Tecnologia e dislessia

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  • 1. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’AQUILA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE___________________________________________________ CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA INDIRIZZO: SCUOLA PRIMARIA Tesina per l’esame di Tecnologia dell’istruzione e dell’apprendimento: Tecnologia e dislessiaStudentessaGiulia BelliniMatricola 192116DocenteProf.ssa Vincenza Pellegrino ANNO ACCADEMICO 2010 - 2011 1
  • 2. TECNOLOGIA E DISLESSIAI computer non sono magici, insegnanti e alunni sì! 2
  • 3. INDICEINTRODUZIONE p. 41. Uso delle tecnologie per la dislessia p. 52. I disturbi dellapprendimento: la dislessia p. 103. Mappa concettuale p. 124. Le difficoltà dei dislessici p. 145. Cooperative Learning, costruttivismo e apprendimento situato p. 176. Didattica multisensoriale e tecnologia per la dislessia p. 217. Gli strumenti compensativi p. 238. Le nuove forme del libro p. 269. Sintesi vocale p. 2810. Supermappe p. 3011. Superquaderno p. 3312. Carlo Mobile p. 3613. Software free p. 3814. Giochi didattici p. 3915. Strumenti per la matematica p. 49CONCLUSIONI P. 50 3
  • 4. INTRODUZIONELa Tecnologia, nella vita di una persona in situazione di difficoltà (fisica o psichica),può rappresentare la scoperta più geniale e sensata dell‟essere umano. La presente tesinaintende fare luce sugli strumenti impiegati per rendere possibile il percorso didattico ditutti gli alunni, con gioia e dignità nel sistema formativo, ognuno con le sue miglioriabilità e predisposizioni. Nello specifico affronteremo il tema delle Nuove Tecnologie aconfronto con i Disturbi Specifici dell‟Apprendimento (D.S.A.). Negli ultimi anni,lattenzione al problema dislessia è cresciuta notevolmente e si sono affermate nuovemetodologie didattiche e nuove forme di collaborazione tra scuola, professionisti egenitori.Garantire il successo scolastico a questi bambini rappresenta una sfida alle capacitàprofessionali di insegnanti e educatori e un traguardo reso ormai possibile dalleconoscenze e dagli strumenti a nostra disposizione.In qualità di insegnante (precaria) mi sono chiesta quali siano gli strumenti di cui potròavvalermi nella didattica.Pian piano, da qui, ho cercato di rispondere alle mie domande, cercando di far ruotare lemie risposte attorno ad unico fulcro: potenziare, attraverso un approcciomultisensoriale, l‟immaginazione dei dislessici, dare loro gli strumenti per garantire unacomunicazione visiva senza interferenze, dare loro gli strumenti per sfidare il mondocon la loro intelligenza senza essere emarginati.I bambini dislessici sono spesso costretti a sacrificare le proprie potenzialità,abbandonano le proprie doti, la propria creatività a scapito di un percorso irto di ostacoliper loro insuperabili, causa, a volte, di abbandono scolastico.Basta sapere, però, che non solo il nostro passato, ma anche il nostro presente, ècostellato di personalità dislessiche, le cui biografie ci rincuorano e ci permettono di“abbattere quel muro del dubbio e aprire la porta alla scoperta di se stessi, soprattuttoperché i bambini possano sviluppare appieno le loro capacità confortati dalla lorocreatività”.Michelangelo Buonarroti, Leonardo Da Vinci, Walt Disney, Vincent Van Gogh, PabloPicasso, sono solo alcuni nomi scelti tra una vasta gamma di artisti dislessici.La lista è ancora molto lunga e possiamo affiancarvi tante categorie includenti altrettantinomi di personaggi che hanno fatto la storia o la stanno facendo: Isaac Newton, Albert 4
  • 5. Einstein, Napoleone, Guglielmo Marconi, Lewis Carrol, Galileo Galilei, WhoopiGoldberg, Robbin Williams, Steven Spielberg, John Lennon.Ad accomunare artisti, scienziati, cantanti, attori, scrittori, musicisti è la loro dislessia, omeglio la loro caparbietà, la tenacia che ha permesso loro di superare ostacoli, diaffermarsi ed estrinsecare la loro potenzialità.La prima parte vuole essere una panoramica sulla dislessia; sono stati analizzati i trattipeculiari della personalità del dislessico, nonché i principali errori di lettura e scritturacompiuti e mi sono soffermata, quale supporto visivo, sulle mappe concettuali.In seguito ho analizzato quella che può esser definita una didattica per la dislessia, ossiaho posto l‟attenzione su alcune metodologie, strumenti e attività che possono essereutilizzati in una classe in cui vi siano bambini con disturbi di apprendimento.Si tratta essenzialmente di strumenti di natura visiva che si basano sul potenziamentodei sensi vicarianti, partendo da un approccio multi-sensoriale allo studio, sottolineando,quindi, le potenzialità dell‟informatica quale strumento compensativo per le difficoltàdei bambini dislessici.1 Uso delle tecnologie per la dislessiaL‟utilizzo delle tecnologie a scuola e soprattutto con i bimbi dislessici, ha dei vantaggi,riassumibili come di seguito: 1. Il senso visivo viene potenziato, la trasmissione di conoscenze avviene privilegiando la modalità visiva (schemi, mappe, modelli, simulazioni, animazioni) rispetto a quella verbale; 2. Linterattività degli ambienti ipermediali consente di modificare il flusso comunicativo unidirezionale della macchina rompendo il rapporto di passiva fruizione da parte dellutente; 3. La navigabilità consente una ricerca logica, a livelli diversi di approfondimento, attraverso informazioni che portano ad altre informazioni per vie trasversali e soggettive; 4. La connettività enfatizza, attraverso i collegamenti della rete, lattitudine alla cooperazione e al lavoro di gruppo, per decidere conoscere, creare assieme ad altri.L‟utilizzo delle tecnologie ha sicuramente un ruolo fondamentale nel favorire lamotivazione dell‟alunno. 5
  • 6. Gran parte degli alunni che lavorano con il computer gode di una forte motivazione,anche quando si trova nella condizione di adempiere ai doveri scolastici. Il computer ingenerale può essere considerato dai bambini come lo strumento di lavoro del papà ocomunque degli adulti, delle persone intelligenti, e suscita in loro la sensazione disentirsi più grandi. In questo senso i novelli utenti informatici investono più energie, losforzo attentivo si prolunga nel tempo e i risultati didattici possono migliorare.L‟autostima può trarre dei benefici e, nello stesso tempo, la motivazione a dare ilmeglio di sé può crescere e indurre l‟alunno ad approfondire autonomamente gliargomenti trattati a scuola.Rischi: L‟innovazione in questo settore racchiude però anche dei rischi da tenere inconsiderazione: da una parte la “perdita di valore umano” nei rapporti interpersonalisempre più virtuali e meno basati sull‟interazione fisica; dall‟altra la tendenza adaffidare al mezzo tecnologico un carattere magico, miracoloso.Il computer,in questo caso, può rappresentare un mezzo efficace sul piano oggettivo,inteso come utile elaboratore/calcolatore di dati, ma assume un ruolo cruciale solo inrapporto alla dimensione soggettiva uomo-macchina. La persona, in questa sede,assume un ruolo centrale e la tecnologia si adatta e gira di conseguenza intorno alle sueesigenze, ai suoi bisogni.Un uso critico, consapevole e creativo della tecnologia apre nuovi ed interessantiscenari all‟apprendimento, alla comunicazione e alla formazione dell‟individuo, alcontrario essa può rappresentare il fine e non più il mezzo.Insegnanti e tecnologie: Affinché le tecnologie possano essere utilizzare per renderepossibile un apprendimento autentico e significativo, gli insegnanti devono essere ingrado di promuoverla. La sfida è quella di educare i ragazzi a sfruttare le tecnologie,altrimenti saranno le tecnologie a sfruttarli. Sono gli studenti, a partire dalla scuolaelementare, i protagonisti di un‟eventuale innovazione tecnologica sul piano delladidattica, l‟insegnante ha il dovere di crearne le condizioni adatte, creando un buonambiente di apprendimento.Resistenze nell’utilizzo del computer in classe: Nonostante il computer siaraccomandato da più fonti (in ambito normativo, riabilitativo,didattico), come validostrumento compensativo a favore degli alunni con D.S.A., fatica ancora a trovare una 6
  • 7. collocazione stabile nel sistema scolastico, nello specifico in classe. Il computer inclasse, come strumento di lavoro utile e quotidiano (alla pari del tradizionale quaderno),trova grosse resistenze. Spesso capita che l‟alunno con dislessia rinunci all‟aiuto delcomputer, perché all‟interno del contesto classe è l‟unico ad usarlo e quindi può essereparagonato a una protesi per disabili.Paradossalmente, fuori dal contesto classe (negli uffici, nelle case) chi non usa ilcomputer è ormai considerato “a-normale”, mentre chi lo usa in classe rischia di esserederiso dai compagni. Quale sia la causa esatta di questa dinamica è difficile da stabilirema il problema del “giudizio” è sicuramente di natura culturale. Penso che le primepersone che hanno indossato gli occhiali per compensare la mancanza di vista abbianoavuto dei problemi simili agli alunni con dislessia. Se così fosse ci vorrà ancora deltempo prima che il computer sia considerato uno dei tanti strumenti disponibili, ma quelgiorno prima o poi arriverà. Molto dipenderà dal ruolo di mediazione degli insegnanti.In primo luogo dovremo capire che il computer non è solo un gioco o un“passatempo”ma un utile, a volte, necessario supporto compensativo per lavorare a scuola.Proprietà dell’hardware: Per quanto riguarda la presenza in classe del computer inparticolare e delle nuove tecnologie in generale, non è necessario organizzare unospazio, un angolo delimitato e sicuro in cui collocare l‟apparato tecnologico. Come sitrovano il quaderno, la biblioteca, il libro e l‟astuccio, si trovano i computer in (per la)classe. Si collocano in funzione della loro utilità, che può essere spesa in qualsiasimomento, in un qualsiasi spazio. Si sconsiglia di utilizzare computer dal monitorenorme con il case pesante. Il computer in classe, a mio avviso, deve essere un portatile,leggero, comodo da spostare, con una buona batteria.Dopo ore di lavoro trascorse davanti al monitor la vista dell‟utente si può affaticare. Inquesto senso dovremo porre particolare attenzione alla quantità di tempo da dedicarealle attività con l‟uso del computer portatile, proponendo coerentemente all‟alunno dellepause frequenti.Anche la scelta del mouse ha la sua importanza: in commercio si trovano numerosimodelli, grandi,medi, piccoli, con filo e wireless, ottici e analogici (con la pallina). Lagrandezza del mouse deve adattarsi alla grandezza della mano degli alunni e la suaforma dovrà garantire il massimo comfort per consentire un‟impugnatura rilassata edistesa, sui tasti e sullo “scroll”. 7
  • 8. Inoltre, le specifiche tecniche importanti in questa sede riguardano la presenza delleporte USB; più ce ne sono (almeno tre) e più possibilità ha l‟alunno di utilizzare leperiferiche esterne: chiave USB, registratore Mp3, stampante,macchina fotografica,scanner, videocamera. Anche gli ingressi per le cuffie sono importanti ed è bene che sitrovino in una posizione frontale, comoda per inserire il jack all‟occorrenza senza dovergirare o alzare il PC.Per tutta questa serie di ragioni è importante che la scelta dell‟hardware non vengadelegata, come spesso accade, al segretario amministrativo della scuola, che nei casi piùfortunati compie una breve ricerca in Internet sulle numerose possibilità di acquisto.Èl‟insegnante esperto nel settore che dovrà preoccuparsi di scegliere con criterio ilmateriale hardware da impiegare nella pratica didattica.Un altro supporto utile è il lettore/registratoreMp3 molto utile per le attività di ripasso ememorizzazione dei contenuti. Un‟altra applicazione interessante del lettore Mp3 èracchiusa nella possibilità di sostituire il diario che per alcuni rappresenta un problema.Per alcuni alunni il testo scritto sul diario può risultare difficile da leggere. In questocaso, l‟alunno può registrare vocalmente i compiti per il giorno dopo in modoinequivocabile.Software didattici: Per quanto riguarda invece i software didattici (cioè programmi peril computer che contengono spiegazioni, feedback, correzioni, valutazioni degli errori,test di verifica, esercitazioni, giochi didattici) di cui si argomenterà nelle pagineseguenti, ci sono dei parametri per valutare la loro validità: 1. Usabilità pratica; 2. Validità didattica; 3. Motivazione suscitata nell‟alunno1.Rispetto all‟usabilità pratica, l‟insegnante potrà chiedersi se il software preso in esame: E‟facile da usare e si presta per un uso facile e intuitivo; I pulsanti presenti sono solo testuali o anche iconografici; Offre la possibilità di salvare ed esportare i percorsi, i risultati; I contenuti sono comprensibili; E‟ più bello che utile;1 Le indicazioni sono il risultato di un progetto di ricerca condotto dalla Agenzia Nazionale per loSviluppo dell‟Autonomia Scolastica (ex-INDIRE), concluso nel 2007. 8
  • 9. I simboli sono vari e pertinenti; Presenta istruzioni adeguate.Sul piano della validità didattica, l‟insegnante potrà chiedersi quanto il software inquestione sia utile: Si può integrare nei curricoli? L‟utente è autonomo nel suo utilizzo? E‟ possibile personalizzarlo? quanto? Gli obiettivi didattici sono esplicitati? Gli obiettivi didattici sono pertinenti? I contenuti sono adeguati agli obiettivi? Favorisce l‟uso di strategie meta-cognitive? Gli strumenti di verifica sono adeguati?Sul piano della motivazione, l‟insegnante potrà chiedersi se i bambini/ragazzi usanovolentieri quel determinato di software: Com‟e‟ il livello di coinvolgimento? L‟interfaccia grafica è accattivante? Stimola la creatività? Gli aspetti ludici sono curati?Sappiamo che la motivazione ha un ruolo fondamentale nell‟apprendimento; in questosenso altre caratteristiche tipiche dei software didattici assumono una grandeimportanza: l‟aspetto ludico, le caratteristiche multimediali e interattive, il controlloattivo dell‟apprendimento da parte dell‟utente e la possibilità di intervenire a livellidiversi di difficoltà, la presenza di molti esempi.2 I disturbi dell’apprendimento: la dislessia 9
  • 10. La dislessia è “un disturbo che ostacola il normale processo di interpretazione dei segnigrafici con cui si rappresentano per iscritto le parole”2 ed è una sindrome che ha la suamaggiore manifestazione nella difficoltà dei soggetti colpiti a leggere e a scrivere.Dato che leggere è un complesso processo mentale, questo disturbo ha svariateespressioni e sembra strettamente legato alla morfologia stessa del cervello.Le difficoltà del dislessico derivano tipicamente da un deficit nella componentefonologica del linguaggio, che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive ealla garanzia di una adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possonoincludere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura chepuò impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale.Essa si presenta come “un disturbo strumentale di lettura, accompagnato solitamente dadifficoltà nella scrittura e nei processi di letto-scrittura del numero e del calcolo”3.Il primo segno riconoscibile della dislessia evolutiva è il lento e faticoso apprendimentodella lettura ad alta voce.Si caratterizza: Come una mancata o parziale automatizzazione dell‟uso dei codici della lettura. Come una difficoltà a decodificare i testi scritti, che diventa un‟operazione molto più complessa rispetto ai non dislessici e porta ad una maggior facilità di errore, ad un maggior affaticamento e ad una maggior lentezza. Instabilità motoria e/o disturbi dell‟attenzione. Difficoltà di apprendimento delle tabelline e del calcolo mentale. Difficoltà ortografiche.Il processo di apprendimento è costituito da tre fasi: Fase di ingresso: nel momento in cui vediamo e/o ascoltiamo il nostro oggetto di studio inizia la fase dell‟elaborazione. E‟ questa la fase di input in cui si mettono insieme delle informazioni per dar loro un significato. I bambini dislessici hanno appunto problemi nella fase di ricezione. 10
  • 11. In tale fase bisogna privilegiare una modalità cinestetica di apprendimento delle informazioni, ovvero una modalità che faccia perno sull‟esperienza e sull‟attività pratica, oppure una modalità tattile di manipolazione degli oggetti. Altro canale da privilegiare è il visivo, che consente, applicato con i precedenti, di “presentare le informazioni con modalità multisensiorale”4 al bambino dislessico. Fase cognitiva: si comprendono, organizzano e immagazzinano le informazioni, che vengono collegate a quelle che già abbiamo nella memoria, attraverso una classificazione e categorizzazione che consente successivamente di recuperarle. Gli elementi fondamentali in tale fase sono: Comprensione: è questa la fase in cui il bambino dislessico ha bisogno di fare affidamento sul contesto, cioè sull‟argomento generale e sulle altre informazioni di sfondo. Risulta fondamentale che il bambino capisca le parole-chiave per comprendere il significato di quanto deve apprendere e per farlo si suggerisce “la discussione prima della lettura”5. Memorizzazione: i bambini dislessici hanno difficoltà dovute probabilmente ad una memoria di lavoro inefficiente, che ostacola il normale processo di memorizzazione, mantenimento e recupero delle informazioni. Altro problema è l‟accesso lessicale, ovvero una difficoltà a ricordare nomi di oggetti e luoghi. Strategie importanti per consentire e rafforzare il recupero e la memorizzazione sono: - Ripetizione - Mnemotecniche - Mappe concettuali e mentali: Organizzazione: il deficit nelle abilità di organizzazione “contraddistingue una prevalenza dell‟emisfero destro e spesso si accompagna alla spontaneità e alla creatività”.6 11
  • 12. Le difficoltà nell‟organizzazione creano problemi al bambino dislessico nei compiti a casa, nei testi scritti, nel memorizzare informazioni e pertanto vanno superate attraverso il supporto di strumenti e sistemi organizzativi quali: programmi e orari delle attività; routine e procedure; ordine; supporto dei compagni; a tal proposito una delle tecniche per favorire l‟apprendimento del bambino dislessico, aumentando anche la sua stima è il cooperative Learning ci cui parleremo in un successivo paragrafo. aiuto nelle esposizioni. Fase di Uscita: è la fase di esplicitazione delle proprie conoscenze, a dimostrazione di quanto è stato appreso. Grande importanza riveste l‟uso per i dislessici delle mappe concettuali. 3 Mappa concettuale Il termine mappa concettuale è stato coniato da J. Novak e D. Gowinche, a partire dalla teoria cognitivista dell‟apprendimento significativo,descrissero le strategie per sviluppare e utilizzare anche in ambito didattico questo strumento. I due studiosi sostennero che la rappresentazione grafica delle conoscenze è un modo per far emergere i significati insiti nei materiali da apprendere, in quanto costringe gli studenti a riflettere sulla natura delle conoscenze e sulle relazioni che vi intercorrono. Così come una mappa geografica serve per orientarsi in un territorio, una mappa concettuale è strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze, informazioni e dati, visualizzando l‟oggetto della comunicazione, i concetti principali, i legami che essi stabiliscono e, di conseguenza, il percorso del ragionamento. Le mappe concettuali dovrebbero servire a mettere in evidenza le connessioni di significato tra i concetti che formano le proposizioni. Il termine proposizione sta a indicare un‟unità semantica in cui parole fungono da collegamento tra due o più concetti. Possiamo, perciò, affermare che una mappa concettuale è “la rappresentazione grafica di concetti espressi sinteticamente (parole - concetto) all‟interno di una forma 12
  • 13. geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazioneattraverso parole – legamento”.7La forma più elementare di mappa prevede due concetti legati semplicemente da unaparola che permette di creare una relazione, come per esempio “cielo” e “blu”.I concetti, racchiusi in ovali o rettangoli, sono collegati con frecce, con parole scrittesulle linee per indicare la relazione tra i concetti e sono disposti in modo gerarchico.Quelli più generali e inclusivi vengono riportati in alto nella mappa, mentre quellisubordinati seguono, in basso e spesso sono ancorati a esempi specifici.Novak considera le mappe come uno strumento per giungere a negoziare e a contrattarei significati, il che richiede scambio, ricerca di punti di vista comuni e non meratrasmissività di nozioni.Gli studenti, infatti, apportano sempre un qualcosa di nuovo nella discussione e ciò chehanno appreso funge da combustibile per il successivo apprendimento.Nel processo di insegnamento/apprendimento, le mappe aiutano lo studente aorganizzare quanto sta studiando ed evidenziano le relazioni tra i concetti: aiutano adimparare in modo significativo. Sono utili anche all‟insegnante, in quanto aprono una“finestra” nella mente dello studente e permettono di monitorarne i progressi.L’apprendimento significativo si verifica quando il soggetto nel processo diapprendimento collega tra loro vecchie e nuove conoscenze, in modo da formare unarete. La qualità di questo apprendimento è strettamente dipendente dal materiale che vaappreso.L‟apprendimento viene detto meccanico, invece, quando il discente apprende i nuoviconcetti e le nuove informazioni senza collegarle a quelle possedute o quando ilmateriale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze.L‟apprendimento significativo riguarda da una parte la sfera cognitiva del soggetto, mava oltre essa, per coinvolgere le emozioni ed i sentimenti del soggetto (apprendimentoemotivo) e le sue abilità motorie (apprendimento psicomotorio).7 Dispense fornite dall‟insegnante. 13
  • 14. 4 Le difficoltà dei dislessiciCiò che caratterizza i dislessici è la presenza di un impaccio considerevole nellosvolgimento di tutte quelle attività che richiedono un‟integrazione di più competenze dibase, mettendo a dura prova l‟allievo nel suo processo di apprendimento.Le difficoltà possono riguardare l‟uso di una o più di tali competenze: o Coordinazione oculo-manuale; o Integrazione visivo-uditiva; o Integrazione percettivo-motoria; o Memorizzazione visivo-uditiva; o Memorizzazione visivo-sequenziale; o Competenze fonologiche; o Simbolizzazione grafica sequenzialeRonald Davis, scultore e ingegnere dislessico, ha tracciato alcuni tratti di personalitàtipici dei soggetti dislessici.La dislessia, quindi, si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto;di seguito le caratteristiche più comuni relative ad alcune aree individuate dallostudioso.In senso generale Davis cita un‟importante caratteristica del dislessico che credo siamolto interessante sottolineare nell‟ambito di tale tesina, ossia egli dice che egli: “èabile nell‟arte, nel teatro, nella musica”.8Nella matematica e nel tempo di gestione: Incontra difficoltà a parlare del tempo, nonché ad organizzarlo, nell‟apprendere i compiti in successione; Riesce ad imparare in modo più efficace servendosi delle mani, dell‟esperienza, degli ausili visivi, della sperimentazione e delle dimostrazioni.Nell‟udito e nel linguaggio: I suoni lo distraggono facilmente; Presenta difficoltà nell‟eseguire la traduzione di pensieri in parole. 14
  • 15. Nella memoria e nella percezione: Ha una memoria a lungo termine, relativamente ad esperienze, facce e luoghi molto sviluppata; Pensa principalmente con le immagini e con il sentimento, non con suoni o parole.Nel comportamento: Lo stress emotivo, le pressioni esercitate dall‟ambiente sono per lui fonte di maggiori errori e sintomi.Nella scrittura e nelle abilità motorie: La grafia risulta di difficile comprensione; Manca di coordinazione, mostra goffaggine motoria; Confonde i rapporti topologici fondamentali.Nella decodifica della singola parola o del testo scritto.Queste caratteristiche possono non essere tutte presenti contemporaneamente: Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio: Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la “b” e la “d”. Nell‟alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura. Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari: Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”. Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori: Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo - uditive. 15
  • 16. L‟alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l‟incertezza percettiva può rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:F VT DP BC GL RM NS Z Difficoltà di decodifica sequenziale: Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra - destra e dall‟alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura, ma, con l‟affinarsi della tecnica e con l‟uso della componente intuitiva la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire. La difficoltà di seguire l‟ordine di successione delle lettere o delle sillabe evidenzia una deficienza di orientamento spaziale. Nel soggetto dislessico talvolta ci troviamo di fronte, invece, a un vero e proprio ostacolo nel processo di decodifica sequenziale e per tale motivo si manifestano con elevata frequenza i seguenti errori:  Omissione di grafemi e di sillabe: Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte; oppure “capo” anziché “campo”) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume; “puma” anziché piuma”) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”).  Salti di parole e salti da un rigo all‟altro: 16
  • 17. Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.  Inversioni di sillabe: Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”).  Aggiunte e ripetizioni: La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra - destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall‟aggiunta di un grafema o di una sillaba ( ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”). Prevalenza della componente intuitiva: Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l‟uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica; l‟intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori. Il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba e procede “inventando” l‟altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un‟altra di significato affine o completamente diverso.5 Cooperative learning, costruttivismo e apprendimento situatoApproccio fondamentale, a mio parere, alla dislessia è quello dell’apprendimentosituato, secondo il quale l‟obiettivo dellapprendimento non è la memorizzazione fine ase stessa di contenuti, (considerando anche le notevoli difficoltà di memorizzazione deidislessici) non è una conoscenza astratta slegata dal contesto ma si basa piuttosto suprocessi mentali di livello più elevato che devono garantire l‟applicabilità nei contestidella vita quotidiana. Mettendo in relazione contenuti a situazioni reali il docente, indialogo con gli studenti, può negoziare il significato dei contenuti, immettendolo nelquadro delle richieste e delle difficoltà degli studenti stessi. 17
  • 18. Linterazione sociale ha una grande importanza: gli studenti vengono inseriti in unacomunità di pratica che esprime determinate opinioni e comportamenti da agire,rendendo sempre più attivi i discenti. Secondo tale teoria lapprendimento è necessarioin ogni attività umana e in ogni momento, nel rintracciare la natura dei problemi che siincontrano, del modo in cui gli individui applicano la teoria alla pratica e di comequeste valutazioni dipendono dal compito svolto dalla persona stessa.Per Wenger, una comunità di pratica si definisce lungo tre dimensioni: Cosa è: una attività congiunta tra membri di una comunità che viene continuamente definita e negoziata tra i suoi membri. Come funziona: attraverso un mutuo impegno che lega assieme i membri all‟interno di un‟entità sociale. Quali capacità produce: un repertorio condiviso di risorse comuni (abitudini, sensibilità, prodotti, vocabolario, stili…) che i membri hanno sviluppato nel tempo.Il fatto che queste comunità siano sviluppate attorno ad alcune particolari aree diconoscenza e attività, dà ai membri un senso di impresa comune e di identità.Gli educatori devono lavorare affinché le persone possano diventare partecipanti incomunità di pratica. L‟apprendimento sta nella relazione tra persone, non appartiene allasingola persona, ma alle diverse interazioni di cui la persona è parte.9Invece di trasferire negli studenti conoscenze preconfezionate si tenta di sviluppare glistrumenti per riprodurre la problematicità di una circostanza, progetti alternativi, espiegazioni sul nostro comportamento.Ci torna utile a tal proposito la teoria del Costruttivismo Socio-Culturale [Vygotsky;1978; Wenger, 1998] secondo la quale il soggetto che apprende “costruisce” la propriacompetenza migliorandola e ristrutturandola grazie alla conoscenza e ai punti di vista dialtre persone; l‟apprendimento del singolo è il risultato di un processo di gruppo e ilsapere diventa relativo, poiché tutto ciò si apprende passa attraverso un processo diinterpretazione che dipende dal contesto, dalla cultura e dalla storia personale di chiapprende.Il Cooperative Learning, quindi, fa al nostro caso. Letteralmente significaapprendimento collaborativo. Quando si parla di Cooperative learning, si fa riferimentoad un insieme di principi, tecniche e metodi di conduzione della classe, in base ai quali9 Dispense del corso „Tecnologia dell‟istruzione e dell‟apprendimento‟, anno accademico 2010/2011. 18
  • 19. gli studenti affrontano l‟apprendimento delle discipline curricolari (o altro) lavorando inpiccoli gruppi in modo interattivo, responsabile, collaborativo, solidale e ricevendovalutazioni sulla base dei risultati ottenuti.Per Comoglio è «un insieme di principi, di tecniche di classe in cui gli studenti lavoranoin piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono una valutazione in base airisultati conseguiti». Non significa semplicemente far svolgere in gruppo un‟attività, inquanto ci devono essere cinque caratteristiche: 1. Interdipendenza positiva (i bimbi si sentono coinvolti nel raggiungimento di un obiettivo comune); 2. Interazione promozionale faccia a faccia; 3. Valutazione individuale; 4. Uso di abilità interpersonali nell‟agire in piccoli gruppi; 5. Controllo e revisione del lavoro di gruppo.10Si può prevedere una qualche ricompensa (bonus, che vengono alla fine consideratinella valutazione) ai gruppi che operano con più impegno e che ottengono risultatimigliori. La competizione viene spostata dagli individui ai gruppi, e nel gruppo, glistudenti sono attivamente impegnati in attività che costruiscono la conoscenza.E il docente che fissa i tempi, che fornisce gli spunti ai gruppi che lo richiedono, chestabilisce chi deve rispondere, e così via. Egli quindi, nell‟ottica costruttivista sostiene,stimola e supporta l‟apprendimento, non lo controlla o dirige.L‟insegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attività, strutturandogli ambienti di apprendimento in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionalepositivo, trasformano ogni attività di apprendimento in un processo di problem solvingdi gruppo, conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale ditutti, senza nessuna esclusione.Qual è il compito dell‟ insegnante nel momento in cui si accinge alla preparazione diuna unità didattica secondo la modalità del Cooperative Learning?Deve seguire un percorso che passa attraverso alcune tappe fondamentali: 1. Effettuare una buona analisi della situazione; 2. Stabilire obiettivi e compiti; 3. Prendere decisioni organizzative; 19
  • 20. 4. Definire le modalità del processo di controllo (monitoring) e di revisione dell‟attività svolta in gruppo (processing).Vi sono molte buone ragioni pedagogiche per promuovere comunità scolastiche nellequali utilizzare metodologie di apprendimento cooperativo ; una delle ragionifondamentali è che gli insegnanti e gli stessi dirigenti comprendano la necessità di uncontesto di sostegno affinché il cooperative learning sia efficace.I metodi di cooperative learning sono più efficaci se tutti gli educatori nella scuola liusano per sviluppo didattico e pro-sociale. La scuola intesa come un insieme unitario,può quindi sviluppare un concetto unificato della crescita e dello sviluppo individuale,della capacità di prendersi cura e di sostenersi da parte di ciascuno studente. Anche intermini di sviluppo professionale, realizzare comunità di apprendimento cooperativo,significa creare ambienti di lavoro più piacevoli e motivanti sia per i docenti che per glistudenti, perché gli insegnanti possano aspettarsi sostegno e assistenza dai colleghi nellosviluppo di nuove strategie didattiche e possono anche collaborare a sviluppare nuovimetodi e curricoli.Stando a tali premesse l‟affermazione e diffusione delle tecnologie dell‟informazione edella comunicazione (ICT) consentono alla didattica di proporre nuovi scenari e nuoveopportunità di sviluppo, permettendo di rendere automatici e di simulare o ricreare conl‟aiuto del calcolatore processi base della didattica tradizionale e facendo in modo chegli individui siano in contatto tra loro con un repertorio pressoché infinito di dati e conun insieme altrettanto vasto di persone con cui relazionarsi e cooperare.Le tecnologie, insieme all‟adozione di metodologie cooperative di insegnamento sirivelano uno strumento fondamentale per l‟integrazione del dislessico nel contestoclasse, in quanto gli permettono di sentirsi supportato, facilitato nel compito da svolgeree di essere, allo stesso tempo, una guida per i compagni.Nell‟ambito del cooperative learning, supportato dalle tecnologie, si possono attuarediverse strategie: reciproca, parallela e sequenziale.Quest‟ultima consiste, nell‟intervento successivo dei singoli componenti del gruppo sulprogetto in modo tale che ciascun componente modifichi il lavoro già precedentementesvolto da un altro.Per esempio, il bimbo dislessico potrebbe essere coinvolto, alla stregua di tutti gli altrisuoi compagni, in progetto di correzione di testi on-line precedentemente selezionati emodificati dell‟insegnate. Ogni membro del gruppo potrebbe correggere un minimo di 2 20
  • 21. errori e un massimo di 5. Una volta corretto, il testo viene spedito per e-mail al membrosuccessivo, il quale farà la stessa cosa, finché tutti avranno partecipato attivamente e iltesto sarà completamente emendato.Il bimbo dislessico molto probabilmente incontrerà difficoltà nell‟individuare gli errorie quindi nell‟intervenire. E‟ per questo che sarà necessario il supporto dell‟insegnante odi qualche compagno (peer tutoring).6 Didattica multisensiorale e tecnologie per la dislessiaI dislessici sono pensatori visivi, vale a dire che il loro accesso alla realtà e ilragionamento non sono di tipo sequenziale o con modalità che vanno dal semplice alcomplesso.Il soggetto con dislessia ha abilità visuo - spaziali che lo portano ad essere identificatoquale “pensatore visivo”.Secondo il metodo multisensoriale gli alunni imparano ad associare l‟atto fisico delloscrivere al suono e alla forma delle lettere.Si parte dal presupposto che siano le competenze compensatorie ad aiutare il bambinocon difficoltà di apprendimento a compensare tali difficoltà.Gli ausili visivi sono rappresentati da ciò che può essere visto e che aiuta ad ampliare ilprocesso comunicativo basandosi sulla capacità dell‟individuo di ricevere e cogliereinformazioni significative attraverso il canale visivo.Sono elementi che appartengono al processo comunicativo e facilitano l‟efficacia dellaricezione, dell‟elaborazione, dell‟azione e dell‟espressione.Gli ausili visivi si classificano a seconda delle diverse forme che possono assumere esono costituiti dal linguaggio del corpo, dai consueti segnali inviati dall‟ambiente, dastrumenti visivi tradizionali utili per organizzare la vita e dare l‟informazione, infine dastrumenti realizzati per soddisfare bisogni particolari.Gli ausili visivi, forniscono, quindi, principalmente le informazioni in forma logica,strutturata e sequenziale e risultano utili per organizzare la vita quotidiana.Senza dubbio un grande aiuto ci viene offerto dall‟informatica che dà l‟opportunità dicompensare molte delle difficoltà che creano frustrazione nel dislessico; inoltrepermette all‟insegnante di svolgere il suo programma anche con chi fa fatica a leggere .L‟informatica può, per i suoi tratti peculiari, essere utile in vari momenti: 21
  • 22. Nella diagnosi e nell‟individuazione precoce; una diagnosi di disturbo specifico di lettura può essere fatta già a partire dalla fine del secondo anno della scuola primaria, poiché la letto-scrittura dovrebbe essere diventato un processo automatizzato. Importante, in tal senso, conoscere le difficoltà e le abilità dei ragazzi per potere avviare un adeguato percorso didattico e abilitativo, sulla base di un‟ipotesi diagnosticaSi rendono necessari, pertanto:• strumenti di screening utili per identificare i bambini che presentino difficoltànell‟apprendimento della letto-scrittura nelle prime fasi di apprendimento;• percorsi di valutazione diagnostica, sempre più efficaci ed efficienti.Esistono, infatti, software per eseguire uno specifico screening e sistemi per affrontarela diagnosi.Un esempio di software informatico molto utile per facilitare i percorsi diagnostici etrovare una soluzione alle difficoltà di creazione, gestione e refertazione della cartellaclinica relativa a quadri di eventuali Disturbi Specifici dell‟Apprendimento, è AD-DA -Assistente alla Diagnosi dei Disturbi di Apprendimento. Per potenziare le abilità di letto-scrittura; Per compensare le difficoltà.Il secondo e il terzo punto invece sono necessari ai fini del raggiungimentodell‟autonomia: l‟abilitazione e la compensazione, processi da concepire in parallelo enon in serie e non come ultima spiaggia, ma vanno visti come strumenti che permettonol‟accesso e il potenziamento della letto-scrittura.L‟autonomia nei ragazzi dislessici è intesa come indipendenza, libertà di agire e dipensare, essa è quindi l‟opportunità di informarsi, imparare e comunicare in diversimodi senza che vi debba essere un mediatore.Il non essere autonomo nell‟apprendimento è causa di disistima e inficia il successoformativo.Per conseguire un buon grado di autonomia bisogna possedere: Opportuni strumenti compensativi; Buona motivazione; Un ambiente favorevole. 22
  • 23. L‟informatica ben risponde a quanto sopra elencato. Il computer, è ormai largamentediffuso nella maggior parte delle realtà produttive e non, negli uffici e nelle case.Esso ha raggiunto un notevole successo per diverse sue caratteristiche positive: Velocità Memoria Estetica Riproducibilità ReperibilitàE‟ molto utile l‟utilizzo di e-mail, cioè la posta elettronica, che può spingere i ragazzianche con dislessia a scrivere. La parte scritta può essere accompagnata da foto eimmagini.Tramite le e-mail, inoltre, e‟ possibile un costante scambio di mappe mentali create daogni bimbo, in modo da stimolare la collaborazione fra compagni di classe.Un altro mezzo interessante e‟ il blog, un diario multimediale su internet, dove possonoessere scritti dei post, dei messaggi con immagini e audio, che possono essere poicommentati e discussi. I bimbi possono spontaneamente leggere e rispondere aimessaggi sul blog e in questo modo comunicare con i genitori e gli amici.Risulta dunque fondamentale conoscere le potenzialità della tecnologia per mettere adisposizione mezzi accattivanti come un blog, o come le chat, per favorirel‟allenamento della scrittura, in ambienti comunque facilitanti.7 Gli strumenti compensativiLe misure compensative sono strumenti che consentono di compensare quella che per ilbambino dislessico è una debolezza funzionale causata dal disturbo.L‟utilizzo di tali misure è fondamentale ai fini della personalizzazione della didattica, alfine di non ostacolare il successo formativo di chi presenti disturbi specifici diapprendimento.Poiché il gruppo classe solitamente presenta molti e diversi problemi di apprendimento,l‟insegnante dovrebbe impostare la sua didattica favorendo al massimo un approccioindividualizzato all‟apprendimento, con ritmi, programmi e obiettivi diversificati perciascun allievo, così anche il bambino dislessico non dovrebbe avere difficoltà a trovareil suo ambiente scolastico ideale. 23
  • 24. Fondamentale è il servirsi di “facilitazioni” che potrebbero avere la forma di sempliciausili tecnologici in grado di sostituire o integrare le funzioni deficitarie (leggere,scrivere e fare i calcoli). Il computer, la calcolatrice ecc. sono per i dislessici ciò che gliocchiali sono per un miope.Già oggi la tecnologia informatica mette a disposizione numerosi strumenti più o menosofisticati (dalle semplici calcolatrici tascabili, ai correttori ortografici, alle sintesivocali, alle enciclopedie multimediali, ecc.) che potrebbero essere dei formidabili ausiliagli apprendimenti scolastici per questi ragazzi e aiutarli in tal modo ad evitarel‟insorgere di una pericolosa demotivazione per la scuola e per lo studio.Le Nuove Tecnologie sono alleate preziose per la didattica con alunni dislessici. Nondobbiamo però dimenticare che il computer non è una panacea per tutti i mali: quel chepiù occorre a questi bambini è ricevere fiducia, empatia, comprensione e potermantenere alta la propria autostima. L‟autostima è, per chiunque, legata alla riuscita, aduna positiva immagine di sé, alla percezione di essere capaci, di poter fare… Va quindisostenuta il più possibile, poiché è la parte più vitale, indispensabile a qualsiasi attivitàdi rinforzo o potenziamento.Ogni bambino è diverso dall‟altro; anche i bimbi che soffrono per uno stesso disturbonon sono uguali, non hanno gli stessi bisogni. Bisogna conoscerli bene e adottare perciascuno gli strumenti e le metodologie più adeguati. Non esistono "ricette" validesempre e per tutti.Per una migliore efficacia delle attività didattiche, anche con luso dei programmidisponibili, è sempre utile consultare il personale sanitario (logopedista,neuropsichiatra....) che segue il bambino, per conoscere le aree strumentali/cognitive incui vi è maggiore necessità di intervento, in modo da stabilire le priorità e, se possibile,concordare una linea dazione comune, fermo restando che le potenzialità positive, learee di maggior sviluppo, vanno allo stesso modo coltivate e valorizzate: si costruisceassi meglio e facilmente partendo dalle capacità innate... e di talenti personali i bambinicon DSA ne hanno molti, tanto che spesso ci sorprendono quando meno ce loaspettiamo.I software si differenziano, oltre che per l‟abilità interessata e quindi il tipo di compitorichiesto, anche per elementi tecnici, tra cui la presenza del suono in associazione conelementi scritti, l‟associazione tra parola e immagine e la caratteristica di essere unsistema chiuso o aperto. Quest‟ultimo aspetto riguarda la possibilità per lutente dimodificare, ove necessario, il percorso di apprendimento con aggiunte personali. 24
  • 25. Devono inoltre essere in grado di sfruttare al massimo le potenzialità del mezzoattraverso cui operano, facendo leva sulla motivazione e l‟interesse dellutente.In essi troviamo attività che vanno dai prerequisiti logici, alla lettura, scrittura e calcoloaritmetico. Tali ambienti di apprendimento sono software che possono costituire unappoggio alla normale attività didattica, come potenziamento delle abilità acquisite.Tra le diverse misure compensative rientra la video-scrittura, ad esempio, grazie a cuiil bambino che si trova di fronte alla sottolineatura dell‟errore da parte del computer, sisente meno frustrato rispetto alla correzione e sottolineatura dello stesso errore da partedell‟insegnante.Figura 1 Esempio di sottolineatura dellerroreStrumenti compensativi sono considerati anche i seguenti: L o scanner, che permette la trasformazione di documenti cartacei (libri, riviste, ecc.) in un‟immagine dentro al computer. L a sintesi vocale, che consente di trasformare il testo digitale in audio, quindi una buona sintesi vocale può simulare adeguatamente la lettura umana. 25
  • 26. l ’audiolibro e il libro parlato: sono formati audio di testi. In questo caso un lettore “presta” la propria voce che viene registrata e distribuita su cd o su audiocassetta. i l libro digitale: è un‟opera letteraria edita in formato digitale utile a chi, per un disturbo sensoriale o dell‟apprendimento (dislessici) trovino difficile e o impossibile accedere ai comuni libri cartacei8 Le nuove forme del libro 26
  • 27. Figura 2Pagina di un libro digitale di scienzeQuando si legge una pagina di un libro, in qualsiasi forma esso sia, è importante tenereconto di: 27
  • 28. 9 Sintesi vocaleLa sintesi vocale rappresenta una sorta di “prolungamento di sé”. Laddove non arriva ilbambino, la sintesi vocale rappresenta un ponte tra le sue abilità e le sue performance. Èormai noto l‟esempio per cui, “coloro che presentano delle difficoltà alla vistacompensano tramite il supporto degli occhiali”. Lo stesso esempio trova un‟applicazionevalida per il soggetto con dislessia. Laddove la capacità di lettura è compromessa daldisturbo della dislessia, la sintesi vocale rappresenta il supporto compensativo ideale. Lostrumento è ideale nel momento in cui rende autonomo il bambino durante il processo diletto-scrittura, dunque,durante il processo di comprensione di un testo e durante ilprocesso di comunicazione attraverso la scrittura. Questo non significa trovarsi nellecondizioni di percepire passivamente la sintesi vocale, essa esige infatti un ascolto attivoe compartecipe ed è supportata da un software capace di gestirla, in termini di velocità,di riascolto, di scelta delle voci (maschili o femminili), in termini di pronuncia (inglese,francese ecc.), in termini di coordinazione “oculo-uditiva”. Tutti questi aspetticoncorrono a determinare la capacità del ragazzo di “leggere con le orecchie”. In questoprocesso l‟alunno non fruisce semplicemente della funzione di lettura agita da partedella sintesi, ma si avvale di una struttura tecnologica complessa, per cui ogni parola si“accende” e viene evidenziata nel momento in cui viene letta. Questa attività cognitivasfrutta contemporaneamente i canali sensoriali, uditivo e visivo e, sembra possa“rinforzare” le capacità funzionali di letto scrittura del bambino.Le più famose sintesi vocali sono quelle di Loquendo, RealSpeak, Acapela,Cepstral eVoiceWare. Tra di esse Loquendo e RealSpeak sono voci di ottima qualità,produconouna sintesi vocale chiara e comprensibile ed hanno il vantaggio di poter simulare“l‟espressività della voce umana”. Sono infatti arricchite da un repertorio di“segnaliespressivi”, che rendono i messaggi vocali emozionali.La possibilità di dotare gli alunni con dislessia di una sintesi vocale chiara è importanteal fine di consentire loro un ascolto pulito e migliore, allo scopo di comprendere.Pensando che il ragazzo possa trascorrere intere ore a “leggere con le orecchie” èimportante garantirgli un buon livello di qualità della sintesi.Gli effetti dell‟uso della sintesi vocale per gli alunni con dislessia sono: Tempo di lettura inferiore e notevole miglioramento nella comprensione del testo; Aumento del vocabolario; 28
  • 29. Aumento della concentrazione e dell‟attenzione implicate nel processo di lettura; Il processo di lettura è meno faticoso, meno stressante e di conseguenza più piacevole; Effetto positivo sulle variabili psicologiche: autostima, motivazione e senso di auto- efficacia.Dagli indici testuali alla costruzione della mappa concettualeRisulta poi necessario lavorare sugli aspetti della comprensione, poiché questa abilità ètrasversale e necessaria all‟apprendimento. Un ottimo esercizio per lavorare sullacomprensione è abituare i ragazzi a riflettere sul possibile contenuto di un testo sullabase degli indici testuali Gli indici testuali sono le componenti rilevanti di un testo,nonché gli indizi e i segni che concorrono a richiamare l‟attenzione dell‟alunno, comeper esempio: il titolo del capitolo; il sottotitolo dei paragrafi; le parole chiave scritte in neretto; i box con la spiegazione delle parole difficili; le didascalie che spiegano le immagini; le immagini.A cosa servono gli Indici testuali ?• Per fare ipotesi sul contenuto del testo;• Per attivare conoscenze pregresse sull‟argomento;• In supporto al ripasso;• Per la creazione di mappe concettuali.Gli indici testuali segnalano, dunque, la presenza di informazioni importanti chedovranno rientrare all‟interno della mappa.Ora si tratta di evidenziare alcune parti del testo digitale con gli opportuni strumenti diformattazione e secondo alcuni criteri. Il testo prima viene ascoltato attraverso la sintesivocale regolata rispetto alla velocità e, frase dopo frase, le informazioni vengonoevidenziate con dei colori diversi: ad esempio, giallo se si tratta di parole chiave e verdese si tratta delle “parole connettori” (sulle frecce), ossia i predicati e le congiunzioni che 29
  • 30. legano in modo logico i nodi della mappa.Dopo la formattazione del testo, le parole chiave vengono importate sui nodi dellamappa e le etichette relative ai connettori vengono incollate sulle frecce. Tutte questeoperazioni dispensano il ragazzo dalla lettura e dalla scrittura per avvalersi della sintesivocale (lettura con le orecchie) e della funzione di copia-incolla.La funzione di correzione automatica, sottolineando la parola di rosso, ci segnala lapresenza di un errore ortografico e/o fonologico. Inoltre, la funzione di “predizioneortografica” ci consente di scegliere l‟alternativa corretta.Ci sono ragazzi in grado di costruire mappe estese e ricche di approfondimenti erelazioni logiche e altri che prediligono mappe semplici,lineari, con poche informazioni.L‟importante è costruire una mappa in modo consapevole: tutto quello che inseriscodevo comprenderlo e devo essere in grado di ripeterlo oralmente. In caso contrario, lamappa può essere modificata in base alle capacità dell‟alunno.SupermappeMolto interessante, a mio parere, è il software Supermappe, che consente la creazione dimappe in formato multimediale. 30
  • 31. Esempio di una mappa concettuale sul climaNella creazione di mappe si possono combinare figure e testo, in modo da rappresentareidee e relazioni. La mappa è personalizzabile: si possono modificare forme e colori siadei nodi, sia delle frecce.E intuitivo, facile da usare e adatto a tutti. In pochi clic del mouse si possonorapidamente costruire materiali riutilizzabili, graficamente accattivanti eimmediatamente accessibili attraverso diversi canali: quello visivo (tramite testo, colori,immagini e video) e quello uditivo (musica, audio registrato e sintesi vocale).E utile ai bambini con difficoltà di lettura, ma anche alle persone con Italiano Linguaseconda (IL2) a tutti gli studenti, anche universitari, per imparare a organizzare iconcetti principali e avere uno strumenti per le strategie di studio.Può essere utilizzato in classe come strumento per la costruzione cooperativa deiconcetti, specie se utilizzato sulle LIM (Lavagne Interattive Multimediali) rendendoattivi gli studenti durante le lezioni e favorendo il recupero delle informazioni pregressee la motivazione. Può anche essere utilizzato per presentare argomenti, sotto forma dipresentazioni interattive e multimediali.Permette la personalizzazione sia del percorso di studio, adattandosi agli stili di 31
  • 32. apprendimento.Le mappe favoriscono la cosiddetta didattica breve che consente l‟apprendimento di unagrande quantità di informazioni concentrate in modo completo e conciso in uno spazioridotto, realizzando una sorta di riduzione del testo a beneficio non solo dellafacilitazione del processo di apprendimento, ma anche della riduzione del temponecessario per lo studio, rispetto a quello richiesto dai metodi di lettura tradizionali.Esse consentono inoltre una rapida visione d‟insieme dell‟argomento trattato in modoesaustivo senza esclusione dei particolari.L‟impiego di frasi semplici, la mancanza di elementi ridondanti e di proposizionisintatticamente complesse facilitano la comprensione del testo.La memorizzazione è favorita dalla rappresentazione visiva basata su forme e immaginicolorate che possono assumere le caratteristiche preferite dal singolo studente in base alsuo stile cognitivo, al suo senso estetico e alle sue personali associazioni mentali.L‟uso delle mappe migliora, inoltre, molte abilità fondamentali per raggiungere ilsuccesso formativo, in particolare: Comprensione del testo; Vocabolario ed esposizione orale; Produzione del testo; Capacità di prendere appunti; Apprendimento e memorizzazione delle informazioni; Comprensione e la memorizzazione di concetti e termini scientifici; L‟orientamento in un discorso; La memorizzazione dell‟ordine cronologico dei fatti. 32
  • 33. Figura 3Mappa concettuale realizzata con SupermappeSuperquadernoDi grande utilità nelle attività didattiche con i dislessici è il programma Superquaderno,un editor di testi con oggetti multimediali che facilita lapprendimento della letto-scrittura ai bambini. Esso permette di illustrare il testo, anche in modo automaticodurante la scrittura, ricorrendo alle immagini archiviate in un vocabolario inserito nelprogramma e contenente un migliaio di vocaboli frequentemente usati nell‟età scolare. 33
  • 34. Lutilizzo di molteplici canali sensoriali, ossia il canale visivo (le parole illustrate) ed ilcanale uditivo (le parole ascoltate tramite la sintesi) avvicina in modo accattivante ilbambino alla scrittura che diventa immediatamente divertente, gratificante e non piùfonte di fatica e di frustrazione.Lutilizzo della tastiera esclude limpegno dellesecuzione grafica in fase di scrittura epermette al bambino in difficoltà di concentrarsi unicamente sullanalisi fonologica delleparole.SuperQuaderno può essere già allinizio della scuola primaria utilizzato per stimolare leprime fasi di composizione del testo, poiché il disegno è la prima forma per raccontarestorie, descrivere esperienze, esplorare il conosciuto.SuperQuaderno può essere potenziato con lutilizzo opzionale della sintesi vocaleLoquendo, permettendo il riascolto di ciò che viene scritto, favorendo e rinforzando intal modo le abilità di lettura, lelaborazione e la composizione del testo.La lettura "con le orecchie" resa possibile dalla sintesi vocale, favorisce ilconsolidamento della consapevolezza fonologica, della corrispondenza fonema/grafemacon feedback sincroni, contestuali allatto della scrittura. Questa funzionalità permetteun costante automonitoraggio e stimola le capacità di autocorrezione perché la sintesi 34
  • 35. vocale fa percepire leventuale errore. SuperQuaderno quindi può essere il primostrumento metacognitivo e strumento compensativo nelle difficoltà di lettura.Linterfaccia si presenta come ricca di icone e intuitiva, priva di testo. Ciò èparticolarmente adatto ai bambini e a chi si confronta per la prima volta con il computere/o con la scrittura.Il pulsante “magia” permette di associare parole presenti nel testo ad immagini.Il bambino potrà aggiungere foto dei suoi amici, della sua famiglia. È possibile inoltrecreare un illimitato numero di sinonimi.La sintesi vocale permette un‟immediata individuazione dell‟errore, e favorisce, in talmodo, un costante automonitoraggio e stimola le capacità di autocorrezione.Possono essere anche previste attività di composizione collettiva, come giornaliniscolastici o libri illustrati, dando grande visibilità positiva anche a chi difficilmentepotrebbe partecipare a tali attività, senza questo strumento. Consente allutente lutilizzodel sistema di simboli in un contesto ludico e di narrazione. 35
  • 36. Figura 4Favola riportata in Superquaderno12 Carlo mobileCarlo Mobile rappresenta un software dalle molteplici funzioni.Permette di ascoltare la lettura di qualsiasi testo selezionabile con il mouse all‟interno diqualsiasi programma, dalle e-mail ai siti Internet, dai file PDF ai file di Office,scegliendo la lingua, la velocità di lettura o la lettura scandita.E‟ necessario che il materiale sia digitale, altrimenti bisogna trasformarlo.E‟ possibile controllare la lettura mediante alcuni pulsanti situati sullo schermo o tramitecombinazioni di tasti a scelta dell‟utente. 36
  • 37. E‟ possibile registrare in formato audio qualsiasi testo, per poi poterlo riascoltare in unsecondo momento oppure per poterlo trasferire su un lettore portatile.E‟ quindi possibile svincolare l‟ascolto di un testo dalla presenza del PC, potendoutilizzare lettori audio di dimensioni minime e con prezzi estremamente abbordabili.La funzione di ricerca, inserita all‟interno del programma, risulta utile per ritrovareinformazioni all‟interno dei propri documenti o nei testi letti dal programma.La calcolatrice rappresenta uno strumento estremamente utile, in quanto consente direcuperare il risultato di qualsiasi calcolo. La sintesi vocale, ad essa associata, permettedi ascoltare l‟intero numero digitato e non solo le singole cifre che lo compongono,nonché il segno, il risultato, di vedere la procedura nel suo completo svolgimento.I calcoli effettuati vengono registrati su di un nastro virtuale. Ciò consente di recuperarei calcoli precedenti e di copiare l‟intera operazione nel testo, in modo da evitare errori ditrascrizione.La sintesi vocale offre un‟opportunità importante:permette di concentrarsi sullosvolgimento dei problemi, piuttosto che sulla scrittura dei numeri e sull‟applicazionedelle procedure dei calcoli.E‟ presente anche una funzione per l‟apprendimento delle lingue. Luso di sintesi vocaliin lingua estera permette di ascoltare i testi nelle principali lingue europee, sia nelformato originale che tradotti in italiano, in modo automatico grazie al traduttoreautomatico del software. 37
  • 38. Per la scrittura e la lettura di testi il programma offre alcune funzionalità aggiuntivecome la possibilità di personalizzare il colore dello sfondo, il carattere e la suadimensione. Attraversola sintesi vocale il computer diventa quindi un lettore in grado di leggere qualsiasi testo,riducendo così lo sforzo di lettura di un ragazzo dislessico. Il testo può essere ascoltatocompleto, parola per parola o nella lettura fonema per fonema (spelling fonetico) utileper rafforzare la corrispondenza segno-suono13 Software freeArrivati a questo punto vale la pena passare in rassegna la serie di software educatividenominati “free”. “Free” nel senso che non hanno un costo, sono personalizzabili esono disponibili in rete per essere scaricati da qualsiasi utente.Sono in costante crescita gli insegnanti sul territorio nazionale che in questi ultimi diecianni hanno sviluppato un software didattico per i propri alunni e che hanno scelto dimetterlo in rete, a disposizione di tutti. Questi insegnanti hanno reso disponibili, acolleghi e a genitori interessati, una serie di preziose risorse software, il tutto senza finidi lucro e spesso in uno spirito cooperativo e collaborativo davvero encomiabile. Esiste,dunque, anche la possibilità di scaricare dalla rete i programmi che si reputano utilicomplementi al proprio intervento didattico, senza costi e liberamente, appunto.Vediamo quali sono.Non è possibile aprire questa rassegna di siti che offrono software didattico free se nonpartendo da quello di Ivana Sacchi (www.ivana.it). 38
  • 39. Segnalo la presenza, nel suo sito, di alcuni software rivolti ai bambini della scuolaprimaria: Cloze, Giochi di parole, Esercizi per la dislessia, Parole simili,Anagrammi di sillabe: programmi rivolti al potenziamento delle abilità fonologiche. Lettura rapida: un programma rivolto al potenziamento delle capacità di lettura. Leggitesti e Leggo facile: due programmi rivolti a facilitare le abilità di letto- scrittura con il supporto della sintesi vocale. Scrivimmagine: un programma rivolto ad accrescere la motivazione alla scrittura.Ricordo ancora i programmi nati dalla collaborazione tra un tecnico informatico e unalogopedista, Franco Fraire e Valeria Allamandri: Contagiri e Schiaffo: due programmi rivolti a potenziare le abilità di calcolo. Insegui le parole, Caleidoscopio: un programma rivolto allo sviluppo delle capacità di lettura.Ad opera di Antonella Pulvirenti, un‟insegnante di scuola primaria della provincia diImola, troviamo una preziosa collezione di software didattici rivolti ai bambini conD.S.A., dal titolo: Tecnologie e D.S.A.: un Cd-rom contenente numerosi software divisi inbase all‟età anagrafica degli alunni e alle finalità didattiche. Nel sito si trovano inoltre utili recensioni relative ai software contenuti nella Giochi didattici adatti ai bimbi dislessici.Segnalo due siti dove sono raccolti molti giochi e materiali didattici sulla dislessia: http://www.maurorossi.net http://www.maestrantonella.it14 Giochi didatticiRitroviamo anche molti giochi didattici multimediali che ben si prestano nell‟aiutare ibambini dislessici a ridurre la frustrazione di fronte al tradizionale materiale cartaceo.Essi si distinguono in base alle aree di apprendimento; riporto di seguito alcuni esempi.Invasori, bachiDescrizione: con un‟interfaccia gradevole e accattivante sono presenti 2 differenti 39
  • 40. giochi: invasori e bachi e una modalità priva di grafica per gli utenti adulti o per chi habisogno di un ambiente semplificato. Si presenta come un videogame in cui scendonolettere, parole o numeri che devono essere lette e ridigitate per ottenere un feedback(visivo, sonoro).Obiettivo: favorire i processi di letto scrittura e la familiarità con la tastiera.Tipi di esercizi:1. riproduzione di lettere-cifre singole e in sequenza che impegnano a un uso limitatodella tastiera, se si vuole far esercitare l‟utente solo su certi tipi di fonemi;2. riproduzione di lettere, cifre e parole di differente lunghezza;3. individuazione e scrittura della lettera mancante in parole appartenenti a diversecategorie semantiche (tipo di gioco “completamento”).Possibili adattamenti: il programma permette di scegliere di regolare la velocità didiscesa delle stringhe di lettere, le pause che intercorrono tra la comparsa delle stringhe,quante stringhe far scendere contemporaneamente (una, due o tre), il tipo di carattere(maiuscolo, minuscolo), il livello di difficoltà, la presenza di suoni e musica. Consenteinoltre la modifica e l‟introduzione di nuovi esercizi.BachiInvasori 40
  • 41. IMPARO GIOCANDO11 è una raccolta di giochi per lapprendimento delle discipline.Le materie sono matematica, italiano, geografia, musica, fisica (di prossimapubblicazione anche scienze). I giochi sono stati sperimentati nel corso di tre anni da piùdi 1000 insegnanti e relativi alunni (sperimentazione monitorata).Scoiattoli e ghiandeAbilità: Acquisire il concetto di divisione per via formale o attraverso una concretaripartizione di oggetti. Comprendere il concetto di resto.Rosicchiare caduta (tempi presente - passato - futuro):Abilità: Distinguere le informazioni espresse dalla flessione verbale: coniugazione.Contenuto: Le tre coniugazioni.11 http://www.iprase.tn.it/documentazione/giochi2.asp 41
  • 42. Castello incantatoDescrizione: Castello Incantato è un software pensato come eserciziario e strumentoriabilitativo per affiancare il bambino nei primi apprendimenti della scrittura e perpotenziarne le abilità. L‟ambientazione veramente “incantevole” fa da sfondo ad eserciziche permettono un approccio ludico con la letto-scrittura. Gli sforzi dell‟apprendimentovengono ricompensati con un sistema di feedback immediati, accumulo di punti epossibilità di accedere ad ambienti ricreativi come lo shop e giochi, in una prospettivapremiante, in linea con le più accreditate teorie dell‟apprendimento.Obiettivo: i giochi presentati hanno lo scopo di facilitare l‟analisi fonologica delleparole, il riconoscimento dei grafemi e delle sillabe, di implementare la memoria dilavoro e le abilità di autodettatura, di migliorare le capacità ortografiche, di favorire ilpassaggio dalla sintesi sillabica alla lettura di parole, di avviare alla composizione difrasi e di piccoli testi.Il programma è destinato sia all‟utilizzo in ambito riabilitativo che scolastico, nelleprime classi della scuola primaria.Contenuti: all‟interno di un castello incantato, abitato da simpatici fantasmi, il bambino 42
  • 43. viene accompagnato alla scoperta di tre diversi ambienti: la sala del Tesoro (o sala delleTorture), la sala dei giochi e la galleria d‟arte in cui potrà cimentarsi nella scrittura diparole, frasi e brevi testi.Tipi di esercizi:Passaggio segreto (completa la parola): il bambino è invitato a inserire la letteramancante in una parola, facilitato dall‟immagine. Questa proposta mira a favorire ilpassaggio dalla lettura di parole piane a parole con ortografia più complessa: questespesso rappresentano un ostacolo arduo da superare per i bambini che non distinguonotutti i suoni della parola;Passaggio segretissimo (scrivi la parola): il bambino viene invitato a scrivere una parolaguidato dall‟immagine corrispondente in autonomia o supportato dall‟adulto. In questo caso le parole potranno essere selezionate in liste predisposte scegliendo il fonema o la sillaba iniziale o la difficoltà ortografica che si vuole esercitare. Gioco dell‟appeso (indovina la parola): viene richiesto di indovinare una parola secondo le modalità del classico gioco dell‟impiccato con lo scopo di rafforzare ulteriormente le abilità fonologiche; nella modalità di gioco a due si permette la reciprocità del gioco invitando il bambino a indovinare o a pensare la parola da far indovinare all‟avversario. 43
  • 44. Acchiappa Fantasmi (costruisce le parole): l‟attività consiste nel comporre una parolacercando di “sparare” il fantasma che porta le lettere o sillabe corrette; una voce guida ilbambino nel gioco.Gioco delle Carte (costruisce le parole): il bambino potrà comporre semplici parole,facilitato da immagini, scegliendo le lettere opportune tra quelle presentate sulle carte.Tiro al bersaglioDescrizione: l‟attività consiste nel riconoscere la parola uguale al target proposto in duevarianti: il Tiro al palloncino, dove la parola corretta è ripresentata insieme con altre treparole in un‟unica schermata e il Tiro al piattello, in cui compaiono in successioneparole simili al target con una rapidità regolabile.Obiettivo: velocizzare i tempi di lettura, favorendo un‟analisi istantanea delle parole,considerate come unità ortografiche, senza il ricorso alla conversione fonologica o a unascansione lettera per lettera.Possibili adattamenti: il programma prevede la possibilità di aumentare la rapidità di 44
  • 45. presentazione costringendo ad una lettura più rapida, permette di regolare feedbacksonori e di inserire nuovi testi, rendendo lo strumento adattabile all‟esigenza educativaspecifica.SorprassoDescrizione: si presenta come un videogioco di una gara di automobili, quindistimolante, in cui ogni volta che avviene un incidente è richiesto di compiere unesercizio. La gara di macchinine è stata pensata in modo tale che più il bambino è abilenella guida più il gioco è difficile e complicato evitare gli incidenti, questo rende ilgioco più divertente e stimolante. La soluzione degli esercizi permette di procedere conla gara e totalizzare punti.Obiettivo: si cerca di allargare il lessico del bambino e di favorire gli automatismi nellalettura, aumentandone la velocità.Livelli di esercizi e difficoltà: il programma prevede differenti tipi di esercizi:1. trovare e correggere un errore inserito in un contesto semantico significativo persviluppare la capacità di analisi visiva delle parole ed evitare errori di tipo fonologico;2. ricostruire una parola divisa in frammenti richiedendo il mantenimento in memoriadelle parti della parola già esposti fino alla ricomposizione completa;4. ricostruire parole divise in frammenti;5. trovare il finale di parole che finiscono allo stesso modo stimolando la riflessione sulcambiamento del significato nonostante la stessa radice;6. comporre parole unendo la parte iniziale con diversi finali;7. separare le parole aggiungendo spazi e accenti stimolando il bambino a ricavare il 45
  • 46. significato delle parole e a individuare correttamente le unità costituenti la frase; 8. completare la frase scegliendo le parole esatte; 9. trovare la parola che è stata visualizzata tra tre possibilità, giocando sui tempi di presentazione e quindi velocizzando la lettura globale. Giochi vari Molti dei giochi seguenti sono presi dal sito internet http://www.maestrantonella.it/home_flash.html.Metti una pallina per ogni sillabaPremendo sulle cassa si ascolta la parola corrispondente al disegno. Con il mouse si sposta sullelineette tratteggiate un numero di palline pari alle sillabe della parola. 46
  • 47. Si clicca su controllare e se la risposta è giusta il sole sorride……Se è sbagliata il sole diventa triste.Scambia le lettere iniziali delle parole e controlla 47
  • 48. Premendo qualsiasi tasto della pastiera in basso si può visualizzare la coppia di parola equindi continuare a giocare.Scegli la sillaba giustaIn apertura il bimbo scopre di avere grande libertà, potendo scegliere con quale coppiadi lettere giocare.Una volta scelta, comincia il gioco vero e proprio.Scegli la sillaba che corrisponde all’inizio della parola rappresentata 48
  • 49. Scegli la giusta grafia della parola pronunciata15 Strumenti per la matematicaUn altro strumento estremamente utile, ma per la matematica, è la calcolatrice chepermette di recuperare il risultato di qualsiasi calcolo. D‟altra parte, le normalicalcolatrici richiedono di digitare i numeri in modo corretto e conoscere i segni delleoperazioni. Il grande limite delle normali calcolatrici è che non permettono dicontrollare i dati inseriti per il calcolo. Ci sono infatti ragazzi che presentano le stessedifficoltà nella scrittura delle lettere anche nei numeri, con frequenti omissioni einversioni.Carlo Mobile e SuperQuaderno sono dotati di una particolare calcolatrice dotata disintesi vocale.Con la calcolatrice parlante si può:• effettuare operazioni, 49
  • 50. • ascoltare i numeri e i segni digitati,• eventualmente correggerli,• mantenere in memoria diverse operazioni,• copiare e incollare le operazioni svolte, evitando inutili errori di trascrizione.In questo modo i ragazzi si possono esclusivamente concentrare nello svolgimento deiproblemi, piuttosto che nella scrittura dei numeri e nell‟applicazione delle procedure deicalcoli.Un problema può dunque essere risolto, ad esempio, con le seguenti procedure:1. viene letto con le orecchie con l‟ausilio della sintesi e delle immagini, e quindicompreso nei dati e nelle operazioni da svolgere;2. risolto applicando le operazioni con la calcolatrice parlante;3. si copia l‟operazione e il risultato nel quaderno;CONCLUSIONIL‟adozione delle tecnologie in classe rappresenta una rivoluzione copernicana.Accettare l‟uso del registratore, effettuare le prove di verifica al computer, acconsentireche un bambino spieghi un testo dopo l‟ascolto con le cuffie o che si serva di computere stampante e non del vecchio quaderno per svolgere un tema, significa modificareobbligatoriamente tutte le rappresentazioni che ognuno si era fatto del proprio lavoro.Sono state dimostrate l‟importanza e l‟efficacia dell‟utilizzo dei “libri parlati” da partedi ragazzi con diagnosi di dislessia evolutiva. Tutto questo apre nuove ed interessanti 50
  • 51. prospettive didattiche. Appare, quindi, auspicabile per il futuro una sempre maggiorediffusione di tali strumenti, attraverso la sensibilizzazione di scuole e famiglie eattraverso la collaborazione con le case editrici, in modo tale che l‟uso di questetecnologie non sia più limitato a casi sporadici e lasciato all‟iniziativa dei singoli, mapossa divenire una pratica consolidata.Anche i bambini presentano reticenze quando si propone loro l‟utilizzo degli strumenticompensativi; inizialmente vedono il computer come un mezzo per giocare econsiderano l‟idea di trasformarlo in uno strumento per studiare spiacevole.Divertimento e impegno vanno tenuti sempre separati, secondo una prospettiva troppotradizionale, che purtroppo passa ai bimbi.Se il computer viene introdotto dopo diversi tentativi, i bambini posso non accertarnel‟utilizzo, perché sono sempre più demotivati di fronte a sforzi andati a vuoto. E‟ meglioche pian piano i ragazzini imparino a conoscere tali strumenti, utilizzandoli in base alleproprie potenzialità e ai propri bisogni, senza vederli irrompere nella propriaquotidianità come un qualcosa di forzato.Tenendo ben presente che ogni percorso ha come punto di partenza la persona, lecaratteristiche individuali e le situazioni ambientali non bisogna dimenticare che glistrumenti e le strategie vanno adattate alle situazioni particolari, ma possono in linea dimassima fungere da traccia da seguire per il conseguimento dell‟autonomia.L‟utilizzo delle tecnologie promuove al massimo l‟autonomia e l‟indipendenza dellostudente, non soltanto per quanto riguarda l‟aspetto più legato all‟apprendimento e allostudio, ma anche per gli aspetti legati alla sfera emotiva, psicologica, di comportamentoe di personalità dell‟alunno. Il computer, inoltre, è un segnalatore imparziale e nongiudicante, pertanto meglio tollerato dal soggetto e considerato una risorsa nonfrustrante, ma abilitante.A testimonianza dell‟utilità del computer nello studio degli studenti con disturbispecifici di apprendimento, riporto qui delle testimonianze di alcuni ragazzi che da essohanno tratto notevoli vantaggi.«Usare Microsoft Office é la cosa migliore che mi sia mai successa. Controlloortografico, fogli di calcolo, diagrammi visuali. Sono un ingegnere e gli strumenti diquesto software mi hanno fatto diventare estremamente popolare!» (Jim, Kansas City)«Solo recentemente ho scoperto di essere severamente dislessico ed il SOLO modo incui voglio lavorare é con il computer. E‟ un mondo completamente diverso. Penso che i 51
  • 52. dislessici siano più portati per il mondo digitale, quindi digitale a tutto andare!»(Brendan, Scozia, Regno Unito)«Quando scrivo un documento, il controllo ortografico è il mio migliore amico. Lo usocontinuamente, anche per scrivere questo intervento. Riscrivo i miei appunti due voltein modo che possa leggerli.» (Adrienne, Oklahoma, Stati Uniti)Viviamo nell‟epoca della tecnologia, ormai è dentro le nostre tasche, dunque usiamolaper trarre benefici. È ora di trovare un filo conduttore, è ora di riscoprire le potenzialitàdi una scuola aperta al confronto, al dialogo tra le discipline, all‟innovazionetecnologica, alla valorizzazione delle diverse abilità dell‟uomo. La forza della scuola siracchiude nella cooperazione, nel confronto tra le figure coinvolte, nella lungimiranzadegli addetti ai lavori e il sistema scolastico in generale avverte questo urgente bisogno. 52