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Sudafrica, un viaggio per ripensare l’Aids - Provincia di Roma - Nicola Zingaretti
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Sudafrica, un viaggio per ripensare l’Aids - Provincia di Roma - Nicola Zingaretti

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Dal 30 novembre 2009 …

Dal 30 novembre 2009
al 6 gennaio 2010
Palazzo Valentini
via IV Novembre 119
Roma
Domenica chiuso
Ingresso libero


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  • 1. www.provincia.roma.it Assessorato alle Politiche Sociali e per la Famiglia VOLTI POSITIVI Sudafrica, un viaggio per ripensare l’Aids Fotografie di Silvia Amodio Mostra a cura di Sudafrica, Maura Crudeli Silvia Amodio un viaggio per ripensare Stampe fotografiche l’Aids Centerchrome Calenzano Fotografie di Silvia Amodio Strutture espositive OMCF Campi Bisenzio Immagine SocialDesign Firenze Evento promosso da Associazione Rinascimento Dal 30 novembre 2009 al 6 gennaio 2010 Palazzo Valentini In collaborazione con via IV Novembre 119 Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini Roma Azienda Ospedaliera Domenica chiuso REGIONE Ingresso libero LAZIO Roma
  • 2. In occasione della 22a Giornata Mondiale della lotta all’Aids, la Provincia di Roma, L’AIDS è molto più di un problema di salute. È una gravissima minaccia per lo come ogni anno, mette in campo una serie di iniziative per informare e sensibilizzare sviluppo, con devastanti costi umani, sociali ed economici, in particolare per le sul grave problema del virus dell’HIV. Quest’anno abbiamo pensato di proporre persone più povere e vulnerabili del mondo. La lotta all’HIV/AIDS è uno degli una campagna che avesse un approccio “alternativo” nei riguardi del delicato tema “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, stabiliti dall’Assemblea Generale delle Nazioni dell’Aids, un dramma che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo. Unite nel 2000, da raggiungere entro il 2015. Ma il traguardo è ancora molto Abbiamo scelto di esporre la mostra-documentario della fotografa Silvia Amodio lontano. VOLTI POSITIVI, Sudafrica, un viaggio per ripensare l’Aids per il suo stile delicato e non pietistico. Il titolo era già convincente, la mostra, il documentario e l’installazione Più della metà dei 40 milioni che vivono con l’HIV sono donne (il 61% nell’Africa della fotografa-giornalista ancora di più. Silvia Amodio ci ha restituito, attraverso il sub-sahariana); 1/3 delle madri sieropositive prive di cure trasmette il virus al suo lavoro, volti, espressioni e sentimenti “positivi” dell’Africa subsahariana, la zona neonato; circa 15 milioni di bambini sono rimasti orfani a causa dell’HIV; 4/5 di più colpita dall’Aids, dove si concentra il 70% dei malati di tutto il mondo. A farne le tutte le nuove infezioni da HIV che colpiscono le donne si verificano all’interno del spese sono soprattutto i bambini che, a causa della trasmissione verticale del virus, matrimonio; le ragazze tra i 15 e i 24 anni hanno un rischio di contagio 6 volte nascono già infettati dalle madri. maggiore dei ragazzi; ogni 6 secondi avviene una nuova infezione; 340 milioni di Occuparsi dell’Aids partendo da questi paesi letteralmente flagellati, dove il virus persone tra i i 15 e i 49 anni contraggono infezioni a trasmissione sessuale. ha spazzato via intere generazioni, è l’iniziativa giusta per “ri-pensare” l’Aids e far “ri-partire” un’opera di sensibilizzazione forte e costruttiva, prendendo spunto proprio I programmi di prevenzione non riescono a raggiungere totalmente chi è più a dai volti ritratti da Silvia Amodio che, nonostante tutto, non hanno perso la speranza rischio; donne e giovani non accedono ai servizi e ai mezzi di prevenzione, compresi di combattere, di vivere e di sconfiggere il virus. l’informazione e i contraccettivi; restrizioni commerciali, diritti sui brevetti, costi C’è bisogno di “ri-partire” perché, in questi ultimi anni, si è registrato un elevati rendono ancora inaccessibile per milioni di persone la terapia retrovirale per abbassamento dei livelli di attenzione nei confronti del virus e l’Aids è considerato l’HIV/AIDS; lo stigma verso i sieropositivi ostacola l’accesso universale ai servizi di una delle tante malattie croniche con cui si deve convivere. Le cure antiretrovirali salute sessuale e riproduttiva. hanno allungato la vita dei malati, ma dall’ Aids non si guarisce. A causa di una carente informazione, il virus non si arresta, anzi, i contagi sono in aumento anche Dr. Luigi Macchitella nel nostro paese, soprattutto tra i giovani Direttore Generale L’augurio è quello di riuscire a riportare l’attenzione sulla prevenzione e su una Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini corretta informazione, anche grazie a questa mostra, perché il 1° dicembre sia ogni giorno dell’anno e perché solo la conoscenza può combattere l’ignoranza e la presunzione di considerarsi immuni. Claudio Cecchini Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia della Provincia di Roma L’Aids rappresenta nel mondo una grave minaccia, in particolare in Sudafrica, dove il contagio riguarda oltre 5 milioni di persone su una popolazione di quasi 52 milioni. Ultimamente il Paese è al centro dell’attenzione perchè ospiterà i prossimi mondiali di calcio, in questa occasione presta il suo volto migliore anche grazie ad uno sviluppo economico senza precedenti. In realtà, nonostante la fine dell’apartheid nel 1994, nasconde ancora disparità agghiaccianti tra “bianchi” e “neri”. Differenze ben visibili anche in ambito sanitario, in cui soltanto una minima parte delle persone bisognose di cure riesce ad accedervi. I dati sono chiari: a morire di Aids sono soprattutto i ceti più poveri. Occuparsi di Aids significa dunque parlare di qualità della vita, di sviluppo ineguale, di una lotta alla povertà che il Sudafrica non può compiere da solo. Ma questo dramma riguarda anche i cosiddetti paesi ricchi: dobbiamo recuperare la consapevolezza che il virus non è stato sconfitto. Purtroppo le campagne informative sull’ esistenza di questo nemico e sui mezzi necessari per contrastarlo hanno subito negli ultimi anni un calo preoccupante. Per questo abbiamo creduto nel lavoro di Silvia Amodio, in un progetto artistico che ha lo scopo di arrivare dritto al cuore e di comunicare con molte persone in modo empatico e diretto. Questo è il potere della fotografia. Nei volti dignitosi di uomini, donne e bambini ritratti dall’ artista, che rifuggono dallo stereotipo del malato sofferente, si intravede uno stato d’animo positivo verso la vita. Persone, non sterili dati statistici, che si presentano di fronte all’obiettivo, per rappresentarsi a noi, in quanto Occidente. Gianluca Peciola Consigliere provinciale