dei monumenti più recenti è possibile ricostruire il vissuto di una società e capirne le trasformazioni. Emblematica é l’opera commemorativa “Questo è dunque un monumento?”, 2012, che l’artista ha realizzato nell’ambito del programma d’arte pubblica “situa.to”, curato da a.titolo e Maurizio Cilli, e che ha dedicato alle operaie della Superga, storica fabbrica torinese della gomma che tra gli anni ’30 e ’80 contava una manodopera prevalentemente femminile. A partire dalle testimonianze orali e dallo studio di documenti d’archivio della fabbrica, l’artista ha realizzato una serie di disegni impressi su lastre in cui ha ripreso i gesti che le operaie ripetevano durante la loro giornata di lavoro e la posizione delle mani sui macchinari. Le lastre sono poi state posizionate sul muro portante della fontana dei giardini Superga dove una volta sorgeva lo stabilimento, trasformando così la fontana in monumento che ricorda il lavoro delle donne in fabbrica. Un’altra realtà torinese, quella della Fiat, è il punto di partenza x l’opera che Cosimo presenterà a Villa Contemporanea: un doppio lavoro che analizza un’epoca, la sua classe operaia e il profondo cambiamento che la fabbrica e, conseguentemente, la città di Torino hanno subito nell’arco degli anni. Partendo da una ricerca d’archivio dei luoghi e delle esperienze degli operai della Fiat, l’artista ha elaborato questo materiale e ha realizzato un’installazione formata da 33 disegni riprodotti su capsule di Petri che vanno a comporre un meccanismo di racconto per immagini. Ma che cos’è stata la Fiat? Il progetto di Cosimo Veneziano racconta la storia della fabbrica, le sue contraddizioni e come essa abbia influenzato un’ intera città, sia a livello sociale che urbanistico. L’artista è partito da una ricerca archivistica attraverso i luoghi e le esperienze degli operai Fiat, per poi utilizzare tutto il materiale raccolto in
 un continuo lavoro di costruzione e decostruzione. Veneziano ha infatti messo insieme tutte le informazioni - dalla catena di montaggio, agli scioperi, dall’immigrazione 
al dopo lavoro – creando una mappa pulsante di segni e suoni, in cui ogni singolo tassello è diventato la cellula di un complesso organismo. Le Capsule di Petri (i vetri comunemente usati dai biologi per le colture in laboratorio) gli sono servite come supporto su cui tracciare immagini che raccontano i vari aspetti della fabbrica. Disposte a muro, in cerchio e 28 settembre - 30 novembre 2013 estensione del dominio della lotta director’s cut viabergamo 20 20900 monza mb tel +39 039 384963 info@villacontemporanea.it villa contemporanea www.villacontemporanea.it VillaContemporanea presenta cosimo veneziano estensione del dominio della lotta director’s cut inaugurazione sabato 28 settembre 2013 dalle ore 18:30 la mostra proseguirà fino al 30 novembre 2013 da martedì a sabato dalle ore 15 alle 19 VillaContemporanea Cosimo Veneziano Settembre 2013 Cosimo Veneziano Gli uomini hanno bisogno di credere e lottare; gli uomini hanno bisogno di amare; gli uomini hanno bisogno di adorare. Cosa succede quando un edificio diventa simbolo per un conflitto? Cosimo Veneziano - Estensione del dominio della lotta - 2011 - installation view - We, Torino
  • Translations Villa Contemporanea is pleased to present Cosimo Veneziano, an artist who has been exploring the connection between social changes and urban land for some years. The suburbs, industrial architectures and the relationship between these and the community lie at the heart of his work. His current artistic research fits in the recent debate on recovering and re-interpreting some historical moments of the twentieth century. His research also focuses on the meaning of historical analysis, in relation to document and monument: a survey of the most recent monuments with the aim to reconstruct the experience of a society and to understand its transformations. His commemorative work “Is this then a monument?”, dated 2012, is emblematic of this research. The artist created this work within a public art project called “situa. to”, curated by a.titolo and Maurizio Cilli, and he dedicated it to the female workers of Superga, the historical rubber company in Turin that, from the thirties to the eighties, relied mainly on female labor. The artist realized a series of drawings later imprinted on some plates that were inspired by the study of oral testimonies and documents from the archive of the factory. These drawings depict the gestures that the female workers performed during their day’s work and the position of their hands on the working machines. The plates are now on display on the wall of the fountain in the Superga’s garden where the factory lied some years ago. This way the artist changed the fountain into a monument reminiscent of the women’s work in the factory. The starting point for the work that Cosimo will present at Villa Contemporanea is another reality from Turin: Fiat. A double work analyses a whole period, the working class and the deep change that the factory and consequently the city of Turin underwent during those years. Starting off from an archive research of places and experiences of Fiat’s workers, the artist managed to deconstruct all collected images, isolating some fragments which were then assembled into 33 drawings, in a mechanism of visual story telling. What was Fiat? Cosimo Veneziano’s project tells the factory’s story, its contradictions and how it has affected the whole city, both socially and from a city development standpoint. All the information the artist collected regarding the production line, the strikes, the immigration, the after- work have created a pulsating map of signs and sounds, 28 settembre - 30 novembre 2013 in which every piece becomes the cell of a complex body. The artist used Petri’s dishes (glass dishes normally used by biologists for their culture cells) as the support for the images narrating different aspects of the factory life. Petri’s dishes, ordered in a circle on the wall and connected by sound traces, are illuminated by a beam of white light, like a magic lantern in a poetic theater. This way, images express not only connections and data, but mainly signs and icons. The title of the show refers to the title of the first novel by Michel Houellebecq, published in 1994. In the domain of the fight, everybody fights against everybody without ever winning. In fact it’s impossible to win. People deeply long for something, without being able to reach it. People try to fill their deep sense of emptiness and suffer while following the flow of life. Extension of the fight domain means that while in the past people fought only for their survival, now they fight for many more things: work, love, sex. The reasons increase each day. Biography Cosimo Veneziano (Moncalieri – TO, 1983). He lives and works in Turin. He is one of the founders of “Gruppo Diogene” and of the project for international artist residency called “Diogene bivaccourbano” (Diogene urban camp). He showed his work in some solo and group exhibitions both in Italy and abroad: La possibilità di un’isola (The possibility of an island), 2009, Barriera Association spaces and Non è cosa, (This is not it), Anselmetti Chapel inside the Laboratory of History and stories, designed by Massimo Bartolini, Turin; L’epoca delle passioni tristi (The time of sad passions), 2010, Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana; Estensione del dominio della lotta #1 (Extension of the fight domain #1), 2011, We, Turin; Carte Blanche - L’archivio storico: quattro interpretazioni, (Carte Blanche – The historical archive: four interpretations), Unicredit, Milan; Visions of Labour, 2013, Kunsthalle Sao Paulo. He joined the artist residency Aperto 2011 - art on the border, cultural district in the Camonica Valley, Edolo (Brescia); the program of public art Progetto Casanova. Quando un posto diventa luogo (Casanova’s Project. When a site became a place), Bolzano; program of public art “situa.to”, Questo è dunque un monumento?, (Is this then a monument?), Turin, curated by a.titolo and Maurizio Cilli. He was shortlisted in 2013 for the program of artist residency in Colombia at Lugar a dudas, for the Resò project and the artist residency C.A.R.S., Omegna. Cosimo Veneziano estensione del dominio della lotta director’s cut 28 settembre - 30 novembre 2013 connesse da tracce audio, sono illuminate da un fascio di luce bianca, come lanterne magiche di un teatro poetico in cui si esprimono connessioni e dati, ma soprattutto segni e icone. Il titolo della mostra riprende il titolo del primo romanzo di Michel Houellebecq, pubblicato nel 1994. Nel dominio della lotta ci si batte tutti contro tutti senza mai vincere, senza mai poter vincere. Si desidera ardentemente qualcosa senza mai raggiungerlo, si cerca di colmare vuoti incolmabili, si soffre inseguendo la vita. Estensione del dominio della lotta come dire che prima si lottava solo per la sopravvivenza mentre adesso si lotta per molte più cose: il lavoro, l’amore, il sesso. I motivi per cui si combatte aumentano sempre di più. Cosimo Veneziano (Moncalieri –TO, 1983). Vive e lavora a Torino. E’ tra i fondatori e animatori del Gruppo Diogene e del progetto internazionale di residenza per artisti Diogene bivaccourbano. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero: La possibilità di un’isola (2009) presentato negli spazi dell’associazione Barriera e Non è cosa, Cappella Anselmetti nel Laboratorio di Storia e storie progettato da Massimo Bartolini a Torino; L’epoca delle passioni tristi (2010), Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana; Estensione del dominio della lotta #1 (2011), We, Torino; Carte Blanche - L’archivio storico: quattro interpretazioni, Unicredit, Milano; Visions of Labour (2013) Kunsthalle Sao Paulo. Ha partecipato alla residenza Aperto 2011 - art on the border, distretto culturale della Valle Camonica, Edolo (Brescia); al programma d’arte pubblica Progetto Casanova. Quando un posto diventa luogo a Bolzano; al programma d’arte pubblica “situa.to” Questo è dunque un monumento?, Torino, a cura di a.titolo e Maurizio Cilli. E’ stato selezionato nel 2013 al programma di residenza x artisti a Lugar a dudas, Colombia, nell’ambito del progetto RESò e alla residenza CARS, Omegna. Cosimo Veneziano estensione del dominio della lotta director’s cut Estensione del dominio della lotta - 2011 - details - We, Torino
  • In copertina: Max Marra One/1 2013 tecnica mista su legno cm. 55x64 Progetto grafico: Annalisa Marchetti Buon Compleanno Villa Contemporanea! Un anno vissuto intensamente... Ringraziamenti (in ordine sparso): Edoardo, il mio dolcissimo figlio, fonte continua d’ispirazione e gioia della mia vita Mamma e papà, per tutto ciò che mi hanno insegnato e per tutto ciò che hanno fatto per me, una dalla terra e l’altro dal cielo Simona Villa, compagna d’avventura e sorella nello spirito Francesco Rizzi, Friz, l’amico del cuore che, sebbene viva in un’altra dimensione, aleggia sopra alla galleria e ogni tanto fa capolino Daniela Visini, sorella e amica, per i consigli e la capacità di ascoltare Gabriella Tozzi, l’amica di sempre e per sempre Maria Grazia Galbiati per aver dato una veste grafica alla comunicazione La mia Grazia Galbiati, assistente tecnica e braccio destro, senza la quale nessuna mostra sarebbe stata possibile Annalisa Marchetti, la mia graphic-designer Zop, l’amico informatico che mi ha dato le prime nozioni x essere presente nel web Daniela Velluti e Ivan Marcheselli, gli amici restauratori che hanno dato nuova vita al mio camino Mauro Musanti per aver condiviso con me sogni e timori Eugenia Vanni, la prima artista ad aver creduto in me Anja Puntari, la mia coach Massimiliano Viel Nicola Frangione, il mio caro amico poeta che ha dato il via alle serate culturali Francesca Ferreri Manuele Cerutti Massimo Arrigoni Roberta Galbani Max Marra, grande amico e anima della galleria Elena Aromando Dome Bulfaro Giancarlo Marcali Eva Reguzzoni Elisa Rossini Laura Santamaria Maria Lucrezia Schiavarelli Francesco Sollazzo Jacopo Casadei Vincenzo Zitello Claudio Milano Cosimo Veneziano Massimiliano Rossin Cesira Consorte, my english teacher Yvonne El Masri Cesare e Luca della Quick Printing Monza Simonetta Saba e Federica Villa, Hype Up Un grazie speciale va ai fotografi Elide Brunati, Emmanuele Coltellacci, Alberto Navarra, Massimo Tecchia, Marco Zanirato/PoesiaPresente, Max Zarri e ai video- makers Eleonora Quadri e Tiziano Mainieri Gli amici Koiné: Daniele Arosio e Mariangelo Cazzaniga con Ornella Enrica Passoni Daniela Porta e Flavia Dolcini della Leo Galleries per il rispetto e la stima dimo- strate Gli amici di via Bergamo che mi hanno accolta con affetto e curiosità: Francesco e Lella, Bar Kadrega Davide, Ristorante La Scarpetta Giusy, Gelateria Il Ranocchio Luca Fossati, Ristorante Il Guscio Studio di Architettura Quadrelli Chiara, la wedding planner Elisa, Dietro la luna c’è Laura e Antonio dell’Agenzia Goblin Grazie di cuore agli artisti, senza i quali una galleria non potrebbe esistere… E a tutti quelli che hanno condiviso con me le bellissime emozioni di quest’anno davvero speciale… Grazie all’arte, alla libertà e alla passione!
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