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Il decreto del fare
 

Il decreto del fare

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Una breve illustrazione delle modifiche apportate dalla legge 98/2013 (Decreto del Fare) alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, vengono analizzate le modifiche ...

Una breve illustrazione delle modifiche apportate dalla legge 98/2013 (Decreto del Fare) alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, vengono analizzate le modifiche apportate al Testo Unico (D.Lgs. 81/08).

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    Il decreto del fare Il decreto del fare Presentation Transcript

    • Il Decreto del Fare Come cambia la sicurezza sul lavoro Bergamo, 30 ottobre 2013
    • La normativa • Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013 Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (in vigore dal 22 giugno) • Convertito con modifiche nella legge: 9 agosto 2013 n. 98, entrata in vigore il 21 agosto 2013.
    • Cosa modifica • Art. 3 sul campo di applicazione del D. Lgs. n. 81/2008 • Art. 6 sulla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro • Art. 26 sugli obblighi connessi ai contratti d’appalto, d’opera o di somministrazione
    • Cosa modifica • Art. 27 sul sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi • Art. 29 sulle modalità di effettuazione della valutazione dei rischi • Art. 31 sul servizio di prevenzione e protezione
    • Cosa modifica • Art. 32 sulle capacità e requisiti professionali degli ASPP e RSPP • Art. 37 sulla formazione e aggiornamento dei lavoratori, dei preposti, dei dirigenti e dei RLS • Art. 67 sulle notifiche all’organo di vigilanza competente per territorio
    • Cosa modifica • Art. 71 sulle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro • Art. 73 sull’informazione, formazione e addestramento nell’uso delle attrezzature di lavoro • Art. 88 sul campo di applicazione del Titolo IV del D. Lgs. n. 81/2008
    • Cosa modifica • Art 104 sull’elaborazione del POS, del PSC e del fascicolo dell’opera • Art 225 sulla comunicazione nel caso di esposizione ad agenti chimici oltre i valori limite • Art 240 sulla comunicazione nel caso di eventi che espongano ad agenti cancerogeni
    • Cosa modifica • Art 250 sulla notifica per lavori che espongono al rischio amianto • Art 277 sulle misure di emergenza in caso di eventi che espongano ad agenti biologici
    • Le sanzioni • Legge 99/2013 (conversione del DL 28 giugno 2013, n. 76) • Aumentate tutte le sanzioni penali pecuniarie e amministrative del 9,6% • Rivalutate ogni 5 anni in base a indice ISTAT
    • L’applicazione Adempimento in vigore Adempimento in attesa di decreti attuativi
    • Art. 3 – campo di applicazione • Per i volontari e i soggetti che prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, si applicano le disposizioni previste per i lavoratori autonomi (art. 21)
    • Art. 3 – campo di applicazione OBBLIGO di • utilizzare attrezzature di lavoro conformi • munirsi di DPI ed utilizzarli • munirsi di tessera di riconoscimento in caso di attività in appalto
    • Art. 3 – campo di applicazione FACOLTA’ di • beneficiare della sorveglianza sanitaria • partecipare a corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
    • Art. 3 – campo di applicazione Se i volontari prestano la loro opera nell'ambito di un'organizzazione di un datore di lavoro, devono ricevere dettagliate informazioni sui rischi esistenti negli ambienti nei quali operano e sulle misure di prevenzione e di emergenza.
    • Art. 3 – campo di applicazione Il datore di lavoro deve inoltre adottare le misure per eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggetto e altre attività che si svolgano nell'ambito della medesima organizzazione.
    • Art. 6 – Commissione consultiva La commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro deve: discutere in ordine ai criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, su proposta del Ministero del lavoro
    • Art. 27 – Criteri di qualificazione Qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi settori coinvolti criteri esperienza, competenza e conoscenza formazione specifica
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti Nelle attività a basso rischio (DA DEFINIRE!) il committente individua un proprio incaricato in possesso di formazione, esperienza e competenza per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento.
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti Criticità: - Basso rischio per committente e/o appaltatore - Formazione specifica per l’incarico - Aggiornamento periodico - Conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti Al DUVRI possono accedere il RLS o gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale .
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti Dell’individuazione dell’incaricato o della sua sostituzione deve essere data evidenza nel contratto d’appalto. (per il DUVRI vigeva già obbligo di allegarlo al contratto di appalto)
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti Esenzione dall’obbligo di stesura del DUVRI: • Servizi di natura intellettuale • Mere forniture di materiali/attrezzature • Lavori di durata inferiore a 5 uomini/giorno (precedentemente era 2 giorni)
    • Art. 26 –Sicurezza negli appalti L’esonero non vale per: - Rischio di incendio elevato - Ambienti confinati - Agenti cancerogeni, mutageni o biologici - Amianto - Rischio esplosione - Rischi particolari (allegato XI)
    • Art. 29 – Valutazione dei rischi Con un apposito DM saranno individuati settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali,. Per le attività a basso rischio infortunistico, verrà definito un modello per dimostrare l’effettuazione della valutazione dei rischi.
    • Art. 29 – Valutazione dei rischi Resta la possibilità di utilizzare le procedure standardizzate. Comma 5 – aziende fino a 10 lavoratori Comma 6- aziende fino a 50 lavoratori
    • Art. 29 – Valutazione dei rischi Le diverse opzioni: - DVR “completo” - DVR con procedure standardizzate - “dimostrazione” della valutazione
    • Art. 29 – Valutazione dei rischi Criticità: - Quali attività a basso rischio? - Quale modello per la dimostrazione della valutazione (autocertificazione)? - Posizione degli organi di controllo?
    • Art. 31 – Servizio di prevenzione Il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione prioritariamente all’interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni.
    • Art. 32 – Crediti formativi per RSPP In tutti i casi in cui i contenuti della formazione e dell’aggiornamento si sovrappongano a quelli per RSPP viene riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti erogati.
    • Art. 37 – Crediti formativi per lavoratori In tutti i casi in cui i contenuti della formazione e dell’aggiornamento si sovrappongano a quelli per lavoratori, preposti, dirigenti e RLS viene riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti erogati.
    • Sovrapposizione formazione Le modalità di riconoscimento del credito formativo e i modelli per documentare l’avvenuta formazione verranno individuati dalla Conferenza Stato-Regioni.
    • Art. 37 – Crediti formativi per lavoratori Gli istituti di istruzione e universitari rilasciano gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro agli allievi equiparati a lavoratori.
    • Art. 67 – Notifiche all’organo di vigilanza Viene trasferito all'ente pubblico (SUAP) l'obbligo di fornire alla Asl le informazioni che già possiede per far fronte all'obbligo di notifica all'organo di vigilanza dei nuovi insediamenti (luoghi di lavoro > 3 lavoratori)
    • Art. 67 – Notifiche all’organo di vigilanza La semplificazione varrà solo quando verrà approvato il decreto attuativo, nel frattempo restano fermi gli obblighi attuali di notifica preventiva alla Asl a cura del datore di lavoro.
    • Art. 71 – Verifiche attrezzature di lavoro Il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell'allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l'effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato.
    • Art. 71 – Verifiche attrezzature di lavoro Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell'INAIL, che vi provvede nel termine di 45 giorni dalla richiesta. Decorso il termine, il datore di lavoro può avvalersi, di altri soggetti pubblici o privati abilitati.
    • Art. 71 – Verifiche attrezzature di lavoro Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.
    • Art. 71 – Verifiche attrezzature di lavoro I verbali redatti all’esito delle verifiche devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza.
    • Art. 71 – Verifiche attrezzature di lavoro Cosa cambia? 45 giorni anziché 60 non più obbligo di risposta entro 15 gg verifiche successive a scelta del datore di lavoro
    • Art. 88 – Campo applicazione Titolo IV Le misure del Titolo IV NON si applicano: g-bis) ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento, nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore a dieci uomini-giorno, finalizzati alla realizzazione o alla manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di cui all’ALLEGATO XI.
    • Art. 88 – Campo applicazione Titolo IV Le misure del Titolo IV si applicano: agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività. Le attività verranno individuate con un Decreto attuativo del Ministero del lavoro.
    • Art. 104-bis– Modelli per PSC e POS Verranno individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS) e del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC). Decreto attuativo del Ministero del lavoro
    • Art. 225 – Agenti chimici In caso di superamento dei valori limiti di esposizione, il Datore di Lavoro informa i lavoratori e ne dà comunicazione all’organo di vigilanza. Tale comunicazione può essere effettuata per via telematica, anche per mezzo degli OPP.
    • Art. 240 – Agenti cancerogeni/mutageni Qualora si verifichino incidenti che possono comportare un’esposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeni o mutageni il Datore di lavoro ne dà comunicazione all’organo di vigilanza Tale comunicazione può essere effettuata per via telematica, anche per mezzo degli OPP.
    • Art. 250 – Amianto Prima dell’inizio dei lavori di bonifica, il Datore di lavoro presenta una notifica all’organo di vigilanza. Tale notifica può essere effettuata per via telematica, anche per mezzo degli OPP.
    • Art. 277– Agenti biologici Se si verificano incidenti che possono provocare la dispersione nell’ambiente di un agente biologico il Datore di lavoro ne dà comunicazione all’organo di vigilanza. Tale comunicazione può essere effettuata per via telematica, anche per mezzo degli OPP.
    • Art. 13-bis– Lavori di breve durata Verranno definite misure di semplificazione della documentazione, anche ai fini dell’inserimento di tale documentazione nel libretto formativo del cittadino, in relazione a prestazioni lavorative che implicano una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a 50 giornate lavorative all’anno..
    • Art. 13-ter– Semplificazione adempimenti Verranno definite misure di semplificazione degli adempimenti relativi a: • informazione, formazione • valutazione dei rischi • sorveglianza sanitaria per le imprese agricole (lavoratori a tempo determinato e stagionali), e per le imprese di piccole dimensioni
    • Prevenzione incendi Per le attività a basso rischio d'incendio di cui all'allegato I del DPR 151/2011, indicate dall'art. 11 comma 4 viene prevista una diluizione di termini per gli adempimenti di legge in materia di antincendio.
    • Prevenzione incendi Sono esentati dalla presentazione dell'istanza preliminare se già in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Devono presentarla entro tre anni dall’entrata in vigore del DPR (7 ottobre 2011).
    • Vittorio Campione campione@studioares.net www.studioares.net