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  1. 1. Periodico di cultura enogastronomica e turismo Anno 3 - Numero 21 - Giugno 2012 Poste Italiane S.p.a. Spedizione in abbonamento postale -70% DCB Milano Speciale “Made in Italy”Copia di cortesia
  2. 2. In dieci anni l’Italia ha dimezzato le quote di mercato in Cina, nel Paese che nel 2020 sarà ilprimo mercato al mondo, passando dal 14,2% nel 2001 al 6,5% del 2011. Oggi cento bottiglie di vino che vengono importate solo 6 sono italiane mentre ben 55 proven-gono dalla Francia. Eppure i nostri vini sono molto apprezzati dai cinesi e costano anche meno di quelli dei cuginid’oltralpe. Le ragioni di questa incongruenza sono molto semplici: i produttori francesi investono ingen-ti risorse per aiutare gli importatori a collocare i propri prodotti sul mercato, mentre gli italia-ni continuano a utilizzare modelli superati e non riescono a “far sistema”. È questa una delle tante assurdità che riguardano il “made in Italy”, soprattutto per ciò che at-tiene alla sfera della gastronomia. Prodotti apprezzati in tutto il mondo spesso non riusciamo a venderli o permettiamo che ven-gano imitato in modo grossolano. Gli esempi più clamorosi: il Parmigiano, in numerosi nazioni viene copiato anche nel nome:parmesao, parmesan, regianito, sarvecchio parmesan e così via… e lo stesso accade per l’olio,la pasta, i prosciutti, le salse, i vini… Finora si è fatto poco e niente per impedire questa situazione che produce gravi danni alla no-stra economia; basterebbe dare un’occhiata a ciò che si fa negli altri paesi per la difesa dei loroprodotti (e magari in imitarli). Al primo posto in questa opera viene la Francia: fino alla metà del secolo scorso qualsiasi na-zione (Italia compresa) poteva impunemente chiamare “champagne” i proprio vini spumanti; inpochi anni sono riusciti a impedire in modo drastico che questo accadesse: si pensi che il co-mune di Champagne, situato nel cantone di Vaud in Svizzera, ha dovuto rinunciare a riportare ilnome del paese sui vini prodotti nel suo territorio, anche se non spumanti. E lo stilista Yves Saint-Laurent ha dovuto annullare il lancio di un profumo che voleva chiama-re “Champagne”… In Italia, nella zona del Collio in Friuli, si produce da secoli il vino Tocai dal color paglierino do-rato, profumo delicato e gradevole, sapore asciutto, pieno, con lieve gusto amarognolo. Dal 31 marzo 2007 la Corte Europea ha stabilito che il nome Tocai non può essere più utiliz-zato perché in Ungheria c’è il Tokaj prodotto con uve Furmint e Harsievelu che danno un vinoliquoroso molto alcolico, lontano anni luce dalla piacevolezza del nostro. L’Argentina per difendere i proprio prodotti e migliorarne la produzione ha annunciato il bloc-co delle importazioni dall’Italia che lo scorso anno vi aveva esportato 264 tonnellate di salumi e Editorialecosì sta per accadere in Spagna e in Brasile. Questi sono soltanto alcuni esempi di ciò che si fa negli altri paesi per difendere i propri pro-dotti mentre in Italia per lunghi anni siamo stati a guardare. Da un po’ di tempo però qualcosa si sta finalmente muovendo grazie ad organizzazioni nateper la difesa del “made in Italy” e all’opera di alcuni politici che si sono svegliati hanno incomin-ciato a fare arrivare a Strasburgo le proteste in difesa dei nostri prodotti. Che è poi la difesa della nostra economia.È ciò che raccontiamo in questo numero di “Gustare l’Italia” La redazione 3 Gustare l’Italia
  3. 3. SPECIALE “MADE IN ITALY” 22 6 L’intervista Italiani nel mondo: intervista a Franco Narducci 10 L’agroalimentare italiano sotto assedio 30 Tutti uniti in difesa del “made in Italy” 10 34 GDO straniera a sostegno del “made in Italy” 36 Vola all’estero il 20%Sommario giugno 2012 del “made in Italy” 12 “Tarocco” e i suoi fratelli 36 14 Lotta alla contraffazione: i numeri del 2011 16 Contro le frodi alimentari al servizio dei cittadini 38 Lo spumante italiano 18 Un’agenzia contro conquista il mondo l’agropirateria 40 Solo prodotti italiani per le bevande alla frutta 18 42 Topo Gigio, il “Top” del “made in Italy” 42 22 Quando il nome di un popolo diventa “brand” 26 Il progetto “True Italian” e l’Italian Sounding 46 Continuano a prenderci in giro! Gustare l’Italia 4
  4. 4. 50 Vino italiano: questione di qualità52 E’ tempo di eno-turismo56 Agriturismo? 7658 “Il Mulino” un agriturismo vero 80 Alla scoperta di “Città della Chianina” 58 82 La Valtiberina toscana 84 Consumi & tradizioni Come sono cambiati gli italiani a tavola64 Mario Fongo, il “panatè” 90 Tavole nascoste La storia d’Italia è servita69 “Forme di luce” “À la carte”70 Le “lune” di Gustare l’Italia 94 Libri da mangiare “La Grotta” 96 Ultim’ora76 “Spazio Abbadesse”, Acquisti solidali per il tradizione e modernità Parmigiano “terremotato” GUSTARE L’ITALIA - Periodico di cultura enogastronomica e turismo - Anno 3 - Numero 21 - Giugno 2012 - Reg. Trib. di Milano n° 201 del 14/04/2010 - Editore: Linea Editoriale srl - Viale Marche, 64 - 20159 Milano Iscrizione ROC (Registro Operatori della Comunicazione) 21940 - ISSN code 2279-7998 Direttore Responsabile: Massimo Balletti - Direttore Editoriale: Cino Tortorella - Art Director: Daniele Colzani Impaginazione: Daniele Colzani - Giovanni Di Gregorio - Segreteria di Redazione: Rodolfo Puoti Concessionaria pubblicità: Linea Editoriale Advertising Responsabile Trattamento Dati Personali: Dina Lietti - L’editore ga- rantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o cancellazione ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs 196/2003 scrivendo a: info@lineaeditoriale.it Hanno collaborato: Giancarla Bonaglia - Paolo Bonagura - Saverio Carlo Buttiglione - Maurizio Casati - Emanuela Cat- taneo - Federico Danesi - Paola Ciribilli - Felice Maratea - Grillo Parlante - Giancarlo Renzi - Angelo Sala - Claudio Sisto - Lucia Tortorella - Piero Valdiserra - Accademia Italiana della Cucina - AICIG Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche - Assist Group - Associazione Nazionale Città della Chianina - Assolatte - Cinque Sensi - Coldiretti - Coldi- retti Verona - Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari - Confagricoltura - Confederazione Italiana Agricolto- ri - Consorzio del Parmigiano Reggiano - Consorzio del Prosciutto di Parma - Consorzio di Tutela Conegliano Valdob- biadene Prosecco Superiore DOCG - ICQRF Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressioni Frodi dei prodotti agroalimentari - Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Quirinale - Res Tipica © Riproduzione (anche parziale) vietata - Indirizzi e contatti: Linea Editoriale srl - Viale Marche, 64 - 20159 Milano Redazione Milano: Via Abbadesse, 20 - 20124 Milano E-mail: info@lineaeditoriale.it www.gustarelitalia.it 5 Gustare l’Italia
  5. 5. Italiani nel mondo: di Cino Tortorella intervista a Franco Narducci Intervistiamo l’On. Franco Narducci, Presi- dente UNAIE (Unione Nazione Associazione Immigrati ed Emigrati) Onorevole Narducci, quali sono i prodotti della gastronomia italiana dei quali i nostri con- nazionali residenti all’estero sentono maggior- mente la mancanza? Ognuno ha le proprie nostalgie a seconda della regione dalla quale proviene, perché ha nei suoi ricordi i sapori e i profumi dei cibi più tradizionali. Sono tante nel mondo le comunità di emi- grati di vari popoli: spagnoli, irlandesi, porto- ghesi, francesi… Ma pochi hanno un legame così profondo con le loro tradizioni alimentari come gli emigrati italiani che hanno continuato a cercare i prodotti della loro terra e sono riu- sciti a farli apprezzare e amare anche dalle al- tre comunità. Franco Narducci, vicepresidente della III Il risultato è che la nostra cucina è ai primi Commissione (Affari Esteri e Comunitari) posti nel mondo per gradimento; il successo e Presidente UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) dello stile italiano trova conferma nella diffusio- ne dei nostri prodotti all’estero dove ci sono La pizza è forse il cibo più coinvolgente, il piùL’intervista decine di migliaia di ristoranti che valorizzano allegro, amato da giovani e anziani e alla por- esclusivamente la nostra cucina; soltanto a tata di tutte le borse. Zurigo, dove risiedo, ce ne sono oltre 150. Purtroppo la pizza si può realizzare anche Quali sono i prodotti della gastronomia italia- con prodotti non italiani; farina, acqua e pomo- na più apprezzati all’estero? dori si possono trovare in ogni parte del mon- In assoluto il più gradito, in ogni parte del do; quali sono i prodotti assolutamente “made mondo, è la pizza; se qualcuno, cento anni fa, in Italy” più desiderati all’estero? avesse avuto l’idea di brevettare, per esempio, Sono quelli fondamentali dell’ alimentazione la “pizza margherita” oggi con le royalties gua- mediterranea, la “mediterranean diet”: pasta, dagnate sarebbe l’uomo più ricco del mondo. olio, vini, formaggi, salumi. Gustare l’Italia 6
  6. 6. Tutti prodotti che molti cercano di imitare ad- difendere il “formaggio di fossa”, il “lardo didirittura scimmiottando i nomi in modo di farli Colonnata”, i fagioli di Sorana o di Lamon, lecredere autenticamente italiani: palenta, par- lenticchie di Castelluccio? Come difendere ilmesao, mortadela, cambozola, parmesan, re- prosciutto di Parma, di San Daniele, di Langhi-gianito, olio romulo… rano in sede estera oltre il diritto dei marchi re- Per anni le autorità italiane sono rimaste a gistrati?guardare, a differenza delle altre nazioni che Eppure dobbiamo riuscirci e ce la stiamohanno difeso con energia i prodotti nazionali. mettendo tutta e con tutti i canali, anche a li- Da qualche tempo però ci si sta svegliando vello informatico.anche da noi grazie anche ad alcuni colleghi Per i vini abbiamo faticato molto; abbiamoeuroparlamentari che a Strasburgo hanno fatto pagato l’immagine negativa che avevamo nelsentire la nostra protesta. Alcuni provvedimen- mondo dopo lo scandalo del metanolo che iti sono risultati importanti per l’economia na- nostri concorrenti hanno sfruttato abbondan-zionale, abbiamo vinto alcune battaglie ma temente senza risparmiarci nessun attaccomolto resta ancora da fare. Oggi però il vino italiano è ai primi posti nel Oggi ci sono varie organizzazioni nate per di- mondo per esportazione.fendere il “made in Italy”, in primo luogo “Ciao Con la stessa determinazione ce la faremoItalia”, e naturalmente anche l’UNAIE; i prodot- anche per difendere gli altri nostri prodottiti più facili da difendere sono i vini, ma come d’eccellenza. © Consorzio del Prosciutto di Parma 7 Gustare l’Italia
  7. 7. Dobbiamo impedire i danni che ci arrivano sono italiane mentre le francesi sono al 55%.delle frodi a danno del cibo Made in Italy an- II produttori francesi investono ingenti risor-che all’estero; infatti, secondo i dati elaborati se per aiutare gli importatori a collocare i pro-da Coldiretti, il fatturato da frode a danno del pri prodotti sul mercato mentre gli italiani con-prodotto italiano di qualità ha raggiunto nel tinuano a utilizzare modelli superati; possomondo i 60 miliardi di euro. però dire che le cose stanno cambiando. Più del doppio delle esportazioni dei prodot- Gli italiani stanno imparando a “fare siste-ti originali. ma”, gli altri ci copiano il parmigiano, il pecori- no, il prosciutto… anche noi dobbiamo comin- I vini francesi però sono al primo posto per ciare a copiare qualcosa.volume di affari nell’esportazione. Questo perché se li fanno pagare di più; i Per esempio?francesi sono più bravi di noi a valorizzare i lo- Ad avere più orgoglio nazionale, a valorizzarero prodotti attraverso la pubblicità; si sta però i nostri prodotti che sono i migliori al mondo, acominciando a capire che la qualità dei nostri essere meno individualisti.vini supera spesso quelli francesi ed è perciò Gli italiani dovrebbero amare la propria terraantieconomico pagarli di più. con la passione degli emigrati, di chi ha dovu- to lasciare la Patria per andare in cerca di lavo- In Cina, che tra dieci anni sarà il primo merca- ro, di chi quando riassapora i cibi della tradi-to al mondo, i nostri vini sono molto apprezzati, zione è assalito dalla nostalgia fino alleeppure su 100 bottiglie che importiamo, solo 6 lacrime... Gustare l’Italia 8
  8. 8. Chi è Franco Narducci È nato a S. Maria del Molise (IS) nel 1947, primo di quattro figli. Sposato con Patrizia hadue figli, Rebecca e Maximilian, nati in Svizzera, che amano moltissimo l’Italia, la sua cultu-ra e la sua lingua. Dopo la maturità tecnica ha iniziato gli studi all’Università di Napoli, facoltà di Economia eCommercio, interrotti successivamente per tra-sferirsi in Svizzera dove risiede dal 1970. Ha lavorato per un decennio nel settore dell’in-gegneria edile e ha partecipato attivamente allavita associativa degli italiani immigrati in questoPaese, dedicando il suo impegno alle ACLI, inparticolare, nelle sue strutture di base. Il mercato del lavoro e le sue trasformazionihanno rappresentato un punto centrale dei suoiinteressi professionali e culturali; si è occupatovari anni di formazione professionale per i cittadi-ni italiani giovani ed adulti residenti in Svizzera. Fra le altre sue attività ha promosso importantiprogetti formativi finalizzati ad una qualificata in-tegrazione professionale dei cittadini italiani residenti nel territorio elvetico, progetti elabora-ti, organizzati e attuati in stretto accordo con le Istituzioni svizzere e italiane. Nel dicembre 1998 è stato eletto Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italianiall’Estero (CGIE), carica ricoperta fino al 2006. Nel CGIE ho dato un forte impulso, fin dalla1° Conferenza degli Italiani nel Mondo (anno 2000), all’affermazione dei diritti dei residentiall’estero e alla riflessione sulle giovani generazioni lontane dall’Italia. Alle elezioni politiche del 2006 è risultato il Deputato primo eletto della lista Unione Prodi,ripartizione Europa. Durante la legislatura è stato nominato presidente del Comitato perma-nente sugli italiani all’estero e il 28 settembre del 2007 è stato eletto, a Trento, Presidentedell’Unione Nazionale delle Associazioni Immigrati ed Emigrati, a cui aderiscono le più im-portanti associazioni regionali degli italiani residenti all’estero. Rieletto nella XVI Legislatura, ricopre l’incarico di Vicepresidente della Commissione Affariesteri e comunitari della Camera dei Deputati. Il poco tempo libero che gli rimane a disposizione lo dedica alla famiglia, alle letture e aglieventi sportivi, una passione che in passato lo ha portato ad essere per 8 anni presidentedel Fortuna Villmergen, una squadra di calcio della Lega dilettanti svizzera, che per quasi 40anni ha rappresentato i valori sportivi italiani. 9 Gustare l’Italia
  9. 9. L’agroalimentare italiano in collaborazione con Confederazione Italiana Agricoltori sotto assedio La battaglia ai falsi e ai tarocchi che insi- “scippati” al nostro agroalimentare, di cui 3 diano il nostro agroalimentare si inasprisce miliardi direttamente sottratti al comparto sempre di più e raggiunge traguardi impor- agricolo. tanti. Lo afferma la Cia - Confederazione Italiana Lo dimostrano le cifre in aumento del nu- Agricoltori, commentando quanto emerso mero dei controlli, che nel 2011 hanno porta- nella conferenza stampa del ministero alle to al sequestro più di 500 tonnellate di pro- Politiche agricole sull’attività degli organismi dotti, per un valore di 37 milioni di euro. di controllo nel 2011. Una più che necessaria azione di contrasto Il numero crescente di ispezioni ci descrive al fenomeno dilagante della contraffazione, in un impegno maggiore delle autorità compe- grado si generare nel mondo un “business il- tenti nella direzione della tutela del nostro pa- legale” di ben 60 miliardi di euro l’anno: soldi trimonio agricolo, ma è anche una testimo-Made in Italy/1 © Assolatte Gustare l’Italia 10
  10. 10. nianza del grande danno economico subito Apprezziamo quindi l’impegno e i risultatidal settore e del rischio che corrono i consu- delle autorità competenti, ma bisogna fare dimatori in termini di sicurezza alimentare. più per tutelare un comparto che da solo vale Eppure l’Italia conta il maggior numero di il 15 per cento del Pil e che rappresenta unprodotti certificati: oltre il 22 per cento di patrimonio culturale e gastronomico ricchis-quelli registrati a livello europeo. simo. A questi vanno aggiunti gli oltre 400 vini Adesso servono misure “ad hoc” comeDoc, Docg e Igt e gli oltre 4mila prodotti tra- l’istituzione di una “task-force” in ambito Uedizionali censiti dalle Regioni e inseriti nell’Al- per contrastare truffe e falsificazioni alimen-bo nazionale. tari; sanzioni più severe contro chiunque imiti Una lunghissima lista di prodotti costante- prodotti a denominazione d’origine; un’azio-mente esposti al “fuoco” del “taroccamento”, ne più decisa da parte dell’Europa nel nego-che oltre alle vere e proprie frodi, di solito ziato Wto per un’effettiva difesa delle certifi-rappresentate dai prodotti che entrano “clan- cazioni Ue; interventi finanziari, sia a livellodestinamente” dall’estero e vengono intro- nazionale che comunitario, per l’assistenzadotti nei nostri mercati, sono costantemente legale a chi promuove cause (in particolare aiminacciati dal più ampio fenomeno dell’“Ita- consorzi di tutela) contro chi falsifica prodottilian sounding”. alimentari. © Consorzio del Prosciutto di Parma 11 Gustare l’Italia
  11. 11. “Tarocco” e i suoi fratelli in collaborazione con Coldiretti “Palenta” croata per indicare invece la po- La lotta alla contraffazione alimentare è lenta, tipico prodotto del territorio veneto e considerata prioritaria dalla maggioranza dei veronese: questo è solo l’ultimo esempio di cittadini anche rispetto ad altri settori come il contraffazione e pirateria nell’agroalimentare. tessile: le frodi a tavola sono le più temute da “Il fatto che per effetto della falsificazione sei italiani su dieci, secondo una indagine vengano sottratti all’agroalimentare nazionale Coldiretti/Swg. ben 164 milioni di euro al giorno dimostra che Ai rischi per la salute si sommano i danni il contrasto all’evasione fiscale, la lotta alla d’immagine provocati al Made in Italy che contraffazione e alla pirateria rappresentano nell’alimentare è il più copiato a livello inter- per le Istituzioni un’area di intervento priorita- nazionale per i grandi risultati raggiunti sul ria per recuperare risorse economiche utili al piano della qualità. Paese e generare occupazione”, ha affermato A essere colpiti sono i prodotti più rappre- il presidente della Coldiretti Sergio Marini a sentativi dell’identità alimentare come è stato commento dei risultati della prima relazione evidenziato dall’esposizione della Coldiretti sulla contraffazione e pirateria nell’agroali- sui casi più eclatanti di pirateria alimentare mentare elaborata dalla Commissione Parla- divisi per regione. mentare di inchiesta. Se sul piano nazionale le recenti operazioni hanno scoperto falsa mozzarella di bufa- la dop, ma anche vino ed olio etichettati come doc e dop senza documenti di tracciabilità, a livello internazionale sonoMade in Italy/2 state scovate aberrazioni, dalla “palenta” croata aconserva di pomodoro “Conta- dina” trasformata in California, dal “Par- ma salami” del Messico al “Parmesao” del Brasile, dallo “Spicy thai” pesto sta- tunitense all’olio “Romulo” con tanto di lupa che allatta venduto in Spagna al “Chianti” prodotto in California, ma an- che una curiosa “Mortadela” siciliana dal Brasile, senza dimenticar il “Cambozola” prodotto in Germania e il provolone “Ma- de in Wisconsin”. Altro caso emblematico di falso Made in italy nel mondo: il Consorzio di tutela del radicchio Igp di Treviso denuncia che a New York è stato commercializzato del falso radicchio Igp. Gustare l’Italia 12
  12. 12. In barba a tutte le re-gole sulla tutela comu-nitaria del prodotto, ilprodotto porta un’eti-chetta dove è scritto“Radicchio Treviso,grown in Holland, eatright America” ed è invendita promozionale a9,99 dollari in un nego-zio di ortofrutta. Nonostante da unostudio Coldiretti-Euri-spes sia emerso comeil falso “Made in Italy”copra oltre il 75% delmercato mondiale, sottraendo enormi possi- All’estero, oltre il 70% delle paste di granobilità di export alle nostre aziende, finora si duro sarebbero “taroccate”, l’85% degli ace-pensava che il fenomeno fosse limitato a cibi ti e il 54% del prosciutto crudo.“simbolo” (come il Parmigiano) e facilmente A livello mondiale, le stime indicano che il gi-conservabili. ro d’affari dell’Italian sounding superi i 60 mi- liardi di euro l’anno (164 milioni di euro al gior-I numeri del fenomeno “tarocco” no), cifra 2,6 volte superiore rispetto all’attuale Ma che addirittura la contraffazione potes- valore delle esportazioni italiane di prodottise arrivare a prodotti freschi, deperibili e ol- agroalimentari (23,3 miliardi di euro nel 2009).tretutto meno facilmente riconoscibili dal Da tempo Coldiretti è impegnata in un pro-consumatore, sembrava impossibile. getto di tutela e valorizzazione del vero Made E invece è successo. Segno che i prodotti in Italy agroalimentare Occorre, pertanto, fer-agroalimentari italiani sono apprezzati in tutto mare gli esempi di imitazione e contraffazioneil mondo e senza differenze o barriere tra le di prodotti agroalimentari italiani.varie tipologie; ma anche che qualcuno sta Il rischio è che si associno indebitamente ailucrando su un brand che non è suo. prodotti esteri valori riconosciuti e apprezzati E l’episodio assume contorni ancora più in- dai consumatori stranieri, come quelli del ve-quietanti se i concorrenti sleali non sono pa- ro Made in Italy agroalimentare, in primis laesi terzi, ma membri della stessa Unione Eu- qualità.ropea. Si tratta di una concorrenza sleale nei con- Gli studi che si sono occupati del falso fronti dei produttori nazionali con il rischio“Made in Italy” nel mondo sono diversi: si va che, soprattutto nei Paesi emergenti come ladal rapporto Censis del 2009 (“Il fenomeno Cina, si radichi tra i consumatori un falsodella contraffazione nel mondo e le ricadute “Made in Italy” che non ha nulla a che faresul mercato italiano”), a quello di Coldiretti ed con il prodotto originale e che toglie inveceEurispes del 2011. spazio di mercato ai prodotti autentici. 13 Gustare l’Italia
  13. 13. Lotta alla contraffazione: in collaborazione con Coldiretti Verona i numeri del 201 1 Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha presentato i risul- tati dell’attività operativa 2011, in ambito agro- alimentare, dell’Ispettorato centrale della tute- la della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, del Comando Carabinieri poli- tiche agricole e alimentari, del Corpo forestale dello Stato e della Guardia Costiera-Capitane- rie di Porto. Gli organismi di controllo hanno effettuato, nel 2011, un totale di 79.167 controlli e seque- stri per 36.854.189 euro, le sanzioni ammini- strative contestate sono state 8.737 e 1.304 le persone segnalate all’Autorità giudiziaria. Ognuno degli organi di controllo ha un’area specifica di intervento e l’Ispettorato centrale Mario Catania, Ministro delle Politiche della tutela della qualità e repressione frodi dei Agricole, Alimentari e Forestali prodotti agroalimentari, Icqrf, è l’organo diMade in Italy/3 I controlli straordinari attivati dai Nac, i Nu- controllo ufficiale del Ministero delle politiche clei Antifrodi Carabinieri, sono infatti sviluppa- agricole e forestali, attraverso controlli sulla ti con indagini di polizia giudiziaria, secondo qualità, genuinità e identità dei prodotti agroa- metodiche proprie delle investigazioni tecni- limentari e dei mezzi tecnici di produzione che e scientifiche, e pertanto sono orientate agricola, è da sempre impegnato nel contrasto ad individuare le aree di macro-illegalità che agli illeciti, alle frodi e alle contraffazioni che assumono rilievo penale. portano alla concorrenza sleale e minano i di- Due sono essenzialmente le macroaree di ritti dei consumatori. intervento dei Nac: le frodi comunitarie e le L’Icqrf, nel 2011, ha effettuato 43.452 con- frodi agroalimentari. trolli, contestato 5.513 sanzioni amministrative Nel 2011 i Nac hanno controllato 1768 e sequestrato beni per un valore di 14.988.690 aziende, 332 sono le denunce e 187 le viola- euro. zioni amministrative contestate, hanno accer- Il Comando Carabinieri Politiche agricole e tato illeciti contributi comunitari per oltre 8 mi- alimentari, con un organico di 80 uomini, ope- lioni di euro, sequestrato oltre 7 mila ra a supporto ed integrazione dei controlli am- ltonnellate di prodotti alimentari, e sottratto al ministrativi svolti dagli altri organismi di vigi- circuito illegale beni per un valore di 209 milio- lanza del Ministero. ni di euro. Gustare l’Italia 14
  14. 14. Il Corpo forestale dello Stato Nucleoagroalimentare e forestale ha effettuato6.171 controlli, sequestrati 12.610 kg diprodotti per un valore di 970.000 euro esegnalato all’Autorità giudiziaria 187 per-sone. Infine il Corpo delle Capitanerie di PortoGuardia Costiera ha effettuato 27.776controlli: in particolare, oltre la metà degliaccertamenti effettuati dalle Capitaneriedi porto si è concentrata nei punti di sbar-co che rappresentano il crocevia di tran-sito del prodotto ittico verso la catenadella commercializzazione. una storia di successo del Made in Italy agroali- Inoltre, a tutela del consumatore finale e a mentare che viene contraffatta all’estero.garanzia della libera e regolare concorrenza, il In Europa il prodotto gode di una protezionepersonale del Corpo ha eseguito molteplici sufficientemente garantita, però resta ancoraispezioni presso tutti quegli esercenti dediti alla molta strada da fare.compravendita all’ingrosso ed al dettaglio del Per esempio, stiamo portando avanti la bat-pesce e ha chiuso 18 esercizi commerciali oltre taglia per ottenere l’obbligo, per ogni Statoa sequestrare 186.771,29 kg di prodotti. membro, di perseguire le contraffazioni sul Il ministro Catania intervenendo ha dichiara- proprio territorio senza aspettare la denunciato: “È opportuno evitare duplicazioni e puntare del Paese che si ritiene danneggiatoa razionalizzare e semplificare i controlli nel Al di fuori della Comunità europea, nei mer-settore agroalimentare, ma dobbiamo sempre cati dei Paesi terzi come l’Australia, prodottiricordarci che quello italiano è il miglior siste- come il Prosecco non vengono tutelati. In que-ma produttivo del mondo anche perché può sto caso dobbiamo attivarci in sede di Orga-far leva su un elevato sistema di controlli. De- nizzazione mondiale del commercio e pensarestrutturarlo sarebbe un terribile autogol per il di tutelarci anche ricorrendo alla registrazionesistema delle imprese: la qualità del controllo è dei marchi.garanzia della qualità delle nostre produzioni. Un’attività su cui il Mipaaf interviene proatti- La nostra attenzione alle contraffazioni e alle vamente, assistendo i nostri operatori nella re-frodi alimentari è rivolta, naturalmente, sia al mer- gistrazione dei prodotti sui più importanti mer-cato nazionale che a quello estero. Il Prosecco è cati del mondo”. 15 Gustare l’Italia
  15. 15. Contro le frodi alimentari, in collaborazione con Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari al servizio dei cittadini Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e di intervento dei Nuclei Antifrodi Carabinieri: Alimentari, con un organico di 80 uomini, ope- le frodi comunitarie, ra a supporto ed integrazione dei con egrazione grazione con- le frodi agroalimentari. agroa agr trolli amministrativi svolti dagli altri olti o Questo modello operativo esclu- m mo organismi di vigilanza del Mini- a sivo ha coconsentito di caratteriz- c stero delle Politiche Agricole e gricole g l’elevata efficienza opera- zare l’eelev Alimentari. tiva degli 80 uomini dei NAC deeg I controlli straordinari attiva- ri i come d dimostrano i risultati ti dai NAC, i Nuclei Anti- fro- ti- conseguiti nel 2011: 1768 conse egu di Carabinieri, sono in- - aziende controllate, a fatti sviluppati con 332 denunce e 187 3 indagini di polizia giu- violazioni amministrati- vi diziaria, secondo meto- to o- contestate, accertati il- ve co diche proprie delle investi- nvesti- n leciti contributi comunitari per c con gazioni tecniche e scientifiche, cientifiche, milioni di euro, oltre 7 mila oltre 8 mi ilio e pertanto sono orientate ad individuare le le tonnellate di prodotti alimentari sequestrati, aree di macro-illegalità che assumono rilievo 209 milioni il valore dei beni sequestrati sottrat-Made in Italy/4 penale. ti al circuito illegale. Secondo quanto sancito dal d.Lgs. 5 Otto- bre 2000, n. 297 E dal d.P.R. 22 Luglio 2009, L’azione di contrasto alle frodi. n. 129, due sono essenzialmente le macroaree Falso olio extra vergine d’oliva in realtà olio d’oliva “deodorato”, fal- so pomodoro DOP, ed altri prodotti falsamente indicati “biologici” a de- nominazione di origine o con marchi di qualità, alimenti privi delle indi- cazioni sulla tracciabilità, in cattive condizioni e scaduti di validità: queste le principali irregolarità ri- scontrate nei circuiti di commercializzazione na- zionale ed internazionale Gustare l’Italia 16
  16. 16. commercializzato come mais semplice privo delle indicazioni sulla tracciabilità, falso pomo- doro DOP destinati anche all’esportazione ne- gli USA. Di rilievo anche un’efficace azione di respin- gimento attivata con l’Agenzia delle Dogane di oltre 3 mila tonnellate di grano tenero falso “biologico” di provenienza straniera. I NAC ricordano ai consumatori che posso- no consultare il sito istituzionale del Reparto sul link: http://www.carabinieri.it/Internet/Cit- tadino/consigli/tematici/, inoltrare segnalazioni alla casella di posta elettronica: ccpacdo@ca- rabinieri.it, oppure contattare direttamente il numero verde 800 020320. Per i casi più gravi e urgenti il cittadino puòe che hanno portato agli imponenti sequestri di sempre rivolgersi ad una delle oltre 4600 Sta-oltre 7 mila tonnellate di prodotti alimentari nel zioni dei Carabinieri diffuse su tutto il territoriocorso del 2011. nazionale. Nello stesso periodo le numerose verificheispettive hanno visto i Nuclei Antifrodi Carabi-nieri (NAC) di Roma, Parma e Salerno operarein tutto il territorio nazionale con controlli su835 aziende, sulla grande distribuzione orga-nizzata, nei principali centri commerciali e neimercati generali, verificando in particolarel’osservanza della normativa nazionale ed eu-ropea a tutela della qualità alimentare, speciein riferimento agli obblighi sulla tracciabilitàdegli alimenti. Ingenti sequestri hanno riguardato in parti-colare 9 mila litri di olio “deodorato” prove-niente dall’estero e commercializzato in Italiacome olio extravergine d’oliva, altre 3 mila ton-nellate di olio lampante proveniente da paesiextracomunitari, 28 tonnellate di mais ogm 17 Gustare l’Italia
  17. 17. Un’agenzia in collaborazione con Confagricoltura contro l’agropirateriaMade in Italy/5 Contraffazione e agropirateria: una vera e traffazioni (CNAC), al ministero dello Sviluppo propria aggressione al sistema agricolo e a Economico, a cui ha preso parte il vicepresi- tutto l’agribusiness (che vale oltre il 15% del dente di Confagricoltura, Salvatore Giardina: Pil del Paese e garantisce più del 10% dell’oc- “E’ problema complesso e di difficile soluzione cupazione nazionale), con danni economici e perché non esiste ancora una legislazione in di immagine incalcolabili. campo internazionale. Nel 2011 il valore dell’export dell’agroali- In qualche caso esistono o mentare ha superato i 30 miliardi di euro, po- accordi bilaterali per la tu- nendosi ai primi posti (con l’8%) nel totale tela delle denominazioni delle esportazioni del nostro Paese. che consentono di fron- La questione è stata affrontata nella sessio- teggiare il fenomeno, ma i ne plenaria del Consiglio Nazionale Anticon- costi dei controlli sono mol- l- Gustare l’Italia 18
  18. 18. to elevati. Là dove, invece, non ci sonoregole l’agropirateria non può neppureessere perseguita.” Il fenomeno, potenzialmente riguar-da tutte le denominazione d’origine,anche se oggi di fatto colpisce un nu-mero molto limitato di prodotti, moltoimportanti però dal punto di vista eco-nomico (l’80% del fatturato delle Dope Igp è fatto da sette prodotti). E non va trascurato il fatto che i con-trolli sui casi di agropirateria e contraf-fazione sono a carico dei Consorzi ditutela e che i costi, dalla denuncia finoalla sentenza definitiva in un eventualeprocesso, sono molto elevati, visto anche l’al- Consorzi di tutela e dei consumatori. Una stra-to numero dei casi. da per vincere le usurpazioni potrebbe essere Per contenere i costi dei Consorzi sarebbe quella dell’indicazione di origine in etichetta.utile creare un’Agenzia europea per la lotta Per questo in ambito WTO bisogna interve-all’agropirateria, che si occupi di effettuare i nire a fianco degli USA, sia come Italia, sia co-controlli e di perseguire legalmente i colpevoli, me Ue, nel ricorso contro la decisione del Pa-anche su segnalazione degli Stati membri, dei nel che si è espresso contro l’indicazione obbligatoria delle carni bovine e suine, rite- nendola discriminatoria. Di pari passo si dovrebbero rilanciare, sem- pre in sede Wto due temi importanti: la tutela del sistema comunitario delle indicazioni geo- grafiche (assente dal negoziato che sinora ha privilegiato gli aspetti relativi alla riduzione del- le tariffe doganali e dei sostegni) e quello degli standard tecnici ed in campo ambientale e so- ciale. Per quanto riguarda l’“Italian sounding”, per Confagricoltura, vanno create regole nuove. “Prima di arrivare ad un inquadramento interna- zionale della materia almeno no all’interno della UE, la recente pubblicazione del regola- mento UE 1169/11 sull’eti- chettatura dovrebbe aiutarci a combattere questo feno- meno”. 19 Gustare l’Italia
  19. 19. P e r i o d i c o d i c u l t u r a e n o g a s t r o n o m i c a e t u r i s m o L’unità d’Italia è stata costruita anche a tavola ed è molto ben rappresentata dai nostri prodotti tipici: auspichiamo una filiera agroalimentare tutta italiana.
  20. 20. Quando il nome di un di Saverio Carlo Buttigilione popolo diventa “brand”Made in Italy/6 © Assist Group Anche il nome di una nazione può diventare turiere favorendo la nascita di altre come brand cioè marchio commerciale: succede Benetton, Prada, Della valle, Costume National, quando un popolo per storia, cultura e ingegno Diesel. si distingue nel creare nuovi prodotti innovativi Da qualche anno anche nell’enogastrono- in un comparto, come è successo all’Italia alla mia e agroalimentare il brand “Italia” è diven- fine del secolo scorso in quello del Tessile Ab- tato sinonimo di qualità, gusto e sapore tipico bigliamento, imponendo ai mercati globali lo inimitabile, salubrità. Inimitabile??? stile di vita nel vestirsi alla Moda Italiana. Si è scatenata una guerra commerciale nel E’ successo che il “made in Italy” nella moda mondo, come si era già fatto nella moda, per si sia imposto al mondo con il lavoro dei sarti imitare e copiare l’enogastronomia italiana, italiani Valentino, Versace, Gucci, Armani, Trus- con marchi ed etichette che assomigliassero sardi, Ferrè che sono diventati griffes inter- nel nome a quello dei prodotti “tipici” italiani nazionali trasformandosi in fabbriche manifat- per poter sfruttare questo “valore aggiunto” Gustare l’Italia 22
  21. 21. nel prezzo e nella possibilità divendita di tutt’altri prodotti. Un mio amico docente universi-tario nato in Puglia, Paolo De Ca-stro, diventato Ministro alle Politi-che Agricole ha fatto di tutto perdifendere in sede europea il Parmi-giano Reggiano, specie dalle imi-tazioni interne al continente comequelle francesi, e ci è riuscito, fa-cendo legiferare regole restrittive. Questo Ministro mi ha invitato aBari all’incontro con la collega spa-gnola quando insieme firmarono ilprotocollo d’intesa per porre all’attenzione Paolo de Castro, Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo ruraledell’Unesco la candidatura della “Dieta medi- del Parlamento Europeoterranea” quale patrimonio dell’umanità, inne-scando un processo al quale si sono aggregate d’oliva “..non solo il luogo dove viene molitoaltre nazioni rivierasche del nostro mare, pro- ma anche quello dove le olive vengono raccol-duttrici di gastronomie salutari all’allungamento te” affinché sia il consumatore a decidere cosadella vita (come certificò il dottor Ancel Keys nel comprare, se è vero come è vero che per Olio1950 col suo studio su 12.000 persone di sette Italiano viene spacciato di tutto, l’obiettivo dinazioni del mondo) ed ora questo risultato è De Castro è la tracciabilità di tutti i prodotti ali-stato raggiunto. mentari. Questo Ministro ora è diventato Presidente La sua Puglia sta diventando laboratoriodella Commissione Agricoltura al Parlamento d’eccellenza di queste buone prassi, tanto èEuropeo ed ha fatto fare una legge che “impo- vero che l’Assessore Regionale Dario Stefànone” nell’etichettatura dell’olio extravergine ha istituito il marchio unico regionale “Prodotti 23 Gustare l’Italia
  22. 22. eletto deputato nella vicina Andria), ha in- credibili caratteristiche antitumorali come mi ha tante volte spiegato il caro amico Francesco Schittulli, presidente della Le- ga italiana per la lotta ai tumori. L’enogastronomia per l’Italia è poi un potente attrattore turistico generatore didi Puglia”, un cappello informativo che certifi- buona economia, che in questi tempi di inau-ca qualità, salubrità e tracciabilità, grazie an- dita crisi occupazionale, finanziaria e di valori,che al disciplinare messo a punto dall’Istituto rappresenta il futuro per le nuove generazioni.Agronomico Mediterraneo diretto da Cosimo Proprio la Puglia, in tal senso ne è buona te-Lacirignola ed ai controlli anche via TAC effet- stimone,tuati dall’Università di Bari. Il 23 maggio in Provincia di Bari il rettore Sal- La Puglia è la più grande regione al mondo vatore Messina dell’Università Europea per ilproduttrice di olio d’oliva extravergine che, ol- Turismo ha presentato alle istituzioni, insiemetre che buono al gusto (provatelo su una fetta ai docenti di tante Università straniere apposi-di Pane di Altamura con pomodorini di Torre tamente venuti, il lavoro conclusivo con 19Guaceto, presidio Slowfood, oppure sulla pa- proposte di incoming turistica, frutto di cinquesta Benagiano di Santeramo, fatta con le trafi- mesi di forum in tante località regionali insiemele in bronzo a lenta essiccature, una pasta di agli imprenditori alberghieri, ai sindaci ed aglicui andava ghiotto Giuseppe Garibaldi che fu stakeholders locali, lavoro che oltre al barocco Gustare l’Italia 24
  23. 23. di Lec Lecce, al Castel del Monte di Federico II e Mon ai T Trulli di Alberobello llo o al mare del Garga- a- no, ha proposto co- no o- me fil rouge l’enoga-a- stronomia pugliesese nella cornice dei castelli e delle lle masserie di pro- Ltd, società inglese controllata della Assist duzione. duzione Group, organizzerà importanti Eventi nella ho- Il 30 maggio “Golf People Magazine” di Mi- spitallity house del Comitato Olimpico Italiano,lano viene in Puglia a presentare il nuovo di- allestita nei 6 piani del Queen Elisabeth II Cen-stretto del Golf ed anche in questa occasione tre presso Westminster, anche con un risto-ci sarà lo sposalizio fra sport e gastronomia. rante “True Italian Food & Wine”, proprio negli Io stesso dopo anni di lavoro come produt- spazi della lounge di Casa Italia.tore televisivo grazie al quale ho portato nelle Nell’articolo che segue descriveremo più inmie trasmissioni TV le eccellenze delle filiere dettaglio il progetto “True Italian”.enogastronomiche sono statosollecitato ad occuparmi, nellaveste di project manager, di unoshowroom permanente a Milano,“Food & Moda”, in vista dell’Expo2015. Ma tutta l’Italia ha prodotti tipicienogastronomici che sono la ve-ra ricchezza di questo popoloche non può e non deve essernescippato. Secondo la CIA falsi e tarocchi“rubano” 7 milioni l’ora e 60 mi-liardi l’anno al “made in Italy”, nelsupermarket mondiale del “bido-ne” i nostri prodotti sono i più clo-nati! Nasce un grande progetto in-ternazionale per la promo/com-mercializzazione dei prodotti eno-gastronomici italiani in tutto ilmondo. Dal 26 luglio al 12 agosto, inoccasione dei Giochi Olimpici diLondra, True Italian Food & Wine 25 Gustare l’Italia
  24. 24. Il progetto “True Italian” di Saverio Carlo Buttigilione e Paola Ciribilli e l’Italian SoundingMade in Italy/7 Il progetto “True Italian Food & Wine” pre- polo di informazione e di divulgazione all’este- vede l’apertura in franchising di una rete di ri- ro della cultura dell’Italian style a tavola. storanti, caffetterie e punti vendita in 6 paesi: “True italian Food & Wine” nasce in rispo- Usa, India, Brasile, Russia, Germania e Cina sta ad un duplice fenomeno, molto diffuso ne- per la distribuzione di prodotti agroalimentari gli anni recenti: da un lato la scarsa capacità italiani selezionati, certificati e a marchio di tu- delle imprese agroalimentari italiane di fare tela. fronte a una domanda crescente di prodotti L’obiettivo è di dare vita a una concreta agroalimentari italiani, dovuta soprattutto a azione di supporto alle imprese di settore, so- quella dei nuovi mercati (India, Cina, Brasile, prattutto di quelle medio piccole, nel processo Russia), dall’altro il giro di affari dell’Italian di internazionalizzazione, ma anche di valoriz- sounding. zare e promuovere il patrimonio agroalimenta- Buona parte delle imprese che operano nel re italiano. settore agroalimentare hanno dimensioni limi- Ogni punto vendita “True Italian Food & Wi- tate, così come limitati sono i loro budget e i ne” intende infatti essere anche una sorta di loro volumi. Gustare l’Italia 26
  25. 25. La risposta alla domanda e il processo di in- Quattro prodotti agroalimentari su dieci so-ternazionalizzazione risulta quindi spesso diffi- no realizzati con materia prima estera e uno sucile e antieconomico. Resta però il fatto che, tre è un vero e proprio falso.in particolare nel settore dell’enogastronomia, Basta un dato per comprendere la comples-l’appeal del Made in Italy tiene e i prodotti ita- sità del problema: in oltre il 50% della spesaliani sono riconosciuti e desiderati in tutto il l’etichetta è anonima.mondo. Tra i casi più eclatanti i prosciutti: due su tre L’Italian sounding è il fenomeno di imitazio- sono prodotti con maiali stranieri e sono ven-ne e contraffazione dei prodotti agroalimentari duti per italiani.italiani nel mondo, che altera la regolarità della Per quanto riguarda i formaggi, il 50% sonocompetizione per immissione nel mercato di prodotti con latte estero. Circa il 45% delleprodotti con costi e prezzi più bassi dei pro- mozzarelle sono prodotte con latte e anchedotti di qualità italiana. cagliate straniere. Più’ del 60% del latte a lun- Ogni mese le famiglie italiane, senza saperlo, ga conservazione non è prodotto in Italia.portano sulle tavole prodotti stranieri, falsi “Ma- Tutto questo si riflette immancabilmente sul-de in Italy” e spendono più di 5 miliardi di euro, la spesa, sull’alimentazione degli italiani e sulper un totale annuo di oltre 60 miliardi di euro. sistema agricolo nazionale. © Assist Group 27 Gustare l’Italia
  26. 26. In buona sostanza, per ogni prodotto agri- sparmiato dal falso, operato sia da italiani resi-colo realizzato nei campi o negli allevamenti denti all’estero sia da multinazionali straniere.italiani si genera, tra contraffazioni e imitazioni, E gli “agropirati” si camuffano dietro le sigleun business cinque volte più grande. più strane e singolari. Si va dal Parmesao II fenomeno è noto anche con la definizione (Brasile) al Regianito (Argentina), dal Parma-di Italian sounding, ovvero la commercializza- Ham (Usa) al Daniele Prosciutto & companyzione di prodotti che portano nomi di marchi (Usa), dall’Asiago del Wisconsin (Usa) allache “suonano italiani”, e che in realtà sono Mozzarella Company di Dallas (Usa).prodotti e venduti utilizzando in maniera im- E ancora dalla Tinboonzola (Australia) allapropria parole, immagini, marchi e ricette che Cambozola (Germania, Austria e Belgio), alsi richiamano all’Italia. Danish Grana (Usa), le penne Napolita (Lan- Questo genera un danno enorme per le cashire), i fusilli Di Peppino (Austria), e poi ilaziende del nostro Paese, sia in termini di gi- Brunetto, Napoli Tomato, Caffè Mario...ro d’affari sia di immagine, dal momento che Per rispondere a queste esigenze e per fari prodotti contraffatti conservano nella mag- fronte ad una domanda internazionale cre-gior parte dei casi un basso contenuto quali- scente di prodotti agroalimentari Made Intativo. italy, nasce “True Italian Food & WIne” che Prosciutti, olio di oliva, formaggi, salumi, pro- prevede l’apertura di 3 diversi formati distri-dotti ortofrutticoli, vini: nessun comparto è ri- butivi: Gustare l’Italia 28
  27. 27. un Bakery Cafè: il “True Italian Espresso” L’apertura dei format “True Italian Food &un Casual Dining Restaurant: WIne” avverrà in 5 anni in 6 paesi, per un to-il “True Italian Ristorante” tale di circa 150 aperture.uno Speciality Food Store: La creazione della rete franchising è antici-il “True Italian Emporio” . pata dall’apertura in ciascuno dei mercati di riferimento di un flagship store denominato, “True Italian Casa Italia”, di oltre 1.000 mq, gestito direttamente dalla casa madre, che rappresenta il fulcro del piano di marketing e comunicazione. Il progetto “True Italian Food & WIne” è ba- sato sulla selezione di prodotti e produttori 100% Italiani, che garantiscano la miglior qualità al prezzo più basso possibile. I pro- dotti selezionati verranno distribuiti attraver- so caffetterie, ristoranti, empori creando una rete franchising che avrà il supporto continuo della casa madre. “True Italian Food & WIne” prevede inoltre l’introduzione di un programma di formazione e di valorizzazione professionale rivolto a giovani italiani under 30. Si tratta di un progetto didattico che preve- de l’istituzione di un programma di studio in- centrato sull’approfondimento della cono- scenza del prodotto agroalimentare italiano, sulle tecniche di preparazione, sulle tradizioni gastronomiche e culinarie dei nostri territori e sulla loro promozione a livello internazionale. 29 Gustare l’Italia
  28. 28. Tutti uniti in difesa in collaborazione con Aicig del “Made in Italy” L’AICIG - Associazione Italiana Consorzi In- I grandi ed i piccoli Consorzi hanno scelto di dicazioni Geografiche - è l’associazione nazio- unirsi per discutere i temi principali del settore nale costituita tra i Consorzi di tutela ricono- in maniera trasversale ed individuare delle li- sciuti dal Mipaaf ai sensi dell’art. 14 della nee guida congiunte nell’obiettivo condiviso di Legge 21 dicembre 1999, n. 526. perseguire la frode e tutelare le indicazioni ge- La maggioranza dei Consorzi di tutela italia- ografiche. ni ha individuato nella formula associativa, Gli scopi principali dell’Associazione sonoMade in Italy/8 senza scopo di lucro, la chiave strategica supportare la politica delle indicazioni geogra- competitiva per tutelare, valorizzare e promuo- fiche in sede nazionale, comunitaria e interna- vere all’unisono le rispettive indicazioni geo- zionale, nonché favorire lo sviluppo omogeneo grafiche. del settore, promuovendo un costante con- Quest’ultime, espressioni del patrimonio fronto tra tutti i Consorzi Soci. agroalimentare del nostro Paese, rivelano le In sintesi AICIG nasce al fine di: identità storico-culturali dei distretti di riferi- favorire lo sviluppo del settore delle IG, mento, e vanno protette. promuovendo un confronto permanente tra i Nell’ottica, dunque, di fornire a queste realtà Consorzi di tutela riconosciuti anche se appar- distrettuali il sostegno che meritano, seguen- tenenti a filiere differenti; do tra l’altro la naturale evoluzione di settore, sostenere la politica delle IG in ambito na- prende vita l’AICIG. zionale, comunitario ed internazionale, in col- Il sistema associativo tra Consorzi di tutela laborazione con il Mipaaf; realizzato per la prima volta in Italia si basa su monitorare l’evoluzione e una convinzione e cioè quella di far funzionare del settore delle IG. gli accoppiamenti giudiziosi (indicazioni geo- L’aspetto che maggior- grafiche territorio, cultura e turismo) facendoli mente gratifica l’attività quo- agire all’unisono. tidiana di AICIG è l’instaurarsii Gustare l’Italia 30
  29. 29. di f frequenti collaborazioni anche un ruolo meglio definito e di trasversali tra grandi e piccoli t maggior rilievo per i Consorzi di consorzi operanti in comparti tutela su tutto il territorio comu- merceologici differenti. nitario, Questo infatti è lo scopo una protezione maggiore e primario dell’Associazione, ov- pr verso le pratiche scorrette a dan-n-vero quello di conseguire un maggiore coordi- ll no delle nostre produzioni anche at- e atnamento dell’intero settore che agisca com- traverso un sistema di tutela ex-officio,patto verso obiettivi condivisi. la possibilità, per i Consorzi, di regolamen- Nel corso degli anni poi le attività di AICIG tare i volumi produttivi per trovare un equilibriohanno subìto un costate incremento, esse ab- tra domanda e offerta.bracciano ormai diversi ambiti e sarà impor- In tal senso sono stati organizzati numerositante in futuro mantenere alta l’attenzione in incontri e riunioni in ambito comunitario pres-tutte le direzioni. so il Parlamento Europeo e la Commissione Il sistema dei Consorzi è ormai una realtà e Europea, dove Aicig ha incontrato interlocuto-lavora a tempo pieno per consolidare l’impor- ri sensibili alla problematiche esposte nonchétante ruolo di interlocutore privilegiato con le volti alla risoluzione delle stesse.Istituzioni nazionali e comunitari che si è gua- Anche a livello nazionale l’Associazione col-dagnato in questi ultimi anni. labora costantemente con il Mipaaf (Ministero Nell’ambito dei cambiamenti a livello legisla- delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali)tivo, l’Associazione sta sostenendo alcuni con il quale è in essere un protocollo d’intesapunti fondamentali per il corretto sviluppo del per un corretto aggiornamento delle normati-settore: ve di settore. 31 Gustare l’Italia
  30. 30. Sono stati compiuti passi importanti che Possono divenire Soci dell’Associazioneserviranno in futuro per consolidare il ruolo tutti i Consorzi di tutela riconosciuti dal Mini-dei Consorzi, delle rispettive produzioni e, più stero delle politiche agricole alimentari e fore-in generale, per dare credibilità all’intero si- stali, ossia l’associazione che dimostri la par-stema. tecipazione nella compagine sociale dei Da un punto di vista differente, si sottolinea soggetti che rappresentano almeno i 2/3 del-che l’Associazione ha avviato rapporti con il la produzione controllata dall’organismo diSistema Camerale poiché è fortemente con- controllo e ritenuta idonea alla certificazionevinta che la sinergia con il Sistema Camerale e che comunque abbia fatto domanda di ri-potrà generare in futuro grandi benefici. conoscimento al Mipaaf. Partendo poi dalla convinzione che la cre- L’art. 14 della Legge 21 dicembre 1999 n.scita di competenza e professionalità di set- 526 stabilisce che i Consorzi di tutela ricono-tore possa contribuire ad eliminare pratiche sciuti Mipaaf hanno funzioni di: tutela, pro-concorrenziali scorrette nei confronti delle mozione, valorizzazione informazione delDop e Igp, l’AICIG ha organizzato in collabo- consumatore e cura generale delle IG.razione con gli organi competenti del Mipaaf, L’Aicig rappresenta almeno il 93%, in ter-dei corsi di formazione per gli Agenti Vigilato- mini economici, delle produzioni italiane adri dei Consorzi che hanno contribuito alla cre- indicazione geografica.scita di questa importante figura. Per info: www.aicig.it I Consorsi aderenti all’AICIG Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP Asiago DOP Bra DOP Bruzio DOP Caciocavallo Silano DOP Castelma- gno DOP Chianti Classico DOP Clementine di Calabria IGP Dauno DOP Fontina DOP Garda DOP Gorgonzola DOP Grana Padano DOP La Bella della Daunia DOP Limo- ne Costa d’Amalfi IGP Limone di Sorrento IGP Mela Alto Adige IGP Montasio DOP Mortadella Bologna IGP Monti Iblei DOP Mozzarella di Bufala Campana DOP Nocciola del Piemonte IGP Oliva Ascolana del Piceno DOP Pane di Altamura DOP Parmigiano Reggiano DOP Pecorino Romano DOP Pecorino Toscano DOP Piave DOP Po- modoro di Pachino IGP Pomodoro S.Mar- zano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP Pro- sciutto di Modena DOP Prosciutto di Parma DOP Prosciutto di San Daniele DOP Pro- sciutto Toscano DOP Provolone Valpadana DOP Quartirolo Lombardo DOP Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP Raschera DOP Riso di Baraggia Bielle- se e Vercellese DOP Riviera Ligure DOP Robiola di Roccaverano DOP Sabina DOP Salame Brianza DOP Salame Cremona IGP Salamini Italiani alla Cacciatora DOP Speck Alto Adige IGP Stelvio DOP Taleggio DOP Terra di Bari DOP Terra d’Otranto DOP Terre di Siena DOP Toma Piemontese DOP Val di Mazara DOP Vitellone Bianco dell’Ap- pennino Centrale IGP Zampone Modena Cotechino Modena IGP Gustare l’Italia 32
  31. 31. GDO estera a sostegno di Angelo Sala del Made in Italy Per aumentare l’export dei prodotti ali- tività informative instore. Per effettuare le rile- mentari è prioritario il coinvolgimento della vazioni, il Gruppo Food si è avvalso della col- grande distribuzione estera. Il messaggio è laborazione dei migliori esperti nei rispettivi arrivata dal convegno “Cibus Global Award”, mercati di riferimento: Retail Watch per il che ha presentato il primo studio quali-quan- mercato europeo, Mra per quello americano, titativo mai realizzato sulla presenza del food BTG Group per quello asiatico. “Made in Italy” sugli scaffali dei supermercati Per la Gdo in Europa il primo classificato è di Europa, Stati Uniti ed Asia. la catena tedesca Edeka, per il vasto assorti- Una squadra di “osservatori” ha lavorato mento, per l’eccellente ordine e visibilità del per mesi per studiare e classificare l’esposi- prodotto italiano in scaffale, specie nelle mer- zione dell’alimentare italiano nella Gdo este- ceologie dei salumi e dei formaggi (secondo ra; in sintesi pur essendo penalizzati dall’as- e terzo classificato l’inglese Waitrose e la senza di insegne italiane cresce francese Carrefour). esponenzialmente l’interesse da parte delle Per la Gdo statunitense il primo classificato catene internazionali per l’offerta dell’indu- è la catena Central Market, premiata per il stria italiana. grande coinvolgimento del consumatore “Cibus Global Award”, organizzato dal nell’esperienza di acquisto del food italiano, Gruppo Food e Fiere di Parma, ha anche pre- con assaggi e corsi (secondo Whole Foods eMade in Italy/9 miato le catene distributive estere che si sono terzo Balducci’s). distinte per parametri di valutazione vanno Per la Gdo asiatica (Cina, Corea e Giappo- dall’ampiezza dell’assortimento al numero di ne) il primo premio è andato alla catena giap- referenze a scaffale, dalle promozioni alle at- ponese Isetan, per la gran cura messa nelle Gustare l’Italia 34
  32. 32. promozioni del prodotto italiano come le set-timane delle “Italian Fairs”, seguita dalla cine-se City Super e dalla giapponese Kinokunya. Le osservazioni sulla Gdo europea hannoevidenziato che le industrie italiane dovreb-bero privilegiare l’investimento sui prodotti amarchio commerciale delle varie catene, chestanno aumentando molto il livello qualitativotanto da competere con i prodotti di marca,cercando però di evidenziare al massimo sul-la confezione la tipicità italiana, accompa-gnandola possibilmente con informazioni sulprodotto. Negli Stati Uniti il problema è rappresentatodalla vastità del prodotto imitativo, tanto chesugli scaffali spesso convivono prodotti au-tentici italiani e prodotti falsi. La domanda diprodotto italiano è crescente in tutto il Paese, personale in grado di spiegare il prodotto ednon limitandosi a New York ed alle grandi cit- aiutare il consumatore ad orientarsi.tà, con una grande richiesta di pasta, sughi e Più complesso il discorso sulla Gdo asiati-formaggi. ca, dove il prodotto italiano se non viene Ma il popolo dei “foodies”, il cui numero sa- spiegato rischia di non essere venduto, conle costantemente, reclama anche l’arrivo di l’eccezione della pasta che è un prodotto do-insaccati, il prosciutto fresco in primis, pena- ve l’italianità trionfa. Si vende bene anchelizzato da una legislazione particolarmente l’olio, cui fa concorrenza l’olio spagnolo, eprotezionista. stanno conquistando spazi anche i formaggi Le migliori catene puntano su assaggi, in- g p gg ed i salumi. formazione e servizio par- r Esemplare l’esempio della Cina dove la ticolare in corsia, cioè presenza radicata di catene francesi ed ingle- si favorisce il consumo dei prodotti di quei Paesi. Anche in Asia la chiave è la formazio- ne, quindi la illustrazione del prodotto, attra- verso assaggi, degustazioni, corsi e persona- le qualificato in grado di spiegare. Per quanto riguarda Cina (l’analisi si è limi- tata alle catene di Shangai) e la Corea il cibo italiano è acquistato solo dalle fasce alte del- la popolazione, attratte dal lifestyle italiano, mentre in Giappone, dove la cucina europea è molto conosciuta da anni, tutti i prodotti ita- liani hanno grandi potenzialità di penetrazio- ne, anche i prodotti bio. 35 Gustare l’Italia
  33. 33. Vola all’estero di Federico Danesi il 20% del Made in Italy La quota della produzione agroalimentare Nei nuovi mercati emergenti come il Mes- “Made in Italy” destinata all’estero ha rag- sico e l’India cresce infatti la domanda di ci- giunto per la prima volta una percentuale re- bo italiano con numeri incoraggianti. cord del 20 % per effetto congiunto della cre- In Cina è stato lo spumante italiano a far re- scita delle esportazioni del 7% e della gistrare il maggior aumento della domanda stagnazione dei consumi interni che sono ca- con il consumo che è piu’ che triplicato (+235 lati in quantità del 2%. %) nel 2011 anche grazie alla presenza di al- E’ quanto emerge da una analisi della Col- meno 2,7 milioni di persone con un patrimo- diretti in occasione dell’apertura del Cibus, il nio personale netto di oltre 6 milioni di yuan salone internazionale dell’alimentazione, sul- (oltre 600.000 euro) che apprezzano il cibo la base dei dati Ismea relativi al primo bime- italiano. stre del 2012. Complessivamente il valore delle spedizioni Nel settore del vino, che è la prima voce all’estero dei prodotti agroalimentari “Made in dell’export agroalimentare “Made in Italy”, il Italy” ha oltrepassato per la prima volta lo valore delle esportazioni ha addirittura supe- scorso anno i 30 miliardi, un importo superio- rato quello realizzato sul mercato nazionale a re alla voce autovetture, rimorchi e semiri-Made in Italy/10 dimostrazione del cambiamento in atto. morchi ferma a 25 miliardi. © Consorzio del Parmigiano Reggiano Gustare l’Italia 36

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