Elementi Di Web Marketing

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  • 1. elementi di web marketing DICEMBRE 2009
  • 2. Utilizzo dei motori di ricerca prima di un acquisto L’87% degli utenti Internet in Italia raccoglie informazioni sui motori di ricerca prima di decidere se acquistare o meno un prodotto, il dato è in crescita rispetto al 2008, dove la percentuale era dell’83%. Il motore di ricerca utilizzato per l'85% è SEMS a Oto Research/ 26 ottobre 2009
  • 3. come funziona Google
  • 4. GOOGLE E I DATI Le tecnologie di Google riescono ad indicizzare circa il 40% del totale dei documenti in rete. COME FA GOOGLE HA POSIZIONARE IN GRADUATORIA I RISULTATI DELLE RICERCHE?
  • 5. Il Proceso di Google.
  • 6. cosa è il PAGERANK Il pagerank è uno dei più importanti fattori per il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca. L'algoritmo di PageRank è stato brevettato (brevetto US 6285999) dalla Stanford University; è inoltre un termine ormai entrato di fatto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dai motori di ricerca. Il nome PageRank è un marchio di Google, e Google non vuole si sappia come funziona. Quello che sappiamo è che premia i siti con molti link. La posizione di una pagina web e è favorita dal numero di link che puntano a quella pagina. Maggiore è il numero dei link che puntano ad una pagina e migliore sarà la posizione di quella pagina nei risultati delle ricerche.
  • 7. Link popularity VS PAGERANK La link popularity [popolarità] vede nella quantità dei link l'unico valore discriminante per il posizionamento. PAGERANK: [autorevolezza] prende in considerazione anche il valore di PageRank delle pagine che offrono i link! un link ricevuto da una pagina che possiede un pagerank alto "vale" più di un link ricevuto da una pagina dal valore di pagerank basso è possibile ottenere benefici analoghi (o persino migliori) anche ricevendo pochissimi link, purché provenienti da pagine considerate "importanti" da Google, ovvero pagine che possiedono un valore di PageRank alto.
  • 8. Hypertext Transfer Protocol HTTP: è un ipertesto che funziona per link. E' tutta una questione di link. Il mio sito ha più possibilità di avere accesso ( essere in alto nei risultati di google) se: sono ampie le possibilità di accesso al sito (se sono molti i link che portano al mio sito) e se: i siti che ci offrono accesso (ospitano i link che portano al mio sito) hanno essi stessi grande possibilità di accesso (hanno a loro volta un numero alto di link). AUMENTO LA POSSIBILITA' DI ESSERE ACCESSIBILE se ACCEDO AGLI HUB: gli hub sono nodi altemente interconnessi, e hanno un pagerank molto alto.
  • 9. GLI HUB Gli hub sono nodi di una rete altamente interconnessi. L'espressione LONG TAIL coniata da Chris Anderson indica proprio questo: la maggiorparte delle connessioni avviene in pochi siti, gli HUB, che hanno un numero molto alto di connessioni. GOOGLE FACEBOOK WINDOWS LIVE YAHOO YOUTUBE MYSPACE TWITTER FLICKR BLOGGER EBAY etc...
  • 10. Google è il più grande HUB del mondo. E' colui il quale ci permette di accedere ai dati del web. Se un documento non è su Google è come se non esistesse, perchè l'accesso è molto difficile. Google è in buona sostanza internet.
  • 11. IL MODELLO DI BUSINESS DI GOOGLE
  • 12. universo di sevizi Google: - google search - google mail Gmail - google maps - google earth - google docs - google chrome browser / os - igoogle - google wave - google latitude - Blogger - youtube e molti molti altri...
  • 13. Presentazione Google latitude Google latitude beta
  • 14. Google's Business Model By Mike Elgan Google does it again, with its new Google Latitude offering. Latitude lets you automatically share your location with friends, and let them share theirs with you. By using your phone or Web browser, you can simply look at a Latitude Google Maps mash-up, and see where everybody is. Like many Google offerings, Latitude is cool, easy, functional, useful, appealing and free. Why do they do it? Why does Google invest so heavily in great products, then just give them away? There's only one way to understand Google's business model, which is to understand that Google's services are not products. In fact, Google has only one product. And that product is you. Or, rather, us -- all of us. That sounds like an extreme position, but I mean it literally. Google makes billions of dollars in revenue each fiscal quarter. That money comes about by the same process that all companies use: They sell a product to their customers. Their customers pay money for that product. Who's Google's customer? You? Really? When's the last time you paid Google for anything ? Advertisers are Google's customer. What do they sell to advertisers? They sell you. Or, at least, they rent you out, or provide access to you. They improve their product by improving you. That's where Google Latitude comes in. Latitude represents merely the latest in a long string of Google offerings designed to condition you for hard-core contextual advertising. With each new privacy-invading service, Google customers feel mild shock, followed later by acceptance. First was the realization that our personal information is always available to anyone via an ordinary Google search. Remember when you first looked at a satellite map of your house on Google Maps? You went through the same shock-then-acceptance process with Street View. The idea that Google computers were scanning all our e-mail in order to display advertising related to the conversations we're having took some getting used to as well. But we got used to it. We got used to all of it. And that's the purpose of these free services. By making the violation of our privacy desirable -- by mainstreaming the use of technologies that used to exist only in cautionary science fiction -- Google is building a better product. They're building a better target for advertising. http://itmanagement.earthweb.com/article.php/3801006/Googles-Business-Model-YOU-Are-the-Product.htm
  • 15. Google è il diavolo? ?j '
  • 16. PROBLEMA DELL'ACCESSIBILITA' Essere in internet e non essere accessibili è come non esserci affatto. Google rende accessibile agli utenti delle piattaforme per scambiare dati e gli utenti di contro acconsentono tacitamente ( disclamer il contratto che nessuno mai legge) al trattamento di questi dati per essere più accessibili ai dati esterni (i dati degli advertiser). il web è un medium basato sullo scambio: DARE ACCESSO> condividere dati PER PERMETTERE ACCESSO>
  • 17. LA COCA E LA PEPSI DEL --WEB: FACEBOOK vs MYSPACE Nel giugno del 2008 Facebook è diventato il social network più grande al mondo con 132 milioni di visitatori unici mensili, una crescita del 35% rispetto alla fine del 2007, nel novembre 2008 conta 200 milioni di visitatori unici al mondo, più di 1/5 delle persone che accedono ad Internet hanno visitato il sito. Nelle stime aggiornate nel mese di dicembre 2008, 222 milioni di persone hanno visitato il sito, un aumento del 10,8% rispetto al mese precedente. Il 22% del totale pubblico di Internet è andato su Facebook nel mese di dicembre 2008 con 80 miliardi di pagine viste al mese. Il trend di crescita indica una media di 250.000 nuove registrazioni al giorno dal gennaio 2007, una crescita media del 3% a settimana da gennaio 2007, il numero di utenti attivi raddoppia ogni 6 mesi. Stando agli ultimi dati rilevati da Nielsen Online, (aprile 2009) i minuti totali spesi su Facebook lo scorso Aprile sono cresciuti del 699% rispetto all’anno scorso. A MySpace, nello stesso periodo, i minuti totali spesi dai navigatori sono diminuiti del 31% rispetto allo stesso periodo del 2008.
  • 18. NOVEMBRE 2009 FACEBOOK 325MILIONI DI UTENTI REGISTRATI 200 MILIONI DI UTENTI ATTIVI UTENTI CHE GIORNALMENTE ACCEDONO AL SITO
  • 19. VS ---facebook.com ---myspace.com Totale visitatori unici del sito (000)_ fonte Techcrunch _ Dicembre 2008 Percentuale globale di utenti internet che visitano il sito_fonte Alexa Web _ Dicembre 2009
  • 20. Come ha fatto la rete di Facebook a crescere in questo modo? task immediato task mediato descrizione>espressione espressione>descrizione standard personalizzabile integrato applicazioni estrerne leggero pesante feed rete estesa post bacheca Persone Nickname
  • 21. In myspace siamo nikname Problema dello scambio di nickname nella vita offline. Puo essere possibile in base a contatti già prestabiliti e già esistenti da tempo, il nick in questo caso funge da identificativo, da alias per la persona (altro discorso vale per i gruppi musicali ovviamente) è un plus e non fa parte di un codice identificativo codificato preesistente. Imbattersi nel profilo che reca il nickname come identificativo e riconoscere la persona, associare i due concetti e quindi mettersi in contatto è difficile. Quindi questo rappresenta un ostacolo all’effettivo networking.
  • 22. In Facebook siamo persone I dati che scambiamo sono estesi e personali: Nome e cognome, numero di telefono, via di residenza fino alla scuola frequentata. Le stesse fotografie che gli utenti pubblicano sono taggate e i tag sono LINK. Condividendo dati reali, conoscenze pregresse e riferimenti dal mondo reale Facebook facilità l’interazione e l’aggregazione. Interessante poi è notare come le informazioni più precise e circostanziate, unite alla semplicità di utilizzo favoriscano di più i fenomeni di clustering (raggruppamento/coesione) su base geografica. Se da una parte cediamo il nostro potere, lasciando che i nostri dati personali vengano trattati, processati e pubblicati, dall’altro acquistiamo potere, abbiamo più possibilità di essere cliccati e raggiunti.
  • 23. LA QUANTITA' E LA QUALITA' DELLE INFORMAZIONI CONDIVISE FACILITA O LIMITA L'ACCESSO
  • 24. come applicare questo principio ad un azienda? passo indietro: IL SITO AZIENDALE E' UN GRANELLO DI SABBIA NEL DESERTO La comunicazione commerciale Web 1.0 è basata essenzialmente su 2 oggetti multimediali. Il sito e il Banner, rispettivamente la vetrina e la cartellonistica digitale, abbiamo preso categorie esistenti nel mondo reale e digitalizzate. Per quanto riguarda il sito web possiamo notare che il rapporto di interazione è verticale, azienda > consumatore, e l’accesso è on/off come la TV, cioè si entra e si esce. A differenza della tv però accedervi è molto più difficile.
  • 25. SEO Search Engine Optimization: tecnica per aumentare la visibilità presso il motore di ricerca: ottimizzazione sia del codice sorgente della pagina, sia delle parole chiave: CODICE HTML + (flash>mirror html) + METATAG + + BOT + GOOGLE ADWORDS ++++ETC... POCA ENFASI SUI CONTENUTI la maggior parte delle volte vengono solamente taggati. Operazioni tecniche di ingegneria informatica, che costruiscono una visibilità algoritmica e artefatta. TRUCCHI NO VALORE.
  • 26. VISIBILITA' BASATA SUI CONTENUTI DISTRIBUITI Un nuovo orientamento alla visibilità deve mirare a sfruttare gli accessi e le connessioni già esistenti, i vincoli e le facilitazioni degli Hub, non cercando di creare visibilità ma andando dove la visibilità è già di per se possibile (ALTO NUMERO DI CONNESSIONI E DI SCAMBIO DI LINK) AUMENTO LA POSSIBILITA' DI ESSERE ACCESSIBILE se ACCEDO AGLI HUB: AUMENTO IL NUMERO DELLE POSSIBILITA' DI ESSERE CLICCATO DISTRIBUENDO LINK E CONTENUTI NEGLI HUB INTERCONNESSI E ALLO STESSO TEMPO AUMENTO ANCHE IL MIO PAGERANK IN GOOGLE.
  • 27. NON VENDERE UN PRODOTTO MA CREARE VALORE Valore: DATI SIGNIFICATIVI x noi + INTERESSANTI/UTILI x gli user Se si distribuiscono contenuti e contributi di valore, il ranking sul motore di ricerca non sarà fittizio, ma sarà basato proprio su questi contenuti e risorse che creano valore reale, sia da un punto di vista del branding, sia da un punto di vista di accessibilità. I link, hanno assunto un valore economico preciso, poiché sono in grado di aumentare la visibilità di un sito nei confronti dei più importanti motori di ricerca, è quindi importante distribuirli associati a contenuti. Le nuove strategie di comunicazione internet avranno nel sito il riferimento costante a verso cui tutti i link esterni saranno rivolti, ma avranno nella distribuzione dei contenuti ( e link) negli hub la loro forza attrattiva e di espressione dell’identità del marchio.
  • 28. GLI ECOSISTEMI DIGITALI "Un ecosistema digitale è una visione olistica della rete, è concettualmente analogo a un ecosistema biologico, dove ogni singola parte cresce con il tutto". Massimo Giordani, docente di "Integrazione dei media" al Politecnico di Torino Un ecosistema digitale, in termini operativi, si traduce in una quanto più possibile fitta ramificazione di pagine Web interconnesse che ha nelle piattaforme del Web 2.0 (YouTube, Flickr, Blogger, Facebook, MySpace, Xanga, LinkedIn, Second Life...) le estremità e nel portale aziendale il tronco verso il quale tutti i rami convergono. È il caso di evidenziare con forza che alla base di qualunque strategia vi deve essere la qualità dei contenuti, condizione imprescindibile sulla quale iniziare un lavoro di costruzione di un ecosistema digitale che diverrà tanto più efficace quanto più i suoi contenuti sono pertinenti, aggiornati, collegati, visitati.
  • 29. L'ECOSISTEMA DIGITALE DELL'AOSTA MOUNTAIN PHOTO FESTIVAL
  • 30. ELEMENTI PRINCIPALI - SITO WEB - UNA RETE DI BLOG (BLOGGER) UNO PRINCIPALE DIECI MINI-BLOG uno per ogni mostra fotografica - UNA COMMUNTY SU NING - UN CANALE YOUTUBE - UN GRUPPO FACEBOOK - UN PHOTOSTREAM FLICKR - DUE WIKIDOT - UNA PAGINA KNOL.GOOGLE.COM - UN HUB DI DISCUSSIONE SU VIADEO - social bookmarking del network consolidato: STUMBLEUPON/DELICIOUS
  • 31. RISULTATO DELLA CREAZIONE DI UN ECOSISTEMA DIGITALE
  • 32. COSTRUIRE UN ECOSISTEMA DIGITALE presupposto: Utilizzare tutti quei canali e luoghi digitali con cui è possibile "comunicare", magari a target diversi ma in un'ottica fortemente integrata, pianificata accuratamente e gestita con continuità. benefici: Questo approccio consente di raggiungere risultati formidabili in termini di visibilità on-line e, quindi, di probabilità di essere trovati dai navigatori potenzialmente interessati a uno specifico tipo di informazione. finalità: Gli utenti stessi saranno quelli che con la loro attività di networking e di scambio faranno in modo che l'ecosistema viva, evolva, cresca, diventando essi stessi creatori di valore per il marchio.
  • 33. ENFASI SUL CODICE VS ENFASI SUI CONTENUTI WEB 2.0 evoluzione socio culturale di internet FAMIGLIARITA'+ALFABETIZZAZIONE+FIDUCIA IL WEB DELLE PERSONE ITALIANI SENPRE ONLINE: CRESCITA +105% ANNO SU ANNO Aumenta il numero degli utenti connessi tutti i giorni (eiaa.net 2009) Alle due tipologie di utenze Internet classiche di Norman: - quella orientata alla ricerca dell’informazione - quella orientata alla navigazione si è aggiunta una nuova tipologia: - quella dell’utente orientato alle relazioni. Le finalità delle sessioni Internet sono sempre più finalizzate allo scambio e alle relazioni dei social networks e dei blog.
  • 34. PROCESSO CONVERSAZIONALE Con l’espolosione del fenomeno dei blog, e dei social networks, del web 2.0, quello cioè creato dagli user, la rete sta diventando un momento quotidiano di scambio di informazioni per sempre più persone,che sempre di più si affidano alle proprie reti/gruppi/comunities per discutere, consultare, portare avanti istanze, fare richieste di informazioni, avere notizie o consigli e per prendere decisioni d'acquisto. Negli Hub le persone si confrontano e confortati dall’opinione e dalla costruzione collettiva di un sapere condiviso prendono decisioni in una dimensione partecipata. Internet sta sempre più assumendo la forma di una enorme e perenne conversazione pubblica tra individui che scambiano informazioni, idee, consigli, racconti di vita e di esperienze.
  • 35. THE CLUETRAIN MANIFESTO Aumentando le possibilità di informazione, di dibattito e di comparazione critica dei prodotti e dei marchi, i consumatori sono sempre più consapevoli rispetto all'offerta e al valore aggiunto. Grazie a INTERNET accade un powershift, ovvero un'inversione dei rapporti di forza tra aziende e consumatori. IL CLUETRAIN MANIFESTO è un vero e proprio documento programmatico in 95 tesi con il quale si propone di trasformare il linguaggio con cui le aziende comunicano nell’era di Internet: I mercati sono conversazioni. Internet permette delle conversazioni tra esseri umani che erano semplicemente impossibili nell’era dei mass media. Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni in rete. Vogliono rivolgersi ad un pubblico online, ma la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana. Le persone nei mercati in rete sono riuscite a capire che possono ottenere informazioni e sostegno più tra di loro, che da chi vende. Lo stesso vale per la retorica aziendale circa il valore aggiunto ai loro prodotti di base.
  • 36. PSICOTECNOLOGIE “La società è definita e caratterizzata dalle tecnologie di cui dispone sopratutto quella della comunicazione.” "Il medium è il messaggio" M.Mc Luhan “Siamo nella seconda fase elettrica della nostra storia una fase caratterizzata dagli artefatti cognitivi, l’era dalle psicotecnologie. La prima fase elettrica era quella dell’era industriale. Era caratterizzata dal tema dell’energia e dei trasporti, era l’estensione sociale e culturale delle metafore del sistema muscolare. Ora siamo nella fase in cui i nostri artefatti tecnologici sono l’estensione del nostro sistema cognitivo, della nostra mente. Il sistema nervoso e le comunicazioni planetarie condividono le caratteristiche di velocità, discrezione, precisione, miniaturizzazione, generalizzazione, sensibilità, unità, fluidità, rigenerazione, sistematicità, cibernetica, simultaneità, coordinazione di insiemi di varia natura. Così da una parte produciamo artefatti tecnologici sempre più simili alla nostra struttura mentale, ci entriamo sempre più nella testa, dall’altra questi artefatti simulativi consolidano a livello globale una struttura cognitiva tra le tante, una techno-mente esterna a noi che ci appartiene e a cui apparteniamo." Derrick DeKerckhove
  • 37. MASS MEDIA VS PERSONAL MEDIA MEDIAZIONE DELL'ANTENNA I mass media tradizionali radio, cinema, Tv, giornali, tecnologie di natura “molare” sono serviti da cassa di risonanza per un modello di sapere ( e di produzione) rivolto ad una pluralità di individui, ad un pubblico indifferenziato (una massa appunto) sparso per il mondo. Questi mass media hanno propinato in modo “totalizzante” una molteplicità di informazioni modulate da emozioni con un ordine VERTICALE di rappresentazione fisso: ANTENNA >>> MASSA DEGLI SPETTATORI. La definizione di massa come destinatario collettivo di comunicazione, quindi, richiama la progressiva scomparsa dei gruppi intermedi che fungevano da ammortizzatori tra l’individuo e il sistema sociale e, si orienta verso un rapporto diretto modellato sulla struttura della comunicazione di massa che si rivolge a tutti e a nessuno, ma individualmente e direttamente. I GRUPPI nell'evento comunicativo del BROADCAST sono legati assieme non da vincoli e legami interpersonali, ma sono tenuti assieme dall'alto, fanno gruppo cioè perchè condividono il legame all'antenna nello stesso identico modo. La rappresentazione mediale televisiva oltre ad annullare il potere di risposta del destinatario ed il percorso cognitivo mediante la rappresentazione, annulla il punto di vista dello spettatore in quello della camera, la fruizione è mediata dal linguaggio del media. Mentre il testo crea una coscienza espressiva-lineare-interiore, il video crea una coscienza impressiva-multipolare-esteriore.
  • 38. MASS MEDIA VS PERSONAL MEDIA MEDIAZIONE DELLA RETE La rete fa dell’utente un punto attivo nella struttura del medium, il computer in rete è la proiezione dell’utente nella rete. L’utente non è irradiato dall’informazione ma la cerca: fa una richiesta a cui segue una negoziazione e infine una risposta. La rete è comunicazione multipolare, permette azione e non impone rappresentazione, l’ informazione trattata è permanente e quantificabile e la fruizione avviene attraverso il movimento. In altre parole lo spazio comunicativo non è statico (TV) ma è percorribile, il movimento che prima era del segnale ora è quello della traiettoria dell’utente, il vettore che traccia un percorso ipertestuale. Gruppi e microgruppi: I fruitori sono interconnessi, fanno gruppo in quanto realmente connessi gli uni agli altri, appartenenti ad esempio ad una community virtuale remota, la relazione è mediata da un medium che funge non da terminale di un flusso spettacolare ma da proiezione di se stessi su una rete.
  • 39. DIFFIDENZA DELL'AUTORITA' Nel BROADCAST non c'è scambio. La comunicazione è verticale: dall'antenna alla massa VERTICALMENTE e in una sola direzione. Il grado di reciprocità nell'evento comunicativo indica il grado di autoritarismo insito nella struttura stessa, indica cioè lo sbilanciamento di potere che la struttura riconosce ai ruoli in essa definiti. Più l’evento comunicativo riguarda gruppi numerosi, più il livello autoritario si accresce, più i ruoli nell’ evento comunicato si cristallizzano e si specializzano. La comunicazione di massa dei vecchi media (quelli basati sul broadcast) è la comunicazione al massimo di potenziale autoritario, cioè quella in cui ad un’unica fonte corrisponde una selva potenzialmente illimitata di destinatari. I soggetti “irradiati” da un flusso monodirezionale di segnale non hanno rapporti sociali tra di loro in quanto parti di un processo comunicativo, essi sono infatti tutti connessi nello stesso modo, nelle stesso tempo alla fonte. LA RETE RIBALTA QUESTO PARADIGMA: peer to peer
  • 40. CONVERSAZIONE: GRUPPI E ORALITA' SCRITTA Il ritorno all'oralità e ai gruppi è sia un fenomeno tecnologico: Internet mettendo assieme la tecnologia del telefono con quella del computer, favorisce una nuova forma di “oralità scritta” una forma di espressione diretta e informale e prettamente testuale. sia un fenomeno psico-sociale dell'individuo in tensione tra il progresso e il regresso:
  • 41. GRUPPI/COMMUNITY/TRIBU: RIDIMENSIONAMENTO MICROSOCIALE Se il ventesimo secolo ha consacrato il livello: MACROSOCIALE (lo società moderna) e L'INDIVIDUO (la psicanalisi), l'epoca attuale sembra riabilitare fortemente il livello MICROSOCIALE
  • 42. TRIBU' Ogni individuo puo appartenere a più tribu in cui svolge ruoli diversi e indossa maschere specifiche, ovviamente l'implicazione in queste forme di raggruppamenti microsociali è meno razionale e contrattuale e più emotiva e passionale, ma l'appartenenza a questi gruppi sta diventando più importante della presenza nelle aggregazione macrosociali. IL SOCIALE APPARE ALLORA COME UNA RETE DI MICROGRUPPI SOCIETARI, CHE COME UN INSIEME DI GRUPPI SOCIALI STABILIZZATI E STABILIZZATI. Avviene un ritorno alle comunità e ad aggregazioni basate su pratiche effimere, interessi, circostanze comuni e bisogni circostanziati: gruppi d'acquisto, cuochi vegetariani, cacciatori di colombe, skinhead, entomologi, abitanti di un area inquinata, fanatici degli apparecchi fotografici LOMO, alfisti... UNA TRIBU' è costituita da un insieme di individui non necessariamente omogenei tra loro ma interrelati mediante un identica predisposizione soggettiva, affettiva, etica, e capaci di svolgere azioni microsociali vissute intensamente (benchè effimere), scambiare informazioni importanti, e costruire assieme un opinione collettiva.
  • 43. FIDUCIA ELETTRONICA Numerosi studi concordano su come questi gruppi di riferimento influiscano nelle decisioni d'acquisto. Una recente rilevazione EIAA mostra come: 4 ACQUIRENTI SU 10 SCELGONO UN MARCHIO DIFFERENTE DOPO UNA RICERCA ONLINE eiaa.net 2009 Le segnalazioni personali e le recensioni degli utenti sono fiduciabili per il 72% del campione. Per Jeremy Rifkin si è passati da una società basata sul contratto ad una basata sul contatto, da una dinamica interpersonale ad una dinamica di gruppo, che però perde il carattere di intimità, il che impedisce la creazione di un rapporto empatico. Derrick Dekerkchove invece parla di una nuova “fiducia elettronica” un sentimento di comunanza, solidarietà che la rete ha fatto nascere grazie proprio alla sua struttura basata sullo scambio e sulla interconnessione degli individui. Il processo comunicativo della rete infatti non è verticale come la Tv ma è orizzontale e avviene tra individui, questo scambio 1 a 1, abbatte l'autorità e democratizza la comunicazione. La fiducia deriva dal fatto che l'utente vede nell'altro utente dall'altro capo della connessione un pari di grado, un altro da sè in cui si riconosce.
  • 44. I PROSUMER Citato per la prima volta da Alvin Toffler nel suo libro The Third Wave nel 1980, il termine prosumer indica la natura ibrida di queste figure, a metà fra il consumatore di un prodotto ed il creatore dello stesso, con un confine sempre più labile fra i due mondi. Es: sistemi opensource: LINUX / FIREFOX / LEGO Mindstorm il prosumer nel branding "una marca è costituita dall'insieme dei discorsi tenuti su di essa dalla totalità dei soggetti (individuali e collettivi) coinvolti nella sua generazione e vita" Andrea Semprini 2002 Il prosumer è un consumatore attivo e smaliziato, che con la discussione, l'apporto di contributi, e lo scambio di link orienta trend e opinioni nel microgruppo favorendo o limitando fenomeni proattivi tra i consumatori e la marca. Consumatore in rete ha più possibilità di cambiare opinione avendo più fonti di informazione ed essendo non lineare il percorso cognitivo ma ipertestuale, inoltre la frammentazione dei gruppi e sotto gruppi di interesse (meeting point) a cui puo aderire permette la molteplicità dei ruoli e la costruzione di un io "modulare" e "just in time": adatto alle necessità del momento.
  • 45. DAGLI STILI DI VITA AI MOMENTI DI VITA La classificazione degli stili di vita EURISKO 1976 i Liceali gli Impegnati non è più uno strumento adatta ad interpretare la complessità le Commesse del consumatore in rete in cui convivono diverse identità legate gli Accorti i Delfini alla pluralità dei contesti culturali di vita, a diverse ideologie, ai gli Organizzatori vari hobby e ai diversi "ruoli" interpretati nei microgruppi di gli Spettatori gli Esecutori interesse. gli Avventati gli Arrrivati le Raffinate L'attenzione si deve allora spostare sui le Appartate modeste momenti di vita, sugli insight e sulle istanze povere sole circostanziate portate avanti da profili diversi le Massaie le Colleghe ma accomunati da circostanze comuni. Queste istanze vengono discusse nei "meeting points" centri di incontro virtuale in cui consultare l'expertise condivisa e apportare la propria, ma sopratutto per condividere spaccati di vita, aneddoti, storie. SE DA UNA PARTE IL CONSUMATORE IN RETE è DISINCANTATO DAI RACONTI DELLA MARCA DALL'ALTRA è INCANTATO DAI RACCONTI DELL'UOMO COMUNE, DI COLUI IN CUI RIVEDE SE STESSO
  • 46. STORIE E RICONOSCIMENTO: SUSAN BOYLE il video più visto della storia
  • 47. STORIE E RICONOSCIMENTO: SUSAN BOYLE Il video più visto del mondo non è più quello di Nike, ma il “I dreamed a dream” di Susan Boyle – un’ oggettivamente brutta casalinga scozzese di 47 anni. Secondo Viral Video Chart i video delle sue performance hanno ottenuto più di 132 milioni di visualizzazioni, quasi 500 mila commenti e 12 mila post sui Blog di tutto il mondo, e pensate che il codice per incorporare il video di YouTube non è più disponibile. MOTIVI. Tra i motivi del successo virale di questo video ci sono proprio i nostri pregiudizi, gli stessi pregiudizi che hanno anticipato la sua performance sul palco del X-Factor inglese..già perchè gli spettatori, abituati a ben altri canoni di bellezza, non si aspettavano una così brillante performance. Considerando la sua voce straordinaria, viene quasi da chiedersi se la sua scoperta sia davvero casuale o se sia stata architettata. Insomma ”Sarà vero?“, ed ecco che viene fuori un altro elemento comune a tutti i viral video (”Is it true?”). Inoltre la sua prima apparizione è avvenuta all’interno del X-Factor inglese, quindi ha potuto beneficiare dell’esposizione dei media tradizionali, per poi essere condivisa in tutto il mondo anche grazie al fatto di essere inglese, e quindi comprensibile in tutto il mondo.Susan Boyle rappresenta la normalità e viene vissuta da tutti come un simbolo di speranza, e diciamo che di questi tempi abbiamo proprio bisogno di nuove speranze, nuovi sogni, un pò come il “Sogno Americano” realizzato con successo da Obama.
  • 48. MOMENTI DI VITA: FAMIGLIA CON FIGLI La nuova famiglia italiana con bambini è decisamente più impegnata online rispetto a quella di senza figli. Il 48% dei nuclei familiari con bambini utilizza il Web, e il 35% è heavy user, le attività preferite sono ricerca, email e Social Networking. Questo dato in particolare evidenzia la percezione del mezzo come strumento più funzionale e razionale e quindi la fiducia nel mezzo riposta dai genitori che per seguire al meglio la crescita del figlio si affidano sempre più alla rete e alle “opportunità e risorse digitali e umane” presenti on line. Qu attitudine deriva da un fatto concreto. Gli adulti con bambini hanno scoperto di poter trovare su Internet quanto cercano, con un decisivo risparmio di tempo rispetto ai media tradizionali. Non solo, quasi la metà degli intervistati (47%) sente di detenere il controllo delle situazioni risolte o gestite online grazie alle comunity, ai gruppi, ai forum, e ai social networks attraverso i quali relazionarsi, condividere informazioni e prendere decisioni. http://www.eiaa.net/press-information/shwPress-information-releases.asp?id=164&lang=4
  • 49. Mommy Blogging Ben diverso dallo strumento informativo di cinque anni fa, Internet si è evoluto in qualcosa di più di un semplice mezzo di comunicazione. Ora consente ai moderni consumatori di controllare e sviluppare le proprie esperienze per quanto riguarda lo stile di vita, sia che si tratti di comunicazione, intrattenimento, raccolta di informazioni o gestione delle risorse. Donne che utilizzano i blog + 21% di crescita anno su anno. Il fenomeno è molto complesso ma il dato fondamentale è che la giovane madre è un "emarginata sociale" isolata nella casa- nido. Il blogging allora diventa un'attività finalizzata: - alla ricerca di compagnia virtuale - allo scambio / dialogo / conversazione - al confronto con chi è nella sua stessa situazione //conforto / empatia - alla conoscenza di informazioni utili e alla risoluzione dei problemi
  • 50. FIDUCIA NELLA RETE
  • 51. CONSIGLI SU PRODOTTI Forno Magico Disney Princess
  • 52. Forno Magico Disney Princess http://www.giocattoleria.it/articoli-bambina/giochi-bambini-articoli-bambina/giocattoli-disney/forno-magico-disney-princess.html 15 Commenti / 4850 letture daniela ha scritto: dicembre 14th, 2007 alle 3:17 pm il magico forno disney è una gran fregatura! è un gioco inutile e i dolcetti sono immangiabili !non vale certo i soldi che costa! non compratelo! sandro ha scritto: dicembre 25th, 2007 alle 4:44 pm Confermo, è una mega fregatura..i dolcetti non lievitano come loro vi fanno credere..Non compratelo è una mega fregatura!!! gaia ha scritto: dicembre 25th, 2007 alle 9:31 pm questo giocattolo e’ una gran fregatura, sono daccordo, e sono arrabbiatissima di aver speso i miei soldini per avere solo una scatola di plastica! non e’ affatto vero che cuoce i dolcetti, sono sch.. frittatine, che fanno invidia alla colla!non fatevi fregare!!!!!! raffaella ha scritto: dicembre 28th, 2007 alle 9:17 pm che fregatura il forno disney! Ho scritto anche una mail di lamentela alla smoby, per quanto possa servire, e meno male che all’ ipermercato dove l’ho comperato mi hanno ritirato con un buono spesa equivalente al valore due confezioni di ricariche per fare quella schifosissima poltiglia che sul gioco viene definita tortina: NON COMPRATELO!!!!!!!!!!!!!!! cecilia ha scritto: gennaio 2nd, 2008 alle 11:37 am Dal 25 dicembre io e mio figlia Sofia stiamo aspettando la lievitazione dei famigerati dolcetti del forno magico!!!!!! è una grande fregatura per la madre che ha sborsato i soldi ma ancora di più una delusione grandissima per una bambina di 7 anni che aspettava il suo dono di Natale. Aspettiamo il rimborso.
  • 53. librando daniela ha scritto: gennaio 4th, 2008 alle 4:32 pm la cosa più triste è vedere la tua bambina di 4 anni che nn vedeva l’ora di ricevere il suo magico forno disney scopre che non funziona. L’impasto rimane crudo tale quale lo si mette in forno. Complimenti alla SMOBY per il grande affare che ha fatto quest’anno.visto che i fornetti sono andati a ruba.NON COMPRATELO ASSOLUTAMENTE. NON COMPRATE PIù PRODOTTI SMOBY PERCHè A QUESTO PUNTO NON MERITANO LA FIDUCIA DI NOI GENITORI. daniela ha scritto: gennaio 5th, 2008 alle 11:12 am pensate quanto può essere triste vedere la propria bimba di 4 anni che non vedeva l’ora diricevere il suo magico forno disney da babbo natale delusa dal fatto che in realtà non funziona.complimenti alla SMOBY per l’affare dell’anno(i forni sono andati a ruba) e anche i nostri soldi.fortunatamente nel negozio dove ho acquistato il forno hanno avuto il buon senso di ritirarmelo e cambiarlo con un gioco nuovo che ovviamente non è della SMOBY.NON COMPRATELO E’ UNA FREGATURA elena ha scritto: gennaio 5th, 2008 alle 11:17 am MI PIACEREBBE SAPERE CHI HA SCRITTO L’UNICO COMMENTO POSITIVO (PUBBLICITARIO) CHE Cè QUI SOPRA “(…) la mia bambina si diverte davvero un mondo! ” FANDONIE!!! IL FORNO NON FUNZIONA ASSOLUTAMENTE. E’ UNA GRANDE FREGATURA Elena ha scritto: dicembre 28th, 2008 alle 10:12 am purtroppo abbiamo letto troppo tardi i vostri commenti. Il forno “non funziona” esattamente come avete descritto. La cosa più triste è che la cosa era evidentemente nota a tutti da più di un anno e il “prodotto” è ancora sugi scaffali di tutti i negozi. ho visto mia figlia di 4 anni piangre il giorno di Natale, e scriverò personalmente una lettera di protesta alla Smoby. Barbara ha scritto: gennaio 11th, 2009 alle 5:09 pm Vergogna! Un’Azienda seria avrebbe già ritirato dal mercato questo articolo. Invece, dopo oltre un anno è sempre in vendita e confermiamo che NON FUNZIONA!
  • 54. Mom’s Revenge advergame creato per la campagna di comunicazione che accompagna il lancio in Europa di Boppy, cuscino per l’allattamento nato dall’idea semplice e geniale di una giovane mamma americana. “Mom’s Revenge” è dedicato alle Net-mamme per farle sorridere delle situazioni imbarazzanti che l’arrivo in casa di un bebè può creare. La neomamma può imparare in poco tempo a destreggiarsi tra i mille consigli che le amiche sono pronte ad elargire al momento della nascita scoprendo, allo stesso tempo, utili informazioni sull’allattamento e la crescita del bambino, risultato dell’esperienza e della ricerca dell’ Osservatorio Chicco. Ma non è tutto: la vendetta delle mamme colpisce anche la suocera invadente e il marito distratto e sempre troppo poco disponibile!
  • 55. Nuovo valore economico: l'autenticità. Se il valore economico è infatti basato sull’esperienza, lo scopo dell’azienda sarà quello di rendere l’autenticità. Rendere autenticità per una azienda significa innanzitutto esprimere ciò che si è, e sopratutto essere ciò che si dice di essere. Parlare bene per un’azienda è fondamentale per fare in modo che le persone parlino poi bene dell’azienda. Ma come recita una delle 95 tesi del Cluetrain manifesto: “Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana. Le persone si riconoscono l’un l’ altra come tali dal suono di questa voce. Le aziende non parlano con la stessa voce di queste nuove conversazioni in rete. Vogliono rivolgersi a un pubblico online, ma la loro voce suona vuota, piatta, letteralmente inumana”. Il goal è quindi far parlare gli user dell’azienda e fare in modo che l’azienda parli il linguaggio degli user: Riuscire con la comunicazione a far nascere dei fenomeni proattivi tra gli user cercando la condivisione di informazioni in ambienti di scambio orizzontale.
  • 56. PARLARE LA VOCE DEGLI USER come usare facebook
  • 57. PROMOZIONE STORE IKEA MALMOE
  • 58. IKEA DI MALMOE
  • 59. STARBUCKS: fidelizzazione + discussione
  • 60. STARBUCKS fidelizzazione + discussione
  • 61. CONVERSAZIONE E ASCOLTO Ascoltare e capire un nuovo bisogno di socialità in un contesto interconnesso, apre nuove opportunità per il rapporto consumatore-azienda, uno scambio orizzontale e proattivo per la crescita della coscienza connettiva e per la diffusione di valore per l’azienda. Per definire una strategia multicanale è importante considerare 4 obbiettivi: Reach (raggiungere il target), Relation (sul lungo termine), Reputation (online) e Relevance (rilevanza del contenuto multimediale). Bisogna quindi predisporre un flusso di lavoro che parte dall’ascolto e dal data mining - I listen-, che passa dalla definizione dell’identità - I am-, che si esprime attraverso contenuti - I tell-, e che si diffonde per la rete – I share-.
  • 62. SOCIAL MARKETING I ruoli, i rapporti, le autorità tra gli utenti stessi e il marchio si sono -radicalmente sovvertite, coinvolgere gli utenti nel processo conversazionale è sempre più importante se non fondamentale per le aziende far partire un dialogo efficace e proficuo, scendendo dal piedistallo, e aprirsi al pubblico in un rapporto 1 a 1 con slancio e fiducia e non subirlo obtorto collo. Questa discesa deve essere discreta, e pertinente per non essere vista come un’ invasione di campo con relativo ritorno di immagine negativa. Se le aziende invece “spandere” pubblicità o di perdersi in piani narrativi e comunicativi autoreferenziali diffondessero informazioni utili, consigli, si potrebbero creare dei rapporti proattivi e sinergici tra le persone e il marchio. Il social marketing non è quindi una conquista di un certo grado di etica o di consapevolezza dell’importanza dei consumatori, ma invece un esigenza che le tecnologie hanno reso un forte strumento di competitività.