• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Enews gennaio 2013
 

Enews gennaio 2013

on

  • 175 views

 

Statistics

Views

Total Views
175
Views on SlideShare
175
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
0
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Enews gennaio 2013 Enews gennaio 2013 Document Transcript

    • Gennaio 2013
    • Gennaio 2013 3 6 9 ! 13 14""# $ % 15$ & $ 16$$ (
    • S iamo attualmente sempre più consa- continuo movimento. Chi “dirige” dovrà pevoli delle interdipendenze( econo- orientare le inter-azioni verso un “fare scuo- miche politiche istituzionali … ), come la”, che concepisca l’autonomia come un altresì siamo sempre più coscienti del “tirocinio formativo”, volto al raggiungimen-fatto che offrire a tutti gli stessi “saperi”, nello to di avvertibili traguardi di sviluppo in ordinestesso tempo, con le stesse modalità e con all’identità e alle competenze di tutti “. Biso-linguaggi uniformi, lungi dall’assicurare “pari gna fare in modo che quello che Weich defini-opportunità” finiscono per perpetuare feno- sce come “Il flusso di esperienze individuali” ,meni di diseguaglianze e segregazioni sociali. operi in vista di uno scopo comune, in quan-L’espressione EDUCAZIONE INTERCULTURA- to non è più sufficiente il rispetto degli adem-LE richiede, immediatamente, l’assunzione di pimenti formali . C’è bisogno, infatti, di diri-un approccio direttivo “fenomenologico – re- gere le competenze docenti verso la ricerca diticolare”,(col) legato a tempi, risorse e perso- un senso. In altre parole il personale scolasti-ne in inter-azione dinamica . Nel “qui ed ora” co deve agire in un contesto capace di co-il valore aggiunto dell’istituzione formativa struire significati (SENSMAKING) condivisi, inpuò avvenire solo grazie al riconoscimento e ragione dei quali vale la pena impegnarsi . LAalla valorizzazione del valore aggiunto dalla MISSION di una “personalizzazione inclusiva”diversità personale e culturale di tutti gli attori diventa quindi l’elemento stabile motivaziona-direttamente o indirettamente coinvolti nell’ le a supporto del cambiamento. Da quantoambiente educativo. detto si capirà perché è irrinunciabile sostitui-Dalla c.m. 205 del 1990 alle attuali linee gui- re alle anacronistiche logiche chiuse, autore-da per l’accoglienza e l’integrazione degli ferenziali, inefficienti ed inefficaci logiche fles-alunni stranieri, il legislatore ha delineato uno sibili, aperte alle sfide, al confronto, al soddi-quadro normativo Indicativo (e giammai pre- sfacimento degli stakeholder . La leadershipscrittivo) per una Via italiana dell’educazione visionaria non potrà, naturalmente limitare ilinterculturale. Ma, al di là delle “buone prati- suo raggio d’azione al contesto scolastico,che”, la scuola risulta spesso impreparata ad senza tener conto del territorio contiguo, maassicurare l’inclusione, ossia il successo forma- anche dei tanti contesti formali ed informalitivo di tutti e di ciascuno. Il regolamento che influenzano il percorso di formazione. Nédell’autonomia è infatti funzionale nella misu- può limitare il suo campo temporale ad unra in cui la istituzione scolastica è in grado di ciclo , ma operare per la continuità di un ap-assicurare una pianificazione e una gestione prendimento per tutta la vita.dell’offerta formativa , capace di assumere la Coordinando sinergicamente una rete didiversità come paradigma dell’identità stessa “alleanze” sensibili” al tema dell’intercultura,della scuola. Giacché ad oggi ogni bambino, dalla personalizzazione alla globalizzazione, siogni ragazzo può diventare un’urgenza, lad- dovrà “dirigere” un servizio dove nessunodove la scuola non sa rispondere ai suoi per- rimanga indietro e dove nessuno si sentasonali bisogni, alla sua particolare “forma escluso.mentis” , ossia all’intera vita di un individuo Individuato il “nucleo fondante” si potrà co-che non chiede altro che un percorso per di- costruire un’identità scolastica progettualeventare se stesso (E. FROMM). generando il cambiamento attraverso :Occorre, quindi, promuovere una “comunità • La formazione in servizio e per il servizioprofessionale” (attraverso la Formazione in • L’accoglienzaservizio), che assuma il cambiamento come • Laboratori e ambienti a misuradato euristico fisiologico di una società in • Individuazione di uno spazio d’incontro
    • • Valutazione . dattiche e obiettivi che “incontrano” e facilita- no il percorso formativo del singolo e del gruppo. E’ chiaro che non basta inserire una persona in un contesto scolastico per poter asserire di aver equamente garantito i suoi diritti, occorre “sostenere” e programmare la personalizzazione dei piani di studi. A tale scopo sarà ineluttabile, per il singolo alunno e per il gruppo, allestire e progettare un ambiente a misura dei bisogni e delle ca- pacità emerse da una prima analisi. Non sempre appare necessario nella scuola, ma è bene che l’istituzione scolastica sia attrezzata, anche con la collaborazione di mediatori, perSul primo punto si è già accennato prima , ora offrire l’insegnamento dell’italiano come se-a conferma del dato strutturale del fenomeno conda lingua, giacché l’alfabetizzazione in L2multiculturale, negli ultimi anni diverse iniziati- è funzionale, anche soprattutto per alunni im-ve, soprattutto a carattere regionale, hanno migrati di prima generazione, inizialmente perpromosso attività formative sul tema intercul- comunicare e successivamente per studiare.turale, non solo per i docenti e il personale E’ indispensabile, inoltre, promuovere la prati-ata , ma anche per gli stessi dirigenti. Come a ca laboratoriale, la peer education, l’uso delledire che solo attraverso un governance che T.I.C come anche sportelli d’ascolto e mo-promuove e dissemina il valore aggiunto della menti di dialogo per permettere a differentidifferenza si può sostenere e indirizzare il col- “utenti” del servizio (alunni famigli cittadini inlegio docente ad aggiornarsi sul tema in que- generale) di trovare sempre un “canale su cuistione. Una buona gestione delle risorse uma- sintonizzarsi”.ne deve, infatti, promuovere proprio la forma- Siccome la pedagogia interculturale non è unzione in servizio del personale , in quanto nu- chance di apprendimento solo per gli alunnicleo operativo della scuola . E se inizialmente stranieri, ma anche e al contempo per gli au-la formazione docente sarà soprattutto finaliz- toctoni, è bene progettare un “spazio d’in-zata alla condivisione etica del valore della di- contro”, dove , i diritti, le garanzie formaliversità e del cambiamento, in secondo tempo, possano trovare garanzie sostanziali, dettatima anche congiuntamente, è bene attrezzarsi costituzionali. Una grande opportunità norma-per rispondere ad esigenze locali, al fine di tiva ci è indicata da Cittadinanza e Costituzio-personalizzare i piani di studio . ne (L.16908). Infatti, in un contesto educativoFormarsi in servizio comporta non solo condi- altamente complesso rappresenta una di-videre la meta a lungo termine, ma anche ac- mensione integrata e trasversale dell’interoquisire più strumenti per interpretare e rispon- percorso di insegnamentoapprendimento.dere prontamente al contesto, individuando le Uno spazio d’incontro, quello indicato dal le-aree d’intervento prioritarie. Tra quest’ultime gislatore, che potrebbe diventare lo sfondoc’è sicuramente quella dell’accoglienza. Il progettuale per pianificare la personalizzazio-“Gruppo di lavoro e il Protocollo d’accoglien- ne del curricolo, ma anche per accordarsi conza”, risultano entrambi cruciali per l’immedia- altre scuole (accordi di rete, gemellaggi…),to inserimento e la mediazione culturale, ma per accogliere e collaborare con la famiglia eanche per valutare e definire metodologie di- il territorio (enti, associazioni, comune, volon-
    • tariato), in sintesi per “crescere insieme e usci-re dalla crisi”.Nel DPR 22 giugno 2009, n. 122 è sancito ilruolo determinante del processo di valutazio-ne, in quanto “ha per oggetto il processo diapprendimento, il comportamento e il rendi-mento scolastico complessivo degli alunni. Lavalutazione concorre, con la sua finalità ancheformativa e attraverso l’individuazione dellepotenzialità e delle carenze di ciascun alunno,ai processi di autovalutazione degli alunni me-desimi, al miglioramento dei livelli di cono-scenza e al successo formativo, anche in coe-renza con l’obiettivo dell’apprendimento per-manente di cui alla strategia di Lisbona nelsettore dell’istruzione e formazione”. E’ chiaroche il valore aggiunto dell’istituzione sarà pos-sibile principalmente grazie alla scelta di unametodologia valutativa veramente formativa,che sappia rilevare i punti deboli e i punti fortidel singolo e del sistema, in vista dei risultatimigliori. E da aggiungere inoltre che poiché ildirigente, i docenti e la scuola tutta stanno“cambiando” è doveroso predisporre ancheper l’istituzione stessa (nelle sue dimensioniindividuali e collegiale) un percorso di autova-lutazione che indichi se sia una scuola che per-segue mediocri, buoni od ottimi livelli .Dirigere nel cambiamento e per il cambiamen-to in una società ormai da troppo tempo incrisi è una grande e gravosa sfida, ma è unasfida imperativa, perché se è vero che tuttomuta solida appare la nostra “missione”. L’au-tonomia è una grossa opportunità ma va prati-cata, sperimentata, monitorata, in contesti divita che rischiano l’anomia.Il risultato inclusivo, in sintesi, dipende dal gra-do in cui un istituzione scolastica è in grado digarantire uno “spazio aperto” alle differenze,non sclerotizzandosi su modalità statiche , inquanto… “La mente che si apre ad una nuovaidea non ritorna mai all’idea precedente” A.Einstein.Samanta De Nardis
    • C hi oggi guarda al “pianeta scuola” realtà è imprescindibile e affrontare i problemi non può certo negare come a scuola dell’uno è affrontare e risolvere quelli dell’altro. E proprio bene non tutti si sta, alunni e allora costruire benessere è a vantaggio di en- docenti e quanti viviamo intorno a que- trambi i soggetti coinvolti , a vantaggio di tutta lasta grande sfida che è l’educazione dei giovani. società. Troppo spesso ormai si sente parlare e si registra- D’altronde , oltre la complessità di variabili perso-no disagio, stress, abbandono, condotte oppositi- nali e situazionali, le ricerche evidenziano sempreve e provocatorie, scarsa resistenza all’impegno, più e meglio anche nel benessere dei docenti unincapacità comunicativa, devianze, burn-out per fattore fondamentale per il sereno inserimentotanti docenti, scolastico e la crescita armonica degli allievi ; ilMa dall’altra parte si guarda oggi alla scuola come benessere, oltre che ricadere in senso positivoil “luogo” privilegiato per assolvere al compito di sulla personalità del docente, è anche fattore diincidere sugli stili di vita e sui comportamenti di successo e di efficacia educativa. Il benesseresalute della popolazione giovanile; le stesse Or- dunque e la ricerca di esso, è un valore trasversa-ganizzazioni Internazionali per la Salute identifica- le della realtà scolastica che interroga docenti,no la scuola come l’istituzione in cui i docenti alunni e quanti coinvolti nell’azione educativa og-possono osservare e monitorare il percorso di cre- gi. Ma come favorire un clima di benessere ascita e il modello di salute e di benessere sul quale scuola?il singolo soggetto sta costruendo il suo futuro Lindividuazione di “ciò che non va bene a scuola”concetto e valore di salute destinato a divenire la è la prima inevitabile tappa per pensare e poi co-realtà del domani, costruire dunque il benessere struire nuove modalità interazionali tra i protago-per oggi e per il domani. nisti del disagio scolastico: allievi, docenti, docentiLe situazioni di disagio scolastico si esprimono di sostegno, dirigenti, genitori ed eventuali spe-ovviamente nella maggioranza dei casi in termini cialisti esterni.di difficoltà di apprendimento o di problemi di E’ a scuola che i ragazzi trascorrono la gran partecomportamento. Il “non star bene a scuola” della loro vita, in particolare gli anni in cui posso-dellallievo interpella i docenti che spesso come no instaurarsi comportamenti a rischio o posso-immediata reazione pongono in crisi il loro ope- no stabilizzarsi atteggiamenti devianti. A scuolarato, si sentono in difficoltà, sperimentano a volte il giovane soggetto in evoluzione è al centro didi impotenza e incapacità a risolvere il problema un sistema intersecato di assi di pensiero e model-che si manifesta in classe. Alla descrizione, di ciò li di comportamento, in questo periodo di vita gliche non va a scuola, fanno poi seguito un insieme si offrono le maggiori opportunità di essere edu-di ipotesi, supposizioni, spiegazioni che riguarda- cato al mantenimento dello stato di salute globa-no, nella stragrande maggioranza dei casi, fattori le e alla pratica di corretti stili di vita. La scuolaextra-scolastici quali difficoltà familiari, problemi di è il luogo di apprendimento per eccellenzaintegrazione sociale o culturale, difficoltà economi- dove integrare conoscenze e capacità, doveche, ecc. ! Il malessere della società inevitabilmen- passano messaggi di educazione e di promozionete entra in classe! Quante le situazioni in cui al della Salute che, seppur comunicati in classe, pos-disagio identificato e attribuito allallievo corri- sono essere rafforzati all’interno del clima scola-sponde una condizione di malessere nel docente: stico in generale. In una scuola che promuoveinsoddisfazione, delusione, scoraggiamento, sen- salute, gli insegnanti e il contesto svolgono untimento di impotenza o di incompetenza, di solitu- ruolo chiave quali modelli di riferimento per glidine o talvolta di “abbandono” da parte dei re- studenti e le loro famiglie, rafforzando e coinvol-sponsabili della scuola, tutte condizioni che ampli- gendo i discenti nel conseguimento di obiettivificano la fatica; che possono provocare uno stato orientati alla salute e al benessere.di esaurimento, talvolta di burn-out. Se l’allievo Per lo sviluppo di modelli educativi orientati alnon sta bene a scuola, neanche il docente può potenziamento di atteggiamenti e capacità indivi-trovarvi benessere. Dunque la relazione tra le due duali, fin dagli anni ’80, si è tentato di fondare i
    • programmi di Educazione Sanitaria, sull’adozione Fondamentale in merito la Teoria sociale di Ban-di modelli e metodologie che accrescessero i risul- dura : “L’individuo agisce selettivamente e tra-tati in termini di efficacia. Tali metodologie di azio- sformativamente sull’ambiente, ma è anche se-ne si sono orientate a sviluppare nello studente lezionato e modellato dall’ambiente, dalle condi-abilità ( skills) e atteggiamenti che lo mettano in zioni che il contesto predispone al corso delle suegrado di fare autonomamente scelte di salute sa- azioni e alle pressioni che esso esercita sulle suene . Con il termine life-skills, l’OMS indica tutte decisioni………Il meccanismo di autoregolazionequelle abilità e competenze che è necessario ap- più importante è il senso di “autoefficacia” cheprendere in età evolutiva per mettersi in relazione permette all’individuo di essere agente attivocon gli altri e affrontare i problemi , le della propria vita e ,quindi, assumersi la re-pressioni e gli stress della vita. La mancanza di tali sponsabilità di costruire, selezionare ed organiz-abilità socio-emotive, può causare l’instaurarsi di zare gli eventi della vita per poter raggiungere icomportamenti negativi e a rischio come rispo- propri obiettivi. L’individuo diventa agente attivosta della persona alla pressione esercitata dagli quando è in grado di riflettere sulla propria espe-stress. rienza, monitorando il processo di crescita, cor-Queste abilità si traducono come capacità di reggendo le proprie condotte disfunzionali eprendere decisioni, risolvere problemi, sviluppo adattandoli alle richieste dell’ambiente……..”di senso critico, capacità di comunicazione effi- Fondamentale dunque la creazione di “ambienticace, competenze relazionali interpersonali, em- favorevoli” per la salute e il benessere.patia, gestione delle proprie emozioni, controllo La scuola deve intervenire e investire nelle variedello stress. L’innovazione di queste metodologie aree: alimentazione, attività fisica, dipendenze,si basa sulla centralità del soggetto piuttosto che comunicazione, ecc, concertando azioni e inter-sul solo contenuto da trattare: questo passag- venti che siano in grado di impattare sull’organiz-gio dalla Educazione Sanitaria alla zazione scolastica e sull’ambiente oltre che sull’e-Promozione della Salute e al benessere è riferibile ducazione ai comportamenti salutari.ad azioni educative centrate su elementi positivi Vanno individuate e privilegiate le metodologieche educative che favoriscono la partecipazionepossono favorire la salute, primi fra tutti l’autoeffi- attiva degli studenti e orientano al cambiamentocacia e l’autostima, finalizzati a facilitare il degli atteggiamenti.benessere fisico e psicologico di gruppi ed indivi- Sicuramente oggi si impone un’ educazione alladui. salute e al benessere. La scuola può intervenire attraverso una varietà di interventi e modalità: l’educazione socio-affettiva relazionale, l’appren- dimento cooperativo, il peer tutoring, il ricorso alla metacognizione. E’ opinione sempre più diffusa che la scuola pos- sa e debba svolgere una funzione importante per promuovere benessere divenendo fattore protet- tivo per gli alunni e le persone che la frequenta- no , docenti compresi ovviamente. Le variabili soggettive e personali dell’autostima, della sod- disfazione personale , delle relazioni e degli inve- stimenti sul futuro possano trovare soddisfazione ed accrescimento. In tal senso la scuola costruisce più che protegge l’individuo e gli permette di crescere e divenire sufficientemente equilibrato cioè di stare bene con se stesso, e gli altri, adattarsi all’ambiente senza perdere le caratteristiche della sua indivi-
    • dualità in una costante interazione individuo- re esperienze correttrici di certi disagi.ambiente rendendo la persona in grado di ricono- In termini di risorse per i docenti, misure come lascere le proprie e altrui risorse per poterle poi supervisione (meglio se in gruppo) o lintervisioneconcretamente mettere a frutto. possono essere molto efficaci e utili per identifica-In una prospettiva di valorizzazione della persona, re certe dinamiche, ripetitive e sterili, nelle quali cibisogna sollecitare negli alunni il giusto senso di si può trovare ad un determinato momento. Il so-sicurezza e assertività che tanto influenza special- stegno dei colleghi e la possibilità di condivideremente nell’adolescenza il funzionamento adattivo con loro difficoltà ma anche competenze, aiuta apsico sociale che consente di fronteggiare situa- ritrovare fiducia nelle proprie capacità a gestirezioni nuove e costruire capacità relazionali . situazioni La scuola ha il compito di svolgere un importante problematiche.funzione di lotta al disagio e alla dispersione; per Gli attori chiamati a svolgere questo lavoro a scuo-questo vanno incrementate attraverso la metodo- la sono ovviamente i docenti, in quanto protagoni-logia della ricerca-azione le competenze degli at- sti principali, a contatto diretto con gli allievi.tori del sistema scolastico per sviluppare percorsi Condizione imprescindibile è la necessità di unadi benessere, possedere strumenti adeguati per formazione costante e specifica portata avanti ingestire le classi alla luce di dei bisogni formativi modo rigoroso, se si vuol vivere con benessere lorilevati attraverso promozione e potenziamento straordinario compito di formare i giovani e con-per esempio dell’attività motoria e sportiva a scuo-la per essere sportivi e non violenti; potenziare ta- sentire loro di vivere il benessere.le attività migliora l’equilibrio generaleEducare a rispettare l’ambiente per una migliorequalità della vita, valorizzare i momenti di aggre-gazione anche extra scolastici. Prevenire per esem- Celina Mastrandreapio e in concreto incidenti stradali attraverso cono- Ufficio Studi UCIIMscenza delle regole di guida e il potenziamentodell’educazione stradale; educare ad evitare il ri-schio estremo in genere.Restituire agli allievi una responsabilità attiva nelproprio processo di apprendimento e di buonaintegrazione nel contesto scolastico; utilizzare lerisorse del gruppo-classe, soprattutto nelle situa-zioni con problemi di comportamento. Guidare asaper condividere le difficoltà, le paure, i senti-menti di vergogna o di umiliazione per non doverpiù fingere per “salvare la faccia”.Nelle relazioni con i genitori, favorire una certa“impermeabilità delle frontiere” fra scuola e fami-glia, pur garantendo uninformazione rigorosa edesplicita sulle attese e sulle esigenze della scuolanei confronti degli allievi.Per star bene a scuola è utile garantire anche airagazzi difficili, quelli che vivono situazioni familiarie sociali dolorose e precarie, “unidentità di allie-vo capace di apprendere” e non soltanto di ragaz-zo che appartiene ad una famiglia o a una comuni-tà problematica.La scuola è un contesto potenzialmente sano, chedovrebbe poter permettere ad ogni allievo di vive-
    • L a scuola odierna può essere considera- zionali al successo formativo, sulla base di ta un organismo complesso (Complex scelte che scaturiscono dalle disposizioni inno- organization) per la diversità degli am- vative. biti di azione: pedagogico-didattico, Il Dirigente Scolastico, come garante del rag-sociologico-territoriale, amministrativo- giungimento dei risultati, cioè del servizio d’i-gestionale, normativo-giuridico, ma anche per struzione secondo criteri di efficacia ed effi-la sua fisionomia articolata di sistema sociale cienza formative (art.4 dlgs 165/2001), nonchéaperto. del principio di buon andamento e di impar- E’ una microsocietà, centro propulsivo di rela- zialità (art. 97 Cost.) deve favorire l’instaurarsizioni umane che si intrecciano a diversi livelli: di un clima positivo, ideale per la comunità diinteristituzionale (con altre scuole), intergrup- apprendimento che, come organo monocrati-pale (Consigli di classe, collegio dei docenti, co, è tenuto a gestire.Consiglio di Istituto), interpersonale (docenti, Presupposto per mantenere il clima sereno èstudenti, dirigente), in un contesto creato per che tutti i soggetti coinvolti rispettino gli stru-stimolare e sostenere la costruzione di cono- menti necessari per la convivenza e per la par-scenze, abilità, motivazioni e atteggiamenti, in tecipazione nella scuola: il regolamento di isti-una prospettiva di apertura al territorio. tuto, che costituisce un vademecum di normeIn tale spazio di azione secondo la psicologia di funzionamento interno, il patto di corre-sociale l’apprendimento, determinato proprio sponsabilità (DPR 235/2007) finalizzato a defi-grazie alle interazioni tra allievi, oggetti del nire diritti e doveri in stretta collaborazionesapere e docenti non è più solo un contenito- con le famiglie, lo statuto delle studentesse ere di stimoli, risposte e processi cognitivi, ma degli studenti (DPR n.249/1998, modificato dalun elemento che pervade gli individui e ne DPR235/2007) che disciplina i loro doveri edetermina la condotta in modo non meccani- garantisce l’esercizio dei loro diritti, la Cartacistico. dei servizi (DPCM 7/6/1995), documento diLe dinamiche relazionali che si vengono a trasparenza della condotta dell’istituto scola-creare nell’ambito della scuola sono differen- stico.ziate perché derivanti dalle continue occasioni La condivisione di tali norme comuni, soprat-di scambi interpersonali: quotidianamente le tutto per i giovani studenti, consente non soloattività scolastiche rappresentano opportunità di conoscere le norme per una convivenza or-di interazioni tra i vari soggetti/attori che con- dinata, ma anche di valutare le opportunitàsentono la crescita morale e culturale degli offerte dall’istituzione, secondo i principi dellastudenti e l’offerta di servizi legati ad un me- libertà di scelta educativa delle famiglie e i cri-desimo fine e bene comune. teri di valorizzazione delle risorse.Se nella precedente stagione della scuola/ Il principio della democrazia partecipativa èapparato ogni addetto ai lavori sapeva cosa stato introdotto dai Decreti Delegati (1974),fare alla luce dell’esperienza pregressa, matu- con l’ingresso dei genitori nella gestione dellarata nel tempo senza la necessità di una inter- scuola, anche se la loro partecipazione è statadipendenza sistemica, ma secondo il concetto animata nel tempo da motivi e da sentimentidi servizio standard con una sequenza lineare diversi: (entusiasmo, critica, indifferenza), ae ripetitiva, con la nuova immagine della scuo- seconda dell’influenza degli indirizzi ideologi-la strutturata, sistemica e funzionale gli scenari ci, avvertendo scossoni e ribaltamenti continui,cambiano radicalmente per cui ognuno de- in base all’alternanza di innovazioni e abroga-ve saper lavorare in team, confrontandosi con- zioni attraverso cui il sistema scolastico ha cer-tinuamente con gli altri nelle varie attività fun- cato di migliorare e di rafforzarsi.
    • Negli ultimi anni con la diffusione del concet- facilmente delle “invasioni di campo”. Certa-to di “società educativa” e soprattutto sulla mente alla base della gestione ci deve esserebase dell’autonomia didattica ed organizzativa la valorizzazione delle risorse e il riconosci-(DPR 275/1999) si avverte uno slancio verso mento dei servizi prestati, dosati con il giustouna partecipazione più attenta alle esigenze equilibrio da parte del Dirigente Scolasticodegli studenti in relazione alla collaborazione che ha esplicitato con chiarezza i criteri dellacon il territorio attraverso l’obbligo di elabora- sua vision agli OOCC.zione del POF, strumento principale di comu- Il Dirigente Scolastico, in collaborazione connicazione della scuola verso gli utenti. gli OOCC e con le figure di sistema tiene Le attività degli OOCC sono svolte a favore presenti le proposte, adottando protocollidi un servizio atteso da erogare all’utenza e al procedurali opportunamente condivisi, diterritorio di riferimento in modo sostanziale, di intesa, di concertazione per la previsione del-percezione e di immagine nel migliore modo le giuste prassi e l’espletamento dei relativipossibile. incontri.Tra tutti gli organismi di partecipazione il Con- In un periodo di crisi e di recessione econo-siglio di istituto e la giunta esecutiva sono mica il Dirigente Scolastico deve fare dellequelli che assumono un ruolo importante nella scelte mirate a premiare il merito dei docen-vita di un istituto in quanto definiscono le scel- ti per soddisfare e rendere fattibile il succes-te generali di gestione e amministrazione so formativo di tutti gli studenti.dell’istituto, con compiti specifici di approva- L’obiettivo del sistema delle relazioni sinda-zione di accordi con altre scuole, oltre ad cali è quello di contemperare l’interesse deiadottare il POF e il regolamento interno e a dipendenti al miglioramento delle condizionideliberare acquisti di attrezzature. di lavoro e alla crescita professionale con l’e- Il consiglio d’Istituto inoltre può essere consi- sigenza di incrementare l’efficacia e l’efficien-derato significativo in quanto rappresentativo za dei servizi.di tutte le componenti della comunità scolasti- La contrattazione è un processo complessoca e per la sua natura di indirizzo politico, che ha come obiettivo l’acquisizione del mas-spesso può evidenziare all’interno contrasti, simo consenso possibile: se manca il consen-chiaro segnale della dinamicità delle relazioni so della RSU (o della maggioranza dei suoidi un’organizzazione complessa. membri) e della maggioranza in termini di La scuola che cambia pare talvolta disattenta rappresentatività delle OOSS partecipantialle opportunità di partecipazione, che pur re- alla trattativa, le norme vigenti non dannostando valide ed importanti finiscono con il alcuna sicurezza al Dirigente Scolastico. Per-cedere il passo a problematiche diverse, per tanto egli non deve mai arrivare all’apertoquesto in questi ultimi tempi è stata ipotizzata conflitto, soprattutto perché le materie dil’istituzione di una Consulta dei genitori per contrattazione integrativa (art. 6 c.2 CCNL)soddisfare le esigenze di essere davvero geni- sono piuttosto delicate, come l’utilizzazionetori a scuola. del personale docente e ATA e i criteri per la Le relazioni sindacali di istituto costituiscono ripartizione del FI.un momento importante per la gestione di tut- Nella vita della scuola, a parte le dinamicheto il personale e per il miglioramento dell’of- di carattere democratico si può individuareferta formativa di ogni istituto scolastico. una forma di interazione ricorrente, sicura-Tenendo sempre in considerazione la com- mente la più vivace, il conflitto, soprattuttoplessità dello scenario in cui interagiscono i nelle relazioni interpersonali, in cui ognunodiversi attori istituzionali si possono verificare deve prendere una posizione con la contro-
    • parte. Esso è inteso come un’opposizione lettico. In tutti i casi egli dovrebbe trattare il(latente o manifesta) che permette al singolo o conflitto per migliorare il benessere del siste-ad un gruppo di non sentirsi completamente ma, degli individui e dei gruppi che lo com-succube in un rapporto e viene interpretato pongono con un controllo cosiddettocome un aspetto che fa parte di quei dualismi “conflittuale conservativo” (CCC), mediante ildi cui la società ha bisogno per evolversi, se- quale il senso di colpa sarebbe sopportato econdo la metafora della vita, esplicitata da modificato in un atteggiamento produttivo.Simmel, nella quale le due differenziazioni Così, paradossalmente il conflitto rileva aspet-“polari” (ad es. successo/insuccesso, forza/ ti positivi nel senso che diventa una forza uni-incapacità) sono parti integranti ed entrambe ficatrice nelle relazioni, in quanto intensifica lapositive per i mutamenti che comportano. mobilitazione dell’energia psichica ad essereLe organizzazioni sono luoghi privilegiati di più efficace nel raggiungimento degli obietti-conflitti di diverso tipo, vista la spiccata qualità vi, stimola al mutamento e all’attività, aumen-relazionale tra gli individui, così nella scuola si ta l’identità da parte delle componenti impli-possono individuare contrasti in ambito colle- cate.giale, derivanti da attacchi al modo di decisio- Il Dirigente Scolastico, nella sua veste di capone o dalla mancanza di condivisione delle fina- di istituto e di responsabile dello stesso, inlità, tra docenti per apparente stima, tra alunni virtù della normativa ( art. 25 dlgs.165/2001)e docenti, per incapacità di mantenere distinti rappresenta colui che per primo spinge lei ruoli, tra alunni, per intolleranza, e tra docenti azioni verso i buoni risultati dell’istituzione,e dirigente se non è stato attuato uno stile di- orientando il lavoro sul campo alla salvaguar-rettivo di tipo equilibrato e non si è stabilito dia dell’identità culturale dell’istituto. Certa-un clima di libertà responsabile. mente non può svolgere il suo compito da solo, ma la collaborazione di due docenti che sceglie sulla base di stima e fiducia ( e ai quali può conferire deleghe motivate su alcuni compiti) consente un supporto diretto nelle sue azioni, come pure l’apporto dello staff aiuta a monitorare i pareri diffusi e conoscere gli umori che circolano nei corridoi e che po- trebbero costituire fonte di malesseri crescen- ti. In generale il Dirigente Scolastico deve subito esplicitare il suo stile di “comportamento”: in senso assoluto non esiste uno stile migliore, ma è importante scegliere quello adatto alleIl Dirigente Scolastico e la regia delle rela- varie situazioni. L’ideale sarebbe quello de-zioni e dei conflitti mocratico, perché motivare i componenti diLa regia per neutralizzare i contrasti spetta uno staff e farli partecipare al processo deci-soprattutto al Dirigente Scolastico che all’in- sionale aiuta a fare in modo che gli obiettivi diterno dell’istituzione deve far evolvere le situa- ciascuno coincidano con quelli dell’istituzionezioni di conflitto verso chiari obiettivi di tra- scolastica.sformazione, mutando lo scontro in un incon- Nel rapporto con i docenti il Dirigente Scola-tro che sfoci in qualche tipo di collaborazione, stico dovrà contribuire con un’azione mirata eesplicitando così un ruolo aperto in modo dia- costante a permeare con il buon esempio gli
    • stati d’animo che di volta in volta dovranno futura: il cambiamento è una costante di stato,ricaricarsi o frenarsi nei momenti di difficoltà o così come “l’essere mutanti” a rapide trasfor-di attrito. mazioni è una necessità. Il capitale intellettua-Efficace può risultare l’analisi transazionale co- le, come ricchezza nascosta dell’organizzazio-me strumento per i problemi comuni tra i sog- ne che punta sull’identità individuale e colletti-getti coinvolti, legati al dialogo emotivo. va, la creatività, la flessibilità e l’empatia siste-Infatti l’ascolto è l’elemento vincente sul quale mica che si sostanzia di rispetto, pietas e im-il Dirigente Scolastico deve improntare il suo pegno morale diventano quel valore aggiuntolavoro di regista nelle dinamiche quotidiane: di cui la scuola non può fare a meno. Solo se siè fondamentale che egli raccolga le più ampie pensa che il futuro sia migliore dello statusinformazioni possibili, ascolti i pareri, gestisca quo è possibile un cambiamento reale cheinsieme le ansie, compia un’accurata anamnesi perciò passa tra il conflitto tra oggi e domani.e un’attenta diagnosi, mantenendo il princi-pio di realtà in termini di fattibilità, piuttostoche di impedimenti. Domenica RipepiCompito principale del Dirigente Scolastico Consigliere UCIIM Lazioattento alle dinamiche relazionali è, a mio av-viso, quello di innescare sentimenti di umiltà,umanità con la giusta dose di umorismo (lateoria delle tre U di Maliadò), per creare unariserva di positività che liberi quanto ci sia dimeglio in ogni individuo e in caso di attritomomentaneo lasciare un po’ di tempo per ridi-mensionare la questione e riprendere in se-guito il dialogo con un atteggiamento proatti-vo. Una qualità fondamentale del Dirigente Sco-lastico è quella che studi recenti di psicologiahanno descritto come “resilienza”, ossia comecapacità reattiva di affrontare efficacementele avversità e a riprendere slancio proprio daqueste, ad esempio nei contrasti all’internodel Consiglio di Istituto, dove egli assume unaposizione super partes, fornendo un’improntadi armonia e chiarezza, nell’intento di garanti-re una gestione unitaria.Tuttavia, a fronte di una leadership“situazionale” che, per quanto intelligente, sirisolve solo nella capacità di gestire l’ordinariaamministrazione, oggi si richiede una leader-ship “trasformazionale”, di un dirigente chesappia pilotare il cambiamento attraverso lesue inevitabili turbolenze.Ogni mutamento e ogni innovazione passanoattraverso il conflitto, tra status quo e speranza
    • ! ) & $ * L a realizzazione degli obiettivi didattici e il raggiungimento delle arcinote com- petenze su più livelli e in più ambiti passano - anche questo è spesso eparticolarmente ribadito, almeno teoricamen- difficile, però, secondo me si genera un climate - assieme e attraverso uno scambio intercul- più propizio allapprendimento. Come inse-turale delle conoscenze e della socializzazione, gnante, però, devo imparare ad assegnare deitanto più in un periodo storico così dinamico e compiti più attivi in modo da rendere lallievodi movimenti migratori che caratterizza la no- protagonista del proprio processo di appren-stra Europa. dimento.Ma è davvero facile realizzare un cammino Fra le varie sezioni di diversa nazionalitàdel genere partendo dalla professionalità presenti nella scuola europea quali attivitàdei docenti? Lo abbiamo chiesto a uninse- inse- si rivelano di primaria importanza al fine dignante della scuola europea 3 di Bruxelles, unintercultura reale ed effettiva fra i docen- Dominguez.Carmela Dominguez ti?Da quando sono arrivata qui - ci dice - nel Per quanto concerne la relazione fra le diffe-tempo mi sono resa conto che nel frenetico renti sezioni rivestono unimportanza crucialeritmo della scuola gli sforzi e le occasioni di le attività congiunte: pasti, feste, giornate diarricchimento interculturale sono tantissimi. formazione, corsi di ballo (Zumba per esem- pio) o Pilates, viaggi e luoghi di condivisioneLelemento che più la colpisce in unofferta come aule, sala professori, mensa.didattica simile?La cosa più importante che ho acquisito è E fra gli studenti?questa: non esiste un unico percorso nella ma- Per gli studenti mi sembra proprio che si rea-niera dinsegnare, non cè mai un solo punto lizzi attraverso un apprendimento delle linguedi vista. in un contesto reale ed è perfetto. In generale, gli alunni di per sé hanno maggiore facilità adPer esempio? apprendere le lingue come pure a compren-Lo stile della scuola spagnola sembra simile a dere comportamenti diversi vista la loro diffe-quello francese: il professore ha la conoscen- rente struttura mentale. Già a partire dalleza, la trasmette ai ragazzi e poi verifica se que- classi IV e V (biennio delle nostre superiori di IIsti lhanno acquisita oppure no. La scuola del grado, ndr) si moltiplicano le relazioni fra stu-Nord è più partecipativa: promuove maggior- denti di diverse sezioni, tra amici e compa-mente sia il lavoro personale che lattività di gni...gruppo. È diversa la disposizione delle classi,il modo di giudicare, valutare e certificare... Per concludere... La scuola europea nei suoi aspetti rappresentaChe cosa una "scuola" può dare a unaltra? unesperienza straordinaria tanto per gli inse-Se la scuola spagnola deve esportare qualco- gnanti che per gli studenti. È chiaro che unosa, a mio avviso bisogna puntare sulla vicinan- deve essere disponibile a recepire e soprattut-za allo studente: certo, la disciplina in un con- to a dare.testo più amichevole potrebbe risultare più Giovanni Zambito, Bruxelles
    • S cherzava (ma non troppo) Honoré de Balzac quando scriveva in uno Lentamente muore chi diventa schiavo dell’a- dei suoi romanzi più noti. Il Cugino bitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi per- Pons (1847):” Nessuno osa dire ad- corsi, chi non cambia mai la marcia, chi nondio a un’abitudine. Molti suicidi si sono fer- osa mai rischiare o cambiare il colore dei suoimati sulla soglia della morte per il ricordo vestiti, chi non parla mai a chi non conosce.del caffè dove andavano tutte le sere a farela loro partita di domino”. E a proposito di Pablo Neruda-Martha Medeiroscaffè, un altro autore francese, di poco po-steriore a Balzac, Georges Courteline, ag- scontato che in ogni ambiente si parli di esso,giungeva:” Si cambia più facilmente religio- anche se prevalentemente si pensa al benes-ne che caffè”. L’abitudine è una rete che sere fisico. Siamo tutti palestrati, oggi è diavviluppa mente, cuore, mani, rendendoci gran moda lo joga per trovare il benessere,alla fine schiavi e inerti. E’ ciò che ribadi- sembra che il mondo occidentale abbia sco-rebbe il poeta cileno Pablo Neruda (1904-(1904- perto il valore della meditazione solo grazie73) nel testo che sopra abbiamo citato e gli alla joga. Stiamo rischiando di perdere il pro-è stato attribuito, anche se pare che l’autri- fondo significato degli insegnamenti di Gesùce fosse in realtà Martha Medeiros. Stessi Cristo, perché anche la nostra fede rischia dipercorsi, stessi ritmi, stesso colore, stesse cadere nell’abitudine. Vi sembro polemica opersone: è una litania che rende grigia la catastrofica, forse, ma il contatto quotidianovita e che impedisce il fremito della ricerca, con i ragazzi mi fa constatare quanto anche indella novità e del rischio. Certo, la frenesia famiglia non si educhi più all’amore di Dio e,del cambiamento a tutti i costi è una sin- pensate, i ragazzi che frequentano le parroc-drome altrettanto pericolosa, ma lo è anche chie non fanno Religione a scuola, può esserela routine che diventa dipendenza. Non per colpa di noi insegnanti che valiamo poco, for-nulla la realtà morale fondamentale delle se, ma non siamo caduti troppo nell’abitudinereligioni è la conversione, che presuppone dell’andare a Messa, nell’abitudine di crederciappunto un mutare strada, un invertire la credenti?.rotta di una deriva, un “cambiare mentali- Se pensate che abbia fatto delle ingiustetà”, come dice il termine greco evangelico “accuse” potete consolarvi con lametanoia, usato proprio per indicare una “meditazione” dei seguenti Salmi: 3; 26; 55;simile svolta spirituale. Significativa è l’ulti- Isaia 53, 3-12ma frase di Neruda: non si deve temere didialogare neanche con chi è estraneo. L’in-contro dei volti diversi è principio di arric-chimento interiore, è sorgente di novità e disolidarietà.(Tratto dal libro di G. Ravasi “Le parole delmattino”)Forse vi starete domandando cosa c’entra l’a-bitudine con il benessere, io invece credo chesia interessante parlare di ciò che impedisce ilraggiungimento del benessere, oggi. E’ quasi
    • ""# $ % ) +,-+.+,-In questo numero di gennaio 2013, invece diproporre una esperienza realizzata, vorrei pro-porvi una esperienza da realizzare.Si tratta del Concorso del Movimento per laVita, alla quale aderisce anche l’UCIIM.In fondo a questo numero trovate tutto il dos-sier preparato dal Movimento per partecipareal Concorso.Inoltre vi allego la sitografia di riferimento.Il sito del Concorso Europeo:http://www.concorsoeuropeo.org/Il sito del Movimento per la Vita:http://www.mpv.org/
    • $ & $ La Parola che cura, la Parola che orienta: “L’arte educativa di Gesù” Gesù”L’azione formativa promossa dall’UCIIM - Lazio ha la finalità di identificare strumenti e metodo-logie che hanno l’obiettivo di accrescere le competenze relazionali e metodologiche dei docenti di Religione Cattolica in vista della nascita di una comunità di prati- ca professionale. Vogliamo dar vita ad un luogo che sia una “esperienza di condivi- sione di conoscenze e di esperienze professionali” sull’insegna- mento della Religione Cattolica, dove ciascun insegnante ha la possibilità di apprendere e fare Comunità nel web e avere specifici momenti di formazione. L’idea di fondo della comunità di pratica è tanto semplice quanto efficace: se ho un problema, chiedo aiuto a chi probabilmente lo ha già affrontato (un collega o un gruppo di colleghi); se mi viene data una soluzione e la comprendo, ho imparato una cosa nuova; se non mi viene data, provo a cercarla insieme ad altri che hanno (o potrebbero avere in futuro) il mio stesso problema. Gli obiettivi : rafforzare la percezione di Sé e del proprio ruolo, del lavoro svolto e le modalità di relazio- narsi con gli altri siano essi studenti, dirigente scolastico, colleghi; concentrarsi sulla missione professionale ed acquisire strumenti capaci di ridurre lo stress e a contenere situazioni di disagio; motivare i docenti sul tema dell’educazione integrando l’esperienza personale, il magistero dei vescovi italiani, l’insegnamento di Gesualdo Nosengo.I contenutiIl corso di formazione intende cogliere aspetti centrali nell’azione educativa della scuola, in par-ticolare si sofferma sul “ruolo di docente”, sulle difficoltà e le risorse personali e comunitarie,sulla “qualità dell’azione educativa”. Ampio spazio è offerto alla percezione dei compiti da svol-gere e attuare per realizzare la “missione” di educatore propria di ogni docente. Accanto al per-corso denso di contenuti sono offerti testi (documenti e scritti di educatori cattolici) che permet-tono la maturazione e la riflessione personale e tra docenti, oltre all’acquisizione di conoscenzee competenze specifiche.Il corso di formazione si svolge in modalità “blended learning” con momenti formativi in aula(12 ore) e on line (24ore) con la piattaforma e-learning, per un totale di 36 ore di formazione
    • Laboratorio E-learning 1) Una lettura del vivere la professione docen- 1. Analisi dei compiti: sono un insegnante; te di IRC 2. La vocazione educativa: “essere” docente. 2) La “missione educativa”: gli 1. Cultura e insegnamento dell’IRC; obiettivi di sviluppo professionale 2. Il senso della missione educativa; 3. La responsabilità dell’educare 3) La “Visione” dell’IRC: imparare ad identifi- 1. Emmaus: la ricerca di un modello care le risorse, le opportunità senza dimenti- 2. Urgenze e priorità; care le debolezze. 3. Dio il primo educatore del suo popolo; 4) La “progettazione” : capacità di mediazio- 1. Interrogare e lasciarsi interrogare; ne tra istanze educative e interessi 2. Chiesa madre e maestra; 5) Lo “stile educativo”: ideazione del percorso 1. La vita dello spirito; di sviluppo personale e professionale 2. Verso il modello “Gesù di Nazareth” 6) La “valutazione”: uno sguardo che va verso 1. Avvio della comunità di prativa. il futuroI percorsi formativi e i laboratori verranno attivati se si raggiuge il numero minimo di 12 allievi(nelle singole diocesi e nelle zone UCIIM)Per partecipare inviare un e-mail a: uciimlazio@gmail.com oppure irc@uciim.lazio.it.Le quote di partecipazione sono: Iscritti all’UCIIM 60,00 e Non iscritti all’UCIIM € 90,00 (È com-presa la quota associativa per l’anno 2013)Comitato scientifico: Prof.ssa Maria Rita Tarquini (docente di laboratorio/aula), Prof. Luca Utili(docente e-learning), Prof. Massimo Angeloni (Direttore del Corso)La scheda di iscrizione si trova sul sito http://www.uciim.lazio.itL’UCIIM È SOGGETTO QUALIFICATO DAL MIUR PER LA FORMAZIONE DM 177/2000 e DM 05.07.2005, Prot. n. 1229
    • Spesso i docenti si trovano a gestire le costanti e quotidiane relazioni sia formali che informali tra colleghi e con gli studenti; spesso gli incontri di team, i collegi dei docenti, le assemblee, le lezioni in classe ... risultano fonti di tensioni e conflitti che vanno ad incidere negativamente sia sul clima sco- lastico, sia sulla qualità dei processi di insegna- mento/apprendimento. I più recenti studi di sociologia e ricerca sociale hanno evidenziato come le organizzazioni moder- ne, ad esempio la scuola, riescono a migliorare il proprio funzionamento, creando un clima efficace, quando sono capaci di costruire e promuovere climi collaborativi LUCIIM Lazio propone un workshop teso allem- powerment, promuovendo le potenzialità e una maggiore consapevolezza della relazione interper- sonale. "La relazione tra le persone definisce e caratteriz- za, in maniera fondamentale, la qualità dellespe- rienza in contesti diversi" Modalità del workshopIl workshop si svilupperà in5 incontri quindicinali presso la sede in Gli incontri saranno da 3 ore ciascu-Via Crescenzio 25 dalle 15.00 alle 18.00 noDirettore del corso: Le date sono:Dott.ssa Antonella Tirelli 19 febbraio !" # $ 5—19 marzo# 3—16 aprile Per informazioni e prenotazioni: uciimlazio@gmail.com oppure con- tattare la Prof.ssa Maria Vittoria Ca- vallari 3387623278
    • (//* 0 Corso di formazione on line per l’utilizzo della piattaformaMOODLE in ambito didatticoFinalità: Le risorse L’UCIIM Lazio si prone di offrire Le attività una formazione che vada dall’i- deazione all’implementazione di Ogni corsista sarà poi docente in un corso costrui- corsi da utilizzare come integra- to per i propri colleghi al fine di mettere in pratica zione o come supporto alla di- e riflettere sulle strategie adottate.dattica in classe, con strumenti opensource(gratuiti e liberi), al fine di promuovere quelle Saranno previsti anche approfondimenti sull’usocompetenze sempre più richieste sia dal mondo degli SCORM e di alcuni software autori.istituzionale della Scuola sia dalle esigenze cul- Il corso è rivolto a tutti i soci UCIIM in regolaturali e sociali degli alunni. con l’adesione all’Associazione per l’anno 2013.Obiettivi: Chi non fosse già iscritto lo può fare conte-1. Esplorare le principali potenzialità didatti- stualmente, all’iscrizione al corso. che della piattaforma MOODLE Il costo del corso per i soci è di 85 Euro, per2. Conoscere e usare le principali risorse e i non soci diventa 120, compresa la quota di attività adesione. Costituire un gruppo di lavoro che utilizzi e Ogni socio che presenta un nuovo socio verifichi le potenzialità di MOODLE per in- ha uno sconto di 35 euro. tegrare la didattica curricolare ed extracur- ricolare Tempi: Utilizzare MOODLE come ambiente di spe- Il corso durerà 5 mesi: da marzo a luglio 2013. 2013 Le iscrizioni devono pervenire entro il 15 febbraio 2013 a uciimlazio@gmail.itProgramma: Filosofia di Moodle - Instrutional design: Ogni partecipante al corso inoltre ha uno la progettazione della formazione on line sconto del 30% sull’acquisto di un servizio di hosting presso Ergonet.it per avere un do- Sito e community di riferimento minio personale su cui istallare Moodle o un La struttura di Moodle: parti. componenti sito personale (Il valore va da 10.80 euro fino e blocchi 21.60 euro e anche più…) Tipologie di corsi: relazionali, argomenti, settimanali Organizzazione di un corso: utenti e ruoli
    • C O pe rt in a1
    • Cari studenti, Cari professori, ! " # $ % & ( ) * + ) +, - . / - 0 ! % 0* % 0- 0& , $$ 0 * 1 22 ,) 3 3 0* + . - . . . $ - 0" $ " $ $ 4 $$ . . ! , $ 4 $$ . ! . " 3 $ ( . $ . # . 3 . . . ) + / . - 5 6 77
    • 8 $$ / $ ,) - 9 $ $$$ : - ; "$ < 1 ,) $ $ +- . 5 4 - . # )#= 1 + > . 5 4? . > . " 2 * $ $ ! ( $ / 7@ 7 # 2 . ) + " ! / $ % 3 * / $ ! ! " #
    • Diritti umani e principio di uguaglianza " $ % $ & ( ) $ & ) & * + , - , (- ! # / $$ " . #" $ % * , . 9 3 . . 0 ! 9 94 5 . $ 3 , ! ! $ . . $ A , 9 $ ! : :BC . . " $ 9 $ $ ! $ $$ . * ! "! $ . ,. . 9 . $ ! . . . " # $ % ( $$ & ( ( D1 = ( $ $$ . A . $
    • $ CE 3 -( F@ $ > . - 9 A C ! $ , 9 * ,. > , * ) +A 7@C ) +A 7 C ) $ $$ + A 7GC 5 )* $ A C A C $ A C + A2 FC 5 A2H C )*9 $ 9 +( . 9 5. , - # # # 8I<I < A4 # # C, :; /) . + ) $ 5 +E ) / ! $ + 4 ; 6 5 , )% $ , G <7 E , GG 87<E $ , 7@ @E , 7F8 @+ > $$ 5 J? 6 A @GC, :5 , 7G * $ !!" # $ %
    • # $ $ $ + ? ! 4 . 05 9 3 > , ) + 0 0 0 0 $ $ 0 0 . 0 0 ) ) * ! + . ! , 0 0 " #!&!-% 0 0 ( 0 0 . ( / 0 1 ". . ! 2 / 16 0 0 ! + $ $ ( & 0 0 )3 4 ! , #!&&% , ). 56 " $ 37 3 *1 " $ 0 8 ". 4 9 3: & !!( )* " + 3 (( 7 * 1 ; ( "- < 56 " 7 * "& ( ) " & *- 0 , 2 , ( =777>=77 * " " & 7 =77 =773
    • Chi è l’uomo? Uno di noi " . . . /! ) 01 . % K 45> NA 8C L $ N = $ M * . . . $ $ . . E . $ $ . ! L 5 M - . 0( 0 . N / . 7 N L M " =, . / . " 3 * . . . $$L M / $ , . , $ * " 2 ( " ( ( ( ( ( ? + " ( ( $ @ (( * ? , " #$ A % ( B . ( B (( ( " ! " * ( & + (
    • Cosa dice la scienza? 2 03 . $ ) 4 $$ . 5 6 " 5 6 $$ $ ! $ * . A $ . $ C $ . , - $ E F , F ! B - ! ! 0 ( E . $ ! 8 E / " $ $ = $ $ # . $ $ * 7F 45> ! , $ . 5 . . / $ ; = $ O 4 . , . E 7@ @@@ O " 3 $ $$ . $ $$ . , - ) 5 . 4 . / 0 1) 2 O !!3 45 5 - 6
    • 9% & 7 8 9 !!0 :; < : $& < ) = >>! 45 0 6
    • 10
    • 11
    • 12 % # " ) ! ? + 3 % 2 (!! 4 ! !6
    • Il diritto èper l’uomo ) ( ) 7 ) $ . $ ) ( ( . . @A . . 9. 9 # - $ # * , $$ $ . 2 4 9 $ 9 E $ 13 $ , $ $ " 3 $ 9? $ . 4 0 " 3 <@ % 0 @ # ; % < $ 3 . %: : ,$ $$ . $ $ $ * 9 5 $$ , . . % $ . : ! 0( 4 : 3 $$ $ . , . " . . $ . / . . 3 / $$ . , 9
    • $$ $$ 0 ; * , = 3 $$ $$ # $$ $$ . 3 0 $$ / $ * $$ . " . . $ $ E $$ ! . ( . , $$ 0 ( , $ #14 & < (( E 2" ! F . (( ( 0 " ; ! * 0 & * (( 2" , - , C! " , D . 6 " (( < 3) " =) :7 * A 0 4 )** , " & 2 . ! ( ( ( + C ( D * 0 1 " " ! 4 ! 4 "- 4 ( " , E / @ A ( ! & (& ( 6 @ ! ! G 1 C. D ! "& G ! , 2 C1 H D
    • Il cuore di ogni madreripete: uno di noi 8 3 . 3 + $ $ )5 6# . . $ $ $ ) + . ! . . $ $ $ - $ $ $ $ > .- . B " $ $ . % . - $ $ 15 - - H 2 E $ $ $ % % & ! . $ 4 $$ " 3 = $$ ) + 3 4 - , )! 4 4 4 ) ) +# . . ! $ ) ++ ,III ( 6 H .F , ( * , . ( " H III ( ! 0 J* C1 ( D C D , .
    • L’iniziativa ! europea uno di noi 7 $ . (3 ) ( * 7 $ 3 & . @ 2 $ 9 =77 " & P $ E (( * 3 - : : ( (( 9 " ! 7 " 9 (( 6 Q - , ( 9 * . 16 9 : - ,, ( 9 ( : E " $ =3 , $ , " $$ ( ( ( " ! ( 2" , , ( ( @ 2 ( $ C D + " " . ?& ./ ( + 6 2" E + E "& ! : @
    • La parolaai giovani... ! 0" 9 0" 9 $ 0! . ( (3 - A% C, > # $ $ $ & 4 $( / $ $$ * # $ E $ ! . E . / $ 3 $ $ ! 4 . # $ , #= 1 > O . > A# C, ( # $ . . = ! K 17 A / . C . $ $ 3 . * /9 $ . $ $ $ K A- C, " # $ 1 $ $ . 4 .4 A% C, 1 ! , ( $ E# $ O " # $ 1 . 5 B> 1 O C
    • 4 A- C, # $ 9 9 0 $ 1 # % = # % $ / 1 % * 6 H . 2 @ H = 77 ; 9 9 , 3 # 4 7;; :7 = ( K 7;; ;)3=) L $ 1 M :: ) ) 1 $ 0 *! - H 6 ;N ;) = H A>$ C, " 9 # $ ( K 7 ); 7: 6 6 := 7 : =3) " / . * ! - H ! ; 3 3) 77 6 7 :): = 3= 4 ! * := :; ; . & * 6 H N & ( @ R R : 37;) ! ( K7 : = ) & * 6 H 8 77 ! 6 H H 7 7 = ; A1 C, . - M * :: :) ;=): . 2 *6 H H = = 4 ( 4 & @ H * ::) 7===7= # $ 3 4 + * 0 6 H ( ( L ( : 3 :;: =G * 1 6 M * :: =;; 4 / * : ))7=7= 1 2 * := 3 :):== @ & O J * : 3 :;: = , * 6 H N 4 / @ ;18 7 77 H G * H - : ;:3; = 0 ! * :: ;)) 4 1 1 *: 7 ;=3 2 & * :: = ;; 4 6 2 * : 7 ;:7:= " ; A- C, # $ , " 9 * 6 H 0 4 :N ; == 1 7 7 7:: ) 1 4 * 7 7=):7; 9 4 ::: ) 7= = % $ * 0 6 H H @ ) - =7 3 6 7= 37 :3 8 . :: ; 3 $ $ 0 6 H H @ ;7 ; = 73= : 337 :=77 3 )= 9 % 73 73) : 73 7 : * 6 H N 4 ! 6 H @ 3 ;7: @ 7 3)37=3 : 3; )3 ) / *6 H ! @ : 7 = @ ( K 7 ); = 7; & 6 * ::: ;) ): / *6 H H 6 = 377:: ! ! * := 3: 3::: 1 * 6 H 3 7 = ! 6 2 * := : 7: 73 1 *0 6 H H = 77 @ 7 ; =)= 1 * ::: : 7 : : ; 7 =73 ! * 0 6 H H ; ) 77 1 M * :: ) ) ! 0 0 * * @ * 8"- 3 : 77 1 G/ *H 6 : 77 - 6 *7 3 = ==; *6 H 2 ); 7; 77 7 73)) 3=: 6 *: 7 ; 4 * 6 H @ 1 ( 3 :) = 7 73;:) 1 * :=77;
    • Regolamento"S % ? # $ $" $ 7@ F 5 $* # /4 #2 5>2>S C# 2 S% 5 2 F . 7@ F A $ C # 4 H?S%> 4 **> -?5# ;5> 2 $ " # ; $ $ 7C # . # - 7< F@ 2 * TT>T ?5 4 *>1?S * $$-?%% ## ?5 " # S 7 # . - # $ $ * $ * - , $ . $ 19 ;" # 7 # $ - # # # $%?4>* 2> 4 #1?*; % 52? 2S>22>% 52? 4>2 " S#?5>* " 3 4 8I@F % 1 S * A 1 7 # F<Q @C -4 S " J " ; $ % # * / , ( , %%% ( * C1 D - # I 3% C ? 2 D # :% C/ - P 6 D #=77;% C. ( ( D Q R #=77 % @ C2 D 2 / & ! 8 , #=777% ( C& H D 1 .. 2 & H # )% C2 + " " D ! ! & #=77;%
    • Supplemento a SiallaVita, ottobre 2012. direttore responsabile Pier Giorgio Liverani. Registrazione n. 255 del 19.6.1978 - Tribunale di Milano. Redazione e amministrazione: 20 Lungo Tevere dei Vallati 2, 00186 Roma, tel. 06.6830.1121 - fax 06.686.5725 - siallavita@mpv.orgGrafica: A. Biotti — foto: T. E. Persico — Testi: Equipe Giovani MpV. © 2012. Movimento per la Vita italiano