Letteratura inizio '900_ Prof. Zenoni
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La letteratura di inizio Novecento in Italia: avanguardie storiche e crepuscolari.

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Letteratura inizio '900_ Prof. Zenoni Letteratura inizio '900_ Prof. Zenoni Presentation Transcript

  • Uno sguardo sulla letteraturaUno sguardo sulla letteratura italiana del Primo Novecentoitaliana del Primo Novecento [1910[1910--1945]1945] Presentazione Prof. ZenoniPresentazione Prof. Zenoni 1 Presentazione Prof. ZenoniPresentazione Prof. Zenoni Classe quintaClasse quinta a.s.a.s. 20132013--20142014
  • Il “malessere” di inizio NovecentoIl “malessere” di inizio Novecento 2 WystanWystan HughHugh AudenAuden, poeta inglese, poeta inglese parlerà di «età dell’ansia»parlerà di «età dell’ansia»
  • Il “malessere” di inizio Novecento partiamo da Pirandello… «Crollate le vecchie norme, non sono ancora sorte e stabilite delle nuove: è naturale che il concetto della relatività d’ogni cosa si sia talmente allargato in noi, da farci quasi del tutto perdere i criteri di valutazione. Non mai, credo, la vita nostra eticamente ed esteticamente fu più disgregata. A me la coscienza moderna dà l’immagine di un sogno angoscioso, attraversato da rapide larve or tristi or minacciose, d’una battaglia notturna, d’una mischia disperata» Luigi Pirandello, Arte e coscienza d’oggi, 1893 View slide
  • Le posizioni degli intellettuali italiani: 3 tendenze 1. Futuristi: tendono a risolvere la crisi storica e intellettuale in un frenetico attivismo, nell’esaltazione incondizionata della civiltà industriale, nella celebrazione della macchina e della velocità → vedi Manifesto del Futurismo [1909] 2. Esponenti del “nuovo romanzo”: si impegnano in una2. Esponenti del “nuovo romanzo”: si impegnano in una inquieta e tormentosa analisi della malattia dell’uomo moderno, condannando la società contemporanea come corrosiva e impietosa. I loro personaggi sono incapaci di agire, di darsi una consistenza, tesi a smontare e ri raccontare la loro storia frantumata → Svevo, Pirandello, Tozzi etc. cfr. personaggio dell’ “inetto” View slide
  • Le posizioni degli intellettuali italiani 3. Crepuscolari: definizione coniata da Borgese che accomunava una serie di poeti, tra cui Gozzano, Corazzini, Govoni che esprimevano un comune gusto malinconico, crepuscolare quindi. Avevano come riferimento il D’Annunzio del Poema paradisiaco, con i suoi tono intimi e il Pascoli poeta delle piccole cose. I crepuscolari introducono un lessico basso e una sintassi parlata e nuoviI crepuscolari introducono un lessico basso e una sintassi parlata e nuovi temi (orti, sere domenicali, monache, vecchie) e nuovi oggetti colti nella loro frantumazione. Il crepuscolarismo si pone come avanguardia per la negazione della tradizione, la critica della figura del poeta («Io mi vergogno, / sì, mi vergogno d’essere un poeta» scrive Gozzano), l’impiego del verso libero e il rifiuto del Sublime. Cercano una soluzione alla crisi fuggendo dalla città e tentando di tornare alla semplicità, all’innocenza, agli affetti sani della vita di campagna. Sono contro il poeta vate di matrice dannunziana.
  • Le rivisteLe riviste 6
  • Le riviste al centro del dibattito culturale Leonardo (1903-1907) Le riviste diventano adesso lo strumento privilegiato per far conoscere e circolare idee e proposte emergenti dalla realtà nazionale e internazionale. La Voce (1908-1916) Lacerba (1913-1915) Solaria (1926-1936)
  • Leonardo (1903-1907) È fondata da Giovanni Papini, vi collabora Giuseppe Prezzolini, si pone contro positivismo, erudizione, arte verista, metodo storico, materialismo, varietà borghesi e collettivisti della democrazia. È influenzata dall’estetismo dannunziano e dalla filosofia tedesca. Con la sua volontà di rinnovamento, cerca di aprire le porte della cultura italiana alle correnti più vive della filosofia dell'epoca (ad es. l’intuizionismo francese, Friedrich Nietzsche e le esigenze religiose appena nate).
  • La Voce (1908-1916) È la rivista più importante del tempo Quattro sono le fasi della sua vita 1908-1911 1912-19131912-1913 1914 1914-1916
  • La Voce (1908-1916) 1908-1911 Direttore è Giuseppe Prezzolini. Vi collaborano: Gaetano Salvemini, socialista “dissidente” Benedetto Croce e Giovanni Gentile, Giovanni Amendola, liberale Scipio Slataper, Clemente Rebora, Piero Jahier, Giovanni Boine, Camillo Sbarbaro (Trucioli), giovani scrittori e poeti Giovanni Papini e Ardengo SofficiGiovanni Papini e Ardengo Soffici Luigi Einaudi, economista L’impegno della rivista nasce è diretto ad un profondo rinnovamento spirituale e istituzionale, per determinare una nuova cultura e una nuova figura di intellettuale, che non deve vivere come se fosse immerso solo nella sua arte, cioè separato dal mondo→ la letteratura è concepita come attività di forte impegno morale e di natura perlopiù autobiografica
  • La Voce (1908-1916) Denunciare e combattere i giudizi leggeri e avventati senza possibilità di discussione, la ciarlataneria di artisti deficienti e di pensatori senza reni, la mondanità chiacchierina e femminile che trasporta le abitudini dei salotti e delle alcove nelle questioni d’arte e di pensiero, il lucro e il mestiere dei fabbricanti di letteratura, la vuota formulistica che risolve automaticamente ogni problema, l’egoismo ben pasciuto che vuole la rendita annua e l’animal’egoismo ben pasciuto che vuole la rendita annua e l’anima immortale, la paura di ogni mutamento e di ogni scossa sociale… Già ci proponiamo di tener dietro a certi movimenti sociali ce si complicano di ideologie, come il modernismo e il sindacalismo; di informare, senza troppa smania di novità, di quel che di meglio si fa all’estero; di proporre riforme e miglioramenti alle biblioteche pubbliche; di occuparci della crisi morale delle università italiane; di segnare le opere di lettura e di commentare la viltà della vita contemporanea.
  • La Voce (1908-1916) 1912-1913 È direttore Giovanni Papini e la rivista assume un deciso orientamento letterario, abbandonando il rapporto tra letteratura e vita nazionale che aveva improntato la prima fase della rivista. Appaiono numerosi articoli su esperienze letterarie fondamentali di altri paesi. La Voce aprirà le sue colonne come finora non aveva mai fatto, alla creazione artistica dei suoi collaboratori. Essa pubblicherà non soltanto novelle, racconti, versi, non soltanto disegni originali e riproduzioni di quadri e di sculture, ma ogni forma di lirica, dal diario al frammento, dallo schizzo all'impressione. Purché ci sia VITA.
  • La Voce (1908-1916) 1914 Torna direttore Prezzolini e i temi principali tornano ad essere la cultura e la politica. Il clima è cambiato e «La Voce», pur restando un giornale libero, prende posizione e sceglie l'interventismo. 1914-19161914-1916 Diretta da Giuseppe De Robertis, la rivista diventa un periodico esclusivamente letterario, lontano dalle inquadrature storiche che cercano i rapporti esistenti tra l'artista e il momento storico. Si punta esclusivamente sul fatto artistico utilizzando un metodo critico che si concentra quasi esclusivamente sulla parola e sulla concezione di una poesia pura.
  • Lacerba (1913-1915) Chi non riconosce agli uomini di ingegno, agli inseguitori, agli artisti il pieno diritto di contraddirsi da un giorno all'altro non è degno di guardarti. Tutto è nulla, nel mondo, tranne il genio. Le nazioni vadano in sfacelo ma crepino di dolore i popoli se ciò è necessario perché un uomo creatore viva e vinca.necessario perché un uomo creatore viva e vinca. Le religioni, le morali, le leggi hanno la sola scusa nella fiacchezza e canaglieria degli uomini e nel loro desidero di star più tranquilli e di conservare alla meglio i loro aggruppamenti. Ma c'è un piano superiore - dell'uomo solo, intelligente e spregiudicato - in cui tutto è permesso e tutto è legittimo. Che lo spirito almeno sia libero!
  • Lacerba (1913-1915) Di serietà e di buon senso si fa oggi un tal spreco nel mondo, che noi siamo costretti a farne una rigorosa economia. […] Noi siamo inclini a stimare il bozzetto più della composizione, il frammento più della statua, l'aforisma più del trattato, il genio mancato e disgraziato ai grand'uomini olimpici e perfetti venerati dai professori. Queste pagine non hanno affatto lo scopo né di far piacere, né d'istruire, né di risolvere con ponderanza le più gravi questioni del mondo. Sarà questo un foglio stonato, urtante, spiacevole e personale. Sarà uno sfogo per nostro beneficio e per quelli che non sono del tutto rimbecilliti dagli odierni idealismi, riformismi, umanitarismi, cristianismi e moralismi.
  • Solaria (1926-1936) 1. Allarga l’orizzonte dai classici della letteratura italiana ai grandi narratori europei dell’Ottocento e Novecento (Proust, Joyce, Dostoevskij, Mann e Kafka) 2. Culto dello stile 3. C’è la volontà di superare il frammento nella forma più articolata del romanzo. Guardano alla lingua dello di Leopardi4. Guardano alla lingua dello Zibaldone di Leopardi 5. Si parla di “Prosa Lirica”, densa di suggestioni memoriali, liriche e musicali.
  • Le “Avanguardie storiche”Le “Avanguardie storiche” 17
  • Le “Avanguardie storiche” FuturismoFuturismo, Cubismo, Espressionismo, Dadaismo, Surrealismo, CrepuscolarismoCrepuscolarismo Usiamo l’aggettivo storiche, per distinguerle dalla neo-avanguardia (post 2° guerra mondiale) Tentano di demolire il passato nelle sue forme e nelle sue istituzioni e progettano un nuovo mondo, con un atteggiamento di rivolta che spesso assume i toni dello scherno e del cinismo. Dietro le bizzarrie, le stravaganze, le eccentricità c’è un sentimento tragico dell’esistenza, un disagio e una profonda inquietudine, il sentirsi rifiutato dalla società e di farsi per questo “eccentrico” rispetto ad essa. D’altra parte, con il loro ossessivo desiderio di cercare nuove forme di espressione, le avanguardie storiche spazzarono via i tradizionali modi del fare artistico in tutti i settori della cultura: arti figurative, poesia, teatro, cinema, musica.
  • Il CrepuscolarismoIl Crepuscolarismo 19
  • Crepuscolarismo Il termine “Crepuscolarismo” fu coniato da Giuseppe Antonio Borgese per identificare il tramonto della “gloriosa poesia” italiana: «Si direbbe che dopo le Laudi e i Poemetti la poesia italiana si sia spenta. Si spegne, infatti, ma in un mite e lunghissimo crepuscolo» Il Crepuscolarismo è un clima culturale, un modo di atteggiarsi di fronte alla realtà e alla letteratura che esprime una raffinata nostalgia per un mondo perduto per sempre. Accomuna un gruppo di poeti che hanno in comune il riferimento alla lirica europea e il rifiuto della letteratura dannunziana. Chi? Marino Moretti, Sergio Corazzini, Govoni, Palazzeschi, Gozzano.
  • Guido Gozzano (1883-1916) Torinese, proveniente da una famiglia dell’alta borghesia, studia legge . Nel 1907 pubblica La via de rifugio. Del 1911 sono I Colloqui. Nel 1912 si aggrava la sua tisi e, nella speranza della guarigione, intraprende un viaggio in Oriente, dalla quale nascono le prose Verso la cuna del mondo.quale nascono le prose Verso la cuna del mondo. Montale lo definisce come il primo poeta del Novecento che riuscisse […] ad attraversare D’Annunzio per approdare ad un territorio suo.
  • I temi Abbandono della tematica eroica a cui il Crepuscolarismo contrappone un mondo di piccole cose, di dimessa quotidianità. Alla mondanità delle città, delle ville, dei salotti alto-borghesi luccicanti, i crepuscolari contrappongono gli orti, i giardini, i conventi, le chiesette, i cimiteri di campagna, le stazioncine di provincia, il salotto buono piccolo- borghese. Di contro alle donne fatali e raffinate, propongono le signore che scelgon le paste nelle confetterie, la cuoca diciottenne, le fantesche.paste nelle confetterie, la cuoca diciottenne, le fantesche. La volontà di potenza si rovescia in un diffuso senso di malinconia e di nostalgia, di volontà di morte, di stanchezza di vivere, di estraneità dimessa, di disadattamento esistenziale. Il poeta non aspira più ad essere guida e interprete delle esigenze della nazione, adesso chiede solo che lo si lasci sognare (Gozzano) o divertire (Palazzeschi) o morire (Corazzini).
  • Lo stile Alla poesia dal tono magniloquente, oratorio, alto, i crepuscolari oppongono un tono dimesso, quotidiano, colloquiale, con un periodare volutamente lineare, discorsivo, prosaicizzato e un lessico comune, impoetico, preso dalla lingua d’uso, dai tecnicismo vari, dal dialetto. Alla ricerca degli effetti musicali, sofisticati, fonosimbolici, contrappongono un casto uso della parola, della filastrocca, dellacontrappongono un casto uso della parola, della filastrocca, della ripetizione. La parola tende a essere solo indicatore di oggetti, senza creare attorno a sé echi musicali o simbolici. Le rime vengono usate non in funzione di elevazione musicale, ma in funzione ironica e dissacratoria, con l’accostamento di parole di livello stilistico diverso: divino/intestino, malinconia/radioscopia, fuggitivi/legumi improduttivi, Nietzsche / camicie.
  • L’ironia La sua polemica è rivolta non solo alla tradizione letteraria, ma investe anche i temi della sua propria poesia e se stesso come poeta. Gli strumenti di questa polemica sono l’ironia, l’atteggiamento critico. Gli oggetti tipici della tematica crepuscolare (vasellame, ceste, mobili, materassi) sono consapevolmente e lucidamente definiti ciarpame / reietto, così caro alla mia Musa!ciarpame / reietto, così caro alla mia Musa! Il costante atteggiamento autoironico consente al poeta di prendere le distanze e non identificarsi con l’oggetto della sua rappresentazione, che a volte colloca lontano nel tempo e nello spazio, a volte non prende sul serio.
  • Lo stile Il contrasto creato dall’ironia, fra un mondo di cose evocate e ripudiate, amate e derise, è reso nel linguaggio con l’uso frequente dell’aggettivo antitetico: buone cose di pessimo gusto, dolci bruttissimi versi. Frequente il contrasto fra lessico banale, quotidiano, sciatto tipico del crepuscolarismo (stoviglie, biciclette, rotaie del tram, ecc.) e un lessicocrepuscolarismo (stoviglie, biciclette, rotaie del tram, ecc.) e un lessico aulico (peplo, rabescare, cornucopia, ecc.). La rima è spesso usata contrapponendo parole di diverso livello linguistico e con funzione di dissacrante ironia: divino/intestino.
  • Il FuturismoIl Futurismo 26
  • Il movimento futurista Il Futurismo nasce ufficialmente il 20 febbraio 1909 a Parigi, quando sulle colonne del Figaro appare il Manifesto del Futurismo a firma di Filippo Tommaso Marinetti. Seguono Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) e Distruzione della sintassi – Immaginazione senza fili – Parole in libertà (1913). Al movimento, accompagnato da fenomeni del gusto e della moda, aderiscono scrittori e artisti di varia natura: poeti (Aldo Palazzeschi) scrittori (Giuseppe Papini, Ardengo Soffici) pittori (Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla) scrittori di teatro musicisti
  • Il movimento futurista Per mettere in pratica il loro programma, i futuristi cercarono anche un canale di comunicazione più diretto e immediato con il pubblico: riviste («Poesia» e «Lacerba») conferenze opere musicali serate futuriste > spesso finivano in rissa! I futuristi si fanno sostenitori del nuovo, esaltandone alcuni aspetti vistosi, come la velocità, la simultaneità, l’automobile e aprono la via all’esaltazione, spesso indiscriminata, della civiltà industriale e urbana.
  • Futurismo È un movimento di avanguardia che ha risonanza europea. Esprime il bisogno di vivere globalmente e totalmente la contemporaneità, con una carica dirompente e iconoclasta verso il passato [distruggere le biblioteche, le accademie], con un atteggiamento polemico e provocatorio: Vuole programmaticamente dare una risposta al passatismo della tradizione, coinvolgendo la totalità degli aspetti della cultura e dell’arte Vuole porsi come modo di sentire e di vivere, sintonizzandosi con le espressioni tipiche della vita moderna nelle sue manifestazioni più vistose: tecnica, industria, macchina, velocità, pubblicità, città.
  • Tommaso Filippo Tommaso Marinetti, Zang Tumb Tumb, 1914
  • La rivoluzione formale Sul piano tecnico-formale il Futurismo incide profondamente linguisticamente e letterariamente: - distruzione della sintassi, della punteggiatura, dell’aggettivo (qualificativo), dell’avverbio, della letteratura dell’io, del ‘come’, ‘quale’, ‘simile a’: I futuristi diranno quindi uomo-torpediniera e non ‘uomo simile a una torpediniera’ - recupero e uso dell’onomatopea, dell’analogia, del verbo all’infinito, del verso libero, delle parole in libertà, dello sperimentalismo grafico.verso libero, delle parole in libertà, dello sperimentalismo grafico. - tavole parolibere, in cui i caratteri tipografici rappresentano gli oggetti, si dispongono sulla pagina componendo dei disegni. - Nel Manifesto tecnico del 1912 si pongono le basi per la letteratura futurista - Serie di manifesti (Uccidiamo il chiaro di luna!, Guerra sola igiene del mondo, Distruzione della sintassi) che venivano diffusi in quelle “serate futuriste” che molto spesso finivano in rissa
  • Aldo Palazzeschi (1885-1974) Pseudonimo di Aldo Giurlani. La sua produzione abbraccia un arco vastissimo toccando esperienze lontane fra loro. Periodo crepuscolare: I cavalli bianchi (1905), Lanterna (1907), Poemi (1909) Periodo futurista: L’incendiario (1910), il romanzo Il codice di Perelà (1911), il manifesto Il Controdolore (1914). La prima guerra mondiale chiude tutto un periodo della produzione di Palazzeschi. Del 1934 è il romanzo Sorelle Materassi, del 1948 I fratelli Cuccoli.
  • La fontana malata Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete, clocchette, chchch... È giù, nel cortile, la povera fontana malata; che spasimo! che hai il cuore mi preme. Si tace, non getta più nulla. Si tace, non s'ode rumore di sorta che forse... che forse sia morta? Dio santo, quel suo eterno tossire mi fa morire, un poco va bene, ma tanto... Che lagno! Ma Habel! Vittoria! Andate, finire, magari... magari morire. Madonna! Gesù! Non più! Non più. Mia povera fontana, col male che hai, finisciche spasimo! Sentirla tossire. Tossisce, tossisce, un poco si tace... di nuovo. Tossisce. Mia povera fontana, il male sia morta? Orrore Ah! No. Rieccola, Ancora tossisce, Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete, chchch... La tisi l'uccide. Andate, correte, chiudete la fonte, mi uccide quel suo eterno tossire! Andate, mettete qualcosa per farla finisci vedrai, che uccidi me pure. Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete, clocchete, chchch... Aldo Palazzeschi, Poemi
  • Aldo Palazzeschi (1885-1974) Letterato dalla personalità originale, Palazzeschi sfugge a una precisa identificazione con un movimento. Nella prima produzione poetica ritorna il mondo caro ai crepuscolaricrepuscolari, ma il poeta toglie a quei temi la tenerezza e la malinconia, per sostituirvi la vocazione al riso. La funzione del poeta, ridotto a un saltimbanco dell’anima, viene ribaltata nel grottesco e nel ridicolo e il poetare non è altro che un divertimento.altro che un divertimento. Del futurismofuturismo Palazzeschi rifiuta l’esaltazione della velocità e della macchina, la celebrazione della guerra sola igiene del mondo. Accoglie invece lo sperimentalismo delle onomatopee, delle immagini e delle parole in libertà, l’avversione al romanticismo sentimentale, all’estetismo. La sua produzione è tutta intrisa del tono ironico e burlesco.
  • L’Espressionismo 1. Più che un’avanguardia organizzata, è una tendenza all’avanguardia. 2. Si sviluppa nel ventennio fra il 1905 e il 1925. 3. Esponenti principali: Gottfried Benn e Georg Trakl 4. Il termine è emerso nell’ambito delle arti figurative all’inizio del Novecento, ma ha acquistato un significato specifico intorno al 1910, quando si è cominciato a usarlo in Germania per definire alcune esperienze artistiche contemporanee, caratterizzate da un rapporto diretto con la natura, da una ricerca di astrazione e da una carica di deformazione delle figure. 5. Il termine fu assunto in un volume, Der Expressionismus, di Fechter, per5. Il termine fu assunto in un volume, Der Expressionismus, di Fechter, per caratterizzare vari artisti tedeschi contemporanei, a partire da quelli che nel 1905 avevano fondato a Dresda il gruppo «Die Brücke» (Il ponte): da allora fu assunto in proprio da molti artisti, scrittori e musicisti, e passò a caratterizzare una serie molto ampia di esperienze dell’avanguardia europea 6. L’espressionismo è caratterizzato da un rifiuto dei valori e delle forme di comunicazione borghese, da una tensione aggressiva e violenta, dalla rottura di ogni convenzione naturalistica, da una ricerca di «espressione» di desideri, aspirazioni e malesseri. 7. Si guarda in modo nuovo al brutto, al deforme, si subisce l’ossessione del dolore, della distruzione, della morte, si aspira a ritrovare i valori originari e incontaminati.
  • L’Espressionismo • Essenziali sono l’attenzione alla corporeità e alla visceralità, la ricerca di immagini astratte, di modelli sublimi: da tutto ciò prende forma l’immagine di un’umanità oppressa e stravolta (cfr. «L’urlo» di Munch). In letteratura l’espressionismo si collega alla rottura di ogni equilibrio comunicativo, a uno sconvolgimento del linguaggio che agisce sulla sintassi, sul lessico, sulle strutture metriche e su quelle narrative. • Unico denominatore del movimento è la «letteratura di urlo e di distruzione» (Contini) • Le forme e le modalità artistiche dell’Espressionismo sono fortemente caratterizzate e devono essere sintetiche, scorciate, ellittiche, devono «tenderecaratterizzate e devono essere sintetiche, scorciate, ellittiche, devono «tendere alla massima rapidità, simultaneità, tensione estrema». • Predomina la paratassi: i periodi sono brevi, secchi, nervosi, il lessico può spaziare dall’alto al basso, con prevalenza dei modi gergali e dialettali; in poesia domina il verso libero. • Riconducibili all’espressionismo sono le esperienze di Tozzi e delle esperienze della rivista fiorentina «La Voce», che nasce nel 1908 con Papini e Prezzolini (chiude nel 1916) e voleva dare voce alla nuova generazione di intellettuali, perché possa affermarsi come classe dirigente; • anche Pirandello ha dei tratti che lo riconducono all’espressionismo, anche se egli non si dichiarerà mai espressionista
  • Il Surrealismo • Primo manifesto del Surrealismo, scritto da Breton nel 1924. • La parola “surrealismo” sembra dovuta ad Apollinaire e viene usata da Breton nel significato di «realtà superiore», che è l’inconscio. • È un movimento che si propone di costruire nuove forme di esperienza opposte alla logica borghese, scoprendo nuovi territori dell’umano, in cui dominano il sogno, il lapsus, la magia, l’erotismo, l’umorismo e il fantastico: si tratta della ricerca di una «soprarealtà» che mira a «cambiare la via» in una prospettiva rivoluzionaria che ambisce a un comunismo di tipo libertario.libertario. • Come il Futurismo, anche il Surrealismo si pone come movimento antiborghese, sentono l’influenza di Niezsche (assunto con connotazioni molto lontane) e Freud, il Surrealismo cita L’interpretazione dei sogni e il nuovo modo di avvicinarsi alla scrittura che deriva da un aspetto del setting psicanalitico: la libera associazione. • Di qui la proposta di una scrittura automatica, che obbedisca esclusivamente e senza mediazione razionale ai movimenti dell’io, in modo da coglierne la realtà nascosta. Lo scrittore deve aderire agli automatismi dell’inconscio, seguendone le libere e casuali associazioni. Si giunge a forme di scrittura e di disegno composte in stato di semi-ipnosi.
  • Il Surrealismo • La scrittura automatica favoriva l’uso di tecniche nuove, come il flusso di coscienza impiegato da Joyce nell’Ulysses; nello stesso tempo però si crea il mito dell’inconscio come luogo dell’autentico, come realtà positiva • altri invece sottolineano l’aspetto polemico, distruttivo del riferimento all’inconscio, recuperando la positività delle sue istanze “basse” in senso anarchico, sino alla rivendicazione della perversione culturale e della crudeltà (è la linea di Bataille). • Nel suo rifiuto dell’arte borghese, il surrealismo si poneva agli antipodi• Nel suo rifiuto dell’arte borghese, il surrealismo si poneva agli antipodi del militarismo futurista, lottava per un’umanità che sapesse reggersi sull’amore, sulla libertà, sulla poesia. • Attraverso una sua interpretazione della psicanalisi freudiana, il surrealismo mirava a liberare ogni aspetto della vita dell’uomo, dando libero sfogo a quanto per secoli era rimasto sepolto nell’inconscio. • Quello surrealista era un programma di costruzione di una realtà superiore rispetto a quella grigia e convenzionale del mondo borghese e industriale: un programma che poteva ricollegarsi alle forme fantastiche dell’arte del passato e alle tradizioni dell’alchimia, della magia.