Erbario dei percorsi co2

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Progetti Chini, erbario; archivio Chini

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  • edera
  • bosso
  • Tiglio
  • pioppo
  • prunus
  • LEGGENDA:racconta una leggenda, che un giorno l'Angelo dei Fiori vide un prato spoglio, senza neppure un fiore.
    L'Angelo chiese allora alle rose, ai tulipani, ai gigli e alle dalie di andare in quel prato, ma tutti questi fiori, superbi perchè erano coltivati nei giardini, risposero di no.
    Solo un fiorellino, umile e poco appariscente, si offrì di andare in quel prato a rallegrarlo con la sua presenza.
    Con la margherita andarono altri fiori selvatici: i ranuncoli, le primule e le violette.
    Fu per questo, dice la leggenda, che da quel giorno la margherita fu considerata la regina dei prati.
  • acero
  • LEGUMINOSE
    Piante erbacee o legnose della sottoclasse delle dicotiledoni dialipetale. Le foglie sono generalmente composte e con stipole; i fiori ermafroditi sono bilaterali con corolla papilionacea composta di cinque petali diseguali: uno stendardo superiore, due ali laterali e due petali inferiori saldati a formare una carema; gli stami sono dieci saldati per i filamenti (monoadelfi), spesso sono nove saldati e uno libero (diadelfi); il pistillo ha un ovario supero monoloculare che si trasforma in legume o baccello. Le l. hanno la proprietà di utilizzare l'azoto, tramite dei batteri che entrano in simbiosi annidandosi nelle radici. La famiglia comprende circa 500 generi divisi in 13.000 specie diffuse in tutto il mondo. Fra queste ricordiamo le più comuni: il pisello, il fagiolo, la fava, il trifoglio, l'erba medica.
  • RIPRODUZIONE
    Tutte le felci presentano come carattere comune l'accartocciamento delle foglie in seno alle gemme, sicché esse si raddrizzano soltanto quando il lembo comincia a spiegarsi (prefogliazione circinata).
    Un'unica cellula dell'epidermide dà origine agli sporangi e questi possono essere isolati oppure, come più spesso accade, sono riuniti in sori nella pagina inferiore della fronda.
    Le foglie che portano gli sporangi possono essere uguali a tutte le altre fronde (troposporofilli), oppure diverse (sporofilli); spesso esistono anche foglie sterili dette trofilli.
    I protalli, di regola, hanno forma laminare e ricordano un cuore; non sono mai più larghi di qualche centimetro. Sulla loro parte inferiore, al riparo dalla luce, si trovano i rizoidi (sorta di radici) e i gametangi (apparati in cui si formano i gameti).
  • Il salice ripaiolo (salix eleagnos)
    È un altro salice con foglie molto strette proveniente dall’europa centrale, in particolare lungo i fiumi delle Alpi.
    Ha infiorescenze molto strette e ricurve.
  • TIFACEE
    Famiglia di piante dell'ordine pandanali, comprendente specie palustri ed acquatiche, per lo più perenni, con rizoma strisciante e foglie strette, lineari, inguainate alla base, con infiorescenze monoiche disposte a spighe. Delle specie tropicali e delle regioni temperate si conosce solo il genere Typha. In Italia sono frequenti le tife lungo i fossi, le paludi e le rive dei fiumi. Hanno aspetto di canne palustri, con infiorescenze cilindriche intorno agli scapi e appena sotto di questi.
     
  • OLMO
    In America viene particolarmente sfruttato l'olmo rubro, la cui corteccia è ricchissima di una mucillagine capace di assorbire una grandissima quantità d'acqua; si usa soprattutto come ingrediente nella preparazione di pressari e di suppositori.
  • RANUNCOLO DEI PRATI
    RANUNCULUS ACRIS
    FAMIGLIA RANUNCOLACEE
     
    Da sempre tipico della nostra campagna, sopravvive nonostante il crescente uso dei diserbanti.
    Tra maggio e luglio non c'è quasi prato su cui non brilli l'oro del ranuncolo.
     
    FOGLIA:si presenta elegante, sostenuta da un lungo picciolo, lavorata e suddivisa in segmenti.
    Le foglie superiori sono più semplici e meno divise.
     
    FIORE:è di un brillante colore giallo-oro. Formato da 5 petali. I 5 sepali, coperti da peli, formano un calice.
     
    CURIOSITA':produce una sostanza chimica velenosa per i bovini (che di solito evitano spontaneamente di mangiarlo allo stato fresco nei pascoli). Con l'essicamento la sostanza velenosa si degrada e qualsiasi ranuncolacea può essere consumata, senza danno, dal bestiame.
    Nel passato si asseriva che le radici di ranuncolo schiacciate nel sale curassero la peste, provocando vesciche che facevano fuoriuscire il male; i fiori portati in un sacchetto appeso al collo, invece, avrebbero guarito dalla pazzia.
  • Piantaggine
    Appartiene alla famiglia delle plantaginacee. Le piante del genere sono caratterizzate da foglie in una rosetta basale e da fitti capolini di minuscoli fiori.
    La pianta era chiamata dai pellerossa "orma di uomo bianco" perchè la sua disseminazione accompagnava l'avanzata dell'uomo bianco in America dove la piantaggine era sconosciuta prima della colonizzazione europea.
  • MARGHERITA
    BELLIS PERENNIS
    FAMIGLIA ASTERACEE
     
    L'aspetto gradevole della margherita è riproposto nel nome del genere che deriva dal latino "BELLA": GRAZIOSA. I capolini si aprono la mattina presto e si chiudono la sera e anche nei giorni nuvolosi, quando gli insetti impollinatori sono meno attivi.
    Mancano i pappi tipici della famiglia.
    CURIOSITA':numerosi scrittori hanno apprezzato e lodato l'umile pratolina.
    Così la ricorda il poeta Shelley: "STELLE PERLACEE DELLA TERRA, COSTELLAZIONI FIORITE CHE MAI TRAMONTANO".
    LEGGENDA:racconta una leggenda, che un giorno l'Angelo dei Fiori vide un prato spoglio, senza neppure un fiore.
    L'Angelo chiese allora alle rose, ai tulipani, ai gigli e alle dalie di andare in quel prato, ma tutti questi fiori, superbi perchè erano coltivati nei giardini, risposero di no.
    Solo un fiorellino, umile e poco appariscente, si offrì di andare in quel prato a rallegrarlo con la sua presenza.
  • Rovere (Quercus petraea)
    Pianta arborea delle fagacee, di grandi dimensioni e con chioma compatta; ha foglie picciolate e ghiande sessili; fornisce un legno pregiato.
    Rovere (Quercus petraea).
    Il rovere è un albero alto dai 18 ai 30 m, con tronco tozzo, chioma rotondata; foglie sinuato-lobate, spesso pubescenti di sotto; ghiande sessili; squame della cupola in gran parte libere. Cresce in Europa e Asia Minore, dove forma boschi ed è anche coltivata. Presenta numerose varietà; in Italia è diffusa fino a 1.300 m s/m. La corteccia è utilizzata principalmente per la conservazione delle pelli; il legname ha svariate applicazioni (molto usato in falegnameria e nelle costruzioni, in particolare in quelle navali).
    Tradizionale albero sacro, la q., simbolo di forza, vigore e virtù eroica, riveste grande importanza nella religione dei popoli indoeuropei, a cominciare dai greci che associavano il grande albero a Zeus, il dio supremo del cielo e del fulmine (la q., svettante e solitaria, pareva essere colpita dal fulmine con maggiore frequenza rispetto agli altri alberi). Uno dei più antichi e famosi santuari della Grecia era a Dodona, dove sorgeva una q. profetica consacrata a Zeus, e la voce del dio veniva udita nello stormire delle foglie dell'albero e nello scoppio dei fulmini durante i temporali. Anche nell'Italia antica ogni q. era sacra a Giove, dio supremo della pioggia e del fulmine. Essendo i re di Roma un simbolo vivente del dio della q., ossia di Giove, nella corona d'oro che veniva posta sul loro capo erano scolpite foglie di q. Inoltre una coroncina di foglie di q. faceva parte delle insegne degli antichi re di Alba Longa e dei loro successori, i re di Roma. Anche sul Campidoglio era posta una corona di q., sacra a Giove e a Giunone. Una ninfa della q. era anche Egeria che ispirò i culti religiosi dei romani al suo sposo mortale, Numa, secondo re di Roma. Particolarmente diffuso era il culto della q. tra i popoli dell'Europa centrale. I Celti della Gallia e i Druidi sceglievano boschi di q. per celebrarvi i loro riti solenni e consideravano sacro il vischio che cresceva su una q. Si credeva infatti che la vita della q. risiedesse nel vischio, poiché d'inverno esso rimaneva verde mentre l'albero perdeva le foglie. I conquistatori celti che si stabilirono in Asia nel III sec. a.C. portarono con sé il culto della q. così che esso si diffuse su nuovi territori. Gli antichi Germani dedicavano particolare solennità al culto degli alberi e la q. era considerata il più sacro degli alberi, dedicata al dio del fulmine (Dunar, Thunar, Thor, ecc.). Anche per gli Slavi la q. era l'albero sacro dedicato al dio del fulmine Perun (il Perkunas dei lituani) in onore del quale venivano mantenuti fuochi perenni. Legati all'antico culto della q. erano anche i fuochi di mezza estate e il rito del ceppo di Natale, che simboleggiavano il fuoco sacro, acceso per frizione del legno di q. e alimentato col legno di quest'albero. L'accensione del fuoco domestico sia nel giorno di mezz'estate che in quello di Natale, diffusa in Germania sino al secolo scorso, simboleggiava il fuoco perenne. Il ceppo di Natale o quello acceso a mezz'estate, consistevano in un pesante blocco di q. che veniva fissato sul piano del focolare in modo da bruciare molto lentamente e da durare per un intero anno. Quando veniva posto il nuovo ceppo si raccoglievano le ceneri di quello vecchio che, nelle notti tra Natale e l'Epifania, si spargevano nei campi per favorire la crescita dei raccolti o, nelle cerimonie di mezz'estate, venivano mescolate al grano pronto per la semina. • Merceol. - Molte, fra le varie specie di q. (Quercus), sono rivestite da una corteccia, più o meno spessa, contenente in misura diversa sostanze tanniche la cui percentuale dipende anche dal luogo e dai sistemi di coltivazione, dall'età della pianta e dalla parte da cui la corteccia stessa proviene. Un tempo detta corteccia aveva grande importanza nell'industria della concia delle pelli ed ancor oggi, nonostante le nuove materie concianti poste in commercio, essa è largamente usata nelle concerie. Perché serva allo scopo la corteccia vien tolta alla pianta o quando questa è ancora in piedi (scortecciamento) o dopo il suo abbattimento (scortecciamento a banco). Per scortecciare la pianta vengono praticate delle incisioni circolari e successivamente dei tagli longitudinali sulla corteccia. Con questo sistema si toglie la corteccia "a cannoni", ovvero in un sol pezzo oppure a strisce di varia larghezza (secondo il diametro del tronco). Lo scortecciamento può anche essere effettuato per mezzo di vapore sovrariscaldato dopo aver posto i tronchi in appositi recipienti. Sulla farnia e sulla rovere lo scortecciamento viene, di norma, praticato su cedui di 15-20 anni di età; sul leccio si usano cedui di 20-25 anni e sempre in primavera. La corteccia viene poi fatta seccare in locali ben aereati. Le corteccie, in commercio, vengono classificate in base al diametro dei tronchi dai quali provengono: "corteccia rugosa" derivata da tronchi di diametro superiore ai 20 cm; "corteccia screpolata", da tronchi di 10-20 cm di ; "cortecciola" proveniente da tronchi di diametro inferiore ai 10 cm. Se dalla corteccia viene tolto il ritidoma (la parte esterna, morta) si ha la "scorza pulita". Altre classificazioni si hanno in base alla parte della pianta da cui la corteccia è stata tolta; oppure in relazione all'età della quercia ("corteccia giovane" o "corteccia vecchia"). Importante è la classificazione basata sul contenuto di tannino. Ci sono così le "corteccie di prima", di "seconda", di "terza" (ottima, buona, mediocre, ecc.). Fra le querce italiane quelle che contengono maggior quantità di tannino sono quelle coltivate in Sardegna e quelle della Maremma Toscana. La sostanza tannante della corteccia è l'acido quercitannico. Oltre che nelle concerie la corteccia di q. trova impiego anche in farmacia. Oltre alle specie di quercia già citate, sono buone fornitrici di tannino anche la Quercia spinosa, la Sughera (Quercia da sughero) e, tra le specie americane la Chestnut oak, la Spanish oak e la California.
  • PINACEE
    Famiglia delle conifere, che comprende alberi a fusto eretto, raramente strisciante o cespuglioso, con foglie aghiformi.
    A maturità, le brattee dei fiori femminili lignificano e si forma l'infruttescenza a cono, detta comunemente pigna, chiusa fino alla maturità del seme.
    I generi principali: abete, cedro, larice, picea, pino.
  • Genere di piante erbacee o suffruticose delle labiate, caratterizzate dalla corolla bilabiata, con foglie rugose coperte di peluria grigia, fortemente odorose, usate come condimento o in medicina.
    L’erba salvia (S. officinalis) è coltivata per le grigie foglie aromatiche usate in cucina e farmacia.
    Salvia pratensis è comune nei prati.
    Tra le specie coltivate a scopo ornamentale Salvia splendens, dai fiori rossi, è la più nota.
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    1. 1. INDICE
    2. 2. INDICE PRESENTAZIONE BELGIARDINO - B •Raccolta •Pressatura •Essiccazione •Flora spontanea a Lodi - B C •Lanca •Veronica •Biancospino A - B •Tarassaco •Romice •Euforbia •Sambuco - B •Edera A - B •Ligustro •Lamio •Malva •Menta •Bosso •Tiglio •Rosa canina •Abete rosso •Pioppo •Pioppo Lombardo A - B – C •Prunus A – B •Mughetto •Camomilla PULIGNANO •Platano - B •Ippocastano •Cannuccia palustre •Equiseto AUTORI INDIRIZZO CLASSE 3^A SOLTARICO •Aceri •Robinia •Felce •Lanca •Salice •Cannuccia •Olmo •Sambuco •Gelso •Rovo •Favagello •Piantaggine •Violette •Ortica •Erba salina •Margherita •Betulla •Rovere •Roverella •Larice •Sanguinella •Calendula •Salvia
    3. 3. PRESENTAZIONE L'ERBARIO   Ami i fiori, i fiori ti interessano... Allora non esitare ad osservarli più da vicino e a farne una collezione. Per questo c'è un solo modo: l'erbario INDICE
    4. 4. RACCOLTA   Non dimenticare mai a casa il tuo coltello, il blocchetto, la carta di giornale, una cartelletta rigida e un piccolo cartoncino da disegno. Quando scegli una pianta per la tua collezione, ricorda che essa, se possibile, deve essere ben formata in tutte le sue parti: il fiore, le foglie, ma anche i bottoni, i frutti, le radici. Per trasportarla, alcuni ti consiglieranno una scatola. E' meglio sottoporre subito la pianta ad un'operazione: stenderla sulla carta di giornale e infilarla tra due pezzi di cartoncino da disegno. Abbi cura di annotare sul taccuino la data e il luogo di raccolta con, se ti è possibile, un piccolo disegno dell'ambiente circostante. INDICE
    5. 5. PRESSATURA   Puoi far seccare le piante tra due fogli di giornale sotto una pila di libri. Ma dentro una pressa è meglio. Ed è così facile costruirne una. Fai due tavole da 30x50 cm. con delle vecchie assi di legno molto secco (che non siano deformate). Completa ogni tavoletta con un cuscinetto di carta di giornale che ricoprirai con una buona carta da pacco. La carta andrà fissata con le puntine da disegno. Per pressare le tavolette l'una contro l'altra, con i fiori secchi nel mezzo, prendi delle viti che troverai in un negozio di ferramenta. INDICE
    6. 6. ESSICAZIONE  Disponi bene la pianta in piano tra i fogli di carta assorbente (o di giornale). Se necessario, assottiglia con lo scalpello le parti troppo carnose che si seccherebbero male. Metti il tutto sotto la pressa, ma tutti i giorni controlla che l'essicazione avvenga correttamente e che la pianta non si incolli alla carta. Aspetta che la pianta sia completamente secca per trasferirla nell'erbario. INDICE
    7. 7. LA FLORA SPONTANEA A LODI  Guardando la vegetazione intorno a noi vediamo campi coltivati, ville con giardini o campi cittadini. Solo negli ambienti dove l'uomo non è intervenuto costruendo o coltivando, possiamo vedere la vegetazione tipica delle nostre regioni. La flora spontanea rappresenta così un ricordo di quella che era la natura tanti anni fa in Italia: fitte foreste ed intricati boschi. INDICE
    8. 8. Purtroppo oggi, nella nostra zona è rimasto ben poco della vegetazione spontanea: solo qualche accenno nei prati, lungo le rive dell'Adda o ai margini dei sentieri. Perciò abbiamo pensato di raccogliere alcuni campioni di questo tipo di natura; si tratta di piantine che crescono ovunque e che normalmente vengono definite ERBACCE. In seguito le abbiamo essiccate e catalogate in modo da conservarle, abbiamo raccolto notizie di vario tipo, a loro inerenti, che abbiamo scritto in forma semplice. Ecco il nostro lavoro: BUONA LETTURA INDICE
    9. 9. INDICE
    10. 10. Platano NOME LATINO : PLATANUS NOME GRECO : PLATANOS DA PLATYS DENOMINAZIONE DIALETTALE: PLATEN ORIGINI: Mediterraneo Orientale, Asia Minore, America Settentrionale. CARATTERISTICHE: Vi appartengono sei specie una delle quali platano orientalis, è presente nella regione mediterranea sino all’Himalaya, mentre le altre sono nord americane. INDICE STRUTTURA DEL FUSTO: i platani sono alberi con fusti alti talvolta più di 50m, diritti, grossi, con corteccia che si stacca in larghe placche. il diametro è circa tre metri la corteccia bianco cremosa e solo verso la base del tronco diviene scura e fessurata. la ramificazione principale è abbondante, spesso imponente. È presente allo stato spontaneo lungo i corsi d’acqua anche nell’ Italia meridionale . d’introduzione relativamente recente come pianta ornamentale, è la specie tipica del Nord Americana, platano occidentalis, meno diffuse sono le altre due specie: platano racemosa, della california, platano acerifoglia, ritenuta però un incrocio tra p. orientalis e p. occidentalis e coltivata in diverse varietà, p. mexican, p. lindeniana e p. glabarata, tutte e tre messicane. CLASSE: genere delle piante dicotiledoni - famiglia platacee STRUTTURA DEL FUSTO: i platani sono alberi con fusti alti talvolta più di 50m, diritti, grossi, con corteccia che si stacca in larghe placche. il diametro è circa tre metri la corteccia bianco cremosa e solo verso la base del tronco diviene scura e fessurata. la ramificazione principale è abbondante, spesso imponente.
    11. 11. Platano INDICE STRUTTURA DELLE FOGLIE: le foglie sono alterne, palmate, semplici, grandi con tre nove lobi triangolari, il picciolo è ben sviluppato ed espanso nella base. le piante sono monoiche, con fiori declini riuniti in capolini globosi, presenti in numero da 2 a 5 su lunghi peduncoli pendenti. quelli maschili sono formarti da tre a sei brattee pelose da tre cinque appendici più lunghe, clavato- liniari, alternate ad altrettanti stami a filamento breve; quelli femminili sono formati da tre a cinque brattee. squami formi, da altrettante appendici obovate – clavate e da due a otto pistilli con stilo allungato. I frutti sono dati da tanti acheni inseriti su un asse globose e circondati da numerosi peli articolati. CURIOSITÀ: l’origine di queste specie è eurasiatica, taluni autori ritengono invece che sia orientale ed importata dai greci e dai romani nel mediterraneo. la specie è spesso coltivata in due varietà : digitata e cuneata. Pianta di grande interesse ornamentale ed assai apprezzate per la grande ombra che forniscono, fresco riparo nelle giornate estive, i platani hanno però modestissimo valore pratico. Il legname, non, pregiato è solo raramente usato per piccole sculture, per utensili, per pavimentazioni di modesto valore ecc.; la scorza trova qualche impiego nella concia dei pellami Platano
    12. 12. Ippocastano Appartiene alla famiglia delle piante dicotili, ordine sapindali. È una pianta legnosa con foglie opposte, palmatocomposte, fiori in pannocchie di cime. Sono noti due generi con 20 specie, di cui 18 appartengono al genere Aesculus. È un grande albero europeo, ornamentale, con caratteristici frutti a capsula spinosa contenente tre semi simili a castagni, ma non eduli. Per la sua folta chioma è stato scelto ad ombreggiare i viali. L'ippocastano raggiunge anche l'altezza di 25 m. Ippocastano INDICE Curiosità La corteccia, che contiene i glucosidi esculina, esculetina e frassina, esercita azione febbrifuga. I semi contengono un glucoside amaro, l'argirescina, una saponina e un olio grasso, a cui vengono attribuite altre virtù antireumatiche.
    13. 13. Cannuccia Palustre PMRAGMTES AUSTRALIS È una specie ruderale, vive in terreni ricchi di nitriti e nitrati. INDICE
    14. 14. EQUISETO INDICE Equisetum Genere di piante pteridofite delle equisetacee, diffuse soprattutto nei luoghi umidi; hanno foglioline inserite in verticilli ai nodi dei fusti. L’equiseto arvense (o coda cavallina) è comune in Italia nei luoghi freschi. Ha cellule epidermiche con pareti fortemente silicilizzate, viene utilizzato per levigare i metalli, legni duri e oggetti di avorio.
    15. 15. Belgiardino INDICE
    16. 16. Lanca INDICE CON SALICI E PIOPPI
    17. 17. Veronica INDICE Persica È una delle piante infestanti più diffuse. appartiene alla famiglia delle scrofulariacee. Il fiore ha tre petali di colore azzurro cielo, ed uno, generalmente quello inferiore, più chiaro a volte bianco. Originaria dell’Asia.
    18. 18. Biancospino INDICE
    19. 19. Biancospino Il biancospino comune (Crataegus monogyna) è riconoscibile dalle sue foglie brevemente spicciolate, romboidali, profondamente incise, le punte dei lobi sono profondamente incise. È un arbusto spinoso delle rosacee, spontaneo nei boschi e nelle siepi; ha abbondanti fiori bianchi e frutti rossi; è coltivato nelle varietà a fiori rosa, rossi, semplici o doppi. INDICE
    20. 20. TARASSACO TARAXACUM OFFICINALE FAMIGLIA ASTERACEE L'origine del nome generico non è ben nota, forse deriva dal persiano "ERBA AMARA" o dal greco significando "CURA DEI TURBAMENTI" a causa delle proprietà medicinali. INDICE LUOGO DI RACCOLTA: comune negli incolti, sulle rive dei fossi, lungo i muri, nelle crepe dei marciapiedi e nei prati. FOGLIA:le foglie si presentano in rosetta densa basale. La forma è varia: da ovale a lanceolata, col margine seghettato, inciso dentato (richiama gli aguzzi denti del leone, donde il nome dialettale). Quando viene spezzata emette un lattice biancastro e amaro. FIORE: il Tarassaco si riconosce per i vistosi fiori gialli con diametro di circa 2,5 cm. Il fiore che noi ammiriamo è un'infiorescenza a capolino. Si presenta slanciato, diritto ed elegante durante la fioritura; inclinato e ricurvo a terra dopo.
    21. 21. TARASSACO – FIORE - INDICE Fiorisce da marzo ad ottobre. L'infiorescenza si tramuta in infruttescenza formata da un batuffolo di acheni. Generazioni di bambini e di adulti si sono divertite a contare il numero di soffi che ci vogliono per far volare. Per questo è chiamato anche "SOFFIONE". SOFFIONE •È una pianta infestante, ama i terreni azotati. •Il lattice è biancastro. •Il decotto che si ricava da questa pianta ha proprietà diuretiche. Le rosette basali si consumavano crude o cotte in insalata.
    22. 22. Romice (Rumex). INDICE Genere di piante erbacee perenni delle poligonacee, con più di 20 specie italiane (acetose); romice patientia, o lapazio o pazienza, con foglie sottili e lanceolate e fiori in spighe terminali, è comune sui bordi dei fossi e degli stagni.
    23. 23. Euforbia INDICE EUPHORBIA PEPLUS Genere di piante (Euphorbia) appartenente alla famiglia delle euforbiacee, ordine delle tricocche, euforbiacee dicotiledoni monoclamidee. Comprende oltre 1.950 specie, delle quali 50 diffuse anche in Italia, quasi cosmopolite. Le varie specie si presentano sotto forma di erbe, di suffrutici o di alberi, tutte con foglie, in prevalenza, opposte e di varia grandezza; nelle forme succulente che ricordano le cactacee. Tipica è l'infiorescenza di numerose specie che viene chiamata ciazio; il ciazio presenta un unico fiore femminile circondato da numerosi stami; ma questi in realtà sono fiori maschili molto ridotti. L'insieme del fiore femminile e di quelli maschili è avvolto in brattee (5 di regola) spesso fuse tra loro e di colori vivaci. Praticamente il ciazio funziona come un unico fiore ermafrodita dall'aspetto assai vistoso. Quasi tutte le specie contengono un latice che in vari casi viene utilizzato.
    24. 24. EUFORBIACEE Infestante dei giardini. Ha capolini fiorali di un verde giallo più intenso delle foglie. È dotato di brattee che mettono in risalto il fiore. Nel gambo scorre la linfa irritante perché contiene l’aldeide formica. EUFORBIACEE Famiglia di piante che fanno capo all'ordine delle tricocche. La famiglia riunisce 283 generi circa con 7.300 specie circa delle quali 1.950 appartengono al solo genere Euphorbia al quale il nome è stato dato in onore di Euforbo, medico del re Giuda di Mauretania. Quasi tutte le euforbie sono cosmopolite ma si trovano soprattutto nell'America tropicale e nell'Africa tropicale; mancano soltanto nelle regioni artiche. Le specie che crescono in Europa sono tutte erbacee ma negli altri continenti le e. sono rappresentate da alberi o da arbusti e da qualche liana. Le foglie sono in genere alterne con stipole spesso trasformate in ghiandole o in spine. Molte e. vengono coltivate come la e. fulgens; l'e. marginata; l'e. splendens, l'e. characias, ecc. Alcune tra le specie succulente danno una droga detta euforbo: da altre si estraggono sostanze usate in medicina. INDICE
    25. 25. Sambuco Sambuco (dal latino sabucus o sambucus). Genere di piante della famiglia delle caprifogliacee; frutice dal fusto di corteccia chiara e dall' abbondante midollo bianco; conta in Italia due specie; la specie nota come s. di montagna cresce solo nei boschi di montagna sulle Alpi e lungo gli Appennini. I suoi fiori contengono tannino, resina, mucillagine e tracce di olio essenziale. INDICE
    26. 26. Sambuco INDICE Il frutto contiene zucchero, acidi liberi, una sostanza colorante e tracce di olio essenziale. Principalmente i fiori vengono usati nella medicina popolare. Appartiene alla famiglia delle Caprifogliacee, piante rubiali con 11 generi e 200 specie arbustive. Alberelli o arbusti, hanno foglie opposte, a margine intero, fiori ermafroditi, in cime ombrelliformi. Frutto a bacca, drupa, capsula. Appartengono alle c.: sambuco, caprifoglio. ecc.
    27. 27. Lanca INDICE Il sentiero che porta alla lanca è ricco di vegetazione, salici, pioppi, querce e edera rampicante sui tronchi. In silenzio il gruppo procede per scoprire le ricchezze naturali di questo bellissimo posto.
    28. 28. EDERA INDICE Pianta della famiglia delle araliacee; si attacca a mezzo di piccole radici avventizie, da considerarsi come organi di appiglio e di sostegno. L'infiorescenza è un'ombrella con piccoli fiori verdastri; le foglie sono sempreverdi, lucide, di consistenza coriacea; il frutto è una bacca velenosa; la disseminazione avviene a mezzo degli uccelli, che sono ghiotti dei suoi frutti e ne buttano i semi. In passato venivano sfruttate alcune proprietà medicamentose delle sue foglie. Nell'antico Egitto fu sacra ad Osiride, in Grecia a Bacco e ai suoi sacerdoti. Araliacee. Piante erbacee dell'ordine delle umbellali. La Tetrapanax papyrifera viene usata in Cina per preparare la carta di riso. In Italia è comune l'edera.
    29. 29. Genere di piante arbustive sempreverdi delle oleacee. L’europeo Ligustrum vulgare ha pannocchie di fiori , ermafroditi, bianchi o giallastri, profumati e frutti (drupe) viola – neri, velenosi. Ligustro Arbusto della famiglia delle passiflore, comunemente chiamato olivella. Molto diffusa nei boschi, con fiori bianchi e piccole bacche nere, simili a quelle del ginepro, che sono molto velenose e provocano, se ingerite, vomito, diarrea, convulsioni, disordini mentali. Le foglie contengono una sostanza chiamata ligustrina, gialla, amara, igroscopica, solubile in acqua; con con acido solforico dà una soluzione blu. Passiflora Genere di dicotiledoni appartenente alla famiglia delle passifloracee e comprendente oltre 300 specie. Pianta erbacea rampicante diffusa nei paesi tropicali e subtropicali. Il calice e la corolla del fiore formano una coppa basale e le foglie sono provviste di viticci rameali. E' soprattutto coltivata come pianta ornamentale. INDICE Passifloracee Famiglia di piante dicotiledoni, archiclamidee. Sono frutici con foglie alterne spesso munite di ghiandole sul picciolo o sul lembo.
    30. 30. LAMIO PURPUREO LAMIUM PURPUREUM Appartiene alla famiglia delle labiate. Famiglia di dicotiledoni labiatiflore, che comprende un gran numero di erbe ed arbusti, aventi per lo più proprietà aromatiche. Tra queste, la salvia, il rosmarino, la menta, il timo, lo spigonardo, la lavanda, il lamio purpureo ecc. Labiatiflore. Ordine di piante dicotiledoni, caratterizzate dai fiori a corolla il cui lembo è diviso in 2 labbra, da cui il nome. Vi appartengono le labiate, le verbenacee, le acantacee, ecc. INDICE I lami vengono così chiamate per la forma a gola della loro corolla; ( Lamia, dal greco, = corolla). È infestante dei giardini e dei campi coltivati. Ha foglie opposte incrociate
    31. 31. Malva INDICE MALVA MALVA SYLVESTRIS FAMIGLIA MALVACEE Genere di piante erbacee delle malvacee (famiglia di piante erbacee e legnose delle regioni temperate e calde, con fiori a cinque petali e frutti a capsula; Si conoscono circa 900 specie, parecchie di esse forniscono fibre tessili (cotone, ibisco, sida). Comprende l’altea, l’ibisco, la malva, il cotone). LUOGO DI RACCOLTA: diffusa in tutta Italia, frequente nei luoghi erbosi, negli orti, nei campi abbandonati, presso i ruderi e ai margini delle strade. FOGLIA: le foglie superiori sono reniformi, arrotondate, divise in 3 o più lobi con il margine dentellato; lungamente picciolate ed increspate quelle inferiori. Tutta la superficie è ricca di peli.
    32. 32. MALVA INDICE È assai pregiata per le sue proprietà terapeutiche. Con le foglie si fanno decozioni mucillaginose e cataplasmi, i fiori servono più particolarmente per infusioni e tisane; molto usate in medicina; i fiori (colore rosa tendente al viola) si impiegano come emollienti per la cura di lievi forme catarrali delle prime vie bronchiali. È anche commestibile, infatti, si possono fare frittate con uova, parmigiano e malva. FIORE: i fiori si presentano riuniti a due o a tre e hanno un lungo peduncolo. La corolla è regolare, simmetrica, di colore rosa-viola e formata da 5 petali più o meno riuniti alla base. Fiorisce da maggio a settembre. I fiori, arrotondati, contengono molti acheni. CURIOSITA': è usata in erboristeria per il suo potere emolliente e sedativo. Già nel secolo VIII a.C. i giovani germogli di " Malva Sylvestris" venivano consumati come verdura e questa Sylvestris abitudine persistette anche in epoca romana. Ne parlano Cicerone, il poeta Marziale ed il naturalista Plinio.
    33. 33. MENTA Menta INDICE Genere di piante erbacee dicotiledoni della famiglia delle labiate, con fusto labiate peloso, foglie ovate, odorose e fortemente aromatiche, fiori a spighe cilindriche. Parecchie specie sono spontanee lungo i fossi e nei campi e anche coltivate per distillarne l'essenza, con cui si fanno liquori, pasticche, caramelle. La specie più comune in Italia è la Mentha viridis; specie pregiate sono la M. crispa e la M. piperita, la cui essenza è usata in farmacia per le sue proprietà carminative e diaforetiche.
    34. 34. Bosso Bosso INDICE Il genere Buxus comprende diverse specie di alberi e arbusti spontanei anche in Italia, di cui solo una è coltivata diffusamente: il Buxus Sempervirens. Famiglia delle Euforbialicee. Si tratta di un arbusto rustico, sempreverde utilizzato per siepi e bordure: può essere modellato in forme diverse, data la sua ottima capacità di tollerare le potature. Per questo motivo è stato utilizzato nei giardini all'italiana. e lasciato crescere, può raggiungere i 5 m d'altezza, ma lo sviluppo è lentissimo. Ha una chioma compatta, formata di piccole foglioline ovali, verdi scure, lucide.
    35. 35. TIGLIO INDICE Genere Tilia, famiglia delle tiliacee, ordine delle malvali, dicotiledoni dialipetale. Al genere Tilia sono ascritte numerose specie per lo più arboree con foglie alterne a margine intero o crenato-dentato, provviste di stipole caduche. Le foglie cordiformi (a forma di cuore) sono seghettate al margine con molte nervature, profumata fioritura in Luglio. I fiori hanno 5 sepali e 5 petali e sono riuniti in infiorescenze; il frutto può essere secco o carnoso (dipende dalla specie) e di vario tipo: noce subrotonda, od altro. Altezza: 20-30m circa, dal portamento vigoroso a chioma ovale arrotondata e regolare, corteccia grigio-scura con varie screpolature non molto profonde. La moltiplicazione avviene attraverso il seme, raccolto in autunno e tenuto in sabbia sino in primavera. Tiliacee o tigliacee Famiglia di piante dell'ordine delle malvali che comprende specie quasi tutte arboree, qualcuna fruticosa, pochissime erbacee con foglie alterne e stipolate. Vi appartengono i generi Tilia (il
    36. 36. TIGLIO INDICE Il fogliame dei Tigli cade presto in autunno ed è soggetto ad attacchi di afidi che ricoprono le foglie di melata formata dal loro zucchero. Alcune volte si installano dei funghi che deturpano le foglie con maculature nerastre. In Italia vivono due specie di tiglio: tiglio • T. cordata (tiglio sel- vatico), albero di terza grandezza (fino a 20 m) a tronco grosso e breve con corti rami robusti e numerosi; la corona è densa e ampia e di forma tondeggiante; • T. platyphyllos (tiglio nostrano) alto anche 35 m. Sono piante di origine tropicale Europa Sud Orientale e Asia Occidentale, diffuse tuttavia anche in regioni meno calde. Il frutto è dotato di un'ala che ne facilita la disseminazione per mezzo del vento; l'ala non è altro che una brattea che accompagna i frutti stessi. Lungo i viali e nei parchi delle città, oltre alle due specie suaccennate vengono coltivate T. americana, T. tomentosa e T. euchlora. Il Tiglio è resistente al calore e alla siccità, vive anche su suoli calcarei e l’accrescimento è relativamente lento. Il tiglio viene coltivato anche per il legno, chiaro, flessibile e omogeneo (lavori di ebanisteria, tasti di pianoforte ecc.); per la corteccia (preparazione di fibre); per le foglie (foraggio, farmaci diaforetici ecc.) e per i fiori (infusi).
    37. 37. Rosa Canina INDICE Vai a Diap. 64 Arbusto delle Rosali fornito di spine ricurve, con foglie composte e seghettate e fiori grandi variamente profumati e colorati. Ha un frutto rosso. Della bacca si mangia solo la polpa, i petali, infatti, bruciano. I petali hanno azione astringente; vengono utilizzati per preparare il miele rosato. Il frutto è ricco di vitamina C, viene utilizzato per preparare tisane e conserve.
    38. 38. Abete Rosso Comunemente vengono chiamati abeti le conifere appartenenti a due diversi generi: Abies e Picea. Il genere Abies comprende alberi sempreverdi, dalla tipica forma conica e dalle foglie aghiformi. Tra le più coltivate, ricordiamo l'Abies Alba, che è il comune abete bianco, diffuso in Italia nei boschi montani, dove arriva a toccare l'altezza di 40 m. Ha un portamento piramidale che si modifica però con l'età, allargandosi, e un tronco liscio, grigio-argenteo, che lo differenzia dall'abete rosso (che ha corteccia più rossastra). Gli aghi sono piatti, lucidi inferiormente e lunghi 2-3 cm; i coni, eretti, sono di colore verde chiaro da giovani e bruno-rossastro quando maturano. Come tutte le conifere, questa specie mal si adatta all'atmosfera inquinata delle città. INDICE
    39. 39. Pioppo Tremolo Pioppo Genere di piante arboree delle salicacee, a rapido sviluppo, coltivate a scopo ornamentale e per la produzione di cellulosa e legname. Hanno foglie alterne, espanse, lungo picciolo e amenti maschili penduli, i frutti (capsule) a maturità liberano semi cotonosi. Il pioppo bianco o gattice (Populus alba) ha foglie inferiormente biancastre. Il pioppo tremulo (Populus tremula) ha foglie cuoriformi lungamente spicciolate. INDICE
    40. 40. Pioppo Lombardo (Populus nigra) il pioppo cipressino (Populus nigra varietà italica) ha chioma allungata. . INDICE
    41. 41. Pioppo Lombardo INDICE
    42. 42. Platano Torna Indietro INDICE
    43. 43. Prunus INDICE PRUGNOLO Strozzapreti Prugnolo (o prugno selvàtico). Prunus spinosa. Pianta arbustiva e spinosa delle rosacee, spontanea in Europa, Africa settentrionale e Asia occidentale; comune nei boschi. Ha foglie ovali,di colore verde cupo, fiori bianchi, compaiono all’inizio della primavera. Le foglie vengono utilizzate per tagliare il tabacco. I frutti tondi (prugnole), nerastri e aciduli, sono usati per preparare liquori.
    44. 44. Prunus in fiore INDICE
    45. 45. MUGHETTO convallaria majalis INDICE Il mughetto appartiene alla famiglia delle liliaceae, è un’erba spontanea delle zone ombrose dei boschi e è coltivata a scopo ornamentale. È una pianta erbacea con piccolo rizoma ramificato. Le foglie lanceolate e lucenti, dalle nervature longitudinali, sbucano da terra da un fusto sotterraneo orizzontale e ramificato e avvolgono lo stelo per proteggerlo dalle ultime gelate. Su quest’ultimo si formano, ogni primavera lungo lo stelo, fiori bianchi e profumati a forma di sonagli, volti tutti dallo stesso lato e riuniti a grappolo semplice. Ogni fiorellino ha perigonio gonotepalo forgiato a campana con sei denti a margine. Il suo frutto è una bacca rossa e la pianta fiorita è assai velenosa, contiene, infatti, due glucosidi estratti e usati in medicina come tonico cardiaco per la presenza di una sostanza che rallenta e rinforza i battiti cardiaci. In botanica la pianticella è chiamata convallaria majalis. Il primo nome deriva da quello latino di lilium convallium che significa “giglio delle valli” (da convallis: “valle chiusa da montagne”, che fa riferimento all’habitat naturale della pianta), il secondo significa “di maggio”. Il nome mughetto invece deriva dalla traduzione francese “muguet”, da “noix musquette”: noce moscata, a causa del suo profumo che può provocare disturbi a chi l’aspira.
    46. 46. CAMOMILLA MATRICARIA FAMIGLIA ASTERACEE INDICE Il nome di quest'erba deriva dal greco "CHAMAI" che significa "SUL TERRENO". LUOGO DI RACCOLTA: comunissima nei campi e nei luoghi incolti, si incontra al bordo dei sentieri e lungo le massicciate ferroviarie. presenta foglie suddivise in lacinie molto frastagliate a segmenti stretti ed allungati. Se strofinata emette un gradevole profumo aromatico. FIORE: è un'infiorescenza con due tipi di fiori. Gli esterni, femminili, sono bianchi a forma di linguetta. Gli interni sono ermafroditi, piccoli, gialli e tubolosi. Fiorisce da maggio a settembre. CURIOSITA': è largamente usata nella medicina popolare ed in erboristeria. Ha proprietà antispasmodiche, febbrifughe calmanti. Un tempo si credeva che la camomilla fosse stata posta sotto il segno del sole e quindi era adorata dagli antichi egizi che l'avevano dedicata agli Dei. Presso i latini era ritenuta un valido rimedio contro i morsi dei serpenti velenosi.
    47. 47. Pioppi INDICE Osservazione La città non deve essere solo in armonia con il fiume che l’attraversa, ma anche con la campagna che la circonda, cercando di trovare un buon equilibrio tra prati, campi e edifici senza rovinare la bellezza e la delicatezza di questo paesaggio da proteggere e da valorizzare.
    48. 48. Adda – Salici – Sottobosco -Funghi INDICE
    49. 49. INDICE S O L T A R I C O
    50. 50. Aceri ACERO INDICE Albero appartenente al genere Acer (famiglia delle aceracee); cresce in alcune regioni d'Europa e il suo legno viene usato per lavori di ebanisteria e per carrozzerie. L'acero è anche adatto alla produzione di carbone. Da alcune sue specie si ricava un succo dolce che, riscaldato, fornisce zucchero.
    51. 51. Robinia ROBINIA (dal nome del botanico francese Jean Robin). Pianta arborea o arbustiva della famiglia delle leguminose, detta impropriamente acacia; il frutto è un legume appiattito. E' estesamente coltivata e cresce ovunque allo stato selvaggio. Originaria dell'America Settentrionale, si diffuse in Europa in virtù del suo rapido accrescimento. Pianta essenzialmente ornamentale, il suo legno è usato come combustibile e per scopi industriali. INDICE
    52. 52. Platano INDICE
    53. 53. FELCE INDICE FELCI Denominazione comunemente usata per indicare le piante appartenenti alla sottoclasse delle filicide, classe delle filicopside, divisione delle pteridofite, costituenti il grande raggruppamento delle crittogame vascolari. Si tratta dunque di piante munite di veri e propri vasi conduttori e quindi cormofite. Le felci si presentano per lo più come forme erbacee dalle fronde ben sviluppate, spesso divise e suddivise, palmate oppure pennate od anche intere. Esistono anche varie forme arboree, tutte tropicali, e anche specie lianose. Quelle arboree hanno fusto eretto ricco di foglie e di radici avventizie; possono raggiungere notevoli dimensioni. Nelle regioni temperate le felci hanno uno sviluppo meno appariscente; il fusto è spesso metamorfosato in rizoma sotterraneo, per cui sono visibili soltanto le foglie.
    54. 54. Lanca INDICE
    55. 55. SALICE INDICE SALICE Nome italianizzato del Salix, genere di piante salicacee, ordine delle salicali, tipicamente rappresentato dal s. bianco (Salix alba), albero dalla corteccia grigiastra e screpolata, con foglie alterne, lanceolate, finemente seghettate, coperte di peli serici, specialmente sulla pagina inferiore, munite di piccole stipole lanceolate. I fiori sono ridotti a stami o ai soli pistilli, disposti in spighe unisessuali. Si utilizza la corteccia che contiene un glucoside (la salicina), amido ed acido tannico. In Italia sono coltivate almeno altre sei specie di salice. Salice piangente. Specie di salice (Salix babylonica) alto da 6 a 9 metri, con rami pendenti, con i ramicelli lunghissimi, gracili e flessibili. Nativa dell'Asia Minore, venne introdotta in Europa verso la fine del XVII sec. e coltivata a scopo ornamentale.
    56. 56. CANNUCCIA Cannuccia Nome comune del Phragmites vulgaris, pianta delle graminacee con rizoma strisciante e pannocchie dense, violacee o giallastre. E' quasi cosmopolita, frequente sulla riva di stagni e corsi d'acqua, dove forma densi canneti. INDICE
    57. 57. INDICE Olmo OLMO Genere di piante arboree delle olmacee, con foglie ovate seghettate e asimmetriche alla base, glomeruli di fiori (ermafroditi) a petali e samare per frutti. Albero longevo e maestoso: cresce selvatico nei boschi, dà legname da lavoro e da ardere; la foglia può servire da foraggio. In medicina viene utilizzata la parte interna della corteccia, che, grazie al suo contenuto di acido tannico e di mucillagine, esercita azione sia stomatica e astringente, sia emolliente e diuretica. Il legno ottenuto dall'olmo, il fusto del quale può raggiungere oltre 30 m d'altezza, ha colore rossastro, è duro, elastico e compatto. Ha un peso di 0,6-0,8 grammi al cmc se essiccato, di 0,8-1,20, se verde. Il suo modulo elastico normale è di poco inferiore a quello del faggio. L'olmo campestre (Ulmus campestris), un tempo tutore della vite, è usato in parchi e giardini.
    58. 58. Sambuco Vai a diap.23 INDICE
    59. 59. Gelso GELSO (Morus alba) Denominazione comune di piante arboree delle moracee, appartenenti al genere Morus. Le due specie più note sono: - il gelso bianco (Morus alba), d’origine cinese e largamente coltivato, con foglie cuoriformi usate per l ´alimentazione dei bachi da seta; - il gelso nero (Morus nigra), originario dell’Anatolia e ormai spontaneizzato come pianta da frutto, con infruttescenze rossastre o nere, carnose e dolci, chiamate more. INDICE
    60. 60. Rovo (Rubus idaeus) Genere di piante arbustive delle rosacee con fusti sdraiati, angolosi, aculeati, fiori rosei e frutti eduli detti more. Rubus fruticosus Fusto e foglie provviste di spine, le foglie alterne pennate, seghettate. fiori da rosa a bianchi a 5 elementi. Frutti a forma di mora di colore nero. Curiosità popolari: se i frutti vengono mangiati dopo il 29-9, si dice che sopra di essi ci abbia sputato il diavolo (in realtà dopo questo periodo sono acerbi). INDICE Rubus idaeus è il lampone.
    61. 61. Favagello RANUNCULUS FICARI Appartiene alla famiglia delle ranuncolacee. Da non confondere Con la celidonia delle Papaveracee con foglie lobate e non cuoriformi. È uno dei ranucoli più precoci. INDICE
    62. 62. Piantaggine INDICE PLANTAGO MAJOR FAMIGLIA PLANTAGINACEE Il nome generico "PLANTAGO", deriva dal latino "PLANTA" che significa "PIANTA DEL PIEDE", e descrive la forma delle larghe foglie di talune specie. E' in grado di sopravvivere agli strappi e agli schiacciamenti perchè altre foglie spuntano alla base della pianta protetta dal suo portamento aderente al suolo LUOGO DI RACCOLTA: comune negli incolti, lungo vie e sentieri, soprattutto su terreni calcarei. La linfa è di natura basica (ammoniaca), può essere usata per tamponare punture di natura acida (insetti o ortica). FOGLIA: pianta perenne, ha foglie in rosetta, il picciolo è appiattito ed allargato alla base. La lamina è ovale, lunga quasi il doppio del picciolo, la superficie è per lo più glabra, il margine ondulato e le nervature ben marcate convergenti verso l'apice. FIORE: è una grossa infiorescenza, a forma di spiga di 10/20 cm. cilindrica e verdastra, che produce semi con una certa abbondanza. Essi sono l'ideale per il nutrimento degli uccelli. Fiorisce da maggio a settembre. CURIOSITA': Il suo polline è una delle cause più comuni d'allergia.
    63. 63. Violette INDICE Genere di piante, prevalentemente erbacee, delle violacee, comuni soprattutto nei boschi; hanno foglie spesso cuoriformi e fiori con 5 petali di cui uno è speronato, variamente colorati e frutto a capsula Appartengono: - Viola odorata o mammola, con foglie cuoriformi crenate fiori odorosi, violetti, spontanea nei boschi e lungo le siepi. - Viola hirta e Viola canina, a quello delle viole del pensiero o pensée, con foglie inferiori cuoriformi e superiori allungate, coltivate per i fiori violetti, gialli e bianchi, molto grandi - V. tricolor e V. lutea; Foglie e fiori forniscono un’essenza usata in profumeria.
    64. 64. Ortica LUOGO DI RACCOLTA: è una pianta comune in tutt'Italia ai margini dei boschi, nelle siepi e lungo le strade di campagna. FOGLIA: lembo lanceolato con la base arrotondata e l'apice acuto, il margine seghettato ed i peli urticanti, che anche in proporzione minima, producono i ben noti arrossamenti. FIORE: il singolo fiore è trascurabile, formano una lunga pannocchia di fiorellini verdastri. Fioritura dalla primavera all'autunno. CURIOSITA': contiene diverse vitamine (es. la vitamina C) e diversi elementi (es. il ferro), quindi, cotta o cruda, è un buon alimento. E' diuretica e depurativa. I romani si sferzavano con le ortiche per prevenire i reumatismi. C'è chi afferma che la presenza delle ortiche rende le piante vicine più resistenti agli insetti e terrebbe lontane lumache e pidocchi. Lungo i secoli è stata usata per ricavarne tessuti, cibo e medicinali. Le ossa di un danese dell'età del bronzo sono state trovate avvolte in un tessuto fatto di fusto di ortica Sino al secolo scorso, in Scozia, si adoperavano lenzuola e tovaglie fatte con le ortiche. INDICE
    65. 65. INDICE Erba Salina Pianta erbacea delle Poligonali appartenente al genere Rumex, diffusa nei prati con fusti eretti e foglie a forma di saetta di sapore acidulo. Talora sinonimo di acetosella, o trifòglio acetoso, erba brusca. Acetosella (Oxalis acetosella) Pianta erbacea delle ossalidacee, spontanea in Italia; le foglie, dal sapore acidulo, contengono acido ossalico usato come solvente per togliere le macchie di ruggine o di inchiostro.
    66. 66. Margheritina INDICE BELLIS PERENNIS Delle Asteracee Appartiene alla famiglia delle composite . - fiori in capolini solitari, tubulosi gialli, fusto peloso. LUOGO DI RACCOLTA: è comune nei prati, nei luoghi incolti, lungo i sentieri e nei parchi.Diffusa in tutta Europa. FOGLIA: le foglie formano una piccola rosetta basale, obovate, altezza 310 cm. Hanno forma spatolata, con picciolo corto e largo, e bordo generalmente crenato. FIORE: quello che noi chiamiamo fiore, in realtà è una infiorescenza a capolino, portata da un lungo gambo. I singoli fiorellini sono di due tipi: quelli periferici, di colore bianco-rosei, sono sterili, mentre quelli centrali, che formano il bottone, sono tubolosi gialli e fertili.
    67. 67. BETULLA INDICE La varietà europea di questa pianta, la Betulla alba, resiste alle temperature più fredde e si trova specialmente nell'Europa settentrionale fino al Circolo Polare. Altra varietà sono la Betulla nana e la Betulla lenta che è nera e dà prodotti che hanno utile applicazione in medicina. Il legno della betulla non è utilizzato ma la corteccia, ben resistente all'umidità, è stata adoperata dagli Indiani d'America per ricoprire capanne e per far canoe. Si adopera anche per conciare pelli. La Betulla lenta o betulla dolce fornisce un olio pesantissimo ma molto volatile, di odore penetrante e colore giallastro, che contiene il 99% di salicilato di metile ed è usato nella medicina popolare per la preparazione di decotti impiegati nei reumatismi articolari e muscolari, nelle nevralgie, nelle lombaggini.
    68. 68. ROVERE (QUERCUS PETRAEA) Rovere INDICE Genere di alberi sempreverdi o caducifogli della famiglia fagacee (Quercus) delle regioni temperate dell'emisfero settentrionale; tronco poderoso, contorto, con corteccia spessa, screpolata nelle piante adulte; foglie dentate o lobate, brevemente picciolate; fiori unisessuali, i maschili in amenti penduli, i femminili in spighe; frutti a noce subglobosa od oblunga (ghiande), circondati da un involucro di brattee (cupola). La nostra flora comprende: la rovere e la farnia, che forniscono i legnami di massimo pregio; il cerro, che fornisce legnami molto più scadenti; il leccio e la sughera, a foglie sempreverdi, che forniscono legnami scadentissimi, ma viceversa prodotti secondari di grande valore (sughero, tannini, ghiande). Una varietà o specie affine è la Quercus pubescens detta roverella
    69. 69. Vai a INDICE Rosa Canina
    70. 70. ROVERELLA QUERCUS PUBESCENS Pianta arborea delle fagacee, affine alla Rovere con foglie inferiormente biancastre, fornisce un buon legno per traversine ferroviarie, attrezzi agricoli, ecc. Cresce in prevalenza nell'Europa meridionale e Asia occidentale, in Italia è diffusa particolarmente nel Mezzogiorno. INDICE
    71. 71. LARICE INDICE Conifera della famiglia delle pinacee con foglie caduche d'inverno. E' frequente nelle Alpi e negli Appennini tra gli 800 e i 2.000 m e preferisce terreni ricchi e ben drenati. Cresce preferibilmente su detriti di falda, su morene e depositi alluvionali e ha un ricco sottobosco usato spesso come pascolo. In altezza arriva sino a 30 m, ha radici molto robuste, tronco ricurvo alla base e vetta allungata, con rami disposti disordinatamente. La corteccia è rosso-bruna, le foglie sono aghiformi e di colore verde chiaro che in autunno prima di cadere sono giallo oro. I fiori femminili hanno squame rosso porporine, quelli maschili giallastre. I coni piccoli ed eretti maturano in un anno; i semi sono alati. Il larice viene usato per rimboschimenti e come legname, per pali telegrafici, cancellate, costruzioni navali, ferroviarie e tranviarie. La sua corteccia per le proprietà diuretiche, balsamiche e astringenti viene usata in medicina, tintoria e conceria. Dalle resine dei l. che crescono in Alto Adige viene estratta la trementina.
    72. 72. SANGUINELLA SANGUINELLA Cornus sanguinea Appartiene alla famiglia delle cornacee. Caratteristiche: arbusto a foglie caduche con rametti rossi; foglie opposte,appuntite,tormentose; infiorescenze bianche, a 4 petali, al termine di rametti giovani; drupa blu; altezza 1,5 - 5 m. Fioritura: maggio giugno Habitat: boschirivieraschi è una pianta pioniera. INDICE Cornacee. Famiglia di piante dicotiledoni, che comprende meno di cento specie; ha affinità con le caprifogliacee e con le ombrellifere. Vi appartengono il corniolo, la sanguinella, ecc.
    73. 73. CALENDULA INDICE CALENDULA OFFICINALIS Famiglia: Asteraceae (compositae) La Droga: capolini, sommità fiorite e foglie Dove si trova: In tutta Italia, cresce nei campi nei giardini e nei prati Come si usa la droga: Proprietà: Emmenagoghe, coloretiche, antispasmodiche, anti innfiammatorie, decongestionanti, lenitive, idratanti. Principi attivi: Caroteni, olio essenziale, resine , muccillagini. Uso interno (fiori): Per favorire le regole mensili, per attenuare il dolore addominale. Infuso: 1g in 100ml d’acqua una tazza al giorno Tintura: 20g in 100ml d’alcool a 25°(a macero per 5 giorni) 2040 gocce al giorno. Uso esterno: (i fiori o sommità fiorite e foglie): Per pelli e mucose fortemente arrossate, con vasi dilatati per le scottature (comprese quelle solari). Decotto: 6g in 100ml d’acqua, fare lavaggi, sciacqui boccali. Polpa: applicare sulla parte tenendo a contatto il più possibile. Uso Cosmetico: Una manciata di fiori infusi nell’acqua molto calda (oppure il decotto), esercita un effetto addolcente, decongestionante. Le mani screpolate traggono giovamento dall’immersione per 10 minuti nel decotto.
    74. 74. SALVIA PRETENSIS FAMIGLIA LABIATE INDICE Il nome deriva dal latino "SALVARE", con chiaro riferimento alle proprietà medicinali di questa pianta. LUOGO DI RACCOLTA: nei prati, ai margini delle strade e dei viottoli. FOGLIA: le foglie basali sono ovali, allungate, rugose; alcune intere, altre lobate. La disposizione è opposta. FIORE: è di un bel colore azzurro vivo. La forma è quella di una bocca aperta: il labbro superiore è semplice, quello inferiore ha tre lobi. Presenta un marchingegno curioso per la impollinazione: lo stilo del pistillo e le antere degli stami sono posti in modo tale che quando l'insetto penetra nel fiore, per succhiare il nettare, il dorso sfiora lo stilo e vi abbandona il polline. Fioritura da maggio a settembre. CURIOSITA': nell'antico Egitto, ne veniva dato da bere il succo alle donne per renderle fertili; questa consuetudine si era tramandata anche a Roma dove si affermava che la salvia "tratteneva ciò che era stato concepito e lo vivificava". Per i romani, che la consideravano un'erba sacra, chi raccoglieva la salvia doveva prima lavarsi e purificarsi, indossare una tunica bianca, essere a piedi nudi e offrire un sacrificio.
    75. 75. AUTORI •CLASSI 3^A e 2^B del Liceo delle Scienze Sociali •Insegnanti coordinatori: Antonio Arci – Luigi Chini e Giacomo Camuri •Gruppo di Educazione Ambientale del’Istitito Magistrale Maffeo Vegio •Con la collaborazione degli insegnanti dell’Orto Botanico dell’Istituto: Marina Lombardini e Maria Pisati INDICE
    76. 76. CLASSE 3^A INDICE
    77. 77. INDIRIZZO Istituto Magistrale Statale “Maffeo Vegio” Liceo delle Scienze Sociali – Scienze della Formazione – Indirizzo sperimentale Linguistico 26900 LODI Via Carducci, 3 -  0371/420361 -  0371/421745  http://www.bdp.it./˜mipm0001/welcome.htm -  mvegio@tin.it INDICE
    78. 78. Lodi S. Bassiano INDICE

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