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Vincenzo CuomoStoria del Presepe
Realizzazione graficaMarco Vinciguerrae-mail: m.vincix@gmail.com
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L        ’arte di rappresentare la nascita del Cirsto in una        dimensione quasi fiabesca, in equilibrio tra realtà e ...
Storia del Presepe1223, in una grotta nei dintorni di Greccio, nel corso dellacelebrazione della Messa, diede vita ad un P...
Storia del Presepeiniziale legata a realizzazioni scultoree, fece poi seguitoun lungo periodo, destinato a concludersi sub...
Storia del Presepemaggiormente questo orientamento si diffuse fu la Toscana.In molti siti della Regione è infatti ancora o...
Storia del Presepead altre, ugualmente collocate all’interno del perimetrourbano partenopeo, ma anche nei dintorni, tutte ...
Storia del Presepemontagna, ove stava l’antro in cui era nato il Salvatore,si intravedevano i Re Magi provenienti dall’Ori...
Storia del PresepePresepe nei primi decenni del Cinquecento moltodeve anche all’impegno di San Gaetano di Thiene.Nel prosi...
Storia del Presepecon fine arte. Esse, infatti, oltre ad incutere un palpito dicristiana commozione, suscitavano anche amm...
Storia del Preseperiacquistava così nuovamente la dignità dell’autonomiapolitica, dopo secoli di avvilente dominio vicerea...
Storia del Presepevennero però vestiti con la foggia in uso nella Betlemmedei tempi di Augusto, bensì con quella del secol...
Storia del Presepeevoluzione costante verso l’artistico ed il bello, ebbe puredefinitivamente termine la costruzione di so...
Storia del Presepescritta. Ciò, in quanto le creazioni sceniche, terminatoil periodo natalizio, venivano normalmente distr...
Storia del Presepeda considerare anche la migliore produzione artisticanapoletana dell’intero secolo. Ciò, in quanto, ment...
Storia del Presepeche, in occasione del natale, ovunque continuavano adessere realizzate nel ricordo della Natività del Cr...
Storia del Presepe
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  1. 1. Vincenzo CuomoStoria del Presepe
  2. 2. Realizzazione graficaMarco Vinciguerrae-mail: m.vincix@gmail.com
  3. 3. Vincenzo CuomoStoria del Presepe
  4. 4. L ’arte di rappresentare la nascita del Cirsto in una dimensione quasi fiabesca, in equilibrio tra realtà e misticismo, non però in senso iconografico, bensìplastico e scultoreo, affonda le radici nei primi secoli delpassato millennio. L’idea nacquedal desiderio di creare unanuova forma di insegnamentoreligioso del Mistero della nascitadel Salvatore, in grado di esserecomunicato e recepito dalle massein modo diretto, allegro e gioioso.Non raramente si sono udite vociattestanti che il Presepe e stata unacreazione voluta da San Francescod’Assisi e alimentata e continuatada altri ugualmente rilevanti Membri del suo Ordinemonastico. Oggi, alla luce di nuovi studi, si tende invecead affermare che all’epoca tali raffigurazioni già risultavanoessere presenti presso molte Chiese cristiane, ovviamentein modo semplice, se non addirittura semplicistico,nell’intento di rafforzare l’immagine del grande Eventonella notte di Natale. Un merito va tuttavia doverosamenteosservato che, anche se il Patrono d’Italia non fu colui ilquale inventò questo genere mistico di rappresentazionecristiana, fu però senz’altro colui che più contribuì adiffonderne il culto, la devozione, e la venerazione tra lagente. In merito, ricordiamo che la sera della Vigilia del 1
  5. 5. Storia del Presepe1223, in una grotta nei dintorni di Greccio, nel corso dellacelebrazione della Messa, diede vita ad un Presepe animato,che generò tra i presenti una realtà di sacralità e misticismo.Comunque, anche i Domenicani, sorti quasicontemporaneamente ai Frati Minori, con uguale impiantospirituale di Ordine mendicante, molto concorseroanch’essi alla propagazione della liturgia del Presepe.Nel prosieguo abbiamo che, nel lungo periodo, daltardo Medioevo, di cui dicevamo, e sino alla fine delRinascimento, le rappresentazioni artistiche della Nativitànon subirono alcun allargamento. Ciò, nel senso chesempre risultarono essere limitate unicamente all’internodi sacre Strutture, quali, Chiese, Cappelle o Monasteri.Il Presepe indubbiamente più antico, sopravvissuto alleingiurie del tempo e pervenuto sino a noi, anche se, purtroppo,non in uno stato ottimale di conservazione, e quellocustodito nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.Autore ne fu Arnolfo di Cambio. Artista sublime il quale seppe conciliare nel suo operato lo stile gotico con la tradizione classica e che tra i tanti capolavori realizzati ci piace ricordare lo Scriba.A questa stagione 2
  6. 6. Storia del Presepeiniziale legata a realizzazioni scultoree, fece poi seguitoun lungo periodo, destinato a concludersi subito dopo laprima metà del Quattrocento, in cui il tema della Nativitàriscosse invece notevole interesse, soprattutto da parte deipittori. Decoratori i quali realizzarono un gran numero diraffigurazioni, di cui pure alcune di gran pregio e valoreartistico. Per tutte ricordiamo l’Adorazione dei Magi diBenozzo Gozzoli all’interno del Palazzo Medici a Firenze.L’uso plastico del Presepe ritornò ad imporsi nuovamentenella seconda metà di questo XV secolo, allorquandofurono create delle grandi figure dei sacri personaggifondamentali. Figure le quali venivano poi quasi semprecollocate sul davanti di uno scenario dipinto. Il luogo ove 3
  7. 7. Storia del Presepemaggiormente questo orientamento si diffuse fu la Toscana.In molti siti della Regione è infatti ancora oggi possibileammirare resti isolati di monumentali pastori in legno,di sicuro parte di più vasti complessi andati perduti.Da questa località dell’Italia centrale, ad iniziare dagli ultimilustri di tale secolo, l’uso del Presepe, così concepito e latecnica per costruirlo, iniziarono gradatamente ad irradiarsie diffondersi anche nel settentrione della Penisola, masoprattutto nel Reame di Napoli. La notizia la rileviamo, nonsolo dagli scritti di tanti cronachisti dell’epoca, ma anche daciò che è ancora possibile ammirare delle tante realizazzionigiunte sino ai giorni nostri. Tra esse, indubbiamente degnadi nota è l’opera, con figure in legno, tra cui Profeti e Sibille,grandi quasi al naturale, presente nella Chiesa napoletana diSan Giovanni a Carbonara e risalente al 1484. Unitamente 4
  8. 8. Storia del Presepead altre, ugualmente collocate all’interno del perimetrourbano partenopeo, ma anche nei dintorni, tutte denotano,quale caratteristica sviluppatasi in loco, un impiantopiù complesso ed un maggiore numero di peronaggi.Altri centri del Meridione ove pure si ebbe una notevolediffusione, a più ampio respiro, rispetto che altrove, di questoparticolare tipo di sacra rappresentazione religiosa, legataalla nascita del Cristo, furono Matera e Altamura. In talearea, non abbiamo però un’uniformità nelle raffigurazioni,bensì il prevalere di due differenti Scuole, con proprie e bendefinite caratteristiche. Mentre quella più semplice si limitavaa delle realizzazioni articolate su poche e ristrette sagomein legno, così come era in uso in Toscana, quella più riccae complessa, prevedeva invece uno scenario più articolatoe con più figure, sul tipo quindi di quello napoletano.Questo secondo tipo di Presepe, indubbiamente anche piùraffinato, oltre ad una chiara ispirazione all’arte bizantina,quasi sempre si presentava immerso in un contestocampestre. Al centro risultava normalmente essere presenteuna grotta o una caverna, nella quale erano collocati laVergine Maria, San Giuseppe ed il Bambino Gesù posto inuna mangiatoia. La sacra rappresentazione nell’immediatoveniva completata dai tradizionali bue e asinello, mentretutt’intorno vi apparivano figure di persone che indicavanoun movimento. In lontananza, nella zona più distante dalla 5
  9. 9. Storia del Presepemontagna, ove stava l’antro in cui era nato il Salvatore,si intravedevano i Re Magi provenienti dall’Oriente.Questo modello di composizione più accurato ed elaborato,che andava quindi al di là di una disadorna immagine dellaNatività, fu quello che gradatamente si impose sempredi più, subendo, nel contempo, un arricchimento diambientazione ed un accrescimento nella elaborazione dellescene. Ciò fù possibile soprattutto in quanto, l’articolazioneerta e collinosa del paesaggio, consentiva l’impianto diraffigurazioni complesse, con svariate presenze, malgrado lo spazio ristretto. Inoltre, così concepito dava l’opportunità di impreziosire il tutto con una qualunque scena secondaria, senza che il quadro d’insieme ne venisse minimamente a soffrire. Comunque, resta che in questi Presepi, indipendentemente dalla loro importanza artistica, era sempre l’immagine del Bambino Gesù ad essere alcentro dell’ambientazione. Sacra Figura costantementeimmersa in una dimensione di grande povertà edumiltà, non disgiunta da una infinita dignità e maestà.Va anche ricordato che lo sviluppo e la diffusione del 6
  10. 10. Storia del PresepePresepe nei primi decenni del Cinquecento moltodeve anche all’impegno di San Gaetano di Thiene.Nel prosieguo e sino ad oltre la fine del Seicento, ilconcetto della raffigurazione della Natività non subì alcunmutamento sostanziale. Conservò pertanto impianto estruttura precedente, anche se con delle variazioni legate almutare dell’orientamento artistico dei luoghi e del tempoed a volte con una leggera riduzione delle dimensioni.Degno di nota e anello di congiunzione con la successivafigurina della seconda metà del Settecento, fu il fatto chein molte località i Pastori si iniziò anche gradatamentea rivestirli con abiti veri e cuciti proprio per loro.Con l’inizio del XVIII secolo, che ovunque in Europavide il diffondersi e l’affermarsi di quel pensieroilluminista, volto a modernizzare la società in ogni suoaspetto, il Presepe entrò in una felice fase ascendentee innovativa. Infatti, in tutta la Penisola, ma ancorauna volta soprattutto nell’Italia meridionale, oltread una maggiore diffusione tra le classi popolari, siebbero rappresentazioni sempre più ad ampio respiro.Dopo un così favorevole inizio, nel corso dei decennisuccessivi, l’arte presepiale prese ad affermarsi anche in tuttal’Europa, raggiungendo, nel contempo, un altro livello dievoluzione. Divenne così possibile contemplare composizionidi gran lunga più complesse, varie e articolate, in confrontoal passato. Composizioni formate non solo da ampierappresentazioni sceniche, ma anche da figure realizzate 7
  11. 11. Storia del Presepecon fine arte. Esse, infatti, oltre ad incutere un palpito dicristiana commozione, suscitavano anche ammirazione perla pregevole elegante fattura. Oltre al Portogallo, ove furonocreate delle strutture riccamente dotate e lavorate, anchela Spagna subito mostrò essere una presenza competitivain tale settore. Fù però, oltre Genova, nel Regno di Napolied in quello di Sicilia che, in questo periodo, il Presepeconobbe una delle sue stagioni più felici. Tra le novità vifù un graduale parziale abbandono del legno per questegrandi sagome. Al suoposto, soprattutto perle teste, gli animali,gli esseri umani dipiccole dimensioni,i cesti di frutta e gliarredi domestici,aveva iniziatofelicemente adimporsi la terracotta.Tra i primi maestriche si cimentarono intale particolare produzione ricordiamo Lorenzo Vaccaro.Nel 1734, Carlo di Borbone, designato dalla diplomaziaeuropea ad occupare il trono di Napoli, nonchè quello diSicilia, faceva solenne ingresso nella capitale. Il Meridione 8
  12. 12. Storia del Preseperiacquistava così nuovamente la dignità dell’autonomiapolitica, dopo secoli di avvilente dominio vicereale. Il sovrano,uomo pio e religioso, noto per una naturale predisposizioneverso le arti, in special modo quelle a carattere artigianale,subito mostrò grande attenzione ed una particolarepredilizione per le realizzazioni presepiali. La simpatia ela disponibilità del Re, che venivano a fondersi con quellapredisposizione già da tanto esistente nel popolo meridionalee napoletano in particolare, per tali sacre rappresentazioni,in breve favorirono il proliferare di un gran numerodi piccole botteghe ricche di maestranze specializzate.Veri e propri laboratori, ove artigiani, ceramisti eintagliatori erano costantemente dediti alla creazione difigure e oggetti, in miniatura ed in terracotta, che potesseroservire alla composizione di uno scenario presepiale, sia divita cittadina che campestre. Ad essi sono poi da aggiungereanche coloro che si occupavano dell’aspetto sartoriale, tracui la persona indubbiamente più rilevante fu la reginaMaria Amalia di Sassonia. Loro compito era confezionareidonei vestitini, finemente decorati con trine e ricami, alfine di rivestire quelle figure, angeliche ed umane, costruiteper una visiva narrazione della nascita di Gesù, mirabileintreccio tra racconto evangelico e fantasia popolare.Degno di nota fu poi il fatto che questi personaggi non 9
  13. 13. Storia del Presepevennero però vestiti con la foggia in uso nella Betlemmedei tempi di Augusto, bensì con quella del secolo in corso.Nel momento in cui questi elaborati cominciarono a diveniresempre più delle vere e proprie sculture in miniatura, allaspecialità vennero gradatamente ad accostarsi pure moltiartisti napoletani di gran fama. Essi, oltre a modellare leterrecotte con il loro estro e le loro capacità, in aggiunta,seppero impreziosirle, vivacizzarle ed animarle con un elegantecopertura di smalto. In tal modo, le singole composizioniacquisirono, oltre a vigore e vitalità, anche una particolarebrillantezza. Nascevano così dei capolavori di alta Scuola,realizzati con certosina pazienza e con una tale aderenza alvero da suscitare, ieri come oggi, stupore e ammirazione.Tra i più importanti artisti di questo periodo, solo percitarne alcuni, ricordiamo in primis Giuseppe Sammartino,nonchè gli Allievi della sua Scuola. Abbiamo poi GiuseppeDe Luca, specializzato nella creazione di animali dacortile, unitamente a Francesco Gallo, Tommaso Schettinoe Giuseppe Sarno. Nel settore dei personaggi spiccanoinvece Lorenzo Mosca, Francesco e Camillo Celentano,Battista Polidoro e Francesco Cappiello. Nel campodella realizzazione di puttini alati, animali di grandiproporzioni e oggetti vari di uso comune, annoveriamoinvece Fortunato Zambini, Francesco Di Nardo, NicolaVassallo, Gennaro Reale e Carlo Amatucci. In questianni caratterizzati da una produzione così vivace ed una 10
  14. 14. Storia del Presepeevoluzione costante verso l’artistico ed il bello, ebbe puredefinitivamente termine la costruzione di soggetti in legno.Il Presepe, così come s’impose nel corso del Settecento, nonprevedeva, comunque, solo raffinati modellini artigianali diterracotta, a volte anche di stucco e cera, finemente smaltatie riccamente vestiti, ma anche un contesto ampio e bendelineato. Contesto, con spazi arredati, sia all’interno cheall’esterno, di case, stalle, botteghe e negozi. Tale Presepeappariva poi anche composto da scene indipendenti traloro, anche se volte a formare un unico insieme. Puntocentrale era la Grotta con la sacra rappresentazionedella Natività, circondata da Angeli e pastori adoranti.I non rari casi la Grotta era però sostituita dalle rovinedi un antico tempio pagano, a significare il trionfo delCristianesimo sulla precedente religione greco-romana.Seguiva la scena dell’Angelo che dava l’annuncio agliesterefatti contadini e la presenza di una o più montagnepopolate da uomini, donne e animali, singoli o raccoltiin greggi. Infine, non mancava mai una qualche osteriacon gli avventori dediti a banchettare o chiacchierare traloro. I Re Magi erano sempre in lontananza sui loro focosidestrieri, circondati da servi e guerrieri. Chiudeva talescenario un fondo dipinto con gusto e articolazione, alfine di valorizzare ed arricchire maggiormente l’insieme.Di tali grandiose cornici, purtroppo, nulla è sopravvissutosino a noi, al di là di qualche rilevante testimonanza
  15. 15. Storia del Presepescritta. Ciò, in quanto le creazioni sceniche, terminatoil periodo natalizio, venivano normalmente distrutte.In merito a questi Presepi va anche detto che in questosecolo non venivano realizzati più unicamente in chiese ecovventi, ma anche nelle comuni case. Mentre però quellipresenti nei sacri Edifici della fede cristiana apparivanocomposti essenzialmente da figure religiose, al fine di nondistrarre l’attenzione dei fedeli dal Mistero dell’Evento,quelli costruiti nelle normali abitazioni erano invecemolto più complessi ed articolati. Ovviamente, il tutto eracondizionato dal censo di chi vi abitava. Di conseguenzapresso le dimore della nobiltà e della ricca borghesia erapertanto possibile trovare rappresentazioni di grandeestro artistico, con particolari ben curati e ricercati e,naturalmente, pastori realizzati dai più noti figurai del tempo.In relazione a queste testimonianze presepiali, va anchedoverosamente detto che tali raffigurazioni sono senz’altro 11
  16. 16. Storia del Presepeda considerare anche la migliore produzione artisticanapoletana dell’intero secolo. Ciò, in quanto, mentre lagrande plastica statuaria era condizionata da correntiestranee e lontane dalla realtà partenopea. Correnti, quindi,che non stimolavano affatto gli esecutori, anzi li condizionavaenormemente impedendo loro di dare il meglio del propriotalento, nel settore presepiale avvenne esattamente ilcontrario. In tale settore gli artisti, dimentichi di virtuosismie tecnicismi e allontanati dettami e imposizioni di stili nonsentiti, dettero libero corso al proprio estro a riprodurrecosì come il loro gusto ed il loro talento suggeriva.Con la fine di questo secolo anche la felice stagioneartistico - presepiale napoletana, sia nella capitale, chenell’intera Italia meridionale ed insulare, si avviò ad unlento tramonto. Nel corso dell’ Ottocento, malgrado alcunisprazzi di vera fioritura, gli esecutori non riuscirono peròmai ad uguagliare i tanti capolavori che erano stati creatiin precedenza. Uno dei momenti di rinascita più degnodi nota fu quello che si ebbe nel corso del Decenniofrancese, allorquando la Corte murattiana mostrò interessee dedicò affettuose cure verso tale tipo di arte. Ad essone seguirono ancora altri, ma ciò non basto a fermare lacostante fase discendente nella quale si era entrati. Ciò,però, non influì sul numero delle composizioni presepiali 12
  17. 17. Storia del Presepeche, in occasione del natale, ovunque continuavano adessere realizzate nel ricordo della Natività del Cristo.Oggi, così come del resto è stato per tutto il corso delNovecento, la tradizione non si e affatto affievolita. In merito va anche ricordato che, in molti paesi del mondo, anche in Italia, sono sorte Associazioni tese alla salvaguardia della tradizione del presepe, nonche della sua valorizazzione. Nel nostro Paese viene pure pubblicatauna rivista specializzata, edita dalla Associazione ItalianaAmici del Presepe. Nel ritornare alla nostra storia diciamosubito che l’uso di realizzarne grandi, piccoli e in alcuniluoghi anche viventi, ha continuato a diffondersi presso tuttii popoli cristiani del mondo. Nella notte di Natale infatti,non vi è chiesa che non abbia il suo, così come non vi è casa,la quale, per la gioia dei componenti della famiglia, adultie bambini, non abbia la sua Greppia. Greppia costatementecontornata dalle classiche esterne simboliche sacre Figure.Questi pastori dei tempi moderni, ben disegnati, benrealizzati, ben rifiniti e ottimamente colorati, pur restandosolidi nel loro significato, non sono però più, nellastragrande maggioranza dei casi dei capolavori artistici. 13

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