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La crisi dell'impero
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La crisi dell'impero

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La crisi del III secolo d.C., la riorganizzazione amministrativa e fiscale, la fine dell’unità dell’impero, le trasformazioni economiche e sociali

La crisi del III secolo d.C., la riorganizzazione amministrativa e fiscale, la fine dell’unità dell’impero, le trasformazioni economiche e sociali

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  • Sotto il regno di Traiano, l’impero raggiunse la sua massima espansione con la conquista della Dacia (l’attuale Romania) e quella che allora si chiamava Arabia Petrea, ossia un’area che comprende l’attuale Sinai e parte della Giordania. Sulle frontiere, il “ limes ”, furono stanziate legioni e furono costruite fortificazioni allo scopo di prevenire incursioni e migrazioni. L’impero si presentava ora come un enorme stato multinazionale e multietnico: abitato da gente di ogni tipo, lingua e cultura: dai raffinati greci, ai nomadi africani, ai semi-barbari britanni. Una sola lingua parlata da tutta la popolazione, il latino e una lingua dotta, il greco, erano comprese in ogni parte dell’impero.
  • Nella villa si definiscono le figure del signore e del servo Nel nuovo sistema economico e sociale della villa , che in alcune aree assume il nuovo nome di curtis , il grande e ricco proprietario del latifondo si è di fatto trasformato in un “signore delle terre”. La signoria territoriale, che nel Medioevo si integrerà con quella feudale, è infatti un istituto giuridico di fatto che trasferisce al “signore” poteri e prerogative dello Stato: l’uso della forza per la difesa, l’amministrazione di alcuni gradi di giustizia. Gli altri uomini che vivono nella curtis sono, per la maggior parte, “servi”. Sappiamo che questo termine, che si conserva dall’età romana, muta profondamente il suo contenuto: non indica più la condizione dello schiavo, ma quella di tutti gli uomini che sono soggetti alla signoria terriera, ossia gli ex-schiavi affrancati e gli uomini liberi che, in cambio della protezione e della sicurezza da parte del signore, hanno rinunciato al diritto di cittadinanza che li rendeva liberi.
  • Transcript

    • 1. Crisi e trasformazionitra Tardo impero e Alto medioevo • La crisi del III secolo d.C. • La riorganizzazione amministrativa e fiscale • La fine dell’unità dell’impero • Le trasformazioni economiche e sociali
    • 2. L’impero alla sua massima estensione:dalla solidità della pax romana alla debolezza delle strutturepolitiche ed economicheI fattori economici didebolezza: – mancanza di uno sviluppo tecnologico e produttivo in agricoltura; – carenza di schiavi in seguito all’esaurirsi delle guerre di conquista; – migrazione dal centro alla periferia delle attività produttive manifatturiere; – impoverimento delle plebi urbane; Le spese militari sono l’onere principale del bilancio dello stato e incidono con – impegno di legioni per una percentuale compresa tra il 40 e il 70% sul budget dell’impero. Il costo annuale di una sola legione è approssimativamente di 2,25 milioni di difendere i confini. denari.
    • 3. La crisi: una visione d’insieme Una “spia” della crisi generale: Una “spia” della ripresa medievale: il crollo demografico la crescita demograficaMilioni diabitantiin Proclamazione del fine dell’ guerraEuropa massima Sacro impero romano gotica espansione Romano in Occidente in Italia Impero a fic ra m a de urv og C tempo Tardo impero Alto Medioevo Basso
    • 4. La crisi e i tentativi di riforma • TetrarchiaSistema politico eamministrativo: • Riforma fiscale e − problema della amministrativa successione imperiale; • Vincoli sui mestieri e Diocleziano − spese militari; − spese amministrative; 284-305 professioni e sulla − peso del sistema fiscale; terra − oppressione della • Carattere sacrale burocrazia. crisi dell’imperatore economicaSistema produttivoagricolo: e politica − bassa produttività; • Trasferimento della − scarsa disponibilità di capitale a Bisanzio schiavi; Costantino (330) − esodo dalle città e 306-337 • Ruolo della religione riorganizzazione sociale e cristiana produttiva nella “villa” − tendenza della “villa” all’autosufficienza.
    • 5. La riorganizzazione fiscaledell’impero lega gli uomini alla terra Per arginare l’esodo dalle città:Riorganizzazione – ereditarietà dei mestieri e dellefiscale: professioni, – divisione dell’impero in – ossia l’obbligo per i figli di continuare il mestiere dei padri. 12 diocesi; – suddivisione a fini fiscali della diocesi in province; Immobilizzazione sociale e produttiva, – a ogni provincia declino delle attività imprenditoriali e corrisponde un’unità commerciali. fiscale; – responsabilità collettiva La diocesi costringe il lavoratore a coltivare della diocesi nei le terre incolte e a restare legato al territorio confronti del fisco. e quindi alla terra da coltivare: è il principio della “servitù della gleba”.
    • 6. IV-V secolo: due secoli di radicali trasformazioniDall’impero diviso … ai regni romano (395) … germanici (VI sec.) I movimenti dei popoli del nord modificano profondamente la struttura etnica e geopolitica dell’Europa. • 375: invasione dell’Europa orientale da parte degli unni • 376: migrazione dei visigoti verso i Balcani • 406-407: vandali, burgundi e alani oltre il Reno • 409: svevi in Spagna • 429-439: migrazione dei vandali in Africa • V secolo: ostrogoti in Italia; franchi e visigoti in Gallia, visigoti in Spagna; angli, juti e sassoni in Britannia.
    • 7. L’accelerazione della crisi Degrado dell’ambiente: Spostamento estensione di della popolazione,Tramonto • selva del potere politicodell’impero Crollo • palude ed economicod’occidente demografico: • incolto dalle città tra il VI e il VII alle grandi proprietà terriere secolo, si (le villae) riduce del 30- 50% il numero• Disordini di uomini e • Rovina della sociali Diminuzione• Pestilenze donne. piccola proprietà; del numero• Guerre • asservimento degli abitanti della popolazione e dell’estensione delle città
    • 8. La decadenza delle città Il fenomeno della contrazione della popolazione e della superficie urbana si verifica in Occidente, non in Oriente.Il grafico mette a confronto la superficie di tre città dell’Europa continentale Il grafico mette a confronto la superficie di tre città dell’Europa continentalerispetto alla capitale dell’impero romano d’Oriente, Costantinopoli. rispetto alla capitale dell’impero romano d’Oriente, Costantinopoli.Queste erano le proporzioni nel X secolo. L’enorme divario dà un’idea di quale Queste erano le proporzioni nel X secolo. L’enorme divario dà un’idea di qualefosse lo stato di decadenza delle città europee nell’Alto medioevo. fosse lo stato di decadenza delle città europee nell’Alto medioevo.
    • 9. Un’economia stagnante Contrazione dei mercati Economia delle villae del VII-IX secolo edell’economia (economia della curtis) monetaria • Tecnologia poco sviluppata eAutosufficienza incapace di rinnovarsi • Livelli produttivi minimi e finalizzati economica alla sussistenza
    • 10. La curtis• Divisione della terra in: − pars dominica − pars massaricia• Evoluzione della condizione del lavoratore della terra: – da schiavo – a servo• Prestazioni al signore: – in natura – corvées – in denaro
    • 11. La struttura della curtis • La curtis o villa è: – unità territoriale; – unità giuridica; – unità produttiva. • Gode di: – immunità fiscale, – immunità giurisdizionale. • Costituisce quindi la base della signoria territoriale.
    • 12. La signoria territoriale signoree la formazione della servitù nell’Alto protezione obblighi Medioevo e corvé coloni accomandare (atto con cui un uomo si liberi affida alla protezione di un altro uomo) manomissione servi schiavi (emancipazione dalla schiavitù)

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