Una piccola umana commedia
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Da noi alla Cina, all'India, ecc. : la situazione attuale in endecasillabi a rima baciata

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Una piccola umana commedia Document Transcript

  • 1. UNA PICCOLA UMANA COMMEDIA sergio benassai
  • 2. Canto I (Il senso della vita)Alla fin del cammin della mia vitami ritrovo a cercar lo mio destino:se sia provar a dare ancora aitaa chi mi segue (ove ancor cretinodiventato non sia) oppur se inveronon sia meglio gettare nel cestinole speranze ed essere severocon ormai vecchie spemi d’un diversomondo. Cercando dunque il veromi ritrovo uno scritto ch’avea persoove dicevo: “La mia vita ha sensose quanto faccio prende il giusto versod’esser util e aver su ciò consenso.”Certo difficil è, senza una guida,affrontare lo gran problema immensodi cosa suggerir: eppur la sfidaè la stessa di sempre. Allora: avanti !Ed evitando che, come in corrida,si sparga sangue. Già son tante e tantile person sofferenti. Provo allorasenza proclami, suoni ed altri cantia ragionar con voi. E se finorachiaro non fui: ebben ci provo adesso.Di uno chiaro parlar è giunta l’ora.
  • 3. Canto II (Fine della storia ?)Giunti non siamo al fine della storia(Fukuyama1 pensava invero questo).Ma invece ormai tramonta quella gloriache il mondo occidental pensava prestoaver imposto al mondo, E’ giunta l’oradi pensare ch’ormai siamo all’arrestodella cultura occidental, finoraegemone nel mondo: ora van fortili paesi finora stati in mora.Crescendo van nel mondo dei trasporti,e nell’industria e nei nuovi saperi,i “BRICS”2, che certamente nuovi apportirecheranno. E si faranno alteridi tali novità che spargeranno,creando a nostre spese.nuovi imperi.Non sarà facil limitar il dannoch’arrecheranno agli interessi nostri:e ciò si sappia senza farci inganno.1 Francis Fukuyama nel 1992 scrisse il libro “The end of history and the last man (La fine dellastoria e l’ultimo uomo)”, nel quale sosteneva che ormai si era definitivamente affermata lademocrazia liberale2 Brics: sono i più importanti paesi che guidano la crescita mondiale: Brasile, Russia, India, Cina,Sudafrica
  • 4. Canto III (Gestire la decadenza)Che far ? Seguir quel che “Romolo il grande”3fece per chiuder lo romano impero ?Oppur tentar di mantenere blandeinfluenze sul nuovo che già alteros’avanza (come i greci che al romanolasciaron fare, al trionfante impero) ?Se posso riferirmi a un non lontanopassato (quando ero presidented’un comitato ONU): non fu invanotentar relazionarsi, aperta mente,con India e Cina e pur con il Brasile,e con Russia, ed ogni altr’ambiente.Fu come quando sopra un arenilesi disegnano lettere e figuree poi, per mantenerle, con un vilesecchiello acqua si versa e duratures’immagina saran: pur non è vero.Ma ver sarà, per evitar sciagure,nel breve tempo farci dunque imperiodi portar delle idee nostro bagagliopronti comunque, senza vituperio,ad evitar che sia messo bavaglioa quanto buono abbiamo elaboratoe senza dunque andar allo sbaraglio. Canto IV3 “Romolo il grande” è un’opera teatrale di Dürenmatt, nella quale si descrive l’ultimo imperatoreromano che coscientemente affretta la fine dell’impero romano
  • 5. (La Cina)Conoscer l’avversario è sempre bene.E cosa sono dunque (a cominciare)la Cina e l’India? Sono, si conviene,le potenze emergenti: ma notaresi devono diverse posizioni.La Cina, non si può dimenticare,mantiene vive certe tradizioniche Confucio le impresse (son tant’anni !).Son valori per tutte le fazioni:l’obbedienza al poter (pur se tirannisono gli imperatori e i mandarini),il rispetto per chi, trascorsi gli anni,la saggezza può dar, e li confiniposti per diventare funzionari,con difficili esami adamantini.L’obbedienza al poter si può magaricomparar col rispetto delle leggiche, pur se altri esempi sono rari,ritrovare si può, senza dileggi,in Socrate che beve la cicuta(il Critone convien che si rileggi).La saggezza dei vecchi: benvenuta !Sol che non sia motivo per imporreil vecchio al nuovo. Infin non sia battutala richiesta, che ormai da tempo avanza,di riconoscer meriti ed impegnoe alle capacità dar rilevanza. Canto V
  • 6. (L’India)E cosa l’India porta di messaggio,che convenga tenere ben presente,nella difficil fase di passaggiodalla nostra cultura d’occidenteal nuovo oriente che si sta affermando ?Tra le altre cose spicca certamentela sapienza di chi, di quando in quando,di affermare cercò la tolleranza,e, senza sempre sollevare il brando,accettò garantir la minoranzadi costumi e valori e religioni,financo a perseguire con costanzache tutti li pensieri e le ragionifosser considerati parimentie tutti quanti ritenuti buoni(Ashoka4 e Akbar5 ne furono due menti).Certo, come peraltro qua succede,vi sono sempre tragici momentiquando ciò non è vero: ma non ledesingolo fatto una certa tendenzache l’indiana cultura già possiede.4 Ashoka (il senza pena) fu imperatore dell’India dal 269 al 232 a.c.5 Akbar fu imperatore dell’India dal 1556 al 1605 d.c.