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Premessa
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Condizioni di partenzaFonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
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Scenario 1       Grillo     • Minimo:        40     • Massimo:       54     Berlusconi     • Minimo:        26     • Massi...
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Simulazione risultati elettorali politiche 2013

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Simulazione della distribuzione dei seggi con una legge maggioritaria a doppio turno come quella voluta dal PD partendo dai dati delle politiche 2013

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Simulazione risultati elettorali politiche 2013

  1. 1. E se avessimo votato con una legge elettorale a doppio turno? Rilettura dei risultati del 24-25 febbraio «come se» l’esito del voto non fosse che la baseper dei ballottaggi tra i due candidati più votati di ogni collegioMaurizio Mastrolembo Ventura
  2. 2. 2 Indice 3-4 Premessa 5-9 Le condizioni di partenza a livello provinciale 10-13 Ballottaggi Grillo-Bersani per provincia 14-17 Ballottaggi Grillo-Berlusconi per provincia 18-21 Ballottaggi Bersani-Berlusconi per provincia 22-25 Scenario 1: convergenze trasversali su M5S 26-31 Scenario 2: anti-berlusconismo e astensionismo 32-34 Conclusioni 35 Nota tecnica e simulazione “con soglia”
  3. 3. Premessa
  4. 4. 4 Premessa Indubbiamente non è possibile prevedere con precisione come sarebbe stato composto un Parlamento eletto secondo un modello differente dal «porcellum». Troppe variabili concorrono, nel determinare il risultato:  gli elettori avrebbero modificato la propria «prima scelta», con un sistema elettorale differente?  la «qualità» personale dei singoli candidati a livello locale sarebbe stata sufficiente a modificare gli equilibri tra forze politiche?  come sarebbero stati distribuiti sul territorio i 630 collegi elettorali? Tuttavia si può simulare l’esito del voto, pur con qualche forzatura*, immaginando che le variabili precedenti siano «neutre» (non favoriscano cioè alcun partito) e considerando quale termine di riferimento l’unità amministrativa più prossima al collegio uninominale, vale a dire le 110 province attualmente esistenti in Italia. Dopo aver «assegnato» ciascuna provincia, è possibile ponderare il risultato sulla base della popolazione residente ed ottenere una proiezione della Camera dei Deputati eletta sulla base di 630 collegi uninominali. (*) Il sistema elettorale francese prevede che partecipino ai ballottaggi tutti coloro che nel singolo collegio abbiano ottenuto al primo turno un numero di voti corrispondente ad almeno il 12,5% dei cittadini aventi diritto al voto. Per semplicità d’analisi la presente simulazione ipotizza che al secondo turno giungano soltanto i primi due candidati, benché tale scelta abbia delle conseguenze che saranno illustrate nelle note tecniche conclusive (anche mediante il confronto con una sintetica simulazione «con soglia»)
  5. 5. Condizioni di partenzaFonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  6. 6. 6 Condizioni di partenza I 44 ballottaggi BERSANI-GRILLO Condizioni di partenza nelle 44 province interessate 21 15 7 1 0 Vantaggio Bersani Vantaggio Bersani Equilibrio Vantaggio Vantaggio > 10 punti tra 5 e 10 punti Grillo Grillo percentuali percentuali tra 5 e 10 punti > 10 punti percentuali percentuali Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  7. 7. 7 Condizioni di partenza I 37 ballottaggi BERSANI-BERLUSCONI Condizioni di partenza nelle 38 province interessate 16 11 8 1 1 Vantaggio Vantaggio Equilibrio Vantaggio Vantaggio Bersani Bersani Berlusconi Berlusconi > 10 punti tra 5 e 10 punti tra 5 e 10 punti > 10 punti percentuali percentuali percentuali percentuali Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  8. 8. 8 Condizioni di partenza I 27 ballottaggi GRILLO-BERLUSCONI Condizioni di partenza nelle 27 province interessate 13 7 3 2 2 Vantaggio Vantaggio Equilibrio Vantaggio Vantaggio Grillo Grillo Berlusconi Berlusconi > 10 punti tra 5 e 10 punti tra 5 e 10 punti > 10 punti percentuali percentuali percentuali percentuali Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  9. 9. 9 Condizioni di partenza La mappa dei ballottaggi nelle 110 province Netto vantaggio Bersani Lieve vantaggio Bersani Equilibrio Bersani-Berlusconi Lieve vantaggio Berlusconi Netto vantaggio Berlusconi Equilibrio Grillo-Berlusconi Equilibrio Grillo-Bersani Netto vantaggio Grillo Altri Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  10. 10. 10 Ballottaggi Grillo-Bersani BALLOTTAGGI GRILLO-BERSANI Situazione tipica di molte province ubicate in quelle che un tempo venivano considerate «le regioni rosse». Se Bersani mantiene un netto vantaggio nell’Emilia Romagna e in Toscana (in particolare a Firenze, Bologna e Siena), vi è un maggiore equilibrio nei territori delle Marche, dell’Umbria e in Sardegna. Da una situazione di sostanziale parità grillini e bersaniani andrebbero al ballottagio a Roma e a Parma, unica città attualmente amministrata dal Movimento 5 Stelle. .
  11. 11. 11 Ballottaggi Grillo-Bersani Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  12. 12. 12 Ballottaggi Grillo-Bersani Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  13. 13. 13 Ballottaggi Grillo-Bersani Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  14. 14. 14 Ballottaggi Grillo-Berlusconi BALLOTTAGGI GRILLO-BERLUSCONI Rappresenta sicuramente la situazione meno frequente, ma caratterizza comunque vaste aree del Paese. Sarebbe il ballottaggio tipico di tutti i collegi della Sicilia, dove il Pd non ha alcun peso diretto e dove il M5S parte da posizioni di forza concentrate soprattutto nelle province occidentali dell’Isola. La stessa sfida si ripropone in vaste aree del Veneto e in alcune province-simbolo della Puglia, quali Bari e Taranto. .
  15. 15. 15 Ballottaggi Grillo-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  16. 16. 16 Ballottaggi Grillo-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  17. 17. 17 Ballottaggi Grillo-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  18. 18. 18 Ballottaggi Bersani-Berlusconi BALLOTTAGGI BERLUSCONI-BERSANI La sfida più attesa della vigilia avrebbe forse finito con l’essere la meno interessante. Berlusconi l’avrebbe affrontata partendo complessivamente da posizioni di forza, per merito soprattutto del radicamento in Lombardia (con vantaggi di circa 10 punti in tutte le principali province, eccetto Milano), in Campania e in Piemonte. Bersani sarebbe partito con un vantaggio rassicurante soltanto a Trento e a Potenza, mentre nella città più importante – il capoluogo lombardo – la situazione iniziale sarebbe stata di perfetta parità.
  19. 19. 19 Ballottaggi Bersani-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  20. 20. 20 Ballottaggi Bersani-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  21. 21. 21 Ballottaggi Bersani-Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  22. 22. 22 Scenario 1 Scenario 1: convergenze trasversali sul M5S PRINCIPALI CARATTERISTICHE 1. Elevata partecipazione al voto anche in occasione del secondo turno, in linea con quanto avviene nelle elezioni legislative francesi (dove, nel 2012, ha votato il 67,1% degli aventi diritto al primo turno ed il 65,7% al secondo) 2. Incompatibilità tra elettori di Bersani e di Berlusconi, che esclude un trasferimento di voti tra i due schieramenti al secondo turno 3. Capacità del M5S di porsi in una posizione equidistante (né destra, né sinistra) tra i due elettorati agli antipodi, catalizzando il voto degli elettori di centro-sinistra quando si oppone al centro-destra, e viceversa 4. Sostanziale neutralità dell’elettorato grillino e di quello centrista quando è chiamato a scegliere tra Bersani e Berlusconi 5. Sostanziale incompatibilità tra l’elettorato grillino e quello montiano, con quest’ultimo che preferirebbe sempre e comunque Bersani o Berlusconi piuttosto che il M5S
  23. 23. Scenario 1 Grillo • Minimo: 40 • Massimo: 54 Berlusconi • Minimo: 26 • Massimo: 44 Bersani • Minimo: 17 • Massimo: 35Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  24. 24. 24 Scenario 1 Proiezione ponderata dei risultati sulla base di una suddivisione dei 630 seggi della Camera tra le province in proporzione alla popolazione residente GRILLO VS Seggi Province Popolazione Assegnazione BERSANI corrispondenti Bersani >10 15 6.384.654 67 Bersani Bersani 5-10 7 1.861.442 20 Incerti Equilibrio 21 13.419.372 142 Tendenz. Grillo Grillo 5-10 1 280.625 3 Grillo Grillo >10 0 0 0 Grillo BERSANI VS Seggi Province Popolazione Assegnazione BERLUSCONI corrispondenti Bersani >10 1 377.512 4 Bersani Bersani 5-10 1 524.877 6 Bersani Equilibrio 11 6.279.915 67 Incerti Berlusconi 5-10 16 9.109.147 97 Berlusconi Berlusconi >10 8 6.362.126 67 Berlusconi Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  25. 25. 25 Scenario 1 Proiezione ponderata dei risultati (segue) GRILLO VS Seggi Province Popolazione Assegnazione BERLUSCONI corrispondenti Grillo >10 3 1.137.126 12 Grillo Grillo 5-10 2 719.426 8 Grillo Equilibrio 13 6.007.705 64 Tendenz. Grillo Berlusconi 5-10 7 4.854.248 51 Incerti Berlusconi >10 2 1.444.704 15 Berlusconi Grillo Berlusconi Bersani Altri •Minimo: •Minimo: •Minimo: •Minimo: 229* 179 77 7 •Massimo: •Massimo: •Massimo: •Massimo: 300* 297 164 7 (*) Sono contendibili, e potrebbero essere assegnati ai suoi avversari, parte dei 206 seggi «tendenzialmente» di Grillo. In particolare, alcuni dei 142 seggi in equilibrio tra Grillo e Bersani - tra cui diversi collegi di Roma e Torino - potrebbe andare a Bersani, mentre una parte dei 64 seggi in equilibrio tra Grillo e Berlusconi - tra cui collegi elettorali di Palermo e Catania - potrebbe andare a Berlusconi. Tuttavia, si ritiene che tali eventualità avrebbero nel complesso un impatto modesto sulla composizione definitiva della Camera. . Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  26. 26. 26 Scenario 2 Scenario 2: anti-berlusconismo e astensionismo diffuso PRINCIPALI CARATTERISTICHE 1. Elevato astensionismo. Almeno la metà degli elettori del candidato che non raggiunge il ballottaggio decide di non schierarsi al secondo turno 2. Nelle sfide tra centro-destra e centro-sinistra prevale la volontà di votare «contro Berlusconi». La maggior parte degli elettori del M5S e degli altri partiti opta quindi per Bersani nei ballottaggi che vedono coinvolte le due coalizioni 3. Il maggior radicamento territoriale dei candidati del centro-sinistra e del centro-destra rispetto a quelli del M5S si traduce in una maggiore competitività di tali coalizioni 4. Sostanziale incompatibilità tra l’elettorato grillino e quello montiano, con quest’ultimo che sceglierebbe comunque Berlusconi piuttosto che il M5S
  27. 27. 27 Scenario 2 Le premesse alla base di questo secondo scenario risultano indubbiamente «le più favorevoli possibile» per la coalizione di Bersani. Per necessità, le «ipotesi di partenza» sono però più complesse e introducono notevoli elementi di discrezionalità rispetto alla simulazione precedente. Metodologia di calcolo utilizzata nel definire lo scenario 2: Nel caso dei ballottaggi Nel caso dei ballottaggi Nel caso dei ballottaggi GRILLO-BERSANI BERSANI-BERLUSCONI GRILLO-BERLUSCONI si ipotizza che: si ipotizza che: si ipotizza che: 1. Confluisce su Bersani l’80% 1. Si astiene metà dell’elettorato 1. Si astiene il 50% dell’elettorato complessivo di grillino e un quarto dei dell’elettorato di Bersani e degli Monti, Ingroia e Giannino sostenitori degli altri candidati altri candidati 2. Si astiene il 50% 2. Due terzi di coloro che non si 2. L’elettorato di centro-sinistra dell’elettorato di Berlusconi e sono astenuti fanno confluire i che non si astiene fa confluire il 10% dell’elettorato di altri propri voti su Bersani, mentre in massima parte i propri voti candidati solo un terzo sceglie Berlusconi su Grillo 3. Confluisce su Grillo il 50% 3. L’elettorato montiano fa dell’elettorato di Berlusconi e confluire i propri voti su il 10% dell’elettorato di altri Berlusconi, mentre quello di candidati Ingroia e Giannino su Grillo (in proporzione 75% vs. 25% di chi non si è astenuto)
  28. 28. 28 Scenario 2 Simulazione dei risultati dei 44 ballottaggi tra Bersani e Grillo sulla base della metodologia di calcolo utilizzata nello scenario 2: Seggi N° Abitanti corrispondenti Province assegnate a Bersani con un 19 7.881.425 84 vantaggio di oltre 5 punti percentuali Province tendenzialmente per Bersani, 12 9.079.057 96 ma con meno di 5 punti di vantaggio Province assegnate a Grillo* 13 4.985.611 53 (*) Partendo da ipotesi piuttosto favorevoli al centro-sinistra, si ritiene di considerare «assegnate a Grillo» anche le province in cui il vantaggio del M5S è modesto Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  29. 29. 29 Scenario 2 Simulazione dei risultati dei 37 ballottaggi tra Bersani e Berlusconi sulla base della metodologia di calcolo utilizzata nello scenario 2: Seggi N° Abitanti corrispondenti Province assegnate a Bersani con un 11 6.272.087 67 vantaggio di oltre 5 punti percentuali Province tendenzialmente per Bersani, 13 5.403.992 57 ma con meno di 5 punti di vantaggio Province assegnate a Berlusconi* 13 10.977.498 116 (*) Partendo da ipotesi piuttosto favorevoli al centro-sinistra, si ritiene di considerare «assegnate a Berlusconi» anche le province in cui il vantaggio del centro-destra è modesto Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  30. 30. 30 Scenario 2 Simulazione dei risultati dei 27 ballottaggi tra Grillo e Berlusconi sulla base della metodologia di calcolo utilizzata nello scenario 2: Seggi N° Abitanti corrispondenti Province assegnate a Grillo con un 15 5.647.910 60 vantaggio di oltre 5 punti percentuali Province tendenzialmente per Grillo 7 4.944.042 52 ma con meno di 5 punti di vantaggio Province assegnate a Berlusconi* 5 3.571.257 38 (*) Partendo da ipotesi piuttosto favorevoli al Movimento 5 Stelle, si ritiene di considerare «assegnate a Berlusconi» anche le province in cui il vantaggio del centro-destra è modesto Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  31. 31. 31 Scenario 2 Composizione della Camera secondo lo scenario più favorevole al centro-sinistra Bersani Grillo Berlusconi Altri • 304 • 165 • 154 •7 Considerando «incerte» le province in cui il vantaggio per il candidato favorito dalla simulazione è inferiore ai 5 punti: Bersani Grillo Berlusconi Altri •Minimo: •Minimo: •Minimo: •Minimo: 151 113 154 7 •Massimo: •Massimo: •Massimo: •Massimo: 304 262 264 7 Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno
  32. 32. 32 Conclusioni Conclusioni 1 : fisiologica instabilità Un sistema elettorale uninominale con doppio turno di collegio dalle caratteristiche di quello qui presentato può garantire la governabilità e migliorare la qualità della classe politica quando i partiti si collocano secondo uno schema tendenzialmente bipolare. Riproduce, invece, una situazione di stallo quando in campo vi sono 3 forze tra loro antitetiche e con un peso sostanzialmente equivalente. La presente analisi ha simulato due degli scenari che si sarebbero potuti verificare in occasione di eventuali ballottaggi a seguito delle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013. Nel primo caso si ipotizza un’elevata partecipazione anche al secondo turno ed un effetto catalizzatore del M5S (considerato da molti la second best choice); l’ipotesi alternativa presuppone invece un alto tasso d’astensionismo ed un voto «anti- berlusconiano» che premierebbe il centro-sinistra. Neppure i due casi-limite, tuttavia, consentirebbero ad uno dei tre schieramenti di raggiungere la maggioranza assoluta alla Camera.
  33. 33. 33 Conclusioni Conclusioni 2 : incertezza per il Pd Nella migliore delle ipotesi si arriverebbe ad avere poco più di 300 seggi su 630; un voto meno unidirezionale porterebbe la coalizione in vantaggio (M5S nel primo scenario, centro-sinistra nel secondo) ad allontanarsi ulteriormente dalla necessaria soglia dei 315 deputati. Il Partito democratico, in un sistema elettorale che prevede ballottaggi tra i due candidati più votati di ciascun collegio, rischierebbe di essere penalizzato da tale scelta. Un radicamento territoriale localizzato in Emilia Romagna e in Toscana e minacciato dal M5S in regioni come l’Umbria e le Marche gli garantirebbe un numero piuttosto modesto di «seggi sicuri», inferiore rispetto a quello su cui potrebbe contare il centro-destra. Per ottenere un risultato almeno accettabile dovrebbe mobilitare tutte le proprie migliori risorse e riuscire ad attrarre i voti dispersi, contando al contempo sulla «non ostilità» dell’elettorato di M5S e centro-destra (il quale dovrebbe in larga misura astenersi o comunque decidere di non votare «contro Bersani»).
  34. 34. 34 Conclusioni Conclusioni 3 : governare, adesso Anche se si tornasse al voto con un sistema come quello qui descritto, le prospettive per la governabilità del Paese resterebbero quindi sostanzialmente analoghe a quelle attuali. Sia oggi che dopo un eventuale ritorno alle urne con una nuova legge elettorale «a doppio turno», le alternative sembrano essere soltanto due: 1. una «convergenza antigrillina» tra centro-destra e centro-sinistra per contrastare l’avanzata del M5S (ipotesi che però non sembra presa in considerazione né dai dirigenti, né soprattutto dagli elettori delle due coalizioni) 2. una «convergenza per il cambiamento», che metta insieme forze e strategie elettorali di Pd e M5S La prospettiva di un ritorno alle urne con una nuova legge elettorale potrebbe modificare il peso relativo dei tre protagonisti, ma non eliminerebbe l’esigenza di trovare una soluzione politica «di compromesso» per uscire dall’impasse.
  35. 35. 35 Note tecniche e simulazione «con soglia» Note tecniche La proposta di legge che il Partito democratico aveva presentato in Parlamento il 31 luglio 2011 è, in realtà, decisamente più complessa rispetto al modello descritto nella presente analisi. Nelle intenzioni dei parlamentari democratici, l’assegnazione dei seggi per la Camera dei Deputati sarebbe dovuta avvenire sulla base di 3 diversi canali: 1. il 70% dei seggi in palio (433) sulla base di collegi uninominali maggioritari a doppio turno. Accederebbero al ballottaggio tutti i candidati che ottengono un numero di voti pari ad almeno il 10% degli elettori iscritti nelle liste elettorali 2. il 28% di seggi (173) con metodo proporzionale su base regionale o pluriprovinciale. È prevista una soglia di sbarramento circoscrizionale del 5% e, per ciascun partito, lo scorporo dei voti ottenuti dai candidati eletti nei collegi uninominali 3. i seggi restanti garantirebbero un «diritto di tribuna» riservato alle liste nazionali dei partiti che non sono riusciti ad eleggere candidati né nei collegi uninominali né nelle liste circoscrizionali
  36. 36. 36 Note tecniche e simulazione «con soglia» In base al modello ipotizzato dal Partito democratico e sulla scorta dei dati registrati il 24 e 25 febbraio, in tutte le province italiane il ballottaggio vedrebbe una sfida tra i candidati dei 3 schieramenti: centro-destra, centro-sinistra e Movimento 5 Stelle. Inoltre in alcuni territori supererebbe la soglia prevista anche il candidato di Scelta Civica per Monti Presidente (ottenendo voti pari ad almeno il 10% degli aventi diritto nelle province di Avellino, Belluno, Bergamo, Cuneo, Lecco, Sondrio, Trento e Udine). Tale situazione eviterebbe l’effetto second best choice, che verosimilmente potrebbe avvantaggiare il M5S, e renderebbe estremamente incerto l’esito di un voto che vedrebbe il centro-destra partire in vantaggio in 47 province, il centro-sinistra in 41 (tra cui Bolzano e Aosta) e il M5S in 22. Il risultato finale dei ballottaggi per i 433 seggi uninominali previsti dipenderebbe, pertanto, dal riposizionamento dei voti che al primo turno sarebbero andati a Scelta Civica, a Rivoluzione Civile e a Fermare il Declino.
  37. 37. 37 Note tecniche e simulazione «con soglia» Immaginando, per Scelta Civica alleata con Bersani: semplicità, che gli elettori di Giannino e di Ingroia Province Abitanti Seggi avrebbero optato per il Bersani 77 43.328.267 316 Movimento di Grillo, l’esito Grillo 18 8.156.986 59 del voto sarebbe dipeso dal comportamento dei montiani. Berlusconi 13 7.908.954 58 Quella che segue è una proiezione di come sarebbe Scelta Civica alleata con Berlusconi: cambiato il risultato se Scelta Province Abitanti Seggi Civica avesse scelto di far convergere i propri voti sul Bersani 21 15.557.112 113 centro-destra (eventualmente Grillo 22 8.369.077 61 con un altro candidato premier) o sul centro-sinistra. Berlusconi 65 35.468.018 259 Ai 433 seggi uninominali andrebbero poi aggiunti i 173 seggi assegnati col metodo proporzionale su base circoscrizionale, per i quali il meccanismo dello scorporo non consente di fare alcuna proiezione, e i restanti seggi assegnati alle formazioni minori come «diritto di tribuna» Fonte: elaborazioni su dati Ministero dell’Interno

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