La biblioteca di PariniFilologia della letteratura italianaMartedì 10 maggio 2011Dott. Matteo Zenoni
Cosa rimane?• Partiamo con qualche data…• 1799 morte di Parini: il 20 agosto il libraio Agnelli è incaricato dagliesecutor...
La biblioteca nel 1799 conteneva lestampe dei suoi testi?No, si conservavano solo i manoscritti, oracustoditi alla Bibliot...
Quale fu, a proposito, la storia deimanoscritti pariniani contenuti nellaBiblioteca?Pochi giorni dopo la morte del poeta ...
Risultato dell’operazione ReinaReina si servì di queste carte per l’imponenteedizione delle Opere, che uscì in sei volumi,...
Torniamo all’ed. Reina Fu aspramente criticata dai contemporanei (Luigi Bramieri, UgoFoscolo):«Oltre alle poche poesie li...
Errori dell’ed. Reinal’accostamento arbitrario di due redazionidel Giorno, appartenenti a differenti fasicronologiche e s...
Torniamo alla biblioteca: quali fattorine determinarono la creazione?Le condizioni economiche non agiate(non è presente a...
Cosa è rimasto di tale biblioteca?•Nulla, ad eccezione di un testo, ilprimo volume delle Tragedie diAlfieri, regalato dall...
1 fonte: Ugo Foscolo, Saggio sullaletteratura italiana contemporaneaAll’interno di un breve ritratto, in cui nonmancano cr...
2 fonte: la Vita di ReinaPropone come letture effettuate nellabiblioteca domestica, negli anniprecedenti l’ed. del volume ...
3 fonte: Elenchi di scrittori di manodel PariniSi trovano autografi nella Cart. IV n. VII, 4dell’Ambrosiana, tra i “Framme...
Quali conclusioni possiamo trarre suquesta biblioteca?La libreria pariniana non era unapersonale e indicativa raccolta di ...
Descrizione della Biblioteca Libri di letteratura italiana e dialettale. Possedevatutta una serie di classici con lo stes...
Descrizione della Biblioteca Letterature straniere moderne: grande prevalenzadella lingua e della cultura francese, essen...
Intertestualità Parini-TassoSe volessimo analizzare gli echi tassiani nelGiorno, quale edizione di Tasso dovremmo consider...
Quali edizione tassiane possedevaParini nel 1799?• Possedeva due volumi di Tasso: laGerusalemme Liberata el’Aminta, entram...
Altra complicazione…• Se nelle Lezioni di belle letteredefinisce Tasso «Principe dell’epicapoesia italiana» e si sofferma ...
Bisogna indagare la situazione editorialedelle opere di Tasso nella seconda metà delSettecento. Uno dei modi per valutare...
Quale utilizzare?• L’edizione Tartini e Franchi. Per diversimotivi:era uno strumento di facile consultazioneper un docent...
Ma la fruizione di Tasso avveniva solonell’originale? Nel Settecento infatti la Liberata era statapiegata a diverse tradu...
Non solo traduzioniSpopolavano anche i travestimenti.Def. travestimento: era una forma diparodia che comportava la traspos...
La tradizione mediata• Sono infatti dimostrabili interferenze dellatraduzione balestrieriana nella fruizione cheParini ave...
Primo esempio: Ger. Lib. IV e MZGer. Lib IV 67, 1-4Mentre ei così dubbioso a terra voltolo sguardo tiene, e ’l pensier vol...
Echi della Gerusalemme travestita…• Gli echi tassiani sono generici e circoscritti allamemoria visiva, una rispondenza mag...
Secondo esempio: Ger. Lib. XIII e NTGer. Lib. XIII, 20, 1-3Questi, appressando ove lor seggio hanposto / non rimiràr le ne...
Altra evidente interferenza diBalestrieri…• A corrispondenze generiche tra il cantoXIII della Liberata e l’incipit dellaNo...
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La Biblioteca di Parini; Parini lettore di Tasso e la fortuna dell'autore della Gerusalemme Liberata nella Milano di fine Settecento.

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La biblioteca di Parini - Prof. Zenoni

  1. 1. La biblioteca di PariniFilologia della letteratura italianaMartedì 10 maggio 2011Dott. Matteo Zenoni
  2. 2. Cosa rimane?• Partiamo con qualche data…• 1799 morte di Parini: il 20 agosto il libraio Agnelli è incaricato dagliesecutori testamentari di fare una stima dei libri posseduti dal poetaal momento della sua morte.• 1798 testamento di Parini: «Incarico gli esecutori testamentariche, subito seguita la mia morte, debbano apprendere tutta la miasostanza, facendone poi fare l’opportuno Inventario, per poiconsegnare ai miei eredi».• Importante: l’inventario è una fotografia di una situazione storicamentedeterminata; esso va considerato nella sua natura parziale: è presumibile cheParini abbia letto tutti i libri contenuti nella biblioteca, ma alcunipotevano non essere stati letti dal poeta (è il caso dei libri regalati).
  3. 3. La biblioteca nel 1799 conteneva lestampe dei suoi testi?No, si conservavano solo i manoscritti, oracustoditi alla Biblioteca Ambrosiana diMilano.Complicazione: alcune testimonianze (lettere)però ci mostrano come Parini abbiaposseduto, durante la residenza a Brera, copiedelle sue opere, date o ricevute in regalo epoi…rubate! Non si trovano, per esempio, leOdi ricevute in regalo dal Bodoni nel 1781.
  4. 4. Quale fu, a proposito, la storia deimanoscritti pariniani contenuti nellaBiblioteca?Pochi giorni dopo la morte del poeta inipoti li vendettero all’asta per l’irrisoriacifra di 2200 lire milanesi.Vennero quindi acquistati, o meglio, fattiacquistare, perché detenuto in prigione,dall’allievo Francesco Reina che, rientratodalla Croazia, dove era stato deportato,non risparmiò fatiche e denaro perrecuperare le altre carte pariniane.
  5. 5. Risultato dell’operazione ReinaReina si servì di queste carte per l’imponenteedizione delle Opere, che uscì in sei volumi, stampatitra il 1801 e il 1804 per il Genio Tipografico diMilano.1825: morte di Reina. La sorte delle carte parinianefu tranquilla, passarono a Felice Bellotti, e più tardi alnipote di questi, l’ingegnere Cristoforo Bellotti, che lidonò nel 1910 alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.1925: esce l’edizione delle Opere di Parini a cura diun allievo di Carducci, Guido Mazzoni. Il filologoMazzoni ordinò le carte, numerandole in cinquecartelle. Edizione che però è ancora filologicamentemolto carente (G. Parini, Opere, a cura di G.Mazzoni, Barbèra, 1925).
  6. 6. Torniamo all’ed. Reina Fu aspramente criticata dai contemporanei (Luigi Bramieri, UgoFoscolo):«Oltre alle poche poesie liriche degne di quel nobileingegno, l’Editore ammassò scartafacci e minute; così, in vece didue schietti pubblicò cinque grossi volumi, con poca pietà versole ceneri del Parini» (Foscolo, Lettere scritte dall’Inghilterra). Essa però fu giudicata con estrema severità: se non fosse stato peril Reina tutte le scritture del Parini sarebbero state disperse! Manzoni, nell’imminenza delle Opere postume alfieriane intredici volumi, in una lettera a Giovan Battista Pagani del1804, si lasciava andare a queste considerazioni: «Non vorrei chel’editore di Alfieri fosse un Reina». Merito importante: gli editori successivi si baseranno suquell’edizione, sulle varianti poste a piè pagina e nella Vita, postaall’inizio del primo volume, verrà fondato il mito di Parini poetacivile.
  7. 7. Errori dell’ed. Reinal’accostamento arbitrario di due redazionidel Giorno, appartenenti a differenti fasicronologiche e stilistiche.La pubblicazione delle Odi con un corpusche contaminava l’ed. Gambarelli del1791, espungendone cinque eaggiungendone tre successive, raccoltenella stampa del Bernardoni, del 1795.L’inserimento, all’interno delle operepariniane, di testi apocrifi.
  8. 8. Torniamo alla biblioteca: quali fattorine determinarono la creazione?Le condizioni economiche non agiate(non è presente alcun libro di particolarepregio, oppure raro);L’assidua frequentazione della Bibliotecadi Brera, che all’epoca contava ben80.000 volumi.(NB. dal 1770 al 1798 Parini ebbel’incarico di professore di Eloquenza e diBelle Lettere alle Scuola Palatine, aBrera).
  9. 9. Cosa è rimasto di tale biblioteca?•Nulla, ad eccezione di un testo, ilprimo volume delle Tragedie diAlfieri, regalato dall’astigiano inoccasione di una sua visita a Brera nel1793.Su quali altre testimonianze cipossiamo basare per delineare laconsistenza della Bibliotecapariniana?Ci si può basare su tre fonti, oltreall’inventario…
  10. 10. 1 fonte: Ugo Foscolo, Saggio sullaletteratura italiana contemporaneaAll’interno di un breve ritratto, in cui nonmancano critiche all’attività di Parini, afferma:«Le sue letture favorite fra gli Italiani furonoDante, Ariosto e l’Aminta del Tasso; ma non imitòalcuno di questi scrittori […]. Suo studio costantee prediletto furono i trattati di belle arti e inparticolare la vita di celebri artisti, tanto che i suoiesecutori trovarono, tra i pochi volumi in suopossesso al tempo della sua morte, due copie delleVite del Vasari, l’una e l’altra consunta dall’uso».Nell’inventario del 1799 è però presente una solacopia delle Vite vasariane.
  11. 11. 2 fonte: la Vita di ReinaPropone come letture effettuate nellabiblioteca domestica, negli anniprecedenti l’ed. del volume diesordio, Alcune poesie di RipanoEupilino, autori comeVirgilio, Orazio, Petrarca, mentre leletture cambiano negli anni della maturità:«Negli ultimi tempi suoi l’evidentissimoDante, il semplice e facile Ariosto glierano sempre alla mano: costoro, dicevaegli, più si conosce l’arte, più siammirano: più si studiano, più piacciono».
  12. 12. 3 fonte: Elenchi di scrittori di manodel PariniSi trovano autografi nella Cart. IV n. VII, 4dell’Ambrosiana, tra i “Frammenti” per leLezioni di belle lettere e Arti.Perché sono importanti? Perchésuppliscono all’inspiegabile mancanza dialcuni autori tra le opere contenutenell’inventario: tra i greci Eschilo, Sofoclee Aristofane e tra i latini Plauto, Marziale eSeneca.
  13. 13. Quali conclusioni possiamo trarre suquesta biblioteca?La libreria pariniana non era unapersonale e indicativa raccolta di testiprivilegiati, ma la modesta e in fondoimpersonale libreria di un professore di«belle lettere», non molto fornito didenaro e perciò costretto ad acquistare iprincipali “ferri del mestiere”.E quali opere conteneva? Testiraggruppabili in 5 sezioni:
  14. 14. Descrizione della Biblioteca Libri di letteratura italiana e dialettale. Possedevatutta una serie di classici con lo stesso formato, indodicesimo e con legatura “alla francese”: le Rimedi Petrarca, il Decamerone, ilMorgante, l’Orlando Furioso, la GerusalemmeLiberata, l’Aminta, il Pastor fido. Interessante: c’èTanzi ma non Balestrieri! Letterature classiche e orientali, per lo più intraduzione italiana o francese. Libri di teatro, dovuti all’incarico di poetaufficiale del Teatro ducale Milanese e alla nominanella commissione di un concorso per la riformadel teatro nazionale negli anni francesi.
  15. 15. Descrizione della Biblioteca Letterature straniere moderne: grande prevalenzadella lingua e della cultura francese, essendo lamoda del periodo. Dei 196 libri dell’inventario ben45 erano in lingua francese, e tra essi molti testiclassici in traduzione e saggi. Si nota la presenza diPope, ma non del Riccio Rapito, da tanti accostatoal Giorno, tradotto dal Conti nel 1756! Libri di retorica, indispensabili per la suaprofessione. Libri di “belle arti”: Vasari, Winckelmann, Vitruvioin traduzione e l’Iconologia di Cesare Ripa.
  16. 16. Intertestualità Parini-TassoSe volessimo analizzare gli echi tassiani nelGiorno, quale edizione di Tasso dovremmo considerare?Alcune date preliminari:24 marzo 1763: editio princeps del Mattino, pressol’editore Agnelli;24 luglio 1765: editio princeps del Mezzogiorno pressol’editore Galeazzi;18 ottobre 1791: lettera a Bodoni, dove sostiene di averpronti, e profondamente rielaborati, il Mattino e ilMeriggio.1796: terminus ante quem proposto da Dante Isella(editore critico del Giorno, ma anche delle Odi) per lastesura del Vespro e della Notte.
  17. 17. Quali edizione tassiane possedevaParini nel 1799?• Possedeva due volumi di Tasso: laGerusalemme Liberata el’Aminta, entrambe nell’edizioneparigina di Marcello Prault, del 1768.• Ma la presenza accertata di echitassiani fin dalle prime due redazionidi Mattino e Mezzogiorno obbliga apreferire il ricorso di un’edizione delTasso anteriore al 1768!
  18. 18. Altra complicazione…• Se nelle Lezioni di belle letteredefinisce Tasso «Principe dell’epicapoesia italiana» e si sofferma sui pregidelle Giornate del mondo creato, delTorrismondo e delle poesie liriche, ciòsignifica che conosceva altre opere diTasso.• Quindi quale edizione leggeva?
  19. 19. Bisogna indagare la situazione editorialedelle opere di Tasso nella seconda metà delSettecento. Uno dei modi per valutare la fortuna di un autore consiste nelconteggio delle edizioni a stampa prodotte in un determinatosecolo, dato a maggior ragione importante per Parini che, letteratonon aristocratico, doveva giocoforza ricorrere, come qualsiasi altroborghese del tempo, al mercato editoriale contemporaneo. Settecento: è un secolo intermedio per Tasso tra fortuna barocca eboom editoriale ottocentesco (es. per la Liberata, su 1700edizioni, ben 800 sono del XIX secolo). Sono pubblicate solo 60edizioni della Liberata e 30 dell’Aminta. Quali opere complete? Solo due: 1724, Opere colle controversie sopra la Gerusalemme Liberatadivise in sei tomi, per la stamperia di sua altezza reale Tartini eFranchi; 1735, a Venezia per gli editori Compagno e Monti.
  20. 20. Quale utilizzare?• L’edizione Tartini e Franchi. Per diversimotivi:era uno strumento di facile consultazioneper un docente che necessitava di operequanto più complete degli autori presi inesame.era autorevole da un punto di vistafilologico.conteneva un rimario, strumentoessenziale per un poeta come Parini.
  21. 21. Ma la fruizione di Tasso avveniva solonell’originale? Nel Settecento infatti la Liberata era statapiegata a diverse traduzioni nei dialetti italiani. Sulle 34 traduzioni, non tutte complete, ben 21risalgono al Settecento. Per quali motivi? la volontà di abbassare con l’uso parodico deldialetto un poema epico non più sentito cometale;L’attrattiva della poesia tassiana per chi volevasperimentare nuove possibilità espressive.
  22. 22. Non solo traduzioniSpopolavano anche i travestimenti.Def. travestimento: era una forma diparodia che comportava la trasposizionedi un monumento letterario in una realtàspazialmente e socialmente circoscritta.Es: La Gerusalemme Liberata travestitain lingua milanese, opera composta daDomenico Balestrieri, amico di Parini eaccademico trasformato.
  23. 23. La tradizione mediata• Sono infatti dimostrabili interferenze dellatraduzione balestrieriana nella fruizione cheParini aveva di Tasso.• Perché? Nelle riunioni in casa Imbonati (sededell’Accademia dei Trasformati), le ottavetradotte venivano lette con frequenza, ancorprima della pubblicazione del 1772 (memoriaorale); Parini all’altezza del 1758 conosceva già il testodella Gerusalemme Travestita e a unafrequentazione assidua con Parini il Balestrieriallude in una commedia in dialetto milanese.
  24. 24. Primo esempio: Ger. Lib. IV e MZGer. Lib IV 67, 1-4Mentre ei così dubbioso a terra voltolo sguardo tiene, e ’l pensier volve egirala donna in lui s’affisa, e dal suo voltointenta pende e gli atti osserva emiraGer. Lib. IV 65, 5«Teme i barbari inganni»Ger. Lib. IV 67, 8«Ma diè risposta assai cortese emolle»Ger. Mil. IV 67, 1-2Intant che ’l capitan el se visigaLa barba e il muso, e ’l pensa a paricccoss.La notta tucc i cacc lee sta Morniga,Senza mai destacchagh i oueccd’addoss.MZ 1071-1079[…] o se più forseL’ami così, come sorbir la suoleBarbara sposa, allor che, molle assisaSu’ broccati di Persia, al suo signoreCon le dita pieghevoli ’l selvosoMento vezzeggia, e la svelata fronteAlzando, il guarda; e quelli sguardi hanpossaDi far che a poco a poco di man cadaAl suo signore la fumante canna.
  25. 25. Echi della Gerusalemme travestita…• Gli echi tassiani sono generici e circoscritti allamemoria visiva, una rispondenza maggiore sitrova tra il Giorno e il travestimento in dialettomilanese:• La mediazione del poeta dialettale divieneevidente per i versi 1074-1075 delMezzogiorno: «potrebbe essere che il milanesevisiga abbia indotto nel Parini il ricorso avezzeggia. La rilevanza del gesto è sottolineatadall’enjambement sia nel Balestrieri («el sevisiga / la barba») che nel Parini («il selvoso /mento vezzeggia»).
  26. 26. Secondo esempio: Ger. Lib. XIII e NTGer. Lib. XIII, 20, 1-3Questi, appressando ove lor seggio hanposto / non rimiràr le nere ombre sìtosto, / che lor si scosse e tornò ghiaccioil core.Ger. Mil. XIII, 20, 1-8Rivaa sti buli unii tucc in d’on croeucc,Dov’even faa i Diavol l’imboscada,Vedend quell fosch ghe tremen igenoeucc,E ’l coeur strensgiuu el ghe dis da voltàstrada;Ma pur tirandes el capell sui oeuccDent g’han la foffa, e ’l spiret in facciada,E se saan anem, e vaan tant innanz,C’han el camp di cinqu pertegh li denanz.NT 24-29E al sospettoso adultero, che lentoCol cappel su le ciglia e tutto avvoltoEntro al manto sen gìa con larmi ascose,Colpìeno il core, e lo strignean d’affanno.E fama è ancor che pallide fantasimeLungo le mura de i deserti tetti
  27. 27. Altra evidente interferenza diBalestrieri…• A corrispondenze generiche tra il cantoXIII della Liberata e l’incipit dellaNotte si affianca un’aderenza maggiorecon la traduzione in dialetto milanese: ilgesto di tirarsi il cappello sugli occhi èdi derivazione balestrieriana!• Importanza rilevante dellamediazione di Balestrieri per gli echitassiani nel Giorno.

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