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  • 1. Il procedimento autorizzatorio degli impianti di produzione di energia rinnovabile tra conferenza dei servizi e opposizioni locali: il caso dell’amministrazione comunale dissenziente Avv. Pasquale Silvestro Tonucci & Partners – Padua 1
  • 2. Normativa di riferimento: D.lgs. 29 Dicembre 2003 n. 387 L’Art. 12 del D.lgs. 387/2003 (Direttiva 2001/77/CE) contempla “LA” norma generale sul procedimento amministrativo-autorizzatorio degli impianti di energia rinnovabile. 2
  • 3. Art. 12 D.lgs. 387/2003 Principi generali inderogabili desumibili dall’art. 12: Qualificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché delle opere e delle infrastrutture connesse come opere di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti; Soglie legali di applicabilità del procedimento amministrativo di Autorizzazione Unica ovvero della Denuncia di inizio attività; 3
  • 4. …continua “Principi Generali” Art. 12 D.lgs. 387/2003 Individuazione dell’Autorità competente a rilasciare l’autorizzazione unica; Indicazione del Termine entro cui deve concludersi il procedimento amministrativo; Previsione a livello nazionale di una regola urbanistica per la installazione di impianti di energia rinnovabile. 4
  • 5. Problematiche applicative Casistica delle criticità interpretative connesse alla sua applicazione spesso riconducibile: -all’esercizio della potestà legislativa concorrente da parte delle Regioni; -alle “opposizioni” attivate a livello locale – Municipale. 5
  • 6. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente L’art. 12 dispone che gli impianti di energia FER sono soggetti “ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione o dalle Province delegate dalla Regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. A tal fine la Conferenza dei servizi è convocata dalla regione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione”. 6
  • 7. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente Il quarto comma dell’art. 12 dispone che “l'autorizzazione di cui al comma 3 è rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni”. 7
  • 8. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente L’art. 12 disciplina lo svolgimento della Conferenza dei Servizi richiamando l’applicazione delle norme della Legge generale sul procedimento amministrativo n. 241/1990: Questione: Quali sono le implicazioni a livello procedimentale se il Comune non rilascia il proprio nulla osta urbanistico favorevole in sede di Conferenza dei servizi? 8
  • 9. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente L’Art. 12, comma 4 disciplina il dissenso prevedendo che la decisione è rimessa alla Giunta regionale tranne che: sia disciplinato in modo diverso a livello regionale; l’amministrazione dissenziente sia una amministrazione statale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico- territoriale, o del patrimonio storico-artistico. 9
  • 10. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente L’autorizzazione unica deve essere, dunque, rilasciata a seguito dell’esito positivo della conferenza di servizi di cui all’art. 14 e ss. della L. 241/90 ai sensi del quale il dissenso del rappresentante della PA deve essere: -manifestato nella conferenza di servizi; -congruamente motivato; -non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima… 10
  • 11. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente …e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso. Il combinato disposto dell’art.12 comma 4 del D.lgs. 387/2003 e dell’art. 14 quater, comma 1, della L. 241/90 pone l’obbligo per la PA dissenziente di esprimere la propria opposizione con un atto “costruttivo” motivato che deve “recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso”. 11
  • 12. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente Conclusioni: - Il dissenso manifestato dal Comune in sede di conferenza di servizi non può essere orientato ad una opposizione al progetto senza che vengano indicate le modifiche progettuali ritenute idonee ai fini dell’assenso; - La Regione (o la Provincia delegata) deve limitarsi a verificare il corretto svolgimento della conferenza di servizi e a prendere atto della formazione di una volontà maggioritaria favorevole all’intervento; 12
  • 13. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente Conclusioni: -Il parere negativo opposto da un Comune svolge la funzione di mera rappresentazione degli intereressi afferenti a tale Ente ed è rimesso alla valutazione discrezionale della Regione; -La Regione (o la Provincia delegata) rimane libera di recepire o meno quanto evidenziato dal Comune nella formulazione del proprio atto di autorizzazione unica. 13
  • 14. Il caso dell’Amministrazione Comunale dissenziente Conclusioni: Diversamente, al Comune verrebbe attribuito un potere di veto che non è previsto né dalla disciplina della Conferenza di servizio di cui agli artt. 14 e ss. della L. 241/90, né dall’art. 12 del D.lgs. n.387/03. 14
  • 15. CONTATTI Studio Legale Tonucci&Partners Via Trieste n. 31/A 35121 Padova - +39049658655 psilvestro@tonucci.it A voi tutti il mio sincero ringraziamento per l’attenzione riservata 15

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