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Principi tecnici, organ  e gest di ospedali cap 4
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  • 1. linee guida per la progettazione4 enoizattegorp al rep adiug eenil enoizattegorp al rep adiug eenil _Organizzazione funzionale _Ospedale e territorio _Organismo architettonico _Requisiti prestazionali
  • 2. I contributi prodotti dal Sottoprogetto per la Progettazione si rivolgonoprevalentemente agli amministratori – quali responsabili politici, estensori dibandi per la realizzazione di ospedali, responsabili degli uffici tecnici – e aiprogettisti chiamati a disegnare ospedali per acuti in conformità ai principi ealle politiche indicati.L’eterogeneità dei potenziali interlocutori cui la ricerca si rivolge ha richiestol’elaborazione di strumenti diversificati, organizzati in quattro partiautonome anche se interrelate.La prima parte, eminentemente teorico-applicativa, è quella delle Linee-Guida per la Progettazione (Capitolo 4) che è concepita come un insiemedi indicazioni metodologiche, operative e funzionali da seguire nell’interopercorso progettuale, dall’individuazione dell’area sino alla definizione 161dell’organismo edilizio e delle sue componenti architettoniche, funzionali,strutturali e impiantistiche. Si articola in quattro paragrafi e affronta questopercorso di messa a punto del progetto sulla base di quattro temi prioritari: organizzazione funzionale ospedale e territorio organismo architettonico requisiti prestazionaliLa seconda parte ribadisce il percorso metodologico che al terminedell’elaborazione teorica dei principi informatori e delle politiche vuoleverificarne la fattibilità simulando una successiva fase di applicazioneoperativa del modello in uno scenario decontestualizzato ma concreto.Si è dunque proceduto con un’applicazione progettuale esemplificativa indue scenari decontestualizzati ma realistici ovvero non in due luoghigeograficamente definiti ma in due situazioni ricorrenti nel panoramaitaliano – e comunitario – attuale: un ospedale urbano o metropolitano e unospedale d’area di dimensione media, nato dall’accorpamento di piùstrutture esistenti al servizio di un territorio a urbanizzazione diffusa.Per entrambi i casi, la metaprogettazione si è concretizzata nello sviluppo 04
  • 3. dei layout organizzativi per aree funzionali, dello schema dei flussi primari e di una sezione-guida (Capitolo 5). Per l’esempio di dimensione maggiore, sono state anche sviluppate le piante dei vari livelli, rappresentati poi in forma tridimensionale per verificarne il funzionamento interno delle diverse aree funzionali. Questo approfondimento progettuale è consultabile nel CD degli allegati tecnici. La terza parte si rivolge prevalentemente ai progettisti di ospedale: costituisce la messa a punto di una serie di schemi dei principali elaborati tecnici richiesti in fase di progettazione. Non hanno ovviamente la pretesa di essere esaustivi ma rappresentano una base da cui partire per la redazione di quelli applicati ai diversi contesti locali. Anche questi materiali sono consultabili nel CD degli allegati tecnici. A completamento della terza parte e come ausilio ragionato alla progettazione sono state inserite alcune note relative alle recenti normative specifiche per gli ospedali in materia di prevenzione dagli incendi nonché alcune considerazioni in merito allo sviluppo scientifico e normativo nel campo della protezione sismica. Data la rilevanza di questi due aspetti, il Sottoprogetto per la Progettazione ha coinvolto in questa riflessione – e coinvolgerà in seguito per sviluppi futuri – specifici referenti istituzionali quali l’Ispettorato Generale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per la prevenzione incendi e il Servizio Sismico Nazionale. Il fine è di procedere4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE a una verifica incrociata tra gli obiettivi funzionali, gestionali e medico- sanitari del nuovo modello di Ospedale e le finalità delle nuove normative volte ad aumentare il grado complessivo di sicurezza delle strutture. Anche questi materiali sono consultabili nel CD degli allegati tecnici. La quarta parte si rivolge prevalentemente ai responsabili tecnici e politici della programmazione sanitaria sul territorio; contiene come strumento per la facilitazione operativa una scheda per la definizione del team di progetto e di un programma edilizio/funzionale di un Ospedale modello.
  • 4. _Organizzazione funzionale_Aree funzionali omogenee La definizione di un nuovo modello di Ospedale implica innanzi tutto una verifi-ca approfondita del modello di organizzazione interna. Dall’analisi della mission rin-novata sono state desunte le funzioni che permettono di elaborare un programmaedilizio “appropriato”, definito nelle sue parti principali e corredato dei layout più si-gnificativi. L’obiettivo di contenere i costi di costruzione e di gestione e, soprattutto di otti- 163mizzare la dimensione complessiva dell’organismo ospedaliero in ragione del suofunzionamento costituisce il principale parametro di riferimento. Questo richiede unacompleta disarticolazione per Aree Funzionali Omogenee e, in sequenza, la defini-zione per ciascuna di esse di un quadro sinottico nel quale siano riportate la filoso-fia di approccio e le caratteristiche ambientali, dimensionali, funzionali e relazionali al-la luce degli obiettivi più generali del modello. Così il metaprogetto originario della Commissione ministeriale è stato sottopo-sto a un processo di scomposizione e individuazione delle principali Aree Funzionaliomogenee. La verifica ha investito sia il modello nel suo complesso, sia le aree omogeneeche lo compongono e, grazie alla natura multidisciplinare del team della ricerca, haavuto carattere gestionale, procedurale, economico, funzionale, architettonico, pre-stazionale/impiantistico, strutturale e relazionale. 04
  • 5. . le aree funzionali Sono state individuate 32 Aree Funzio- servizi speciali di diagnosi e cura nali Omogenee elencate qui a lato. 01_diagnostiche per immagini 02_medicina nucleare Le singole Aree Funzionali sono state 03_radioterapia sottoposte a una doppia analisi particola- 04_prericoveri reggiata: la prima, endogena, volta a com- 05_endoscopia prenderne e ottimizzarne il funzionamento 06_prelievi interno in termini di layout spaziale, di si- 07_centro trasfusionale stema relazionale e di definizione delle sin- 08_riabilitazione gole unità ambientali minime; la seconda, 09_ambulatori esogena, volta a evidenziarne il sistema e il 10_laboratorio analisi cliniche grado di relazioni con le altre aree funzio- 11_laboratorio anatomia patologica nali, anche qui con l’obiettivo di ottimizzar- ne la posizione in rapporto al sistema dei degenze flussi e dei percorsi, visti nella duplice otti- degenza di terapia intensiva ca del paziente e del personale sanitario, al livello di privatezza, al grado di flessibilità e 12_degenze intensive care (massima intensità assistenziale) di espandibilità richiesti. degenza ordinaria Al fine di definire correttamente i re- 13_degenza high care (alta intensità assistenziale) quisiti spaziali e organizzativi delle diverse 14_degenza low care (bassa intensità assistenziale) aree funzionali per impostare un program- degenza diurna ma edilizio, è stata poi realizzata una com- parazione tra le unità ambientali minime ri- 15_degenza diurna medica chieste dalla ricerca applicata e dalla legis- 16_degenza diurna oncologica lazione vigente. 17_degenza diurna chirurgica Sulla base di questa comparazione so- blocchi operatori no stati definiti i requisiti spaziali e organiz- zativi delle Aree Funzionali individuate con 18_sale operatorie una doppia articolazione: gli ambienti stret- 19_radiologia interventistica tamente necessari per rispondere alle esi- punto nascita genze innovative del modello e gli ambien-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE ti ulteriori – opzionali – per garantire un li- 20_punto nascita vello ottimale di attuazione dei principi-gui- emergenza-urgenza da (in corsivo). 21_dipartimento emergenza-urgenza servizi generali 22_farmacia (incluso deposito) 23_sterilizzazione 24_magazzini generali 25_cucina 26_mensa 27_archivi sanitari 28_accettazione (accoglienza, informazioni, prenotazioni) 29_locali rifiuti e materiale speciale da smaltire 30_servizi mortuari 31_spogliatoi 32_fisica sanitaria
  • 6. 166188 165190194200204206208 04
  • 7. 01. servizi speciali di diagnosi e cura diagnostiche per immagini _servizi speciali di diagnosi e cura Il progresso delle tecniche d’osservazione e diagnostica del paziente ha avuto negli ultimi anni, soprattutto con l’introduzione del digitale, un impulso così vigoroso da rendere inimmagi- nabile il corso dei futuri sviluppi. Già oggi il tempo di obsolescenza di alcune attrezzature medicali si è ridotto a circa cinque/sette anni. La diagnostica, dunque, è la grande incognita: quello che è certo e che occuperà uno spazio fisico sempre più am- pio e centrale nell’organizzazione ospedaliera. Quest’area specifica raggruppa tutte le funzioni diagnostiche programma architettonico dalla radiologia tradizionale: Radiologia, Senologia, TAC, Risonanza Magnetica, MOC, Ecografia, ecc., oltre alla area accesso / uscita pazienti medicina nucleare ed endoscopia che vengono trattate • area attesa pazienti esterni separatamente per le caratteristiche spaziali funzionali • area attesa pazienti interni afferenti. • servizi igienici per i pazienti • accettazione Il servizio sarà dotato di almeno due accessi per pazienti, uno per gli ambulatoriali e l’altro per i pazienti interni (degenti area lavoro personale ordinari e diurni, e quelli provenienti dal Dipartimento • studi medici emergenza-urgenza). Un terzo accesso secondario, • studi tecnici eventualmente articolato in ragione dei flussi afferenti, sarà • area refertazione riservato al personale e alle merci. • segreteria / amministrazione In corrispondenza dell’accesso dei pazienti ambulatoriali, • area lavoro infermieristico pulito sarà predisposto un punto accettazione-cassa-restituzione • area lavoro infermieristico sporco referti. • sala riunione Le aree di attesa dovranno essere distribuite in • servizi igienici e area armadietti per il personale corrispondenza d’ogni sala o gruppo di sale diagnostiche, • tisaneria / area ristoro / riposo personale dove il paziente viene indirizzato direttamente dall’accettazione. area operativa4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE (radiologia / tac / moc / ecografia / mammografia / risonanza magnetica) In corrispondenza dell’ingresso degli interni andrà invece • sala diagnostica realizzata un’area d’attesa centralizzata, predisposta per • spogliatoi pazienti pazienti barellati, in carrozzina e deambulanti. • servizio igienico Ciascuna diagnostica è dotata di almeno un servizio igienico • area comandi, controllo ed apparecchiatura e doppio spogliatoio passante per il paziente ambulatoriale, • area sviluppo stampa tra la zona d’attesa e la sala stessa, per permettere una maggiore efficienza e minori tempi d’attesa, un’area di servizi annessi controllo e comandi per il lavoro personale e un ulteriore • deposito materiale sporco accesso per il personale e i pazienti interni. • deposito materiale pulito (e materiale vergine) Le postazioni di controllo saranno poste all’esterno delle sale • deposito attrezzature / strumentario diagnostiche; saranno tra loro comunicanti e afferenti all’area • deposito materiale sensibile di servizio dove sono localizzati gli studi medici, le aree per la • deposito farmaci • locale pulizie refertazione, i servizi per il personale e lo sviluppo. • archivio • locale / spazio ad accesso controllato per la raccolta e l’immagazzinamento dei rifiuti tossici nocivi, fino al loro allontanamento
  • 8. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti        ⁄  medici personale urgenze   pulito sporco       medici-pazienti      accesso     filtro aree operative aree di servizio corridoio pubblico 167    relazioni esterne diagnosi e cura   -   degenza   punto nascita     emergenza servizi generali    -  RADIOLOGIE relazione spaziale DIAGNOSTICHE  obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 9. 02. servizi speciali di diagnosi e cura medicina nucleare La medicina nucleare ipotizzata in questo modello svolge programma architettonico solo attività diagnostica; l’attività terapeutica verrà effettuata nei centri specialistici. area accesso / uscita pazienti – area fredda Il servizio sarà dotato di più ingressi separati, uno per i • area attesa pazienti pazienti (ambulatoriali e degenti), uno per il personale e le • servizi igienici per i pazienti merci. Grande attenzione richiede il sistema degli accessi e • accettazione dei percorsi del personale e della merce per evitare area lavoro personale contaminazioni: è indispensabile prevedere adeguati filtri • studi medici d’accesso e spazi per la decontaminazione in caso di • ambulatori “incidenti”. • area lavoro infermieristico pulito Il servizio è sezionato in due aree: un’area fredda composta • area lavoro infermieristico sporco dall’attesa, accettazione, eventuali sale visita e servizi di • sala riunione supporto; e un’area calda che è costituita da un’attesa con • servizi igienici e area armadietti per il personale servizi (i cui reflui sono raccolti in vasche di decadimento), • riposo personale area lavoro personale e laboratori, locali di • refertazione somministrazione, gamma camera e PET, opportunamente • segreteria / amministrazione filtrati e con soluzioni impiantistiche controllate e isolate dal resto della struttura. Le aree di comando e controllo saranno area operativa (trattamenti) – area calda all’esterno dalle sale diagnostiche. • locale filtro / decontaminazione per i pazienti • locale filtro / decontaminazione per il personale • area attesa pazienti “calda” • locale somministrazione • locale scanner captatore • laboratorio (RIA) • locale conservazione / manipolazione dotato di filtro (camera calda) • area comando, controllo e computer • servizi igienici per pazienti con scarichi controllati • deposito rifiuti radioattivi servizi annessi4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario • locale pulizie • area monitoraggio scarichi Nota Se si prevede la realizzazione della PET, il reparto dovrà contare su un locale per lo scanner captatore, locale ciclotrone e un locale preparazione farmaci (quest’ultima attività potrebbe essere svolta in Laboratorio)
  • 10. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali   degenti   medici personale urgenze  pulito sporco  - medici-pazienti    accesso    filtro aree operative aree di servizio corridoio pubblico 169    relazioni esterne diagnosi e cura   degenza punto nascita    -   emergenza servizi generali MEDICINA relazione spaziale NUCLEARE obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 11. 03. servizi speciali di diagnosi e cura radioterapia La radioterapia si presenta come un servizio riservato, dove programma architettonico viene svolta l’attività diagnostica, terapeutica e il follow-up. Il servizio avrà delle aree nettamente differenziate: l’area area accesso/uscita pazienti diagnostica costituita principalmente da sale ambulatoriali • area attesa pazienti per visite diagnostiche e follow-up, un’area di terapia con i • servizi igienici per i pazienti bunker per i trattamenti e studi diagnostici mirati ai • accettazione trattamenti (TAC-simulatore, ecc.). Ogni area avrà i propri area lavoro personale spazi d’attesa. • studi medici Gli ingressi principali sono due, uno per i pazienti • area lavoro infermieristico pulito ambulatoriali e l’altro per i pazienti interni e quelli trasferiti • area lavoro infermieristico sporco da altre strutture; un ulteriore accesso è necessario per il • sala riunione personale e le merci (eventualmente separati). In • servizi igienici e area armadietti per il personale corrispondenza dell’accesso per il paziente, sarà localizzata • riposo personale l’area accettazione/segreteria. Il paziente, dopo essere stato • segreteria / amministrazione accettato, sarà indirizzato verso l’area d’attesa corrispondente (area ambulatoriale o area trattamenti). area operativa (trattamenti) L’unità avrà al suo interno gli spazi per il servizio di Fisica • area attesa pazienti Sanitaria. • sale visita Questo schema funzionale non prevede l’effettuazione di • sala simulazione (le centrature con Tac verranno realizzate nelle sale di radiologia diagnostica) brachiterapia o terapie metaboliche. • bunker di terapia • area controllo • un locale per la conformazione dei campi di irradiazione, per la immobilizzazione e la protezione dell’utente in corso di terapia, per la verifica dosimetrica; • locale dosimetria • sale visita • servizi igienici per i pazienti (divisi per sesso) • spogliatoi per i pazienti in relazione ai bunker e alle sale visite presenti e comunicanti con le stesse servizi annessi4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario • locale pulizie Nota Se si prevede attività di Brachiterapia, sono da predisporre: un locale per trattamenti farmacologici brevi e un locale per la conservazione e manipolazione sostanze radioattive.
  • 12. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali  degenti     medici personale urgenze   pulito   sporco medici-pazienti    accesso      filtro  aree operative -    aree di servizio 171 corridoio pubblico   relazioni esterne    diagnosi e cura degenza punto nascita   emergenza servizi generali   -   relazione spaziale   obbligatorio raccomandabile RADIOTERAPIA  opportuna relazione funzionale alta media bassa    () 04
  • 13. 04. servizi speciali di diagnosi e cura pre-ricoveri Il servizio di pre-ricoveri, come il punto prelievi, deve essere programma architettonico collocato nelle vicinanze dell’atrio principale, con accesso diretto dall’area pubblica. Questo servizio consente di poter area accesso/uscita pazienti svolgere sui pazienti una serie d’esami e procedure • area attesa pazienti propedeutiche a un intervento chirurgico, in regime di • soggiorno ricovero o, in degenza diurna, in regime ambulatoriale (pre- • servizi igienici • accettazione ospedalizzazione). • segreteria / amministrazione L’attività diagnostica è generalmente costituita da: radiografia del torace, visita specialistica, ECG, prelievo di sangue, visita area lavoro personale anestesiologica, svolte in sale-visita comunicanti, dotate di • servizi igienici e area armadietti per il personale spogliatoio e collegate alla sala per la radiografia del torace. • tisaneria / area ristoro / riposo personale L’obiettivo è che al paziente siano eseguite in contemporanea visita, prelievo e radiografia del torace, evitando tempi area diagnostica d’attesa e spostamenti. • sala visita dotata di spogliatoio • box prelievi • sala visita specialistica (cardiologia / anestesia) dotata di spogliatoio • sala RX (con servizi annessi) dotata di spogliatoio • servizio igienico per i pazienti servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 14. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale urgenze pulito   sporco medici-pazienti     accesso filtro   aree operative aree di servizio corridoio pubblico 173    relazioni esterne diagnosi e cura   degenza punto nascita   -     emergenza servizi generali  relazione spaziale PRERICOVERI  obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 15. 05. servizi speciali di diagnosi e cura endoscopia Il servizio di endoscopia sarà dotato di doppio accesso per i programma architettonico pazienti, uno per i pazienti ambulatoriali e l’altro per i pazienti interni (degenti ordinari, degenti diurni e pazienti area accesso/uscita pazienti provenienti dal Dipartimento emergenza-urgenza). • area attesa pazienti Un ulteriore accesso sarà predisposto per il personale e le • servizi igienici merci. • accettazione In corrispondenza dell’accesso degli esterni, si collocano area lavoro personale l’accettazione e attesa centralizzate, per accedere • studi medici all’ambulatorio, alla sala diagnostica o all’apposita area di • area refertazione preparazione, secondo la tipologia dell’indagine diagnostica. • lavaggio endoscopi e alta disinfezione Le sale diagnostiche saranno tra loro collegate e servite da • area lavoro infermieristico pulito percorso separato cui accedono le aree di supporto • area lavoro infermieristico sporco necessarie (area refertazione, area lavaggi endoscopi e • sala riunione disinfezione degli strumenti, depositi, ecc.). • servizi igienici e area armadietti per il personale Quando necessario, dopo l’esame, il paziente viene trasferito • tisaneria / area ristoro / riposo personale in un’“attesa-osservazione protetta” per il controllo, riposo e • segreteria / amministrazione recupero post indagine. sala esami • sala visita • sale esami endoscopici (tubo digerente alto, tubo digerente basso e urologiche, broncoscopie, procedure endoscopiche miste con RX) • area di preparazione paziente pre-procedura • area di riposo e sosta post-esami • spogliatoio pazienti • servizio igienico servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • locale pulizie
  • 16. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale urgenze     pulito   sporco medici-pazienti  -   accesso filtro    aree operative aree di servizio 175 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura   degenza punto nascita   -   emergenza servizi generali  relazione spaziale ENDOSCOPIA  obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa 04
  • 17. 06. servizi speciali di diagnosi e cura prelievi È un servizio rivolto esclusivamente ai pazienti esterni. Il programma architettonico centro prelievi è differenziato dai laboratori ma deve essere area accesso/uscita pazienti ubicato preferibilmente in un’area in diretta connessione con • attesa pazienti con servizi igienici i laboratori per l’invio dei campioni. • accettazione / cassa È una zona collocata vicino all’ingresso, direttamente accessibile dalla piazza pubblica, dove con procedura veloce area raccolta campioni / sangue il paziente viene accettato. – distribuzione referti L’area prelievo avrà sostanzialmente un ingresso per i • area raccolta campioni pazienti e uno per il personale, la merce e i • sistema di collegamento coi laboratori campioni/provette. • area smistamento referti In corrispondenza dell’accesso per i pazienti è prevista • segreteria / archivio un’importante area d’attesa per l’accettazione-cassa; il paziente accede poi a una sub-attesa dove gli vengono area lavoro personale consegnate le provette predisposte per gli esami; in seguito il • area lavoro pulito paziente viene chiamato per l’esecuzione del prelievo. • area lavoro sporco È auspicabile che l’accesso e l’uscita dall’area prelievi (sub- • servizi igienici e area armadietti per il personale • tisaneria / area ristoro / riposo personale attesa/area box) siano separati. In quest’area entrano esclusivamente i pazienti sottoposti a esami; solo le persone area prelievi diversamente abili e i pazienti pediatrici potranno essere • sub-attesa pazienti accompagnati. • servizi igienici Ogni box sarà attrezzato in modo che il paziente possa stare • servizio igienico per raccolta campioni seduto o sdraiato durante il prelievo, garantendone il rispetto • area consegna provette della privacy; i box saranno comunicanti con un’area di • box standard (q.tà in base all’attività) selezione prelievi dedicata al personale. • box prelievi pediatrici Un punto prelievi sarà attrezzato per prelievi pediatrici, • box prelievi speciali uno/due per prelievi speciali (ginecologici, ecc.). In area • area emergenza /osservazione collegata al lavoro infermieristico, è previsto un ambiente per • tisaneria / area ristoro eventuali emergenze o imprevisti. servizi annessi • deposito materiale sporco4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario /materiale • deposito pulizie
  • 18. corridoio tecnico relazioni interne visitatori   ambulatoriali   degenti medici personale     urgenze pulito sporco     medici-pazienti - accesso   filtro  aree operative aree di servizio  177 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura degenza punto nascita emergenza servizi generali  relazione spaziale PRELIEVI  obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 19. 07. servizi speciali di diagnosi e cura centro trasfusionale Il centro trasfusionale comprende sia l’area donazione sia i programma architettonico laboratori/emoteca collegati (aree di controllo, registro, manipolazione, rielaborazione e stoccaggio di sangue ed area accesso/uscita pazienti emoderivati). • attesa pazienti con servizi igienici È posto preferibilmente vicino all’ingresso principale • accettazione - segreteria / archivio dell’ospedale, direttamente accessibile dalla piazza pubblica, • registrazione • ambulatorio dove il donatore, con un iter separato, viene accettato, visitato, e subisce il prelievo senza tempi d’attesa. area lavoro personale Non c’è sostanziale differenza di trattamento tra chi fa • area lavoro pulito donazione o predeposito. • area lavoro sporco In corrispondenza dell’accesso al servizio è prevista l’attesa e • servizi igienici e area armadietti per il personale l’accettazione: il donatore viene accettato, passa a una sub- • locale distribuzione attesa da dove verrà chiamato in sala visita per accertamenti • laboratorio e visita; solo in seguito verrà accompagnato in sala donatori, • emoteca - locale frigo dove verrà eseguito il prelievo. • tisaneria / area ristoro / riposo personale Ogni postazione-donatore sarà attrezzata in modo che il • caposala paziente possa stare seduto o sdraiato durante il prelievo garantendone il rispetto della privacy. Le postazioni potranno area prelievi essere separate da tende scorrevoli, che permettano al • servizi igienici donatore di scegliere di socializzare o essere isolato; in area • area donatori (in open plan) collegata al lavoro infermieristico, sarà prevista un’area- • area emergenza /osservazione • tisaneria / area ristoro emergenze. Questa attività richiede un servizio di ristorazione post servizi annessi donazione. • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario /materiale • deposito pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 20. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale urgenze  pulito    sporco   medici-pazienti  (,  ,   ) accesso  filtro aree operative   aree di servizio 179 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura   degenza punto nascita   -   emergenza servizi generali   CENTRO  relazione spaziale TRASFUSIONALE obbligatorio     raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 21. 08. servizi speciali di diagnosi e cura riabilitazione L’area di riabilitazione e fisioterapia sta acquistando sempre programma architettonico maggiore importanza come momento fondamentale del processo clinico. È riservata alla preparazione agli interventi e area accesso / uscita pazienti alla riabilitazione immediata post-acuta in pazienti degenti o • area attesa pazienti separata per interni ed esterni, in corrispondenza con gli accessi al reparto ambulatoriali, pre o post ricovero recente, affetti da disabilità • servizi igienici derivanti da patologie di carattere ortopedico, neurologico, • deposito carrozzine pneumologico, uroginecologico, cardiologico e gastroenterologico. area lavoro personale Il servizio di riabilitazione verrà strutturato in due aree • accettazione attrezzate, una per attività di gruppo (palestre statiche e • segreteria / amministrazione dinamiche) e un’altra per terapie individuali (box per attività • sale visita di massoterapia, terapia fisica e strumentale e manipolazioni • studi medici articolari), oltre ad ambulatori. • area lavoro infermieristico Il servizio sarà dotato di due accessi per i pazienti, uno per i • sala riunione/programmazione pazienti in regime ambulatoriale e un altro per gli interni: a • servizi igienici e area armadietti per il personale ogni accesso corrisponde un’area attesa, accettazione e • spogliatoio personale deposito per carrozzine. L’attività del servizio sarà • riposo personale interamente programmata, quindi i tempi d’attesa presso il area trattamenti servizio dei pazienti, sia interni sia esterni, saranno minimi. • aree attrezzate per attività di gruppo (palestre), per attività Il paziente sarà accompagnato nell’area di terapia individuale statiche e dinamiche; ovvero, attraverso degli spogliatoi/filtro, alle palestre. • aree attrezzate per attività individuali (motorie, respiratorie, Un ulteriore accesso al servizio sarà riservato al personale e neuropsicologiche, ecc.) alle merci. • box (o stanze di dimensioni contenute) per attività di massoterapia, terapia fisica e strumentale e manipolazione articolare; • area attrezzata per il trattamento, qualora previsto, dei disturbi comunicativi / integrativi; • ambulatori medici per visite specialistiche e valutazioni diagnostico-prognostiche cliniche attinenti alle patologie trattate; • servizi igienici per disabili4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • spogliatoi per gli utenti (maschili e femminili) servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario • locale pulizie
  • 22. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali   degenti   medici personale  urgenze     pulito sporco medici-pazienti   ( ) accesso filtro         aree operative  aree di servizio  181 corridoio pubblico relazioni esterne    diagnosi e cura   degenza punto nascita   -   emergenza servizi generali   relazione spaziale RIABILITAZIONE obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 23. 09. servizi speciali di diagnosi e cura ambulatori Anche l’attività ambulatoriale è una funzione in espansione in programma architettonico quanto riveste un ruolo fondamentale nel più generale processo di deospedalizzazione, ovvero nella ricerca di un area accesso/uscita pazienti sistema che individui appropriate modalità di trattamento in • area attesa pazienti esterni rapporto alle reali esigenze terapeutiche. • area attesa pazienti interni Svolge, oggi, un’insostituibile attività di filtro e controllo • soggiorno • servizi igienici evitando il ricorso a forme di ricovero indiscriminate e • accettazione improprie. • cassa Gli ambulatori sono preposti all’erogazione di prestazioni • segreteria / amministrazione specialistiche (diagnostiche, terapeutiche e riabilitative) anche sofisticate, afferenti alle varie discipline mediche e area lavoro personale chirurgiche, che non richiedono il ricovero del paziente. • studi medici Gli specialisti impegnati operano in stretto contatto con le • sala riunione attività proprie dell’Ospedale contribuendo a diminuire i • area lavoro infermieristico pulito giorni di degenza, sia mediante la prescrizione e la • area lavoro infermieristico sporco valutazione degli accertamenti diagnostici e multispecialistici • sala riunione utili prima del ricovero, sia per il follow-up dei pazienti • servizi igienici dimessi. • tisaneria / area ristoro / riposo personale Essendo destinati soprattutto ai pazienti esterni, gli ambulatori non sono correlati, in termini strutturali, alle aree sala esami di degenza dell’Ospedale. Sono collocati in una zona • sale visita standard • sale visita specialistiche direttamente accessibile dalla piazza pubblica, dove il • sale strumentali paziente viene accettato e indirizzato all’area d’attesa • sala esami funzionali corrispondente all’ambulatorio/gruppo di ambulatori dove • servizi igienici verrà svolta la visita/procedura. Gli ambulatori potrebbero essere in parte portati all’esterno dell’Ospedale soprattutto servizi annessi per quanto riguarda gli ambulatori indifferenziati (utilizzabili • deposito materiale sporco da diverse discipline specialistiche senza particolare • deposito materiale pulito dotazione strumentale). • deposito attrezzature / strumentario Gli ambulatori saranno collegati alle altre aree diagnostiche e • deposito farmaci4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE i flussi dei pazienti esterni e interni saranno differenziati. • locale pulizie È opportuno che gli ambulatori siano progettati in modo da facilitare la riconversione per specialità diverse con l’eventuale sostituzione delle attrezzature medicali specialistiche. Gli ambulatori hanno ampie zone riservate alle attese e punti d’accoglienza dedicati adiacenti agli ingressi, aree di sub- attesa in corrispondenza dei servizi infermieristici e degli ambulatori in comune con i pazienti interni. Sarà predisposto un secondo accesso per degenti che debbano sottoporsi a esami o visite specialistiche (connesse con l’attrezzatura diagnostica che richiede lo spostamento del paziente) e ulteriori accessi riservati al personale e alle merci, in coincidenza con le zone di lavoro medico-infermieristico e i depositi.
  • 24. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti       medici personale urgenze pulito   sporco   medici-pazienti    accesso filtro   aree operative aree di servizio 183 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura degenza punto nascita emergenza servizi generali relazione spaziale AMBULATORI obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa 04
  • 25. 10. servizi speciali di diagnosi e cura laboratorio di analisi cliniche Oltre alla chimica clinica, all’ematologia, alla microbiologia, programma architettonico comprende l’istologia e la citologia e tutte le altre metodiche analitiche su campioni biologici d’applicazione routinaria, area accettazione campioni – distribuzione referti avanzate, sperimentali ovvero di ricerca. • area accettazione campioni (da centro prelievi, da degenza ordinaria e diurna, da pronto soccorso, ecc.) Anche questa è un’area che ha subìto grandi cambiamenti e • segreteria / archivio ne subirà, a quanto si può prevedere, ancora di più nei prossimi anni, in particolare nel settore della biologia area lavoro personale molecolare e in quello dell’automazione e robotizzazione, • studi medici con conseguente possibilità di riorganizzazione e dislocazione • sala riunione delle attività (concentrazione produttiva per la routine, ecc.) • refertazione Per accentuarne la flessibilità e le sinergie operative e • area archiviazione ed invio referti - registrazione professionali i laboratori sono da accorpare in un’area • area lavoro pulito comune piuttosto ampia e con possibilità di espansione, e • area lavoro sporco condividono servizi comuni, segreterie e studi. • servizi igienici e area armadietti per il personale I campioni arriveranno direttamente dal centro prelievi, dalle • tisaneria / area ristoro / riposo personale degenze, dagli ambulatori, sale operatorie ecc. L’area prevede un grande spazio centrale per l’attività di base e laboratorio area laboratori – test d’emergenza operante sulle 24 ore, e altri spazi per specialità • open space per routine (laboratori di secondo livello). • per ogni tipo di attività prevedere i locali per laboratorio di settore per l’attività prevista servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • locale autoclavi di sterilizzazione • locale frigoriferi • deposito attrezzature / strumentario • locale lavaggio vetreria • deposito farmaci/materiale infiammabile e/o tossico • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 26. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale    urgenze (  ,   ) pulito    sporco medici-pazienti        accesso filtro aree operative aree di servizio 185    relazioni esterne   diagnosi e cura degenza   -   punto nascita emergenza       servizi generali LABORATORI relazione spaziale ANALISI CLINICHE  obbligatorio    raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 27. 11. servizi speciali di diagnosi e cura laboratorio d’anatomia patologica Sempre con l’obiettivo di accentuarne la flessibilità e le programma architettonico sinergie operative e professionali i laboratori sono da localizzare in un’area adiacente a quelli di Analisi Cliniche, area lavoro personale con possibilità d’espansione e condivisione di servizi, • studi medici segreterie e studi. • sala riunione Devono essere in collegamento funzionale diretto con i • ricezione campioni e macroscopica • refertazione – segreteria / archivio blocchi operatori e funzionalmente legati ai servizi mortuari. • area archiviazione – registrazione I campioni istologici arriveranno direttamente dagli • area lavoro pulito ambulatori, endoscopia, blocchi operatori (se non dotati di • area lavoro sporco spazi distaccati di laboratorio al loro interno per esami • servizi igienici e area armadietti per il personale estemporanei intraoperatori), servizi mortuari ecc. • tisaneria / area ristoro / riposo personale L’area prevede un grande spazio unico per l’attività di laboratorio oltre ad archivi, studi medici, servizi di supporto, area laboratori – test ecc. • area per inclusori e microtome • area per colorazione • locali microscopi • per ogni tipo di attività prevedere i locali per l’attività prevista servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario • locale lavaggio vetreria • archivio preparati (blocchetti), anche decentrato • archivio vetrini, anche decentrato • deposito farmaci/materiale infiammabile e/o tossico • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 28. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti    medici personale    urgenze        pulito sporco medici-pazienti         accesso - filtro aree operative aree di servizio 187 relazioni esterne      diagnosi e cura degenza punto nascita   emergenza servizi generali   -   relazione spaziale      obbligatorio LABORATORI raccomandabile ANATOMIA   PATOLOGICA opportuna relazione funzionale alta media  bassa 04
  • 29. 12. degenze / degenze di terapia intensiva degenze intensive care (massima intensità assistenziale) Le unità di terapia intensiva, con dotazione massima di 12 programma architettonico posti letto, occupano un’area strutturalmente definita, con personale qualificato e attrezzature idonee al monitoraggio, area accesso / uscita visitatori trattamento e supporto delle funzioni vitali di pazienti in • sala attesa con servizi igienici condizioni critiche. • sala colloqui Questo servizio accoglierà tutti i pazienti critici che hanno • box per visita videocitofonica • zona filtro per visitatori con area vestizione bisogno di essere monitorati in continuo, post operatori, cardiologici, ecc. Le cure subintensive verranno svolte in area lavoro personale non protetto e accessi degenza high care, attrezzata a tale scopo. Le terapie • zona filtro d’entrata pazienti intensive hanno un collegamento facilitato con l’emergenza • ufficio caposala (controllo) (mediante montalettighe dedicati), i blocchi operatori, la • zona filtro d’entrata personale radiologia interventistica oltre che con i servizi diagnostici. • spogliatoio personale Nelle terapie intensive sono da prevedere fondamentalmente • locale medico di guardia tre tipi di accessi separati, dotati tutti e tre di filtro: • sosta / riposo personale uno per i pazienti, uno per il personale e le merci e uno • servizi igienici per i parenti. • tisaneria/area ristoro L’unità comprende un’area protetta, composta dalle • studi medici postazioni di terapia intensiva e i punti di monitoraggio e • sala riunione di lavoro medico-infermieristico; una seconda area composta • segreteria da tutti i servizi di supporto sanitario per il personale area lavoro personale protetto dell’unità, comprende spogliatoi del personale, locale del • lavoro infermieristico pulito medico di guardia e di riposo personale, depositi e ufficio • lavoro infermieristico sporco della caposala in coincidenza con il filtro d’accesso dei • guardia infermieri (controllo) pazienti all’unità, per controllo e registrazione. Un terzo settore è dedicato a parenti e visitatori e avrà un’area area operativa di attesa dotata di cabine con video e sistema interfonico • postazione di terapia intensiva per il colloquio e la visione diretta dei degenti, • postazione di terapia intensiva isolata con filtro e vuotatoio consentendo una maggiore disponibilità di relazione tra • postazione di UTIC paziente e visitatori. • sala trattamenti / piccoli interventi L’accesso dei parenti, previo filtro e vestizione, quando • area laboratorio4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE richiesto, non va comunque precluso, ma anzi favorito. In corrispondenza dell’area di accesso e attesa dei parenti servizi annessi saranno previste una o più sale colloqui con i medici. • deposito presidi e strumentario • deposito materiale pulito • deposito materiale sporco • deposito farmaci - anestetici • deposito materiale sterile • deposito salme • locale pulizia
  • 30. corridoio tecnico relazioni interne visitatori   ambulatoriali    degenti medici personale      urgenze pulito corridoio pubblico sporco  medici-pazienti          accesso filtro  aree operative  aree di servizio   189    relazioni esterne diagnosi e cura   -   degenza punto nascita   emergenza  servizi generali TERAPIA relazione spaziale INTENSIVA      obbligatorio   raccomandabile   opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 31. 13. 1. degenze /degenza ordinaria degenza high care (alta intensità assistenziale) punto nascita L’articolazione ottimale delle degenze si basa su unità programma architettonico standard da 24-28 camere utilizzabili come camere singole con spazio per accompagnatore, dotate di tutti i confort area accesso / uscita degenti / parenti necessari per rendere il periodo di degenza del paziente il • sala attesa parenti con servizi igienici meno traumatizzante possibile. Le stanze sono però • sala colloqui attrezzate per ricevere anche due posti letto di degenza: • soggiorno questo permette di ampliare la dotazione della struttura a area accesso/uscita/lavoro personale fronte di emergenze epidemiologiche o disastri naturali, o • segreteria semplicemente di utilizzare i reparti con un mix di camere • ufficio caposala singole e camere doppie. Un’unità di degenza non dovrebbe • lavoro infermieristico pulito comunque superare i 44-48 posti letto complessivi. • lavoro infermieristico sporco Ogni blocco di degenze è dotato di servizi di supporto • postazione infermieristica - controllo per il lavoro del personale. Sono da prevedere una guardia • lavoro medici infermieristica posta in posizione centrale, il locale caposala, • sosta / riposo personale la tisaneria-riposo, depositi pulito e sporco, locali per il lavoro • sala riunione pulito e sporco, deposito attrezzature, il bagno assistito, i • tisaneria servizi igienici pubblici e del personale, un soggiorno, un • servizi igienici e area armadietti locale medicheria e due studi medici-infermieristici • studio per il medico di guardia per il lavoro e le riunioni degli addetti, il tutto preferibilmente • spogliatoio personale • studio medico / infermieristico organizzato con un layout a “corpo quintuplo” (camera, corridoio, servizi di supporto, corridoio e camera). area operativa • camere di degenza 1/2 pl con servizio igienico (di cui 2 _degenze di pediatria camere per isolati per unità di degenza) • soggiorno / pranzo La scelta di realizzare un modello di Ospedale con • medicherie prevalenza di camere singole – molto avanzato rispetto alle • sala procedure particolari strutture ospedaliere oggi esistenti in Italia – è particolarmente appropriata per l’area di degenza pediatrica, servizi annessi dove consente la presenza di un genitore accanto a ogni • deposito presidi e strumentario piccolo ricoverato. L’area pediatrica deve essere trattata • deposito biancheria pulita4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE con particolare attenzione anche per ciò che riguarda • deposito materiale pulito la dimensione e il numero degli spazi di relazione, di gioco, • deposito materiale sporco / rifiuti / biancheria • bagno assistito di scuola. • deposito farmaci Nell’area pediatrica sono previsti anche spazi per attività • deposito materiale sterile scolastiche (aula per allievi, locale per studio), ludiche e di • locale pulizie soggiorno a uso esclusivo dei bambini, opportunamente attrezzate e suddivise per fasce d’età, integrate da spazi reparti pediatrici all’aperto opportunamente attrezzati, da utilizzare nella • aula/e didattiche bella stagione. • sale attività educative particolari • biblioteca • soggiorno / sala giochi ad uso esclusivo dei degenti
  • 32. corridoio tecnico relazioni interne visitatori   ambulatoriali   degenti medici  personale    urgenze      pulito sporco medici-pazienti          accesso   filtro    aree operative aree di servizio 191 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura  degenza   punto nascita       emergenza  servizi generali DEGENZA   relazione spaziale HIGH CARE obbligatorio   raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 33. 14. 1. degenze /degenza ordinaria degenza low care punto nascita (bassa intensità assistenziale) L’articolazione ottimale delle degenze si basa su unità programma architettonico standard da 24-28 camere singole con spazio per accompagnatore, dotate di tutti i confort necessari, utilizzabili area accesso / uscita degenti / parenti anche come camere doppie. • sala attesa parenti con servizi igienici Ogni blocco di degenze è dotato di servizi di supporto per il • soggiorno lavoro del personale. Sono da prevedere una guardia area accesso/uscita/lavoro personale infermieristica posta in posizione centrale, il locale caposala, la tisaneria-riposo, depositi pulito e sporco, locali per il lavoro • segreteria • ufficio caposala pulito e sporco, deposito attrezzature, i servizi igienici • lavoro infermieristico pulito pubblici e del personale, un soggiorno e uno studio medico. • lavoro infermieristico sporco Le degenze low care potrebbero essere organizzate a “corpo • postazione infermieristica - controllo quintuplo“ o a “corpo triplo”. • lavoro medici I servizi di degenza sono contigui a un’area per ospitalità di • sosta / riposo personale tipo alberghiero, utilizzabile anche da pazienti autosufficienti • tisaneria che non hanno necessità di ricovero ma che per motivi • servizi igienici e area armadietti logistici o di opportunità devono/possono essere ospitati in prossimità dell’Ospedale. area operativa • camere di degenza 1 pl con servizio igienico • medicherie servizi annessi • deposito biancheria pulita • deposito materiale pulito • deposito materiale sporco / rifiuti / biancheria • deposito farmaci • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 34. corridoio tecnico relazioni interne visitatori   ambulatoriali   degenti medici  personale  urgenze        pulito sporco medici-pazienti          accesso filtro    aree operative aree di servizio 193 corridoio pubblico    relazioni esterne diagnosi e cura degenza    punto nascita  emergenza      servizi generali  DEGENZA   relazione spaziale LOW CARE obbligatorio   raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 35. 15. degenze / degenza diurna degenza diurna medica _degenza diurna È forse l’area che negli ultimi anni ha subito la maggiore espansione. Prevede l’erogazione di prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative (di natura multiprofessionale e plurispecialistica) che non comportino ricovero ordinario e che richiedano un regime d’assistenza od osservazione medica e infermieristica protratta (fino a un massimo di 12 ore), non attuabile in ambito ambulatoriale. Il ricovero diurno va incontro alle esigenze psicologiche e sociali dei pazienti, soprattutto nel caso di ricoveri ripetuti o ciclici. Le degenze diurne sono preferibilmente separate e autonome rispetto alle unità operative di degenza high care e low care. Rispondono ai medesimi requisiti dei reparti di degenza ordinaria; possono essere previste aree open plan e stanze singole, con servizi igienici, locale di lavoro infermieristico, locale per la caposala, ambulatori e studi medici, depositi per il materiale sporco e pulito e servizio igienico per il personale, ad eccezione del bagno assistito, locali doccia per il personale e medicheria (sostituita da sale visita). In coincidenza dell’accesso pubblico al servizio, sono collocati programma architettonico l’attesa centralizzata e l’accettazione, mentre a cavallo tra questi spazi e la zona degenza sono previsti gli ambulatori. area accesso / uscita pazienti Un secondo accesso è per il personale e le merci. • area attesa pazienti Il paziente, superata l’accettazione, viene introdotto nell’unità • soggiorno di degenza diurna; negli spazi ambulatoriali verranno fatte le • servizi igienici • accettazione visite e i colloqui, mentre le prestazioni di diagnostica e cura • segreteria / amministrazione saranno svolte sia a letto sia negli appositi servizi-reparti. La degenza diurna può essere a scopo diagnostico ma area lavoro personale prevalentemente è utilizzata per trattamenti legati a una cura • studi medici specifica, con la conseguente necessità di accompagnare il • area lavoro infermieristico pulito paziente nei diversi reparti dell’Ospedale. • area lavoro infermieristico sporco • caposala • sala riunione • servizi igienici e area armadietti per il personale • tisaneria / area ristoro / riposo personale4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE area diagnosi - trattamenti • area degenza • area soggiorno (poltrone) • sala visita • sala visita specialistica • ambulatorio attrezzato • spogliatoio pazienti • servizio igienico (minimo 1 ogni 4 pl) servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • locale biancheria pulita • deposito attrezzature / strumentario • deposito farmaci • locale pulizie
  • 36. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale urgenze pulito      sporco     medici-pazienti    accesso filtro aree operative aree di servizio corridoio pubblico 195 relazioni esterne    diagnosi e cura degenza   -   punto nascita   emergenza servizi generali DEGENZA      relazione spaziale DIURNA MEDICA obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 37. 16. degenze / degenza diurna degenza diurna oncologica Del tutto simile alla Degenza diurna medica, si differenzia programma architettonico essenzialmente per gli spazi necessari all’attività di preparazione degli antiblastici; rimane comunque una area accesso / uscita pazienti decisione gestionale specifica per ogni struttura l’opportunità • area attesa pazienti di effettuare questa preparazione in Farmacia ovvero nella • soggiorno Degenza diurna oncologica. • servizi igienici • accettazione • segreteria / amministrazione area lavoro personale • studi medici • area lavoro infermieristico pulito • area lavoro infermieristico sporco • caposala • area preparazione chemio (o collegamento con farmacia) • sala riunione • servizi igienici e area armadietti per il personale • tisaneria / area ristoro / riposo personale area trattamenti • area degenza • sala medicazione / visita • sala colloqui psico-assistenziali • ambulatorio • spogliatoio pazienti • servizi igienici (minimo 1 ogni 4 pl) servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito biancheria pulita • deposito attrezzature / strumentario4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito farmaci • locale pulizie
  • 38. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti     medici personale urgenze pulito      sporco     medici-pazienti    accesso   filtro aree operative aree di servizio corridoio pubblico 197    relazioni esterne diagnosi e cura degenza   -   punto nascita emergenza   servizi generali DEGENZA relazione spaziale DIURNA ONCOLOGICA      obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 39. 17. degenze / degenza diurna degenza diurna chirurgica Vi afferiscono pazienti per interventi chirurgici o procedure programma architettonico diagnostiche o terapeutiche elettive, invasive e semi invasive, con ricovero limitato alle sole ore del giorno. È destinata a area accesso / uscita pazienti diffondersi (negli USA interessa più del 30% del totale degli • area attesa pazienti interventi chirurgici) ed è in crescita costante. • soggiorno La degenza diurna chirurgica è principalmente composta di • servizi igienici • accettazione unità con posti letto di degenza e blocco operatorio dedicato. • segreteria / amministrazione All’ingresso pubblico dell’unità è prevista un’area di registrazione, archivio e segreteria prospiciente la sala area lavoro personale d’attesa. Un secondo accesso tramite spogliatoi passanti e/o • studi medici filtri è previsto per il personale e le merci. • area lavoro infermieristico pulito I pazienti, superata l’accettazione, vengono introdotti • area lavoro infermieristico sporco nell’unità, e hanno a disposizione i propri spogliatoi, collocati • caposala a cavallo dei flussi d’entrata e d’uscita, collegati direttamente • sala riunione sia con la preparazione sia con i posti letto di degenza • servizi igienici e area armadietti per il personale diurna. • tisaneria / area ristoro / riposo personale Il servizio avrà un suo blocco operatorio interno, oppure dovrà essere in collegamento diretto con il blocco operatorio area diagnosi - trattamenti centrale dell’Ospedale, entrambi con percorsi veloci verso le • blocco operatorio (vedi reparto operatorio) o collegamento con il blocco operatorio dell’Ospedale terapie intensive e le degenze high care, per far fronte a • area degenza eventuali situazioni impreviste o di emergenza. • sala medicazione / visita • ambulatori attrezzati • spogliatoi pazienti collegato al filtro di accesso • servizio igienico (minimo 1 ogni 4 pl) servizi annessi • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito • deposito biancheria pulita • deposito attrezzature / strumentario4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito farmaci • locale pulizie
  • 40. corridoio tecnico relazioni interne visitatori     ambulatoriali  degenti medici  personale-   urgenze  pulito corridoio pubblico sporco    medici-pazienti        accesso ⁽     filtro      .⁾  aree operative aree di servizio    199 relazioni esterne    diagnosi e cura degenza   -   punto nascita emergenza     servizi generali DEGENZA DIURNA      relazione spaziale CHIRURGICA obbligatorio   raccomandabile opportuna relazione funzionale alta media bassa 04
  • 41. 18. blocchi operatori sale operatorie Il complesso operatorio deve essere collocato in modo da programma architettonico essere protetto da ogni interferenza estranea, in contiguità con altri servizi, quali: le Terapie intensive, il Dipartimento area accesso / uscita pazienti emergenza-urgenza, la centrale di sterilizzazione e la degenza • zona filtro d’entrata dei pazienti diurna chirurgica; è dotato di collegamenti rapidi e riservati. • zona preparazioni pazienti Particolare attenzione va posta, infatti, nella definizione del • zona risveglio pazienti (recovery room) • lavoro infermieristico pulito giusto grado di contiguità tra funzioni correlate anche se • lavoro infermieristico sporco autonome. • guardia infermieri Lo schema a doppio corridoio (pulito-sporco) ottimizza i • area deposito e pulizia letti percorsi dei materiali e quelli dei medici/malati. • spazio colloqui (medici-parenti) All’ingresso del Blocco operatorio sono previste due zone • attesa parenti separate per la preparazione e il risveglio dei pazienti, che accedono alla zona sterile tramite il passamalati. Il personale area accesso/uscita/lavoro personale addetto accede al Blocco Operatorio attraverso gli spogliatoi • spogliatoio personale femminile (filtri pulito/sporco) passanti, dotati di servizi igienici e doccie. Accessibili • spogliatoio personale maschile (filtri pulito/sporco) attraverso un filtro, ma interni al quartiere operatorio, • sosta / riposo personale saranno previsti spazi per il relax del personale, studi medici, • tisaneria/area ristoro aree colloqui e sala riunioni. • studi medici Nel blocco operatorio il paziente viene portato, nel suo letto, • laboratorio anatomia patologica • sala riunione nell’area preparazione. Al momento dell’intervento verrà • area refertazione trasferito (tramite passa-malati) sul tavolo operatorio e • zona filtro personale portato nella sala per l’intervento chirurgico. Finito l’intervento il paziente viene ritrasferito nel suo letto e area operatoria portato all’area risveglio post-operatorio, dove verrà • ufficio caposala (controllo) monitorizzato per il tempo necessario, secondo il caso. • trasferimento interno (passamalati) Ciascun Blocco operatorio sarà composto preferibilmente da • preparazione chirurghi sei sale operatorie, ciascuna con una superficie minima di • sala operatoria trenta metri quadri. Tutte le sale operatorie avranno l’affaccio • (S.O. chirurgia generale) posteriore su un corridoio dello sporco che immette nella • (S.O. alta specialità) zona filtro del montacarichi dedicato. Nella zona antistante le • (S.O. radiologia interventistica)4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE sale operatorie saranno previsti i lavaggi dei chirurghi. Il rifornimento di materiale pulito e sterile avviene tramite servizi annessi montacarichi dedicato, fisicamente separato da quello • zona lavaggio - substerilizzazione dedicato al materiale sporco. Entrambi i montacarichi • deposito presidi e strumentario chirurgico • deposito attrezzature (materiale sporco e pulito) saranno direttamente collegati al • deposito materiale sporco servizio di sterilizzazione centralizzato. • deposito materiale pulito I depositi del materiale sterile, delle apparecchiature e del • deposito farmaci - anestetici materiale di medicazione hanno accesso dal corridoio pulito, • deposito materiale sterile così come il locale di sub-sterilizzazione e il laboratorio di • locale pulizia emergenza. • sala gessi nel caso di attività chirurgica di ortopedia- traumatologia
  • 42. corridoio tecnico relazioni interne visitatori   ambulatoriali   degenti   medici    personale     urgenze -  pulito corridoio pubblico   sporco medici-pazienti   ⁽ accesso     filtro    .⁾   aree operative aree di servizio            201    relazioni esterne   -   diagnosi e cura degenza   punto nascita emergenza    servizi generali   BLOCCO relazione spaziale OPERATORIO   obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 43. 19. blocchi operatori radiologia interventistica La Radiologia interventistica, per emodinamica, arteriografie programma architettonico ecc., come i blocchi operatori, deve essere collocata fuori da ogni interferenza estranea, in contiguità con altri area accesso / uscita pazienti servizi, quali: le Terapie intensive, il Dipartimento • filtro accesso pazienti emergenza-urgenza, la centrale di sterilizzazione e la • filtro accesso personale degenza diurna chirurgica. • servizi igienici – spogliatoio per il personale • zona preparazione pazienti Il paziente accede tramite filtro e viene portato nell’area • zona risveglio pazienti antistante le sale radiologiche dove sono da prevedere due • area lavoro infermieristico zone separate per la preparazione e il risveglio dei pazienti. Il personale addetto accede attraverso gli spogliatoi passanti, area lavoro personale dotati di servizi igienici e docce. Accessibili attraverso un • studi medici filtro, ma interni al servizio, saranno previsti spazi per il relax • studi tecnici del personale, studi medici e sala riunioni. • area refertazione Le sale radiologiche avranno l’affaccio posteriore su un • segreteria / amministrazione corridoio dello sporco che immette nella zona filtro del • area lavoro infermieristico pulito montacarichi dedicato. Qui potranno trovare posto i quadri • area lavoro infermieristico sporco elettrici di controllo delle apparecchiature diagnostiche, in • servizi igienici e area riposo per il personale modo da limitare l’accesso del personale di manutenzione alla zona sterile. area operativa All’esterno delle sale saranno previsti i controlli e i lavaggi dei • sale diagnostiche • scrub chirurghi. Il rifornimento di materiale pulito e sterile avviene • area comandi, controllo e apparecchiatura tramite montacarichi dedicato, fisicamente separato da quello • area computer dedicato al materiale sporco. I depositi del materiale sterile, delle apparecchiature e del servizi annessi materiale di medicazione hanno accesso dal corridoio pulito. • deposito materiale sporco • deposito materiale pulito (e materiale vergine) • deposito attrezzature / strumentario • deposito farmaci • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 44. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti   - medici   personale  urgenze pulito corridoio pubblico sporco medici-pazienti     ⁽         .⁾ accesso    filtro aree operative       aree di servizio   203    relazioni esterne   diagnosi e cura degenza   -   punto nascita emergenza   servizi generali      RADIOLOGIA relazione spaziale INTERVENTISTICA   obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa 04
  • 45. 20. punto nascita punto nascita Il settore materno-infantile è stato oggetto di molti Attraverso una zona filtro, la puerpera con un solo approfondimenti nel corso degli ultimi anni e sono stati accompagnatore viene portata nella stanza di travaglio-parto, predisposti, dal Ministero della Salute, due progetti obiettivo dove si svolgeranno sia il travaglio sia il parto. Questo locale che hanno sottolineato l’esigenza di sostanziali modifiche ha annessa l’isola neonatale e il servizio igienico dedicato. nella organizzazione, la necessità di un forte coordinamento Il Punto nascita, se non dotato di sala operatoria propria, tra le attività territoriali in genere e quelle di ricovero, la sarà posizionato nelle vicinanze del Blocco operatorio. modifica della cultura della nascita, da intendersi come Dopo il parto la puerpera verrà portata in una zona momento familiare intimo, garantito dalla sicurezza della di osservazione “post-partum” e poi nell’area di degenza struttura ospedaliera. ostetrica. Il neonato invece verrà portato al Nido. Dunque, non sezioni per gestanti e per puerpere bensì un Il nido del punto nascita sarà accessibile ai soli genitori dei luogo che risponda a un più ampio concetto di dipartimento neonati, sotto sorveglianza del personale infermieristico. materno infantile, partendo dal presupposto che la maternità Sarà dotato al suo interno di sale per l’insegnamento non è una malattia e privilegiando l’identificazione di modelli all’allattamento, al bagno del neonato e alle cure del alternativi alla classica unità di degenza e al classico blocco cordone. Il personale del nido si occuperà della cura, parto finora realizzato con una tipologia simile a quella del della gestione, dell’alimentazione e della movimentazione blocco operatorio. dei neonati. Il punto nascita è composto dalla somma e aggregazione La sala neonati sarà dotata di visiva per permettere la visione delle funzioni del blocco parto, degenza ostetrica e nido. dei neonati ai visitatori. L’area di degenza ostetrica sarà L’accesso per paziente e visitatori sarà unico e separato dal composta da camere singole predisposte per un eventuale percorso del resto dei degenti e visitatori della struttura; da accompagnatore. un primo spazio di attesa si accederà alla sala visita- Le camere devono essere trattate con particolare attenzione accettazione, all’area parto – tramite filtro – nonché all’area consentendo l’attività di rooming in (area attrezzata per della degenza ostetrica e al nido. il neonato dentro la camera di degenza) o la semplice L’area di attesa per i parenti rimane all’esterno del servizio. presenza della culla in camera. Le partorienti accedono al Punto nascita, a seguito di una Nel punto nascita vanno previsti anche spazi visita medica che accerti l’inizio del processo di nascita. di socializzazione per i visitatori. corridoio tecnico relazioni interne4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE visitatori ambulatoriali degenti medici     personale   ( ⁄    ⁄   urgenze  .) pulito    sporco medici-pazienti         ⁄  accesso filtro   aree operative aree di servizio corridoio pubblico
  • 46. programma architettonico area operativa • ufficio caposala (controllo)area accesso / uscita pazienti - parenti • preparazione medici• sala attesa con servizi igienici • sala travaglio con servizio igienico• sala visita • sala parto standard• zona preparazioni dei pazienti • isola neonatale• zona osservazione – post-partum • sala parto per procedure particolari• spazio colloqui (medici-parenti) • sala operatoria (o collegamento con blocco operatorio• attesa parenti dell’ospedale)• zona filtro / vestizione parenti con servizio igienico • laboratorioarea accesso/uscita/lavoro personale servizi annessi• zona filtro d’entrata personale • zona lavaggio - substerilizzazione• spogliatoio personale • deposito presidi e strumentario• lavoro infermieristico pulito • deposito materiale pulito• lavoro infermieristico sporco • deposito materiale sporco• sosta / riposo personale /area ristoro • deposito farmaci - anestetici• servizi igienici • deposito materiale sterile 205• accettazione / segreteria • locale pulizia• studi medici• area refertazione area degenza ostetricia - nido• sala riunione • devono essere garantite come minimo 8 culle per neonati sani, n. 1 culla per patologia neonatale lieve, n. 2 incubatrici • locale d’isolamento per malattie infettive presunte in atto, sia per la donna che per il neonato relazioni esterne    diagnosi e cura degenza   punto nascita    emergenza servizi generali  relazione spaziale PUNTO NASCITA   obbligatorio raccomandabile  ..  opportuna relazione funzionale  alta media bassa 04
  • 47. 21. emergenza-urgenza dipartimento emergenza-urgenza È un punto nevralgico dell’Ospedale, dove è facile che Il Dipartimento emergenza-urgenza è dotato di aree per la possano crearsi situazioni di criticità ed è perciò l’area per la stabilizzazione e l’intervento di emergenza, di box con letti quale deve essere esaminato ogni dettaglio, specie per tecnici per il trattamento, di un’area per l’attesa osservata per quanto concerne il sistema di relazioni e di priorità con le l’osservazione breve dei pazienti, e di una propria area di altre aree ospedaliere. degenza (osservazione prolungata-non oltre le 48 ore), di Rappresenta il biglietto da visita dell’Ospedale nel rapporto un’area ambulatoriale (walk-in clinic) e servizi diagnostici con i cittadini e quindi, specie nell’accoglienza, deve (radiologia, ecc.) di sala gessi, e servizi di supporto. esprimere protezione e affidabilità. L’accesso veicolare al Dipartimento emergenza-urgenza è La scelta spaziale-organizzativa è fatta sulla tipologia di dotato di camera calda esterna. assistenza del paziente. Il paziente si deve sentire subito L’organizzazione deve consentire, al triage, l’immediata accudito e preso in carico. suddivisione degli accessi in base all’urgenza-emergenza, L’eventuale ricovero di urgenza deve interferire il meno dando le precedenze secondo il grado di gravità. È possibile con il resto dei ricoveri programmati in elezione. fondamentale avere collegamenti diretti e agevoli che È importante che i flussi di ingresso siano controllabili facilitino il trasporto del paziente alla terapia intensiva, al direttamente dalla postazione del personale, che i percorsi blocco operatorio e agli altri servizi diagnostici. alle zone di trattamento urgente siano ampi, diretti, veloci e Nella walk-in clinic dovranno essere previsti degli spazi più che non siano in nessun modo intralciati dal flusso dei riservati da dedicare ad ambulatori per la visita di pazienti pazienti di minor gravità. pediatrici. corridoio tecnico relazioni interne visitatori     ambulatoriali4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE   ( ⁄  degenti    ⁄     .) medici personale urgenze  pulito         sporco     medici-pazienti      ⁽ ⁾ accesso  filtro      aree operative    aree di servizio    
  • 48. programma architettonico area lavoro personale • studi medici area accesso / uscita pazienti • area refertazione • camera calda • caposala • area attesa • area colloqui parenti • servizi igienici • area lavoro infermieristico pulito • triage • area lavoro infermieristico sporco • bonifica • sala riunione • locale polizia • servizi igienici • accettazione / Segreteria / Amministrazione / cassa • tisaneria / area ristoro • area ristoro /Telefoni pubblici • riposo personale • riposo personale paramedico (autoambulanze) walk in clinic (codice verde – bianco) • spogliatoi personale • area attesa con servizi igienici • sala visita servizi di diagnosi e terapia • settore separato per pazienti pediatrici • sale radiologie diagnostiche (o collegamento diretto con il servizio ospedaliero) area attesa protetta – osservazione (codice giallo) • sala operatoria (o collegamento diretto con il servizio 207 ospedaliero) • postazione protetta con letto-area visita • collegamento diretto con le terapie intensive • settore separato per pazienti psichiatrici • collegamenti con: blocco parto, endoscopia, degenze, ecc. • postazione infermieristica - controllo • servizi igienici servizi annessi • sala medicazione / visita • deposito materiale sporco • sala gessi • deposito materiale pulito • deposito attrezzature / strumentario area emergenza (codice rosso) • deposito farmaci • area stabilizzazione ed emergenza (minimo 2 postazioni) • deposito pulizie • postazione infermieristica - controllo • deposito salme • sala piccoli interventi • deposito barelle e sedie a rotelle • area attesa parenti con servizi • locale pulizie    relazioni esterne diagnosi e cura degenza   -   punto nascita  emergenza servizi generali  -  EMERGENZA relazione spaziale (P.S. - DEA - EAS)   obbligatorio raccomandabile   opportuna   relazione funzionale alta media bassa   04
  • 49. 22. servizi generali farmacia (incluso deposito) Il servizio è dotato di un’area deposito per i medicinali (con programma architettonico armadi di sicurezza e frigoriferi per la custodia e la conservazione di farmaci particolari), un’area amministrativa area accesso / uscita merci e i laboratori per la preparazione di farmaci (ad es.: • area ricevimento / registrazione merci antiblastici, nutrizione parenterale, ecc.). Può essere integrato • area smistamento / distribuzione merci da un servizio automatico per la predisposizione delle dosi • area controllo • area ufficio amministrativo giornaliere personalizzate e la distribuzione dei farmaci alle • area preparazione materiale per distribuzione farmaci alle degenze e ai reparti. unità operative I presìdi saranno stoccati nei magazzini generali. Il servizio sarà strutturato in due settori, uno di deposito ed area deposito merci / lavoro personale evasione delle richieste per la distribuzione dei farmaci e un • area deposito farmaci altro con il laboratorio per la preparazione farmaci, studi • area deposito presidi medici e segreteria. • deposito o armadio antiscasso per stupefacenti • armadi per la custodia dei veleni • area deposito attrezzature e utensili di laboratorio obbligatori e strumentazione / materiale di lavoro • deposito infiammabili • area frigoriferi • servizi igienici • tisaneria / area ristoro • studi medici • ufficio responsabile • locale per preparazioni galeniche • area laboratorio • area preparazione antiblastici • area preparazione infusioni e nutrizione parenterali • area attesa + segreteria servizi annessi • zona lavaggio – substerilizzazione • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito materiale sporco
  • 50. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti      medici  personale urgenze  pulito  sporco  medici-pazienti     -    accesso   filtro aree operative aree di servizio 209 relazioni esterne      -   diagnosi e cura degenza   punto nascita emergenza   servizi generali      FARMACIA relazione spaziale   obbligatorio   raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa   04
  • 51. 23. servizi generali centrale di sterilizzazione In questo servizio sarà sterilizzato tutto lo strumentario programma architettonico in uso nell’Ospedale. La centrale di sterilizzazione sarà strutturata in tre settori: area accesso / uscita merci / personale un’area lavaggio e arrivo del materiale sporco, un’area • area ricevimento materiale da sterilizzare confezionamento e un deposito sterile. • area lavaggio carrelli Le sterilizzatrici saranno collocate tra gli ultimi due settori. • area ricevimento materiale monouso • area smistamento materiale sterile e monouso A tutti e tre i settori si accederà tramite filtro, e il servizio • filtro accesso personale sarà dotato di spogliatoi per il personale. Il servizio è direttamente collegato ai reparti operatori con area deposito merci / lavoro personale montacarichi separati per il pulito e lo sporco. • area segreteria / amministrazione archivio • area deposito attrezzature e utensili • ufficio responsabile • area lavaggio • area confezionamento • area sterilizzatrici • area deposito materiale sterile servizi annessi • locale pulizie • deposito materiale sporco • deposito detersivi e materiale d’uso • servizi igienici e filtri tra le diverse aree corridoio tecnico relazioni interne visitatori  ambulatoriali    (  ⁄ degenti4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE ) medici personale urgenze pulito       sporco  medici-pazienti      accesso filtro   aree operative   aree di servizio  corridoio tecnico
  • 52.    -   relazioni esterne   diagnosi e cura degenza   punto nascita      emergenza STERILIZZAZIONE servizi generali     relazione spaziale obbligatorio raccomandabile  opportuna relazione funzionale alta   media bassa 21124. servizi generali magazzini generaliI magazzini generali sono unificati e sezionati per tipologia programma architettonicodella merce. Vanno dimensionati in base alle previsioni dirifornimento dell’amministrazione. In alternativa si può area accesso / uscita merciscegliere di immagazzinare le merci presso i fornitori. • area ricevimento / registrazione merciSarà da prevedere un’unica area di controllo, segreteria e • area smistamento / distribuzione merci • area controllo / segreteriaorganizzazione della distribuzione ai piani e ai reparti, in • area preparazione materiale per invio alleadiacenza all’area di arrivo del materiale. unità operative area deposito merci / lavoro personale • area deposito merci • area deposito presidi • area deposito attrezzature / materiale di lavoro • servizi igienici • ufficio responsabile servizi annessi • locale pulizie 04
  • 53. 25. servizi generali cucina Nella cucina vengono preparati e confezionati i pasti dei programma architettonico degenti e del personale; sarà dotata di servizio di dietetica. L’ingresso delle derrate, che vengono stoccate nelle apposite aree accessi merci e personale celle frigo e/o depositi, sarà separato dall’ingresso delle altre • accesso personale merci. • spogliatoi personale La cucina è strutturata in tre aree principali che coincidono • accesso derrate e materiale • segreteria / registrazione / controllo con le attività di preparazione, cottura e confezionamento. L’uscita e ritorno dei carrelli che portano i cibi alle degenze area lavoro sono separati, coincidendo la prima con l’area pulita del • celle frigorifere divise per tipo di alimento (carni / verdure / servizio, e la seconda con l’area sporca e di lavaggio. salumi-latticini / surgelati) Saranno previsti spogliatoi e servizi riservati al personale. • dispensa • locale detersivi • area di preparazione divisa per tipologie di piatti (carni, verdure, piatti freddi, ecc.) • locale cottura • area diete speciali • area confezionamento vassoi • locale Chef • locale dietiste • area lavaggio e deposito stoviglie mensa • area lavaggio e deposito stoviglie e vassoi degenza • area lavaggio e deposito carrelli • area smistamento carrelli (separazione dei flussi in entrata e uscita) aree uscita rifiuti • deposito materiale sporco • cella frigo per rifiuti organici • locale per contenitori rifiuti servizi annessi4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE • deposito materiale pulito • deposito attrezzature • locale pulizie • servizi igienici per il personale
  • 54. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali        -  degenti  medici personale urgenze    pulito sporco  medici-pazienti        accesso     filtro    aree operative aree di servizio   ⁄  213 relazioni esterne  ⁄     -   diagnosi e cura degenza   punto nascita emergenza   servizi generali relazione spaziale CUCINA obbligatorio raccomandabile opportuna relazione funzionale  alta media bassa 04
  • 55. 26. servizi generali mensa Ristorazione con cucina interna e Servizi di Dietetica programma architettonico A orari abituali della vita quotidiana verranno forniti pasti, preparati nella cucina interna, con servizio affidato all’esterno aree accesso a professionalità specifiche, con possibilità di scelta • accesso preventiva, che incontri i gusti del personale e procuri un • servizi igienici momento di soddisfacimento, pur nel completo rispetto delle area mensa necessità cliniche dietetiche e igieniche. L’appetibilità, la salubrità e la possibilità di una ragionevole personalizzazione • area Self-service • area tavoli di cibi e bevande sono elementi non trascurabili di un • area stoccaggio vassoi Ospedale centrato sulla umanizzazione e il benessere. servizi annessi • deposito materiale pulito • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 56. 27. servizi generali archivi sanitariSono previsti spazi separati per materiale cartaceo e programma architettonicoelettronico.L’archivio clinico cartaceo può essere di dimensioni non aree archivio / lavoro personalerilevanti dato che vi sono mantenute solo le copie cartacee • area archivio cartelle clinichedelle cartelle e dei referti ambulatoriali degli ultimi uno o due • area lavoro d’informatizzazione cartelle cliniche • area lavoro personaleanni, provvedendo l’Ospedale a conservare su disco ottico • area preparazione copie e distribuzionenon riscrivibile o altro analogo supporto elettronico tutta la • servizi igienicidocumentazione, e a stamparne eventuali copie autentiche • ufficio responsabilesu richiesta. • area arrivo / smistamento cartelle clinicheÈ sostanzialmente composto da: un’area per il controllo el’inserimento dei dati, un’area per la preparazione delle servizi annessicartelle da distribuire e/o consegnare e l’area dell’archivio • locale pulizievero e proprio. • area deposito materiale di lavoroNon si prevede un grande archivio di radiologia, poiché latecnologia sta evolvendo verso la progressiva sostituzionedelle immagini su lastra fotografica con immagini digitalizzate(conservate in originale su dischi non modificabili), e le 215procedure si orientano verso la consegna di copie o originalisu richiesta non solo agli ambulatoriali ma anche ai ricoveratial momento della dimissione. 04
  • 57. 28. servizi generali accettazione (accoglienza, informazioni, prenotazioni) È una delle aree che maggiormente esprime i contenuti programma architettonico innovativi e umanizzanti del modello proposto. È il primo interfaccia ospedale-paziente e, come tale, deve rassicurare, accettazione ambulatoriale orientare e ottimizzare i tempi per l’accettazione. Acquista i • area di accettazione ambulatoriale, distribuita per connotati di una hall di un grande albergo – un vero e reparto / servizio • area consegna referti centralizzata (laboratorio, radiologie proprio “front office” – e comprende spazi accessori quali diagnostiche, endoscopie, ecc.) bar/caffetteria/ristorante, piccoli esercizi commerciali, baby • C.U.P. (Centro Unico di Prenotazione) park, banca, posta, scale mobili, ambienti per le associazioni di volontariato, altro. accettazione degenti A questa area fanno capo i servizi di prenotazione e • area di accettazione centralizzata per degenza ordinaria accettazione, anche questi fondamentali per garantire al • area di accettazione dedicata per degenti solventi paziente un approccio “amichevole ed efficiente” alla struttura sanitaria. servizi annessi Cuore del sistema è il CUP – Centro Unico di Prenotazione – • area di informazione da localizzarsi in prossimità dell’accesso principale, • servizi igienici per il pubblico potenziato con servizio di prenotazione telefonica per tutti i • servizi igienici per il personale servizi ospedalieri, ambulatoriali e per i ricoveri programmati. • deposito materiale Al CUP viene demandato anche un fondamentale ruolo di • segreteria • locale pulizie informazione riguardo a: specialità, tipologia di esami svolti, attività socio-sanitaria e di prevenzione svolta all’interno della struttura e/o nel territorio. L’accettazione ambulatoriale, comprensiva della attività di cassa/ticket, sarà invece decentrata e organizzata per aree affini, garantendo un sufficiente grado di riservatezza e di benessere nelle aree di attesa (ove possibile è preferibile un sistema ad “arcipelago” piuttosto che un unico spazio di attesa). L’accettazione ricoveri sarà invece centralizzata e sarà anche questa svolta in coincidenza con l’area di accoglienza della struttura ospedaliera. Gli accessi provenienti dal Dipartimento4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE emergenza-urgenza o i trasferimenti di pazienti da altre strutture seguiranno un iter di accettazione interno all’amministrazione dell’Ospedale e separato dai ricoveri programmati. In questa area sarà anche predisposto un unico punto di consegna dei referti medici di laboratorio, degli esami radiologici, endoscopici, ecc., evitando che il paziente debba attraversare l’Ospedale per il ritiro degli esiti. Rimane la possibilità da incentivare che i referti vengano consegnati al paziente o tramite sistema informatico (internet) o attraverso un punto esterno alla struttura ospedaliera (Medico di Medicina Generale, farmacia, ecc.) o per posta (su sua richiesta).
  • 58. 29. servizi generali1. locali rifiuti e materiale speciale da smaltire punto nascitaDovranno essere collocati in un area distante dalla struttura programma architettonicoospedaliera “isola ecologica”, eventualmente annessa allacentrale tecnologica e collegata all’Ospedale tramite un area stoccaggiopercorso protetto e coperto. La raccolta dei rifiuti dovrà • area per lo stoccaggio e raccolta temporanea dei rifiutiavvenire in modo differenziato: rifiuti urbani (carta, plastica, differenziati: carta, vetro, lattine, plastica, umido.umido, vetro) e rifiuti speciali (ospedalieri, ecc.). I rifiuti • area per lo stoccaggio e raccolta temporanea dei rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivoradioattivi saranno stoccati all’interno della struttura di • area per lo stoccaggio e raccolta temporanea dei rifiutiMedicina Nucleare da dove saranno raccolti da sanitari pericolosi a rischio infettivopersonale/ditte qualificate. • area per lo stoccaggio e raccolta temporanea del materiale da inumare (pezzi anatomici) • area per rifiuti liquidi a rischio infettivo / ambientale (solventi di laboratorio, radioisotopi, sviluppo e fissaggio radiologia, ecc.) servizi annessi • area per permettere la raccolta e smistamento dei rifiuti • deposito contenitori monouso • area lavaggio e disinfezione contenitori rigidi 217 • locale pulizie • spogliatoio / servizi igienici personale 04
  • 59. 30. servizi generali servizi mortuari Prevedono i locali di osservazione, conservazione e programma architettonico preparazione delle salme, le camere ardenti, spazi riservati per le onoranze funebri e le sale per le autopsie. area pubblica Il servizio sarà dotato di accesso esterno separato (con • area accesso un’area di parcheggio dedicata) per i dolenti e l’uscita della • sala dolenti (area accoglienza / soggiorno) salma. In corrispondenza di questo accesso e all’interno • servizi igienici dolenti • area supporto per i dolenti (ristoro / cucina / relax) saranno previste: sale soggiorno, servizi igienici, una piccola tisaneria o area ristoro e l’ufficio di supporto e colloquio. area lavoro I parenti avranno accesso esclusivamente alle camere ardenti, • camera ardente essendo riservate al personale addetto le aree di • area preparazione / vestizione salme osservazione, preparazione e le celle frigorifere. • area osservazione Il servizio è collegato funzionalmente ai laboratori di • area celle mortuarie anatomia patologica. • area deposito materiale È preferibile che il Dipartimento emergenza-urgenza sia • locale preparazione personale collocato nelle immediate vicinanze dei servizi mortuari per il • servizi igienici personale trasporto delle salme tramite un percorso riservato che non • ufficio responsabile / informazioni /registrazione interferisce con quello degli esterni. • sala autoptica (dotata di filtri, spogliatoi, ecc.) Oltre una sala autoptica e un’area osservazione salme e celle frigoriferi è predisposta una zona preparazione salme servizi annessi contigua alle camere ardenti. • locale pulizie • deposito materiale sporco • deposito temporaneo parti anatomiche da smaltire4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 60. corridoio tecnico relazioni interne visitatori ambulatoriali degenti  medici personale urgenze    accesso dallesterno  pulito sporco   medici-pazienti          accesso filtro        aree operative aree di servizio 219   -   relazioni esterne   diagnosi e cura  degenza SERVIZI   punto nascita MORTUARI emergenza     servizi generali relazione spaziale obbligatorio raccomandabile  opportuna   relazione funzionale alta media bassa 04
  • 61. 31. servizi generali spogliatoi personale Gli spogliatoi per il personale sono centralizzati in prossimità programma architettonico dell’ingresso riservato al personale per un motivo di controllo, di facilità di approvvigionamento, di area accesso personale semplificazione dei flussi e per ragioni igienico-sanitarie. Altri • accesso personale spogliatoi saranno collocati in corrispondenza di specifici • area informazioni / registrazione servizi (es. blocchi operatori, terapie intensive, ecc.) per il area spogliatoi personale. È opportuno che in tutti i settori/unità siano previsti ambienti attrezzati per il deposito degli oggetti • area armadietti • servizi igienici personali. • area docce In prossimità degli spogliatoi centralizzati va collocato il guardaroba e il deposito della biancheria sporca. servizi annessi • deposito biancheria sporca • deposito biancheria pulita • locale pulizie4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 62. 32. servizi generali fisica sanitariaLa Fisica sanitaria è sostanzialmente composta da studi programma architettonicomedici, sale riunioni e aree di laboratorio. Questo servizio vacollocato preferibilmente in adiacenza alla Radioterapia. area lavoro personale / operativa • studi medici / fisici • studi tecnici • sala riunione • segreteria / amministrazione • servizi igienici e area riposo per il personale • locali attrezzature / strumentario servizi annessi • locale pulizie 221 04
  • 63. a. matrice relazioni funzionali                                                        La matrice “Relazioni Funzionali” stabilisce il legame di funzionalità e le relazioni tra le diverse aree all’interno della4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE struttura, come collegamenti virtuali per determinarne la posizione in rapporto al sistema dei flussi e dei percorsi. bassa relazione bassa relazione relazione di base relazione media relazione di base relazione alta relazione media relazione alta diagnosi e cura degenza punto nascita diagnosi e emergenza cura degenza servizi generali punto nascita emergenza servizi generali
  • 64.         ⁽ ⁾      -                                        223 12     23                                           -    -     ⁽ ⁾                     04
  • 65. b. matrice relazioni spaziali                                                        La seconda matrice “Relazioni Spaziali” stabilisce la relazione spaziale tra le diverse aree, con particolare attenzione ai4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE percorsi di pazienti e personale, e alle necessità di movimentazione di merci, campioni, materiale in genere. bassa relazione bassa relazione relazione di base relazione di base relazione media relazione alta relazione media diagnosi e cura alta relazione degenza punto nascita diagnosi e cura emergenza degenza servizi generali punto nascita emergenza servizi generali
  • 66.         ⁽ ⁾      -                                        225 12     23                                           -    -     ⁽ ⁾                     04
  • 67. _Ospedale e territorio _LOCALIZZAZIONE tare il rischio idrogeologico e/o quello sismico; l’inte- grazione con la città. Il secondo principio informatore del Decalogo au- Fondamentale è l’analisi dell’area sulla quale si va spica una rinnovata “urbanità” dell’ospedale, affermando a inserire l’edificio in funzione dell’impatto che avrà sul- che deve riacquistare una valenza urbana perdendo il ca- l’ambiente circostante. Va preso in esame il contesto fi- rattere di recinto esclusivo, impermeabile e specialistico, sico nel quale si inserisce, analizzando le caratteristiche storicamente nato per proteggere i sani dai malati. paesaggistiche, la crescita urbana e morfologica dell’in- Il nuovo modello di Ospedale è una struttura aper- torno e le logiche che hanno portato allo sviluppo ur- ta al territorio, capace – nel caso di localizzazioni all’in- banistico. terno di aree urbane o metropolitane – di “fecondare” L’analisi prende in considerazione gli edifici, la de- le periferie urbane come nodo primario “condensatore” stinazione d’uso e i rapporti tra edificato e aree libere, di una nuova armatura di attrezzature collettive chia- tra l’area oggetto dell’intervento e quelle circostanti, il mata a ridisegnare la città. sistema delle infrastrutture esistenti, la viabilità pubblica Ma l’ospedale può acquisire questa valenza solo e privata, il sistema dei parcheggi. se localizzato in coerenza con un quadro di pianifica- L’analisi dettagliata della normativa urbanistica for- zione sovraordinata chiaro e definito. nisce, poi, un quadro di riferimento delle potenzialità La pianificazione urbanistica locale (P.R.G. Comu- edificatorie dell’area prescelta. Vengono quindi presi in nale) e generale (Piani territoriali di coordinamento considerazione gli indici urbanistici, i dati catastali, gli provinciali e regionali) deve farsi carico di una corretta eventuali vincoli o servitù e si evidenziano le eventuali localizzazione delle aree ospedaliere al fine di ottimiz- necessità di variante rispetto agli strumenti urbanistici zarne il potenziale di riqualificazione urbana in un in- vigenti. torno molto ampio. Il concetto dell’ospedale “aperto” vuol dire non so- Solo una localizzazione progettata tenendo conto lo struttura trasparente e leggibile ma anche ospedale- dei piani e dei processi di trasformazione delle città e città ovvero sistema complesso plurifunzionale compo- del territorio consente un dialogo corretto tra il nuovo sto da aree a diverso grado di protezione e accessibilità,4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE intervento e la città, ed è solo in questa dimensione comunque a elevato valore ambientale. che il nuovo Ospedale può diventare una grande occa- Così concepiti, gli ospedali, anche di media gran- sione di ridisegno delle aree periferiche urbane. dezza, necessitano di ampi spazi – 10/15 ettari – or- La localizzazione dell’ospedale deve puntare alla mai irreperibili all’interno dei centri storici; pertanto, di- sua massima fruibilità sia in condizioni normali sia di vengono occasione di ridisegno di aree periferiche – emergenza, ottimizzando i fattori che concorrono a ga- aree industriali o di servizio dismesse o aree ospeda- rantire tale obiettivo. liere esistenti. Fra essi rivestono importanza primaria: l’accessibi- Un ruolo fondamentale in questo senso può gio- lità (in condizioni normali valutare la disponibilità di care il parco come zona di sosta e di svago attivo per i mezzi di trasporto, le caratteristiche della viabilità… in pazienti, ma anche come luogo aperto alla città sdram- condizioni di emergenza porre attenzione alla sicurezza matizzato dalla paura della malattia e dell’isolamento. dei percorsi, alla possibilità di percorsi alternativi, alla Da un punto di vista architettonico, l’Ospedale de- presenza di punti critici come strettoie, ecc.); la sicu- ve integrarsi nel tessuto urbano privilegiando tipologie rezza del sito dal punto di vista dei rischi naturali, ad edilizie non dissonanti per altezza, forma e rappresen- esempio nei riguardi dei fattori che possono incremen- tatività con l’intorno urbano.
  • 68. _ACCESSIBILITÀ, INFRASTRUTTURE E RETI La scelta del sito deve essere oggetto di una valu- tazione preliminare ad ampio spettro. Oltre alle proce- L’accessibilità dell’area prescelta per l’insediamen- dure consuete di valutazione della vulnerabilità e ido-to dell’Ospedale è un fattore di primaria importanza: va neità geomorfologica (indagini e approfondimenti diattentamente valutata la disponibilità di mezzi di tra- ordine geologico, idrologico, geotecnico) si possanosporto pubblico – ferrovie, metropolitane, linee auto- utilizzare metodiche d’indagine speditive che consenta-mobilistiche extra urbane ed urbane, taxi – e la struttu- no un approfondimento delle conoscenze sia relativa-ra della viabilità di servizio. mente al sottosuolo interessato da operazioni di can- La viabilità a contorno va sottoposta a una verifica tiere (volumi di scavo), sia del substrato sottostante alpuntuale al fine di evidenziarne i punti critici e studiare futuro piano di posa d’intervento. La finalità è quella disoluzioni alternative. ottimizzare le tecniche progettuali e procedurali anche Considerando che uno dei fattori di innovazione in relazione ai metodi esecutivi prevedibili con eviden-del nuovo modello di Ospedale risiede nella quotidia- te migliore gestione del costo immediato delle opere enità di rapporto e nell’incremento delle prestazioni di la limitazione del rischio di contenzioso successivo. Per“giorno”, l’accessibilità dell’Ospedale ai pazienti esterni tali finalità oggi la tecnologia offre metodi quali la map-deve essere garantita e separata dai percorsi dell’emer- patura georadar o la tomografia (particolarmente indi-genza e di servizio alla struttura. cata in presenza di acqua salmastra) in grado anche di 227 In condizioni di emergenza va posta grande atten- individuare con precisione la presenza di sottoservizizione alla sicurezza dei percorsi, alla possibilità di per- non censiti o dismessi.corsi alternativi, alla accessibilità veloce e in condizioni Va anche considerato che, mentre per gli interven-di sicurezza rispetto ai flussi veicolari dell’intorno. ti in aree urbane o suburbane il grado di conoscenza L’uso sempre più diffuso dell’eliambulanza com- delle problematiche connesse alla geomorfologia delporta anche una analoga valutazione della accessibilità sito è in genere sufficientemente approfondito e carto-a mezzo elicottero al fine di valutare la corretta posizio- grafato, per le aree oggetto d’insediamenti nuovi in am-ne dell’eliporto rispetto ai venti dominanti, alla distanza biti non apparentemente perturbati, il grado di cono-dai fabbricati e alle normative specifiche vigenti. scenza è molto minore. Dunque, proprio negli ambiti L’analisi delle infrastrutture e delle reti tecnologiche dove l’intervento potrebbe modificare equilibri precaripresenti alle quali allacciarsi per la fornitura delle varie non precedentemente indagati, ci si trova nella condi-utenze e la eventuale evidenziazione della presenza di zione di avere meno informazioni. Per tali contesti, do-possibili sostanze inquinanti e della conseguente ne- ve la consuetudine vede al massimo l’inizio di un mo-cessità di bonifica completerà l’analisi dell’area/aree nitoraggio che segue l’individuazione del sito (quindiprescelte. poco significativo ai fini di progetto e di conferma di scelta del sito), può essere particolarmente interessan- te acquisire informazioni e dati numerici sui movimen-_ASPETTI GEO-MORFOLOGICI ti intervenuti negli anni precedenti. Per tale scopo è og-E SICUREZZA DEL SITO gi disponibile, ad esempio, una interessante tecnica che vede la ricostruzione, su scala subcentimetrica, dei Per quanto concerne gli aspetti geo-morfologici, movimenti della superficie terrestre (nelle tre direzioni)particolare attenzione andrà posta alla valutazione del- attraverso l’elaborazione di immagini satellitari semprela sicurezza del sito dal punto di vista dei rischi natura- disponibili, in genere, per i cinque anni precedenti allali, ad esempio nei riguardi dei fattori che possono in- richiesta.crementare il rischio idrogeologico – possibilità di La corretta valutazione del rischio geologico è allaesondazione, di frane… – e/o sismico – presenza di base della scelta del sito d’intervento, o comunque,faglie vicine o di condizioni favorevoli alla amplificazio- scelto il sito, è necessaria la più puntuale valutazionene dello scuotimento sismico. dei vincoli progettuali. È implicito quindi che tale anali- 04
  • 69. si non può essere rimandata in toto alla fase proget- attraverso l’uso calibrato di sempreverdi e di essenze tuale (della quale invece costituisce uno dei pilastri di spoglianti in rapporto ai venti dominanti, alle caratteri- base), ma deve essere affrontata in sede preliminare di stiche climatiche e all’esposizione; nonché di scherma- pianificazione e individuazione dell’intervento. re dalla viabilità extraurbana presente e futura (ad esempio con siepi compatte di sempreverdi eventual- mente sistemate su rilevati, aventi funzione di schermi _SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE visivi e di barriere al rumore a ridosso delle infrastruttu- E INTEGRAZIONE PAESAGGISTICA re stradali più vicine). Anche all’interno dell’organismo ospedaliero i giar- Affermare un’idea nuova di “salute” attraverso la dini interni, i patii e gli eventuali tetti-giardino saranno realizzazione di un Ospedale di concezione innovativa piantumati con essenze aromatiche – salvia, rosmarino, ha anche una evidente implicazione in termini di soste- origano, lavanda ecc. In tal modo, una volta sviluppata- nibilità, specie se a questo concetto, molto abusato, dia- si la vegetazione, l’area dell’ospedale apparirà quasi mo una interpretazione pervasiva e non specialistica. completamente integrata nel verde. Se è vero, infatti, che la malattia è sempre, co- Dunque, le caratteristiche architettoniche e l’impo- munque, uno stato di disagio/squilibrio ambientale – stazione progettuale del modello affidano alla sistema- chimico, fisico o psicologico – il luogo fisico ove con- zione degli spazi aperti non solo una funzione orna- centrare la diagnosi, la terapia e la ricerca clinica deve mentale, che resta comunque implicita, ma anche fun- essere un sito architettonico capace di sublimare la ma- zionale: il parco circostante avrà un uso integrato e “sa- lattia proponendo un “nuovo” stato di equilibrio dina- lutare” ospitando anche attrezzature di ausilio alla riabi- mico tra uomo e ambiente. litazione motoria all’aperto; aree di sosta attrezzate a Questo risponde appieno non solo all’esigenza di disposizione dei visitatori e del personale; aree per il ricreare un “parco”, magari nell’accezione inglese dei gioco dei bambini. parchi tecnologici, ma anche di concepire un edificio in Analoga attenzione andrà posta nella collocazione cui l’integrazione con l’intorno ambientale sia totale, sia delle centrali tecnologiche e dell’isola ecologica per lo in senso strettamente morfologico, sia in senso ener- stoccaggio differenziato dei rifiuti, se possibile, anch’es- getico ed eco-compatibile: un ospedale “giardino”. se parzialmente interrate e con tetto giardino. A questo proposito bisogna, in prima istanza, pro- Anche da un punto di vista energetico la realizza- cedere a un’analisi dettagliata del contesto ambientale zione di un complesso di grandi dimensioni può ap- che permetta di avere un quadro completo delle pree- portare un notevole contributo al miglioramento della4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE sistenze di interesse storico e paesaggistico, del loro va- qualità ambientale complessiva di un intorno urbano lore e delle relazioni che si possono instaurare con il molto più ampio di quello del semplice perimetro d’in- nuovo organismo edilizio. tervento. Da un punto di vista tipologico, l’integrazione am- L’Energy house dell’Ospedale può essere l’occa- bientale implica che l’edificio venga concepito come sione, se in ambiti non serviti da sistemi centralizzati di una struttura a prevalente sviluppo orizzontale, di altez- teleriscaldamento, per realizzare un sistema di produ- za contenuta (indicativamente massimo tre piani oltre zione e cogenerazione dell’energia termica e frigorifera il piano terra), fortemente integrata nel paesaggio. per un’area molto ampia e, quindi, specie in una peri- Trattandosi di un intervento di notevole dimensione, feria urbana, può essere un grande elemento di ridu- la salvaguardia dei valori paesaggistici dell’intorno è uno zione dell’impatto ambientale, di contenimento del fra gli obiettivi prioritari del progetto; ciò comporta una ri- consumo energetico e di abbattimento delle emissioni costruzione attenta del paesaggio a contorno dell’edifi- in atmosfera. L’Ospedale diviene così anche elemento cio, rendendolo coerente con la morfologia del sito. di “bonifica” ambientale di un intorno urbano molto Alla sistemazione paesaggistica dovrà anche esse- ampio producendo – anche indirettamente – “salute”. re affidato il compito di creare un microclima ottimale È auspicabile infatti che la realizzazione di grandi
  • 70. attrezzature urbane segua, oltre alla raccomandazione I vantaggi di un simile sistema combinato ricadono siadella Commissione Europea per uno sviluppo urbano sui costi di esercizio, essendo un sistema a elevata resasostenibile (COM (98) 605), anche la direttiva quadro energetica, sia sulla quantità e tipologia delle emissioni incomunitaria relativa alla qualità dell’aria1, che obbliga le atmosfera. Infatti un sistema centralizzato consente di farecomunità con più di 250.000 abitanti e le aree sogget- lavorare i generatori termici a rendimenti ottimali e per-te a livelli elevati di inquinamento, a definire e attuare mette di avere un controllo continuativo delle emissioni. Siprogrammi d’azione volti al miglioramento della qualità stima che con questo sistema vi sia una riduzione del 30-dell’aria. 35% della quantità di CO2 emessa in atmosfera. La cogenerazione, nell’ambito delle tecniche di ri- Nel caso in cui la zona di ubicazione del comples-sparmio energetico, è da considerarsi la tecnologia più so ospedaliero sia servita da una rete di teleriscalda-performante per quanto attiene l’aspetto termodinami- mento pubblica preesistente, questo verrà utilizzato co-co, ingegneristico ed economico. me fonte di alimentazione di calore per l’ospedale. So- Si consideri, ad esempio, un impianto di cogene- no possibili due scenari:razione con motore a combustione interna, alimentatoa gas metano, con rendimento elettrico del 37% e po- il calore viene prelevato dalla rete di teleriscalda-tenza elettrica di 1.000 kW, dotato di sezioni di recu- mento e l’energia elettrica dalla rete pubblica, che pre-pero termico in grado di produrre acqua calda a 80- sumibilmente sarà alimentata dalla stessa centrale di 22985°C, con un rendimento termico del 48%, pari a cogenerazione che alimenta il sistema di teleriscalda-1234 kW termici resi. Il rendimento complessivo del si- mento, per cui la produzione energetica avviene con lastema è dell’85% e rappresenta, nell’ambito di sistemi massima efficienza, e l’ospedale elimina ogni fonte didi produzione energetica, un valore elevato. L’energia combustione al proprio interno;primaria consumata dal motore è di 2.703 kW. l’Ospedale realizza comunque un proprio sistema Qualora le due forme energetiche venissero pro- cogenerativo, ma allacciandosi al sistema di teleriscal-dotte separatamente, il consumo complessivo di ener- damento elimina le emissioni, nella propria area, dovu-gia primaria salirebbe a 4.154 kW; quindi il consumo te alle caldaie di integrazione.del sistema cogenerativo corrisponde approssimativa-mente al 65% di quello che si avrebbe con i sistemi La possibilità di realizzare una produzione elettricaconvenzionali. mediante celle fotovoltaiche, e quindi senza emissioni, In altre parole, per ogni TEP di energia primaria deve essere presa in considerazione in tutti i casi in cuiconsumata dal sistema cogenerativo occorrono circa le condizioni del luogo di installazione, la conformazio-1,5 TEP per ottenere, con approvvigionamenti separati ne dell’edificio e le altre condizioni al contorno lascinodelle due forme di energia, gli stessi servizi resi. Ulte- intravedere una ragionevole possibilità di applicarlariori significativi benefici derivano dall’utilizzo, nel perio- vantaggiosamente.do estivo, di gruppi frigoriferi ad assorbimento che uti- Un altro sistema che conviene applicare, in tutti ilizzano l’energia termica recuperata, anziché ottenere la casi in cui vi sia la disponibilità di acqua di falda e distessa energia frigorifera da macchine a compressione pozzo, è l’utilizzo di quest’acqua come sorgente freddaalimentate da energia elettrica di rete. a triplice utilizzo: Questo ipotetico sistema di cogenerazione puòessere abbinato a una centrale termica per la produ- in inverno, l’acqua viene utilizzata come sorgentezione centralizzata di fluido caldo, a servizio sia dell’o- fredda per un sistema di pompe di calore per il riscal-spedale che di edifici pubblici/privati situati in zone li- damento ambientale. Vengono così eliminate le emis-mitrofe, divenendo di fatto un sistema di teleriscalda- sioni di gas combusti nell’atmosfera, dovute alle caldaie;mento cittadino. in estate, le stesse macchine vengono utilizzate co- me gruppi frigoriferi e l’acqua viene utilizzata per il raf-1 Direttiva 96/62/CE del Consiglio, GU L 296 del 21.11.1996 freddamento dei condensatori; la bassa temperatura 04
  • 71. dell’acqua consente di ottenere valori di efficienza (COP) molto elevati, e quindi un risparmio energetico, con tutti i vantaggi che ne conseguono; sempre in estate, l’acqua può essere utilizzata di- rettamente anche per il preraffreddamento dell’aria nel- le unità di trattamento, con un ulteriore beneficio in ter- mini di risparmio energetico.4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 72. _Organismo architettonico_Criteri di progettazione ficie esterna di facciata/volume, molto più basso, in architettonico-funzionale quanto l’illuminazione e la ventilazione degli ambienti interni gode dell’ausilio di impianti specifici. L’altezza dei corpi di fabbrica diventa consistente, nella logica di li-_L’EVOLUZIONE DEL TIPO mitare i costi di costruzione e di occupazione del suo- lo. All’interno dei vari piani dell’edificio trovano posto Non è questa la sede per affrontare il complesso sia attività di degenza che attività di diagnosi e cura, ar-tema dell’evoluzione tipologica dell’ospedale; ci limite- rivando ad avere una buona qualità del servizio, maremo a ricordare che la tipologia dell’ospedale è espres- una scarsa efficienza in termini di organizzazione fun-sione della diversa organizzazione funzionale, socio-eco- zionale e impiantistica. L’organizzazione della degenzanomica, volumetrica e tecnologica delle strutture sanita- passa dalla suddivisione per corsie a camere pluriletto.rie nella loro evoluzione storica. Negli Stati Uniti, il crescere della domanda dei ser- 231 Il prodotto è una serie di soluzioni architettoniche vizi di diagnosi e cura, in seguito all’evoluzione delle tec-molto differenti che hanno seguito il tumultuoso evol- nologie biomedicali, ha portato a una trasformazioneversi della scienza medica. della tipologia a blocchi, orientandosi verso quella a pia- Anche l’ultimo secolo non è stato da meno, produ- stra-torre, con una diversificazione funzionale degli spa-cendo una serie di tipologie ospedaliere che si sono pre- zi. Si arriva, così, a una netta separazione tra la zona de-sto rivelate schematiche, rigide e quindi poco flessibili. dicata alla degenza, quella di diagnosi e cura e quella Gli ospedali a padiglioni, realizzati con corpi di fab- dei servizi. La conformazione planimetrica diviene mol-brica isolati, richiedevano una grande articolazione pla- to compatta, con i piani dell’edificio dedicati a una solanimetrica, con un rapporto molto alto superficie esterna funzione, favorendo una maggiore fruizione degli spazi.di facciata/volume, per garantire – a fronte di una dota- Lo sviluppo volumetrico dell’ospedale diviene prevalen-zione impiantistica molto limitata – l’illuminazione e la temente verticale per le degenze (monoblocco) e oriz-ventilazione naturale degli ambienti interni. Ampi am- zontatale per i servizi di diagnosi e cura e dei servizi ge-bienti ospitavano le degenze che erano organizzate in nerali (piastra). L’organizzazione dei percorsi non è piùcorsie da circa 30 p.l. ciascuna. L’altezza degli edifici (2- gerarchizzata e la dotazione di impianti e attrezzature è3 piani), era limitata per garantire un inserimento più ar- sempre più sofisticata.monico nel parco che circondava l’ospedale. I padiglio- In Europa invece, per privilegiare il rapporto con ilni erano distanti tra loro per favorire il corretto soleggia- tessuto urbano e per fronteggiare le nuove esigenze dimento dei corpi di fabbrica. flessibilità e aggregazione nel settore dei servizi di dia- Le nuove scoperte in campo medico, relative so- gnosi e cura, si utilizzano soluzioni a prevalente svilup-prattutto alla batteriologia, e in campo impiantistico, in po orizzontale. Si realizzano edifici a spina, con uno svi-termini di comfort ambientale e di sviluppo dei sistemi luppo planimetrico articolato, generalmente collegati dadi collegamento verticale meccanizzati, hanno portato a un percorso orizzontale. I piani dell’ospedale sono or-un mutamento del modello tipologico a padiglioni, a fa- ganizzati in modo differente e sono dedicati a una o piùvore di corpi di fabbrica più accorpati, denominati mo- funzioni. I volumi che costituiscono le varie parti dell’e-noblocco o poliblocco, anche per minimizzare i percor- dificio sono differenziati in base alle funzioni che ospi-si orizzontali e i costi di gestione. Si passa così, in tem- tano. I percorsi sono organizzati in modo gerarchizzatopi relativamente recenti, a edifici che hanno un’artico- sull’asse di collegamento principale, che assume anchelazione planimetrica contenuta, con un rapporto super- la funzione di spina dorsale impiantistica. 04
  • 73. Un’altra tipologia che si sviluppa nello stesso pe- timentale e spesso anche interdipartimentale riodo, è quella a nastro, che prevede un contenitore il prevalere di tecniche operatorie sempre meno unico che permette l’intercambiabilità sia funzionale invasive che necessitano di attrezzature, aree e con- che impiantistica all’interno dell’ospedale. Si arriva ad nessioni fisiche e “virtuali” sempre più complesse avere un’organizzazione compatta dell’edificio per mini- le funzioni di ricerca e formazione che fanno del- mizzare la lunghezza dei percorsi, con un’altezza massi- l’ospedale il centro di una serie di attività didattico/for- ma di quattro piani. I piani dell’edificio sono destinati sia mative/sperimentali. alle attività di degenza, collocate sul perimetro, sia a quelle di diagnosi e cura, nonché ad alcuni servizi ge- Sono tutti fattori che contribuiscono a configurare un nerali, collocati al centro del piano. I percorsi non sono nuovo impianto tipologico dell’ospedale, meno rigido gerarchizzati e l’organizzazione impiantistica, sempre delle soluzioni precedenti, ma altrettanto esplicito nella più incidente nella configurazione della tipologia, si ca- evidenziazione di alcune caratteristiche peculiari: ratterizza per la presenza di interpiani tecnici. uno sviluppo prevalentemente orizzontale in cui individuare aree a differente livello di accessibilità se- _UN NUOVO IMPIANTO TIPOLOGICO condo quattro gradi progressivi: Ad un ospedale di nuova concezione basato sulla • pubbliche umanizzazione e la centralità del paziente, corrisponde (informazione, accoglienza, formazione, ecc.) necessariamente una nuova tipologia da inventare? È • semi-pubbliche questo il quesito di fondo a cui stanno cercando di ri- (ambulatori, prelievi, centro trasfusionale, ecc.) spondere alcuni team di progettazione in diversi contesti. • semi-private La risposta appare più complessa di un semplice “sì” (day hospital, area diagnostica, ecc.) o “no”. È indubbio che alcune modifiche profonde nel- • private l’organizzazione ospedaliera e, più in generale, nella con- (piastra tecnica, ricerca, ecc.) cezione stessa di sanità pubblica, non a caso evolutasi in un’accezione più ampia di “salute”, indicano che l’idea un’esigenza di ridefinizione delle esigenze di com- classica di ospedale sta profondamente cambiando e i planarità e contiguità delle aree funzionali in una logica fattori che hanno implicazioni più dirompenti sono: dipartimentale e interdipartimentale una necessità di integrazione con l’intorno e di do-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE l’aumento esponenziale delle prestazioni di giorno mesticità d’aspetto dell’intero organismo architettonico che non richiedono degenza e che stanno profonda- proprio per consentire ed esprimere una differente mente modificando il rapporto quantitativo tra l’area idea di salute. tecnica e l’area residenziale. la sempre maggiore incidenza, specie nei paesi oc- cidentali, della prevenzione sistematica e pianificata, _FLUSSI PRIMARI aperta a settori sempre più ampi di popolazione, da cui E COMPLANARITÀ DELLE FUNZIONI consegue una quotidianità d’uso della struttura ospe- daliera anche nella diagnostica, con un conseguente Il modello elaborato si propone due obiettivi ap- ampliamento dell’area ambulatoriale e dei laboratori parentemente contrastanti: da un lato accentuare la la struttura dipartimentale – ormai largamente ac- compattezza dell’intero complesso al fine di ottimizza- quisita – per sua natura “orizzontalmente unificante” e re i percorsi e rendere pressoché contigue aree funzio- non “verticalmente discriminante” nali che necessitano di una effettiva vicinanza oltreché un lavoro di équipe sempre più interdisciplinare di complanarità; dall’altro ridurre l’altezza complessiva che comporta e discende da una organizzazione dipar- dell’edificio al fine di accentuarne la domesticità e l’in-
  • 74. tegrazione con l’intorno. _ACCESSI, VIABILITÀ E PARCHEGGI Il primo aspetto, quello della compattezza ai finidell’ottimizzazione dei percorsi – funzionalità distributi- Come abbiamo visto, l’area oggetto dell’interventova e distinzione tra i flussi – è stata ripensata in funzio- dovrebbe essere facilmente accessibile a livello territo-ne della centralità del paziente, nella doppia accezione riale da tutte le utenze che usufruiscono della struttura.di paziente interno e di paziente esterno. L’aspetto ti- Il complesso ospedaliero sarà dotato di più accessi chepologico più interessante che è emerso nella verifica dovranno essere collocati in modo tale da non avere in-nei due scenari è che l’ottimizzazione dei flussi – quel- terferenze. L’accesso all’area da parte dei visitatori-am-li che provengono dall’esterno e che, simbolicamente, bulatoriali e quello delle urgenze, saranno ben visibili erappresentano il percorso del paziente e la sua nuova separati, collocati in modo tale da non interferire con lacentralità e quelli interni che appartengono alla vera e circolazione dei mezzi privati e pubblici esterni. La retepropria macchina sanitaria – rispondono a due esigen- stradale interna dovrà consentire ai mezzi dei vigili delze speculari: l’una centrifuga e ascendente, l’altra cen- fuoco di raggiungere tutti i corpi di fabbrica. Dove possi-tripeta e discendente. bile, l’area dei parcheggi sarà collocata nei piani interrati L’obiettivo di ottimizzarle determina un’orga- per limitare l’impatto ambientale, mentre le porzioni dinizzazione tipologica e planimetrica nuova: una sorta di parcheggio poste allo scoperto, saranno alberate.incastro tra le funzioni aperte all’esterno (centro prelievi, Complessivamente la dotazione di parcheggi ri- 233ambulatori, degenza diurna medica, oncologica e chirur- chiesta varia tra 50 e 60% della Slp dell’intero inter-gica, riabilitazione, diagnostica…), preminenti ai piani bas- vento. Le aree di parcheggio andranno diversificate esi e a dorsale centrale, e le funzioni interne (degenza, di- connesse ai diversi accessi riservati. Saranno articolatepartimento emergenza-urgenza, blocchi operatori, terapie per: dipendenti; non dipendenti, e quest’ultime sot-intensive, laboratori…) strettamente sanitarie, via via più toarticolate in: visitatori, lunga sosta e ambulatoriali,esclusive man mano che si sale verso l’alto e con circola- emergenza-urgenza, servizi mortuari e merci. Sarà inol-zione anulare. tre previsto il parcheggio riservato alle autoambulanze Questa organizzazione tipologica è risultata ottima- in prossimità della camera calda del Dipartimentole in entrambi gli scenari ipotizzati e ciò ne ha confer- emergenza-urgenza.mato la validità. Si dovrà inoltre garantire la separazione dei veicoli Il secondo obiettivo che è quello di realizzare una afferenti all’ospedale secondo la tipologia, tramite via-tipologia a basso impatto, ha portato a individuare una bilità differenziata.tipologia mista a blocchi integrati nell’ambiente. È un tipo a prevalente sviluppo orizzontale con _visitatori, ambulatoriali L’accesso dei visi-massimo quattro piani fuori terra, con un’altezza massi- tatori-ambulatoriali è da collocarsi verso la parte di edi-ma di circa 20 metri equivalente all’altezza di alberatu- ficio aperta al pubblico, prevedendo un’area parcheggiore d’alto fusto, con i diversi corpi collegati da percorsi interrata, disposta su più livelli, e un’area di sosta co-vetrati su più livelli a cui viene affidato il ruolo di ele- perta – all’esterno dell’edificio – per la sosta tempora-menti ordinatori e figurativi preminenti. nea di taxi e auto che consenta a persone con ridotte In mezzo, una serie di patii interni separa/connet- capacità motorie, di scendere dall’auto anche in condi-te i diversi corpi configurandosi non come corti interne zioni atmosferiche avverse.chiuse ma come spazi fluidi delimitati, sui lati corti, daipercorsi vetrati che consentono la vista del paesaggio _urgenze Contrapposto, o quanto meno distante,circostante. Altro elemento fondamentale che consen- sarà l’accesso per i mezzi di soccorso che avranno unte questa compattezza di impianto è la notevole pro- percorso separato dall’ingresso alla camera calda delfondità dei corpi di fabbrica sempre concettualmente a Dipartimento emergenza-urgenza. Il percorso potrà es-corpo quintuplo e, quindi, con ampie parti senza illu- sere utilizzato anche dai privati, in caso di urgenza, e ilminazione e ricambio d’aria diretti. parcheggio sarà collocato nelle immediate vicinanze 04
  • 75. della camera calda. _servizi mortuari Anche qui l’ingresso dovrà È da prevedere anche una piazzola per l’eliporto, ad essere distinto dagli altri, in area riservata e schermata adeguata distanza dell’edificio ospedaliero, come previ- in modo di garantire la privacy dei dolenti e la riserva- sto dalla normativa di riferimento, e nelle immediate vi- tezza dell’uscita delle salme. cinanze del Dipartimento emergenza-urgenza. È auspicabile un collegamento stradale interno ri- _personale L’ingresso dei dipendenti è separato servato alle ambulanze che consenta di raggiungere il dal pubblico e dal Dipartimento emergenza-urgenza, e Dipartimento emergenza-urgenza dall’accesso principa- viene posizionato in corrispondenza degli spogliatoi le, evitando la viabilità comunale. centralizzati e dei servizi per il personale (badge, area informazione/comunicati, ecc). _servizio mortuario Altro ingresso separato sarà quello dedicato ai servizi mortuari, che porta al _merci, derrate, rifiuti, personale tecni- parcheggio dedicato, collocato nelle immediate vici- co Gli accessi delle merci differenziate tra derrate e nanze. altre merci (biancheria, materiale di consumo, farmaci, ecc.) avvengono tramite la baia di scarico (da preve- _personale L’ingresso dei dipendenti che conduce dersi parzialmente coperta). Alla centrale tecnologica e al relativo parcheggio, può essere in comune con l’ac- all’isola ecologica, entrambe collocate in un’area poco cesso mezzi per merci, derrate, rifiuti e manutenzione. visibile dall’edificio, si accede direttamente dal piazzale di servizio. _merci, derrate, rifiuti, personale tec- nico L’ingresso di servizio per le merci (derrate, far- _albergo L’ingresso verso la città, con reception maci…), l’accesso del personale tecnico e quello che autonoma, dell’albergo-residence deve essere separato porta ai servizi tecnologici (centrali impiantistiche, rifiu- dagli ingressi ospedalieri. ti differenziati e generici…), possono essere unificati ma distinti dagli altri accessi ospedalieri. _formazione L’ingresso all’area della formazione è anch’esso distinto dall’ingresso ospedaliero ed è po- sto verso la città. All’area della formazione si accede _INGRESSI anche dall’interno della struttura ospedaliera per evita- re che il personale debba uscire all’esterno. Gli ingressi all’ospedale rispecchiano, in gran parte,4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE la suddivisione degli accessi all’area. _ristorante Gli ingressi possono collocarsi sia al- l’interno che all’esterno dell’ospedale, preferenzial- _visitatori, ambulatoriali e pazienti in mente entrambi. accettazione L’ingresso dei visitatori-ambulatoria- li, da collocarsi verso la parte di edificio aperta al pub- blico, deve essere facilmente identificabile arrivando _DISTRIBUZIONE INTERNA dalla città. L’area d’ingresso coincide con l’inizio della Main street, la strada-piazza-hall pubblica e tutte le at- L’organizzazione dei percorsi della struttura è uno trezzature pubbliche quali bar, ristorante, banca, posta, degli aspetti più importanti che definiscono l’assetto baby park, negozi, aree di culto e associazioni, oltre al- funzionale dell’ospedale ed è realizzata tenendo in le aree d’informazione, prenotazione e accettazione. considerazione le seguenti esigenze: _urgenze L’ingresso per autoambulanze come per i degenti devono disporre di una rete di percorsi, i pazienti in emergenza-urgenza che arrivano in forma verticali e orizzontali, coerenti con le esigenze dei vari autonoma, avviene attraverso la camera calda. livelli di urgenza;
  • 76. i percorsi dei pazienti ambulatoriali devono essere montacarichi distinti per materiale pulito-sporco;facilmente identificabili e di rapido collegamento con le montacarichi merci utilizzati per la distribuzione difunzioni diagnostiche; merci particolari, apparecchiature, e dai tecnici addetti al- i percorsi dei visitatori devono essere di facile col- la manutenzione. Alcuni di questi montacarichi arriveran-legamento alle degenze, evitando, per quanto possibi- no in copertura e ai piani interrati di distribuzione perle, l’incrocio con gli altri flussi; consentire una agevole manutenzione degli impianti. i percorsi dei materiali all’interno dell’edificio devo- Oltre ai corpi scala previsti in corrispondenza deino essere il più possibile separati dagli altri flussi. principali nuclei verticali di ascensori, saranno collocate scale di sicurezza a prova di fumo interne o esterne, I percorsi saranno fondamentalmente divisi e strut- posizionate in modo tale da coprire tutte le aree dell’o-turati in due tipologie prioritarie: una centrale “centrifu- spedale, per permettere l’esodo in caso di emergenzaga” ascendente a carattere pubblico o semi-pubblico, e di tutti gli utenti dell’ospedale.una anulare “centripeta” discendente di carattere tecni-co sanitario. _percorso visitatori I parenti-visitatori accede- Per percorso pubblico si intende il percorso dei pa- ranno all’atrio dall’ingresso principale della struttura, inzienti ambulatoriali, dei visitatori, del pubblico in gene- corrispondenza delle attrezzature pubbliche e dell’arearale e dei pazienti interni non accompagnati da perso- informazione. 235nale tecnico. Questo percorso nasce all’ingresso della I corpi verticali di collegamento posti nell’atrio saran-struttura e percorre atri, “piazze”, aree attrezzate con no riservati. Ai piani sbarcheranno in aree esterne alle de-servizi pubblici e aree di attesa dei servizi di diagnosti- genze laddove vanno localizzati sale di attesa/soggiorni eca e di terapia ambulatoriale. servizi igienici. Il percorso tecnico è invece quello riservato al per- Tale distribuzione consente di accogliere e separa-sonale medico e paramedico, ai degenti accompagnati re il flusso dei visitatori da quello degli interni, garan-dal personale. Al piano seminterrato il percorso tecnico tendo un elevato controllo e il quieto e ordinato svol-è principalmente destinato alle merci, al materiale spor- gersi delle attività ospedaliere.co e al materiale pulito (sterilizzazione, farmacia, cuci-na, ecc.), alla movimentazione di apparecchiature e al- _percorso punto nascita Per tutti gli utentila manutenzione. che devono recarsi al punto nascita, sia degenti sia vi- sitatori, è predisposto un nucleo di collegamento verti-_percorso pubblico Il percorso pubblico è de- cale dedicato.stinato a: _percorso pazienti esterni Tutti gli utenti ascensori o scale mobili per pazienti ambulato- che usufruiscono dei servizi di tipo ambulatoriale (cen-riali, immediatamente accessibili dalla hall d’ingresso, tro prelievi, ambulatori, diagnostica per immagini, me-distribuiscono i pazienti dal piano d’ingresso ai piani dei dicina nucleare, radioterapia, prericoveri, riabilitazione,servizi diagnostici; ecc.) posti all’interno della piastra, dovranno accedere ascensori per visitatori, posti nell’atrio d’ingresso, all’ospedale dall’ingresso principale e verranno distri-sono in relazione con gli ingressi dei reparti di degenza buiti dall’atrio principale dove si collocano lo sportelloai piani superiori. informazioni, il CUP (centro unico di prenotazione), le attrezzature pubbliche, ecc. Dall’atrio, percorrendo la_percorso tecnico Il percorso tecnico è desti- Main street, i pazienti esterni possono accedere ai ser-nato a: vizi ambulatoriali, diagnostici e terapeutici collocati di preferenza nei tre piani bassi (interrato, terra e primo); montalettighe per pazienti degenti (accompagna- questi collegamenti sono garantiti da ascensori e scaleti da personale) e personale; (fisse o mobili). 04
  • 77. I pazienti barellati che provengono da altri presidi corsi pubblici per visitatori; percorreranno invece tragit- ospedalieri accedono all’ospedale dal Dipartimento ti riservati agli interni e al personale “tecnico”, solo se emergenza-urgenza per poi seguire i percorsi riservati ai accompagnati da personale medico o paramedico. pazienti interni anche per effettuare prestazioni di tipo “ambulatoriale”. _percorsi salme Le salme verranno portate ai ser- vizi mortuari tramite il percorso tecnico con montalettighe. _percorso ricoveri d’urgenza Le urgenze che arrivano all’ospedale, in autoambulanza o con _congressisti/formazione È auspicabile mezzi privati, devono accedere alla struttura dal Dipar- che il centro congressi sia all’esterno all’ospedale, ma timento emergenza-urgenza. Il percorso dell’emergen- adiacente all’area per la formazione. za-urgenza prevede l’accesso diretto del paziente alla I flussi dell’attività congressuale sono sostanzial- struttura (area emergenza); una volta stabilizzato, i per- mente esterni all’ospedale, e quindi non vanno a impat- corsi coincideranno con quelli dei pazienti interni e del tare con le attività propriamente sanitarie, ma nello stes- personale per il trasferimento ai servizi di diagnostica e so tempo sono collegati con un accesso diretto dall’o- cura e/o alle aree di degenza. spedale e usufruibili da personale, visitatori e pazienti. Nel caso al paziente non siano prescritti ulteriori esami o ricovero, ossia in caso di dimissione o trasferi- _percorso albergo L’albergo con la sua collo- mento in altra struttura, uscirà dal Dipartimento emer- cazione autonoma non ha nessun sostanziale impatto genza-urgenza dalla camera calda, senza interferire con sulle attività sanitarie per cui i suoi percorsi sono indi- gli altri percorsi. pendenti, ma il collegamento strutturale ne consente l’uso in casi di emergenza sanitaria/epidemiologica co- _percorso ricoveri programmati I ricove- me ulteriore capacità ricettiva degenziale. randi potranno accedere alla struttura dall’ingresso prin- cipale, in corrispondenza del bancone informazione e _personale tecnico (manutentori) Il per- accettazione ricoveri (collocato nell’atrio principale). L’ac- sonale di manutenzione utilizzerà i montacarichi dedi- cesso alle degenze sarà realizzato mediante i percorsi cati al trasporto merci e avrà accesso all’interno del fab- per i visitatori fino al servizio indicato dal personale del- bricato, dall’interrato agli impianti in copertura, e all’e- l’accettazione. Una volta accettato nell’unità di degenza, sterno. il ricoverando diverrà un degente a tutti gli effetti. _uscita rifiuti (percorso sporco) All’ester-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE _percorso ricoveri non programmati I no dell’ospedale, adiacente alla centrale tecnologica è ricoveri non programmati provengono prevalentemen- opportuno collocare “l’isola ecologica” per lo stoccaggio te dal Dipartimento emergenza-urgenza dove vengono temporaneo differenziato dei diversi tipi di rifiuti: ospe- eseguite le procedure di accettazione o, nel caso in cui dalieri, urbani, carta, vetro, plastica, ecc. in attesa di rac- insorgano situazioni di emergenza dagli ambulatori o colta e invio a discarica o impianti di smaltimento. Sarà da altri reparti come le degenze diurne. Il percorso co- opportuno individuare un percorso protetto (masche- incide, tranne per l’ingresso all’ospedale, con i percorsi rato e coperto) che dall’interno dall’ospedale consenta dei ricoveri programmati. la movimentazione dei rifiuti verso “l’isola ecologica”. _percorso personale Il percorso del persona- _percorso materiali puliti e materiali le è generalmente separato da quello pubblico e può sporchi Il materiale sporco e pulito sarà distribuito coincidere con il percorso tecnico a tutti i piani. e raccolto in contenitori/carrelli differenti, che ai piani verranno movimentati lungo il percorso tecnico ridu- _percorso degenti I degenti, quando sono da cendo al minimo gli attraversamenti del percorso pub- soli o accompagnati da un visitatore, utilizzeranno i per- blico. Due montacarichi differenziati per tipologia, pre-
  • 78. ceduti da appositi spazi/locali filtro, collocati possibil- menti per la manutenzione in genere. Il vano antistan-mente in ognuno dei corpi fabbrica dell’ospedale, ga- te (baia di sbarco) di questo tipo di montacarichi deverantiranno la movimentazione separata ai diversi piani avere le dimensione adatte a consentire la movimen-di materiali e carrelli. tazione del materiale di trasporto. La scelta della tipologia di impianto da usare deve_COLLEGAMENTI MECCANIZZATI salvaguardare il “benessere” dell’utente, in particolare del paziente allettato. In tutti i casi, più importante del- Tutti gli ascensori dell’ospedale devono aprirsi e la velocità di spostamento, è la stabilità d’arrivo al pia-chiudersi in modo veloce e silenzioso, essere affidabili no, l’affidabilità degli strumenti di controllo e la sicurez-nel tempo ed essere correttamente dimensionati per za degli impianti (dispositivi d’allarme, interfono, ecc.).garantirne l’utilizzo a persone non autosufficienti (concarrozzina e accompagnatore). Le pulsantiere sarannocollocate in modo tale da essere accessibili a tutte le ti-pologie di utenti. _Criteri di progettazione Gli ascensori per il pubblico saranno adeguati ai delle strutturepicchi d’affollamento che dovranno essere debitamen- 237te calcolati. Saranno posti in corrispondenza degli spazi Può apparire singolare che in un’analisi volta allad’accoglienza e immediatamente individuabili individuazione dei criteri ideali di progettazione nonché Sarà buona norma prevedere dei marciapiedi mo- dei criteri costitutivi e di fondo di un complesso ospe-bili (sia piani sia inclinati per lievi cambi di livello) per daliero moderno, trovino spazio anche riflessioni in me-lo spostamento del pubblico, in coincidenza con le rito all’impatto distributivo, funzionale ed economicoaree di maggiore flusso (servizi aperti al pubblico, pa- delle scelte strutturali di base. Tuttavia se si ripercorrezienti ambulatoriali e visitatori) e là dove le distanze da idealmente la storia delle realizzazioni ospedaliere incoprire a piedi sono estese. Italia, fino agli interventi più recenti, si vede chiaramen- Per spostarsi verticalmente oltre a un numero ade- te come spesso l’impostazione strutturale del progettoguato d’ascensori si tende a scegliere il sistema delle sca- (maglia strutturale, controventamenti, cavedi, limiti di-le mobili che risolve il collegamento tra i piani soggetti a un mensionali, ecc.) abbia trafitto il layout distributivo mor-intenso traffico di pubblico, eliminando i tempi d’attesa. tificandone, talvolta, aspirazioni e scopi più o meno di- chiarati. In particolare per gli edifici ospedalieri di realiz- Per quanto riguarda i mezzi per la movimentazione zazione meno recente, che hanno quindi maggiormen-di persone e materiale all’interno della struttura, bisogna te subito le ridistribuzioni interne connesse con l’evolu-progettare con particolare cura gli impianti di ascenso- zione della tecnica ospedaliera moderna, il vincolo co-ri/montalettighe che collegano i reparti/unità critici assi- stituito da una impostazione strutturale originaria pococurando una continuità di funzionamento (es. terapie versatile palesa chiaramente i propri limiti rispetto allaintensive, blocco operatorio, pronto soccorso), nonché costante evoluzione gestionale, imprescindibile per lagli impianti di “emergenza” per garantire il collegamen- sopravvivenza della “macchina ospedaliera”.to in caso di black-out, ovvero l’eventuale evacuazione Sulla base di tali premesse si è cercato di indivi-in caso di necessità. Le porte dei montalettighe devono duare chiaramente i “vincoli strutturali critici” (VSC) in-avere dimensioni minime nette di apertura di 130 cm tendendo, con tale definizione, gli elementi fondamen-mentre le cabine di almeno 1500 cm per 2700 cm, per tali dell’impostazione strutturale di un edificio ospeda-poter trasportare il paziente nel suo letto. liero, la cui determinazione è vincolante in quanto co- stituente la base dell’approccio progettuale strutturale e I montacarichi avranno dimensioni adeguate al tra- al contempo critica in quanto potenzialmente impat-sporto del personale, delle apparecchiature e di stru- tante sulla progettazione architettonica, gestionale e del 04
  • 79. layout distributivo. Con la ricerca condotta, il cui esito campo in base a metodiche di analisi di riagibilità post- è sintetizzato nei capitoli seguenti, si sono individuati, in sisma tali da consentire un pronto e rapido reimpiego prima analisi, i principali VSC e quindi se ne è affronta- del fabbricato con finalità di abbattimento del danno ta una analisi tecnica ed economica mirata all’indivi- economico gestionale e del disagio sociale dovuto alla duazione di soluzioni alternative o di complemento in limitazione della prestazione medica. grado di attenuare e, quando possibile, eliminare gli Il tema della protezione sismica dei fabbricati elementi di criticità. Per tale attività si sono attinte in- ospedalieri non può più essere rimandato: l’indirizzo, formazioni analizzando complessi ospedalieri esistenti, che il consesso scientifico delinea chiaramente e che di realizzazione più o meno recente; inoltre si sono pre- l’evoluzione normativa sta recependo, va verso l’attri- se in considerazione le progettazioni ospedaliere diret- buzione di livelli differenziati di sismicità per l’intero ter- tamente condotte dai membri del gruppo di lavoro, po- ritorio nazionale. nendo sul tavolo dell’analisi critica tutte le problemati- Si cominciano, in sostanza, a delineare possibilità e che di impostazione strutturale affrontate in quelle se- criteri di calcolo innovativi e a introdurre criteri distributi- di, con particolare riferimento ai temi che hanno trova- vi del rischio sismico che superano, nella sostanza, la lo- to soluzione contingente e non tipica; infine si sono at- gica rigorosa e limitante della territorialità amministrativa. tinte informazioni dal mondo professionale del settore attraverso contatti diretti e ricerca documentale. Negli allegati specifici è possibile ripercorrere, mag- _SISTEMA STRUTTURALE giormente in dettaglio, le considerazioni tecnico-econo- miche che hanno portato alle conclusioni esposte nel _la maglia strutturale Si tratta della scelta di seguito. base a cui sono legati buona parte dei VSC fondamentali. Storicamente la ricerca della maglia ideale ha por- tato alla determinazione della misura base di 7,20 m _VINCOLI STRUTTURALI CRITICI combinata ortogonalmente ancora con 7,20 m negli ambiti “clinica” e con misure alternative, spesso artico- I principali Vincoli Strutturali Critici (VSC) individua- late, negli ambiti di “degenza” (corpo triplo, corpo quin- ti sono i seguenti: tuplo, ecc.). Vi sono ragioni per credere che questa mi- sura base di 7,20, per effetto delle più recenti evolu- scelta della maglia strutturale; zioni delle tecniche ospedaliere, gestionali degli arredi analisi reale dei carichi ospedalieri; e dei criteri di base di gestione degli spazi di deflusso4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE scelta dei materiali da costruzione; (si vedano in merito i punti specifici), sia da ritenersi su- versatilità dell’impostazione strutturale; perata o comunque generalmente limitante e poco ver- geometrie di travi e solai; satile. D’altro canto l’esasperazione della ricerca della macro elementi verticali: vani scale, vani ascenso- luce libera degli impalcati, conseguente al tentativo di re, setti e cavedi impiantistici. svincolarsi, nell’immediato, da tali aspetti limitativi ha portato, in taluni casi, a strutture eccessivamente sfrut- A ciascuno degli aspetti sopra elencati sono legati tate (misura base di 9,60 m o addirittura 10,80 m) elementi complementari di dettaglio di non secondaria quindi poco versatili nel tempo, con geometrie non importanza. Inoltre è stato dedicato un approfondi- modeste (spessori considerevoli con penalizzazione si- mento specifico al tema della protezione degli edifici gnificativa dell’interpiano) e con elementi verticali di ca- ospedalieri rispetto all’evento sismico. Questa tematica ratteristiche geometriche fortemente impattanti sul la- è stata affrontata considerando la più recente ed evo- yout. Sulla base di tali premesse la determinazione del- luta impostazione scientifica basata su criteri prestazio- la maglia strutturale deve passare al vaglio dei criteri nali e di operatività predefinita del complesso, in caso formativi sopra detti e pertanto, con riferimento alle di sisma, definiti in fase progettuale e verificabili sul analisi condotte nei capitoli specifici, appaiono chiare le
  • 80. motivazioni delle scelte riportate nei due paragrafi se-guenti. Per semplicità d’esposizione si riportano alcunitra i criteri richiamati completati con le ricadute direttedi ordine strutturale e indirette di ordine impiantistico._edifici piastra La maglia strutturale di riferi-mento viene assunta in 7,50 m x 7,50 m. 239 La scelta è intimamente connessa alla determina-zione del layout ottimale, con particolare riferimento allelinee di deflusso dell’utenza nonché alle dimensioni del-le sale operatorie e dei locali di diagnostica e di servizio. La misura 7,50 m ha sviluppo lungo l’asse longitu- Dal punto di vista strutturale la limitazione delle lu- dinale dell’edificio. Tradizionalmente tale misura eraci massime degli impalcati e delle travi a tali valori con- contenuta in 7,20 m, ma ormai è acclarata la necessitàsente (considerando anche l’analisi dei carichi ospeda- di dilatare tale dimensione per consentire sia un più fa-lieri reali di cui al capitolo “Analisi tipica dei carichi cile transito dei moderni letti su ruote (più larghi) dalleospedalieri”) strutture orizzontali non eccessivamente stanze ai corridoi, sia una più facile gestione degli spa-sfruttate e determinazione di azioni negli elementi ver- zi propri di degenza e dei servizi annessi. Tale imposta-ticali contenute. Tale ultimo aspetto consente anche (si zione porta in se i benefici strutturali già esposti nelveda il punto “Strutture e materiali”) una scelta più ra- paragrafo precedente.zionale del materiale da costruzione degli elementi ver- Lo sviluppo delle quattro campate trasversali in lu-ticali che, quando impegnati da azioni considerevoli ce diseguale rappresenta una relativa novità tuttavia già(impalcati in luce libera notevole, combinati con carichi posta al vaglio di una serie di interventi particolarmen-sovrastimati) vedono la scelta del cemento armato co- te riusciti. Tradizionalmente la soluzione del corpo quin-me unica opzione in grado di contenere le sezioni re- tuplo vede alternativamente:sistenti nell’ambito di geometrie compatibili con il la-yout progettuale. a) l’inserimento di una coppia di pilastri al lato dei due corridoi determinando una schematizzazione a cin-_edifici per degenza La maglia strutturale di ri- que campate;ferimento viene assunta con base 7,50 m x 5,80 m – b) l’inserimento di un pilastro a lato dei due corridoi6,70 m – 6,70 m – 5,80 m. (a scelta verso il corpo servizi o verso la camera di de- 04
  • 81. genza) determinando una schematizzazione a tre cam- li perimetrali e dando la possibilità di eventuali ridistri- pate con una luce dell’impalcato notevolmente diffe- buzioni future; rente dall’altra. possibilità di variare assialmente lo sviluppo verti- cale della sezione resistente degli elementi verticali in- Le due soluzioni hanno problematiche proprie for- terni con eliminazione delle eccentricità; temente impattanti. Premesso che gli edifici per de- presenza ai piani interrati e terra di una mesh strut- genza normalmente sono edifici multipiano e quindi turale compatibile con varie destinazioni d’uso. con strutture verticali impegnative, accade che la solu- zione a) oltre al vincolo indiretto di una mesh struttu- Tale impostazione, infine, prevedendo i pilastri in- rale particolarmente fitta, ha il limite significativo della termedi collocati all’interno delle partizioni tra le came- coppia di pilastri a lato corridoio, che di fatto ne impe- re, libera da impedimenti il confine servizi sanitari/cor- discono qualsiasi evoluzione distributiva nel tempo, sia ridoio permettendo l’ispezionabilità della rete idricosa- dei corridoi stessi sia delle stanze, nonché dei locali nitaria generale e locale direttamente da vani tecnici a centrali di servizio. Si tratta inoltre di una maglia strut- parete con accesso diretto dal corridoio, consentendo turale che impedisce un layout accettabile nei piani ter- che buona parte della manutenzione impiantistica ge- ra e interrati che possono avere destinazioni differenti nerale e della singola utenza avvenga senza impegna- dalla degenza o avere funzioni connettive. Infine do- re la camera di degenza, senza creare disagio al pa- vendo mantenere il filo corridoio netto da ingombri, lo ziente e senza prevedere lo sgombero. sviluppo verticale delle sezioni dei pilastri interni è co- stretto a una eccentricità che può essere significativa. D’altro canto la soluzione b) comporta strutture _VALUTAZIONE DEI CARICHI verticali d’ingombro notevole limitando fortemente la scelta delle opzioni sul materiale da costruzione se non _analisi tipica dei carichi ospedalieri accettando decisi compromessi nel layout. Inoltre la so- Storicamente la corretta determinazione dei carichi e so- luzione perde di efficienza strutturale in quanto la pre- vraccarichi che impegnano le strutture ospedaliere ha senza di luci così significativamente diverse tra loro sempre dovuto soggiacere a tre variabili fondamentali: (1:1,5) richiederebbe l’uso di impalcati di diverso spes- sore. In genere si preferisce evitare tale impostazione 1) l’identificazione dei carichi e sovraccarichi il più che determina strutture orizzontali in parte normal- possibile aderente alla realtà; mente impegnate e in parte decisamente sovradimen- 2) la corretta determinazione dei margini aggiuntivi di4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE sionate. cui dotare la struttura per le eventualità future; La soluzione proposta cerca di rispondere ai pro- 3) la corretta determinazione della distribuzione dei blemi ora esposti aggiungendo plusvalore in termini di carichi e sovraccarichi sul layout. versatilità e di gestione ospedaliera. La campitura tra- sversale 5,80 m – 6,70 m – 6,70 m – 5,80 m è carat- Queste tre variabili, gestite tradizionalmente spes- terizzata da: so in forma priva di controllo reale del contesto, hanno prodotto assunzioni talvolta radicalmente esuberanti e quattro campate ovvero in numero intermedio tra talvolta al limite dell’accettabilità normativa. le ipotesi a) e b) con ottimizzazione dell’impegno del- Qui si vogliono fissare alcuni criteri base che pos- le strutture verticali; sano limitare i gradi di libertà e di indeterminazione del- luci di dimensioni confrontabili con conseguente le variabili enunciate. ottimizzazione dell’efficienza strutturale degli impalcati; Preliminarmente si segnala che i carichi perma- arretramento dell’asse dei pilastri laterali intermedi nenti relativi a strutture e finitura sono da assumersi ov- all’interno delle partizioni tra le camere di degenza, li- viamente secondo il buon senso e le previsioni archi- berando quindi tanto i corridoi che le camere da vinco- tettoniche. Tuttavia è certamente possibile individuare
  • 82. alcune ipotesi di base tipiche, che distinguono ad l’insieme dell’apparecchiatura e dei suoi elementiesempio le destinazioni “degenza” dalle destinazioni complementari di solito hanno ingombri e carichi im-“clinica”, e altre ipotesi tipiche che ulteriormente carat- portanti e quindi sulla medesima superficie unitaria sa-terizzano suddivisioni interne a tali ambiti. Si possono rebbe eccessivamente penalizzante considerare l’eser-certamente valutare differenti valori dei carichi impian- cizio di tali azioni e disgiuntamente anche del sovrac-tistici termomeccanici appesi tra degenze e clinica, ma carico accidentale per la presenza delle persone.anche all’interno della clinica vi è apprezzabile differen-za tra gli impianti termomeccanici appesi in sala opera- Il tema dei sovraccarichi trova ulteriore approfondi-toria piuttosto che in RMN. Al contempo le pavimenta- mento nei seguenti paragrafi specifici.zioni su massetto dell’edificio per “degenza” incidonodiversamente, in termini di peso, rispetto alle pavimen- In conclusione si evidenzia che non si entra neltazioni su massetto dell’edificio “clinica” e lì stesso an- dettaglio dei carichi connessi con gli impianti meccani-cora vi è differenza tra le zone in cui a quest’ultimo vie- ci generali, quando previsti in copertura agli edificine preferita la pavimentazione galleggiante. In sostanza ospedalieri e non in corpi di fabbrica autonomi, inquindi vi sono una serie di grandezze da definirsi caso quanto non tipicizzabili. Si tratta comunque normal-per caso in funzione anche delle scelte strettamente mente di carichi che pur avendo valori unitari ancheconnesse con il tipo di finitura e delle dotazioni tecno- elevati, complessivamente difficilmente superano i 4 241logiche specifiche del singolo intervento, ma la sche- KN/mq. Per carichi particolarmente elevati, quali pos-matizzazione riportata in allegato “Carichi” dà la sono essere le centrali termiche o specifici gruppi mo-misura delle diverse situazioni riscontrabili e vuole es- tocondensanti, va decisamente disincentivata la lorosere di indirizzo su come affrontare la gestione di tali applicazione in copertura anche, ma non solo, in rela-differenze in un’ottica di sistematicità e versatilità della zione al controsenso strutturale caratterizzato dall’appli-progettazione dei carichi. cazione di grandi masse in sommità agli edifici creando Diverse sono le implicazioni legate alla determinazio- significative e pericolose anomalie del comportamentone dei sovraccarichi. Vi sono due orientamenti in merito: strutturale in caso di sisma.a) le azioni dovute alle apparecchiature medicali so- _edifici piastra In quest’ambito sono prevedibilino da considerarsi in quota ai carichi permanenti vista funzioni ospedaliere articolate (sale operatorie, emodi-la loro sostanziale permanenza nel tempo; namica, terapia intensiva, sterilizzazioni, RMN, radiologia,b) le azioni dovute alle apparecchiature medicali so- magazzini, servizi, uffici, studi, ecc.), e sovraccarichi ap-no da ritenersi in quota ai sovraccarichi variabili. parentemente fra loro molto differenti. In allegato “Cari- chi” è riportato un caso tipico con l’analisi di det- Nella presente impostazione è stata percorsa deci- taglio di carichi e sovraccarichi che impegnano le variesamente la via b) per le seguenti ragioni: destinazioni. Vi sono destinazioni che oltre a considera- re significativi sovraccarichi a pavimento, prevedono la vita gestionale dell’ospedale è tale che le azioni specifiche dotazioni strumentali appese (sale operatorie,dovute alle apparecchiature medicali (compreso mobi- radiologie interventistiche, ecc.). In allegato “Carichi”li e apparecchiature tecniche complementari) cambia- è dimostrato che assumendo 5 KN/mq in formano collocazione frequentemente; generalizzata sostanzialmente si dota l’edificio di risorse le apparecchiature stesse sono spesso semoventi adeguate nell’immediato e gestibili, con margine eco-o comunque mobili; nomicamente accettabile, per il medio/lungo termine l’apparecchiatura è composta anche da elementi Si può rendere necessaria la verifica di alcuni im-complementari (armadi, quadri elettrici, ecc.) a essa in- palcati per sovraccarichi superiori ai 5 KN/mq quali adtimamente legati che certamente la seguono nel corso esempio i 10 KN/mq della zona radiologia, RMN e adelle ridistribuzioni del layout; volte terapia intensiva (si tenga presente anche delle 04
  • 83. via di accesso e di manutenzione e sostituzione dei ne costituisca una base di sviluppo. In tale ottica l’im- macchinari di peso elevato). piego dell’acciaio per le strutture verticali decade dal Tuttavia su una maglia di 7,50 m x 7,50 m non è primato dell’unica soluzione in grado di consentire collocabile più di 1-1,5 locali per RMN piuttosto che di una limitazione dell’ingombro geometrico in pianta postazione di terapia intensiva nonché di camere ope- degli elementi verticali. Infatti è dimostrabile, con le ratorie; pertanto è dimostrabile (si veda allegato “Cari- maglie strutturali proposte, che l’ingombro del pilastro chi” ) che l’orditura di travi e pilastri sarà comun- in calcestruzzo (Rck 40 N/mmq) e del corrisponden- que impegnata da un carico conseguente a una distri- te pilastro in acciaio (Fe430 B adeguatamente rivesti- buzione in pianta in genere inferiore a 5 KN/mq. to per finalità architettonica e di resistenza al fuoco) Ovviamente casi e zone particolari richiederanno sono sostanzialmente confrontabili. Dal punto di vista verifiche di dettaglio. Nei 5 KN/mq si può considera- del costo è noto che trattasi di parametro molto lega- re compreso il sovraccarico dovuto alla presenza del- to alla localizzazione dell’intervento e a logiche di le persone sulle aree lasciate libere dalle apparec- mercato mutevoli; tuttavia è possibile affermare che chiature in ragione di un’incidenza di 3 KN/mq. Nel- in linea di principio il costo della struttura in calce- le strutture andranno previsti specifici inserti e/o pre- struzzo, per come proposta, è apprezzabilmente infe- disposizioni per l’applicazione delle strumentazioni riore alla soluzione in acciaio. Nel presente paragrafo mediche speciali sospese (scialitiche, stativi, ecc.). In non si entra nel merito delle ulteriori possibilità offer- sostanza gli edifici a destinazione clinica di fatto pos- te dal mercato, quali ad esempio la prefabbricazione, sono essere dimensionati, anche con margini di ver- ma è evidente che ogni scelta che vada nel senso del- satilità futura, con la distribuzione di sovraccarichi di la standardizzazione produttiva ha positive ripercus- 5 KN/mq e localmente di 10 KN/mq, con l’accortez- sioni sull’economia dell’intervento. Per completezza di za di non impegnare mai travi e pilastri con gli effet- esposizione vi sono almeno altre due ragioni per le ti di sovraccarichi di solaio maggiori di 5 KN/mq se quali l’impiego del calcestruzzo è da preferirsi: effi- non per situazioni anomale oggetto di specifica verifi- cienza in caso d’incendio e correlazione con il resto ca locale. della struttura. In relazione all’efficienza in caso d’incendio va det- _edifici per degenze È intuitivo che l’impiego to che la possibilità di dotare la struttura di risorse pro- di un sovraccarico di 3 KN/mq, come previsto dalla prie, intrinseche e durature è sicuramente preferibile al norma, a parte situazioni particolari, rappresenta una raggiungimento della prestazione attraverso l’applica- dotazione già caratterizzata da ampio margine rispetto zione di dispositivi passivi (vernici, rivestimenti, pannel-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE all’impegno reale. li) la cui efficienza nel tempo è assicurata da interventi ricostruttivi o di manutenzione straordinaria di norma disattesi. Forse in futuro, quando troveranno maggior _STRUTTURE E MATERIALI diffusione e maggior economia tecnologie innovative quali i rivestimenti sublimanti, sarà possibile pensare a _peculiarità e convenienza Storicamente la un comportamento in caso d’incendio confrontabile tra scelta del materiale da costruzione (acciaio calce- calcestruzzo e acciaio. struzzo) è sempre stata dettata dalla compresenza di Per quanto riguarda la correlazione tra le strutture carichi elevati e luci considerevoli. Uno degli scopi di piano afferenti – poiché appare consolidato, e qui ri- della presente ricerca è proprio quello di evidenziare confermato, l’impiego del calcestruzzo – il collegamen- che esistono alternative rispetto a questa impostazio- to di tali elementi con colonne in acciaio rappresenta ne e che è possibile avere complessi ospedalieri ca- un problema di cura del dettaglio di connessione deci- ratterizzati da luci strutturali non eccessive e carichi samente complesso – oltre che costoso – la cui effi- determinati con oculatezza e parsimonia, senza che cienza ipotizzata in progetto è spesso disattesa dalla questo rappresenti un vincolo alla versatilità, ma anzi pratica costruttiva.
  • 84. _standard di qualità La logica prestazionale cessibilità, facile manutenzione e sicurezza in caso diche guida la presente ricerca costringe necessariamen- fuori servizio delle diverse parti.te a puntare il dito sulla sostanziale assenza, in genere,di prescrizioni operative contrattuali che definiscano i li- Le linee guida principali da seguire nella scelta del-miti qualitativi delle forniture strutturali. Per uscire da ta- le installazioni elettriche e degli impianti a correnti de-le logica è fondamentale definire in fase progettuale boli saranno le seguenti:una approfondita Specifica Tecnica sulla qualità, produ-zione, trasporto, posa e accettabilità dei materiali da co- ottimizzare le disponibilità delle sorgenti di alimen-struzione. In tale spirito sta evolvendo anche la norma- tazione (esterne e di autoproduzione) nell’ottica di as-tiva e quindi il progettista dispone oggi di strumenti pre- sicurare nel contempo le necessarie alimentazioni discrittivi efficaci che il produttore e il posatore devono ri- emergenza (gruppi UPS rotanti con alimentazione die-spettare per obbligo normativo, eventualmente meglio sel o a gas);specificato e dettagliato da un obbligo contrattuale. ottimizzare i criteri di risparmio energetico, con l’impiego di stazioni di cogenerazione per sfruttare al massimo le potenzialità di recupero dall’impianto ter- mico;_Criteri di progettazione installare componenti di supervisione della rete 243 degli impianti elettrica che ottimizzino la qualità dell’energia nella re- te di distribuzione interna all’insediamento; in tal senso ci si orienterà alla installazione di sistemi a selettività lo- Per quanto riguarda l’impiantistica, i criteri generali gica per limitare i disagi in caso di guasto e si installe-che devono guidare la progettazione sono i seguenti: ranno sistemi di supervisione “intelligenti” che, auto- maticamente, ovvero con il consenso del personale di costante perseguimento del progresso tecnologi- gestione della rete elettrica, effettuino le necessarieco, in modo che in ogni nuova realizzazione possano operazioni sempre con lo scopo di limitare il diffonder-essere superati gli inconvenienti che caratterizzano le si dei disagi mantenendo elevato il livello di sicurezzarealtà esistenti (un esempio particolarmente indicativo generale;è quello della ricerca continua di nuove tecnologie per installare – coerentemente con il punto preceden-evitare la formazione della legionella); te – comandi remoti per tutte le principali apparecchia- ricerca della massima prestazione negli impianti, ture elettriche, al fine di poter controllare, per mezzoanche andando al di là dei requisiti minimi richiesti dal- dei più moderni sistemi informatici a disposizione, lole varie normative vigenti (per esempio, per i sistemi di stato di ogni sezione di impianto;climatizzazione le normative prescrivono determinati li- ottimizzare, nell’ottica di gestione dell’impianto, lamiti per i dati di progetto per i ricambi d’aria, le condi- manutenzione dei vari componenti, scegliendo preferi-zioni termoigrometriche interne, ecc., per talune aree bilmente apparecchiature e apparati dotati di sistema diospedaliere; la progettazione dovrà spingersi oltre que- diagnostica in grado di colloquiare con il sistema di su-sti limiti, differenziando opportunamente le condizioni pervisione di impianto sopra descritto.per tutte le possibili aree ospedaliere, anche per quellenon previste dalle norme, precisando il grado di filtra- Il criterio generale che guiderà la scelta della tipo-zione dell’aria, ecc.); logia di alimentazione elettrica, oltre a quanto già spe- perseguimento della massima efficienza energeti- cificatamente evidenziato in precedenza, sarà quello dica per i sistemi di climatizzazione, che in un ospedale, avere possibilità di alimentazione “simmetriche”, da ef-dovendo mantenere condizioni ambientali molto parti- fettuarsi – per i diversi edifici – da ciascuna delle sor-colari, comportano consumi energetici elevati; genti di alimentazione a disposizione. Tutto il sistema studio degli impianti in modo che vi siano facile ac- sarà gestito con un software di supervisione, con pos- 04
  • 85. sibilità di diagnostica e controllo centralizzato ovvero scarico differenziato: acque nere, acque bianche, prima decentrato per zona e/o edificio e unità funzionale. pioggia, fluidi radioattivi, scarichi da laboratori, scarichi La scelta progettuale sarà di poter attingere tale ne- da radiologia, scarichi conteneti glutaraldeide, scarichi cessità di potenza attraverso una tripla opzione, come infetti. evidenziato in altre parti del presente documento, e cioè dalla rete pubblica, dalla cogenerazione o dalla au- Le altre scelte impiantistiche sono descritte nei se- toproduzione tramite gruppi UPS rotanti (diesel oppu- guenti punti. re predisposti per funzionare a metano). “Sostenibilità ambientale e integrazione paesaggi- Un ospedale moderno deve poi essere concepito stica”, dove si analizzano le scelte fondamentali in ma- in modo tale da dare il massimo comfort e la massima teria di produzione dell’energia; sicurezza; a tal fine sono presenti i seguenti impianti: ri- “Benessere termo-igrometrico”, dove si analizzano levazione e allarme antincendio, video sorveglianza a le scelte fondamentali in merito alle tipologie impianti- TVCC, antintrusione, controllo accessi, controllo ascen- stiche da applicare nelle diverse aree; sori, supervisione generale, chiamata infermiere, diffu- “Sicurezza al fuoco”, dove si esaminano le predi- sione sonora, orologi, TV, telemetria, impianto di ca- sposizioni impiantistiche necessarie per la prevenzio- blaggio strutturato, impianto citofonico, cerca persone ne/spegnimento incendi. via radio, controllo frigoriferi, impianti elimina code e impianti antiratto in cucina o magazzini. Oltre a questi criteri generali, occorre effettuare Ognuno di questi impianti, come meglio specifica- delle scelte specifiche in merito alle tipologie impianti- to negli allegati, ha delle peculiarità di tipo ospe- stiche da utilizzare. Nella presente relazione sono ripor- daliero che lo rendono unico; si può fare l’esempio del tati cenni sui punti più importanti, rimandando agli al- cablaggio strutturato che contempla il PACS, sistema in- legati per gli aspetti di dettaglio. formatico con il quale è possibile gestire i referti radio- logici direttamente su PC, in maniera completamente digitale. _Sicurezza e manutenzione Qui di seguito si descrivono le principali linee gui- da da seguire nella scelta dell’impianto idrico. _SICUREZZA DEI LUOGHI DI LAVORO4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE Il sistema comprende la distribuzione e l’utilizzo di IN FASE DI PROGETTAZIONE tre fluidi, e cioè: acqua fredda potabile, acqua calda po- tabile (con relativo ricircolo), acqua fredda addolcita. La Le tematiche di seguito riportate, hanno lo scopo di massima sicurezza in tema di alimentazione di acqua ripercorrere gli aspetti principali inerenti la gestione della potabile è raggiunta con l’allacciamento comunale, l’e- sicurezza del complesso ospedaliero sia durante la fase scavazione di un proprio pozzo e i vasconi di accumulo. di realizzazione dell’opera sia, poi, nella fase di gestione. Ai fini della prevenzione contro la legionella è ne- Per ottenere tali scopi, il momento della progetta- cessario progettare l’impianto idrico-sanitario in fase in- zione dell’opera si pone come apice logico-funzionale ziale con tutti i principi utili allo scopo e realizzare l’im- nel quale collocare-trattare-risolvere le problematiche pianto con la possibilità di effettuare flussaggi termici principali inerenti la sicurezza e la salubrità dei luoghi di ad alta temperatura e l’inserzione di biossido di cloro e lavoro (temporanei-mobili-fissi) rivolta ai diretti interes- ioni rame-argento. È indispensabile la possibilità di ave- sati (maestranze-operatori-utenti). re opportuni punti da dove sia possibile effettuare ana- La sicurezza per le sue caratteristiche peculiari rap- lisi dell’acqua. presenta un tema trasversale rispetto ai diversi ambiti Particolare attenzione bisognerà prestare alle reti di progettuali. Per tale motivo le interazioni sono moltepli-
  • 86. ci e di notevole importanza; a titolo esemplificativo se nominato Piano di Sicurezza e Coordinamento (art. 12,ne riportano alcune nei principali campi progettuali: di seguito denominato PSC) da parte del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (art. 4, di se- architettonico: layout di cantiere, manutenzione guito denominato CSP). Infatti al di là dei contenuti ba-dell’opera, aspetti assicurativi (rischio incendio, danni a se, nella struttura ospedaliera in espansione il CSP con-terzi, ecc.); giuntamente ad altri soggetti di norma interessati (Re- strutturale: apprestamenti di sicurezza da adottare sponsabile Servizio Prevenzione e Protezione, Direttorein cantiere, manutenzione dell’opera, aspetti assicurati- Sanitario, ecc.), dovranno affrontare tematiche moltovi (rischio incendio); delicate, quali: impiantistico: movimentazione dei carichi in can-tiere, manutenzione dell’opera, aspetti assicurativi (ri- impatti acustici verso l’interno;schio incendio). impatti chimico-fisici verso l’interno (polveri, vibra- zioni, ecc.); Pertanto non si può prescindere dal concetto di garanzia della vie di fuga e dei percorsi di emer-progettazione integrata tra gli attori interessati durante ta- genza, durante i lavori, nel complesso ospedaliero esi-le fase (inclusi: committente, responsabile dei lavori, stente;ecc.). garanzia dell’operatività dell’impiantistica, durante i 245 In riferimento a quanto prima specificato le pre- lavori, nel complesso ospedaliero esistente;senti linee guida progettuali, non hanno la pretesa di compatibilità tra il layout del cantiere (accessi, sta-rappresentare lo strumento unico ed esaustivo del set- zionamento dei mezzi, ecc.) e quello operativo deltore considerato, bensì un compendio ragionato di re- complesso ospedaliero esistente.gole di buona tecnica progettuale-procedurale, dellequali si possono avvalere i fruitori del progetto. Per quanto riguarda le interazioni con le altre bran- che progettuali da prendere in considerazione durante la stesura del PSC, si ricordano:_SICUREZZA IN FASEDI REALIZZAZIONE DELL’OPERA layout distributivo delle facciate del complesso ospedaliero (altezza, andamento curvilineo, terrazzi, La sicurezza in questo caso è indirizzata prevalen- ecc.) in rapporto alla tipologia di ponteggio da allestiretemente alla salvaguardia e alla salute delle maestran- (per superfici curvilinee e articolate è più adatto il pon-ze presenti in cantiere. Tuttavia talora occorre anche teggio del tipo “tubi e giunti”);prendere in considerazione la sicurezza di soggetti pacchetti di finitura delle facciate (facciata ventila-estranei al cantiere: visitatori, operatori sanitari, fruitori, ta, intonacata, ecc.), in rapporto alla distanza di allesti-ecc. Pertanto una prima grande distinzione da eseguire mento del ponteggio (si consiglia di utilizzare ponteggiè la seguente: dotati di mensole esterne); tipologia delle strutture portanti in elevazione del- realizzazione di una struttura ospedaliera, priva nel- l’ospedale in rapporto ai dispositivi di protezione control’intorno di un complesso ospedaliero già esistente (di le cadute, da prevedere già in fase di realizzazione del-seguito denominata struttura ospedaliera iniziale); la struttura stessa (sistema di trattenuta delle life-line an- ampliamento di una struttura ospedaliera già ope- negato nei getti in c.c.a., montanti per parapetti, ecc.);rativa (di seguito denominata struttura ospedaliera in caratteristiche delle operazioni da eseguire contro-espansione). terra (getti c.c.a. e impermeabilizzazioni), in rapporto agli eventuali sistemi di protezione contro possibili fra- Ai fini del D. Lgs. 494/96 e smi, questa differenza namenti (palificata, scavi, terrazzamenti, ecc.);risulta fondamentale per la stesura del documento de- collocazione dei macchinari più pesanti e ingom- 04
  • 87. branti (gruppi caldaie, TAC, RSMN, ecc.), in rapporto ai l’ambito di quel movimento culturale e scientifico co- luoghi di destinazione e alla loro accessibilità ai sistemi nosciuto come Health Technology Assessment, che in di trasporto sia internamente (rulli, carrelli, ecc.), che alcuni Stati ha dato vita a organismi e strutture centrali esternamente (autogru). di riferimento sulla valutazione dell’impatto clinico, or- Altro aspetto importante da prendere in conside- ganizzativo e gestionale dell’innovazione. razione è quello relativo agli oneri per la sicurezza da L’unità che opera attraverso competenze multidi- destinare alle prescrizioni riportate nel PSC. Tali oneri, sciplinari (mediche, economiche, aziendali, statistiche, devono essere computati, esplicitati e non soggetti a epidemiologiche) si propone di realizzare una valuta- ribasso. zione pluridimensionale che raccoglie: la valutazione dell’appropriatezza della nuova tec- nologia la cui acquisizione è avanzata da una o più uni- _Attrezzature medicali tà operative sulla base delle indicazioni di letteratura (studi clinici, trials, metanalisi); la valutazione dell’impatto economico dell’utilizzo Le strutture ospedaliere concentrano risorse ingen- della nuova tecnologia sia in termini di costo dell’inve- ti, competenze professionali di alto livello e tecnologie stimento che di “ricavo” atteso attraverso la definizione particolarmente complesse e costose. di business plan la cui redazione è curata delle unità La tendenza generale osservabile nei sistemi sani- operative richiedenti con il supporto delle professiona- tari dei paesi industrializzati mostra un progressivo au- lità presenti nella Unità Valutativa; mento del livello di complessità tecnologica dell’ospe- la valutazione dell’impatto organizzativo (esigenze dale, coerentemente con la crescita della complessità e di personale e competenze) e infrastrutturale (spazi, della gravità media delle patologie in esso trattate. Que- impianti, ecc.) dell’acquisizione e dell’utilizzo della nuo- sto fenomeno è giustificato dalla necessità di utilizzare va tecnologia; in maniera più appropriata una organizzazione partico- la valutazione della “coerenza” della nuova acqui- larmente “costosa”, sfruttando, per le altre prestazioni o sizione con il piano strategico aziendale triennale e con per fasi sub-acute della patologia, setting assistenziali il budget annuale corrente e degli investimenti. extra-ospedalieri meno complessi ma che garantiscono una “assistenza” ugualmente efficace. L’ospedale del futuro deve nascere considerando Questo implica che la gestione delle tecnologie anche queste necessità che influenzano enormemente4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE rappresenterà sempre più un problema chiave nella ge- gli aspetti costruttivi e architettonici e che suggeriscono, stione dell’ospedale del futuro. Una questione partico- per le nuove strutture, una “pianificazione a priori” del- larmente critica, a tale riguardo, appare quella della “va- le tecnologie in base alla coerenza dei parametri valu- lutazione” delle tecnologie ai fini della loro selezione e tativi sopra indicati. quindi dell’allocazione delle risorse finanziarie e infra- Se è vero che la progettazione di un ospedale non strutturali (spazi). può prescindere dalle apparecchiature elettromedicali Alcuni centri ospedalieri, di livello internazionale, destinate al suo funzionamento, questo è tanto più ve- hanno affrontato in termini di strutturazione organizza- ro in alcuni reparti dove maggiore è l’incidenza delle tiva questo problema. Si moltiplicano, infatti, i casi di apparecchiature sulla struttura e sugli impianti elettrico costituzione di unità operative dedicate al supporto del- e meccanico. la funzione di direzione nella fase di definizione del Le apparecchiature che hanno un impatto mag- budget degli investimenti in tecnologie e “selezione” giore sulle strutture sono sicuramente quelle più pe- dei fabbisogni espressi da parte delle unità operative santi o più voluminose in quanto ne è particolarmente ospedaliere in materia di tecnologie sanitarie. Tali unità, complessa la movimentazione in fase di istallazione, in genere, si ispirano alle metodologie sviluppate nel- manutenzione e sostituzione, oltre a tutte le protezioni
  • 88. necessarie per l’utilizzo e il trasporto all’interno del fab- borazione o trasmissione) che li rappresentano.bricato. La fase successiva è l’identificazione dei compo- Di qui la necessità di prevedere e dimensionare nenti informatici presenti sul mercato che rispondanoadeguatamente solai, vie d’ingresso e accessibilità dei alle esigenze e abbiano un costo comparabile al ritor-mezzi di trasporto. no dell’investimento. Vanno inoltre tenute in conto le apparecchiature a Nell’identificare i componenti è indispensabile por-forte (anche se eventualmente puntuale) assorbimen- re molta attenzione per verificare che la soluzione pro-to di energia elettrica e a forte produzione di calore, per posta:le ricadute che comportano sugli impianti elettrici e dicondizionamento. non imponga un’organizzazione, ma sia coerente Altro aspetto rilevante è quello relativo alla neces- con quella ottimale, nel contesto dei processi azienda-sità di alimentazione elettrica continua, per apparec- li, assimilandone i flussi;chiature (ad es.: computer, attrezzature radiodiagnosti- non alteri il giusto equilibrio tra gli investimenti fat-che computerizzate ecc.) che non consentono la mini- ti per l’informatica e quelli rivolti agli strumenti primarima interruzione di alimentazione e che necessitano per esercitare la “mission” dell’azienda.quindi di essere connesse a gruppi di continuità, o chedevono poter nuovamente funzionare in pochi minuti È nostra convinzione che un’azienda che opera 247(senza perdere in efficienza per l’interruzione momen- nella sanità abbia caratteristiche peculiari nel fare “pro-tanea di alimentazione) e richiedono quindi di essere duzione”; perché i sui “prodotti” sono il risultato di ser-poste sotto la rete di alimentazione di emergenza. vizi professionali inseriti in un ciclo produttivo con re- La progettazione delle attrezzature elettromedicali gole industriali.va portata quindi avanti contemporaneamente alla pro- In questo contesto lo strumento informatico devegettazione definitiva ed esecutiva delle varie discipline: rispondere alle esigenze finanziarie e produttive di na-le utenze elettromedicali specifiche per le apparecchia- tura industriale che possono essere riassunte in:ture devono infatti essere integrate con le utenze “di lo-cale”, per completezza di informazione e ottimizzazione fornire livelli di servizio accettabili con costi soste-dei tempi di progettazione. nibili; portare efficienza attraverso la razionalizzazione dei processi e l’automazione delle attività, in particola- re per quelle a basso contenuto;__Criteri di progettazione rendere omogenea l’organizzazione aziendale indi- dei sistemi informativi pendentemente dalla dislocazione logistica di reparti e servizi. Costituire un sistema informativo in un’azienda si- L’efficacia rimane prerogativa dei servizi professio-gnifica dotarla di strumenti informatici hardware e soft- nali realizzati tramite le attività cliniche, vera “mission”ware che, riflettendo le caratteristiche dei processi dell’azienda.aziendali produttivi, amministrativi o gestionali, migliori- Le tecnologie che oggi trattano o trasmettono l’e-no l’efficienza di tutto il processo o di parte di esso e lemento costituente il sistema informativo, il dato, sonone collezionino informazioni per un continuo monito- in continua evoluzione.raggio adattattivo. L’evoluzione sta sempre più definendo in modo La prima fase è l’analisi di ciascun processo allo specifico la differenza tra ciò che è azione e ciò che èscopo di interpretarne i flussi e le azioni che lo costitui- l’elemento oggetto dell’azione. Questo permette di trat-scono, di identificare gli elementi (dati) e il loro tratta- tare l’elemento (il singolo dato), nel modo più ele-mento (inserimento, aggiornamento, cancellazione, ela- mentare e semplice, senza che l’azione sia condiziona- 04
  • 89. ta dallo strumento che viene utilizzato. Un esempio è la tradizionale differenziazione nella comunicazione di dati/fonia (derivata dalle apparecchiature di ricezione e dal mezzo di trasmissione) che già oggi è in fase di ob- solescenza: infatti la fonia entra a far parte del servizio dei sistemi informativi dell’azienda. Pertanto oggi si possono elencare e definire le pro- cedure e i servizi aziendali oggetto di informatizzazione, mentre è aleatorio fissarne le caratteristiche tecnologi- che e la collocazione nell’architettura dell’intero sistema informativo aziendale. Questa peculiare caratteristica evolutiva degli stru- menti informatici ha come effetto la volatilità degli in- vestimenti. Pertanto tale caratteristica deve essere uno dei parametri primari nella valutazione delle scelte di cosa, come e quando informatizzare. La struttura deve quindi essere caratterizzata dalla massima flessibilità e adattabilità all’installazione di reti e impianti e alla loro continua variazione. In ogni ambiente deve essere garantito di poter ac- cedere, con i minori interventi possibili, al sistema infor- mativo per ricevere o immettere dati in modo semplice e sicuro. Di notevole interesse, ma ancora da valutare per gli aspetti di sicurezza, affidabilità e non interferenza con le apparecchiature medicali sono i sistemi wire less.4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE
  • 90. _Requisiti prestazionali_Condizioni di sicurezza elevata priorità includono l’adeguamento per evitare il collasso strutturale e la protezione sismica di importanti componenti non strutturali che possano costituire un Al fine di valutare le condizioni di sicurezza che de- pericolo per gli occupanti. L’obiettivo finale deve esserevono essere garantite all’interno dell’edificio, vengono comunque quello di garantire la funzionalità post sisma,analizzate le condizioni relative all’incolumità degli utenti, da ottenere con un intervento di adeguamento o con lanonché alla difesa e alla prevenzione di danni dipendenti sostituzione dell’edificio.da fattori accidentali, nell’esercizio del sistema edilizio. _ASPETTI NORMATIVI DI VALUTAZIONE/_SICUREZZA STATICA-VALUTAZIONE PREVENZIONE DA RISCHIO SISMICOE PREVENZIONE SISMICA 249 Gli ospedali sono definiti dalle norme “opere stra- L’elevata complessità che caratterizza gli ospedali, tegiche a fini della protezione civile”, ossia opere es-sia dal punto di vista strutturale, sia da quello impianti- senziali per la gestione delle emergenze conseguenti astico e funzionale, li rende, in generale, particolarmen- calamità naturali o prodotte dall’uomo. È particolar-te vulnerabili alle azioni sismiche, mentre l’elevata mente importante, quindi, prevedere e migliorare leesposizione dovuta all’affollamento, alla presenza di prestazioni a seguito di eventi, quali il sisma, che han-pazienti non autonomi, ai contenuti tecnologici, ne ren- no la capacità di investire grandi estensioni di territorio.de molto alto il rischio. La grande esperienza maturata in California è sta- Gli ospedali sono, inoltre, edifici particolarmente ta la principale ragione per la quale il Servizio Sismicostrategici dopo un terremoto, pertanto dovrebbero es- Nazionale (SSN) ha attivato, alla fine del 1999, una col-sere progettati per essere sicuri e restare in funzione laborazione con l’Ente che in quello Stato ha fornito undopo eventi sismici intensi. notevole supporto alle attività di studio e normativa nel I componenti non strutturali e gli impianti devono campo della sicurezza sismica degli ospedali: l’Appliedessere analizzati attentamente e protetti nei confronti Technology Council (ATC); tale collaborazione ha pro-delle accelerazioni e deformazioni strutturali e devono dotto un documento finale (report ATC-51) in cui sonoessere considerati con la stessa attenzione dei compo- contenute una serie di raccomandazioni per il migliora-nenti strutturali. Gli ospedali vanno intesi come sistemi: mento della sicurezza sismica degli ospedali italiani,ciascun ospedale è infatti costituito da un insieme di con riferimento sia al breve che al lungo periodo (Alle-elementi tra loro interagenti. gato: Rapporto ATC-51 per la prevenzione sismica degli L’adeguamento sismico degli ospedali esistenti è ospedali, estratto da: “Italy Collaborative Recommen-un compito difficile, che tende a generare sconvolgi- dations for Improving Seismic Safety of Hospitals inmenti nel funzionamento dell’ospedale. Le norme per Italy”).l’adeguamento sismico sia strutturale che funzionale La pericolosità sismica di un territorio è data dalladegli ospedali devono essere più flessibili rispetto a frequenza e dalla intensità degli eventi sismici che loquelle per i progetti di nuove strutture. colpiscono. Per misurare tale pericolosità si possono Un approccio logico è rappresentato da una piani- utilizzare diverse grandezze. In tempi recenti è statoficazione a lungo termine che preveda il raggiungimen- possibile utilizzare le registrazioni dei parametri del mo-to degli obiettivi di performance in fasi successive: fasi a to del terreno per descrivere l’intensità del sisma: sono 04
  • 91. state pertanto prodotte carte di pericolosità in termini di chi delle medesime zone. Allo stato attuale e fino al accelerazione di picco al suolo (Peak Ground Accelera- pronunciamento delle Regioni esiste una classificazio- tion, PGA), di velocità e di grandezze varie derivate dal- ne innovativa del territorio, chiaramente di valido indi- le registrazioni. rizzo. Infatti oggi è possibile disporre di una classifica- In Italia la pericolosità sismica è definita dalla indivi- zione di tutto il territorio che individua il grado di sismi- duazione delle diverse zone del territorio nazionale con- cità di tutti i Comuni, dividendo il territorio nazionale in siderate a bassa, media o alta sismicità. Per molti anni, 4 zone: la zona 1 è la più sismica e, decrescendo, si ar- fino al 1980, la classificazione ha “inseguito” i terremoti riva alla zona 4, in cui è lasciato alle decisioni delle Re- classificando le zone che man mano subivano eventi gioni l’obbligo o meno della progettazione antisismica. disastrosi. Il Gruppo di Lavoro costituito dal Servizio Si- Il problema delle situazioni progettuali in corso viene ri- smico Nazionale nel 1997 è arrivato alla formulazione di solto con una precisa distinzione tra i progetti che pos- un’ipotesi di riclassificazione, di recente ulteriormente ri- sono ancora seguire le vecchie indicazioni normative e elaborata all’interno di un successivo Gruppo di ricerca. quelli che invece si devono adeguare al nuovo conte- Tali studi sono stati prodotti sulla base di una metodo- sto normativo e scientifico (si tratta in sintesi degli edi- logia probabilistica consolidata e impiegata a livello in- fici strategici e delle opere infrastrutturali di importanza ternazionale, che prevede l’utilizzo di una zonazione si- rilevante per la protezione civile in caso di sisma, o che smogenetica, derivata da un modello cinematico-strut- possono assumere rilevanza in relazione alle conse- turale della penisola italiana, di un catalogo sismico, e di guenze di un eventuale collasso). La transitorietà del leggi di attenuazione. La proposta di riclassificazione si- particolare periodo evolutivo va trattata con la definizio- smica amplia molto la fascia dei Comuni a bassa sismi- ne temporale di finestre applicative che prevedono una cità, nella quale risulterebbero comprese anche grandi parziale gradualità d’applicazione. città e quindi grandi complessi ospedalieri che non so- Le principali novità in corso di sviluppo sono: no stati progettati per l’azione sismica. Storicamente l’approccio progettuale alla base del- le assunzioni del solo metodo agli stati limite per i la realizzazione di strutture nuove accetta, nel caso di progetti in zona sismica; eventi sismici poco probabili, gradi di danneggiamento le definizione dei requisiti di sicurezza per gli edifici; anche rilevanti, purché non comportino collassi struttu- i criteri e regole per il progetto degli edifici con iso- rali. Tale approccio non è auspicabile nel caso degli lamento sismico. ospedali, in cui il livello di danno compatibile con la funzionalità è molto più basso di quello compatibile Uno degli elementi più innovativi è l’eliminazione4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE con il requisito di non collasso, a causa dell’importanza della differenza tra “zone classificate” e “zone non clas- socio economica di tali strutture. sificate” (la zona non classificata diverrà una 4ª zona di bassa intensità sismica). Inoltre, per salvaguardare l’omogeneità della zona- _NUOVI SVILUPPI NORMATIVI zione sismica a livello nazionale, è necessario tenere in PER LE COSTRUZIONI IN ZONA SISMICA considerazione le caratteristiche sismiche del territorio: ad esempio è necessario che vengano prese in esame Gli sviluppi in corso nell’ambito normativo per il tutte le zone sismogenetiche pericolose per il sito stu- progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico di diato, anche se distanti dai suoi confini. edifici e per la determinazione di nuovi criteri per indi- viduare le zone a rischio terremoti, hanno l’obiettivo di ridurre il rischio sismico su tutto il territorio nazionale. _VALUTAZIONI DI VULNERABILITÀ SISMICA Sarà compito delle Regioni la conferma o la par- ziale rielaborazione dell’individuazione delle zone si- Ulteriore importante margine di evoluzione scienti- smiche, e la formazione e l’aggiornamento degli elen- fica, anche nei riguardi della definizione di parametri di
  • 92. convenienza economica e gestionale diretta e indiretta, nel panorama scientifico italiano, di alcuni principi fonda-della dotazione di presidi di sicurezza nei confronti del mentali di performance che presto andranno tradotti insisma, è rappresentato dallo sviluppo di metodiche pro- termini normativi e/o comunque di indirizzo progettuale.gettuali che, in parallelo al soddisfacimento del dettato L’ospedale è una delle strutture con il più alto co-normativo, tendano a identificare la “probabilità di ri- efficiente di occupazione per i 12 mesi dell’anno. Il suoschio sismico di un determinato sito”. Il recente svilup- indotto economico e sociale è molto elevato; inoltre,po normativo si integra perfettamente con tale approc- successivamente a un evento sismico, quando la situa-cio che prevede implicitamente l’assunzione di una dis- zione esterna è di minima funzionalità di servizi e ditribuzione del rischio sismico territorialmente completa. probabile alta confusione generale, la richiesta di servi-Per poter valutare l’affidabilità di una struttura nei con- zi da parte dell’ospedale ha un picco notevole. È per-fronti del rischio sismico è necessario conoscere le ca- tanto chiaro che gli obiettivi della progettazione sismicaratteristiche statistiche (in termini di funzione di distri- non possono limitarsi alla prevenzione del crollo dellabuzione di probabilità), sia delle resistenze della strut- struttura, ma devono garantire che la struttura possatura, sia delle azioni dinamiche a cui essa è soggetta. erogare un adeguato livello di servizio.L’analisi sviluppata nell’ambito di un progetto di ricerca I livelli di performance minimi da garantire sono idella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, seguenti:perviene alla determinazione della funzione “distribu- 251zione di probabilità” (Probability Density Function, PDF) garanzia della funzionalità per un’azione con ilrelativa al fatto che in una specifica località, in un lasso 10% di probabilità di essere superata in 50 anni (pe-di tempo di osservazione t, si abbiano valori di accele- riodo medio di ritorno circa 500 anni);razione massima del terreno (Peak Ground Accelera- garanzia di non collasso per un’azione con il 2% dition, PGA) superiori a valori prefissati. Tale analisi si ba- probabilità di non essere superata in 50 anni (periodosa sulla metodologia di Cornell (1968), aggiornata se- medio di ritorno circa 2000 anni).condo quanto recentemente proposto in letteratura eadattata alla realtà statistica e/o geofisica del territorio Il primo livello (detto stato limite di funzionalità) in-italiano. Si perviene alla determinazione della PDF e tende garantire che l’ospedale possa essenzialmentedella corrispondente funzione di distribuzione cumulati- continuare ad assolvere le sue funzioni, pur in man-va di probabilità (Cumulative Distribution Function, canza di servizi e alimentazioni esterne, per almeno 4CDF) di un sisma, che induce valori di PGA superiori a giorni dopo un evento di notevole intensità.valori prefissati in un determinato sito, dovuta all’attività Il secondo livello (definito stato limite ultimo), in-di una singola zona sismogenetica, in un periodo di tende garantire il non collasso della struttura, pur contempo t, considerando sia la magnitudo che la distanza elevato danneggiamento per il terremoto di verifica.del luogo di interesse dall’epicentro del sisma, come va- I due livelli di performance rappresentano l’inter-riabili aleatorie. Assume, quindi, importanza rilevante la sezione di livelli di performance della parte strutturale eposizione del sito nei confronti non solo dell’area di ap- della parte non strutturale.partenenza, ma anche in relazione alle zone adiacenti, Le performance non strutturali vengono indicateovvero alla sismicità globale del territorio circostante. con la lettera N seguita da A,B,C ecc, in ordine decre- scente di prestazioni, mentre quelle strutturali con la lettera S seguita da 1,2,3 ecc. L’unione di questi due ti-_DETERMINAZIONE DEI LIVELLI pi di performance dà la performance dell’edificio e siPRESTAZIONALI RICHIESTI ottiene omettendo la S e la N, unendo quindi il nume- ro relativo alla prestazione strutturale alla lettera relativa Una delle conseguenze scientifiche primarie degli a quella non strutturale. La funzionalità è l’intersezionesviluppi del Report ATC-51, di cui si è detto nei prece- della performance strutturale S1 con la performancedenti paragrafi, è l’adozione in forma generalizzata, anche non strutturale NB (o per certi servizi NA). 04
  • 93. Performance strutturale S1 (agibilità immediata): il che in alzato è causa di incertezze nella valutazione del- danno strutturale è del tutto trascurabile, pertanto l’edi- la risposta. Considerando l’insieme di questi fattori, la ficio è in grado di essere utilizzato senza alcuna limita- progettazione di strutture in zona sismica tende ad zione dovuta a cause strutturali. adottare schemi strutturali il più possibile regolari e tali Performance non strutturale NB (rioccupabile): è da escludere la richiesta di prestazioni eccezionali agli consentito un certo livello di danneggiamento non elementi strutturali; la tendenza degli ultimi anni è sta- strutturale, tuttavia visto che i componenti non struttu- ta quindi quella di utilizzare per gli ospedali – e in ge- rali e impiantistici sono stati adeguatamente controven- nerale per le opere strategiche – forme piuttosto com- tati o fissati, occupano tutti il medesimo posto. D’altra patte. parte, si può pensare che per effetto delle accelerazio- Le componenti non strutturali – inclusi gli impianti ni alcune attrezzature non funzionino più in modo ade- – dovranno mantenere un livello di efficienza tale da guato, per cui vi può essere una certa limitazione fun- garantire il completo funzionamento dell’ospedale per zionale. eventi sismici con periodo di ritorno di 500 anni. In par- Per alcuni servizi e quindi per certe porzioni di ticolare: ospedale può essere richiesta l’operatività immediata: NA (operativo). nella progettazione si dovrà tenere conto della pro- Verificando che i livelli di performance di edificio babile mancanza di servizi all’esterno: corrente elettrica, siano garantiti per adeguati livelli di intensità sismica si acqua, linee telefoniche, ecc.; raggiunge l’obiettivo progettuale desiderato. Per l’edili- gli elementi non strutturali e impiantistici devono zia corrente in generale si ritiene che i livelli di servizio essere verificati per i livelli di sollecitazione attesi, te- siano verificati con riferimento a intensità sismiche lo- nendo conto sia delle forze di inerzia che delle distor- cali aventi probabilità di superamento del 50% in 50 sioni indotte dal sisma; anni. Lo stato limite ultimo va invece verificato per in- si dovrà controllare che nessuno dei componenti tensità sismiche con probabilità di superamento del non strutturali risulti ancorato con vincoli che possano 10% in 50 anni. essere labili (controsoffitti sospesi mediante un sistema Il modo più razionale per affrontare il problema del di pendini che garantisca non solo la resistenza alle progetto è quella di verificare che ciascuno dei livelli di azioni verticali ma anche a quelle orizzontali); performance desiderati sia soddisfatto per la relativa in- il controllo delle deformazioni imposte dalla strut- tensità sismica. Non risulta infatti sempre possibile ga- tura ai componenti non strutturali dovrà garantire che rantire che la verifica di un livello di performance ga- questi ultimi rimangano integri;4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE rantisca il soddisfacimento di altri livelli. si dovrà garantire che le deformazioni dei compo- Nelle zone ad alta sismicità difficilmente si garanti- nenti non strutturali siano tali da non farli urtare tra lo- sce la funzionalità (1A) con tecniche costruttive tradi- ro o con componenti strutturali. zionali, anche per l’azione con una probabilità di ecce- denza del 10% in 50 anni. Si deve fare ricorso a tecni- Tutti gli impianti che attraversano i giunti dovranno che innovative di protezione quali l’isolamento sismico: essere progettati e messi in opera in modo tale da non con queste tecniche è possibile in genere senza sensi- compromettere il funzionamento del giunto per effetto bili costi straordinari, ottenere la funzionalità anche per della loro rigidezza. Dovranno inoltre poter garantire di azioni sismiche maggiori (ad esempio P = 2% in 50 restare efficienti non solo per l’azione sismica cinque- anni). centennale ma anche per l’azione sismica per cui si ef- La risposta sismica dell’edificio dipende in modo fettua la verifica strutturale del giunto stesso. In questo determinante dalla sua forma: le forze di inerzia sono modo si garantisce che non vi possano essere cause proporzionali alle masse, la coincidenza del centro del- impreviste di mal funzionamento strutturale, in partico- le masse e delle rigidezze consente di evitare fenome- lare nelle zone deputate a consentire l’azione dell’iso- ni di torsione, la presenza di irregolarità sia in pianta lamento sismico.
  • 94. Al fine di ottenere le performance richieste per gli le. La procedura è stata utilizzata in diversi recenti ter-edifici strategici e sicuramente nel caso di ospedali, sa- remoti in Italia. Nel documento sono inserite alcunerebbe opportuno auspicare che lo sviluppo progettuale prescrizioni specifiche per gli ospedali, sebbene le pro-porti, qualora l’edificio sia classificato in zone altamen- cedure richiedano un ulteriore approfondimento. Inte sismiche (1ª e 2ª cat.), a un più largo impiego dei si- particolare dovrebbero essere affrontate le complessitàstemi di isolamento di base. Sono state condotte valu- di alcuni ospedali e le priorità di intervento nelle primetazioni economiche sulla base dell’analisi dei costi ag- ore dopo un evento sismico.giuntivi dovuti all’inserimento di un sistema di isola- Appare necessario organizzare le valutazioni di af-mento alla base, rispetto a quelli dovuti dal dimensio- fidabilità secondo un approccio standardizzato in cuinamento della struttura ospedaliera secondo le basi per precisi input sismici (schematizzati anche in modoscientifiche della recente evoluzione normativa (Allega- semplificato, mediante individuazione della PGA di ri-to: Tecniche innovative). ferimento) aventi prefissate probabilità di verificarsi su I risultati ottenuti sono da intendersi indicativi; tut- un preciso periodo di osservazione t, si vanno a valu-tavia, se al costo puro degli isolatori si aggiunge il costo tare le prestazioni offerte dalle strutture in esame (siadelle strutture di inserimento dei dispositivi (controso- di nuova realizzazione che esistenti) in modo da col-lette, irrigidimento dei piani, ecc.) appare evidente la locarle all’interno di categorie prestazionali, anch’essesostanziale compatibilità economica tra le soluzioni predefinite. 253progettuali esposte, anche se con valenze diverse intermini di beneficio strutturale, vulnerabilità e raggiun- Da alcuni anni, importanti centri di ricerca interna-gimento di prefissati requisiti prestazionali. zionali si stanno orientando sui seguenti quattro livelli Inoltre, una maggior diffusione della nuove tecno- prestazionali che costituiscono, sostanzialmente, un’e-logie antisismiche contribuirà ulteriormente all’abbatti- stensione dei due livelli sopra citati:mento dei costi, qualora abbinata allo snellimento pro-cedurale (proibitivo in assenza di norme specifiche). a) Fully operational – FO – l’edificio, in fase post-si- In conclusione è possibile affermare che il criterio sma, rimane completamente operativo, l’evento nondi scelta progettuale risulta semplice e mirato grazie a: viene risentito né da parte dell’edificio (sia nelle parti strutturali che non strutturali) né dai contenuti (mac- l’applicazione del metodo probabilistico per deter- chinari e impianti);minare l’effettiva vulnerabilità sismica di una struttura in b) Operational – O – l’edificio, in fase post-sisma, ri-un sito; mane operativo, anche se posso evidenziarsi lievi dan- un’analisi comparata dei costi aggiuntivi e dei be- neggiamenti alle parti non strutturali dell’edificio e aglinefici ottenibili dalle nuove tecniche di protezione anti- elementi contenuti nell’edificio (macchinari e impianti);sismica; c) Life Safe – LS – il sistema strutturale garantisce, sot- le evoluzioni contenute negli studi e nelle ricerche to azione sismica, la sola protezione delle vite umane;in corso per l’adeguamento sismico degli edifici di im- d) Near Collapse – NC – il sistema strutturale ga-portanza strategica. rantisce, sotto azione sismica, il mancato collasso del- l’edificio._AGIBILITÀ DELL’EDIFICIO POST SISMA Come nel caso della scelta dei sismi di riferimen- to, anche i livelli prestazionali sopra riportati sono stati_Definizione e metodi d’intervento scelti per motivi di confrontabilità con le metodologie(applicazione del Performance Base Design) progettuali in via di sviluppo per la costruzione di nuo-Una procedura generale per le ispezioni di agibilità post ve strutture. Ovviamente, in relazione alle specifichesisma è stata proposta dal SSN ed è stata sottoposta al- esigenze delle aziende ospedaliere e alle specifiche ca-le Regioni per diventare uno standard a livello naziona- ratteristiche delle strutture in esame, tali livelli presta- 04
  • 95. zionali potranno essere variati e/o integrati da livelli ag- tro spostamento relativo, del livello di prestazione giuntivi. offerto dalla struttura ai diversi input sismici. Assunto tale approccio quale riferimento di indiriz- zo per la gestione del contesto post-sisma si propone Ovviamente la procedura proposta risulta molto una procedura pratica/progettuale che consenta di semplificata, e le analisi potranno, se possibile e/o ne- semplificare e dare rapida applicabilità alla metodica di cessario, essere approfondite onde meglio compren- verifica. dere il comportamento delle strutture in esame sotto Gli obiettivi primari da perseguire mediante analisi input sismici. di affidabilità possono essere sinteticamente riassunti Tra i vantaggi offerti da tale procedura semplificata come segue: è però doveroso citare, oltre alla relativa rapidità di ana- lisi, il fatto che la procedura possa essere sistematica- 1) determinazione della matrice sintetica di prestazio- mente ripetuta per diversi edifici senza sostanziali diffe- ne dell’edificio, riferita alle diverse prestazioni minime renze nella metodologia di analisi, garanzia quindi di garantite dagli edifici analizzati; omogeneità di valutazione anche per analisi effettuate 2) identificazione delle zone di criticità delle strutture in tempi diversi e da differenti operatori. (da utilizzarsi sia per la definizione di apposite schede Le valutazioni schematiche effettuate mediante per la valutazione del danno post-sisma che per l’iden- analisi di tipo push over, possono essere utilizzate per tificazione di possibili interventi di miglioramento del identificare i punti critici delle strutture sotto esame, comportamento sismico della struttura). ossia quei punti che per primi superano le prestazio- ni minime richieste e incominciano a mostrare dan- I livelli di operatività di diversi edifici in relazione neggiamenti per sollecitazioni sismiche via via cre- agli input sismici caratterizzati da diverse probabilità di scenti. Tali punti critici possono venire utilizzati per verificarsi (necessari per redigere matrici sintetiche re- consentire una veloce identificazione dei danni post lative alle prestazioni degli edifici) possono essere va- sisma e la conseguente identificazione del livello di lutati come segue: operatività che la struttura può avere a seguito di evento sismico. per quanto riguarda l’individuazione dei sisma di ri- L’identificazione dei punti critici e dei livelli di dan- ferimento, si può fare affidamento a elaborazioni stati- neggiamento in essi attesi diviene quindi elemento stiche effettuate a partire dal Catalogo Sismico NT4.1 fondamentale per la creazione di apposite schede per che, anche mediante l’utilizzo di leggi di attenuazione la valutazione del danno post sisma relative a ciascun4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE specificatamente sviluppate per il territorio italiano, edificio analizzato. consentono di valutare i valori di PGA per tali eventi si- Il livello di protezione antisismica garantito dall’in- smici su tutto il territorio nazionale. serimento nella struttura del sistema di isolamento alla per quanto riguarda l’individuazione dei livelli pre- base, consente di ottenere il livello prestazionale più stazionali conseguenti ai diversi input sismici, i centri di elevato (FO) nella maggior parte dei casi, anche in con- ricerca internazionali hanno mostrato come indagini an- dizioni di sisma con periodo di ritorno molto elevato, che condotte con metodi semplificati mediante push- garantendo così l’operatività immediata delle varie fun- over analysis forniscano indicazioni accettabili sui livelli zioni dell’edificio. di prestazione attesa: Qualora l’edificio ospedale fosse dimensionato in a) individuazione delle azioni sismiche di riferi- base alle normative vigenti, senza l’isolamento sismico mento; alla base, la metodologia sopra citata consentirebbe la b) determinazione degli spostamenti relativi tra i valutazione dei punti critici della struttura e del livello di piani della struttura in relazione ai vari input; danno progressivo. c) utilizzo dei limiti prestazionali proposti in let- Grazie all’analisi dinamica tramite spettri di risposta teratura per l’individuazione, attraverso il parame- normalizzati (accelerogrammi di PGA scalati), si può ca-
  • 96. ratterizzare il valore del carico di rottura e la localizza- Per questo, le linee di collegamento fra le centralizione delle cerniere plastiche che innescano il cinema- e l’edificio dovranno essere dotate di giunti di dilatazio-tismo di crollo della struttura in esame. La possibilità di ne e sottoposte a stress analysis mediante appositideterminare un ordine di danno e di collasso della programmi di calcolo, nei quali è possibile inserire an-struttura, identificando le sue parti di maggiore perico- che l’entità dell’azione sismica (cioè il grado di sismici-lo in caso di comparsa del sisma, permette di ridefinire tà dell’area), e verificare la resistenza delle linee al gra-il progetto in base ai risultati ottenuti, nel caso in cui si do di sollecitazione impostato a programma.tratti di un edificio non ancora costruito; di consolidare Nonostante ciò, dato che il sisma è un evento chele parti strutturali più a rischio e/o di scegliere delle non può essere ricondotto a una semplice schematiz-aree da presidiare per maggior tutela dell’utenza, in ca- zazione computerizzata, e potrebbe assumere una en-so di edificio già costruito. tità non prevedibile a priori, l’assoluta integrità delle li- Tramite l’individuazione della diversa caratterizza- nee non può essere garantita con certezza. Pertanto, èzione delle zone dell’edifico in esame, ottenuta in base necessario prevedere degli accorgimenti ulteriori per ialla differente probabilità di collasso, è possibile redige- servizi essenziali, da preservare in caso di sisma, chere le schede di valutazione post sisma, con le quali vie- sono i seguenti:ne analizzata l’ottimizzazione dell’attesa per la riagibilitàdella struttura. Alimentazione gas medicinali 255 Alimentazione idrica_strutture L’edificio sarà pensato in modo tale da Alimentazione elettrica.garantire il minimo disagio in caso di sisma. A livellostrutturale è previsto un sistema di isolamento median- Per l’alimentazione elettrica, occorre considerarete elementi flessibili in gomma a elevata capacità di due aspetti:smorzamento, posti alla base dell’edificio al livello del-le fondazioni, in modo tale che l’edificio si muova rigi- La cabina elettrica è interna all’ospedale e, quindi,damente nella sua totalità. Ciò comporta notevoli van- come gli altri impianti interni all’ospedale non subiràtaggi in termini di riagibilità post sisma dell’edificio in danneggiamenti. Il problema da tenere in considerazio-quanto non ci saranno disagi dovuti a cedimenti di par- ne è che, in caso di sisma, potrebbe venire a mancareti dell’edificio. Per ottenere tale risultato bisogna attua- l’alimentazione dalla rete esterna;re altri accorgimenti. In questo caso, l’ospedale potrebbe ugualmente mantenere la propria alimentazione elettrica, tramite il_impianti Da un punto di vista statico, gli edifici sistema di cogenerazione. Dato che la centrale è ester-verranno progettati in modo da non subire deforma- na, risulta necessario preservare i cavi di collegamentozioni durante un eventuale sisma. e, per questo, è sufficiente prevedere un’adeguata ric- Il problema che potrà verificarsi, in caso di evento chezza sulla lunghezza dei cavi di collegamento fra isismico, è quindi quello dello spostamento relativo fra quadri esterni e l’edificio principale, lasciando i cavi ini diversi edifici, cioè fra l’edificio principale con funzioni eccesso all’interno dei quadri elettrici.ospedaliere e le centrali impiantistiche esterne all’edifi-cio stesso, che sono le seguenti: Per i gas medicinali, data l’importanza del servizio, è già previsto un sistema di alimentazione di emergen- Centrale termica za, per far fronte a eventuali fuori servizio delle centrali Centrale frigorifera di produzione o a interruzioni delle linee di collega- Centrale di cogenerazione mento fra le centrali e l’edificio. Centrale idrica Il sistema di alimentazione di emergenza prevede Centrale antincendio che, in posizione strategica del complesso (e cioè al Centrali gas medicinali. piano terra in posizione possibilmente contrapposta al- 04
  • 97. la localizzazione delle centrali di produzione, e comun- 1) tipo e caratteristiche del componente que in una posizione da un lato accessibile a automez- 2) zona sismica zi di rifornimento, dall’altro facilmente ricollegabile alla 3) livello di prestazione richiesto. rete di distribuzione primaria dei gas medicinali), si in- stalli un attacco per alimentazione di emergenza per i Sono fornite linee guida per il progetto e l’applica- gas compressi principali (ossigeno, aria compressa, pro- zione di ancoraggi e controventi sismici per le 15 cate- tossido d’azoto), per l’aspirazione endocavitaria (vuoto) gorie di componenti non strutturali elencate in tabella. e per l’evacuazione dei gas anestetici. L’alimentazione Per gli ospedali si potrebbero aggiungere un certo nu- verrà quindi garantita mediante pacchi bombole. mero di categorie, includendo le funzioni delle appa- Per il servizio idrico, la centrale prevede un sistema recchiature all’interno dell’edificio. di accumulo che deve coprire 8-12 ore di esercizio nor- male. In caso di sisma e di interruzione dell’alimenta- zione da acquedotto, si provvederà a: 1 componenti fissi al pavimento provvedere a rifornire i serbatoi di accumulo me- 2 componenti fissi al soffitto o appesi alle pareti diante autobotti 3 componenti fissi su pavimenti galleggianti limitare comunque i consumi allo stretto indispen- 4 componenti con sistemi di isolamento dalle vibrazioni sabile, in modo da massimizzare la durata della riserva 5 componenti sospesi con sistemi di isolamento dalle vibrazioni fra un riempimento e l’altro. 6 tubature 7 sistemi di distribuzione dell’aria _finiture Per quanto concerne le finiture, bisogna 8 sistemi di distribuzione dell’energia elettrica mettere in atto alcuni accorgimenti in modo tale che, in 9 rivestimenti caso di sisma, non si manifestino situazioni di pericolo 10 partizioni dovute a elementi non strutturali che possono cedere 11 controsoffitti e distaccarsi dai supporti ai quali sono ancorati. 12 apparecchiature per l’illuminazione Gli elementi che costituiscono le finiture, dovranno 13 scaffalature essere verificati e progettati per i livelli di sollecitazione 14 ascensori e montacarichi attesi; gli ancoraggi dovranno essere alle strutture e di 15 pavimenti galleggianti tipo labile (controsoffitti e corpi illuminanti appesi me- dianti pendinatura che resista a sollecitazioni verticali e4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE orizzontali); le deformazioni dovranno garantire agli ele- In Italia i criteri di progetto dovrebbero prevedere menti non strutturali di restare integri. ancoraggi e controventamenti nelle zone ad alta e me- Esiste un certo numero di fonti da usare per svi- dia sismicità. Nelle zone a bassa sismicità i requisiti per luppare linee guida e criteri per gli elementi non strut- gli ancoraggi dovrebbero essere applicati esclusiva- turali degli ospedali italiani, tra cui le prescrizioni del- mente alle apparecchiature critiche, di cui è necessaria l’Eurocodice e quelle di dettaglio per vari sistemi non la definizione. strutturali emanate dall’OSHPD. Un testo di riferimento si potrebbe ottenere dall’a- dattamento del “Manuale per la protezione sismica dei _SICUREZZA AL FUOCO componenti non strutturali”, basato principalmente sul- le norme sismiche californiane del 1997. Il testo forni- Dopo un periodo nel quale si sono susseguite una sce gli obiettivi prestazionali e i requisiti dei componenti serie di bozze riguardanti la normativa di prevenzione non strutturali, la loro applicazione e i criteri progettua- incendi, nel settembre 2002 è stato emanato il D.M. li; specifica quando un componente non strutturale ne- del 18.09.02, “Approvazione della regola tecnica di pre- cessita di protezione sismica in funzione di: venzione incendi per la progettazione, la costruzione e
  • 98. l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private”. superiore a 40 m per raggiungere un’uscita su luogo si-Quindi ai fini della prevenzione incendi, e allo scopo di curo o su scala di sicurezza esterna, e a 30 m per rag-raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla giungere un’uscita su scala protetta.salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni contro L’edificio dovrà essere dotato di un sistema di sca-i rischi di incendio, l’ospedale sarà realizzato e gestito in le utilizzate come percorsi d’esodo verticale (a prova dimodo da: fumo, o esterne) in modo tale che ogni blocco dell’e- difico abbia almeno due scale da utilizzare come via minimizzare le cause di incendio; d’esodo che immettono direttamente o tramite per- garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di corsi orizzontali protetti, in luogo sicuro all’esterno del-assicurare il soccorso agli occupanti; l’edificio. limitare la produzione e la propagazione di un in-cendio all’interno dei locali; _collocazione delle attività a rischio limitare la propagazione di un incendio a edifici specifico La normativa in questione pone qualchee/o locali contigui; limitazione riguardo la collocazione di alcune attività assicurare agli occupanti la possibilità di lasciare il sanitarie o di servizi, considerate a rischio specifico,locale indenni o di essere comunque soccorsi in altro che sono in contrasto con alcune esigenze di tipo fun-modo; zionale. Nella logica di limitare al massimo i percorsi 257 garantire alle squadre di soccorso di poter operare all’interno dell’ospedale da parte del personale, è for-in condizioni di sicurezza. se in controtendenza collocare alcune attività conside- rate dalla normativa a rischio specifico, quali aree di_caratteristiche costruttive L’edificio dovrà servizio come i magazzini generali, la sterilizzazione,essere accessibile da tutti i lati per permettere ai mezzi guardaroba e aree sanitarie come i laboratori di anali-di soccorso di accostarsi per facilitare le operazione di si, la radioterapia, la medicina nucleare, distanti daintervento. aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo La recente norma detta prescrizioni circostanziate ambulatoriale (B) e aree destinate a ricovero in regi-sulle caratteristiche costruttive a cui attenersi: l’edificio me ospedaliero (D).dovrà essere realizzato con una struttura e sistemi di Per quanto riguarda le aree a rischio specifico ac-compartimentazione con caratteristiche REI 120 per i cessibili al solo personale dipendente (laboratori dipiani interrati e REI 90 per i piani fuori terra; i materiali analisi e ricerca, guardaroba, magazzini generali, archi-utilizzati per le finiture avranno una resistenza al fuoco vio, farmacia, sterilizzazione, radioterapia, medicina nu-adeguata. cleare, depositi), potrebbero essere adottate delle solu- L’edificio dovrà essere progettato in modo tale da zioni conformi particolari, in modo tale da garantire incircoscrivere e limitare la propagazione di un eventuale ogni caso le condizioni di sicurezza richieste, utilizzan-incendio, suddividendo la struttura in compartimenti, do particolari accorgimenti a livello tecnologico-impian-distinguendo aree con diverse caratteristiche in funzio- tistico (compartimentazioni REI, sistemi di esodo parti-ne delle attività svolte. colari, aerazione naturale, sistemi di spegnimento auto- matico, ecc.)._misure d’esodo (percorsi orizzontali everticali) L’edificio dovrà essere provvisto di un si- _impianti Le dotazioni antincendio del complessostema organizzato di vie d’uscita, dimensionato in base ospedaliero sono di vario tipo:al massimo affollamento previsto per i singoli compar-timenti in funzione della capacità di deflusso, che ad- Rete idrica antincendioduca verso un luogo sicuro. Il percorso di esodo, misu- Estintorirato a partire dalla porta di ciascun locale, nonché da Impianto sprinklerogni punto dei locali a uso comune, non dovrà essere Impianto di spegnimento automatico a gas inerte 04
  • 99. Evacuatori di fumo e calore Nella configurazione del complesso ospedaliero Impianto di spegnimento a schiuma per elisuperficie. ipotizzata, l’impianto di spegnimento automatico trova applicazione nella zona destinata ad archivio al piano La rete idrica antincendio servirà sia le aree esterne interrato, locali particolari (medicina nucleare, ecc.), che quelle interne del complesso ospedaliero. Il criterio CED e centrale telefonica. generale è quello di distribuire gli idranti in modo tale da Un’ulteriore applicazione potrebbe essere prevista, consentire di raggiungere tutti i punti del complesso: anche in assenza di carichi d’incendio elevati, per locali nei quali siano presenti apparecchiature e attrezzature gli idranti soprasuolo devono essere posizionati in particolarmente costose, tali per cui un eventuale incen- modo che ogni parte esterna dell’edificio sia raggiungi- dio in tali locali porterebbe a un danno economico con- bile con il getto d’acqua di almeno un idrante, e co- siderevole (esempio: acceleratore lineare, ciclotrone). Ta- munque a una distanza massima di 60 m tra due idran- li applicazioni vanno comunque limitate ai casi di effetti- ti adiacenti. Il posizionamento degli idranti esterni è rac- va necessità, sia a motivo del costo non trascurabile per comandato tra 5 e 10 m di distanza dal fabbricato; la realizzazione degli impianti di spegnimento automati- le cassette incendio UNI 45 devono essere posi- co, sia per taluni aspetti legati alla sicurezza gestionale. zionate in modo che ogni punto all’interno dell’edificio Il sistema di evacuazione di fumo e calore è previ- sia raggiungibile con il getto di almeno un idrante. sto per l’atrio di ingresso dell’ospedale e permette di eva- cuare il fumo generato dall’incendio col duplice effetto di Gli estintori vengono invece previsti al servizio del- ridurre il rischio di soffocamento per le persone e di li- le aree interne del complesso e saranno distribuiti in mitare la sovratemperatura dell’ambiente interessato dal- modo da servire tutte le aree (la normativa prevede l’a- l’incendio e quindi preservare la stabilità delle strutture. rea massima che può essere servita da ogni tipo di Il sistema è basato sull’impiego di lucernari posti sul- estintore e il cammino massimo per raggiungere un la copertura dell’atrio stesso; ogni evacuatore di fumo e estintore), differenziando la tipologia degli agenti estin- calore sarà dotato di due comandi di apertura automatici: guenti in funzione delle aree di intervento (in generale si utilizzerà la polvere, ma, ad esempio, nelle cabine uno costituito da una valvola con testina tarata ter- degli impianti elettrici si utilizzerà la CO2 ). micamente alla temperatura di 67° C, alla quale scatte- L’impianto sprinkler di spegnimento automatico, è rà l’apertura; generalmente richiesto dai Vigili del Fuoco per la prote- l’altro, basato su una centralina alla quale faranno zione antincendio del magazzino generale al piano in- capo i segnali provenienti dai rilevatori di fumo installa-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE terrato. ti nella zona protetta: in caso di segnale proveniente L’impianto sarà di tipo a umido, in quanto tale im- anche da uno solo dei rilevatori di fumo, la centralina pianto garantisce una maggiore prontezza di intervento determinerà il comando elettrico che provocherà l’a- rispetto a un impianto di tipo a secco e non esiste ri- pertura di tutti gli evacuatori di fumo e calore. schio di gelo dell’acqua nelle tubazioni. Per la rete idranti e per l’impianto sprinkler, verrà Infine, nella zona protetta è previsto anche un pul- prevista una vasca comune come riserva idrica, e poi sante per il comando manuale dell’apertura degli eva- ciascun impianto sarà alimentato separatamente da un cuatori di fumo e calore: il comando proveniente dal gruppo package di pompaggio dedicato. pulsante manuale verrà inviato alla centralina e, tramite Un impianto di spegnimento automatico a gas questa, provocherà l’apertura di tutti gli evacuatori di fu- inerte è necessario per la protezione antincendio di lo- mo e calore. cali caratterizzati da un carico termico d’incendio eleva- Infine, per l’elisuperficie è previsto un impianto an- to, nei quali peraltro l’utilizzo dell’acqua come mezzo di tincendio a miscela di acqua e schiuma, che opererà spegnimento possa portare a un danneggiamento del mediante allagamento totale dell’area stessa in caso di materiale presente nel locale. necessità, utilizzando tre monitori per il lancio della mi-
  • 100. scela acqua+schiuma. addetti al servizio di controllo e guardiania, ecc.); A tal fine è prevista un’apposita stazione di pom- operatori terzi (servizi bar, servizi mensa, servizipaggio e miscelazione. bancari, ecc.); fruitori (degenti, parenti, ecc.)._CONTENIMENTO DEI RISCHI Rispetto alla realtà di cantiere emergono i seguen- ti fattori:_sicurezza dei luoghi di lavoro In riferi-mento alla normativa in materia di sicurezza dei luoghi layout degli spazi di lavoro pressoché costante edi lavoro (D.P.R. 547 del 27.03.55, D.D. Lgs. 626 del definito (nel cantiere il layout è in continuo cambia-19.09.94 e 242 del 19.03.96) l’ospedale sarà realizza- mento);to e gestito in modo da garantire le misure generali per soggetti da tutelare ai fini della sicurezza e della sa-la protezione della salute e per la sicurezza dei lavora- lute estremamente eterogeneo (nel cantiere è presso-tori prendendo in considerazione: ché omogeneo). valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza; Pur risultando lo scopo finale il medesimo – ossia riduzione dei rischi alla fonte; la tutela fisica della persona – la realtà operativa dell’o- 259 rispetto dei principi ergonomici nella concezione spedale durante la fase di gestione dell’opera risultadei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nel- per certi versi ribaltata. Essa si deve quindi indirizzarela definizione dei metodi di lavoro e produzione (atte- verso la sua variabile principale: l’eterogeneità del sog-nuando il lavoro monotono e ripetitivo); getto da tutelare. utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologi- Per la verifica della sicurezza nei luoghi di lavoro ilci, sui luoghi di lavoro; primo passaggio è quello della classificazione delle fon- controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei ri- ti di rischio. Questo controllo comporta un’analisi atten-schi specifici; ta dei luoghi, degli strumenti, delle macchine e delle la- allontanamento del lavoratore dall’esposizione a ri- vorazioni eseguite in un complesso ospedaliero.schio, per motivi sanitari inerenti la sua persona; Tra le principali fonti di rischio si ricordano le se- misure igieniche; guenti. misure di protezione collettiva e individuale; misure di emergenza da attuare in caso di pronto _rischio chimico I preparati chimici utilizzati insoccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavo- ambiente ospedaliero possono venire suddivisi princi-ratori e di pericolo grave e immediato; palmente in sei categorie: uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, 1) prodotti detergenti;macchine e impianti, con particolare riguardo ai dispo- 2) prodotti chimici per laboratori;sitivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fab- 3) prodotti disinfettanti;bricanti. 4) gas medicinali; 5) prodotti per gestione lastre radiologiche, se previsti; Nei luoghi di lavoro fissi la tutela, in termini di si- 6) prodotti chemioterapici antiblastici.curezza e salute, si indirizza a una molteplicità eteroge-nea di soggetti, quali: I prodotti riportati risultano per la maggior parte uti- lizzati dagli operatori ospedalieri e dal personale ausilia- operatori sanitari (medici, infermieri, personale rio quindi è evidente che gli stessi dovranno essere ade-universitario, ecc.); guatamente informati-formati riguardo i rischi e adottare operatori non sanitari (addetti alle manutenzioni, gli specifici DPI. 04
  • 101. _rischio biologico Occorre fare presente i det- anche quello relativo a principi di ergonomia. In gene- tami riportati dall’art. 16 paragrafo 1, della direttiva eu- rale i problemi si presentano laddove esistano compiti ropea 89/391/CEE. Questa impone una maggiore at- di movimentazione manuale dei carichi in maniera tenzione riguardo il rischio biologico e le relative misure continuata e ripetitiva (ad es.: personale infermieristico di prevenzione per i lavoratori esposti. In particolare la e ausiliario per movimentazione pazienti). Vanno quin- direttiva pone a carico del datore di lavoro (legale rap- di posti in atto tutti i possibili accorgimenti per ridurre presentante coadiuvato dal direttore sanitario) gli obbli- questi rischi, ad es.: prevedere sistemi di movimenta- ghi di determinare natura, grado e durata espositiva dei zione meccanici come solleva-malati nelle degenze e lavoratori ad agenti che possono comportare rischio bio- passa-malati fissi o mobili nelle sale operatorie; proce- logico. Nell’ospedale dovranno quindi essere previsti dure che limitino il peso di colli o confezioni di mate- degli apprestamenti igienici corretti, sistemi di raccolta- riale da movimentare manualmente. immagazzinamento-smaltimento dei rifiuti, utilizzo di se- Possono esistere anche dei rischi legati alla scor- gnali di presenza in alcune aree di rischio biologico, ecc. retta e/o prolungata postura (ad es.: chirurghi). _rischio fisico Pur non approfondendo qui la _rischio rumore e vibrazioni In generale problematica specialistica, occorre tenere presente il ri- l’ambiente ospedaliero risulta a basso impatto acustico. schio derivante dalla presenza in ospedale di isotopi ra- Tuttavia possono esistere alcune lavorazioni nelle aree dioattivi (in medicina nucleare e talvolta in qualche la- sanitarie, logistiche e dei servizi che rappresentano l’ec- boratorio di analisi) e di apparecchiature che produco- cezione. Ad esempio per gli addetti alla manutenzione no radiazioni ionizzanti (in radioterapia, radiodiagnosti- degli impianti e apparecchiature, per gli utenti che si ca, sale operatorie, terapie intensive ecc.). La progetta- sottopongono a risonanza magnetica, ecc. zione, dunque, dovrà tener conto sia delle necessarie misure proteximetriche sulle strutture (ad es.: bunker di _rischio attrezzature In questa categoria so- radioterapia, protezioni in piombo di pareti ed even- no riassunti i dispositivi presenti nell’ospedale, preva- tualmente pavimenti e soffitti in radiodiagnostica), sia lentemente nella categoria arredi e attrezzature elettro- delle procedure da prevedere per gli operatori ad es.: niche. Riguardo i videoterminali, si fa presente la loro comandi esterni per le apparecchiature, sistemi am- sempre più larga diffusione tra gli operatori (reception, bienti e percorsi di decontaminazione, sistemi di allon- uffici, servizi al piano, ecc.), che comporta una maggio- tanamento e decadimento dei reflui e dei rifiuti). re informazione riguardo i relativi rischi da parte del ser- vizio di prevenzione e protezione. In merito agli arredi4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE _rischio incendio Questo rischio per la sua im- è necessario ricordare che devono soddisfare le esi- portanza è stato già ampiamente sviluppato nei paragra- genze antincendio, ergonomiche e di sicurezza per gli fi precedenti. Corre l’obbligo tuttavia di ricordare i detta- utenti (è preferibile evitare angoli e/o protuberanze ac- mi sanciti da D.M.I. del Marzo ’98 (che classifica le strut- centuate), oltre a quelle di igiene che richiedono una ture sanitarie nelle attività a rischio di incendio elevato), conformazione e materiali che non trattengano sporco, in particolare per quanto concerne la gestione delle polvere o oggetti impropri (ad es. con piani inclinati la- emergenze (piano di emergenza), la formazione delle vabili sulla copertura dei pensili), facile pulibilità e dis- squadre di emergenza e assistenza alle persone disabili. infettabilità senza deterioramento delle superfici. Si ricorda inoltre la pericolosità di alcuni prodotti chimici in grado di reagire tra loro e la necessità all’im- _SICUREZZA DI ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI magazzinamento in locali separati, dotati di dispositivi automatici antincendio e di sufficiente aerazione. Il problema della sicurezza investe due aspetti: _rischio ergonomico Tra i rischi per la salute e la sicurezza per gli utenti e per gli operatori (ad la sicurezza dei lavoratori il decreto 626 ha introdotto esempio in caso di malfunzionamento di un impianto
  • 102. a gas, potrebbe verificarsi un’esplosione); _Condizioni di benessere la sicurezza in caso di black-out degli impianti (adesempio i problemi che si verificano nel caso in cui si fer-mi l’impianto di condizionamento di una sala operatoria). Molteplici sono gli elementi che concorrono a co- stituire l’ambiente “ideale”, o quanto meno a definire le Per un ospedale, è importante soprattutto trovare condizioni ottimali di confort percepito dai degenti, dalsoluzione alle problematiche relative alla sicurezza inte- personale e, in generale, da chi accede a una strutturasa come non interrompibilità del servizio, per quei ser- ospedaliera che nelle sue molteplici funzioni e situa-vizi la cui continuità è fondamentale. zioni deve conformarsi a norme e leggi che ne dettano Alcune problematiche sono già state esaminate in anche i diversi limiti di “performance”.altri paragrafi della presente relazione. Qui di seguito siriprendono gli aspetti di maggiore importanza: _BENESSERE TERMOIGROMETRICO impianti elettrici: la continuità del servizio è garan-tita dalla presenza dell’alimentazione esterna, dai grup- Numerose sono le scelte che devono essere fattepi di cogenerazione, dai gruppi elettrogeni in linea no- a livello di sistema tecnologico, che portano a deciderebreak e dai gruppi statici di continuità; quale tecnologia utilizzare per realizzare l’involucro 261 impianti di condizionamento: nelle aree più impor- esterno (murature, infissi, copertura, solaio a terra) e glitanti (sale operatorie, terapie intensive, ecc.) l’impianto è impianti di climatizzazione-condizionamento in funzionedi tipo a tutta aria e la continuità di esercizio è garantita dell’area climatica in cui si colloca l’edificio. Si evidenzia-da due accorgimenti: la presenza di doppi ventilatori per no di seguito anche i livelli prestazionali ambientali ga-l’aria (uno di riserva integrale all’altro) e la presenza di rantiti nelle varie aree funzionali e/o locali (temperatura,doppia batteria di refrigerazione (una alimentata dal cir- umidità relativa, velocità dell’aria, filtraggio).cuito acqua gelida e l’altra dal circuito acqua glicolata); alimentazione idrica: una o più vasche di accumu- _involucro esterno La regolazione del microcli-lo garantiscono una riserva di almeno 10-12 ore di ma interno all’edificio dipende anche dalla natura del-esercizio; l’involucro esterno e dalle relative tecnologie utilizzate. gas medicinali: in posizione strategica del com- Gli elementi fondamentali da prendere in considerazio-plesso (e cioè al piano terra in posizione possibilmen- ne sono quindi la composizione e stratificazione dellete contrapposta alla posizione delle centrali di produ- murature di elevazione esterne, la tipologia di infissizione e comunque in una posizione da un lato acces- esterni e i relativi sistemi di oscuramento interni o ester-sibile a automezzi di rifornimento, dall’altro facilmente ni, la stratificazione e composizione dei solai di copertu-ricollegabile alla rete di distribuzione primaria dei gas ra e infine il tipo di chiusura inferiore a terra. Il progettomedicinali), si installerà un attacco per alimentazione di dell’involucro esterno è da integrarsi con la progettazio-emergenza per i gas compressi principali (ossigeno, ne degli impianti di climatizzazione, in modo tale da ga-aria compressa, protossido d’azoto), per l’aspirazione rantire livelli ottimali di benessere temoigrometrico.endocavitaria (vuoto) e per l’evacuazione dei gas ane- Le pareti perimetrali verticali esterne devono pos-stetici. L’alimentazione verrà quindi garantita mediante sedere i requisiti per impedire la condensazione inter-pacchi-bombole. Inoltre, dovrà essere utilizzato nel mo- stiziale e garantire un livello costante di isolamento ter-do più esteso possibile l’impiego di reti di distribuzione mico, il controllo della condensazione superficiale perad anello, per garantire l’alimentazione delle diverse evitare la formazione di muffe, il controllo dell’inerziaaree anche in caso di interruzione di alcuni tratti di cir- termica estiva e invernale, l’isolamento termico percuito per necessità manutentive. mantenere condizioni microclimatiche interne costanti e per ridurre lo scambio termico tra interno e esterno dell’edificio, la tenuta all’aria e all’acqua. Per garantire li- 04
  • 103. velli prestazionali elevati si ipotizza di utilizzare tecnolo- pertura sarà molto differente. Per garantire condizioni di gie avanzate quali facciate ventilate o murature iperiso- benessere termoigrometrico adeguati, si dovranno uti- late, tenendo in considerazione il fatto che gli impianti lizzare tecnologie appropriate, realizzando un pacchet- di climatizzazione rivestono all’interno dell’edificio un to di copertura che preveda materiali con un coeffi- ruolo molto importante per la regolazione e manteni- ciente di isolamento termico elevato, per limitare gli mento delle condizioni di comfort per tutto l’arco della scambi di calore per irraggiamento verso la volta cele- giornata, anche in funzione dell’esposizione al sole del- ste nelle notti con condizioni di cielo sereno, nonché le facciate, delle ombre portate dall’edifico stesso o da eliminare eventuali fenomeni di surriscaldamento esti- edifici circostanti. vo e dispersioni di calore in inverno. Analogamente gli infissi esterni devono avere i se- Per i solai a terra i requisiti sono principalmente guenti requisiti: controllo dell’irraggiamento termico so- connessi con la tipologia di terreno, la sua stratigrafia, la lare tramite l’utilizzo di vetri speciali (a doppia camera, presenza di eventuale acque di falda. basso-emissivi, ecc), isolamento termico confrontabile Di grande importanza è il corretto abbinamento tra a quello delle parti opache (infissi a taglio termico) in i vari elementi che costituiscono l’involucro esterno modo tale da limitare i ponti termici, tenuta all’acqua e (muratura-infissi, muratura-solai, ecc.) in modo da evi- all’aria molto elevata. Inoltre dovranno essere tutti apri- tare ponti termici o punti deboli che inneschino feno- bili per facilitare la pulizia di serramenti e facciata. meni di degrado patologico e facilitino il decadimento Gli infissi dovranno garantire livelli prestazionali prestazionale. molto elevati; dovranno essere chiusi a chiave per evi- Particolare attenzione deve essere posta nella scel- tare che gli utenti possano aprirli e provocando il mu- ta delle superfici vetrate, che devono avere buone ca- tare delle condizioni microclimatiche interne, con una ratteristiche di filtrazione della radiazione solare, con alterazione dei valori di temperatura e umidità dell’aria due finalità: all’interno dell’edifico, e facendo così funzionare gli im- pianti di climatizzazione in modo scorretto. La caposala contenendo la radiazione entrante nell’edificio si e/o personale infermieristico autorizzato avranno copia limita la potenza necessaria per il condizionamento della chiave per aprire gli infissi in caso di bisogni parti- estivo e, quindi, si riducono sia il dimensionamento colari del paziente. dell’impianto che i suoi consumi energetici. Solitamen- Per la regolazione del microclima interno dell’edifi- te si richiede che la superficie vetrata limiti la radiazio- cio, ricoprono un ruolo di primaria importanza i sistemi ne solare che passa all’interno dell’edificio al 50% cir- di oscuramento posti a protezione degli infissi, colloca- ca di quella incidente;4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE ti all’esterno o all’interno dell’edificio, tenendo in consi- nello stesso modo si riduce il fastidio, per gli occu- derazione il fatto che le tende o altri sistemi di oscura- panti, dovuto a irraggiamento diretto sul corpo umano, mento esterni, rispetto a quelli interni, abbassano note- fonte di notevole sensazione di disagio, specialmente volmente il carico termico dovuto alla radiazione solare per quei pazienti che, per vari motivi, potrebbero esse- diretta. re bloccati a letto. A questo scopo è inoltre opportuno I requisiti fondamentali che deve avere la copertu- prevedere anche tendine interne che consentano di ra sono: controllo della condensazione interstiziale e schermare ulteriormente la radiazione solare. superficiale, controllo dell’inerzia termica estiva e inver- nale, isolamento termico, resistenza e tenuta all’acqua e all’aria. La copertura infine dovrà garantire livelli pre- stazionali diversi in funzione della tipologia di utilizzo: copertura continua piana calpestabile, per la manuten- zione della stessa o degli impianti, tetto giardino, co- pertura discontinua e altre. La composizione dei vari strati del manto di co-
  • 104. _impianto di climatizzazione-condizionamento È ormai indispen-sabile che l’impianto di climatizzazione/condizionamento sia esteso a tutta la strut-tura e non solo alle zone dove è indispensabile per motivi tecnici, come ad esempiosale operatorie, terapie intensive, ecc. Il primo e più importante passo per un corretto dimensionamento degli impian-ti di climatizzazione è costituito dai calcoli termofrigoriferi per la determinazione delfabbisogni di ogni ambiente, nelle due stagioni (inverno ed estate, che solitamenteè la più critica fra le due stagioni). La definizione delle condizioni termoigrometriche e delle portate di ventilazioneda garantire alle diverse tipologie di ambienti, nonché di altre condizioni (come peresempio il livello di filtrazione dell’aria, la rumorosità ammessa, ecc.), è premessa es-senziale per definire il livello di comfort e mantenimento degli standard igienici. I va-lori che devono essere assunti a riferimento sono riportati nelle seguenti tabelle: condizioni termoigrometriche interne Note 263 ambiente inverno estate NC = non controllata temp. (°c) umid. rel. (%) temp. (°c) umid. rel. (%) (a) condizioni operative / in mantenimento (b) oppure a bilanciamentosale operatorie 17-24 +/– 1 40 – 60% 17-24 +/–1 40 - 60% (c) giorno / nottelocali annessi a sale operatorie 24 +/– 1 50 +/– 5 24 +/– 1 50 +/– 5 (d) + = + 4 Pa / – = – 4 Paterapia intensiva 24 +/– 1 50 +/– 5 24 +/– 1 50 +/– 5 (e) da verificare caso per casosterilizzazione 22 +/– 1 50 +/– 5 24 +/– 1 50 +/– 5 per le zone filtro (f) vale la condizione piùcamere di degenza 24 +/– 1 40 +/– 5 25 +/– 1 50 +/– 5 restrittiva fra le duezona pronto soccorso 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5 (g) le condizioni indicateradioterapia, medicina nucleare 24 +/– 1 55 +/– 5 24 +/– 1 55 +/– 5 valgono per laboratori senza attività particolari; perpunto nascita 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5 quest’ultimi, si applicanoradiologia, analisi, prelievi, ecc. 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5 condizioni diverse caso per casolaboratori (g) 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5ambulatori 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5uffici, archivi, ecc. 20 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5accettazione, attesa 20 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5corridoi 20 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5albergo 20 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5auditorium, cappella 22 +/– 1 40 +/– 5 26 +/– 1 50 +/– 5cabina elettrica / ups 16 +/– 1 NC max 30 NClocale batterie 16 +/– 1 NC max 30 NCservizi igienici 20 +/– 1 NC NC NC Nello studio, per le condizioni esterne sono state considerate tre diverse condi-zioni geografiche, per valutare l’impatto che può avere la zona climatica sul dimen-sionamento degli impianti di climatizzazione: 04
  • 105. ambiente portata aria (vol/h) sovrapress. (+) esterna (f ) ripresa o vol/h m3/h pers. ripresa vol/h depress. (–) (d) sale operatorie 20 / 4 (a) 14 ++++ locali annessi a sale operatorie 8 4 +++ terapia intensiva 8 - 12 4 +++ sterilizzazione 8 4 +++ camere di degenza 3 40 1 + zona pronto soccorso 5 3 + radioterapia, medicina nucleare 12 / 3 (a) 13 –– punto nascita 5 / 2 (a) 2 ++ radiologia, analisi, prelievi, ecc. 5 / 2 (a) 2 + laboratori (g) 6 2 + ambulatori 5 / 2 (a) 40 2 + uffici, archivi, ecc. 3 3 0 accettazione, attesa 12 12 0 corridoi 1,5 1 (b) 0 (e) albergo 3 3 0 auditorium, cappella 3 30 3 0 cabina elettrica / ups 3 0 locale batterie 3 8 – servizi igienici 12 ––– grado filtrazione aria pressione acustica ambiente immessa espulsa in ambiente db (a) sale operatorie g4 + f9 + h14 f8/9 35 locali annessi a sale operatorie g4 + f9 + h14 f8/9 35 terapia intensiva g4 + f9 + h14 f8/9 354 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE sterilizzazione g4 + f9 f8/9 35 camere di degenza g4 + f9 f8 33 / 30 (c) Note zona pronto soccorso g4 + f9 g4 + f8 45 NC = non controllata radioterapia, medicina nucleare g4 + f8 + h10 f9 + carboni attivi 45 (a) condizioni operative / in punto nascita g4 + f9 f8/9 40 mantenimento radiologia, analisi, prelievi, ecc. g4 + f9 f8/9 40 (b) oppure a bilanciamento laboratori (g) g4 + f9 f8/9 40 (c) giorno / notte (d) + = + 4 Pa / – = – 4 Pa ambulatori g4 + f9 f8/9 40 (e) da verificare caso per caso uffici, archivi, ecc. g4 + f9 f8/9 45 per le zone filtro accettazione, attesa g4 + f9 f8/9 45 (f) vale la condizione più corridoi g4 + f9 f8/9 45 restrittiva fra le due (g) le condizioni indicate albergo g4 + f9 f8/9 40 valgono per laboratori senza auditorium, cappella g4 + f9 f8/9 35 attività particolari; per cabina elettrica / ups g4 + f8/9 g4 quest’ultimi, si applicano condizioni diverse caso per locale batterie g4 + f8/9 g4 caso servizi igienici g4 + f8 40
  • 106. Caso 1: si considera la situazione limite “calda”, per esempio Napoli, Messina,Palermo Caso 2: si considera la situazione climaticamente intermedia, corrispondente al-le principali città di pianura dell’Italia settentrionale (es.: Milano, Torino) Caso 3: si considera la situazione limite “fredda” corrispondente alle principali lo-calità di media montagna dell’Italia settentrionale (es.: Bressanone o Brunico). I risultati ottenuti per i tre casi sono riepilogati nella seguente tabella:caso esempi di località potenza massima (kw) portata aria m3/h inverno estate inverno estate 1 Napoli, Messina, lorda 6.900 13.500 920.000 830.000 Palermo rec. calore – 2.400 – 1.000 netta 4.500 12.500 2 lorda 9.800 10.300 940.000 800.000 Note 265 I valori indicati tengono già conto Milano, Torino rec. calore – 3.600 – 700 dei seguenti coefficienti di netta 6.200 9.600 contemporaneità: lorda • inverno: 90% 3 14.900 7.400 980.000 790.000 • estate: 75% Bressanone, Brunico rec. calore – 5.600 – 400 netta 9.300 7.000 A seconda dell’area climatica, la potenza termica necessaria può oscillare fra 4,5MW e 9,5 MW, mentre la potenza frigorifera oscilla fra 7 MW e 12,5 MW (nell’areapiù calda si ha ovviamente la minima potenza termica accoppiata alla massima po-tenza frigorifera, e viceversa nell’area più fredda). Negli ospedali, in qualunque ambiente abbia affinità con le attività sanitarie, èimposto per legge il ricambio forzato dell’aria ed è preferibile non avere il ricircolodella stessa. Pertanto, sono necessari impianti di ventilazione forzata con unità chetrattino solamente aria esterna, cioè a totale ricambio d’aria, senza ricircolo. Un suc-cessivo elemento di approfondimento consiste nella scelta fra impianti a tutta aria eimpianti aria-acqua. Quanto sopra vale per gli ambienti a utilizzo ospedaliero, mentre per altre zone,come per esempio l’albergo e l’auditorium, è possibile pensare anche a soluzioni di-verse, con un parziale ricircolo dell’aria trattata. Si adotteranno (in alternativa o con-temporaneamente) le seguenti tipologie impiantistiche: impianti aria-acqua con aria primaria e ventilconvettori (preferibilmente a quat-tro tubi); impianti a tutta aria con parziale ricircolo. L’attenzione, comunque, deve essere concentrata principalmente sulle aree a uti-lizzo ospedaliero. Per queste aree è stata esaminata attentamente la possibilità di im- 04
  • 107. piego di impianti di tipo aria-acqua, che consentono un sulle persone; ciò si otterà con l’utilizzo di diffusori ad fondamentale vantaggio: il carico ambiente viene co- alta induzione. perto principalmente mediante corpi scaldanti/refrige- Altro problema di fondamentale importanza nelle ranti, e quindi la portata d’aria è limitata strettamente al- aree a utilizzo ospedaliero è quello del mantenimento le esigenze di ventilazione con aria esterna, riducendo dei corretti rapporti di pressione differenziale fra aree a quindi fortemente il consumo energetico per il tratta- utilizzo diverso. mento dell’aria esterna (ciò vale soprattutto in estate, Esistono sia tipologie di locali in cui, per evitare perché in inverno l’impiego di recuperatori di calore contaminazioni da agenti esterni e mantenere le con- consente di recuperare una quota consistente del calo- dizioni di sterilità necessarie, è richiesta la presenza di re posseduto dall’aria espulsa). una pressione ambiente superiore a quella dei locali Un ulteriore importante vantaggio di questi im- circostanti; sia tipologie in cui, per evitare trasmissione pianti consiste nel fatto che la riduzione della portata della contaminazione verso l’esterno, è richiesta la pre- d’aria consente una parallela riduzione delle dimensio- senza di una pressione ambiente inferiore a quella dei ni dei canali per l’aria stessa, e quindi una più agevole locali circostanti. dislocazione dei canali stessi e degli impianti in gene- Per questo, risulta necessario installare dei misura- rale nei controsoffitti. tori/trasmettitori di pressione differenziale che consen- Tale vantaggio, però, risulta consistente e quindi in- tano di valutare la differenza di pressione tra l’ambien- teressante solamente in quelle aree dove la portata di te controllato e quelli circostanti in modo da poter agi- ventilazione è più bassa. re sui ventilatori di mandata e ripresa aria (che dovran- L’esperienza dimostra che nella maggior parte dei no pertanto essere a velocità variabile) al fine di man- reparti ospedalieri la portata d’aria massima necessaria tenere i valori richiesti di pressione ambiente. in estate negli impianti di tipo a tutta aria risulta di 6-7 volumi/ora. In taluni reparti (terapie intensive, comparti opera- _BENESSERE VISIVO tori, radioterapia e similari), le portate di ventilazione sono uguali o addirittura superiori a tale valore, e quin- Al fine di garantire anche un benessere visivo, si di l’utilizzo di impianti aria-acqua non consentirebbe co- descrivono le condizioni che consentano di decidere munque di ottenere alcun risparmio; in queste tipolo- quale tecnologia utilizzare per realizzare l’involucro gie di reparti, l’impianto di climatizzazione sarà del tipo esterno (infissi, elementi di protezione) e gli impianti di a tutta aria, senza ricircolo (100% di aria esterna). illuminazione. Si evidenziano anche i livelli prestaziona-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE Viceversa, nei reparti di degenza o nei reparti di li ambientali garantiti nelle varie aree funzionali e/o lo- ambulatori, dove le esigenze di ventilazione sono limi- cali (rapporto di illuminazione naturale, lux). tate a 3-4 volumi/ora, il risparmio in termini di portata di ventilazione, consentito da un impianto aria-acqua, è _illuminazione naturale L’involucro esterno particolarmente consistente (nelle aree più calde, il ri- deve avere una percentuale consistente di superfici ve- sparmio si ha nella stagione estiva, in quelle più fredde trate per garantire livelli di illuminazione naturale adegua- nella stagione invernale). Pertanto, in queste aree si ti all’interno dell’edificio. Per migliorare i livelli di illumina- propone l’impiego di impianti con travi fredde (a quat- zione naturale, si possono utilizzare accorgimenti archi- tro tubi), più aria primaria. tettonici tali da limitare elementi orizzontali o verticali che Oltre alla scelta del tipo di impianto, particolare im- diminuiscono l’ingresso di luce naturale. Inoltre per facili- portanza deve essere posta anche nella scelta di una tare l’ingresso di luce naturale all’interno dell’edificio, si corretta distribuzione dell’aria. possono anche utilizzare dei sistemi particolari per inca- Il flusso d’aria negli ambienti deve essere diffuso e nalare o riflettere la luce nei punti più interni dell’edificio. a bassa velocità, in modo da evitare sensazioni di dis- Gli infissi esterni e i relativi sistemi di oscuramento agio legate all’impatto fastidioso dell’aria in movimento sono l’elemento di regolazione del flusso di luce natu-
  • 108. rale all’interno dell’edificio. I sistemi di oscuramento li produce una sorta di immobilità temporale che fa per-possono essere fissi o mobili (es. lamelle frangisole) in cepire il tempo immensamente più lungo, tanto chemodo tale da garantire un livello di illuminazione uni- due o tre giorni di degenza possono sembrarci comeforme e regolabile senza avere fenomeni di abbaglia- una settimana.mento. Tipologicamente i sistemi di oscuramento do- Una corretta illuminazione invece deve necessa-vranno essere differenziati per le parti di edificio che riamente tener conto di almeno due variabili fonda-ospitano le degenze e quelle che contengono attività di mentali:diagnosi (ambulatori, blocchi operatori, ecc.). Per la de-genza è opportuno prevedere un sistema che garanti- 1) La quantità di luce artificiale deve essere variabilesca la totale oscurabilità all’interno delle camere, men- in termini di intensità. Condizione questa che ben sitre per i locali destinati ad ambulatori, blocco operato- sposa non solo con il benessere del paziente ma an-rio, e altri, si possono utilizzare sistemi che garantisco- che con le necessità della struttura. Avere un impiantono livelli di oscurabilità parziale. flessibile consente: Qualunque soluzione venga adottata, essendo ele- • la gestione di tutte le problematiche illumino-menti per lo più mobili, è necessario prevedere la loro tecniche (notturna, generale, lettura ecc…) con unpulizia e manutenzione. ridotto numero di tipologie di apparecchi; • un minor consumo di energia elettrica; 267_illuminazione artificiale L’ambiente che ci • il prolungamento della vita delle sorgenti, di-circonda, costituito da spazio, luce e colore ha una minuendo il numero dei re-lamping.grande incidenza sul nostro benessere psico-fisico. Ne-gli ultimi anni numerose ricerche hanno dimostrato che 2) La qualità della luce artificiale deve essere variabi-un ambiente confortevole favorisce la guarigione, an- le, come è variabile, con il trascorrere del tempo, la lu-che in caso di gravi patologie, in particolar modo se ci ce del giorno. Questa flessibilità è applicabile soprattut-riferiamo alla luce, perché quest’ultima agisce sul no- to in termini di temperatura di colore. Un impianto fles-stro corpo come sincronizzatore regolando secondo sibile consente, con piccoli e non dispendiosi accorgi-una precisa e necessaria scansione temporale, molte menti, di riprodurre il trascorrere del tempo solare at-funzioni periodiche del nostro organismo. traverso il mutare dei toni della luce. Senza avere la La quantità di fotoni che colpisce la nostra retina presunzione né la necessità di simulare l’alba e il tra-controlla numerose importantissime attività del nostro monto, ma con un semplice passaggio dai 3000 aicorpo, in particolar modo quelle con andamento perio- 7000 K, è possibile riprodurre percettivamente l’anda-dico, un esempio per tutti il ciclo sonno/veglia, ma an- mento del sole. In questo modo il paziente ha la sen-che il ciclo ormonale, l’appetito ecc., ossia tutti elementi sazione che il tempo scorra più velocemente senzadeterminanti per il nostro benessere. perdere la sincronizzazione del ritmo circadiano, senza In un’analisi delle attuali strutture ospedaliere ci ren- contare l’elevato grado di comfort di questo tipo dideremmo immediatamente conto che questo aspetto paesaggio luminoso.della luce non è solitamente preso in adeguata conside- Il problema dell’abbagliamento è solamente in ap-razione. Nella maggioranza dei casi i pazienti vivono im- parenza di facile soluzione poiché spesso chi progettamersi in uno stato costante di penombra, senza ricevere gli spazi ospedalieri dimentica che la fruizione di talisufficienti informazioni sul mutare dell’ambiente esterno. spazi è fortemente influenzata da una prevalente posi- A questa situazione luminosa il corpo risponde in zione di osservazione diversa da quella consueta: quel-due modi distinti, il primo più fisiologico, il secondo psi- la distesa. L’impiego di ottiche dark light, ormai ampia-cologico. mente diffuso, può non essere sufficiente. Basti pensa- La mancanza di luce biologicamente rilevante in- re ai corridoi.duce uno stato di torpore costante che impedisce un Quasi sempre le aree dedicate al passaggio sonoreale riposo; inoltre la costanza delle variabili ambienta- illuminate con una fila centrale di faretti o fluorescenze, 04
  • 109. con il risultato che il malato trasportato su di un lettino _l’illuminazione ausiliaria In una situazione attraverso questi corridoi viene colpito negli occhi con di luce complessa come quella ospedaliera è impor- regolarità dall’emissione diretta di questi apparecchi. tante prevedere fin dall’inizio le funzioni luce ausiliarie L’impiego per esempio di gole luminose laterali risolve- come la notturna e l’emergenza. Le nuove tecnologie rebbe il problema in modo non solo efficace ma anche come i led e le pellicole ottiche mettono a disposizio- vantaggioso dal punto di vista economico. ne soluzioni molto avanzate sia dal punto di vista tec- Gli schemi di illuminazione normalmente utilizzati nico che estetico-funzionale. I led in modo particolare negli impianti alberghieri sono spesso facilmente appli- per durata, efficienza e dimensioni si prestano per ap- cabili, con qualche piccolo accorgimento, per risolvere plicazioni anche complesse. Per esempio queste nuo- le esigenze più complesse dell’ospedaliero. ve sorgenti possono essere integrate nei corrimano del- le scale e dei corridoi, con un pregevole risultato este- _la percezione della malattia Fino ad ora tico e nel contempo con la possibilità di assolvere con- abbiamo sottolineato quanto sia importante per il de- temporaneamente alla funzione di luce di emergenza gente che lo spazio che lo circonda non ricordi conti- e di segnalazione notturna. nuamente la malattia. Altre applicazioni della stessa tipologia di sorgente Nonostante gli attori della progettazione moltipli- possono essere studiate integrandole nell’architettura, chino i loro sforzi per una gradevole riqualificazione come linee di luce affogate nella pavimentazione con ambientale ci sono dei segni distintivi dell’ospedalità resine speciali. particolarmente difficili da eliminare. Uno di questi è il Un altro prodotto molto interessante sono le pelli- testaletto. Quest’ultimo è di grande importanza per cole a conduzione di luce. Funzionano, come le fibre concentrare gli impianti necessari per la cura del pa- ottiche, sul principio dell’angolo limite; soltanto posso- ziente, e anche se tutti riconosciamo che primo requi- no trasportare la luce percorrendo fino a 80 m, con sito necessario del prodotto è la sua funzionalità, dob- un’uniformità garantita dello 0.8 e alti livelli di efficien- biamo ammettere che pochissimi sforzi sono stati fatti za luminosa. È possibile ottenere un illuminamento per renderlo un po’ più gradevole. medio di 120 lux in un corridoio con misure standard La funzionalità del prodotto è stata spesso alibi per e lunghezza 80 m impiegando soli 500 W. la sua conformazione estetica e per la standardizzazio- Gli stessi condotti di luce possono essere montati ne della sua installazione. in verticale per esempio per l’illuminazione delle scale. Tuttavia i produttori devono essersi accorti della Un solo punto luce, un solo accesso per la manuten- necessità del requisito estetico in abbinamento a quel- zione ed un significativo effetto scenico.4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE lo funzionale e iniziano a comparire sul mercato solu- Questi prodotti, disponibili ormai da qualche anno zioni più interessanti. Una di queste è l’orientamento sul mercato, consentono con un moderato investimen- verticale del prodotto. to iniziale di ottenere grandi vantaggi economici e di In questo modo è possibile servire due postazioni gestione nel medio-lungo periodo. I led per esempio con un solo ancoraggio e “mascherare” il prodotto do- durano circa 80.000 ore, quindi praticamente non ne- tandolo di un piano di appoggio di facile accesso per il cessitano di manutenzione, sono a bassissimo consu- malato che può sostituire il comodino. mo energetico a fronte di un’altissima efficienza in ter- Un’altra soluzione per alleggerirne l’impatto è esclu- mini di lm/W, sono infrangibili e stagni e funzionano a dere da quest’ultimo la funzione di corpo illuminante. bassissimo voltaggio, tanto che per alcune operazioni Per farlo è necessario che la struttura nel suo comples- di installazione non è necessario nemmeno togliere so sia dotata di un impianto flessibile; questo consenti- tensione alla linea di alimentazione. Molti di questi van- rebbe di alleggerire il prodotto, di semplificarlo e proba- taggi valgono anche per i conduttori di luce. Pensiamo bilmente di ridurre in modo significativo il suo costo. a quante rampe di scale ci sono normalmente in una Tanto più che l’illuminazione data dal testaletto è quasi struttura ospedaliera. Ogni rampa necessita di una illu- sempre insufficiente e spesso mal distribuita. minazione tradizionale di almeno due punti luce. Con
  • 110. un tubo a conduzione di luce possiamo illuminare 5 eliminando ronzii e sfarfallii. Se a queste considerazio-piani di scale con un solo punto luce. Solo in opere ni aggiungiamo la flessibilità dell’impianto sulla qualemurarie abbiamo recuperato l’investimento in tecnolo- abbiamo tanto insistito possiamo ridurre le spese ener-gia, senza contare il consumo energetico e i risparmi in getiche e di manutenzione fino al 70% nel medio lun-termini di manutenzione. go periodo. Un’ultima considerazione, ma non ultima per im-_la segnaletica In molti casi valgono le conside- portanza, va fatta sulla pulizia dei corpi illuminanti. Lerazioni fatte nel paragrafo precedente sulle nuove tec- differenze di calore e i conseguenti moti dell’aria intor-nologie di luce; aggiungiamo soltanto che nel caso dei no agli apparecchi possono contribuire, in maniera de-tubi di luce è possibile integrare la grafica di segnala- cisiva, all’efficienza complessiva dell’impianto a causazione. Ritornando all’esempio della scala possiamo se- della polvere. La forma e i materiali che costituisconognalare piano e servizio direttamente sul corpo illumi- l’apparecchio, opportunamente selezionati, possono ri-nante. durre il fenomeno in modo significativo; tuttavia un ul- Una delle lamentele più frequenti raccolte dall’u- teriore progresso potrebbe essere fatto utilizzando glitenza ospedaliera è la difficoltà di orientamento all’in- apparecchi a zero movimentazione di polveri, disponi-terno della struttura. Pannelli informativi e cartelli sono bili sul mercato ormai da qualche anno ma purtropporisultati spesso insufficienti a fornire indicazioni corrette ancora poco conosciuti. 269per quanto riguarda l’ubicazione dei vari reparti e servi- L’installazione dei corpi illuminanti per l’illuminazio-zi ospedalieri. ne artificiale degli ambienti assicurerà un livello di illu- Anche in questo caso la luce può divenire utile minamento di esercizio, in tutti i locali dell’insediamen-strumento di comunicazione attraverso forma e colore. to, nel rispetto delle raccomandazioni di cui alla NormaNon sono rari esempi di applicazione del colore per dif- UNI 10380 e successive varianti, in funzione del tipo diferenziare diverse aree di competenza negli uffici o di- attività svolta all’interno del locale stesso. La Normaverse aree espositive nei musei, la stessa strategia po- UNI 10380 indica infatti i requisiti che deve avere l’illu-trebbe essere applicata alla differenziazione dei reparti minazione per essere adeguata, in modo da salvaguar-ospedalieri, magari rafforzata da una finitura estetica del dare la sicurezza, la salute e il benessere dei fruitori de-corpo illuminante. Nulla è più immediato e facilmente gli ambienti; tale concetto, ribadito dal DLgs 626/94,comprensibile di forma e colore, che del resto sono i era già inserito nel DPR 547/55.primi passi del nostro apprendimento visivo._il piano di manutenzione In molti casi il _BENESSERE ACUSTICOproblema della manutenzione viene affrontato a im-pianto ultimato. Questo comporta una sostanziale dis- Si descrivono tutte le condizioni che consentano diorganizzazione delle operazioni con costi aggiuntivi so- decidere quale tecnologia utilizzare per realizzare l’in-stenuti in termini di tempo necessario alle operazioni e volucro esterno (murature, infissi, copertura, solaio acosto delle stesse. Se la manutenzione viene progetta- terra) le partizioni interne (pareti interne, infissi interni,ta insieme all’impianto è possibile ottenere enormi van- solai intermedi) e gli impianti di climatizzazione – con-taggi sotto tutti i punti di vista. Per esempio è possibile dizionamento, per abbattere la trasmissione dei rumoriutilizzare sorgenti luminose con caratteristiche simili in interni ed esterni. Si evidenziano anche i livelli presta-termini di durata per zone, in modo da arginare il di- zionali ambientali garantiti nelle varie aree funzionalisagio del re-lamping a spazi circoscritti e con tempi ri- e/o locali (pressione acustica risultante negli ambientistretti. Le sorgenti utilizzate dovrebbero essere con du- con impianti di condizionamento in funzione).rata non inferiore alle 5000 h e a basso consumo ener-getico. Inoltre l’uso di alimentazioni elettroniche contri- _rumori esterni La Legge 447 del 1995 “Leggebuisce a prolungare la vita e l’efficienza delle sorgenti, Quadro sull’Inquinamento Acustico” impone rigida- 04
  • 111. mente in 40 dB(A), il limite che le pareti esterne, in- La tecnologia da privilegiare per le murature, an- clusi i serramenti devono garantire. L’involucro esterno che per il grado di flessibilità che garantisce, è quella è l’elemento di regolazione e mediazione tra l’interno che prevede l’utilizzo di sistemi leggeri come il carton- dell’edificio e l’esterno per quanto riguarda i rumori ae- gesso su struttura metallica che, a seconda dei livelli di rei prodotti nell’intorno dell’edificio (traffico, aerei, ecc.). isolamento acustico che si vogliono ottenere, è da uti- Gli elementi fondamentali da prendere in conside- lizzarsi con sistemi a lastra doppia, con o senza lana mi- razione sono quindi la composizione e stratificazione nerale, di diverso spessore e densità, interposta all’in- delle murature di elevazione esterne, la tipologia di in- terno dell’intercapedine. Particolare attenzione richiede fissi, la stratificazione e composizione dei solai di co- l’esecuzione dei giunti acustici da realizzarsi tra le varie pertura. murature interne in cartongesso, tra muratura e solaio, Il requisito fondamentale che devono avere è tra murature interne e quelle esterne. Per eliminare i quindi l’isolamento acustico ai rumori aerei esterni. ponti acustici dovranno essere adottati alcuni accorgi- Per quanto concerne le murature esterne, per arri- menti, opportunamente combinati a seconda delle si- vare ad avere dei livelli prestazionali alti, si possono uti- tuazioni: particolari profili metallici, l’interposizione tra lizzare, oltre alle tecnologie tradizionali – che prevedo- struttura di ancoraggio e profili metallici di elementi di no murature con materiali pesanti (laterizi, blocchetti in giunto acustico (nastro di guarnizione isolante), il riem- calcestruzzo, ecc) con controparete interna in carton- pimento dei giunti tra muratura e infissi con materiale gesso con interposti pannelli di materiale fonoisolante di “massa”. e con l’eventuale utilizzo di sistemi di facciata ventilata Il controsoffitto dovrà avere caratteristiche diverse all’esterno – anche tecnologie leggere, come ad esem- per garantire livelli di comfort acustico differenti in base pio involucri esterni iperisolati, che sfruttano le capacità alle zone in cui viene collocato. Si possono utilizzare di isolamento acustico dei materiali utilizzati nella stra- controsoffitti riflettenti o assorbenti. A tal proposito si tificazione della muratura (lana minerale, ecc.). possono utilizzare controsoffitti composti da fasce late- Gli infissi hanno un ruolo molto importante per ga- rali in gesso e fascia centrale in doghe d’alluminio, o rantire i livelli di isolamento acustico attesi, in quanto con doghe d’alluminio microforato con materassino avendo molti punti di discontinuità (ponti sonori), sono acustico a elevato assorbimento acustico, piuttosto che l’elemento tecnologico sul quale soffermarsi maggior- controsoffitti in cartongesso a orditura metallica con mente sia a livello di progettazione che di realizzazione. completa stuccatura dei giunti. Maggiore attenzione va posta nella scelta del tipo di in- Per quanto concerne la trasmissione dei rumori fisso da utilizzare (vetri e sistemi di tenuta, guarnizioni), per via solida, bisogna intervenire sui solai, sugli im-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE nella realizzazione degli elementi di interfaccia tra infis- pianti e sui punti di connessione tra impianti e elementi so e muratura (le fessure vanno doppiate con materia- di partizione interna dell’edificio. Per ridurre la trasmis- le di “massa”). Per abbattere ulteriormente il rumore sione dei rumori d’urto è necessario interrompere la esterno, si possono utilizzare anche degli schermi riflet- continuità per via solida delle vibrazioni. A tal proposito tenti collocati all’esterno in modo tale che le onde so- i solai avranno un manto di rivestimento smorzante, e nore non colpiscano direttamente le parti trasparenti sarà realizzato un taglio acustico fra pavimento e solaio dell’involucro che sono le più vulnerabili. interponendo un materiale elastico (fibra minerale, ecc.), mentre i controsoffitti sull’intradosso del solaio _rumori interni Per quanto concerne l’isola- saranno completamente desolidarizzati dal solaio e mento acustico dai rumori interni all’edificio prodotti quindi sospesi elasticamente. dalle persone, dagli impianti e dalle attrezzature medi- Altri punti critici da tenere sotto controllo sono i cali, che si propagano per via aerea o per via solida, l’at- giunti acustici tra le varie partizioni interne all’edificio. tenzione va posta sulla progettazione delle partizioni in- Per quanto concerne gli impianti, l’attenzione va terne all’edificio quali murature, controsoffitti, solai, in- posta sull’isolamento acustico degli impianti meccanici fissi interni. e di scarico e dei punti di passaggio dei medesimi nel-
  • 112. le murature in gesso rivestito, in modo tale da limitare meccanici, si possono attuare delle soluzioni che per-le superfici di contatto. mettano di diminuire i ricambi d’aria da garantire con Le centrali (termofrigorifera, cogenerazione, gas me- l’impianto, favorendo l’ingresso di aria esterna neglidicinali) con macchine che producono forte rumore, so- ambienti. Per quei locali nei quali non è possibile ga-no collocate all’esterno dell’edificio principale e, comun- rantire l’aerazione naturale, si prevedono dei sistemi dique, verranno realizzate in modo da minimizzare il ru- aerazione meccanica per i ricambi d’aria necessari.more in uscita e far sì che il rumore residuo al perimetrodel fabbricato ospedaliero sia inferiore a 40 dB(A). _aerazione artificiale I livelli di comfort am- I rumori interni all’edificio sono dovuti fondamen- bientale e purezza dell’aria necessari in un ospedale,talmente all’impianto di condizionamento, soprattutto possono essere ottenuti solamente con impianti diper i sistemi ad aria. Gli impianti verranno realizzati con condizionamento a ventilazione forzata.opportuni accorgimenti (per esempio: silenziatori inte- I sistemi che vengono quindi utilizzati con questigrati nelle unità di trattamento aria in centrale e ulte- impianti, per garantire un adeguato comfort ambienta-riori silenziatori integrati nelle cassette a portata varia- le, devono tenere conto, oltre che delle condizioni ter-bile poste in ambiente), in modo da contenere il ru- moigrometriche da realizzare (temperatura e umiditàmore negli ambienti occupati al di sotto dei limiti di ac- relativa), anche del grado di purezza dell’aria. Questocettabilità, che sono indicati in allegato per ogni tipolo- viene ottenuto agendo su: 271gia di area. numero di ricambi d’aria in immissione ed estra- zione;_BENESSERE RESPIRATORIO-OLFATTIVO grado di filtrazione dell’aria immessa; sovrapressione o depressione da mantenere in Si descrivono tutte le condizioni che consentano di ambiente, rispetto alle aree limitrofe.decidere quale tecnologia utilizzare per realizzare l’in-volucro esterno (infissi) e gli impianti di climatizzazione Per quanto riguarda le condizioni di sovrapressione– condizionamento, per avere un corretto e adeguato e depressione da mantenere, il problema è particolar-ricambio dell’aria. Si evidenziano anche i livelli presta- mente importante in aree a destinazione d’uso partico-zionali ambientali garantiti nelle varie aree funzionali lare, già descritte nel punto “Impianto di climatizzazio-e/o locali (ricambi d’aria naturale, ricambi d’aria d’e- ne-condizionamento”, al quale si rimanda.strazioni e di rinnovo, sovrappressioni e depressioni ri-spetto all’esterno)._aerazione naturale Per quanto concerne _Condizioni di gestione el’aerazione naturale, il ricambio dell’aria è garantito in manutenzioneparte dalle ampie finestrature che verranno previstesull’involucro esterno e in parte dall’impianto meccani-co. Gli infissi possono avere un grado di permeabilità La pulibilità, la manutenibilità, la flessibilità e laall’aria più o meno alto in modo tale da favorire l’in- conseguente adattabilità dei singoli spazi alle variabiligresso di aria esterna dai giunti, o da altri elementi che necessità dei fruitori sono esigenze fondamentali di uncompongono l’infisso, come i cassonetti ventilanti che organismo ospedaliero e sono strettamente connesse.permettono il ricambio d’aria negli ambienti con cor- Il continuo evolversi delle tecnologie diagnostiche,renti a bassa velocità, piuttosto che serramenti partico- il mutare dei processi di diagnosi e cura e il continuolari con meccanismi meccanici di apertura di fessure modificarsi del peso e della struttura di alcune aree fun-che permettono l’ingresso dell’aria. Per avere quindi co- zionali fanno della flessibilità il vero tema fondante disti inferiori di gestione e di realizzazione degli impianti una corretta progettazione ospedaliera. 04
  • 113. L’esperienza quotidiana insegna che anche ospe- L’ospedale deve essere progettato in modo tale dali molto avanzati a concezione innovativa subiscono che ci sia la possibilità di ampliare l’edificio realizzando – ripetutamente e ciclicamente – profonde trasforma- nuovi corpi di fabbrica e che questi ampliamenti risulti- zioni e adattamenti radicali. no coerenti con l’impianto complessivo sia da un pun- Le scelte di tipo tecnologico, strutturale e impianti- to di vista figurativo che tecnologico e strutturale. La stico devono consentire la possibilità di cambiare desti- predisposizione di allacciamenti impiantistici primari e nazione d’uso a intere porzioni di edificio, limitando al la previsione dei possibili ampliamenti nella valutazione massimo il disagio per gli utenti dell’ospedale e facili- e nel dimensionamento degli impianti sono elementi tando e velocizzando al massimo l’intervento di ristrut- fondamentali per garantire un’effettiva possibilità di am- turazione. pliamento in tempi rapidi. _aree di espansione interne Al fine di ga- _FLESSIBILITÀ DELL’ORGANISMO ARCHI- rantire poi una diversa distribuzione delle aree funzio- TETTONICO nali con eventuali ampliamenti, l’unico modo possibile è quello di prevedere, all’interno dell’edificio, quelli che L’impianto complessivo dell’ospedale e le soluzio- abbiamo definito “spazi polmone” ovvero delle aree da ni tecnico-costruttive devono garantire tre livelli di fles- lasciare al rustico, senza finiture, ma con i circuiti degli sibilità di scala differente: per l’intero complesso, per impianti principali disponibili, da collocare se possibile aree funzionali, per singolo ambiente. nelle vicinanze di quei reparti o in quei piani, dove si Il primo livello di flessibilità è quello dell’impianto prevedono trasformazioni o ampliamenti futuri. complessivo, che deve consentire che siano già indivi- duate le possibili aree di ampliamento e che queste _modificabilità delle unità ambientali di siano coerenti con l’impianto originario. base La modificabilità interna delle unità ambientali di Il secondo livello di flessibilità che deve essere as- base delle Aree Funzionali deve essere garantita attraver- sicurato investe la effettiva trasformabilità delle aree so una serie di scelte progettuali di differente natura: funzionali, cioè la possibilità che fra aree funzionali ci siano degli slittamenti fra le varie parti, e questo può uso più esteso possibile di soluzioni “a secco” qua- essere ottenuto solo con “spazi polmone”, prevedendo li partizioni, controsoffittature, finiture e componenti di cioè degli spazi che sono in una condizione di non fi- arredo che consentono un intervento veloce, sufficien- nito, disposti in punti strategici di confine tra aree fun- temente “pulito”, poco rumoroso e complessivamente4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE zionali contigue. poco invasivo; Il terzo livello di flessibilità, altrettanto importante, è adozione di una maglia modulare ordinatrice che la trasformabilità delle singole aree funzionali, ovvero la regoli l’organizzazione interna delle unità-base e delle possibilità di modificare agevolmente le unità ambien- componenti favorendone la standardizzazione; tali di base e questo implica l’uso di materiali e solu- presenza di un interpiano tecnico il più esteso pos- zioni tecnologiche appropriate, tendenzialmente “a sec- sibile e di altezza utile adeguata integrato dalla massima co”, su una maglia ordinatrice e con uno spazio tecnico forabilità possibile dei solai, e un apparato di colonne di servizio distribuito in maniera uniforme. montanti regolari e ispezionabili dai percorsi principali; cavedi primari per gli impianti tecnologici, mecca- _aree di espansione esterne Di fondamen- nici, elettrici, accessibili e ispezionabili a tutti i livelli e tale importanza è pensare all’ospedale non come un distribuiti uniformemente nei corpi di fabbrica. edificio concluso e finito, ma come una struttura in con- tinua evoluzione e trasformazione, in funzione del con- tinuo mutare dell’esigenza di nuovi spazi per nuove at- tività.
  • 114. _FLESSIBILITÀ DEL SISTEMA TECNOLOGICO del layout comporta la creazione di connessioni verti- cali in posizioni diverse dalle originarie. Tale frequenza È fondamentale avere all’interno dell’ospedale una dell’evoluzione – in linea generale – coinvolge mag-flessibilità tale da garantire cambiamenti di layout inter- giormente gli edifici “Clinica” ed in misura trascurabileno minimizzando i costi, i disagi agli utenti e i tempi di gli edifici “Degenza”.esecuzione delle opere necessarie. Per avere livelli ele-vati di flessibilità bisogna operare scelte di tipo tecnolo- _forabilità dei solai Per assicurare ampia ver-gico, strutturale e impiantistico. È necessario, in sede di satilità nonché semplicità ed economicità d’intervento èprogettazione basica, effettuare scelte di tecnologie co- opportuno che la progettazione della distribuzione im-struttive – strutture, impianti e opere civili – che garan- piantistica verticale avvenga sul tracciato di una meshtiscano in sede di costruzione e, soprattutto a regime, strutturale a passo regolare che riporti la distribuzionedi poter intervenire con il minor impatto. Più che le fi- planimetrica sia delle travi (principali e secondarie) cheniture civili è importante garantire l’accessibilità e l’ispe- dei travetti di solaio. In tal modo sarà possibile in sedezionabilità degli impianti per una corretta e immediata progettuale identificare le zone forabili sia nell’imme-manutenzione. Per minimizzare i costi di gestione e diato che nel futuro, preordinando una serie di aree amanutenzione dell’edificio, bisogna garantire la sostitui- forabilità diffusa nelle quali l’intervento demolitivo nonbilità di elementi tecnologici degradati attuando delle necessita di ulteriore fase progettuale, in quanto già 273scelte di tipo progettuale mirate. prevalutato in sede di ideazione del progetto struttura- le/impiantistico. È dimostrabile che tale approccio rappresenta so-_FORABILITÀ DELLE TRAVI E DEI SOLAI lo una razionalizzazione procedurale e non introduce sostanziali modifiche all’impostazione progettuale cor-_versatilità dell’impostazione struttura- rente.le Nel definire l’impostazione strutturale di un com- Al contrario costituisce decisa innovazione proget-plesso ospedaliero è necessario tenere presente che tuale l’ottimizzazione dell’impostazione sopra indicatal’evoluzione normativa, le tecniche di erogazione dei attraverso l’impiego sistematico di solai bidirezionaliservizi sanitari, nonché l’evoluzione della scienza medi- anziché monodirezionali. Si tratta, in assoluto, di ele-ca, comportano frequenti interventi di trasformazione menti strutturali più efficienti, dotati di risorse in termi-distributiva e prestazionale del complesso. Tale necessi- ni di forabilità non confrontabili con solai monodirezio-tà, insita nella natura stessa della macchina sanitaria, ha nali e ottenibili, anche in epoca successiva alla realiz-trovato storicamente un notevole ostacolo nella rigidez- zazione, sostanzialmente in assenza di interventi strut-za degli schemi strutturali spesso privi di risorse specifi- turali.che. È dimostrabile che con modestissimi incrementi di È dimostrabile che l’incremento di costo unitario, acosto e razionalità progettuale è possibile dotare la strut- parità di altre condizioni, tra l’impiego di solai monodi-tura del complesso di risorse tali da: rezionali e quello di solai bidirezionali (compresa diver- sa schematizzazione e costo degli allineamenti delle trasformare la maggior parte degli interventi di ri- travi) è valutabile tra il 3,5% (impalcati con sovraccari-strutturazione attendibili in interventi precodificati di co da 5 KN/mq) e il 6,5% (impalcati con sovraccaricomanutenzione ordinaria; da 10 KN/mq) che, sui costi complessivi dell’interven- consentire gli interventi più incisivi con modesto to rappresenta un incremento sostanzialmente trascu-aggravio progettuale ed esecutivo. rabile (inferiore all’1%). È possibile disporre di solai a spiccato comporta- In genere il limite più importante, che effettiva- mento bidirezionale utilizzando le tecniche esecutivemente coinvolge le strutture, è caratterizzato dalla dis- correnti (ad esempio solai a predalles) semplicementetribuzione impiantistica che in sede di ridistribuzione attraverso l’introduzione di alcuni cordoli trasversali (5 04
  • 115. nella maglia 7,50 x 7,50 proposta) realizzabili in spes- È dimostrabile quindi la possibilità di preordinare sore di solaio. sistematicamente la forabilità di un solaio fino ad asole di circa 40 x 85 cm, comunque collocate nell’impalca- to, anche in numero significativo ed eventualmente af- fiancate, purché aderenti alla mesh dei travetti assunta in fase progettuale. È chiaro quindi che anche la realizzazione di un ca- vedio impiantistico di dimensioni notevoli, inizialmente non previsto, può essere ottenuto attraverso l’accorpa- mento di asole, che comunque hanno dimensioni tali da ricevere singolarmente canali di importanza signifi- cativa, con la sola accortezza di preservare la continuità dei travetti principali e trasversali coinvolti dalla colloca- zione della foratura. La quantità di totale di armatura nell’impalcato non cambia sostanzialmente (anzi è possibile fare una cer- ta economia), e l’efficienza strutturale complessiva rice- ve un deciso contributo positivo. Inoltre una attenta dis- tribuzione dell’armatura nelle due direzioni consente di disporre di una mesh strutturale interna all’impalcato, nella quale di fatto i campi di solaio racchiusi all’interno di una coppia di travetti principali e trasversali sono Se la struttura è dotata di uno specifico “manuale4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE sempre forabili senza ulteriore necessità di verifica. d’uso”, come ormai il contesto normativo richiede, è in- tuitivo che tali interventi possono facilmente essere or- ganizzati mediante l’impiego delle normali squadre ma- nutentive. Analoga impostazione può essere condotta per la predefinizione di sistemi di chiusura di forature esistenti non più necessarie. Anche per tale aspetto in allegato “Versatilità” è da- ta ampia dimostrazione di tale ottimizzazione. _forabilità delle travi principali e secon- darie Anche per le travi principali e secondarie è ipotizzabile una dotazione di versatilità rispetto alla fo- rabilità senza significativi incrementi di costo e senza sostanziali modifiche dell’approccio progettuale classi- co, ma unicamente attraverso una attenta distribuzione
  • 116. delle armature e una preorganizzata identificazione del- feriore a tale misura, di fatto, non rappresenta un vinco-la distribuzione della forabilità minore (lato foro paral- lo apprezzabile (se non psicologico in fase progettuale)lelo alla sezione della trave massimo 15 cm). e non comporta deviazioni altimetriche dell’andamento Anche per tale aspetto in allegato “Versatilità” è da- di canali meccanici, tubazioni e canalette elettriche.ta ampia dimostrazione di tale ottimizzazione. Ciò premesso, le maglie strutturali proposte sono combinate con impalcati di spessore 30 cm complanari, per quanto riguarda gli edifici di degenza; e impalcati da 30 cm di spessore abbinati a travi di 38 cm di spessore per gli edifici a uso clinica medica e chirurgica. Il conte- nuto intradossamento delle travi è necessario per l’otti- mizzazione del costo e – per i solai maggiormente cari- cati – della quantità di armatura entro limiti accettabili. Va evidenziato tuttavia che la soluzione proposta dell’impiego di solai bidirezionali, nel contesto “Clinica”, consente una ridistribuzione delle azioni dal solaio a una maglia di travi bidirezionale, con conseguente de- cisa attenuazione dell’impegno statico dell’orditura por- 275 tante e quindi con la possibilità di ricondurre, in tal ca- so, lo spessore dell’impalcato al valore unico compla- nare tra travi e solaio di 30 cm. È quindi evidente l’ul- teriore beneficio della doppia orditura._geometrie di travi e solai Lo spessore di tra-vi e solai è determinato in prima battuta dal rapporto mi- _macro elementi verticali: vani scale,nimo di 1/25 della luce, eventualmente incrementato in ascensore, setti e cavedi impiantisticisituazioni particolari e specifiche. Nei complessi ospeda- È necessario prestare attenzione alla collocazione deilieri, data la notevole dotazione impiantistica distribuita a gruppi irrigidenti verticali, con particolare riferimento asoffitto, è in genere preferibile la soluzione che vede tra- scale e vani ascensori. Naturalmente tali elementi han-vi e solai complanari con le seguenti due eccezioni: no intima connessione con l’impostazione generale del layout del complesso ospedaliero; tuttavia, come è no- travi perimetrali, eventualmente con funzione di to, ricoprono anche importanza fondamentale nell’im-veletta, in grado di fornire notevoli risorse di rigidezza postazione strutturale generale dell’edificio, in particola-d’insieme del fabbricato; re quando la funzione affidata a tali strutture non si li- travi interne ribassate rispetto al solaio fino a un mita al mero controventamento delle azioni orizzontalimassimo di 8 cm. standard, ma viene coinvolta quale risorsa primaria per gli effetti dell’azione sismica. In tali casi, oltre la colloca- Nel primo caso è dimostrabile che di fatto la pre- zione, vanno curati con attenzione anche gli elementisenza di travi alte al perimetro dei fabbricati non com- di collegamento tra i controventamenti e gli impalcati,porta vincolo significativo né immediato né futuro, men- eventualmente contornandoli con “anelli” irrigidenti ditre invece il beneficio in termini di efficienza strutturale maggior resistenza (ad esempio porzioni di solette pia-è apprezzabile. Per quanto riguarda il modesto intrados- ne in c.c.a.) tali da omogeneizzare e ridistribuire losamento delle travi interne è facilmente verificabile, nei scambio di azioni tra telaio e controventamento.contesti costruiti più o meno recenti, che le strutture di Per tale ragione è bene abbandonare definitiva-sospensione dell’impiantistica di fatto impongono un mente la scelta – classica del passato – di comprenderedistacco di circa 10 cm dall’intradosso dell’impalcato; nelle risorse per il controventamento anche i cavedi im-quindi il superamento localizzato di ostacoli di entità in- piantistici. Infatti tali dispositivi hanno la caratteristica di 04
  • 117. essere ampiamente forati sul perimetro in genere pro- denza del passaggio delle reti di scarico bagni e relativa prio in corrispondenza del collegamento con gli impalca- braga di collegamento, in modo tale da renderle com- ti, ovvero dove è maggiore la richiesta di sezione resi- pletamente ispezionabili, tramite un pannello asportabi- stente per lo scambio delle azioni mutue di contatto con le collocato nei corridoi. Le dorsali degli impianti passe- l’impalcato. In sostanza la collocazione di vani scale e ranno all’interno di cavedi facilmente ispezionabili e de- ascensore è una scelta primaria che in genere sta alla ba- dicati, che attraverseranno tutti i piani interessati, per poi se della progettazione di più discipline (architettura, strut- diramarsi e distribuirsi all’interno dei controsoffitti. ture, impianti, layout) e che pertanto va valutata all’origi- Ipotizzando un’adeguata altezza d’interpiano di al- ne e di concerto dall’intera équipe di progettazione. meno 420 cm (meglio se maggiore; l’ideale sarebbe di 450 cm), si ha un’altezza utile per i controsoffitti varia- _aspetti di dettaglio Il presente paragrafo vuo- bile tra gli 80 e 90 cm in funzione delle scelte struttu- le essere solo uno stimolo ad affrontare, nelle sedi pro- rali adottate. gettuali opportune, l’individuazione di aspetti di detta- All’interno dell’edificio ospedaliero, per quelle aree glio strutturale che abbiano rapporti di interdisciplina- (radiologia, radiologia interventistica, ecc.) per le quali rietà con il contesto progettuale complessivo. c’è la necessità di avere delle reti impiantistiche che ar- Vi sono orientamenti correnti che individuano qua- rivano ad alimentare particolari attrezzature medicali dal le elemento critico della stabilità igrometrica ambienta- pavimento, si consiglia di utilizzare un tipo di pavimen- le interna degli edifici la particolare conformazione dei tazione, almeno parziale, sopraelevata e ispezionabile. solai a predalles combinati con l’impiego di elementi di Sempre all’interno dell’edificio, tutti gli elementi alleggerimento in polistirolo. È possibile attenuare o eli- impiantistici di collegamento (tubazioni e canali aria minare tale effetto attraverso l’impiego, per esempio con relativi organi di intercettazione, cavi elettrici, ecc.) per gli impalcati di copertura, di polistirolo preimbusta- verranno posati nei controsoffitti per i percorsi orizzon- to in apposito materiale di rivestimento. Il tutto con in- tali e in appositi cavedi per i percorsi verticali. crementi di costo modestissimi. I controsoffitti, a propria volta, potranno ospitare anche apparecchiature per il condizionamento, corpi il- luminanti, ecc. _ACCESSIBILITÀ E ISPEZIONABILITÀ Il principio generale da seguire è l’ispezionabilità di DEGLI IMPIANTI tutti questi percorsi. I controsoffitti saranno a elementi smontabili. I cavedi saranno completamente accessibili Bisognerà prevedere una serie di accorgimenti a li- o, se ciò non sarà possibile (per cavedi di piccole di-4 • LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE vello del sistema tecnologico, in modo tale da favorire le mensioni) verranno previsti idonei sportelli di acces- trasformazioni di layout distributivo interno delle funzio- so/ispezione nei punti necessari. ni e impiantistico. Si privilegia l’utilizzo quindi di tecno- logie a secco per quanto riguarda le partizioni interne verticali (cartongesso) e controsoffitti ispezionabili, in _SOSTITUIBILITÀ DI ELEMENTI TECNOLOGICI modo tale da avere tutti le reti impiantistiche collocate negli interstizi presenti all’interno dei controsoffitti e del- Il criterio fondamentale da seguire consiste nel pre- le partizioni interne verticali (non esistono in questo vedere un’adeguata distribuzione degli organi di intercet- modo impianti che girano sottotraccia nei massetti o tazione (fondamentalmente: valvole sulle tubazioni e se- nelle pareti); in questo modo si hanno tutte le reti im- zionatori sulle linee elettriche), in modo che si possa pro- piantistiche ispezionabili e facilmente modificabili a se- cedere alle operazioni di manutenzione o sostituzione conda del mutare delle esigenze dell’utenza. Nelle de- dei componenti, senza la necessità di fermare gli im- genze dove i servizi igienici sono sostanzialmente “ina- pianti, se non nell’area ristretta interessata dall’intervento. movibili”, è di fondamentale importanza l’utilizzo delle A titolo del tutto esemplificativo, si prevederà asole ricavate nelle pareti interne, poste in corrispon- quindi l’intercettazione delle tubazioni di alimentazione
  • 118. di ogni elemento nelle centrali (ad esempio batterie _ISOLA ECOLOGICAdelle unità di trattamento aria, scambiatori di calore,ecc.) e nella distribuzione (corpi scaldanti, cassette di La specificità dei rifiuti ospedalieri obbliga a identifi-post-riscaldamento, ogni linea in ingresso a ciascun care forme di raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimen-servizio igienico, ecc.). to i cui percorsi siano studiati in modo da rispondere alle Inoltre, per i servizi fondamentali (esempio: gas esigenze di sicurezza ed efficienza della struttura, e sianomedicinali, rete antincendio, acqua potabile…) le reti predisposti in modo tale da garantire una semplificazionedistributive dovranno prevedere, ovunque possibile, un della gestione del rifiuto nel rispetto delle normative vi-collegamento ad anello, in modo che, in caso di inter- genti, riducendone al minimo il rischio infettivo.cettazione di un ramo per manutenzione, si possa co- Si deve prevedere quindi che i rifiuti prodotti neimunque garantire l’alimentazione del maggior numero singoli reparti siano suddivisi e raccolti in base alla loropossibile di utenze, sfruttando l’altra parte, non inter- pericolosità, e successivamente trasferiti all’isola ecolo-cettata, dell’anello. gica tramite specifici percorsi. Tenendo presente che i rifiuti sono generati in tutti i reparti/unità della struttura, è evidente che nella fase di_PULIBILITÀ progettazione lo studio dei percorsi e il lay-out dello spa- zio dedicato alla gestione dei rifiuti acquisteranno una 277 Infine l’ultimo aspetto che bisogna garantire è il notevole rilevanza. Si dovrà tener conto dei numerosigrado di pulibilità delle varie parti dell’edificio (impian- aspetti che vanno dal piano normativo e gestionale ati, finiture interne o esterne), per ottenere livelli di be- quelli strumentali e impiantistici (modalità di raccolta,nessere igienico-sanitario adeguati e per assicurare un controllo dei flussi, formazione del personale, distribu-livello prestazionale degli elementi tecnologici costante, zione degli spazi e organizzazione del servizio).in modo tale da limitare fenomeni di degrado patologi- Gli spazi dedicati allo stoccaggio per l’accumulo deico derivanti da una cattiva gestione dell’edificio. rifiuti all’interno della struttura devono essere tenden- Bisognerà introdurre anche tutta una serie di ac- zialmente minimi, mentre la raccolta e il trasferimentocorgimenti per facilitare la pulibilità interna ed esterna all’isola ecologica dovranno essere molto frequenti.dell’edificio. Per quanto riguarda l’interno, nelle parti di L’isola ecologica, che è il punto di stoccaggio rifiuti,edificio dove si svolgono attività sanitarie, si possono dovrà essere collocata all’esterno della struttura ospeda-prevedere pavimentazioni in telo, risvoltate sulle pareti liera in un luogo non accessibile al pubblico. Sarà rag-e raccordate alle pareti a sguscio. giungibile tramite percorso coperto e/o separato per i All’esterno bisognerà prevedere, già in fase di pro- mezzi di trasporto automatizzato o il personale addetto.gettazione, una serie di predisposizioni per la pulizia e Questo spazio è sostanzialmente semicoperto. Almanutenzione dell’involucro esterno, da garantire in suo interno saranno organizzate le aree specifiche per locondizioni di assoluta sicurezza da parte degli operato- stoccaggio dei rifiuti per categorie, come richiesto dalleri (ganci in facciata per le funi di ancoraggio per i ma- normative (es. rifiuti sanitari assimilabili agli urbani, rifiutinutentori e per eventuali ponteggi esterni, ecc.). sanitari non pericolosi, rifiuti pericolosi non a rischio infet- Per gli impianti, l’aspetto di maggior importanza tivo, pericolosi a rischio infettivo, carta, vetro, ecc.), alcuniconsiste nella pulibilità e pulizia dei sistemi di condizio- dei quali saranno chiusi in appositi contenitori. Per i rifiu-namento, per cui dovrà essere posta particolare cura ti deperibili e per i casi previsti dalle relative normative sa-nel garantire l’accessibilità ai diversi elementi. ranno predisposte delle celle a temperatura controllata. Gli aspetti della pulibilità degli impianti si riflettono In corrispondenza delle zone d’accumulo si dovràanche sul problema della prevenzione dalla legionella, prevedere un’area per l’accesso e la manovra dei mez-da combattersi mediante il flussaggio delle tubazioni zi di smaltimento; per questo si propone la sistemazio-con shock termico e/o l’aggiunta di opportuni additivi ne dell’isola ecologica in corrispondenza con l’accessochimici (come il biossido di cloro). di mezzi pesanti (accesso manutenzione, rifornimenti). 04

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