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Dorothy gilman. la signora pollifax vince ancora

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  • 1. DOROTHY GILMAN.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA.Torna, ancora una volta, il simpatico personaggio della signora Pollifax, la dinamica vecchietta che si dedica conpassione a risolvere intricati casi di spionaggio.Questa volta, lindagine affidatale dalla CIA si svolge nellambiente selezionato e lussuoso di una clinica svizzera, chesembra in qualche modo connessa con la scomparsa di un certo quantitativo di plutonio, sufficiente per fabbricare unapiccola bomba atomica.Emily Pollifax, con la scusa di ristabilirsi da un attacco di influenza, si reca immediatamente sul posto per seguire letracce del prezioso materiale, trafugato per scopi politici.Un misterioso gruppo di arabi, un ragazzino spaventato, un enigmatico e affascinante sceicco, un simpatico ladro digioielli e unavvenente ragazza belga sono i personaggi che fanno da contorno a questa esilarante avventura del nuovoJames Bond in gonnella.ERA MATTINA, e la signora Pollifax stava seduta sul pavimento del soggiorno, le gambe incrociate sotto di sé neltentativo di mantenere la posizione del loto.Praticava lo yoga da un certo numero di mesi, ormai.Riusciva quasi a toccare il ginocchio con la fronte, e una volta -- sorretta dalla signorina Hartshorne, la sua vicinadellinterno 4-C - era riuscita a reggersi sulla testa, con limpressione che tutto le girasse attorno.Ma la posizione del loto non arrivava a mantenerla per pi~i di un minuto, e cominciava proprio a disperare di poterdiventare una contemplativa.Ho troppa ciccia, non riesco a flettermi., Sospirň e deplorň i sessantanni e piú della sua vita in cui si era seduta supoltrone e divani, ma mai sul pavimento.Poi, quellattimo di disappunto passň.In fin dei conti, la giornata era splendida e piena di sole, e a mezzogiorno cera una riunione del Comitato per la difesadellambiente.Mentre si rimetteva in piedi, udí la voce della signorina Hartshorne sul pianerottolo e poco dopo, vi fu unenergicabussata alla porta.La signora Poliifax attraversň la stanza e andň ad aprire, in calzamaglia.Erano appena le nove e un quarto, ma per la signorina Hartshorne, che alle sei del mattino faceva lunghe trottate a passodi carica, e la cui energia, a volte, poteva essere snervante, era giŕ pieno giorno.La signora Pollifax si fece coraggio.Stavo per uscire la investí la vicina, tutta ansante, quando č arrivato questo espresso per te, Emily, e sapendo cheprobabilmente non eri ancora vestita...La voce della Hartshorne esprimeva un misto di disapprovazione e di tolleranza per leccentricitŕ dellamica.Mi sono presa la libertŕ di firmare la ricevuta per te.Proprio un pensiero squisito assicurň la signora Pollifax, che rivolse poi lattenzione alla lettera, mentre la signorinaHartshorne si allontanava a tutto vapore.La lettera aveva il timbro di Baltimora Maryland: era un espresso arrivato per via aerea.Doveva essere proprio un messaggio urgente.Baltimora... urgente...La signora Pollifax si trovň a ripensare a certi viaggetti segreti fatti in passato per conto di un certo signor Carstairs.Awertí un fremito di agitazione mentre apriva la busta e ne estraeva un foglio di carta finissima, intestata a William H.Carstairs, Procuratore Legale, Palazzo degli Avvocati, Baltimora, Maryland.Procuratore, figuriamoci! :La signora abbozzň una smorfia e si mise a sedere.Notň che la lettera era la copia carbone delloriginale, e che lindirizzo del destinatario era stato accuratamentecancellato.In calce, a matita rossa, il segretario di Carstairs, Bishop, aveva scritto in fretta: "Abbiamo bisogno di lei; č liberagiovedí?" La signora Pollifax cominciň a leggere il testo: "Caro signor Royan" cosí cominciava la lettera, "a seguitodella nostra conversazione telefonica di stamattina, le accludo il deposito di cinquecento dollari, da lei suggeritomi, perla convalescenza di mia suocera, signora Emily Pollifax..." Suocera! esclamň la signora Pollifax. a Convalescenza? :~"... presso la sua clinica-albergsMontbrison. importante che a mia suocera siano assicurati il riposo e le cure di cui habisogno e..." Il telefono cominciň a squillare e la signora Pollifax, con gli occhi fissi sulla lettera, si mosse lentamenteverso lapparecchio.Nel sollevare il ricevitore, disse distrattamente: Sí, sí, eccomi :~. "...Ia convincerň ad affidarsi completamente a lei.Apprendo con piacere che..." Signora Pollifax? Sí, pronto. "...Ie sarŕ riservata la stanza 113, con bagno privato e vista sul lago..." Qui č lufficio del signor Carstairs.Vuole restare in linea, per favore? Oh, ben volentieri! esclamň lei, perfettamente attenta ora, dato che lettera e telefonatasignificavano entrambe che la sua vita stava per subire un nuovo colpo di acceleratore, e che quindi doveva riassuefarsia quella sottile lama di pericolo che esigeva la piú scrupolosa attenzione: la stessa attenzione che si impiega mangiandoun pesce disseminato di piccole spine.La voce che adesso era in linea apparteneva al segretario di Carstairs. giŕ uscito per andare allaeroporto :la informňBishop.Spera di poter incontrarsi con lei, a New York.
  • 2. Laspetta allHotel Taft, a mezzogiorno.icosí importante? La signora Pollifax era senza fiato.Bishop sospirň.Non lo č, forse, sempre? Ho qui la lettera; č appena arrivata.Avrebbe dovuto riceverla fin da ieri osservň Bishop.Non le ho nemmeno domandato come sta, signora Pollifax.Ma lo farň, non appena lei mi avrŕ detto se puň recarsi a New York in mattinata, per parlare con Carstairs. :~ Mi facciapensare.Sí, faccio in tempo a prendere un treno e a essere lí per mezzogiorno disse lei.Se mi sbrigo.Allora non le domanderň come sta scherzň Bishop.Al Taft, salga direttamente nella camera trecentoventuno, senza fermarsi al banco del portiere.E speriamo che il suo telefono non sia controllato.La voce della signora Pollifax era scandalizzata.E perché mai dovrebbe esserlo? Non si sa mai! Si č iscritta a qualcosa, negli ultimi tempi? D Soltanto al "Comitato perla difesa dellambiente".Male sentenziň lui, in tono cupo, e riattaccň.La signora Pollifax corse in camera e cambiň la calzamaglia con un vestito.Nel darsi una rapida occhiata allo specchio notň che labito avrebbe avuto bisogno di essere stirato.Sospirň, pensando ai suoi hobby, che si moltiplicavano: ecologia, karatč, giardinaggio, yoga, un po di controspionaggiodi tanto in tanto...Ie restava ben poco tempo per curare il guardaroba.Si calcň il piú nuovo dei suoi cappellini sulle ciocche ribelli e telefonň per chiamare un tassí.ALLE undici e cinquantotto, la signora Pollifax usciva dallascensore al terzo piano dellHotel Taft e sincamminavalungo la passatoia del corridoio.La porta della stanza 321 era aperta e, per un fuggevole istante, la signora Pollifax, temendo qualche trappola,immaginO Carstairs immerso in una pozza di sangue... ma proprio in quel momentO, lui le si fece incontro sulla soglia,alto, asciutto e piú vivo che mai.Salve, mia cara disse, stringendole con effusione le mani.Ho ordinato caffč e panini; č stata proprio un tesoro a farcela.Venga, la prego, si accomodi.Si č fatto crescere le basette! :~ Bisogna marciare coi tempi si schermí lui, con fare modesto chiudendosi la porta allespalle.Poi si voltň e studiň la sua ospite.Ha un aspetto magnifico! Anzi, fin troppo in salute, per la missione che la attende.Un po di cipria bianca... continuň, meditabondo.Magari un bastone...Scosse la testa, contemplando il bizzarro cappellino di lei.Si accomodi, intanto, e beva un po di caffč. :La signora Pollifax si mise a sedere e lui le spinse vicino il carrello,versando poi il caffč per tutti e due.Bishop mi ha detto che lei ha ricevuto la copia della lettera.Stamattina confermň la signora.Nei panini ho fatto mettere prosciutto, lattuga e pomodori.Carstairs prese posto lí accanto.Se č disposta a fare questo lavoro per noi, dovrŕ partire dopodomani, giovedí.Se? ripeté lei, inarcando un sopracciglio.Sí. :Carstairs esitň.Devo avvertirla che si tratta di un incarico diverso dagli altri.Non č un semplice lavoro di corriere. :~ La signora Pollifax posň il panino.Sono stata promossa! Lui rise.Diciamo meglio, promossa a nuovi rischi, signora Pollifax, purché nel frattempo non abbia cambiato parere.Nei miei viaggi precedenti, ho corso, sí, un certo numero di rischi, ma lí per lí non mi sono mai sembrati eccessivi.Me la sono sempre goduta moltissimo - per ragioni puramente egoistiche, mi creda - e ho fatto la conoscenza di personestraordinarie.Del resto, č sempre difficile prevedere quello che avverrŕ, vero? No, signor Carstairs, non ho affatto cambiato parere.Dio sia lodato mormorň lui.Poi, facendo schioccare le dita esclamň: Povero me, mi ero dimenticato di Bishop! Si affrettň ai telefono e la signoraPollifax si accorse che il ricevitore era appoggiato contro la lampada.Carstairs lafferrň e disse: Ha sentito, Bishop? Chiami subito Schoenbeck, a Ginevra, e dia lavvio alla faccenda.Riattaccň.Ora conosce la sua destinazione: la Svizzera.Oh, che bellezza! Speravo proprio di non dover andare di nuovo oltrecortina.Dopo la mia fuga dallAlbania...
  • 3. Luomo sorrideva.Be, non tutti i soci del circolo di giardinaggio di New Brunswick sarebbero in grado di fuggire dallAlbania, dlco bene?Ora vedremo come se la caverŕ con la Svizzera.Voglio alloggiarla come paziente alla clinica-albergo Montbrison; ma, mentre Sl troverŕ lŕ sotto osservazione medica,lei a sua volta dovrŕ osservare la clinica.una clinica o un albergo? domandň, perplessa, la signora Pollifax.Si tratta di un tipo di combinazione che noi non conosciamo, negli Stati Uniti ammise lui, ma gli Europei hannoabitudini un po diverse.La Montbrison č una casa di salute dove i ricconi di mez- zo mondo si rifugiano per curarsi, per riposare, per fare curedimagranti.Il fatto che sia concepita come un albergo rende il soggiorno estremamente piacevole, e mi dicono che si mangiameravigliosamente.La Montbrison č unistituzione di fama internazionale e attira clienti dal Medio Oriente, oltre che dallEuropa.Carstairs tornň alla sua poltroncina e meditň al di sopra dei polpastrelli riuniti a cuspide.Siamo nei guai, signora Pollifax confidň alla fine.Si tratta di informazioni segretissime, e siccome ora cč di mezzo lInterpol non toccherebbe a me parlargliene.In ogni modo, tanto per darle unidea in poche parole, ultimamente ci sono stati due piccoli, ma preoccupantissimi furtidi plutonio: il primo qui in America, il secondo in Inghilterra.Plutonio! fece eco la signora Pollifax.Ma viene usato per...Appunto.I quantitativi rubati ammontano a un totale pericoloso: anzi, quasi sufficiente a fabbricare una piccola bomba atomica.Il plutonio, come lei sa, non esiste in natura allo stato puro; si ottiene dalluranio e viene usato come combustibile neireattori nucleari.Ecco perché č un giocattolo da Paesi ricchi, inaccessibile a quelli sottosviluppati.I due furti sono stati compiuti con efficienza diabolica, e abbiamo motivo di ritenere che almeno uno dei duequantitativi sia stato spedito per posta alla clinica-albergo Montbrison. :~ E una cosa del genere puň essere spedita perposta? domando, incredula, la signora Pollifax.Oh, sí.Per una bomba atomica di piccole dimensioni bastano circa cinque chili di plutonio.Ed č questo che ci terrorizza le fece notare Carstairs Finora, ne sono scomparsi quattro chili.Una maledetta faccenda, come vede. :Si avvicinň a una valigetta di cuoio posata su un tavolino, laprí e ne tolse unproiettore per diapositive.Poi chiuse le tende e accese la luce.Spostato il tavolino verso il centro della stanza, disse: << Le dispiace spegnere? Linterruttore č proprio dietro di lei.Mise in funzione il proiettore e, sulla parete opposta, apparve un quadro luminoso.Un attimo dopo, lo schermo era occupato dal primo piano di una cassetta di legno.Pensiamo che il collo spedito si presentasse cos:spiego Carstairs.Su ogni lato doveva essercl LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAla scritta in nero: FORNITURE MEDICHE -- MANEGGIARE CON CURA.Quella non č la vera cassetta, allora? No... č una ricostruzione, fatta in base a come ci č stata descritta.Si ritiene che sia stata spedita per via aerea, con tutti gli accorglmenti che si usano per i materiali fragili.Dovrebbe essere arrivata alla clinica nove giorni fa.E sarebbe ancora lí? domandň, meravigliata, la signora Pollifax.Non ne siamo sicuri.LInterpol, con la collaborazione della Polizia svizzera, ha messo un agente nella clinica.Lagente - si chiama Marcel, e fa il cameriere - non ha trovato sul posto né la cassetta né le tracce del suo arrivo.Allora, il controspionaggio inglese ha mandato lŕ un certo Fraser, in veste di paziente. :Carstairs esitň. Purtroppo, Fraser ha avuto un incidente, signora Pollifax.Due giorni fa, č precipitato in un burrone, poco lontano dalla clinica.Quando lhanno trovato, era giŕ morto. :~ Oh, poveri noi mormorň la signora Pollifax.Considerate le circostanze, sembrerebbe una morte sospetta, vero? :~ Laltro assentí, con aria cupa.Dovrei aggiungere che non siamo stati completamente sinceri con il personale della clinica.A loro č stato detto che stiamo indagando su un contrabbando di stupefacenti,e li abbiamo lasciati alloscuro anche sul conto di Fraser e di Marcel.Né intendiamo precisare i veri motivi della sua presenza.In fin dei conti aggiunse seccamente, potrebbe anche essere qualcuno che fa parte del personale a servirsi della clinicaper queste attivitŕ illecite.Ormai Fraser č morto.Puň darsi che si sia trattato di un assurdo incidente, ma potrebbe anche aver scoperto qualcosa.E in tal caso...Si astenne, con tatto, dal completare la *ase e disse invece: Sono stato io, signora Pollifax, a proporla per questa
  • 4. missione.Gli Svizzeri sono pronti a collaborare.Cč di mezzo lInterpol, naturalmente, nonché il governo degli Stati Uniti - e di conseguenza noi della CIA - senzacontare gli Inglesi, a loro volta interessati alla cosa.Il complimento, anche se inespresso, era evidente.Dubbiosa, la signora Pollifax osservň: Ma pensa davvero che io... :9 Lui allargň le braccia.Potevo scegliere tra almeno una decina di agenti, tutti esperti e bene addestrati, ma un sesto senso mi dice che questasituazione richiede qualcosa di piú: capacitŕ intuitive di un genere piuttosto raro, e un particolare talento per fiutarequello 260 che agli altri sfugge.Lei ci sa fare, con la gente, e poi non si comporta affatto come un agente professionista.Sa... aggiunse bruscamente, quello che stiamo cercando con tanto zelo, signora Polli fax, a parte il plutonio rubato, č ilmale nella sua forma piú pura.Il male... ripeté meditabonda la signora Pollifax. iuna pai rola antica.Decisamente biblica convenne lui, ma tenga presente che il plutonio puň venire impiegato illecitamente per qualcosa diorrendo, che ripugna solo a pensarci.Lei assentí.Sarŕ bene che lei veda, D ora, che cosa conteneva quella cassa. :Carstairs tornň a chinarsi sul proiettore.Ecco qui: reperto numero uno.La signora Pollifax studiň loggetto dallaria innocua proiettato sulla parete.Quello sarebbe plutonio? Sí, ha la forma di un bottone di metallo del peso di circa due chilogrammi.Visto cosí non fa molta impressione, vero? Carstairs ~`inserí una nuova diapositiva.Ciascun bottone č stato collocato in - un sacchetto di plastica e poi... :- altra diapositiva - inserito in un contenitorepieno di gas inerte, che a sua volta č stato sistemato dentro questa strana cassetta che sembra una gabbia per canarini.Se per caso dovesse imbattersi in qualcuno di questi oggetti, non lo tocchi, se non con i guanti speciali che le verrannoforniti.E ora, prima di concludere, le mostrerň una pianta della clinica-albergo Montbrison.Se ben ricorda, le č stata riservata la stanza centotredici. :~ Cč qualche motivo speciale? Eh, sí.Dal suo balcone, godrŕ una vista meravigliosa del lago di Ginevra, e inoltre potrŕ vedere, sulla sinistra, una vecchiastrada di terra battuta incredibilmente ripida, che gira attorno alla montagna vicina.Dalie finestre di qualsiasi altro piano della clinica questa strada non si distingue perché č nascosta dagli alberi.Carstairs inserí una nuova diapositiva che mostrava la zona circostante la clinica.Alzatosi, indicň alla signora una piccola X. Ogni sera, alle dieci, ci sarŕ unauto parcheggiata in un punto di questastrada visibile dalla sua stanza.Dal balcone, lei invierŕ dei segnali con una torcia elettrica.Cosí potrŕ mantenere i contatti con il mondo esterno.La signora Pollifax ascoltava, corrugando la fronte.Non cč pe. ricolo che qualcuno mi veda trasmettere i segnali? :~ Luomo scosse la testa.La stanza centotredici č abbastanza in alto: si trova al secondo piano.La clinica č costruita a terrazze contro il versante della montagna.Sulla terrazza inferiore cč un grande giardino dal quale si accede al piano in cui si trovano i locali di cura.1Sulla terrazza superiore cč lingresso principale che dŕ accesso al pianP terrenO vero e proprio della clinica.Lí ci sono latrio, le sale da pranzo e varie altre sale da riposo.Al primo piano, cominciano le stanze26 1 dei pazienti.Ogni sera, non appena lei avrŕ trasmesso i segnali, lauto accenderŕ i fari.Ricordi, signora Pollifax: se tutto č normale, dovrŕ accendere la torcia due volte; se invece ha qualcosa di urgente dacomunicare, la accenderŕ e la spegnerŕ quattro volte di seguito.In tal caso, entro mezzora si aspetti pure una telefonata.Dato che la comunicazione passerŕ attraverso il centralino della clinica, studieremo per lei una specie di codice moltosemplice, basato su frasi che riguardano la sua salute.Carstairs staccň la spina del proiettore e lo richiuse nellapposita valigetta.Inoltre, dovrŕ mescolarsi agli altri ospiti, indagare con prudenza, osservare, ascoltare, e... soprattutto stare attenta a nonammirare il tramonto dallorlo di uno strapiombo alto trenta metri.Stia tranquillo promise lei. Le abbiamo prenotato un posto per dopodomani sul volo delle sei del pomeriggio per Ginevra.Telegraferň alla clinica e chiederň che vengano a prenderla allaeroporto con una limousine: come si conviene allasuocera di un noto avvocato di Baltimora aggiunse Carstairs, con un sorriso.E da che malattia sarei convalescente? :domandň la signora Pollifax.Che ne dice di una bella asiatica in forma grave? :~ Va benissimo approvň lei.Ma una cosa mi preoccupa, visto che dovrň partire cosí presto: che dirň a mio figlio che sta a Chicago e a mia figlia chevive in Arizona? E al circolo di giardinaggio? E poi cč la mia vicina, la signorina Hartshorne, e lassociazione artistica...Continui :disse Carstairs, che ascoltava affascinato ... il servizio ospedaliero ausiliario, il comitato per la difesa
  • 5. dellambiente, e... :tacque, accigliandosi nellosservare lespressione di lui, ... il mio istruttore di karatč. :~ Aspettavo conil fiato sospeso che lei parlasse del karatč.Fa sempre un certo effetto.Lo fanno anche i miei colpi di karatč lo informň lei, con fare modesto.Ma quale sarebbe la mia... sinterruppe, cercando la parola adatta, ...Ia mia copertura? Be, posso consigliarle di fingere una visita ad Adelaide Carstairs, che abita a Baltimora.Carstairs sorrise.Questo č lo spunto, lascio a lei il compito di ricamarci sopra.Sono sicuro che riuscirŕ a imbastire qualcosa di grande effetto.Guardň lorologio.Santo Cielo, le tredici! Le ho detto tutto? Be ne, si trovi allaeroporto Kennedy giovedí alle quattro de pomeriggio.Sarŕ chiamata con laltoparlante, e qualcuno le darŕ le ultime istruzioni e le consegnerŕ i biglietti e i codice che avremostudiato per lei.Le tese la mano.Bene, signora Pollifax esclamň con un po di tristezza, eccoci di nuovo allopera! :~ Sí approvň lei, alzandosi estringendogli a lungo la mano. Buon viaggio e in bocca al lupo! Finisca il suo panino e lasci la chiave giú al banco.Sulla porta si voltň, con una mano sulla maniglia.E mi raccomando, maledizione, non mi deluda facendosi dare una botta in testa! :~ Lei si sentí veramente commossadallemozione che traspariva dalla voce di Carstairs.Tornň al suo panino, domandandosi se doveva fare di Adelaide Carstairs una vecchia parente che si era rotta un femore.No, era banale.Una nipote, allora fuggita di casa con un malandrino? Unamica che era stata truffata, e che aveva bisogno diconsolazione e di consigli? Alla fine, la signora Pollifax trasformň Adelaide Carstairs in una semplice compagna discuola, rimasta vedova di recente."Senza dubbio ricorderai che te ne ho parlato" scrisse la signora Pollifax quella sera alla figlia che stava nellArizona."Ho pensato di andare da lei a Baltimora per una settimana o due, perché ha bi sogno di qualcuno che le tiri su ilmorale."IL MATTINO seguente, sentendosi piú di buon umore, andň in centro per fare acquisti, ma senza alcuna intenzione dicomprarsi un malinconico cappello o un bastone da passeggio; aveva in mente un abito da sera, questo sí.Da un pezzo, la signora Pollifax bramava in segreto qualcosa di piú moderno di ciň che potevano offrirle i reparti"taglie fortidei grandi magazzini.Si diresse perciň verso un negozietto, chiamato l "Antro Psichedelico", e passň unora piacevolissima a chiacchierarecon una commessa in minigonna e lunghi stivali, la quale era convinta che la signora Pollifax dovesse andare a unamascherata.Il che, in un certo senso, era proprio vero.Si portň a casa un abito lungo di tessuto stampato a toni violacei ~; e un vasto assortimento di collane a catena.Con quella lunga tunica sembrava un po la grande sacerdotessa di un culto religioso, ma era un cambiamentO che lasoddisfaceva.Inoltre, il tessuto era del tipo "lava-e-indossa" pensň, quasi a giustificare ancora di piú lacquisto.Non le restava che spiegare la sua partenza improvvisa alla signorina Hartshorne.Si sente tanto sola :raccontň alla vicina, mentre bevevano una tazza di tč.Sono i primi momenti di adattamento alla solitudine.Sai comč, ha bisogno di ritrovare un equilibrio.Ormai Adelaide aveva assunto forma e sostanza, ed era quasi come se esistesse davvero.Lei e suo marito si adoravano soggiunse.La signorina Hartshorne serrň le labbra.Siamo amiche da tanto tempo che posso anche dirti ciň che penso, Emily.Tu lasci sempre che tutti approfittino di te.Per anni, ho tentato di convincerti a fare qualche viaggio con me: ma no! Non vuoi assolutamente saperne di viaggiare.Sai che ti dico? Tu fai una vita assolutamente poco igienica e incolore.Non vai mai in posti interessanti, non awicini mai gente nuova.Non me la chiamerai una vacanza, andare a consolare una vecchia amica.La veritŕ, Emily, č che manchi completamente di senso dellavventura. :~ Hai ragione convenne la signora Pollifax,rivolgendole un sorriso.Che vuoi farci, Grace? Be, la bevi unaltra tazza di tč? :~ATTENZIONE, prego...Attenzione...La signora Emily Pollifax č attesa al banco dellufficio informazioni. :9 La signora Pollifax afferrň la valigia e si diresseverso lufficio informazioni dellaeroporto.Quasi immediatamente, un uomo le si fece incontro, reggendo una valigia in una mano e un mazzo di violette nellaltra.
  • 6. Lei lo fissň, incredula e stupita.Bishopl Lui si chinň a sfiorarle la guancia con un bacio, poi le mise in mano i fiori.Guardati d~ai Greci anche se p~/rtano doni! citň lui in tono scherzoso.Come sta? Sono proprio contento di vederla. :~ E iO di vedere lei.Non avrei mai pensato che lavrebbero...Sss, signora Pollifax :disse lui, con fare da cospiratore, e le tolse la valigia di mano.Venga con me. :Le fece strada oltre langolo, fino a una porta con la scritta: PRIVATO - RISERVATO ALPERSONALE.Aprí, la fece passare, poi entrň a sua volta e chiuse luscio a chiave.Ci prestano questufficio per dieci minuti. :Posň la sua valigia sul tavolo.Si rende conto, vero, che accettando questincarico sta facendomi passare momenti terribili? Carstairs non č ancorariuscito a stabilire se sta mandandola in un vicolo cieco o in una gabbia di leoni. dilaniato dal dubbio.Oh, andiamo, sembra tutto cosí semplice, e poi per me sarŕ un diversivo piacevolissimo, glielassicuro.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANcORACapisco.Bene, quandč cosí, veniamo al sodo.Aprí la valigia.Ho qui una torcia elettrica di ineguagliabile qualitŕ, piú una provvista di pile: non possiamo rischiare che avvenganoincidenti nelle comunicazioni.Torcia elettrica e pile di ricambio ripeté la signora Pollifax, aprendo la propria valigia e riponendo il tutto. In questa busta chiusa cč il codice e anche dei franchi svizzeri aggiunse Bishop.Sia tanto gentile da imparare a memoria il codice durante il viaggio e poi di distruggerlo.Eccole i fiammiferi per dargli fuoco.E qui - oh, con questo sí che si divertirŕ - cč un contatore Geiger.Un contatore Geiger! Carstairs non maveva parlato di un contatore Geiger.Veramente, č un contatore a scintillazione :rettificň lui, estraendo dalla valigia un bellissimo portagioie di pelle.Ha lasciato che fossi io a parlargliene perché quando vi siete visti stavamo ancora pensando al modo migliore pernasconderlo.Non puň andare alla ricerca di materiale radioattivo senza un aiuto, non le pare? Avrŕ bisogno anche di guanti speciali:eccoli qua.E adesso dia unocchiata a questo.Bishop aprí il portagioie.Sono veri? balbettň lei, fissando un pendente di smeraldi, unenorme spilla di brillanti e due luccicanti collane di rubini.Sono assolutamente falsi :disse Bishop, ma costano ugualmente un occhio della testa.Fantastici, vero? Si chinň sul cofanetto.Vede questo bottoncino dorato sulla cerniera? Premendolo con forza, scatta un dispositivo che permette di estrarre ildoppio fondo.Diede la dimostrazione pratica di quanto aveva detto, scoprendo un quadrante e due manopole inseriti su una lisciasuperficie metallica.Girň una delle manopole e subito si udí un lieve ronzio.Tutto normale assicurň Bishop. la prova che lapparecchio funziona.Se ora captasse qualcosa di interessante, vedremmo lago del quadrante oscillare e salire.Bene, e qui ci sono i biglietti dellaereo. :D Fece scorrere lindice su un foglio di carta.Biglietti, codice, portagioie, torcia elettrica, pile...E violette gli rammentň lei.Un pensiero proprio carino, da parte sua.Adoro le violette.Me ne sono accorto. :Bishop lanciň unocchiata divertita al cappellino di lei, che sembrava una cuffia da bagno tuttafiorita di mam- 265 mole e di viole del pensiero.Ah, giŕ... cč ancora un particolare.Il cameriere Marcel. :Estrasse dal portafogli una fotografia e le moLA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAstrň un volto tetro, dagli zigomi alti e pronunciati, sormontato da capelli nerissimi. alto circa uno e sessantatré, spallelarghe.Perň lo eviti, lasci che sia lui a cercarla.Benissimo disse la signora Pollifax, efficiente e sbrigativa.E questo č tutto concluse lui, rattristato, perciň direi che adesso farebbe meglio ad andare.Aprí la porta, diede una sbirciatina fuori, poi richiuse e disse in tono severo: Mi promette dessere prudente? Di cercaresoltanto quello che sappiamo e di comportarsi bene? :~ Potrň dire dessermi comportata benissimo soltanto se riuscirň atrovarlo, quello che sappiamo.Bishop sospirň.Sí, ma voglio farle notare che i delinquenti che si mettono in imprese di questo genere sono veramente duri.
  • 7. Tipacci da giungla glielo assicuro. :~ La signora Pollifax lo fissň attentamente.Cosa cč che non va, Bishop? :~ Lui corrugň la fronte.Oh, al diavolo, Carstairs non voleva che lei simpressionasse, ma io dico che č bene che sia al corrente.A mezzogiorno č arrivato il referto dellautopsia di Fraser.Ouel poveraccio era giŕ morto, quando č rotolato giú per il burrone. :~ Giŕ morto ripeté lei, macchinalmente.Sí.Il colpo che lha ucciso non puň essere stato causato da nessuna delle rocce contro le quali lui... be... il suo cadavere haurtato durante la caduta. :D Capisco disse tranquillamente lei.Vuol dire che č stato assassinato, senza ombra di dubbio.Grazie davermi avvertita, Bishop.Lo terrň presente.E adesso, vuole lasciarmi andare? A malincuore sospirň lui, aprendo la porta.Molto a malincuore.IL CODICE che la signora Pollifax lesse nellintimitŕ della toilette dellaereo era molto semplice e le sembrň un giocopuerile e buffo.Tutto č tranquillo - Mi sento molto riposata Sono preoccupata - Ho un po di tosse Temo dessere in pericolo - Credo stiavenendomi la febbre Marcel -11 cugino Matthew Plutonio - Zio Bill Polizia - PeterCarstairs - Adelaide Dopo averloletto diverse volte, lo bruciň dentro un posacenere e se ne tornň nella cabina passeggeri, dove proiettavano un filmwestern.Quanto alle ultime parole di Bishop, preferiva non pensarci, per il momento.La morte di Fraser significava che a Montbrison cera davvero qualcosa per cui valeva la pena di uccidere.Molto prima che il film terminasse, il cielo si era fatto argenteo e lungo lorizzonte strisce rosa e arancio si dissolvevanonella luce del sole.A New York era soltanto mezzanotte ma, in Europa, stava per sorgere lalba.Scherzi dei fusi orari! La signora Pollifax tentň di familiarizzarsi con il suo nuovo personaggio. "Sono una suocerareduce da una brutta influenza" ripeteva a sé stessa, e ogni tanto simulava un colpetto di tosse. "Mio genero, WilliamCarstairs, abita a Baltimora." Ci sarebbe stata una limousine ad aspettarla, pensiero allettante, che lavrebbeaccompagnata fino alla clinica, dove avrebbe dovuto mostrarsi convenientemente stanca: il percorso durava circa unorae venti.La signora Pollifax tossí di nuovo, con estrema delicatezza, e si esercitň ad assumere laria affaticata. MENTRE LAUTISTA della limousine guidava in silenzio e con perizia, la signora Pollifax guardava ammirata i dolcideclivi delle montagne, i tetti dalle tegole rosse e il pallido lago di Ginevra attraversato, a tratti, da un breve luccichío.Oltrepassarono vigneti a terrazze, villaggi che si destavano e, dopo circa unora di viaggio, cominciarono a salire.La signora Pollifax allungava il collo, molto attenta.Dalla strada, che sinerpicava a zig-zag alta sopra il lago, si godeva una vista che mozzava il respiro.Lauto, rallentando un poco, entrň in un paese che si estendeva lungo il ripido versante della montagna.Sulla strada erano allineati alcuni negozi, fra cui un caffč con ombrelloni che si aprivanO a corolla sopra tavolinivivacemente colorati.Poi, lauto imboccň una stretta stradina asfaltata, oltrepassň una chiesa di pietra abbarbicata sul fianco del monte e infinesi addentrň in un bosco ombroso dal quale si dominava uno strapiombo.Piú avanti, la signora 267 Pollifax scorse uninsegna poco vistosa: CLINICA-ALBERGO MONTBRISON --PROPRIETA PRIVATA.Lautista indicň un grosso edificio di forma irregolare, quasi soffo-; cato dagli alberi e dalla vegetazione.Svoltarono in un viale stretto e ripido, fiancheggiato da siepi dalloro, oltrepassarono una serra e arrivarono allingressoprincipale della clinica.Sullentrata, un giovane tarchiato con indosso un grembiule verde spazzava i gradini della scalinata mentre unragazzetto di dieci o undici anni stava a guardare, seduto sullo scalino piú alto.Entrambi si girarono incuriositi verso la limousine.La signora Pollifax scese dallauto e gettň unocchiata di lŕ dal portone aperto, nella penombra un po cupa dellatrio,tutto a pannelli scuri; poi, il bambino si alzň e gridň con una vocetta stridula: Bonjour, madame! Al saluto, fece seguireun torrente di parole in francese.La signora Pollifax sorrise.Mi dispiace, io parlo solo linglese. :~ Ma signora, io parlo anche linglese assicurň lui, mettendosi a saltellare e atempestarla di domande: Viene qui come paziente, lei? inglese? iarrivata in aereo? Si fermerŕ tanto? :~ Un uomo con ladivisa nera apparve sullentrata, disse qualcosa in francese al ragazzino per farlo tacere e sorrise alla signora Pollifax.Sono il capo-portiere, signora.Benvenuta alla clinica.Lei č la signora Pollifax, vero? :D La signora assentí.Da questa parte, prego.Impartí sbrigativamente ordini alluomo dal grembiule verde, che posň la scopa e prese la valigia della nuova arrivata.Prego, si accomodi al banco per firmare il registro.Immagino che vorrŕ fare colazione.Le sarŕ subito servita in camera. :~ Al banco, la signora Pollifax firmň il registro e consegnň il passaporto.
  • 8. Le verrŕ restituito fra unora assicurň amabilmente il portiere.Le auguro un buon soggiorno, madame.Quando, dalla cabina dellascensore, che si muoveva lentamente verso lalto, lei guardň in giú, notň che il ragazzino,fermo proprio sulla soglia, la seguiva con lo sguardo.Lanimazione di poco prima gli era passata; ora i suoi occhi erano enormi e carichi di tristezza.Emily Pollifax provň un senso di sollievo quando lascensore in salita la sottrasse a quella vista.NON APPENA fu in camera, la signora Pollifax andň ad aprire la finestra sul balcone.Che meraviglia! mormorň, uscendo e accostandosi alla ringhiera.Dal secondo piano, la vista spaziava sopra le cime degli alberi che si agitavano nella brezza.In basso, quasi a picco, un vaporetto solcava il lago lasciandosi dietro una piccola scia.LA SIGNORA POLLIPAX VINCE ANCORAIl lago di Cinevra si stendeva quasi a perdita docchio, simile a un cielo capovolto, di colore azzurro pallido.I tranquilli rumori del mattino salivano fino al suo balcone: il ronzio, ora piú intenso ora piú attutito, del traffico inlontananza, i richiami degli uccelli, i colpi di sirena del vaporetto, i rintocchi di una campana: tutti i suoni le giungevanosmorzati e ovattati a causa della distanza e dellaltitudine.Mentre guardava in giú, per vedere il giardino, notň un largo cornicione che collegava il suo balcone con quello accantoe proseguiva fino allangolo delledificio.Il cornicione nascondeva buona parte della vista, ma le riuscí ugualmente di scorgere lerba ben tenuta, i colori vivacidei fiori, un vialetto di ghiaia tutto spalliere di rose e un belvedere.Poi, con lo sguardo, cercň la strada: si trovava a sinistra, proprio dove aveva detto Carstairs; simile a uno stretto nastro,si inerpicava ripida lungo il versante della montagna piú vicina e non era asfaltata.Uno stormo di rondini che volavano intorno a un alto pioppo la distrasse, sembravano essere lunico segno di vita aMontbrison.Bussarono alluscio.A malincuore, la signora Pollifax si ritirň dal balcone e rientrň in camera gridando: Avanti! Entrň un cameriere con unvassoio.Lo posň sul tavolo chinandosi e domandň cortesemente: La signora desidera far colazione qui o sul balcone? Credo chemi addormenterei, se facessi colazione lŕ fuori rispose lei, mentre si scambiavano unocchiata prolungata e carica diinteresse.Luomo era un giovane molto bruno, piuttosto tarchiato, con vividi occhi azzurri e capelli neri divisi nel mezzo da unascriminatura, come un barista dellepoca vittoriana.Nella foto di Bishop, aveva laria cupa.Laveva anche in quel momento, ma la sua era la tipica espressione tetra del comico capace di esplodere in un fuoco difila di battute salaci senza muovere un solo muscolo del volto.Lei si disse che quel Marcel aveva qualcosa del clown.a Mi metterň qui decise, e subito si mise a sedere.A madame č stato mandato il petit déjeuner europeo... molto frugale spiegň con rammarico.Se desidera qualcosa di piú, puň chiamare il ristorante.Posso versarle il caffč? :Si chinň e disse sottovoce: Tra gli ospiti ce nč uno che č senza dubbio un simulatore, madame;un inglese, tale Robin Burke-Jones, che di solito passa i pomeriggi in giardino.Nessuno dei suoi dati corrisponde al vero; tutto 269 quello che ha scritto sul registro č falso.< La ringrazio dellinformazione disse la signora Pollifax, sorri270dendogli e assentendo.Mi pare di non avere proprio bisogno daltro.Me lo auguro! disse lui. a In caso contrario si strinse leggermente nelle spalle, la lista delle vivande č lí sulla scrivania.jambon au lard, oeufs sur le plat, oeuf poché sur toast...Gli occhi gli brillavano, nel vero senso della parola. a Mi chiamo Marcel, signora Bon appétit! :Sinchinň e uscí."Il mio alleato" pensň lei con gratitudine.Una notte senza sonno laveva lasciata stanca e un po disorientata.E anche affamata cominciň a spalmare di marmellata un croissant.Mentre beveva il caffč, osservň attentamente la stanza che era fresca e col soffitto molto alto, aveva pareti dipinte dibianco con piccoli disegni azzurri e un folto tappeto orientale, rosso cupo, sul pavimento.Piú tardi, avrebbe cominciato le sue perlustrazioni con il contatore a scintillazione; per il momento, un breve sonnellinonon sarebbe stato un segno di debolezza.Nellandare verso il letto, vide che Marcel aveva lasciato la porta socchiusa, e che luscio stava lentamente aprendosi. aChi cč? domandň.a Bonjour, madame. :Il ragazzetto che aveva visto allingresso se ne stava sulla soglia, con le braccia penzoloni lungo ifianchi, e appariva ancora piú smarrito di prima. a Vuole essere mia amica, signo Lei lo fissň, meravigliata. a Tu sei quiin cura? :D gli domandň Era molto bruno in viso, mingherlino e tutto gambe, con i capelli di un nero corvino.Il ragazzo scosse la testa. a La mia nonna č una paziente e io sto qui con lei.Ha dei nipoti, madame? a Sí, ne ho tre :rispose la signora Pollifax.
  • 9. Dal corridoio giunse un richiamo: a Hafez! Hafez! :~ Con un sospiro, il ragazzetto si voltň. a Sono qui, Serafina. :~ Unadonna vestita di nero, dal volto olivastro, lo raggiunse, lo prese per mano e si chinň ad ammonirlo in una lingua che allasignora Pollifax era del tutto sconosciuta.Hafez sporgeva in fuori il labbro inferiore, e gli occhi gli si erano riempiti di lacrime. a Ma questa signora č una miaamica protestň.Bisogna avere qualche amico! La donna lo trascinň via e la signora Pollifax si sporse un poco dalla porta per seguirlicon lo sguardo.Proprio in fondo al corridoio un uomo su una sedia a rotelle osservava il ragazzo e la donna avvicinarsi.Vedendo la signora Pollifax, si spinse con la sedia nella stan LA SIGNORA POLLI~AX VINCE ANCOR,~za che si apriva alle sue spalle.Hafez e la donna sparirono nella camera di fronte, poi le due porte si chiusero. Che strano ragazzo" pensň la signora Pollifax.Poi tornň verso il letto, si distese e si addormentň.PER TRE volte venne svegliata da alcuni colpi bussati alluscio: la prima volta era una giovane donna in camice biancoche disse dessere uninfermiera e che sarebbe tornata piú tardi; la seconda, era ancora una donna, pure vestita di bianco,che spiegň dessere unesperta di dietetica e che promise, a sua volta, di tornare piú tardi.Infine venne la segretaria della clinica, una donna pettoruta, la quale precisň che si pranzava da mezzogiorno alluna eche si cenava dalle sei alle otto.La signora Pollifax sarebbe stata visitata da un dottore indomani mattina.Da un dottore? Ma io sono soltanto un po stanca le fece notare la signora Pollifax.Ah, ma tutti vengono visitati, č il regolamento della clinica.Mi risulta anche che lei non č stata ancora pesata dallinfermiera e che non ha ricevuto istruzioni dalla dietologa.Scosse la testa con aria di rimprovero e se ne andň.Alla signora Pollifax venne il sospetto che, di quel passo, la quiete della clinica potesse anche rivelarsi unillusione.Cambiň il completo da viaggio con un vestito e scese, per andare un po in ricognizione prima del pranzo.Al pianterreno trovň due solarium, e anche un paio di salette per la televisione, luna attigua allaltra.Le sale da pranzo erano proprio in fondo al corridoio: la signora Pollifax vedeva i camerieri muoversi di lŕ dalle porte avetri.Si fermň in quella che sembrava essere la sala di lettura e osservň la mobilia pesante e i massicci pannelli di quercia.Una delle imponenti poltrone era occupata da un abbronzatissimo giovanotto, che sollevň un sopracciglio biondo edisse: Bonjour madame.Purtroppo il mio francese finisce qui.Anche il mio confessň lei sorridendo, e si disse che quella era loccasione buona per fare la conoscenza del primo ospiteadulto.Si lasciň cadere in unaltra poltrona arcimbottita e si domandň se sarebbe mai riuscita a tirarsi di nuovo su. a Anche leiaspetta dandare a tavola? :~ a Io aspetto disse malinconicamente il giovane, a che in questo posto accada qualcosa.Sono qui da otto giorni e, mi creda, se sol272tanto sentissi cadere una posata, mi sembrerebbe un fatto emozionantissimo.La signora Pollifax lo osservava divertita.Con quegli occhi verdi e trasognati e quella dentatura candida, sarebbe stato quasi eccessivamente bello, se non fossestato per il naso che probabilmente aveva subíto una rottura e appariva ancora un po ammaccato; il che, in compenso,gli dava unespressione divertente. a Effettivamente, lei ha laria di essere abituato a unesistenza piú movimentata.a Vedo che sta osservando con aria critica la mia camicia rossa e i miei calzoni amaranto disse lui, in tono daccusa. aCredevo che a Montbrison si respirasse unaria un po piú sofisticata, da Casino.In fin dei conti, č frequentato dallo stesso tipo di persone, tranne che qui vengono per rimettersi a nuovo il fegato.Come facevo a sapere che rimettersi a nuovo il fegato č quasi un culto? a Ah, questo non lo sapevo assicurň affascinatala signora Pollifax.Dice sul serio? a Cara signora sospirň il giovane, il conte Ferrari, quando lo vidi a Monaco in aprile, con un bracciocircondava una bionda e nella mano libera teneva un mucchio di gettoni.Il conte :D aggiunse, ha settantacinque anni, non un giorno di meno.Qui a Montbrison Sl sente improvvisamente mortale e, come dicevo, la sua salute č diventata un culto.Entra in sala da pranzo con un sacchetto pieno di pillole: rosse, rosa, verdi, azzurre. :~ La signora Pollifax rideva. aVisto che si annoia tanto - e che scoppia di salute, come si direbbe dal suo aspetto - perché si trattiene qui? a Perché ilmio medico mi ci ha spedito.Esitň, poi aggiunse in tono asciutto. a Sa, sono convalescente dallasiatica di questanno, la Hong Kong.E lei? La signora Pollifax esitň.Poi, con voce incolore, disse: a Giŕ, anchio sono convalescente dalla Hong Kong.Al che, seguí un silenZ10 stranamente carico di imbarazzo.Dicono che quella di questinverno sia stata unepidemia di straordinaria virulenza azzardň lei.a Giŕ... giŕ... le fece eco il giovane.In quel momento, le porte della sala da pranzo si spalancarono. a si mangia! esclamň lui, alzandosi di scatto.
  • 10. Laiutň premurosamente a sollevarsi a Deve stare attenta a queste poltrone lammoní severamente. a Rischia di venireinghiottita per sempre. :~ Me ne ricorderň.A proposito, mi chiamo Emily Pollifax.Lui sinchinň, galante. a Molto piacere.Io sono...Bonjour, gene LA SIGNORA POLLIPAX VINCP ANCORArale dEstaing gridň a un vecchio signore che arrancava lungo il corridoio verso la sala da pranzo, appoggiandosi contutto il peso a un bastone. a Posso esserle daiuto? E partí per offrire assistenza al generale, con la velocitŕ di uncorridore alle Olimpiadi.IL TAVOLO della signora Pollifax era in un angolo della prima sala da pranzo, il numero 113 era messo discretamentein mostra sulla candida tovaglia di Fiandra, tra un vaso di fiori di campo e le ampolline dellolio e dellaceto.Da quella posizione, con una sola occhiata, si poteva abbracciare tutta la sala, ma non era possibile scorgere niente dellealtre due.Il suo giovane e abbronzato amico aveva accompagnato il generale a un tavolo singolo al centro della stanza, dopo diche si era awiato verso il proprio.Hafez, mogio mogio, e la donna dal colorito olivastro vestita di nero, occupavano un lungo tavolo per sei accanto allafinestra.Il ragazzo aveva accennato a una nonna, ma la donna che era con lui aveva tutta laria dessere una cameriera o unadama di compagnia.La signora Pollifax si domandň chi potessero essere gli altri del gruppo, e dove fossero.Soltanto un altro, fra i presenti, le era familiare: era il signore sulla sedia a rotelle che lei aveva visto nel corridoio, difronte alla porta di Hafez.Si era spinto da sé fino a un tavolo solitario che guardava verso la finestra, per cui lei poteva vederlo soltanto di profilo.Era scuro di pelle, portava gli occhiali e aveva il labbro ornato da un paio di baffi neri.Le spalle erano massicce sotto la giacca un po spiegazzata.Appariva fuori posto, ma del tutto indifferente alla cosa; mangiň in fretta e si spinse fuori della sala prima che la signoraPollifax fosse arrivata alla frutta."Devo scoprire qualcosa su tutti loro" si ripromise lei.Marcel aveva accennato al giardino; bene, avrebbe passato lŕ il pomeriggio.IL GIARDINO era gaio pieno di sole e di fiori.La signora Pollifax ispezionň c~n occhio da intenditrice le aiuole di begonie, poi si diresse verso una sdraio.Tanto per non correre il rischio di addormentarsi, tentň di sollevarne lo schienale, in modo da potervi sedere piú eretta.a Sta spingendo dalla parte sbagliata disse una voce dietro di lei, e una ragazza in bikini, il corpo lucente di olioabbronzante posň la salvietta e i libri e si chinň ad armeggiare con la sdraio.tamente, lo schienale scattň allinsú.a Oh, ma che brava! sorrise la signora Pollifax. a iinglese?Immedia- 273 ~71 na.f~YLa ragazza scosse garbatamente la testa a No, sono belga.a Lho vista in sala da pranzo.Permette? Emily Pollifax. :~ a Piacere, signora Pollifax.Sono Court van Roelen.Il volto era tutto zigomi e angoli, con un paio docchi blu che lucevano come zaffiri: un insieme che lasciavave,f,ramente senza fiato.~-` Al di sopra della testa della ragazza, la signora Pollifax vide il suo amico della sala di lettura, rimasto senza nome,che, ritto al centro del prato, fissava a bocca aperta la ragazza.Ora indossava calzoni gialli, una camicia arancione e un foulard a pallini.Si incamminň verso di loro.a Credo che sia caduta una posata disse.; a Ne ho avvertito il tintinnío :commentň lei con arguzia.Il giovanotto sorrise. a Non vorrei disturbare, se qualcuno ha intenzione di fare i bagni di sole.Ora mi porto qui , una sdraio e ci trasformiamo in un bel terzetto intimo.`~ Sa, sotto il profilo numerologico, il tre č un numero perfetto.Inarcň un sopracciglio e fissň la signora Pollifax.a Lei, signora, stava forse per fare le presentazioni? Le farei volentieri, se sapessi il suo nome. :~ Burke-Jones.Robin Burke-Jones.La signora Pollifax gli scoccň unocchiata; al suo primo incontro con un adulto, aveva avuto la mano piú felice diquanto non imma~Jinasse.a Non lavevo mai vista prima doggi :disse Burke-Jones, rivolto alla ragazza. a appena arrivata? :~ a Sono qui da diecigiorni :D disse lei senza sorridere, ma sono stata tutti i giorni su in montagna, a camminare. :~ A camminare? fece eco
  • 11. lui. a Non mi sembra affatto un esercizio riposante. :~ a Non sono venuta qui per riposare disse lei.Sono in vacanza, e preferisco evitare i luoghi di villeggiatura; sono sempre cosí affollati di... lanciň unocchiata alfoulard di lui, squisitamente annodato, a ... playboy.Be...Il giovane le sorrise. a 1un argomento che dobbiamo .liscutere piú a fondo. :~a Non vedo perché rispose lei, girandosi per abbronzarsi la schie A proposito di playboy si inserí malignamente lasignora Polli.. a Che cosa fa lei, signor Burke-Jones?Passo il mio tempo a invidiare i playboy dichiarň lui, con fare compunto. a In pratica, lavoro nel ramo importazioni.Curiositŕ e cianfrusaglie varie.Un negozio a Brighton, un altro a Dover, filiali qua e lŕ.E lei, signorina van Roelen?La voce della ragazza, che teneva la guancia appoggiata allasciugamano, arrivň smorzata. a Lavoro allUNESCO, nelramo amministrativo.Oh, unoccupazione davvero lodevole mormorň lui, e guardň la signora Pollifax, inarcando un sopracciglio. a Non čdaccordo? "Un tipo davvero stravagante" pensň lei, "e anche piuttosto simpatico." Ma con la signorina van Roelen nonavrebbe avuto partita facile.Estremamente lodevole rispose, e intanto si domandava quale fosse il vero mestiere di Burke-Jones.La vetrata dingresso si aprí e apparve Hafez, in calzoncini di tela e camicia bianca.Aveva con sé una scatoletta nera.La domestica, che lo seguiva come unombra, andň a sedersi sotto un albero.Hafez posň la scatola sullerba e cominciň a trafficare con alcune manopole e con un piccolo microfono.Senza dubbio si trattava di un registratore.Bruscamente Court si tirň su e chiamň una signora che avanzava lungo il vialetto di ghiaia.Oh, lady Palisbury! :~ La signora Pollifax notň che la faccia dellaltra silluminava alla vista di Court. a Buongiorno atutti rispose linterpellata, attraversando il prato per venire verso di loro. a Sono stata a passeggiare lungo il burrone.Da sotto un enorme cappello da sole, due occhi profondamente infossati guardavano il gruppo con una luce cordiale.Volevo domandarle se ha trovato il brillante che aveva perso.Lady Palisbury scosse la testa.No, cara, ma salterŕ fuori, ne sono certa. a Lady Palisbury, permetta che le presenti la signora Pollifax e il signor Burke-Jones.Lei rivolse un cenno amabile a entrambi. a Non posso tenervi compagnia, anche se mi fermerei volentieri con voi.Sto andando a svegliare mio marito.Ha il massaggio alle quattro.Lady Palisbury si allontanň.Quando passň accanto a Hafez, il ragazzo levň il microfono verso di lei, tenendo il registratore sotto laltro braccio.La signora sorrise bonariamente e disse qualche paro: la, prima di sparire nellinterno.- La signora Pollifax continuň a osservare Hafez, che improvvisa- 275 mente si era messo a correre attraverso il prato egridava a un cameriere: Monsieur, una Coca-Cola! Ma la nonna non gli tiene mai compagnia? :domandň.Non sapevo che avesse una nonna disse Burke-Jones.Qui deve annoiarsi a morte, poverino :osservň Court, abbrac- en ne intollerahile.ciandosi le ginocchia. a Ho limpressione che sia piuttosto sveglio.Sembra che non dorma mai: č tutto nervi. lunico ospite che incontro regolarmente alle sei del mattino, quando esco perle mie passeggiate.Ieri mi ha raccontato qualcosa a proposito delle radiosorgenti, che sono stelle o pianeti, non ricordo bene.Mmm fece la signora Pollifax, osservando il ragazzo avvicinarsi al generale, che uninfermiera stava aiutando adaccomodarsi su una poltrona allombra.Anche dEstaing disse qualcosa nel microfono, Court rise a Lo ha convinto a dire: "Ici la Police.Sortez, les muins en lair!" che significa: "Polizia! Venite fuori con le mani in alto!" Il generale :aggiunse, un tempo eracapo della Sureté.Robin parve stupito.Io lo credevo un generale dellEsercito.Sí, infatti.Ma dopo la seconda guerra mondiale, č entrato a far parte della Sureté.a Cosí, č un capo della Polizia francese mormorň la signora Pollifax, osservando con aria assorta la faccia di Robin Luidomandň, accigliato: Ma lei come fa a sapere tutte queste cose, signorina van Roelen? Court sorrise.Il generale lho conosciuto qui lestate scorsa.cosí vecchio e solo, e non gli resta piú molto da vivere.Era intanto arrivato il loro turno per il gioco di Hafez: il bambino apparve allimprovviso per chiedere, con vocepetulante, che dicessero qualcosa al microfono.Io sono pronta, Hafez si offrí la signora Pollifax, e subito lui le si fece accanto.Lei prese il microfono, rifletté un istante, poi recitň una vecchia filastrocca infantile.La cosa piacque molto a Court, che si offrí a sua volta di recitare dei versi a proposito di un vecchio con la barba.
  • 12. Preferisco le intimazioni del generale alle vostre canzonette frivole )> obiettň Robin; e, afferrato il microfono, gridň: aVenite fuori con le mani in alto... per voi č finita! Ma lo sguardo della signora Pollifax era tornato a Hafez.Gli occhi del bambino erano troppo lucidi, i suoi gesti nervosi e stranamente privi di significato. "Quello che fa, lo fasenza rendersene conto" pensň; "e senza che gliene importi niente; agisce tanto per muoversi.per tenersi occupato in qualche modo." Mentre lui riponeva il microfo LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAno nellastuccio del registratore, la signora Pollifax notň che gli tremavano le mani.Si convinse che quel ra~azzino viveva in preda a una Che noia dun moccioso :brontolň Robin, dopo che il ragazzo era corso via.Che soffra di ipertiroidismo? :azzardň Court, tornando a sdraiarsi.No disse la signora Pollifax, parlando lentamente, a cč ben altro. :Si era ricordata di quando suo figlio Roger aveva seianni e doveva essere operato alle tonsille.Un compagno di scuola gli aveva detto che, in sala operatoria, il chirurgo lavrebbe soffocato con un cuscino.Roger aveva vissuto in preda al terrore per due giorni, prima di confidarsi con lei, e perfino a distanza di tanti anni leipreferiva non ricordare quel periodo.Secondo me, č spaventato :disse.Spaventato? fece eco Court, dubbiosa. a E che cosa mai potrebbe spaventare un bambino, qui? :~ La signora Pollifaxcrollň la testa.Il ragazzo non era soltanto spaventato: aveva una paura disperata, viveva sotto un incubo.A CENA, quella sera, cera sauté de veau marengo, che allatto pratico si rivelň vitello, e la signora Pollifax cominciň apensare di comperarsi un dizionario francese.In gioventú, aveva studiato il latino, ma aveva dimenticato tutto, fuorché Audaces fortuna iuvat: la fortuna favorisce gliaudaci.Quella frase le dava un certo conforto, in quel momento, mentre rifletteva sullora in cui dare inizio alle sueperlustrazioni notturne.Ed č venuta fin qui dallAmerica? domandň lady Palisbury alla signora Pollifax, mentre sedevano vicine in sala dilettura, luna sferruzzando in attesa che il marito scendesse per la cena, laltra bevendo tranquillamente il caffč.a Sono arrivata stamattina, sí confermň la signora Pollifax, e confidň con un sorriso: a Ho un genero dalle veduteinternazionali :~.Lady Palisbury s~illuminň.Ah, sí? Che bella cosa.Noi ne abbiamo quattro, tutti molto cari.Sono cosí riposanti per chi ha avuto la casa piena di femmine.Anche loro sono molto care, intendiamoci, ma piú irrequiete, piú portate a fare chiasso e a litigare fra loro.Levava a tratti lo sguardo, ansiosamente. a Spero proprio che John arrivi prima che ci tocchi sorbire gli Jodler. :~ GliJodler? ripeté meravigliata la signora Pollifax.a La clinica ci procura e qui lady Palisbury storse un poco la LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAbocca, a piccoli trattenimenti ogni fine settimana.Stasera, verranno appunto gli Jodler dal villaggio. :D Perň, sono ospitali :D osservň la signora Pollifax.Si fece attenta, perché aveva visto Hafez e la sua compagna lasciare la sala da pranzo.a Quel ragazzo la incuriosisce, vedo :osservň lady Palisbury.Ho limpressione che abbia pianto disse la signora Pollifax.a Sa niente di lui? a Vengono dallo Zabya, uno dei piccoli Stati petroliferi dellArabia.I giornali hanno parlato del re, ultimamente: ho letto qualcosa a proposito di una festa di compleanno e della donazioneal popolo di tutti i possedimenti reali.La signora Pollifax assentí. a Sí, mi ricordo.Un omino simpatico. :~ Intanto erano arrivati gli Jodler.Un gruppo di villici sorridenti e grassocci, le donne con vesti ricamate a colori vivaci e gli uomini in calzettoni, calzonicorti e cappello con la penna, aveva circondato il marito di lady Palisbury, ma lui riuscí a sottrarsi allassedio e siavvicinň alla moglie. a Cara, ma quelli chi sono? bisbigliň.Sono i coristi dei canti tirolesi rispose lady Palisbury, riponendo il lavoro a maglia. a John, questa č la signora Pollifax. a Felicissimo disse distrattamente lui, e si trasferirono nella sala da pranzo, seguiti dal gruppo dei cantori.Poco dopo, acuti gorgheggi riempivano laria.Santo Cielo, siamo stati invasi? :sinformň Burke-Jones, arrivando dal solarium.Sí, ma soltanto dal folklore locale D lo rassicurň la signora Pollifax. a Trovo che sono deliziosi. :D Lui fece un gestodimpazienza. a Io no! Senta, sto andando in paese a comperare le sigarette.Vuol venire con me? :Poi aggiunse con aria indifferente: Pensavo di dirlo anche a Court La signora Pollifax abbozzň unsorriso.Comincio ad avere sonno, dopo una notte passata in aereo.Credo che Court sia in sala da pranzo. :Poi, reprimendo a stento uno sbadiglio, diede la buonanotte al giovane e salí incamera.
  • 13. Aveva lasciato chiuse tutte e due le porte della sua stanza: quella esterna, piú spessa e imbottita a prova di rumore, elaltra, interna, normale, che si poteva chiudere a chiave, anche se lei aveva trascurato di farlo.La signora Pollifax vide che entrambe erano socchiuse, e affrettň il passo.Forse era entrata la cameriera, oppure poteva essere Marcel.Non era nessuno dei due.Era Hafez: sedeva. davanti alla specchiera col ripiano di vetro e stava chino su qualcosa che teneva in grembo.Le mani di lui si mossero rapidissime e qualcosa tintinnň contro il vetro del ripiano, prima chegli si alzasse di scatto pervoltarsi verso di lei. a Bonsoir, madame! esclamň. a Stavo aspettandola.Non mi ha detto se ci sta a essere mia amica.a Sarei felicissima di essere tua amica rispose lei, a ma tu devi imparare a non entrare nelle stanze degli altri, quando lagente non ce.a Ma signora, io ho bussato e non ho ricevuto risposta.Dove potevo aspettarla, se non qui? :domandň Hafez, mentre una nota disperata gli si insinuava nella voce. a SeSerafina mavesse visto nel corridoio, si sarebbe arrabbiata e mi avrebbe trascinato a letto.a Vuoi bene a Serafina? Il ragazzo alzň le spalle. a Deve proprio dirglielo che sono entrato? No, ma non possiamoessere amici se tu entri senza che ti abbia invitato io. :~ Lui assentí. a Grazie :disse, e se ne andň, chiudendosi tutte duele porte alle spalle.La signora Pollifax lo seguí con lo sguardo, poi sedette alla specchiera.Sul ripiano cerano una spazzola per i capelli, un vasetto di crema per il viso, una boccetta di aspirina, una rubrica congli indirizzi e un rossetto Quale di quegli oggetti poteva aver risuonato contro il vetro, quando lui l aveva rimesso aposto? Esaminň il rossetto per le labbra, ma sembrava assolutamente intatto.Poi, prese in mano la boccetta dellaspirina e la mise contro luce.Laveva comperata prima di partire, in caso ne avesse avuto bisogno: era una piccola confezione da venticinquecompresse.La boccetta appariva mezzo vuota, ora.La posň di nuovo sul ripiano e la sentí tintinnare.Ma certo... vetro contro vetro.In una clinica dove qualsiasi infermiera poteva fornire dellaspirina, perché mai Hafez era stato indotto a rubare quellecompresse? La signora Pollifax fissava accigliata la boccetta, in preda allo stupore; si rendeva conto che era ormai undovere per lei awicinare il piú presto possibile la nonna di Hafez.Forse, la signora non sapeva che il nipotino era tanto turbato.Chissŕ perché, poi, si domandň oziosamente, e diede unocchiata allorologiO.Mancavano pochi minuti alle nove e soltanto alle dieci avrebbe dovuto fare i segnali con la torcia elettrica. "Andrň afarle una visita di cortesia" pensň. "Non esprimerň giudizi.Vedrň solo qual č la situazione." Uscí risolutamente dalla stanza e si avviň lungo il corridoio fino alla porta oltre laquale, quel matttino, Hafez era sparito.Bussň e proprio il ragazzo venne ad aprirle. a Signora! esclamň, con aria allarmata.a Visto che siamo amici, ho pensato di fare una visitina a tua nonna spiegň allegramente lei, ed entrň decisa,passandogli davanti.Spero stia abbastanza bene per ricevere visite. :Vide una porta aperta a sinistra e unaltra a destra.a Ma signora...Hafez guardň preoccupato a sinistra, e la signora Pollifax lo imitň.Una voce maschile gridň bruscamente qualcosa in una lingua sconosciuta, e Hafez rispose.Si udí una specie di imprecazione, seguita da movimento.La signora Pollifax raggiunse la soglia della camera da letto attigua e si fermň.Fece in tempo a incrociare lo sguardo sgomento di Serafina, ad avere una fuggevole visione della persona che occupavail letto nellangolo piú buio, poi si sentí agguantare da dietro.Un uomo lafferrň per il gomito sinistro, un altro per il destro e sollevatala di peso, entrambi la trasportarono, ancoraeretta, fino alla porta.Accadde tutto talmente in fretta che lei si ritrovň letteralmente senza fiato.a Ukhrujee :intimň uno dei due robusti inservienti. a Mahsalamah! Venne spinta fuori in malo modo.Luomo della stanza di fronte si era affacciato sulla soglia e osservava la scena attentamente, dalla sua sedia a rotelle.Poi, mormorň qualcosa e si ritirň.Scossa per laccaduto, la signora Pollifax si abbandonň su una delle sedie disposte lungo il corridoio.Dopo qualche minuto si alzň per tornarsene in camera sua, non sapendo neanche lei se scandalizzarsi, infuriarsi, opentirsi delliniziativa.Qui non siamo a New Brunswick, nel New Jersey, rammentň a sé stessa; e poi, inferocita: "Ma che cosa ti aspettavi,Emily? chiaro che la vecchia signora non sta bene e che quegli inservienti si sono indignati nel vedere che unasconosciuta faceva irruzione cosí lŕ dentro".La donna che lei aveva appena intravisto nel letto appariva fragile e pallida nel sonno: aveva lunghi capelli grigipettinati a treccia, un naso leggermente aquilino, la mascella pronunciata.Seduta accanto a lei cera Serafina.I due inservienti, evidentemente, stavano nella stanza vicina.
  • 14. La nonna di Hafez non si era nemmeno accorta dellarrivo della visitaLrice, ma luomo sulla sedia a rotelle, cheoccupava la stanza dallaltro lato del corridoio, era uscito a vedere.Faceva forse parte anche lui del gruppo? E Hafez?...Si era allarmato, vedendola, ma non aveva fatto nemmeno il tentativo di trattenerla, e quando lei era stata presa di pesoe messa fuori era parso soddisfatto.Soddisfatto perché lei era andata a trovare la nonna o perché veniva messa alla porta? La signora Pollifax si eraaspettata una vecchia vanesia, che viziava il nipote senza perň essere in grado né di fargli compagnia, né di educarlo.Invece, aveva intravisto un volto bianco e immobile abbandonato su un candido guanciale, e trovato due ringhiosiinservienti.Doveva domandare spiegazioni a Marcel; lui, forse, era in grado di dargliene.Guardň lorologio, poi uscí sul balcone nella quiete vellutata della sera. Sotto il giardino illuminato, il lago si stendevanero e silenzioso: soltanto la scia dorata di un battello solitario rompeva la tranquilla superficie.Lungo il litorale ammiccavano le luci dei locali notturni e delle ville.Sulla sinistra, il versante della montagna formava, nel buio, una sagoma cupa.Alle dieci in punto accese la torcia elettrica, poi contň fino a tre, la spense, la riaccese, la spense di nuovo: con grandesoddisfazione, vide brillare nelloscuritŕ un paio di fari. "Chiunque siate" pensň, "mi fa piacere sapere che siete lŕ." Nelgiardino qualcuno stava lentamente spegnendo le luci.La clinica si preparava al riposo notturno.Per la signora Pollifax era tempo di mettersi al lavoro.A LANGLEY, nella Virginia, era pomeriggio inoltrato.Il lavoro di Carstairs era stato interrotto verso la metŕ della mattinata da una richiesta urgente da parte del Dipartimentodi Stato: chiedevano un rapporto sullo Zabya, uno degli Stati petroliferi piú piccoli del Medio Oriente.Il re dello Zabya avrebbe celebrato il suo quarantesimo compleanno il martedí, e molti capi di Stato dovevano prendereparte ai festeggiamenti che si sarebbero protratti per tutta la giomata.Si trattava di un Paese abbastanza tranquillo perché gli Stati Uniti potessero mandarvi il loro vicepresidente, senzacorrere rischi? I commenti di Carstairs, a proposito della richiesta, si erano fatti sempre piú irriferibili via via che le orepassavano, ma il rapporto era stato infine completato e trasmesso: il vicepresidente poteva recanisi tranquillamente, madoveva aspettarsi di trovare cibi strani come, per esempio, occhi di pecora bolliti.Bishop entrň nellufficio. a Cč di lŕ Schoenbeck.Tra due ore deve partire per Ginevra e vuole fare un po il punto della situazione.Schoenbeck, un omino pedante, dal volto rugoso, era dellInterpol.Entrň, mormorň scuse a non finire per lintrusione e si mise a sedere.a Qualcosa č cambiato? esordí Carstairs.a Amico mio, tutto cambia disse Schoenbeck. a :la legge della vita.Mi hanno appena comunicato, dallInghilterra, che Dunlap si č suicidato questa mattina. :~ Carstairs imprecň tra i denti.a Come ha fatto a suicidarsi, se era chiuso in cella? Non era sorvegliato? Schoenbeck si strinse nelle spalle. a Non civuole molto a morire.Si č impiccato con un lenzuolo.Era un individuo terrorizzato, evidentemente.Allimprowiso, la vita deve avergli fatto piú paura della morte.Rimasero entrambi in silenzio, a meditare su quelle parole. a No disse Carstairs, scuotendo la testa, a il fatto č che"loro" gli facevano piú paura di "noi".Due uomini qualsiasi, uno in Inghilterra, laltro in America, senza niente in comune tranne il fatto che tutti e duelavoravano allimpianto di un reattore nucleare... e che entrambi si sono lasciati convincere a rubare due bottoni diplutonio.a Avevano unaltra cosa in comune, amico mio disse luomo dellInterpol. a Entrambi si sono tolti la vita senza rivelarenessun altro anello di questa catena.Carstairs assentí, con la faccia scura. a Ancora niente sul denaro? Niente, salvo che - voilŕ - tanto luno che laltroavevano un conto in banca, e i due conti crescevano come per magia.Si vede che erano stati pagati con denaro contante.Carstairs sospirň. a Un vicolo cieco.Una faccenda organizzata alla perfezione. Proprio cosí.Mi avvilisce, caro amico, il fatto che sappiamo cosí poco, e che quel poco sia basato su particolari slegati fra loro.Sappiamo che in entrambi i casi il plutonio č stato gettato di lŕ dal muro di cinta da un operaio, durante le ore di lavoro.Abbiamo appreso che, in Inghilterra, un contadino ha visto una berlina verde parcheggiata lungo il muro di cinta alloracorrispondente a quella del furto, LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAe che la stessa berlina verde č stata vista venti minuti dopo il furto davanti allufficio postale di Stokely-on-the-Merden.
  • 15. Limpiegato ricorda che, quel giorno, uno sconosciuto ha spedito una cassetta in Svizzera, alla clinica Montbrison.Ma quel poco che conosciamo si basa sulla parola di un contadino che stava arando il suo campo, di due massaie che siscambiavano pettegolezzi davanti allufficio postale e sulla memoria labile di un impiegato delle Poste.D Carstairs gli sorrise, con aria incoraggiante. a Caro signor Schoenbeck, siamo abituati a lavorare su brandelli diinformazioni.Eppure, il mondo tira avanti, bene o male.Giŕ, e a me sta molto a cuore che continui a tirare avanti.Cč troppo odio nel mondo, per lasciare che il plutonio venga trasportato qua e lŕ.Il suo agente ha raggiunto i nostri, a Montbrison? Carstairs consultň lorologio. a Sí.Anzi, dovrebbe essere lŕ giŕ da qualche ora.Bene disse Schoenbeck. a Da parte nostra, naturalmente, continueremo a seguire ogni possibile traccia riguardante i dueuomini che hanno rubato il plutonio.I morti non possono piú parlare, ma i loro amici sí.Quello che voglio da lei, Carstairs, č che trasmetta un allarme a tutti i suoi agenti.Mi preoccupa immensamente il fatto che non sia stata fatta una sola allusione a questa storia sui vari mercati mondiali.Beirut, Marsiglia, New York... neppure una parola. un fatto davvero insolito; abbiamo a che fare con una bandacriminale particolarmente abile: nessun informatore, nessuna soffiata, nessuna fuga di notizie.Ma il plutonio dovrŕ pure trovare un mercato, prima o poi.E noi dobbiamo assolutamente sapere chi lo acquista. :~ a sempre dellidea che si tratti di unorganizzazioneinternazionale che ha abbandonato lo spaccio della droga per il plu...? Carstairs venne interrotto dal telefono. a Sí,pronto...? Sí, č qua.Porse il ricevitore a Schoenbeck, che ascoltň, rispose rapidamente in francese, ascoltň ancora e parve letteralmenteafflosciarsi sulla poltrona.Poi riattaccň. a Hanno chiamato da Ginevra.Cč stato un terzo furto di plutonio.Cosa? tuonň Carstairs.a Sí.In Francia.Due bottoni di plutonio, ciascuno del peso di un chilogrammo.Ora, in tutto, ne hanno rubato sei chili.a Sei chili...Carstairs zufolň.84 Schoenbeck assentí. a Ne hanno abbastanza per costruirsi la loro bomba atomica.La saluto, amico mio, ma penso che mi troverŕ in Francia, non a Ginevra.Nel frattempo... cest la guerre.Alla lettera.DURANTE la cena, la signora Pollifax aveva mentalmente compilato una lista dei luoghi da evitare durante leperlustrazioni notturne: lascensore, prima di tutto, con le sue vibrazioni e i suoi cavi ronzanti; il banco del portiere e ilcentralino del telefono, nonché leventuale medico tenuto a disposizione dei pazienti che non riuscivano a dormire.Infilň il pigiama e la vestaglia e tirň fuori il suo portagioie, lasciando il doppio fondo al suo posto, ma mettendosi intasca i gioielli. "La fortuna aiuta gli audaci" ripeteva a sé stessa mentre si incamminava lungo il corridoio deserto efiocamente illuminato.Scese lampio scalone ricoperto dalla passatoia che portava nellatrio.Il centralino era incustodito e al banco non cera nessuno.Udí un mormorio arrivare dalla saletta della televisione: il portiere notturno stava certamente guardando qualcheprogramma.Silenziosamente, continuň a scendere, decisa a esplorare il piano dei locali di cura.Si trovň in un vero dedalo: vi si aprivano stanze di terapia, locali per le attrezzature da laboratorio, vari uffici, e lacucina.Poteva anche essere, pensň tra sé, il posto piú adatto per nascondere qualcosa.In quel luogo le luci non erano state smorzate per cui, prima di dedicarsi ad altro, lei si cercň un nascondiglio.Una porta senza alcuna scritta celava un ripostiglio fortunatamente immerso nel buio, ed ella vi si intrufolň.Il raggio della torcia elettrica illuminň secchi, scope, stracci e una parete tappezzata di scatole per le valvole e diinterruttori generali.Da quel punto strategico, la signora Pollifax si tenne in ascolto, lasciando luscio leggermente socchiuso.Alla sua destra, in fondo al corridoio, di lŕ dai vetri smerigliati della porta della cucina, qualcuno fischiettava tra i dentiun motivetto monotono.Un cuoco-pasticciere, si disse lei, intento a infornare per il giorno dopo.Messo in funzione il contatore a scintillazione, si mosse in punta di piedi verso le ampie porte a molla che si trovavanoallestremitŕ opposta ed erano contrassegnate dalla scritta: IDROTERAPIE.La stanza delle idroterapie era un ambiente grande come una palestra, occupato da due vasche rotonde e piastrellatepiene dacqua che luccicň sotto il raggio della torcia elettrica.Piscine per gli idromassaggi, intuí subito lei, facendone lentamente il giro.
  • 16. Unocchiata al quadrante luminoso del contatore le mostrň che lago era in riposo.Aprí altre porte e passň diversi minuti a perlustrare un paio di uffici.Poi, vide una porta con la scritta: MASSAGGIO susAcQuEo.Incuriosita, entrO e vide al centro del locale una larga vasca verde, rettangolare, collocata su una piattaforma.Era circondata da un intrico di grosse condutture, e una serie di quadranti posti sopra i rubinetti contribuí a dare allasignora limpressione dessere entrata in una specie di camera di tortura.La vasca era piena dacqua. "Strano" pensň la signora Pollifax, "come lacqua, di notte, appaia viva e sinistra..." E aprícon sollievo la porta per uscire dal locale.Ormai aveva completato il giro di quellala del piano, separata dallala opposta da un atrio in cui si trovavano le scale,lascensore e alcune porte che si affacciavano sul giardino.Diede una rapida occhiata nellatrio, ma si ritrasse in tutta fretta.A un paio di metri da lei, qualcuno, dal giardino, stava tentando di penetrare nellinterno.La signora Pollifax fermň il suo contatore e aspettň, mentre lintruso armeggiava con la serratura.Si udí uno scatto, e la porta a vetri si spalancň.Marcel! balbettň lei, sollevata.Laltro trasalí e si fece il segno della croce, prima di scorgerla ferma nellombra. a Madame, che spavento mha fattoprendere! :~ a Mi dispiace... anche lei mi ha fatto paura.Perché ha dovuto forzare quella serratura? :D Lui abbozzň una smorfia. a Ai camerieri non č permesso avere le chiavi...e questo mi complica molto lesistenza, specialmente quando sono fuori servizio.Le si accostň, nel recesso buio a unora che giro per il giardino.Ha visto o udito qualcuno, lei? a Soltanto la persona che lavora in cucina.Perché? :~ Giurerei davere visto qualcuno sui tetti, pochi minuti fa. :Marcel scosse la testa. a Non mi piace questafaccenda. a E cosí, ha pensato di dare unocchiata concluse lei a Ma prima Marcel, č davvero provvidenziale che cisiamo incontrati.Conosce Hafez? a Mon Dieu, e chi non lo conosce? Sembra molto spaventato.Circa unora fa, ho tentato di fare una visitina a sua nonna, perché volevo parlare con lei del bambino.Rabbrividí al ricordo. a Sono stata sollevata di peso da due energumeni e messa fuori della stanza.Marcel zufolň a fior di labbra. a Il gruppo dello Zabya disse meditabondo. a Giŕ, occupano le stanze 150, 152, 154Eccetto il ragazzo e la cameriera, si fanno servire i pasti in camera.Io stesso ho portato su i vassoi, qualche volta, e un uomo in giacca bianca li ha presi in consegna.I loro nomi sono: signora Parviz e nipote - cioč 286 Hafez - Serafina Fahmy, Fouad Murad e Munir Hassan.Non si č indagato ulteriormente sul loro conto, perché non erano qui quando Fraser č stato ucciso. :~LA SIGNORA POLLIPAX VINCE ANCORALa signora Pollifax corrugň la fronte.Ne č ben sicuro? Sicurissimo, signora.Sono arrivati quello stesso giorno, un po piú tardi.Naturalmente, ora cercherň di saperne di piú.Sí, la prego :disse lei.Ah, unaltra cosa: a che ora potrň entrare in cucina? :~ Lo sguardo di lui si posň sul portagioie.Ah, sí, capisco.Domani č sabato, lŕ dentro non ci sarŕ nessuno.Lanciň unocchiata verso le scale. a Devo andare, ora.Se devo dire la veritŕ, sono smontato di servizio giŕ diverse ore fa, e dovrei trovarmi in paese, nella mia camera.Si mosse verso lo scalone, rimase un istante con lorecchio teso e poi, con un cenno della mano, si dileguň nel buio.Lei rimise in funzione il suo apparecchio e varcň una porta con la scritta MAGAZZINO.Questa dava su uno stretto corridoio con tante stanzette che si aprivano ai due lati: in fondo cera un ampio stanzone.La torcia elettrica illuminň file di cassette che contenevano pesche, spezie, cioccolata, barattoli di caffč.Cerano poi altre cassette provenienti da varie industrie farmaceutiche dEuropa: il contatore fu accostato a ognuna diesse, ma lago non dette segno di vita.Emily Pollifax cominciň a pensare con desiderio crescente al suo letto e, tomata nellatrio, salí la scala che portava alpianterreno.Il portiere notturno era in piedi presso il centralino, intento a sfogliare una rivista. a Madame! esclamň scandalizzato;seguí una raffica di parole in francese.Lei non batté ciglio. a Cercavo qualcuno che prendesse in consegna i miei smeraldi spiegň.Estrasse dalla tasca il pendente e lo posň sul banco.Mentre mi lavavo i denti ho visto un cartello nel bagno: diceva che tutti i valori debbono essere messi in cassaforte.Come potevo dormire, dopo aver letto una cosa del genere? Luomo distolse a fatica lo sguardo dal luccichio intensodelle gemme.Ma signora, io non ho la chiave.Soltanto il capo-portiere puň aprire la cassaforte.Mi dispiace molto.
  • 17. Lui prende servizio alle sette. Oh, be disse lei, rimettendosi in tasca il pendente, un po a malincuore. a Allora... borlsoir.Riprese a salire.Nellaprire la porta della sua stanza, vide che Hafez se ne stava immobile fuori della propria camera e la ossenava.Poi, il ragazzo si voltň e scomparve.Era mezzanotte e cinque.La signora Pollifax pensň che quella clinica sembrava avere una vita notturna tutta sua.Chiusa la porta a chiave, si mise a letto, rifletté che, se non altro, un inizio di indagini cera stato e, pensando a questo, siaddormentň.Sognň di vagare per un labirinto di stanze, luna piú fredda dellaltra, e di sbucare in un corridoio dalle pareti incrostatedi ghiaccio.Nel sonno, la signora Pollifax rabbrividí.Aprí gli occhi e scoprí che, dai vetri spalancati del balcone, entrava unaria veramente gelida.Mentre se ne stava pigramente distesa, domandandosi se dovesse alzarsi per chiudere la finestra o per cercare unacoperta, le balenň un pensiero strano: non aveva lasciato la finestra aperta, laveva chiusa e aveva perfino controllatoche fosse chiusa bene.Un istante dopo, si rese conto che nella stanza cera qualcuno.SE SOLTANTO fosse riuscita ad accendere la lampada sul comodino, senza che lo sconosciuto visitatore udissefrusciare le coperte...Presso la specchiera apparve un sottile fascio di luce che rischiarň il pavimento.Dimenticando ogni precauzione, la signora Pollifax gettň le coperte da una parte, accese la lampada accanto al letto esgranň tanto docchi.Lei! gridň.Robin Burke-Jones si rialzň lentamente da terra. a Sí, maledizione imprecň, visibilmente scosso.Mentre brancolava alla ricerca delle pantofole, lei si domandň quale parte recitasse quel giovanotto nella commedia.Sebbene Marcel lavesse messa sullavviso, non poteva fare a meno di provare un vivo senso di disappunto, perché quelgiovane, tutto sommato, le era simpatico. a Abbia la bontŕ di spiegarmi che cosa fa in camera mia, lei, alle... diedeunocchiata allorologio, alluna e mezzo del mattino.a Vado in galera piuttosto che dirglielo._~, a Ci andrŕ, se non me lo dice ribatté lei.t a Senta, se le promettessi di lasciare la clinica domani mattina, con la massima discrezione...Lei notň il portagioie sul tavolino, aperto. a :armato? > Il giovane quasi si offese. a Ma no! a Preferisco assicurarmene.Le dispiace alzare le mani?, a Certo che mi dispiace! :esclamň lui, irritatissimo. a Ma le pare che abbia altra scelta? :~ aNo, nessuna.Gli si awicinň con circospezione, notando, solo in quel momento, che gli abiti di lui contrastavano in modosorprendente con quelli che gli aveva visto indosso durante il giorno: maglione nero, calzoni neri e scarpe nere con lasuola di gomma.Nel perquisirlo non gli trovň alcuna arma, ma nella tasca sinistra cera uno strano rigonfiamento. a Avanti ordinň, avediamo che cosha lí dentro. :~ Lui sospirň.Dalla tasca estrasse un piccolo oggetto che sembrava un binocolo tronco. a una lente da gioielliere spiegň, in tonorassegnato; poi, tirň fuori anche il pendente di smeraldi e le collane.a La spilla di brillanti č finita lŕ in terra.Lo sa, vero, che ognuno di questi oggetti, per i quali potrebbe mandarmi in galera per anni, č sfacciatamente falso? Lasignora Pollifax lo guardava, sbalordita. a Ma allora lei č soltanto un ladro di gioielli! Poteva dirmelo prima! Ah, sesapesse che sollievo.Il giovane indietreggiň. a Sollievo? Ha detto proprio sollievo? a Ma sí, enorme.Capirŕ, cč una bella differenza! :Andň al balcone, richiuse la finestra e tirň le tende, compiaciuta di scoprire che, in findei conti, listinto non laveva mal consigliata. a Ma perché voleva rubarli, quei gioielli, visto che sapeva che eranofalsi? a Cč un mercato anche per le buone imitazioni.Senta, ha intenzione di chiamare la Polizia? :~ a Tutto sommato, penso di no... sempre, beninteso, che lei restituiscaquel brillante a lady Palisbury.Fu la volta del giovane a fissarla a bocca aperta. a Santo Cielo, ma lei č unindovina! a Non ci vuol molto per fare duepiú due.Lady Palisbury non trova piú il suo brillante; ora scopro che, sul posto, abbiamo un ladro di professione...Perché lei č un professionista, vero? a Lo ero :disse lui, mogio. a Fino a questa sera. a Non era mai stato colto sul fatto!Devessere molto bravo, allora! Uno dei migliori.Accidenti, avrei proprio bisogno di bere un goccetto.Le offro qualcosa io.D Gli batté su un braccio con fare rassicurante, poi tolse dalla valigia due bustine di miscela istantanea e un paio dibicchieri di carta.Sa, mi piace essere organizzata, quando viaggio :disse. a Permesso un istante.Andň nel bagno, riempí i due bicchieri d~acqua bollente e tornň, mescolando le bibite con il manico di uno spazzolinoda denti.
  • 18. Cioccolata calda? disse lui, in tono incredulo.a Sapesse come rinfranca i nervi. :La signora tirň a sé una sedia.a Lei si rende conto, naturalmente, che rubare gioielli č unattivitŕ disonesta.Lui si sforzň di sorridere. a Ha mai tentato di fare un lavoro piú convenzionale? Il giovane alzň le spalle. a Ho provato,sí, ma con poca convinzione.Mi piace il rischio, e soprattutto mi piace lavorare da solo.Quanto a questo, la signora Pollifax non aveva niente da obiettare.iun lavoro remunerativo? a Abbastanza.Sono riuscito a mettere insieme qualche bene immobile di valore.Ma le spese sono alte, mi occorre un bel guardaroba e per di piú ho una Mercedes decappottabile che mi costa un saccodi quattrini.Robin Burke-Jones sospirň. a Occorre una barca di soldi, purtroppo, per essere ricchi.E immagino che Robin Burke-Jones non sia il suo vero nome a Infatti, mi chiamo semplicemente Robert Jones.Altro sospiro.a Senta, vorrei proprio che mi dicesse cosha intenzione di fare. a Giŕ, sto pensandoci anchio confessň lei. a Mi dica,comč riuscito ad arrivare fino al mio balcone, e senza far rumore? a Con lequipaggiamento adatto - in questo caso unafune e scarpe con la suola di gomma - non č un problema.Ma stia a sentire.Lei avrebbe dovuto avere una crisi isterica, nel trovare un ladro in camera sua, e invece mi offre la cioccolata calda esinforma sulla tecnica che seguo.a Minteresso sempre alla gente che fa le cose bene dichiarň lei con sussiego.Il giovane posň il bicchiere. a Ma, mi dica un po, se quei gioielli sono falsi...Si trova in ristrettezze finanziarie, per caso? Be... se crede, potrei prestarle un centinaio di sterline... e ancheregalargliele aggiunse, gentilmente.Lei rise. a Sono davvero commossa, ma non č il caso, grazie. :9 a Non ha intenzione di ricattarmi, non ha intenzione diinformare la Polizia...La signora Pollifax posň a sua volta il bicchiere e osservň in tono asciutto: a Un momento, io non ho detto affatto chenon voglio ricattarla .Lui trattenne bruscamente il fiato. a Eh, giŕ.Si tratta di questo, naturalmente. a Le propongo un accordo: dei patti, vogliamo chiamarli cosí? Non dirň niente diquanto č accaduto stanotte, né della sua... ehm... carriera, purché entro domani si venga a sapere che lady Palisbury haritrovato il suo brillante. a Sono tutte qua le sue condizioni?a Quasi.Ha derubato qualcun altro, qui? a No.La mia tecnica consiste nellagire solo allultimo momento, quando ormai sono pronto a prendere il volo.Cosí, ho tutto il tempo di sapere esattamente come e quando compiere il furto.Vede, queste ultime tre sere le ho passate sui tetti, a fare le prove.a Sui tetti! esclamň lei.Sí, a esaminare tutte le entrate e le uscite; insomma, a saggiare il mio campo dazione.Se vuole saperlo continuň, a lho udita dire al portiere notturno che aveva degli smeraldi da mettere in cassaforte.Ero nel solarium.Cosí mi sono detto che mi conveniva farle una rapida visitina fuori programma, per accertarmi del valore dei gioielli.E lady Palisbury? Quella donna non ha il senso della proprietŕ.Due sere fa, ha lasciato il suo anello con brillante sul tavolino del terrazzo.Scosse la testa, con disapprovazione. a Cosa deve fare un poveretto? Sí, mi rendo conto che deve essere stata una fortetentazione per un giovane come lei, dal talento magari un po troppo specializzato, ma inestimabile.Anche lei, infatti osservň la signora Pollifax, esattamente come la Polizia e gli investigatori che stanno dallaltra partedella barricata, deve fare uso di unacutezza e di una capacitŕ di deduzione straordinarie. :D a Che farň bene a metteresubito in opera, se voglio rimettere a posto il brillante di lady Palisbury prima che faccia giorno.Dawero lei non chiamerŕ la Polizia e mi permetterŕ di... uscire tranquillamente da questa stanza? a Si consideri pure unuomo libero.Lui le tese la mano e le sorrise. a Parola mia, č stato un colloquio veramente piacevole.Un po strano, se vogliamo, ma piacevolissimo.a Dica pure delizioso, almeno per quanto mi riguarda rispose la signora Pollifax, alzandosi. a Da che parte preferisceandarsene? a Mi sentirň piú sicuro passando dalla parte dalla quale sono venuto.Ah, a proposito, se mai potessi farequalcosa per lei, in cambio...Si ricordi, la mia stanza č proprio sopra la sua, numero duecentotredici. a Duecentotredici ripeté lei, mentre laltrosvaniva sul balcone e nel buio.Pur rimanendo tuttorecchi, non le riuscí di captare il piú lieve rumore.Un~abilitŕ fantastica, pensň; e, nello spegnere la luce, rifletté che Robin stesso, un giorno o laltro, avrebbe potutorivelarsi una specie di gioiello.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA
  • 19. | L MATTINO dopo, arrivň un dottore grasso e cordiale, di nome Lichtenstein, accompagnato da uninfermiera.Mentre lui picchiettava e auscultava, conversarono amabilmente sullAmerica.Le prescrisse unanalisi del metabolismo, una radiografia dei polmoni, tre esami del sangue e unelettrocardiografia.a Tutto per una semplice asiatica? protestň la signora Pollifax.a Alla sua etŕ... alluse delicatamente lui.E poi, con una stretta di spalle: a Per quale ragione sarebbe qui, altrimenti? Prudentemente, lei non rispose. a Nelfrattempo concluse il medico, a si goda Montbrison.Passeggi in giardino, vada e venga liberamente: puň visitare Saint Gingolph, e un po piú in lŕ di Montreux cč il castellodi Chillon, dove ha soggiornato Byron.Poi il dottor Lichtenstein si alzň, dicendo allinfermiera: a Pensi lei, per favore, a fissare lorario per le analisi .Anche la signora Pollifax si alzň. a A proposito disse, con noncuranza, a sa dirmi come sta la signora Parviz, oggi? Ierisera non si sentiva abbastanza bene da poter ricevermi.Per un attimo, il dottore parve non capire a chi alludesse. a Ah intende quella che fa parte del gruppo dello Zabya? Nonne so niente, signora mia.Si sono portati il loro medico.a Ed č permesso, qui? a una cosa che personalmente non approvo, ma... altra stretta di spalle, a ... a volte capita.Di queste cose si occupa esclusivamente il consiglio damministrazione. a Lei non sa perché siano qui, allora? Il dottoresi mosse verso la porta. a So che la signora č molto anziana, molto stanca; desidera rivedere la Svizzera, ma non vuoleessere curata da medici stranieri.Arrivederla, signora.La signora Pollifax quasi non si accorse che il dottore prendeva congedo e se ne andava.Quelle parole gettavano una luce nuova sulla situazione.Se nessuno poteva awicinare la signora Parviz...Doveva parlare con Marcel.Andň al telefono e ordinň la colazione.Ma le venne portata da un altro cameriere, il quale disse che Marcel, quel giorno, avrebbe preso servizio soltanto dopopranzo.Non si poteva fare altro che aspettare.Dopo colazione, la signora Pollifax se ne stava tranquillamente seduta in giardino, quando la sua attenzione venneattirata da una conversazione che si svolgeva a pochi passi da lei. a Non le dico la mia meraviglia! stava dicendo ladyPalisbury a Court. a Abbiamo preso il tč sul balcone, come sempre, e John si era appena seduto sulla poltrona quandolho visto balzare su di nuovo come se fosse stato punto da uno spillo.Era il mio brillante, infilato nel punto dove si incontrano i due cuscini.Ma pensi, era rimasto sempre lí! Oh, lady Palisbury, come mi fa piacere.Mia cara, non ha idea di come sia contenta anchio.John mi ha regalato quellanello nel 1940. :~ Qualche metro piú in lŕ, pigramente allungato al sole, Robin si girň versola signora Pollifax mormorando: a Sto arrossendo come un collegiale. imbarazzante, sapersi un simile benefattore.La signora Pollifax sorrise. a Una buonazione che splende in un momento buio...Notň che lo sguardo di lui era rivolto verso Court, i cui capelli lunghi e lisci luccicavano al sole.La ragazza, vestita di un abito color rosa acceso che dava risalto al suo grazioso volto abbronzato, era il ritratto dellasalute e gli occhi di Robin si erano posati su di lei con intensitŕ.In quel momento, alle spalle di Court si aprirono le porte e uninfermiera spinse in giardino luomo sulla sedia a rotelle.La signora Pollifax pensň oziosamente che quelluomo aveva unespressione crudele.Poi, riportň lattenzione su Robin. a Ho notato che non ha fatto fagotto e non ha tagliato la corda, stamattina lo stuzzicň.a Ho deciso di rimanere ancora qualche giorno.Riuscí a distogliere lo sguardo da Court e fissň la signora Pollifax, facendo balenare un sorriso malizioso. a Fra laltro,se riesco a trattenermi piú di lei... a La mia č stata uninfluenza particolarmente grave :ribatté la signora.a Oh, mi dispiace! A proposito, dopo che ci siamo lasciati, stanottte, ho cominciato a pensare.Quel suo portagioie, per esempio, č molto pesante.Non ne ho mai visto uno che pesi tanto.Saranno quattro o cinque chili, direi.a Forse, č perché ci tengo nascosti anche i miei gioielli autentici. :~ Court stava venendo verso di loro, e Robin si alzňdi scatto. a Signorina van Roelen, stavo domandandomi se gradirebbe fare due passi con me fino in paese, prima dipranzo.Court lo fissň con i suoi fermi occhi blu.Si rivolse alla signora Pollifax. a Sí, con piacere.Andiamo tutti e tre? 294 na? :~
  • 20. La signora Pollifax scosse la testa. a Prima di pranzo devo fare delle analisi.Court lanciň unocchiata smarrita a Robin, e la signora Pollifax si rese conto che quella ragazza era dawero molto timidae riservata.Si domandň, anche, se qualche delusione damore non lavesse lasciata timorosa nei confronti degli uomini. a Ma visarei grata se mi comperaste quattro cartoline disse con vivacitŕ. a Mi fareste una vera gentilezza, ragazzi.a Ma certo, ci penso io assicurň con calore Court.Robin irradiava galanteria da tutti i pori, mentre scortava la compagna attraverso il prato, e la signora Pollifax, che nonaveva alcun bisogno di cartoline, osservava la scena con un senso di soddisfazione.Poi si guardň attorno, nel giardino, e incontrň lo sguardo del generale che era seduto nei pressi, con il mento appoggiatoal bastone Lui accennň un compíto gesto di saluto.a Buongiorno augurň lei, ma poiché la risposta dellaltro era troppo debole per essere udita, si alzň dal suo posto e andňa occupare la sedia libera accanto a quella del vecchio signore. a Sono Emily Pollifax disse, porgendogli la mano.a Generale dEstaing, madame.La mano di lui era asciutta e calda.a La mattinata č splendida.Come si sente oggi, generale? D Il vecchio aveva occhi sorprendentemente vivaci.Luccicavano con arguzia nel volto pallido e rugoso. a Sono soprawissuto a unaltra giornata, signora, ecco come misento.Sa, ho ottantanove anni.a Ottantanove! J, esclamň la signora Pollifax.a Il vero problema di chi ha ottantanove anni continuň il generale, a č che si ha tempo di riflettere su una vita benvissuta, ma non si hanno piú gli amici con i quali contemplare il passato.Si guardň attorno, nel giardino. a Prenda tutte queste persone giovani. strano per me che loro stiano imparando a viverementre io sto imparando a monre. a E vorrebbe poter insegnare loro come si dovrebbe vivere? Il vecchio signore feceuna risatina. a Cara signora, ai giovani non si puň dire niente.Lei rise. a Verissimo! Generale, nel suo lavoro - so che un tempo č stato capo della Sureté - ha imparato molte cosesulla natura uma a Troppe disse seccamente lui.La signora Pollifax esitň. a Si č imbattuto nel male autentico? :~a Il male ripeté lui, pensosamente. a Sí, e il fatto allarmante č che di solito esso non traspare dalla faccia o dalle parole,ma si annida nel cuore Nella mia lunga esperienza, ho trovato una sola forma di "male" che lascia una traccia visibile.E qual č? quello dellassassino di professione che uccide abitualmente e a sangue freddo. strano, signora, come lamalvagitŕ di questi individui traspaia dagli occhi, specchio dellanima, come dicono i poeti.Ho potuto costatare che gli occhi dellassassino abituale sono completamente vuoti, come spenti.Vede, lanima puň venire annientata: non bisogna scherzare con lanima.Nel giardino apparve uninfermiera con un vassoio carico di medicinali.Appena scorse la signora Pollifax le gridň: a Oh, signora, stanno cercandola dappertutto; č attesa per le analisi.Lei augurň buona giornata al generale e seguí linfermiera. DoPo PRANZO, la signora Pollifax si mise di fazione nel belvedere, per aspettare Marcel.Era un luogo un po isolato, che non avrebbe invogliato nessuno a farle compagnia, e lei si era armata di un libro gialloe di una copia dellInternational Herald Tribune, abbandonata da qualcuno nella sala di lettura.Il sole diventava sempre piú caldo e le ombre si allungavano.Passň un bel po di tempo, prima che apparisse Marcel.Lei quando lo vide, si alzň e gli fece cenno.Il cameriere si diresse verso di lei.Aprí il suo blocchetto di appunti e si fermň con la matita a mezzaria. a Ecco, signora, ora io sorrido a lei, lei sorride ame, e possiamo parlare. a Si tratta sempre della signora Parviz. riuscito a sapere qualcosa? :~ a Aspetto informazionidallo Zabya.Dovremmo sapere qualcosa entro domani mattina.Lei assentí. a Non cč altro, Marcel.Il dottor Lichtenstein ha detto che la signora č molto in etŕ e non vuole essere visitata da medici stranieri Il consigliodamministrazione ha accolto la richiesta, ma in realtŕ, Marcel, la signora non č tanto anziana: io lho vista.Lui sembrava dubbioso. a Non vorrei mancare di tatto, ma...Iei forse dimentica perché ci troviamo qui.Uninvalida e un ragazzino,;Fcapirŕ, sembra poco probabile che siano implicati...Naturalmente che non lo sono rispose lei, spazientita, a perň cč qualcosa di molto strano, in quella stanza.Puň procurarmi un elenco degli amministratori? Lui si strinse nelle spalle. a Sí.Ce lho nel mio incartamento. a Sono curiosa, Marcel, di saperne di piú anche sulluomo della stanza centocinquantatré,di fronte a quella della signora Parviz. ;quel tipo su una sedia a rotelle.Mi domando se non faccia parte anche lui del gruppo.Marcel sospirň. a Posso assicurarle di no, signora.
  • 21. Non č arrivato con loro; era giŕ qui da qualche giorno.E non č neppure dello Zabya.Tuttavia, svolgerň ricerche molto accurate su quelluomo e, per questa sera, potrň dirle qualcosa di piú.Ma preferirei sapere qualcosa su Robin Burke-Jones, sul quale si appuntano i miei principali sospetti. a Che sonogiustificati disse lei. a Ma su di lui posso dirle una quantitŕ di cose che sono tutte rassicuranti. un...In quel momento, oltre la spalla di Marcel, vide Robin avanzare verso di lei attraverso il prato. a Sí, mi porti purequalche biscottino insieme col tč, concluse a voce alta.Marcel si chinň in avanti. a Smonto di servizio a mezzanotte, madame.Possiamo vederci a quellora al piano dei locali di cura, vicino allascensore? a Ci sarň.Ah, e il tč, col limone aggiunse a voce piú alta.a E a me porti uno scotch e soda, per favore :disse Robin, lasciandosi cadere sulla sedia accanto a quella di lei. aCamminare non č il mio forte. a Arriva adesso dal paese? :domandň la signora Pollifax.Lui assentí. a Abbiamo mangiato e Court č ancora lŕ: sta suonando lorgano in quella vecchia chiesa anglicana vicino alristorante dove abbiamo pranzato., Rabbrividí. a Lorgano, nientemeno!7 a Ma che cosa incantevole osservň la signoraPollifax, sorridendo.a Che personcina dotata, devessere queIa figliola.Che cosa cč che non va?, a Non si č nemmeno accorta che me ne sono andato.Al ritorno, ci siamo fermati un momento in chiesa e il rettore si č messo a discorrere con noi degli archi rampanti dellacappella, poi si č parlato di musica: Court ha detto di saper suonare e lui lha pregata di provare il nuovo organo.E si č completamente dimenticata di me.a Sí, ho pensato che avrebbe potuto avere dei problemi, con una ragazza come Court. fornita di grande autosufficienza.Nel silenzio che seguí, la signora aggiunse tranquillamente: a una qualitŕ, dicono, che favorisce lottima riuscita di unmatrimonio,.a Senta, io non ho alcuna intenzione di sposarmi.Se limmagina lei,LA SIGNORA POLLIPAX VINCP ANCOI~Anella mia professione, che complicazione rappresenterebbe una moglie? Chiedo soltanto che mi si mostri un minimo diinteresse.Ho denaro, brutto non sono, sono un uomo di mondo...La signora Pollifax assentiva. a E sarŕ abituato ad averla sempre vinta con le donne, immagino.Che cosa lattira, di Court? Robin esitň, mentre Marcel portava le consumazioni e si ritirava.a ifragile disse poi, accigliandosi.Sembra indifferente a tutto, ma nasconde una natura ardente.Ha bisogno dessere amata, lo si vede a colpo docchio.Non se ne rende conto, eppure cč qualcosa di vulnerabile in lei...Sinterruppe, dominandosi. a un tipo impossibile, intendiamoci.Ma lo sa che si alza dal letto regolarmente alle cinque e mezzo del mattino, per camminare? Non č normale, questo,diciamo pure che č una forma di ossessione. :~ La signora Pollifax stava ad ascoltarlo, comprensiva. a Io credo che lepersone come Court destino in tutti quelli come noi un senso di colpa.Anche la mia vicina di casa, la signorina Hartshorne, č cosí.Non gode di molta popolaritŕ; perň aggiunse con obiettivitŕ, a ha un vigore invidiabile.Ecco, esatto disse Robin. a E lei lha chiamata "signorina" Hartshorne.Si č mai sposata? :La signora Pollifax fece segno di no.a E allora, vede? proprio quello che succederŕ a Court.E maledettamente carina, ma non si sposerŕ mai.La signora Pollifax sorrise. a Allora non ha niente da temere anche se dovesse innamorarsene, le pare? Non rappresentaun pericolo per lei.Robin le lanciň unocchiata accusatrice.Vedo che lei parla, ma sta pensando ad altro.Sta osservando qualcosa.a Osservo Hafez, che se ne sta affacciato al balcone :precisň lei.a Chissŕ perché non si č visto tutto il giorno.Esitň, poi - del resto non tradiva alcun segreto - aggiunse: a Ho tentato di far visita a sua nonna, ieri sera, per rendermiconto della situazione .a Scommetto che č una specie di drago che vomita fuoco.Le avrŕ detto di pensare agli affari suoi, no? La signora Pollifax posň la tazza. a No, no.Sono riuscita a intravederla, distesa in un letto, e poi sono stata letteralmente presa e messa fuori da due energumeni.Intendo scoprire la ragione di questa estromissione.Lui rise. a E scommetto che ci riuscirŕ. a Salve! gridň Court, awicinandosi con aria radiosa. a Ho suonato lorgano fino apoco fa; č stato bellissimo.La signora Pollifax si alzň. a E adesso io mi scuso con voi ma devo lasciarvi, prima di rimanere completamenteinchiodata a questa sedia. a Oh, ma io speravo tanto di chiacchierare un po con lei! protestň Court. a Aspetti, ho qui le
  • 22. sue cartoline.Scambiarono cartoline e spiccioli, ma la signora Pollifax si mostrň irremovibile Nellentrare nellatrio della clinica,passň accanto a Marcel, che reggeva un vassoio. a Signora, ha lasciato cadere questo disse lui, porgendole un pezzettodi carta.Sul foglietto aveva scritto: "Stanza 153, Ibrahim Sabry, anni 51, passaporto egiziano.Proprietario piccola fabbrica munizioni.Religione islamica.Distruggere.Seguiranno altri particolari".CERA un film, quella sera dopo cena, e la signora Pollifax si rasserenň nel vedere che Hafez aveva avuto il permessodi assistere alla proiezione. a Signora, cč un film! esclamň estasiato, quando la incontrň nellatrio.Gli brillavano gli occhi.Infilň la mano in quella di lei e la pilotň verso la sala da pranzo, dove era stato eretto uno schermo e dove le sedie eranostate spostate e disposte a semicerchio. a tutto in francese, ma io le spiegherň ogni parola assicurň con fervore.Ti ho cercato per tutta la giornata disse lei.Mi dispiacerebbe moltissimo averti combinato qualche guaio, cercando di fare una visita a tua nonna.Il ragazzo levň i grandi occhi verso di lei. a Ma signora, lei č stata molto gentile, invece.Ora so che č una vera amica.Giŕ, ma tu sei rimasto chiuso in camera tutta la giornata.Oh, non fa niente, ormai.Guardi, sta per cominciare il film.Le faccio da interprete.E mantenne la parola, leggendo a voce alta perfino i titoli e poi, via via che la storia si svolgeva, traducendo fedelmentetutti i dialoghi.La cosa non era molto gradita agli altri presenti e la signora Pollifax, anche perché si awicinava lora dei segnali, decisedi andarsene.Domani finirai di raccontarmi la trama gli mormorň.Alle dieci, sentendosi un po come il patriota americano Paul Revere, uscí sul balcone della sua camera per segnalareche anche la seconda giornata a Montbrison era trascorsa senza incidenti.Ancora una volta, i fari dellauto si accesero.Si trattenne qualche minuto sul balcone: nellaria calda della sera cera come un presagio di pioggia.Le luci lungo le sponde del lago di Ginevra erano coronate da unleggero alone e sembravano gialle ditate dai contorni confusi, su una tela scura.Alle undici e cinquantacinque, dopo aver praticato lo yoga per una mezzora, la signora Pollifax controllň che ilcontatore fosse in ordine, provň la torcia elettrica per vedere se funzionava e si preparň a sentire che cosa potesse averescoperto Marcel.Calzando le pantofole che la signorina Hartshorne le aveva regalato per Natale, cominciň a scendere senza fare ilminimo rumore.Di nuovo il centralino era incustodito, la cabina dellascensore ferma.Lei continuň a scendere, diretta al piano dei locali di cura.Marcel non era ancora arrivato, ma mancava piú di un minuto a mezzanotte.La signora Pollifax aveva limpressione di dare tremendamente nellocchio, lí nellatrio vividamente illuminato.In tutto il piano regnava una calma assoluta, tranne che per un rumore dacqua che scorreva nella vicina sala delmassaggio subacqueo.Controllň lora: mezzanotte in punto.Quellacqua lasciata aperta la preoccupava, perché senza dubbio qualcuno sarebbe arrivato per chiuderla.E di Marcel ancora nessuna traccia.Nella stanza del massaggio qualcosa cadde a terra.La signora Pollifax smise di camminare e rimase immobile; gli oggetti non cadono al suolo da soli.Posň il portagioie allombra della scala e si diresse verso la porta.Esitň, con lorecchio teso, poi abbassň la maniglia.La stanza del massaggio subacqueo era immersa nel buio; entrando, accese la torcia elet~rica.La porta di fronte, quellache conduceva alle Idroterapie, stava richiudendosi piano piano.La serratura scattň lievemente e, dallaltra parte, la maniglia venne lasciata andare.Appena lei si mosse per avanzare, il raggio della torcia si abbassň: trattenne il respiro, inorridita.Nella vasca verde giaceva Marcel con gli occhi spenti spalancati e rivolti al soffitto.Macchie di sangue imbrattavano le pareti della vasca e la giacca bianca.Il poveretto aveva la gola squarciata da un taglio che andava da un orecchio allaltro.Oh, mio Dio! La signora Pollifax si aggrappň brancolando a una sedia e aspirň alcune profonde boccate daria.Non poteva essere morto da molto, forse era stato ucciso pochi secondi prima che lei scendesse.Lacqua continuava a gorgogliare nella vasca.Dopo qualche istante - spinta da un rigido senso del dovere - la signora tornň verso Marcel.
  • 23. Infilň una mano tremante sotto la giacca insanguinata, ma il L: battito cardiaco non si avvertiva piú.Si lavň la mano sporca di sangue sotto l~acqua corrente, poi cercň il rubinetto e lo chiuse.Allistante capí davere commesso un pericoloso errore.Spenta la torcia elettrica, si rialzň, rimanendo in ascolto nelloscuritŕ.Da qualche parte, nei locali tra la stanza dove lei si trovava e quella delle Idroterapie, cera lassassino di Marcel, che orasapeva di non essere solo: glielaveva detto lei, chiudendo il rubinetto dellacqua.Dalla stanza accanto, le giunse un lievissimo fruscio.Rabbrividí.Luomo stava tornando indietro per vedere chi cera.Non doveva farsi trovare! Silenziosamente, la signora Pollifax indietreggiň verso la porta dalla quale era entrata, laprí,misurň la distanza fino alla scala.Impossibile! In quella luce vivida, luomo lavrebbe vista benissimo prima che lei potesse arrivare alla scalinata.Allestremitŕ opposta della stanza, udí la maniglia abbassarsi lentamente.Si lanciň a capofitto verso il ripostiglio, si precipitň dentro e, con la torcia elettrica, illuminň le scatole delle valvole:erano contrassegnate da etichette con scritte in francese e in inglese.Schiacciň gli interruttori generali di quel piano e, allistante, la luce che filtrava sotto la porta chiusa si spense.Udí alcuni passi che si avvicinavano allo stanzino.La signora Pollifax trattenne il respiro: lassassino sarebbe rimasto in attesa di captare qualsiasi piccolo rumore.Intendeva farle la posta, come a una preda, nel tentativo di stanarla dal nascondiglio.Poi, luomo passň oltre e proseguí lungo il corridoio.Quando lei udí la porta che immetteva alle Idroterapie aprirsi e poi richiudersi, scivolň fuori del ripostiglio e corse versola scalinata, raccattando dal pavimento, dove laveva posato, il portagioie con il contatore.Arrivň al pianterreno con il cuore che le scoppiava nel petto.Si sentiva quasi mancare per lorrore.Si fermň per riprendere fiato e vide la cabina dellascensore ferma al piano.Vi entrň e schiacciň il bottone del piano superiore al suo.Lassassino non doveva scoprire a che piano stava.Mentre saliva, udí risuonare sotto di lei, sulle scale, dei passi di corsa.Capí al volo che luomo stava correndo per tagliarle ogni via duscita.Con esasperante lentezza la cabina arrivň al terzo piano: le porte si aprirono.La signora Pollifax uscí.Ancora un istante e sarebbe stata in trappola...Robin, pensň.Corse lungo il corridoio, trovň la stanza 213, scoprí che la porta non era chiusa a chiave e sinfilň dentro.Robin era a letto, seduto, con un libro sulle ginocchia.Cara signora Pollifax disse, poi si allarmň vedendo la faccia di lei: Mio Dio, che succede? Lei si mise un dito sullelabbra e si ritirň nelloscuritŕ della stanza da bagno.Cerano degli innegabili vantaggi nel fare appello a un ladro di gioielli: Robin reagí immediatamente, spegnendo lalampada accanto al letto e facendo precipitare la stanza nel buio.In silenzio, ascoltarono i passi allontanarsi lungo il corridoio.Poi, leggermente, i passi si riavvicinarono.Infine, dopo un breve intervallo, le porte dellascensore si chiusero e la cabina prese a scendere, con un ronzio di cavi.Lentamente, la signora Pollifax lasciň andare il fiato.Robin aprí la porta, guardň fuori, poi chiuse e girň la chiave nella serratura.Attraversň la stanza per tirare le tende.Poi, accendendo la luce, disse amabilmente: Stanotte la festicciola la teniamo in camera mia? Lei uscí dalla penombradel bagno e lo trovň intento a frugare nellarmadio.Da qualche parte devesserci una bottiglia di cognac Napoleon continuň.Sbaglierň, ma nei momenti di crisi la cioccolata calda non č certo allaltezza del cognac.Ah, ecco qui. :Ne versň due dita in un bicchiere.Mandi giú; ha una faccia che fa spavento. :D Lei si mise a sedere e assentí, con gratitudine.Scommetto che, mentre si rilassa :D continuň lui, amabilmente, sta architettando qualche frottola spaventosa perspiegare come mai giocava a nascondino su e giú per i corridoi; ma č inutile che faccia lo sforzo, tanto non le crederň.Quando una signora fa irruzione nella camera di un uomo nel bel mezzo della notte, con laria di chi ha visto uncadavere, e portandosi dietro, per di piú, quello strano portagioie... :D Robin! :protestň rabbiosamente lei.Ma lui aveva afferrato il cofanetto e stava portandolo sotto la luce.Spiacente, signora mia disse, ma č chiaro che lei non č quella che vuol sembrare.La signora Pollifax se ne stava muta, mentre lui apriva il portagioie.Vediamo, se lavessi progettato io - oh, vedo che č molto ben fatto- credo che avrei nascosto la chiusura segreta su unadi queste cerniere, e...Poi, trionfante, premette il pulsante che si trovava proprio sulla cerniera ed estrasse il doppio fondo.Seguí un lungo attimo di silenzio, mentre lui scrutava nellinterno.Poi: Dio buono... ma questo č un contatore Geiger! Ora la fissava, incredulo.
  • 24. Lei sospirň e posň il bicchiere vuoto.Per essere esatti, č un contatore a scintillazione.302 Ma di che diavolo va in cerca? Di uranio? La signora Pollifax esitň, poi si decise.Di plutonio, per lesattezza.Robin laveva salvata dal rischio dessere uccisa.Lei gli do veva qualcosa, in cambio, forse persino la veritŕ; ma luccisione di Marcel era una veritŕ troppo pericolosa dadividere.Al momento, le sembrava molto meno pericoloso il plutonio, Cč di mezzo lInterpol in questa faccenda precisň in tonograve; non solo: anche il mio governo e il suo stanno occupandosi della cosa.Plutonio rubato! Una trovata maledettamente astuta, quella di mandarlo qui a Montbrison.Robin cominciava a mostrare un certo interesse.Niente male questo posto, come centro di smistamento.Le autoritŕ per le quali lavora non approveranno certo il fato che lei mi racconti tutta la storia.Perché lo fa? Perché lei non č malvagio. vero che, riguardo a certe cose, ha un senso morale un po distorto, ma noistiamo dando la caccia a qualcuno che di questo senso morale č completamente privo.Anzi rabbrividí, lindividuo con cui abbiamo a che fare non ha né scrupoli, né timor di Dio, né compassione, né altro. :~E si trova qui? domandň meravigliato lui.Tra i pazienti? Forse.Lui la guardň.Per questo, allora, era cosí sollevata nello scoprire che ero soltanto un ladro.E poco fa? Chi cera lŕ fuori? :~ Magari avessi avuto labilitŕ necessaria per scoprirlo! Ero al piano dei locali di cura,quando mi sono trovata nel buio a giocare a nascondino con uno sconosciuto.Sono riuscita ad arrivare di sopra, mi sono infilata nellascensore con lintenzione di salire allultimo piano e poiscendere a piedi per tornare nella mia stanza, ma mi sono vista tagliare la strada.E...E si č ficcata qui dentro.Lui la studiava attentamente.Se questa č la sua storia, non indagherň oltre, ma, per essere sincero, tutto ciň non giustifica neppure lontanamentelespressione di terrore che aveva quando ha fatto irruzione in camera mia.Pensa che ci sia ancora qualcuno, appostato lŕ fuori ad aspettarla? :Laveva colta alla sprovvista; lei si rese conto che aciň non aveva pensato.Robin scosse la testa.Vedo che lho spaventata, con la mia domanda.E va bene, procediamo come se avesse rubato i gioielli della Corona e ci fosse la Polizia in agguato.Se la sente di affrontare un salto di due metri e mezzo, appesa a una corda? Lei silluminň.Passando dal balcone? :~ .Il giovane sembrň divertito.Sí, carissima signora Pollifax, ma non . la prenda cosí alla leggera.Ha mai provato a scendere o salire con 3~: una corda? t Sí, una volta, quandero in Albania... :Sinterruppe bruscamente.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAOh, povera me, sono proprio stanca; dico cose che non dovrei dire.Lui la squadrň, soppesando con ununica occhiata la statura di lei, il suo peso, la voluminosa vestaglia e Ie bizzarrepantofole; poi, sorrise.Le ha dette, ma io non ho udito.E, se le avessi udite, non ci avrei creduto. :Estrasse da una valigia una torcia elettrica e un rotolo di fune dallaspettosolido.Corda per rocciatori, della migliore. :Batté sul rotolo con fare compiaciuto.A proposito, a questo piano non cč il cornicione, ma ce nč uno larghissimo a quello inferiore, dove sta lei; almeno, avrŕqualcosa sotto per proteggerla.Scendo io per primo, cosí controllo la situazione. :Corrugň la fronte.Mi atterrisce il pensiero che i suoi superiori labbiano mandata qui sola e senza alcuna protezione.Forse č pura faccia tosta, la mia, di offrirle i miei servigi, ma sono in debito verso di lei, e se mai avesse bisogno di unladro gentiluomo...Non posso dirle quanto le sono grata rispose lei con calore.A proposito, la finestra del suo balcone č chiusa? Lei accennň di sí, ed egli si muní di un mazzo di chiavi, che appesealla cintura.Avanti tutta, allora! :Sul balcone, legň la fune alla ringhiera, poi saggiň i nodi.Ci siamo? Mi dia il portagioie.Una volta scavalcata la ringhiera si sporga un po, con la fune in mano, poi si lasci scivolare giú verso linterno.Verso linterno ripeté la signora Pollifax.Il giovane scomparve.Lei, allora, scavalcň la ringhiera e si aggrappň alla fune.
  • 25. Chiudendo gli occhi, mormorň una preghiera e prese a scendere pian pianino lungo la corda.Bravissima disse Robin, tenendo ferma la fune e aiutando la signora a calarsi nel balcone di sotto.Con un po di addestramento, potrebbe diventare unottima ladra.Rivolse il raggio della sua minuscola torcia elettrica verso la finestra del balcone, e dopo avere armeggiato per qualcheistante, la aprí.La porta che dŕ sul corridoio lavrŕ chiusa, spero.No.Ho pensato che forse avrei dovuto ritirarmi in fretta e furia e COSI...Allora č meglio che io dia unocchiata in giro.Mentre lei riponeva il portagioie Robin guardň sotto il letto, nellarmadio, infine sparí nel bagno.Ma che diavolo?...La signora Pollifax lo udí bofonchiare, fu304 rente; si voltň con aria interrogativa proprio mentre Robin riappariva nellastanza, spingendo davanti a sé il piccolo Hafez, terrorizzato.Era nascosto dietro la tenda della doccia annunciň Robin.HAFEZ le stava davanti, con i nervi tesi e in preda allansia.Aveva gli occhi rossi e le guance umide di pianto.Dovč stata? piagnucolň, disperato. tanto che laspetto! Dietro la tenda della doccia? lo investí Robin, seccamente.No, signore, su quella sedia lŕ...Ma poi ho udito delle voci sul balcone e ho avuto paura. :D Ma perché non sei a letto, a dormire? domandň dolcementela signora Pollifax.Lui esitň, guardando Robin.Penso che tu possa considerarlo un amico disse la signora Pollifax.Hafez sembrava poco convinto.Prova lo esortň lei.Se lo dice lei, madame.Sono venuto per accompagnarla da mia nonna.Ora č sveglia.Presto! Viene? :~ Alle due del mattino! :esclamň la signora Pollifax.Non diciamo sciocchezze, ragazzo intervenne Robin, senza cerimonie.La signora Pollifax non va in nessun posto, ora: deve andare a letto.La faccia di Hafez diventň letteralmente bianca come un cencio, quasi che il mondo, per lui, dipendesse da quella visitaalla nonna.La signora Pollifax era commossa e stupita, nello stesso tempo.Potrei andarci, solo un momentino disse, pensandoci meglio.Ma č matta? scattň irritato Robin.Probabilmente.Il giovanotto andň a sedersi davanti al tavolino e, con fare cocciuto e ribelle, si mise a braccia conserte.Bene, io non mi muoverň di qui finché non la vedrň pronta ad andarsene a letto.Se non torna al piú presto, metterň sossopra tutta la clinica.Che numero ha la stanza? Centocinquanta, signore. :Hafez lo guardava con soggezione.Latteggiamento di Robin sembrava eccessivo alla signora Pollifax, considerato che lui sapeva ben poco degli eventidella serata, e la induceva a domandarsi da che cosa dipendesse.Andiamo, Hafez disse tranquillamente.In punta di piedi, Hafez la precedette lungo il corridoio.Estrasse di tasca la chiave, aprí la porta e fece segno alla compagna di seguirlo dentro la stanza fiocamente illuminata.Con un certo nervosismo, la signora Pollifax varcň la soglia.La normalitŕ della scena la rassicurň.Serafina non cera e la porta 305 della stanza attigua era chiusa.Una piccola lampada, sul comodino, proiettava ombre contro la parete e un cerchio di luce sul letto in cui la signoraParviz sedeva, appoggiata ai guanciali.La donna indossava una veste bianca da camera con un cappuccio che le nascondeva a metŕ il viso, ma la signoraPollifax poté notare ugualmente una innegabile somiglianza con Hafez.Gli occhi neri e vividi, profondamente infossati sotto le palpebre, seguivano attentamente lavvicinarsi della nuovavenuta; quando fu vicina al letto, la signora Pollifax rimase colpita dalle ombre scure che, simili a lividi, solcavanoprofondamente quegli occhi.Il viso della nonna di Hafez, che doveva essere stato di una rara bellezza esotica, appariva devastato dagli anni e ormaiprivo di ogni vitalitŕ.Vi restava soltanto limpronta di un carattere forte e deciso.Nonna mormorň Hafez, questa č la signora Pollifax, la mia amica.Enchantée bisbigliň la signora, e sollevň una mano per indicare la sedia accanto al letto.Sembrava che parlare le costasse uno sforzo enorme.So che lei... ieri... č venuta a trovarmi.Mentre io... dormivo.
  • 26. Sí.Hafez e io siamo diventati amici disse la signora Pollifax, sorridendo.Ha un nipotino molto simpatico.Proprio un caro ragazzo. :~ La signora Parviz teneva gli occhi fissi su di lei, con espressione intensa.Posso allora... chiederle un favore, signora Pollifax? Emily Pollifax vide che Hafez, ritto ai piedi del letto, stavafissandola altrettanto intensamente.Ma certo disse, improvvisamente immobile e attentissima.Vorrei pregarla... di una cosa che...Hafez non puň fare.Mandare un cablo... perň dal paese.Un cablo :ripeté la signora Pollifax.Non dalla clinica! Capisco :disse la signora Pollifax.Da donna pratica e attiva qual era allungň prontamente la mano verso la borsetta che aveva portato con sé.Ho qui carta e matita.Se vuole dettarmelo... :~ igiŕ pronto disse subito Hafez.Da sotto la coperta, la signora Parviz estrasse un foglio di carta con lintestazione della clinica.Per favore... vuole leggerlo? :~ La signora Pollifax lesse, bisbigliando come un congiurato: Al generale Mustafŕ Parviz,Villa Jasmine, Sharja, Zabya: Hafez e io sani e salvi.Abbracci, Zizi.Era colpita dalla normalitŕ del testo, nonché curiosa circa limportanza del messaggio.Devo spedire questo cablogramma, ma non dalla clinica, vero?LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORALa prego, no. :D Improwisamente, dalla stanza attigua, si sentí qualcuno bussare, e Hafez scambiň con la nonna unosguardo allarmato e carico dangoscia.Ora č stanca mormorň.Ludienza era terminata.Sí convenne la signora Pollifax, e si mosse con lui verso la porta.Lo contemplň con aria pensosa.Tu e la nonna vi volete molto bene, vero, Hafez? Il ragazzo assentí, gli occhioni attenti e guardinghi.Dimpulso, lei si chinň a baciargli la fronte.Sei proprio tanto caro, Hafez, e sei anche un ometto pieno dingegno.Ora vado, buonanotte.Si incamminň lungo il corridoio e, con sollievo, tornň a rifugiarsi nella propria stanza.Robin era sempre lŕ, seduto vicino al tavolino a braccia conserte.Ebbene? disse, guardandola con espressione accigliata, lha finalmente conosciuta, questa nonna-vampiro? D Sí dissedistrattamente lei.Domani č domenica.Dove si va per spedire personalmente un cablogramma? Bisognerŕ andare a Montreux, alla Posta centrale.Il telegrafo č aperto, la domenica mattina: apre alle otto e mezzo, mi pare.Se vuole, laccompagnerň io in macchina.Possiamo trovarci alle otto, alla mia auto, che č parcheggiata vicino allingresso principale. una Mercedes bludecappottabile.Davveroi disse lei, stupita. iproprio gentile, Robin.Ma le pare.Il giovane andň verso il balcone.Confesso che č stato interessante vedere come vive laltra metŕ dellumanitŕ: parlo delle persone rispettabili.Ah, a proposito, le consiglio di dare unattenta occhiata a quella vestaglia, prima di indossarla di nuovo.Cč una quantitŕ di macchie sospette intorno allorlo, come se si fosse inginocchiata in una pozza di sangue.Lei lo fissava, sbalordita.Quando lho notato, mi sono fatto unidea di ciň che lha spaventata, stasera, e francamente č venuta una paura pazzaanche a me Ci vediamo alle otto, intesi? E uscí, chiudendosi con cura alle spalle la finestra del balcone.La signora Pollifax fece girare la chiave nella serratura.Losservazione di Robin sulla sua vestaglia spiegava il motivo di quellatteggiamento protettivo: Robin sapeva! Si tolselindumento macchiato di sangue Allimprovviso si sentí oberata da tutto quello che aveva da fare, da tutti i pensieri chele si presentavano alla mente: era esausta.Regolata la sveglia sulle sette, crollň disfatta sul letto e piombň subito in un sonno profondo.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORA| L MATTINOOPO, la signora Pollifax fece colazione da sola in sala da pranzo, verso le sette e un quarto.Il cameriere che la serviva non fece alcun cenno al fatto che uno dei suoi colleghi era stato assassinato durante la notte.
  • 27. Finito di bere il caffč, la signora scese al piano dei locali di cura, come se volesse fare due passi in giardino.I corridoi erano deserti.Avanzň, cercando di non dare nellocchio, verso la porta aperta della sala del massaggio subacqueo.Allinterno, la vasca rifletteva una pura luce verde.Il sole, penetrando dai vetri smerigliati delle finestre faceva splendere i rubinetti e i quadranti delle apparecchiature ebatteva sul pavimento tirato a lucido di fresco.Dellomicidio avvenuto soltanto poche ore prima non cera traccia.Per un attimo, la signora Pollifax si domandň se non avesse sognato. "E strano" pensava, "che non si veda in gironeppure un agente di polizia." Senza dubbio la scoperta di un cadavere doveva essere imbarazzante, per la clinica; matanta discrezione le sembrava eccessiva e inumana.Alle otto, uscí sul piazzale davanti alla clinica per andare incontro a Robin.Non scambiarono nemmeno una parola mentre lui guidava lungo il viale dingresso e poi costeggiava lo strapiombo.Poi, emergendo dallombra dei boschi, il giovane pilotň la Mercedes attraverso le strade del paese inondate di sole ecominciň a scendere il monte in direzione di Villeneuve.Lei č molto gentile ad accompagnarmi disse finalmente la signora Pollifax.Lasci perdere :replicň lui con asprezza Di chi era quel sangue? ,> Si aspettava quella domanda fino da quando era salitain macchina.Di Marcel, il cameriere :rispose.Robin le lanciň unocchiata sgomenta e fermň lauto sul ciglio della strada.Ferito o morto? Morto.Intende dire assassinato? Lei lo scrutň in volto e assentí.Sí, nella stanza del massaggio subacqueo, dentro la vasca.Lo conosceva, Robin? Avevamo scommesso su una corsa ciclistica che si tiene oggi inFrancia.La fissava, incredulo.Ma perché proprio un cameriere, ignaro di tutto? Poi, serrň le palpebre.O, forse, non era un cameriere? Non lo era, infatti.Era un agente dellInterpol e cercava la stessa cosa che cerco io. :~ Robin zufolň tra i denti.Be, se non altro non lavevano mandata qui da sola, il che aumenta un tantino il mio rispetto verso i suoi superiori.Stia a sentire, se posso fare qualcosa per aiutarla...Sta giŕ aiutandomi, Robin, e gliene sono immensamente grata.Il giovane assentí, in silenzio, e tornň a immettersi nel traffico.Questo cablo che deve spedire č per la nonna di Hafez, vero? Lei sorrise. proprio sprecato come ladro di gioielli, Robin.Sí, č per la signora Parviz.Sarebbe contrario ai suoi principii aiutarmi a spiare un po dal balcone dentro la stanza centocinquanta, stasera? :~Robin rideva Stavano attraversando le strade tranquille di Montreux.Carissima signora Pollifax, sarň felicissimo di fare un podi spionaggio insieme con lei.Di preciso che cosha trovato, stanotte, nella stanza centocinquanta? In apparenza, niente di speciale spiegň molto serialei.La signora Parviz sembrava molto malata, e mi ha pregato di mandare un cablo da parte sua a un certo generale Parviz,nello Zabya, per annunciargli che erano arrivati qui sani e salvi.Sembrerebbe una cosa abbastanza normale.Giŕ, tranne che lei e Hafez sono qui da una settimana, ormai, e che la signora ha insistito perché il cablo non venissespedito dalla clinica.Il nostro colloquio si č svolto in unatmosfera carica di mistero e di tensione.Dal primo momento che lho visto, Hafez mč sembrato un ragazzino atterrito. un bambino di unintelligenza fuori delcomune e - non vorrei sembrarle melodrammatica - ho proprio limpressione che stia cercando di tener testa a unasituazione superiore alle sue possibilitŕ, e che stia anche tentando di comunicarmi qualcosa.Ricevo continuamente da lui piccoli, taciti messaggi.Esitň, cercando le parole adatte Naturalmente, i bambini esagerano, a volte, ecco perché volevo essere sicura di nonprendere abbagli.Ora, perň, comincio a vederci piú chiaro.? Robin parcheggiň lauto davanti alledificio della Posta.Sono le otto e mezzo in punto disse alla signora Pollifax.Lei attraversň la strada e, allo sportello dei telegrammi, copiň il testo, esitando un istante prima di riempire lo spaziodestinato al nome del mittente.La signora Parviz sembrava tenere molto alla segretezza.Ci pensň su, poi, sentendosi una donna piena di risorse, scrisse: "William Carstairs, Palazzo degli Avvocati, Baltimora,Maryland".Stava dicendo che comincia a vederci piú chiaro riprese Robin, quando lei risalí in auto.Spero che non mi lascerŕ cosí in sospeso.
  • 28. Comincio a capire perché a Hafez č stato impossibile dirmi qualcosa, finora.Non puň parlare, capisce? E comincio anche a intuire a quali rischi devessersi esposto per combinare un incontro tra mee la nonna, ieri sera.Non devessere stato facile. :~ Robin ascoltava trasecolato.Da come parla, mi par di capire che devesserci sotto qualcosa di molto grave.Sí, ne sono convinta.Possiamo tornare, ora? Ho bisogno di sedermi in giardino a riflettere, preferibilmente davanti a un bel bricco di caffčcaldo.Il giovane accese il motore.Riflettere su che cosa? Su una boccetta di aspirina mezzo vuota, su ciň che dovrň riferire stasera, quando mi metterň incontatto con lInterpol, e sulla morte di Marcel. ,> Ne so quanto prima, né piú né meno.In ogni modo, penso che oggi la terrň costantemente docchio, se a lei non dispiace.Oh, no! assicurň la signora Pollifax.Non mi dispiace affatto.A MONTBRISON, non si vedeva ancora traccia della Polizia.Dopo che Robin fu salito in camera, la signora Pollifax indugiň nellatrio, presso il banco del portiere.Madame cerca forse qualcuno? domandň limpiegato.Lei scosse la testa.Forse madame desidera una copia dellHerald Tribune di ieri? :~ Lei ringraziň, mise il giornale sotto il braccio e salí incamera.Dopo essersi cambiata, indossando un abito piú leggero, diede una scorsa al giornale.Sfogliandolo, notň una fotografia del sovrano dello Zabya, Jarroud, e poiché quello era il re di Hafez, si mise a leggerelarticolo.Martedí, Jarroud avrebbe celebrato il suo quarantesimo compleanno e il suo decimo anno di regno.Il programma dei festeggiamenti prevedeva una parata militare, un pranzo a palazzo presso la bella piscina detta delleNotti Arabe, con la presenza di numerosi e illustri invitati, fra cui il vicepresidente degli Stati Uniti.Jarroud, scriveva il corrispondente, era un monarca molto amato dal popolo, ma non dalle classi abbienti, che vedevanodi malocchio le sue radicali riforme .Un quarto dora piú tardi, la signora Pollifax scese in giardino, si portň una sdraio al sole e vi si adagiň, ripensando aimaliziosi occhiLA SIGNORA POLLIEAX VINCE ANCORAazzurri e ai comici atteggiamenti di Marcel.Perché era stato necessario ucciderlo? Intanto, il generale dEstaing veniva fatto accomodare su una poltronadallinfermiera e i Palisbury si erano installati sotto un pioppo.Ibrahim Sabry, luomo sulla sedia a rotelle, seduto accanto a un tavolino, sotto un ombrellone rosa, leggeva il giornale.Il quadro del giorno innanzi si ripeteva, notň la signora Pollifax, ma Marcel non cera piú.Ricordň che lui non aveva preso sul serio le sue preoccupazioni nei riguardi della signora Parviz, ma aveva acconsentitoa interessarsi del gruppo.E le aveva detto che, per mezzanotte, avrebbe avuto altre notizie da comunicarle.Fino al pomeriggio del giorno innanzi il suo amico non aveva corso alcun pericolo, ne era certa.Pensň che Marcel doveva essersi messo in una situazione nuova e pericolosa per qualcosa che aveva fatto dopo averparlato con lei; e qualsiasi cosa Marcel avesse scoperto fra le tre del pomeriggio e la mezzanotte, doveva scoprirlaanche lei.Mi dispiace turbare le sue meditazioni disse Robin, avvicinando una sedia, ma non le pare che oggi, qui, dovrebbeesserci unatmosfera di nervosismo represso, qualcuno con gli occhi rossi, un paio di poliziotti? Non posso fare a menodi notare che tutto procede come sempre...Oop! terminň, voltandosi di lato, come per nascondersi alla vista di qualcuno.La signora Pollifax si girň, incuriosita.Uno degli uomini piú belli che lei avesse mai visto stava attraversando il prato, diretto verso Ibrahim Sabry.Questi aveva alzato gli occhi dal giornale, e tutti nel giardino osservavano incantati.Lo sconosciuto sembrava uscito dalle pagine di un poema epico: era alto e asciutto, aveva un portamento fiero, nasoaquilino, occhi vividi sotto sopracciglia dallarcata dritta e insolente e un.sorriso che lampeggiava candido nel voltoolivastro.E quello chi č? domandň la signora Pollifax, affascinata.Robin, con aria imbarazzata voltň le spalle al nuovo venuto, che stava scambiando una stretta di mano con Sabry.Riflessi condizionati confessň.Ho dimenticato che le persone che ho "alleggerito" di qualche gioiello non sospettano affatto che il colpevole sono io.Quello č Yazdan Kashan. :~ ~; Sembra un tipo es.tremamente difficile da "alleggerire" com- 311 mentO pensierosa lasignora Pollifax.Dovrebbe forse dirmi qualcosa, il suo nome? Be, non svenga per lemozione, mi raccomando: č un autentico sceicco, incarne e ossa.
  • 29. Ah disse lei, compiaciuta, ma allora esistono! Solo che, se ho ben capito, non vivono piú nel deserto. :> Robinsorrideva.Certo che no, specialmente se, come questo, appartengono a una delle famiglie piú facoltose del mondo.Il nonno diKashan cavalcava ancora i cammelli, sotto il ghibli, ma suo padre scoprí daver montato le tende su uno dei giacimentidi petrolio piú ricchi del Medio Oriente e quindi del mondo.Yazdan rappresenta la nuova generazione: ha studiato a Oxford, poi č diventato un playboy e non le dico quanti gioielliseminava distrattamente qua e lŕ: perlomeno quando lho conosciuto io, a Parigi, nel 65, era incredibilmente sbadato.Con lui ho fatto il mio primo lavoro importante; per mesi, dopo averlo "alleggerito", ho dovuto ripetere a me stesso chepoteva permettersi una perdita del genere.Spero non penserŕ > aggiunse con fare indignato, che io sia diventato un criminale cosí, senza patemi danimo.A quanto pare osservň la signora Pollifax, Kashan č venuto a Montbrison per far visita al signor Sabry.Di che Paese č? :~ Francamente, non ne ho la piú pallida idea.Hafez si avvicinň lentamente attraverso il prato, passň un braccio attorno alla sedia della signora Pollifax e rimase lŕ,aggrappato. a A pranzo avremo cotolette alla viennese :confidň.Ma il suo sguardo non si staccava dai due uomini sotto lombrellone colorato.Hafez, conosci il signor Sabry, quello sulla sedia a rotelle? :domandň lei, osservandolo bene in faccia.Sí, signora, ha la stanza di fronte alla mia.Ma lo conoscevi anche prima di venire alla clinica? :~ Il ragazzino scosse la testa.No, signora.E il signor Kashan, quello che č venuto a trovarlo, lo conosci? > Gli occhi di Hafez mandarono un lampo, prima diabbassarsi verso terra.Lo conosco :rispose il ragazzo con voce incolore.anche lui dello Zabya? Sí, signora.Hafez sollevň due occhi privi despressione e aggiunse: Ora vado a pranzo.Bonjour.Robin lo guardň allontanarsi, poi inarcň un sopracciglio.Direi che gli ha parlato con tono da inquisitore.312 E Hafez ha risposto come un robot osservň impensierita lei. Il che significa, credo, che abbiamo appena avuto una conversazione importante.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORALo SCEICCO mangiň al tavolo di Ibrahim Sabry, in sala da pranzo.Le teste dei due uomini, impegnati in una animata conversazione, erano accostate, e ambedue gesticolavanoabbondantemente; parlavano a voce troppo bassa, perché la signora Pollifax potesse captare qualche frase.Court arrivň pochi minuti dopo la signora Pollifax, gridandole attraverso i tavoli: Sarŕ in giardino, questo pomeriggio?La signora annuí; non aveva alcuna intenzione di muoversi di lŕ.Piú tardi, Court le si avvicinň, avanzando a gran passi nel prato.Devo parlarle :1, disse.Le dispiace prestarmi ascolto? La signora Pollifax aveva osservato lo sceicco Kashan spingere Sabry verso il belvedere;la sedia a rotelle era passata a fatica attraverso la stretta arcata e ora erano entrambi seduti a un tavolo rotondo: losceicco stava estraendo alcune carte da una valigetta da diplomatico.La signora rivolse la sua attenzione a Court, che stava accomodandosi accanto a lei.Sono a sua disposizione le disse sorridendo.La ragazza sembrava molto vicina alle lacrime.Stamattina avevo fatto la valigia raccontň con voce tremante, poi, subito dopo pranzo sono salita e lho disfatta. :Preseun fazzoletto dalla borsetta e si soffiň il naso.Non so assolutamente che cosa fare.Gentilmente, la signora Pollifax osservň: Forse, se mi spiegasse meglio di che cosa si tratta...Oh disse la ragazza con rabbia.Non voglio innamorarmi unaltra volta, ecco di che si tratta.E di un tipo simile, poi! proprio come Eric. una cosa che non posso sopportare. :~ Non mi ha detto chi č Eric lerammentň la signora Pollifax.mio marito spiegň Court, asciugandosi gli occhi.Mi sono sposata a diciottanni e a venti, otto anni fa, avevamo giŕ divorziato. :~ La signora Pollifax ascoltava, piena dicomprensione.Cosí, lei si č sposata giovanissima, ha avuto un matrimonio infelice, e ora Robin le ricorda Eric.Eh? Court venne scossa da un brivido.Tutto si ripete in modo spaventosamente uguale.Robin č attraente, non lavora per guadagnarsi da vivere, il che significa che non ha grande forza di carattere. statodappertutto, ha vissuto esperienze di ogni genere... proprio come Eric.Anche Robin č un playboy! Odio lamore :dichiarň.Fa soffrire.
  • 30. La signora Pollifax sorrideva.Veramente, sa, lamore non ha niente a che fare con la sofferenza; siamo noi, a procurarci le ferite.Ma č proprio sicura, mi domando, che Robin sia come Eric? Quando scoprirŕ qualcosa di piú sul suo conto, chissŕ chenon abbia qualche...be, qualche sorpresa.Le batté affettuosamente sul braccio.Secondo me, lei avrebbe bisogno di mettere in pratica ciň che insegna la dottrina Zen.Non immagina quanto sia rasserenante! Insegna a lasciare che la vita si svolga da sé; guardi che cč molta saggezza, inquestc.Senza controllo? Ma č spaventoso! gridň Court.La signora Pollifax rise.Al contrario, č molto meno faticoso che lottare a ogni occasione, molto piú piacevole che cercare di disporre gliavvenimenti come si fa con un servizio da tavola.Mi creda, č elettrizzante stare a vedere di volta in volta quel]o che accade.Ma... arrischiň Court, in tono cauto, si possono ancora avere delle sorprese, alla sua etŕ? > La signora Pollifax le sorrisecon indulgenza.Certo, e non di rado, glielo assicuro.Alcune possono essere piacevoli, altre no. :D Ah, siete qui le apostrofň Robin, sopraggiungendo dal vialetto.Credevo che le mie due dame si fossero dissolte nellaria. :Si mise a sedere e sorrise a Court.Dove siete state, tutto il giorno?, La signora Pollifax lasciň che rispondesse la ragazza e ne approfittň per guardare conaria indifferente verso il belvedere.Lo sceicco aveva riposto le carte nella valigetta e si era alzato; senza dubbio stava impartendo allaltro le ultimeistruzioni.Sabry ascoltava attentamente."Come sono privi di espressione i suoi occhi" non poté fare a meno di pensare lei; e, immediatamente, le tornarono allamente le parole del generale: "Ho scoperto che gli occhi dellassassino abituale sono completamente vuoti, comespenti".Quelli di Sabry erano come due pietre.Si drizzň sulla poltrona, fulminata da un pensiero: "Se Sabry non fosse su una sedia a rotelle...Ma che travestimento astutamente diabolico! Possibile che..." pensava la signora Pollifax, "sí, altro che se č possibile!Sabry era qui quando cera Fraser.Lha detto Marcel." Court e Robin stavano fissandola.Si puň sapere a che cosa pensa? indagň Robin.Stavo domandandomi che cosa costringa il signor Sabry su una sedia a rotelle.Court non si aspettava quella domanda, ma locchiata che Robin lanciň alla signora Pollifax era inquieta.Ho sentito dire che č affetto da sclerosi multipla :rispose Court.So che lo curano con idromassaggi. .314 a Le trombosi e le fratture lasciano segni che i medici possono facilrr!ente riscontrare rifletté a voce alta la signoraPollifax.La sclerosi multipla č invece una malattia molto subdola, vero? Y, Intanto,LA SIGNORA POLLIFAX VINCE A~ICORAtra sé, pensava: "E rappresenta anche una copertura eccezionale".La signora ripensň alle parole di Marcel: "Farň un accurato lavoro di indagine su quellindividuo" e, alla mente, le sipresentň limmagine delluomo dellInterpol che sintroduceva nella camera di Sabry.I suoi occhi corsero di nuovo al belvedere.Lo sceicco stava spingendo la sedia di Sabry attraverso la piccola arcata.Si spostarono allombra di un pioppo e lŕ avvenne tra loro un formale scambio di saluti.Mentre si allontanava, lo sceicco si volse indietro, esclamando: Tornerň domani! Poi si avviň a passi rapidi verso levetrate e sparí dentro latrio, lasciando Sabry con un fascio di carte sulle ginocchia.Lui cominciň a riordinarle e poi a leggerle.La signora Pollifax si alzň.Court, posso rubarle Robin per pochi minuti? Ma certo disse la ragazza, che non capiva.Robin seguí la signora Pollifax fino allingresso del piano dei locali di cura.Quando furono dentro, lei si girň a guardarlo.Voglio perquisire la stanza di Ibrahim Sabry.Puň aiutarmi a forzare la porta? :~ iunidea folle, la sua. :~ Forse, unoccasione cosí non si ripresenterŕ piú, Robin; čquasi lora del tč, e Sabry sembra ben sistemato sotto quellalbero.Voglio scoprire se č davvero invalido.Avrŕ ben lasciato qualche traccia: un paio di scarpe con i tacchi consumati, una fotografia, qualcosa che lo tradisca,insomma.Robin, si sbrighi! :~ E va bene.
  • 31. Prenda lascensore, ci troviamo su. :D Il giovane corse su per le scale, facendo i gradini a due a due, e la signoraPollifa~ entrň nellascensore.Arrivata al suo piano, uscí dalla cabina e rimase in attesa; diversi minuti dopo, lui la raggiunse.Insisto per venire con lei :dichiarň Robin con fermezza.Assolutamente no.Se mi accadesse qualcosa, lei č il solo a sapere ciň che avevo in mente.Laltro serrň le labbra.Allora rimarrň sul balcone finché non uscirŕ dalla stanza.Lei č soltanto una dilettante, lo vuol capire sí o no? Lo guardň esasperata; ma soltanto lui, con la sua abilitŕ, potevaaprire la porta della stanza.Va bene si arrese, vada per il balcone :e si avviň per prima lungo il corridoio.Robin si chinň sulla serratura del numero 153, la porta si aprí e tutti e due entrarono nella stanza di Sabry.E ora la prego... sparisca lo esortň la signora.Lui attraversň la stanza, fermandosi appena il tempo necessario LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAper aprire le due serrature dellarmadio grande.Poi, gettandole un bacio, sgusciň di lŕ dalla porta del balcone e svaní.La signora Pollifax si guardň attorno.La stanza era meno luminosa della sua, perché si affacciava sul monte che sovrastava la clinica, ma per il resto eraidentica.Esplorando per prima cosa la scrivania, la signora tirň fuori alcune carte scritte in arabo.Si avvicinň poi alla parte destra dellarmadio, che Robin aveva cosí premurosamente aperto per lei, e passň in rassegna ivestiti di Sabry, ma senza trovare tracce di sangue.Scarpe non ce nerano: trovň invece una valigia che tirň fuori e trasportň sul letto.Era relativamente piccola e poteva pesare circa dieci chili.Lesse il nome scritto sul cartellino appeso alla maniglia e con sua grande meraviglia vide che la valigia non appartenevaa Sabry, ma allo sceicco: doveva averla portata lí quella mattina.Notň che vi era anche un indirizzo, scritto alla meglio, a matita: "Appartamento l-A, Hotel Montreux-Palace, Montreux,Suisse".Doveva essere lalbergo dove lo sceicco avrebbe passato la notte.Perché allora lasciare la valigia a Sabry? Per maggior sicurezza, forse? Si chinň sulla serratura, ma vide che era statarinforzata da due piccoli lucchetti.Lasciata la valigia sul letto, la signora tornň allarmadio, per frugare nella parte sinistra.Girň la maniglia, tirň lanta a sé e guardň nellinterno.Il cadavere di Marcel, avvolto dentro un sacco trasparente di plastica, occupava, piegato in due, lintera parte sinistradellarmadio, la testa era girata verso di lei, gli occhi fissi e spenti.La signora Pollifax mandň un urlo.Non ricordava davere mai urlato cosí in vita sua.Era stato un moto spontaneo, di violenta ribellione.Nel silenzio carico di tensione che seguí, udí girare la maniglia del balcone e subito dopo un rumore di passi in corsa nelcorridoio.La porta della stanza venne spalancata e sulla soglia apparve Sabry, che la guardava attonito.Non era sulla sedia a rotelle.Luomo si accorse della valigia posata sul letto e dellarmadio aperto.In tre passi attraversň la stanza e schiaffeggiň la signora Pollifax in pieno viso.Pazza :ansimň.Irresponsabile, ma chi č lei? Poi estrasse di tasca una pistola, uscí cautamente nel corridoio e bussň alla stanza 154.Uno degli inservienti in giacca bianca della signora Parviz aprí, e Sabry gli indicň la signora Pollifax, che era nellastanza di 3l6 fronte, ancora impietrita.Linserviente sgranň tanto docchi e trattenne il respiro con una specie di sibilo.Alle sue spalle apparvero Hafez e laltro inserviente.La signora Pollifax aveva intanto cominciato a spostarsi guardinga verso il corridoio, quando Hafez la vide.Madame! :gridň, con voce stravolta.Oh, madame! :Sgusciando da sotto il braccio di Sabry, attraversň di corsa il corridoio e la circondň con le braccia in unoslancio protettivo. la mia amica, la signora Pollifax.Guai a voi se le fate del male! :~ Sabry lo schiaffeggiň crudelmente.Le hai detto tutto! :urlň.No ansimň Hafez, no, non ho detto niente.La scongiuro, monsieur! Crede che avrei messo in pericolo la vita della nonna? La signora Pollifax ascoltava,affascinata e insieme inorridita.Un nodo si era appena sciolto e la matassa del mistero cominciava a dipanarsi.Sabry andň allarmadio e ne richiuse entrambe le ante.Si rivolse ai due inservienti, che si erano affrettati a seguirlo: La donna ha visto che cosa cč qua dentro.
  • 32. Dobbiamo portarla via di qui.A uno dei due, ordinň: Porta qui la sedia a rotelle e allaltro: Munir, vai a prendere la macchina.Poi, alla domanda che questultimo gli rivolse in arabo, replicň: Non agiremo finché non avremo parlato con Yazdan.Che cosa intende dire? bisbigliň la signora Pollifax a Hafez.La mano del ragazzo strinse convulsamente quella di lei.: Vogliono portarla dallo sceicco, a Montreux.Gli domanderanno che cosa fare di lei.Si trova in un guaio terribile, signora Pollifax. :~ Munir, intanto, era uscito per andare a prendere lauto.Laltro inserviente, che indossava una giacca sportiva, uscí dalla camera di Hafez, spingendo la sedia a rotelle.Sabry vi si sedette.Prendi la valigia, Fouad.Mettimela sulle ginocchia e coprila con una coperta.Presto! Non dobbiamo piú lasciarla qui, incustodita. :~ Poi, rivolto alla signora Pollifax: Ora lei lascerŕ la clinica perfare una piccola, piacevole gita domenicale.Verrŕ anche il ragazzo.Lei camminerŕ molto tranquillamente accanto alla mia sedia a rotelle e se tenterŕ di fare qualche movimento o qualchesegnale, sarŕ il ragazzo a pagare con la vita, capito? La guardň con odio, dritto negli occhi.Capito rispose tranquillamente lei.Non aveva bisogno di fare altre congetture sulla malvagitŕ umana; ne aveva appena fatto le spese ed era rimastasconvolta. E tu, Hafez continuň Sabry mellifluo, tieni presente la tua situazione e bada di rigare dritto.Serafina rimarrŕ con tua nonna.Basterŕ una telefonata e...Lo so :disse con voce strozzata Hafez.Fa vedere che sei armato, Fouad. :D Luomo tirň fuori la pistola, la mise bene in mostra, poi la ripose nella tasca.Bene.Ora andiamo :ordinň Sabry, arrogante.E cosí ebbe inizio lesodo attraverso il lungo corridoio coperto dalla passatoia: un uomo su una sedia a rotelle, con unragazzo da un lato, una donna dallaltro, e un inserviente alle spalle.La signora Pollifax si rendeva conto che, per il momento, non cera niente da fare.Quando lascensore arrivň al pianterreno e le porte si aprirono, Sabry salutň con un cenno luomo che stava al banco delportiere.Oltrepassato lingresso, Fouad manovrň abilmente la sedia a rotelle giú per gli scalini.Fuori della clinica, un po in disparte, Munir aspettava presso la portiera di una lunga berlina nera con il motore acceso.Dopo una rapida occhiata intorno, Sabry si alzň e prese posto al volante; intanto Fouad ripiegň la sedia a rotelle e lasistemň nel portabagagli.Munir spinse la signora Pollifax e Hafez nella parte posteriore dellauto: vi prese posto anche Fouad, accomodandosi suuno strapuntino con la pistola in pugno, puntata contro il ragazzo.Munir sedette accanto a Sabry, davanti, e lauto si mosse lentamente per il viale, imboccando la strada che portava alvillaggio.La signora Pollifax tentň di rivolgere a Hafez un sorriso rassicurante, ma non ci riuscí.Si domandava che cosa potesse fare Robin: la cosa piú ovvia - era chiamare la Polizia, ma ciň poteva comportarecomplicazioni e indugi, e lei e Hafez erano in una situazione che non consentiva di perdere un solo istante.Cominciň invece a pensare a ciň che poteva fare lei.Una volta arrivati allHotel Montreux-Palace, uno dei tre sarebbe andato a chiamare lo sceicco.Nessuno dei rapitori era al corrente del fatto che lei conosceva il karatč.Insieme, lei e Hafez potevano sopraffare gli altri due e fuggire.Ma non senza la valigia, pensň la signora Pollifax; cominciava a provare un vivissimo interesse per quella valigia chiusacon due lucchetti, che non poteva essere lasciata incustodita."Due rapidi colpi di karatč e li metto fuori combattimento" rifletteva. "Hafez apre le portiere dellauto e io afferro lavaligia..." Concentrň lattenzione sulla nuca di Sabry e calcolň lesatta direzione da imprimere al suo colpo, imponendo asé stessa di non pensare a ciň che sarebbe accaduto se avesse mancato il bersaglio.318 Arrivarono a Villeneuve e svoltarono a destra sul lungolago, in direzione di Montreux.Lo sguardo le cadde sullo specchietto retrovisore fissato allesterno dellauto dove, con grande meraviglia, vide ri flessauna Mercedes blu, decappottabile.Il cuore prese a batterle piú forte.Dovevano esserci migliaia di Mercedes blu in Svizzera, ma quella si lasciava superare da tutte le altre auto,mantenendosi sempre alla stessa distanza, dietro di loro.La strada era larga e il traffico sempre piú intenso.Guardando oltre la testa di Sabry, vide, poco piú avanti, un castello che sorgeva sulla sponda del lago.Stava osservandone affascinata le torri e le antiche mura di pietra, quando Fouad gridň improvvisamente: Ha-sib!Ooku~! La Mercedes blu era sfrecciata in avanti e stava sorpassando la loro auto; il profilo familiare di Robin si stagliňper un attimo alla sinistra della signora Pollifax.Accadde tutto in una frazione di secondo: la Mercedes li superň e rallentň; Sabry si gettň sul clacson, imprecando; la
  • 33. Mercedes si arrestň di colpo e lauto di Sabry la tamponň violentemente di dietro, con un gran cozzo e un rumore dilamiere contorte.Rabbiosamente, Sabry tentň di rimettere in moto lauto, ma ottenne soltanto un vano scoppiettio.Fuori! urlň.Le portiere furono aperte e la signora Pollifax e Hafez vennero sospinti fuori e fatti fermare al riparo di una roccia chesorgeva quasi perpendicolare alla strada.La pistola di Fouad era incollata alle reni della signora Pollifax.Lincidente aveva bloccato la corsia di marcia in direzione di Montreux, e dietro di loro gli automobilisti erano costrettia fermarsi.Sul lato opposto, le auto rallentavano, per osservare laccaduto Poco piú in lŕ si ergeva il castello, e uninsegna pocoappariscente recava lindicazione: CHILLON, APERTO Al VISITATORI DALLE 9 ALLE I 8.Sabry si rivolse a Fouad e ordinň, furente: Portali nel castello, presto! To, prendi anche questa.Cacciň la valigia in mano alluomo.Torna qui entro tre quarti dora.La signora Pollifax considerň la possibilitŕ di mettersi a correre, ma Fouad teneva saldamente Hafez per un braccio.Intanto, in mezzo alla strada, Robin e Sabry stavano affrontandosi, con un diavolo per capello Lo credo bene che le hotagliato la strada! gridava Robin.LA SIGNORA POLLIE~AX VINCE ANCORA3~0Cosaltro potevo fare, se lei ha accelerato e sterzato nello stesso tempo? E cosa ci fa un invalido al volante? Ma dovrŕrendermene ragione, perdiana! Qualcuno chiami la Polizia! Gendarmes! Pol~ce! "Bravo Robin!" commentňsilenziosamente lei.Fouad li costrinse ad attraversare in fretta la strada; percorsero un ponte e arrivarono alla biglietteria.Luomo passň alcune monete sotto lo sportello del botteghino e mostrň tre dita alzate.Mentre, in distanza, si udiva la sirena della Polizia, i tre varcarono il grande cancello antico ed entrarono in un ampiocortile, lastricato di pietra.IL CASTELLO di Chillon fu costruito nel tredicesimo secolo stava spiegando la guida, a guardia dello stretto passaggiotra il lago e le montagne e per permettere la riscossione delle tasse su tutte le mercanzie trasportate lungo lantica stradache, attraverso il passo del Gran San Bernardo, portava in Italia.Spero che ci siano delle segrete disse Hafez.Si trovavano nel cortile, in coda a un gruppo di turisti.La signora Pollifax guardň Fouad.Luomo appariva annoiato e truce: reggeva la valigia con la mano sinistra e teneva la destra in tasca, stretta intorno allapistola.Ci sono le segrete? :domandň Hafez a Fouad.Con aria da martire, luomo porse a entrambi la mappa e lopuscolo che erano stati distribuiti al cancello.La signora Pollifax capiva in quale difficile situazione si trovava luomo: senza dubbio, aveva sperato che potesserosedersi da qualche parte, per quei tre quarti dora, ma le poche panchine del cortile erano giŕ occupate dai visitatoridomenicali.Fouad aveva deciso di tenersi in coda al gruppo di turisti, e aveva dato ai suoi prigionieri lordine di non parlare connessuno.Le segrete ci sono annunciň Hafez, che stava studiando la pianta.Ma per vederle dobbiamo oltrepassare le arcate sotterranee. :~ Sollevň due occhioni ingenui verso la signora Pollifax.Non č straordinario che ci siano le segrete? 1straordinario, sí confermň in tono solenne lei, e si domandň se anche Hafezstesse ricevendo da lei segnali altrettanto chiari quanto quelli che lui le inviava.Entrarono nel seminterrato, un cupo ambiente medievale, con soffitti a volta e antichi pilastri, e con il pavimento resoliscio e levigato dai secoli.Attraverso le feritoie delle pareti, la signora Pollifax poteva guardar fuori, quasi a livello dellacqua, e vedere il lago diGinevra stendersi a perdita docchio e lambire dolcemente le mura esterne.Ora visiteremo le segrete disse a voce alta Hafez, consultando la mappa.La prigione di Bonivard annunciň in inglese la guida, dopo aver terminato la sua prima spiegazione in francese.Qui, nel sedicesimo secolo, Bonivard, priore dellabbazia di Saint Victor, vicino a Ginevra, fu incatenato a questo quintopilastro e vi rimase per ben quattro anni.Un mormorio dincredulitŕ serpeggiň nel gruppo.La signora Pollifax si portň piú vicina alla guida per ascoltare meglio, e Fouad le lanciň unocchiata diretta einespressiva.Bonivard, che aveva favorito la Riforma, venne liberato nel 1536, e nel diciannovesimo secolo venne immortalato dal
  • 34. poeta inglese Byron, il cui nome č scritto su quel pilastro, il terzo.Hafez si diresse verso la colonna.Subito Fouad lo agguantň e lo trasse indietro.La! :ordinň, con voce incolore.Non era certamente un posto allegro, per passarvi quattro anni.Pensando che, forse, circostanze altrettanto fosche si preparavano per lei e per Hafez, la signora Pollifax diedeunocchiata allorologio: erano le cinque e venticinque.Fouad li avrebbe riportati sulla strada e da Sabry - alle sei, e a quellora, lei se ne ricordň, Chillon chiudeva i battenti.Se fossero riusciti a separarsi dal gruppo, Hafez ce lavrebbe fatta a sfuggire a Fouad e a distanziarlo, ma lei no, diquesto era certa.Fouad aveva il coltello per il manico... e la pistola, per di piú.Guardň Hafez, che cominciava a sembrarle un po deluso nei suoi confronti.Lei, daltra parte, aveva cominciato a nutrire un filo di speranza.Il pensiero di dover aspettare non la preoccupava: Fouad avrebbe avuto piú tempo per annoiarsi.Cosí, dotata comera del dono di godersi il presente, dedicň tutta la sua attenzione alla storia medievale e al fascino diquel castello.Ed era davvero un luogo affascinante.Salendo per una stretta scala di legno, si trasferirono al piano superiore, attraversarono la Sala Grande del GranCancelliere, la Sala dArmi, le Stanze del Duca e infine una cappella, dove sostarono prima di percorrere in fila indianaun passaggio che sfociava in un altro grande salone.Sala Grande del Conte, dove nel Medioevo si tenevano ricevimenti e banchetti recitň Hafez, leggendo lopuscolo.Piú che la storia di quel salone, ciň che impressionava la signora Pollifax era la vicinanza del lago.Grandi finestre si spalancavano al sole e alla brezza che arrivava dallacqua, e sotto ogni finestra erano stati inseriti deisedili.L~ambiente, dal soffětto altissimo, era vuoto; soltanto antichi arazzi erano appesi alle pareti ed enormi cassapanche dilegno scolpito erano sistemate qua e lŕ.Cassapanche...Linteresse della signora Pollifax si risvegliň immediatamente.Fermandosi accanto a una di esse, fece scorrere la mano sugli intagli e, con gesto indifferente, tentň di sollevare ilcoperchio, che si aprí senza offrire resistenza.Linterno era vuoto, tranne che per un grosso rotolo di fune: si affrettň a richiudere.Hafez aveva seguito quelle manovre, ma, con tatto, finse di guardare altrove Rivolto a Fouad, osservň: come il vecchiocastello che cč da noi.Seguí poi la visita alla camera di tortura, che Fouad parve contemplare con un certo gusto.Poi, la signora Pollifax udí qualcuno, piú avanti, gridare in inglese: Le latrine! Oh, venite a vedere! Fouad fece lorosegno di seguire il resto del gruppo verso un altro salone, ma la signora Pollifax si oppose, con fermezza.Voglio andare a vedere dichiarň.Ho sempre avuto limpressione che i libri di storia non dessero spiegazioni soddisfacenti a proposito dei servizi igienicidel passato.Con un sospiro da martire, Fouad li scortň verso un angolo e la signora Pollifax sollevň un coperchio di legno.Si trovň a guardar giú per una specie di condotto di pietra, che i secoli avevano da tempo disinfettato, in fondo al qualesi vedevano le acque poco profonde del lago.Ma guarda... č sorprendente commentň.Si provava un po di capogiro a fissare da quellaltezza lacqua che, lŕ in fondo, lambiva i sassi.Davvero ingegnoso mormorň.Mentre il gruppo si spostava verso il locale successivo, lasciando lei e Hafez soli con Fouad, la signora Pollifax rimaseimmobile, improvvisamente allerta. "O adesso o mai piú" pensň tra sé.Appiattí la mano destra, in attesa.Andiamo, ora :disse Fouad, battendole sulla spalla.La signora Pollifax si girň.Con la velocitŕ di una molla, la sua mano colpí Fouad allo stomaco.Lui boccheggiň, lasciando cadere la valigia.Appena si piegň su sé stesso, tenendosi laddome, lei indietreggiň di un passo e gli assestň un colpo di karatč alla basedel cranio.Luomo barcollň, poi scivolň a terra, privo di sensi.Mon Dieu! balbettň Hafez.Ma quello era karaté! <Non credo daverlo ucciso :disse seria la signora Pollifax.Svelto, Hafez, anche qui ci sono delle cassapanche di legno.Il ragazzo entrň immediatamente in azione, aprendo completamente il coperchio duna di esse, che si trovava in unangolo, e tornando di corsa a darle una mano per trascinare Fouad sul pavimento di pietra.A fatica, riuscirono a sistemarlo dentro la cassapanca.La pistola. :Hafez ricuperň larma dalla tasca di Fouad e la porse alla compagna.Richiusero il coperchio proprio mentre un nuovo gruppo di turisti entrava nellattigua sala di tortura: in men che non si
  • 35. dica la signora Pollifax e Hafez si sedettero sulla cassapanca e, quando il gruppo sopraggiunse, ambedue erano intenti achiacchierare amabilmente, la valigia in mezzo.Quanto tempo rimarrŕ... ehm... indisposto, ma<fame? domandň Hafez.Mi riesce un po difficile ricordarlo, ora. iuna questione di punti di pressione e di angolazione del colpo, manaturalmente, durante le lezioni, nessuno si fa mai del male.Comunque, meglio non attendere troppo per saperlo; andiamocene.Raggiunsero il loro gruppo, lo superarono e si affrettarono verso il ponte levatoio che immetteva nel cortile.Abbiamo lasciato Fouad nella Latrinehaus tredici disse Hafez, consultando la pianta.Riposi in pace aggiunse lei.Metti via quellopuscolo, Hafez, e vediamo se riusciamo a squagliarcela senza essere visti.Da dietro un basso muretto, potevano vedere il cortile principale e il cancello dingresso Un guardiano stava chiudendoper la notte il negozietto di ricordi e un altro sbarrava la porticina di accesso alla fortezza vera e propria.La signora Pollifax, con unocchiata allorologio, si rese conto che lora di chiusura era passata da due minuti.Guardň di lŕ dal cancello e, istintivamente, si abbassň.Che cosa cč? Munir. fuori del cancello e tiene docchio tutti quelli che escono.Ma č ora di chiusura! :esclamň Hafez.Dove possiamo andare? La signora Pollifax esaminň attentamente il cortile, ma un castello che per secoli era stato aguardia di eventuali attacchi nemici non poteva avere piú di una entrata: Se non possiamo andare avanti, torneremoindietro :decise e, afferrato Hafez per una mano, lo trascinň attraverso il cortile e su per la scala che portava al pontelevatoio.Uno dei custodi urlň qualcosa verso di loro.Abbiamo lasciato dentro gli impermeabili! gli gridň di rimando la signora Pollifax.Imperméables! :ripeté allegramente Hafez, ed entrarono di corsa nei saloni, attraversando una stanza dopo laltra finchési trovarono nuovamente nella Sala Grande del Conte.Quando si fermarono pelriprendere fiato, il silenzio li avvolse allimprovviso, totale e sconLA SIGNORA POLLllFAXVINCE ANCORA324certante.Un lungo raggio di sole al Lramonto inondava il centro del locale.Le cassapanche disse la signora Pollifax.Infiliamoci in una di quelle. :~ Veramente lidea non mi sorride, ma lo farň.E dopo, che cosa faremo? :~ Faremo un bis :rispose lei, e cioč tenteremo di nuovo luscita quando nel castello sarŕdiminuita la sorveglianza.Si calň per prima dentro una cassapanca: cera odore di muffa e le sembrň di entrare in una tomba.Ma ben presto fu grata della protezione che essa le offriva.Una decina di minuti piú tardi arrivň un guardiano, fischiettando allegramente.Fece il giro del locale, chiudendo le finestre, poi passň nella camera attigua.Fortunatamente, nella stanza accanto, dalla cassapanca dovera rinchiuso Fouad, non arrivava nemmeno un gemito, eben presto i passi e il fischiettio del guardiano svanirono in lontananza.Dopo una mezzora, dal piano inferiore giunsero delle voci.Ma signore, non posso accompagnarla oltre; il castello č chiuso, come vede.Io stesso ho fatto il giro delle sale; dentro non cč nessuno.Era la voce di Sabry quella che lei udí rispondere, ma non riuscí a captare le parole.Udí invece chiaramente la risposta spazientita del custode: No, signore, il castello č chiuso.Si sentí sbattere una porta, poi subentrň il silenzio.La quiete si fece piú profonda.Insonnolita, la signora Pollifax chiuse gli occhi.Allinterno della cassapanca lodore di muffa sembrava meno potente.Un tepore ipnctico lavvolse.Poi, si svegliň di soprassalto e sollevň il coperchio.Fuori era ancora giorno; il suo orologio da polso segnava le sette e un quarto. "Non devo piú riaddormentarmi" si disse,e uscí dalla cassapanca per chiamare Hafez.Sollevň il coperchio e vide che il ragazzo stava facendo un giochetto: scarabocchiava con un pezzo di gesso sullasuperficie interna.Cosaltro hai nelle tasche? gli domandň.Lui si tirň su e dalla grande tasca della giacca a vento estrasse un temperino, il registratore, una bobina, una matita e unacotoletta avvolta in un tovagliolino di carta intriso di sugo.
  • 36. La signora sorrise.Tanto vale che aggiungi la pistola di Fouad alla tua collezione.La valigia la porterň io.Proviamo a dare unocchiata in giro, vuoi? Pensa davvero che si siano convinti che non siamo qui? No :rispose lei, mapuň darsi che si siano allontanati per consultare lo sceicco.Hafez uscí dalla cassapanca e si mise in tasca la pistola.Insieme, attraversarono in punta di piedi i freddi stanzoni immensi, e si diressero verso le scale, ma ne trovaronolaccesso sbarrato da una massiccia porta chiusa da una serratura molto antica.La signora Pollifax tentň di scuotere il saliscendi, ma il pesante uscio non cedette.Ebbe un nero presentimento: chissŕ quante porte avevano attraversato senza notarle.Si affrettarono a tornare indietro, in direzione dellingresso dal quale erano entrati nel castello; ma anche lí si trovaronodavanti a una solida porta, chiusa e sbarrata.Gli occhi di Hafez erano tondi tondi.Siamo rimasti chiusi nel castello? Giŕ rispose lei, e le sembrň che leco della sua voce si ripercuotesse attraverso glistanzoni deserti.Ma il castello non era deserto.Fouad! balbettň angosciata.Tornarono di corsa nella stanza dove lavevano lasciato.Hafez sollevň il coperchio della cassapanca e disse con sollievo: B ancora qui .Respira ancora, notň la signora Pollifax.Giaceva supino, con le ginocchia sollevate, e non dava segno di riprendere i sensi, ma il pensiero dessere chiusa nelcastello con lui non la rallegrava affatto.Cera della corda in una cassapanca :disse a Hafez.Dobbiamo legargli polsi e caviglie.Hafez fissava luomo svenuto.Se fossimo in guerra gli sparerei, anche se ho soltanto dieci anni annunciň. Non essere sanguinario :lo redarguí la signora Pollifax.Coraggio, leghiamolo - e imbavagliamolo, anche - poi, potremo cenare. :~ Cenare? Be fece notare lei, speranzosa, stavopensando alla tua cotoletta Sempre che tu sia disposto a spartirla aggiunse educatamente.A LANGLEY, nella Virginia, era domenica pomeriggio.Carstairs aprí la porta del suo ufficio ed entrň.Liberatosi della giacca, sedette alla scrivania e notň con piacere che, con un paio dore di lavoro, sarebbe riuscito asbrigare alcune piccole cose lasciate in sospeso durante la settimana, in modo da poter affrontare quella che stava periniziare, senza troppi impacci.Il dittafono ronzň ed egli preLA SIGNORA POLLIEAX VINCE ANCORAmette lapposito tasto.Signor Carstairs? disse la voce giovane e vivace di unimpiegata dellufficio di Baltimora, quello che forniva lacopertura alla signora Pollifax.Buongiorno, Betsy disse lui.Le č capitato il turno festivo? Sí, signor Carstairs, e sono contenta daverla trovata in ufficio.Ho in linea una chiamata stranissima.Un certo Parviz insiste per parlare con lei, ma non figura tra i nostri nominativi.Chiama dallo Zabya.Parla di un cablo che gli č stato spedito.Non capisco cosa voglia.O č molto sconvolto, o il suo inglese č molto approssimativo: per di piú la linea č molto disturbata.Carstairs aggrottň le sopracciglia.Come avrŕ fatto ad avere ií nostro numero, che non č sullelenco? :~ Aveva lindirizzo, a quanto pare.Con quello si č rivolto allambasciata dello Zabya a Washington, e lŕ gli hanno fornito il nostro numero telefonico.corruttibile la Societŕ dei telefoni, signor Carstairs? No, chio sappia, e inoltre non vedo perché unambasciata dovrebbeprendersi tanto disturbo.Sarebbe una bella seccatura se ci toccasse cambiare numero.Provi a passarmi la linea, cosí cercherň di scoprire chi č.Carstairs si protese da un lato per mettere in funzione il magnetofono, poi si dispose allascolto.Vi fu una serie di crepitii, seguita dal particolare ronzio che accompagna a volte le comunicazioni intercontinentali, einfine Carstairs udí una voce aspra, dallaccento straniero molto marcato: Sono Mustafŕ Parviz.Parlo con il signor William Carstairs? Sí, signore.Che cosa posso fare per lei? :~ Telefono a proposito di un cablo che ho ricevuto da lei nel primo pomeriggio. appena
  • 37. rientrato in America, lei? Appena rientrato? ripeté Carstairs.Sí.Il cablo che lei mi ha mandato dallEuropa lho ricevuto a mezzogiorno, ora dello Zabya.Ah, il cablo temporeggiň abilmente Carstairs.Sí. urgente, signore... devo conoscere le circostanze in cui li ha visti.Sono al sicuro? .Sono a Montreux? Carstairs sirrigidí.Montreux! esclamň.In Svizzera? :~ Luomo allaltro capo del filo emise un lungo sospiro.Lei scher326 za, signore. La supplico... sappia che č una questione di vita o di morte.Dove sono? Carstairs si affrettň a dire: Penso che possiamo chiarire subito la cosa, signor Parviz, se lei mi legge il testodel cablogramma.La voce divenne gelida.Se lha mandato lei, non vedo perché dovrei leggerglielo.Ma lei ha detto davere ricevuto oggi un cablo da Montreux... :~ Lei non sa niente.La voce suonň desolata.Non č stato lei, insomma...Poi, luomo allaltro capo del filo riappese il ricevitore.Carstairs fissň lapparecchio senza sapere che cosa pensare.Dopo un momento, fece tornare indietro il nastro con la registrazione e poi ascoltň attentamente Mustafŕ Parviz: il nomegli suonava vagamente familiare. "Sono al sicuro? Sono a Montreux?" Parviz aveva smarrito o perso di vista qualcosa -documenti? persone? - e Montreux centrava in qualche modo. "Una questione di vita o di morte." La sua voce eradisperata, su questo non cera dubbio.Era evidente che Parviz non sapeva affatto con chi stesse parlando, né gliené importava; voleva soltanto notizie.Ma chi poteva avergli mandato un cablo firmato con il nome di Carstairs? Si attaccň al telefono e chiese di parlare conBishop, riuscendo finalmente a rintracciarlo a un numero di Georgetown. domenica rammentň Bishop a Carstairs.Giorno di riposo e di letizia, se lo ricorda? Sono a una festa con una bionda che č uno spettacolo! Congratulazioni!:disse seccamente Carstairs.E adesso puň dirmi perché il nome Mustafŕ Parviz mi suona familiare? Bishop sospirň.Perché č nel rapporto sullo Zabya che abbiamo preparato la settimana scorsa per il Dipartimento di Stato.Generale Mustafŕ Parviz, capo dellEsercito dello Zabya. :D Santo Dio! :esclamň Carstairs.Non ricorda? Parviz, figlio di un tessitore, educato insieme con Jarroud, affinché il futuro re potesse crescere a contattocon i poveri.Dopo la scuola militare, ha salvato la vita a Jarroud prendendosi un proiettile che era destinato al principe, nella spalla.Ora Mustafŕ č generale, ed č a capo di tutta la baracca.Fatto che si č ben guardato dal dirmi rifletté a voce alta Carstairs Ancora una cosa, Bishop.Se qualcuno ha mandato un cablo da Montreux, dando come mittente William Carstairs, Baltimora...Non puň trattarsi che di una persona, signore: Emily Pollifax.Abbiamo soltanto due agenti in Svizzera, questa settimana, e laltro non sa assolutamente lindirizzo di Baltimora. :~ Edč proprio nello stile della signora Pollifax, fare una cosa del 327 genere.Pensa che la nostra amica sia sulle tracce di qualcosa, signore? LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAPer amor del Cielo, Bishop protestň Carstairs, č lí da tre giorni appena! Vuole che venga in ufficio, signore? No.Ma si tenga a disposizione, intanto che mi metto in contatto con Schoenbeck, a Ginevra. :~ Riattaccň, poi chiese diparlare con luflficio di Schoenbeck.Mentre aspettava, ordinň del caffč e tirň fuori la documentazione sullo Zabya.Stava esaminandola, quando gli passarono la comunicazione con Ginevra; parlň con il segretario di Schoenbeck, ilquale, in tono molto formale, spiegň che il suo superiore aveva lasciato Ginevra diverse ore prima per conferire conmonsieur Gervard, lagente incaricato di sorvegliare la zona attorno al lago di Ginevra.Senta un po disse Carstairs, tagliando corto, anche noi abbiamo un agente a Montbrison, e io ho ricevuto una telefonatamolto strana...La voce dellaltro si era fatta conciliante.No, signore, non si tratta del suo agente, la signora Pollifax. il nostro agente Marcel, che č scomparso, almeno per ilmomento.Quando si č fatto vivo Marcel per lultima volta? volle sapere Carstairs.E che cosa ha detto? :~ Lultimo rapporto risale a ieri, sabato, allora solita, ossia alle cinque del pomeriggio.Quanto a quello che ha detto... la voce esitň, poi si fece melliflua, ... ha espresso in particolare qualche dubbio sul suoagente, signore.Carstairs assunse un tono ancor piú mellifluo.E potrei sapere perché? Ma certo, signore.Lui laveva pregata di approfondire la conoscenza con un certo Burke-Jones, sul quale si nutrivano seri sospetti, e leilha fatto.Ma si č lasciata distrarre da un ragazzino che soggiorna alla clinica.Marcel cominciava ad avere limpressione che listinto materno avesse ottenebrato in lei ogni... capacitŕ di percezione,
  • 38. diciamo cosí.Dica pure a Schoenbeck che la signora Pollifax si lascia distrarre da tutto ciň che incontra sul suo cammino, ma mai adetrimento dellincarico :fece Carstairs sbrigativo.Le sue distrazioni sono proverbiali, ma mai senza motivo.A che ora sarebbe dovuto awenire il nuovo contatto con Marcel? :~ 328 Marcel avrebbe dovuto telefonare questamattina alle sette, prima di recarsi al lavoro.Cioč, quasi quindici ore fa! Da voi sono le nove di sera adesso.Sí, signore.Naturalmente abbiamo indagato, con molta discrezione.Ieri sera Marcel non ha fatto ritorno nella sua stanza al villaggio.Il mio agente č stato informato di questo fatto? Si č tentato di telefonarle, signore.Purtroppo, era appena partita per una gita in macchina con amici. :~ Quali amici? La voce aveva un tono didisapprovazione, ora.Io certo non saprei dirglielo, ma dirň al signor Schoenbeck di mettersi in contatto con lei, appena sarŕ tornato.Ecco, bravo disse Carstairs.Resterň in attesa della sua chiamata.Riattaccň, imprecando, e chiese la comunicazione con Montbrison.In un inglese stentato, il portiere di notte gli disse che il telefono nella stanza della signora Pollifax non rispondeva.La cosa era preoccupante.In Svizzera erano quasi le ventidue, ormai, e la signora si sarebbe dovuta preparare a fare i segnali dal balcone.Chi era il portiere di servizio, oggi pomeriggio, e come potrei parlargli? :D domandň Carstairs.Annotň il nome e il numero telefonico di casa del capo-portiere.Infine, consultando il codice che aveva dato alla signora Pollifax, prese di nuovo il telefono e dettň un cablo datrasmetterle: ~Richiedo con urgenza spiegazioni cablo mandato mio nome, domenica.Zio Bill di nuovo a zonzo per la Francia.Dovč il cugino Matthew? Ti č tornata la febbre? Affettuosamente, Adelaide".Ha capito bene, signorina? Sí, signore.E adesso mi chiami nuovamente la Svizzera: un certo signor Piers Grundig, a Saint Gingolph. :~ In quel momento entrňBishop.Lei aveva un tono cosí sconvolto... successo qualcosa, vero? Cosa pensa che sia accaduto? Carstairs si strinse nellespalle in un gesto dimpotenza.Magari lo sapessi! Marcel č scomparso tra le cinque di sabato pomeriggio e le sette di questa mattina, ora dellaSvizzera, e verso la metŕ del pomeriggiO di oggi la signora Pollifax č partita in auto - con amici, mi hanno detto - e pareche non sia ancora tornata.Comincio a pensare che sia scomparsa anche la signora Pollifax.E per di piú ho avuto quella maledetta telefonata misteriosa da Parviz.Pronto? latrň nel microfono.Parlo con Piers Grundig, capo-portiere della clinica-albergo Montbrison? :Fece segno a Bishop di sedersi..Le sue domande alluomo furono molto concise.Aveva visto la signora Pollifax partire per una gita in auto con persone della clinica? A che ora? Sapeva il nome degliamici? Carstairs prese un blocco per appunti.Signor Sabry, sí scrisse.Due signori che non conosce e il piccolo Hafez.Hafez e poi?...Parviz? ripeté con voce alterata.Capisco.La ringrazio molto, signor Grundig.Posň il ricevitore, e Bishop, vedendo lespressione del suo viso, domandň: Guai? Guai, oppure una coincidenza davverostraordinaria brontolň Carstairs.E ancora niente da Schoenbeck, per giunta.Ho ceduto la signora Pollifax allInterpol, convinto di far loro un regalo, e loro hanno tutta laria di averla gettata in uncanto, come uninutile cianfrusaglia natalizia.Be, lei sa bene che, a prima vista, la signora non ha laria di un dono.Con quellaria da nonnina affettuosa, confonde la gente.Stavolta comincio a temere che ad accorgersi che č pericolosa siano state proprio le persone sbagliate.E lInterpol potrebbe essere lultima a intuirlo.Bishop, č tempo che qualcuno faccia capire allInterpol il vero valore della signora Pollifax.Ha qui il passaporto? Bishop silluminň.Sí, č di lŕ nella scrivania, signore.Carstairs assentí.Prenda con sé il nastro con la telefonata di Parviz e lo dia a Schoenbeck, ma prima dovrŕ scoprire dove diavolo č finitala signora Pollifax.Guardň lorologio.
  • 39. Sono le sedici e trenta.Ha giusto il tempo di prendere laereo delle diciotto per Ginevra Arriverŕ - tenuto conto delle differenze dorario - per lesette e mezzo di domattina. :~ Vado, signore :disse Bishop, prendendo con sé il nastro con la registrazione.Ah, e mi raccomando, Bishop...Laltro si voltň sulla soglia.Sí, signore? Mi tenga continuamente informato!ERA QUASI mezzanotte, e alla signora Pollifax sembrava dessere vissuta eternamente nel buio.Verso le otto si erano divisi la cotoletta, ma, anche da allora, era ormai passata uneternitŕ.La signora Pollifax e Hafez sedevano sul pavimento della Sala Grande del Conte, con le spalle appoggiate a unacassapanca.Piccoli strani rumori rompevano ogni tanto il silenzio: scorribande di topi, scricchiolii scoppiettanti del legno dovutiallabbassarsi della temperatura.Di quan330 do in quando lei accendeva un fiammifero (della scatola che le aveva dato Bishop) per consultarelorologio; la piccola vampa di luce illuminsva la valigia lí accanto e il piccolo arsenale che teneva in grembo: iltemperino di Hafez, la pistola di Fouad, un pezzo di fune.In quei momenti, la signora Pollifax avrebbe volentieri barattato il tutto con un soprabito caldo e un po di cibo.Che cosa stai facendo, ora? domandň sottovoce a Hafez.Sono alla finestra, signora, guardo le stelle.Di qui vedo una parte dellOrsa Maggiore e anche il Trono di Cassiopea.Oh, se vedesse come splendono, come sono vivide! Tornň a sedersi accanto a lei.Da grande farň lastronomo dichiarň con fermezza.Non ne dubito, caro.Ma continua la storia che stavi raccontandomi.Voglio sapere tutto. :3 Dovero rimasto? disse lui.Ah, sí.Dopo avermi trovato nel bazar, Munir mi condusse in auto allaeroporto dello Zabya, ma lŕ mio padre non cera.Fouad continuava a ripetere: "dentro quellaereo, stanno dandogli dellossigeno in attesa che arrivi il medico".Cosí, corsi su per la scaletta e trovai la nonna distesa su tre sedili, completamente priva di sensi.Drogata disse la signora Pollifax.Sí.Appena mi awicinai a lei, loro chiusero lo sportello, e allora capii che mi avevano teso una trappola e che a mio padrenon era capitato niente Laereo decollň immediatamente.Cerano due piloti, e cera Serafina, che pare sia uninfermiera.Poi cerano Fouad e Munir, e uno steward che serviva i pasti.Facemmo un primo pasto, infatti, ma forse il mio cibo era drogato, perché subito dopo mi addormentai Quandoatterrammo, non riuscii a credere che avessimo fatto tutta la trasvolata fino in Svizzera.Fu allora che il signor Sabry venne a bordo per spiegarmi la situazione.E cioč, che eravate due ostaggi disse la signora Pollifax.Sí signora.Lui mi informň che saremmo andati in un posto molto belio, una clinica, e che io sarei stato libero di passeggiare e didivertirmi, ma che la nonna sarebbe stata tenuta prigioniera in camera sua.Se mi fossi confidato con qualcuno, alla nonna sarebbe stata fatta uniniezione che lavrebbe uccisa subito.Mi disse anche che Fouad e Munir sarebbero rimasti sempre con lei, e che sarebbe dipeso da me farla vivere o morire.Una tensione intollerabile mormorň la signora Pollifax.Quella gente era davvero spietata.E cosí, tua nonna č rimasta sotto leffetto della droga finché tu, Hafez, non mi hai portato via laspirina? Se nera accorta,madame? Alzň lo sguardo verso di lei: il suo volto era una pallida forma ovale che spiccava nel buio.Non mi č venuto in mente proprio nientaltro. :Gli tremava la voce.Nella LA SIGNORA POLLIE;AX VINCE ANCORAboccetta vicino al letto della nonna cerano le pillole che loro usavano per drogarla.Le ho sostituite con laspirina.Pensavo che, se si fosse svegliata, avremmo potuto parlare e consigliarci.E infatti si č svegliata aggiunse, con orgoglio.Disse che dovevamo essere molto coraggiosi, e telegrafare a papŕ che eravamo al sicuro - anche se non lo eravamoaffatto - e poi mettere la nostra vita nelle mani di Allah.Madame, crede che sia stato Allah, a mandarla? :~ Mi ha mandato la CIA rispose lei, in tono asciutto.Sono tanto preoccupato per la nonna.La signora Pollifax gli cercň la mano, nel buio, e gliela strinse.Penso che non le succederŕ niente finché cercano te, Hafez Due ostaggi valgono piú di uno.Ma tu sai che cosa cč dietro tutta questa storia? :~ No.Ma sono sicuro che il fatto che mio padre č generale dellEsercito dello Zabya sia importante.
  • 40. Finché il generale č lui, nessuno potrebbe mai servirsi dellEsercito per rovesciare il governo.Perché lui č molto fedele al re Jarroud.D Ma hanno trovato il modo di minare la sua fedeltŕ, ora commentň lei a bassa voce.Probabilmente, pensava, stanno progettando un colpo di stato.Il generale Parviz, ricattato, avrebbe potuto scegliere tra salvare la sua famiglia o il suo re: era ben difficile che potessesalvare luno e laltra.Una trappola diabolica, molto ben congegnata; Parviz non avrebbe mai pensato di cercare la sua famiglia in unatranquilla clinica svizzera.Un colpo di stato nello Zabya rimaneva un concetto astratto per la signora Pollifax.Ciň che soprattutto le stava a cuore era la salvezza di Hafez e della signora Parviz, mentre gli attori recitavano i lorointrighi su un altro palcoscenico.Quando tuo padre riceverŕ il cablo spedito stamattina, Hafez, che cosa pensi che farŕ? D Non lo so, signora Pollifax.Se mi crede al sicuro, e se gli promettono di non uccidere il re, allora, per evitare spargimenti di sangue, potrebbe anchefare come loro gli chiedono: consegnare lEsercito.Ma soltanto per evitare un grave massacro.Conta molto, il parere della tua mamma? :~ Oh, madame, la mamma č morta quando io ero piccolo.La famiglia č tutta qui, allora? La signora Pollifax aveva trasalito.Tu, tua nonna e tuo padre.Senti... ora dimmi dello sceicco P. implicato anche lui, in questa storia? Oh, sí, signora. le stato il suo aereo privato, aportarci in Svizzera.Lo so, perché me lavevano fatto vedere tante volte, prima.Cosí, gli ultimi pezzi del gioco a incastro erano andati a posto.La signora Pollifax stava pensando ai festeggiamenti per il compleanno di re Jarroud, che si sarebbero tenuti ilmartedí...Oh, un piano perfetto, rifletteva.LEsercito sarebbe stato schierato in forze per la parata militare, ma lattenzione di tutti si sarebbe rivolta alla cerimoniae alla presenza dei capi di Stato stranieri.Se il piano avesse funzionato a dovere, la giornata sarebbe terminata con la deposizione o luccisione del re e con ilgoverno nelle mani di...Dello sceicco, naturalmente! Le tornň alla memoria il sorriso lampeggiante, la bella faccia bruna delluomo che Robinaveva definito uno dei piú ricchi del mondo. "Che cosa si puň fare con tanto denaro?" pensava la signora Pollifax. "Ilmondo dei sensi quelluomo lha giŕ esplorato: donne, automobili, gioielli.Cosaltro resta? Vorrŕ il potere, ora.Il potere č il trastullo piú raffinato, la brama psicologica piú profonda di tutte." La signora Pollifax posň istintivamentela mano sulla valigia dello sceicco. "Ho Hafez e ho questa" si disse.E si domandň che cosavrebbero fatto, gli altri, per riavere luno e laltra.Nella stanza vicina, Fouad emise un gemito, e lei toccň il gomito di Hafez.Sarŕ bene dargli unocchiata gli disse, e si awiň.Si chinarono sulla cassapanca, reggendo un fiammifero acceso.Tra una mezzora o poco piú, Fouad avrebbe cominciato a ricordare perché si trovava lŕ dentro.A tentoni, lei cercň un posto dove sedersi.Doveva essere luna, ormai: giŕ lunedí mattina.Il custode del castello doveva essersi addormentato nel suo alloggio presso il cancello dingresso, e sulla stradapassavano probabilmente pochissime automobili; ma allesterno doveva esserci qualcuno... in attesa.Hafez le batté sul braccio.Signora, non starebbe meglio su una cassapanca? seduta proprio sulla latrina.Lei trasalí e, facendo scorrere una mano su una superficie ruvida e scheggiata, scoprí dessere effettivamente seduta sulcoperchio di legno che nascondeva la latrina, e che sotto di lei...Hafez! D Sorrise nel buio. << Pensa, Hafez! Che cosa cč sotto di me? Il lago di Ginevra :rispose incerto lui.E dei sassi.Cč una via duscita dal castello, Hafez! Una via duscita! Giú per quello scarico? domandň il ragazzo incredulo.Ma signora come facciamo? unaltezza di due piani, senza dubbio.Sto pensando alla fune spiegň lei, seria seria.Me la sono cavata bene giŕ una volta con una fune, dal balcone di Robin.Tutto dipende dalla soliditŕ della corda.Dobbiamo arrangiarci, Hafez, fare di necessita virtu.La voce del ragazzo si animň.Oh sí, madame! Corse a prendere la fune.Ecco, proviamo.Crede che...Leghiamola alla valigia, cominciamo a calare quella e vediamo che cosa succede :incalzň lei.Accendi un fiammifero. :~ I fiammiferi presero ad ardere brevemente, luno dopo laltro.Insieme assicurarono un capo della fune alla spranga di ferro che teneva fermi gli scuri della finestra piú vicina, e laltro
  • 41. capo alla maniglia della valigetta.Pian pianino, la fecero calare lungo lo scarico; la valigia urtň leggermente contro le pietre e alla fine penzolň nel vuoto,oscillando.Quanti metri crede che abbia percorso? bisbigliň Hafez.Sei o sette, o forse otto o nove.Lei stava confrontando i dieci chili di peso della valigia con il peso suo e di Hafez, e non avrebbe giurato sulleprobabilitŕ di riuscita.Affidare la vita di entrambi a una fune rimasta in una cassapanca ad ammuffire, forse per anni.Hafez le sfiorň un braccio.A bassa voce, disse: Madame . Aveva udito anche lei, e si sentí gelare dal terrore.Non molto distante, una voce aveva emesso unimprovvisa esclamazione di collera.iMunir bisbigliň Hafez.Signora, sono dentro il castello! :~ Come avevano fatto a entrare? Be, in fondo, non cera niente di magico nel fatto chefossero entrati; avevano portato lattrezzatura necessaria e ora stavano avvicinandosi.Con laiuto di una scala a pioli, potevano essere saliti lungo il muro esterno fino a raggiungere una delle finestre dellescale, che non avevano sbarre.La signora Pollifax si affrettň a mettere la fune nella mano di Hafez.Calati giú :ordinň in tono perentorio, una mano dopo laltra, e non troppo in fretta.Se io non dovessi farcela porta la valigia a Robin.Dŕi due strattoni alla corda, quando sarai arrivato giú.Se ti senti prendere dal panico, le pareti sono abbastanza vicine perché tu possa toccarle con i piedi.Macché panico bisbigliň Hafez in tono sprezzante; e lei, nel buio, vide la piccola sagoma confusa calarsi oltre ilmargine e sparire.Gli scuri scricchiolarono un poco sotto il peso di Hafez, ma la corda reggeva.Dentro la cassapanca, dallaltra parte della stanza, Fouad aveva ricominciato a gemere.Nel corridoio esterno, il raggio di una torcia elettrica lampeggiň attraverso le pietre e svaní.Idiota! Tieni lontana la luce dalle finestre! :Era la voce di Sabry.Quando la signora Pol LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAlifax avvertí i due strattoni della corda, scavalcň subito il margine della huca. ";una follia!" pensň.Ma non esitň nemmeno un istante.Giú per lo scarico cera buio pesto e faceva freddo.La fune si tendeva sotto il suo peso.Le mani le bruciavano, spellandosi contro la canapa ruvida.Giú... sempre piú giú...Qualcosa la sfioro, sentí un battito dali, e finalmente raggiunse la valigia e rimase lŕ, penzolante.Si lasci andare bisbigliň emozionatissimo Hafez.Non č un gran salto.Lei si lasciň andare, scivolň sulle pietre viscide e si trovň seduta nellacqua, con la testa che le girava leggermente.Per caritŕ, signora... facciamo presto ansimň Hafez, lavorando di temperino per liberare la valigia.La signora Pollifax si rimise in piedi, incespicando.Hafez le diede in consegna il temperino e la pistola e prese la valigia.Lei lo seguí.Lacqua le arrivava alle ginocchia.I sassi, sul fondo, erano resi scivolosi dai licheni.Mentre avanzavano faticosamente costeggiando il castello, scivolň e cadde piú duna volta.Quando arrivarono alla spiaggetta sassosa, era fradicia: uscendo dall`acqua, guardň in su verso le torri che si stagliavanonere contro il cielo.All`improvviso, un sottile raggio di luce la illuminň e immediatamente svaní.Udí il suono di una voce familiare: Siete proprio voi, finalmente! Era una voce che sembrava venire da un altro mondo.Robin? Sono qui..su una barca a remi comunicň lui con un bisbiglio, e subito dopo si udí un cigolio di scalmi e unosciacquio smorzato.Forza... saltate dentro aggiunse Robin.Comč che ci avete messo tanto tempo?E ADESSO allontaniamoci di qui disse Robin, aiutandola alla meglio mentre lei cadeva sul fondo della barca.Mentre lui riprendeva a remare, loscuritŕ andava diradandosi e giŕ sintravedevano i contorni degli scogli attraverso iquali la barca passava per dirigersi verso uninsenatura piú distante.Robin parlň soltanto una volta.Sbaglio, o qualcuno sta battendo i denti? Hafez fece una risatina e la signora Pollifax disse, ma con molta dignitŕ: Sí,io .La barca toccň la riva ghiaiosa in un punto dal quale la vista del castello era nascosta dagli alberi.
  • 42. Ho noleggiato unauto annunciň Robin. proprio qui davanti.Lei č fantastico :i, disse la signora Pollifax. stata una vera fortuna che lei si trovasse sul lago. :~ Fortuna! In veritŕ,cominciava a esserci un po troppa folla, davanti al castello.Non rimaneva che il lago.Sul sedile posteriore dellauto cč una coperta.Andate avanti, intanto che io tiro in secco la barca.Quando Robin li raggiunse, la signora Pollifax e Hafez erano rannicchiati sotto la coperta.Lui si mise al volante e parlň in tono severo: Stia a sentire: ho passato lintera serata a domandarmi se dovevo andarealla Polizia, e poi a rimandare per paura di romperle le uova nel paniere.Ora, perň, non crede sia tempo di precipitarci a tutta velocitŕ verso il commissariato piú vicino? Hafez disse, disperato:Signora Pollifax, la nonna...Lei assentí.Hafez ha ragione.Dobbiamo tornare alla clinica, Robin; č lŕ che Sabry si dirigerŕ non appena si accorgerŕ che siamo riusciti adallontanarci.Non cč tempo di andare alla Polizia e perdere un quarto dora per dare spiegazioni. :D Lui avviň rabbiosamente ilmotore.Farŕ meglio a spiegarmi perché č tanto importante tornare indietro.Che cosč successo, insomma, nella stanza di Sabry? Di tutto, e tutto da far rizzare i capelli rispose in tono truce lei.Hafez e sua nonna sono ostaggi, Sabry č un assassino, e il suo amico sceicco, caro Robin, cč dentro fino alla cima deicapelli.Serafina č a guardia della signora Parviz, che viene tenuta continuamente sotto leffetto di forti sedativi, e basta unatelefonata di Sabry perché la poverina venga spedita nellal di lŕ... :9 Yazdan immischiato in cose simili? Ma čincredibile! :protestň Robin.E il povero Marcel... la voce le mancň. a Il cadavere di Marcel č nellarmadio di Sabry.Per questo ho urlato.Robin emise un gemito di esasperazione e aumentň la velocitŕ; stavano giŕ entrando a Villeneuve.Ah! E abbiamo lasciato Fouad legato dentro una cassapanca nel castello continuň la signora Pollifax, ma stava giŕcominciando a svegliarsi e appena lo troveranno non faranno altro che telefonare alla clinica. Ma cosa diavolo hanno in mente, quei pazzi della malora? domandň Robin incuriosito, mentre si dirigeva a tuttavelocitŕ verso la montagna.336 Un colpo di stato nello Zabya, credo disse la signora Pollifax.Martedí, il re celebrerŕ il suo compleanno.Ma č domani! :~ Giŕ disse lei.Sabry e Munir erano evidentemente un po in ritardo, se progettavano di fare unentrata trionfale nello Zabya lindomani.Forse, avevano pensato di seppellire Marcel da qualche parte, lungo i pendii della montagna.E, in ogni modo, sembrava che lInterpol non sapesse affatto che Marcel era morto.La signora Pollifax cercava di immaginare come si sarebbe regolata lei al posto dellInterpol: che lei la sera prima nonavesse fatto i segnali, lo sapevano di certo.Ma era troppo stanca, e inoltre aveva il sospetto che lInterpol non si aspettasse molto da lei.E poi, Robin, cč anche questa valigia Ha due lucchetti e spero tanto che lei possa farli saltare.Appartiene allo sceicco, ed č evidente che ha a che fare con ciň che quei signori stanno progettando.Non vedo l ora di metterci le mani assicurň Robin, ritrovando il suo tono gaio.Dopo aver attraversato il paese, presero una curva a velocitŕ sostenuta, poi costeggiarono lo strapiombo, lungo la stradache portava alla clinica.Il sole nascente incipriava doro le cime dei monti In basso, il lago era avvolto in una leggera bruma.Serafina sarŕ in attesa del signor Sabry osservň Hafez con voce angosciata, e se ci vede senza di lui...Lei capisce, monsi~l~r, uccidono con tanta facilitŕ.Giŕ disse Robin, in tono truce, comincio proprio a convincermene.Spense il motore e lasciň che lauto scivolasse silenziosamente lungo la discesa che passava davanti alla serra, frenandopoi allaltezza dellingresso principale.Fate il giro in punta di piedi e passate dalla porta del giardino bisbigliň.Pochi minuti dopo erano nellinterno della clinica, al piano dei locali di cura, vicino alla sala dei massaggi.Ora disse Robin, saliremo tranquillamente con lascensore, tenendoci addossati álle pareti della cabina.Se la fortuna ci assiste, il portiere penserŕ che la cabina stia andando su vuota.La signora Pollifax gli porse la pistola.Vuole questa? Ne farei volentieri a meno, ma ho limpressione che parli con piú autoritŕ di me.Se la mise in tasca.Poi allungň una mano e arruffň i riccioli corvini di Hafez.Tuo padre puň andare orgoglioso di te, Hafez.Sei un ragazzo in gamba.Lascensore li portň oltre il piano dove vegliava il portiere di notte e poi si fermň al secondo.In punta di piedi, percorsero il corridoio fino alla stanza 150 e Robin bussň.
  • 43. Si udirono dei passi felpati, poi Serafina domandň: Chi č?Sabry grugní Robin, con voce volutamente roca. , Si aprí uno spiraglio e Serafina sbirciň fuori.Rapido, Robin infilň un piede nella fessura e fece forza contro il battente.Serafina sussultň terrorizzata, poi si voltň, come per fuggire Robin lafferrň, le mise una mano sulla bocca e la trascinňverso una sedia.Qualcuno mi porti il cordone di una tenda e un bavaglio.Presto, si dibatte peggio di unanguilla.Hafez gli forní entrambe le cose.Robin imbavagliň la donna, poi la legň ben bene sulla sedia, immobilizzandola.E adesso? Sarŕ meglio portare la signora Parviz nella mia stanza, mentre telefono alla Polizia, disse la si~nora Pollifax.Oui non č al sicuro.Non potrei essere piú daccordo :D assicurň Robin.Raggiunse Hafez presso il letto, dove lanziana signora giaceva priva di conoscenza.Ne sollevň senza sforzo il corpo gracile e lo trasportň nella stanza della signora Pollifax, in fondo al corridoio, dove laposň sul letto.La signora Pollifax depose la valigia.Apriamola disse.Robin tirň fuori il suo mazzo di chiavi.Sistemata la valigia sul tavolino, si mise al lavoro.Il primo lucchetto si aprí senza difficoltŕ.~I secondo, piú complesso, cedette ben presto e, con un brontolio soddisfatto, Robin aprí la valigia.Granelli simili a sabbia si sparsero sul tavolino.La valigla conteneva sacchetti di plastica pieni di qualcosa che sembrava sabbia, la quale era in parte fuoruscita a causadegli scossoni subiti durante la notte.Perplessa, la signora Pollifax li rimosse scoprendo uno strato di fogli di giornale.Tolse anche quelli e, improvvisamente, indietreggiň inorridita.Ma cosč? :bisbigliň Hafez.La signora Pollifax fissava due barattoli dallaspetto assolutamente innocuo, sospesi dentro strani contenitori simili agabbie per uccellini e adagiati sopra uno strato di ovatta.Aveva giŕ visto una diapositiva di oggetti analoghi fra quelle che Carstairs aveva proiettato sulla parete di una stanzadellHotel Taft.Con voce alterata disse: B plutonio... ho trovato il plutonio.Gli intrighi di Sabry e dello sceicco stavano assumendo contorni sempre piú sinistri.La signora Pollifax era atterrita e senza fiato: 339 non aveva pensato, fino a quel momento, che gli affari interni delloZabya potessero avere qualche relazione con la sua missione a MontLA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAbrison.Ricordň che Marcel aveva insistentemente sostenuto che il ragazzo e la nonna non potevano essere implicati nellaffaredel plutonio e ricordň anche ciň che lei gli aveva obiettato in proposito: "Naturale che loro non centrano, ma cčqualcosa di molto strano ugualmente".I due misteri erano sempre stati uno solo.Lei si era attardata ad acchiappare un pesciolino e inaspettatamente aveva pescato una balena.DEVO telefonare disse la signora Pollifax.Hafez, intanto, si era chinato sulla valigia, sgomento.Non toccare! raccomandň lei.Ci vogliono i guanti! :~ Mise a posto tutto ciň che aveva tolto dalla valigia.Ora scendo, chiamo la Polizia e poi telefono al signor Carstairs, in America.Non riuscirň mai a farmi capire dal portiere, se non mi trovo a faccia a faccia con lui.D La signora Pollifax, portando con sé la valigia, il coltello tascabile di Hafez e i guanti speciali che Bishop le avevafornito, si precipitň giú dal portiere seguita da Robin e dal ragazzo.Luomo si alzň in piedi, evidentemente sconcertato alla vista di quel terzetto cosí mattiniero.Madame?...Voglio che faccia due telefonate per me disse lei.La prima alla Polizia.Luomo la guardň allarmato, poi si limitň a stringersi nelle spalle.Lasciň cadere una busta colorata sul banco, davanti alla signora, andň al centralino e innestň una spina.La signora Pollifax diede unocchiata al suo orologio - erano quasi le sei e mezzo - poi, alla busta.Notando che era indirizzata a lei, la aprí e lesse il cablogramma di Carstairs, che era arrivato durante la notte.La sua reazione immediata fu di intensa gratitudine: qualcuno, almeno, aveva intuíto che non tutto stava filando liscio.Ma Carstairs era a chilometri e chilometri di distanza.Doverano gli uomini dellInterpol? Guardň il portiere, che stava imprecando in italiano nel microfono. riuscito amettersi in contatto con la Polizia? Luomo scosse la testa.
  • 44. Con espressione disorientata, si tolse la cuffia e si portň dietro il centralino, controllando manopole e fili.Non funziona annunciň.Un brivido di gelo corse lungo la spina dorsale della signora Pollifax.Robin, altrettanto allarmato, provň le luci.Non si accesero."Stanno venendo" pensň la signora Pollifax, e respirň profondamente per calmare il suo cuore in tumulto.Si trovň a ripensare alla veduta aerea di Montbrison che Carstairs aveva proiettato sulla parete allHotel Taft.La clinica sorgeva in posizione isolata, circondata comera da settanta acri di foresta e dallo strapiombo; ununica stradacollegava quel luogo al villaggio, che si trovava a piú di un chilometro e mezzo di distanza.Porre lassedio a Montbrison sarebbe stato facilissimo.Ma sono soltanto in tre J, osservň, a voce alta.Quattro, se contiamo anche lo sceicco ribatté Robin in tono cupo.E non dica "soltanto" quattro.E come dire che, in una piccola stanza, ci sono quattro serpenti velenosi in libertŕ.La signora Pollifax estrasse un taccuino dalla borsetta e si mise a scrivere.Poi, consegnň il foglietto a Robin e disse: Almeno uno di noi deve cercare di allontanarsi da qui.Non prenda lauto.Scenda al villaggio seguendo il sentiero lungo la montagna e, dopo avere telefonato alla Polizia, chiami questo numerodi Baltimora.E la lascio qui sola? Sono giŕ riusciti a tagliare i cavi.Ora sbarreranno la strada, entreranno qui e...E perciň č tanto piú importante che lei vada a cercare aiuto, Ha dimenticato la signora Parviz...Hafez...Ia valigia? Robin sospirň.Va bene.Si mise in tasca il foglietto e batté sulla spalla di Hafez.Ti cedo le consegne, amico disse, e corse giú per le scale, verso luscita che dava sul giardino.La signora Pollifax si rivolse a Hafez.Va in camera mia e resta con tua nonna.Chiudi tutto e non lasciare entrare nessuno.Capito? Ho capito benissimo, madame.Hafez girň sui tacchi e corse su per le scale.La signora Pollifax prese la valigia, il coltello e i guanti e si avviň giú per le scale che portavano al piano dei locali dicura.Entrň nel magazzino delle provviste e chiuse la porta.Con il coltellino di Hafez, lacerň langolo di un contenitore di cartone con letichetta: PESCHE SCIROPPATE.Poi, aprí la valigia.Infilati i guanti, sollevň con precauzione le due gabbie dalla valigia, estrasse i due barattoli con il plutonio e li trasportňcon cura verso langolo piú buio della stanza.Poi, vi trascinň davanti un sacco di carbone, per nasconderli, e tornň accanto alla scatola di cartone che conteneva lafrutta sciroppata.I barattoli di pesche erano della misura giusta, ma avevano delle sgargianti etichette.La signora Pollifax cominciň a raschiarle via con il temperino.A poco a poco, riuscí a pulire quasi completamente due barattoli.Poi sfregň lesterno troppo lucido con un po di carbone, li inserí nelle gabbie, rimise queste nella valigia e sistemň igiornali e i sacchetti di protezione.Gettň LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAi guanti nel cestino, poi si affrettň a salire in camera, con la valigia.Girň langolo del corridoio e si fermň bruscamente, portandosi una mano alla gola: la porta della sua stanza eraspalancata.Dimenticň ogni precauzione e corse a vedere.La stanza era deserta, e la finestra del balcone era spalancata.Non cera traccia della signora Parviz o di Hafez.La signora Pollifax uscí sul balcone, si sporse dalla ringhiera e guardň giú nel giardino.Hafez. chiamo.Tornň indietro di corsa, percorse il corridoio fino alla stanza lS0 e aprí la porta.Serafina era sempre legata alla sedia, e i suoi occhi sembravano esprimere un odio feroce.Nel passarle vicino la signora Pollifax le batté distrattamente su una spalla.Le altre due stanze erano deserte.Che cosera accaduto, mentre lei era giú? Tornň di corsa verso le scale.Buongiorno disse allegramente Court, che scendeva dal piano superiore.Lascensore devessersi guastato: non funziona.
  • 45. Ma la signora Pollifax stava giŕ scendendo precipitosamente per le scale. ll capo-portiere le andň subito incontro.Signora, ci sono due poliziotti che chiedono di lei. >~ Dio sia ringraziato! Vorrebbero che lei li seguisse alla centrale.Si tratterŕ di 4ualche precisazione riguardante il passaporto, senza dubbio.Il passaporto? La signora si fermň, gli occhi fissi sulle due figure in uniforme che erano ferme presso il banco, di spalle.Uno dei due agenti si girň lentamente.Era Fouad che, vestito in uniforme, aveva unaria molto europea.Buongiorno, signora disse, in tono amabile.Buongiorno disse Munir, portandosi al fianco di lei.Era giŕ troppo tardi: la tenevano ciascuno per un braccio.Questi non sono poliziotti! gridň lei al portiere.Sono venuti con la signora Parviz; sono i clienti della stanza centocinquantaquattro. ,> Lui la guardň sconcertato.Come dice, signora? Gentilmente ma con fermezza, Fouad e Munir la sospinsero verso la porta principale.Aiuto... aiuto! :gridň la signora Pollifax, mentre la morsa che le serrava le braccia aumentava.Il capo-portiere la guardava a bocca aperta.Sulla soglia, lei si voltň e gridň verso Court: Non sono della Polizia... chiami aiuto! Poi, Fouad e Munir la sollevaronodi peso oltre la porta e la trasportarono lungo il viale, verso due auto che bloccavano lentrata.Dalla prima macchina, una Volkswagen rossa, scese lo sceicco.La signora Pollifax continuava a dibattersi; gettandounocchiata nellinterno dellautomobile, fece in tempo a riconoscere, con una stretta al cuore, la figura inerte distesa sulsedile posteriore: era la signora Parviz.La portarono di forza verso laltra auto, una Rolls-Royce nera, e le legarono i polsi.Fu spinta dentro cosí in malo modo, che cadde riversa urtando le gambe delluomo che giŕ occupava il sedile posteriore.Quelle gambe... erano rivestite di calzoni violacei, notň la signora Pollifax, desolata.Mentre qualcuno la tirava su con malagrazia e la scaraventava sul sedile, Robin disse in tono aspro: Hanno preso ancheme, nel giardino Una vera scalogna, direi .DOPO AVER lasciato la signora Pollifax, Hafez era salito nella camera di lei e si era chiuso dentro, insieme con lanonna.Se ne stava tranquillamente seduto accanto al letto quando aveva udito dei passi nel corridoio.Si era alzato, aspettandosi di udire la voce della signora che chiamava: Hafez? Ma non era la signora Pollifax.La maniglia della porta chiusa aveva preso a girare lentamente.Con il cuore in gola, Hafez era indictreggiato di nuovo fino al letto.Aveva udito un bisbiglio sibilante. 1 chiusa a chiave.Dammi quel pass~-partout. :g La voce era di Foua~.Il cuore di Hafez si era messo a battere con tale violenza chegli aveva temuto di sentirlo scoppiare da un momentoallaltro.Nonna aveva susurrato, ma lei non si muoveva nemmeno.Si era messo allora alla ricerca di qualcosa che potesse servirgli da arma un paio di forbici, un fermacarte - ma non ceraniente di quel genere, lí.Aveva passato in rassegna il contenuto delle sue tasche: registratore, nastro magnetico di ricambio, matita...Dal letto, Hafez aveva cominciato a indietreggiare fino ad arrivare al balcone Con acuto rincrescimento, si era resoconto di dover abbandonare la nonna.Se anche lui fosse stato catturato da quei banditi, non ci sarebbe stata piú speran7a per nessuno di loro due.Si era infilato dietro le tende e, proprio nellattimo in cui la porta si apriva, era sgusciato fuori sul balcone.Mentre i due uomini entravanolui aveva scavalcato la ringhiera e si era accoccolato sul cornicione, ben nascosto,pensando intanto al modo di tenere docchio Fouad e Munir senza essere visto.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORANegli otto giorni passati alla clinica, Hafez aveva esplorato tutti gli angoli e le porte prive di numero o di scritte.Si era ricordato che nello stanzino che serviva da ripostiglio, accanto alla stanza 148, cera un montavivande.Con circospezione aveva cominciato a spostarsi lungo il cornicione, era arrivato al balcone della stanza 154 e avevascavalcato la ringhiera.La finestra era aperta e lui aveva attraversato la stanza per andare a sbirciare nel corridoio.Era deserto.Prendendo un lungo respiro, Hafez aveva spiccato la corsa e si era chiuso nel ripostiglio.Dopo aver aperto lo sportello del montavivande, aveva tirato le funi in modo da far salire la piccola cabina fino al suopiano si era infilato dentro e aveva cominciato a calarsi.Aveva udito parlare, in cucina: il personale brontolava per la mancanza di elettricitŕ e per la noia di dover usare ifornelli a legna.Il montavivande aveva toccato il fondo della tromba e Hafez, aperto lo sportello, si era trovato di fronte a tre faccestupefatte ed era saltato fuori.Bonjour aveva detto allegramente e, passando davanti ai tre, era uscito, si era diretto alla porta e si era addentrato tra ifolti rampicanti che nascondevano lentrata della cucina.enendosi accucciato, aveva aggirato la serra, si era arrampicatofin sulla strada e si era rifugiato in un gruppo di cespugli, dal quale poteva tenere docchio lingresso principale dellaclinica, augurandosi che il punto da sorvegliare fosse proprio quello.
  • 46. Il pensiero di coloro che ancora dormivano allinterno della clinica lo aveva fatto sentire piú solo che mai. "E anche sefossero svegli" aveva pensato, "non crederebbero a quello che sta accadendo." Per la prima volta in vita sua, avevacapito che la maggior parte della gente tendeva a innalzare un muro tra sé e ciň che poteva turhare lordine della vita ditutti i giorni.Soltanto persone straordinarie, come Robin e la signora Pollifax, avevano la facoltŕ di capire.Aveva provato verso di loro unondata di infinita gratitudine e si era ripromesso che, da grande, sarebbe stato come loro.Alcuni movimenti alla finestra di Sabry avevano attirato la sua attenzione.Aveva visto Fouad uscire sul balcone e fare un cenno verso la strada.Un momento dopo, lo sceicco Yazdan Kashan si era incamminato lungo il viale ed era entrato nella clinica.Diversi minuti piú tardi, dalla porta principale erano usciti in fretta Fouad e Munir, trasportando la nonna.344 "Ma che cosa fa la Polizia?" si era domandato Hafez, con impazienza.I due uomini avevano trasportato il loro fardello giú per il viale.Quando erano arrivati allaltezza del nascondiglio di Hafez, lui, procedendo a testa china, si era mosso parallelamente aloro, sempre tenendosi tra i cespugli In cima alla salita, lingresso alla clinica era sbarrato da una piccola Volkswagenrossa e da una lunga RollsRoyce nera.Da questultima era sceso Sabry, che aveva aiutato i due uomini a sistemare la signora Parviz nellinterno dellaVolkswagen.Poi, i tre erano rimasti accanto alla macchina, a parlottare.Poiché non aveva nulla su cui scrivere, Hafez aveva copiato attentamente con la matita i numeri delle due targhe sullafodera della giacca a vento.Aveva appena finito di scrivere, che lo sceicco era venuto fuori dalla clinica e si era avvicinato alle auto.I quattro uomini avevano discusso ancora un poco e Hafez aveva udito fare il suo nome Poi, Fouad e Munir si eranotolti la giacca ed erano scomparsi dietro le auto.Quanderano riapparsi, Hafez aveva notato che indossavano le uniformi della Polizia.Lo sceicco aveva aperto il portabagagli della Rolls e vi aveva gettato dentro i loro abiti borghesi.Hafez aveva osservato Fouad e Munir allontanarsi lungo il viale e aveva intuíto che stavano rientrando nella clinica percercare la signora Pollifax.Se avessero catturato anche lei, lui sarebbe rimasto il solo a essere al corrente di quanto era accaduto... e tutto ciň cheavrebbe avuto da mostrare, come prova, sarebbe stato il numero di targa delle due auto, che sarebbero probabilmentescomparse prima dellarrivo della Polizia.Non era sufficiente.Intanto lo sceicco era salito in macchina e lui e Sabry stavano parlando.Cera un gran silenzio, rotto soltanto dal mormorio delle loro voci e dal cinguettio degli uccelli sugli alberi."Dobbiamo arrangiarci, Hafezaveva detto la signora Pollifax."Fare di necessitŕ virtú." Hafez sera mosso rapidamente.Era strisciato dietro la Rolls e, con estrema precauzione, aveva tentato di sollevare il cofano del portabagagli.Il cofano si apriva...Io sceicco non laveva chiuso bene! 11 mormorio delle due voci era continuato ininterrotto mentre lui si era arrampicatodentro, e aveva calato pian pianino il cofano sopra di sé, ficcando un angolo della giacca di Fouad nellapertura, inmodo da lasciare una fessura che facesse passare laria. QUANDO la Rolls arrivň in vista del villaggio, dopo una curva cominciň a inerpicarsi rapidamente per il monte.La signora Pollifax guardň lo sceicco, che la fissava dallo strapuntino.Dove stiamo andando? Lui sorrise Io andrň molto lontano, ma lei, e gli altri, non andrete piú in lŕ di dove dirň io.Lei, cara signora, č stata molto impertinente.Per tutta risposta, venne invitato ad abbandonare quel tono di condiscendenza.Lo sceicco inarcň le sopracciglia.Lei e il suo amico Burke-Jones non siete altro che una seccatura di infimo ordine: due tafani, diciamo.Si puň dare importanza a un paio di tafani? Non so come la pensi la signora Pollifax disse Robin, ma io non tollero disentirmi dare del tafano, maledizione! Lo sceicco rise.Ben detto, Burke-Jones.Tra parentesi, la sua faccia non mi č nuova.Ci siamo giŕ incontrati da qualche parte? A Parigi, nel 65 rispose Robin sbrigativo.In casa del conte de Reuffe.Per il ballo di Gabrielle.Ah, sí.Un anno divertente, il 65.Il suo ricordo indugia nella mia mente, come vino dannata sul palato.So che, da allora, Jackie si č giŕ sposata due volte.Mentre Robin conversava con lo sceicco, la signora Pollifax prestava orecchio distratto.Si guardava attorno, mentre la strada si faceva piú stretta.Le due auto procedevano inoltrandosi nellombra cupa dei boschi; dopo una curva sbucarono allimprowiso sulla cimadel monte.Ma quel punto non era che un piccolo gradino verso le grandi altezze che si ergevano tuttintorno: alte vette che sifondevano luna nellaltra, montagne che si stendevano a perdita docchio, in un immenso panorama circolare.
  • 47. Qua e lŕ, le foreste trapuntavano le pendici scoscese, simili a pezze di stoffa, mentre, piú in basso, il verde dei decliviera a tratti interrotto da piccoli villaggi e chalets.Non posso crederci stava dicendo Robin.Gabrielle si č fatta monaca? Era una conversazione troppo frivola quella, per la signora Pollifax.Dove stiamo andando? proruppe, per la seconda volta.Si ricordň che nella Volkswagen cera soltanto la signora Parviz...Ma, se avevano trovato lei, senza dubbio avevano trovato anche il ragazzo.Dovč Hafez? domandň.Lo sceicco si strinse nelle spalle.Non credo sia necessario preoccuparsi per lui.Hafez č... diciamo cosí, materiale superfluo.Poi, girando la testa di lato sinformň: Manca molto, Ibrahim~ Quasi ci siamo, Sayyid.Superfluo" pensň la signora Pollifax, e provň un senso di malessere.Arrivarono su un altopiano brullo e spazzato dal vento.La signora Pollifax gettň unocchiata fuori del finestrino e, da lassú, colse uno scor LA SIGNORA POLLI~AX VINClANCORAcio del lago di Ginevra.Lauto rallentň, abbandonň la strada asfaltata e cominciň a sobbalzare su un sentiero tortuoso, seguita dalla Volkswagen.Stavano avvicinandosi a unaltura disseminata di massi e di ciottoli."Siamo molto in alto, qui non ci sono piú alberi" pensň tra sé la signora Pollifax, e cominciň a disperare di poter uscireda quella situazione.Ripeté a sé stessa che sarebbe stato meglio prendere ogni attimo cosí come veniva e per la prima volta finí colriconoscere davere probabilmente i minuti contati.Lauto superň laltura e, in distanza, la signora Pollifax vide uno chalet alpino esposto alle intemperie e assurdamenteappollaiato tra le rocce, le finestre, che erano chiuse, dominavano senza dubbio una vista spettacolosa, che dovevaabbracciare per chilometri e chilometri la valle sottostante.Un solitario albero nodoso e sbilenco costituiva tutta la vegetazione del luogo.Quando lauto si fermň davanti allo chalet, Robin sbirciň fuori.Dico non mi sembra alla sua altezza, come pied-ŕ-terre.Mio caro replicň lo sceicco, questa bicocca č stata aflfittata soltanto laltra sera, quando ci č stato chiaro che la suaamica e lei rappresentavate una seccatura da eliminare.Peccato, intendiamoci, perché usare la clinica mi divertiva di piú.Si figuri che faccio parte del consiglio damministrazione! "Temo che di qua non usciremo vivi" si disse con tristezza lasignora Pollifax, mentre la Volkswagen si fermava accanto a loro.Fouad uscí dallauto e salí gli scalini per andare ad aprire la porta dello chalet.Scese anche lo sceicco.Sabry puntň la pistola contro i prigionieri.Avanti, entrate lŕ dentro ordinň con la sua voce incolore.Robin scese per primo e, quandegli si girň, lei vide che aveva il lato destro del volto graffiato e ferito, locchio destrotumefatto e quasi chiuso Oh, Robin! esclamň, desolata.evidente che ho fatto una vita troppo sedentaria finora osservň allegramente lui.Ma č un fatto cui intendo rimediare, se mai dovessi uscire vivo da questavventura.Aveva anche lui le mani legate; tuttavia, mentre la signora Pollifax scendeva dalla Rolls, trovň il modo di sfiorarle unbraccio con gesto rassicurante.In quel momento, riuscí soltanto a farle venire voglia di piangere.Nellinterno dello chalet, tutte le finestre erano chiuse e sbarrate.Mentre accendeva un lume a petrolio, Fouad lanciň un breve sguardo carico dodio alla signora Pollifax.Poi, con faccia impassibile, posň il lume su un tavolo in mezzo alla stanza.Che posticino poco allegro mormorň Robin, alle spalle di lei.Un po come un cottage a Brighton, durante la stagione morta. :~ Munir trasportň dentro la signora Parviz e la depose,senza troppi riguardi, sul divano davanti al caminetto.Poi lo sceicco contň un numero enorme di franchi svizzeri nel palmo di Sabry e gli augurň buona fortuna.Luomo se ne andň.Come vorrei sapere dove sta andando mormorň, rivolta a Robin, la signora Pollifax.Lo sceicco aveva udito.Ma io non ho segreti per lei.Ibrahim č andato a noleggiare un elicottero.Qui il terreno si presta per un atterraggio.Non ho intenzione di trattenermi a lungo e, siccome non ho idea di quali accenni a questa faccenda abbiate fatto lŕ inclinica, mi comporterň come se avessi tutta la Svizzera alle calcagna. :~ La signora Pollifax si sedette su una robustasedia vicino al caminetto, i polsi legati, tesi goffamente dinanzi a sé. a Che cosa pensate di fare di noi? Lo sceicco siavvicinň al caminetto e posň una mano sulla mensola.
  • 48. Al mio Paese cč un proverbio che dice: "Se sei incudine, statti; se sei martello, batti".Mi auguro che sopporterete con animo forte le conseguenze della vostra importuna invadenza.In ogni modo, per rispondere alla sua domanda: sullelicottero non ci sarŕ posto per lei e per il signor Burke-Jones.Ci sarŕ posto soltanto per Fouad, Munir, Ibrahim, per me e per la signora Parviz, che, come ostaggio, riveste ancora unacerta importanza.E ora, la prego, non diciamo altro.Capita sempre che qualcuno debba essere sacrificato di fronte a un bene superiore.Abbiamo anche un altro detto: "Ciň che viene col vento, col vento vola via". :~ Munir entrň con una bracciata di legna eaccese il fuoco.Sul pavimento davanti al camino, stese un tappeto: un sontuoso tappeto persiano, notň subito la signora Pollifax.Sulla mensola fu posato dellincenso che uno degli uomini fece bruciare con un fiammifero: nellaria si diffuse un aromadi legno di sandalo.Poi Munir si ritirň in cucina, da dove cominciň ad arrivare un rumore di tazze.La signora Pollifax si avvicinň al caminetto per riscaldarsi, ma cosí vicina allo sceicco si sentiva a disagio.Si rincantucciň allora a unestremitŕ del divano, ai piedi della signora Parviz.La povera donna era ancora priva di sensi e aveva gli occhi chiusi; ma, pochi istanti dopo, la signora Pollifax cominciňad esserne meno sicura.Le sembrň di intravedere un balenío tra le ciglia abbassate e gli zigomi prominenti dellanziana signora.Munir tornň con un vassoio carico di tazzine e di una grossa cuccuma di ottone dal beccuccio ricurvo che mandava unanuvola di vapore e una acuta fragranza di caffč.Il fuoco rischiarava a tratti il tappeto, facendone risaltare gli splendidi colori e illuminava le striature verdastre dellacuccuma dottone; lo ch~let stava rapidamente trasformandosi in una tenda araba.La signora Pollifax aveva notato che Fouad se ne stava presso luscio, nellombra, con la pistola in pugno.A proposito di questi suoi piani disse, rivolta allo sceicco e fissandolo bene in faccia, lei č giŕ responsabile della mortedi Marcel e di quella di un uomo di nome Fraser, e adesso vuole uccidere anche noi.Perché? :~ Lui abbozzň un gesto dindifferenza.In guerra si uccide tanta gente! Ma comč che lei sa di Fraser? :~ Robin stava osservandola incuriosito.Non posso credere che alluda a quellinglese che la settimana scorsa č caduto nel burrone vicino alla clinica! Dawero čstato assassinato? Lo sceicco sorrise.Era un agente del Servizio segreto inglese, caro Burke-Jones, che aveva lavorato nel Medio Oriente e aveva giŕconosciuto Sabry.Ma finché Ibrahim faceva la sua tranquilla convalescenza, almeno apparentemente, non aveva niente da temere daFraser.Naturalmente, una volta arrivati i Parviz, Fraser avrebbe intuíto che cera sotto qualcosa.E cosí, bisognava eliminarlo.Robin rifletté un momento, poi disse: Sono anchio un agente degli Inglesi, sceicco, e poiché la signora Pollifax non haassolutamente niente a che fare con tutta questa storia, insisto perché lei la lasci andare immediatamente.Prima che la signora Pollifax potesse protestare contro quellinutile atto di cavalleria, lo sceicco si mise a ridere.Non le credo nemmeno per un istante, Burke-Jones, e del resto non potrei mai rimettere in libertŕ la signora.Sa troppe cose.Munir, porta da mangiare, e poi taglia pure i legacci a quei due, perché possano rifocillarsi. :meglio, tra laltro, che nonabbiano segni sui polsi."Niente segni rivelatori sui cadaveri" pensň la signora Pollifax; e, mentre Munir tornava dalla cucina con un secondovassoio carico di dolciumi e di datteri, sentí il bisogno irrefrenabile di scoppiare in una risata isterica.Tappeto persiano, caffč arabo, incenso, uno sceicco... era troppo! Poi, allimprowiso, ebbe voglia di piangere.Lei viaggia in modo originale trovň la forza di commentare.Lo sceicco la guardň, facendo balenare il suo candido sorriso.Tutto č possibile, quando si ha denaro. :D Anche la compra-vendita di eserciti e di vite umane? lo rimbeccň lei, in tonomordace.Levň i polsi verso Munir, che le tagliň i legacci, e quando fu libera prese a massaggiarsi le parti indolenzite, trasalendoa tratti per il dolore.Lo sceicco rimase un istante con la tazzina a mezzaria.Sono misure costruttive, che tendono a un fine valido.Sarŕ di considerevole beneficio per me e per lo Zabya che il potere passi nelle mie mani. :~ Potrŕ trastullarsi con unnuovo giocattolo insinuň lei e, nel fissarlo negli occhi, capí quanto fosse superficiale la vernice di civiltŕ di cui egli siammantava.Lui le perdonň con un sorriso.Intendo governare lo Zabya.Ci sarŕ soltanto un breve spargimento di sangue.Ho un seguito di sostenitori bene addestrati, che mi attendono nel deserto.Ho armi e munizioni nascoste, e ho, dalla mia, diversi scienziati ben remunerati che mi forniranno strumenti di poteread altissimo potenziale.Come vede quando uno ha denaro puň comperare di tutto, anche materiale umano.
  • 49. Ma non ha potuto comperare il re Jarroud :fece notare la signora Pollifax.Daccordo, ma gli ho scavato il terreno sotto i piedi.Il generale Parviz č stato messo nellimpossibilitŕ di nuocermi; la strada verso il trono č aperta. :~ E quando avrŕ portatoa termine il suo colpo di stato? Avrň lo Zabya... e il petrolio.Il petrolio č potere.Jarroud č un pazzo, minaccia di nazionalizzare il petrolio, di regalarlo al popolo.Loro nero č troppo prezioso per essere sprecato cosí perché colui che lo possiede puň dettare le sue condizioni almondo intero. :~ Lo Zabya non č il solo Paese del Medio Oriente a possedere petrolic. osservň Robin.Lo sceicco rise.No, ma io, come capo del governo, sarň in grado di imporre le mie leggi a tutti i Paesi petroliferi del Medio Oriente.E in che modo? domandň la signora Pollifax, intuendo giŕ la risposta.Lui si strinse nelle spalle.Mettendo in atto certe minacce.Per esempio, facendo notare che una bomba di opportuna potenza, collocata nel luogo adatto, interromperebbe per anniil rifornimento mondiale di petrolio.Posso assicurarvi fin dora che mi presteranno attenzione.La chiave di tutto la chiave del mio colpo da maestro sta in quella valigetta lŕ sul tavolo.Lavete aperta, ma mai avreste potuto immaginare che cosa contiene. :~ Quelle parole sollevarono il morale piuttosto aterra della signora Pollifax, perché lei era lunica, in quella stanza, a sapere che luomo si riferiva a due barattoli dipesche sciroppate, anziché a diversi chilogrammi di plutonio.Lo sceicco si sciacquň le dita in una coppa e se le asciugň con la salvietta che Munir gli porgeva.Poi, si alzň.Seguimi, Munir, č lora disse.Poi, a Fouad: Non ti distrarre, e se tentano di muoversi, spara Lui e Munir sparirono in unaltra stanza e la signorascambiň unocchiata con Robin al di sopra del tappeto persiano A quattro o cinque metri di distanza, Fouad se ne stavaaddossato alla porta, sorvegliandoli con occhi annoiati.A parte il crepitio del fuoco, regnava il silenzio.Nella stanza accanto, lo sceicco intonň con voce potente: La illaha illa llah, Muhammad rasul allah.Sta pregando bisbigliň Robin.Direi che anche noi dovremmo fare lo stesso.Comincio a pensare che non abbiamo piú scampo: siamo due contro tre.E, quando tornerŕ Sabry, loro saranno in quattro.Dal divano, una voce esile bisbigliň: Tre contro quattro, non due.A occhi chiusi, e muovendo appena le labbra, la signora Parviz continuň: Cč un attizzatoio vicino al camino :~.Conviene far finta di non guardarla raccomandň la signora Pollifax a Robin.una fortuna che abbia ripreso i sensi disse a bassa voce lui.Non sono sicuro di poter prendere lattizzatoio senza che mi veda Fouad Ha notato con quanta cura si tengono a distanzada noi? Sanno che conosco un po di karatč spiegň la signora Pollifax.Ah, č per questo? disse Robin.Devo confessare che, prima di conoscere lei, la mia vita non č stata che un seguito di eventi banali.Bene, se lei č esperta di karatč, la signora Parviz puň armarsi di attizzatoio, dopo di che a me servirŕ soltanto il pugno diferro.Venga a darci man forte, signora Parviz.i giŕ un vantaggio non avere le mani legate osservň la signora Pollifax.Secondo lei, quanto tempo abbiamo a disposizione? Finché non tornerŕ Sabry con lelicottero.Non tutto č perduto, forse Se riusciamo a temporeggiare, a coglierli alla sprowista..."A temporeggiare" rifletté la signora Pollifax.Sí, posso fare una cosa, che forse ci farŕ guadagnare tempo.Posso dire allo sceicco che ho sostituito i due barattoli della valigia con altri due di pesche sciroppate.Robin la guardň come se volesse incenerirla. unidea incrediLA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORAbilmente fiacca, proprio non me laspettavo da lei.Lha preso per un idiota? Ma č proprio... :E qui sinterruppe, perché lo sceicco stava rientrando nella stanza.In quel momento, udirono in lontananza le pale di un elicottero battere laria.Fouad aprí la porta e guardň fuori.Allah sia lodato :disse lo sceicco, Ibrahim č in anticipo.Munir...Indicň con un gesto il tappeto.Imballa la nostra roba.Lascia che pensi Sabry a occuparsi dei prigionieri. :~ Il rumore dellelicottero, ora, riempiva la stanza, una ventatapenetrň dalla porta aperta, sparpagliando la cenere del camino.Bruscamente il ronzio cessň, e la signora Pollifax udí il rumore dei passi allesterno.Il cuore cominciň a batterle dolorosamente contro le costole.
  • 50. Quando Sabry entrň nella stanza, lei si alzň e apostrofň lo sceicco con voce forte e chiara: Ho qualcosa da dirle.Lo SCEICCO diede unocchiata allorologio.Parli, ma si sbrighi.Lei parlň con voce ferma.Ci sono soltanto due barattoli di pesche sciroppate, nella sua valigia.Scusi, non ho capito bene :disse meravigliato lui.Poveri noi gemette Robin.Lei alzň spavaldamente la testa.Poco prima che mi portaste qui, ho sostituito i due barattoli originali con due barattoli di frutta in scatola.Quelli veri sono rimasti alla clinica.Ora lo sceicco la guardava divertito.Come dire che non dovremmo ancora ucciderla, vero? E che dovremmo invece tornare alla clinica, per rimetterci agiocare a nascondino.Faccia come meglio crede :replicň lei, calma calma.Ci tengo soltanto a farle notare che, se mi uccide ora, non saprŕ mai come ritrovare i due barattoli originali. :~ Munir,dammi un apriscatole disse lui, senza staccarle gli occhi dal volto Luomo tornň dalla cucina con loggetto.Daglielo ordino lo scelcco.Munir porse lapriscatole alla signora Pollifax.Lei aprí la valigia, rimosse lentamente i sacchetti di plastica pieni di sabbia e poi lo strato di giornali.Estrasse uno dei barattoli da una gabbia e lo posň sul tavolo: impugnň tranquillamente lapriscatole e si accinse a usarlo.Bruscamente, una mano le afferrň il polso e, guardando in su, la 352 signora incontrň gli occhi scuri e gelidi dellosceicco.Basta cosí disse asciutto lui.Lei č unottima attrice e il trucco era ben congegnato, ma crede davvero che le permetterei di danneggiare il contenutodi questo barattolo? :Con un sospiro rassegnato, si spostň verso il caminetto.Ma contiene soltanto pesche sciroppate.Come faccio a convincerla, se non lapro? Sparale, Ibrahim disse.Comincia a darmi fastidio.Maledetto bastardo :gridň Robin, facendo un passo avanti.Fermo lí! :1, lo investí Ibrahim Sabry, puntando la pistola.Al suo perentorio comando ne fece eco un altro allesterno dello chalet e la signora Pollifax vide Robin arrestarsi con unpiede a mezzaria.Tutti si fecero di pietra: era come se stessero giocando alle belle statuine: Robin aveva un piede sollevato da terra, losceicco un braccio alzato; Fouad, accanto alla porta, era rimasto con la bocca spalancata; Sabry, a poco piú di un metrodi distanza, teneva la pistola puntata contro la tempia di lei. "Quando la scena tornerŕ ad animarsi" pensň la signoraPollifax, "Robin poserŕ il piede a terra, lo sceicco abbasserŕ il braccio, il dito di Sabry premerŕ il grilletto e io morirň."Quellattimo le sembrň interminabile, avrebbe voluto urlare: "Facciamola finita!" Poi, si rese conto che, aimmobilizzarli, era stato il comando che risuonava allesterno.Ici la Police.Sortez, les mains en lair! :intimava la voce.Nessuno si mosse.Lattimo si prolungava, interminabile.Nella mente di lei, balenň limmagine di una mattinata di sole in giardino e di un vecchio signore che si appoggiava a unbastone; capí, allora, ch~ quella era la voce del generale dEstaing.Pensň, incredula: "Il generale, qui?" Poi, una seconda voce ordinň: Uscite con le mani in alto...Per voi č finita! Era la voce di Robin.La voce di Robin registrata su nastro! Hafez :bisbigliň la signora Pollifax Hafez era vivo.Che diavolo succede :gridň lo sceicco e, allistante, lincantesimo si ruppe.La signora Pollifax si gettň contro Sabry, facendogli volar via la pistola di mano.Mentre larma finiva al suolo, lei gli assestň un violento colpo di karatč, e luomo barcollň e cadde.Robin intanto si era avventato contro Fouad e stava lottando per riuscire a disarmarlo Munir attraversň la stanza di corsaper raccogliere la pistola di Sabry, ma lei gli allungň un calcio.Lui lagguantň per la gamba e la trascinň a terra, sul tappeto, dove rotolarono insieme.Larma lasciň partire un colpo e lei sentí una fiammata investirle il braccio sinistro.Proprio quando Munir stava per afferrarle la gola con tutte due le mani, una figura in veste lunga e bianca spiccň versolattizzatoio, tornň indietro di corsa e colpí luomo sulla testa.La signora Pollifax si tirň su a sedere.La testa le girava e awertiva un lieve senso di malessere.La signora Parviz, ora, era china sopra Fouad, e Robin, seduto sul pavimento, si scuoteva via la polvere dai calzoni.Lo sceicco e la valigia erano scomparsi.La signora Pollifax si sollevň a fatica, barcollň un poco e si diresse alla porta.Vide lo sceicco nellelicottero: mentre questo si staccava da terra, si scambiarono un lungo sguardo attraverso ilfinestrino di plexiglas.
  • 51. Poi lapparecchio girň e si librň in alto, allontanandosi oltre le montagne, e mentre il rumore delle pale svaniva lei udí ilregistratore ripetere, come un disco rotto: Per voi č finita... per voi č finita...Senza piú forze, si mise a sedere su uno scalino.Quelle parole monotone e meccaniche sembravano provenire dallalbero solitario che cresceva sul monte.Hafez chiamň.Il ragazzo sbucň da dietro lalbero e avanzň, saltellando, verso di lei.Madame! gridň.Oh, madame, il trucco ha funzionato.Hafez disse lei, con trasporto, tu ci hai salvato la vita.Ma come hai fatto a trovarci? :3 Ma signora, io non vi ho mai lasciati! Mi sono nascosto nel portabagagli della Rolls.Me lha detto lei che dovevamo arrangiarci, si ricorda? :Poi le guardň il braccio e sbarrň gli occhi inorridito.Lei lo udí gridare: Nonna! Robin! La signora č ferita! Presto, monsieur, sta per svenire! D Qualcuno si chinň sopra dilei, poi fu sollevata e trasportata alla macchina, mentre il registratore continuava a ripetere: ... č finita...č finita... :Nelle tenebre che seguirono, udí delle voci; quella di Bishop, prima di tutto, ma ciň era impossibile perchéBishop era in America; subito dopo le sembrň di sentir parlare il generale dEstaing, e udí che Court rispondeva, e infineil dottor Lichtenstein che ordinava di stare zitti; poi seguí il silenzio.Un lungo silenzio fatto di buio.QllANDO la signora Pollifax riaprí gli occhi, scoprí dessere a letto, nella sua camera a Montbrison.Fissň il soffitto, poi il suo sguar354 do si spostň lentamente lungo la parete, che il tramonto inondava di luce dorata;quando finalmente mise a fuoco il volto delluomo seduto al suo capezzale, mormorň: Che cosa ci fa, lei, qui? 356Bishop sollevň gli occhi dalla rivista che stava sfogliando e sorrise Mi ha mandato Carstairs.Aveva il grave presentimento che le cose stessero mettendosi male.Lei parlň con voce sognante.Si mettevano male per me, ma nel modo giusto.O bene per me, ma nel modo sbagliato.Poi, corrugň la fronte: Ma cosho, Bishop? Perché mi sento cosí stordita:~ Le hanno appena estratto una pallottola dalbraccio.Sanguinava talmente, che il dottor Lichtenstein non ha voluto farla trasportare altrove Le ha fatto annusare qualcosa elha operata nel suo studio Sa, qul non hanno una sala operatoria.Ah :disse lei, cercando di venire a capo della situazione Si guardň il braccio e scoprí che era tutto avvolto nella garza eimmobilizzato. ancora lunedí... sono appena le sette di sera :disse Bishop.LInterpol č stata qui per tutta la giornata, a cercare di ricostruire i fatti e a preoccuparsi per lei.Hanno trovato una donna legata a una sedia, nella stanza centocinquanta, e il cadavere di Marcel nelI armadio dellastanza centocinquantatré.Sbaglio, o lei ha passato un fine settimana piuttosto movimentato? :~ ;cosí :disse lei, ripensando agli awenimenti comeda unenorme distanza, e tentando di mettersi a sedere.Lo sceicco? :~ Bishop scosse la testa. riuscito a fuggire con il suo aereo.E il colpo di stato? Soffocato sul nascere, credo... ma ecco qui Schoenbeck disse Bishop, alzandosi.Potrŕ informarla meglio di me.Signora Pollifax e tempo che lei faccia la conoscenza di Henri Schoenbeck, dellIn Il signor Schoenbeck avanzň nellastanza con aria un po impacciata, ma i suoi occhi si illuminarono incontrando quelli di lei Madame, iO sono in debitoverso di lei.Deploro che il nostro incontro avvenga soltanto oggi.lei la persona alla quale inviavo i segnali~ No, no, quello era il nostro agente Gervard Sorrise lievemente.Forse la divertirŕ sapere, cara signora, che avevamo in progetto di venire a trovarla, oggi, e di organizzarle un contattopiú adeguato al caso.Avevamo pensato :spiegň, di lasciarle il fine settimana llbero per darle tempo di orientarsi.Un piano, me lo lasci dire, che per poco non le č costato la vita.La consolerŕ, in qualche modo sapere che in questo momento i tre uomini dello sceicco vengono rinchiusi nella prigionepiú vicina.LA SIGNORA POLLIFAX VINCE ANCORASí, mi consola ammise lei, ma lo sceicco ci č sfuggito, purtroppo.Lui e le sue pesche.Schoenbeck e Bishop si scambiarono unocchiata, poi Schoenbeck disse: Ormai non cč piú bisogno di fingere, madame.Mi hanno informato del suo tentativo di convincere lo sceicco che non aveva con sé il plutonio, ma qui ormai č alsicuro, stia tranquilla :~.La signora Pollifax sospirň.Suppongo che ci sia qualcosa di assurdo, signor Schoenbeck, in questa storia delle pesche sciroppate, ma possoassicurarle che quanto ho detto č la pura veritŕ.Il plutonio non č mai uscito dalla clinica. qui.
  • 52. Per conto mio, le credo :disse Bishop, al colmo dello stupore.Non č mai uscito dalla clinica! ripeté Schoenbeck.Ma allora il plutonio francese non č piú nelle mani dello sceicco? Signora, se lei volesse dirmi dovč, esattamente...La signora Pollifax ignorň la domanda e gli rivolse invece un sorriso cattivante.Che cosa pensa di Robin, signor Schoenbeck? Robin! Mi ha stupito, devo ammetterlo.Se allude a Burke-Jones, non č quel tale di cui allInterpol si sospettava che avesse ucciso Fraser? :9 domandň Bishop.Schoenbeck assunse unaria mortificata.Malauguratamente, sí.Ma pare che sia soltanto un ladro di gioielli. Giŕ confermň la signora Pollifax, e anche un ottimo ladro di gioielli.Sono contentissima che le abbia detto tutto di sé, ma lei si renderŕ conto, spero, che, per essere stato completamentesincero, Robin si č rovinato la carriera.Guardň seria Schoenbeck.Cč niente che lei possa fare a questo proposito, signor Schoenbeck? Sí, signora, cč.Ma mi domando come lei labbia intuíto.Per essere sincera, mi era giŕ venuto in mente giorni fa.Robin č abilissimo nel forzare serrature, e gli piace lavorare da solo. sorprendentemente ricco di risorse nei momenti diemergenza e ha un guardaroba splendido.Schoenbeck assicurň, sbrigativo: Non sono tanto sciocco, madame, da lasciarmi scappare di mano un simile talento.Ho giŕ fatto dei sondaggi, e lui sembra molto interessato allidea.Poi aggiunse: Posso soltanto augurarmi che anche il piccolo Hafez lavori un giorno per lInterpol :~.Penso che preferisca diventare astronomo :lo informň la signora Pollifax.Dovč? :~ con la nonna, stanno parlando al telefono con lo Zabya, ma č molto ansioso di vederla.Lei scosse il capo, meditabonda.Se non fosse stato per Hafez... :~ La prego disse con fermezza Schoenbeck, adesso č bene che si riposi.Lasci che sia io, piuttosto, a tormentarmi al pensiero di quanto lo sceicco sia stato vicino a completare la sua prowista diplutonio.Schoenbeck abbozzň un sorriso.Il mondo č troppo piccolo, ormai, perché un personaggio come lo sceicco possa sparire per molto tempo, cara signoraPollifax.Prevedo che non avremo difficoltŕ a ricuperare il plutonio che ancora manca.Basterŕ promettere di.come dire?... di mettere a tacere tutta la storia purché lui restituisca tranquillamente il resto del plutonio e si impegni aritirarsi dalla politica.In fin dei conti, se le sue macchinazioni fossero rese note, verrebbe messo al bando dai circoli mondani e dalla suagente.Pensa davvero che possa importargliene? :domandň Bishop, incuriositc.Oh, sí, io ne sono certa sentenziň la signora Pollifax. :uno snob.Soprattutto, non tollererebbe di far sapere al prossimo che ha fatto fiasco. :Rabbrividí. un individuo incredibilmenteaffascinante, sebbene in un senso del tutto negativo. :~ Schoenbeck si alzň.E adesso, se lei vuole scusarmi, mi metterň al lavoro per cercarlo. :Sinchinň e si avviň verso la porta.Signor Schoenbeck :lo richiamň amabilmente la signora Pollifax, il plutonio č nella dispensa, giú al piano dei locali dicura, nellangolo plU remoto del magazzino delle prowiste, dietro un sacco di carbone.Lui sorrise.Grazie, madame.Anche Bishop si alzň.Bene, signora Pollifax :D disse, avvicinandosi per baciarla su una guancia, č tempo che io riprenda laereo.Gli ordini, per lei, sono di rimanere qui tutta la settimana, finché non Sl sarŕ completamente rimessa.Se disobbedisce, Carstairs se la prendera con me.Ma io sono contentissima di restare assicurň lei.Se la immagina la reazione della signorina Hartshorne, se tornassi a New Brunswick con un braccio conciato cosí?Direbbe che č esattamente ciň che merito per avere passato una noiosissima settimana a Baltimora, con una vecchiaamica.Con una strizzatina docchi, aggiunse: La signorina Hartshorne č convinta chio manchi di senso dellavventura.358 Oh, buon Dio! :esclamň Bishop, fingendo di rabbrividire.E se, quando tornerŕ a casa, avrŕ ancora il braccio al collo, che cosa le racconterŕ? :~LA SIGNORA POLLIEAX VINCE ANCORAChe ho inciampato nel gatto di Adelaide, e mi sono rotta un brac C10. :~ Bishop rise.Allora non cč piú bisogno chio mi preoccupi per lei.Tra parentesi, penso che qui si troverŕ in buona compagnia.Hafez e la nonna si tratterranno alcuni giorni, finché la signora Parviz non si sentirŕ un po rinfrancata.
  • 53. Il generale Parviz arriverŕ in aereo venerdí, per riportarli a casa. :~ Sulla soglia, apparve Hafez: Permesso, possiamoentrare? :~ tutta vostra :9 disse Bishop, e gettň ancora un bacio alla signora Pollifax.Hafez, Robin e Court entrarono in punta di piedi e si fermarono ai piedi del letto, sorridendole.Lei vide che Robin e la ragazza si tenevano per mano e immaginň che il giovanotto, avendo ormai vuotato il sacco conlInterpol, si fosse confessato anche con Court.Disse maliziosamente: Ici la Police.Sortez, les mains eK lair! Hafez rise e girň intorno al letto per sedersi vicino a lei, il visetto raggiante di felicitŕ.Madame :disse, siamo tutti vivi.Incredibile, ma vero approvň lei.E sa, madame continuň tutto eccitato lui, ho parlato con papŕ per telefono e venerdí potrŕ conoscerlo anche lei.Vuole ringraziarla personalmente e... :~ Hafez č tornato quello di prima :osservň Robin, ridendo.... le porterŕ la Palma di Isa da parte del re Jarroud.Sa, č la decorazione piú alta che si dŕ nel nostro Paese.Si chiama cosí dal nome del pastore che salvň lo Zabya dallinvasione, nel 1236.Si gettň da una rupe per avvertire la gente della valle che il nemico era sui monti, e quando lo videro cadere, con unafreccia nemica piantata nel cuore, capirono che il Paese era in pericolo.Ah, e poi mio padre ha detto che venerdí faremo una piccola festa, qui, per conferirle lonorificenza Non č magnifico,madame? :D E non ha avuto nemmeno bisogno di buttarsi da una rupe le fece notare Robin.Court rabbrividí.Avete corso un simile pericolo, tutti e tre, e io non lo sapevo nemmeno.Robin si girň a guardarla.Se dovrň lavorare per lInterpol, ora che la signora Pollifax č riuscita a fare di me un uomo onesto, dovrai abituartiallidea chio corra qualche pericolo.Sempre che tu sia disposta a sposarmi, sintende.Se sono disposta a sposarti, Robin? mormorň dolcemente"Court. Be .. :Guardň la signora Pollifax e rise.Sí, credo proprio di sí! Brava approvň questa.Robin posň un bacio sulla guancia di Court. ila decisione piú saggia che tu abbia mai preso, cara, e mi fa venire unideabrillantissima.Se la festa di Hafez č per venerdí, abbiamo giusto il tempo di ottenere una licenza speciale.Possiamo sposarci qui alla clinica.E la signora Pollifax mi farŕ da testimone? gridň Court.Oh, signora, lei accetterŕ, vero? :~ La signora Pollifax accolse la proposta con gioia.Niente mi farebbe piú piacere, cara.Pensate, potrň mettermi labito viola, e le collane a catena.Non vedo lora di ammirarla :D assieurň Robin entusiasta E ehi farŕ da testimone per lo sposo? Oh, non č eerto unproblema.Robin posň una mano sulla spalla di Hafez.Non eč ehe una persona ehe abbia i requisiti neeessari.I1 ragazzo guardň Robin e sorrise.Con un sospiro di beatitudine, la signora Pollifax si era abbandonata eontro i guaneiali e guardava i suoi giovani amiei.Daeeordo, il braeeio le faeeva male, stava seomoda, e davanti a lei si profilava un nuovo ineubo, il peggiore di tutti:affrontare la signorina Hartshorne.Ma rammentň a sé stessa: "Ciň ehe viene eol vento, eol vento vola via".Poi, allontanň eompletamente da sé il rieordo dello seeieeo e si dispose a godere unautentiea eonvaleseenza.DOROTHY GILMAN cominciň a scrivere quandera ancora bambina e, a undici anni, vinse un premio di tre dollari peruna novella che aveva inviato a un giornale.Appassionata darte, frequentň per qualche tempo una scuola artistica della Pennsylvania.Poi, a ventidue anni, iniziň a scrivere alcuni racconti per ragazzi.Piú tardi, quando decise di cimentarsi in unopera per adulti, si disse: "Perché non narTare una storia imperniata su unadonna cui capiti tutto ciň che vorrei capitasse a me?" Nacque cosí il divertente personaggio di unanziana eintraprendente vedova protagonista de La sorprendente signora Pollifax e de La strabiliante signora Pollifax, entrambipubblicati da sELEzlONE DELLA NARRATIVA MONDIALE .Lautrice č ancora molto distante dalletŕ della signora Pollifax, ma questa differenza non č stata per lei un problema.Cresciuta a New Brunswick, nel New Jersey, in un presbiterio, dove il padre era ministro del culto battista, č statacircondata, fin da bambina, da anziane ed eccentriche signore e ha imparato ad assimilarne e a capirne i sentimenti e leimprevedibili reazioni.Il suo personaggio, quindi, ha il sapore dellautenticitŕ.Dorothy Gilman ha visitato molti dei Paesi, teatro delle imprese del suo personaggio: Messico, Bulgaria e, ultimamente,Svizzera.Non č arrivata fino a imparare il karatč, che la signora Pollifax usa con tanta efficacia, ma ha frequentato delle lezioni dijudo; dopo "essere stata scaraventata di qua e di lŕ per una sera", perň, ha preferito abbandonare il corso.Ha praticato invece con passione lo yoga, e anche lei, come Emily Pollifax, ha avuto delle difflcoltŕ con la posizione del
  • 54. loto.Recentemente, il suo entusiasmo per le novitŕ lha spinta a comprare una vecchia casa nella Nuova Scozia, in Canada,dove ha intenzione di fertilizzare dieci acri di terra, servendosi delle alghe come concime, e di dedicarsi allacoltivazione delle piante medicinali.FINE.