ViaggiVerdi. Come rendere sostenibile la tua struttura ricettiva risparmiando

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Un seminario di “idee pratiche” da intraprendere subito, rivolto alle strutture ricettive per migliorare la loro offerta ricettiva, rispettando l’ambiente e risparmiando.
E’ l’occasione per conoscere meglio il fenomeno del turismo sostenibile, ma anche la possibilità di confrontarsi con una realtà che cambia, dove le nostre azioni virtuose possono fare la differenza. Scegliere di dotarsi di un’impronta green è anche un modo per avere più visibilità ed opportunità di marketing, un modo per distinguersi, per migliorare e promuovere la propria offerta ricettiva.
Si rivolge alle piccole e medie strutture ricettive, B&B, agriturismi, hotel, alberghi diffusi, residence, rifugi, appartamenti vacanze che vogliono migliorare la propria qualità ambientale, per offrire un servizio migliore ai loro clienti, per fare bene all’ambiente, ma sopratutto per ridurre gli sprechi e le spese.

A chi si rivolge: alle strutture ricettive e a chi lavora nel campo del turismo
Quando: venerdi 28 marzo, dalle ore 16.00 alle 18.00
Dove: Milano, Fà la cosa giusta! (Fieramilanocity), Sala Abbado Pad. 4

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  • SLIDE: Vedi mappa da riprodurre.Iniziamo dall'illustrare il concetto di IMPRONTA ECOLOGICA.Impronta ecologica degli stati del mondo nel 2007, secondo la Global Footprint Network. Il colore più scuro corrisponde alla più alta (9-10). L'impronta ecologica è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della terra di rigenerarle.Significato. L'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti prodotti. Utilizzando l'impronta ecologica, è possibile stimare quanti "pianeta Terra" servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita.Confrontando l'impronta di un individuo (o regione, o stato) con la quantità di terra disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno.
  • Sul sito www.footprintnetwork.org/it/ c'è anche un quiz simpatico per calcolare la ns singola impronta (con risultati negativamente sorprendenti).Per calcolare l'impronta ecologica si mette in relazione la quantità di ogni bene consumato (es. grano, riso, mais, cereali, carni, frutta, verdura, tuberi, legumi, ecc.) con una costante di rendimento espressa in kg/ha (chilogrammi per ettaro). Il risultato è una superficie espressa quantitativamente in ettari.Si può esprimere l’impronta ecologica anche da un punto di vista energetico, considerando l’emissione di diossido di carbonio espressa quantitativamente in tonnellate, e di conseguenza la quantità di terra forestata necessaria per assorbire le suddette tonnellate di CO2.Questi concetti sono stati introdotti negli anni '90 da Mathis Wackernagel e William Rees nel loro libro "Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth", pubblicato nel 1996. Nel 2003 Mathis Wackernagel e altri hanno fondato il Global Footprint Network, che si propone di migliorare la misura dell'impronta ecologica e di conferirle un'importanza analoga a quella del prodotto interno lordo. In Italia l'impronta ecologica viene calcolata non solo per l'intera nazione, ma anche su scala regionale e locale...
  • (Modalità di calcolo: Si considera l'utilizzo di sei categorie principali di territorio, ma non vi parlo ora dei fattori o delle categorie usate nello specifico peri calcoli, né delle formule (come quella indicata nella SLIDE...veniamo piuttosto ai..Risultati: Da alcuni studi effettuati su scala mondiale emerge che l'impronta mondiale è maggiore della capacità bioproduttiva mondiale. Secondo Mathis Wackernagel, nel 1961 l'umanità usava il 70% della capacità globale della biosfera, ma nel 1999 era arrivata al 120%. Nel 2007 siamo ad un consumo globale di 1,5 pianeti.Ciò significa che stiamo consumando le risorse più velocemente di quanto potremmo, cioè che stiamo intaccando il capitale naturale e che nel futuro potremo disporre di meno materie prime per i nostri consumi.SLIDERelativamente ad alcuni stati, i dati sono i seguenti. Per ogni paese è riportata l'impronta pro capite. Raffrontando l'impronta con la biocapacità media mondiale che è di 1,78 ettari pro capite, si evince l'overshoot.
  • Relativamente ad alcuni stati, i dati sono i seguenti. Per ogni paese è riportata l'impronta pro capite. Raffrontando l'impronta con la biocapacità media mondiale che è di 1,78 ettari pro capite, si evince l'overshoot.
  • L'impronta ecologica ha parecchi limiti, riconosciuti dagli stessi autori. In primo luogo riduce tutti i valori ad una sola unità di misura, la superficie terrestre. Ciò distorce la rappresentazione di problemi complessi e multidimensionali.È vero che oggigiorno si ragiona sempre di più in termini di emissioni di CO2, ma nel calcolo dell’impronta ecologica pare che ci si riferisca solo a questo per quanto riguarda l’aspetto energetico. Si parla quindi di impronta carbonica (o di carbonio), indicatore che misura proprio l’impatto creato dalle attività umane sull'ambiente in base alla quantità di gas ad effetto serra immessa nell’aria, misurata in unità di diossido di carbonio equivalente.Quindi, se oggigiorno l’umanità utilizza l’equivalente di un pianeta e mezzo, ovvero il nostro pianeta ha bisogno di un anno e sei mesi per rigenerare tutto ciò che noi usiamo in un anno, l'obiettivo è Ridurre l'impronta ecologica. Altrimenti, si stima che nel 2030-2050 avremo bisogno di due pianeti per far fronte alla nostra richiesta di beni. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico definito Antropocene perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso ”.
  • Ma veniamo a noi e al nostro tema: cosa c'entra l'i.e. e la finitezza delle risorse col turismo?Il turismo è la quarta causa di inquinamento ambientale e di produzione di CO2, secondo il documento dell’Unione Europea che monitora i consumi in Europa e le loro conseguenze sull’ambiente (UNWTO-UNEP report 2008, Climate Change and Tourism). L’impatto del turismo sull’ambiente, determinato principalmente dagli spostamenti (75%) e dalle strutture ricettive (21-25%), è destinato a crescere in modo vertiginoso nei prossimi 20 anni, se non verranno messi in atto adeguati accorgimenti ambientali.
  • Il turismo è in rapida crescita, e si stima che nel 2020 i turisti in giro per il mondo saranno 1,5 miliardi ogni anno i. Questo avrà un grande impatto sull’ecosistema, e sarà indispensabile considerare un nuovo modello di turismo, capace di tutelare il patrimonio ambientale, storico e culturale dei luoghi, affinchè le generazioni future possano vivere le nostre stesse esperienze, arricchendo le proprie vite attraverso il viaggio.
  • La società moderna ha ridotto il turismo in un momento di consumo. Già nel '69 Guy Debord (in “La società dello spettacolo”) lo definiva uno “spostamento di persone per andare a vedere ciò che ormai è diventato banale”, che produce il più delle volte un impatto negativo sull’ambiente, i luoghi e le economie locali.
  • La tabellamostra come incide la scelta del mezzo, dell’alloggio, del cibo e delle attività scelte durante la vacanza, nell’impatto che questa ha sull’ambiente.Una settimana di crociera sul mediterarraneo, ad esempio, ha ad esempio un impatto doppio rispetto ad una settimana bianca.
  • Nella foto un villaggio turistico in SardegnaCEMENTIFICAZIONE DELLE AREE NATURALII danni causati dal turismo internazionale all'ambiente sono sotto gli occhi di tutti, non ci sarebbe bisogno di fare neanche tanta teoria. In ogni località turistica si possono vedere i troppi hotel, residence,villette costruiti sul mare, in montagna, sui laghi, se non in aree protette, con conseguenti danni paesaggistici spesso permanenti . Un esempiuo lampante, ed anche molto vicino a noi è il Mar Mediterraneo, sul quale si affacciano sia Paesi ricchi che Paesi in via di sviluppo.
  • Secondo il Programma UNEP-Map, presentato nel 2006, sulle coste del Mediterraneo gli insediamenti urbani hanno cancellato più di 20.000 km tra spiagge e rocce, estuari e delta. Complessivamente è stato occupato il 40% delle zone costiere. In Italia, Grecia e Spagna le spiagge si sono ridotte del 40% negli ultimi 50 anni. In questo "sviluppo" urbano costiero, il turismo ricopre uin ruolo importante, dovuto alla presenza di 750 porti turistici che hanno ridisegnato le coste mediterranee cambiando addirittura la modifica delle correnti marine.
  • Un esempio emblematico di questo modello di turismo di massa, distruttivo nei confronti dell’ambiente e dei luoghi, è la crociera, che è anche il settore turistico ad aver subito il maggiore incremento negli ultimi 20 anni. La vacanza in crociera non è solo fino a 1000 volte più inquinante, in termini di CO2 prodotta, rispetto ad una vacanza in biciclettai, è anche responsabile del 17% delle emissioni totali di ossido di azoto, e causa l’inquinamento dei mari e la distruzione delle barriere coralline, in seguito alla grande quantità di scarichi riversati nelle acque.ii Inotre, il tipo di turismo proposto è massificante e disinteressato ai luoghi, che vengono visitati in poche ore con tour organizzati. Questo incide negativamente sulle piccole località, invase da migliaia di turisti in poche ore senza poterne trarre reale beneficio, a discapito delle economie locali e degli abitanti.Emissioni giornaliere per persona, ed emissioni giornaliere per turista, calcolate per diversi tipi di vacanza. Una crociera in antartide è 1.000 volte più inquinante rispetto ad una vacanza in treno sulle Alpi.
  • L'impronta ecologica di una struttura ricettiva è elevata. In media, il doppio di una abitazione. Ma l'i.e. Della struttura ricettiva può essere ridotta fino al 90% con l'adozione di misure ambientali semplici. Pertanto, incentivando le strutture ricettive a soddisfare questi requisiti di ecosostenibilità ambientale, e invitando i viaggiatori a utilizzare strutture ricettive ecosostenibili nella pianificazione dei loro viaggi, si potrà contribuire a ridurre fino al 90% le emissioni di CO2 e i consumi idrici legati al turismo, promuovendo le economie locali virtuose.
  • Viaggiare in modo responsabile significa rendere il più positivo possibile il nostro impatto sull'ambiente, sulla cultura e sulle economia locali. Ma significa anche riscoprire un modo di viaggiare autentico, capace di stabilire un legame profondo con i luoghi che visitiamo e con le persone che incontriamo nel nostro percorso.Infatti, il viaggio è, oggi più che mai, un momento di incontro e condivisione con gli altri, durante il quale ci sentiamo abitanti dello stesso pianeta ed impegnati in un cammino comune.Perchè dunque 1) non partire proprio dalle strutture ricettive, la cui impronta ecologica può essere ridotta fino al 90% con l'adozione di semplici misure ambientali? E seconda domanda: 2) questo tipo di scelta sarà premiante (dal punto di vista della struttura)? Partiamo da questa seconda. Da qui, dalla grande crescita delle strutture, e la necessità di valorizzare e differenziare l'offerta ricettiva.
  • Il settore del turismo italiano ha presentato negli ultimi anni un aumento costante e progressivo delle piccole strutture ricettive. E cio anche per dare risposta ad una domanda crescente di turismo. Da qui, dalla grande crescita delle strutture, e la necessità di valorizzare e differenziare l'offerta ricettiva.Altri sondaggi recenti evidenziano che l'83% degli italiani ritiene il turismo sostenibile una necessità, e che il 56%dei viaggiatori è disposto a pagare un prezzo maggiore per strutture ricettive più sostenibili ("Rapporto Turismo Sostenibile ed Ecoturismo" 2011). In estrema sintesi, il mercato del turismo online è in forte crescita (web, mobile phone, social media) e il turismo del futuro si orientera’ sempre di piu’ verso destinazioni ecocompatibili e stili di vita eco-sostenibili(ITB World Travel Report).Negli ultimi dieci anni si è rafforzata sempre più la consapevolezza da parte delle persone dell'impatto che le scelte di acquisto e di viaggio hanno sull’ecosistema.
  • A livello mondiale, secondo le ricerche condotte dall’ITB World Travel Trends Report 2011-2012l’industria del turismo si sta muovendo velocemente verso un modello di business più sostenibile, anche se le vacanze verdi non sono ancora una priorità per la maggioranza dei viaggiatori di tutto il mondo. Nonostante ciò, vi è un interessante nicchia del mercato in crescita, costituita da turisti interessati a prenotare viaggi sostenibili.Dal sondaggio condotto dall’Università di Lucerna su turisti provenienti da varie parti del mondo emerge un segmento di mercato interessato all’ecoturismo pari a circa il 22% del totale, che considera la sostenibilità come importante al momento della prenotazione di una vacanza. Perciò è sempre più necessario che esistano servizi di ricerca completi ed efficienti dedicati all’ecoturismo in Italia.Allora è importante entrare in un network riconosciuto di turisti responsabili e di operatori legati alla green economy, trovare il giusto riconoscimento degli sforzi fatti per migliorare la propria qualità ambientale, migliorare l'immagine digitale e promuovere la propria qualità ambientale. Ciò anche perchè va fornita una risposta concreta e tecnologicamente avanzata ad un numero sempre maggiore di viaggiatori interessati all’ecoturismo.
  • 1) Ritorniamo alla prima questione: valorizzare e distinguere l'offerta ricettiva attraverso la propria qualità ambientale e la riduzione dell'impronta ecologica. Esistono tante certificazioni ambientali: circa 100 nel mondo e una cinquantina in Europa. Ciò rende complesso per il viaggiatore capire e verificare cosa ci sia dietro un marchio piuttosto che dietro ad un altro.
  • Noi di ViaggiVerdi abbiamo eseguito delle analisi comparative e abbiamo elaborato, e ritenuto di applicare, in modo semplice e trasparente, 10 attenzioni ambientali, derivate dalle principali certificazioni energetiche internazionali, che sono:
  • Gli 11 indicatori ambientali secondari, che non incidono sulla valutazione di ecosostenibilità, ma che forniscono al viaggiatore altre informazioni utili sulle buone pratiche messe in atto dalle strutture ricettive, sono:
  • Una recente indagine mostra che l’83% degli albergatori italiani dichiara di aver messo in atto una o più misure per ridurre l’impatto ambientale della propria attività. Questa stessa ricerca che ha intervistato 25.000 albergatori nel mondo, e 3.000 in Italia, ha individuato quella italiana come una delle offerte ricettive fra le più consapevoli d’Europa, preceduta soltanto da quella francese (l’85% degli alberghi adotta misure di sostenibilità) e seguita da Regno Unito (78%), Germania (72%) e Spagna (66%).Inoltre, è stato chiesto agli albergatori cosa li ha spinti ad adottare misure per la riduzione dell’impatto ambientale. Il 72% lo ha fatto per ridurre i costi, il 41% per rispondere a un’esigenza espressa dagli ospiti e il 26% perché obbligato dalle normative.Magari noi lo facciamo perchè ci crediamo, invece.
  • Analizziamo i principali temi da affrontare per rendere le strutture ricettive ecosostenibili.La bioarchitetturaha l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future. La bioarchitettura non è una semplice sommatoria di specifiche discipline e tecnologie verdi, ma rappresenta piuttosto una visione olistica dell’architettura che obbliga al confronto con le specifiche realtà locali, al fine di guardare con rinnovata sensibilità la continuità con la storia, le tradizioni, il paesaggio e privilegiare l’eco-sostenibilità e la bio-compatibilità. Il termine bioarchitettura deriva dalla traduzione dal termine tedesco “Baubiologie”.Alcuni dei principi progettuali alla base della bioarchitettura sono:ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto. Compito dell'architetto, come afferma Christian Norberg-Schulz, è creare luoghi significativi per aiutare l'uomo ad abitare, ciò attraverso la comprensione ed il rispetto del genius loci – lo spirito del sito;privilegiare la qualità della vita ed il benessere psicofisico dell'uomo;salvaguardare l'ecosistema;impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima);non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti);concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o cambiamento di destinazione d'uso;prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili;utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura materiale locale.I presupposti della Bioarchitettura:terreno, posizione e orientamento (ottimizzare l’esposizione solare)materiali (utilizzo di materiali naturali, con una minima impronta ecologica)tecnologie (utilizzo di tecnologie adeguate per la riduzione dei consumi e degli sprechi)
  • Casa capriata di carlomollino
  • La casa passiva (Passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, passive house in lingua inglese) è un'abitazione che assicura il benessere termico senza o con una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio ovvero senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale", ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.
  • Ad esempio considerare la Fitodepurazione, ovvero un sistema di depurazione naturale delle acque reflue che riproduce il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide utilizzando la capacita’ delle piante, se c’e’ lo spazio sufficiente per poterla fare.Ci sono emissioni anche nei materiali che scegliamo.Per produrre il Cemento vengono utilizzati quasi sempre additivi che migliorano il getto di calcestruzzo, che possono causare allergie e malattie a chi lavora con il materiale. Inoltre sappiamo che i cementifici, i forni per la produzione del cemento, molto spesso utilizzano come combustibile secondario rifiuti di vario tipo, producendo diossine, ossido di carbonio e polveri. Uno dei pochi studi epidemiologici ufficiali, il dossier Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, realizzato anche dal ministero della Salute e consultabile su www.epiprev.it) parla di 9.969 persone uccise dall’inquinamento in sette anni, oltre 1.200 decessi all’anno in più per tumori al sistema respiratorio, leucemie, malattie cardiovascolari.
  • Tecnologie e impianti:Pannelli solari collegati al riscaldamento a pavimentoCaldaia a condensazioneGeotermicoPompa di calore
  • I MATERIALI: prima di sceglierli dobbiamo chiederci da dove si ottengono e qual’è l’energia necessaria per la loro produzione e trasporto, ma anche qual’è il loro impatto sulla nostra salute.Il Materials Council, il gruppo di specialisti nella ricerca e nella selezione dei materiali per le applicazioni in architettura, ha realizzato questa interessante infografica che mostra la quantità di diversi materiali che può essere prodotta per una tonnellata di emissioni inquinanti di anidride carbonica, che, come ricordano gli esperti, contribuisce per il 76% alla formazione dei gas serra e quindi per prima al fenomeno del cambiamento climatico. Più grande è il quadrato, maggiore è il volume di materiale che può essere prodotto per la stessa quantità di emissioni di C02.In ordine decrescente si hanno così: il legno tenero (9,80 metri cubi); la pietra arenaria (7,75 metri cubi); il legno massiccio(5,95 metri cubi) e il calcestruzzo prefabbricato (3,32 metri cubi). Seguono, infine, il linoleum, il vetro riciclato, ilgranito, il vetro, il vinile e la gomma. Chiude l’elenco l’acciaio.
  • Regola n. 1, per ogni costruzione o ampliamento: utilizzare materiali naturali (come la paglia, il legno, la terra cruda), tenendo in considerazione l’impatto che questi materiali hanno sull’ambiente (la loro impronta ecologica).(SI: paglia, legno, terra cruda, terracotta..)(NO: acciaio, cemento..)Foto: albergo diffuso Sextantio, nei sassi di matera
  • (foto: Casa di paglia realizzata dal gruppo Bag officinamobile, quartiere Quadraro, Roma)I vantaggi della Paglia:È un materiale isolante ed economico (la paglia costa 2 o 3 volte meno rispetto ad altro isolante), è antisismico, Ètraspirante, È biodegradabile, l’impatto ambientale è minimoI tempi di costruzione sono bassi, cosi come il costo ( per costruire una casa in paglia ci vuole davvero pochissimo tempo, intorno alle due settimane e il costo per la sua realizzazione è molto più basso che una casa comune, poiché la paglia è considerata un materiale di scarto e quindi ha un basso costo)
  • Ad oggi esistono 3 principali metodi di costruzione con la paglia.La tecnica Nebraska, forse la più semplice, dove le balle di paglia vengono utilizzate come vere e proprie murature portanti che sorreggono il tetto.La tecnica Post and Beam, invece sfrutta una struttura a pilastri, di legno, per sorreggere il tetto, le balle di paglia sono utilizzate come materiale di tamponamento delle pareti, come blocchi di isolamento.L’ultimo metodo detto Matrix, invece vede le balle di paglia utilizzate come veri e propri mattoni, tra i quali viene apposta uno strato di malta di cemento. 
  • 3 strutture ricettive in Paglia in Italia:Residence ecosostenibile Esserhof, Lana, Trentino Alto AdigePantarei, Umbria, (NELLA FOTO), che oltre ad essere realizzata in paglia è un centro studi permanente per la bioarchitettura (si tengono corsi per costruire con materiali naturali)Casa in Paglia Felcerossa, Permacultura sull’Etna, in Sicilia, la prima casa in paglia dell’isola!
  • Il vantaggidellarealizzazione di tettiverdi:Miglioramento dell’isolamento termico degli edifici (il tetto verde è un isolante ecologico)Il tetto verde è un vero manto protettivo vivente: che protegge gli edifici dall’irraggiamento del sole e dai grandi sbalzi di temperaturaDiminuzione delle superfici cementificate rispetto a quelle verdi, con conseguente:Abbattimento delle polveri sottili,Abbassamento delletemperature circostanti l’abitato in estate e regolamento dell’umidità atmosfericaProduzione di ossigeno (Diverse città tedesche offrono incentivi per la realizzazione di tetti verdi, proprio perchè a giovarne è tutta la comunità, non solo gi abitanti della singola abitazione)Integrazione dell’edificio nel paesaggioPuò essere utilizzato come orto urbano oppure come spazio ricreativo.
  • Cosa serve?Innanzitutto occorre uno strato drenante, fondamentale per poter scaricare l’acqua in eccesso accumulata dalle grondaie. Questo strato è essenzialmente formato da ghiaia e pietra pomice e deve essere posto in maggior quantità in prossimità di scarichi e grondaie. Il secondo passo è quello di apporre uno strato di tessuto filtrante, che deve essere necessariamente permeabile da permettere all’acqua di scorrere verso il sottostante strato drenante. Questo strato è necessario perché da la possibilità alle radici di fissarsi saldamente al terreno di coltura. I tessuti più utilizzati sono in poliestere o polipropilene. In ultimo il terreno di coltura del tetto verde, un mix di componenti per lo più inorganici, come argilla o sabbia, terreno di buona qualità, non uno qualunque, magari contenente agenti patogeni, e humus per la crescita rigogliosa delle piante. Lo strato deve essere minimo tre centimetri.
  • Foto: Hotel Rogner Bad Blumau, Bad Blumau, Austria, progettato da Hunderwasser
  • Ortosultetto a San Salviano, Torino, realizzatodallo Studio999. Sono 40 metriquadri di ortorealizzatisultettodellasededello studio del gruppo di architetti: Isolamentotermico e tantibuoniortaggi da coltivare e mangiareinsieme.
  • Impiegare la terra cruda, ovvero argilla lavorata e lasciata essiccare naturalmente, permette notevoli benefici:Le murature in terra cruda possono diventare dei buoni accumulatori di calore e sono ottimi fono isolanti per interni.La terra argillosa è reperibile in qualsiasi appezzamento di terra e il costo del trasporto è quindi ridotto e in alcuni casi nullo.Le costruzioni in terra cruda si prestano ottimamente all’autocostruzioneLa lavorazione in terra cruda non comporta alcun rischio per la salute.Lo smaltimento non è causa di nessun problema; il materiale, se unito ad altri componenti naturali, può essere rimesso in natura e non rappresenta in sé un rifiuto.Facilità di lavorazione e di ripresa in caso di errori nel processo d’impiego
  • (Foto: Pantarei, Umbria)Quali sono le cause della scarsa diffusione della terra cruda?Manca una legislazione che riconosca la terra cruda un materiale da costruzione regolamentato e a tutti gli effetti.Il fruitore finale non è informato dell’esistenza di prodotti a base di terra cruda, per lo più relegati ad immaginari fiabeschi o da “Terzo Mondo”Di conseguenza la filiera produttiva è ridotta a volumi molto contenuti con ricadute sul numero limitato delle maestranze capaci di lavorarla e in primis sul costo finale (anche se il costo all’origine è molto basso).Esistono moltissime tecniche costruttive e tecniche di applicazione; poiché la terra cruda è un materiale che presenta diverse proprietà in relazione a cosa e a come si vuol fare, è necessario rispolverare il know-how;Per ogni problema esiste uno specifico prodotto e/o una specifica soluzione, cosa che non accade per esempio con il legante più utilizzato anche a sproposito come il cemento.Per il momento non è possibile l’applicazione su larga scala se non attraverso una previsione di un piano programmato d’intervento.Mancanza di figure professionali diffuse sul territorio italiano.Il settore è in pieno fermento e nonostante il supporto di Diversi Dipartimenti di Ricerca Universitaria non sembra essere coinvolto dalla filiera produttiva.
  • La terra cruda puo essere utilizzata anche per intonaci e finitureIn particolar modo nella realizzazione delle finiture la terra cruda aderisce, per presa di natura meccanica, su qualsiasi supporto, siano essi tradizionali muri in laterizio o di calcestruzzo (meno indicato), intonaci esistenti e perfino su pannelli porta intonaco. E’ indicata, se unita a determinati inerti naturali e vegetali, per la realizzazione di intonaci cosiddetti igro-termici per le sue elevate proprietà di regolazione dell’umidità (resistenza alla diffusione del vapore acqueo μ < di 8 e assorbimento dell’acqua W0). Nel caso infine di edifici in legno o misti legno-paglia la terra cruda si sposa perfettamente con la struttura lignea e vegetale conferendole più massa e inerzia termica, maggiore protezione al fuoco e regolazione dell’umidità.
  • Manutenzione e finiture:Gli intonaciOggi in commercio si trovano quasi esclusivamente intonaci premiscelati, già pronti per essere utilizzati semplicemente aggiungendo dell’acqua, ma ovviamente composti in buona parte da sostanze chimiche più o meno conosciute, la scelta di utilizzare intonaci naturali riporta l’attenzione verso le tecniche di auto-costruzione, oggi confinate ad una nicchia, ma con un passato degno di nota.Il Tadelakt, di origine marocchina ed il cocciopesto, di origine romana.L’intonaco marocchino tadelaktUtilizzata in origine per impermeabilizzare le cisterne per la conservazione dell’acqua potabile o per i tipici ambienti come l’hammam o le fontane, caratterizzati da una forte umidità, le proprietà di impermeabilizzazione di questo intonaco naturale, sono paragonabili solo alle famose malte a base di cocciopesto dei  Romani.L’unicità del Tadelakt sta nella sua composizione: un particolare tipo di calce debolmente idraulica, prodotta nelle vicinanze di Marrakech da artigiani berberi che si tramandano di generazione in generazione i segreti della selezione della materia prima e della cottura.L’origine del termine Tadelakt deriva dall’arabo “dellek”, ovvero “impastare, schiacciare”, una chiara testimonianza di come, solo mediante unalavorazione accurata ed attenta della calce, si possa ottenere l’effetto estetico e la giusta impermeabilità richiesta all’intonaco. La calce infatti va impastata con acqua senza l’aggiunta di nessun altro materiale, per poi essere applicata in un unico strato, schiacciata, levigata e lucidata con pietre e l’ausilio di sapone nero, ottenendo così una superficie impermeabile, battericida e funghicida.Il CocciopestoFamoso nell’antica Roma e proveniente dal sapere dei Fenici, il cocciopesto è ottenuto da un grassello puro di calce aerea addizionata con la polvere ottenuta dalla frantumazione dei coppi e dei laterizi.In passato veniva utilizzato soprattutto per i bagni, acquedotti, cisterne, strade, pavimenti e terme, dove era maggiore la necessità di una superficie resistente all’acqua e idrorepellente. Allo stesso modo oggi il cocciopesto si presta benissimo al risanamento dei muri umidi, proprio grazie alle sue caratteristiche ditraspirabilità e igroregolazione.L’intonaco naturale a cocciopesto viene utilizzato ancora oggi da maestri artigiani che, attraverso le sue numerose colorazioni calde (dal giallo ocra al rosso chiaro a seconda del tipo di laterizio impiegato), hanno saputo valorizzarlo e renderlo adatto alle applicazioni di bioarchitettura.Esistono associazioni senza scopo di lucro che insegnano queste tecniche di intonaci naturali, come http://www.autocostruzionesolare.it/
  • Evitare la dispersione termica, aumentando la coibentazione in corrispondenza dei «ponti termici», ovvero le superfici che possiedono una maggiore dispersione di calore: ad esempio le porte e le finestre (ovviamente sostituendo serramenti standard con doppi vetri), la copertura dell’edificio (che può essere coibentata in vario modo, ad esempio attraverso pannelli di canapa naturale)
  • Sono previste agevolazioni fiscali per:interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella)interventi per la coibentazione di strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), Sostituzione di finestre comprensive di infissi, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscineinterventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpiainterventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria
  • Preferire arredi naturali ed ecologici.Preferire arrdedi in legno massiccio rispetto a quelli in legno lamellare o trucciolato per la cui realizzazione sono state utilizzate colle fenoliche, che per anni rilasciano nell’aria formaldeide e altre sostanze tossiche per gli esseri umani.Preferire arredi realizzati da artigiani e artisti locali, piuttosto che di provenienza lontana
  • Circa il 20% del consumo di energia in Italiaavviene in ambito domestico. Sarebbe possibile ridurre del 40% i consumi per riscaldamento e del 10% quelli degli elettrodomestici, applicando alcuni semplici accorgimenti.
  • Fotovoltaico, Microeolico, Fornitore di energia pulita
  • LAMPADA A BASSO CONSUMOUna famiglia media di 4 persone consuma circa 400 chilowattora l’anno per illuminare la casa, corrispondente ad una spesa di circa 60 euro. Una somma che secondo gli esperti potrebbe essere ridotta fino a un quinto senza eccessivi sforzi e senza rinunciare al comfort. Un aiuto prezioso per risparmiare energia ci viene dalle lampade fluorescenti compatte di classe A. Sono lampade a scarica di ultima generazione, che grazie al reattore elettronico integrato, utilizzano i normali attacchi delle lampade tradizionali ad incandescenza. Rispetto a queste ultime hanno due grandi vantaggi:- durano da 6 a 15 volte di più- consumano molta meno energia a parità di luce emessa, fino a cinque volte di meno.Il maggior costo di acquisto si recupera nella maggior parte dei casi già nel primo anno.Nella tabella della pagina seguente confrontiamo i costi di acquisto e funzionamento di una lampada di classe A da 11 Watt da 10.000 ore di durata con quelli di una lampada a incandescenza da 60 Watt, che ha la stessa resa luminosa e dura solo 1.000 ore.N.B. DAL 1 Settembre 2009, per una legge della CE non possono piu essere prodotte le vecchie lampadine ad incandescenza!COME RICONOSCERLELe lampade a basso consumo si riconoscono dalla marcatura “classe A”, sull’etichetta energetica.L’etichetta dà altre preziose informazioni, in particolare tre numeri chiave:Lumen misura la quantità di luceWatt misura la potenza assorbita e quindi permette di calcolarne i consumi (numero di watt di potenza x numero di ore di utilizzo/1.000=chilowattora)H il numero di ore di vita media.Oggi l’assortimento di lampade a basso consumo è molto vasto: hanno potenza dai 4 ai 25 watt, esistono versioni con il tradizionale attacco a vite (E27 o E14) e molte forme diverse (a bulbo, a goccia, a tubi). Ce n’è davvero per tutti i gusti!DOVE USARLE Poiché la loro convenienza è proporzionale al numero di ore di accensione, conviene prima di tutto utilizzarle dove la luce rimane accesa molte ore al giorno (cucina, ambienti di lavoro, negozi, scale, ecc.). Al termine dell’uso bisogna ricordarsi di smaltirle correttamente conferendole ai centri di raccolta delle aziende autorizzate.I BENEFICI AMBIENTALI Sostituire una lampada tradizionale da 100 Watt con una fluorescente compatta da 20 Watt permette di evitare l’emissione in atmosfera di 42,5 kg di anidride carbonica ogni anno.GLI ALTRI TIPI DI LAMPADEDove non è possibile installare le lampade fluorescenti compatte, le alternative sono:- le lampade a incandescenza da usare solo nei locali dove si accende e spegne la luce molto frequentemente- le lampade alogene, che sono più costose, ma durano il doppio delle tradizionali, da impiegare soprattutto per l’illuminazione diretta di oggetti- le lampade fluorescenti tradizionali “al neon”, a forma di tubo, che consumano un quinto di quelle tradizionali e durano dieci volte di più, spesso usate nelle parti comuni- le lampade al sodio, diffuse nell’illuminazione stradale, che hanno una efficienza ben 10 volte superiori alle tradizionali, con il limite di essere monocromatiche (luce gialla)
  • Led, acronimo di Light Emitting Diode.vantaggi:una maggiore luminosità ad un minor costouna durata maggiore rispetto alle tradizionali lampadine al sodio:50.000 ore, contro le 4000 delle altreUn minore consumo di energia: 1/5 Ma oltre a questo i led offrono la possibilità di ottenere effetti luminosi assolutamente innovativi ed insoliti, capaci di arricchire e impreziosire uno spazio, anche un terrazzo o un giardino.EsistonoModuli luminosi a Led che possono essere installati ovunque e combinati tra loro secondo le proprie esigenze (Osram Qod,tre moduli ed un alimentatore dotato di interruttore, 79,90 €)Molte lampade classiche e di design esistono anche in versione Led, come la lampada Tolomeo di ArtemideEco logical light è giocata sul filo dell’emozione con creazioni fatte di fili di metallo e lenti di cristallo che giocano con la luce dei Led e con i cerchi e le ombre che questi creano su pareti e soffitti
  • Oltre a scegliere bene il tipo di lampade, è molto importante metterle al posto giusto, valutando l’esposizione dei locali alla luce solare ed il tipo di attività che si svolge abitualmente in quegli ambienti.- Un lampadario centrale non è spesso l’ideale per l’illuminazione diffusa di un ambiente, meglio valutare l’ipotesi di lampade da terra o da parete.- I lampadari con molti punti luce sono poco efficienti. Una sola lampada da 100 watt illumina quanto 6 lampadine da 25 watt ma consuma il 50% di energia elettrica in meno.- Pitture o tappezzerie dai colori chiari accrescono la luminosità degli ambienti.- In ogni caso occorre spegnere la luce quando si lascia una stanza; potete anche installare sensori di presenza che spengono automaticamente le luci quando un locale rimane vuoto.- I sensori crepuscolari possono essere una buona soluzione per regolare automaticamente il flusso luminoso in base alle effettive necessità.
  • Come scegliere gli elettrodomestici: L’ETICHETTA ENERGETICALa prima regola per risparmiare energia elettrica è scegliere bene gli elettrodomestici. Da alcuni anni in Italia è diventato obbligatorio nei punti vendita (Direttiva Europea 92/75/CEE) esporre l’etichetta energetica su frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, lampade, forni elettrici e condizionatori. È un aiuto prezioso per identificare i modelli che consumano meno. Le classi di efficienza energetica sono 7, contraddistinte con le lettere dell’alfabeto dalla A alla G. La più efficiente è la classe A, anche se per frigoriferi, congelatori e lavatrici sono state già introdotte le classi A+ e A++ che garantiscono risparmi ancora più cospicui. Come dimostra la tabella riportata di seguito i consumi sono molto diversi tra le classi e le opportunità di risparmio possono essere consistenti. Per esempio rimpiazzando una lavatrice di classe C con una di classe A, si può arrivare a ridurre di un terzo la spesa annua. Per quanto riguarda computer, monitor, stampanti, fax, fotocopiatrici, scanner esiste un sistema di etichettatura energetica volontario. Il logo “energy star” contraddistingue le apparecchiature da ufficio che hanno una efficienza superiore alla media.Usameglio gli elettrodomestici: spegni pc e televisore, lo "stand-by" consuma, quindi inquina.
  • Prima di acquistare un nuovo elettrodomestico, leggi con attenzione l'etichetta energetica e preferisci apparecchi di classe energetica superiore. Il maggiore prezzo d'acquisto è ampiamento compensato dai risparmi sulla bolletta, sempre che l'utilizzo dell'apparecchio sia corretto. Possibili forti risparmi. Se l'acquisto di elettrodomestici particolarmente efficienti avviene all'interno di una campagna di risparmio energetico sono possibili sconti generati dai Titoli d'Efficienza Energetica (o Certificati Bianchi).La nuova etichetta energeticaL'Unione europea ha cominciato a introdurre l'obbligo di etichettatura energetica partendo dai grandi elettrodomestici (i cosiddetti "bianchi") con la Direttiva 92/75/Cee. Il campo di applicazione è stato poi progressivamente allargato anche ad altre categorie di prodotto, come i condizionatori e le asciugabiancheria, sino all'estensione dell'obbligo a tutti i dispositivi connessi al consumo di energia introdotto dalla Direttiva 2010/30/Ue e recepito in Italia dal Dlgs 28 giugno 2012, con un anno di ritardo.Le nuove norme impongono che l'etichetta energetica venga applicata non solo sugli elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie) ma, più in generale, su tutti i dispositivi che consumano energia in fase di utilizzo (televisori, decoder, lettori CD e DVD, forni elettrici...) o che possono contribuire a risparmiarla, comeporte e finestre.I fornitori hanno l'obbligo di esporre l'etichetta in modo chiaro e ben visibile e di rendere disponibile la scheda prodotto nei cataloghi o in qualsiasi materiale promozionale che accompagni il prodotto stesso.Ecco come leggere la nuova Energy Label.Parte alta: le frecce. Le classi previste nel 1996 andavano dalla G (la migliore) alla A (la peggiore), rappresentate attraverso frecce di diversa lunghezza - più corta è la freccia e minori sono i consumi – e di diverso colore, dal rosso per le classi più energivore al verde per le più efficienti.Di fatto, però, la classe A rappresenta ormai lo standard minimo di efficienza energetica e da gennaio 2010 classi inferiori non sono più ammesse alla vendita. La stessa A è ormai stata superata. Prodotti tecnologicamente più avanzati ed efficienti (pensiamo ai frigoriferi A+ e A++) si sono affacciati da tempo sul mercato e hanno imposto l'aggiunta di tre nuove classi energetiche: A+, A++ e A+++ per marcare meglio le differenze rispetto alla semplice A ed aiutare così il consumatore a confrontare meglio i prodotti tra loro per scegliere quelli più efficienti.Il principio dell'etichetta comunque non cambia: le classi rimangono sempre sette (dalla A+++ alla D), a meno che quelle sotto la D siano ancora necessarie per la presenza di apparecchi di efficienza inferiore, come nel caso dei frigoriferi dove il nuovo schema di etichettatura prevede due etichette, una per i modelli dalla A+++ alla D e una a dieci classi per i modelli con efficienza inferiore (dalla A+++ alla G).Seconda parte: i consumi. Appena sotto le frecce che indicano la classe energetica, l'etichetta chiarisce anche il consumo energetico in kWh su base annua per un utilizzo misurato in condizioni standard di laboratorio. Dalla propria bolletta elettrica è facile controllare il costo medio del chilowattora: si può così stimare, per ogni elettrodomestico, la spesa energetica annuale, che dipende ovviamente anche dalle modalità di utilizzo dell'apparecchio.Terza parte: le caratteristiche funzionali. Nel settore ancora più in basso l'etichetta indica le caratteristiche prestazionali fondamentali dell'apparecchio, ad esempio il volume di frigoriferi e congelatori, il consumo annuo di acqua e l'efficienza di centrifuga/asciugatura per lavatrici e lavastoviglie. Segue infine il livello di rumorosità espresso in decibel, spesso molto importante per convivere con l'apparecchio e per non infastidire i nostri vicini.La tabella 2 illustra i risparmi di energia che è possibile raggiungere con apparecchi della migliore classe energetica oggi sul mercato, confrontati con prodotti equivalenti di classe C.
  • L’ACQUA POTABILE, UN BENE PREZIOSO...lo sapevi che l’acqua per uso domestico proviene dall’acquedotto civico e che viene pescata molto spesso in profondità e trattata?Quindi l’acqua che arriva nella tua casa, controllata e sicura, rappresenta un bene prezioso.Evita gli sprechi: le tue bollette saranno più leggere e l’ecosistema ti ringrazierà! 
  • L’acqua piovana può essere raccolta attraverso cisterne e riutilizzata per gli sciaquoni dei bagni, o per irrigare il giardino.Il sistema di accumulo è costituito da 3 elementi fondamentali: sistema di raccolta, filtro e serbatoio.ILSISTEMA DI RACCOLTAConsente di convogliare le acque piovane all’interno dei tubi che conducono prima al filtro e poi al serbatoio di accumulo. Affinché l’impianto di recupero delle acque piovane sia pienamente efficiente, è indispensabile che il sistema di raccolta funzioni perfettamente e sia progettato in funzione della norma UNI 10724.IL FILTRODi filtri di depurazione delle acque piovane, ne esistono di diverse tipologie. Tutti con l’obiettivo comune di depurare l’acqua che li attraversa da impurità come foglie e pietrisco.- Filtro integrato alla pluviale- Filtro centrifugo- Filtro a camere- Filtro autopulente Il filtro deve essere collocato a monte del serbatoio di accumulo in modo che l’acqua raccolta sia già pulita.IL SERBATOIOLa scelta del serbatoio per l’accumulo dell’acqua piovana più adatto, è subordinata all’individuazione di queste diverse caratteristiche - PosizioneIl serbatoio può essere collocato fuori terra, all’interno dell’edificio oppure può essere interrato. Nel primo caso, si hanno serbatoi perfetti per utilizzare l’acqua stoccata per il lavaggio di auto o per l’irrigazione e non si necessita di pompe. Se si decide di installare il serbatoio all’interno dell’edificio, si godrà di vantaggi quali la facilità di installazione. Un serbatoio interrato invece, prevede costi maggiori ma elimina il fastidio di averlo a vista. - CapienzaI serbatoi per l’accumulo delle acque piovane, hanno una capienza che oscilla solitamente tra i 1000 ed i 10 mila litri, che viene calcolata considerando diverse variabili come la superficie di captazione, i valori di precipitazione ecc. Leggi come effettuare il calcolo della capienza di un serbatoio per l’accumulo delle acque piovane.- FormaLa forma più diffusa per i serbatoi, è quella cilindrica, che consente, a parità di superficie esposta all’aria, di contenere più acqua. I serbatoi sono solitamente caratterizzati da corrugazioni che servono per conferirgli una resistenza maggiore. - MaterialeI serbatoi sono solitamente realizzati in polietilene ad alta densità, materiale riciclabile che rispetta le normative circa lo stoccaggio di acque destinate al consumo umano.
  • Risparmi il 30% d’acqua installando erogatori frangiflusso sui tuoi rubinetti.Ogni italiano utilizza in media 200 litri al giorno di acqua potabile solo per uso domestico (250 in Lombardia e 228 a Milano), contro i 140 di un tedesco o di un austriaco. Già solo installando sui rubinetti del bagno e della cucina dei riduttori di flusso, semplici dispositivi che miscelano aria all'acqua in uscita, si potrebbe mantenere il consumo procapite entro i 180 litri per abitante.I moderni frangigetto costano pochi euro, possono essere acquistati in ferramenta o attraverso internet, si montano in pochi minuti svitando la parte terminale dei rubinetti (non serve un esperto!). E' un piccolo sforzo che costa poco, ma fa risparmiare tanto.Con i moderni frangigetto si possono infatti ridurre i consumi d'acqua anche del 50% per ogni punto di erogazione, senza diminuire la resa lavante. Il risparmio è anche energetico. Ridurre i consumi di acqua significa, infatti, anche ridurre l'energia impiegata per il suo riscaldamento.Per una famiglia che scaldi l'acqua con una caldaia a gas, si possono risparmiare 50-60 euro in un anno, il doppio se in casa si ha un boiler elettrico.a) Non tutti i riduttori in commercio sono uguali e alcuni permettono un risparmio molto superiore di altri: prima dell'acquisto, è utile controllare bene l'etichetta.b) Anche una manutenzione regolare è importante. Un bagno di aceto ogni tanto aiuta ad eliminare il calcare evitando che i riduttori si otturino.
  • IN CUCINA• risparmi 25 litri usando l’apposito contenitore per lavare frutta e verdura• risparmi 30 litri utilizzando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico IN GIARDINO• risparmi 150 litri lavando l’automobile con il secchio al posto della canna dell’acqua;... e ancora• raccogli l’acqua piovana attraverso comodi recipienti e risparmierai l’acqua potabile ogni volta che innaffi il tuo giardino;• Se fai crescere l’erba più del normale tratterrà una maggior quantità di umidità, evitandoti di dover irrigare il giardino tutti i giorni;• L’umidità verrà trattenuta anche dalle foglie secche lasciate intorno alle piante o agli alberi in periodi di particolare siccità. IN CASA• risparmi 26.000 litri l’anno mantenendo guarnizioni di rubinetti e sciacquone del water in ottimo stato d’uso• risparmi il 30% d’acqua installando erogatori frangiflusso sui tuoi rubinetti ... e ancora• Verifica se il tuo impianto ha perdite: quando il contatore gira anche in assenza di consumo significa che c’è una perditaed è meglio fare un controllo;• Valuta la possibilità di installare una cassetta di scarico a doppio pulsante.
  • RICORDA AGLI OSPITI DI NON SPRECARE ACQUA.IN BAGNO:• risparmi 15 litri chiudendo il rubinetto mentre ti lavi i denti, le mani o ti radi• risparmi 150 litri facendo la doccia e non il bagno meno spreco
  • Si, è vero il detto “siamo quello che mangiamo”: il cibo, e i prodotti che consumiamo ogni giorno, influenzano il nostro benessere, insieme a quello dell’intero pianeta Terra. Due studi pubblicati mettono in luce i vantaggi degli alimenti biologici e i pericoli degli alimenti geneticamente modificati.Il primo studio, pubblicato dai ricercatori della Stanford University, ha scoperto un miglioramento minimo per la salute degli alimenti biologici rispetto a quelli convenzionali. I principali mediainternazionali si sono avventati sullo studio banalizzando la notizia con articoli che si chiedono se valga davvero la pena di pagare di più per il cibo biologico e se i benefici promessi non siano “gonfiati” rispetto a quelli reali.Gli studi confermano quello che i consumatori avevano intuito da tempo, tanto che gli acquisti degli alimenti biologici continuano a crescere nonostante la crisi.Dal confronto delle qualità nutrizionali di prodotti biologici e convenzionali, è emerso:Che la frutta bio tende a contenere più vitamina C e più composti fenolici; gli ortaggi bio mostrano una concentrazione superiore di carotenoidi; latte e derivati, ottenuti da animali allevati con il sistema biologico, sono tendenzialmente più ricchi di acidi grassi polinsaturi e acido linoleico coniugato, sostanze dalla fondamentale azione preventiva verso le malattie cardiovascolari, infiammatorie e verso il cancro.In realtà, lo studio dell’università californiana si è concentrato su un singolo aspetto del cibo biologico, ignorando l’intera gamma dei suoi benefici.L’agricoltura biologica, oltre a far bene alla salute umana, migliora la qualità del suolo, preserva le risorse idriche in quanto non vengono utilizzati pesticidi tossici, migliora la biodiversità. Oltre ad essere decisamente piu vantaggiosa per gli agricoltori. Tra le numerose storie vere: quella di un agricoltore americano che dopo aver sofferto di gravi problemi alla salute dovuti all’esposizione alle sostanze chimiche è passato all’agricoltura biologica, guadagnando in salute ed attività economica più fiorente. La seconda ricerca, decisamente più allarmante, è stata svolta da un’équipe di medici francesi, che ha lavorato in clandestinità per due anni studiando le conseguenze derivanti dall’assunzione di mais OGM, ovvero i cui semi sono stati geneticamente modificati. I risultati finali dell’esperimento dimostrano il mais OGM causa tumori, danni biologici, e morte prematura nei ratti. Si tratta del primo studio a lungo termine sul’alimentazione OGM, i cui risultati sono assolutamente devastanti!La ricerca, condotta da Gilles-Eric Séralini, professore di biologia molecolare all’Università di Caen,  dimostra come, anche a basse dosi, gli effetti del cibo OGM siano tossici e spesso letali.Come il primo studio, riguardante gli alimenti biologici, anche questa seconda ricerca ha ricevuto un’ampia diffusione sulla stampa internazionale, ma, a differenza del primo, è stata criticata per un’infinità di motivi, dal tipo di ratti utilizzati nell’esperimento, al modo in cui è stata diffusa la notizia, al fatto che si tratta di una ricerca indipendente. I media hanno tentato in ogni modo di distogliere l’attenzione dal dato allarmante sulla sicurezza degli alimenti geneticamente modificati. 
  • Fare la spesa non è un gesto qualunque, ma un atto consapevole che può migliorare il nostro stile di vita, insieme all’ambiente e l’economia locale. Da questo presupposto nascono i GAS (Gruppi di acquisto solidale), ovvero gruppi di persone che si auto-organizzano per effettuare collettivamente i propri acquisti, entrando direttamente a contatto con in piccoli produttori. Forse anche per risparmiare, ma non solo.Sopratutto per arrivare ad avere la forza di poter provare a governare il mercato.Dal primo GAS (nato nel 1994 a Fidenza, Emilia Romagna) ad oggi, il numero dei gruppi di acquisto solidale è cresciuto in modo vertiginoso, raddoppiando negli ultimi 4 anni, ed arrivando a circa un migliaio in tutta Italia!Un’interessante sondaggio su 450 Gruppi di acquisto solidale censiti in Lombardia, mette in luce come la maggioranza delle persone sceglie i GAS, non per risparmiare, ma per sostenere i piccoli produttori, per “costruire relazioni” e per dar seguito alla “voglia di partecipare” mediante un’azione concreta (ricerca “Dentro il capitale delle relazioni” condotta da Francesca Forno e Silvia Salvi).
  • Cosa fare? Acquistare prodotti biologici ed introdurli nel menù, comunicandolo agli ospiti!!!!Il biologico, oltre a fare bene a chi lo consuma e a chi lo produce, è un metodo di coltivazione rispettoso dell'ambiente.
  • L’acqua del rubinetto si può bere!Versala in una bottiglia o in una brocca così che il residuo di cloro, aggiunto all’origine come protezione antibatterica ma innocuo per l’organismo, svanisca nell’arco di pochi minuti.
  • Cucinare, fatto in casa
  • Proporre agli ospiti dolci fatti in casa nel buffet della colazione, ricette tipiche
  • Il numero di vegetariani è in crescita e l’Italia e’ il primo paese vegetariano d’europa, Sono sempre piu numerose le persone che hanno allergie al glutine, al latte o alle uova.Offrire un’alternativa a questi ospiti non è cosi difficile: latte di riso o di soia, dolci senza uova e senza latticini, o con farina di kamut o riso (in sostituzione al grano).Invita i tuoi ospiti a mangiare consapevole: per la produzione di hamburger si stanno distruggendo intere foreste....
  • Le previsioni indicano un aumento considerevole (e non una diminuzione) della produzione di rifiuti sia in area UE che a livello globale almeno per i prossimi 10-12 anni.Possiamo fare molto per iniziare ad invertire la rotta.La risposta a questo trend è si riassume in 2 parole: riduzione alla fonte e raccolta differenziata. Ecco come.
  • Riduzione alla fonte e riuso: molte aziende iniziano a porsi il problema dello smaltimento dei propri imballaggi, ma noi possiamo dare un impulso ulteriore e importante alla riduzione alla fonte dei rifiuti. Per esempio, rifornendoci con prodotti alla spina (detersivi alla spina, latte alla spina) un servizio che si sta sviluppando sempre più su tutto il territorio nazionale e che permetterebbe di eliminare 4,5 kg di plastica e 6,9 kg di tetrapak a testa ogni anno (11,4 kg!). E ancora, leggere il giornale via internet per risparmiare 70 kg a testa ogni anno.O utilizzare pannolini riciclabili, si risparmiano soldi (costano di più ma ne servono molti di meno) e soprattutto evitano 1 tonnellata (!) di rifiuto in 3 anni. Se a questo aggiungiamo di bere acqua del rubinetto (buona, pulita, controllata e poco costosa) il risparmio di plastica aumenta di altri 12 kg a testa all'anno.Anche cercare di utilizzare più a lungo gli oggetti che acquistiamo è un aiuto concreto non solo all'ambiente, ma anche allo spreco, dai sacchetti della spesa al cellulare o al computer.Raccolta differenziata: la raccolta differenziata è il metodo più economico ed ambientalmente sostenibile di gestire i rifiuti. Il suo indotto crea occupazione sul territorio, valorizza ciò che scartiamo veicolando anche un messaggio sociale importante, inquina poco, è facilmente controllabile dai cittadini stessi e, cosa molto importante, permette di recuperare dal 65 al 85% dei RSU (rifiuti solidi urbani).Ci sono esempi virtuosi.La raccolta differenziata valorizza il rifiuto perché lo recupera e lo rigenera, consumando molta meno energia nel processo di riciclo rispetto alla produzione da materie prime. Crea ricchezza, perché il rifiuto vale, e risponde a vere proprie regole di mercato e rispetta l'ambiente perché non lascia l'onere di smaltire i rifiuti alla natura.Come sono fatti i nostri rifiutiTempi di biodegradabilità dei rifiutiLa legislazione europea e italiana definiscono in maniara chiara ogni tipologia di rifiuto, suddividendoli principalmente in due grandi categorie: i rifiuti speciali ed industriali e i rifiuti solidi urbani (RSU).E' molto importante, quindi, sapere come sono fatti gli oggetti che utilizziamo, per potere, una volta terminato il loro utilizzo, avviarli ad un corretto smaltimento, ed evitare così di ritrovarceli in discarica o, peggio, sotto forma di nanoparticelle una volta inceneriti.
  • Inceneritore
  • Fai la raccolta differenziata: ci evita anche di portare i rifiuti all’inceneritoreCome funziona un inceneritore (termovalorizzatore):è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti.L'inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.Il termine "termovalorizzatore" però, è fuorviante, perchè il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perché l'intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso(raccolta differenziata, trattamento e riciclo).E' anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare "riduttivo", poiché in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse.L'utilizzo degli inceneritori come pratica di smaltimento può essere criticata soprattutto per l'idea sbagliata che trasmette, e cioè che sia più semplice sbarazzarsi dei rifiuti bruciandoli anziché valorizzarli.Avviciniamoci ora all'argomento che più ci interessa...Le strutture si trasformano in educatori e promotori di buone pratiche, senza fatiche e costi aggiuntivi.ViaggiVerdi ha posto tra i requisiti di sostenibilità:Raccolta differenziata oltre l’80%Vengono separate tutte le tipologie di rifiuti per le quali è attiva in zona la raccolta differenziata, superando l’80% di differenziazione. Sono a disposizione degli ospiti nelle aree comuni appositi contenitori per la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica e lattine. Viene effettuato, dove possibile, il compostaggio dei rifiuti organici. Vengono fornite informazioni agli ospiti sulla raccolta differenziata invitandoli a contribuire.
  • Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa.  
  • Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli "tradizionali" richiede 500 anni.Da solo un bambino nei primi tre anni di vita cambia circa 5mila pannolini usa e getta, l'equivalente di 300 chili di rifiuti!Proporre agli ospiti l'utilizzo di pannolini lavabili per i bambini (che possono essere acquistati presso la struttura, L'Ancora in Cilento).Per saperne di piu: http://www.nonsolociripa.it/
  • Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio: per produrlo il consumo energetico è enorme.
  • Utilizza la tecnologia digitale per inviare e ricevere documenti e per informarti: salvi alberi e non inquini coi trasporti.Preferisci comunque la carta riciclata, e riutilizzala piu volte.Ottimizzare l'uso della carta per i depliants, scindendo la stampa delle parti soggette a cambiamento (prezzi, offerte) con altre stabili (foto), e preferire carta riciclata. 
  • Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile.Immagine tratta dal blog di ViaggiVerdi: idee per riusare le vecchie lampadine.
  • Elimina i prodotti di cortesia, sostituendoli con erogatori al punto d'uso (lavandino, docce),
  • Usare bicchieri, piatti e tazze in vetro o ceramica, che oltre a ridurre i rifiuti migliora l'immagine della struttura. In sostituzione delle tovaglie di carta, usare tovaglioli e tovagliette di stoffa. Usare posate in metalloAcquisto di beni di produzione locale: richiedono meno imballaggio e trasporto. Batterie ricaricabiliFare il compostaggio dei rifiuti organici.
  • Eiminare i prodotti confezionati in dosi monouso e preferendo la distribuzione sfusa. Per colazione, usare dosatori per quei prodotti che possono essere dati sfusi (marmellate, zucchero, cereali ecc). I dosatori devono garantire riconoscibilità e tracciabilità del prodotto e impedire il contatto diretto del prodotto con l'ambiente esterno. Preferire prodotti da forno sfusi dall'origine. No confezionati monoporzione.
  • Incentivare gli ospiti alla raccolta differenziata predisponendo i contenitori e le informazioni necessarie, rendendolo gradevole e divertente.Importante far sapere e comunicare gli sforzi che si stanno facendo.
  • Proporre agli ospiti il cambio salviette su richiesta.E’ importante comunicare agli ospiti gli sforzi che si stanno facendo.
  • Servi acqua dell'acquedotto in caraffe o bottiglie di vetro o ceramica, anzichè acqua minerale confezionata.E' un gesto di cortesia verso i clienti che la richiedono, un bel segnale per tutti gli altri, e non costa nessuna fatica: basta aprire il rubinetto e riempire la caraffa!Dalla fine degli anni Ottanta, con il boom delle acque in bottiglia, al ristorante e nei locali pubblici in genere si dà per scontato che l'acqua servita in tavola provenga da una bottiglia etichettata. In realtà, non esiste alcun obbligo di legge a vendere acqua minerale in bottiglia.Eliminare o ridurre il consumo di acqua in bottiglia significa far circolare meno tir inquinanti su e giù per le autostrade dello stivale, ridurre lo spreco di risorse per produrre montagne di bottiglie di plastica che diventeranno rifiuti difficili da smaltire, ma anche risparmiare sui costi per l'acquisto, la gestione e lo stoccaggio delle minerali confezionate.I clienti a cui non diremo di “no” apprezzeranno, a tutti gli altri che bevono dalla bottiglia lasceremo il messaggio positivo che dell'acqua che esce dai nostri rubinetti ci si può fidare.Puoi anche decidere di aderire alla campagna nazionale “Imbrocchiamola!” segnalando la tua struttura ricettiva a www.imbrocchiamola.org(Dalle fontana leggera sgorga infatti acqua pubblica refrigerata e addizionata con anidiride carbonica a cui poter attingere con le proprie bottiglie senza far percorrere inutili km e senza produrre ulteriori rifiuti in plastica. Farsi parte attiva presso l'amministrazione). Se si preferisse acqua minerale, meglio in vetro e con vuoto a rendere e di una fonte regionale. Proporre come succo di frutta le spremute d'arancia e, per altri gusti, non monodose ma almeno un litro da servire in bicchiere.
  • Fare il compostaggio dei rifiuti organici.Lo sapevi che dal compost si può produrre calore?La piscina di acqua calda della Libera Universita’ di Alcatraz in Umbria, e’ scaldata con il compost, che viene utilizzato anche per l’orto biodinamico
  • La principale fonte di produzione di CO2 legata la turismo è la MOBILITA’AZIONI SPECIFICHE: ridurre il ricorso all'auto incentivando l'uso di biciclette, del trasporto pubblico o di carsharing. Buona idea pubblicare orari del trasporto pubblico e le varie info utili in uno spazio comune all'interno della struttura. Nel caso si utilizzino veicoli commerciali aziendali o personali, considerare l'uso di auto ibride: costano di più inzialmente, ma va considerato il risparmio di risorse e spese nel corso della vita dei veicolo, oltre ale agevolazioni fiscali: le ibride posso risparmiare fino a 90% in meno, e possono raggiungere i 100 kmh.
  • I dati di Consumption and Environment 2012 pubblicati dall’Unione Europea ci dicono che i trasporti incidono del 75% sulla produzione di CO2, di cui il 40% legato al trasporto aereo e il 32% legato al trasporto automobilistico.Le previsioni dello stesso studio ci rivelano che le emissioni di CO2 legate al trasporto turistico nel 2035 si raddoppieranno, se non verranno messe in atto misure di mitigazione.
  • Informare i propri viaggiatori sui mezzi pubblici a disposizione, sugli orari e le distanze da percorrere.Offrire un servizio di navetta, su richiesta, a chi arriva con i mezzi pubblici.Offrire sconti speciali per chi viaggia senz’auto.
  • Offrire sconti speciali per chi viaggia senz’auto.Tutte le località sono raggiungibili senza auto, grazie alla combinazione di mezzi (treno più navetta), ed offrono numerose possibilità di mobilità dolce: dai servizi navetta ai taxi per gli escursionisti, dagli skibus gratuiti ed ecologici ai veicoli elettrici, dalle e-bike agli impianti di risalita più ecologici. Le strutture ricettive propongono inoltre interessanti sconti per i turisti che consegnano le chiavi dell’auto e non la utilizzano durante la vacanza.
  • Il Carpooling il risparmio di benzina può arrivare fino al 75%, dipende da destinazione e numero di viaggiatori. Ma oltre al beneficio ambientale, c’è il risparmio per le tasche dei viaggiatori.Per ridurre le emissioni di CO2 alcune alcuni comprensori sciistici, come Adamello Sky o Bardonecchia Sky, hanno pensato a speciali sconti o promozioni per chi raggiunge gli impianti in carpooling.Perchè non fare la stessa cosa offrendo uno sconto speciale ai viaggiatori che arrivano alla vostra struttura ricettiva in carpooling....O semplicemente far conoscere ai propri viaggiatori la possibilità di utilizzare il carpooling.
  • Alcune località austriache (ad esempio le perle Alpine di Interlaken e di Werfenweng) propongono l’utilizzo di mezzi elettrici per esplorare i luoghi, che i turisti possono nolleggiare. 
  • Proporre agli ospiti idee e strumenti per vivere le loro vacanze senz’auto:- Suggerire percorsi – offrire strumenti utili – mettere a disposizione mappe o contatti con chi può organizzare le escursioniAd esempio le strutture ricettive della Val di Zoldo mettono a disposizione le racchette da neve e le ciaspole, con anche uno zainetto portabimbi per camminare sulla neveAltre strutture, come quelle all’interno del Parco del Casentino o della Valpelline, propongono trekking con gli asiniAltre ancora, in Trentino, offrono la possibilità di escursioni sulla slitta trainata da cavalli,Altre sulla riviera romagnola, sono in collegamento con gruppi di nordic walking ed offrono ai loro ospiti la possibilità di optare per questo tipo di sport con i bastoncini, sia nel verde che sulla spiaggia.
  • Dall’analisi della domanda si riscontra un costante e progressivo aumento del numero di strutture ricettive italiane (che nel 2011 erano circa 150.000), in particolare di quelle medio piccole, agriturismi e Bed & Breakfast, che sono cresciuti di addirittura 18.000 nuove strutture negli ultimi 9 anni(dati ISTAT). L’Italia è la quinta destinazione turistica al mondo, e anche il numero di visitatori è in costante aumento (+6% dal 2010 al 2011), soprattutto di quelli stranieriIn Italia vi sono circa 150.000 strutture ricettive, con 4.690.000 posti letto (dati ISTAT 2011), tra cui Hotels (34.000), Bed & Breakfast (21.000), Agriturismi (16.000), Alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (70.000), Campeggi o villaggi turisti (2.600), Case per ferie (2.200), Rifugi Alpini (1000), Ostelli della Gioventù (450). Dai dati degli ultimi dieci anni emerge che il numero di strutture è in costante aumento (le strutture ricettive sono cresciute di 20.000 unità negli ultimi 6 anni, passando da 130.000, con 4.350.000 posti letto, nel 2005 a 150.000, con 4.690.000 posti letto, nel 2011), e che tra queste, Bed & Breakfast ed Agriturismi hanno subito l’aumento più significativo. Secondo i dati ISTAT, il numero di alberghi è cresciuto di 588 nuove strutture in 9 anni (passando da 33.411 nel 2002 a 33.999 nel 2011), quello degli Agriturismi è cresciuto di 4.900 strutture negli ultimi 6 anni (passando da 11.700 strutture nel 2005 a 16.600 strutture nel 2011) e quello deiBed & Breakfast è cresciuto enormementenegli ultimianni(passando dalle 4.000 strutture nel 2002 alle 11.000 strutture nel 2005, alle quasi 22.000 strutture nel 2011). A fianco dell’aumento del numero delle strutture ricettive si può notare una crescita del numero di turisti, sopratutto di quelli internazionaliSecondo il rapporto Impresa Turismo 2012 realizzato da Isnart-Unioncamere, nonostante dal 2010 al 2011 siano diminuiti i consumi turistici degli italiani (-14,4% nel 2011 rispetto al 2010), nel 2011 è cresciuta la spesa degli stranieri in Italia (+9,9%, nel 2011, in particolare olandesi, francesi e statunitensi) e si è rafforzato sempre di più il ruolo di internet come strumento di connessione tra strutture ricettive e ospiti, dalle prenotazioni online ai social network. Secondo lo stesso rapporto, il numero di turisti provenienti da paesi come Germania e Stati Uniti sarà destinato in futuro a diminuire (i turisti Statunitensi e Tedeschi, che nel 2000 rappresentavano il 25% del turismo internazionale in Italia, fra 10 anni saranno al 7%), mentre aumenteranno i turisti provenienti da altri paesi, come la Cina, che tra 10 anni rappresenterà il 16% del turismo internazionale in Italia, la Russia, l’India e il Brasile.Per quanto riguarda le abitudini di viaggio, queste hanno subito negli ultimi anni delle trasformazioni, sopratutto legate al periodo di crisi economica, ma anche al cambiamento degli stili di vita. In Europa la durata media del soggiorno nel 2011 è scesa del 5% a 7,6 notti e la spesa per viaggio è sceso del 4% a € 850, rispetto all’anno precedente. In compenso, il numero di viaggi brevi con 1-3 pernottamenti sono aumentati del 10%.Perciò i turisti europei viaggiano di più, ma preferiscono viaggi più brevi, controllando la loro spesa.
  • Il Country Brand Indexè il piu autorevole studio a livello globale sui Brand delle varie nazioni del mondo.L’indice viene misurato ogni anno in base alle percezioni di tutto il mondo delle varie nazioni, sulla cultura, l’economia, la politica, ecc.L'indice risultante deriva da interviste, reportage, ricerchedi esperti, ecc.
  • Sostenibilità e Stili di vita è una ricerca a cura di GPF per Corriere della Sera e CENTROMARCA.Attraverso 2500 interviste (rappresentative della popolazione italiana di età 15‐ 74 anni) è stato misurata la percezione della sostenibilità in Italia (Qual’è il trend dell’ambientalismo e della sostenibilità in italia? Come si stanno evolvendo i consumi?)Emerge che Sostenibilità e ambiente sono alcuni dei temi più diffusi in rete.
  • Nessuno e’ perfetto, l’importante e’ far saperechestaifacendoqualcosa per migliorareilservizio
  • Non solo a parle, ma anche con gesti, oggetti ed immagini.L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità deve trasparire in ogni dettaglio, scelta, angolo della vostra struttura ricettiva.A questo proposito, un esempio virtuoso è il B&B eco sostenibile il Richiamo del Bosco.Materiali naturaliLavagne con messaggi di rispetto della naturaCeramiche fatte in casa dall’artigiano del luogoMobili nati dal recupero ed assemblaggio di meravigliosi materiali naturali, anche questi realizzati da un artista del luogoAcqua a km zero, ecc.
  • Vi mostriamo un esempio: Il minimo di criterisoddisfatti per essereinseriti in questalista è pari a 5. Le strutturericettivechepossiedono un numerosuperiore di requisitivengonoevidenziate con un numero di foglie da 1 (6 criterisoddisfatti) a 5 (tuttiicriterisoddisfatti).Dettaglio della pagina di una struttura ricettiva, nella quale, le icone a foglia che mostrano, da 0 a 5, la qualità ambientale della struttura.Vengono inoltre indicati per ciascuna struttura ricettiva ulteriori 11 indicatori ambientali, consultabili dal fruitore anche attraverso la ricerca avanzata, e le eventuali certificazioni energetiche possedute dalla struttura.
  • PantaReiAgriturismo, Passignanosul Trasimeno, Perugia
  • Casa di Paglia Felciarossa, Permacultura sull’Etna, Sant’Alfio, Catania, Sicilia
  • Agriturismo La Fonte, Località Gruim, Mezzomonte, Folgaria, TrentoOrto biologico
  • Cascina Santa Brera, San Giuliano Milanese, Milano
  • B&B Vivere la Vita, Picedo di Polpenazze del Garda, Brescia
  • Agriturismo Il Cavicchio, Pianoro, Bologna
  • ViaggiVerdi. Come rendere sostenibile la tua struttura ricettiva risparmiando

    1. 1. 1. Impronta ecologica delle strutture ricettive 2. Materiali naturali e bio architettura 3. Risparmio Energetico 4. Risparmio Idrico 5. Prodotti Naturali per la pulizia 6. Cibo biologico e a km zero 7. Ridurre i rifiuti 8. Mobilità sostenibile 9. Promuoversi e fare rete 10. Esperienze concrete e casi esemplari
    2. 2. 1 Impronta ecologica delle strutture ricettive
    3. 3. La prima legge dell'ecologia: ogni cosa è connessa con qualsiasi altra. La seconda legge dell'ecologia: ogni cosa deve finire da qualche parte. La terza legge dell'ecologia: la natura è l'unica a sapere il fatto suo. La quarta legge dell'ecologia: non si distribuiscono pasti gratuiti. (Banny Commoner)
    4. 4. Impronta ecologica degli stati del mondo nel 2007, secondo la Global Footprint Network. Il colore più scuro corrisponde alla più alta (9-10)
    5. 5. Calcolo della propria impronta ecologica: www.globalfootprintnetwork.org
    6. 6. Calcolo dell’Impronta Ecologica:
    7. 7. Fonte: Living Planet Report del WWF, 2006 L’impronta ecologica degli stati:
    8. 8. Quanto misura la nostra impronta ecologica
    9. 9. Impatto delle principali attività turistiche sulla produzione globale di CO2 relativa al settore turistico in % (fonte: Consumption and Environment 2012). Comparazione delle emissioni di CO2 legate al turismo nel 2005 e quelle previste nel 2035, secondo uno scenario di non mitigazione (fonte: Consumption and Environment 2012). Il Turismo è la quarta causa di inquinamento ambientale e di produzione di CO2 I principali responsabili: - Trasporti: 75% CO2 - Ricettività: 21% CO2 Come aumenteranno le emissioni di CO2 legate al turismo in uno scenario di non mitigazione?
    10. 10. La crescita del Turismo: nel 2030 i turisti in giro per il mondo saranno 1,8 miliardi ogni anno Fonte: UNWTTO-World-Tourism-Growth-to-2030
    11. 11. Sottoprodotto della circolazione delle merci, la circolazione umana considerata come un consumo, il turismo, si riduce fondamentalmente alla facoltà di andare a vedere ciò che è diventato banale. (Guy Debord)
    12. 12. Produzione di CO2 per persona al giorno in diverse tipi di vacanze (fonte WWF 2009) Inquinamento (in emissione di CO2) di vari tipi di vacanze:
    13. 13. Otto metri quadrati al secondo è il ritmo con cui viene asfaltata e cementificata la bellezza, la biodiversità, l’agricoltura e la cultura del nostro paese. (Domenico FIniguerra)
    14. 14. Impatto dei vari modelli di turismo (misurato in emissioni di CO2 al giorno per turista) Un esempio di turismo di massa altamente inquinante, le navi da crociera
    15. 15. Un albergo consuma in media: 21 kW di energia e 560 litri di acqua per presenza al giorno. I dati dicono che il consumo alberghiero (misurato in litri di acqua per presenza) è più del doppio rispetto a quello domestico.
    16. 16. 1) Perchè non partire proprio dalle strutture ricettive, la cui impronta ecologica può essere ridotta fino al 90% con l'adozione di semplici misure ambientali? 2) questo tipo di scelta è premiante per la struttura ricettiva?
    17. 17. Rapporto «Turismo sostenibile ed ecoturismo», 2011, IPR Marketing
    18. 18. Tabella di rispondenza ai 10 requisiti principali di ecosostenibilità, da parte dei principali marchi ambientali italiani (Ecolabel, Aiab, Icea, Legambiente Turismo, Fattorie del Panda)
    19. 19. Altri indicatori di Ecosostenibilità: • Cambio asciugamani su richiesta • Condizionamento naturale o in classe A • Elettrodomestici in classe energetica A • Caldaia ad alto rendimento • Promozione di iniziative eco • Sostegno all'economia locale • Utilizzo di carta riciclata • Eliminazione monodose • Sciacquone in doppia modalità • Sensori crepuscolari o di movimento per le luci • Servizio di noleggio biciclette
    20. 20. Una recente indagine mostra che l’83% degli albergatori italiani dichiara di aver messo in atto una o più misure per ridurre l’impatto ambientale della propria attività.
    21. 21. 2. Materiali naturali e bioarchitettura
    22. 22. Ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto Fare dell'architettura significa visualizzare il genius loci: il compito dell'architetto è quello di creare luoghi significativi per aiutare l'uomo ad abitare. (Norberg-Shulz)
    23. 23. Privilegiare la qualità della vita ed il benessere psicofisico dell'uomo
    24. 24. Utilizzare le risorse naturali: acqua, vegetazione, clima.
    25. 25. Concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o cambiamento di destinazione d'uso
    26. 26. Non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti).
    27. 27. Prevedere l’impiego di fonti energetiche rinnovabili
    28. 28. Fonte: Materials Council Utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, meglio se appartenenti alla cultura del luogo
    29. 29. Scegliere materiali naturali, locali e con una bassa impronta ecologica Albergo diffuso Sextantio, Sassi di Matera
    30. 30. Casa di paglia realizzata dal gruppo Bag officinamobile, quartiere Quadraro, Roma
    31. 31. Panta Rei, Umbria
    32. 32. Hotel Rogner Bad Blu
    33. 33. Preferisci intonaci naturali a quelli cementizi
    34. 34. Evita la dispersione termica e coibenta i «ponti termici»
    35. 35. Sulle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65%. Percentuale che passerà al 50%, per i pagamenti effettuati dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015. Info: Guida Le Agevolazioni Fiscali per il Risparmio Energietico, Agenzia delle Entrate http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Pro dotti+editoriali/Guide+Fiscali/Aggiornamento+risparmio+energetico/Guida_risparmio _energetico_agg_dic_2013.pdf Tieni d’occhio le agevolazioni fiscali
    36. 36. Scegli arredi naturali ed ecologici, meglio se realizzati da artigiani o artisti locali B&B Il Richiamo del Bosco, Boschi di Carrega, Parma
    37. 37. 3. Risparmio Energetico
    38. 38. Scegli tra fotovoltaico, microeolico, microidroelettrico o un fornitore di energia pulita
    39. 39. Utilizza lampade a risparmio energetico: consumano 5 volte di meno e durano 10 volte di più
    40. 40. Utilizza lampade a led
    41. 41. • Un lampadario centrale non è spesso l’ideale per l’illuminazione diffusa di un ambiente, meglio valutare l’ipotesi di lampade da terra o da parete. • I lampadari con molti punti luce sono poco efficienti. Una sola lampada da 100 watt illumina quanto 6 lampadine da 25 watt ma consuma il 50% di energia elettrica in meno. • Colori chiari accrescono la luminosità degli ambienti. • Ricordare agli ospiti di spegnere la luce quando si lascia una stanza, o installare installare sensori di presenza che spengono automaticamente le luci quando un locale rimane vuoto. • Utilizzare sensori crepuscolari per regolare automaticamente il flusso luminoso in base alle effettive necessità. Seguire semplici accorgimenti salva energia
    42. 42. Scegli elettrodomestici a basso consumo Tabella di valutazione dei risparmi ottenibili scegliendo elettrodomestici a basso consumo (fonte: Enea)
    43. 43. Leggi l’etichetta energietica
    44. 44. 4. Risparmio Idrico
    45. 45. Riutilizza l’acqua piovana
    46. 46. L’installazione di riduttori di flusso nei rubinetti consente di ridurre del 30% i consumi di acqua Installa riduttori di flusso nei rubinetti
    47. 47. Seguire semplici accorgimenti per risparmiare acqua • In cucina, si risparmiano 25 litri usando l’apposito contenitore per lavare frutta e verdura • si risparmiano 30 litri utilizzando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico • raccogli l’acqua piovana attraverso comodi recipienti e risparmierai l’acqua potabile ogni volta che innaffi il tuo giardino; • In giardino, se fai crescere l’erba più del normale tratterrà una maggior quantità di umidità, evitandoti di dover irrigare il giardino tutti i giorni; • Sempre in giardino, l’umidità verrà trattenuta anche dalle foglie secche lasciate intorno alle piante o agli alberi in periodi di particolare siccità. • Nei bagni, installa una cassetta di scarico a doppio pulsante.
    48. 48. Aiuta gli ospiti ad evitare gli sprechi, con messaggi semplici ed efficaci • Se chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti o ti radi risparmi 15 litri di acqua • Se fai la doccia invece del bagno risparmi 150 litri di acqua • Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d'acqua, in 10 minuti più di 130 litri.
    49. 49. 5. Prodotti Naturali per la pulizia
    50. 50. COME E’ POSSIBILE FARE SCELTE SOSTENIBILI NELL’ACQUISTO DI DETERGENTI E COSMETICI?
    51. 51. Scegliendo prodotti con Materie Prime di Origine Vegetale
    52. 52. OLEOCHIMICA Fotosintesi AnidrideCarbonica, Acqua, Saliminerali LuceSolareVegetali Carboidrati, Proteine, Grassi
    53. 53. Fonti di Materie Prime Vegetali Girasole Olio di Girasole Lino Olio di lino Soya Olio di soya Olivo Olio d’oliva Ma quanta strada percorre il mio olio?
    54. 54. Scegliendo prodotti con Materie Prime a Km0
    55. 55. Gli oli di Palma o Cocco sono attualmente le migliori fonti di materie prime per cosmesi e detergenza. Dovremmo iniziare a ragionare di sostanze grasse a kilometro zero ?
    56. 56. Materie prime a km0 Olio di oliva Olio di Brassica Carinata
    57. 57. Scegliendo prodotti CONCENTRATI
    58. 58. DOSAGGIO DETERSIVI Dosaggio S p o r c o r i m o s s o D o s a g g i o t r a d i z i o n a l i D o s a g g i o E c o B i o Morale: sprechiamo il prodotto, inquiniamo e aumentiamo il rischio di allergie!
    59. 59. Scegliendo prodotti FORMATO RICARICA
    60. 60. 6. Cibo biologico e a km zero
    61. 61. Che il tuo cibo sia la tua unica medicina (Ippocrate di Cos, Aforismi)
    62. 62. Acquista direttamente dai produttori, appoggiandoti ai Gruppi di Acquisto Solidale
    63. 63. Proponi menù biologici e a km zero
    64. 64. Offri l’acqua del rubinetto
    65. 65. Valorizza i prodotti del luogo, dall’orto alle erbe aromatiche Hotel biologico Bellevue, Cogne
    66. 66. Comunica la provenienza degli ingredienti dei menù e la loro qualità
    67. 67. Proponi piatti «fatti in casa», ricette tipiche e menù della casa B&B Il Richiamo del Bosco, Parma
    68. 68. Proponi menù per vegetariani, vegani, e alternative per chi ha allergie (al latte o al glutine).
    69. 69. 7. Ridurre i rifiuti
    70. 70. Quanto impiegano i nostri rifiuti, se gettati nell'ambiente, a biodegradarsi: • Fazzolettino di carta: 4 settimane • Giornale: 6 settimane • Maglia di lana: 10 mesi • Rivista (periodici): 10 mesi • Sigaretta (mozzicone): 2 anni • Chewing-gum: 5 anni • Barattolo di latta: 50 anni • Contenitore di polistirolo: 50 anni • Lattina di alluminio: 100 anni • Sacchetto di plastica: 500 anni • Tessuto sintetico: 500 anni • Bottiglia di plastica: fino a 1.000 anni • Bottiglia di vetro: tempo indeterminato
    71. 71. Fai la raccolta differenziata ed aiuta i tuoi ospiti a collaborare: solo così si evita di portare i rifiuti all’inceneritore
    72. 72. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa e proponile anche ai tuoi ospiti
    73. 73. Proponi ai tuoi ospiti l’utilizzo di pannolini eco- compatibili: la biodegrazione di quelli tradizionali richiede 500 anni!
    74. 74. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio: per produrlo il consumo energetico è enorme
    75. 75. Utilizza la tecnologia digitale per inviare e ricevere documenti e per informarti: salvi alberi e non inquini coi trasporti
    76. 76. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile
    77. 77. Elimina i prodotti di cortesia, sostituendoli con erogatori pronti all’uso
    78. 78. Usa e getta? No grazie. Per esempio, usa pile ricaricabili: si possono ricaricare fino a 500 volte
    79. 79. Evitare bicchieri, tovaglie, posate o piatti usa e getta!
    80. 80. Elimina i prodotti confezionati in dosi monouso e preferisci la distribuzione sfusa B&B Dormi e Disna, Val di Zoldo
    81. 81. Incentivare gli ospiti alla raccolta differenziata predisponendo i contenitori e le informazioni necessarie, rendendolo gradevole e divertente Panta Rei, Umbria
    82. 82. Proporre agli ospiti il cambio salviette su richiesta
    83. 83. Utilizza l’acqua del rubinetto
    84. 84. Fare il compostaggio dei rifiuti organici. Il compost è una risorsa! Libera Universita’ di Alcatraz, Umbria
    85. 85. 8. Mobilità sostenibile
    86. 86. Impatto delle principali attività turistiche sulla produzione globale di CO2 relativa al settore turistico in % (fonte: Consumption and Environment 2012). Comparazione delle emissioni di CO2 legate al turismo nel 2005 e quelle previste nel 2035, secondo uno scenario di non mitigazione (fonte: Consumption and Environment 2012). Il Turismo è la quarta causa di inquinamento ambientale! I principali responsabili: - Trasporti: 75% CO2 - Ricettività: 21% CO2 Aumento delle emissioni di CO2 legate al turismo in uno scenario di non mitigazione
    87. 87. Incentiva il riutilizzo del trasporto pubblico
    88. 88. Offri sconti e promozioni a chi viaggia in treno
    89. 89. Incentiva il carpooling
    90. 90. Offri l’utilizzo gratuito delle biciclette
    91. 91. Promuovi l’utilizzo delle auto elettriche
    92. 92. Promuovi la mobilità dolce: suggerisci itinerari, metti a disposizione racchette, ciaspole..
    93. 93. 9. Promuoversi e fare rete
    94. 94. “Consumer Behaviour Report 2010: web, viaggi e vacanze
    95. 95. Fai trovare la tua struttura ricettiva in rete
    96. 96. Utilizza i Social Media
    97. 97. Rispondi a tutti, anche alle critiche
    98. 98. Comunica la tua filosofia
    99. 99. Coinvolgi gli ospiti nel tuo progetto
    100. 100. 10. Esperienze concrete e casi esemplari
    101. 101. Le strutture ricettive più green del 2014

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